Natale 2022 Dirigibili, qualche bel libro e varie idee regalo

Natale 2022 Dirigibili, qualche bel libro e varie idee regalo

  1. DIRIGIBILI DIRIGIBILE AERONAUTICA ROMA CIMAPINO VEDUTE AEREE TELA ORIGINALE DIRIGIBILE MATERIALI AERONAUTICI DIRIGIBILISTI PIONIERI DELLA REGIA AERONAUTICA

IMG_6005_clipped_rev_1  IMG_6006_clipped_rev_1 IMG_6007_clipped_rev_1 IMG_6008_clipped_rev_1

Album fotografico dirigibili,

Antonio Bertarini Ingegnere,

Bellissimo album realizzato con la tela di un dirigibile, “Foto Ingegnere Antonio Bertarini fatte dal Dirigibile (ultimo anno della Grande Guerra), In copertina tela del Dirigibile”.

(Roma), 1918

In oblungo (35×25 cm); 11 cc. di tav. L’album è un pezzo unico, anche per l’interessantissima legatura realizzata in cartoncino rigido foderato con il tessuto originale con il quale era realizzato il dirigibile ritratto nelle foto, probabilmente il dirigibile della Regia Flotta, V. 5 che si vede ritratto alla prima grande foto mentre esce dall’Hangar di Ciampino. All’interno del piatto anteriore una scritta a pennarello alcune note manoscritte con l’autore delle foto e le note descrittive dell’album. Le altre foto sono tutte affascinanti vedute aeree di Roma prese dal dirigibile, a volte sono visibili i tiranti che legano la navicella al pallone, a parte una foto che ritrae due dirigibili in volo, probabilmente, mentre partono dall’areo scaloIMG_6003_clipped_rev_1 di Ciampino dove si trovavano gli hangar di alcuni dei più celebri dirigibili del Regio Esercito. L’ingegnere Antonio Bertarini fu un noto ingegnere aeronautico italiano e medaglia al Valore Civile nel 1941 in quanto il 3 gennaio 1941-XIX, in Gerola Alta (Sondrio) “Avvertito che tre operai, in alta montagna, erano stati travolti da una valanga, organizzava una squadra di soccorso e raggiunto il luogo della sciagura, dirigeva le lunghe e difficili operazioni che portavano al disseppellimento ed al salvataggio di due dei sinistrati. Esempio ammirevole di slancio generoso e di ardire”. Proprio la presenza del tessuto originale con il quale venivano realizzati i dirigibili del Regio Esercito Italiano, fa dell’album, un’importante testimonianza storico-tecnica della storia dell’aeronautica italiana. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

450 euro

2) DIRIGIBILI DIRIGIBILE AERONAUTICA ROMA CIMAPINO VEDUTE AEREE TELA ORIGINALE DIRIGIBILE MATERIALI AERONAUTICI DIRIGIBILISTI PIONIERI DELLA REGIA AERONAUTICA

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IMG_6002_clipped_rev_1Album fotografico dirigibili,

Antonio Bertarini Ingegnere,

Bellissimo album realizzato con la tela di un dirigibile, “Foto Ingegnere Antonio Bertarini”, con immagini di dirigibili.

(Roma), 1910-1918 circa

In oblungo (33×25 cm); 6 cc. di tav. L’album è un pezzo unico, anche per l’interessantissima legatura realizzata in cartoncino floscio, tenuto assieme da due strisce ricavate dal tessuto originale con il quale erano realizzati i dirigibili ritratti nelle foto. Alla legatura, sulle fasce realizzate con la tela del dirigibile, è aggiunta una piccola spilletta militare a forma di dirigibile. Le 12 fotografie contengono scatti dei dirigibili della Regia Aeronautica all’interno degli hangar, all’esterno con particolari delle navicelle, due foto aeree di Roma ripresa dal dirigibile, diversi tipi di navicella fra le quali una da dirigibile classe “Forlanini” che fu una serie di piccole aeronavi semirigide sviluppate da uno dei pionieri della aeronautica italiana, Forlanini appunto. Queste aeronavi, insieme alla serie tedesca Groß-Basenach, furono i primi a presentare l’innovativa navicella per il trasporto dei passeggeri, solidale con l’involucro del dirigibile. Questa innovazione tecnica ebbe un’importante impattoIMG_5997_clipped_rev_1 sull’aerodinamica dei sommergibili riducendo in modo sensibile la loro resistenza all’aria. L’ingegnere Antonio Bertarini fu un noto ingegnere aeronautico italiano e medaglia al Valore Civile nel 1941 in quanto il 3 gennaio 1941-XIX, in Gerola Alta (Sondrio) “Avvertito che tre operai, in alta montagna, erano stati travolti da una valanga, organizzava una squadra di soccorso e raggiunto il luogo della sciagura, dirigeva le lunghe e difficili operazioni che portavano al disseppellimento ed al salvataggio di due dei sinistrati. Esempio ammirevole di slancio generoso e di ardire”. Proprio la presenza del tessuto originale con il quale venivano realizzati i dirigibili del Regio Esercito Italiano, fa dell’album, un’importante testimonianza storico-tecnica della storia dell’aeronautica italiana. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

450 euro

3) DIRIGIBILI DIRIGIBILE AERONAUTICA ROMA CIMAPINO VEDUTE AEREE TELA ORIGINALE DIRIGIBILE MATERIALI AERONAUTICI DIRIGIBILISTI PIONIERI DELLA REGIA AERONAUTICA FERRARA DIRIGIBILI

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Album fotografico dirigibili

Antonio Bertarini Ingegnere,

Bellissimo album con foto di dirigibili scattate Ingegnere Antonio Bertarini fatte dal Dirigibile.”Guerra coi dirigibili, Ing. Antonio Bertarini. … FERRARA …

(Roma), 1910-1918 circa

In oblungo (33×25 cm); 12 cc. di tav. contenenti 29 fotografie di vario formato. Una piccola didascalia accompagna le fotografie. Al piatto anteriore oltre la scritta con l’argomento e l’autore delle fotografie, la scritta “… Ferrara …” abilmente realizzata a mano. Il volume raccoglie fotografie (con i nomi dei dirigibili) di vari dirigibile e navicelle, conservate nell’aeroscalo di Ferrara. Alla prima pagina le foto, scattate durante una cerimonia di premiazione tenutasi nell’ottobre del 1917, riprendono diversi ufficiali della Regia Aeronautica Italiana. In una in particolare, sono riportati i nomi di tre ufficiali Pricalo, Gallotti ed il celeberrimo Castruccio, al secolo Angelo Castruccio, Medaglia d’oro al Valore Militare (04/11/1917) con motivazione: “Ufficiale di bordo di un dirigibile che aveva compiuta un’azione notturna di bombardamento sul nemico, visto che l’aeronave, colpita a poppa, in una posizione inclinata di 45 gradi, discendeva precipitosamente alla deriva, e intuito che portando un carico a prora si sarebbe reso possibile il governo del dirigibile, con sereno e cosciente spirito di sacrificio, esponendo la vita per la salvezza dei compagni e dell’aeronave, servendosi di una sottile scala metallica, saliva, nonostante l’oscurità più assoluta, dalla navicella all’involucro, aprendosi un varco nella parte inferiore; indi si trascinava carponi sopra il sottile strato di stoffa fino a prora del dirigibile, sfidando la lacerazione possibile delIMG_5990_clipped_rev_1 tessuto e la conseguente caduta. Col suo peso migliorava, così, l’equilibrio dell’aeronave, e rimanendo in tale penosa e rischiosissima condizione per circa un’ora di discesa precipitosa, permetteva al comandante di condurre l’aeronave in territorio nazionale e di atterrare. Cielo di Prosecco, 22 settembre 1917″. L’altro personaggio ritratto è l’altrettanto celebre comandante dirigibilista Carlo Gallotti (Napoli, 4 maggio 1887 – …) famoso militare e aviatore italiano, veterano della guerra italo-turca che durante la prima guerra mondiale fu comandante dei dirigibili M.9, M.12 e M.14, venendo decorato della Medaglie d’argento al valore militare. Si legge da wikipedia che Gallotti “Promosso tenente, frequentò il 1º Corso di costruzioni aeronautiche a Roma, e passò in servizio sui dirigibili nel 1912. Partì per combattere in Libia nel corso della guerra italo-turca, volando come pilota sui dirigibili P.2 e P.3,[1] e ottenendo il brevetto di ufficiale di bordo di dirigibile a Tripoli il 23 dicembre dello stesso anno. Promosso capitano nel 1915, durante il corso della grande guerra fu pilota dei dirigibili P.4, M.3 e M.9. Promosso maggiore nel 1917, fu comandante dei dirigibili M.9, M.12, del Cantiere dirigibili, del dirigibile M.14, e del IV Cantiere e del Gruppo sezione dirigibilisti dell’Aeroporto di Ferrara-San Luca. Al termine della guerra risultava decorato di Medaglie d’argento al valor militare”. Le foto furono scattate dall’ingegnere Antonio Bertarini, noto ingegnere aeronautico italiano e medaglia al Valore Civile nel 1941 in quanto il 3 gennaio 1941-XIX, in Gerola Alta (Sondrio) “Avvertito che tre operai, in alta montagna, erano stati travolti da una valanga, organizzava una squadra di soccorso e raggiunto il luogo della sciagura, dirigeva le lunghe e dificili operazioni che portavano al disseppellimento ed al salvataggio di due dei sinistrati. Esempio ammirevole di slancio generoso e di ardire”. Le legende delle foto sono chiosate da bellissima grafia coeva, in bianco. Dopo la foto con l’adunanza nell’hangar con i ritratti dei dirigibilisti seguono foto con: il montaggio dell’hangar a Ferrara, S. A. R. il il Duca di Bergamo in visita all’Aeroscalo di Ferrara (luogo di costruzione dei dirigibili), il Dirigibile Esploratore, Navicella attrezzata per incursione, Interno della Navicella D. M. 15., Venezia vista dal dirigibile, Manovre d’ingresso in Hangar, Il dirigibile V. 5., La vedetta all’Hangar, Marinai al lavoro dei campi, Il dirigibile Esploratore, La poppa del D. F. 5, L’Esploratore,Pezzi antiaerei dell’aeroscalo, Il D. F. 5 nell’Hangar di Ciampino, Dall’F.5 veduta del dirigibile V. 2. in volo, L’atteraggio, La Partenza, Preparativi per l’uscita delle navi volanti. Magnifico insieme di rarissime fotografie di interesse aeronautico legate alla storia dei dirigibili che servirono la Regia Aeronautica Italiana, durante la Prima Guerra Mondiale. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.IMG_5991_clipped_rev_1

750 euro

4) ORNITOLOGIA VENATORIA CACCIA FRINGUELLI PRIME EDIZIONI RARITA’ BIBLIOGRAFICHE ROANA VICENZA VENETO CIMBRI LINGUA CIMBRA

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Fabris Giovanni Giambattista,

Fringuillae educandae ratio. La educazione dei fringuelli.

Padova. Seminario, 1817.

In 8° grande (22,3×14,5 cm); 38 pp. Nel nostro esemplare non sono mai state aggiunte la carta bianca alla fine del volume. Brossura editoriale con titolo in nero al piatto anteriore e ricche cornici xilografiche ai due piatti. Al piatto anteriore sono presenti luogo di stampa, stampatore ed anno di stampa. Qualche lievissima traccia del tempo ai piatti, qualche leggerissimo foxing in poche pagine e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Testo in latino e italiano. Prima rara edizione della “fringuelleide” scritto del noto intellettuale veneto originario di Roana in provincia di Vicenza, Giovanni Battista Fabris (Roana 1761 – Padova 1817) fra i massimi esponenti della cultura cimbra. Entrato in Seminario a Padova, finì gli studi a Padova dove divenne prestigioso insegnante di lingue nel seminario di Padova. Sul sito della Cultura Cimbra di Roana si legge: “Ogni anno Giambattista Fabris veniva a caccia al suo paese, dove aveva un “roccolo” sul colle del Khèstelle, da lui chiamato “luce degli occhi miei e gloria straordinaria della caccia”. Il suo poemetto dimostra un grande attaccamento al mondo vegetale, animale, umano di Roana e dell’altopiano. La sua poesia non era accademica e convenzionale, ma “frutto di un autentico batticuore” (Ferdinando Bandini). Giovanni Battista Fabris morì a Padova nel 1817 e fu celebrato a Roana nel 1882 con una grande festa organizzata dal Comune, festa che ha visto convenire gente e autorità di tutto l’altopiano. In quella occasione fu posta nella chiesa parrocchiale di Roana una lapide commemorativa che IMG_6058_clipped_rev_1andò distrutta durante la grande guerra […]. Giovanni Battista Fabris è stato anche l’autore della traduzione in lingua cimbra del Catechismo Napoleonico, stampato dal Vescovo di Padova nel 1812 per la comunità dell’altopiano. Si tratta di un testo prezioso, ritenuto dagli esperti austriaci e tedeschi, una testimonianza molto più viva e interessante rispetto alle traduzioni cimbre dei catechismi dei secoli precedenti (Wolfgang Meid).”. Il “Carmen” è un dotto componimento che tratta del fringuello da “richiamo” nel quale l’autore descrive, però, l’uccellino ed il suo ambiente con conoscenze ornitologiche e botaniche, fuori dal comune, conoscenze nate, più che sui libri, nella frequentazione assidua ed ammirata della natura nei colli intorno a Roana nei quali, l’autore era solito recarsi appena poteva staccarsi dagli impegni padovani accompagnato nelle sue gite venatorie dall’amico Dianin che lo stesso Fabris, incaricò di curare la traduzione italiana. Questa prima edizione è rarissima come scrive lo stesso Ceresoli nella sua bibliografia sulla caccia “Bibliografia delle opere italiane, latine e greche su la caccia, la pesca e la cinologia…” pur citando la sola seconda edizione, in quanto mai in grado di vedere la prima: “Prima e introvabile edizione del poemetto latino, con la traduzione italiana del Prof. Dianin, di Padova, stampato nel 1817, subito dopo la morte dell’autore, che alla pubblicazione di questa sua fatica aveva posto la condizione che essa fosse accompagnata dalla traduzione italiana fatta dall’amico suo Dianin, affinchè gli uccellatori ignari di latino avessero potuto trarne profitto. Non ci è nota questa prima edizione, rarissima fin dal 1834, e pertanto ancor più oggi.” (Ceresoli, 239). Assai rara. Rif. Bibl.: Ceresoli 239 che lo cita ma non lo ha mai visto.

330 euro

5) ARTIGLIERIA MANOSCRITTI TORINO PIEMONTE GENOVA CANNONI PESI E MISURE ARTIFICIERI ARTIGLIERI STRATEGIA BELLICA

IMG_6068_clipped_rev_1   IMG_6074_clipped_rev_1  IMG_6076_clipped_rev_1IMG_6078_clipped_rev_1IMG_6075_clipped_rev_1  IMG_6079_clipped_rev_1

IMG_6073_clipped_rev_1Anonimo,

Raccolta di Varie cose spettanti all’Artiglieria necessaria per la Campagna in Torino Luglio 1949.

S. luogo (ma probabilmente Genova), 1749.

1n 8° piccolo (16×10,5 cm); (2 b.), (2), 123, (1), pp., 123-141 cc., (7), (7 b.) pp. Il volume presenta 17 tavole a piena pagina finissime realizzate a china con il cartiglio integrato da bella grafia in corsivo settecentesco. Le tavole sono talmente fini da sembrar essere state realizzate tutte a stampa ma ad un’attenta valutazione, si nota, in molte, la presenza di una sottilissima traccia di matita sottostante le tavole stesse. La maggior parte delle tavole, se non la totalità (a parte il frontespizio), sono realizzate interamente a mano. Frontespizio architettonico a stampa con cartiglio manoscritto. Legatura coeva in piena pelle con doppio filetto ai piatti. Titolo e fregi in oro al dorso, in buona parte sbiadita. Tagli rossi. Piatti interni foderati con bellissima carta marmorizzata coeva e con cornice in oro ai margini. Tutto il testo è incorniciato, le tavole in cornice a doppio filetto. Due note manoscritte antiche alle due prima pagine bianche. La seconda delle quali, in particolare, datata 1882, riporta numerose utili indicazioni: “Nella Biblioteca di S. A. R. il Duca di Genova trovasi altra Copia col n° 438 IMG_6067_clipped_rev_1del 1741 la quale salvo maggior sesto (?), la diversa paginazione e la mancanza della tavola sella pag. 132. è a questa identica”. La mancanza della tavola numero 132 nella versione del Duca di Genova che contiene la descrizione del “Laboratorio dei Bombisti”, fa propendere per l’idea che l’opera originale non sia quella conservata, ancora nel 1882, nella Biblioteca del Duca di Genova. Curiosa anche la nota che cita il manoscritto appartenete al Duca di Genova, come datato 1741. Data l’altissima qualità realizzativa, dal fatto che una copia datata 1741 è nelle mani del Duca di Genova, fa propendere per l’ipotesi che colui che compose il manoscritto o i manoscritti, doveva essere un alto funzionario di corte dell’epoca su commissione di qualche alto comandante dell’artiglieria. Noi possiamo dire con una certa sicurezza che la zona di produzione sia sabauda. Questo, direi che è indubitabilmente dimostrato dal fatto che nel capitolo che porta il nome “Misure di diversi paesi ridotte alla nostra misura” si parla di Libra Romana o di Piemonte confrontandolo anche col la libra genovese ed in un punto precedente si parla di Piede Liprando, tipica misura piemontese confrontandola con tutte le altre misure italiane ed europee. Ricordiamo che dal 1742 Genova era IMG_6070_clipped_rev_1sotto l’influenza austriaca e dal 1743 alleata di Francia e Spagna, quindi si era allontanata dagli austriaci, con la firma del trattato di Worms anche se formalmente, la dichiarazione di guerra allo stato sabaudo avviene solo nel 1745. Negli anni susseguenti vi furono conquiste di Genova da parte degli austriaci, poi ribellioni, poi di nuovo conquiste, quindi il fatto della presenza di una copia nella biblioteca del Duca di Genova non sembra essere risolutiva della nascita del manoscritto nella zona genovese. Non sapendo se il titolo sia proprio lo stesso e venga citata anche nell’altra copia “La campagna in Torino Luglio 1749” noi crediamo che il manoscritto sia stato compilato in pochissime copie (probabilmente tenuto anche segreto, visto il contenuto) e distribuito ai più alti militari dell’artiglieria piemontesi che avrebbero preso parte, tra il 1741 ed il 1748 alla Guerra di Successione Austriaca e da qui anche l’intestazione, “per la Campagna in Torino”. Le date 1749 e 1741 sui due manoscritti (ma ripetiamo che non abbiamo potuto vedereIMG_6072_clipped_rev_1 l’altra copia con la data del 1741) certamente creano dei dubbi anche tenendo conto che la Guerra di Secessione Austriaca termina nel 1748. Le bellissime tavole che adornano l’opera, rappresentano: Artiglieria di Campagna in Marchia; Parco d’Artiglieria di Campagna; Artiglieria di Campagna in una Battaglia; Artiglieria di Campagna in una Battaglia; Artiglieria di Campagna in una Battaglia; Parco d’Artiglieria per un Assedio; Ponte di Barche; Machine per condurre l’Artiglieria in Montagna; Laboratorio de Bombisti; Batteria di 4 Pezzi; Batteria con Spaleggiamenti; Batteria a palle morte; Profilo del prospetto d’una Batteria interrata sopra lo spalto, Modo Colligare la terra con e fascine nel formar li parapetti; Parapetti, o merloni di sacchi a terra e sacchi a lana; Mine e Contromine (sotterranee); Batterie in un Assedio (sotterranee); Figure per prendere la distanza d’un sito all’altro”. Il manoscritto contiene capitoli dedicati al modo di muovere l’artiglieria, il modo di formare artiglieri, come scegliere i cavalli, il corpo di guardia, il corpo di guardia dei cannonieri, distribuzione dell’artiglieria sul campo di battaglia, la riserva dell’artigliere, obblighi del comandante, le osservazioni nelle vittorie, osservazioni per gli assedi offensivi, scelta dell’attacco, le possibili grosse difficoltà sul campo e come risolverle, il sito per il laboratorio del bombista, osservazioni per il direttore del laboratorio, modo di piantare le batterie, il modo di condurre i cannoni ed i mortai sopra le Batterie, le precauzioni nelle IMG_6077_clipped_rev_1sortite tanto favorevoli che contrarie, del modo di piantare le Batterie in breccia, in che modo debba agire l’artigliere in caso d’assalto, osservazioni sulla resa di una piazza, stato di quanto resta necessario per un assedio con 60 cannoni, quanto resta necessario per condurre l’artigliere in montagna, le munizioni come farle e portarle, del necessario per la composizione de fuochi da guerra, delle batterie dei cannoni, delle batterie dei mortai, misure e numeri di una batteria di cannoni, modo di stabilire la distanza da un luogo ed un altro, note della ferramenta per la costruzione di un affusto, peso dell’affusto, ferramenta per la produzione di cannoni e anche dei mortai con i loro diversi calibri, barche per portare cannoni, come fare un ponte di barche, misura, peso e qualità della canapa per costruire le corde da usare per i cannoni, misure di diversi paesi ridotti alla nostra libra (Libra Romana o Piemontese), delle misure in assedio. Bellissimo manoscritto di artiglieria inedito, legato alla corte sabauda, illustrato da belle tavole.

950,00 euro

6) MEDICINA VENEZIA STAMPATORI VALGRISI FILOSOFIA DELLA MEDICINA CLASSICI GRECI

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IMG_6019_clipped_rev_1Hippocrates,

Hippocratis Coi medicorum omnium longé principis, opera, quae ad nos extant, omnia: per Ianum Cornarium Medicum physicum latina lingua conscripta: Nuperrimé, post omneis omnium editiones, summa cura emendata; plurimisq; mendis, incuria praetermissis, expurgata. Index rerum ad calcem operis universi annexus est foecundissimus,

Venetiis, Ex Officina Erasmiana; Apud Vincentium Valgrisium, 1546

In 4° (21×16,5 cm); (16), 691, (33), (4 b.) pp. Legatura della prima metà del settecento in piena pergamena con titolo impresso in oro su fascetta in pelle al dorso. Qulache spellatura della pergamena. Tagli spruzzati in rosso. Antica firma di appartenenza al recto del piatto anteriore “Mastini”. Un antico rinforzo in carta al margine interno bianco, al recto della carta, in tre carte, ininfluente e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Esemplare arricchito di numerosissime note manoscritte coeva chiosate in chiara grafia al margine esterno bianco. Diverse sottolineature antiche e manine. Marca tipografica di Valgrisi al piatto anteriore. Non comune edizione veneziana, edita da Vincenzo Valgrisi di uno dei testi più classici della storia della medicina, attribuito al grande medico, aforista e geografo greco, Ippocrate di Coo (o Cos, o Kos) (in grecoIMG_6024_clipped_rev_1 antico: Ἱπποκράτης, Hippokrátēs; Coo, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C. terminus post quem), considerato il padre della medicina scientifica. Ippocrate diede dignità all’arte medica distaccandola dalla filosofia e dalla teurgia. Il grande merito di Ippocrate fu quello di raccogliere e selezionare le diverse conoscenze medico-scientifiche antiche, selezionando come degne di esser tramandate, solo quelle con una base, per quanto approssimativa, scientifica ed epurando quelle legate alla sola superstizione, andando a creare quello che fu per secoli conosciuto come base della medicina, il “Corpus Hippocraticum”. Ippocrate fu un grande viaggiatore e visitò l’Egitto, considerato all’epoca il paese con il più alto grado di conoscenze medico-scientifiche ma anche in quelle aritmetiche e geometriche. Una visita in Egitto era una consuetudine per i medici del tempo, per apprendere direttamente il loco le più innovative conoscenze e tecniche mediche. Viaggio a lungo anche in Grecia. In Libia entrò in contatto con gli antichi segreti custoditi dai sacerdoti libici. Nonostante l’aspetto scientifico e sperimentale del suo metodo, la dottrina di Ippocrate rimase legata ad un concetto esoterico di conoscenza e trasmissione, tramandata solo a coloro che fossero in grado di comprenderne il significato. Questa edizione veneziana, fra le meno comuni, è simile a quella stampata lo stesso anno da Froben a Basilea e si avvale della celeberrima traduzione latina delle conoscenze di Ippocrate ad opera del celebre umanista Janus Cornarius (ca. 1500 – March 16, 1558), traduzione apprezzatissima ed elogiata dall’amico Erasmo da Rotterdam. L’amore per i classici greci e la grande conoscenza della lingua greca antica, portò Cornarius a specializzarsi in traduzioni di scrittori medici greci, interessandosi, in particolare, alla farmacologia botanica e agli effetti dell’ambiente sulla malattia e sul corpo. Vincenzo Valgrisi, o Valgrisio (nato Vincent Vaugris) (Charly, 1490 ca. – post 1572), fu uno dei tipografi “italiani” più celebri del cinquecento. Di origini francesi, fu attivo a Venezia dal 1540 al 1572. Lavorò sempre a Venezia a parte una breve parentesi romana dal 1549 al 1551. Le sue edizioni furono molto apprezzate per l’accuratezza filologica e per l’innovazione di alcune “trovate” stilistiche come il far precedere i canti dell’Orlando Furioso, non da una testatina con una scena animata ma da une vera e propria antiporta a tutta pagina che precedeva ogni canto e dell’inserimento, nel testo, di cartine geografiche che aiutavano il lettore a seguire gli spostamenti dei vari personaggi. Edizione non comune, in buone-ottime condizioni di conservazione, arricchito dalle numerose note coeve manoscritte di interesse medico che seguono e commentano il testo.IMG_6023_clipped_rev_1

800 euro

7) MATEMATICA ARITMETICA MODENA CORREGGIO STUDI MATEMATICI PROVENIENZA NOBILIARE MOLZA

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IMG_5986_clipped_rev_1Carisi Pellegrino Felice,

La Scuola dell’aritmetica prattica. Nella quale con facilità, e chiarezza si dimostrano i primi, e principali Erudimenti, e le Regole più necessarie per apprendere in poco tempo i veri modi di Conteggiare da se medesimo. Data in luce dal Padre Fr. Pellegrino Felice Carisi della Città di Coreggio, Carmelitano della Congregazione di Mantova, Perito, e Maestro nella medesima Scienza, ed Aritmetico di S. A. S. di Modena &c. Opera utilissima a Mercanti, Negozianti, Artisti, Matematici, Astronimi, Ingegneri, Agrimensori, Computisti, Zecchieri, Cassieri, Banchieri, Cancellieri, Procuratori, Agenti, Fattori, Maestri di Scuola, e a tutti gli Amanti dì tale Scienza, Seconda Impressione, Con Aggiunta di altre Cose non men utili, che necessarie e da esso consacrata all’Illusteriss. e Reverendiss. Monsignore Stefano Fogliani, Vescovo di Modena.

In Modena, Per Antonio Capponi Stampatore Vescovale, 1727

In 4° (23,2×17 cm); (12), 132, (1 b.) pp. e una grande pagina più volte ripiegata, sciolta, con esercizi, praticamente sempre assente con piccola mancanza nell’angolo basso interno. “Dopo aver finito la Stampa di questo Libro della Scuola dell’Aritmetica, m’è convenuto l’aggiungervi il presente Foglio, perchè diversi professori, e dilettanti di’Aritmetica, m’hanno pregato, il porre in prattica, non solamente la moltiplicazione proposta a car. 60. mà ancora l’aggiungervi altre Trè Moltipliche; …”. Aggiunte anche due pagine manoscritte coeve, una con calcoli matematici e una con numeri “Imperiali, o Romani”. Bel cartoncino molle coevo foderato da bella carta a motivi floreali entro cornici geometriche amaranto. Antica nota di possesso all’interno del piatto anteriore “15 Marzo 1772. Di me D: Antonio Cavanni”. AllaIMG_5987_clipped_rev_1 prima carta bianca ex-libris a stampa “M. Filippo Molza”, applicato che identifica l’esemplare come appartenuto al celebre Marchese Filippo Molza, Ministro delle finanze di Francesco IV e appartenente ad una delle famiglie storicamente più importanti della storia modenese. Nota manoscritta dell’autore al margine basso del frontespizio “Dono dell’Autore a chi è sottoscritto D. Bart. Frignani”. Legatura leggermente lenta al nervo inferiore, tre piccoli forelleni di tarlo al margine basso bianco delle ultime 3 carte, qualche piccola mcchiolina d’inchiostro in due carte ma nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Alcune antiche note matematiche manoscritte nel margine bianco del volume. Grande stemma araldico xilografico del vescovo di Modena, Stefano Fogliani. Capilettara e finalini xilografici. Celebre seconda edizione, preferita rispetto alla prima del 1707, in quanto notevolmente corretta ed aggiornata, di questo noto studio matematico del noto padre Carmelitano e professore di matematica in Correggio, Pellegrino Felice Carisi. Questo studio di matematica ebbe enorme successo e diverse riedizioni e diede notevole fama al suo autore. Seconda edizione non comune e di provenienza nobiliare. Rif. Bibl.: Riccardi 262.

320 euro

8) FARMACIA FARMACOPEA CHIMICA SCIENZA SCIENZE ERBE MEDICINA PREPARAZIONI CHIMICHE

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IMG_6010_clipped_rev_1Lemery Nicolas,

Farmacopea universale che contiene tutte le composizioni di farmacia le quali sono in uso nella medicina tanto in Francia quanto per tutta l’Europa, le loro virtù, dose, e maniere di mettere in pratica le più semplici le migliori. Ed in più un vocabolario farmaceutico, molte nuove osservazioni, ed alcuni ragionamenti sopra ogni operazione di Niccolò Lemery. Dell’Accademia Reale delle Scienze, Dottore di Medicina: tradotta dal francese. Con tre Indici, uno de’ Capi, l’altro delle Materie, e’l terzo delle Infermità, alle quali questi si trovano prescritti i Rimedj.

In Venezia, Nella Stamperia dell’Hertz, 1735

In folio (34,5×23,5 cm), (12), 522, (2 b.), 523-538, (2) pp. ma in realtà 552 a causa della ripetizione delle pagine 255-256 e 373-382. Legatura coeva in piena pergamena con titolo e autore manoscritti da abile mano coeva ad un tassello. Dorso a 5 nervi. Tagli leggermente spruzzati in azzurro. Antica nota di possesso ottocentesca al margine interno bianco del frontespizio “Di me Pasquale Cioppi”. Testatine ed iniziali xilografiche. Esemplare ottime condizioni di conservazione, raro a reperirsi in queste condizioni, specialmente trattandosi di una farmacopea, opera solitamente usata in ambienti non favorevoli alla conservazione dei libri. Seconda non comune edizione italiana, della più celebre farmacopea del settecento, opera del celeberrimo medico e chimico francese, Nicolas Lemery (Rouen, 17 novembre 1645 – Parigi, 19 giugno 1715). Nicolas fu il quinto figlio del Procuratore IMG_6009_clipped_rev_1del Parlamento di Normandia. A 15 anni entrò come apprendista nella farmacia dello zio materno Pierre Duchemin a Rouen. Dopo sei anni di studi farmaceutici presso lo zio si trasferì a Parigi come apprendista di Christopher Glaser (1628-1670), celeberrimo farmacista alla corte di Luigi XIV. Nel 1668 si trasferì a Montpellier dove iniziò anche a dar lezioni di farmacia. Qui vi rimase fino al 1671. Lasciata a Montpellier, ritornò a Parigi per entrare nello staff del laboratorio di Bernardin Martin (1629-1703), farmacista di Luigi II di Borbone-Condé e inseritissimo negli ambienti nobiliari pargini. E’ proprio seguendo Martin che Lemery iniziò a farsi conoscere fra la buona società parigina. Messosi in proprio, aprì una farmacia che ben presto, ottenne notevolissimo successo, continuando, al contempo, a tenere lezioni pubbliche e private. Nel 1683, essendo Nicolas di religione protestante, la sua farmacia venne chiusa a causa delle guerre religiose che colpirono la Francia. Lemery non si perse d’animo e iscrittosi all’Università di Caen si laureò in medicina. Nel 1685 la revoca dell’editto di Nantes che lasciava libertà di culto ai protestanti, costrinse numerosissimi di questi a lasciare la Francia. Lemery, scappò in Inghilterra ma dopo un anno si convertì al cattolicesimo e tornò in Francia. Alla fine del 1686 aveva già riaperto la sua farmacia ed iniziò, nuovamente, a tenere le sue lezioni. Nel 1699 venne accolto nell’Accademia delle scienze francese. Abile didatta portò la chimica verso la sua moderna forma, allontanandola dall’alchimia. L’originalità del suo pensiero risiede nel suo modello corpuscolare e meccanicistico degli acidi e delle basi. Gli acidi hanno parti appuntite che si attaccano ai pori delle basi, portando alla neutralizzazione di entrambe le specie mediante la formazione di un sale. Sviluppando questo modello corpuscolare, si avvicina implicitamente alla nozione di affinità tra due corpi. Fiducioso nella prima filosofia naturale declinata nella scienza, cioè nella possibilità di concepire una struttura della materia con i soli mezzi della chimica (senza affidarsi agli Antichi), purifica la farmacopea, chiarendo la chimica che sostiene essere una scienza limitandosi a esporre senza deviazioni, fatti ed esperimenti. Proprio per la base scientifica delle sue opere, Lemery ebbe enorme successo nell’epoca dei “lumi”. Seconda edizione, non comune a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione.

650 euro

9) SVIZZERA COSTUMI POPOLARI PRIME EDIZIONI CANTONI SVIZZERI PINELLI SWISS ZURICH BERNA LUCERN

IMG_6061_clipped_rev_1 IMG_6062_clipped_rev_1 IMG_6063_clipped_rev_1  IMG_6065_clipped_rev_1 IMG_6064_clipped_rev_1

Pinelli Bartolomeo,

Raccolta di quindici costumi li più interessanti della Svizzera, Disegnati, ed incisi all’acquaforte dal Bartolomeo Pinelli Romano,

In Roma, Presso Luigi Fabri, Via Borgognana N° 66, S. data (ma 1813)

In 4° (27×20 cm); (1 b.), 16 cc. Brossura coeva muta. Qualche minimo ed ininfluente foxing (tipico di tutti gli esemplari conosciuti) e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione di questa raccolta di costumi svizzeri, incisa dal celeberrimo incisore, ceramista e pittore Bartolomeo Pinelli (Roma, 20 novembre 1781 – Roma, 1º aprile 1835) celebre per le illustrazioni di costumi popolari italiani ed europei. A lui si devono anche le illustrazioni di numerosi classici della letteratura come opere di Dante, Virgilio, Ariosto, Tasso, Cervantes e Manzoni. La sua opera oltre all’indiscutibile valore artistico è considerata di enorme importanza per il suo valore etnografico ed antropologico per la ricchezza di particolari con la quale l’autore delineò le sue tavole di costumi. Riconosciuto maestro dell’illustrazione, fu anche insegnante di una generazione di illustratori fra i quali il celebre illustratore goriziano, Giuseppe Tomiz. In particolari i costumi romani e svizzeri sono considerati come una delle sue opere più importanti. Il suo stile neoclassico segnò l’arte italiana della prima metà dell’ottocento. Nato a Roma nel quartiere Trastevere il 20 novembre del 1781, era figlio di un nuovo modellatore di statue devozionali che lo introdusse all’arte della modellazione della ceramica anche se ben presto dimostrò la sua abilità nell’arte dell’incisione, del disegno e della pittura. Una volta appurata l’abilità di Pinelli, il giovane ragazzo venne iscritto all’Accademia di Belle Arti di Bologna in quanto al città si era qui trasferita nel 1792. Nel 1799 tornò a Roma e si iscrisse all’Accademia di San Luca a Roma. Fu proprio dal 1799 che iniziò una collaborazione con Franz Kaisermann dipingendo le figure delle sue celebri vedute. Questa esperienza lo segnò profondamente dandogli la possibilità di pensare ai personaggi inseriti inseritiIMG_6060_clipped_rev_1 in un contesto e non come semplici figure. A partire da questo anno iniziò a lavorare e raccogliere immagini di costumi raccolti dal vivo fra le campagne romane, realizzando quello che sarebbe, poi, diventato nel 1807, nell’Album di trentasei acquerelli di Scene e Costumi di Roma e del Lazio che ne sancì il successo. Nel 1809 pubblicò la sua prima serie di incisioni dal titolo “Raccolta di cinquanta costumi pittoreschi incisi all’acquaforte”. Nonostante il suo successo in vita ed il numero enorme di opere che realizzò, nel 1835, morì povero. L’opera qui presentata è una delle sue più celebri e presenta, oltre un frontespizio inciso, 15 magnifiche tavole di costumi ognuna con un cartiglio sottostante che li descrive. Fra le tavole: Costume del Paese di Zug, Donna del Cantone di Zug, Donna del Cantone di Lucerna, Costume del Cantiere di Berna, Donna del Cantone di Schwith, Costume del Cantone di Schaffhousen, Donna del cantone di Bade, Donna del Cantone di Fribourg, Donna del costume di Zurich. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

450 euro

10) ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI MILANO RARITA’ BIBLIOGRAFICA FERROVIE INGEGNERIA SCOPERTE SCIENTIFICHE PRIME EDIZIONI ESPOSIZIONI INTERNAZIONALI LIBERTY AUTOMOBILISMO AERONAUTICA

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Dreyfus-Bing Paul, G. Roger-Sandoz, Ministero del Commercio e dell’Industria,IMG_6033_clipped_rev_1

Exposition Internationale de Milan 1906, Rapport General de la Section Francaise par P. Dreyfus-Bing et G. Roger-Sandoz, avec une introduction de A. Gervais, Senateur,

Paris, Comité Francais des Expositions a l’Etranger 42, Rue du Louvre, 42, S. data (ma 1906).

In 4° (27,5×19,5 cm); 724 pp. e numerosissime tavole e cartine più volte ripiegate all’interno del volume. In antiporta la magnifica riproduzione a colori del manifesto che il triestino Leopoldo Metlicovitz disegnò per pubblicizzare l’evento. Bellissima ed elegante legatura in mezza pelle rossa con piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Piatti interni foderati da bellissima carta coeva. Qualche strofinatura. Brossura originale (piatto anteriore e posteriore) in cartoncino verde con incisione in oro al piatto anteriore. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Testo entro cornice verde. Numerosissime foto nel testo e fuori testo a piena pagina conIMG_6036_clipped_rev_1 immagini a colori o in china e bianco, con riproduzioni e fotografie degli oggetti, dei personaggi e delle scenografie che rappresentarono la Francia all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906. Questo catalogo non è da confondersi con le ben più brevi pubblicazioni che caratterizzarono l’esposizione di Milano. Infatti il volume qui presentato raccoglie tutto quello che la Francia presentò all’Esposizione di Milano e venne tirato in pochissime copie (in francese ed in italiano) per i dignitari e personalità illustri. L’Esposizione Internazionale di Milano del 1906 si tenne dal 28 aprile all’11 novembre in padiglioni ed edifici appositamente costruiti nell’area alle spalle del Castello Sforzesco, in quella che oggi l’area IMG_6038_clipped_rev_1dell’attuale Parco Sempione e nell’area allora occupata dalla Piazza d’armi. Qui poi nel 1923 venne edificata la Fiera di Milano. Le due aree espositive erano collegate con quella che venne considerata una vera meraviglia, una ferrovia elettrica sopraelevata a circa 7 metri di altezza dal suolo e lunga circa 1.700 metri che portava i visitatori da un luogo ed un altro dell’Esposizione. Fra l’altro la Francia presentò all’Esposizione diversi tipi di innovative motrici. La Francia durante l’Esposizione edificò un enorme padiglione di oltre 10.000 metri quadrati nella zona di Piazza d’Armi dove grande attenzione venne dedicata alle arti decorative nelle quali i francesi erano all’epoca all’avanguardia. Grande spazio trovarono le produzioni Liberty. Oltre alle esposizioni decorative, la Francia presentò innovativi prodotti legati alle ferrovie, automobilismo, aeronautica (con padiglione speciale Renard), carrozzeria, metrologia, macchine agrarie e prodotti agrari, pesca, lavoro, igiene, trasporti marittimi e previdenza. Molto raro ed in buone-ottime condizioni di conservazione.IMG_6034_clipped_rev_1

350 euro

11) MEDICINA ARCHEOLOGIA ROMA AGRO PONTINO VETERINARIA CAVALLI PESTE PRIME EDIZIONIdsc_0383_clipped_rev_1

Ldsc_0378_clipped_rev_1ancisi Giovanni Maria,

Jo. Mariae Lancisii Intimi Cubicularii, Archiatri, Pontificii et in Romano Archilyceo primariam medicinae practicae Cathedram Moderantis Opera Varia in Unum Congesta, et in duos Tomos Distribuita. Tomus Primus – Secundus, 

Venetiis, Excudebat Sanctes Pecori, 1739

In 2° (34,4×22 cm); due tomi in un volume: XXXVI, 260 pp. e una carta geografica più volte ripiegata, XII, 265, (27), (3) pp. e 10 c. di tav. fuori testo più una carta geografica più volte ripiegata. Completo. Legatura coeva in piena pergamena molle. Qualche lieve foxing al margine esterno di poche pagine, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Xilografia ai frontespizi. Primo frontespizio stampato in rosso e nero. dsc_0379_clipped_rev_1Testane e finalini xilografici. Prima edizione dell’opera “varia” del grande medico romano Giovanni Maria Lancisi (Roma, 26 ottobre 1654 – Roma, 20 gennaio 1720). Anatomista, fisiologo, botanico, fu anche un valente studioso di letteratura e conoscitore di antiquariato. In campo anatomico descrisse per le strie longitudinali mediali del corpo calloso, i così detti “nervi di Lancisi”, al “segno di Lancisi”, ed un particolare tipo di pulsazione nel polso giugulare, presente in casi di attacco cardiaco. A lui si deve l’intuizione della trasmissione della malaria attraverso il morso delle zanzare ed il consiglio di bonificare le paludi dell’Agro Pontino. Intuì che la malaria era un vera e propria forma di “pestem”, un’infezione che veniva trasmessa attraverso il contagio, scontrandosi così con i fautori dell’antico umoralismo. Arrivò ad ipotizzare che gli insetti depositassero organismi nei cibi che poi venivano assunti dagli uomini o che gli insetti iniettassero direttamente nelle ferite la loro saliva che secondo Lancisi, conteeva un “dsc_0380_clipped_rev_1venifico liquido”.Tra le opere di medicina di Lancisi si ricordano il De subitaneis mortibus (1707), la Dissertatio de recta medicorum studiorum ratione instituenda (1715), e il postumo De motu cordis et aneurysmatibus (1728), con il quale contribuì allo sviluppo della fisiopatologia cardiocircolatoria. Fra le opere qui contenute: Dissertatio historica de Bovilla Peste; De recta studio rum Medicorum; De subitaneis morti bus; Dissertatio de nativis; De Noxiis Paludum Effluviis Libri (nella dsc_0382_clipped_rev_1quale si preoccupò di problemi legati alla salute pubblica); Humani Corporis Anatomica Synopsis; De humorum secretionibus in genere; An acidum ex sanguine extrahi; De triplici interstinorum Polypo; De Physiognomia; De ortu, vegetaztioneac textura fungo rum; De Plinianae Viallae Ruderibus; De motu cordis & aneurysmatibus. “Lancisi, great Italian clinician, was the first to describe cardiac syphilis; he was also notable as an epidemiologist, with a clear insight into the theory of contagion. He was physician to Pope Clement XI, who turned over to him the forgotten copper plates executed by Eustachius in 1552. Lancisi published these with his own notes in 1714. […] Lancisi’s posthumous De aneurysmatibus published in 1728 appears only in later collected editions” (Garrison Morton). Opera non comune da reperirsi completa, nella sua legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Graesse,IV – 93.

1.250 euro

12) TEATRO SCENOGRAFIE TEATRALI BOLOGNA VOLUMI ILLUSTRATI PRIME EDIZIONI INCISIONI

IMG_6092_clipped_rev_1IMG_6093_clipped_rev_1IMG_6094_clipped_rev_1IMG_6095_clipped_rev_1IMG_6097_clipped_rev_1IMG_6096_clipped_rev_1IMG_6091_clipped_rev_1Ruggi Lorenzo,

Raccolta inedita di cinquanta scene teatrali le più applaudite nei teatri italiani, disegnate ed incise da Lorenzo Ruggi pittore di decorazioni di Bologna.

Senza dati di stampa (ma Bologna, 1830 circa)

In oblungo; 51 cc. Legatura in carta coeva con spago a vista, qualche traccia di foxing, qualche leggerissimo alone, una lieve traccia di sporco e tre pieghette della carta pres stampa al sfrontespizio, ma nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Frontespizio e 50 bellissime incisioni a piena pagina con immagini di scenografie teatrali. Lorenzo Ruggi fu un abile incisore bolognese, allievo del grande, Francesco Rosaspina (Montescudolo, 2 gennaio 1762 – Bologna, 2 settembre 1841). Quest’opera raccoglie 50 scene teatrali realizzate nei principali teatri italiani nella prima metà dell’ottocento disegnate dallo stesso Ruggi che era solito realizzare scene teatrali ma anche da D. Palagi, D. Corsini, M. Brazioli, L. Cini, M. Berti, D. Ferri, F. Cocchi, G. Boucher, G. Badiali, R. Fantuzzi, G. Savini, F. Antolini, R. Liverani, A. Grati, M. Bracioli, L. Martinelli, G. Tibaldi etc. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione.

600 euro

13) LETTARATURA ITALIANA CLASSICI PRIME EDIZIONI MANZONIANA QUARANTANA PROMESSI SPOSI COLONNA INFAME MILANO

IMG_6084_clipped_rev_1IMG_6085_clipped_rev_1IMG_6083_clipped_rev_1Manzoni Alessandro,

I Promessi Sposi, Storia Milanese del secolo XVII scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni, edizione riveduta dall’autore. Storia della Colonna Infame inedita.

Milano, Dalla Tipografia Guglielmini e Redaelli, 1840

In 4° (26,4×17,5 cm); 864 pp. Bella legatura coeva in mezza pelle scura con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati in tela coeva. Piatti interni foderati con carta marmorizzata. Brossura originale azzurra, piatto anteriore, con titolo entro ricchissima cornice architettonica, conservata entro la legatura in mezza pelle. Una leggera pecetta di rinforzo al margine interno bianco di due carte (una delle due finale), ininfluente, uno strappetto al margine interno basso di una carta, senza perdita di carta, una delle due carte con pecetta leggermente più corta delle altre, qualche lieve e sporadica macchiolina di foxing in poche pagine, come in tutti gli esemplari a causa della qualità della carta e per il resto, nel complesso, esemplare in buone condizione di conservazione ed in bella legatura coeva. L’opera presenta circa 450 illustrazioni xilografiche intercalate IMG_6086_clipped_rev_1nel testo, disegnate da Francesco Gonin (350), Paolo e Luigi Riccardi, Boulanger, Massimo d’Azeglio, Luigi Bisi, Giuseppe Sogni, Federico Moia, ed incise da Luigi Sacchi e da Bernard, Pollet, Loiseau, Victor, Sheeres. Edizione originale della celebre “Qurantana”, che rappresenta la prima edizione illustrata e la prima versione definitiva dei Promessi Sposi dopo la “risciacquatura dei panni in Arno” fatta da Manzoni che liberava l’opera dagli eccessivi arcaismi e “lombardismi” presenti nell’edizione del 1827. L’opera contiene anche la prima edizione della “Colonna Infame”. Questa edizione illustrata dei Promessi Sposi consacrò il successo dell’opera manzoniana. Questa edizione rappresenta un classico della storia della letteratura italiana. Rif. Bibl.: Parenti, Bibliografia manzoniana, 107. Hoepli, Milano nia Suoi libri, 218. Fumagalli, 228. Brunet, III, 1388:.. “Belle édition illustrée” Biancardi – Francese, P.289 Parenti, Primo Ediz, p.331: “E ‘la prima ed.. del testo del romanzo riveduto e della Storia della Colonna Infame “Parenti, Rarità, I, pp 214 -… 216. Cat Sala Manzoniana, 57.

1.100 euro

14) JUDAICA EBRAISMO STORIA DEGLI EBREI OPERE COMPLETE JUIFS STORIA ISRAELE

IMG_5635_clipped_rev_1Basnage Jacques Christian,

Histoire des Juifs depuis Jesus-Christ jusqu’à présent. Pour servir de continuation à l’histoire de Joseph. Nouvelle édition augmentée.

La Haye, Chez Henri Scheurleer, 1716

In 8° piccolo (18×10 cm); 15 volumi rilegati in 8 tomi: I) (4), LXXXVI, (2), 240 pp. e due grandi c. di tav. fuori testo più volte ripiegate; 2) (4), 241 – 607, (1) pp.; 3) VIII, 370 pp.; 4) (4), 371 – 710, (2 b.) pp.; 5) VIII, 392 pp.; 6) (4), 393 – 810 pp.; 7) VIII, 420 pp.; 8) VI, 378, (2 b.) pp.; 9): VIII, 360 pp.; 10) (4), (4), 361 – 742 pp.; 11) VI, 392 pp.; 12): VI, 430, (2) pp.; 13) VIII, 454 pp.; 14) (4), 457 – 904, (2 b.) pp.; 15) (4), 905 al 1272, (4 di privilegi), (40 b.) pp. Completo anche delle due tavole cronologiche spesso assenti. Ogni frontespizio, stampato in rosso e nero, presenta una piccola incisione. Belle legature coeve in piena pergamena rigida con titolo e numero dei volumi impressi in oro ai dorsi. Esemplare, come tutti quelli conosciuti, leggermente ed uniformemente brunito a causa della qualità della carta utilizzata per la stampa e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Seconda rara edizione completa, più ricercata della prima edizione del 1707 in quanto notevolmente aumentata e corretta, di quella che è considerata come una delle migliori storie del popolo ebreo scritta fino al momento della sua pubblicazione. Come scrive l’EnvyclopediaJ udaica “His books are important as the first comprehensive and truly erudite history of the Jews in the Christian era, filling a gap between early Jewish historical writings and modern Jewish historical research.”. L’autore dell’opera è il celebre pastore protestante, economista, linguista e storico francese Jacques Christian Basnage (detto anche Basnage de Beauval; 1653–1725),. Nato a Rouen, in Francia nel 1676, figlio maggiore dell’eminente avvocato Henri Basnage de Franquesnay. Studiò lingue c lassiche a Saumur e successivamente teologia a Ginevra. Divenne pastore a Rouen, ma dopo la revoca dell’Editto di Nantes accettò una chiamata prima a Rotterdam (1686) e poi all’Aia (1691). Personaggio molto stimato in varie corti europee, tanto da ricoprire diverse cariche pubbliche. Si ricordi ad esempio quando fu impegnato in una trattativa segreta con il Maresciallo d’Uxelles, plenipotenziario di Francia al congresso di Utrecht o quando nel 1716, Dubois, che era all’Aia in rappresentanza del reggente d’Orleans, allo scopo di negoziare la Triplice Alleanza tra Francia, Gran Bretagna e Olanda, chiese il parere e l’aiuto di Basnage durante i negoziati. Anche il governo francese si rivolse a lui in cerca di aiuto quando nel territorio di Cévennes iniziarono le proteste dei protestanti che sotto il nome di “Camisardi” presero le armi per difendere la loro libertà religiosa e politica. Basnage che aveva accolto con favore il rilancio della chiesa protestante grazie allo zelo di Antoine Court, fu poi molto critico contro le violenze, e non si sottrasse nel denunciare i Camisardi nella sua opera Instructions pastorales aux Réformés de France sur l’obéissance due aux souverains (1720) che fu per ordine st IMG_5634_clipped_rev_1atale stampata e sparsa nel sud della Francia. Scrisse diversi libri. Quello qui pubblicato è probabilmente, la sua opera più conosciuta e venne elogiata da Voltaire. Il libro aveva lo scopo di integrare e continuare la storia di Giuseppe Flavio. Nonostante le difficoltà nell’interpretazione delle fonti incontrate dall’autore che non conosceva la lingua ebraica che lo portarono a volte a fare tropo affidamento sulle traduzioni latine di fonti e autori ebrei, l’opera è considerata come la prima e più veritiera storia del popolo ebraico, scritta da un autore cristiano. Effettivamente Basnage, sfruttando anche un linguaggio molto preciso e privo di ricercarti stilemi linguistici, cercò di tenere la più alta imparzialità nella sua ricostruzione storica, senza negare critiche e passaggi sfavorevoli alle gerarchie cattoliche. Fra le sue fonti si trovano Buxtorf e Arias Montano. Questa storia del popolo ebraico ebbe un enorme successo e fu la base di tutte le storie ebraiche che furono scritte nel corso del XVIII° e XIX° secolo. Nel 1713 Basnage pubblicò un altro libro sulla storia ebraica Antiquités judaïques o Remarques critics sur la république des hébreux. In generale, tutta la sua produzione di interesse ebraico, vanno a formare quella che è considerata come la prima storia completa e veramente erudita, degli ebrei nell’era cristiana, colmando un divario tra i primi scritti storici ebraici e la moderna ricerca storica ebraica. Rif. Bibl.: Brunet I,691 “Edition la plus complete de ce savant ourage.”; Graesse I,307; Ebert 1750.

900 euro

15) JUDAICA LINGUA EBRAICA LINGUISTICA EBREI GRAMMATICHE PROPAGANDA FIDE ORIENTALISTI

IMG_4550_clipped_rev_1  IMG_4549_clipped_rev_1Bouget Jean,

Grammaticae hebraeae rudimenta ad usum collegii urbani de propaganda Fide. Concinnata a Joanne Bouget Salmuriensi in eodem Collegio Linguae Sanctae lectore. Editio tertia.

Romae, Typis Sacrae Congregationis de Propaganda Fide, 1740

In 8° (118×11,7 cm); (8), 184 pp. Legatura coeva in piena pergamena molle. Stemma xilografico al frontespizio. Tagli spruzzati. Un piccolo tarletto nel margine bianco del volume mai fastidioso o importante e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Terza edizione, anche se in realtà è conosciuta solo un’altra edizione antecedente questa, edita sempre dalla Propaganda Fide nel 1717, di questa celeberrima grammatica ebraica compilata dal noto professore francese, Jean Bouget (1692-1775) a lungo insegnante di lingua greca ed ebraica nell’ “Accademia Salmuriense”. L’opera è scritta in ebraico e latino. Bouget, nato a Saumur, da una famiglia di umili origini, il padre era un barcaiolo, fu uno degli orientalisti più apprezzati della prima metà del settecento. Fine conoscitore e traduttore dall’ebraico (oltre che dal greco), le sue grammatiche rappresentarono uno dei testi base dell’insegnamento della lingua ebraica nel corso di tutto il settecento. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\041565.IMG_4548_clipped_rev_1

200 euro

16) JUDAICA EBREI STORIA DEL POPOLO EBRAICO PRIME EDIZIONI ITALIANE EBRAISMO

 IMG_4673_clipped_rev_1 (1)IMG_4671_clipped_rev_1   IMG_4669_clipped_rev_1Prideaux Humphrey,

Storia de’ giudei, e de’ popoli vicini, dalla decadenza de i reami d’Israele, e di Giuda fino alla morte di Gesù Cristo. Del sig. Prideaux, Decano di Norwich. Tradotta dal franzese. Tomo primo-sesto. (Completo).

In Venezia, presso Giambattista Pasquali, 1738

In 8° (17×11,1 cm); sei tomi: XLVIII, 293, (3) pp. e 9 c. di tav. fuori testo, alcune più volte ripiegate (un piccolo strappo senza perdita di testa ad una delle tavole anticamente restaurato); (4), 375, (3) pp. e due c. di tav. fuori testo più volte ripiegate (uno strappetto senza perdita di carta ad una delle tavole; (4), 370 pp. e una grande c. di tav. più volte ripiegata; (4), 363, (3) pp. e una grande c. di tav. più volte ripiegata; (4), 368 pp. e una grande c. di tav. più volte ripiegata; (4), 241, (1 b.), LXVII, 68-154, (2) pp. e una grande c. di tav. più volte ripiegata. Legature omogenee in piena pergamena molle con titolo e numero del volume impressi in oro al dorso. Tagli spruzzati. Qualche pagina con minimo foxing dovuto alla qualità della carta ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Le tavole si dividono in carte geografiche realizzate da F. Polanzani (Palestina, Grecia, Turchia, Penisola arabica, Persia, India, Africa del Nord, ecc.) e 7 tavole di costumi e monumenti (pianta del Tempio fìdIMG_4668_clipped_rev_1i Gerusalemme, pianta di Babilonia, tabernacolo, candeliere d’oro, ecc.). Prima edizione non comune da reperire completa ed in legatura coeva di questa importante opera storica che ricostruisce la storia e le usanze del popolo ebreo scritta dal noto teologo ed ebraista inglese, Humphrey Prideaux (Padstow, 3 maggio 1648 – Norwich, 1º novembre 1724), riconosciuto come l’autore del primo trattato di storia ebraica “intertestamentale” a connettere l’Antico con il Nuovo Testamento. L’autore studiò prima a Liskeard e poi a Bodmin, per poi trasferirsi alla Westminster School e quindi al Christ Church College a Oxford. Qui conseguì il titolo di studio e vi lavorò, poi, dal 1679 come istruttore d’ebraico e bibliotecario. Nel 1686 lasciò Oxford per Norwich dove aveva ottenuto l’incarico di canonico della cattedrale: Nel 1702 fu insignito della carica di decano e partecipò attivamente alla vita politica della città. A lui si deve anche una delle prime vite di Maometto ad apparire in occidente, pubblicata nel 1697. L’opera qui presentata, considerata il suo capolavoro, fu elaborata fra il 1716 ed il 1718, IMG_4670_clipped_rev_1anche se raccoglie appunti raccolti anche negli anni precedenti. A lui si deve la creazione della categoria di giudaismo inter-testamentario a definire il periodo del Secondo Temple come il periodo di connessione tra l’Antico e il Nuovo Testamento ed il suo lavoro fu considerato per oltre cento anni, la più esaustiva storia dell’ebraismo, pubblicata non da un ebreo. L’autore attinse notizie da James Ussher ed il lavoro, fu tra le prime opere inglesi ad usare il termine Vulgar Era, sebbene Keplero usasse il termine già nel 1635. Lo studio portò, anche ad una controversia tra Prideaux e suo cugino, Walter Moyle. Jean Le Clerc ne scrisse un esame critico, che fu pubblicato in inglese nel 1722. L’opera rimane ancora oggi un’importante fonte per la storia del popolo ebraico. Prima edizione italiana, completa. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\TO0E\074669 variante B del quinto volume del V volume); Brunet IV, 872 (cita una traduz. francese del 1728 ma si riferisce palesemente a questa edizione).

800 euro

17) CLASSICI DELLA LETTERATURA PRIME EDIZONI LETTERATURA INGLESE RARITA’ BIBLIOGRAFICA

 IMG_6015_clipped_rev_1

IMG_6014_clipped_rev_1Austen Jane,

Orgoglio e prevenzione traduzione di Giulio Caprin,

Verona, A. Mondadori Editore, 1932

In 12° (17×10,5 cm); 523, (7) pp. e una c. di tav. in antiporta, protetta da velina, con ritratto di Jane Austen. Legatura editoriale in piena tela verde con titolo e fregi in oro al dorso (leggermente sbiadito). Al piatto anteriore stemma della Mondadori in oro. Il volume è conservato nella rara scatola editoriale verde maculata in oro. All’interno in ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione italiana, della primissima opera di Jane Austen pubblicata in italiano. Uno dei capolavori, forse il più famoso, della grande autrice inglese Jane Austen. Nello stesso anno uscì una seconda edizione che riporta proprio la scritta “seconda edizione”. L’opera, dopo le prime due edizioni, mutò in italiano in “Orgoglio e Pregiudizio”. Pochi sanno che nonostante la Austen fosse considerata in Inghilterra già nella seconda metà dell’ottocento, un classico, in Italia nessuna sua opera venne tradotta prima del 1932 quando la Mondadori pubblicò un’edizione di “Pride and Prejudice” con il titolo “Orgoglio e Prevenzione” (seguita da una seconda edizione nel 1933 e da una terza edizione, probabilmente pirata uscita nel 1934 per la A. B. C. di Torino). Questa edizione della Mondadori, vuoi anche per il nuovo clima anglofobo incentivato dal Regime Fascista, non ebbe particolare successo. A dimostrarlo il fatto che già la seconda edizione, venne stampata in un numero limitata di copie, cosa resa palese dal fatto che la seconda edizione italiana, è tutt’oggi, ancor più rara della rara prima edizione italiana. Passarono 18 anni e con la fine della Guerra, la grande presenza e l’affetto suscitato delle truppe inglesi in Italia, lentamente, la Austen, iniziò ad essere apprezzata anche in Italia, tanto che nel 1945, uscirono, Persuasione, Sensibilità e buon senso e Emma (in due edizioni nello stesso anno e a breve distanza l’una dall’altra, una della Caravella e una di Ultra che sono da considerarsi ambedue come prime edizioni, entrambe rare anche se rarissima è quella pubblicata dalla Ultra). E’ nei primi anni 50’ che esplose una vera e propria mania per l’opera della Austen con nuove edizioni (la Mondadori pubblicò un’edizione anastatica di Orgoglio e Pregiudizio già nel 1950 in grande tiratura). Questa prima edizione di “Orgoglio e Pregiudizio” è rarissima e ancor più rara a trovarsi completa della sua scatola editoriale ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

680 euro

18) CLASSICI DELLA LETTERATURA PRIME EDIZONI LETTERATURA INGLESE RARITA’ BIBLIOGRAFICA

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IMG_6016_clipped_rev_1Austen Jane,

Orgoglio e prevenzione traduzione di Giulio Caprin,

Verona, A. Mondadori Editore, 1933

In 12° (17×10,5 cm); 523, (7) pp. e una c. di tav. in antiporta, protetta da velina, con ritratto di Jane Austen. Legatura editoriale in piena tela verde con titolo e fregi in oro al dorso. Al piatto anteriore stemma della Mondadori in oro. Esemplare assai raro ed ancor più raro a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Seconda rarissima edizione italiana, della primissima opera di Jane Austen pubblicata in italiano. Questa seconda edizione, ancor più rara della rara prima edizione, finita di stampare nel gennaio del 1932, venne edita nel marzo del 1933. Uno dei capolavori, forse il più famoso, della grande autrice inglese Jane Austen. Nello stesso anno uscì una seconda edizione che riporta proprio la scritta “seconda edizione”, come questo esemplare. L’opera, dopo le prime due edizioni, mutò in italiano in “Orgoglio e Pregiudizio”. Pochi sanno che nonostante la Austen fosse considerata in Inghilterra già nella seconda metà dell’ottocento, un classico, in Italia nessuna sua opera venne tradotta in italiano prima del 1932, quando la Mondadori pubblicò un’edizione di “Pride and Prejudice” con il titolo “Orgoglio e Prevenzione” (seguita da una seconda edizione nel 1933 e da una terza edizione, probabilmente pirata, uscita nel 1934 per la A. B. C. di Torino). Questa edizione della Mondadori, vuoi anche per il nuovo clima anglofobo incentivato dal Regime Fascista, non ebbe particolare successo. A dimostrarlo il fatto che già la seconda edizione, venne stampata in un numero limitata di copie, cosa resa palese dal fatto che la seconda edizione italiana, è tutt’oggi, ancor più rara della rara prima edizione italiana. Passarono 18 anni e con la fine della Guerra, la grande presenza e l’affetto suscitato delle truppe inglesi in Italia, lentamente, la Austen, iniziò ad essere apprezzata anche in Italia, tanto che nel 1945, uscirono, Persuasione, Sensibilità e buon senso e Emma (in due edizioni nello stesso anno e a breve distanza l’una dall’altra, una della Caravella e una di Ultra che sono da considerarsi ambedue come prime edizioni, entrambe rare anche se rarissima è quella pubblicata dalla Ultra). E’ nei primi anni 50’ che esplose una vera e propria mania per l’opera della Austen con nuove edizioni (la Mondadori pubblicò un’edizione anastatica di Orgoglio e Pregiudizio già nel 1950 in grande tiratura). Questa seconda edizione di “Orgoglio e Pregiudizio” è rarissima e ancor più rara a trovarsi in buone-ottime condizioni di conservazione.

130 euro

19) ILLUSTRATORI DORE’ PRIME EDIZIONI DANTESCA DIVINA COMMEDIA CLASSICI ILLUSTRATI

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IMG_6027_clipped_rev_1Dante Alighieri, Gustavo Doré, Eugenio Camerini,

La Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Gustavo Doré e dichiarata con note tratte dai migliori commenti a cura di Eugenio Camerini,

Milano, Stabilimento dell’Editore Edoardo Sonzogno, 1868

In folio massimo (39,8×29 cm); tre tomi in un volume: X, (2), 136, (2) pp. e 75 c. di tav., (4), 134, (4) pp. e 42 c. di tav., (8), 132, (4) pp. e 18 c. tav. Bellissima ed elegante legatura, probabilmente inglese, in mezza pelle scura con piatti foderati con tela verde. Titolo ed autore impressi in oro al piatto anteriore. Dorso a 5 nervi. Titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Qualche lieve strofinatura e lieve difetto alla legatura. Un piccolo e leggero timbretto ex-libris di istituto internazionale soppresso. Il volume contenente il Purgatorio si presenta leggermente ed uniformemente brunito, con quale fioritura dovuta alla qualità della carta ed all’inchiostratura della lastra e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Qualche minima ed insignificante macchiolina di foxing in poche carte (comuni in tutti gli esemplari conosciuti) e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Come in altri esemplari conosciuti, il legatore non ha inserito nelIMG_6030_clipped_rev_1 volume i due frontespizi ed i due occhietti uguali che si trovano all’inizio di ogni volume al momento dell’uscita dei fascicoli, in quanto identici a quello del frontespizio. Mantenute invece le pagine con le definizioni di “Purgatorio” e “Paradiso”. Esemplare completo di titte le tavole. Prima celeberrima edizione italiana della Divina Commedia illustrata dal grande Paul Gustave Louis Cristophe Doré (6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883) celebre pittore, disegnatore, litografo e incisore francese che fu l’illustratore più famoso dell’ottocento. Famoso per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante, a lui si devono alcune delle più importanti edizioni illustrate ottocentesche dei classici della letterat ura mondiale fra i quali il Paradiso Perduto, il Don Chisciotte, La Divina Commedia e l’Orlando Furioso. Artista estremamente eclettico e poliedrico si impegnò a sviluppare tutte le tecniche ed i formati pittorici realizzando da enormi quadri a piccoli, passando da opere di estrema incisività e potenza a lavori semplici ma dal tratto graffiante. La pittura e l’incisione non furono le sue sole passioni ma a lui si devono anche disegni e sculture. Capace di creare scene di estrema complessità ed impatto emotivo era capace anche di dipingere magnifici paesaggi dove il sublime, nella stretta concezione del Romanticismo di derivazione burkeniana, esprimeva tutta sua IMG_6026_clipped_rev_1potenza sentimentale. La Divina Commedia illustrata dal Dorè divenne da subito una delle più celebri edizioni del poema dantesco ed ebbe numerose riedizioni. Quella qui presentata è l’edizione più famosa completa di 135 magnifiche incisioni realizzate da alcuni dei più grandi incisori del tempo come Pannemaker, Fagnon, Pisan, Boetzel, Dumont, Pisan, Dupeyron, Sotain, Trichon, Guillaime, Gauchard, Verde, Pierdon, Maurand, Regnier , Piaud, Obrux ed altri, sui disegni di Gustave Doré. Il testo ed il commento, curato dal letterato e giornalista anconetano Eugenio Salomone Camerini (Ancona, 13 luglio 1811 – Milano, 1º marzo 1875), è molto apprezzato per l’accuratezza filologica. Rif. Bibl.: Cfr. Mambelli “Annali ediz. dantesche”,362: “Il Camerini prese a testo la lezione del Witte. Per le dichiarazioni tenne conto dei migliori interpreti antichi e moderni: Boccaccio, Buti, Benvenuto da Imola, Tommaseo, Blanc, ecc.”.

550 euro

20) CHIMICA RICETTARIO MANOSCRITTO FUOCHI ARTIFICIALI COLORI MEDICINA LEGALE CURIOSITA’

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Manoscritto della seconda metà dell’ottocento con raccolta di curiosità di interesse chimico che contiene ricette varie fra le quali ricette medico-patologiche, gastronomiche, per produrre alcolici, per produrre fuochi artificiali

In 12°; (82) pp. manoscritte e (50) pagine bianche e due carte manoscritte aggiunte contenti ricette per il Vermuth. Legatura in piena tela verde rigida. L’opera contiene ricette mediche, per i veleni, per la doratura, argentatura, ricette di cucina, sulla ricerca dell’alcol nelle nelle perizie medico-legali, della constatazione dell’albumina nelle urine, ricettario per riscoprire tracce di zucchero nell’urina, metodo per scoprire tracce di alcune sostanze nel vino, modo di rendere i tessuti impenetrabili all’acqua, apparecchio per la galvanoplastica, preparazione del veto scuribile dei buchineri, fabbricazione di marmi artificiali, effetti del fulmine sull’uomo, fuoco del bengala, fuoco bianco, fuoco color oro, fuochi artificiali, fuochi rosso porpora, fuochi rosso scuro, fuochi rosso bellissimo, fuochi verdi, fuochi gialli, fuochi bleu, fuchi azzurri, fuochi altro bel verde, fuochi bellissimo azzurro, fuochi giallo d’oro, fuochi morellino, liquido per inargentare vino senz’uva imitazione Malaga, ricetta per comporre dell’ottimo aceto, ecc. Manoscritto con raccolta di curiosità di epoca ottocentesca.

60 euro

21) STORIA LOCALE COMO LAGO DI COMO PRIME EDIZIONI BRIVIO LECCO DONGO BELLAGIO BRIENNO CARENNO DESIO GRAVEDONA SEREGNO MENAGGIO VILLA SOMMARIVA LOMBARDIA LAGHI

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Cantù Cesare,

Como e il suo Lago con 33 vedute intercalate nel testo.

Milano, presso Gaetano Brigola Editore-Librajo, S. data (ma 1872)

In 12° (14×10,5 cm); 98, (8) pp. Brossura editoriale illustrata a due colori in rosso e nero. Manca una piccola striscia di carta al piatto anteriore ad asportare un’antica forma privata di appartenenza ancora solo in parte leggibile. Qualche strappetto nel margine bianco delle prime 4 carte, senza perdita di carta e chiuso anticamente con pecetta in velina e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Con 33 belle vedute intercalate nel testo con vedute di Como e dei paesi del Lago di Como. Prima edizione di questo scritto del celebre storico, politico, archivista, scrittore e letterato originario di Brivio in provincia di Lecco, Cesare Ambrogio Cantù (Brivio, 5 dicembre 1804 – Milano, 11 marzo 1895). Cantù visse a Como tra il 1828 ed il 1832 quando ricoprì la carica di insegnante. Qui pubblicò anche la sua prima opera, il poemetto Algisio nel 1828. Per tutta la vita, però, rimase legato al territorio del Lago di Como scrivendo diverse opere sull’argomento. Questa prima edizione stampata da Brigola è discretamente rara.

110

22) EQUITAZIONE PRIME EDIZIONI ITALIANA SUSSURATORI DI CAVALLI METODI GENTILI ADDESTRAMENTO PSICOLOGIA ANIMALE HORSE WISHPERER

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Evans Nicholas,

L’uomo che sussurava ai cavalli,

Milano, Rizzoli, ottobre 1995 (finito di stampare nel settembre 1995)

In 8°; 391, (5) pp. Legatura editoriale in piena tela azzurra con titolo impresso in oro al dorso. Sopraccoperta editoriale illustrata con titolo ed autori in oro al piatto anteriore. Due leggere pieghette al margine superiore dell’acetato che ricopre la brossura, ininfluenti, tagliato l’angolo posteriore della sopraccoperta con il prezzo e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione finita di stampare nel settembre del 1995 ed uscita nell’ottobre del 1995. Lo scritto del celebre scrittore, giornalista, produttore televisivo e sceneggiatore inglese, Nicholas Evans (Bromsgrove, 26 luglio 1950 – 9 agosto 2022). L’opera uscì in italiano nell’ottobre del 1995, in contemporanea con l’edizione inglese. Inizialmente, la Rizzoli ne stampò un numero di copie ridotte in quanto non si sapeva, ancora, dello strepitoso successo che l’opera avrebbe poi avuto, tanto che oggi, la prima edizione, da non confondersi con le altre numerose edizioni uscite nello stesso 1995 (più di 50 edizioni), è oggi assai rara. Narra la “leggenda” che il suo romanzo di maggior successo “L’uomo che sussurrava ai cavalli” nasca per puro caso. Nel 1993 a Evans era stato diagnosticato un melanoma e stava toccando il fondo. Le sue sceneggiature erano state rifiutate a chiunque le avesse proposte e le sue condizioni di salute unite ai problemi economici, avevano peggiorato la situazione. Depresso e senza sbocchi per la sua vita, aveva iniziato a girare per le campagne inglesi, senza una meta. Durante le sue peregrinazioni senza meta era venuta a conoscenza da un fabbro del sud-est dell’Inghilterra dell’esistenza di una persona che era capace di lenire i disagi dei cavalli parlando con loro e lo aveva definito “sussuratore di cavalli”. Impressionato dalla storia aveva iniziato ad interessarsi all’argomento andando alla ricerca del sussuratore e di altri personaggi che avevano iniziato ad approcciarsi ai cavalli con quello che sarebbe poi passato alla storia come “metodo gentile” che sfruttando il linguaggio del corpo con il quale i cavalli parlavano fra di loro . Affascinato da quello che vide nei mesi seguenti decise di scrivere una storia dedicata all’argomento. Scartò quasi subito l’idea di una sceneggiatura che in fondo era la sua iniziale specializzazione, in quanto scottato dalle esperienze precedenti. Decise quindi di raccontare la storia in forma di romanzo. Fu così che nacque uno dei romanzi più venduti e stampati del XIX° secolo. Appena uscito il romanzo ebbe uno straordinario successo tanto che ad oggi, ne sono state vendute più di 15 milioni di copie. Nel 1998 uscì il film con Robert Redford che ne sancì definitivamente il successo globale. Questa prima edizione italiana, da non confondersi con le altre numerose dello stesso anno è assai rara.

160 euro

23) GUIDE PRIME EDIZIONI GENOVA LIGURIA RIVIERA DI LEVANTE RIVIERA DI PONENTE STORIA LOCALE

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Anonimo,

Genova ed i suoi dintorni. Viaggio alle due riviere.

Milano, Presso Francesco Barbini Editore, 1872

In 12° (15,5×10 cm); 127, (1), 16 pp. e una c. di tav. sciolta, fuori testo, di 35×24,5 cm con “Pianta di Genova 1873 presso la Libreria Grondona, Via Carlo Felice” che riprende, aggiornata, quella sempre della Libreria Grondona pubblicata, sempre da G. Grondona e dalla Tipografia Ferrando, nel 1846 inclusa nella guida “Manuale del forestiere per la città di Genova”. Brossura editoriale in nero e rosso con titolo e stemma di Genova entro cornice xilografica che presenta i ritratti di illustri genovesi ed una piccola veduta della città, realizzata da Chianda. All’occhietto manca una piccola striscia regolare di carta al margine alto e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione di questa celebre guida di Genova che ebbe enorme successo e numerose riedizioni. L’opera si apre con brevi cenni storici sulla città, si passa poi a capitoli dedicati: Dogi di Genova, Storia dell’Arte presso i Genovesi, Dialetto genovese, Topografia e statistica, Chiese, Chiese evangeliche, Pubbliche beneficenze, Stabilimenti d’istruzione pubblica, Biblioteche, Edifici pubblici, Teatri, Palazzi, Monumenti passeggiate e giardini, Posta delle lettere, Telegrafo, Cenni sui Dintorni di Genova, Riviera di Ponente, Riviere di Levante. Prima edizione, rara.

110 euro

24) FANTASCIENZA PRIME EDIZIONI LIBRI FANTASCIENTIFICI ARRAKIS ECOLOGIA

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Herbert Frank,

Dune,

Milano, Editrice Nord, 1973

In 8° (19×12 cm); (6), 535, (3) pp. Brossura editoriale blu con titolo in bianco al dorso e sopraccoperta editoriale illustrata con immagine di Arrakis. Un piccolissimo e leggerissimo difetto al margine alto della sopraccoperta e per il resto, nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione, lo stesso anno uscirono varie riedizioni, di questo celeberrimo romanzo fantascientifico di Frank Patrick Herbert (Tacoma, 8 ottobre 1920 – Madison, 11 febbraio 1986) considerato fra i massimi capolavori della fantascienza mondiale. La prima edizione americana, uscì nel 1965, vincendo subito il premio Nebula ed il premio Hugo, massimi riconoscimenti per la narrativa fantascientifica. L’opera rappresenta il primo volume di una serie di sei. Il romanzo di Herbert, per i suoi risvolti ecologici, è considerato tutt’ora come estremamente moderno. In esso la dinastia Atreides e quella Harkonnen si battono per il controllo del pianeta Arrakis, una terra deserta ma anche, unico luogo di produzione, raccolta e raffinazione della spezia Melange. Questa spezia, per le sue caratteristiche è divenuta una delle basi della struttura sociale dell’universo ma l’estrazione della stessa, provoca un disastro ecologico sul pianeta Arrakis, tanto che la popolazione locale combatte per far finire lo sfruttamento del pianeta, aiutata, secondo la leggenda, da un personaggio mitico che si dimostrerà essere, alla fine, il Principe della dinastia Atreides. Dune detiene il record mondiale di vendite nell’ambito del genere fantascientifico, con 12 milioni di copie. Prima edizione, non comune del più celebre romanzo fantascientifico del novecento.

70 euro

25) CARTOGRAFIA ALESSANDRIA TORINO PIEMONTE SABAUDIA TOPOGRAFIA FORTIFICAZIONI
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Burzio Paolo,

La città e cittadella d’Alessandria Dissegnate a S.A.S. Principe di Savoja di Carignano, dall’Umilissimo suo servo P. Burzio Arc.o nel 1825 Alla Scala di I/50000.

S. luogo, S. stampatore, S. data ma 1825

In tondo diametro di 9 cm; la stampa è montata su un cartoncino a sua volta inserito in una cornice in legno dipinta di nero, contornato all’interno da una cornice in ottone con una fine cornice incisa. Finissima acquarellatura a mano. Magnifica e fine incisione che illustra la città, cittadella e territorio circostante, d’Alessandria come appariva nel 1825. La carta, rarissima, venne realizzata da Paolo Burzio, noto ingegnere, architetto e topografo della città di Chieri e misuratore e disegnatore del 1° della città di Chieri e misuratore di 1° classe dello Stato Maggiore Generale dell’esercito sabaudo. Paolo Burzio, nel 1857, partecipò alla realizzazione del piano regolatore della città di Chieri. Esemplare in ottime condizioni di conservazione di carta rara.IMG_3800_clipped_rev_1

450 euro

26) CARTOGRAFIA EXILLES TORINO PIEMONTE SABAUDIA TOPOGRAFIA FORTIFICAZIONI INGEGNERIA MILITARE RARITA’

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Burzio Paolo,

Il Forte di Exilles e suoi contorni S.A.S. Principe di Savoja di Carignano, dall’Umilissimo suo servo P. Burzio Arc.o nel 1825 Alla Scala di I/50000.

S. luogo, S. stampatore, S. data ma 1825

In tondo diametro di 9 cm; la stampa è montata su un cartoncino a sua volta inserito in una cornice in legno dipinta di nero, contornato all’interno da una cornice in ottone con una fine cornice incisa. Finissima acquarellatura a mano. Magnifica e fine incisione che illustra il forte ed il territorio circostante, il forte di Exilles che è uno dei monumenti più antichi della Val di Susa, come appariva nel 1825. Le radici del forte di Exilles si collocano intorno all’anno 1000. Nel 1122 si sa con sicurezza, che una struttura difensiva già esisteva in quel luogo ed apparteneva ai conti d’Albon che controllavano la strada commerciale e militare del Monginevro. Nel 1339 il forte presentava già una struttura complessa. In seguito al trattato di Parigi del 15IMG_3804_clipped_rev_1 maggio del 1796, il forte, viene raso al suolo dai francesi, per essere, poi, ricostruito nell’aspetto con il quale si presenta ancora oggi, tra il 1818 ed il 1829, per volontà del Re di Sardegna, rientrato in possesso di questo territorio. La struttura “moderna” è frutto del lavoro degli architetti Giovanni Antonio Rana e Francesco Olivero. Fu quest’ultimo a terminare la struttura. La carta, rarissima, venne realizzata da Paolo Burzio, noto ingegnere, architetto e topografo della città di Chieri e misuratore e disegnatore del 1° della città di Chieri e misuratore di 1° classe dello Stato Maggiore Generale dell’esercito sabaudo. Paolo Burzio, nel 1857, partecipò alla realizzazione del piano regolatore della città di Chieri. Esemplare in ottime condizioni di conservazione di carta rara.

450 euro

27) CRIMEA UCRAINA RUSSIA LEGATURE BOLOGNA BROSSURE STAMPATORI STORIA PRIME EDIZIONI

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Beccatini Francesco,

Istoria della piccola Tartaria, penisola di Crimea, e circonvicine provincie. Con una esatta descrizione delle medesime; usanze, costumi, produzioni, e vicende fino a nostri tempi. Data per la prima volta alla luce da Francesco Becattini ac. Ap. Professore di Geografia e d’Istoria.

Napoli, Nella Stamperia di Domenico Pianese, A spese di Michele Stasi, 1783

In 8°; (2 b.), (2), 102, (2 b.) pp. e una grande c. di tavola della Crimea più volte ripiegata. Qualche lieve traccia di foxing, dovuta alla qualità della carta e nel complesso, in buone-ottime condizioni di conservazione, ancora in barbe e in bellissima ed importante brossura coeva. La magnifica legatura coeva in brossura in bianco e amaranto con motivi floreali e intarsi, è firmata nel margine esterno dall’autore della stessa, quel famoso Carlo Bertinazzi, che a Bologna, nel 1760, fondò una notissima ditta di carta per per rilegare i libri, per avvolgere i mazzi di fiori, per il retro delle carte da gioco, per le pareti delle case, per rivestire mobili e scatole ed altri vari servizi. La ditta stampava in Via Venezia (oggi via Caduti di Cefalonia 3-5) al numero 1749-1750 fino alla seconda metà dell’ottocento. A Carlo Bertinazzi, susseguì il nipote, Carlo Bruera che già verso gli anni 80′ del settecento, aveva iniziato a lavorare con Carlo che aveva cambiato il nome della ditta in “Fabbrica dell’antica Ditta cantante Carlo Bertinazzi e Nipote”. Carlo Vittorio Bertinazzi era originario di Torino dove nacque nel 1731. Intorno al 1750 era Parigi dove aveva raggiunto lo zio attore, Carlo Antonio Bertinazzi (1710-1783) che era in Francia, una vera e propriaIMG_3814_clipped_rev_1 celebrità come uno dei più grandi interpreti di Arelcchino nella Commedia dell’arte. Fu qui che Carlo Vittorio apprese l’arte tipografica, specializzandosi nei papiers peints che all’epoca, era un’arte in forte ascesa in Francia ma ancora poco conosciuta in Italia. Come scrive G.P. Tomasina nella sua monografia “All’uso di Francia” dalla moda all’industria. Carte decorate, papier peint e tessile stampato nel sec. XVIII: la Bottega Bertinazzi (Bologna 1760-1896)”, Bologna, 2001, pp. 150-151: “La piccola arte del dipingere le carte a fiori, a drappo, a marmo e in tutte le fogge ‘alla francese’ porta infatti a Bologna un’abilità fino ad allora ignorata, proprio negli anni in cui l’illusione di una bellezza altrimenti inaccessibile segna l’età d’oro del papier peint in Europa. Inserendosi nella produzione italiana vasta ed articolata di questo settore, la bottega Bertinazzi replica le novità che giungono d’oltralpe, ovvero carte decorate di ogni tipo, marmorizzate, dorate, goffrate, silografate, a colla…”. Le brossure identificabili a Bertinazzi direttamente su libri, sono pochissime. Prima rara edizione di questa celeberrima storia della Crimea, una seconda edizione, uscì nel 1785, lavoro del celebre poligrafo, storico e giornalista, Francesco Becattini (Firenze, 1743 (?) – Livorno, 1813). Poco si sa della sua vita, tanto che alcuni dati sono ambigui e discordanti. Quello che si sa è che fu un poligrafo di inesauribile vitalità, pubblicando numerosissime opere. Sicuramente si sa che fosse un uomo dagli scarsi mezzi finanziari e che scrivere, per lui era un mezzo per sostenersi. Le sue descrizione storiche sono spesso IMG_3815_clipped_rev_1ricche anche di narrazioni di fatti curiosi, scandali e misteri nella descrizione dei quali, la sua vena letteraria, si esprimeva in tutto il suo potenziale. Proprio le difficili condizioni economiche lo portarono a cambiare spesso città e a scrivere dei temi più disparati, oltre a collaborare con diversi giornali. Come narra, Gian Franco Torcellan nella voce dedicata a Beccatini, nel Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 7 (1970): “Tra il 1782 e il 1783, dunque, il B. dovette lasciare senza troppi indugi la Toscana, e finì per stabilirsi poi a Napoli. In questa città usciva infatti in quell’anno una sua compilazione storico-geografica, la Storia della Piccola Tartaria, penisola di Crimea ed altre provincie circonvicine, per le stampe del Pianese; l’opera, di discreta fortuna, ebbe una seconda edizione, che è quella più comunemente nota e diffusa, pubblicata a Venezia nel 1785 col titolo di Storia della Crimea, Piccola Tartaria ed altre provincie circonvicine soggetto delle recenti vertenze tra la Russia e la Porta Ottomana, con un esatto ragguaglio delle usanze, costumi di que’ popoli, ultime loro vicende e produzioni del paese inservienti al commercio d’Europa. La piatta andatura della compilazione era interrotta soltanto nel finale dell’opera, nel quale si esprimeva una sentita partecipazione all’avanzata vittoriosa di Caterina II. Curiosamente, accanto al titolo da lui sempre ambito e prodotto su tutti i frontespizi di “accademico apatista”, in quest’operetta il B. si designava, non sappiamo su quale base concreta, “professore di geografia e di storia nella sua patria”. L’opera rappresenta una dei primi testi italiani, dedicati in modo monografico alla Crimea e alla sua storia, alla presenza dei Tartari, dei Cosacchi, alle guerre e dominazioni che si sono susseguite, nel corso dei secoli. Prima rara edizione in importante brossura coeva. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UFIE\005136

700 euro

28) LIBERTY ART DECò ARTI FIGURATIVE RIVISTA D’ARTE PRIMA ANNATA

IMG_3827_clipped_rev_1 IMG_3834_clipped_rev_1IMG_3833_clipped_rev_1IMG_3832_clipped_rev_1IMG_3830_clipped_rev_1IMG_3831_clipped_rev_1  IMG_3828_clipped_rev_1

IMG_3835_clipped_rev_1AA. VV.,

Il Giovane Artista Moderno. Anno I. 1902 annata completa a parte il numero 1 qui assente, per un totale di 23 numeri (il numero 17 e 18 sono uniti in un unico numero) e 5 numeri del 1903 dal primo al sesto, escluso il numero 4 mancante.

Venaria Reale, Tip. R. Streglio, Tip. G. Derossi, 1902-1903

In oblungo verticale in 4° grande; 278 pp. per la prima annata e 60 pp. per la seconda annata. Ogni numero presenta la sua brossura editoriale. Rarissima prima annata completa di una delle riviste Liberty italiane più note. La rivista riporta bellissime tavole in monocromia che illustrano l’applicazione del gusto Liberty alle più svariate categorie artistiche e merceologiche come disegni, dipinti, sculture, fregi ornamentali, frontespizi e ornamenti di volumi a stampa, orologi, pendenti, spille, fibbie, lampade, lavori in ferro battuto, mobili, cancelli, arredamenti d’interni, ceramiche, camini, portafogli, cartelli pubblicitari, particolari architettonici, cuscini, portaritratti, tombe e sepolcreti di famiglia, ringhiere, ecc. Questa rivista che in seguito avrebbe preso il nome di “L’artista Moderno”, rappresentò, all’inizio del novecento, uno dei principali diffusori della cultura Liberty in Italia. Ad essa collaborarono molti artisti fra i quali si IMG_3829_clipped_rev_1possono ricordare Edoardo Rubino, Raimondo D’Aronco, Cesare Ferro, Giacomo Cometti, Frattly Carlo, Liré Agostino, Pizio Oreste, Pietro Vassallo, Vittorio Vulten, Edoardo Cotti, Anton Maria Mucchi, Ferrucio Pesenti, Vacchetta Giovanni e la pittrice Lisa Chiappori, Cesare Giris, ecc. L’idea del giornale era molto ambiziosa e si prefissava di “Lanciarsi nell’avvenire”. Si legge, dal secondo numero, nell’apertura posta al recto della brossura “E sorte non meno degna doveva giustamente essere riservata ad un giornaletto come il nostro, che modesto ed incerto ancora assai nella sua andatura, pure è (pare impossibile!), l’unico giornale italiano, totalmente illustrato di arte moderna. Gli stranieri ci insegnarono, ad umiliazione nostra, a fare grandi e ricchi giornali illustrati di arte moderna, e noi purtroppo, non abbiamo imparato che a pagarli. Ma in questo modo ed a prezzi elevati è impossibile la diffusione fra il grande pubblico, il pubblico dei giovani sopratutto, il quale solo per mezzo di un giornale di poco costo può essere messo in diretto contatto con le nuove produzioni d’arte, le quali tanto più metteranno radice quanto più esteso sarà il campo di conoscenza d’affetti e di confidenza che sapranno accaparrarsi tra di esso”. Raro insieme in non comuni condizioni di conservazione.

130 euro

29) FOTOGRAFIA AFRICA TUNISI DESERTO SAHARA BEDUINI PAESAGGI AFRICANI

IMG_3673

IMG_3675Ernst Heinrich Landrock e Rudolf Franz Lehnert,

Beduini nel deserto”,

Tunisi, Lehnert & Landrock phot. Tunis, S. data ma 1905 circa

In oblungo; 57×28 cm la foto e 74×45 cm le cornici. I puntini bianchi sulla foto sono causati da polvere sul vetro, all’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Magnifica fotografia con passepartou, inserita in una cornice coeva. Rarissima come tutte le fotografie dei due celebri fotografi ma ancor più rare per le loro enormi dimensioni. Le dimensioni della fotografia richiamano alla serie di fotografie africane che Ernst Heinrich Landrock e Rudolf Franz Lehnert realizzarono intorno al 1905. Rudolf Franz Lehnert (Grossaupa, Boemia 13.07.1878 – Redeyef, Tunisia, 16 .01.1948) studiò presso l’Istituto d’Arti Grafiche di Vienna. Nel 1903 decide di fare un viaggio in Sicilia ma una volta giunto lì, prosegue per la Tunisia affezionandosi talmente tanto al luogo, da decidere di trasferirsi lì. Qui rimane quasi un anno per poi ritornare, nel 1904 in Svizzera dove conosce l’uomo d’affari Ernst Heinrich Landrock (Reinsdorf, Sachsen, 4.08.1878 – Kreuzlingen, Svizzera 30.04. 1966). I due diventano in breve tempo, grandi amici e lo spirito imprenditoriale di Landrock li porta a fondare una società a Tunisi al numero 7 di Rue de Tamis. Lehnert si si occupa della parte artistica mentre Landrock segue solo gli aspetti burocratici e pubblicitari dell’attività. Nel 1907 i due spostano la sedeIMG_3676 della loro società al numero 17 di Avenue de France. L’attività ha enorme successo tanto che i due aprono, un secondo atelier. Tutto sembra andare bene fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale quando per ragioni mai chiarite, probabilmente legate alla sua attività di fotografo, Lenhart viene accusato di spionaggio viene arrestato e il loro atelier sequestrati. Lenhart riesce a lasciare la Tunisia e a ritornare in Svizzera solo nel 1916. Qui incontra Landrock anche lui rifugiatosi in Svizzera. Nel 1922 sono di nuovo in Tunisia dove riescono a tornare in possesso della loro attività che però cedono per spostarsi in Egitto, al Cairo. Nel 1930 qualche cosa si rompe fra i due e la società viene disciolta. Lenhart, con la famiglia, si sposta in Tunisia. In realtà il nome della ditta “Lehnert & Landrock” rimane attivo al Cairo, gestita prima da Landrock e poi dal figlio della moglie. La produzione artistica di Landrock e Lehnert ebbe un enorme successo riuscendo a cogliere il gusto del pubblico occidentale attraverso vedute algerine, tunisine ed egiziane seppur non mancano anche serie fotografiche dedicate a Gerusalemme e diversi nudi di popolazioni indigene. Le foto tendono ad esaltare l’esoticità dei paesaggi africani. Magnifici i ritratti dei beduini nel deserto del Sahara. Rarissima ed in buone-ottime condizioni di conservazione (i piccoli puntini bianchi visibili sulla foto sono sul vetro della cornice). La foto qui presentata ritrae, proprio, un gruppo di tre indigeni, con cammello che guardano verso le dune sabbiose del Sahara. Rarità fotografica.IMG_3677

750 euro

30) ARCHITETTURA INDUSTRIALE CIVILE STORIA DELL’INDUSTRIA ITALIANA MILANO AOSTA INGEGNERIA RARITA’ BIBLIOGRAFICHE ARCHITETTI GIO PONTI PORTALUPPI

 IMG_3794_clipped_rev_1IMG_3793_clipped_rev_1 IMG_3797_clipped_rev_1IMG_3796_clipped_rev_1IMG_3792_clipped_rev_1

Due corposi album in oblungo di interesse architettonico – ingegneristico – industriale

Società Anonima MAGNAGHI BASSANINI (SAMB),

Bassanini Impresa di Costruzioni S. p. A. Costruzioni civili – Industriali – Idrauliche – Grandi Opere in Cemento Armato”; Società Azionaria Lavori Estero Milano, Costruzioni Civili – Industriali – Idrauliche – Idroelettriche – Stradali – Ferroviarie

S. luogo (ma Milano), S. stampatore, S. data (ma 1950 circa)

In oblungo (19,5×28,5 cm il primo album; 20,5×29,5 cm il secondo album); (36) pp. con elenco delle opere realizzate dalla ditta, (100) cc il primo album; (115) cc. Il secondo volume. Brossura editoriale nera con titolo impresso in oro al piatto anteriore al nel primo album e brossura coeva grigia muta al secondo volume. Esemplari in ottime condizioni di conservazione. Le prime 36 pagine con l’elenco delle opere realizzate con Designazione del Lavoro, Località, Stazione Appaltante, Progettista Ingegnere o Architetto o Consulente Tecnico. Le 100 tavole che seguono sono dedicate a raccogliere 100 magnifiche foto in bianco e nero di architettura industriale, edifici pubblici, ponti ed edifici civili realizzati dalla Bassanini tra gli anni venti e la fine degli anni quaranta. Rarissimo campionario di una delle più importanti ditte del panorama milanese del novecento. La Bassanini costruzioni, fu fondata da Antonio Bassanini (1899-1977). Di umili origini, Antonio Bassanini nacque nel 1899. Il padre era un umile casaro della provincia milanese che muore quando Antonio ha soli 4 anni. La madre cresce, tra enormi sacrifici, lui ed i suoi 5 fratelli portando avanti l’attività del marito. Inizia fin da piccolo a studiare da capomastro. Fondata la sua ditta, dopo la fine delle prima Guerra Mondiale, entra in contatto con il mondo dei grandi architetti ed ingegneri che operano nel territorio milanese, facendosi apprezzare per la serietà ed affidabilità, diventando interlocutore e costruttore di fiducia di personaggi come Portaluppi, Gio Ponti, Muzio prima e più avanti anche, di Mattioni, Caccia Dominioni, Magistretti. E’ da ricordare in particolar modo, la grande amicizia con il professore Arturo Danusso, docente al Politecnico di Milano di Scienza delle costruzioni. E’ nel periodo compreso tra gli anni trenta ed il primo dopoguerra del secondo conflitto mondiale che la ditta Bassanini inizia a prender una posizione rilevante nella costruzione, prima e ricostruzione e trasformazione, poi, di Milano. Antonio Bassanini si muove con ugual maestria negli ambienti politici ed in quelli culturali milanesi, facendo divenire la sua ditta una delle più importanti nella realizzazione di edifici pubblici, privati e di architettura sociale del territorio milanese tanto da essere considerata una delle principali realizzatrici della trasformazione architettonica milanese dellaIMG_3795_clipped_rev_1 seconda metà del novecento. A loro si devono stabilimenti della Pirelli, quelli della CGE-Ansaldo, dell’Innocenti, della Bianchi e della Carlo Erba a Milano, ad esempio. Nel settore residenziale, invece, sono loro a realizzare il bugnato di via Lanzone, il curtain wall di corso Europa, il consolidamento del campanile di Sant’Ambrogio e le costruzione delle nuove chiese del cardinal Montini. Fra le foto degli edifici realizzati presenti nel catalogo: Il Palazzo in Milano posto in Corso 22 marzo al numero 43; Lo Stabilimento di Milano dei Monopoli di Stato; Il Palazzo di Via Monterosa all’angolo con Via Domenichino 2/4; Il Palazzo Ricevimenti e Congressi dell’Esposizione Universale di Roma; Il palazzo della Soc. Magazzini Generali dell’Italia Meridionale ed Insulare di Napoli; l’Ospedale Mauriziano in Aosta; Il Sanatorio Carlo Forlanini di Roma; Il Palazzo di Piazza Fontana – Via Arcivescovado a Milano proprietà dei F.lli Ghidoli e Fabbriceria Duomo; Il Palazzo Istituto Naz. Fascista Previdenza Sociale a Bolzano; Il Palazzo I.N. A. a Bolzano; Lo Stabilimento Industriale Soc. “Zanoletti” F.A.C.” a Milano;Le Casarme Funzionali di Padova; Fabbricati dell’aeroporto di Casalle Torinese per l’Areonautica Italiana”; Stabilimento di Filatura di Grignasco (Novara); Palazzo in Padova Sede dell’Ist. Naz. Fascista Previdenziale Sociale”; In viale Coni Zugna 29 la Domus Adele di Gio’ Ponti costruita da SAMB nel 1934; Il palazzo di Milano sede del Banco di Roma; Istituto Edilizia Economica e Popolare; Palazzo in Viale Belisario; Isolato S. Aventino a Torino; Fiera di Milano Palazzo Elettrotecnica; Fiera di Milano Palazzo del Mobilio; Caserme Funzionali di Padova; Stabilimento Industriale a Borgo S. Dalmazzo (Cuneo) Cementeria della Soc. Italcementi; Stabilimento Industriale Distillerie di Cervignano (Udine); Seminario Diocesano di Bologna; Istituti Elioterapici Pietraligure, Pio Istituto S. Corona; Silos da Grano Rovato; Ponte Carrozzabile ( Agosto sul fiume Isonzo a Gorizia; Ferrovie dello Stato Cavalcavia sulo Scalo Lambrate di Milano; Pontile di approdo idrovolanti a Sesto Calende; ecc. ecc. Scrisse l’Architetto Giovanna Franco Repellini (in un’intervista apparsa su “Il corriere della Sera”), parlando di Antonio Bassanini e della sua impresa di costruzioni: «La figura del costruttore è sempre posta in secondo piano […] La storia di Antonio, specchio di una società che si trasforma, attraversa tutto il Novecento e racchiude le complesse ed agitate vicende che hanno fatto dell’Italia uno straordinario laboratorio sociale e politico. Trasformando un Paese povero in una potenza economica mondiale». Rarissimo campionario in ottime condizioni di conservazione.

350 euro

31) MILANO DUOMO MILANO BANCA POPOLARE SATIRA SATIRA POLITICA DISEGNO VELLANI MARCHI MODENA

7256_clipped_rev_1Vellani-Marchi Mario,

Grande disegno satirico di Mario-Vellani Marchi realizzato intorno al 1920 che illustra il forte legame fra la Banca Popolare di Milano ed il mondo cattolico meneghino.

(Milano), Disegno, 1920 circa

53×40,5 cm; disegno a china. Bellissimo disegno satirico del celebre pittore modenese Mario Vellani-Marchi (Modena, 1895 – Milano, 1979) allievo di Giuseppe Graziosi e Pio Semeghini all’Accademia di Belle Arti di Modena. Nei primi anni della sua attività artistica è tra gli illustratori dei più importanti giornali satirici modenesi come il “Duca Borso”, “Cavalli e non …”, il “Marchese Colombi”, il “Gatto Bigio” ed altri. Nel 1924 viene invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia dove tornerà per altre 11 volte. Nel 1925 è con Orio Vergani e Riccardo Bacchelli uno dei fondatori del cenacolo artistico di Via Bagutta a Milano dopo essersi da poco trasferito nella città meneghina. Il disegno realizzato a china vede diversi individui lavorare al Duomo di Milano portando all’interno oggetti per i lavori. Sulla facciata e sulla fiancata in realizzazione la scritta “Banca Popolare”. Inedito e realizzato intorno al 1920, il disegno mette in luce gli stretti legami fra la celebre banca milanese e la chiesa cattolica. Proprio in quegli anni a capo della banca milanese c’era il celebre politico, giornalista e banchiere, Filippo Meda (Milano, 1º gennaio 1869 – Milano, 31 dicembre 1939) che fu una figura chiave del movimento cattolico italiano tra la fine del XIX° secolo e la prima metà del XX° secolo. Nel 1920 Meda venne insediato alla direzione della celebre banca milanese da Giolitti che gli assegnò, anche, il dicastero del Tesoro (si sarebbe poi dimesso l’anno dopo dal Tesoro per dedicarsi completamente alla Banca Popolare alla quale prestò i suoi apprezzati servigi per 7 anni). “La Banca Popolare di Milano nacque con l’intento di creare una cooperativa di credito capace di assicurare ai propri soci una sostenibilità e una competitività di fronte alla crescente forza dell’alta borghesia nella crescita industriale che caratterizzava la fine dell’Ottocento nel capoluogo lombardo. La caratteristica popolare, che già aveva avuto successo in Germania e in Belgio, fu sicuramente ispiratrice per la vicina Banca Popolare di Lodi di Tiziano Zalli, amico del fondatore di BPM, Luigi Luzzatti. Lo stesso Zalli si disse affascinato dal testo di Luzzatti: “La diffusione del credito e le banche popolari” del 1863, fonte di spunti per la nascita della prima banca popolare italiana, la Banca Mutua Popolare Agricola di Lodi. Fu proprio Luzzatti, il 28 ottobre 1864 a comunicare a Zalli l’esistenza a Milano di un comitato promotore per una banca popolare cittadina”.

400 euro

32) BOTANICA BOTANY GIARDINAGGIO RANUNCOLI FLORICULTURA FIORI

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IMG_2449_clipped_rev_1D’ Ardene Jean Paul de Rome,

Traité des Renoncules, qui contient outre ce qui regarde ces fleurs, beaucoup d’observations physiques & des remarques utiles, soit pour l’agriculture, soit pour le jardinage.

Avignon, Louis Chambeau, 1763.

In 12° (16,8×10 cm); (6), 342 pp. e 6 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate. Legatura coeva in piena pelle maculata con dorso a 5 nervi. Titolo in oro su un tassello in pelle chiara al dorso. Ricchi fregi in oro ai tasselli e filetto ai nervi. Tagli rossi, piatti interni foderati con bella carta marmorizzata coeva. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Terza edizione corretta e con numerose aggiunte, rispetto alla prima edizione del 1746 di una delle opere più celebri dedicate alla coltivazione del ranuncolo, scritta dal noto IMG_2450_clipped_rev_1botanico, agronomo e presbitero francese del XVIII secolo Jean Paul de Rome d’Ardene (Mane 1590 – Château d’Ardène 1769). L‘opera ebbe uno straordinario successo e come scrive lo stesso d’Ardene nel titolo din questa terza edizione, non deve essere confusa con “Traité de la culture des renoncules, des oeillets, des auricules, et des tulipes” plagio uscito anonimo, ma probabilmente redatto da Jean Pierre Moet. D’Ardene, nacque nel 1690 a Mane nelle Alpi dell’Alta Provenza. Suo padre era il signore d’Ardene, commissario delle galere e ispettore dei boschi e delle foreste della Provenza, colui che fece erigere il castello d’Ardene nel 1686. Sua madre era Antoinette Leroy, figlia di Jean, consigliere del re e controllore generale della marina del Levante e delle galere di Francia. D’Ardene, fin dalla giovinezza, studiò retorica e IMG_2448_clipped_rev_1filosofia, per poi studiare teologia ad Arles, prima di insegnare materie umanistiche a Marsiglia. Nel 1718 venne ordinato sacerdote dopo esser ritornato nel castello paterno a causa delle sue cagionevoli condizioni di salute. Proprio nei giardini del palazzo di famiglia si appassionò alla botanica scrivendo diverse opere specifiche sulla coltivazione di diversi fiori (ad esempio il Traité des renoncules, 1746 o il Traité des jacinthes, 1759)che ottennero, da subito, un notevolissimo successo. Inoltre grazie alle sue conoscenze erboristiche legate alle piante medicinali, nel 1759, venne pubblicato il trattato “Lettres sur l’exercice de la médecine”. Nel 1767 pubblicò le opere postume di suo fratello Esprit-Jean de Rome d’Ardène celebre autore di favole, morto nel 1748, con il titolo di Oeuvres posthumes de Monsieur d’Ardene. L’opera qui presentata, in terza edizione, edizione fra le più rare ed è notevolmente corretta ed aumentata rispetto le due edizioni precedenti ed è arricchita da 6 bellissime tavole con immagini di diversi ranuncoli poste alla fine del volume. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. A very good copy.

280 euro

33) LOMBARDIA MILANO RISORGIMENTO ITALIANO RIVISTE RIVISTE SATIRICHE SATIRA GIORNALI GIORNALISMO ILLUSTRATORI CARICATURISTI CARICATURE SECONDA GUERRA

 7803_1_clipped_rev_1   7803_5_clipped_rev_1AA. VV.,

Grande collezione di 17 annate del celebre giornale satirico “Lo Spirito Folletto”, presenti le prime 4 annate complete, poi mancano gli anni 1865-1867, 1871 e poi le annate arrivano fino al 1881.

Milano, Sonzogno Editore, 1861 – 1881

1861-1862: Prima due annate rilegate in legatura coeva in mezza pelle con titolo al dorso. 30 numeri, tutto il pubblicato, dal 6 giugno al 24 dicembre, tutti i numeri presentano 8 pagine a parte due numeri che ne contiene 12. Prima della raccolta presenti una brossura rosa illustrata, una carta con titolo e annata entro cornice ed una carta (con strappo ma senza perdita di carta) con il titolo illustrata. Seguono (rinforzo al margine esterno bianco della prima ed ultima carta del primo numero e al centro di un numero per ridurre uno strappo). L’annata si chiude con una brossura rossa satirica illustrata.1862 Tutto il pubblicato. Brossura verde illustrata, seguono, dal primo numero della seconda annata uscito il 4 gennaio all’ottantaduesimo ed ultimo numero uscito il 24 dicembre. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine a parte tre numeri che presentano 12 pagine. 1863-1864: Terza e quarta annata, rilegate in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso.  1863, Anno III, n. 1 (1 gennaio 1863) – n. 135 (31 dicembre 1863) compreso supplemento al 122 e al 124, 1864 Anno IV, n. 136 (7 gennaio 1864) – n. 187 (29 dicembre 1864). L’ultimo numero del 1864 presenta uno strappo con perdit7803_2_clipped_rev_1 a di carta alla terza carta dell’ultimo numero, il 187. Due annate complete1868 Tutto il pubblicato. Dal primo numero dell’annata, il 344 del 2 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 396 uscito il 31 dicembre. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine. Alla fine del volume sono raccolte tutte le brossure editoriali di ogni numero di colore paglierino e arancione. 1869 Tutto il pubblicato. Dal primo numero dell’annata, il 397 del 6 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 448 uscito il 30 dicembre. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine.1870 Tutto il pubblicato (a parte 5 numeri, il 469, il 483, il 485, il 487, il 498 mai aggiunti in questa collezione). Dal primo numero dell’annata, il 449 del 6 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 500 uscito il 29 dicembre. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva. All’interno in ottime condizioni di conservazione.1872 Tutto il pubblicato a parte i numeri 580 e 603. Dal primo numero dell’annata, il 553 del 4 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 604 uscito il 26 dicembre. Due strappetti alle prime tre carte dell’ultimo numero, restaurati, senza perdita di carta. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine, a parte un numero che è composto di 4 pagine.1873 Tutto il pubblicato a parte i numeri 622, 623, 629, . Dal primo numero dell’annata, il 605 del 2 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 656 uscito il 25 dicembre. Due strappetti alla prima pagina del primo numero senza perdita di carta. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine, a parte un numero che è composto di 4 pagine. 1874 Tutto il pubblicato. Dal primo numero dell’annata, il 657 del 1 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 709 uscito il 31 dicembre. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine. 1875 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 710 del 7 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 761 uscito il 30 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine la prima e l’ultima carta sono alcuni di brossura arancione, alcuni rosa e gli altri gialli). Varie tavole a colori, numerosi numeri ancora a fogli chiusi. I numeri si presentano ancora a fogli chiusi.1876 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 762 del 6 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 813 uscito il 28 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima 7803_3_clipped_rev_1carta sono in brossura paglierina). Varie tavole a colori, numerosi numeri ancora a fogli chiusi. Varie tavole a piena pagina in cromolitografia a colori (qui compare anche il primo ritratto della “Galleria Cromolitografica dello Spirito Folletto”). I numeri si presentano ancora a fogli chiusi.1877 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 814 del 4 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 865 uscito il 27 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono alcuni di brossura arancione e gli altri gialli). Varie tavole a colori, numerosi numeri ancora a fogli chiusi. 1878 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 866 del 3 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 917 uscito il 26 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono alcuni di brossura arancione e gli altri gialli). 1879 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 970 del 1 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 969 uscito il 25 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono di brossura marroncino). 1880 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 918 del 2 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 1022 uscito il 30 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono di brossura paglierina). Quasi tutti i numeri sono a fogli chiusi e presentano una grande tavola a colori. 1881 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 1023 del 6 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 1074 uscito il 29 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono di brossura azzurrina). Lo Spirito Folletto fu una delle riviste umoristiche milanesi, più celebri dell’ottocento e rappresenta anche la prima impresa editoriale del celebre editore italiano, Edoardo Sonzogno (Milano, 21 aprile 1836 – Milano, 14 marzo 1920) subentrato da pochissimo al padre Lorenzo, nella guida dell’azienda di famiglia. Il giornale uscì per la prima volta nel 1861 con il titolo “Lo Spirito Folletto, giornale umoristico-illustrato” riprendendo il titolo del primo famoso giornale satirico lombardo, uscito per un solo anno, nel turbolento 17803_4_clipped_rev_1848 con il titolo “Lo Spirito folletto, Giornale diabolico, politico, umoristico, comico, critico, satirico, pittoresco.”. Nel 1863 Sonzogno acquista la testata satirica de “L’Uomo di Pietra” che viene poi assorbito dallo Spirito Folletto. Il giornale si avvaleva all’inizio della preziosa opera di Vespa e Camillo, al secolo Vespasiano Bignami e Camillo Marietti ma pochi dopo pochi numeri la collaborazione si allarga ad alcuni dei più importanti illustratori dell’ottocento come Francesco Gonin ed il figlio Guido, Francesco Fontana, Taccani, Giuseppe Galli, Giulio Gorra, Camillo Cima (Don Pacifico Pinzo), Iacopo Parera (Don Sancio), Casimiro Teja (Jetta), Carlo Gallina, Sebastiano De Albertis, ed il bergamasco, Luigi Borgomainerio fra i più attivi rappresentanti della Scapigliatura. Nel 1881, il giornale venne poi acquistato dal Secolo d’Italia e la parte grafica venne poi affidata a grande illustratore fioretino Mata, Adolfo Martinelli (1832 – 1887), che si era creato grande fama di acuto caricaturista politico sulle testate fiorentine quali “Il lampione”, “La Lanterna di Diogene” e “L’Arlecchino”. A partire dal 1880 il giornale iniziò anche a pubblicare tavole a colori ma la sua esperienza editoriale stava andando verso la conclusione che avvenne nel 1884 quando divenne un mensile e ridusse il suo formato. Nel corso della sua vita, fu uno dei giornali milanesi più celebri e seguiti dove la satira era solo una scusa per fornire informazioni politiche e di costume su Milano e l’Italia. Raro a reperirsi un insieme così congruo di annate, in buone-ottime condizioni di conservazione.

2.200 euro

34) STORIA NATURALE BOTANICA USI E COSTUMI VIAGGI LEGATURA CLASSICI ANTICHI CURIOSITA’ STRANEZZE MITI LEGGENDE

DSC_0350_clipped_rev_1Saumaise Claude De (conosciuto anche come Claudius Salmasius),

Plinianae exercitationes in Caii Julii Solini polyhistora. Item C.Jul.Solini Polyhistor ex veteribus libris emendatus. Acc.huic ieditoni de hoonuymis hyles iatricae exercitationes antehac ineditae nec non de manna et saccharo. Tomus I – IIDSC_0349_clipped_rev_1 e III volume contenente “Exercitationes de Homonymis Hyles Iatricae nunquam antheac editae utet De Manna et Saccharo.

Trajecti ad Rhenum, Apud Johannem vande Water, Johannem Ribbium, Franciscum Halma, & Gullielmum vende
Water, Bibliop., 1689

In folio (39,5×23 cm); (25), 63, (1), 625, (1) pp., (3), 627-943, (1), 16, 157, (1) pp. e (10), 27, (3), 259, (1), 20, (4 b.) pp. Bellissima legatura coeva in stile blaviano in piena pergamena con titolo e autore impressi in oro ad un tassello. Dorso a 7 nervi. Cornice e medaglione centrale con ricchi fregi ai piatti. Uno strappetto senza perdita di carta a pagina 45 del primo volume, qualche pagina leggermente ed uniformemente brunita a causa della qualità della carta e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di
conservazione. Seconda edizione ma praticamente prima per le numerosissime aggiunte (il terzo DSC_0347_clipped_rev_1volume, recuperato fra i manoscritti inediti di Saumaise, compare qui per la prima volta), di quest’opera del celebre antiquario, umanista e filologo francese Claudius Salmasius, forma latinizzata di Claude Saumaise, (Semur-en-Auxois, 15 aprile 1588 – Spa, 3 settembre 1653). L’autore studiò legge a Heidelberg studiando sotto il giurista Denis Godefroy e rimanendo influenzato, nella lettura dei classici, dal bibliotecario Jan Gruter. A lui si deve il ritrovamento dell’unico manoscritto conosciuto della Biblioteca Palatina. Rifiutò cattedre a Oxford, Padova e Bologna per accettare poi, nel 1631, la cattedra già occupata da Joseph Scaliger a Leida. E’ considerato tra gli antesignani delle teorie capitalistiche. Uomo di grande cultura e dai diversi interessi, scrisse diverse opere di carattere filologico, politico e teologico. Parlava diverse lingue fra le quali l’ebraico, l’arabo ed il persiano. Fu un sostenitore degli Stuart per i quali scrisse l’opera Defensio regia pro Carlo I (1649). Le “Pliniane exercitationes” sono la sua opera più famosa nel quale DSC_0351_clipped_rev_1l’autore, attraverso il commento dell’opera di Solinus Polyhistor, conosciuta con il titolo di “Collectanea rerum memorabilium”, ne studia la derivazione dall’Historia Naturalis di Plinio il Vecchio. Solino, riprendendo le opere di Plinio, Pomponio Mela, Svetonio e Terenzio Varrone descrive le cose più strane e meravigliose inerenti a popoli, usanze, animali e piante illustrandole all’interno di una cornice geografica. Mommsen ha teorizzato che l’opera di Solino può averci trasmesso passi di autori latini a noi del tutto sconosciuti. L’opera di Solino, oltre alla storia romana contiene la descrizione di parte dell’Africa, dell’Asia Minore, dell’Arabia, dell’India e dell’Impero dei Parti. Il commento di Saumaise è considerato il più importante commento della “Collectanea rerum memorabilium”. Il terzo volume, dal titolo “Exercitationes de Homonymis Hyles Iatricae”, si occupa della nomenclatura botanica delle piante medicinali, con un saggio dedicato all’individuazione e all’etimologia della manna e saccarum. Rif. Bibl.: Brunet V 92-93 (“Ouvrage estimé.”); Clark VI 38; Pritzel 2. ed. n. 8045; Haller v.1 p.444.

450 euro

35) STORIA LOCALE PORETTA TERME BOLOGNA ACQUE MINERALI MINERALOGIA PRIME EDIZIONI FOTOGRAFIA STORIA DELLA FOTOGRAFIA

 IMG_2435_clipped_rev_1IMG_2436_clipped_rev_1IMG_2437_clipped_rev_1   IMG_2441_clipped_rev_1IMG_2439_clipped_rev_1IMG_2440_clipped_rev_1

IMG_2434_clipped_rev_1AA. VV.,

Illustrazione delle terme di Porretta e del suo territorio pubblicata per deliberazione del Consiglio Provinciale di Bologna.

Bologna, Regia Tipografia, 1867

In 4°; VIII, 468; (4) pp. e 18 c. di tav. delle quali 6 con foto all’albumina coeve applicate con magnifici scorci e vedute del celebre paese della provincia bolognese. Legatura editoriale con titolo impresso in nero sul piatto anteriore entro cornice con doppio filetto. Titolo impresso in nero anche al dorso. Piccola ed antica nota ottocentesca di possesso privato al frontespizio. Qualche lieve difetto e mancanza della carta in corrispondenza delle cerniere ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. All’interno del piatto anteriore ex-libris di proprietà privata. Esemplare con le pagine leggermente ed uniformemente brunite (come tutti gli esemplari conosciuti a causa della qualità della carta utilizzata) ma privo di fioriture e foxing, spesso presenti in numerosi esemplari. Prima edizione di questaIMG_2438_clipped_rev_1 celeberrima edizione dedicata alle acque termali di Porretta Terme e alla storia dell’Istituto termale. Nel volume sono presenti con articoli dedicati alla geologia, alla fauna, alla topografia del territorio, alle acque termali ed alle loro qualità medico-mineralogiche con articoli di D. Santagata, G. Bianconi, G. Bertoloni, G. Toldi, G. Sgarzi, M. Paolini. 4 tavole litografiche raffigurano i famosi “quarzi a tramoggia” porrettani, contenenti acqua. La prima tavola fuori testo è quella del “bue porrettano” che secondo un’antica leggenda medioevale, malato, fu lasciato libero dal suo padrone ed andò a dissetarsi presso la IMG_2433_clipped_rev_1sorgente termale. Miracolosamente guarito, il bue ritornò dal suo padrone che iniziò a decantare le qualità miracolose della sorgente di Porretta. In realtà, le terme erano già ben conosciute in epoca romana come dimostrano numerosi rinvenimenti archeologici avvenuti nella zona. In epoca medioevale la zona venne lentamente abbandonata, fino a divenire, quasi disabitata. Nel XII° secolo il territorio di Poretta passa alla diretta dipendenza del “Comune di Bologna” venendo riscoperto e divenendo meta turistica delle ricche famiglie della città felsinea. E’ proprio in questo periodo che prende forma il nuovo abitato di Porretta ed anche le prime strutture ricettive del luogo. Dal XV° secolo in poi, il luogo inizia a guadagnare sempre più fama, vedendo fra i suoi visitatori abituali illustri personaggi come Lorenzo il Magnifico, Niccolò Machiavelli, Andrea Mantegna e Gioachino Rossini. Importante opera di storia locale e mineralogia. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione completo della brossura editoriale. Rif. Bibl.: Lozzi,II, 3795-3796; IT\ICCU\SBL\0405888.

650 euro

36) PRIME EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA DEBUTTI LETTERARI SIENA FIRENZE PALIO

7429Vasco Pratolini,

Il tappeto verde,

(Firenze), Vallecchi, 1941

In 8° (18,7×12,7 cm); 82 pp. Legatura editoriale rosa con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Opera prima dell’autore e prima edizione di questo scritto del grande scrittore fiorentino, Vasco Pratolini (Firenze, 19 ottobre 1913 – Roma, 12 gennaio 1991). Dopo una fanciullezza difficile costernata da lutti, difficoltà economiche (la madre morì che lui era bambino ed il padre lo affidò ai nonni, mentre per ristrettezze economiche fu costretto a lungo ad abbandonare gli studi) e dai lavorì più disparati, si avvicinò al gruppo della rivista “Solaria” mentre, da solo, leggeva Dante e Alessandro Manzoni, poi Jack London, Charles Dickens, Mario Pratesi, Federigo Tozzi ed altri. In contemporanea alla lettura, dal 1927-1928 frequenta un corso serale di lingua e letteratura francese presso il Circolo filologico cercando di migliorare le sue conoscenze culturali, deficitarie per gli anni di scuola saltati. Sono gli anni in cui stringe una forte amicizia con il pittore Ottone Rosai grazie al quale conobbe Bruno Becchi, Renzo Grazzini, Aldo Palazzeschi e Romano Bilenchi. Iniziano i suoi primi tentativi lettarari con la pubblicazione di alcuni articoli sul giornale di Pavolini “IlBargello”. Al caffè Giubbe rosse, dove si reca regolarmente per vivere il momento culturale di grande fermento, conosce Eugenio Montale. Nel 1938, insieme ad Alfonso Gatto ed Enrico Vallecchi, diede vita alla breve, ma eccezionale esperienza di «Campo di Marte», partecipando a sviluppare il movimento letterario dell’ermetismo fiorentino. E’ in questo periodo che inizia a scrivere “Il tappeto verde”, la suo primo libro pubblicato. Tirato in 700 copie, l’opera riscuote un discreto successo e sancisce l’ingrresso di Pretolini fra gli scrittori italiani. Lo scritto mischia ricordi autobiografici e finzione letteraria in una serie di racconto ambientati nel territorio toscano e senese. Un capitolo è dedicato al Palio. Seguiranno molte opere ed un notevole successo. Prima edizione non comune a reperirsi in queste ottime condizini di conservazione.  Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009.

180 euro

37) ILLUSTRATORI DISTOPIE SURREALISMO VISIONI FANTASMAGORIE CLASSICI DELL’ILLUSTRAZIONE PRIME EDIZIONI

IMG_1684_clipped_rev_1  IMG_1685_clipped_rev_1 IMG_1686_clipped_rev_1

IMG_1682_clipped_rev_1Grandville (Jean Ignace Isidore Gérard),

Un Autre monde, transformations, visions, incarnations, ascensions, locomotions, explorations, pérégrinations, excursions, stations, cosmogonies, fantasmagories, rêveries, folatreries, facéties, lubies, métamorphoses, zoomorphoses, lithomorphoses, métempsychoses, apothéoses et autres choses.

Paris, H. Fournier Libraire-Editeur, 1844

In 4° grande; (6), 296, (1) pp. e 36 c. di tav. a colori fuori testo. Conservate le rarissime brossure editoriale illustrate piatto anteriore e posteriore, entro bella legatura coeva in mezza-pelle scura con titolo, autore e ricchissimi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta blu zigrinata coeva, qualche lieve strofinature. Foxing in alcune carte come tipico di quasi tutti gli esemplari, a causa della qualità della carta utilizzata e del tipo di stampa. Uno strappetto nel margine bianco della carta d’antiporta, uno strappo senza perdita di carta in una tavola, restaurato con una pecetta al dorso, ininfluente e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Dedica al margine alto del frontespizio “Al cugino carissimo Angiolino Brighenti, Tessaro (‘) Morini offre, Colembarola 18 settembre 1898”. Antica collocazione manoscritta a matita alla prima carta nell’inconfondibile calligrafia di Umberto Tirelli del quale è presente anche l’ex-libris applicato all’interno del piatto anteriore. Prima edizione nella prima tiratura, una seconda uscì nello stesso hanno ma con diverse differenze (prima fra tutte l’indicazione di “seconda edizione” sotto la brossura posteriore, di questa celeberrima opera di uno dei più famosi illustratori dell’ottocento che fu anche designer e caricaturista, Jean-Ignace-Isidore Gérard, più noto con lo IMG_1681_clipped_rev_1pseudonimo di Grandville (Nancy, 13 settembre 1803 – Vanves, 17 marzo 1847). “Un Autre Monde” è una delle opere più famose e riuscite di Grandville ed ebbe una notevole influenza sul movimento surrealista dove ogni storia è il contrario di se stessa. Come scrive bene Grandville nel dialogo surreale del re con la sua ombra: “Perché devi seguirmi ovunque io vada?”chiese il re. Per impedirti di saltar fuori con idee stupide” disse l’ombra. “E per ricordarti che ci sono due volti in ogni storia”. Ah è così allora..” mormorò il re, fissando la lunga ombra scura lasciata dalla sua piccola corona d’oro. E proprio così, nell’opera di Grandville ogni storia ha una doppia possibilità di lettura e come una moneta, due facce. Già la prima pagina ci accoglie in nuovo mondo governato come dice Grandville anche nel titolo, da trasformazioni, visioni, incarnazioni, ascensioni, locomozioni, esplorazioni, peregrinazioni, escursioni, stazioni, cosmogonie, fantasmagorie, fantasticherie, capricci, facezie, vaneggiamenti, metamorfosi, zoomorfosi, litomorfosi, metempsicosi, apoteosi ed altre cose. L’opera è illustrata da 36 magnifiche tavole a colori, un’antiporta e presenta anche le brossure editoriali illustrate. In più il testo è accompagnato da altre 146 nel testo, surreali, utopiche, distopiche, incredibili e assurde dove la linea fra IMG_1680_clipped_rev_1umano ed animale scompare con animali che assumono le sembianze, se non le maschere umane, fino a ricopiarne i comportamenti e viceversa, uomini che si sfumano in animali. Per ricordare quanta parte ha avuto ed ha tutt’ora il lavoro di Grandeville, basti ricordare che il frontespizio dell’ultimo album dei Queen al quale lavorò Freddy Mercury, Innuendo, porta al piatto, proprio un’immagine tratta da questo libro. Grandeville, “Figlio d’arte, ricevette la sua prima “educazione artistica” dal padre, che amava dipingere miniature. “Grandville” era il nome d’arte di suo nonno. Nel 1820 arriva a Parigi per frequentare gli studi presso i miniaturisti Manson, Hippolyte Lecomte. Arrivano le prime collezioni di litografie intitolate Les Tribulations de la petite proprieté, Les Plaisirs de toutdge e La Sibylle des salons. Nel 1828 pubblica una serie di litografie a colori Les Dimanches d’un bourgeois de Paris. Ma è nel 1829 che raggiunge la fama con Les Métamorphoses du jour, una serie di settantacinque scene in cui i personaggi venivano ritratti con corpi da uomini e con volti animali. Questi disegni, si distinguono particolarmente per la straordinaria capacità dell’artista di riprodurre tratti umani in volti animali”. Prima edizione, prima tiratura, rara a reperirsi completa anche delle brossure editoriali. First edition, first iusse, original brossure. Good copy. Rif. Bibl.: Carteret, III, 285.IMG_1683_clipped_rev_1

700 euro

38) MANOSCRITTI INEDITI PIROTECNICA FUOCHI D’ARTIFICIO FUOCHI ARTIFICIALI

Senza titolo-50  Senza titolo-47Agazzani Ermelindo, 

Nuove Ricerche sopra i Fuochi d’Artificio di F. M. Chartiers, Tessier, Morel.  Con aggiunta di una trattato di Pirotecnica preso dalla Chimica applicata alle Arti, Paris, 1861. 

Paris, 1861.

In 8° piccolo (18×12 cm); (200) pp. delle quali 27 bianche poste in fondo al volume. Brossura coeva con titolo manoscritto al piatto anteriore dov’e’ presente una macchia. All’interno in ottime condizioni di conservazione. L’autore del manoscritto si ricava all’interno del piatto anteriore “Agazzani Ermelindo”. Rarità. Manoscritto pirotecnico che si ispira ai lavori di Tessier, Chimie pyrotechnique ou traité pratique des feux colorés, stampato a Parigi, per la prima volta, da Dumaine, Lacroix e Baudry, nel 1859 e ristampato poi da Baudin nel 1883, di A. M. Th. Morel, Traité pratique des feux d’artifice, A Paris, Didot, libraire, 1800, rielaborandoli ed aggiungendo ricette e ritrovati vari per la produzione di fuochi d’artificio e del maestro artificere F. M. Chartiers (Chartier). Il Senza titolo-48manoscritto, probabilmente composto per l’utilizzo personale da un maestro artificere, venne redatto a Parigi nel 1861 dove probabilmente l’autore, seguì da vicino il lavoro di maestri artificeri francesi. L’opera è un dotto e completo trattato pirotecnico che analizza la produzione dei fuochi d’artificio in tutte le sue parti, dalle polveri ai razzi. Il manoscritto anticipa i trattati moderni di pirotecnica come quelli pubblicati da Cesare Finsterwald, Nuovo trattato di pirotecnica, ovvero l’arte dei fuochi d’artificio (Ed. Tipografia Figli di C. Amati, Trieste, 1889) o il manuale di Cesare Sonzogno, Il pirotecnico moderno (Ed. Paolo Carrara, Milano, 1892) e venne composto, tre anni prima della fondazione della “Società Pirotecnica Italiana” nata a Bologna nel 1863 Senza titolo-49(poi sciolta nel 1889) sulle ceneri della già “Unione degli Artificeri Italiani” nota come “Pia Unione Santa Barbara” istituita sempre a Bologna nel 1741. Nel trattato vi sono capitoli dedicati a:Razzi volanti da tavola, Razzi classici, Fuochi per le ruote cinesi, Fuoco brillante per ruote, Fuoco bianco, Fuoco cinese per getti, Fuoco brillante e raggiante, Fuoco brillante per getti fissi, Fuoco chinese per gerbes cascate palme di tutti i tipi, Composizone d’intervallo per gondole romane, Detta pia lenta, Composizione per cascate a stelle, Verde per fiamme di Cherties, altri per stelle, Color Porpora per stelle, Cremisi per stelle, Viola per stelle e lancie, Poncea per lancie,  Cremisi per fiamme, Verde per stelle e grossi grani, Stelle fisse o rose italiane, Altra detta al nitro, Composizione per turbilioni di 22 milim., Composizione per fascio di fuoco, Mistura per fontane e fiore secondo Charties, Modo di ammalgamare il zolfo col carbone,  Polvere da Barile, Carbonati di rame, Razzo a paracadute, Composizione di Colombe, Padiglione Chinese, Salice Piangente, Fontane a Fiori, Fuoco comune per serpentelli ecc. ecc.  Esemplare in chiara grafia ed in ottime condizioni di conservazione.

650 euro

39) MEDICINA ANATOMIA UROLOGIA ANATOMY UROLOGY PRIME EDIZIONI FERRARA PREPARATI ANATOMICI

dsc_0524_clipped_rev_1Tumiati Giovanni, 

Ricerche anatomiche intorno alle tonache dei testicoli 

In Venezia,  Dalle Stampe di Antonio Zatta e Figli, 1790

In 8° (18,3×12,5 cm); CXXX, (4) pp. Legatura in cartoncino rigido azzurro con titolo manoscritto al dorso su fascetta. Fregio xilografico al frontespizio. Opera non comune stampata in elegante veste grafica da Zatta. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in buona parte ancora intonso. Giovanni Tumiati, ferrarese, nato il 10 aprile 1761 e morto il 10 marzo 1804, docente di anatomia umana e di ostetricia, fu il fondatore del celebre Museo Anatomico Ferrarese che ra la fine dell’settecneto ed i primi anni dell’ottocento fu considerato come uno dei più importanti d’Italia. L’abilità anatomica di Tumiati lo portò a realizzare alcuni “preparati” anatomici fra i più precisi e dettagliati del suo tempo. In questa rara pubblicazione il Tumiati descrive, fra i primi al mondo, in modo dettagliatissimo le “tonache dei testicoli”. Bibl.: Blake p. 461.

220 euro

40) PARMA BODONIANA BODONI VERONA ASTRONOMIA MATEMATICA CALCOLI ASTRONIMOCI FISICA

Senza titolo-8

Senza titolo-6Cossali Pietro,

Effemeride Astronomica ad uso comune per l’anno M.DCC. XCIV calcolata da D. Pietro Cossali C. R. Professore di Astronomia, Meteorologia, e Idraulica nella R. Univers. Di Parma e ascritto ad illustri Accademie di Belle Lettere, Socio delle Reali di Scienze, Belle Lettere e Belle Arti di Mantova e di Napoli, dell’Istituto di Bologna e della Società Italiana

Parma, Dalla Stamperia Reale (Bodoni), (1793)

In 8° (20,5×14 cm); 20, (36) pp. e una carta di tav. astronomica più volte ripiegata. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1794. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonicoSenza titolo-5all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l’equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue “ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l’anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d’astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l’eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull’eclissi dell’11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell’osservatorio di Brera, e per l’istallazione d’un osservatorio meteorologico nella casa parmense Senza titolo-7dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l’intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s’impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l’indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull’orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. “(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1794 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\119236.

280 euro

 41) ASTRONOMIA ECLISSI ASTRONOMY PRIME EDIZIONI CASALE MONFERRATO OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI BRERA MATEMATICA

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Celoria Giovanni,

Sull’Eclissi solare totale del 3 giugno 1239, Memoria di Giovanni Celoria,

Milano, Pisa, Napoli, Ulrico Hoepli Editore-Librajo, 1875

In folio; 26 pp. e una c. di tav. fuori testo con percorso dell’eclissi solare. Brossura editoriale arancione con titolo, autore, stampatore e anno di stampa inciso in nero al piatto anteriore. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione di questo scritto astronomico dedicato all’eclissi del 3 giugno del 1239, dal noto astronomo, accademico e politico italiano, Giovanni Celoria (Casale Monferrato, 29 gennaio 1842 – Milano, 17 agosto 1920). L’autore, laureatosi alla Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Torino nel 1863, lavorò sotto la direzione di Giovanni Virginio Schiapparelli presso l’Osservatorio Astronomico di Brera, per tutta la vita. Nel 1900 divenne Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera prendendo il posto di Schiapparelli, abbandonandola solo nel 1917, quando si ritirò a vita privata. Insieme all’attività di ricerca presso l’Osservatorio Astronomico, insegnò Geodesia al Regio Istituto Tecnico Superiore di Milano, divenendo anche presidente della Commissione geodetica italiana. Fu socio di diverse prestigiose accademie come l’Accademia dei Lincei, della Società italiana di scienze naturali, della quale fu anche direttore e dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. Nel 1909 divenne Senatore del Regno d’Italia. In quest’opera l’autore ricostruisce le fonti storiche di questa eclisse e gli aspetti astronomici della stessa. Prima ed unica edizione, in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: ICCU: IT\ICCU\MIL\0684201.

35 euro

42) MATEMATICA ASTRONOMIA ASTRONOMY VOGHERA BRERA PRIME EDIZIONI

IMG_2606_clipped_rev_1Plana Giovanna Antonio Amedeo (Plana Jean),

Note sur un cas particulier du mouvement elliptique par Jean Plana,. Insieme a: Note sur les coefficients theoriques determines par Tobie Mayer, Relativement aux deux inegalites lunaires en longitude, ayant pour argument …

Turin, De l’imprimerie Royale, 1860

In folio; 16 pp. e 7, (5 b.) pp. Brossura coeva muta con dedica manoscritta coeva della figlia di Plana, Sophie. Prima ed unica edizione in forma monografica di questi due articoli estratti dalle “Memoires de L’Academie des Sciences de Turin”, scritto dal celebre matematico, astronomo, geodeta e senatore italiano, Giovanni Antonio Amedeo Plana (Voghera, 6 novembre 1781 – Torino, 20 gennaio 1864). Mandato dalla famiglia a studiare a Grenoble dove divenne amico di Stendhal. “Dal 1800 frequentò l’università all’École polytechnique di Parigi, con Lagrange (del quale fu l’unico allievo italiano e più tardi sposò una nipote), Laplace, Legendre e Fourier”. Nel 1811 iniziò ad insegnare all’università di Torino. Dal 1815 iniziò ad insegnare calcolo infinitesimale. “Nel 1820 fu tra i vincitori di un premio indetto dall’Accademia delle scienze francese per la costruzione di tabelle lunari basate esclusivamente sulla legge di gravitazione universale. Nel 1831 Plana costruì il Calendario Meccanico Universale che, grazie ad un IMG_2605_clipped_rev_1ingegnoso sistema di ruote dentate, catene e viti, è in grado di identificare un giorno qualunque dall’anno 1 fino al 4000. Non solo, il calendario fornisce anche informazioni riguardanti lunazioni e maree.”. Come scrive Marco Ciardi nel suo articolo dedicato a Plana nel Dizionario Biografico degli Italiani nell’edizione del 2015: “Nel 1832 Plana dette alle stampe la Théorie du mouvement de la Lune, monumentale opera in tre volumi, compendio delle ricerche dell’astronomo reale in questo settore. La pubblicazione fu finanziata dal re Carlo Alberto. Proprio in quell’anno, tuttavia, la vita di Plana fu segnata da un evento luttuoso, che ebbe notevoli ripercussioni sui suoi comportamenti pubblici e privati: la perdita del figlio Luigi Lodovico, di soli sette anni. La figlia di Plana, Sofia, sarebbe invece incappata, nel 1840, in uno sventurato matrimonio con un avventuriero cacciatore di doti, vicenda che avrebbe provocato allo scienziato piemontese ulteriori sofferenze e dispiaceri”. L’opera qui presentata analizza un caso particolare di un movimento ellittico attraverso complessi calcoli matematici. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione, con dedica autografa. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\1124619.

50 euro

43) ODONTOIATRIA MEDICINA CHIRURGIA DENTISTI DENTISTRY SURGERY PYROCLYSTERIO

DSC_0262_clipped_rev_1DSC_0264_clipped_rev_1DSC_0263_clipped_rev_1DSC_0261_clipped_rev_1Pyroclisterio ossia macchinetta da applicare l’aria infiammabile inventata ed eseguita dal chirurgo sig. Gaetano Buzzi sanese

Senza luogo (ma prob. Firenze), Senza stampatore, 1809

In folio piccolo (30×21,5 cm); (4) pp. e 4 c. di tav. fuori testo. Brossura in cartoncino molle. Esemplare stampato su carta di ottima qualità. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Rarissima prima ed unica edizione di questo scritto di interesse odontoiatrico che illustra una nuova macchina per la cura delle carie dentali, del noto medico, chirurgo e dentista di origini senesi, residente a Firenze, Gaetano Buzzi. L’autore nacque il 13 marzo del 1773 a Campagnatico, piccola terra nel grossettano. Studiò medicina e chirurgia a Siena. Iniziò a praticare a Firenze sotto la guida dell’insigne medico Gaetano Palloni. Interessatosi ai problemi odontoiatrici pensò che anche l’arte del dentista, all’epoca praticata da persone con una scarsa preparazione medio-scientifica, dovesse essere innalzata a vera e propria professione ed arte medica. Buzzi ottenne presto fama tanto che presto vennero a lui numerosi clienti da tutto il territorio toscano. Ben presto da lui iniziarono a venire anche illustre personalità italiane che non avevano trovato nei chirurghi locali, sollievo ai loro problemi  orali. Si interessò anche di oftalmologia. Scrive l’autore all’inizio della descrizione “E’ stata in tutti i tempi riconosciuta per il più sicuro, ed efficace rimedio per il dolore dei denti, come per arrestare i progressi della carie dei medesimi, l’ustione. Questa si è procurata con diversi metodi, con diverse sostanze …”. Rif. Bibl.: per biografia di Buzzi, Opere di G. – B. Niccolini, Vol. III, Firenze, Le Monnier, 1844; ICCUIT\ICCU\CFIE\036932.

250 euro

44) LETTERATURA ITALIANA PER BAMBINI PRIME EDIZIONI RARITA’ BIBLIOGRAFICA COLLODIANA COLLODI PINOCCHIO

IMG_2404_clipped_rev_1Collodi Carlo (Lorenzini Carlo),

La Geografia di Giannettino adottata nelle scuole comunali di Firenze,

Firenze, Felice Paggi Libraio-Editore, 1886

In 8°; 97, (3), IV pp. Brossura editoriale con titolo, autore, stampatore ed anno di stampa impresso in nero al piatto anteriore. Antico timbretto di proprietà privata al piatto anteriore. Esemplare in barbe. All’interno in ottime condizioni di conservazione. Piccoli difetti al dorso. Prima rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU o in nessuna delle bibliografie consultate. Una seconda edizione uscì lo stesso anno con la scirtta “seconda edizione” al frontespizio. Alcuni esemplari della seconda edizione presentano in fondo al volume XIIIMG_2403_clipped_rev_1 pagine invece che le IV della prima edizione e di alcune copie della seconda. L’opera fa parte della trilogia “educativa”, comprendente anche una “grammatichina e l’Abbaco” come scrive lo stesso Conti nell’introduzione che Collodi pensò adatte a portare nozioni geografiche, letterarie e storiche ai bambini delle scuole italiane. Sulla scia del successo di Pinocchio e del Viaggio in Italia di Giannettino, Collodi decise di sfruttare pedagogicamente la figura di Giannettino. Il volume che fin dalla prima edizione presentava l’introduzione di A. Conti, descrive luoghi, fiumi, montagne, regioni e città italiane in forma di brevi dialoghi divertenti e simpatici che vedono come protagonista, proprio, Giannettino. Anche la seconda edizione dell’opera è assai rara anche per il tipo di utilizzo che ne veniva fatta ma questa prima edizione è rarissima, tanto da non vedere nessun esemplare censito in ICCU. Rif. Bibl.: Bibliografia di Carlo Lorenzini (Collodi) compilata da Clementina Puccinelli, Roma, Serie Bibliografica – N. 1, Edizioni del Messaggero della Libreria Italiana, 1933, pag. 11.IMG_2406_clipped_rev_1

350 euro

45) LESSICOGRAFIA VOCABOLARI GRAMMATICA CLASSICI DELLA LATTERATURA ITALIANA UDINE FERRARA VENEZIA STAMPATORI

 IMG_7959_clipped_rev_1Alunno Francesco,

Della Fabrica del Mondo di M. Francesco Alunno da Ferrara. Libri Dieci. Ne’ quali si contengono le voci di Dante, del Petrarca, del Boccaccio, & d’altri buoni autthori, mediante le quali si possono scrivendo esprimere tutti i concetti dell’huomo di qualunque cosa creata. Con un Vucabolario in fine, di tutte quelle voci, che mancavano nella Fabrica, et si leggono in diversi altri Autthori antichi et moderni; aggiunto da M. Thomaso Porcacchi per intera sodisfattione di chi desidera haver piena cognitione della nostra lingua. Con due tavole copiosissime.

In Venetia, Appresso Gio. Battista Uscio, 1588

In folio piccolo; (34), 263, (1 b.), 17, (1), (1 b.) cc. Bella legatura coeva in piena pergamena semi-floscia. Titolo manoscritto da mano coeva al dorso, in parte sbiadita. Una integrazione di carta all’angolo alto della carta bianca posta all’interno del volume. Alcune carte leggermente ed uniformemente brunite a causa della qualità delle stesse, qualche carta con leggerissimo foxing, ininfluente e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Antica firma di appartenenza nobiliare alla prima carta bianca che identifica l’esemplare come appartenuto ai Conti Lari di Sarzana. La seconda parte inizia con frontespizio proprio “Vocabolario nuovo del Porcacchi, Sopra molte voci, che per avanti nella Fabbrica erano grandemente deisderate. Le quali sono state estratte. Et cavate dal Giovio, dal Caro, dal Politiano, da Cino da Pistoia, dal Fiorenzuola, et da diversi IMG_7956_clipped_rev_1altri più approvati, et migliori authori della nostra lingua. Con gli essempi à tutte le voci, secondo l’ordine istesso tenuto dall’Alunno”. Marca tipografica ai due frontespizi con porta con timpano triangolare e colonne ioniche, al centro S. Pietro con le chiavi, motto “IVSTI INTRABVNT PER EAM”. Importante edizione, aumentata e corretta, del celebre grammatico, lessicografo e calligrafo ferrarese, Francesco Alunno, pseudonimo di Francesco del Bailo (Ferrara, 1485 – Venezia, 1556). Alunno pur avendo passato l’infanzia a Ferrara, visse la giovinezza e la maturità tra Udine e Venezia, tanto da essere citato da Gregorio Amaseo nei suoi “Diari udinesi”. Nonostante la lontananza da Ferrara mantenne sempre i contatti con i parenti e con l’ambiente letterario IMG_7957_clipped_rev_1ferrarese tanto da annoverare fra le sue amicizie A. Guarino e B. Ferrino. Profondamente legato ad Udine, qui, insegnò per diverso tempo al ginnasio nel 1503, 1529-32 e 1535 e risulta regolarmente stipendiato come maestro di aritmetica, abachista e calligrafo. Per capire il profondo legame che lo legava alla città friulana basta citare il modo come ad essa si riferisce, proprio qui nella “Fabrica del Mondo” dove scrive “meno cara che la natia patria Ferrara, imperciò che potrei quasi con verità dire di aver fatto in essa tanto di profitto quanto in me si ritrova e sì nell’arte dello scrivere e dell’arithmetica come nella lingua volgare et in altre facultati quali per hora lasciamo”. A Udine frequentò diverse personalità come Eustachio Celebrino, famoso calligrafo (visse a Udine fino al 1510) e Niccolò Liburnio. Dopo Udine si stabilì a Venezia, dove collaborò con l’industria tipografica, sembra, non solo come autore e revisore di opere sue ma anche come disegnatore e incisore dii punzoni per le stampe corsive della tipografia F. Marcolini. A Venezia pubblicaIMG_7958_clipped_rev_1 alcune delle sue opere più importanti ed in particolare l’opera sua più ambiziosa, La Fabrica del Mondo, appunto, edita per la prima volta nel 1548. L’opera è un ambizioso progetto di registrare tutte le voci di Dante, Petrarca, Boccaccio e di altri buoni autori, mediante le quali, come dice lo stesso Alunno nella sua opera “si possono scrivendo esprimere tutti i concetti dell’huomo di qualunque cosa creata”. L’opera è considerata il primo vocabolario metodico della lingua italiana. Diviso in dieci sezioni, Dio, cielo, mondo, elementi, anima, corpo, uomo, qualità, quantità, inferno, l’autore, basandosi sull’autorità delle fonti e sul proprio giudizio per cercare di catalogare tutte le voci in grado di illustrare tutto lo scibile umano. In fondo al volume, con frontespizio proprio, è aggiunto il celebre Vocabolario del noto letterato e storico, nato a Castiglion Fiorentino (AR) nel 1530 e morto a Venezia nel 1585, Tommaso Porcacchi, autore di opere poetiche, storiche e geografiche e curatore per Gabriel Giolito de’ Ferrari della stampa di una collana di autori greci da lui stesso in parte volgarizzati. Edizione non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Edit16, A, n. 1319; Graesse, I, p. 88; Index Aur., I, p. 427; Moranti, n. 119; NUC NA 0209817.

450 euro

46) RINASCIMENTO UMANESIMO FIRENZE MEDICI BERGAMO RINASCIMENTO BERGAMO UMANESIMO POESIA FIRENZE MEDICI

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Lorenzo de’ Medici,

Poesie del Magnifico Lorenzo de’ Medici, In questa edizione nei luoghi mancanti e scorretti compiute, e alla vera lezione ridotte. Si aggiungono le Stanze in lode della Nencia, i Beoni, Le Rime Spirituali, e altre Poesie inedite con alcune Memorie attinenti alla sua Vita…Unito a: Rime sacre del Magnifico Lorenzo de’ Medici il Vecchio di Madonna Lucrezia sua Madre e d’altri della stessa famiglia; raccolte e d’Osservazioni corredate per Francesco Cionacci… Edizione seconda.

 Bergamo, Appresso Pietro Lancellotti, 1763 –IMG_6053_clipped_rev_1 1760

In 4° (22×14,8 cm); due parti in un volume: XLVIII, 232 pp. e XXVIII, 84pp. (2 pagine con numerazione 233 e colophon dell’opera). Seconda opera con frontespizio proprio. Bella legatura di fine ottocento in mezza pelle rossa con titolo in oro al dorso e filetti con fregi a secco. Piatti in tela verde. Antico ex-libris di libreria antiquaria applicato al recto del piatto anteriore. Esemplare in barbe. Qualche pagina uniformemente brunita in modo leggerissimo a causa della qualità della carta utilizzata ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Pegaso alato al frontespizio come tipico delle pubblicazioni di Lancellotti e marca tipografica al fine del volume con albero e motto “Miraturq. Novas Frondes er Non Sua Poma”. Bell’edizione particolarmente apprezzata per la correttezza filologica di questi scritti di Lorenzo di Piero de’ Medici, detto Lorenzo il Magnifico (Firenze, 1º gennaio 1449 – Careggi, 8 aprile 1492) grande politico, scrittore, poeta mecenate, Membro dell’Accademia neoplatonica e umanista italiano, signore di Firenze dal 1469 alla morte, fra le figure più importanti del rinascimento italiano. Il volume contiene oltre a vari scritti di Lorenzo e di altri membri della sua famiglia, anche notizie relative alla vita di Lorenzo. Opera in edizione non comune.

180 euro

47) VIAGGI TRAVELS PRIME EDIZIONI VIAGGIATORI OCEANIA VIAGGI TRAVELS VIAGGIATORI OCEANIA Borneo Melanesia Micronesia Polinesia Malesia Melaysia

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4908_1_clipped_rev_14908_2_clipped_rev_1DE RIENZI Domeny,

Oceania o quinta parte del Mondo: rivista geografica ed etnologica della Malesia, della Micronesia, della Polinesia e della Melanesia sui risultati dei viaggi e delle scoperte dell’autore e de’ suoi predecessori e colle nuove classificazioni e divisioni di quelle contrade… traduzione di A. Francesco Falconetti adorna di trecentododici incisioni.

 Venezia, dalla Tip. di Giuseppe Antonelli Ed., 1838

8° grande (23,4×14,4 cm); (4), 411, (2) pp. 104 tav. e (4), 416 pp. e 100 c. di tav. fuori testo e due cartine più volte ripiegate. Nel 1843 uscì un terzo volume. Esemplare ancora in barbe. Bellissime legature in mezza pelle rossa con titolo e ricchi fregi in oro al dorso e piatti foderati con carta coeva rossa a rilievo. L’opera uscì nella celebre collana di monografie a se stanti dedicata ognuna ad un paese del mondo pubblicata con il titolo “L’universo o storia e descrizione di tutti i popoli”. Prima edizione italiana di quest’opera curata dal celebre viaggiatore, politico e geografo francese Domeny de Rienzi che raccoglie la storia, la geografia ma anche gli usi e costumi, le lingue e l’economia dei territori ed isole dell’Oceania, Borneo, Melanesia, Micronesia e Polinesia, Malesia. Bellissime le duecento tavole fuori testo con immagini di luoghi, costumi e personaggi celebri. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, in barbe ed in bella legatura.4908_3_clipped_rev_1

180 euro

48) DIALETTO VERNACOLO MANTOVANO VOCABOLARI OSTIGLIA VOCABOLARI OSTIGLIA MANTOVA OLIVA DI LOMANIGA PRIME EDIZIONI STORIA LOCALE

8409_2_clipped_rev_1Cherubini Francesco,

Vocabolario Mantovano-Italiano di Francesco Cherubini,

Milano, Per Gio. Batista Bianchi e C.e, 1827

In 4°; XXVIII, 212 pp. Legatura coeva in mezza-pelle verde con titolo e filetti in oro al 8409_1_clipped_rev_1 dorso. Due antichi disegni infantili nel margine bianco della seconda carta e per il resto esemplare in barbe ed in buone condizioni di conservazione. Antica nota di possesso al primo foglio bianco, in parte asportato, che identifica l’esemplare come appartenuto a “Giannetta Riva Berni”. Prima edizione di questo noto vocabolario mantovano-italiano, opera del celebre letterato milanese, Francesco Cherubini (Milano, 5 marzo 1789 – Oliva di Lomaniga, 4 giugno 1851), al quale si deve il più celebre dizionario milanese-italiano mai pubblicato. Collaboratore del “Giornale Italiano” scrisse anche per la “Biblioteca Italiana” e sulla “Rivista europea” anche se in questo caso, quasi sempre in forma anonima. A lui si deve anche un’importante storia di Ostiglia nel mantovano e la celebre serie della “Collezione delle migliori opere scritte in dialetto milanese”(Milano 1816-17).  Prima edizione, in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PUVE\000732.

170 euro

49) PRIMA EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA PICO FROSINONE AVANGUARDIE LETTERARIE SURREALISMO GLOSSOPOIESI RACCONTI GOTICI GOTICO

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Landolfi Tommaso,

Racconto d’autunno,

(Firenze), Vallechi, 1947

In 8° (19,4×12,7 cm); 182 pp. Brossura editoriale con sovraccoperta editoriale illustrata, un piccolissimo strappetto al margine basso della sopraccoperta senza perdita di carta ed ininfluente e nel complesso esempalre in eccelse condizioni di conservazione ed ancora a fogli chiusi. Prima edizione non comune in queste condizioni di conservazone, rarissima a reperirsi a fogli chiusi, di questo celebre scritto del grande scrittore, poeta, traduttore e glottotela italiano, Tommaso Landolfi (Pico in provincia di Frosinone, 9 agosto 1908 – Ronciglione, 8 luglio 1979), considerato uno dei maggiori scrittori italiani del novecento, vicino a certe forme del surrealismo. Scrive Arnaldo Bocelli dei racconti di Landolfi “sono, propriamente, fantasie, composizioni, capricci in senso tra musicale e pittorico, nei quali l’estro, l’umore si accompagnano ad una strenua casistica e i motivi lirici nascono da una riflessione critica del reale, da un gusto formatosi all’incrocio di diverse letterature”.  Landolfi conseguì la laurea in in Lingua e Letteratura Russa a Firenze nel 1923 con una tesi sull’Achmatova. E’ trai collaboratori di “Letteratura” e “Campo di Marte” fra i principali diffusori delle idee dell’ermetismo poetico fiorentino. La scrittura di Landolfi si muove fra il fantastico ed il grottesco, fin dai primi lavori come nel suo debutto letterario del 1937 “Dialogo dei massimi sistemi”, con accenti gotici come in “Racconto d’autunno” del 1947 ma sempre con scritti caratterizzati da una prosa sperimentale e ricercatissima. La sua vita fu passata principalmente fra Roma ed i Casinò di San Remo e Venezia, con soggiorni più o meno lunghi nella tenuta di famiglia a Pico. Sempre schivo rispetto ai circoli letterari, fu da questi però ampiamente apprezzato e di lui scirssero critiche entusiaste Giorgio Bassani, Mario Soldati, Eugenio Montale, Carlo Bo ed Italo Calvino. Non disdegò però di collaborare con diverse riviste come “Il Mondo” di Pannunzio ed il Corriere della Sera. Centrale è nella sua poetica è una critica feroce ma ironica alle “magnifiche sorti e progressive” della moderna società ma non auspicando atteggiamenti progressisti ma bensì da un punto di vista conservatore ed aristocratico. Carlo Bo disse che Landolfi fu il primo scrittore italiano dopo d’Annunzio ad aver il dono di manipolare la lingua italiana a proprio piacimento. L’opera qui presentata rappresenta la sintesi fra il surrealismo e le invenzioni linguistiche di Landolfi con il suo gusto per le storie gotiche. Opera rarissima a reperirsi in queste eccelse condizioni di conservazione e a fogli chiusi. Rif. Bibl.: Spaducci, p. 156. Gambetti – Vezzosi, , Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009, pag. 437.

170 euro

50) FILOSOFIA ILLUMINISMO PRIME EDIZIONI ANIMA DEGLI ANIMALI ANIMALISMO DIRITTI ANIMALI

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Boullier David Renaud,

Essai philosophique sur l’ame des betes  où l’on traite de son existence & de sa nature. Et où l’on mêle par occasion diverses reflexions sur la nature de la Liberté, sur celle de nos sensations, sur l’union de l’Ame & du Corps … sur l’immortalité de l’Ame &c. Et où l’on réfute diverses objections de Mr. Bayle.

A Amsterdam, Chez Francois Changuion, 1728

In 8° piccolo (15,4×9,7 cm); (20), 300, (2 b.) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Fregio xilografico al frontespizio. Testatine e finalini xilografici. Frontespizio in rosso e nero. Prima non comune edizione, in ottime condizioni di conservazione, della più celebre opera del noto pastore calvinista filosofo e uomo politico olandese, David Renaud Boullier ( Utrecht 1699 – 1759) che fu tra7364_1 i massimi critici di alcune dottrine dell’illuminismo francese ed in particolare, contro il materialismo ateo di Voltaire e dei suoi contemporanei. L’opera prende in esame soprattutto le tesi meccanistiche di Cartesio e le teorie di Bayle, contestandole vivacemente. In particolare Boullier analizza  il sensismo, la fisiologia dei corpi e soprattutto, il rapporto fra le sensazioni, la libertà e la ragione, “Le due più nobili facoltà dell’anima umana” come suggerì lo stesso, Barbier. Sembra che il lavoro di Boullier, influenzò anche alcune teorie leopardiane legate all’anima degli animali. Anche se il Leopardi si richiamò direttamente a Rousseau, quando il recanatesi dice che gli animali sono dotati di una sorta di ragione e quindi di una specie di anima spirituale a sua volta capace, con evidenza, di esternare i propri sentimenti attraverso la voce o altri segni, sembra proprio far sue alcune ragionamenti di Boullier del quale sicuramente aveva letto l’opera e sicuramente aveva letto anche le opere di diversi pensatori cattolici quali Moniglia, Sauri e Muzzarelli che avevano partecipato a propagare le idee di Boullier in Italia. Boullier, in controtendenza sui tempi, quasi moderno Leibniz, arriva a superare la teoria cartesiana di una materia inerte ed estesa e giudica gli animali, sena ombra di dubbio, portatori di un’anima spirituale anche se caratterizzata da una percezione confusa che li porta a non avere  una piena coscienza dei propri pensieri. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Barbier II-222.

170 euro

51) MATEMATICA STORIA ARITMETICA PRIME EDIZIONI ENCICLOPEDISTI NOGAREDO

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Bossut Charles, Fontana Gregorio,

Saggio sulla Storia Generale delle Matematiche di Carlo Bossut, prima edizione italiana con riflessioni ed aggiunte di Gregorio Fontana, Tomo Primo, Secondo, Terzo, Quarto.

Milano, Presso Nobile e Tosi Librai-Stampatori, G. P. Giegler, 1802-1803

In 8°; 4 tomi in due volumi: VI, 205, (3) pp., 214, (2) pp., 328, (4) pp., (4), 332, (4) pp. Belle ed elegante legature coeve in mezza-pelle con titolo, autore, numero dei volumi e ricchissimi fregi in oro al dorso. Tagli spruzzati in azzurro. Qualche lieve strofinatura ai piatti. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana di questa celeberrima storia della matematica, opera del celeberrimo gesuita, geometra e matematico gesuita, Charles Bossut (Tartaras, 11 agosto 1730 – Parigi, 14 gennaio 1814). Bossut fu, insieme a Diderot e D’Alambert, uno dei compilatori dell'”L’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers”, trattandone, in particolare, le voci matematiche.  Nel 1768 fu eletto all’Accademia delle Scienze, oltre ad essere corrispondente delle Accademie di Berlino e Bologna e membro onorario dell’Accademia di San Pietroburgo a partire dal 1778. Dopo aver studiato al collegio gesuita della Trinità di Lione, si dedicò alla ricerca scientifica ed iniziò a collaborare con Diderot e d’Alembert all’Encyclopedie. Ottenne presto, attraverso le sue opere, la protezione di Alexis Claude Clairaut, Jean le Rond d’Alembert e Charles Etienne Louis Camus. Grazie a quest’ultimo ed alla di lui influenza, fu nominato professore alla Scuola Reale di Ingegneria di Mézières nel 1752. Durante il “Terrore” cadde in disgrazia ma sotto l’Impero, nel 1796, su iniziativa di Gaspard Monge, suo ex allievo a Mézières, divenne esaminatore per l’uscita degli studenti dell’École polytechnique, carica che tenne fino al fino al 1808. Fu anche ispettore generale delle macchine e dei lavori idraulici degli edifici del re e professore reale di idrodinamica. Il suo nome è particolarmente legato agli esperimenti da lui condotti, nei bacini dell’École Militaire, con Nicolas de Condorcet e Jean le Rond d’Alembert, per determinare la resistenza che l’acqua oppone al movimento delle navi (1775-1777). L’opera è una delle più apprezzate storia della matematica fino ad allora scritta e si avvale della traduzione e delle note del matematico, religioso e accademico milanese, Gregorio Fontana, nato Giovanni Battista Lorenzo Fontana (Nogaredo, 7 dicembre 1735 – Milano, 24 agosto 1803), fratello del fisico Felice Fontana (1730–1805) e fu il successore di Ruggero Giuseppe Boscovich nella cattedra di matematica dell’Università degli Studi di Pavia, dove fu anche direttore della Biblioteca Universitaria. Il 16 aprile 1795 divenne membro della Royal Society. Prima edizione italiana, in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Riccardi 476; ICCU IT\ICCU\UFIE\003749.

250 euro

52) CALVINISMO ERESIE POLEMICHE RIFORMA RIFORMA PROTESTANTE REFORM LETI CALVINISM NEPOTISMO NEPOTISM

 7031_3_clipped_rev_1  7031_1_clipped_rev_1Leti Gregorio,

Le Nepotisme de Rome. Ou relation des raisons qui portent les papes a aggrandir leurs neueus. Du bien & du mal qu’ils ont cause a l’Eglise depuis Sixte IV iusqu’a maintenant. Des difficultes que les ministres des princes trouvent a traitter auec eus, & en meme temps des veritables moyens de s’en tirer, et d’ou vient que les familles des papes n’ont pas pu subsister long temps auec eclat. Traduction de l’Italien. Premiere (-seconde partie).

 S.luogo (ma Leida), S. stampatore (ma Hackius Franciscus), 1669

In 18° (13,3×7,5 cm); 2 parti in un volume: (16), 224 pp. e 264, (24) pp. Bella legatura coeva in piena pelle con dorso a 4 nervi, titolo e ricchi fregi in oro ai tasselli (strofinature e qualche minima mancanza ai margini). Alcune interessanti sottolineature e correzioni chiosate da mano coeva nel testo. Leggerissimo ed ininfluente alone in alcune pagine. Tagli marmorizzati. Prima edizione francese non7031_2_clipped_rev_1 comune di questa celebre polemica antipapale di Gregorio Leti nella quale si ridicolizza l’usanza papale del nepotismo. Figlio di un noble di origine bolognese e di una nobildonna milanese, Gregorio Leti nacque a Milano nel 1630. Dopo aver studiato presso i gesuiti, alla morte del padre, si trasferì a Roma nel 1644 da uno zio. Dopo vari sposatmenti che lo portarono anche a Orvieto nel 1655 seguì lo zio ad Acquapendente dove il parente era assunto a Vescovo. Nel 1660 lascia l’italia per Ginevra e in seguito al matrimonio con la figlia di un medico ginevrino si converte al calvinismo. Da questo momento in poi iniziano i suoi scritti polemici e satirici verso i papi. Il linguaggio e le immagini che Leti riproduceva nei suoi scritti erano assai licenziose tanto che fu costretto dalle autorità cittadine di Ginevra ad abbandonare la Svizzera. Raggiunse Colbert a Parigi e questi gli propose di ricoprire la carica di “Historico di Lingua Italiana” di Luigi XIV ma decise di rifiutare la proposta perchè non voleva riconvertirsi al cristianesimo. Passò quindi in Inghilterra, siamo nel 1680. Ma anche qui la sua verve polemica e difficile ai compromessi lo portò a scontrarsi con il mondo politico inglese e fu di nuovo costretto alla fuga che lo portò in Olanda. Qui stretta amicizia con Pierre Bayle rimase fino alla morte avvenuta ad Amsterdam nel 1701. Prima edizione francese in buone condizioni di conservazione. Due soli esemplari censiti in ICCU. Vinciana 391 l’ed. in francese s.l. 1669: “violenta satira”. Olschki 17402 cita l’ediz. in francese S.l.1669.7031_4_clipped_rev_1

170 euro

53) STORIA DELLA MEDICINA MEDICINE CHIRURGIA ERICHSEN STORIA DELLA MEDICINA MEDICINE CHIRURGIA ERICHSEN 1ed° COPENHAGEN

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Giovanni Eric Erichsen

La scienza e l’arte della chirurgia, ossia Trattato delle lesioni violente, malattie e operazioni chirurgiche di Giovanni Eric Erichsen Chirurgo seniore all’Ospedale del Collegio dell’Università e professore di Chirurgia clinica …

 Milano, Napoli, Palermo, Francesco Vallardi Tipografo Editore, s. d. (ma 1870 circa)

 In 8°; due tomi: VIII, 892 pp. e 1087, (1) pp. Belle legature coeve in tutta tela grigia con titolo, numero di volume e fregi in oro ai dorsi. Prima edizione non comune di questo importante testo di chirurgia e pronto soccorso. Jhon Eric eriche è stato un celebre chirurgo inglese ma di origini danesi. Nato a Copenaghen era figlio di Eric Erichsen , membro di una nota famiglia di banchieri danesi. Studiò medicina presso l’University College di Londra e di Parigi , dedicandosi nei primi anni della sua carriera alla fisiologia , e all’insegnamento di anatomia generale e fisiologia presso University College Hospital. Nel 1844 divenne segretario della sezione fisiologica della British Association. Nel 1845 gli venne conferita la medaglia d’oro Fothergillian della Royal Humane Society per il suo saggio sull’asfissia . Nel 1848 è stato nominato assistente chirurgo presso l’University College Hospital , e nel 1850 divenne professore di chirurgia. Le sue lezioni erano molto apprezzate tanto che la sua fama varcò i confini inglesi e studenti da tutta europa venivano ad assistere. Nel giugno del 1876 entrò nella Royal Society . L’opera qui pubblicata aumentò ancor di più la sua fama e venne tradotta inIMG_6049_clipped_rev_1 numerose lingue oltre ad avere tantissime riedizioni dopo la prima del 1853. Dal 1879 al 1881 è stato presidente della Royal Medical Society e Chirurgical . Nel 1895 per i suoi meriti gli fu conferito il titolo di Baronetto, dopo essere stato per alcuni anni chirurgo straordinario alla regina Vittoria. Come chirurgo la sua reputazione toccò tutto il mondo ed è considerato come uno dei creatori della moderna chirurgia. Era considerato un luminare delle patologie della colonna vertebrale. Fra le sue frasi celebri si ricordano queste: “There cannot always be fresh fields of conquest by the knife; there must be portions of the human frame that will ever remain sacred from its intrusions, at least in the surgeon’s hands. That we have already, if not quite, reached these final limits, there can be little question. The abdomen, the chest, and the brain will be forever shut from the intrusion of the wise and humane surgeon.” e ” Quando un distinto ma ormai anziano scienziato afferma che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione quando afferma che qualcosa è impossibile , è molto probabile che sbagli”. Morì a Folkestone nel 1896 . L’opera qui presentata è la prima edizione italiana della sua più celebre opera e uno dei testi basilari della chirurgia moderna. L’opera è arricchita da 600 belle incisioni esplicative nel testo e presenta capitoli dedicati anche alla Chirurgia Plastica e della bocca. Esemplare non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

170 euro

54) MAGNETISMO ANIMALE MESMERISMO PARAPSICOLOGIA DEMONOLOGIA ESORCISMI PSICOLOGIA OCCULTISMO

6882_4_clipped_rev_1 (1)   6882_1_clipped_rev_1 (1)Caroli Gian Francesco Nazareno (poi Giovanni Maria),

Del Magnestismo animale ossia Mesmerismo in ordine alla ragione e alla rivelazione per G. M. Caroli M. C.

Napoli, All’Uffizio della Biblioteca Cattolica, 1859

In 4° (23,5×17 cm); (8), 641, (1) pp. Brossura editoriale con titolo in nero entro bella cornice al piatto anteriore. Esemplare ancora a fogli chiusi. Un leggerissimo ed ininfluente piccolo alone all’angolo alto esterno delle ultime 10 pagine e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Seconda edizione di questo studio del noto studioso e poeta, Gian Francesco Nazareno Caroli (Modena 1801–1873), poi Giovanni Maria una  volta entrato nel seminario di Ferrara. L’autore, insieme a Agostino Peruzzi (1764-1850), Antonio Monticelli (1777-1862) e Gaetano Alimonda (1818-1891) fu tra i massimi esponenti del movimento anti-satanista italiano dell’ottocento. Autore dalla grande6882_2_clipped_rev_1 (1) erudizione, studiò l’ebraico ed il caldaico sotto Fabiani. Si laureò in filosofia e teologia nel maggio 1846 presso il collegio di S. Bonaventura a Bologna. Fu commissario generale dei minori conventuali. Fu amico di Rosmini con il quale intrattenne una fitta corrispondenza. Fu invece, su indicazione dello stesso Rosmini, in forte polemica con Gioberti sul quale scrisse due opere di critica sotto falso nome. Intorno alla metà dell’ottocento iniziò ad interessarsi al magnetismo animale ed alle dottrine ad esso collegate pubblicando i suoi studi, per la prima volta, nel 1858 nell’opera “Del Magnestismo animale ossia Mesmerismo”. In quest’opera l’autore, riflettendo sulla grande diffusione che avevano avuto nella prima metà dell’ottocento le teorie legate al magnetismo animale, al mesmerismo ed ai fenomeni di parapsicologia inizia a valutare queste idee come estremamente pericolose per la fede cattolica, in quanto queste teorie finivano per avanzare l’ipotesi della radice fisica dei fatti di coscienza. Caroli, però, a differenza di tutto il mondo ecclesiastico analizza in quest’opera i fenomeni parapsicologici arriva a postulare l’assoluta credibilità di queste manifestazioni spiritiche e magnetiche viste come verità storica. La maggior parte dell’opera consiste, infatti, nella descrizione attentamente documentata dei fenomeni fisio-psicologici del mesmerismo. Caroli descrive con palese simpatia la sfera psicologica e parapsicologica arrivando a prestare grande attenzione ai presupposti fisiologici della psicologia. L’autore si scaglia invece contro le spiegazioni materialistiche dei fenomeni parapsicologici concludendo infine che l’unica vera e plausibile spiegazione di tali fenomeni siano interventi demoniaci. Opera ancora a fogli chiusi e molto rara a trovarsi completa della sua brossura editoriale. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MIL\0630902.

165 euro

55) LETTERATURA ITALIANA NOVECENTO PRIME EDIZIONI FIRENZE GIORNALISMO INTERVISTE FALLACI MEMORIE PRIMA EDIZIONE

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Fallaci Oriana,

Gli antipatici.

Milano, Rizzoli, 1963

18,7×12 cm; 382, (2) pp. Legatura editoriale in piena pelle con impressioni sul dorso, sovracoperta ill. con ritratto di una giovane Fallaci, il tutto protetto da soppracoperta plastificata. Prima edizione stampata il 9.10.1963 di questa celebre raccolta di interviste a personaggi celebri e potenti realizzati dalla controversa scrittrice e giornalista fiorentina Oriana Fallaci. Opera assai rara da reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Non comune e ancor meno comune in queste ottime condizioni di conservazione.

120 euro

56) PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA INGLESE PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA INGLESE CLASSICI DELLA LETTERATURA RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

8375_clipped_rev_1 (1)Dickens Carlo,

Le ricette del Dottor Marigold, (con prefazione e ritratto dell’autore).

 Milano, Tipografia Editrice Lombarda, 1875

 In 8°; 215, (9) pp. Brossura editoriale con titolo, autore e fregio al piatto anteriore. Una piccola firma d’appartenenza privata al margine alto della prima carta e nel complesso esemplare in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione italiana di uno celebri dei romanzi del grande grande romanziere, giornalista, reporter di viaggio inglese, Charles John Huffam Dickens (Portsmouth, 7 febbraio 1812 – Higham, 9 giugno 1870) celeberrimo per le sue opere satiriche come il “Circolo Pickwick” e per i suoi romanzi sociali come Oliver Twist, David Copperfield, Tempi difficili, Grandi speranze ed appunto il Canto di Natale. Nato in una famiglia della piccola borghesia, figlio di un funzionario dell’amministrazione militare, visse un’infanzia immerso nelle letture e nel verde, fino a quando, problemi economici, portarono la famiglia a trasferirsi in uno dei quartieri più malfamati della Londra dell’epoca fino a quando, addirittura, il padre, nel 1824, viene arrestato per debiti. E’ in questo periodo che al piccolo Charles viene offerto il lavoro in una fabbrica di lucido per scarpe da un vicino di casa, per aiutare la famiglia in questo difficile frangente. I genitori accettano e per Charles è un vero trauma, fra il distacco dalla famiglia e l’umiliazione perosnale. Dopo pochi mesi la situazione economica della famiglia ha un miglioramento ed il padre Jhon decide di iscrivere il figlio a scuola. A quindici anni Charles entra in uno studio legale come praticante con buone possibilità di diventare avvocato ma il lavoro gli è cosi avverso che preferisce studiare stenografia. Queste note biografie, i lettori di Dickens le potranno ritrovare poi trasposte nei suoi romanzi. Negli stessi anni inizia a frequentare i teatri londinesi ed a cimentarsi nelle prime prove di scrittura. Lavorando come stenografo in diversi tribunali, decide di diventare cronista parlamentare. Di lì a poco è assunto dal giornale Morning Chronicle e poco dopo, in settembre, sotto lo pseudonimo Boz, pubblica il primo di quei bozzetti di vita urbana che diverranno poi gli Sketches by Boz. All’inizio del 1936, precisamente nel maggio, incomincia a pubblicare, a dispense, sul Morning Chronicle il primo romanzo. Da qua in poi sarà un susseguirsi di capolavori e di successi. Il romanzo “Doctor Marigold’s Prescriptions” fu pubblicato per la prima volta nel 1865, in All The Year Round. L’opera, scritta nel pieno della maturità letteraria di Dickens, segue i viaggi straordinari di un anticonformista venditore ambulante di merci strane un po’ simile alla figura di un ciarlatano delle fiere di paese ma le cui ricette fantastiche, producono effetti. Il romanzo è dipinto con toni più cupi e ed oscuri dei suoi standard anche se in linea con i passaggi più profondi degli Schizzi di Boz del 1836 o de I libri di Natale del 1843 ed il 1848. Scritto in un modo sorprendentemente moderno, di flusso di coscienza del personaggio immerge, nel modo più efficace, il lettore nella lingua, nei costumi e nella realtà quotidiana i quello che all’epoca dei fatti narrati era il paese economicamente e socialmente, più evoluto dell’epoca. L’autore, nella narrazione, sfrutta al massimo ed in modo non convenzionale, la sua fascinazione per le parole ed il linguaggio, fino a portare il lettore, nella mente del personaggio principale ed analizzando, con il tipico umorismo innato di Dickens, le infinite varietà della psiche umane. Prima edizione italiana, rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0987914.

160 euro

57) CARTOGRAFIA ITALIA CARTA D’ITALIA STRADALE POSTALE ARTOGRAFIA ITALIA CARTA D’ITALIA STRADALE POSTALE

8415_clipped_rev_1Adriano Balbi,

Carta stradale e postale dell’Italia rappresentata secondo le più recenti notizie nelle attuali sue divisioni politiche e amministrative esposte nel Compendio di Geografia di Adriano Balbi,

 Milano, Vienna, Tendler e Schaefer, 1841

 78×58 cm; 18 spicchi applicati su tela coeva con cornice realizzata con carta marmorizzata coeva verde. Qualche  macchiolina del tutto ininfluente, una leggerissima macchia di unto nella zona “africana” dell’ultimo spicchio in basso a sinistra), due piccolissimi forellini di puntina ai due angoli alti della carta, fuori dalgli spicchi, sul margine in carta marmorizzata, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione in questo formato, una seconda uscirà nel 1843, di questa nota carta stradale e postale dell’Italia, in fini coloritura coeva, realizzata dal noto geografo e statista veneziano, Adriano Balbi. Figlio di un governatore dell’isola di Veglia, Adriano Balbi esordì a Venezia con il testo “Prospetto politico-geografico dello stato attuale del mondo”. La pubblicazione di questo lavoro nel 1808 gli valse subito la cattedra di Geografia presso il Collegio di S. Michele a Murano e, dal 1811 al 1813, l’insegnamento della fisica al Liceo di Fermo. Tornato a Venezia, lavorò come funzionario della Dogana. Nel 1820 visitò il Portogallo, dove raccolse diverso materiale per un “Saggio di statistica sul Regno del Portogallo e dell’Algarve” e per il testo “Varietà politiche e statistiche della monarchia portoghese” (pubblicato a Parigi nel 1822), che contiene alcune interessanti osservazioni sulla regione lusitana ai tempi della dominazione Romana. Nel 1821 si trasferì a Parigi, dove si trattenne sino al 1832 e dove pubblicò, in francese, i lavori che da tempo andava preparando. Fra di essi spicca l’ “Atlante etnografico del mondo” , in folio, opera di grande erudizione, dove le popolazioni vengono classificate a seconda della lingua. Ma il libro che gli diede fama internazionale fu il “Compendio di Geografia”. Quest’opera si fece notare per la novità dell’impostazione, nonché per l’abbondanza e l’esattezza delle informazioni, e divenne ben presto un classico, tanto che fu tradotta, in una forma ampliata, nelle principali lingue d’Europa e, in seguito, riedita da Henry Chatard nel 1872. In essa Balbi fonda lo studio della Geografia sui bacini idrografici. La diffusione e l’importanza di quest’opera fecero sì che egli fosse chiamato a Vienna dal Governo austriaco con il titolo di Consigliere per la Geografia e la Statistica. Dopo l’esperienza austriaca tornò in Italia, prima a Milano, poi a Venezia, dove morì nel 1848. Non comune e ancor meno comune in quest’edizione del 1841.

160 euro

58) LETTERATURA ITALIANA LEOPARDI EPISTOLARI RECANATI PRIME EDIZIONI

IMG_7932_clipped_rev_1Leopardi Giacomo,

Lettere di Giacomo Leopardi al conte Monaldo suo padre per cura del sac. Antonio Zuccarini,

Torino, Tipografia e libreria Salesiana, 1880

In 8° piccolo; 190, (2) pp. Brossura editoriale rosa con titolo impresso entro cornice al piatto anteriore. Qualche lieve segno del tempo alla brossura, per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa raccolta di lettere di Giacomo Leopardi al padre, il Conte Mondaldo Leopardi. L’opera è curata dal sacerdote Antonio Zuccarini. Non comune.

100 euro

59) FOTOGRAFIA VENEZIA GRUPPO FOTOSINTESI

 IMG_6057_clipped_rev_1

IMG_6056_clipped_rev_1Gruppo Fotografico Fotosintesi, Chemollo Alessandra, Spimpolo, Gottardo, Busetti ed altri

“… Mi sperimento …”,

 S.luogo (ma Venezia), S. stampatore, S. data (ma 1993)

Carpetta originale (qualche strappetto) 33,5×24,5 cm in cartoncino molle con piccola finestra su fotografia originale di Alessandra Chemollo; 8 fotografie originali, entro carpetta, ognuna accompagnata da un  foglio ciclostilato con biografia dell’autore. Presente un più al verso del piatto anteriore, applicato un foglio con poesia ciclostilata do G. Manganelli. Presente all’inizio, prima delle foto, un ciclostilato con la storia del “Gruppo Fotosintesi” nato nel 1992 su iniziativa delle due fotografe Alessandra Chemollo e Loredana Spimpolo. All’interno sono presenti opere fotografiche originali di  Alessandra Chemollo, Luigina Gottardo, Giuliana Gottardo, Claudia Busetti, Gavina Rossi,Loredana Spimpolo, Ine Legerstee, Maria Caramel. Dal sito del gruppo Fotosintesi si legge “L’Associazione GRUPPO FOTOGRAFICO FOTOSINTESI è nata nel 1992 con l’intento di sviluppare percorsi di ricerca nel campo della messa in sequenza di immagini fotografiche considerate elementi utili a creare un racconto Una delle forme espressive scelta inizialmente dal gruppo è stata l’elaborazione collettiva a più mani di diaproiezioni sonorizzate nelle quali le immagini si sviluppano in sequenza con lo scopo non di costruire spazio, ma di trasmetterlo: così, infatti, la visione permette ad ognuno di “immaginare “ lo spazio, interpretandolo senza percorsi indotti. L’Associazione attualmente composta da Serena Aquaro, Maria Caramel, Mariateresa Crisigiovanni, Giuliana Gottardo, Luigina Gottardo, Ine Legerstee, Petra Perissinotto, Gavina Rossi, Ursula Steinbach-reif, sviluppa la ricerca anche nella produzione di racconti fotografici individuali, scegliendo tematiche e scritti che offrono spunti di riflessioni e di analisi anche sociali”. Rarità.

160 euro

60) ALLEVAMENTO CAPRE PECORE OVINICOLTURA OVINI ALLEVAMENTO CAPRE PECORE OVINICOLTURA OVINI ECONOMIA CURIOSITà NOVARA BOSCHI

7647_1_clipped_rev_1Giuseppe Gautieri,

Dei vantaggi e dei danni derivanti dalle capre in confronto alle pecore trattato di Giuseppe Gautieri Ispettore Generale ai boschi, Membro di molte Accademie e Società letterarie.

 Milano, Coi tipi di Gio. Giuseppe Destefanis, 1816

In 8° grande (22,8×14,5 cm); (6), 335, (1) pp. Completo della sua brossura editoriale  azzurra con titolo impresso in nero al piatto anteriore entro cornice xilografica e al dorso. Cornice che si ripete al piatto posteriore. Antica firma di appartenenza al margine alto del piatto anteriore. Esemplare ancora in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Non comune prima7647_2_clipped_rev_1 edizione di questa monografia del noto medico e naturalista novarese Giuseppe Gautieri nato il 5 luglio 1769. Grande appassionato di mineralogia fu Ispettore Generale ai Boschi del Lombardo-Veneto. Grande viaggiatore fu a Buda quando questa fu colpita da una grave epidemia di peste. Gautieri invece di abbandonare la città si adoperò grandemente per debellare il male tanto che una volta spento il focolaio, gli furono attribuiti pubblici onori. Occupò varie cariche pubbliche e militari sia alla corte d’Austria che nel Lombardo-Veneto. Fu autore di diverse opere a carattere geologico, botanico e agricolo. Questo studio è uno dei primi completamente dedicato all’allevamento delle pecore e delle capre, alla differenza fra le due specie, ai differenti influssi delle stesse sul territorio con individuazione dei danni che esse possono fare ai boschi ed ai prati ed il modo per scongiurarli e ai vantaggi economici dei due tipi di allevamento. Prima non comune in ottime condizioni di conservazione.

160 euro

61) DONNE AMORE SENTIMENTI CICISBEI CONVULSIONI CURIOSITA’ PRIME EDIZIONI

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Pirani Giovanni,

Le convulsioni delle signore di bello spirito di quelle che affettan letteratura e dell’altre attaccate dalla dolce passione d’amore, malattia di questo secolo. Con l’Anatomia di alcuni Cuori, e Cervelli di esse. Del Signor Dott. Giovanni Pirani di Cento.

In Venezia, Nella Stamperia Graziosi a S. Appolinaire, 1789

In 4° piccolo; XVI, (1), 17-94 pp. Brossura muta azzurra coeva. In barbe. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Antica firma d’appartenenza “Ex libris Mei Hyacinthi Castoldi”. Prima edizione di questa curiosa opera del noto avvocato centese, Giovanni Pirani. L’opera è una curiosissima monografia dedicata a «cicisbei, damerini ed amatori languenti [.], delizia delle signore, onnipotenti nel regno di Cupido» come scritto a pagina VIII nella quale vengono analizzati i sentimenti femminili da un punto di vista maschile, prima fra tutto l’amore, sentimento femminile per antonomasia con il quale la donna strega l’uomo. L’autore vede nelle convulsioni femminili, una causa diretta della sensibilità femminile, assai superiore a quella maschile, senza cogliere gli aspetti medici dell’epilessia. In particolare l’autore, dedica un intero capitolo a criticare e metter in guardia le donne, sui cicisbei e sui loro comportamenti indegni. Cfr. G.L. Di Mitri, Storia biomedica del tarantismo nel XVIII secolo, 151.

180 euro

62) NIAGARA CASCATE FALLS FIRST EDITION NEY YORK GUIDE VIAGGI FOTOGRAFIA

8549_clipped_rev_1The Miller & Brundage Coach Co.,

Niagara Falls, The Miller & Brundage Coach Company, Limited, Niagara Falls, N. Y.,

New York, N. Y. Engraving and Printing Co., S. data ma 1880 circa

In oblungo (15,3×9,3 cm); (16) pp. Borssura editoriale con scritta in oro a rosso al piatto anteriore. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ancora con il cordoncino originale che tiene unite le pagine. Rarissimo. Questo libretto pubblicitario veniva consegnato ai clienti dell’azienda come ricordo della loro visita e per ricordare a chi rivolgersi durante la visita alle Cascate. Con una foto in bianco e nero dell’edificio delle scuderie e delle carrozze, una mappa a pagina intera dei percorsi dei pullman alle Cascate del Niagara, una foto in bianco e nero di una parte delle cascate, un elenco di attrazioni, ecc. Il proprietario della ditta, Charles W. Miller iniziò la sua attività a Buffalo, New York, alla fine degli anni ’60 dell’Ottocento. Qualche tempo nel 1870 vide l’opportunità di espandere la sua attività alle Cascate del Niagara, che era nota per i suoi scarsi servizi di trasporto. Grazie alla sua attività, gradualmente,  costrinse a chiudere i suoi concorrenti perché per primo riuscì ad organizzarsi in modo che i suoi passeggeri sbarcavano dai treni, direttamente, alla stazione di Niagara.8549_2_clipped_rev_1

155 euro

63) MUSICA ARPA ARPISTI SHARP SPARTITI MILANO MILANO CONSERVATORIO LA SCALA TEATRO

8636_3_clipped_rev_18636_2_clipped_rev_18636_1_clipped_rev_1Bovio Angelo,

La Follia Capriccio Fantastico per Arpa composto e dedicato alla sua distinta allieva Signorina Carlotta Moretti da Angelo Bovio, Professore nel R. Conservatorio di Milano.

Milano, Stabilimento Musicale F. Lucca, S. data (ma 1850 circa)

In folio; (3), 2-18, (4) pp. Brossura editoriale verde con titolo, autore, stampatore e dedica in caratteri policromi, impressi al piatto anteriore. Il tutto entro bella legatura coeva in piena tela con titolo impresso in oro, entro cornice a secco. Un piccolo difetto al dorso con fessurazione nel margine basso della cerniera e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione. Esemplare donato dall’autore ed appartenuto, come da fascetta nel margine basso del frontespizio, alla stessa dedicataria dell’opera che fu nota arpista milanese Carlotta Sormani-Moretti che fu prima arpa in numerose rappresentazioni operistiche della metà dell’ottocento. Prima edizione di questo “Capriccio” opera di uno dei più celebri arpisti ed insegnanti d’arpa europei dell’ottocento. Angelo Bovio (1824-1909) fu a lungo, insegnante di Arpa al Conservatorio di Milano e arpista al Teatro La Scala. Fra gli altri, fu insegnante di un altro celebre arpista, Luigi Maurizio Tedeschi (1867 – 1944). Lo stile del tutto personale nelle composizioni di Bovio si riflette, al massimo, nelle sue composizioni brevi, dove il gusto tardo-romantico dell’autore, riesce al meglio a trasparire dalla musica. Bovio fu conosciuto in tutta Europa, come uno dei massimi suonatori di arpa ed il suo servizio di insegnamento, venne richiesto da alcune delle più importanti famiglie nobili europee. Opera molto rara, appartenuta ad importante musicista e donata direttamente dall’autore.8636_4_clipped_rev_1

150 euro

64) MUSICA CANTO SOLFEGGIO SPARTITI

 IMG_2577_clipped_rev_1IMG_2578_clipped_rev_1

IMG_2576_clipped_rev_1Miscellanea di spartiti musicali in folio entro legatura coeva in piena tela marrone con iniziali dell’antico proprietario in oro al piatto anteriore. Una piccola mancanza di tela al piatto posteriore:

1) 50 lezioni di canto per il medium della voce con accomp. Di pianoforte di G. Concone. Torino, Stabilimento Musicale Premiat. Giudicie e Strada, S. data (ma 1860 circa). (1), 46 – 99, (1) pp. Lastra 7779 – 80.

2) 24 Solfeggi per Soprano e Tenore in chiave di Sol con accompagn.to di Piano-Forte, Allo scopo d’Istradare l’Allievo ai Vocalizzi di Perfezionamento composti dal Professore Pasquale Bona ed adottati nel suddetto conservatorio di Milano. Al Cavaliere Lauro Rossi, Direttore del Conservatorio di Musica di Milano. Milano, F. Lucca, presso Gio. Canti, S. data (ma 1860 circa). 80, (2 b.) pp. Lastra 26569.IMG_2575_clipped_rev_1

60 euro

65) TOSCANA GRANDUCATO FAMIGLIA MEDICI LORENA ASBURGO SIENA FIRENZE LORENZO IL MAGNIFICO

8428_1Pecchioli Arrigo a cura di, AA. VV.,

I Medici e gli Asburgo-Lorena,

Roma, Editalia, 1991

In folio (42×32 cm); 277, (3) pp. e 3 c. di tav. ripiegate poste in fondo al volume. Aggiunte 4 pagine stampate su carta di ottima qualità con le intenzioni editoriali di Editalia, una carta in oblungo con la descrizione dell’opera qui presentata. Cofanetto editoriale in piena tela con dorso e piatti foderati con tavole illustrate. Magnifica legatura artigianale in piena pelle con titolo, stelle, immagine  e stemma mediceo a sbalzo al piatto anteriore. Dorso a 6 nervi con titolo, editore, autore in oro ai tasselli. Al piatto posteriore borchie in ferro. Esemplare stampato su speciale carta marcata appositamente realizzata dalla cartiere Milani di Fabriano. Le dorature della custodia, e dalla legatura sono realizzate in oro zecchino da “Arte del Libro” di Todi. Prima edizione di questa magnifica opera in tiratura limitata di 2499 esemplari numerati, il nostro è l’esemplare numero 28 (targa in metallo con il nome della copia dedicata al recto del piatto anteriore), dedicata alla storia del Granducato di Toscana. “Il volume, per la penna di illustri saggisti, storiografi e narratori, italiani e stranieri, ricostruisce e commemora virtù e vizi, glorie e miseri, fortune e sfortune delle due dinastie che regnarono in Toscana dal XVI al XIX secolo e che possono a giusta ragione essere considerate fra le più prestigiose d’Italia e d’Europa. Una ricchissima scelta iconografica illustra i saggi e le memorie, dando al libro il valore di un’opera d’insieme d’assoluto pregio storico che artistico”. L’opera presenta, circa, 250 incisioni e disegni e tre antiche carte del Granducato di Toscana. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

150 euro

66) PEDIATRIA CHIRURGIA PEDIATRICA ORTOPEDIA PEDIATRIA CHIRURGIA PEDIATRICA ORTOPEDIA CIHIRURGIA INFANTILE PRIME EDIZIONI

8395_clipped_rev_1Broca Auguste,

Chirurgie Infantile, Avec 1259 figures.

Paris, G. Steinheil Editeur, 1914

In 4°; (2), VI, 1136 pp. Legatura editoriale in piena tela blu notte con titolo, autore e filetti in oro al piatto anteriore ed al dorso. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celeberrima opera di chirurgia pediatrica infantile, considerata come una delle opere più rivoluzionare dei suoi tempi per il modo scientifico e pratico nel quale il celebre medico chirurgo ortopedico francese Auguste Broca (5 dicembre del 1859 – 1924), affronta la materia. Figlio del grande anatomista, antropologo e fisico francese, Pierre Paul Broca nel 1890 divenne chirurgo ospedaliero. Nel 1901 si specializzò in chirurgia infantile all’ospedale di Trousseau e all’ospedale di Ténon. Nel 1913 ottenne la cattedra di chirurgia operativa e anatomia topografica parigina.  Durante la prima guerra mondiale si dedicò allo studio delle protesi. Nel 1917 fu presidente della Società di Chirurgia. Nel 1919 gli venne assegnata la Cattedra di chirurgia dell’infanzia e di ortopedia. Broca svolse attività di ricerca su lussazioni della spalla, labbro leporino e deformità facciali, scoliosi, osteomielite, cisti cordonali, emofilia, tarsalgia adolescenziale e prolasso rettale. Stimatissimo operatore di ernie inguinali e lussazioni dell’anca, eseguiva trapanazioni per idrocefalo. Morì di edema polmonare acuto. É ricordato anche per l’operazione che prende, in parte, il nome da lui, Broca-Perthes-Blankart. Prima non comune edizione, in ottime condizioni di conservazione, di uno dei classici della chirurgia pediatrica.

150 euro

67) PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA PER RAGAZZI LETTERATURA INGLESE LIBRI PER RAGAZZI RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

8362_clipped_rev_1 (1)Alcott Luisa,

Piccoli uomini, traduzione dall’inglese di Ciro e Michelina Trabalza, Libro di Lettura per Fanciulli e Fanciulle,

Lanciano, R. Carabba Editore, 1905

In 8° (19,3×13 cm); XI, (1), 354, (2) pp. Al piatto anteriore riportata la data 1906. Brossura editoriale con titolo impresso in rosso e nero al piatto anteriore. Un piccolo difetto alla cerniera del piatto anteriore e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana di questo celeberrimo racconto della grande scrittrice americana, Louisa May Alcott (Germantown, 29 novembre 1832 – Boston, 6 marzo 1888). Nata a a Germantown una cittadina fondata da quaccheri tedeschi e anabattisti mennoniti, era figlia del noto filosofo trascendentalista Amos Bronson Alcott e dell’attivista Abby May, che discendeva dalle famiglie Quincy e Sewell di Boston che le inculcarono un grande amore per la cultura e per la lettura. I suoi insegnanti, chiamati dal padre per impartire a lei ed alle sue sorelle, lezioni private furono Ralph Waldo Emerson, Nathaniel Hawthorne e Margaret Fuller ed il naturalista Henry David Thoreau. A causa delle ristrettezze economiche nelle quali versava la famiglia, fu, fin da giovanissima, costretta a fare lavori occasionali come insegnante, sarta governante, colf ecc. ecc. Fin dal 1949 iniziò a scrivere con più intensità, iniziando con favole per bambini e mentre, nello stesso periodo collaborava, insieme alla famiglia, alla celebre associazioni anti-schiavista“Underground Railroad”. Fervente femminista, divenne strenua sostenitrice del suffragio universale femminile. Il 1858 fu un anno cruciale per la Alcott perchè sua sorella maggiore Anna andò in sposa a John Pratt e la sorella minore Lizzie, avvenimenti che ispirarono passaggi di “Piccole donne”. Le prime opere le pubblicò sotto lo pseudonimo di A. M. Barnard. Il successo letterario e con esso la tranquillità economica arrivò nel 1868 con la pubblicazione della prima parte di “Piccole donne”, racconto semi-autobiografico nel quale l’autrice descrisse avvenimenti relativi alla propria infanzia in famiglia dimostrando una delicatezza ed un senso dell’umorismo fuori dal comune. A “Piccole donne” seguirono “Piccole donne crescono” edito nel 1869, poi “Piccoli Uomini” edito per la prima volta nel 1871 e tradotto in italiano per la prima volta proprio con questa edizione del 1906. Curiosamente, il capolavoro della Alcott, Piccole Donne, venne pubblicato in italiano, quindici anni dopo la prima edizione di “Piccoli Uomini”. Il libro segue la vita di Jo, una delle eroine di Piccole Donne, nell’apertura e nella gestione, insieme al marito professor Bhaer, della Plumfield School. Prima edizione italiana rara di uno dei classici della letteratura per ragazzi. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\CUB\0009175.

150 euro

68) TOSCANA UMBRIA MARCHE MAREMMA LAZIO CAPITANATA CAPITANATA CARTOGRAFIA CARTE GEOGRAFICHE ITALIANE ITALIA CENTR’ITALIA

8419_clipped_rev_1Edward Wells,

A New Map of Latium, Etruria, and as much of Antient Italy, as lay Between Gallia Cisalpina and Grecia Magna Sheving their Principal Divisions, Cities, Towns, Rivers, Mountains &c. Dedicated to his highness William Duke of Glocester.

London, Printed for J. and J. Bonwicke, S. Birt, T. Osborn, 1710 – 1720 circa

In folio (46×25 cm); esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa bella carta del centro Italia con fine coloritura coeva che descrive i territori della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, del Lazio, della Campania ed una parte della capitanata. Edward Wells, il cartografo che realizzò la stampa, era un sacerdote della Chiesa d’Inghilterra e sostenitore dell’istruzione. Durante la sua vita pubblicò numerose carte, tra cui diversi atlanti del mondo antico e contemporaneo. Wells era figlio di un vicario ed entrò alla Christ Church di Oxford alla fine del 1686. Si laureò nel 1690 e lavorò come tutore nel suo college dal 1691 al 1702. Quindi, si spostò a Cotesbach, nel Leicestershire, da dove continuò a pubblicare i suoi lavori. Dal 1698 in poi, Wells compilò molti sermoni, diversi libri ed alcunbi atlanti. Tradusse anche testi classici e cristiani, aggiungendo talvolta annotazioni geografiche. Le sue “geografie descrittive” non erano opere eccessivamente originali, ma furono molto popolari al suo tempo per la bellezza ed eleganza del tratto. Nel 1701 pubblicò un Trattato di geografia antica e moderna che riscosse un notevole successo e che vide quattro edizioni successive. A quest’opera, seguì una Geografia storica del Nuovo Testamento pubblicata nel 1708, accompagnata da una Geografia storica dell’Antico Testamento edita tra il 1711 ed il 1712. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione.

150 euro

69) FILOSOFIA SEMIOTICA PRIME EDIZIONI NUMERATE PRIME EDIZIONI NUMERATE STORIA DELLA SEMIOTICA

8341_1_clipped_rev_1Eco Umberto,

Kant e l’ornitorinco,

Milano, Bompiani, 1997

In 8°; XVI, 454, (2) pp. Brossura editoriale illustrata a colori. Prima edizione in tiratura limitata ed in ottime condizioni di conservazione. Ancora a fogli chiusi. “Quest’opera è stata composta dalla8341_2_clipped_rev_1 Fotocomposizione Grande di Monza per conto della Casa Editrice Bompiani. L’edizione originale di Kant e l’ornitorinco è stata stamapta dalla S.A.T.E. in zigonia verdellino su carta vergata cream delle cartiere Fedrigoni in 500 esemplari numerati riservati all’Aldus Club Associazione Internazionale di Bibliofilia – Milano ottobre 1997, Esemplare N. 85/500”. L’opera rappresenta una pietra miliare del pensiero filosofico di Umberto Eco e della semiotica ed è diventato, oggi, un testo classico della semiotica internazionale. L’opera è una dottissima riflessione dedicata al valore dell’ontologia e le scienze cognitive nell’ambito della di percezione del reale e dell’iconico a partire dalla filosofia aristotelica, attraverso Heidegger, fino alla riflessione novecentesca. Prima edizione, in tiratura limitata di soli 500 esemplari, rarissima a reperirsi ancora a fogli chiusi.

150 euro

70) LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI BIBLIOFILIA ROVELLO EDIZIONI NUMERATE AUTOGRAFI

IMG_1182_clipped_rev_1 IMG_1184_clipped_rev_1

IMG_1185_clipped_rev_1Eco Umberto,

La tromba sulle colline,

Milano, Edizioni Rovello, 1988

In 4° piccolo; (2 b.), 19, (5) pp. e una c. di tav. fuori testo con un’opera litografica di Tullio Pericoli. Legatura editoriale in elegante cartoncino molle blu con titolo a secco in azzurro al piatto anteriore. Firma autografa di Umberto Eco alla prima carta bianca. Prima ed unica edizione, rarissima, in ottime condizioni di conservazione, di quest’opera per bibliofili stampata per iniziativa del celebre libraio originario di Capri e milanese d’adozione, fra i migliori amici di Eco, Mario Scognamiglio, ideatore delle Edizioni Rovello e fra i massimi rappresentanti, con Umberto Eco, dell’Aldus Club,, dell’Aldus Club, associazione di bibliofili presieduta nel corso degli anni da da Leonardo Sciascia, Umberto Eco e Gianni Cervetti, attuale presidente, GiorgioIMG_1183_clipped_rev_1 Montecchi e della celeberrima pubblicazione bibliografica, “L’Esopo”. Mario Scognamiglio fondò e diresse le Edizioni Rovello, con l’intento di pubblicare opere in tiratura limitata e dall’altissima cura editoriale. Dal colophon si legge: “Questa edizione di un breve testo di Umberto Eco, tratto da “Il Pendolo di Focault”, pubblicato a cura delle Edizioni Rovello per gentile concessione dell’autore e della Casa Editrice Bompiani, con un disegno originale di Tullio Pericoli in tavola litografica, è stata composta con caratteri Bembo Monotype e stampata al torchio dalla Officina Olivieri su carta a mano Alcantara di puro cotone, espressamente fabbricata dalla cartiera di Sicilia in centotrenta esemplari numerati da 1 a 130 e quindici da I a XV. Milano, Novembre 2010”. Scognamiglio «ha dedicato la sua vita, certo, a vendere libri antichi, […] ma sono pronto a scommettere che sono più i libri che ha regalato ad amici e appassionati che quelli che ha venduto», ha scritto di lui Umberto Eco. L’opera qui presente nasce appunto dalla passione di bibliofili di Mario Scognamiglio e Umberto Eco. Rarissimo.IMG_1186_clipped_rev_1

220 euro

71) LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI FILOSOFIA  PRIME EDIZIONI FILOSOFIA TIRATURA LIMITATA BIBLIOFILIA COLLEZIONISMO

8342_clipped_rev_1Eco Umberto,

La memoria vegetale,

Milano,Edizioni Rovello,1992

16°; 38, (2) pp. Brossura editoriale. Tiratura limitata di 1000 esemplari. Prima ed unica edizione, rarissima, in ottime condizioni di conservazione, di quest’opera per bibliofili stampata per iniziativa del celebre libraio originario di Capri e milanese d’adozione, fra i migliori amici di Eco, Mario Scognamiglio, ideatore delle Edizioni Rovello e fra i massimi rappresentanti, con Umberto Eco, dell’Aldus Club, associazione di bibliofili presieduta nel corso degli anni da da Leonardo Sciascia, Umberto Eco e Gianni Cervetti, attuale presidente, Giorgio Montecchi e della celeberrima pubblicazione bibliografica, “L’Esopo”. Mario Scognamiglio fondò e diresse le Edizioni Rovello, con l’intento di pubblicare opere in tiratura limitata e dall’altissima cura editoriale.

120,00

72) LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI FILOSOFIA TIRATURA LIMITATA BIBLIOFILIA COLLEZIONISMO

IMG_1673_clipped_rev_1Eco Umberto,

La memoria vegetale,

Milano, Edizioni Rovello, 2006

8°; (4), 307, (3) pp. Brossura editoriale illustrata con sopraccoperta in acetato. Tiratura limitata di 1000 esemplari. Prima edizione, in tiratura limitata di 1000 esemplari, il nostro è il numero 88, in ottime condizioni di conservazione. L’opera andò velocemente esaurita, tanto che una seconda edizione di 2000 esemplari numerati, uscì l’anno seguente. Celebre raccolta di scritti di bibliofilia di Umberto Eco che contiene fra gli scritti: La memoria vegetale; Riflessioni sulla bibliofila; Collezioni di un collezionista; Sul libro di Lindisfarne; Sulle Trés Riches Heures; Sugli Isolari; Perchè Kircher; Il mio migne, e l’altro; Lo strano caso della Hanau 1609; Varia et curiosa; Il capolavoro di uno sconosciuto; La pesteIMG_1674_clipped_rev_1 dello straccio; Prima dell’estinzione; Monologo interiore di un e-book; Shakespeare era per caso Shakespeare; Per una riforma dei cataloghi; Il codice Temesvar; Asta di libri appartenuti a Ricardo Montenegro; Il problema della soglia. Saggio di Para-antropologia. Quest’opera per bibliofili fu stampata per iniziativa del celebre libraio originario di Capri e milanese d’adozione, fra i migliori amici di Eco, Mario Scognamiglio, ideatore delle Edizioni Rovello e fra i massimi rappresentanti, con Umberto Eco, dell’Aldus Club, associazione di bibliofili presieduta nel corso degli anni da da Leonardo Sciascia, Umberto Eco e Gianni Cervetti, attuale presidente, Giorgio Montecchi e della celeberrima pubblicazione bibliografica, “L’Esopo”. Mario Scognamiglio fondò e diresse le Edizioni Rovello, con l’intento di pubblicare opere in tiratura limitata e dall’altissima cura editoriale. Opera stampata in carattere Bembo Monotype, impaginato e stampato al torchio pianocilindrico dall’Officina Olivieri su carta Arcoprint delle Cartiere Fedrigoni. Non comune ed in ottime condizioni di conservazione.

140 euro

73) LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI FILOSOFIA TIRATURA LIMITATA BIBLIOFILIA COLLEZIONISMO

IMG_1671_clipped_rev_1Eco Umberto,

La memoria vegetale,

Milano, Edizioni Rovello, 2007

8°; (4), 307, (3) pp. Brossura editoriale illustrata con sopraccoperta in acetato. Tiratura limitata di 2000 esemplari.

Seconda edizione, in tiratura limitata di 2000 esemplari, il nostro è il numero 770, in ottime condizioni di conservazione. Celebre raccolta di scritti di bibliofilia di Umberto Eco che contiene fra gli scritti: La memoria vegetale; Riflessioni sulla bibliofila; Collezioni di un collezionista; Sul libro di Lindisfarne; Sulle Trés Riches Heures; Sugli Isolari; Perchè Kircher; Il mio migne, e l’altro; Lo strano caso della Hanau 1609; Varia et curiosa; Il capolavoro di uno sconosciuto;IMG_1672_clipped_rev_1 La peste dello straccio; Prima dell’estinzione; Monologo interiore di un e-book; Shakespeare era per caso Shakespeare; Per una riforma dei cataloghi; Il codice Temesvar; Asta di libri appartenuti a Ricardo Montenegro; Il problema della soglia. Saggio di Para-antropologia. Quest’opera per bibliofili fu stampata per iniziativa del celebre libraio originario di Capri e milanese d’adozione, fra i migliori amici di Eco, Mario Scognamiglio, ideatore delle Edizioni Rovello e fra i massimi rappresentanti, con Umberto Eco, dell’Aldus Club, associazione di bibliofili presieduta nel corso degli anni da da Leonardo Sciascia, Umberto Eco e Gianni Cervetti, attuale presidente, Giorgio Montecchi e della celeberrima pubblicazione bibliografica, “L’Esopo”. Mario Scognamiglio fondò e diresse le Edizioni Rovello, con l’intento di pubblicare opere in tiratura limitata e dall’altissima cura editoriale. Opera stampata in carattere Bembo Monotype, impaginato e stampato al torchio pianocilindrico dall’Officina Olivieri su carta Arcoprint delle Cartiere Fedrigoni. Non comune ed in ottime condizioni di conservazione.

45 euro

74) POESIA AUTOGRAFI LETTERATURA ITALIANA DEDICHE AUTOGRAFE SCHEIWILLER

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Rebora Clemente,

Le Poesie 1913-1957, a cura di Vanni Scheiwiller con una nota di Gianni Mussini

Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1982

In 12°; XIII, (1), 426, (4) pp. più un biglietto con dedica autografa di Scheiwiller con disegno di pesce. Altra dedica manoscritta di Vanni alla prima carta bianca con due pesci disegnati. Brossura editoriale con titolo, autore e stampatore impressi in nero al piatto e al dorso. “Questa edizione a cura di Vanni Scheiwiller è stata impressa dalla Stamperia Valdonega di Verona in duemila copie numerate da 1 a 2000 il 1° novembre 1982, 25° anniversario della morte del Poeta” il nostro è la copia N. 121. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Seconda edizione, in parte aumentata, di questa raccolta di poesie del grande poeta, presbitero, tra i principali traduttori di autori russi e insegnante  italiano, Clemente Luigi Antonio Rèbora (Milano, 6 gennaio 1885 – Stresa, 1º novembre 1957) fra i collaboratori de “La Voce”. L’opera contiene i Frammenti lirici, la più vasta raccolta in versi di Rebora, composta da 72 frammenti che vennero pubblicati, per la prima volta, a Firenze nel 1913 a Firenze. Esemplare in ottime condizioni di conservazione con la doppia dedica autografa di Vanni Scheiwiller.

95 euro

75) LETTERATURA ITALIANA CLASSICI PIRANDELLIANA RARITA’ BIBLIOGRAFICA

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IMG_9754_clipped_rev_1Pirandello Luigi,

Il fu Mattia Pascal romanzo di Luigi Pirandello (in due volumi) Volume I – II. Terzo Migliaio.

Milano, Fratelli Treves, 1910

In 8° (19,3×12,7 cm); due tomi: (4), 270 pp. e (4), 283, (11) pp. Brossure editoriali, spesso assenti. Un IMG_9753_clipped_rev_1leggerissimo alone alle ultime 10 pagine del secondo volume (comprese quelle di pubblicità editoriali) praticamente ininfluente e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Un antico ex-libris privato con collocazione al recto del piatto posteriore. Esemplare ancora in barbe. Seconda edizione riveduta, terzo migliaio, non citato dal Gambetti-Vezzosi, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 687, che segnala nel 1910 la seconda edizione con un 2° migliaio nello stesso anno. La seconda edizione che presenta delle variazioni rispetto all’edizione precedente è rara e ancor più rara da trovarsi completa delle brossure editoriali. Uscito nella collana della Biblioteca Amena n° 776 e 777. Uno dei romanzi più celebri del grande scrittore, drammaturgo e scrittore agrigentino e uno dei romanzi più celebri del novecento. Il romanzo fu il primo grande successo di Pirandello anche se in un primo momento venne snobbato dalla critica. Non comune.

200 euro

76) BOLLA PAPALE DIRITTO MILANO MEDICI PIO IV BOLLE BOLLA PAPALE DIRITTO MILANO MEDICI PIO IV BOLLE PAPALI STAMPATORI BLADO

8321_clipped_rev_1Pio IV Papa,

Bulle Pii Pape Quarti super residentia Praelatorum, super fructibus Ecclesiarum collegiatarum, inter Canonicos & alios divini officiis interficientes distribuendis. Snpervisitatione Ecclesiaru, Graecorum. Super Patrinos in Baptismate. Suder Confessione, & Comunione in die Paschatis. Super Habitu clericali deferendi. Super Reintegratione Iurisdictionis Curiae Capitolii.

Romae, Apud Antonium Bladum Impressorem Cameralem, S. data ma 1564,

In 4° grande (32×21 cm); (8) pp. Legatura in cartoncino moderno. Un forellino dovuto ad un difetto della carta ante stampa alla seconda carta e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Stemma mediceo di Papa Pio IV al frontespizio con al lato due effigi di santo. Varie iniziali xilografiche. Rara bolla papale, stampata da Antonio Blado, di Papa Pio IV, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano (Milano, 31 marzo 1499 – Roma, 9 dicembre 1565), al quale si deve la conclusione del Concilio di Trento e che fra i vari incarichi, ricoprì, nel 1542-1543, la posizione di commissario delle truppe pontificie inviate in Ungheria e Polonia contro Turchi e luterani. Importante bolla papale con la quale il pontefice riforma l’amministrazione parte dell’amministrazione della giustizia pontificia. Il pontefice agevolò anche l’arte della stampa istituendo nel 1561 la Stamperia del popolo romano, chiamandola a dirigerla Paolo Manuzio, figlio terzogenito di Aldo (Bulla Motu proprio del 22 luglio 1561). Pubblicato a Roma da Antonio Blado, cfr. Catalogo delle edizioni romane di Antonio Blado Asolano ed eredi, n. 1860. Importante e rara bolla pontifica di interesse pontificio che regola alcuni comportamenti del clero romano. Rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PUVE\015823.

150 euro

77) VENEZIA STORIA LOCALE PRIME EDIZIONI VENETO STORIA VENETA

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IMG_1891_clipped_rev_1Zanotto Francesco,

Storia della Repubblica di Venezia narrata da Francesco Zanotto. Tomo Primo – Tomo Secondo

Venezia, Editore l’Autore, 1864

In 8°; due tomi:VII, (1 b.), 563, (1) pp. e 1 c. di tav. in antiporta con ritratto dell’autore  e 479, (1 b.) pp. Stemma della serenissima al frontespizio, 9 incisioni in rame nel testo con vedute della città. Tagli marmorizzati. Difetti alle cerniere dei due volumi con fessurazione ma volume ben saldo. Frontespizio del primo volume uniformemente brunito e per il resto, nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa monumentale monografia dedicata alla città di Venezia scritta dal noto storico dell’arte italiana,  Francesco Zanotto (Venezia, 1794 – Venezia, 3 dicembre 1863). Veneziano di nascita, studiò arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove lavorò anche per un certo periodo. Fu amico di Antonio Diedo e di Emanuele Antonio Cicogna. Autore di diverse importanti opere dedicate all’arte veneziana fino a quando la chiusura della tipografia Antonelli che lo pagava lautamente per le sue pubblicazione, a seguito dei moti rivoluzionari del 1848, lo lasciò in forte difficoltà economiche. Zanotto pensò bene di stampare lettere di credito false. Scoperto venne condannato a 15 anni di reclusione anche se ne scontò solo uno quando gli austriaci, ripreso il controllo della città, annullarono la condanna. Iniziò di nuovo a pubblicare opere fra le quali alcune apprezzate guide cittadine e questa monumentale storia di Venezia. Prima edizione.

80 euro

78) LIBRI PER L’INFANZIA MUSICA BAMBINI ILLUSTRATORI ESOTERISMO COSMOSOFIA COSMOSOFIE

  7642_1_clipped_rev_1 7642_4_clipped_rev_1

7642_2_clipped_rev_1Jean d’Udine (pseudonimo di Albert Cozanet), André Victor Édouard Devambez,

La belle musique. Entretiens pour les enfants. Calligraphiés et ornés par l’auteur. Illustrés par André Devambez.

Paris, Maison Devambez et chez Heugel, 1909

In 4° (28×19,4 cm); (2 b.), 73, (i. e. 81), (3), (2 b.) pp. In numerazione 4 magnifiche tavole a colori protette da velina. 22 illustrazioni nel testo. Frontespizio ornato in rosso e nero. Il testo stesso è intercalato da motivi floreali e scene liberty in rosso e nero. Legatura editoriale illustrata in rosso e nero. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Il nostro esemplare presenta alcuni errori di numerazione nelle ultime pagine, non segnalati in altri esemplari e che suggerisce che questo nostro, sia uno dei primi esemplari usciti. Opera stampata con grande attenzione tipografica su carta patinata di ottima qualità nella stamperia dello stesso illustratore. Prima edizione di questa celebre opera del noto compositore, musicologo, esteta, critico musicale, avvocato e scrittore francese, Jean d’Udine (pseudoniem voor Albert Cozanet) (Landivisiau, 1 luglio 1870-1938), arricchito dalle illustrazioni del famoso pittore, celebre per le sue illustrazione per i libri per l’infanzia, André Victor Édouard Devambez (26 May 1867, Paris – 27 September 1944, Paris). Jean d’Udine si laureò in giurisprudenza a Rennes nel 1890 e praticò tra il 1891 ed il 1897. Poi intorno al 1900 si trasferisce a Parigi dove inizia a dedicarsi pienamente alla musica entrando in contatto con diversi artisti e anche con gli ambienti della danza come Gustave Charpentier, Alfred Cortot, Jules Massenet, Isadora Duncan e Henri Mogis. In questo viene introdotto alla “Cosmosofie” da August Vandekerkhove. Nel 1908-1909 è a Ginevra dove studia ginnastica ritmica con Jacques Dalcrose. Il rapporto con Vandekerkhove è così stretto che lo stesso maestro della “Cosmosofie” inizia a pensare a lui come suo successore ma ad un certo punto, Cozanet inizia a criticare in modo sempre più aperti diverse importante teorie del maestro, forse dopo essersi avvicinato alle teorie di Rudolf Steiner, fino a quando i contrasti non furono tali che d’Udine venne allontanato dagli ambienti della “Cosmosofie”. Sembra che la goccia che fece traboccare il vaso, fu una serie di tarocchi ideata da d’Udine basati sulla sua teoria dei colori esposta nella sua dottrina dell’“Orchestration des couleurs” . Personaggio caratterizzato da una personalità eccentrica, attiva ed un carattere curioso e vivace ottenne uno dei suoi più grandi successi nello sviluppo della geometria ritmica. Una delle finalità che si prefisse fu anche quella di promuovere la musica classica fra i bambini con opere come quella qui presentata. Fu anche autore di una serie di opere scientifiche popolari sulla musica. Il volume qui presentato che tratta in modo simpatico e divertente temi quali “Cos’è la musica, la melodia, l’intonazione, la misura, la polifonia, l’armonia, la sinfonia e il sentimento musicale ” si avvale delle illustrazioni di André Devambez figlio dell’incisore e tipografo, Édouard Devambez, fondatore della Maison Devambez. Studente all’École des Beaux-Arts sotto Jean-Joseph Benjamin-Constant, prese anche lezioni private da Jules Lefebvre all’Académie Julian mentre contemporaneamente lavorava nella bottega aperta con il padre, la 7642_3_clipped_rev_1nota “Passage des Panoramas”, realizzando elementi decorativi, menù e pubblicità. Nel 1890 è insignito del “Prix de Rome”. Nel 1899 fu eletto membro della Société des Artistes Français. Dal 1929 al 1937 è insegnate presso l’Ecole. Sempre nel 1937 viene eletto al posto n. 9 dell’Académie des Beaux-Arts, posizione che mantenne fino alla sua morte. Come artista Devambez fu attratto dalle scene della vita moderna. Nel 1934 André Devambez fu nominato artista ufficiale del nuovo Ministero dell’Aeronautica Francese. André Devambez ha scritto e illustrato diversi libri. Da citare ad esempio Auguste a Mauvais Caractère (Devambez, 1913) un libro per bambini, con le illustrazioni di André colorate a mano dal maestro della tecnica dello stencil, Jean Saudé; le illustrazioni originali furono esposte l’anno successivo al Palais de Glace. Questo è stato il primo di una serie di libri per bambini, tra cui Histoire de la petite Tata et du Gros Patapouf e Les Aventures du Capitaine Mille-Sabords, nn. 8 e 9 in una serie di storie non datate pubblicate in formato “concertina” “Chez l’aiuteur”. Le storie di questi libri per bambini erano probabilmente destinate al divertimento di suo figlio, l’archeologo e curatore delle antichità greche e romane al Louvre, Pierre Devambez (1902-1980) e di sua figlia Valentine (1907-?). Collaborò anche ad illustrare opere di altri scrittori come appunto quella qui presentata che vene tirata in un numero ridotto di copie. Ottimo esemplare. Very good copy. First edition.

150 euro

79) CIRCO SPETTACOLI CIRCENSI ARENA DEL SOLE CAVALLI ADDESTRAMENTO CAVALLI RARITA’ BIBLIOGRAFICO EQUITAZIONE

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Arena del Sole, Gran Circo Olimpico,

Gran Circo Olimpico,

Gran Circo Olimpico Nell’Arena del Sole, Compagnia Equestre dei Fratelli Luigi Cavallerizzo di S. A. R. il Duca di Lucca, Infante di Spagna ec. ec. ec. E Giovanni Guillaume. Per quest’oggi Lunedì4 Maggio 1846. alle ore Cinque, per l’ultima volta la Gran Pantomima in Ballo, Divisa in due parti che porta il titolo “La Disfatta del Feroce Gaspard” ossia ospitalità, ferocia, e tradimento. Terminando questa con Gran Battaglia di Fanteria, e Cavalleria, Salti de’ Cavalli sul Ponte rotto, e Magico Incendio. Gli Esercizj Equestri, che precederanno saranno de’ più scelti, e verranno eseguiti dai più valenti Artisti d’ambo i sessi della Compagnia.

Bologna, pei Tipi delle Belle Arti, S. data (ma 1846)

In folio (50×40 cm); foglio volante. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Testo entro cornice xilografica. Manifesto per pubblicizzare la rappresentazione del noto circo “Gran Circolo Olimpico” bolognese che si esibiva nell’Arena del Sole di Bologna. La famiglia Guillaume diresse a lungo gli spettacoli circensi che si tennero all’Arena del Sole (e poi anche in altri teatri) a Bologna. La compagnia circense “Guillaume” venne fondata a Francesco Luigi che scappato dalla Francia durante i turbolenti anni della rivoluzione francese si fermò prima a Nizza e poi entrò nel territorio della penisola. Entrato in Italia acquistò il Circo Pellé econ esso girò per qualche anno l’intera Europa. Ritornato in Italia fondò il “Grande Circo Equestre Guillaume”. Gli spettacoli di questa nota compagnia vennero notevolmente apprezzati dal pubblico e dai regnanti europei fra i quali il principe Eugenio di Beauharnais, il re Gioacchino Murat e la regina Carolina di Napoli. Una parte della famiglia continuò l’attività circense a Brescia dove si era stabilito Luigi, una volta rientrato in Italia, mentre un’altra parte dei suoi discendenti fecero di Bologna la loro base operativo dove, dalla prima metà dell’ottocento, organizzavano i loro spettacoli, in particolare, presso l’Arena del Sole. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Raro.

250 euro

80) CIRCO SPETTACOLI CIRCENSI ARENA DEL SOLE CAVALLI ADDESTRAMENTO CAVALLI RARITA’ BIBLIOGRAFICO EQUITAZIONE

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Teatro del Corso, Gran Circo Olimpico,

Gran Circo Olimpico,

Gran Circo Olimpico Nell’Arena del Sole, Per il giorno di Martedì 22 ottobre 1844, Compagnia Equestre Ghelia Tourniaire. Lo Spettacolo d’Oggi sarà il seguente: La Volteggia da Peter d’Albis Price.

Bologna, Tipi Belle Arti, S. data (ma 1844)

In folio (50×40 cm); foglio volante su bella carta azzurra. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Testo entro cornice xilografica. Manifesto per pubblicizzare la rappresentazione del noto circo “Gran Circolo Olimpico” bolognese che si esibiva nell’Arena del Sole di Bologna. Durante questa rappresentazione la protagonista fu la nota Compagnia Equestre Ghelia Tourniaire. Fra gli altri spettacoli: “La Volteggia da Peter d’Albis Price; Il Cloon alli primi esercizj di equitazione da Achille Ciotti; Passi di Grazia da Madamigella Margherita Balestrati; Travaglio in Grotesco e Salti di oggetti da Felice Gotfroid; Giuochi Indiani da Angelo Bussi; Calif, Cavallo Ghelia che agisce nel Teatro Comunale si produrrà con esercizj di obbedienza; La Grande Carriera a briglia sciolta da Federico Brennier; La Paesana – Borgognese – da Madamigella Marcherita Balestrati; Darà termine allo Spttacolo L’Arabo ed il suo destriero; Fatica particolare del Direttore ossia Il Cavallo Riconoscente; La Battaglia de’ Beduini cogli Arabi; Salvo Superiore permesso – Compagnia Equestre darà due grandiose corse di Cavalli e bighe né Pubblici Giardini detti La Montagnola nell’andante Mese”. La qualità dello Spettacolo, il giorno e l’ora in cui avranno luogo, verrà indicato con apposito Manifesto. In fondo al volume è presente un’interessante nota a stampa. “N. B. Chi amasse prendere Scuola di Equitazione e di Volteggia potrà combinare con Direttore pel giorno pel prezzo, e per l’ora all’Arena stessa”. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Raro manifesto.

250 euro

81) CIRCO PRESTIDIGITAZIONE MAGIA SPETTACOLI CIRCENSI ADDESTRAMENTO EQUESTRE CAVALLI BOLOGNA CAMERA DIABOLICA EQUITAZIONE

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Raro Manifesto circense e di Wunderkammer

Compagnia Guillaume,

Teatro Brunetti – Diurono e Notturno, Compagnia Equestre diretta da Emilio Guillaume, Oggi Lunedì 1.° Giugno Due Variate Rappresentazioni di Giorno alle ore 5 ½ prec. Di Sera alle ore 8 ½ prec. I Paggi di Lancaster ossia Una pioggia di salti mortali sfida fra i saltatori della Compagnia. A richiesta il Naufragio della Medusa scena equestre eseguita dal cavallerizzo Alberto Aloisi. Aly il Gastronomo piacevoli esercizi per il cavallino ammaestrato in libertà e presentato dal Sig. E. Guillaume. …

Bologna, Stab. Tip. Monti, (1868)

In 4° (28×19,5 cm); foglio volante. Esemplare in ottime condizioni di conservazione, stampato su ambedue le pagine. Il foglio riporta le attrazioni che avrebbero accolto il pubblico al teatro Brunetti di Bologna il 31 Maggio 1868 per uno spettacolo circense della storica e notissima compagnia circense Guillaume di Bologna ma di origine francese, specializzata nelle rappresentazioni equestri. La compagnia circense “Guillaume” venne fondata a Francesco Luigi che scappato dalla Francia durante i turbolenti anni della rivoluzione francese si fermò prima a Nizza e poi entrò nel territorio della penisola. Entrato in Italia acquistò il Circo Pellé econ esso girò per qualche anno l’intera Europa. Ritornato in Italia fondò il “Grande Circo Equestre Guillaume”. Gli spettacoli di questa nota compagnia vennero notevolmente apprezzati dal pubblico e dai regnanti europei fra i quali il principe Eugenio di Beauharnais, il re Gioacchino Murat e la regina Carolina di Napoli. Una parte della famiglia continuò l’attività circense a Brescia dove si era stabilito Luigi, una volta rientrato in Italia, mentre un’altra parte dei suoi discendenti fecero di Bologna la loro base operativo dove, dalla prima metà dell’ottocento, organizzavano i loro spettacoli, in particolare, presso l’Arena del Sole. Nello rappresentazione qui riportata, oltre agli spettacoli sopra descritti nel titolo sono presenti anche: La Botte di Rotomago per il giovane africano Djalmar; Lavoro celere sopra un cavalloa dorso nudo per la Cavallerizza Enrichetta Annato; I tre Agropedestri entrata comica ginnastica per i 3 Clowns fratelli Cavallini; Per l’ultima volta definitiva replica dei curiosi esperimenti della Camera Diabolica eseguita dai fratelli Hadwin i quali offrono un premio di Lire 200 Italiane a coloro che legheranno in modo da non potersi dislegare (non potranno presentarsi IMG_5438_clipped_rev_1più di 3 persone per legare gli esperimetatori). La Bajadera sopra un cavallo a dorso nudo per la cavellerizza Signora Blondeau; Il Coscritto e la Vivandiera scherzo comico per i clowns inglesi fratelli Hadwin; A richiesta La Pertica Giapponese esercizio d’equilibrio ginnastico per i signori Cavallini; Mad. Margherita Hadwin eseguirà il suo applaudito e distinto Lavoro Olimpico; Emir cavallo arabo ammaestrato alla parola e presentato in libertà dal Sig. Emilio Guillaume; Piroette e salti mortali per l’intrepido cavallerizzo Orazio Filippuzzi; Ultima Volta Sesta repolica della tanto applaudita Pantomima Seria in 4 parti con ballabili intitolato Ossariotto eseguita sul palco scenico, e divisa come segue … . Al verso del foglio è presente la lunga “Descrizione della Camera Diabolica”: Sopra due cavalletti vengono collocate delle tavole unite insieme da formare un piano ai lati del quale s’innalzano pareti chiuse, dimodochè il pubblico ha davanti agli occhi una specie di gabbia di circa due metri quadrati. I due esperimentatori si presentano, entrano nella gabbia, siedono sopra due sedie ordinarie sulle quali si fanno fortemente legare da due o tre persone gli spettatori. Ognuno può presentarsi e fare alle corde quei gruppi ed intrecci che crederà onde rendere più solido il legame. […] Le porte della gabbia si chiudono e nello stesso tempo principia nell’interno del PALCO DIABOLICO un concerto infernale. Trascorsi tre minuti precisi, orologio alla mano, vedransi volare fuori dalla gabbia i due vestiti che indossavano gli sperimentatori, ognuno potrà convincersi essere quei vestiti usuali e senza preparazione, …”. Rarità.

160 euro

82) ARTE INCISORIA STAMPE INCISIONI BOLOGNA TECNICHE  INCISORIE

7616_1_clipped_rev_1Ricci Giulio e AA. VV.,

L’arte della Stampa, Note Storiche e Illustrazioni di Giulio Ricci

Bologna, Scuola Tipografica Salesiana, s. data (ma 1925)

In folio (36,5×26,7 cm); (6), 21, (3), (3) pp. e XXI c. di tav. Brossura editoriale illustrata. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Dedica autografa dell’autore alla prima carta bianca, al grande artista bolognese Umberto Tirelli. Prima edizione di questa bellissima opera dedicata dall’arte della stampa dal celebre artista ed incisore bolognese Giulio Ricci (Bologna, 1874 – 1939). Opera in tiratura limitata che contiene diversi legni originali dell’artista. Ricci studia e presenta le diverse possibilità offerte dall’incisione su legno con strumenti e tecniche diverse diversi (sgorbie, bulini, ferri rigati, ecc.) e legni diversi (pero, sorbo, leccio), tagliati di testa e di filo, o con la sovrapposizione di più legni e tinte diverse. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed impreziosita dalla dedica dell’autore a noto personaggio bolognese.7616_2_clipped_rev_1

150 euro

83) BASSANO REMONDINI CACCIA AL LUPO VENATIONES VENATIONES HUNTING WOLF

7582_clipped_rev_1Remondini, Johannes Stradanus,

Caccia al lupo, stampa remondiniana

S.luogo (Bassano), S. stampatore ma Remondini, Senza data (ma fine XVII sec)

28×20 cm alla battuta. In cornice moderna. Ottimo stato di conservazione. Fine coloritura coeva. Non comune tiratura remondiniana della “Caccia al lupo” delle “Venationes”  di Johannes Stradanus (Jan van der Straet) edite per la prima volta intorno al 1570. Questa tiratura remondiniana che presenta la firma di F. Valeggio (Francesco Valeggio), rappresenta la “caccia al lupo”. Nella parte bassa della stampa la scritta “Sic ovis occise lupus extis fallitur arctu, Aut loqueo aut tectis frondoso vimine fossis”. Il foglio è in controparte rispetto all’originale cinquecentesco. Bellissima la coloritura coeva dove le vesti dei cacciatori sono rifiniti in oro.

150 euro

84) ARCHEOLOGIA PRIME EDIZIONI MARZABOTTO BOLOGNA ETRUSCOLOGIA ETRUSCHI PROVENIENZA NOBILIARE

 IMG_6367_clipped_rev_1IMG_6368_clipped_rev_1IMG_6369_clipped_rev_1IMG_6366_clipped_rev_1Giovanni Gozzadini Conte,

Di un’antica necropoli a Marzabotto nel bolognese ragguaglio del Conte Giovanni Gozzadini.IMG_6370_clipped_rev_1

Bologna, Tipografia Fava e Gragnani, 1865

In folio; (6), 102, (3) pp. e 20 c. di tav. Brossura editoriale illustrata con titolo impresso, entro cornice, al piatto anteriore. Qualche piccola mancanza alla brossura del dorso. Qualche lievissima fioritura dovuta alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Antica firma d’appartenenza al margine alto del piatto anteriore e piccolo timbro di appartenenza privata al piatto anteriore ed al frontespizio che identifica l’esemplare come appartenuto al Principe Lorenzo Corsini come dono, autografo, del Conte Pompeo Aria, celebre archeologo che sulle orme del padre Giuseppe, fu il primo organizzatore della collezione etrusca della città di Marzabotto.

200 euro

85) ARCHEOLOGIA PRIME EDIZIONI MARZABOTTO BOLOGNA ETRUSCOLOGIA ETRUSCHI PROVENIENZA NOBILIARE

IMG_6366_clipped_rev_1Giovanni Gozzadini Conte,

Di ulteriori scoperte nell’antica Necropoli a Marzabotto nel bolognese del Conte Giovanni Gazzadini, Senatore del Regno d’Italia Presidente del V. Congresso Internazionale di An§012logna, Tipografia Fava e Gragnani, 1870

In folio; (8), 93, (3) pp. e 17 c. di tav. delle quali diverse a colori. Brossura editoriale illustrata con titolo impresso, entro cornice, al piatto anteriore. Qualche piccola mancanza alla brossura del dorso. Qualche lievissima fioritura dovuta alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Antica firma d’appartenenza al margine alto del piatto anteriore e piccolo timbro di appartenenza IMG_6371_clipped_rev_1privata al piatto anteriore ed al frontespizio che identifica l’esemplare come appartenuto al Principe Lorenzo Corsini come dono, autografo, del Conte Pompeo Aria, celebre archeologo che sulle orme del padre Giuseppe, fu il primo organizzatore della collezione etrusca della città di Marzabotto. Giovanni Gozzadini (Bologna, 15 ottobre 1810 – Ronzano, 25 agosto 1887) fu un celebre storico, archeologo e politico italiano. “Dagli scavi compiuti nella sua tenuta di Villanova di Castenaso, dietro la parrocchia di Santa Maria delle Caselle, tra 1853 e il 1856, iniziò la conoscenza della civiltà Villanoviana, risalente all’età del ferro. La scoperta più rilevante è sicuramente la necropoli con 179 tombe a cremazione e 14 a inumazione. Sempre a lui furono affidate le prime campagne di scavo che, dal 1862 al 1870, portarono alla luce la necropoli etrusca di Marzabotto, finanziate dai conti Aria, allora proprietari dell’intero Pianoro di Misano. […] A lui si deve il primo meticoloso studio delle torri gentilizie di Bologna, che nel 1875 pubblica con una monografia; ne conta più di 200, e con accurato studio ne attesta un centinaio”. Nel 1550 Leandro Alberti in uni suo scritto aveva suggerito la possibilità dell’esistenza, nell’antichità, di una citta’ nel Pian di Misano in quanto erano ancora visibili strutture murarie antiche e ancora in vista, mosaici e monete. Serafino Calindri, nel 1782 , riprese la notizia nel suo Dizionario Corografico Georgico Orittologico IMG_6372_clipped_rev_1Storico dell’Italia aggiungendo che nel Pian di Misano erano evidenti scavi alla ricerca di preziosi materiali nella zona dove si torvavano muri antichi e mosaici a vista. Nel 1831 G. Aria acquistò i terreni del Pian di Misano vennero acquistati nel 1831 e decise di portare avanti una raccolta con consegunete conservazione dei reperti qui reperiti che venivano in continuazione portati alla luce dai lavori agricoli. Il primo rinvenimento di notevole importanza avvenne nel 1839 quando, ai piedi dell’acropoli, comparvero 30 statuette di bronzo, seguite poco dopo da altri bronzetti e da alcune tombe del sepolcreto nord. Nel 1856 verranno poratati alla luce gli edifici sacri dell’acropoli. Ma è a partire dal 1862-63 che Aria finanziò una vera e propria campagan archeologica, assegnando al conte Gozzadini, già scopritore della necropoli di Villanova, la direzione dei lavori. Le due campagne di scavi seguite da Gozzadini, vennero ben illustrate, appunto con queste due pubblicazioni. Gozzadini aveva erroneamente pensato di aver rinvenuta una necropoli di enormi dimensioni ma in occasione del V Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia Preistoriche tenutosi a Bologna nel 1871, G. Chierici diede una corretta interpretazione dei risultati di scavo fu G. Chierici, arrivando a sostenere che in Marzabotto, non si trovava una necropoli semplice ma i resti di una citta’ con strade, case, templi e sepolcreti. L’opera è corredata da un’importante apparato grafico, con alcune tavole con ricchissima e fine coloritura coeva. Rif. Bibl.: Frati, 8283.

200 euro

86) PEDIATRIA MEDICINA PRIME EDIZIONI RARITA’ PEDIATRIA MEDICINA PRIME EDIZIONI PRIMO MANUALE PRATICO DI PEDIATRIA SIDERNO MARINO REGGIO CALABRIA

IMG_6055_clipped_rev_1Cozzolino Olimpo,

Manuale pratico di pediatria ad uso dei medici e degli studenti Olimpio Cozzolino; con prefazione del prof. Francesco Fede, Dirett. Della Clin. Pediatr. Nella R. Univ. Di Napoli. Con 44 figure nel testo.

Napoli, Casa Editrice Libraria Vittorio Idelson, 1911

In 12°; XVII, (3), 861, (3), (16) pp. Legatura editoriale in piena tela verde con titolo impresso in bianco al piatto anteriore ed al dorso (un po’ sbiadito). Alcuni segni antichi di matita rossa in due pagine Una delle due il frontespizio), nel margine bianco, ininfluente e per il resto, nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione del primo manuale pratico di pediatria italiano. Monumentale manuale di pediatria scritto dal noto medico e pediatra originario di Siderno Marina i provincia di Reggio Calabria (26 dicembre 1868 – Bari 22 gennaio 1937). L’autore si formò anche presso l’ospedale pediatrico Kaiser- und Kaiserin-Friedrich diretto da A. Baginsky e fu professore di Pediatria a Genova, Sassari, Palermo, Parma, Cagliari. Autore di più di duecento scritti di interesse pediatrico nei quali “Studiò le proprietà del latte, la fisiologia dell’allattamento, i disturbi della nutrizione e i vomiti abituali e ricorrenti del lattante (importante, su questo tema, la sua pubblicazione Disordini o turbe della nutrizione del lattante, Napoli 1932), il pilorospasmo, il megacolon congenito, i vomiti ricorrenti dell’infanzia; condusse ricerche cliniche e sperimentali sul timo, studiando in particolare lo stridore timico, la morte timica e il cuore da grosso timo”. Fu autore anche di importanti scritti sulla tubercolosi. Fu autore del primo trattato di clinica pediatrica pubblicato in Italia, interamente scritto da lui, il Manuale pratico di pediatria che appunto qui presentiamo. Prima non comune edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0368615.

150 euro

87) AGRONOMIA BACHICOLTURA VENEZIA SETA MODA ENTOMOLOGIA VALEGGIO SUL MINCIO BOTANICA GELSO

  6982_2_clipped_rev_1 6982_1_clipped_rev_1Vincenzo Dandolo,

Storia dei Bachi da Seta governati coi nuovi metodi nel 1817 nel Regno Lombardo-Veneto e altrove con osservazioni del Conte Dandolo, Cavaliere di Seconda Classe della Corona Ferrea, Membro della Legione d’Onore e dell’Istituto Reale delle Scienze, Lettere ed Arti, uno dei quaranta della Società Italiana.

Milano, Dalla Stamperia Sonzogno, 1817,

In 8° (19,8×13 cm); 494, (2 di errata) e 2 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate. Opera in buono stato di conservazione. Bella legatura coeva in mezza pelle, piatti foderati con carta marmorizzata. Tagli spruzzati i rosso. Titolo, autore e fregi in oro al dorso. Allo stesso dorso, sempre in oro, le iniziali dell’antico proprietario che identificano l’esemplare come appartenuto al Marchese Ludovico Guarenti. Le proprietà della celebre famiglia veronese dei Guarienti a Valeggio sul Mincio, dove vi era il palazzo di campagna di famiglia fin dal quattrocento, 6982_3_clipped_rev_1vennero disperse, in una celebre vendita pubblica, proprio alla morte di Ludovico Guarienti, nel 1859. All’inizio dell’opera dedicatoria di Dandolo a Carlo Verri. Prima edizione di questo celeberrimo studio dedicato alla storia della bachicoltura ed alla produzione della seta, scritto dal celebre agronomo, scienziato e politico veneziano, Vincenzo Dandolo (Venezia, 22 o 26 ottobre 1758 – Varese, 12 dicembre 1819). Il conte Vincenzo Dandolo fu figura di spicco della storia italiana. Fautore e animatore della Repubblica Veneta durante il periodo napoleonico si industriò in ogni modo per scongiurare il ritorno degli austriaci a Venezia, arrivando ad offrire a Napoleone 18.000 soldati pagati di suo pugno. Fu in contatto con i più accesi patrioti italiani e grazie a lui, durante il periodo della Repubblica veneta, vennero abolite numerose leggi liberticide, come quelle che limitavano la libertà di stampa e quelle che ostacolavano le riunioni dei circoli costituzionali. Finito il periodo napoleonico, deluso dalla situazione politica, si ritirò a Varese dove riprese i suoi amati studi scientifici. Il volume contiene anche diverse nozioni botaniche legate alla produzione della pianta del Gelso. Rif. Bibl.: IT\ICCU\SBLE\002875.

150 euro

88) MEDICINA PESTE TUNISI TUNISIA AFRICA EPEDIMIOLOGIA MEDICINA PESTE TUNISI TUNISIA AFRICA EPEDIMIOLOGIA PRIME EDIZIONI PISA SIENA PLAGUE MEDICINE

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Passeri Giuseppe,

Delle Peste col ragguaglio della Peste di Tunisi avvenuta negli anni 1818. 1819. E 1820. e lettera sullo stato della medicina in quel Regno del dott. Giuseppe Passeri Membro Corrispondente della Società delle Scienze Arti e Belle lettere di Macon.

Firenze, Siena,  Presso Jacopo Balatresi e presso Onorato Porri, 1821

In 8° (20,5×13,3 cm); IV, 112 pp. e una grande c. di tav. fuori testo più volte ripiegata. Brossura novecentesca marmorizzata. Rarissima prima edizione di questa monografia del medico Giuseppe Passeri della peste che colpì Tunisi tra il 1818 ed il 1820. L’opera analizza la storia delle epidemie di peste che colpirono il territorio di Tunisi nel corso della storia per studiare da testimone oculare l’ultima virulenta epidemia, descriverne il propagarsi e le cure adottate per contenere il contagio e guarire gli infetti. La grande tavola fuori testo contiene le “Osservazioni Termometriche e Meteoriche e Barometriche trasmessemi dall’illustriss. Sig. Giuseppe-Emilio Ambert Maggiore del Genio al Servizio di S. M. il Re dei Paesi Bassi, e stato in Tunisi direttore delle Fortificazioni alla Goletta. L’ultimo capitolo, scritto da Giacomo Barzellotti professore di medicina presso l’Università di Pisa che descrive lo “stato della Medicina nel Regno di Tunisi”. Un leggerissimo alone al frontespizio, ininfluente e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Raro.

150 euro

89) MODA TESSUTI CAMPIONARI FRANCIA PARIGI COLORI

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DSC_0274_clipped_rev_1Grande album con campionario di tessuti a Rayures – Pois anni 40’-60’ del XX° secolo.

Francia, s. data ma 1940-1960.

In folio grande (49×37 cm); (66) pp. Legatura coeva in tela rigida, foderata con carta posteriore. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Il volume contiene più di 310 campioni di tessuto. I campioni di tessuto, forma, stile e colore diverso sono direttamente applicati sul campionario. Sul piatto anteriore, scritta da mano coeva, è presente la dicitura Rayures – Pois, chiosata a pennarello rosso. All’interno dei piatti sono ben visibili le cuciture che legano i fogli alla legatura. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

380 euro

90) MODA TESSUTI CAMPIONARI FRANCIA PARIGI COLORI

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DSC_0267_clipped_rev_1Grande album campionario di tessuti Ryures et Pois, Ecossais, Cercles, Rondo. Tissus (Leonard ?)

Francia, s. data ma 1940-1960.

In folio grande (45×43 cm); (70) pp. Legatura coeva in tutta tela rigida con borchie di ferro agli angoli dei piatti. Dorso in piena tela con al di sotto, montatura in legno con meccanismo in metallo per aprire il campionario con scritta “TIM, Breveté S. G. D. G.”. I brevetti S. G. D. G. indicano brevetti registrati in Francia dal 1844 al 1968. Uno dei tessuti presenta impresso la scritta Leonard che sembra richiamare la celebre casa di moda Leonard di Parigi . Il volume contiene più di 450 campioni di tessuto. I campioni di tessuto, forma, stile e colore diverso sono direttamente applicati sul campionario. Sul piatto anteriore, scritta da mano coeva, è presente la dicitura “Rayures – Pois, et O, Tissus” chiosata, che viene ripresa anche al dorso e al piatto posteriore. All’interno del piatto anteriore una mano coeva ha scritto Rayares, Ecossais, Cercles, Rondo, fetto (?) Pois”.  Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

480 euro

91) MEDICINA EPIDEMIOLOGIA PEDIATRIA MORBILLO AUTOGRAFI NAPOLI FARMACIA PRIME EDIZIONI PANDEMIE

6466_2_clipped_rev_1 6466_1_clipped_rev_1Auriti Giuseppe,

Sovra un’epidemia di Morbillo Studio Teorico-Clinico.

Napoli, Stabilimento Tipografico Vitale, 1867

In 8° (23×15 cm); 137, (3) pp. Brossura editoriale gialla con titolo entro cornice xilografica al piatto anteriore. Piccolissimo ed ininfluente alone al margine superiore bianco delle ultime pagine e per il resto esemplare in ottime condizioni di conservazione. Dedica autografa di Auriti al frontespizio. A pagina 91 nota manoscritta dallo stesso Auriti. Prima rara edizione in volume singolo, due soli esemplari censiti in ICCU, del noto medico napoletano Giuseppe Auriti. L’opera descrive minuziosamente la malattia, la sua cura e le complicazioni legate all’infezione partendo da un’epidemia che si sviluppò nel territorio napoletano nel 1867. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RAV\0335582.

150 euro

92) AMERICA GERUSALEMME NAPOLI ROMA VENEZIA STORIA NUOVO MONDO SCOPERTE VIAGGI USI E COSTUMI

 IMG_7935_clipped_rev_1Zappullo, Michele,

Historie di quattro principali città del mondo, Gerusalemme, Roma, Napoli e Venetia. Sommariamente descritte da Michele Zappullo napolitano, Dottoe di Leggi. Nelle quali, con ordine di tempi, si trattano le cose piu notabili quiui, & in altri paesi avvenute. Aggiuntovi un compendio dell’istorie dell’Indie, & anche le tavole astronomiche, per maggior documento de lettori. Con la tavola de’ capitoli che si contengono nell’opera.

In Vicenza, appresso Giorgio Greco, 1603

In 4°; (16), 449 (i. e. 439), (1) pp. Bella ed elegante legatura settecentesca di recupero in piena pelle con dorso a 4 nervi. Ai piatti doppia cornice in oro e a secco e quarti di ventaglio ai quattro angoli in oro. Al centro dei piatti elegante fregio IMG_7934_clipped_rev_1ornamentale in oro. Antico restauro al margine basso bianco del frontespizio con piccola aggiunta di carta. Qualche lievissimo restauro all’angolo esterno basso di una quindicina di carte, del tutto irrilevante. Un leggerissimo alone al margine basso di una ventina di carte mai intenso e del tutto irrilevante e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura. Saltate le p. 270-279; le p. 402-403 erroneamnete numerate 382-383. Una mano settecentesca ha corretto i numeri delle pagine errati ed anche, in alcune pagine, l’intestazione errata della stessa. Marca tipografica dello stampatore Giorgio Greco al frontespizio. Seconda non comune edizione dopo ma IMG_7936_clipped_rev_1prima per numerose aggiunte dedicate al nuovo mondo, la prima edizione uscì nel 1598, una terza edizione uscì a Napoli nel 1609 sempre per i torchi di Carlino e Pace che pubblicarono anche la prima edizione, di questa interessante opera storica dedicata a Gerusalemme, Napoli , Roma e Venezia, opera del noto storico Michle Zappullo (a volte anche riportato come Zappulli). Scrive John A. Marino nel suo noto studio dedicato alla cultura barocca napoletana “Becoming Neapolitan: Citizen Culture in Baroque Naples”: According to Zappullo, whereas Jerusalem was sacred to the Jews, .. Rome was the seat of the gentile …. Naples on the other hand proved to be the first city of Europe converted to Christianity and the refuge of Christianity during the persecution of the primitive church, and since then has remained steadfast in its ancient faith. … And with the passing of 1600 without an end to the world, Zappullo’s subsequent editions were able to expand his argument to the spread of Christianity to the Venetians and to the people of the New World.” L’opera infatti contiene un importante capitolo dedicato alla storia della scoperta (con la storia delle scoperte di Colombo, Cortez e Pizzarro) e dell’infiltrazione europea nelle Americhe nella quale però vengono menzionati anche il Canada. In questa seconda edizione, oltre al sopracitato capitolo dedicato alle Americhe, Zappullo aggiunse anche una parte completamente dedicata a Venezia. Un ultimo capitolo capitolo è dedicatoIMG_7937_clipped_rev_1 all’astronomia con la riproduzione di diverse tavole astronomiche. La descrizione degli abitanti del Nuovo Mondo tradisce a volte i tipici preconcetti cattolici e così, infatti, Zappullo, rimpiange la storia americana precedente a Colombo. L’autore accusa gli indiani, uomini e donne, di essere crudeli, bestiali, traditori, insensati, ignoranti, incostanti e ladri. Descrive, ad esempio le pratiche dei sacrifici umani dichiarandole tipiche di tutto il continente americano e non dei soli aztechi del Messico. Zappullo sosteneva anche come la sodomia fosse così comune tra gli indiani che gli uomini sposavano altri uomini ed uno dei due recitava la parte di moglie svolgendo tutti i compiti solitamente assegnati alle donne. Arrivò a sostenere che gli “indiani” mancassero tutte le cose necessarie al benessere umano, come il grano, il vino e le olive, mulini, bestie da soma e ferro. Secondo Zappullo, questi non erano stati in grado di elaborare pesi, misure o numeri, non avevano la musica o delle lettere e nessuna delle arti liberali. Seconda edizione ma prima a contenere i capitoli dedicati all’America ed a Venezia. Rif. Bibl.: BM STC It. C17th. p. 976; Alden 603/122; Sabin 106254.IMG_7933_clipped_rev_1

500 Euro

93) VINO ENOLOGIA STORIA LOCALE SORBARA MODENA LAMBRUSCO VITICOLTURA CANTINE SOCIALI

7596_5_clipped_rev_1 7596_3_clipped_rev_1 7596_2_clipped_rev_1 7596_1_clipped_rev_1Cantani Sociale di Sorbara,

Cantina Sociale di Sorbara, album fotografico

 S.luogo (ma Sorbara),1973

In oblungo (29×23 cm); (20), (1 b.) cc. e un foglio volante. Legatura in piena pelle con fregi e stemma di Sorbara impresso in oro al piatto anteriore (una piccola abrasione al piatto posteriore). Esemplare in ottime condizioni di conservazone. Rarissimo album composto dalla Cantina Sociale di Sorbara per festeggiare i 50 anni di attività. Dal foglio volante si legge “Cantina Sociale di Sorbara: 1923-1973, 50 anni di vita nella “terra del lambrusco”. I) Una coltura millenaria in una terra celebre, Sorbara. 2) Una cantina ricercata, la nostra! 3) Una tradizione gloriosa che ci fa onore!. A cura di Franco Mantovi, Sorbara, …. Luglio 1973. L’album contiene una serie di 26 fotografie originali applicate direttamente sui fogli, scattate intorno al 1960. Le foto riproducono gli edifici della Cantina Sociale, sia all’esterno che all’interno, come apparivano negli anni 60’. Una serie di fotografie infatti, è dedicata alla celebre “Tornata dell’Accademia della vite e del vino” che come si evince anche dal loro sito “venne costituita a Siena, su pro-posta del Comitato Nazionale Vitivinicolo, il 30 luglio 1949, con 1’intento di dar vita ad un centro atto a promuovere il progresso vitivinicolo italiano”. Ogni anno l’Accademia si riunisce in una zona vinicola diversa e nel 1961, l’incontro che si tenne nei giorni 22 e 23 di aprile, fu organizzato proprio all’interno della Cantina Sociale di Sorbara. La Cantina Sociale di Sorbara (oggi di Carpi e Sorbara), nacque nel 1923. Intorno agli anni 70’ per centralizzare la produzione vinicola locale e ridurre i costi di produzione e gestione la Cantina Sociale iniziò ad assorbire diverse realtà locali produttrici di lambrusco fino a fondersi nel 2012 con la Cantina Sociale di Carpi che è considerata la Cantina Sociale più antica, fondata nel 1903. Il foglio volante raccoglie i punti presentati durante l’incontro dallo storico Franco Mantovi, insigne studioso di storia locale modenese, autore di diversi titoli dedicati a Modena ed alla sua provincia. Esemplare in ottimo stato di conservazione.

120 euro

94) PRESTIDIGITAZIONE MAGIA PRESTIGAITORI GIOCHI DI CARTE GIOCO D’AZZARDO GIOCHI D’AZZARDO

IMG_9660_clipped_rev_1Anonimo,

Il libro dei giuochi: prestidigitazione, magia, giuochi di abilità, di calcolo, d’azzardo e di conversazione; giuochi di destrezza; palle, bussolotti, monete e carte, giuochi di fisica e chimica dilettevole; giuochi con apparati meccanici; scacchi, biliardo, dama, tavola reale, domino, pallone, lawn-tennis, cricket, volano, boccie, croquet, quadrigliati, tresette, scopa, picchetto, tarocchi, whist, briscola, ec. Roulette, baccarat, lansquenet, faraone, campanello, pitocchetto, primiera, sette e mezzo, bestia, biribissi, brillante, fiera, ec. 4° edizione, 6°-8° miglialio. Con 200 illustrazioni.

Firenze, Adriano Salani Editore, S. data (ma 1912).

In 4° picciolo; 495, (1) pp. Brossura editoriale con titolo in rosso e nero entro ricca cornice. Qualche lieve difetto e segno del tempo ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Come scrive Sanvito n. 1094: “Il libro ebbe grande fortuna, come dimostra il fatto che nel 1918 se ne stampava la sesta edizione, e nel 1932 la dodicesima. La parte scacchistica, estesa per 83 pagine, costituì un vero e proprio trattatello elementare, stampato in edizione a sé stante”. Antica nota di possesso privata al recto del frontespizio e due timbretti di collocazione nella collezione privata L’opera è in una delle edizioni più rare, la quarta, dopo la prima del 1894, la seconda del 1904, la terza del 1908. Tutte le edizioni antecedenti il 1916 (quinta edizione, sono poco comuni). Opera che spazia in diversi campi dei giochi di intrattenimento con una preponderante preminenza dei giochi di prestidigitazione. Tra i giuochi di prestidigitazione: Giuochi di Mano colle palle (Sparizione raccogliendo, Sparizione gettando in aria, Sparizione slanciando, Sparizione voltandosi, Sostituzione d’un oggetto ad un altro, Coll’aiuto del secondo IMG_9661_clipped_rev_1processo, Introduzione di una grossa palla in un cappello, Le palle di Cristallo, Apparizione della bacchetta, Far comparire una palla di Cristallo, Dividere una palla di cristallo in due parti, Far uscire una piccola palla da una grossa, Far entrare una piccola palla in una grossa, Far entrare una delle palle di cristallo nell’altra, Tingere una palla di cristallo bianco in rosso, Le palle da cannone nel cappello, La scatola della palla), Giuochi di mano coi bussolotti (Giuoco dei bussolotti secondo il metodo antico, Come si fa scomparire una moscata, In quale modo si fa comparire una moscata, Come si introduce segretamente una moscata sotto un bussolo, In qual modo si fa passare una moscata fra due bussoli, In quale modo si fa sparire una moscata posta fra due bussoli, In quale modo si può far comparire una grossa palla sotto un bussolo, Finte, Finger di mettere una moscata nella mano destra, Finger di mettere una moscata sotto un bussolo, Fingere di metter direttamente una moscata sotto un bussolo, Finger di getta la moscata attraverso un bussolo e di spedirla o di farla passare verso un luogo qualunque, Finger di tirare o ritirare una moscata dalla punta del bastone di Giacobbe o da ogni altro luogo, Finger di far saprire delle moscate poste fra due bussoli, Fingere di far passare i bussoli l’uno nell’altro, Giuoco di bussolotti secondo il metodo Bosco, Preparazione ed accessori per eseguire il giuoco, Far passare tre moscate l’una dopo l’altra sotto il bussolo di mezzo, Dal passo precedente una moscata è rimasta sotto il bussolo di mezzo, Dal passo precedente sono rimaste una moscata sotto ognuno dei bussoli e tre moscate sulla tavola, Giuoco dei bussolotti secondo il metodo Pinetti), Giuochi di mano colle monete (L’impalmaggio, Il tornichetto, La pinzetta, La legatura, Sparizione all’italiana, Sparizione nella manica, Sparizione nella cravatta, Scambio coll’impalmaggio, Scambio della legatura, Scambio del piattello, La moneta fusibile,m Le monete viaggiatrici, Moltiplicazione delle monete, Le monete sapienti, Le monete nei cappelli, La moneta d’oro nel pane, Sparizione di una moneta sugellata, La pioggia delle monete), Giuochi di IMG_9663_clipped_rev_1destrezza colle carte (Principi generali Il salto del taglio, I falsi miscugli, La carta forzata, Carta forzata con una sola mano, Carta forzata a giuoco libero, Filar la carta all’uso moderno, Filar la carta all’uso antico, Toglier via una carta Primo sistema Secondo sistema Terzo sistema, Del deporre una carta, La carta all’occhio, Principii particolari La carta pensata, Il taglio rovesciato, La carta sdrucciolata, La carta larga, Il ponte, Le carte segnate, La corona, Principi speciali Il salto di taglio con una mano sola, Filare la carta con una mano sola, Lo scoppiettio delle carte, Le carte lanciate a distanza, Il reggimento, Le carte capovolte, Le carte raccolte, Sostituzione dei mazzi, Chiaroveggenza del tatto nelle carte, Passaggio delle carte, Le carte che variano grandezza, Ritrovamento delle carte scelte, Le carte simpatiche, Le carte elettriche, Potenza di volontà sulle carte, Le carte magnetizzate, La pesca delle carte, Trasmutazione magica delle carte, La carta pensata, La carta che va ad attaccarsi al soffitto, I cinque sensi, La bandiera tricolore, La carta nel portafogli, Ritrovare tre carte in un mazzo, Le carte trasformate, La moltiplicazione delle acrte, Mazzo di carte che diventa un uccello), Giuochi di fisica e chimica dilettevole (Togliere di sotto a un bicchiere una moneta senza toccarla, La carta da visita che fugge e la moneta che rimane, Il bastone spezzato sopra due bicchieri, Dividere una mela attraverso ad un fazzoletto senza tagliarlo, Il cerchio di carta e la monetaIMG_9662_clipped_rev_1, Sollevamento dell’acqua in un bicchiere, Empire un bicchiere d’acqua e sostenerla con un foglio di carta, Il fascino degli occhi celesti, Una moneta aderente alla parete d’un mobile, Il diavolo di Cartesio, L’uovo sodo nella bottiglia, Le monete che si allontanano a volontà, Il chiodo nella bottiglia, Equilibrio di un sughero e di due forchette, La testa di beccaccia che gira sopra un ago, Lo spillo equilibrista, Bottiglia sollevata con una paglia, Gli anelli di fumo, Da una bottiglia vuota fare uscire delle centinaia di gocciole, Immergere la mano nell’acqua senza bagnarla, I pezzi di un giuoco di domino ritti sulle loro punte, La moneta che senza toccarla cade nella bottiglia, Lo strano fuso in un cartoncino, Far bollire l’acqua in una scatoletta di carta, Tagliare una cordicella sigillata dentro a una bottiglia, Il vaso di Tantalo, L’eruzione del Vesuvio, La scintilla elettrica e i capelli elettrizzati, La moneta moltiplicata, La musica con i bicchieri e le bottiglie, La visione del diavolo, L’uccella in gabbia, L’uccello che entra in gabbia, I circoli giranti, Il fumo nel bicchiere, I serpenti di Faraone, L’albero di Saturno, I fiori luminosi, I fiori che cambiano colore, Il velo incombustibile, Gl’inchiostri invisibili, La bottiglia spirale, Il IMG_9664_clipped_rev_1fuoco disegnatore, La bottiglia luminosa, Fare apparire un disegno sul cristallo). Giuochi con apparati meccanici (La cascina delle fate, Passaggio di una moneta in una mela, Passaggio dell’acqua e del vino, Cazzeruola infernale, La vegetazione magica, La cassetta delle apparizioni e sparizioni, Il gomitolo di lana, Pesca meravigliosa, Gli anelli incantati, Apparizione dei pennacchi, Dodici scatole una dentro l’altra, Il grembiale fatato, La fuga dei nastri, La crusca del diavolo, Il cappello magico, La spada magica, L’illusionista fakiro, Il forziere pesante, Arlecchino tagliato a pezzi, L’armadio incantato, Cento candele accese con un colpo di pistola, Il birillo fatato, La sospensione aerea, La donna traforata, Lo scheletro vivente, Il busto di Socrate, La testa parlante, Il paniere indiano, Apparizione degli spettri, Il viaggio per la California, Il tamburo magico, La scatola parlante, La marmitta del Diavolo, Gli spiriti picchiatori d’America, La testa del diavolo). Seguono poi i giochi di abilità e di calcolo, i giuochi di conversazione ed i giuochi d’azzardo. Raro ed in buone-ottime condizioni di conservazione.. Rif. Bibl.: IT\IC.CU\CUB\0371620.

110 euro

95) PRESTIDIGITAZIONE OCCULTISMO GIIOCHI DI PRESTIGIO ILLUSIONISMO PRIME EDIZIONI MAGIE GIOCHI DI CARTE ILLUSIONISMO

IMG_9817_clipped_rev_1Fiaschi Alessandro,

L’occultismo in trappola, con numerose illustrazioni,

Milano, Casa Editrice L. F. Cogliati, 1909

In 8°; (8), 383, (1) pp. Legatura coeva in mezza-tela verde con autore, titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Piccolo timbretto di collezione privata al recto del piatto posteriore. Prima rarissima edizione di questa curiosissima opera, fonte di diverse interessanti notizie alcune anche inedite relative alla prestidigitazione. Scrive ad esempio il mago Silvan: s“Frizzo ci ha lasciato un libretto di settantotto pagine, “Frizzi mefistofelici” (Milano, 1881), che tratta di giochi di carte. Secondo Alessandro Fiaschi, autore di un curioso e stravagante volume contro lo spiritismo, intitolato “L’occultismo in trappola” (Milano, Cogliati, 1909), i giochi sarebbero di Robert-Houdin. Ma dev’essere una calunnia. Infatti il Rossetti, che di giochi si intendeva davvero, nella sua più volte citata bibliografia, posta in IMG_9818_clipped_rev_1appendice a “Magia delle carte”, non fa cenno di tale supposta paternità e definisce i giochi di Frizzo, artifici di mnemotecnica o di calcolo. Al Fiaschi, comunque, si devono poche notizie che contano su questo brillante italiano dal destino così tragico, cui il Fiaschi stesso attribuisce la patente di “Smascheratore di Occultismo” Silvan, La nuova Arte Magica, La Nave di Teseo, 2020. Alessando Fiachi riprende numerose note biografiche di personaggi legati al mondo dell’occultismo e della prestidigitazione svelando diversi trucchi e manipolazioni. Le biografie sono suddivise per macrocategorie: Lo Spiritismo che analizza la storia dello spiritismo e fenomeni spiritici (Mediums, I primi apostoli dello spiritismo, Le loro opinioni, La società inglese delle ricerche delle Scienze, Le Tavole-giranti, Le Tavole-volanti, Le Tavole-parlanti, I Mediums-scrittori, I Mediums-IMG_9815_clipped_rev_1fotografi, I Mediums-suonatori, I Mediums-evocatori); Bari Spiritisti Illustri (I fratelli Davenport, David Duglas Home, Enrico Bastian, Anna Rothe, Mistress E. Williams …); Magnetizzatori – Ipnotizzatori Lettori del Pensiero (Donato, Monsieur Moutin, Pickman, Cumberland, Alfred Capper, Osip Feldmann, Il Professore Roberth, I trucchi dei lettori del Pensiero); Profeti – Maghi – Pitonesse – Fakiri (Nostradamus, Saint-Germain, L’Abate Faria, Il Conte di Cagliostro, M.elle Marianne Lenormand, Aliette e Martin, Il Profeta Miller, Edmond, Eliphas Levi e Noemi Cadiot, Henri Delaage, Desbarolles, Lo Zouavo Jacoub, Da Giacomo Aymar a M.me Cailhava, M.me Adele Moreau, Madama di Thebes, Soliman-ben.Aissa); Smascheratori dell’Occultismo (Pinetti, Torrini, Comte, Philippe Talon, Bosco, Antonio Grassi, Robertson, Robin, Robert-Houdin, Anderson, Hamilton, Hermann, Il dottor Hepstein, Frizzo, Girardo e Miss Emma Watry, Auboin-Brunet, Il Dottor Nicolay, Ernest Fournier, Giordano). Prima ed unica rarissima edizione di questo curioso scritto dedicato all’occultismo e alla prestidigitazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CUB\0273388.IMG_9816_clipped_rev_1IMG_9821_clipped_rev_1

350 euro

96) LETTERATURA ITALIANA TASSO LIBRI D’ARTE

7334_3  7334_1Tasso Torquato, Malvano Marchesini Nella,

Aminta, Favola Boscareccia di Torquato Tasso

Torino,Collezione del Bibliofilo,(1946)

In folio (36×26 cm); (4), 149, (11) pp. e 9 c. di tav. originali di Nella Marchesini Malvano. Prima edizione di questo libro d’artista che contiene la celeberrima favola “boscareccia” dell’Aminta del grande letterato sorrentino, Torquato Tasso. Elegante cofanetto in mezza-pelle con titolo e fregi impressi in oro ad un tassello. Dorso del cofanetto a 5 nervi. Brossura editoriale con titolo in nero e marca tipografica in rosso al piatto anteriore. Esemplare ancora a fogli chiusi ed in barbe. In ottime condizioni di conservazione. Edizione dalla curatissima veste grafica ed arricchita da 9 belle tavole originali fuori testo realizzate dalla nota artista, allieva di Felice Casorati,Nella Marchesini Malvano (Marina di Massa 1901- Torino 1953), moglie del pittore Ugo Malvano, che fu oltre che apprezzata pittrice anche valente poetessa. Formatosi alla scuola di Felice Casorati si distinse fin dai primi anni 20’ del XX° secolo. Durante l’intensificarsi della persecuzioni razziali del regime fascista che colpirono direttamente il marito Ugo, si ritirò dal panorama artistico pur continuando a dipingere. Con la fine della guerra riprende l’attività espositiva. “La7334_2 presente edizione dell’Aminta contenente 9 litografie originali di Nella Malvano Marchesini è stata eseguita nell’unica tiratura di 165 esemplari distinti: 5 esemplari, numerati da 1 a 5, contenenti due serie delle litografie, in nero e in seppia, firmate dall’Artista, con l’aggiunta di un disegno originale. 20 esemplari, numerati da 6 a 25, su carta tripla colla della Cartiera di Fossano, rilegate in piena tela, con duplice serie di litografie, in nero e in seppia, firmate dall’Artista. 140 esemplari, numerati da 26 a 165, su carta uso a mano, della Carteria di Fossano, con una serie in nero delle litografie. La composizione a mano dei caratteri e la stampa sono state eseguite nelle Officine Grafiche AGER in Chieri. Le litografie sono state impresse nell’Officina di Antonio Beltramo in Chieri, e le pietre sono state distrutte a tiratura ultimata. Gennaio, 1946”. Il nostro esemplare è il numero 96. Le note sono di Oscar Navarro. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

400 euro

97) LETTERATURA AMERICANA RUSSA PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA EROTICA

8351_clipped_rev_1Nabokov Vladimir,

Lolita,

Verona,Arnoldo Mondadori Editore,1959

In 8°; 481, (1) pp. Legatura editoriale in piena tela verde con sopraccoperta editoriale originale con titolo e autore in nero entro cornice in verde e oro e immagine della medusa. Leggerissimi difetti alla sopraccoperta ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana, non comune a trovarsi completa della sopraccoperta editoriale, del più celebre romanzo del grande scrittore, saggista, critico letterario, entomologo, drammaturgo e poeta russo naturalizzato statunitense, Vladimir Vladimirovic Nabokov (Pietroburgo, 22 aprile 1899 – Montreux, 2 luglio 1977), l’autore è universalmente noto per il suo Lolita (1955), scritto in inglese e base per l’omonimo e famosissimo film del 1962 di Stanley Kubrick. Seppur il libro all’uscita ebbe un enorme successo di pubblico, “A causa della trama, il libro venne rifiutato da molte case editrici, a meno di pesanti tagli e censure che Nabokov si rifiutò sempre di operare. Fu pubblicato a Parigi dalla Olympia Press, un’importante casa editrice di letteratura erotica nel 1955; in quell’anno lo scrittore Graham Greene – in un’intervista al Sunday Times di Londra – lo elogiò come uno dei migliori romanzi dell’anno, anche se i problemi di pubblicazione permasero. Nel dicembre 1956, il ministro degli Interni francese lo bandì per due anni. La prima edizione americana avvenne nel 1958 per la G.P. Putnam’s Sons. Scalò la classifica dei best seller più venduti e divenne il primo libro dopo Via col vento a vendere 100.000 copie nelle prime tre settimane di pubblicazione. In Italia fu pubblicato nel 1959 da Mondadori; nel 1993 l’Adelphi pubblicò una nuova versione di Lolita nell’ambito del progetto di ritraduzione di tutte le opere di Nabokov. Nonostante lo scandalo, le circa quattrocento pagine del libro non contengono né parole né descrizioni oscene: la trama è intessuta di uno stile letterariamente alto ed elegante che allude alle scabrosità senza mai descriverle esplicitamente”. Quella qui proposta è la prima ed unica traduzione dall’americano autorizzata che si deve alla penna di Bruno Oddera. L’opera uscì nella Collana Medusa con il numero 424. Prima edizione completa della rara sopraccoperta.

120 euro

98) BARBERI PALI CAVALLI CORSE CAVALLI PALIO DEI  CAVALLI MODENA PISA FIRENZE SIENA STORIA LOCALE RARITA’

8416_clipped_rev_1Baruffaldi Girolamo,

Per la corsa de barberi al palio scoprendosi la statua equestre innalzata dal pubblico di Modena al Serenissimo Duca Francesco III.

In Modene,per gli eredi di Bartolomeo Soliani Stampatori,1774

In folio (35,5×48,5 cm); un folio volante inserito in cornice (in caso di spedizione invieremo solo il foglio).Testo su quattro colonie. Il foglio presenta qualche piega e forellino al margine esterno bianco. Una piccolissima mancanza nel margine basso sinistro bianco del foglio che indica che forse il foglio, era anticamente inserito in qualche miscellanea. Il componimento è opera del ferrarese appartenente all’ordine dei gesuiti, Girolamo Baruffaldi (Ferrara 10 luglio 1740 – Ferrara 2 febbario 1817), professore di retorica e di eloquenza in diversi collegi dei gesuiti a Parma, a Piacenza, a Brescia e a Reggio. Quando venne sciolto l’Ordine dei Gesuiti, riparò a Ferrara dove si diede all’insegnamento privato. Baruffaldi venne nominato nel 1776 vice-prefetto e tre anni dopo, prefetto della biblioteca cittadina. Durante i modi del 1797 si rifiutò di presta giuramento al governo temporaneo repubblicano venendo destituito dal suo incarico che riottenne, poi, appena passata l’onda rivoluzionario più intransigente. Infatti nel 1803, gli venne conferita la direzione della neonata Accademia Ariostea. Baruffaldi fu autore di numerose pubblicazioni dotte e storiche. Unica edizione assai rara, di questo foglio volante composto per celebrare la celeberrima corsa dei cavalli Barberi e le feste che si tennero per le vie di Modena, in occasione dell’innalzamento di una celebre statua equestre in onore del Duca Francesco III d’Este. La tradizione del palio Palio dé Barberi, affondava la sua storia nel medioevo ed era praticata, in particolare nelle città toscane. Seppur resta, in parte, oscura la nascita di questa tradizione, quello che si sa è che questo palio si correva per festeggiare la vittoria, avvenuta nel 406 sotto Fiesole, dal generale romano Stilicone contro Radagaiso, condottiero ostrogoto. Infatti Radagaiso era a capo di un esercito di tribù germaniche fra le quali i Goti, i Vandali, i Suebi ed i Burgundi che venivano, appunti, detti Barberi. Folio rarissimo. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MODE\029257.

120 euro

99) GASTRONOMIA CULINARIA MICOLOGIA PRIME EDIZIONI

 IMG_5791_clipped_rev_1   IMG_5792_clipped_rev_1

IMG_5788_clipped_rev_1Clemente Rossi, 

Gastromicologia ossia nozioni popolari sopra una gran parte delle migliori specie di funghi mangerecci, sul modo di cucinarli e conservarli, memoria di Rossi Clemente, farmacista in Varese-Ligure, membro di varie accademie scientifiche e società filantropiche. Edizione illustrata con 23 tavole,

 Milano, Tip. e Libr. Editrice ditta Giacomo Agnelli, 1888

In 8° (18,5×12 cm); 140, (4) pp. e 23 c. di tav. fuori testo a colori. Legatura degli inizi del novecento in mezza tela (tela del dorso recentemente sostituita) con piatti foderato con carta marmorizzata coeva. Brossura editoriale applicata al piatto anteriore. Prima rara e ricercata edizione di questa celebre opera dedicata ai funghi mangerecci ed al modo di cucinarli, scritta dal noto farmacista di Varese Ligure, Clemente Rossi. Figura singolare, Rossi fu autore di diverse pubblicazioni, laIMG_5787_clipped_rev_1 maggior parte legate alle tradizioni dei rimedi popolari ma anche un noto scritto in tema dell’alimentazione negli asili infantili. L’opera qui presentata, arricchita da 23 belle tavole a piena pagine a colori con riproduzioni di funghi, descrive minuziosamente diversi funghi mangerecci dandone caratteristiche, periodi di maturazioni ed altri dati per riconoscerli. Ad ogni fungo seguono poi diverse ricette, molte tipiche del territorio dell’entroterra ligure, su come prepararlo sia con ricette popolari che con preparazioni molto ricercate. Ad esempio si legge nel capitolo “Varie maniere per ben cucinare l’Agarico Campestre” la ricetta per preparare questo fungo “Zimino o funghetto alla genovese”: “Pulite bene una data quantità di questi funghi, tagliate gambo e cappello in sottili fetterelle, lavateli e poneteli asciutti in cazzarola con due spicchi …” ecc. Opera molto rara, prima edizione. Rif. Bibl.: Paleari, 650.

170 euro

100) SPARTITI MUSICALI PIANO-FORTE PIANO MUSICA MANTOVA SPARTITI MUSICALI PIANO-FORTE VERDI VERDIANA ROSSINI BELLINI DONIZETTI

8528_4_clipped_rev_18528_3_clipped_rev_18528_5_clipped_rev_1Rossini Gioacchino,Bellini Vincenzo,Marino Falliero Capriccio,Alexandre Billet,

Miscellanea di rari spartiti musicali con riduzioni per pianoforte, in folio, della prima metà dell’ottocento.

Miscellanea di rari spartiti musicali con riduzioni per pianoforte, in folio, della prima metà dell’ottocento, in legatura in mezza-pelle coeva con dorso a 5 nervi e piatti foderati da carta azzurra coeva (strofinature e qualche segno del tempo). Timbro del rivenditore all’inizio di ogni spartito “Musich Eugenio, Mantova” o “Mantova presso Sante Montebugnoli”. Un leggero alone al margine basso di 4 carte. Un rinforzo antico con pecetta di carta al margine interno di tre carte e sul margine esterno bianco di 4 carte, ininfluenti. All’interno, nel complesso in buone condizioni di conservazione: 1) Rossini Gioacchino, Mi manca la voce nel Mosé, esposto per Piano-Forte con tre Righi da S. Thalberg, edizione coll’aggiunta della sesta riduzione esposta con due righi. Milano, Presso Gio. Canti e C. contrada S. Margherita all’angolo de’ Due muri 1042, S. data (1840 circa). (2), 5, (1) pp. Lastra 572. 2) Bellini Vincenzo, Souvenir du Theatre Italien, Fantaisie Brillante sur des motif de V. Bellini par A. Coria, S. data (ma 1850 circa). (2), 15, (1) pp. Titolo entro bella cornice incisa. Lastra 6010. 3) Barcarola del Marino Falliero Capriccio, 8528_1_clipped_rev_1per Piano-Forte di Fr. Ferraris, All’Esimia Dilettante La Signora Calzoni Bianca nata Maggi. Milano, Presso Gio. Canti, S. data (ma 1850 circa). (2), 11, (1) pp. Difetti e perdita di carta con spartito nel margine inferiore di pagina 5 e 6 e all’angolo basso bianco di alcune carte. Lastra 2814. 4) Donizetti, Alexandre Billet, Amusement de Salon, 3 Fantaisies pour le Piano sur des themes des Operas Belisario de Donizetti, Beatrice di Tenda de Bellini, Anna Bolena de Donizetti. Composees par Alexandre Billet. Milan, Establissement National de Jean Ricordi, S. data (ma 1850 circa). 13, (1) pp. Lastra 20122. 5) Nocturne pour le Piano dediè a Madame la Princesse de Belgiojoso par Th. Dohler, Pianiste de S. A. R. Charles Duc de Locques. Milan, I. R. Etablissement National Privil.é de Titus de J. Ricordi, S. data (ma 1850 circa). 7, (1) pp. Lastra 13742. 6) Rimembranza dell’Opera Marco Visconti del M.o Petrella per Piano-Forte a 4 mani di C. A. Cambini, a Mad.lle Carletta Audinot. Milano, Presso F. Lucca, S. data (ma 1853-1854 circa). (3), 15, (1) pp. Lastra 8991. 7) I Gemelli Fantasie e divertimenti, per Piano-Forte a quattro mani concertanti composti sopra i migliori motivi di Opere TeatraliIMG_2585_clipped_rev_1 da L. Truzzi. Milano, Presso Gio. Canti e C. contrada di S. Margherita, s. data (ma 1842). 11, (1) pp. Qualche rinforzo antico al margine esterno bianco. Lastra 1669.8) Verdi Giuseppe, Divertimento per Piano-Forte sopra motivi dell’Opera I Masnadieri di G. Verdi composto da S. Golinelli. Milano, presso F. Lucca, S. data (ma 1842). Bel frontespizio inciso. Piccola mancanza all’angolo inferiore bianco della pagina 7. (2), 11, (1) pp. Lastra 8431.9) Verdi Giuseppe, La Traviata di Verdi, Divertimento Brillante per Pianoforte di S. Golinelli. Milano, Dall’I. R. Stabilimento Nazionale Privilegiato di Tito di Gio: Ricordi, S. data (ma 1850 circa). 11, (1) pp. Lastra 25680.10) Rimembranza dell’opera Bondelmonte di Pacini per Piano-Forte di S. Golinelli. Milano, presso F. Lucca, S. data (ma 1850 circa). Frontespizio entro bella cornice azzurra. (2), 9, (1) pp. Lastra 8434.11) 8528_2_clipped_rev_1Giuseppe Verdi, Tutte le feste al tempio, Duo nel Rigoletto di Verdi, Variato per Piano-Forte da Egisto Casaglia, Alla Signora Enrichetta Caucher. Firenze, Da Giovan-Gualberto Guidi Editore di Musica, S. data (ma 1850 circa). Lastra 1404. 12, (2) pp.12) Verdi Giuseppe, Bella figlia dell’amore, quartetto nell’opera Rigoletto di Verdi, Riduzione non difficile di Disma Fumagalli. Milano, Dall’I. R. Stabilimento Nazionale Privilegio di Tito di Gio. Ricordi, S. data (ma 1850 circa). Lastra 26203. 8 pp. Qualche difetto e restauro antico.13) Verdi Giuseppe, A sua Maestà Maria Adelaide Regina di Sardegna, La Moda Album, Rigoletto, Milano, Presso Gio. Canti, S. data (ma 1850 circa). Brossura editoriale illustrata con ritratto del giovane Verdi entro cornice con scene animate tratte dalle sue opere. Lastra 1937. (2), 132 – 140, (2) pp. 14) Verdi Giuseppe, A sua Maestà Maria Adelaide Regina di Sardegna, La Moda Album, Luisa Miller, Milano, Presso Gio. Canti, S. data (ma 1850 circa). Brossura editoriale illustrata con ritratto del giovane Verdi entro cornice con scene animate tratte dalle sue opere. Lastra 1935. 115 – 123, (1) pp. 15) A Monsieur le Duc Antoine Litta Visconti Arese, Reminiscences de l’opera Poliuto (Les Martyres) Morceau de Salon, pour le Piano, par J. Unia. Turin, Chez Jean Canti rt C. rue S. Marguerite N. 1042, S. data (ma 1850 circa). Titolo entro bella cornice azzurra. Lastra 1716. 15, (1) pp. 16) Tre Studj Teatrali per Piano Forte di G. Unia. Op. 71.N. 1 Andante nel Belisario, N. 2 Romanza nell’Ernani. N. 3 Barcarola nel Gianni di Calais. Milano, Presso Gio. Canti contrada S. Margherita, S. data (ma 1850). Titolo entro cornice. Lastra 1955. 11, (1) pp. 17) Grande Valse brillante pour Piano par Jules Schulhoff, Op. 6. Milan, Chez Jean Canti rue S. Marguerite N. 1042, S. data (ma 1850). Lastra 1942. (2), 13, (1) pp.

120 euro

101) LIBRI PER RAGAZZI PRIME EDIZIONI FIABE LEGGENDE FIABE LEGGENDE LIBRI ILLUSTRATI ILLUSTRATORI ILLUSTATRICI

8537_38537_48537_1Viviani Della Robbia Bianca Maria, Maria de Matteis,

Fiori d’Autunno e d’Inverno, Leggende per bambini, 21 tavole a colori di M. de Matteis,

Firenze,Casa Editrice Marzocco (R. Bemporad & F.o Editori),1923

In 4°; (2), 152, (2) pp. Brossura editoriale (esiste anche una versione con la brossura illustrata). Un piccola strofinatura al piatto anteriore. Qualche macchiolina di foxing, qualche lieve segno del tempo ma prima rarissima edizione in buone condizioni di conservazione di questa raccolta di leggende per bambini, scritte ed illustrate dalla nota scrittrice ed imprenditrice italiana, Maria Bianca Viviani della Robbia, nata de Larderel, (Marsiglia, 31 dicembre 1884 – Firenze, 29 ottobre 1971). Il volume presenta, intercalate nel testo, su fogli a colori applicate sulle pagine, le bellissime tavole della nota illustratrice fiorentina, Maria de Matteis (Firenze 6 marzo 1898 – Roma 9 dicembre 1988). Bianca Maria, fin da giovanissima iniziò a cimentarsi nell’arte della scrittura, pubblicando nel 1900 il suo primo romanzo “Nuvole e Sereno”. Con lo pseudonimo Mary White, collabora alla “Rivista per Signorine”. Nel 1916 inizia la collaborazione con il Marzocco che la porterà a pubblicare diverse opere firmate con lo pseudonimo, Binaca Maria. Nel 1921 con gli amici del circolo Visseaux, fonda la Società Amici del Libro. Grande filantropa, partecipa, durante la Grande Guerra alla raccolta fonda per l’aiuto ai feriti ed agli invalidi attraverso8537_5 intelligenti iniziative editoriali. Persona dai mille interessi fu anche una grande viaggiatrice. L’opera qui presentata, in prima edizione, è una delle sue più rare. Maria de Matteis si avvicinò fin da giovanissima, all’arte sotto la direzione di Galileo Chini. Nel 1920 espose alcuni disegni alla Biennale di Venezia, venendo invitata, nel 1923, alla famosa mostra degli illustratori di libri fiorentina che la fece conoscere al grande pubblico. Già dal 1920 aveva iniziato a collaborare con “Il Giornalino della Domenica”. Proprio a partire dai primi anni 20′ iniziò ad illustrare vari libri per ragazzi che ne fecero una dei più apprezzati illustratori italiani del XX° secolo grazie alle sue tavole di notevole spessore stilistico ed espressivo dal raffinato gusto decò. Ma il lavoro di illustratore di libri non fu il solo modo con il quale l’autrice espresse le sue capacità artistiche ma ampia è il suo impegno nella realizzazione di scenografie e costumi per il Teatro della Fiaba, fondato da Flavia Farina e Assunta Mazzoni presso l’Accademia dei Fidenti di Firenze. Fu collaboratrice anche del pittore e costumista, Gino Carlo Sensani, per il quale, nel 1934 realizzò i bozzetti scenici e sedici marionette per El retablo de maese Pedro, opera lirica di Manuel De Falla che sarebbe poi stata portata in scena a Palazzo Pitti, ottenendo notevole successo. Nel 1935 seguì Sansoni a Roma dove iniziarono a collaborare con l’industria cinematografica, divenendo una costumista apprezzatissima, non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Solo per citare alcune dei grandi registi con i quali lavorò, basta citare i nomi di Luchino Visconti, Vittorio de Sica, Orson Welles, Giorgio Strehler, Jean Renoir, Jhon Huston ecc. Prima rara edizione.

120 euro

102) SICILIA PRIME EDIZIONI TRAPPETO PALERMO LIBRI  SICILIA PRIME EDIZIONI TRAPPETO PALERMO LIBRI D’INCHIESTA NON VIOLENZA

8534_clipped_rev_1Dolci Danilo,

Fare presto (e bene) perché si muore,

Torino,Francesco de Silva,1954,

In 8°; VIII, 120 pp. e 8 c. di tav. fotografiche fuori testo. Legatura editoriale con sovraccoperta originale. Esemplare in ottime condizioni, ancora a fogli chiusi e completo della sovraccoperta. Prima non comune edizione del celebre sociologo, poeta, educatore ed attivista della “nonviolenza” nato in Slovenia ma siciliano d’adozione, Danilo Dolci (Sesana, 28 giugno 1924 – Trappeto, 30 dicembre 1997) che fu conosciuto anche come il Ghandi di Sicilia. Grande amico di Aldo Capitani, Dolci fu uno dei più importanti attivisti della non violenza italiana. Quest’opera è una denuncia delle condizioni di vita miserabili nelle quali sono costretti a vivere parte degli abitanti di Trapetto in provincia di Palermo. “L’esperienza sociale di Danilo Dolci a Trappeto, in Provincia di Palermo, è testimonianza importante di quel che va fatto per avviare ad una soluzione l’angoscioso problema del nostro Mezzogiorno e delle altre aree depresse del nostro paese. Dolci sta dando l’esempio con il suo “Borgo di Dio”, che bisogna anzitutto conoscere i problemi: e conoscerli non tanto o non soltanto come fatti che interessano il nostro intelletto, ma come fenomeni che impegnano direttamente la nostra moralità individua e collettiva, che ci impongono quindi di intervenire attivamente e personalmente”. “Il 14 ottobre del 1952, a Trappeto, Dolci dà inizio alla prima delle sue numerose proteste nonviolente, il digiuno sul letto di Benedetto Barretta, un bambino morto per la denutrizione. Se anche Dolci fosse morto di fame, lo avrebbero sostituito, in accordo con lui, altre persone, fino a quando le istituzioni italiane non si fossero interessate alla povertà della zona. La protesta, dopo aver attirato l’attenzione della stampa, viene interrotta quando le autorità si impegnano pubblicamente a eseguire alcuni interventi urgenti, come la costruzione di un impianto fognario. In questa occasione si stabilisce un dialogo intenso e duraturo fra Dolci e il filosofo nonviolento Aldo Capitini”. In appendice sono riportate delle lettere aperte indirizzate da Dolci a Giuseppe Alessi, a Einaudi, a Pella, a Fanfani e a De Gasperi. Opera non comune ed ancora a fogli chiusi. Biblioteca Leone Ginzburg (Documenti e studi per la storia contemporanea), 11.

120 euro

103) SORDOMUTI SORDO-MUTI PRIME EDIZIONI MILANO STORIA LOCALE BRESCIA MALTA MELBOURNE BRESCIA SONDRIO CATANZARO SIENA CREMONA PAVIA COMO LODI

IMG_6098_clipped_rev_1AA.VV.,

Studii sui sordo-muti e rendiconto degli istituti per quelli poveri di campagna della provincia di Milano : annuario della Commissione Promotrice della loro educazione del 1864-65

Milano,Tipografia Boniardi-Pogliani di Ermen. Besozzi, 1865,

In 8°, (4), 216, (2) pp. Bella brossura editoriale con titolo in nero al piatto anteriore entro cornice e al recto incisione con alfabeto manuale dei sordo-muti (dorso rifatto piccola mancanza al margine absso del piatto anteriore). A parte il difetto al droso in bune condizioni di conservazione. Prima rara edizione dei celebri rendiconti siui Sordo-Muti. L’opera raccoglie vari articoli a tema sordo-muti fra i quali: programma generale dell’insegnamento ai sordo-muti  del cavalier Don Giulio Tarra, Delle modalità legali per il consenso dei sordo-muti in materia giuridica, Statistica dei sordo-muti in Sicilia, Regio Istituto dei Sordo-muti di Siena, Istruzioni ai sordo-muti nelle scuole primarie di Blanchet, Legame di consanguineità e mutolezza, Cenni sulla storia ed i principi d’istruire i sordo-muti di Leone Vaisse, Parola resa ai sordo-muti, Disegno e istruzione di Bozoli e Bravetti, Dell’Istituto di Lodi, Como, Cremona, Pavia, Milano, Catanzaro, Melbourne, Progetto scuola per sordo-muti a Malta, Procedura correzzionale di un sordo-muto a Sondrio, Sordo-muti a Brescia, Risultato del processo al sordo-muto Antonio Cappello ecc. Non comune trattato. Prima edizione.

110 euro

104) LIQUORI DISTILLERIA SESTO SAN GIOVANNI STORIA STORIA INDUSTRIALE ALCOLICI MARSALA

7037_2_clipped_rev_1 7037_1_clipped_rev_1Ditta Moroni,

Brochure pubblicitaria della celebre distilleria di liquori Moroni di Sesto San Giovanni

Sesto San Giovanni (Milano),Arti Grafiche Goretti,(1924)

In folio (43,5×31,5 cm); (4) pp. Qualche lieve difetto. Al piatto anteriore bellissima ed elegante immagine del “Liquore Marsala all’Uovo Moroni”. Borchie ai quattro angoli dei due piatti. All’interno immagini dei prodotti della ditta che vengono presentati nella loro bellissima veste grafica, con nome del prodotto, brevi componimenti in rima. Presenti anche 4 vedute degli stabilimenti Moroni sia nei suoi esterni che dell’interno degli stabilimenti, come si presentavano nel 1924. Presente nel margine basso sinistro interno della brochure la marca da bollo con la data ed il timbro “1 Gen. 1924”. La distilleria Moroni che fu una delle principali del nord Italia, all’inizio del XX° secolo, arrivò a Sesto San Giovanni nel periodo di forte sviluppo dell’apparato industriale locale, quando numerosi industriali milanesi, videro nell’opportunità di de-localizzare i propri impianti industriali fuori dalla cerchia cittadina di Milano, la possibilità di allargare le strutture industriali e incrementare i guadagni. La scelta di Sesto San Giovanni venne quasi di conseguenza per la vicinanza del paese a Milano e per i ridotti costi dei terreni. La prima ditta che da Milano si spostò a Sesto San Giovanni era anch’essa un attività di distilleria, la famosa Campari. Nel breve periodo compreso tra il 1903 e il 1910, si realizza una profond issima trasformazione del territorio di San Giovanni che porta quest’area industriale a costituire il quinto polo metallurgico e siderurgico a livello nazionale. Moroni arriva a Sesto San Giovanni nello stesso anno della Pirelli, 1908. Nel 1909 la produzione è già a pieno regime. Gli stabilimenti sorgevano tra via Fratelli Bandiera e la via Moroni che prendeva appunto il nome dalla nascitura ditta. Il suo prodotto più famoso era appunto il Marsala all’uovo ma non mancavano anche altri tipi di liquori come il punch e rhum, il liquore al caffè, il Vermouth, l’Amaro Felsina, il Kummel, lo sciroppo d’arancio, l’Anesone Triduo, lo sciroppo granatina Sappia, ecc. Molto raro.

130 euro

105) PRIME EDIZIONI ITALIANE RARITA’

7231Austen Jane,

L’Abbazia di Northanger

Milano,Garzanti,1959

In 8°; 436, (2) pp. Tela editoriale. Presente la rara sopraccoperta editoriale. Qualche difetto alla sopraccoperta e piccola mancanza al dorso e per il resto esemplare in ottime condizioni di conservazione. Antico timbretto di biblioteca dopolavoro estinta al frontespizio. Prima assai rara traduzione italiana di uno dei più celebri romanzi della grande scrittrice inglese, Jane Auste. L’opera fu pubblicata dall’autrice nel 1818 sempre in forma anonima come tipico di tutte le prime edizioni della scrittrice inglese. Come la maggior parte delle prime edizioni italiane dei romanzi di Jane Austen, il volume risulta assai raro. I romanzi di Jane Austen, in Italia, rimasero sconosciuti e non tradotti, fino a quando Mondadori decise di pubblicare nel 1932, con la traduzione di Giulio Caprin, Orgoglio e Pregiudizio. Il volume non ebbe particolare successo tanto che si dovette aspettare il 1945, quando il clima culturale mutato e la presenza sul territorio italiano di una forte componente anglofona, riportò in auge il nome della Austen. Nel 1945 alcune case editrici minori ma dallo spiccato spirito editoriale come appunto l’Astrea, la Denti, Tariffi (che nel 1945 ripubblicò Orgoglio e Pregiudizio con il titolo definitivo italiano con il quale oggi è conosciuto) e La Caravella, decisero la pubblicazione di alcuni altri scritti della Austen che però, per le ristrettezze economiche e di materiali di quegli anni, furono editi in un numero assai ridotto di copie. Bisogna aspettare fino ai primi anni 70’ per vedere, in un crescendo inarrestabile, la fama di Jane Austen aumentare a dismisura e i suoi romanzi essere apprezzati, non più solo come romanzi d’amore ma come veri e propri capolavori della letteratura mondiale, fino a trasformare la loro autrice una delle più apprezzate, acclamate e ristampate autrici in Italia. Proprio per questo lento successo dell’autrice inglese, alcune sue opere furono tradotte per la prima volta ben dopo il 1950. Bisogna ad esempio aspettare il 1959 per vedere la prima uscita di “L’abbazia di Northanger” o il 1961 per la prima edizione italiana di “Mansfield Park” e anche queste prime ma tarde, edizioni,italiane risultano, oggi, rare a reperirsi. La prima edizione italiana di “L’Abbazia di Northanger” si presenta nella traduzione di Teresa Pintacuda. Prima edizione italiana assai rara a reperirsi completa della sopraccoperta editoriale.

130 euro

106) CLASSICI LETTERATURA TASSO SORRENTO DRAMMA PASTORALE VENEZIA TEATRO

  7374_17374_2Tasso Torquato,

Aminta favola boscareccia Con le annotazioni d’Egidio Menagio, Accademico della Crusca. In questa prima Veneta Edizione accresciuta e migliorata. Con le annotazioni d’Egidio Menagio, Accademico della Crusca.In questa prima Veneta Edizione accresciuta e migliorata.

In Venezia,presso Gio. Battista Pasquali,1736

In 8° (17,9×12 cm); XLII, (2), 387, (1 di errata) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro al dorso. Ex libris applicato all’interno del piatto anteriore. Numerose note7374_3 bibliografiche manoscritte ottocentesche a matita al recto del piatto anteriore. Frontespizio in rosso e nero. Tagli spruzzati in rosso. Esemplare in magnifiche condizioni di conservazione di questo classico della letteratura italiana, composta dal grande poeta, scrittore, drammaturgo e filosofo sorrentino Torquato Tasso (Sorrento, 11 marzo 1544 – Roma, 25 aprile 1595) composto nel 1573 e pubblicato nel 1580 che rappresenta uno degli apici del dramma pastorale cinquecentesco. Marca tipografica al frontespizio con Minerva e motto “La felicita delle lettere. Nella “Raccolta Tassiana”,1206 si scrive: L’accrescimento non consiste che in alcune edizioni aggiunte al catalogo già impresso de Volpi. L’edizione molto bella, e soprattutto si legge emendatissimo, siccome quello, che tratto dalla correttissima edizione cominiana”. Questa edizione, che presenta il lungo commento del celebre poeta, saggista, grammatico, critico letterario, membro dell’Accademia della Crusca ed erudito francese, Gilles Ménage (latinizzato in Aegidius Menagius, italianizzato in Egidio Menagio; Angers, 15 agosto 1613 – Parigi, 23 luglio 1692) considerato uno dei massimi conoscitori del Tasso, è un’edizione particolarmente ricercata per la sua estrema correttezza filologica. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in legatura genuina coeva. Rif. Bibl.: Non in Brunet; IT\ICCU\LO1E\000861.

130 euro

107) NOVECENTO PRIME EDIZIONI MODENA AUTOGRAFI NOVECENTO PRIME EDIZIONI MODENA

7413_1Cavani Guido,

Silvestro, cronaca sceneggiata in quattro tempi.

Modena,Tipografia Ferraguti,30 novembre 1956

In 8° (17,5×13,5 cm); 176, (3) pp. Brossura editoriale con titolo e autore in rosso e nero al piatto 66. anteriore. Esemplare con lievi difetti ma arricchito dalla rara dedica autografa di Cavani all’amico Marcello Morselli, alla prima carta bianca. I volumi autografati da Cavani sono sempre rari. Esemplare ancora a fogli chiusi. Prima edizione di quest’opera del celebre del celebre poeta modenese, Guido Cavani (1897-1967). Dopo aver frequentato a tempi alterni gli studi, a causa delle scarse possibilità economiche della famiglia ed aver ottenuto la licenza tecnica, venne assunto dalla Tipografia Vincenzi. Prese parte al primo conflitto mondiale sugli altipiani di Asiago e Caporetto. Cavani pubblicò la sua prima raccolta di componimenti “Liriche Campagnole”, dichiara ispirazione pascoliana, nel 1923 presso la 7413_2stessa tipografia dove lavorava. Fu con Zebio Cotal, che scoperto da Pasolini (ripubblicato da Feltrinelli nel 1961) che Cavani raggiunse il successo. Le liriche di “Riposo d’ogni giorno” descrivono le tematiche esistenziali dell’autore attraverso un’abile sintesi fra forme ed immagini desunte dai paesaggi e dalle presenze naturalistiche che l’autore incontra, nel territorio modenese. Esemplare ancora a fogli chiusi. Del 1956 è la “cronaca sceneggiata in quattro tempi” Silvestro (Modena 1958), venne segnalata al premio Marzotto del 1958 per il teatro. Prime edizione autografa. Rif. Bibl.: Gambetti-Vezzosi, Rarità Bibliografiche Del Novecento Italiano, 2007.

130 euro

108) FILOSOFIA METAFISICA NEOPLATONISMO PLATONI PLOTINO PLATONISMO SISTEMA COPERNICANO

8296_1_clipped_rev_1Cudworth Ralph,

Sistema intellettuale dell’universo di Radolfo Cudwort compendiato, e tradotto or per la prima volta in lingua italiana dal marchese Luigi Benedetti. Tomo I.-V. (Completo).

Pavia,nella Tipografia di Pietro Bizzoni,1823-1824,

In 8°; 5 tomi: 276 pp, 323, (1) pp., 312 pp., 330 pp., 268, (8) pp. Legature coeve in mezza-pelle chiara con titolo, autore, numero del volume e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati in carta marmorizzata coeva. Prima, assai rara, edizione italiana completa (una prima edizione ridotta italiana uscì nel 1724) della più importante opera del celebre filosofo neoplatonico e teologo inglese, Ralph Cudworth (Aller, 1617 – Cambridge, 26 giugno 1688). Professore d’ebraico e rettore del Christ’s College. Nel 1645 venne riconosciuto come leader del gruppo di filosofi denominati “platonici di Cambridge” che durante la Rivoluzione inglese si schierò con gli ideali repubblicani. Tale era la sua fama che lo stesso Cromwell era solito chiedere il suo giudizio nelle nomine universitarie. Nel 1678 pubblicò la sua opera più importnate “The True Intellectual System of the Universe: the first part, wherein all the reason and philosophy of atheism is confuted and its impossibility demonstrated”. Dell’opera uscì il solo primo tomo, si crede in quanto la pubblicazione delle altre parti venne abbandonata in seguito alle accesissime discussioni teologiche che seguirono. L’opera divenne il centro del pensiero spiritualista inglese che rifacendosi a Platone, sostiene che la conoscenza degli oggetti non proviene dagli oggetti stessi ma da esperienze già insite nella natura stessa degli spiriti che sono essi stessi un insieme di “essenze intellegibili” universalmente valide, rigettando però al contempo il dualismo cartesiano di pensiero (res cogitans) (coscienza) ed estensione (res8296_2_clipped_rev_1 extensa) andandolo a sostituire con i concetti i attività e passività. Il sistema filosofico di Cudworth si formalizza proprio nella sua opera principale “The true intellectual” dove l’autore applica la sua concezione filosofica ai principi di libertà e necessità arrivando a confutare tutte le filosofie atee che individuano il determinismo come base delle azioni umane. Nell’opera l’autore, attraverso la sua metafisica arriva a contrapporre il sistema dell’universo ideato dagli atei e quello copernicano. L’idea della traduzione dell’opera è di un geniale piccolo editore pavese, Defendente Sacchi, che nella prima metà del XIX° secolo, ebbe l’intuizione di tradurre alcune opere di metafisica, che avevano avuto grande successo all’estero ma che avevano incontrato un’accoglienza, perlomeno, tiepida in Italia, tanto da non venire nemmeno tradotte nella nostra lingua. Defendente Sacchi fu un editore dalla notevole curiosità culturale, particolarmente interessato agli studi metafisici, tanto da ideare, insieme a Germani Giuseppe e Rolla Luigi, una vera e propria collana filosofica, la “Collezione dei Classici Metafisici” che vide fra i titoli tradotti, varie prime edizioni italiane di Locke, Hume, Malebranche, Condillac e pochi altri. Fino alla pubblicazione della “Critica della Ragione pura”, forse la sua opera edita più importante, la collana era composta solo di 26 volumi. Seppur le traduzioni delle opere furono commissionate da Defendente a traduttori tutt’altro che professionali, l’impatto delle edizioni di Sacchi fu notevole tanto ad esempio, che la la sua edizione della Critica Kantiana portò il titolo ad essere inserito, per la prima volta, nell’Indice dei Libri Proibiti, decine anni dopo la prima edizione vera e propria dell’opera. La stampa dell’edizione è fisicamente tirata dal tipografo Pietro Bizzoni, personaggio molto noto, tipografo della Regia Università, e stampatore di testi altamente specializzati in materia medica (a lui ad esempio si deve la prima edizione di una delle opere di Antonio Scarpa) ma anche di critica letteraria e linguistica. La dicitura tipografica i Collettori, si riferisce a Defendente Sacchi, Luigi Rolla e Giuseppe Germani curatori, appunto, della “Collezione dei Classici Metafisici”. Opera assai rara.

130 euro

109) INGLESE PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA INGLESE CLASSICI DELLA LETTERATURA RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

8373_clipped_rev_1 (1)Dickens Carlo,

Un famoso duello e altri racconti, traduzione dall’inglese di Arturo Bortolotti,

Milano,L. Bortolotti e C., Tipografi Editori,1877

In 8°; 118, (2) pp. Brossura editoriale con titolo, autore e fregio al piatto anteriore. Una piccola firma d’appartenenza privata al margine alto della prima carta e nel complesso esemplare in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione italiana di uno celebri dei romanzi del grande grande romanziere, giornalista, reporter di viaggio inglese, Charles John Huffam Dickens (Portsmouth, 7 febbraio 1812 – Higham, 9 giugno 1870) celeberrimo per le sue opere satiriche come il “Circolo Pickwick” e per i suoi romanzi sociali come Oliver Twist, David Copperfield, Tempi difficili, Grandi speranze ed appunto il Canto di Natale. Nato in una famiglia della piccola borghesia, figlio di un funzionario dell’amministrazione militare, visse un’infanzia immerso nelle letture e nel verde, fino a quando, problemi economici, portarono la famiglia a trasferirsi in uno dei quartieri più malfamati della Londra dell’epoca fino a quando, addirittura, il padre, nel 1824, viene arrestato per debiti. E’ in questo periodo che al piccolo Charles viene offerto il lavoro in una fabbrica di lucido per scarpe da un vicino di casa, per aiutare la famiglia in questo difficile frangente. I genitori accettano e per Charles è un vero trauma, fra il distacco dalla famiglia e l’umiliazione perosnale. Dopo pochi mesi la situazione economica della famiglia ha un miglioramento ed il padre Jhon decide di iscrivere il figlio a scuola. A quindici anni Charles entra in uno studio legale come praticante con buone possibilità di diventare avvocato ma il lavoro gli è cosi avverso che preferisce studiare stenografia. Queste note biografie, i lettori di Dickens le potranno ritrovare poi trasposte nei suoi romanzi. Negli stessi anni inizia a frequentare i teatri londinesi ed a cimentarsi nelle prime prove di scrittura. Lavorando come stenografo in diversi tribunali, decide di diventare cronista parlamentare. Di lì a poco è assunto dal giornale Morning Chronicle e poco dopo, in settembre, sotto lo pseudonimo Boz, pubblica il primo di quei bozzetti di vita urbana che diverranno poi gli Sketches by Boz. All’inizio del 1936, precisamente nel maggio, incomincia a pubblicare, a dispense, sul Morning Chronicle il primo romanzo. Da qua in poi sarà un susseguirsi di capolavori e di successi. L’opera qui presentata contiene i racconti brevi: un famoso duello; Il lagrimevole caso del signor Dounce; La morte dell’ubriacone; Il signor Minns e suo cugino. Questi celebri racconti, scritti all’inizio della sua carriera creativa e pubblicati nei celeberrimi “Sketches di Boz”, una serie di racconti pubblicati su varie riviste e pubblicazioni periodiche sotto lo pseudonimo di Boz, fra il 1833 ed 1836 e furono decisivi per far conoscere l’opera di Dickens al grande pubblico. “The Drunkard’s Death” fu l’ultimo racconto pubblicato della serie degli “Sketches” nel 1836. Il mese dopo la pubblicazione di questo racconto, iniziò l’uscita del “The Pickwick Papers”. Prima edizione assai rara ed in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\1263856.

130 euro

110) CARRI ARMATI BOLOGNA CARRI ARMATI 3° REGGIMENTO CARRISTI TANK BOLOGNA INGEGNERIA TATTICA MILITARE FANTERIA CORAZZATA

8472_13° Reggimento Carristi, Comando Battaglione Scuola A. U. C.,

Norme sull’Impiego delle Unità Carriste e delle Unità Corazzate (Stralcio della circolare 18000 dello Stato Maggiore R. E. e della Pubblicazione n. 3446). Riservato.

Bologna,Arti Grafiche Zanichelli,1942

In 4°; 67, (1), 73 – 75, (1) pp. e 8 c. di tav. più volte ripiegate. Nota di possesso privato al margine alto del piatto anteriore. Brossura editoriale azzurra con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione riservata di questa importante pubblicazione sulle tecniche di guerra dei reggimenti di carri armati italiani, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il volume presenta alla prima carta a stampa la scritta 3° Reggimento Carristi di Bologna con il motto “Ferrea Mole Ferreo Cuore”. Questa rarissima edizione analizza in modo dettagliato, la composizione dei battaglioni, le tecniche ed i movimenti dei carri armati durante gli scontri militari con il nemico, suggerendo le tattiche e la disposizione migliore per i mezzi corazzati sul terreno di guerra. Rarissima prima edizione riservata. 8472_2

130 euro

111) COMETE COMETA 1909I ASTRONOMIA ASTRONOMY SPECOLA ASTRONOMIA ASTRONOMY SPECOLA DI BRERA

8504_1_clipped_rev_1Gabba Luigi,

La Cometa 1909I (Borrelly-Daniel) e la sua orbita, Memoria dell’ingegnere Luigi Gabba.

Milano,Ulrico Hoepli Editore-Librajo della Real Casa,1915,

In folio; 44 pp. Brossura editoriale con titolo, autore, editore e anno di stampa, impressi in nero al piatto anteriore. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa importante monografia dedicata alla cometa 1909I la Borrelly-Daniel, scritta dal celebre astronomo e accademico italiano, Luigi Gabba (Torino, 18 dicembre 1872 – Borgomanero, 28 settembre 1948). L’autore, laureatosi a Torino in ingegneria, iniziò, subito dopo la laurea, ad interessarsi ad astronomia frequentando gli osservatori astronomici di Torino, lavorando sotto, Lorenzo Porro e poi anche quello di Roma. Nel 1901 entrò alla Specola di Brera con la qualifica di assistente incaricato di Giovanni Celoria. Dal 1917 al 1921 divenne direttore della specola di Brera aggiornandone ed aumentandone notevolmente la strumentazione scientifica, aggiungendo anche apparecchi geodetica e meteorologici, aumentando la biblioteca dell’istituto. Nel 1824 divenne professore d’astronomia e l’anno dopo astronomo effettivo della Specola di Brera. Nel 1826, vincendo un concorso, assunse, anche, la direzione dell’Osservatorio astronomico di Teramo. Durante la sua vita insegnò anche all’Università di Milano e a quella di Pavia. Gabba fu autore prolifico scrisse di astronomia sferica ed osservativa, astrometria e meccanica celeste ma anche di storia dell’astronomia. L’opera qui presentata, è la rarissima e dotta dissertazione con la quale Gabba presentò i suoi studi sulla cometa 1909I. La C/1909 L1 (Borrelly-Daniel) è una cometa non periodica, scoperta il 14 giugno 1909 dall’astronomo francese Alphonse Borrelly ed il 15 giugno 1909 dall’astronomo statunitense Zaccheus Daniel. Il 14 giugno 1909 la cometa era di 10,5a, il 18 giugno 1909 raggiunse la 9a, l’8 luglio 1909 il suo nucleo era di 13a. Copia rara, un solo esemplare censito in ICCU, ed in perfette condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LO1\1369632.

130 euro

112) LIBERTY ARTE INDUSTRIALE MILANO PAVIMENTI MARMETTE  PAVIMENTI MARMETTE LAVORI IN CEMENTO INDUSTRIA STORIA

8644_4 8644_3 8644_2 8644_1Ing. S. Ghilardi & C.,

Lavori in cemento, Pavimenti. Milano con stabilimenti in Milano, Bergamo, Genova, Napoli, Palermo, Consorella a Bruxelles casa fondata nel 1876. Album dei Pavimenti.

Milano,1934,

In oblungo (22,5×14,5 cm); (100) cc. Legatura editoriale coeva in piena tela con titolo bianco impresso al piatto anteriore, entro cornice liberty a secco e borchie in metallo. Piega a metà dell’album. Ultima e più completa edizione di questo campionario delle marmette per pavimenti di gusto Liberty, proposte dalla note ditta milanese Ghilardi. Tutte le tavole sono in cromolitografia. L’opera comprende la descrizione delle mattonelle, marmette in mosaico alla veneizana, lasterlle pietrini lastre masselli e sideroliti. Magnifici i colori delle tavole. Al recto di ogni tavole impressa la firma della ditta che presenta il prodotto la “Ing. S. Ghilardi & C., Milano”. Nelle prime tre pagine di testo sono presenti i Gran Premi conseguiti dalla ditta all’Esposizione Internazionale di Milano (1906) sezione strade, Sezione arte decorativa, all’Esposizione Internazionale di Marina tenutasi a Genova nel 1914, nella sezione Igiene Marinara; la Medaglia d’Oro della Camera di Commercio di Milano; diploma d’onore all’Esposizione di Chicago 1892, Agricola di Palermo 1902, di Brescia 1904, Agricola di Catania 1907, Campionaria di Massa 1913; Le medaglie d’oro all’Esposizione di Palermo 1891-1892; Esposizione Italo-Americana di Genova 1892; Internazionale del Progresso di Parigi 1893; Universale di Amsterdam 1895; Esposizione Centro America Guatemala 1897 ecc. ecc. All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione di campionario Liberty raro.

130 euro

113) MUSICA MOZART OPERA MUSICOLOGIA BIOGRAFIE OPERA MUSICOLOGIA BIOGRAFIE EPISTOLARI

8639_2 8639_1Lichtenthal Pietro,

Mozart e le sue creazioni : memoria scritta in occasione dell’inaugurazione del suo monumento a Salisburgo in settembre del 1842 del dottore Pietro Lichtenthal

Milano,Dell’I. R. Stabilimento Naz.e Privileg.o,1842

In 8° grande; 42, (2) pp. e una c. di tav. fuori testo. La pagina non numerata 5-6 è un foglio più corto di margini che contiene una citazione di De Mosel. L’opera è dedicata a Liszt. Brossura editoriale con titolo, autore e stampatori impressi in nero, entro cornice al piatto anteriore. Rinforzo al dorso. La tavola fuori testo contiene una partitura musicale di Mozart. Alla seconda pagina bianca, note antiche biografiche di Mozart chiosate a matita da mano coeva. Un leggerissimo alone al margine alto e nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima rara edizione di questa “memoria” dedicata all’opera musicale e alla vita del grande compositore e musicista austriaco, Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791). Il volume contiene anche la traduzione di alcune lettere originali di Mozart ed è scritto da Pietro Lichtenthal, nato a Preßbourg (l’attuale Bratislava) il 10 maggio 1780. Lo scritto vide la luce nel 1842 in occasione dell’inaugurazione della monumento a Mozart inaugurato a Salisburgo nel settembre del 1842. Lichtenthal si laureò in medicina nel 1810 presso l’ateno viennese e si trasferì, poi, a Milano dopo poco tempo. Qui arrivò a ricoprire la carica di cesore del regno Lombardo-Veneto e vi risiedette fino alla sua morte avvenuta nella notte del 18 agosto del 1853. Personaggio di estrema ed eclettica erudizione, fu autore musicale apprezzato (ad esempio 7 suoi balletti vennero rappresentati alla Scala) e di diverse opera di critica musicale e di tecnica musicale. Non dimenticò nemmeno la sua natura di medico, pubblicando un interessante studio di musicoterapia. Scrisse anche di geografia, astronomia e botanica. Grande estimatore della musica di Mozart, scrisse alcuni studi su di lui e partecipò a farne conoscere il lavoro, negli ambienti milanesi. Quest’opera e’ discretamente rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LO1\0135616.

130 euro

114) AGRICOLTURA ECONOMIA AGRONOMIA ALLEVAMENTO PECORE AGRICOLTURA ECONOMIA AGRONOMIA ALLEVAMENTO PECORE SPAGNOLE OVINI PRIME EDIZIONI VENEZIA DANDOLO

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Dandolo Vincenzo

Sulla Pastorizia, sull’Agricoltura e su vari altri oggetti di pubblica economia discorsi di Vincenzo Dandolo.

Milano, Presso Pirotta e Maspero Stampatori-Librai,1806

In 8° (22,5×13,8 cm); XVI, 331, (1) pp. Brossura editoriale gialla con titolo entro cornice xilografica al piatto anteriore. Qualche segno del tempo e piccola perdita di carta al dorso ma all’interno in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima edizione di questo scritto del celebre scienziato, politico ed agronomo veneziano, Vincenzo Dandolo. L’opera raccoglie scritti dedicati alle greggi di Varese nel 1805, lo studio sulle pecore spagnuole dell’anno quarto, quello sulle malattie delle pecore. Oltre agli scritti sull’allevamento sono presenti vari scritti di interesse agricolo ma anche economico e sociale, per la prima volta editi come: Della coltivazione ad uso de’ pomi di terra; Sui letami; Sui danni che reca allo Stato e alle famiglie la soverchia divisione de’ fondi in una stessa comunità…; Sui beni comunali; Sulla necessità di animare nel Regno Italiano l’Industria e du crearne de’ nuovi rami… e sul commercio nel Mar Nero.  Il conte Vincenzo Dandolo fu figura di spicco della storia italiana. Fautore e animatore della Repubblica Veneta durante il periodo napoleonico si industriò in ogni modo per scongiurare il ritorno degli austriaci a Venezia, arrivando ad offrire a Napoleone 18.000 soldati pagati di suo pugno. Fu in contatto con i più accesi patrioti italiani e grazie a lui durante il periodo della Repubblica veneta vennero abolite numerose leggi leberticide, come quelle che limitavano la libertà di stampa e quelle che ostacolavano le riunioni dei circoli costituzionali. Nel 1806 fu strappato dai suoi interessi scientifici da Napoleone stesso che lo nominò Governatore della Dalmazia. Finito il periodo napoleonico, deluso dalla situazione politica, si ritirò a Varese dove riprese i suoi amati studi scientifici. Opera in buone condizioni di conservazione, discretamente rara ed ancora in barbe.

140 euro

115) MEDICINA MEDICINE FARMACIA ERBORISTERIA TORINO SAVOIA CORTECCIA PERUVIANA PRIME EDIZIONI

6843_3_clipped_rev_1  6843_2_clipped_rev_1Vastapane Pietro Giovanni,

De china china in synochis putribus animadversiones Petri Joannis Vastapani Amplissimi Taurinensis Medicorum Collegii Socii, nec non medici in nosocomio urbis majori vicarii.

Taurini,Guibert, et Orgeas,1779

In 8° (21,5×13,7 cm); XXXI, (1), 152, (2) pp. e una c. di tav. fuori testo. Bella brossura editoriale coeva a motivi a colori, qualche difetto al dorso. Esemplare ancora in barbe. Bel ritratto di Vittorio Amedeo III Re di Sardegna fuori testo. Prima edizione del noto medico torinese di questo studio medico6843_1_clipped_rev_1 farmaceutico dedicato all’utilizzo della corteccia peruviana nella cura delle febbri tifoidee e putride. L’autore descrive vari casi clinici trattati con vari preparati a base di distillati della corteccia peruviana. Scrive Bonino, II, pp. 529-532  “”Assunto nel 1765 a medico assistente nello spedale di s. Giovanni, stampa nel 1779 una dissertazione, nella quale dopo di aver dimostrato, anche con l’autorità  di sommi clinici, quanto dannevole fosse la pratica di coloro, i quali ravvisando nel cortice peruviano un antisettico potentissimo, a questo rimedio avevano ricorso indistintamente in ogni caso di sinoco così detto putrido, imprende ad indicare da quel sagace clinico ch’egli era, le circostanze in cui il cortice può realmente tornar vantaggioso in quelle febbri, cui egli però negava fin d’allora convenirsi l’epiteto di putride”. Vastapane nacque a Riva di Chieri nel 173 e morì a Torino nel  1819. Aggregato al Collegio Medico di Torino dal 1767, fu medico di corte dal 1784. Nel 1787 ottenne l’importante carica di professore onorario di medicina. Nel 1790 divenne consigliere straordinario nel magistrato del Protomedicato.  Opera in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Non comune. Rif. Bibl.: De Renzi, V, pp. 659 e p. 576. Blake, p. 469.

140 euro

116) ROMA STORIA ANTICA ROMANA PAGANESIMO MITOLOGIA VERGINI VESTALI VESTA PRIME EDIZIONI

7023_1_clipped_rev_1Frigerio A. G.

Storia delle Vergini Vestali e del Loro Culto,

Milano,Co’ Tipi di Giovanni Pirotta,1819

In 8° (22×14,5 cm); (2), XVI, (6), 152 pp. Bella brossura editoriale gialla con titolo entro cornice xilografica al piatto anteriore, cornice che si ritrova anche al piatto posteriore. Titolo e fregi in nero al dorso. Piccola mancanza dell’angolo inferiore bianco delle ultime 10 carte, lontano dal testo e per il resto esemplare ancora in barbe, con ampi margini e in parte ancora intonso. Bell’incisione al frontespizio. Prima edizione, che ebbe notevole successo, tanto che una seconda edizione uscì già nel 1822, di questa monografia di A. G. Frigerio dedicato alle Vergini Vestali. Le vestali erano sacerdotesse consacrate alla dea Vesta. A Romolo, primo re di Roma, o al suo successore, Numa Pompilio, è attribuita l’istituzione del culto del fuoco,7023_2_clipped_rev_1 con la creazione delle vergini sacre a sua custodia, chiamate Vestali. Il loro compito era di mantenere sempre acceso il fuoco sacro alla Dea, che rappresentava la vita della città, e compierne il culto a nome, appunto, della città. Erano inoltre incaricate di preparare gli ingredienti per qualsiasi sacrificio pubblico o privato, come la mola salsa, farina tostata mista a sale, con cui si cospargeva la vittima (da qui il termine immolare). In principio le vestali erano tre (o quattro) fanciulle vergini, in seguito il loro numero fu portato a sei fanciulle che erano sorteggiate all’interno di un gruppo di 20 bambine di età compresa fra i 6 e i 10 anni appartenenti a famiglie patrizie. La consacrazione al culto, officiata dal Pontefice massimo avveniva tramite il rito della captio e il servizio aveva una durata di 30 anni: nei primi dieci erano considerate novizie, nel secondo decennio erano addette al culto mentre gli ultimi dieci anni erano dedicati all’istruzione delle novizie. In seguito erano libere di abbandonare il servizio e sposarsi. Vesta, figlia di Saturno e di Opi, sorella di Giove, è una figura della mitologia romana, che corrisponde alla divinità greca Estia, con la differenza che il suo culto a Roma assunse una maggiore rilevanza. Vesta è la dea del Focolare domestico. Prima edizione in buone condizioni di conservazione di questo importante studio delle tradizioni dell’antica Roma. Non comune.

140 euro

117) MODENA STAMPATORI EDITORI STORIA DELL’EDITORIA RARITà

7612_3_clipped_rev_1  7612_2_clipped_rev_1Formiggini Angelo Fortunato,

Prefazione editoriale al “Chi è?”. Catalogo editoriale delle edizioni Formiggini.

Modena,G. Ferraguti & C.,1928

In 8° (19,4×12,3 cm); 9, (19) pp. Brossura editoriale. Esemplare inviato all’amico Umberto Tirelli. Bel ritratto fotografico di Formiggini alla prima carta bianca. L’opera contiene il catalogo editoriale dei “Classici del Ridere” (con immagine dei Les Contes drolitiques di Onorato di Balzac), dei “Profili” (con immagine del Profil di Emanuele Filiberto scritto da Pietro Silva), delle “Medaglie” (con immagine del Trilussa di Silvio d’Amico), le “Lettere d’Amore” (con le Lettere di Giulia Lespinasse), “Le Apologie”, le “Polemiche” (con immagine dello scritto di Mussolini Battaglie giornalistiche), la collana “Poeti italiani del XX secolo” (con immagine dell’opera di Antonio Sbriscia Il7612_1_clipped_rev_1 volo del Falco). Anche un elenco di pubblicazioni varie, de “L’Italia che scrive”. Alla fine del volume Formiggini informa anche della prossima pubblicazione di un “poderoso  DSC_0048_clipped_rev_1repertorio della cultura contemporanea” dal titolo “Enciclopedia delle Enciclopedie” (opera che edita  partire dal 1930 vide l’uscita di soli poche sezioni). Il volumetto contiene nella prima parte lo scritto di Formiggini “Prefazione editoriale al Chi è?” nel quale il celebre editore modenese Angelo Fortunato Formiggini (Collegara di Modena, 21 giugno 1878 – Modena, 29 novembre 1938) scrive “Carissimo lettore, ti voglio raccontare una cosa in gran segreto: Tu non farne parola con nessuno perché c’entra una bella signora e bisogna andarci piao. E’ una signora che io non ho mai veduta e ho detto “bella” per cortesia e per cavalleresca intuizione: mi risulta che era molto elegante. E lo sarà certo ancora. Il fatto avvenne nel 1921. Nel verde aprile di quell’anno io aprii nel cuore di Roma …”. Opera molto rara ed in buone condizioni di conservazione.

140,00

118) CLASSICI ROMANTICISMO STURM UND DRANG GOETHE NICHILISMO SUICIDI

7746_2_clipped_rev_17746_1_clipped_rev_1Goethe Johann Wolfgang von, D’Arnaud François-Thomas-Marie de Baculard,

Passions du jeune Werther,

Paris,Chez Cazin,1786

In 16° (12,2×7,4 cm); (4 compresa antiporta), XXXIX, (1), 225, (3 b.) pp. Elegante legatura in piena pergamena maculata con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Cornice in doppio filetto in oro al dorso. Tagli riccamente dorati. Piccole spellature ai tagli degli angoli dei piatti, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. All’interno l’esemplare si presenta privo di qualsivoglia difetto, compreso il solito foxing presente nella maggior parte degli esemplari e nel nostro esemplare del tutto assente. All’antiporta, inciso da Chapuy, appare Werther sul suo letto di morte. Bella ed elegante edizione, terza edizione (la più celebre e notevolmente preferita alla prima traduzione francese che non ebbe lo stesso successo), la prima ucì nel 1777 nella traduzione di d’Arnoud , di uno dei più celebri romanzi di tutti i tempi e considerato il capolavoro del movimento letterario dello Sturm und Drang ed apripista del romanticismo tedesco, primo romanzo del grande filosofo, scrittore e drammaturgo tedesco, Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832). La traduzione francese che diede enorme successo all’opera anche in territorio francese tanto da divenire uno dei romanzi preferiti anche da Napoleone, fu portata a termine nel 1777 dal noto scrittore, poeta e drammaturgo 7746_3_clipped_rev_1francese, François-Thomas-Marie de Baculard d’Arnaud (Parigi, 15 settembre 1718 – 9 novembre 1805). Ghoete pubblicò il suo romanzo epistolare “I dolori del giovane Werther” nel 1774 ottenendo un enorme successo e facendo del suo autore, una personalità di enorme successo. Ispirato fatti in parte autobiografici divenne da subito un classico irrinunciabile per la gioventù tedesca prima ed europea dopo, creando numerosissimi casi d’emulazione tanto che venne coniato un termine per descrivere i casi di suicidio emulativo, creato dal romanzo, la “Werther-Fieber” (Febbre da Werther). Enorme fu l’influenza del romanzo anche sulla letteratura europea e basti citare, ad esempio, il successo ottenuto da Foscolo con il suo romanzo “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” che sul finire del XVIII° secolo, riprendeva temi già apparsi nel Werther anche se sviluppando, il tema politico-patriottico. Bell’edizione di uno dei classici della letteratura mondiale.

140 euro

119) AVANGUARDIE ARTE CONTEMPORANEA ARTE CONCETTUALE ARTE POVERA POESIA VISIVA

IMG_5560_clipped_rev_1Parmiggiani Claudio,

Geometria Reformata. 10 Zeichnun gen 1977-1978,

Zurich, Annemarie Verna, 1979

In 4° (34×24 cm); (28) pp. Brossura editoriale con titolo stampato in rosso al piatto anteriore. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Edizione limitata tirata in 300 esemplari numerati, il nostro esemplare è il n. 190, di questo libro d’artista con i 10 disegni, uno su doppia pagina, realizzato dal celebre artista italiano, Claudio Parmiggiani (Luzzara, 1943). Studente all’Istituto di Belle Arti di Modena, frequentò fin da giovane lo studio di Giorgio Morandi a Bologna, città dove nel 1965, espone per la prima IMG_5559_clipped_rev_1volta le sue opere presso la Libreria Feltrinelli di Bologna. Nel 1970 inizia le prime Delocazioni, opere e ambienti di ombre e impronte realizzate attraverso l’uso della polvere, del fuoco e del fumo che ne sanciscono il successo nazionale ed internazionale. Artista difficilmente classificabile Parmiggiani si muove fra l’arte povera e quella concettuale senza mai appartenere a nessuna delle due. E’ autore anche di diversi scritti anche questi di notevole successo, basti citare “Stella Sangue Spirito” (Actes Sud, 2000), “Una fede in niente ma totale” (Le Lettere, 2010). Della sua opera si sono occupati i maggiori critici e pensatori contemporanei: Jean Clair, Jean-Luc Nancy, Georges Didi-Huberman, ecc. Prima non comune edizione in buone-ottime condizioni di conservazione.

150 euro

120) POESIA VISIVA AVANGUARDIE ARTE CONTEMPORANEA PRIME EDIZIONI POESIA CONCRETAM MODENA CASINALBO

8355_2_clipped_rev_28355_1_clipped_rev_1Pini Giuliana, Adriano Spatola,

Otto in si minore commento in versi di Adriano Spatola,

Montecchio Emilia,TamTam, Fontanini S. n. C.,dicembre 1982

In 8° (16,5×12 cm); 61, (3) pp. ed un foglio volante a forma di farfalla arancione. Brossura editoriale con titolo ed immagine impressa in nero al piatto anteriore, qualche minima macchiolina di foxing al piatto anteriore e per i resto nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Firma autografa dell’autrice alla prima carta bianca con numero del volume 73 su 500 esemplari pubblicati. Dedica autografa dell’autrice alla fine del volume a celebre personaggio. Prima edizione non comune di questo bellissimo libro di poesia visiva con disegni della nota artista originaria di Casinalbo (in provincia di Modena nel 1944), Giuliana Pini e commento in versi del grande poeta, editore e critico letterario, Adriano Spatola (Sappiane, 4 maggio 1941 – Sant’Ilario d’Enza, 23 novembre 1988) che fu tra i massimi esponenti e sperimentatore della poesia italiana del novecento ed esponente del “Gruppo 63”. Continuo sperimentatore, Spatola si avvicinò, fu uno degli sperimentatori della poesia concreta e della poesia sonora. Celeberrimo il suo studio di poetica “Verso la poesia totale” che ebbe grande seguito nel movimento artistico e letterario italiano. A lui si devono alcune delle più importanti riviste artistico-letterarie italiane come “Quindici” ed europee come “Tam Tam”. Il foglio volante conservato all’interno del volume, con uno scritto a forma di elica che rappresenta una delle “farfalle” fatte “volare” da Giulina Pini nei giardini pubblici di Reggio Emilia, durante una celebre performance collettiva di diversi autori, organizzata da “Pari & Disapri” nel 1984 sotto il titolo “Il fascino della Carta”. Giuliana Pini, formatasi all’Istituto Venturi prima e poi all’Accademia d’Arte di Bologna in scenografia, tenne la sua prima personale a Modena, alla galleria “Il Ridotto” nel 1978. Poco dopo inizia ad interessarsi alla poesia visiva, partecipando a diversi incontri di poesia ed iniziando a frequentarne gli ambienti letterari avvicinandosi e ricevendo apprezzamenti per il suo lavoro da Adriano Spatola fra i leader del movimento. Nel 1983 in occasione della mostra sugli Etruschi a Firenze performance in Piazza S. Spirito: scolpisce un drago di ghiaccio. Suoi lavori significativi sono pubblicati sull’Antologia GEIGER 8 e su “Squero”. Scrive Maurizio Spatola nella presentazione del volume da noi presentato nel sito del suo archivio. “Giuliana Pini, Otto in si minore (1982), Oggi è una nonna simpatica e impegnata nel cercare di trasmettere ai nipotini le proprie doti creative, ma trent’anni fa Giuliana Pini, quando realizzò questo delizioso libretto con i suoi disegni sui semi di bastoni delle carte piacentine (con le otto poesie di Adriano Spatola dedicate appunto alla sua “indagine lignea” sulle figure delle prime otto carte da gioco) era una giovane madre e un’attivissima pittrice e scultrice, a suo agio in un ambiente artistico, quello modenese, dove la ricerca estetica faceva da contrappunto a una produzione alacre e assetata di nuovo.Tuttora attivi a Modena sono infatti artisti quali Giuliano Della Casa, Franco Guerzoni, Carlo Cremaschi, Franco Vaccari, e della stessa città è originario quel Claudio Parmiggiani assurto a fama mondiale e da tempo trasferitosi nella campagna parmense dopo un lungo soggiorno torinese. Se si aggiungono la vicinanza e il concomitante fervore di ambienti artistici limitrofi (penso ad esempio ai bolognesi Concetto Pozzati, Maurizio Osti, Lucio Saffaro e ai reggiani Marco Gerra e Vittorio Cavicchioni) appare chiaro come Giuliana si muovesse su un terreno particolarmente stimolante. L’impronta tutta personale delle sue opere deriva anche, a mio avviso, dalla dimensione ludica in cui la sua fantasia si sbriglia e traduce in variazioni e trattamenti di materiali diversi (ha scolpito anche il ghiaccio), con un divertissement raffinato e palpabile, che nulla toglie all’intensità del suo sperimentare. Il retrogusto letterario che si assapora osservando i suoi lavori ha trovato frequenti verifiche nella collaborazione con poeti e scrittori: lo dimostrano due accattivanti libretti realizzati con l’avvocato-poeta reggiano Corrado Costa, oltre a questo Otto in si minore (di seguito riprodotto integralmente) progettato e realizzato a Mulino di Bazzano con mio fratello Adriano, che alle raffigurazioni lignee di Giuliana si ispirò per questi suoi versi da “festa nella foresta”, che si possono leggere anche come proposta teoretica all’opera dell’artista e non solo come sua conseguenza. Queste otto poesie, a quanto mi risulta, non sono mai state pubblicate altrove, nemmeno nei “Collected Poems” pubblicati a Los Angeles nel 2008 con il titolo The Position of Things. Nella foto qui sotto Giuliana e Adriano a Mulino di Bazzano nel 1979”. Prima non comune edizione, autografa, in tiratura limitata di 500 esemplari.

140 euro

121) EDIZIONI NUMERATE PERSIA MEDIORIENTE IRAQ IRAN AFGHANISTAN UZBEKISTAN TAJIKISTAN TURKMENISTAN ARMENIA ARTE FRANCO MARIA RICCI SEGNI DELL’UOMO TIRATURA LIMITATA

IMG_1940_clipped_rev_1

IMG_1941_clipped_rev_1Robinson B.W., Guadalupi G.,

Qajar La pittura di corte in Persia di B. W. Robinson. Viaggi e avventure nella Persia dell’Ottocento secondo Sir Robert Ker Porter, James Justinian Morier, Joseph Arthur, comte de Gobineau.

Milano, Franco Maria Ricci, 1982

In 4° grande; 227, (5) pp. 50 tavole a colori applicate sulla bellissima carta azzurra tipica delle edizioni di Franco Maria Ricci. Cofanetto editoriale in tela nera foderato con la bella carta nera Ricci. Titolo impresso in nero su fascetta azzurra al dorso del cofanetto. Legatura editoriale in piena tela nera, con titolo, autori e stampatori in oro ai piatti ed al dorso ed al piatto anteriore applicata immagina a colori di quadro persiano. “Questa prima edizione è stata impressa da Franco Levi sotto la direzione di Franco Maria Ricci a Milano nel mese di Novembre 1982. I caratteri usati sono i bodoniani. La carta a mano vergata è stata fabbricata appositamente alla forma tonda nelle Cartiere Milani di Fabriano. Sono state tirate 5000 copie numerate in caratteri arabi, oltre ad alcune copie contrassegnate C.E. riservate all’editore, ai collaboratori e agli amici. Questo esemplare è il numero”. Il nostro è l’esemplare numero 3112. L’opera è il numero 30 della collana de “I segni del tempo”. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione di questo interessante trattato sulla pittura della Persia corrispondente all’attuale, Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan, Armenia, Turkmenistan, Uzbekistan e Tajikistan. Prima edizione.

80 euro

122) PRIME EDIZIONI NOVECENTO LETTERATURA ITALIANA ERMETISMO POESIA CASTELLO DI FIRENZE MONTE SEMPRONIANO POESIA ERMETICA

IMG_4917_clipped_rev_1Mario Luzi,

Quaderno Gotico,

Firenze, Vallecchi, 1947

In 8° grande; 33, (1) pp. Brossura editoriale con titolo in rosso e nero al piatto anteriore. Conservato il foglietto volante pubblicitario dell’opera e anche il secondo foglietto pubblicitario di altre opere che la Vallecchi allegò al volume. Vecchia ed elegante firma d’apparteneza alla prima carta bianca datata 1956. Ottimo stato di conservazione per un esemplare particolarmente pulito e privo delle solite ingialliture ai margini delle carte. Edizione numerata di 500 esemplari numerati e frimati dall’autore, in nostro è l’esemplare n° 373. Prima edizione, non comune e ancor più rara a reperirsi in queste condizioni di conservazione e completa dei due foglietti pubblicitari, di questa raccolta di questa raccolta di poesie del grande poeta, drammaturgo, critico letterario, traduttore, critico cinematografico, accademico italiano e senatore a vita della Repubblica Italiana, Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005). Formatosi negli ambienti fiorentini della poesia ermetica, stringe un legame particolare di amicizia con Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Carlo Bo, Leone Traverso e la poetessa e scrittrice Cristina Campo, nonché l’importante e instancabile critico Oreste Macrì. Luzi fu collaboratore di diverse riviste d’avanguardia fra le quali Il Frontespizio, Campo di Marte, Paragone e Letteratura. Luzi, nonostante sia un poeta che durante la sua vita ha incrociato e preso parte a diversi gruppi e movimenti poetici (di solito la sua poetica è suddivisa in tre momenti pricipali), è considerato come l’ultima espressione e la più compiuta della poetica dell’ermetismo fiorentino, addivenendo ad una poesia dove viene messo in risalto il drammatico conflitto tra un “Io” che cerca una sintesi tra la naturale tendenza verso il sublime e le scene terrestri dell quali giornalemente è testimone. L’opera qui presentata si inserisce nel primo periodo poetico di Luzi e ne rappresenta il vertice. Tale periodo, quello più propriamente appartenente alla poetica ermetica, va dagli esordi con La barca del 1935 fino, in modo approssimativo, a Quaderno gotico (composto tra l’inverno e la primavera a cavallo del 1944-1945) con al centro Avvento notturno. Prima edizione tirata in soli 500 esemplari numerati, autografati dal poeta, in ottime condizioni di conservazione, arricchiti dai foglietti pubblicitari editoriali.

200 euro

123) ARTE CONTEMPORANEA AVANGUARDIE CRITIOCA D’ARTE PRIME EDIZIONI PARMA MILANO COMO ASTRATTISMO SALERNO MONTEMURRO

 IMG_4920_clipped_rev_1 IMG_4919_clipped_rev_1IMG_4918_clipped_rev_1Gatto Alfonso, Sinisgalli Leonardo,

A. Atanasio Soldati,

Milano, Edizioni di Campo Grafico, S. data (ma 1934)

21,5×16 cm; (2 b.), (12) pp. e 26 c. di tav. 4 illustrazioni al tratto nel testo e 27 illustrazioni b.n. in 26 tavole f.t. Brossura editoriale illustrata in nero e rosso, qualche leggerissima traccia di polvere ma nel complesso, ottimo esemplare. Edizione in tiratura limitata, il nostro è l’esemplare numero 63. Prima edizione di questa celebre prima monografia dedicato al grande pittore parmense, Atanasio Soldati (Parma, 24 agosto 1896 – Parma, 27 agosto 1953) che negli anni 30’ divenne una delle figure centrali della corrente pittorica dell’astrattismo appena nata a Como e a Milano. L’opera si avvale del commento di due dei più grandi critici ed intellettuali italiani del novecento, il celebre poeta e scrittore Alfonso Gatto (Salerno, 17 luglio 1909 – Orbetello, 8 marzo 1976) ed il grande poeta, saggista e critico d’arte Leonardo Rocco Antonio Maria Sinisgalli, più semplicemente Leonardo Sinisgalli (Montemurro in provincia di Potenza, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981).  “Segno e colore per Soldati sono mezzi di scoperta: scoprire degli ordini, sciogliere dei legami. E’ un pittore pitagorico alla ricerca dei numeri d’oro. Questo suo metodo interiore lo ha portato a una pittura inflessibile e rischiosa come una legge” (Sinisgalli). Il volume qui presentato è considerato, fra le prime pubblicazioni sull’astrattismo, il più importante per il contenuto delle opere esposte e per l’importantissimo commento. Soldati, dopo aver ottenuto la laurea in architettura nella sua cittàIMG_4921_clipped_rev_1 natale, nel 1925 si reca a Milano dove entra, da subito in contatto con gli astrattisti Mario Radice e Mauro Reggiani. Già nel 1931 tiene una personale alla galleria “Il Milione”. Nel 1932 dopo aver conosciuto Leger sempre alla galleria “Il Milione” ed anche Picasso, inizia a confrontarsi con il cubismo. Nelle opere composte tra il 1933 e 1935 è chiara l’influenza, anche, di un altro gruppo di artisti che in quegli anni aveva esposto alla galleria “Il Milione” quali Paul Klee e da Kandinskij, Vordemberge- Gildewart e Baumeister. Soldati, dopo essersi avvicinato al neoplasticismo di Mondrian e all’arte metafisicia, si avvicina a Osvaldo Licini e a Fausto Melotti. Durante la guerra, interrompe l’attività pittorica per prender parte alla guerra partigiana. Nel 1948, insieme a Munari, Dorfles e Monnet da vita al movimento dell’Arte Concreta. Scrive Sinisgalli “Segno e colore per Soldati sono mezzi di scoperta: scoprire degli ordini, sciogliere dei legami. E’ un pittore pitagorico alla ricerca dei numeri d’oro. Questo suo metodo interiore lo ha portato a una pittura inflessibile e rischiosa come una legge”. Prima non comune edizione, in ottimo stato di conservazione. L’opera venne stampato come primo numero della “Collezione Pittori Nuovi” delle edizioni della celebre rivista “Campo Grafico che uscita dal 1933 al 1939, fu specializzata in studi di estetica e di tecnica grafica, ed è ricordata ancora oggi come una delle riviste più innovative nel suo settore.

350 euro

124) PRIME EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA NEOREALISMO LUZZARA RESISTENZA

IMG_4905_clipped_rev_1Zavattini Cesare,

Ipocrita 1943,

Milano, Bompiani, 1955

In 8° (20,5×12 cm);109, (3) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta editoriale illustrata.  Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa raccolta di prose varie (Lettera del 1943; Il cornuto e la guerra) del celeberrimo sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore originario della provincia di Reggio-Emilia,  Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) che in cinematografia fu tra i massimi esponenti del neorealismo italiano. Fra le sue prime occupazioni vi fu quella di istruttore nel convitto nazionale Maria Luigia di Parma, dove fu insegnante di Giovannino Guareschi, Attilio Bertolucci e Pietro Bianchi. Nel 1928, abbandonato l’insegnamento, iniziò la carriera di giornalista. Frequentatore del celebre caffè fiorentino delle Le Giubbe Rosse, conobbe i cosiddetti “solariani”: Vittorini, Bonsanti, Ferrata, Carocci, Montale, Ungaretti e Borgese. Nel 1936 fondò per la Rizzoli la fortunatissima rivista satirica del Bertoldo dove chiamò alla direzione Mosca. Personaggio vulcanico non si contano le sue pubblicazioni e le sue collaborazioni in tutti i campi della cultura italiana che segnò profondamente con la sua opera. Ippocrita 1950, inizialmente pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1954 ma subito ritirato per le proteste dell’editore Bompiani è un Diario nel quale l’autore rilegge la sua delusione per gli ideali postbellici dei primi momenti che velocemente tramontano e la sua posizione personale. Sempre sullo stesso tema sono gli altri titoli contenuti nell’opera che analizzano la posizione dell’autore dalla sua maturazione dopo la caduta di Mussolini, fino ai primi anni postbellici. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009.

50 euro

125) ASTRONOMIA PRIME EDIZIONI OSSERVATARIO ASTRONOMICO  OSSERVATARIO ASTRONOMICO DI BRERA PONTE DI VALTELLINA MILANO CERERE PIANETI SCOPERTE ASTRONOMICHE

8507_1_clipped_rev_1Giovanni Piazzi, Barnaba Oriani,

Corrispondenza Astronomica fra Giuseppe Piazzi e Barnaba Oriani, pubblicate per ordine di S. E. il Ministro della Pubblica Istruzione.

Milano, Pisa, Napoli,Ulrico Hoepli Editore-Librajo,1875,

In folio; (4), 204 pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Qualche lieve segno del tempo e strappetto al margine esterno, senza perdita di carta, a fogli chiusi e nel complesso ancora in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questa monografia dedicata alla corrispondenza astronomica dei due grandi astronomi italiani Giuseppe Piazzi (Ponte in Valtellina, 16 luglio 1746 – Napoli, 22 luglio 1826) e Barnaba Oriani (Milano, 17 luglio 1752 – Milano, 12 novembre 1832). L’opera raccoglie l’importantissima corrispondenza che i due grandi astronomi tennero durante la loro vita. La loro corrispondenza è di enorme importanza per la storia dell’astronomia per l’importanza dei temi trattati. Si ricordi ad esempio la lettera con la quale Piazzi annunciava a Piazzi la scoperta di Cerere. “Risultati delle osservazioni della nuova stella scoperta il dì primo gennaio all’Osservatorio Reale di Palermo – Palermo 1801. Già da nove anni travagliando io a verificare le posizioni delle stelle che si trovano raccolte ne’ vari Cataloghi degli astronomi, la sera del primo gennaio dell’anno corrente, tra molte altre cercai la 87.a del Catalogo delle stelle zodiacali dell’Abate La Caille. Vidi pertanto che era essa preceduta da un’altra, che secondo il costume, volli osservare ancora, tanto maggiormente, che 8507_2_clipped_rev_1non impediva l’osservazione principale. La sua luce era un poco debole, e del colore di Giove, ma simile a molte altre, che generalmente vengono collocate nell’ottava classe rispetto alla loro grandezza. Non mi nacque quindi alcun dubbio sulla di lei natura. La sera del due replicai le mie osservazioni, e avendo ritrovato, che non corrispondeva né il tempo, né la distanza dallo zenit, dubitai sulle prime di qualche errore nell’osservazione precedente: concepii in seguito un leggiero sospetto, che forse esser potesse un nuovo astro. La sera del tre il mio sospetto divenne certezza, essendomi assicurato che essa non era Stella fissa. Nientedimeno, avanti di parlarne aspettai la sera del 4, in cui ebbi la soddisfazione di vedere, che si era mossa colla stessa legge che tenuto aveva nei giorni precedenti.” Anche se le osservazioni di Piazzi lo portarono verso la scoperta di un nuovo pianeta, nelle pubblicazioni ufficiali, l’autore fu molto più prudente ma la corrispondenza qui pubblicata, dimostra come contemporaneamente, il dibattito epistolare con Oriani, fosse molto vivo ed in esso si sbilanciasse molto di più che sui canali ufficiali: “Avevo annunciato questa stella come una cometa, ma poiché non è accompagnata da alcuna nebulosità, e inoltre il suo movimento è così lento e piuttosto uniforme, mi è venuto in mente più volte che potesse essere qualcosa di meglio di una cometa”. Prima rara edizione, un solo esemplare censito in ICCU. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0627765.

140 euro

126) MEDICINA CHIMICA SCIENZE RADIOLOGIA CHIMICHE RADIOGRAFIA RADIOLOGIA ELETTRICITA’ OTTICA

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MURANI, Prof. ORESTE

Luce e raggi Rontgen. Con prefazione del Profl R. Ferrini. Con 15 tavole e 157 incisioni intercalate.

Milano, Ulrico Hoepli, Editore.Libraio della Real Casa,1898

22,4×15,5 cm; (4 b.), X, 392, (2 b.) pp., 15 cc. di tavv. f.t. (con riproduzione di immagini ricavate con i raggi X). Legatura d’epoca in mezza pelle con impressioni in oro sul dorso. Copertina leggermente strofinata lungo i bordi ed il dorso. Strappo a pagina X, restaurato e senza perdita di carta. Minimo strappetto al margine inferiore delle prime 5 carte, ininfluente. Per il resto, in stato di conservazione molto buono. Una delle prime e assai rare pubblicazione deidcata ai raggi X (rontgen) divenuti di pubblico dominio dopo che il 28 dicembre del 1895 Wilhelm Röntgen avava pubblicato un primo resoconto dellle sue sperimentazioni sulla rivista della Würzburg’s Physical-Medical Society. NON COMUNE.

140 euro

127) LETTERATURA SVIZZERA ALPI VIAGGI ILLUSTRATI MILANO VENEZIA LAGO DI GARDA CAPRINO DESENZANO BOLZANO MONTAGNE

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TÖPFFER RODOLPHE

VOYAGE EN ZIGZAG OU EXCURSIONS D’UN PENSIONNAT EN VACANCES DANS LES CANTONS SUISSES ET SUR LE REVERS ITALIEN DES ALPES

PARIGI,GARNIER FRÈRES, 1860

27,3×19 cm; 474 pp. e 54 c. di tav. fuori testo.  Bellissima legatura in pelle telata rossa con titolo e ricchi fregi in oro sul dorso. Filettatura a secco ai piatti. Qualche piccolo ed ininfluente difetto. Tagli in oro. Sesta edizione della celebre opera di viaggi dell’autore svizzero con numerose illustrazioni da lui stesso realizzate nel testo e fuori testo. Il viaggio si sviluppa attraverso le Alpi verso Milano, Como per poi risalire verso Chamounix. in più in questa edizione il viaagio a Venezia (passando per il Brennero, Bolzano e ritorno dal lago di Garda, Caprino verso la Svizzera). Bellissime le incisioni, numerose  a pinena pagina con vedute di luoghi città e paesi (varie di Venezia, alcune di Milano e del Lago di Garda ecc.). All’interno in ottimo stato di conservazione.

70 euro

128) DENTELLES PIZZI LYON CUCITO TESSUTI TISSUS LACEWORK LIONE PRIME EDIZIONI FIRST EDITION MODA

DSC_0568_clipped_rev_1         DSC_0565_clipped_rev_1DSC_0564_clipped_rev_1Dormory Marie,

Dentelles de l’Europe centrale.

Paris, Typographie G. Kadar 42, Rue Falguiere, Paris, Phototype Faucheaux, a Chelles (Seine-et-Marne), s. data ma 1925 circa

In folio; (6) pp. e 64 tavole, tutte mai rilegate come in originale. Custodia in mezza-tela rigida. Esiste un’edizione stampata nel 1926 da Levey. Bellissima opera che descrive vari esemplari della tipica arte dei pizzi di alcuni paesi del centro Europa come Austria, Svizzera, l’odierna Repubblica Ceca, Slovacchia e Jugoslavia. Esemplare completo ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

80 euro

129) ARMI DA TAGLIO ARMI DA FUOCO SPADE COLTELLI ARCHIBUGI PISTOLE ESTENSI MODENA DUCATO ESTENSE GRIDA

IMG_5070_clipped_rev_1Francesco III d’Este,

Grida sopra le armi,

In Modena, per Bartolomeo Soliani Stampator Ducale, 1750

In 4° (27×21,4 cm); 12 pp. Senza brossura, a fogli sciolti ed ancora in barbe. Bellissimo stemma araldico di Francesco III d’Este. Interessante grida dedicata alla regolazione dell’uso e possesso delle armi nel ducato estense. La grida definisce che armi sono proibite “E’ primieramente riconoscendosi, che tra le varie spezie di Armi più perniciosa è quella degli Assassonetti, che si dicono Archibusetti, Mazzagatti, e Pistole corte, essendo di minor lunghezza nella Canna di once sei misure di Modena, restano questi assolutamente, ed affatto proibiti tanto portarsi per la città, e Luoghi tutti dello Stato […] Gli stiletti, Daghetti, Pugnali corti, Coltelli filettati lavorati, e fatti a fronda d’Oliva, o come volgarmente di dice alla Genovese, per essere Armi di qualità pessima, ed atta unicamente a commettere Assassinii, e tradimenti similmente proibiti a portarsi, e ritenersi dentro a questi serenissimi Stati, ed inn qualsisia luogo de’ medesimi, sotto pena di Galera per anni dieci, e del confisco della metà dei beni; Ed a fine di togliere affatto a Chichesia l’opportunità di prevalersi d’Armi sì perniciose, cioè tanto delle espresse in questo, che nel precedente capitolo si proibisce l’Archibugieri, Coltellinaj, ed altri Artefici il poterle lavorare, assettare in qualunque forma, o arrotare sotto pena di Scudi cinquecento d’Oro, e della Galera per anni cinque. Per i Coltelli semplicemente appuntiti, o per le altre Armi corte da taglio, e punta, che non arrivino alla misura d’oncie sei di Modena nella Lama (eccettuati unicamente i Temperini, e Coltelli da sacca flessibili, e come si dicono Serratori, ma che non abbiano Molla, Susta, Anelletto, o altro ritegno, e di minor lunghezza d’onice due e mezza sispetto alla Lama) siccome per le Lesine, Lesinotti, Passanti, Trincetti, Scorteghini, Scarpelli sottili, BorcaglJ, o altri simili Stromenti taglienti …”. Si passa poi a regolarizzare il possesso o meno delle Spade, pugnali lunghi, Stiletti, Sciabole, Palossi, Scimitarre, Archibugi, Schioppi, Pistoni, Terzette, Pistole ecc. La grida definisce anche le pene diverse per i Nobili. Poi si specifica tra coloro che fanno parte della corte chi e quale arma può portare distinguendo tra i Cavalieri,i Servitori, i Dottori di legge e di medicina, gli Ufficiali, Soldati sì di Fortuna che di Milizia, i Soldati delle Guardie di S. A. S., i Conduttori delle Gabelle, Saline, Carmelingarie. Seguono le disposizioni per i Mercanti, i Viandanti e Forestieri ecc. Nelle pagine finali si trovano le disposizioni particolari per i luoghi (come il palazzo Ducale ed i Giardini ducali) e le situazioni particolari. Non comune grida dedicata alle armi, in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Non comune.

280 euro

130) MEDICINA BOLOGNA CREVALCORE FERRARA PRIME EDIZIONI CIRCOLAZIONE SANGUIGNA IATROMECCANICA

6301_1_clipped_rev_1Testa Antonio Giuseppe,

M.Malpighius sermo habitus Bononiae in aula m.r. Ital. stud. univers. pro solemni stud. instaur. anno 1810. VII. kal. decembris auct. Ant. Jos. Testa Med. Clin. P. P. Colleg. Ital. Disciplinis et Artibus Adaugendis LX viro.

Bononiae,ex typographia Josephi Luchesinii,S. data (ma 1810),

In 8° (21,3×15 cm); 45, (3) pp. Legatura in cartoncino grigio ottocentesco. Al recto della prima carta firma coeva “Ex Dono Auctoris”. Prima, non comune, edizione di questo raro scritto che ricostruisce la vita e l’opera del grande medico, anatomista e fisiologo originario di Crevalcore (Bologna), Marcello Malpighi, scritta dal noto medico ferrarese Giuseppe Antonio Testa. L’autore fu prof. di clinica medica e direttore degli ospedali di Ferrara, poi prof. di clinica medica all’univ. di Bologna e si dedicò prevalentemente allo studio delle cardiopatie. Prima rara edizione in buone condizioni di conservazione.

150 euro

131) MEDICINA MEDICINE REUMATISMI REUMATOLOGIA MEDICINA MEDICINE REUMATISMI REUMATOLOGIA REUMATHOLOGY REUMATISMO PRIME EDIZIONI HALAE

6184_1_clipped_rev_1Muller Godofredus,

Dissertatio Medica inauguralis. De Rheumatismo, quam Favente Deo Optimo Maximo Rectore Magnificentissimo Serenissimo Principe ac Domino Dn. Philippo6184_2_clipped_rev_1 Wilhelmo Principe Borussiae, Marchione Brandenburgico, Cetera, In Illustri Fridericiana… Præside dn. Georgio Ernesto Stahl, Med. D. Et Prof. Publ. Ord….In Auditorio Majori Publico ac Placido Eruditorum examini submittet Godofredus Muller, Hernstad Silesius.

Hale Magdeb., Literis Chr. Henckelii, 1707

In 4° piccolo (18,7×14,2 cm); 54, (2 b.) pp. Legatura settecentesca in tutto carttoncino molle. Molto raro, un solo esemplare censito in ICCU. Prima edizione di questo interessante studio legato ai reumatismi del noto medico tedesco Godofredus Muller. Testatine e iniziali xilografiche. Ottimo stato di conservazione.

100 euro

132) BOLOGNA ARIOSTESCA ARIOSTO DIALETTO VERNACOLO PRIME EDIZIONI ORLANDO FURIOSO POEMI EPICI EPICA PRIME EDIZIONI ESEMPLARI NUMERATI ROMAGNA

6401_4_clipped_rev_1  6401_2_clipped_rev_1

Ludovico Ariosto e Eraclito Manfredi,

L’Urland Furios d mssir Aldvigh Ariost tradut in Bulgnes da Eraclit Manfred

Bulogna, Prai Torch dla Stampari Real, 18656401_1_clipped_rev_1

In 2° (28×20 cm); (12), 414, (2) pp. Bella ed elegante legatura coeva in mezza pelle con titolo e filettatura in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva blu. Ottimo stato di conservazione. Uno dei rari esemplari numerati e dedicati “N°244 Sig. Zucchini C. Enrico”. Dedicatoria al Conte Carlo Pepoli Senatore del Regno. Esemplare stampato su carta di ottima qualità. Testo su due colonne. Celebre edizione in dialetto bolognese dell’Orlando Furioso del noto letterato e poeta dialettale bolognese Eraclito Manfredi, fratello del grande astronomo Eustachio. Eraclito, noto medico, fu dal 1731 lettore onorario di matematica nell’Università di Bologna e dal 1739 vi lesse anche lezionin di idrometria. Ebbe interessi soprattutto naturalistico-chimici (tre lavori in De Bononiensi scientiarum et artium Instituto atque Academia Commentarii) e letterari sfociati proprio in questa celebre traduzione in bolognese Ariosto che venne pubblicata postuma nel 1865. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione e in esemplare numerato con appartenenza a personaggio di nota famiglia nobile bolognese.

100 euro

133) FUTURISMO CUBISMO PASSEISTES FUTURISTES CUBISTES CUBISM FUTURISM BOCCIONI AVAVNGUARDIA STORIA DELL’ARTE ARTE PRIME EDIZIONI

6669_5_clipped_rev_1 6669_4_clipped_rev_1 6669_3_clipped_rev_1  6669_1_clipped_rev_1Coquiot Gustave,

Cubistes Futuristes Passeistes, Essai sur la Jeune Peinture et la Jeune Sculpture par Gustave Coquiot, avec 48 reproductions.

Paris, Libraire Ollendorff 50. Chausse d’Antin 50, 1914

In 8° (20,5×13,2 cm); (4), 277, (1) pp. e 48 c. di tav. fuori testo. Brossura editoriale con titolo in rosso e viola al piatto anteriore ed in nero al dorso (un leggerissimo alone rosso, quasi impercettibile). Al piatto anteriore pubblicità di pubblicazioni Ollendorff. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed i buona parte ancora a fogli chiusi. Prima edizione non comune di questo importante studio del celebre scrittore e critico d’arte francese, Gustave Coquiot (24 September 1865 – 6 June 1926) che fu anche collezionista dei quadri di Maurice Utrillo e segretario di Auguste Rodin. Quest’opera che è considerata una delle sue più importanti, ebbe un enorme successo ed un numero considerevole di edizioni uscite anche lo stesso anno di questa prima edizione. Tutte le edizioni susseguenti la prima edizione, spesso identiche alla prima, riportano però il numero dell’edizione stessa esposta al frontespizio o al recto dello stesso. In essa l’autore analizza i principali autori dei movimenti d’avanguardia che si svilupparono tra la fine dell’ottocento ed i primi anni del ventesimo secolo con capitoli quali: Pierre Bonnard, André Derain, Geo Dupuis, James Ensor, Les peinters Futuristes, Pierre Girieud, Henri-Matisse, Hermann-Paul, Iturrino, Lucien Laforge, Henri Manguin, Pablo Picasso, Jean Puy, Paul Signac, Sunyer, Les Synchromistes, Maurice Utrillo, Felix Vallotton, Boccioni, Emile Bourdelle, R. Carabin, F. Durrio, Ernesto de Fiori, Georges Lacombe, Manolo ecc. ecc. Molto belle le tavole fotografiche fuori testo con riproduzioni di alcuni celebri capolavori di Boccioni, Carrà, Russolo, Severini, Soffici, Guerin, Matisse, Laforge, Manguin, Marval, Macdonald Wright, Utrillo, De Fiori, Manolo, Derain ecc. ecc. Opera non comune da reperirsi in prima edizione e ancor meno comune a fogli, in buona parte, chiusi.

100 euro

134) SVIZZERA CONFEDERAZIONE ELVETICA CONFEDERATION CONFEDERATION HELEVETIQUE BERNA YVERDON STORIA

6868_5_clipped_rev_1 6868_4_clipped_rev_1 6868_2_clipped_rev_1 6868_1_clipped_rev_1De Watteville Alexandre Louis,

Histoire de la confédération Helvetique, et abrege chronologique De l’Historie de la Nation jusqu’à l’Année 1664… Troisme edition Considerablement Augumentee, fur-tout des trois derniers Livres et des Tables Genealogiques. Tome Premier – Second.

A Yverdon, s.stampatore, 1768

In 8°; due tomi: (2), 266 pp. e (4), 248 pp. e 3 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate e poste alla fine del volume. Belle legature coeve in mezza pelle con titolo su fascetta, fregi e filetti in oro al dorso. Piatti foderati con bella carta color caffè. Tagli spruzzati. Terza edizione, che si preferisce alle precedenti in quanto notevolmente aumentata e corretta di una delle opere di storiografia svizzera più conosciute compilata dal noto storico e magistrato originario di Berna, Alexandre Louis De Watteville (1714-1780). Opera completa delle tre tavole genealogiche fuori testo. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura coeva.

100 euro

135) GIOCHI DI CARTE RAVENNA PRIME EDIZIONI RARITA’ GIOCHI DI CARTE RAVENNA PRIME EDIZIONI RARITA’

7211_1Anonimo,

Le 12 più belle pazienze.

Ravenna, Scuola Tipografica Salesiana, S. data (ma 1910 circa)

In 4° (19×14 cm); 16 pp. Bella legatura coeva in cartoncino rigido con motivi verdi e bianchi e titolo stampato su fascetta al piatto anteriore. Rarissima pubblicazione inerente ai giochi di carte, nessun esemplare censito in ICCU e non presente in alcuna bibliografia controllata. L’opera, stampata su carta di ottima qualità, descrive 12 giochi di pazienza come: La più bella (con un mazzo), Napoleone (un mazzo di carte italiane), La Cinese (un mazzo), La Grande Sequenza (un mazzo), Galleria di Quadri (due mazzi), La Bella tra le Belle (due mazzi), Il Cesto (due mazzi), Le Parallele (due mazzi), Le Serie (due mazzi), . Rarissimo ed in ottime condizioni di conservazione.

80 euro

136) PRIME EDIZIONI ITALIANE RARITA’ LETTERATURA INGLESE

7232Austen Jane,

Mansfield Park,

Milano, Edizioni per il Club del Libro, 1961

In 8°; 436, (2) pp. Legatura editoriale in mezza-pelle con piatti foderati da carta marmorizzata. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. L’opera vide la luce in tiratura limitata fuori commercio in 8000 esemplari dei quali “5000 con numerazione speciale in corpo piccolo rosso preceduta dalla lettera A, destinati ai soli Aderenti Animatori, e 2500 esemplari con numerazione usuale in nero, a disposizione degli Aderenti Ordinari e Temporanei. Sono stati inoltre tirati 200 esemplari non numerati”. Il nostro è l’esemplare “A 1850” scritto in rosso. Prima rara traduzione italiana di uno dei più celebri romanzi della grande scrittrice inglese, Jane Auste. L’opera fu pubblicata dall’autrice nel 1814 sempre in forma anonima, come tipico di tutte le prime edizioni della scrittrice inglese. Come la maggior parte delle prime edizioni italiane dei romanzi di Jane Austen, il volume risulta assai raro. I romanzi di Jane Austen, in Italia, rimasero sconosciuti e non tradotti, fino a quando Mondadori decise di pubblicare nel 1932, con la traduzione di Giulio Caprin, Orgoglio e Pregiudizio. Il volume non ebbe particolare successo tanto che si dovette aspettare il 1945, quando il clima culturale mutato e la presenza sul territorio italiano di una forte componente anglofona, riportò in auge il nome della Austen. Nel 1945 alcune case editrici minori ma dallo spiccato spirito editoriale come appunto l’Astrea, la Denti, Tariffi (che nel 1945 ripubblicò Orgoglio e Pregiudizio con il titolo definitivo italiano con il quale oggi è conosciuto) e La Caravella, decisero la pubblicazione di alcuni altri scritti della Austen che però, per le ristrettezze economiche e di materiali di quegli anni, furono editi in un numero assai ridotto di copie. Bisogna aspettare fino ai primi anni 70’ per vedere, in un crescendo inarrestabile, la fama di Jane Austen aumentare a dismisura e i suoi romanzi essere apprezzati, non più solo come romanzi d’amore ma come veri e propri capolavori della letteratura mondiale, fino a trasformare la loro autrice una delle più apprezzate, acclamate e ristampate autrici in Italia. Proprio per questo lento successo dell’autrice inglese, alcune sue opere furono tradotte per la prima volta ben dopo il 1950. Bisogna ad esempio aspettare il 1959 per vedere la prima uscita di “L’abbazia di Northanger” o il 1961 per la prima edizione italiana di “Mansfield Park” e anche queste prime ma tarde, edizioni,italiane risultano, oggi, rare a reperirsi. La prima edizione italiana di “Mansfield Park” si presenta nella traduzione di Maria Pini Rizzi. Prima edizione italiana non comune a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione.

100 euro

137) PRIME EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA SURREALISMO SAVINIO DE CHIRICO

7430Savinio Alberto,

Achille innamorato (gradus ad parnassum),

Firenze, Vallecchi, 1938

In 8° (19,5×13,5 cm); 266, (2 b.) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta editoriale. Prima edizione di questo celebre scritto del grande pittore, scrittore e compositore italian, Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto 1891 – Roma, 5 maggio 1952), fratello di Giorgio de Chirico. Dopo aver studiato contrappunto con Max Reger, Savinio s’impegnò nello studio del pensiero di Otto Weininger, Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche mentre compoeva diverse sinfonie che però non trovarono, inizialemente, forse a causa anche del loro carattere estremamente sperimentale, un eco fra il pubblico. Fu così che nel 1911 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con la maggior parte degli esponenti delle avanguardie artistiche dell’epoca che gravitavano su Parigi. E’ così per De Chirico un periodo di grande sviluppo culturale ed artistico, durante il quale conosce Pablo Picasso, Blaise Cendrars, Francis Picabia, Jean Cocteau, Max Jacob e Guillaume Apollinaire. Nel 1914 conia il suo pseudonimo di ALberto Savinio e pubblica, sotto tale nome “Les chants de la mi-mort” nel numero 3 (giugno/agosto 1914) della rivista Les Soirées de Paris. Tornato in Italia con il fratello Giorgio stringe contatti sempre più forti con il mondo intellettuale italiano, stringendo amicizia con Filippo de Pisis, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Giovanni Papini e inizia a collaborare a “La Voce” di Giuseppe De Robertis, dove appaiono a puntate i primi capitoli di Hermaphrodito. Alla fine della Prima Guerra Mondiale collabora con le importanti riviste d’avanaguardia “Valori plastici” e “La Ronda”. Nel 1924 fu tra i fondatori della “Compagnia del Teatro dell’Arte”, diretta da Luigi Pirandello. Europeista convinto, a partire dal 1941 si avvicina a Valentino Bompiani, suo editore di riferimento creando intorno a questi, un sodalizio di intellettuali che annovera anche Corrado Alvaro, Massimo Bontempelli e Giacomo Debenedetti. Nell’autunno del 1943 apprende, per puro caso che il suo nome è inserito fra i sospettati di antifascismo e decide di nascondersi. La sua poetica verrà caratterizzata per tutta la sua vita dal gusto del fantastico, dell’ignoto fantastico ma anche da una continua tendneza alla conoscenza di se stessi e delle sicurezze borghesi attraverso una parodia spiazziante e sprezzante fino all’irriverenza anche grazie a richiami mitologici. Il volume qui presentato è una raccolta di racconti che incarna perfettamente tutta la poetica epica surreale di Savinio. La raccolta prende il nome dal racconto surreale pubblicato per la prima volta in lingua francese nel 1933 “Achille Énamouré Mêlé à l’Evergète”, sulla rivista “Surréealisme au Service de la Révolution, n. 5”. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009, pag. 821; Spaducci 259.

80 euro

138) MEDICINA SIFILIDE INFETTIVOLOGIA LUE VENEREA PROSTITUZIONE GONORREA FARMACIA GRUMO NEVANO NAPOLI

7604_clipped_rev_1Cirillo Domenico Maria Leone,

Osservazioni pratiche intorno alla Lue Venerea del D.r Domenico Cirillo,

Venezia, Francesco di Niccolò Pezzana, 1786

In 8°; XVI, 288 pp. Bella legatura di inizio novecento in cartoncino rigido con motivi geometrici verdi e tassello in pelle con titolo in oro al dorso. Stemma xilografico al frontespizio. Testatine, finalini xilografici. Qualche macchiolina di foxing non fastidiosa in poche pagine e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Terza, rara edizione (tutte le prime tre edizioni sono molto rare), di quello che è considerato il più importante lavoro del grande medico e patriota napoletano nato a Grumo Nevano, Domenico Cirillo. L’opera prende ispirazione dalle osservazioni raccolte dall’autore durante il suo periodo di lavoro presso l’Ospedale degli Incurabili di Napoli (allora ospedale militare). L’opera ebbe subito un enorme successo tanto da venir tradotta in molte lingue, tra cui il francese ed il russo. Cirillo fu tra i primi a descrivere nei particolari le complicanze della sifilide, e a connettere e studiare le multiforme forme patologiche in cui si può presentare. Sperimentò varie terapie farmaceutiche all’avanguardia nel campo della sessuologia che diedero ottimi risultati e furono utilizzate per tutto il XVIII° e la prima metà del XIX° secolo. L’autore sin da giovane, anche grazie al fatto che proveniva da una famiglia di naturalisti e di medici, si dedicò agli studi di scienze naturali e di medicina. A 16 anni si iscrisse all’Università di Napoli e, a soli 20 anni (precisamente il 2 dicembre 1759), si laureò in Medicina e Chirurgia. Nel corso del 1760 divenne professore di patologia medica e botanica all’Università di Napoli e all’Ospedale degli Incurabili. In questo ruolo, si distinse nel campo botanico e, seguendo le teorie di Linneo, classificò numerose specie vegetali dell’Italia meridionale. Dopo il 1780 sarebbe anche divenuto direttore del Museo di Storia Naturale, allora in allestimento. Nel 1774 condurrà la cattedra di patologia e materia medica, divenendo medico personale della famiglia reale. Ciò gli avrebbe permesso di fare molti viaggi, ad esempio in Francia ed in Inghilterra, dove avrebbe conosciuto nuove dottrine e stretto nuove amicizie, tra cui Nollet, Buffon, d’Alembert, Diderot e Franklin. Passato alla cattedra di medicina teorica nel 1777, poi a quella di medicina pratica, produsse un notevole numero di pubblicazioni di carattere medico, alcune delle quali concernenti la cura delle malattie veneree. Tra di esse vanno ricordate Ad botanicas institutiones introductio (1766), Fudamenta botanicae (1785) e Entomologiae neapolitanae specimen primum (1787). In campo medico, dedicandosi sia alla didattica che alla ricerca, approfondì gli studi sulle malattie veneree e comprese l’importanza sociale della scienza medica esplicitando nel suoi Discorsi accademici, (1787) le sue critiche al degrado della classe medica e delle strutture ospedaliere. Dall’esperienza della Rivoluzione francese trasse gli ideali di libertà che lo portarono ad essere uno degli artefici della Repubblica Napoletana. A Napoli fu iniziato alla Massoneria, ove risulta affiliato alla Loggia Les Zelés di obbedienza olandese nel 1770, e in seguito alla Loggia La Zelée et la Sécrète, passata dall’obbedienza olandese a quella inglese. Fu probabilmente per il tramite dell’ambiente massonico che frequentò anche gli ambienti giacobini che a Napoli iniziavano a mettere in discussione la monarchia borbonica a partire dal 1790. Durante la Repubblica Napoletana inizialmente si dedicò più che mai alla sua attività di medico: si racconta che se veniva chiamato da un ricco e da un povero preferiva visitare prima il povero e poi il ricco, dicendo che: “l’arte salutare deve esercitarsi a sollievo della misera umanità e non come strumento per procacciarsi ricchezze”. È solo dopo un po’ che accettò l’invito del generale Jean Étienne Championnet a diventare membro della Commissione Legislativa che era stata istituita dal commissario civile francese André Joseph Abrial: a questo punto lasciò la sua attività professionale per dedicarsi alla politica. Ricoprì quindi la carica che fu del giurista Mario Pagano (come presidente della Commissione stessa) ma, con la restaurazione borbonica che ebbe il culmine nel ritorno a Napoli di Ferdinando IV, la Repubblica fu spazzata via e Cirillo assieme a tanti altri patrioti venne imprigionato dapprima nella stiva del vascello da guerra “San Sebastian” e poi trasferito nella “fossa del coccodrillo” di Castel Nuovo. Dato lo spessore del personaggio, gli fu concessa l’opportunità della grazia nel caso avesse rinnegato il suo ideale repubblicano per giurare fedeltà alla corona borbonica, ma Cirillo rifiutò. Dopo quattro mesi di prigionia nella cella del Maschio Angioino, la mattina del 29 ottobre del 1799 venne condotto al patibolo in Piazza Mercato, dove fu giustiziato assieme a Mario Pagano, Ignazio Ciaia e Vincenzio Russo.

100 euro

139) UGANDA AFRICA STORIA LOCALE FOTOGRAFIA PRIME EDIZI

7574_2_clipped_rev_1 7574_1_clipped_rev_1Hattersley, C. W. [Preface by T. F. Victor Buxton],

Uganda by Pen and Camera,

London, Published by The Religious Tract Society, 1906

In 8°; XVI, 138, (4 di catalogo) pp. e 23 c. di tav. fuori testo con fotografie di personaggi e scorci ugandesi. Bellissima legatura editoriale in piena tela verde con illustrazioni e titolo in nero ed oro al piatto anteriore ed al dorso. Qualche leggero foxing in poche pagine dovuto alla qualità della carta utilizzata e nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questo importante scritto dedicato all’Uganda dell’inizi del XX° secolo. Charles William Hattersley (1866–1934) era un missionario britannico che si unì alla Church Missionary Society all’inizio del 1897 dopo aver gestito una coltelleria a Sheffield. Nel settembre dello stesso anno lasciò l’Inghilterra per l’Uganda, dove aiutò a creare il sistema di istruzione primaria, fu coinvolto nell’educazione dei figli dei capi ugandesi e alla fine prestò servizio come preside della scuola della Missionary Society Church sulla collina di Mengo a Kampala. Fotografo dilettante entusiasta, Hattersley divenne il fotografo ufficiale della corte e della chiesa ugandesi. Il suo Uganda descritto in “Pen and Camera”, pubblicato dalla Religious Tract Society a Londra, venne edito con lo scopo principale di reclutamento di nuovi missionari, ma il libro contiene anche informazioni preziose sulla storia e la cultura dell’Uganda. Il primo capitolo descrive l’arduo viaggio intrapreso dai missionari per raggiungere l’Uganda. Altre materie trattate sono la religione tradizionale, il personaggio e il ruolo del re Daudi Chwa II, nipote del re Mutesa I e figlio del re Mwanga II, e la diffusione del cristianesimo e il suo effetto sulla società ugandese. Il capitolo sulla religione discute di Katonda, come il Baganda chiamava Dio e della tradizionale convinzione di Bagand che Katonda avesse mandato Kintu e la moglie di Kintu, Nambi, nel mondo per dare alla luce bambini e popolare la Terra. Sono incluse circa 30 belle delle fotografie di Hattersley. Prima edizione, in legatura originale.

90 euro

140) GUIDE ESPOSIZIONE UNIVERSALE CHICAGO GUIDE ESPOSIZIONE UNIVERSALE CHICAGO

7835_clipped_rev_1Martin J. F.,

Martin’s World’s Fair Album-Atlas and Family Souvenir , Illustrated

Chicago, Published by C. Ropp & Sons, 1892

In oblungo (28×20 cm); 143 cc. Legatura editoriale in piena tela rossa rigida con titolo e ricchissimi fregi in oro e argento impressi in oro al piatto anteriore. Un piccolo strappetto con perdita di carta al margine basso bianco di una tavola e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celeberrima pubblicazione che riproduce scorci e vedute di Chicago e molti altri luoghi dell’Esposizione Universale. La fiera mondiale che si tenne a Chicago nel 1892 fu una grande mostra internazionale progettata per mostrare i risultati delle nazioni. Il volume contiene fotografie della fiera mondiale di Chicago del 1893 che si tenne per celebrare il 400 ° anniversario dell’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo nel 1492, ed è famosa anche perchè fu lo sfondo per le attività del serial killer H. H. Holmes. Il testo di questo lavoro delinea l’Esposizione Universale e fornisce anche una piccola panoramica di alcune fiere precedenti. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione.

90 euro

141) SCHIAVITU’ ABOLIZIONISMO SLAVERY PRIME EDIZIONI ITALIANE ROMANZI LETTERATURA AMERICANA PRIME EDIZIONI ITALIANE

7864_3_clipped_rev_1  7864_1_clipped_rev_1Hildreth Richard,

Lo schiavo bianco ossia il Compagno dello zio Tomaso Romanzo Americano,

Milano, Libreria Viscontini e Compagno fiori Chiari, S. data (ma 1836 circa)

In 12°; due tomi in un volume: 249, (3) pp. e 4 c. di tav. fuori testo compresi l’antiporta ed il frontespizio incisi, 286, (2) pp. e 4 c. di tav. fuori testo compresi l’antiporta ed il frontespizio incisi. Bella legatura coeva in mezza-pelle scura con titolo, numeri dei volumi e filetti in oro al dorso. Un piccolo difetto alla parte bassa della cerniera del piatto anteriore. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva, qualche strofinatura. All’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Traduzione di Gaspare Aureggio. Senza data ma 1825, la Libreria Viscontini non stampò nulla dopo il 1826. Prima edizione italiana, una seconda fu stampata solo nel 1853 da Borroni e Scotti, di questo romanzo “abolizionista”, scritta dal noto giornalista, storico e scrittore americano, Richard Hildreth (Deerfield, Massachusetts 28 giugno 1807 – Firenze 11 luglio 1865). È meglio conosciuto per aver scritto una nota Storia degli Stati Uniti d’America in sei volumi che copre il periodo 1497-1821 che venne pubblicata nel 1840-1853. Gli storici la considerano una storia politica molto accurata della prima Repubblica ma con un forte pregiudizio a favore del Partito Federalista e dell’abolizione della schiavitù. L’autore frequentò la Phillips Exeter Academy, a partire dal 1816, e rimanendo per sette anni. Nel 1826 si laureò all’Harvard College. Dopo aver studiato legge a Newburyport, fu ammesso all’Ordine degli Avvocati di Boston nel 1830. Nel 1832, Hildreth divenne co-fondatore ed editore del quotidiano “Boston Atlas”. Nel 1834, scrisse questo popolare romanzo contro la schiavitù “The Slave: or Memoir of Archy Moore” pubblicato nel 1836, poi ampliato nel 1852. Nel 1837 scrisse per l'”Atlas” una serie di articoli che si opponevano con forza all’annessione del Texas. Nello stesso anno pubblicò un importante 7864_2_clipped_rev_1scritto sulle banche e la valuta cartacea, opera che ha contribuito a promuovere la crescita del sistema bancario libero in America. Nel 1838 riprese i suoi doveri editoriali sull’Atlas, ma nel 1840 si trasferì, a causa della sua salute, nella Guyana britannica, dove visse per tre anni e fu redattore di due settimanali che uscivano in contemporanea a Georgetown. Nello stesso anno pubblicò in questo un volume in opposizione alla schiavitù, Dispotismo in America (2a ed., 1854). Tra il 1857 e il 1860 Hildreth lavorò per il New York Tribune e nello stesso periodo scrisse diversi trattati contro la schiavitù per il nascente partito repubblicano sotto vari pseudonimi. La cattiva salute lo costrinse a ritirarsi dalla sua carriera di scrittore nel 1860. In qualità di governatore del Massachusetts, Nathaniel Prentiss Banks e il senatore Charles Sumner, fecero pressioni per la nomina di Hildreth come console degli Stati Uniti a Trieste, carica che ottenne, nel 1861. Nel 1865 si dimise da quella posizione e si trasferì a Firenze, dove morì l’11 luglio 1865. È sepolto vicino a Theodore Parker nel Cimitero degli Inglesi, Firenze. Questa prima edizione italiana è assai rara.

80 euro

142) MANUALI HOEPLI PRIME EDIZIONI MUSICOLOGIA MUSICA

8230_clipped_rev_1Magrini Gustavo,

Espressione e interpretazione della musica del maestro Gustavo Magrini con 238 incisioni, Manuale approvato dal Liceo Musicale di Torino.

Milano, Ulrico Hoepli, Editore-Libraio della Real Casa, 1906

In 16°; VIII, 149, (3), 64, (2) pp. Legatura editoriale in tutta tela azzurra. Titolo impresso in nero al piatto anteriore. Tagli rossi. Prima rara ed unica edizione, in ottime condizioni di conservazione, di questo manuale Hoepli scritto dal noto musicologo e musicista, Gustavo Magrini che fu autore di diversi apprezzati testi di musicologia e canto. Prima edizione, rara. Rif. Bibl.: Assirelli, p. 99.

80 euro

143) FOTOGRAFIA PRIME EDIZIONI MODENA RARITA’

8249_2_clipped_rev_1 8249_1_clipped_rev_1Anonimo,

Istantanee Ippiche,

Modena, Libreria Barbieri, Tip. A. Namias, 1899

In oblungo (12×20 cm); (24) pp. Brossura editoriale con titolo e immagine di cavalli che saltano al piatto anteriore. Prima edizione in forma di volume di questa raccolta di fotografie apparse per la prima volta sul giornale “Il progresso fotografico”. Rarissima pubblicazione di interesse fotografico pubblicato lo stesso anno del celebre trattato fotografico di Muybridge Eadweard, “Animals in Motion”. Rarissimo, nessun esemplare censito in ICCU.

90 euro

144) ILLUSTRATORI MODENA FORMIGGINI TASSONI SAECCHIA RAPITA FORMIGGINI STAMPATORI UMBERTO TIRELLI ILLUSTRI PROVENIENZE

8260_3_clipped_rev_1 Tassoni Alessandro, Tirelli Umberto, Graziosi Giuseppe, Alfredo Baruffi, Augusto Majani,

La secchia contiene sonetti burleschi inediti del Tassone e molte invenzioni piacevoli e curiose, vagamente illustrate, edite per la famosa festa mutino-bononiense del 31 maggio 1908 prefazione di Olindo Guerrini.

Bologna, A. F. Formiggini Editore, 1908

In 8°; VIII, 88 pp. Brossura editoriale illustrara con titolo entro bella cornice animata realizzata da Barfredo da Bologna, pseudonimo di Alfredo Baruffi (1876-1948). Piccolo difetto al margine basso del8260_2_clipped_rev_1 dorso con piccola mancanza della carta di rivestimento. Esemplare appartenuto ad Umberto Tirelli, illustratore dell’opera stessa, come attesta l’Ex-Libris applicato al piatto anteriore con il motto “Tanto più brutto, tanto più bello” e con la pecetta a stampa illustrata posta alla fine del volume con il logo del “Teatro delle Teste di Legno”. All’interno in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima ed unica edizione della nota “Secchia di Formiggini” che sancisce l’inizio dell’attività editoriale, di uno dei più importanti e geniali editori, della prima metà del XIX° secolo. L’opera venne riccamente illustrata da Giuseppe Graziosi, Alfredo Baruffi, Umberto Tirelli, Augusto Majani e altri. La parte letteraria venne curata da Olindo Guerrini e Alfredo Testoni. Secondo le intenzioni di Formiggini l’opera venne stampata con caratteri che richiamavano a quelli utilizzati per gli incunaboli e venne edita durante le Feste Tassoniane solenni che si tennero nel 1908 alla Fossalta. AL frontespizio ogni esemplare presenta un timbro a secco di Formiggini. Prima non comune edizione, in buone condizioni di conservazione e proveniente dallo stesso illustratore dell’opera, Umberto Tirelli.

190 euro

145) TIENTSIN TIANJIN CINA MEMORIE PRIME EDIZIONI CHINA NATALE RACCONTI MARINAI STORIE MARINARESCHE MARE GAETA LA SPEZIA VALPARAISO CILE

8463_1_clipped_rev_1Rino dei Mosi,

Il Santo Natale, Ricordi di mare e di cose lontane,

Spezia, Tipografia di Francesco Zappa, 1904

In 8°; 82 pp. Brossura editoriale, qualche traccia di sporco. Lievi fioriture al margine esterno di alcune pagine. Una pecetta pubblicitaria al rectro del piatto anteriore. Nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima ed unica non comune edizione, di questo scritto di memorie marinaresche di Rino dei Mosi che raccoglie qua, i ricordi dei giorni di Natale passati a Gaeta, Gibilterra, La Spezia, Valparaiso (Cile), Tu-Tung-Yamen (Tien-Tsin Provisional Governamet), questi ultimi ricordi occupano la parte maggiore del volume. Prima edizione completa della sua brossura originale.

80 euro

146) LETTERATURA INGLESE PRIME EDIZIONI ITALIANE POESIA PRIME EDIZIONI ITALIANE POESIA ROMANTICISMO

8637_1Byron Gordon George, Isola Pietro,

Poemi di Lord G. Byron trodotti dall’originale inglese da Pietro Isola Socio Corrispondente della R, Accademia delle Scienze ed Arti di Alessandria,

Torino, Presso Giuseppe Pomba, 1827

In 4° piccolo; 204, (4) pp. Legatura coeva in mezza-pelle con autore e titolo e filetti in oro al dorso. Piatti foderati in carta marmorizzata coeva. Tagli spruzzati. Un forellino all’cchietto dove è in parte cancellata la lettera N del nome di Byron nell’occhietto “Poemi di Lord G. Byron”. Antico timbretto di biblioteca circolante faentina all’occhietto e nella pagina di dedicatoria. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione italiana di questa traduzione delle celeberrime opere di Lord Gordon George Byron, Il prigioniero di Chillon, Parisina, L’assedio di Corinto e il canto Lara, nella traduzione ad opera del 8637_2celebre letterato originario di Novi Ligure, Pietro Isola (31 dic. 1785 -) discendete da un’antichissima e nobile famiglia ligure. Militante della Giovine Italia ebbe un ruolo, seppur non di primissimo piano, nella congiura che sconvolse l’esercito sardo, nel quale ricopriva il grado di Tenente e di aiutante di Campo del Genrale V. Casazza di Valonte nel 1833. Denunciato da un sergente, venne arrestato il 16 maggio del 1833. Giudicato, venne condannato alle dimissioni del grado e all’espulsione dell’esercito e poi gli venne assegnata una pensione annua di 300 lire ed ingiunto il domicilio coatto a Novi. In letteratura compose diverse liriche e tradusse dall’inglese, lingua che padroneggiava notevolmente. La sua traduzione di queste opere di Byron parteciò a far conoscere il grande poeta inglese, al pubblico italiano. L’opera contiene: Dedica del traduttore all’avv. Fernando Isola – Il prigioniero di Chillon (con dedica del traduttore all’illustrissima signora contessa Ottavia Masino-Giglio di Mombello nata Borghese); Parisina (con dedica del traduttore all’ornatissimo signore D. Luigi Richeri, pastore arcade e socio delle altre piu’ distinte accademie d’Italia); L’assedio di Corinto (con una introduzione del traduttore e una notizia istorica); Lara (canto I e canto II, con dedica del traduttore alla ornatissima signora Gabriella Buonvicino nata Goffi). Prima edizione italiana.

80 euro

147) GENOVA LIGURIA STORIA LOCALE

6327_1_clipped_rev_1AA.VV.,

Cenni storici sulla Liguria e su Genova seconda edizione accresciuta dei documenti relativi all’unione del Genovesato al Piemonte, della6327_2_clipped_rev_1 serie dei dogi, di un catalogo di tutti i liguri rivestita d’alta dignità ecclesiastica e brevi notizie sulle famiglie nobili di Genova.

Genova, presso il librajo Canepa, 1858,

In 8° piccolo; VIII, 256 pp. Bella legatura coeva in mezza pelle blu con autore, titolo, anno di pubblicazione e ricchi fregi in oro al dorso. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Studio anonimo che ripercorre la storia della repubblica di Genova. L’ultima parte del volume contiene la lista cronologica di tutti i Dogi, personalità pubbliche importanti e dei Vescovi di Genova dal 1090 al 1859. “cenni storici furono somministrati dal Sac. Paolo Rebuffo; i documenti furono riordinati dal March. Vincenzo Ricci; il catalogo e’ lavoro del Can. Luigi Grassi, bibliotecario della R. Universita’ di Genova”. Una prima edizione non risulta censita da nessuna parte. Opera non comune. Passano suppl. al Melzi, p. 65.

100 euro

148) DA PORTO PIACENZA VERONA PADOVA ROMEO E GIULIETTA UDINE FRIULI PRIME EDIZIONI BOLOGNA SOSSANO BEMBO URBINO UMANESIMO BIOGRAFIE

7648_1_clipped_rev_1Milan Giacomo,

Notizie intorno alla vita e agli scritti di Luigi Da Porto. Unito a: Alcune lettere inedite di Luigi da Porto scritte dall’Anno MDIX al MDXII.

Padova, per Valentino Crescini, 1829-30

Due opere legati alla figura di Luigi da Porto rilegate in un unico volume rilegato in cartoncino coevo marmorizzato. In 8° (22×13 cm). Opere in buone-ottime condizioni di conservazione. Per la prima opera: 37, (3) pp. Una xilografia al frontespizio. Prima edizione di questa rara biografia del grande scrittore e storiografo piacentino, Luigi da Porto. Discendente di una nobile famiglia vicentina, molto presto venne educato alle armi e alle lettere presso un parente di Urbino. Ebbe una vita avventurosa di amori e spade, fino alla scaramuccia in Friuli con dei soldati tedeschi nel 1511 durante uno scontro vicino al fiume Natisone. Letterato fine e poco conosciuto scrisse delle Rime pubblicate nel 1539, e una settantina di Lettere storiche, pubblicate nel 1857, sugli avvenimenti politici e bellici seguiti alla lega di Cambrai. Di lui rimane mistero soprattutto per la Historia nuovamente ritrovata di due nobili amanti (Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, pubblicata nel 1530 circa e successivamente ristampata insieme alle Rime nel 1539, con la revisione linguistica di Pietro Bembo), novella che Luigi da Porto scrisse nella pace della sua villa di Montorso Vicentino, convalescente per le ferite dell’animo e del corpo. La storia racconta del tormentato amore di Romeus e Giulietta, da cui William Shakespeare trasse in seguito ispirazione per la sua più famosa tragedia, Romeo e Giulietta. L’ispirazione per la storia a sua volta deriva probabilmente da un racconto di Masuccio Salernitano, Mariotto e Ganozza, che Da Porto rielabora, modernizzandola e introducendovi numerosi elementi poi ripresi dal grande drammaturgo inglese. Già nell’esordio c’è l’intenzione dell’autore di inserire le vicende in una cornice verosimilmente storica: si tratta una pausa dei combattimenti in cui egli era impegnato, e una marcia di trasferimento da Gradisca a Udine, con l’introduzione di un narratore esterno, l’arciere Pellegrino un amico di ventura dello scrittore al quale è demandato il compito di consolare Luigi da una delusione d’amore, narrando una vicenda da cui si comprenda come «lo star molto nella prigion d’amore si disdica, sì tristi son quasi tutti è fini, a’ quali egli ci conduce, ch’è uno pericolo il seguirlo». La prova è in un racconto assai diffuso nella sua città di origine, Verona, su due giovani amanti. Altre teorie più recenti e documentate danno invece al racconto un carattere più autobiografico, per cui dietro Romeo e Giulietta si celerebbero le figure di Luigi stesso e di sua cugina Lucina Savorgnan, implicati entrambi nelle vicende di faide tra Strumieri e Zamberlani che infiammavano il Friuli nel primo Cinquecento, culminando con la rivolta della Crudel Zobia Grassa. Ad avvalorare queste teorie ci sarebbero corrispondenze tra le cronache friulane e i particolari del racconto di Da Porto e alcuni dettagli che rispecchiano più la situazione urbanistica di Udine che non a quella di Verona. Per la seconda opera: 88 pp. Prima edizione di questa raccolta di lettere inedite di Luigi da Porto. Le lettere sono indirizzate al Conte Antonio Savorgnan a Udine per la maggior parte e alcune a Lodovico Almerico, Ghellino dei Ghellini, Pietro Bembo in Urbino, Faustino Broja in Sossano, Carlo Antonio Caccialupo a Bologna.

110 euro

149) POESIA PRIME EDIZIONI FERRARA TAMARA FUTURISMO FERRARA TAMARA FUTURISMO CREPUSCOLARISMO

8524_clipped_rev_1Govoni Corrado,

Brindisi alla Notte, Poesie.

Milano, Bottega di Poesia, 1924

In 8°; 152, (8) pp. Brossura editoriale verde con titolo impresso in nero entro cornice verde. Magnifico esemplare in perfette condizioni di conservazione ed a fogli ancora chiusi. Tiratura limitata di 525 esemplari, il nostro porta il numero 375. Prima edizione di questa celebre raccolta di poesie del grande poeta ferrarese, Corrado Govoni (Tamara, 29 ottobre 1884 – Lido dei Pini, 20 ottobre 1965). Fra i poeti “crepuscolari” in gioventù, aderì in seguito al futurismo divenendone uno dei rappresentanti di punta pur continuando a mantenere nella sua produzione letteraria aspetti dannunziani, “immagini” liberty e crepuscolari affiancando toni tipici del modernismo futurista nelle descrizioni degli ambienti cittadini, l’idillio dei paesaggi campestri a lui cari per la sua sensibilità di uomo cresciuto in campagna. Scrive Riccardo D’Anna nel Dizionario Biografico degli Italiani (Volume 58, 2002) che Govoni è una “Figura a suo modo emblematica di scrittore poligrafo e prolifico, il G. attraversò con originalità il complesso universo che si andava muovendo intorno alla “nuova poesia”, sorta nella prima quindicina del secolo, attraversando Pascoli e D’Annunzio, ma soprattutto direttamente partecipando tanto al movimento futurista (collaborò ai Quaderni di poesia, diretti da F.T. Marinetti) quanto, facendo tesoro delle esperienze simboliste e tardo-simboliste in chiave impressionistica e crepuscolare, secondo il credo di una poesia il cui fine non è certo analizzare e descrivere ma puntare piuttosto verso l’ineffabile, evocare sensazioni. Il G. collaborò, inoltre, a La Voce e a Lacerba, ma pubblicò anche su diverse altre riviste, fra cui Riviera ligure di M. Novaro e, dal 1916, sulla rivista partenopea La Diana di G. Marone, che per prima ospitò e diffuse l’esperienza dei poeti ermetici. Già C. Bo individuava quale “punto determinante nella poesia govoniana” la sua stupefacente natura di scrittore: “una natura talmente ricca e sovrabbondante da impedire una classificazione esatta o – caso mai – portata piuttosto a sollecitare una continua collusione con le ragioni del tempo” (p. 314).”. Raro a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione e a fogli chiusi.

90 euro

150) CACCIA ARS VENATORIA CACCIAGIONE PRIME EDIZIONI ARTE VENATORIA MANUALI DI CACCIA CANI DA CACCIA

IMG_6099_clipped_rev_1Ugolini Luigi,

IL LIBRO DEL CACCIATORE con numerose illustrazioni, (CACCIA CANI E FUCILI)

Firenze, Manuali Diana, 1935

In 8° (17×12 cm); 383, (1) pp. Cartoncino rigido con sopraccoperta illustrata con foto di cacciatore con preda (qualche minimo segno del tempo alla sopraccoperta). Prima edizione di questo celebre manuale del cacciatore del grande poeta e scrittore Luigi Ugolini e nato a Firenze, discendente di una antica famiglia nobile dell’aretino. L’autore si suddivide in diversi capitoli fra i quali: il cacciatore, La Padella, Il fucile, Le cartucce, Gli uccelli, Le migrazioni degli uccelli, La selvaggina da pelo, La selvaggina nobile e sua caccia, La caccia in padule, La caccia spicciola, I cani, Addestramento del cane ecc. All’interno in ottimo stato di conservazione. Buon esemplare della prima edizione.

80 euro

151) LAGO DI GARDA ALBUM CARTOLINE BOLZANO MALCESINE MADERNO RIVA TORBOLE SIRMIONE GARDONE SALò MONTE BALDO PUNTA S. VIGILIO CARGNANO

IMG_6101_clipped_rev_1  IMG_6102_clipped_rev_1IMG_6100_clipped_rev_1Amonn Joh. F.,

Lago di Garda,

Bolzano, Joh. F. Amonn, s.d. (ma 1910-30)

In oblungo (24×19 cm), 10 cc. nn. Brossura editoriale con titolo impresso in azzurro al piatto anteriore entro bella cornice. Ogni cartolina ha formato grande (uscirono anche in formato di cartolina classica) e misurano 18×13,7 cm ed è applicata all’album entro una cornice rossa con sotto riportato il titolo della località riprodotta. Le 10 cartoline riguardano: Torbole, Arco, Riva, Malcesine, Cargnano col Monte Baldo, Panorama di Maderno verso Toscolano e Monte Baldo, ,Gardone-Riviera, Salò con la Riviera, Il castello di Sirmione, Punta S. Vigilio. Ogni cartolina è a colori. Album in perfette condizioni di conservazione e assai rara da reperirsi. L’opera è forse un album ricordo o un campionario pubblicitario di cartoline che venivano poi ordinate e stampate in formato classico di cartolina (le stesse infatti si trovano in formato più piccolo). Completo e RARO.

90 euro

152) CICLISMO SPORT GIRO D’ITALIA BARTALI PONTE A EMA TOSCANA FIRENZE BAGNO A RIPOLI FOTOGRAFIA DEDICHE AUTOGRAFE

6317_1_clipped_rev_1(Bartali Gino),

Bella fotografia con dedica autografa di un giovane Gino Bartali insella alla bicicletta e con la maglia da Campione d’Italia

S. luogo, S. editore, (1937)

14X9 cm; bellissima foto con dedica autografa del grande ciclista Gino Bartali (Ponte a Ema, frazione di Bagno di Ripoli e Firenze 18 luglio 1914 – Firenze 5 maggio 2000). La foto al verso presenta una piccola antica striscia di tessuto montata ad occhietto per permettere di appendere la stessa. La foto presenta una didascalia a stampa “Gino Bartali, Campione d’Italia, Vincitore del XXIV Giro d’Italia, 1936 – XIV°, 1937 – XV°”. La foto, in buone condizioni di conservazione, presenta un Bartali con i pantaloncini della squadra Legnano alla quale aderì nel 1936. La foto è sicuramente scattata nel 1937 quando Bartali aveva appena 23 anni ma si era già affermato come il ciclista italiano più forte dell’epoca, infatti non riporta ancora la vittoria di Bartali al Tour de France ottenuta nel 1938. Le foto con dedica di Bartali risalenti a prima della Seconda Guerra Mondiale, probabilmente anche a causa delle note vicende politiche italiane che videro il grande corridore contrapposto al Regime Fascista, non sono comuni.

90 euro

153) AVIAZIONE PALLONI AEROSTATICI VOLO INGEGNERIA MATEMATICA PRIME EDIZIONI FIUMICELLO UDINE

6382_2_clipped_rev_1 6382_1_clipped_rev_1Blaserna Pietro,

Sul modo di dirigere i Palloni Aerostatici. Due conferenze fatte nei giorni 28 aprile e 5 maggio 1872 nella grande aula della R. Università di Palermo dal Professore Pietro Blaserna, raccolte per cura di V. Saporito-Ricca e rivedute dall’Autore. Con una tavola litografata.

Torino, Ermanno Loescher, 1872

25,3×16,5 cm; 36 pp. e una c. di tav. Brossura editoriale con titolo impresso in nero entro cornice al piatto anteriore. Un piccolissimo difetto al margine basso del dorso. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione e a fogli ancora chiusi. Prima edizione di questo importante studio nella storia dei voli aerostatici italiani, scritto dal celebre matematico e fisico italiano Pietro Blaserna (Fiumicello in provincia di Udine, 22 febbraio 1836 – Roma, 26 febbraio 1918). L’autore fu il fondatore della Scuola Pratica di Fisica all’Università di Roma. Dal 1879 l 1907 fu il presidente del Consiglio di meteorologia e geodinamica. Fu anche presidente dell’Accademia dei Lincei. Fra i massimi studiosi italiani della seconda metà dell’ottocento a lui si devono numerosi esperimenti e ricerche sull’induzione, sull’indice di rifrazione degli alcoli, sul calore, sulla cinetica dei gas e sull’acustica. Fu anche uno dei membri fondatori del Club Alpino Italiano. In quest’opera, l’autore, descrive alcuni tipi di motore che potrebbero essere utilizzati per rendere più manovrabili i palloni aerostatici e si impegna a dimostrare l’utilità di tali mazzi di locomozione nello studio di varie discipline scientifiche fra le quali proprio la meteorologia e la geodinamica. Esemplare non comune a trovarsi ancora a fogli chiusi. Rif. Bibl.: Caproni-Bertarelli, pag. 165; Boffito pag. 73.

110 euro

154) STORIA DELL’ARTE FONTI DI STORIA DELL’ARTE BIOGRAFIE PRIME EDIZIONI ARTE DELLA STAMPA XILOGRAFIE

6901_4_clipped_rev_1  6901_2_clipped_rev_1 6901_1_clipped_rev_1Anonimo,

Catalogo dei più celebri intagliatori in legno ed in rame e capiscuola di diverse età e nazioni con alcune notizie sull’arte e sui metodi dell’intagliare, e sul modo di intraprendere una raccolta di stampe, di distinguere le prime dalle ultime prove, e di evitare qualunque sorpresa a questo riguardo, ecc. Con tavole intagliate in rame.

Milano, Pietro e Giuseppe Vallardi, 18216901_3_clipped_rev_1

In 8° (20,5×12,1 cm); (2), 63, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta e X c. di tav. poste alla fine del volume. Brossura della seconda metà dell’ottocento. Leggero foxing e bruniture da pagina 49 dovute alla qualità della carta utilizzata, infatti poi le tavole poste in fine al volume si presentano pulite e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione di questa interessante monografia dedicata all’arte della stampa su rame e su legno. Le bellissime tavole sono opera di Bartolomeo Pinelli, Giovanni Volpato, Albrecht Durer, Antonio Conte, Felice Ziuliani, Sergent Antoine Francois Marceau, Duplat Jean Louis, Raffaello Albertolli e riproducono esempi di intaglio in legno, bulino, acquaforte, punta secca, maniera libera, a Punti detta anche a Granito, mezzo tinto o anche conosciuto come maniera nera. L’opera ripercorre la storia dell’arte della stampa attraverso i secoli dividendola per scuole nazionali e fornendo brevi biografie dei principali incisori della storia. Completo. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LIAE\006173.

100 euro

155) VIAGGI ROMA ROME GUIDE STORIA LOOCALE VEDUTE VATICANO VINO PRIME EDIZIONI VINO VENDEMMIA FESTE

4236_6_clipped_rev_1  4236_1_clipped_rev_1

Rochère (Mme La Comtesse de la),

ROME. SOUVENIRS RELIGIEUX, HISTORIQUES, ARTISTIQUES DE L’EXPEDITION FRANCAISES EN 1849 ET 1850.4236_4_clipped_rev_1

Tours, Ad. Mame et cie. Editeurs, 1853

In 8° (24×15 cm); (4), 516 pp. e 8 c. di tav. compresa l’antiporta incisa. Bellissima legatura editoriale in piena tela blu scuro con ricchissimi fregi in oro ed ai piatti. Prima edizione, una seconda uscì nel 1854, di questa celebre descrizione della Roma di metà ottocento. L’opera contiene 8 belle e fini vedute di Roma e del Vaticano ognuna protetta da una velina. L’opera contiene anche una descrizione della festa della vendemmia. Tagli in oro. Prima edizione in buone condizioni di conservazione e completo della sua legatura originale.

55 euro

156) APICOLTURA API AGRONOMIA FIRENZE AGRICOLTURA APICOLTURA API AGRONOMIA FIRENZE AGRICOLTURA FIRENZE REMONDINIANA VENEZIA BASSANO

6624_1_clipped_rev_1Alamanni Luigi, Rucellai Giovanni,

La coltivazione, e gli epigrammi di Luigi Alamanni, e le Api di Giovanni Rucellai gentiluomini fiorentini, colle annotazioni del Signor Dottor Giuseppe Bianchini da Prato sopra la Coltivazione; e di Roberto Titi sopra le Api. Con La Vita dell’Alamanni scritta dal Signor Contr Giammaria Mazzucchelli Bresciano Accademico della Crusca.

In Venezia, Nella Stamperia Remondini, 1756

In 8° (16,8×11 cm); 96, (2), 280 pp. e una c. di tav. in antiporta con ritratto dell’Alamanni. Bella legatura coeva in pieno cartoncino molle. Antica pecetta al frontespizio con nome dell’antico proprietario. Qualche lievissima ed ininfluente brunitura in poche pagine (più visibile in due pagine), sempre praticamente invisibile e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Esemplare ancora in barbe. Ritratto di Alamanni in antiporta. Vignetta incisa con immagine di lavori nei campi ed api alla frontespizio inciso in rosso e nero. Testatine, iniziali e finalini xilografici. Le prima 68 pagine contengono la vita di Luigi Alamanni (con cenni alle opere), seguono 9 pagine dedicate alla vita e agli scritti di Giovanni Rucellai. Poi non presenti nell’edizioni precedenti due pagine con dedicatoria alla Serenissima Madama La Delfina e 10 pagine contenenti la “Lettera del Signor Giovanni Checozzi Vicentino”. 6624_2_clipped_rev_1Bell’edizione della “Coltivazione delle Api” dell’Alamanni e delle “Api” del Rucellai. Giovanni di Bernardo Rucellai detto anche Giovanni II per distinguerlo dal nonno Giovanni di Paolo Rucellai (Firenze, 20 ottobre 1475 – Roma, 3 aprile 1525) fu uno dei letterati più conosciuti del quattrocento. Nato in una nobile famiglia fiorentina era figlio del celebre Umanista Bernardino e di Nannina de Medici la sorella maggiore di Lorenzo de Medici del quali d’altro canto Bernadino era fraterno amico. “Appassionato studioso di Virgilio, scrisse tra il 1523 e il 1524 il poemetto Le api parafrasando il libro IV delle Georgiche, e lo dedico al suo stretto amico Gian Giorgio Trissino. L’opera però, grazie alla viva conoscenza del mondo della campagna, non manca di spunti vivaci e originali, nati dall’osservazione diretta degli alveari: secondo Azelia Arici seppe dare alla sua opera un tono di fresca intimità campagnola (Grande dizionario enciclopedico Utet, Torino 1976). Scrisse anche due tragedie, tra le prime opere di questo genere scritte in volgare, la Rosmunda, ispirata all’Antigone di Sofocle e l’Oreste, scritto sullo schema dell’Ifigenia in Tauride di Euripide. Altre opere sono la Oratio ad Hadrianum IV e le Lettere”. Esemplare stampato a Venezia da Remondini in buone-ottime condizioni di conservazione.

65 euro

157) VIAGGI GUIDE GRAND TOUR VIAGGI IN ITALIA VEDUTE NAPOLI MILANO VENEZIA FIRENZE ROMA FOSSOMBRONE ARQUà MARCHE LAGO DI GARDA CEPRANO MONTECASSINO

6879_3_clipped_rev_1  6879_1_clipped_rev_1M. l’abbe Moyne,

Italie Guide du Jeune Voyageur Par M. l’Abbé Moyne aumonier du lycee Imperial d’Avignon,

Rouen, Megard et C.ie, 1867

In 4° (27×16 cm); 400 pp. e 4 tav. fuori testo. Bella legatura coeva in mezza pelle scura con dorso a 4 nervi e titolo e fregi in oro allo stesso (fregi leggermenti sbiaditi). Piatti foderati con carta marmorizzata coeva (qualche leggera strofinatura). Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. 4 belle tavole fuori testo con vedute di Firenze, duomo di Milano, Roma e Goflo di Napoli. Celebre resoconto di viaggio. Questa edizione del 1867 è tra le più rare. Tipico esempio dei Grand Tour ottocenteschi. L’abate Moyne attraverso l’Italia6879_2_clipped_rev_1 e ne descrisse in quest’opera le bellezze e costumi suggerendo tragitti e modi migliori di visitare ogni luogo. Il racconto si snoda partendo da Nizza e proseguendo per Genova, Torino, i laghi Maggiore e di Como, Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, lago di Garda, Verona, monti Berici, Vicenza, Venezia, Padova, Arquà, Este, Rovigo, Ferrara, Bologna, Imola, Faenza, Ravenna, Rimini, San Marino, Pesaro, Fano, Fossombrone, Senigallia, Ancona, Loreto, Recanati, Macerata, Tolentino, S.Severino, Camerino, Foligno, Assisi, Spoleto, Terni, Narni, Civita Castellana, Roma, Tivoli, Frascati, Palestrina, Valmontone, Anagni, la Maremma, Ferentino, Frosinone, Ceprano, Aquino, Arpino, Montecassino, Capua, Aversa, Napoli, Pozzuoli, Baia, Cuma, Portici, Pompei, Vesuvio, Nisida, Procida, Ischia, Capri, Sorrento, Castellammare, Civitavecchio, Livorno, Pisa, Siena, Firenze. Buono-ottimo esemplare.

60 euro

158) PRIME EDIZIONI NOVECENTO LETTERATURA ITALIANA MEMORIE SECONDA GUERRA MONDIALE OMOSESSUALITA’

7421Comisso Giovanni,

Gioventù che muore,

Milano, Sera Editrice, 1949

In 8° (18×12,2 cm); 296, (8) pp. Brossura editoriale con sovraccoperta editoriale illustrata da Filippo de Pisis. Un piccolo difetto al dorso con qualche pieghetta al margine basso e un piccolo antico rinforzo all’interno della sopraccoperta e per il resto in ottime condizoni di conservazione. Al risvolto ritratto fotografico in bianco e nero dell’autore, al retro applicata una pecetta con l’indicazione della casa editrice e il prezzo. Prima edizione stampata in 2900 copie (oltre a 100 numerate con copertina rigida) di quest’opera del grande scrittore trevigiano, Giovanni Comisso (Treviso, 3 ottobre 1895 – Treviso, 21 gennaio 1969). “Lo scoppio della guerra trova Comisso nella sua casa di Zero Branco, alle prese con un nuovo amore, il sedicenne Guido Bottegal, un irrequieto ragazzo trevigiano, non privo di sensibilità per la poesia, che verrà soprannominato “il fuggitivo” per le sue fughe improvvise. Pubblica i racconti di Felicità dopo la noia. La Mondadori pubblica Un inganno d’amore (1942), il romanzo sulla “scoperta dei sentimenti” al quale Comisso teneva particolarmente. La critica lo accoglie con molte perplessità. Ad aggravare la crisi psicologica dello scrittore contribuisce la sua passione per Guido, con esplosioni di gelosia, a causa di un personaggio inquietante come Sandro Pozzi, ex legionario fiumano, ora agente dei servizi segreti fascisti. Nel dicembre 1943, Comisso ritorna a collaborare con il “Corriere della Sera”, divenuto il più importante quotidiano della Repubblica Sociale. A dirigerlo viene chiamato Ermanno Amicucci, già direttore de “La Gazzetta del Popolo”. Nel 1944 Guido Bottegal, arruolato nella Marina Repubblicana, diserta dopo aver scritto una lettera in cui accusa il fascismo di aver tradito i giovani. Viene arrestato e portato nelle carceri di Venezia. Comisso cerca raccomandazioni per farlo scarcerare. Guido viene liberato, dopo aver fatto domanda, su consiglio di Pozzi, di entrare in un reparto combattente della R.S.I. e riprende i rapporti con Comisso. Nel bombardamento di Treviso del 7 aprile, la casa di famiglia in piazza Fiumicelli viene distrutta. La madre e la fedele governante Giovanna erano sfollate a Zero Branco e si salvano. Nel febbraio del 1945, Guido diserta e si rifugia sull’Altipiano di Asiago, a lavorare per i tedeschi nella Todt. Finirà fucilato dai partigiani dell’Altipiano che lo credono una spia. Comisso narrerà questi tragici avvenimenti in Gioventù che muore (1949). «E non cerco più amicizie dopo l’ultima per Guido che mi à così massacrato, illuso, deluso e stroncato». Comisso vive una crisi esistenziale, causata dalla tragica morte dell’amico e dalla sensazione, con l’affermarsi del neorealismo, di essere ormai superato come scrittore. Va spesso a Venezia, a trovare Filippo De Pisis. Collabora con Mario Pannunzio al “Risorgimento liberale” e con altri giornali”. Prima edizione.

60 euro

159) POESIA UNIVERSITA’ PADOVA SCHIO SATIRA STUDENTI PRIME EDIZIONI

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Arnoldo Fusinato,

Lo studente di Padova di Arnoldo Fusinato,

Padova, Tip.a Crescini, 1847

In 8° (22,5×15,4 cm); (4), 68, (4) pp. e 3 c. di tav. fuori testo. Brossura editoriale (piatto anteriore e posteriore) conservata entro seconda brossura coeva marmorizzata con titolo chiosato da mano ottocentesca al dorso. Frontespizio Inciso. Qualche lieve foxing ma nel complesso esemplare in più che buone condizioni di conservazione ancora in barbe ed ad ampi margini. Prima edizione non comune, pubblicata come monografia a se’ stante (il componimento comparve per la prima volta sul giornale “Il caffè Pedrocchi”), di questo componimento poetico del celebre poeta e patriota italiano Arnaldo Fusinato (Schio in provincia di Vicenza, 25 novembre 1817 – Verona, 28 dicembre 1888). Il componimento è una satirica descrizione della vita degli studenti padovani con riferimenti agli amici di Fusinato ed agli angoli della città da lui frequentati come il Caffè Pedrocchi. Le tavole furono realizzate dal Sig. Cav. Paoletti come specificato nell’ultima carta dallo stesso Fusinato. “Durante gli DSC_0327_clipped_rev_1anni universitari egli frequentò il Caffè Pedrocchi e l’osteria del Leon bianco con i poeti Giovanni Prati e Aleardo Aleardi, studenti di legge come lui. Fu più volte a Castelfranco Veneto dove nel 1840 divenne socio dell’Accademia dei Filoglotti. Nel 1841 pubblicò a Udine il suo primo libro di poesie: “Il sale ed il tabacco, cicalata…”. Agli anni studenteschi risalgono anche numerose sue poesie giocose e romantiche. Collaborò al giornale “Caffè Pedrocchi”, richiamando così su di sé l’attenzione della polizia austriaca. La situazione politica e culturale di quegli anni era infatti caratterizzata dalla mancanza di libertà, specialmente per gli intellettuali ed i personaggi non strettamente conformi al pensiero politico dominante. Al 1839 risale un episodio che lo avrebbe visto, insieme con il fratello minore Clemente, battersi di notte a randellate contro militari croati; ferito alla gola, egli riuscì a fuggire, mentre il fratello venne arrestato e temporaneamente sospeso dall’università. Dopo la laurea tornò a Schio per il praticantato nello studio del padre, senza DSC_0328_clipped_rev_1però un vero interesse per la professione; continuò la collaborazione con il “Caffè Pedrocchi”, pubblicando satire in versi come “Fisiologia del lino” e “Lo studente di Padova”. Nel marzo del 1848 insorsero le città del Lombardo Veneto, costringendo alla ritirata le guarnigioni austriache. L’allora trentenne Fusinato costituì a Schio un “Corpo franco di Crociati”, al comando di circa duecento volontari, compiendo alcune azioni in Vallarsa. Il 17 e 18 marzo insorse anche la città di Vicenza; Arnaldo Fusinato, dopo aver combattuto nella battaglia di Sorio, fu in prima fila a combattere per la difesa della città assediata, presidiando con la sua compagnia nella giornata del 24 maggio il colle dei Setteventi. Tutto fu vano e Vicenza dovette arrendersi il 10 giugno, momento in cui egli era impegnato a Monte Berico, insieme con il fratello, alla testa di cinquanta volontari, i bersaglieri di Schio. Fu in questi giorni che Fusinato compose la canzone il Canto degli insorti”. Non comune prima edizione completa della brossura editoriale ed in buone condizioni di conservazione. cfr.: A. Parenti, Rarita …’ pagine 16 – 26.

65 euro

160) ARTE CONTEMPORANEA PRIME EDIZIONI FOTOGRAFIA ARTE CONTEMPORANEA PRIME EDIZIONI FOTOGRAFIA

7715_clipped_rev_1Parmeggiani Claudio,

6 opere recenti, 1

Parma, Maura Cocchi Arte Contemporanea, 1995

In folio; 30, (2) pp. Brossura editoriale con sovraccoperta in carta-pergamena. Tiratura limitata di 1000 esemplari, quello presentato è l’esemplare numero 58. Ottimo stato di conservazione. Quaderno numero 1 di questa serie di mostre organizzate da Maura Cocchi Arte Contemporanea. Prima ed unica edizione di questo catalogo del noto artista italiano, Claudio Parmiggiani. Originario di Luzzara, dove nacque nel 1943, Parmiggiani è una delle figure più importanti del panorama artistico italiano ed internazionale. Durante la sua formazione presso l’Istituto di Belle Arti di Modena, frequenta lo studio di Giorgio Morandi a Bologna rimanendo estremamente segnato da quest’esperienza. Nel 1965 espone per la prima volta a Bologna presso la Libreria Feltrinelli. Dal 1970 inizia a comporre le prime Delocazioni che lo imporranno all’attenzione della critica. Figura eclettica e inclassificabile si muove a suo agio fra diverse forme di espressione artistica sempre in bilico tra l’arte povera e quella concettuale. Nel 2000 viene chiamato a Reykjavik dove realizza l’opera permanente dal titolo “Il Faro d’Islanda”. Scrittore e critico di lui si sono occupati i maggiori critici e pensatori contemporanei come Jean Clair, Jean-Luc Nancy, Georges Didi-Huberman, ecc.

65 euro

161) BOLOGNA DONNE PRIME EDIZIONI FOTOGRAFIA

8436_1 8436_3 8436_2Bacchelli Riccardo, Dursi Massimo (Otello Vecchietti),

Le bologensi, 150 fotografie di Antonio Masotti, 7 ritratrti femminili di Riccardo Bacchelli, con una prefazione di Massimo Dursi.

Bologna, Nuova ABES Editrice, 1963

In 4°; 204, (4) pp. Finito di stampare il 1 dicembre del 1963, prima edizione. Legatura editoriale in piena tela rigida rossa, con titolo in bianco al piatto anteriore. Cofanetto editoriale in cartoncino. Sopraccoperta editoriale illustrata con bellissima foto di ambientazione bolognese del noto giornalista, scrittore e commediografo bolognese, Massimo Dursi, pseudonimo di Otello Vecchietti (Bologna, 1902 – Bologna, 17 aprile 1982). Prima edizione di questa monografia dedicata alle donne bolognesi con storie del grande scrittore, drammaturgo, critico e giornalista bolognese, Riccardo Bacchelli (Bologna, 19 aprile 1891 – Monza, 8 ottobre 1985). L’opera illustrata e’ da 150 bellissime fotografie di donne comuni o note, bolognesi, riprese all’interno alla cornice della città e della campagna della città romagnola. Non comune. L’opera uscì nella collana “Grandi Itinerari”. Non comune ed ancora meno comune a reperirsi completo della sua sopraccoperta e del suo cofanetto editoriale. 7 ritratti femminili di Riccardo Bacchelli: L’Antigone – La Marianna ovvero Anna Maria – L’Alaide e la Teresa – La partenza del treno – La Sburdellona e Garganella – L’Argalia – Il Bullo e la Bulla. A questi si aggiungono 2 sonetti del bolognese Alfredo Testoni.

60 euro

162) SALMI BIBBIA EBRAICA TESTI DAVIDICI MUSICA SACRA TESTI DAVIDICI MUSICA SACRA LEGATURA PREGIATA

8641_3 8641_2 8641_1Re Davide,

Les Psaumes de David mis en Vers Francois, Revus et approuves par les Pasteurs et Professeurs de l’Eglise et de l’Academie de Geneve.

A Lausanne, Chez Henri Vincent, Imp. L., 1807,

In 12°; 720 pp. e una c. di tav. in antiporta. Legatura in marocchino rosso con cornice in filetto in oro ai piatti. Titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con bella carta marmorizzata coeva. Nota manoscritta coeva alla prima carta bianca Frontespizio entro cornice xilografica. “Le Psaume appartient à moi Caroline Peyrot da Tegnand si ja vant a la perdre …”. Esemplare in ottime condizioni di conservazione di questa bell’edizione dei “Salmi” con le partiture musicali degli stessi. Scritto in ebraico vi sono varie ipotesi sulla sua redazione. Secondo la tradizione più accreditata dalla maggior parte degli studiodi l’opera venne composta, raccogliendo diversi testi di varia origine, in Giudea sul finire del III° secolo a. C. L’opera è composta da 150 capitoli con un salmo o inno, ognuno finito in sé. Vi sono salmi di lode, altri di supplica ed altri ancora che contengono meditazioni sapienziali. Il Libro dei Salmi è, infatti, incluso fra i libri detti “Sapienziali” ed è anche conosciuto come Lode o Salteri. Bell’edizione in pregiata legatura coeva i marocchino rosso.

65 euro

163) CACCIA CHASSES PRIME EDIZIONI ARTE VENATORIA NEW ZELAND AUSTRALIA AMERICA JAPAN CHINA CINA GIAPPONE INDIA ALASKA SUDAN AFRICA TIGRI

4052_3_clipped_rev_1 4052_1_clipped_rev_1Niedieck Paul,

Mes chasses dans les cinq parties du monde par Paul Niedieck, traduit de l’allemand par L. Roustan, agrege’ de L’Université. Ouvrage orné de 208 gravures, dont 32 ors texte d’àprès les photographies de l’auteur.

Paris, Libaririe Plon, 1907

In 4°; VI, (2), 435, (5) pp. e 32 c. di tav. fuori testo. Più di 200 illustrazioni. Bella legatura coeva in tutta pelle rosse con titolo, filetti, fregi e nome dell’antico collezzionista (un Marchese) impressi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Prima edizione francese di questo celeberrimo racconto di caccia che narra le imprese venatorie di Paul Niedieck in Giappone, Cina, Manila, India, Australia e Nuova Zalanda, Africa, la caccia alla tigre in India, Terranova, Sudan, Alaska e America del nord. L’opera no è mai stata tradotta in italiano.Good copy.

60 euro

164) VIAGGI TRAVELS PRIME EDIZIONI VIAGGIATORI SVEZIA NORVEGIA SVEZIA NORWAY SWEDEN VIAGGI TRAVELS

4052_3_clipped_rev_1Le Bas Philippe,

Svezia e Norvegia di F. Lebas membro dell’Instituto (Accademia delle inscrizioni e belle lettere) maestro delle conferenze alla Scuola Normale.

Venezia, Dalla Tip. di Giuseppe Antonelli Ed., 18414052_1_clipped_rev_1

In 8° grande (23,4×14,4 cm); (4), 589, (3) pp. una c. di tav. fuori testo più volte ripiegata e 48 c. di tav. fuori testo con immagini di luoghi, costumi e personaggi. Bella legatura coeva in mezza pelle rossa con titoli e fregi in oro al dorso. Esemplare in barbe. Leggerissimo alone alle prime pagine del volume e per il resto completo ed in buone condizioni. L’opera uscì nella celebre collana di monografie a se stanti dedicata ognuna ad un paese del mondo pubblicata con il titolo “L’universo o storia e descrizione di tutti i popoli”. Prima edizione italiana di questa celebre pubblicazione dedicata alla storia, cultura e geografia dei paesi scandinavi Svezia e Norvegia. Philippe Le Bas (18 giugno 1794, Parigi – 19 maggio 1860, Parigi) è stato un ellenista francese, archeologo e traduttore. Figlio di Philippe Le Bas, amico di Robespierre, e Elisabeth Duplay, la figlia del padrone di casa di Robespierre, Maurice Duplay. Aveva solo 6 settimane di vita quando suo padre si suicidò alla caduta di Robespierre il 27 luglio 1794. Prima edizione.4052_4_clipped_rev_1

75 euro

165) MANUALI HOEPLI PRIME EDIZIONI COLLEZIONISMO BIBLIOGRAFIA AUTOGRAFI

7270_clipped_rev_1Vanbianchi Carlo,

Raccolte e raccoglitori di autografi in Italia con 102 tavole di fac-simili di autografi e ritratti.

Milano, Ulrico Hoepli Editore Libraio, 1901

In 16°; XIII, (1), 376, 64 (elenco dei manuali Hoepli pubblicati), (4 b.) pp. e 102 c. di tav. fuori testo. Legatura editoriale in piena carta pergamenata con titolo e autore in rosso e nero al piatto anteriore ed al dorso. Un leggerissimo alone al piatto posteriore, ininfluente, probabilmente presente già in origine sul volume e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questo importante repertorio bibliografico.

70 euro

166) ECONOMIA ECONOMY ORO ARGENTO METALLI ANTROPOLOGIA GOLD SILVER CURIOSITA’ BIBLIOGRAFICA TIRATURA 225 esemplari

7583_1_clipped_rev_1Henry Hamilton Harwood,

The wonderful story of gold and silver; an anthropological, mythological, chrysological, argyrological, photochromatological, and psychological study Showing The Relation of thr Modern Employment of Gold and Silver as Personal7583_2_clipped_rev_1 Ornaments, as Mediums of Exchange, and as Standards of Value, To Ancient Sun Worship and Moon Worship, Bird Cults and Beast Cults and Cannibalism; and Explaining Why the Gold Standard Will Remain Foolproof for a Million Years or longer.

Richmond, Lewis Printing, S. data (ma 1924)

In 8°; 288 pp. e una pecetta di errata fuori numerazione che presenta anche una nota manoscritta (probabilmente dallo stesso Harwood). Legatura editoriale in tutta tela rossa con titolo impresso in oro al piatto anteriore ed al dorso. Prima edizione in tiratura limitatissima di 225 esemplari di questa storia dell’oro e dell’argento e dei culti a lui collegati. L’opera ripercorre gli aspetti antropologici e le conseguenze economiche del legame dell’uomo con l’oro ed l’argento, attraverso i secoli e lo sviluppo delle società dall’antichità fino allo sviluppo della modera economia. Edizione rarissima ed in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Princeton University Libraries ReCAP C-10 5679.

65 euro

167) MEDICINA LEGALE VERONA AUTOPSIE AUTOPSIA

8204_clipped_rev_1Rotari Sebastiano,

Visione d’un cadavero, Non nosse multarum calamitatum res est.

In Vicenza, Per Tommaso Lavezari, 1723

In 4°; (4) pp. delle quali due bianche. Foglio volante. Esemplare in buone condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima ed unica rara edizione di questo scritto del noto medico veronese, Sebastiano Rotari (1667-1742) celebre per i suoi scritti polemici contro l’utilizzo del salasso per la cura dei malati e fautori dell’introduzione del mercurio per la cura di numerosissime malattie. In questo scritto il medico veronese descrive un’autopsia fatta su un cadavere. Esemplare in buone condizioni di conservazione e molto raro. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VIAE\038189.

60 euro

168) LIBRI RAGAZZI FASCISMO BALILLA PROPAGANDA

8246_1_clipped_rev_18246_2_clipped_rev_1Lucarini Ostilio,

Saltarelli Senza Paura,

Bologna, L. Cappelli Editore, 1940

In 4°; 66, (2) pp. Brossura editoriale illustrata policroma con immagini al piatti anteriore e posteriore. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Rarissimo, un solo esemplare censito in ICCU, ancor più raro della prima edizione di questo libro per ragazzi di propaganda fascista che ha come protagonista il Balilla Saltarelli. Come ogni volume per ragazzi è ancor più raro a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Numerose illustrazioni in azzurro, nero e giallo nel testo. Lucarini Ostilio fu autore di diversi titoli per ragazzi. L’opera fa parte della collana Cappelli “I Libri dei Piccoli”. Raro.

70 euro

169) FAVOLE ILLUSTRATORI PRIME EDIZIONI MUSSINO

8235_2_clipped_rev_1 8235_1_clipped_rev_1

Pistamiglio Bianca Lena,

Oltre il nido, racconti con illustrazioni di Attilio Mussino,

Milano, Antonio Vallardi Editore, 1916

In 4°; 134, (2) pp. e 12 c. di tav. fuori testo. Brossura editoriale illustrata. Uno strappetto senza perdita di carta al margine interno del piatto anteriore. Due piccole mancanze di carta al margine alto e basso del dorso. Qualche segno del tempo e all’interno in discrete-buone condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione un solo esemplare censito in ICCU, una seconda edizione, considerata a lungo come prima edizione fu stampata nel 1920, di questa raccolta di favole illustrate dal grande illustratore, fumettista e pittore torinese, Attilio Mussino (Torino, 25 gennaio 1878 – Vernante, 16 luglio 1954). Rarissima prima edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CUB\0509455.

70 euro

170) ESTETICA AVANGUARDIE POETICHE ARTISTICHE ARTE PROGRAMMATA POESIA CONCRETA VISIVA GRUPPO 63 STRUTTURALISMO ARTE CONTEMPORANEA CATANZARO BORGIA

7778_1_clipped_rev_1Spatola Adriano,

Quadri Miraggi Ritratti di Francesco Guerrieri,

Torino, Geiger, 1972

In 8°; (118) pp. Brossura editoriale illustrata. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questo scritto del celebre poeta, editore e critico letterario, Adriano Spatola (Sappiane, 4 maggio 1941 – Sant’Ilario d’Enza, 23 novembre 1988) che fu tra i massimi esponenti e sperimentatore della poesia italiana del novecento ed esponente del “Gruppo 63”. Continuo sperimentatore, Spatola si avvicinò, fu uno degli sperimentatori della poesia concreta e della poesia sonora. Celeberrimo il suo studio di poetica “Verso la poesia totale” che ebbe grande seguito nel movimento artistico e letterario italiano. A lui si devono alcune delle più importanti riviste artistico-letterarie italiane come “Quindici” ed europee come “Tam Tam”. L’opera qui presentata che rappresenta un vero e proprio saggio di critica artistica ed estetica, è dedicata al lavoro del noto pittore calabrese, originario di Borgia in provincia di Catanzaro, Francesco Guerrieri che fu tra i massimi esponenti di spicco dell’arte contemporanea italiana iniziando a sperimentare in ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste. Guerrieri è stato con Di Luciano, Drei e Pizzo, il “Gruppo 63”. Nel settembre 1963 ha formato con Lia Drei lo Sperimentale p. che ha operato fino ai primi anni ‘70 in una posizione d’avanguardia nell’ambito dell’Arte Programmata e dello strutturalismo. Nel corso degli anni ’70 ha realizzato il ciclo Il quadro luce poi culminato nella grande opera- ambiente Immarginazione al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1978). Prima edizione. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\RAV\0180211.

70 euro

171) FOTOGRAFIA STEREOSCOPICA STEREOSCOPIA DEMONI DIAVOLO INFERNO DIABLERIES PHOTOGRAPHIE STEREOSCOPIE STEREOSCOPY DIAVOLO SATANA ARTE TRENI

6270_clipped_rev_1Diableries,

Carta stereoscopica della serie “Diableries” Les œuvres du Diables

Senza luogo (ma probabilmente Paris), E. L., s. data (ma 1860-70 circa)

17,7X8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappetto senza perdita di carta in una delle due albumine, da restaurare, alcuni segnetti e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Nella scena possiamo vedere Satana che sta eseguendo una scultura mentre degli scheletri intorno sono intenti ad altri passatempi. Fra le figure vediamo anche un treno. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.

90 euro

172) EROTICA EROTISM LEGATURA RELIURE LIBRI GALANTI PRIME EDIZIONI

6444_3_clipped_rev_1  6444_2_clipped_rev_1René Maizeroy,

Les Amours Defendues par Renè Maizeroy (Eau-Forte de Jeanniot) I – II – III – V. 4 tomi.

Paris, C. Marpon et E. Flammirion, 1884

In 12° (16×10,3 cm); 4 tomi in un volume: 72 pp. e un c. di tav. fuori testo, 72 pp. e un c. di tav. fuori testo, 66, (6) pp. e un c. di tav. fuori testo, 64,(8) pp. e un c. di tav. fuori testo. Bellissima legatura artigianale coeva in mezza pelle rossa con dorso a 5 nervi e titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche leggera macchiolina di foxing ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Ogni volume contiene alcuni racconti che fanno storia a se. Quattro volumi su cinque che rappresentano il ciclo completo. Bellissime le acqueforti a tema erotico realizzate da Jeanniot e poste all’inizio di ogni volume. Testatine e finalini ornati. Prime edizioni assi rare di questi racconti erotici del celebre scrittore e romanziere René Maizeroy, pseudonimo di Jean-René Toussaint Baron, nato a Metz 2 Mag 1856 ed è morto nel novembre del 1918 che fu amico di Guy de Maupassant, che avrebbe preso per il modello che lo avrebbe preso a modello per delineare la figura di Duroy in Bel Ami. Nella prima parte della sua carriera letteraria fu in forte contrasto con un altro celebre scrittore, Jean Lorrain con il quale prima giunse alle mani ma poi in seguito, proprio in seguito a questo diverbio strinse una forte e durevole amicizia. Questi suoi romanzi erotici diedero grande scandalo tanto che vennero per la maggior parte distrutti e risultano oggi assai rari. Ancor più raro è trovare quattro tomi della più celebre edizione, quella appunto stampata a Parigi e che porta le tavole erotiche in antiporta.6444_1_clipped_rev_1

70 euro

173) VIAGGI ROMANZI AVVENTURA VERNE PRIME EDIZIONI VIAGGI ROMANZI AVVENTURA VERNE PRIME EDIZIONI

7898_3_clipped_rev_1  7898_2_clipped_rev_17898_1_clipped_rev_1Verne Jules,

L’École des Robinsons par Jules Verne. 51 dessins par L. Benett.

Paris, Bibliotheque d’Education et de Recreation, S. data (ma 1882)

In 4° (25,7×16,5 cm); (4), 202 pp. Legatura coeva in mezza-pelle scura con titolo, autore e filetti in oro al dorso. Vignetta al frontespizio. Opera riccamente illustrata dai disegni di L. Bennet. Prima edizione di questo celebre racconto d’avventura di Jules Verne ispirata alle vicende dello svizzero Robinson di Wyss. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

80 euro

174) VIAGGI ANTROPOLOGIA RIO DE LA PLATA TENERIFE CANARIE PRIME EDIZIONI

7907_3_clipped_rev_1  7907_1_clipped_rev_1Mantegazza Paolo,

Rio de La Plata e Tenerife, viaggi e studj di Paolo Mantegazza.

Milano, Per Gaetano Brigola Editore, 1867

In 8°; 731 (ma 734) pp. e 9 c. di tav. delle quali una doppia e una più volte ripiegata. Bellissima legatura coeva in mezza-pelle rossa. Dorso a 4 nervi. Autore, titolo, filetti in oro e fregi a secco ai tasselli ed ai nervi. Piatti foderati in tela. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione di questa importante opera dedicata a Rio de La Plata e Tenerife scritta dal celebre fisiologo, patologo, igienista, neurologo, antropologo e scrittore7907_2_clipped_rev_1 italiano, Paolo Mantegazza (Monza, 31 ottobre 1831 – San Terenzo, 28 agosto 1910) fra i primissimi divulgatori delle teorie darwiniane in Italia e fra i primi antropologi moderni. “Subito dopo la laurea, spinto dal desiderio di avviare imprese economiche e probabilmente anche per motivi sentimentali, il M. lasciò l’Italia: dopo essere passato per la Francia, la Germania e l’Inghilterra, si recò in Argentina, in Paraguay, in Bolivia, ove compì numerose osservazioni naturalistiche, botaniche, etniche ed etnoiatriche. Nel 1856 a Salta, in Argentina, conobbe e sposò Jacobina Tejada Montemajor, dalla quale l’anno successivo ebbe il suo primo figlio. Intrapreso nel 1858 il viaggio di ritorno in Italia, la lunga sosta alla quale, per motivi sanitari, fu costretto a Tenerife gli offrì l’opportunità di dedicarsi allo studio antropologico e craniomorfologico delle popolazioni locali. Frutto dell’esperienza maturata in questi viaggi furono i due volumi Sulla America meridionale; lettere mediche, editi a Milano nel 1858-60, e i lavori: Sulle virtù igieniche e medicinali della coca e sugli alimenti, in Annali universali di medicina, s. 4, XXI (1859), 501, pp. 449-519, al quale nel 1858 era stato conferito il premio Dell’Acqua dell’ospedale Maggiore di Milano; Degli alimenti nervosi narcotici, in L’Igea, III (1864), pp. 354 s.; Sull’uso terapeutico della coca, ibid., V (1866), p. 284; Rio de La Plata e Tenerife: viaggi e studi, Milano 1867.” da Treccani.

70 euro

175) STILE IMPERO CATALOGO ORNAMENTI SPECIMEN BOLOGNA

8123_3_clipped_rev_1 8123_2_clipped_rev_1 AA. VV.,

Scelta raccolta di cento tavole rappresentanti mobilie, suppellettili ed utensili aventi speciale rapporto colla decorazione interna delle private abitazioni, e de’ pubblici edifizii, tanto civili che ecclesiastici per servire allo studio de’ pittori scultori, architetti, intagliatori, orefici, argentieri, gioiellieri, tappezzieri, vetrai, indoratori, ebanisti, falegnami, fabbri, muratori, scarpellini ec. ec. e finalmente per ogni artista, artefice e delettante che abbisogni di adornare e …

S. luogo (ma Bologna), S. stampatore, S. data (ma 1839 circa)

In oblungo; (1), XXXVIII cc. per un totale di 38 carte in quanto manca la carta numerata 7. Mancano le tavole da 38 a 100. Legatura coeva in cartoncino molle azzurro. Una piega al frontespizio. In buone condizioni di conservazione. Prima rara edizione di questo rarissimo catalogo dedicato alle decorazioni e mobilie in stile Impero. Le tavole sono opera di E. Dotti, G. Borsato, G. Durelli, L. Auroli, G. Cattaneo, Tognoli, A. Pallasacchina, G. Albertolli, A. Demaria, L. Marconi, F. Pezzini, A. G. Gherardesca, G. Bosi, Gius. Lambertini ebanista, incise da P. Romagnoli, L. Martelli, L. Paradisi, G. Dall’Olio, Tugnoli, A. Vignocchi, A. Nini, L. Errani, T. Contoli, A. Marabini, A. Moschetti, G. Sottili. Molto raro.

80 euro

176) ANTICLERICALISMO POLEMICHE ANTIPAPISTE POLITICA ANTICLERICALISMO POLEMICHE ANTIPAPISTE POLITICA

8532_3_clipped_rev_1  8532_1_clipped_rev_1Gordon Thomas,

Discours historiques et politiques sur Salluste, par seu Mr. Gordon, traduits de l’Anglois par un de ses amis. Tome Premier – Second

S. luogo (Geneve), S. stampatore (Cramer), 1759

In 12°; 2 tomi: 459, (1) pp. e 379, (1) pp. Belle legature coeve omogenee in piena pelle con dorso a 5 nervi. Titolo, numero del volume, filetti e ricchi fregi in oro al dorso. Una leggera strofinatura al tassello dove è presente il numero del volume II. Per il resto, nel complesso, esemplare, in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione francese di questa curiosa opera che come scrisse l’editore nell’introduzione dell’edizione del 1804 circolava solo di contrabbando, nel vecchio regime, perché era stata scritta a favore della8532_2_clipped_rev_1 Libertà contro il dispotismo del Sacerdozio e dell’Impero. L’opera contiene capitoli dedicati a: De l’abdication de Sylla; De l’orgueil & de la mauvaise conduite des patriciens, après l’expulsion des Rois; De l’établissement & du pouvoir des Tribuns du Peuple; De la corruption publique, & particulièrement de celle des Romains; De la corruption des tribunaux de justice à Rome; Des guerres civiles; Sur les changemens qui arrivent dans la forme du gouvernement. Lo scrittore Thomas Gordon (morto nel 1750) fu autore, spesso insieme a John Trenchard, a numerose pubblicazioni Whig anti-clericali, anti-papistiche e anti-corruzione indipendenti che furono immensamente influenti in Gran Bretagna e in America e spesso osteggiate dai regnanti. Rif. Bibl.: Barbier I.1019: traduits par Pierre Daudé; Brunet V-92.

80 euro

177) COMMEDIE COMMEDIA FRANCESE TEATRO ATTORI OPERE COMMEDIE COMMEDIA FRANCESE TEATRO ATTORI OPERE COMPLETE

8414_clipped_rev_1J. B. Poquelin De Moliere,

Oeuvres De J. B. Poquelin De Moliere, Tome Premier – Huitieme (8 vol.)

Paris, Pierre et Firmin Didot L’Ainé, 1799

In 12°; 8 tomi: 274, (2) pp., 276 pp., 287, (1) pp. 261, (1) pp., 274, (2) pp., 264 pp., 302, (2) pp., 269, (1) pp. Legatura coeva in mezza-pelle con titolo, autore, numero del volume e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Segnalibro in seta in ogni volume. Qualche lieve brunitura dovuta alla qualità della carta e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bell’edizione completa delle opere del grande commediografo e attore teatrale francese, Molière, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin (Parigi, prima del 15 gennaio 1622 – Parigi, 17 febbraio 1673). Opera in ottime condizioni di conservazione.

45 euro

178) TERNI FERROVIE LOCOMOTIVE STRADE FERRATE MACCHINISTI FUOCHISTI INGEGNERIA FERROVIARIA

8421Gautero Giacinto, Loria Leonardo,

Il macchinista e fuochista di G. Gautero riveduto ed ampliato dall’Ingegnere Leonardo Loria Professore nel R. Istituto Tecnico Superiore di Milano, con una appendice sulle locomobili e le locomotive e col Regolamento sulle Caldaie a Vapore, IX° edizione riveduta ed ampliata con 34 incisioni nel testo.

Milano, Ulrico Hoepli Editore-Librajio della Real Casa, 1903

In 12°; XVII, (1), 194, (2), 64, (2) pp. Legatura editoriale in piena tela con titolo, autore. editore ed immagine animata in rosso. Tagli rossi. Qualche traccia di sporco e scoloritura ai piatti. Antica firma di possesso alla seconda carta bianca ed al margine alto del frontespizio. Qualche lieve traccia di foxing e per il resto in buone condizioni. Nona edizione, riveduta e corretta di questo celeberrimo manuale tecnico dedicato ai macchinisti ed ai fuochisti delle locomotive con descrizioni tecniche anche del funzionamento delle locomotive. Le ultime 64 pagine sono di catalogo Hoepli.

45 euro

179) CACCIA ARTE VENATORIA UCCELLAGGIONE ABRUZZO SARDEGNA CACCIA UNGULATI RAPACI TORTORE

8433_1AA. VV.,

Il tesoro di Diana, selezione di narrativa e tecnica venatoria, disegni e tavole di Roberto Lemmi

Rocca di San Casciano, Editoriale Olimpia, 1973

In 4°; 405, (1) pp. e 24 c. di tav. illustrate a colori. Brossura editoriale arancione illustrata con sopraccoperta editriale verde illustrata. Prima ed unica edizione di questo interessante 8433_2testo di racconti di caccia e tecnica venatoria. Un piccolo strappetto al dorso senza perdita di carta di opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Fra i racconti: Ricordi di caccia in Sardegna; La lepre del diavolo; Tell: ricordi di caccia in palude; Ricordi di GIacomo Puccini cacciatore e uomo; La Reale tenuta di San Rossore; Stagno; L’arrosto; Nebbia; Tortore; Apologia dell’uccellino; La Martora; Il Magnifico Uccellatore; Il Camoscio d’Abruzzo; Le oche del Tovaliere; L’astore; A caccia nel Chaco argentino; Chianti gradazione 13; Vecchi Archibugi; La Beccaccia di Natale; Il vecchio Capriolo; Starne di Calanco; Lo sparviere e l’averla; Inno al capanno; I miei beccaccini ecc. Prima edizione.

45 euro

180) CARRI ARMATI TANK CARRISTI SIENA CARRI ARMATI REGGIMENTO VITTORIO EMANUELE II CARRISTI TANK BOLOGNA INGEGNERIA TATTICA MILITARE CORAZZATA

8473Rizzo Maria Nicola,

Il Pilota di Carro Armato, Descrizione – Funzionamento e guida del Carro M 14-41 e L 6-40 – Il recupero di carri rovesciati o guasti,

Roma, Arti Grafiche Ugo Pinnarò, 1942

In 4°; 95, (1) pp. Brossura editoriale rossa con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Nota di proprietà privata manoscritta a matita, al margine alto, del piatto anteriore. Perfette condizioni di conservazione. Prima rara edizione d8473_2i questo importante manuale tattico-tecnica per il pilota di carro armato opera del Capitano nel Corpo Automobilistico dell’Esercito Italiano, Maria Nicola Rizzo. L’opera apparteneva al Dott. Cav. Mascucci capitano dal 1936, del Reggimento Corazzato Lancieri “Vittorio Emanuele II” nel distretto di Siena. I capitoli dell’opera sono: Carro Armato M 14-41; Caratteristiche e prestazioni principali: Scafo, Motore, Pompa d’iniezione Fiat, Organi della trasmissione, Organi della direzione e della frenatura, Organi di propulsione esterna e sospensione, Equipaggiamento elettrico, Manutenzione dell’equipaggiamento elettrico, Visibilità all’interno del carro, Avviamento del motore; Norme da osservarsi nella condotta del carro M 14-41: Uso del cambio di velocità, Uso delle leve di direzione; Norme di manutenzione: Verifica delle prestazioni dei freni, Sospensione, Cingoli; Carro Armato L 6-40: Motore, Organi di trasmissione, Impianto ed apparecchiatura elettrica, Norme d’uso e manutenzione; Il recupero di carri rovesciati e guasti. Prima rara edizione in perfette condizioni di conservazione.

50 euro

181) LAGO DI GARDA BENACO GARDESANA STORIA LOCALE GARDESANA STORIA LOCALE PRIME EDIZIONI

IMG_2838 (1)_clipped_rev_1Eccheli Luigi,

Torri Garda e la Gardesana Prima del Mille,

Belluno, Istituto Veneto di Arti Grafiche, 1933

In 4°; 300 pp. Brossura editoriale illustrata con vedute del Garda. Titolo e autore in rosso al piatto anteriore. Antica firma di possesso in rosso al margine bianco alto del frontespizio. Numerose foto e disegni illustrativi nel testo. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione di questa monografia dedicata alla storia del Garda. L’opera ripercorre la storia del territorio gardesano attraverso i secoli dalle prime popolazioni della sponda orientale del Benaco, attraverso la dominazione romana, la questione dei Tulliassi, le dominazioni barbbare di Odoacre e Teodorico, i Longobardi, il re Autari e la regina Teodolinda, la rocca di Garda sotto i Longobardi, i Franchi, i primi re italiani indipendenti, i sei diplomi berengariani di Torri, le prime imprese nazionali ed il tramonto del regno indipendente d’Italia, la prigionia di Adelaide e gli imperatori germanici ecc. ecc. Molto interessante la raccolta di documenti posti in fondo al volume. Prima edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CUB\0250908.

50 euro

182) PRIME EDIZIONI COSMO SPAZIO VUOTO FISICA PRIME EDIZIONI COSMO SPAZIO VUOTO FISICA PRIME EDIZIONI COSMO SPAZIO VUOTO FISICA

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Paganini Carlo Pagano,

Dello Spazio saggio cosmologico,

Pisa, Tipografia Nistri, 1862

In 8°; (2), 58, (2) pp. Brossura editoriale azzurra con titolo in nero entro quintupla cornice in nero al piatto anteriore. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima edizione in forma singola (lo scritto era già comparso negli “Annali dell’Università Toscane, T. VII), non comune, di questo scritto del noto filosofo lucchese, Carlo Pagano Paganini (Lucca, 28 gennaio 1818 – Pisa, 6 novembre 1889). Professore all’Università di Lucca prima e di Pisa, poi, fu uno strenuo difensore della dottrina rosminiana anche quando questa, fu fortemente attaccata da vari ambienti ecclesiastici. L’opera è un dottissimo trattato dedicato al concetto di “spazio” ed alla “qualità” di esso arrivando a dibattere se lo “spazio” sia un concetto reale vuoto o meno. Opera rara e curiosa di interesse cosmologico, filosofico e fisico.

50 euro

183) FOTOGRAFIA STEREOSCOPICA STEREOSCOPIA DEMONI DIAVOLO INFERNO DIABLERIES PHOTOGRAPHIE STEREOSCOPIE STEREOSCOPY PURGATORIO PURAGTORY

6266_clipped_rev_1Diableries,

Carta stereoscopica della serie “Diableries” A Le Purgatoire.

Senza luogo (ma probabilmente Paris), senza stampatore, s. data (ma 1860-1870 circa)

17,7X8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Buono stato di conservazione. Questa carta riprende la carta numero A4 della serie delle Diabolerie realizzate dalla ditta “B.K. Photographie Paris” e trattasi probabilmente di una riproduzione, sicuramente coeva. Questo dimostra il successo che avevano riscosso queste rappresentazioni nella Francia della seconda metà del XIX° secolo. La scena descrive il purgatorio con Dio al centro e una scala per salire verso il Paradiso ed una fossa che porta all’inferno. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.

55 euro

184) POESIA FRIULANA DIALETTO VERNACOLO FRIULANO DOLEGNA DEL COLLIO UDINE FRIULI VENEZIA GIULIA

IMG_6105_clipped_rev_1Zorutti Pietro,

Le Poesie Friulane di Pietro Zorutti pubblicate sotto gli auspici dell’Accademia di Udine con uno studio, un saggio bibliografico e due appendici a cura del socio corrispondente D.r Bindo Chiurlo.

Udine – Monfalcone, Tipografia Arturo Bosetti Editore, 1925 (1911 – 1922 al front.)

In folio (30,5×21,5 cm); IX, (1), 670 pp. Legatura editoriale in mezza tela foderata con carta con titolo e autore, stampatore e anno di edizione, al piatto anteriore ed al dorso. Ritratto dell’autore in antiporta. La più completa raccolte delle poesie friulane del famoso poeta originario di Dolegna del Collio (Dolenje in sloveno, Dolegne dal Cuei in friulano standard, Dolegna dal Cuei in friulano goriziano), Pietro Zorutti (Lonzano del Collio, 27 dicembre 1792 – Udine, 23 febbraio 1867). Famoso per la pubblicazione di alcuni celeberrimi almanacchi lunari tra il 1821 – 1867 nei quali pubblicava i suoi componimenti poetici ironici e solitamente a tema naturalistico, in vernacolo friulano, l’autore è da sempre considerato come colui che meglio di ogni altro ha saputo rappresentare in forma letteraria la vita della gente friulana. I suoi componimenti si avvicinano ad una sensibilità romantica e furono ampiamente lodati ad esempio da Carducci e Tommaseo. In particolare a lui si deve il merito di aver fatto del dialetto friulano, dopo Ermes di Colloredo, una lingua letteraria di primissimo piano. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

80 euro

185) PRIME EDIZIONI VIAGGI ECONOMIA SINGAPORE ORIENTE MALESIA

8581_clipped_rev_1Pertile Gino,

Qunad’ero a Singapore.

Torino, Milano, Genova …, Società Editrice Internazionale, 1929

In 8°; 152 pp. e 17 c. di tav. fuori testo con immagini fotografiche di Singapore. Brossura editoriale con fotografia di Singapore al piatto anteriore e titolo in nero al piatto ed al dorso. Qualche segno del tempo, una piccola spaccatura al dorso ed una piccola mancanza al margine bianco inferiore e per il resto in buone condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione di questa raccolta di memorie del noto commerciante padovano, Gino Pertile che operò a lungo in oriente ed a Singapore in particolare. Pertile, figlio di un noto professore di diritto, si laureò in economia e commercio. Ben presto, nel 1882 si diresse a Singapore per aprire un’attività commerciale di importazione di beni esotici. La sua grande conoscenza delle lingue gli permise di mettere su una delle più fiorenti attività commerciali di importazione di beni esotici di ogni tipo, in Italia ed in Europa, della prima metà del XX° secolo. Fondò numerose filiali in diversi paesi europei. Ritornò in Italia, per la prima volta, solo nel 1912. Prima edizione rara.

50 euro

186) BIOGRAFIE STORIA LETTERATURA BIBLIOGRAFIA GIORNALI BIOGRAFIE STORIA LETTERATURA BIBLIOGRAFIA GIORNALISMO LEGATURE LEGATURA PRIME EDIZIONI

5665_1_clipped_rev_1SABATIER DE CASTRES (Antoine),

Les trois siècles de notre littérature, ou tableau de l’esprit de nos écrivains; depuis François 1er jusqu’en 1772.

A Amsterdam, et se trouve à Paris, chez Gueffier et Dehansi, 1763

In 8° (19×11,4 cm); tre tomi: (6), XVI, 443, (3) pp., (6), 464, (2) pp., (6), 461 (ma i. e. 459), (1) pp. Belle legature coeve in piena pelle maculata con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Qualche strofinatura, spellatura e tre o quattro antichi forellini di tarlo. Piatti interni foderati da bella carta marmorizzata coeva. Quattro pagine con minima ed uniforme brunitura dovuta alla qualità della carta. Testatine, finalini ed iniziali xilografici. Prima edizione di questo noto dizionario biografico dedicato a tre secoli di letteratura 5665_2_clipped_rev_1francese compilato dal celebre uomo di lettere e giornalista francese “Antoine Sabatier dit l’abbé Sabatier de Castres, né à Castres le 13 avril 1742 et mort à Paris le 15 juin 1817”. Protetto del grande Helvetius alla presa della Bastiglia emigrò in Germania per poi far ritorno con la Restaurazione. La sua fedeltà alla causa reale gli fece ottenere una pensione di 2000 franchi. L’opera qui presentata analizza autore per autore i grandi scrittori che hanno fatto la storia di Francia dal cinquecento alla fine del settecento rappresentando anche un buon repertorio bibliografico. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

55 euro

187) MEDICINA MEDICINE LEGATURA BROSSURE MACERATA MEDICINE BOLOGNA BIOGRAFIE LEGTURA LEGATURE CARTA D’EPOCA

6388_1_clipped_rev_16388_2_clipped_rev_1Anderlini Rainaldo,

Oratio a Raynaldo Anderlinio bononiensi anatomiae in maceratensi lyceo professore habita VII idus novembris anno reparatae salutis 1791.

(Maceratae), typis Antonii Cortesiii, 1791

In 8° (20,3×13,3 cm); 48 pp. Bella e rara legatura in brossura coeva completamente foderata con carta dorata (qualche lieve segno del tempo e una nota scritta a penna ad uno dei piatti). Prima rara edizione di questo scritto del noto medico bolognese Rainaldo Anderlini che ricoprì a lungo la cattedra di anatomia al lieo di Macerata. All’interno in ottime condizioni di conservazione.

50 euro

188) VIAGGI PRIGIONIA PRIGIONI ALGERIA AFRICA PRIME EDIZIONI LEGIONE STRANIERA ABD-EL-KADER USI E COSTUMI

6399_2_clipped_rev_1 6399_1_clipped_rev_1France A. de,

I Prigionieri di Abd-El-Kader o Cinque mesi di schiavitù tra gli Arabi del signor a. de France alfiere di vascello versione di Ferdinando Grillenzoni Vol. I – II

Milano, Tipografia e Libreria Pirotta e C., 1837

15×9,5 cm; due tomi: 288 pp. e un c. di tav. in antiporta e 239, (1) pp. e una c. di tav. più volte ripiegata in antiporta. Belle legature coeve in mezze pelle chiara con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Uno strappetto alla carta più volte ripiegata fuori testo, senza perdita di carta, qualche minima e piccolissima macchiolina di foxing in poche pagine e nel complesso buon esemplare in bella legatura coeva. Prima edizione italiana. L’opera racconta la prigionia di Francois Antoine Alby, noto con il nome Ernest o appunto A. de France, caduto prigioniero delle legioni arabe. Quest’opera è una delle prime memorie di un legionario della Legione Straniera. Abd-el-Kader fu un dei più celebri emiri e condottieri algerini nella guerra contro l’occupazione francese dell’Algeria. L’opera oltre a ripercorrere le tappe della prigionia descrive anche usi e costumi dei popoli algerini. Non comune ed in bella legatura.

55 euro

189) AVANGUARDIA ARTE CONTEMPORANEA POESIA POESIA VISIVA PRIME EDIZIONI

7785_2_clipped_rev_1 7785_1_clipped_rev_1Giuliano della Casa,

Civuoleocchio,

Modena, AG Modena, 1985

In 4° grande (34,5×24 cm); (16) pp. Brossura editoriale illustrata da un lavoro di Della Casa applicato al piatto anteriore. Al centro del volume, un lavoro a doppia pagina che si apre e occupa quattro pagine. Qualche lievissimo segnetto di sporco ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione con ancora il filetto originale della legatura. Prima edizione non comune di questo libro d’artista del noto pittore, ceramista, curatore di libri d’artista modenese, Giuliano della Casa. Cresciuto nel fervente ambiente artistico emiliano degli anni settanta e amico di Spatola, Ghirri, Parmiggiani ed altri celebri rappresentati del panorama culturale italiano, si forma prima in Germania all’Accademia di Belle Arti di Monco di Baviera prima e poi all’Accademia di Bologna sotto la guida di Umberto Mastroianni. Finiti gli studi, incuriosito dalla potenzialità espressiva della poesia visiva, stringe amicizia con Adriano Spatola ed i rappresentati del “Gruppo 63”. Contemporaneamente continua la sperimentazione della tecnica dell’acquerello che lo porta a diventare uno degli illustratori di punta dell’Enaudi ed a stringere un sodalizio artistico con lo statunitense Paul Vangelisti. Prima edizione, non comune.

55 euro

190) DONNE ILLUSTRATORI SATIRA CARICATURE CARICATURISTI PRIME EDIZIONI

7986_2_clipped_rev_1 7986_1_clipped_rev_1Kahn Gustave,

La femme dans la caricature francaise. Orne de 448 illustrations dans les texte et 72 gravures hors texte en noir et en couleurs d’apres les plus rares et les plus amusantes caricatures de toutes les epoques,

Paris, Albert Mericant Editions D’Art, 1907

In 4°; due tomi: VII, (1), 240 pp. e 241-472 pp. e 72 tavole fuori testo a colori. La brossura originale è conservata all’interno del secondo volume. Legature coeve in mezza pergamena con titolo e autore in oro su fascette in pelle ai dorsi. Piatti foderati con bella carta marmorizzata coeva. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. L’opera analizza la figura della donna nella caricatura francese attraverso i ritratti dei più importanti illustratori e caricaturisti francesi dell’epoca come Félicien Rops, Willette, Daumier, Sibel Faivre, Legrand, Léandre, Steinlein, Louis Morin etc. Complete, very good copy.

55 euro

191) STORIA DELL’ARTE ARTE GRECA ROMANA ROMA

8011_3_clipped_rev_1 8011_2_clipped_rev_1 8011_1_clipped_rev_1Falke Jakob von,

Ellade e Roma: quadro storico e artistico dell’antichità classica per Jacopo di Falke. Opera illustrata da 371 incisioni di Alma Tadema, Feuerbach, Siemiradsky, ecc.,

Milano, Fratelli Treves Editori, 1882

In folio; (8), 320 pp. e 52 c. di tav. fuori testo. Legatura coeva in piena-tela con titolo impresso in oro al dorso. Un leggerissimo alone al margine esterna bianco di metà del volume, ininfluente. Qualche macchiolina di foxing e nel complesso in buone condizioni di conservazione. Prima edizione in buone condizioni di conservazione di questa monografia dedicata alla storia dell’arte classica, del noto critico d’arte tedesco, Jacob von Falke (nato il 21 giugno 1825 a Ratzeburg, l’8 giugno 1897 a Lovran, Croazia). “Nel 1855 fu nominato curatore del Museo Germanico di Norimberga, e nel 1858 dal principe Liechtenstein come bibliotecario e direttore della sua pinacoteca a Vienna, dove nel 1864 prese anche la carica di curatore e vicedirettore presso la k. K. Museo austriaco di arte e industria, e fu nominato membro del consiglio governativo nel 1871 e direttore del museo al posto di Rudolf Eitelberger nel 1885. Nel 1873 ricevette l’Ordine della Corona di Ferro e fu elevato alla nobiltà (Jacob Ritter von Falke)”. Esemplare in buone condizioni di conservazione.

55 euro

192) ENOLOGIA VINI VINO VITICOLTURA BOTTI PESI E MISURE

8254_clipped_rev_1Ottavi Ottavio, Strucchi Arnaldo,

Enologia Precetti Ad Uso Degli Enologi Italiani Nona Edizione Aggiornata Dal Prof. D. Tamaro, con appendice sul “Metodo della botte unitaria pei calcoli relativi alle botti circolari , dell’ing. agr. Rinaldo Bassi. Con 30 illustrazioni nel testo.

Milano, Ulrico Hoepli Editore-Libraio della Real Casa, 1923

In 16°; XVI, 341, (3) pp. ed una c. di tav. più volte ripiegata. Legatura editoriale policroma in cartoncino con titolo e disegno al piatto anteriore. Qualche minima macchiolina di foxing e traccia di sporco, all’interno in ottime condizioni di conservazione. Antica ed elegante firma di appartenenza al frontespizio. Un piccolo timbretto con collocazione manoscritta in collezione privata, al recto del piatto posteriore. Nona edizione aggiornata di questo celebre manuale Hoepli dedicato all’enologia. L’opera contiene nozioni sul vino, la chimica, la fermentazione, l’uva, la vite, la cura del vigneto, la viticoltura e l’enologia, oltre a nozioni sul processo di pastorizzazione.

55 euro

193) MANUALI HOEPLI PRIME EDIZIONI MUSICOLOGIA MUSICA

8231_1_clipped_rev_1Tacchinardi Alberto,

Ritmica Musicale, con 260 illustrazioni.

Milano, Ulrico Hoepli Editore-Libraio della Real Casa, 1910

In 16°; XV, (1), 254, (2), 61, (3) pp. Legatura editoriale illustrata policroma in piena tela con titolo e figura impressa al piatto anteriore. Alcune leggerissime scoloriture, ininfluenti e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Tagli rossi. Prima edizione di questo manuale Hoepli, illiustrato da 260 illustrazioni, scritto dal musicologo Alberto Tacchinardi e dedicato alla ritmica musicale. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

55 euro

194) MANUALI HOEPLI ARALDICA BIBLIOGRFIA

7276_clipped_rev_1Guelfi Camajani Conte G.,

Dizionario Araldico,

Milano, Ulrico Hoepli Editore, 1921

In 16°; (6), 816, (2) pp. Legatura editoriale in piena tela gialla con titolo, autore e fregio araldico impressi al piatto anteriore ed al dorso. Ottimo stato di conservazione. Seconda edizione notevolmente ampliata e arricchita da 569 figure intercalate nel testo. Importante bibliografia araldica.

55 euro

195) FUTURISMO POESIE PRIME EDIZIONI MODENA

7666_clipped_rev_1A Cura di Giuseppe Ravegnani,

Poeti Futuristi (esemplare completo del disco quasi sempre mancante)

Milano, Nuova Accademia, 1963

21×19,5 cm; 167, (1) pp. e un disco originale conservato entro la sua custodia originale posta all’inizio del volume. Legatura editoriale con sopraccoperta editoriale illustrata. Prima edizione, assai rara a reperirsi completa del disco ed in queste ottime condizioni di conservazione. Varie illustrazioni nel testo. Il volume contiene poesie di Libero Altomare, Mario Betuda, Antonio Bruno, Paolo Buzzi, Francesco Cangiullo, Enrico Cavacchioli, Auro d’Alba, Luciano Folgore, Corrado Govoni, Gian Pietro Lucini, Gesualdo Manzella Frontini, Filippo Tommaso Marinetti, Francesco Meriano, Aldo Palazzeschi, Ardengo Soffici. Il disco invece vede diverse poesie di Altomare, Bètuda, Bruno, Buzzi, Cangiullo, cavacchioli, D’Alba, Folgore, Govoni. Lucini, Manzella-Frontini, Marinetti, Meriano, Palazzeschi, Soffici, nell’interpretazione di E. Calindri. Rara prima edizione a reperirsi completa ed in queste condizioni di conservazione.

60 euro

196) ROMANZI GALANTI EDIZIONI DI PREGIO LETTERATURA FRANCESE LEGATURE AVVENTURA

8397_3_clipped_rev_1L’Abbé Prevost, Maurice Leloir, Guy de Maupassant,

Histoire de Manon Lescaut et du Chevalier des Grieux par l’Abbé Prevost, preface de Guy de Maupassant, Illustrations de Maurice Leloir.

Paris, Librairie Artistique – H. Launette Editeur, 1885

In 4°; XXII, 203, (3) pp. e 12 c. di tav. fuori testo coperti da velina, 212 finissime incisioni nel testo, tutte realizzate dal celebre illustratore, acquerellista, disegnatore, incisore, scrittore e collezionista francese, Maurice Leloir (1 Novembere 1853 – 7 Ottobre 1940). Brossura editoriale, piatto anteriore, posteriore e dorso, conservati entro bella legatura artigianale in mezza-pelle verde mare con dorso a 5 nervi con titolo impresso in oro ad  un tassello. Piatti foderati di bella carta marmorizzata . Piatti interni foderati con bellissima carta marmorizzata a sfondo azzurro. Taglio superiore riccamente dorato. Una piccola fioritura leggera in due pagine, ininfluente e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione. L’edizione si avvale di XVI pagine di introduzione di Guy de Maupassant. Bellissima edizione di una delle opere più importanti del celebre 8397_1_clipped_rev_1storico, scrittore e traduttore, Antoine François Prévost, detto d’Exiles, più noto con il titolo ecclesiastico, sotto il nome di abbé Prévost (Hesdin, 1º aprile 1697 – Chantilly, 25 novembre 1763). Pubblicato con il titolo “Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut” (Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut), ma noto anche semplicemente come Manon Lescaut, venne pubblicato per la prima volta nel 1731, come settimo e ultimo volume delle “Mémoires et aventures d’un homme de qualité” (Memorie e avventure di un uomo di qualità), anche se in seguito Manon Lescaut, visse poi di vita propria, anche per la notevole differenza di contenuti fra quest’opera nella quale la parte preponderante è la descrizione della forza dirompente delle passioni ed i precedenti volumi. All’uscita, il romanzo diede tale scandalo da venir subito bandito dalla Francia e le copie recuperate date alle fiamme. Nonostante questo, numerose copie clandestine girarono per l’Europa, garantendo la sopravvivenza ed il successo dell’opera. Nel 1753 Prévost pubblicò una nuova edizione attenuando alcuni aspetti ritenuti scandalosi e introdusse considerazioni maggiori moralistiche. Edizione di pregio in bella legatura artigianale.

50 euro

197) FILOSOFIA ORIENTALE PRIME EDIZIONI TEOSOFIA

8226_clipped_rev_1Krishnamurti Jiddu,

La meta è la vita di J. Krishnamurti; traduzione di Evelina Levi,

Torino, Pubblicato dall’Ordine della Stella, S. data (ma 1928)

In 8° piccolo; (2), 27, (3) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in amaranto al piatto anteriore. Antica collocazione in collezione privata al recto del piatto anteriore. Prima edizione non comune, pubblicato dall’Ordine della Stella e stampato dalla Società Anonima Unitipografica Pinorelese, di questo scritto del celebre filosofo apolide, Jiddu Krishnamurti (Madanapalle, 11 maggio 1895 – Ojai, 18 febbraio 1986), nella traduzione di Evelina Levi. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

45 euro

198) MANUALE HOEPLI RICETTARI

8229_clipped_rev_1Ghersi Italo,

Ricettario domestico, seconda edizione rifatta ed aumentata con 2548 Ricette e 68 Incisioni.

Milano, Ulrico Hoepli, 1902

In 16°; XX, 536, (64) pp. Legatura editoriale illustrata con titolo e immagini floreali a colori al piatto anteriore. Antica collocazione in collezione privata al recto del piatto anteriore. Antica firma di possesso in matita rossa, al frontespizio. Leggere strofinature, qualche traccia di inchiostro e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Tagli spruzzati in rosso. Seconda edizione corretta ed aumentata di questo manuale Hoepli che contiene un ricettario domestico con più di 2548 ricette utili. Non comune.

45 euro

199) SARDEGNA SORSO GOLFO DELL’ASINARA ROMANGIA LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI

Farina Salvatore,

Perché ho risposto no?

Milano, Editrice Contemporanea, 1892

In 12°; 120 pp. Legatura editoriale in piena tela bianca con titolo e autore impressi al piatto entro cornice editoriale. Esistono due tipi di legatura di quest’opera, una in piena tela bianca ed una in piena tela scura. Qualche minima macchiolina di foxing e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione, non comune, cinque soli esemplari in ICCU, una seconda edizione uscì nello stesso anno, di questo scritto del celebre scrittore, drammaturgo, industriale e giornalista sardo, Salvatore Farina (Sorso in provincia di Sassati, 10 gennaio 1846 – Milano, 15 dicembre 1918) che fu vicino agli ambienti della scapigliatura milanese. Autore di fama internazionale, tanto che i suoi romanzi vennero tradotti in numerose lingue, è da molti accostato a Charles Dickens per la sua capacità di narrare i sentimenti che animo i personaggi dei suoi romanzi. Amico di Giovanni Verga, Edmondo De Amicis, Giuseppe Giacosa e altri scrittori illustri del suo tempo, fu molto apprezzato negli ambienti germanici. Era solito dire della sua opera “Il concetto morale, cardine di ogni mio lavoro, è la famiglia. Nobilitarla, rialzarla, difenderla, mostrare quanto grandeggi su tutte le altre istituzioni e quanto il sentimento di essa sopravanzi ogni altro sentimento umano” e proprio in questo filone si inserisce l’opera qui presentata. Prima edizione, non comune.

45 euro

200) DEVOZIONALIA PRIME EDIZIONI APPARIZIONI MARIANE LOURDES MIRACOLI

 IMG_5412_clipped_rev_1QIMG_5413_clipped_rev_1uindici visite all’immagine dell’immacolata di Lourdes,

Milano, Premiata Libreria Religiosa Giuseppe Palma, 1900

In 12° () 48, (2) pp. e una c. di tvav. in antiporta con un’immagine di una delle apparizioni della Madonna di Lourdes. Brossura editoriale con titolo e stampatore al piatto anteriore, entro cornice xilografica. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Rara prima edizione di questo devozionalia dedicato alla figura della celebre Madonna apparsa alla giovane pastorella, Bernadette Soubirous a partire dal 1858. Molto raro, un solo esemplare censito in ICCU. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PBE\0086152.

45 euro

201) GIALLI PRIME EDIZIONI GIALLISTICA ROMANZI NOVEL CRIMINAL SIMENON

7579_2_clipped_rev_1 7579_1_clipped_rev_1Simenon Georges,

Le haut mal,

Paris, A. Fayard & C.ie, movembre 1933

8,8×12 cm; 252, (4) pp. Brossura editoriale con titolo in amaranto al piatto anteriore. Al recto del frontespizio “50 exemplaires sur vélin pur fil Lafuma, numérotés de 1 à 50.”. Prima edizione (novembre 1933) di questo classico della letteratura gialla. Nello stesso anno uscì una tiratura con la sopraccoperta illustrata. Buono-ottimo esemplare ancora in barbe, raro a trovarsi in queste condizioni di conservazione.

45 euro

202) IMPRESSIONISMO PRIME EDIZIONI SCULTURA ARTE TORINO IMPRESSIONISMO PRIME EDIZIONI SCULTURA ARTE TORINO

7677_1_clipped_rev_1Borghi Mino,

Medardo Rosso, prefazione di Giovanni Papini,

Milano, Edizioni del Milione, 1950

In 4° grande; 87, (7) pp. e 31 c. di tav. fuori testo. Manca la sovraccoperta. La legatura originale in mezza-tela con il titolo in bianco al dorso in mezza-tela azzurra e in blu al piatto anteriore è invece presente. Prima edizione di questa rara e nota monografia dedicata al grande scultore e pittore italiano, Medardo Rosso (Torino, 21 giugno 1858 – Milano, 31 marzo 1928) che fu il più importante esponente dell’impressionismo italiano, celeberrimo per i suoi ritratti scultorei di bambini. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

45 euro

203) PRIME EDIZIONI LETTERTURA ITALIANA FASCISMO SIRACUSA SICILIA COMUNISMO GUERRA DI LIBERAZIONE RESISTENZA ANTIFASCISMO GUERRA DI SPAGNA

7427_clipped_rev_1Vittorini Elio,

Diario in pubblico,

Milano, Bompiani (Cromotipia E. Sormani), 1957

In 8°; 385, (3) pp. Brossura editoriale con sovraccoperta figurata a colori con composizione di Léger. Conservata la fascetta pubblicitaria e due fogli volanti pubblicitari di Bompiani. Ottimo stato di conservazione. Prima edizione di questo noto scritto del grande scrittore, traduttore e critico letterario siciliano, Elio Vittorini (Siracusa, 23 luglio 1908 – Milano, 12 febbraio 1966). Dopo una fanciullezza tribolata alla continua ricerca di libertà e dopo aver fatto umili lavori, nel 1926, grazie a Curzio Malaparte iniziò a collaborare con la rivista la “Conquista dello Stato”. Nel 1927 inviò a La Fiera Letteraria il suo primo importante scritto narrativo, Ritratto di re Gianpiero, che gli venne pubblicato. Nello stesso periodo di tempo sposa Rosa Quasimodo, sorella di Salvatore Quasimodo. L’anno seguente collabora con “Solaria” e con “L’Italia letteraria”. Nel 1931 esce il suo primo romanzo “Scarico di coscienza”. Tra il 1933 ed il 1934 su Solaria compare a puntate uno dei suoi capolavori, “Il Garofano Rosso” che a causa della censura fascista non fu mai pubblicato in forma di romanzo, prima del 1948. Ottimo conoscitore della lingua inglese le sue traduzioni di Faulkner, Poe e Lawrence sono ancora oggi, molto apprezzate. Vicino alla corrente del fascismo di sinistra, nel 1936 venne espulso dal partito a causa di un articolo che parlando della guerra civile spagnola, spronava gli italiani a schierarsi contro Franco. Nel 1939 è a Milano dove Bompiani gli assegna la cura della collana editoriale “La Corona”. Controversa è la sua posizione politica fino al 1942 quando entra nel Partito Comunista Italiano (solo il 7 ottobre del 1942 partecipa al convegno degli intellettuali nazisti di Weimar, promosso dal ministro della propaganda Joseph Goebbels) e da questo momento i poi partecipa attivamente alla Resistenza. Uscì poi dal Partito Comunista nel dopoguerra per protesta contro la mancanza di libertà del regime comuista sovietico e per le posizioni non critiche di Togliatti. “Nel 1951 Giulio Einaudi lo chiamò per dirigere la collana “I Gettoni” e Vittorini condusse il suo incarico facendo scelte molto precise riguardo agli autori da inserire nella collana, accogliendo soprattutto le opere di giovani scrittori come Calvino e Fenoglio, ma rifiutando Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Vittorini successivamente rifiuterà la pubblicazione de Il dottor Živago di Pasternak e Il tamburo di latta di Grass”. Vittorini fu uno scirttore molto impegnato politicamente per tutta la sua vita ma caratterizzato da un impegno che andando ben al di là dalle posizioni ideologiche dei singoli partiti, ricercava nei partiti stessi un mezzo per sviluppare le libertà dell’individuo. Fu per questo che senza grandi problemi abbandò via via tutti i partiti politici nei quali si trovò coinvolto una volta che questi tradivano le sue finalità ideali. “Diario in pubblico” raccoglie i suoi interventi militanti, politico-culturali del periodo che va dal 1929 al 1956 ed in essi si può vedere chiaramente tutta la coerenza del pensiero di Vittorini e se ne comprende pienamente anche i suoi cambiamenti di simpatie politiche. Per lui i partiti non sono un fine ma sempre e solo un mezzo per raggiunger sempre lo stesso ideale di libertà. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Spaducci, p. 305. Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009 pag. 977.

45 euro

204) BASSANO FAVOLE FIABE FAVOLA DIZIONARIO REMONDINI BASSANO REMONDINIANA

IMG_6104_clipped_rev_1Chompre Pierre, Millin Aubin-Louis, Masucco Celestino,

Dizionario portatile delle favole per l’intelligenza de’ poeti, delle pitture, delle statue, delle sculture, delle medaglie, e degli altri monumenti spettanti alla mitologia compilato da Chomprè e considerevolmente accresciuto da A.L. Millin …, Traduzione dal francese riveduta, corretta, nuovamente arricchita di molte aggiunte, e corredata di opportune citazioni da Celestino Massucco … Tomo Primo – Secondo

Bassano, Nella Tipografia Remondiniana, 1804

In 4° (19×14 cm); due tomi: XI, (1), 524 pp. e 555, (1) pp. Legatura coeva in cartoncino. Timbri del censore estense al frontespizio e all’ultima carta di ogni volume che autorizzavano la vendita dei volumi nel ducato estense dopo una valutazione della censura estense. Prima edizione italiana di questo interessante e monumentale dizionario delle favole. L’edizione italiana, basata sull’edizione francese corretta ed aumentata da Aubin-Louis Millin, è accresciuta anche dalle note e commenti dell’Abate Masucco Celestino. In buone condizioni di conservazione.

45 euro

205) MODENA BIOGRAFIE BIBLIOGRAFIE PRIME EDIZIONI MODENA BIOGRAFIE BIBLIOGRAFIE PRIME EDIZIONI VEDRIANI

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Lenzotti Luigi,

Intorno la Vita e le Opere di Lodovico Vedriani Sacerdote ed Istoriografo modenese memoria dell’Ab. Luigi Lenzotti.

Modena, Tipografia di G. T. Vincenzi e Nipoti, 1882

In 4° (23,5×16,5 cm); (8), 160 pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero, entro cornice, al piatto anteriore. Timbretto di appartenenza privata al margine basso del frontespizio e al margine basso della prima carta bianca. Esistono, di quest’opera, due edizioni uscite lo stesso anno. Una con un ritratto di Vedriani in fototipia in antiporta e con titolo in rosso e nero al piatto anteriore ed un’altra edizione, senza ritratto (quella qui presentata), con titolo in nero al piatto anteriore. Il volume è una delle più complete bibliografie e biografie del celebre biografo e storico modenese, Lodovico Vedriani (1601-1670).

45 euro

206) LETTERATURA ITALIANA SCHEIWILLER ROSAI EDIZIONI IN TIRATURA LIMITATA LIGURIA AFORISMI

6973_2_clipped_rev_1 6973_1_clipped_rev_1Sbarbaro Camillo, Montale Eugenio,

Primizie a cura di Vanni Scheiwiller con una intervista di Cinzia Fiore e una versione di Gerardo Diego,

Milano (Verona), All’Insegna del Pesce d’Oro, 1958

18,2×12,6 cm; (6), 31, (11) pp. Brossura muta editoriale con sopraccoperta editoriale con fregio di Roberto Aloi. Acetato editoriale. Conservata la fascetta editoriale. Una xilografia di Ugo Anselmi in antiporta. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa raccolta di scritti del grande scrittore ed aforista italiano, Camillo Sbarbaro (Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967) che fu anche tra i principali esperti di licheni italiani della prima metà del novecento. L’opera contiene quattro poesie apparse un “La Riviera Ligure” tra il 1915 e il 1916, una apparsa in “Rimanenze”, un intervista a Sbarbaro di Cinzia Fiore apparsa su “Il Lavoro” del 26 ottobre del 1956, una poesia di Eugenio Montale e una versione in spagnolo di Gerardo Diego. Gambetti e Vezzosi definiscono questa edizione “Non raro, ma piuttosto ricercato”. Rif. Bibl.: Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 827.

45 euro

207) LETTERATURA ITALIANA SCHEIWILLER ROSAI EDIZIONI IN TIRATURA LIMITATA LIGURIA AFORISMI

6972_2_clipped_rev_1Sbarbaro Camillo,

Fuochi Fatui,

Milano (Verona), All’Insegna del Pesce d’Oro, 1958

18,2×12,6 cm; 101, (3) pp. Brossura muta editoriale con sopraccoperta editoriale con fregio di Roberto Aloi. Acetato editoriale (una piccola mancanza allo stesso al 6972_3_clipped_rev_1margine alto interno del piatto anteriore). Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Seconda edizione, dopo la prima del 1956 che presenta sì 7 frammenti in meno rispetto alla prima edizione ma anche 139 frammenti non aggiunti nell’edizione del 1956. Dei frammenti aggiunti, 41 erano già apparsi su periodici diversi tra il 1916 ed il 1957, mentre 98 compaiono qua per la prima volta. Tiratura di 1000 copie numerate, il nostro esemplare è privo di numerazione. Gambetti e Vezzosi definiscono questa edizione “Più comune del precedente [l’edizione del 1956], ma abbastanza ricercato”. Il volume è una raccolta di frammenti in prosa del grande scrittore ed aforista italiano, Camillo Sbarbaro (Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967) che fu anche tra i principali esperti di licheni italiani della prima metà del novecento. Rif. Bibl.: Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 827.

45 euro