CATALOGO FEBBRAIO 2018

CATALOGO FEBBRAIO 2018

TAROCCHI PIEMONTESI TORINO MAZZO TAROCCHI COMPLETO TAROT LANDO RARITA’ CARTE GIOCHI DI CARTE

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  Giuseppe  Lando,

IMG_0479_clipped_rev_1Rarissimo mazzo completo dei primi tarocchi piemontesi, 78 carte, completo

Torino, Giuseppe Lando, (1760 circa)

11×6,4 cm; 78 carte mazzo completo. 22 trionfi (o arcani maggiori) e 56 carte di arcani minori. Esemplare conservato entro bella custodia settecentesca rigida in legno foderato da bella carta settecentesca. Due tarocchi sono stati tagliati in modo leggermente decentrato, in modo ininfluente e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione. Rarissimo mazzo completo del primo stampatore piemontese di tarocchi, Giuseppe Lando.  I mazzi completi di tarocchi di Giuseppe Lando sono rarissimi e sono ancor più rari a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione.  Tarocchi illustrati da magnifiche incisioni xilografiche poi colorati dIMG_0493_clipped_rev_1a mano coeva. Il verso delle carte è decorato da carta a motivi azzurri. Kaplan’s Enciclopedia vol. I pag. 150 identifica i mazzi di tarocchi di Lando come stampati intorno al 1760 ed il nostro esemplare, iconograficamente, risulta del tutto uguale a quello riportato dal Kaplan. I tarocchi qui presentati non vennero, probabilmente, mai messi in commercio, mancando su di essi la marca da bollo della tassa sui giochi d’azzardo. Giuseppe Lando riprese l’iconografia del tarocco marsigliese, rivisitandola e rielaborandola, fino a creare un prodotto del tutto nuovo, pur continuando a mantenere la descrizione del tarocco in lingua francese. Il IMG_0480_clipped_rev_1mazzo si presenta nella sua versione classica con 2 sottogruppi principali: il primo, composto da 22 carte, illustrate con figure simboliche, anticamente chiamate Trionfi, e solo dal XIX secolo, Arcani maggiori, l’altro in 56 carte suddivise in 4 serie, gli Arcani inferiori divisi nei quattro sottogruppi delle coppe, denari, bastoni e spade. Gli Arcani Minori includono quattro figure: re, donna, fante, cavallo e 10 carte numerali. I 22 Arcani maggiori sono numerati da I a XXI, più il Matto. Kaplan, nel suo studio “The Encyclopedia of Tarot” vol. I pag. 150 conferma che il primo mazzo di tarocchi piemontesi fu stampato a Torino da Lando, nel 1760. Un solo esemplare dei tarocchi di Lando è presente presso il British Museum, ma anche questo incompleto (76 cc. su 78) ed esso differisce leggermente da quello da noi presentato. Ottima conservazione. Very rare, complete. Rif. Bibl.: British Library number 1903,1221.22.1-76 “Incomplete tarot pack with 76 of 78 playing-cards. The missing cards are I and II of the atouts. Hand-coloured woodcut. Backs printed in blue with a pattern of small arrows. 18th Century”. Kaplan’s Enciclopedia vol. I pag. 150 “Lando Tarot, Woodcut designs by Giuseppe Lando, Turin, produced about 1760. The Major Arcana and court cards are titled in french with numerous misspellings; all the cards are stencil colored by hand. Top row: The Fool; I The Magician, incorrectly spelled Batelleur. …”.IMG_0494_clipped_rev_1

2.700 euro

TAROCCHI PIEMONTESI TORINO MAZZO TAROCCHI COMPLETO TAROT LANDO RARITA’ CARTE GIOCHI DI CARTE

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IMG_0475_clipped_rev_1Farinone Giovanni Battista,

Raro mazzo di Tarocchi Stampato a Varallo, 78 carte, completo

Varallo, (Giovanni Battista) Farinone, (1890 circa)

11×6,4 cm; 78 carte mazzo completo. 22 trionfi (o arcani maggiori) e 56 carte di arcani minori. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Bollo di tassazione datato “4 Giu. 1890”. Rarissimo mazzo completo di tarocchi, stampato da Giovanni Battista Farinone a Varallo intorno al 1890. Varallo è uno dei centri di stampa dei tarocchi nell’ottocento. La partita a carte (partìja), infatti, divenne uno dei principali divertimenti tradizionali in tutta la Valsesia. Il gioco si praticava sia nelle osterie che in famiglia. Fra i principali stampatori che avevano sede a Varallo, oltre a Farinone, si possono ricordare anche Demarchi e Strambo. I IMG_0471_clipped_rev_1giochi che si potevano fare con le carte nella Valsesia erano vari. Fra i più conosciuti il taròic, lo scùa, il tresètt, la brìscula, la pepaténča, il calabràghi, il robamàss o il gioco del tappo per i bambini. Il mazzo si presenta nella sua versione classica con 2 sottogruppi principali: il primo, composto da 22 carte, illustrate con figure simboliche, anticamente chiamate Trionfi, e solo dal XIX secolo, Arcani maggiori, l’altro in 56 carte suddivise in 4 serie, gli Arcani inferiori divisi nei quattro sottogruppi delle coppe, denari, bastoni e spade. Gli Arcani Minori includono quattro figure: re, donna, fante, cavallo e 10 carte numerali. I 22 Arcani maggiori sono numerati da I a XXI, più il Matto. Le carte sono ben conservate. L’iconografia riprende, anche se rivista, quella classica dei mazzi detti alla marsigliese ma con il testo, ai piedi degli arcani maggiori, in lingua italiana. Rarissimo da reperirsi completo delle 78 carte ed in queste condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Non in  Kaplan’s Enciclopedia vol. I.

600 euro

GIOCHI CARTE TAROCCHI TAROCCO BOLOGNA PRIME EDIZIONI RARITà BIBLIOGRAFICHE

IMG_0209_clipped_rev_1  IMG_0213_clipped_rev_1  IMG_0210_clipped_rev_1 IMG_0208_clipped_rev_1Verardini Prendiparte Tommaso,

Il Tarocco ossia giuoco della partita,

Bologna, Tipografia Sassi e Fonderia Amoretti, 1841

In 12° (15,5×10 cm); 55, (1) pp. Brossura ottocentesca. Qualche piccola mancanza al margine alto bianco del frontespizio con antica integrazione e rinforzo al dorso e per il resto in buone condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima rarissima edizione, un solo esemplare censito in ICCU, di questa monografia dedicata al gioco del Tarocco secondo le regole bolognesi. L’opera che è una delle principali fonti IMG_0212_clipped_rev_1per il gioco del Tarocco bolognese, ebbe un notevole successo e vide due riedizioni, una nel 1872 e una nel 1919. Il volume raccoglie e codifica le regole del gioco del tarocco bolognese dando particolare risalto al conteggio dei punti che all’inizio dell’ottocento risultava particolarmente complicato ed arbitrario, dando spesso adito a discussioni fra i giocatori. Verardini, nella stesura del testo, si avvalse della consulenza di alcuni dei più noti giocatori bolognesi dell’epoca. Opera molto rara. Rif. Bibl.: Lensi, 170.

350 euro

EBREI PALESTINA GERUSALEMME MEDIO ORIENTE EBRAISMO RELIGIONE EBRAICA TERRA SANTA PRIME EDIZIONI FIRST EDITION

    IMG_0497_clipped_rev_1IMG_0502_clipped_rev_1IMG_0498_clipped_rev_1  IMG_0501_clipped_rev_1  IMG_0506_clipped_rev_1  IMG_0503_clipped_rev_1   IMG_0505_clipped_rev_1   IMG_0500_clipped_rev_1  IMG_0495_clipped_rev_1Laillier Theodore,

Antiquites Judaiques, Histoire Archeologie, Plans et Monuments par Theodore Laillier,

Paris, En Vente Chez L’Auteur, 77bis, Avenue de Breteuil, S. data (ma 1880 circa)

In folio oblungo (55,5×47 cm); (42) cc. nn. Legatura coeva editoriale in mezza tela verde con titolo e fregio  impreso in oro al piatto anteriore. Una piccolissima ed ininfluente mancanza di carta al margine esterno alto di carta 17. Qualche macchiolina di foxing, più intense al frontespizio ed alle prime pagine, dovute alla qualità della carta, alcuni piccoli forellini al margine bianco basso delle prime due carte, ininfluente e per il resto in buone condizioni di conservazione. Esemplare ancora in barbe. L’opera vene stampata su carta forte. Prima rara e completa edizione, ancor più rara a reperirsi completa dei piatti originali, di questo interessante studio illustrato dedicato alla storia, all’archeologia, ai costumi, festività ed ai monumenti degli ebrei e della terra di Israele. Il volume presenta 23 magnifiche e grandi tavole che riproducono templi, planimetrie, monumenti e avvenimenti legati alla storia del popolo ebraico. Il volume si apre con la storia di Mosè. Seguono poi capitoli dedicati a: Il tempio di Gerusalemme, Salomone, “Le Sanhedrin”, “Ville de Ninive”, “Tombeau de Rachel”, “Le Sabbat”, “La Paque”, “Rejouissances et Festins des Juits  pendant la fete des Tabernacles”, “Repudation, Divorce”, “Ville de Nazareth”, Ceremonie du Mariage de la Sainte Vierge”, “Formule des IMG_0504_clipped_rev_1contrats de Mariage des Hebreux”, “Transfiguration de N.=S. sur le Mont=Thabor”,  “Sepulcre ou Tombeau de N. =S. Jesus=Christ”, “Montaigne des Oliviers”, “Explication de quelques Monnaies et medailles des Juifs” (con tavola delle monete). Alla fine del volume tavola cronologica della lista cronologica dei Re dei “Liste Chronologique des Rois des Hebreux, les israelites n’ont commence a avoir des Rois que depuis Saul”, “Rois de Juda”, “Rois d’Israel”, “Listes de s Macchabees, ou des  PrincesAsmonees qui ont Gouverne la Republique des Juifs en qualite de Princes et de Grands Pretres Jusqu’au regne d’Herodote le Grand”, “Liste Chronologique des Grands Pretres des Hebreux”, “Table chronologique de l’Histoire de la creatione du Monde”. Le ultime quattro pagine sono infine dedicate alla spiegazione del calendario ebraico.  Opera molto rara ed ancora in barbe. Le tavole illustrate sono opera di Aveline, Scotie ed altri. Rif. Bibl.: 313251963; IMG_0499_clipped_rev_1

1.200 euro

GIARDINAGGIO GIARDINI ARCHITETTURA BOTANICA FRUTTICOLTURA FLORICOLTURA FIORI CICLAMINI SERRE ROSE RODODENDRO MELONI CINA ORTICOLTURA

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IMG_0256_clipped_rev_1AA. VV.,

I Giardini Giornale d’Orticoltura compilato da distinti agronomi e botanici italiani, Vol. I – II

Milano, Presso Andrea Ubicini, 1855 – 1856

In 8° (21×13,3 cm); due tomi: 576 pp. 20 c. di tav. fuori testo delle quali 13 bellissime tavole con coloritura coeva con immagini di fiori (la tavola più volte ripiegata del Rhododendrum arboreum presenta uno strappo senza perdita di carta); 575, (1) pp. 31 c. di tav. fuori testo delle quali 18 bellissime tavole con coloritura coeva con immagini di fiori. Belle legature coeve in mezza pelle chiara con titolo e ricchi fregi in oro e a secco al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Le tavole come in tutte le copie conosciute risultano collocate in modo diverso rispetto alla legenda. Alcune tavole in legenda sono assenti mentre se ne trovano altre in più rispetto alla stessa. Nel nostro secondo volume, ad esempio, dovrebbero esserci 26 tavole invece che 30. In genere però tutti gli esemplari presentano un numero di tavole uguali ai due volumi qui presentati. Prima edizione della prima edella seconda annata di questa celeberrima IMG_0255_clipped_rev_1  opera di botanica, giardinaggio ed architettura dei giardini con articoli di  notevole importanza ed interesse vario come: Il tulipano, Wellingtonia Gigantea, Sopra alcuni Nasturzi, Il cipresso piangente della China, Coltivazione dei Crisantemi della China, Delle Clematiti indigene e di alcune esotiche per fare pergolati e per tapezzare le muraglie dei giardini, Un cenno ed alcune notizie sui Ciclami esposizione del modo pratico di coltivarli, Gladiolo Ramoso, Dell’Hoya Variegata e sua coltivazione, La Camellia, Della Fioritura Invernale, Cenni di alcune piante che più o meno soffrirono i geli del verno 1853-1854, Dell’arte di comporre e decorare i gairdini, Propagazione delle Rose per barbatelle radicali, Modo di aver per innesto diversi colori sulla stessa pianta della Regina Margherita del signor Tollet, Distinzione delle terre di Brughiera, Delle Serre, Il rabarbaro introdotto nell’economia domestica sua coltivazione e modo di prepararlo, L’Albicocco, Coltivazione IMG_0265_clipped_rev_1forzata ed ordinaria dei meloni, Dioscorea Japonica, Solanum Ventrucosum succedaneo al Pomo di Terre, Della moltiplicazione degli arbusti per talee poste nell’acqua, Morfologia vegetale, Alcune parole sulla germogliazione, Rivista di piante nuove, Notizie di giardini antichi e moderni, Introduzione alla Fuchsia, Dei colori dei fiori, Dell’Humus, Nuovo mezzo per guarire le viti della crittogama, Ulteriori proposte contro il male dell’uva e sopra un liquore fermentato succedaneo al vino d’uva, Idee degli antichi sopra la genesi della Cannella e alcune considerazione sulla sua storia, Mezzo facile di rendere innocui i funghi velenosi, Esposizione dei fiori a Torino, Secondo esperimento di esposizione a Ferrara, Terza esposizione di piante tenuta dalla Società promotrice di giardinaggio, nell’orto botanico di Padova del giugno 1854, Una società di Orticoltura in Toscana, Fiera dei fiori per l’anno 1855 a Milano, Esposizione dei fiori a Modena ed a Firenze, Una rosa verde premiata all’esposizione di fiori a Manheim, Premj sulla malattia dell’Uva, Delle magnolie e più particolarmente di un bellissimo ibridismo ottenutosi dal sigor conte Giuseppe di Salvi Valmarana a Vicenza, Sopra la fioritura invernale, Le petunie, Gli Amorini, Un’escursione di Botanica e metodo per agevolare lo studio pratico delle piante, Alcune cautele igieniche per le Serre, Delle Grottte artificiali, Dei tulipani, Gladiolus tristis, Della fruttificazione dell’Hoya carnosa, Del Gynerium IMG_0268_clipped_rev_1argentum…, Coltivazione dei Giacinti entro il musco, Rosa Verde, Modo di riordinare a florida vegetazione piante distaccate o prossime a perire…, Osservazioni generali sul modo di alleviare gli alberi fruttiferi, Della coltivazione forzata dei meloni nei cassoni, Il fico, Nuova specie di Pisello, Del Nespolo, Pero Angelico, Piante nuove rare o curiose, Dell’Agave, Giardino di alberi esotici a Hohenheim in Baviera, Varietà di Pepe lungo, Il fagiuolo velenoso della vecchia Calabria, Dell’uso del succo procedente dallo schiacciamento dell’uva immatura, Singolare modo di coltura praticato dai chinesi, Prima Esposizione di fiori a Milano, Esposizione floreale in Torino, Serre acquatiche animate e coltivate, ecc. ecc. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione.

500,00 euro

BOLOGNA MONTAGNA ALPINISMO MONTE BIANCO CORTINA D’AMPEZZO MONTE CRISTALLO PETIT REQUIN PIANBOSETO AOSTA MONTE ROSA RIFUGIO VITTORIO EMANUELE II VALMONTEY GHIACCIAI VALLE DELL’ORCO GRAN PARADISO ARABBA NOASCA

IMG_0466_clipped_rev_1  IMG_0469_clipped_rev_1 IMG_0463_clipped_rev_1 IMG_0468_clipped_rev_1  IMG_0464_clipped_rev_1  IMG_0465_clipped_rev_1  IMG_0467_clipped_rev_1 IMG_0461_clipped_rev_1Raffaele Boriani,

In Alta Montagna, Luglio 1910 – Agosto 1911 – 12 – 13

Bologna, 1913 circa

Elegante album in 4° oblungo, in cartoncino grigio, con titolo al piatto anteriore e didascalie in bianco a descrizione delle fotografie. L’opera presenta a lato di ogni fotografia un’elegante didascalia manoscritta in bianco. All’inizio dell’opera la citazione dannunziana “Sol la libertà l’anima è intera. G. D’Annunzio”. Contiene 25 belle fotografie di escursioni in alta montagna (formati 12,3 x 17,5 cm e 20,7 x 15,8 cm) raffiguranti paesaggi, paesi, fasi della scalata. “S. Pierre de Chartreuse, La Mer de Glace et Aiguilles da Montauvert, Grand Flombeau M. Maudit Dent de Requin, Guide presso le Petit Requin, au “alt” pesso il Petit Requin, ligier Moensch e Jungfrau, Da la Gemmi a Louéche les Bains, “Punta Tre Amici (M. Rosa), A Pontbozet”, Pontbozet (Pianboseto),  Punta Tre Amici (M. Rosa), Sul ghiacciao del Trajo, In V almontey, Il Ciarforan, Salendo la Becca di Moncorvé, Gran Paradiso, Il Rifugio Vittorio Emanuele II, Sotto il colle del Nivolet, Valle dell’Orco, Noasca, Di ritorno dal Benina, Arabba, Da Cortina d’Ampezzo al Passo Tre Croci, Il Cristallo. Allegato all’opera un foglietto di 4 pagine manoscritte ad intestazione Raffaele Boriani Ing. Con l’elenco delle foto contenute nell’opera. Raffaele Boriani fu alpinista, fotografo amatoriale ed ragioniere bolognese. Le belle foto animate rappresentano scorci e vedute di montagna, dei ghiacciai alpini, dei paesi attraversati durante le risalite e ritratti dello stesso Boriani e di altri alpinisti che presero parte alle scalate. Nonostante Boriani fosse solo un fotografo amatoriale, la qualità artistica delle fotografie è molto elevata e l’insieme è di grande eleganza. Tre tavole sciolte ma inserite correttamente e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Raro. IMG_0462_clipped_rev_1

440 euro 

FOTOGRAFIA STORIA DELLA FOTOGRAFIA PHOTOGRAPHY FOTO MECCANICA MOVIMENTO BIOMECCANICA PRIME EDIZIONI FIRST EDITION

  IMG_0170_clipped_rev_1 IMG_0169_clipped_rev_1 IMG_0171_clipped_rev_1 IMG_0174_clipped_rev_1 IMG_0173_clipped_rev_1  IMG_0177_clipped_rev_1  IMG_0175_clipped_rev_1 IMG_0161_clipped_rev_1Muybridge Eadweard,

Animals in Motion, An Electro-Photographic Investigation of consecutive phases of animal progressive movements.

London, Chapman & Hall, LD., 1899

In oblungo (31×25,5 cm); (2 b.), X, 264 pp. Presente la rara legatura editoriale in piena tela amaranto con titolo e autore impressi in oro al dorso ed al piatto anteriore. Qualche piccola strofinatura. All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione, completo di tutte le tavole che si presentano pulite e sonanti. Timbro traforato al frontespizio, praticamente invisibile, che identifica l’esemplare come ceduto dalla “Public Libraries Ealing” che vendette la maggior parte del suo patrimonio librario in una nota asta pubblica. Una piccola nota a penna, con la vecchia collocazione nella Ealing Libraires, al verso del frontespizio e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Fogli di sguardia in carta marrone zigrinata coeva, leggermente diversi da quelli presenti nella maggior parte degli esemplari, solitamente girgi. Antica pecetta pubblicitaria di libreria privata al margine basso del recto del  piatto anteriore. Prima ricercata ed assai rara edizione, di uno dei più celebri libri di fotografia della fine dell’ottocento. Il volume rappresenta il capolavoro del grande fotografo inglese, Eadweard Muybridge (Kingston upon Thames, 9 aprile 1830 – Kingston upon Thames, 8 maggio 1904). L’autore è considerato il pioniere della fotografia in movimento ed i suoi lavori ispirarono anche il cinema e le avanguardie artistiche del novecento. I suoi primi lavori furono quelli di libraio ed editore ma la passione per la fotografia si sviluppò ben presto, tanto che trasferitosi in America, iniziò a fotografare il territorio del Parco Nazionale di Yosemite e di San Francisco. 1872 segna una svolta nella sua carriera quando il governatore della California Leland Stanford chiese al noto fotografo di dimostrare se durante il galoppo del cavallo ci sia un momento nel quale tutte e quattro le gambe del cavallo non toccano il suolo. Muybridge piazzò lungo la pista 24 telecamere attivate dal passaggio del cavallo attraverso un sistema di sottili cavi posti all’altezza delle sue gambe. Finalmente nel 1878 venne scattata la prima serie di fotografie che dimostrarono che il cavallo ha un momento, durante la sua corsa, nel quale tutte e quattro le zampe non toccano il suolo, ma questo momento, a differenza di quello che si era ritenuto fino ad allora, non era il momento di distensione degli arti ma bensì quello nel quale tutti gli arti si trovano vicini gli uni agli altri, perpendicolarmente all’animale. Questa scoperta fu sconvolgente per il mondo pittorico che era solito riprodurre i cavalli in corsa con tutti gli arti staccati dal terreno in massima estensione. La fotografia, proprio grazie al lavoro di IMG_0172_clipped_rev_1Muybridge, divenne un’inevitabile supporto dell’arte pittorica, andando a cogliere attimi e a svelare la meccanica dei movimenti che l’occhio umano non poteva vedere. Edgar Degas portò avanti uno degli studi più approfonditi dell’opera fotografica di Muybridge. Durante il periodo dei suoi studi del 1874, l’autore fu anche imprigionato dopo che avendo scoperto il tradimento di sua moglie con il maggiore Harry Larkyns, sparò a questi uccidendolo. Il fotografo venne scarcerato in pochissimo tempo in quanto, per le leggi del tempo, questo tipo di omicidio era considerato un “omicidio giustificato”. Negli anni seguenti al successo con la fotografia del cavallo, continuò a migliorare le tecniche fotografiche atte a cogliere oggetti, animali e persone in movimento ottenendo risultati strabilianti. “Progettò lo Zoopraxiscopio, uno strumento simile allo Zoetropio, che permise la proiezione delle immagini permettendone la visione a più persone contemporaneamente. Il sistema è in definitiva un precursore del cinema.”. Il suo lavoro basato sulla tecnica della cronofotografia è considerato anche come il precursore della biomeccanica e della meccanica degli atleti. Il volume, in questa versione definitiva, ebbe un successo strepitoso e  numerose edizioni. First edition. Rif. Bibl.:IT\ICCU\UBO\1397404.IMG_6392_clipped_rev_1 (1)

1.900 euro

ERBARIO FLORA ALPINA FIORI MONTE BIANCO CHAMOUNIX MONT BLANC COL DE BLAME COL DU BONHOMME FAULHOM FURCA

92Raro erbario ottocentesco di flora alpina della zona del Monte Bianco.

s.data ma 1830 circa.

20,5×21,5 cm; 27 cc. Conservate entro bel cofanetto coevo in cartoncino rigido foderato da bella carta marmorizzata. I fiori sono applicati sui fogli, alcune volte singolarmente a volte a due a due, per un totale di 50 fiori. In ogni tavola i fiori sono legati al foglio con piccole fascette. Sotto il fiore è applicata una fascetta a stampa ottocentesca, con il nome scientifico dello stesso, mentre nell’angolo del foglio,93 una mano coeva della prima metà dell’ottocento, in chiara grafia, ha segnato il luogo dove il fiore o i fiori sono stati raccolti. Fra i fiori raccolti ed essiccati se ne trovano vari assai rari e oggi, protetti: Pedicularis Folissa, Gentiana bavarica, Gentiana acaulis, Senecio Incanus, Flogdea serotina Salisb., Oxytopis montana DC., Phaca astragolina DC, Pyrola unifloa, Geum monatnum L., Hutchinsia alpina R. Br., Erinus alpinus L., Ranunculus monatnus W., Ranunculus alpestris L., Pinguicula alpina
95L., Soldanella Alpina L., Anemone narcissiflora L., Anemone vernalis L., Apulegia alpina L., Anemone Sulhurea L., Anemone alpina L., Gnaphalium leontopodium Scop., Gnaphalium dioicum L., Gaya simplex Gaud., Ormithogalium fistulorum Ram., due cardi stelle alpine (?) non applicati, Aster alpinus, Dryas octopetala L., Hedysarum Obsurum L., Agalea procumbens, Trifolium alpinum L., Thlaspi rotumdifolium Gaud., Potentilla Salisburgensis Haenke, Linaria Alpina Mill., Androsacee chamaejasme Host., Rosa alpina, Rhododendron hirsutum L., Rododendrum ferrugineum L., Viola biflora L., Viola grandiflora L., Bupleurum 94rnunculodes L., Buplenrum stellatum L., Primula viscosa Gaud., Primula farinosa L., Primula Auricula L., Saxifrga stellaris L., Saxifraga appostifolia L., Oxytropis campestris DC., Phaca australis L., Achillea atrata L., Achillea nana L. I fiori furono tutti raccolti nella zona del Monte Bianco. Le scritte ai piedi di ogni fiori citano: Mont Blanc, Col de Balme, Col du Bonhomme, Faulhom, Furca, Chamouny (Chamounix). Gli erbari antichi sono rari da reperirsi per la facilità con la quale le piante essiccate tendono a deteriorarsi, il fatto che l’autore della raccolta ha inserito i fogli entro una custodia appositamente costruita ha reso possibile preservare questo esemplare che si presenta in buone condizioni di conservazione. Molto raro.

650 Euro

INGEGNERIA ALPINI GEGNERI TELEFERICHE SCIOVIE FOTOGRAFIE REGGIMENTO GENIO TELEFERISTI SCI SKILIFT

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  IMG_0398_clipped_rev_1 IMG_0399_clipped_rev_1 

IMG_0396_clipped_rev_1Comando Genio IV. Corpo d’Armata 2° Rgt. Genio – 1° Cp. Teleferisti,

Teleferica Monofune 120 “Drago”, Teleferica Militare Alpina Tipo 120 Monofune “Drago”,

S. luogo, S. stampatore, S. data (ma 1960 circa)

In 4° (29,5×21 cm); (36) pp. 22 fotografie originali applicate al testo a stampa.  Brossura editoriale con titolo e stemma del reggimento impresso a colori, entro  cornice rossa, al frontespizio. Prima ed unica rara IMG_0397_clipped_rev_1edizione di questo testo tecnico dedicato alla “Teleferica Monofune 120 Drago”, alle sue applicazioni e funzionamento con fotografie che ritraggono il macchinario prodotto dalla ditta di Bolzano Drago che fu produttrice di funivie che utilizzavano una serie di tubi giuntati. La Drago realizzò diverse teleferiche ad uso turistico in Italia e progettò anche alcune strutture come quella qui presentata, di facile trasporto, dedicata all’esercito italiano e da utilizzarsi sui possibili scenari di guerra. Le foto riprendono particolari dei progetti, dei soldati che trasportano i materiali di costruzione, di alcune sciovie e anche di ponti militari realizzati utilizzando i tubi giuntati. Opera curiosa, rara. Nessun esemplare censito in ICCU.

70 euro

PRIME EDIZIONI NOVECENTO FOGLI CHIUSI GADDA LETTERATURA ITALIANA

  IMG_0371_clipped_rev_1IMG_0217_clipped_rev_1Gadda Carlo Emilio,

Verso la Certosa con un disegno di Leonetta Cecchi Pieraccioni,

Milano – Napoli (Verona), Riccardo Riccardi (Valdonega), 1961

In 8° (19×12,5 cm); (2), VIII, 164, (4) pp. e 1 c. di tav. con ritratto di Gadda realizzato da Leonetta Cecchi Pieraccioni, fuori testo. Brossura muta con sopracoperta. Un piccolissimo ed insignificante strappetto senza perdita di carta all’angolo alto interno della sopraccoperta, praticamente invisibile e per ilIMG_0219_clipped_rev_1 resto esemplare in ottime condizioni di conservazione. Esemplare rarissimo per la particolarità di essere ancora a fogli chiusi. Prima edizione che contiene alcune prose del grande scrittore e poeta milanese, Carlo Emilio Gadda (Milano, 14 novembre 1893 – Roma, 21 maggio 1973), già apparse in Gli Anni e in “Le Meraviglie d’Italia”, oltre a sei testi ed una dedica a Raffaele Mattioli inediti. L’opera venne stampata, su carta di ottima qualità, dalla Stamperia Valdonega, per mandato di Riccardi, in soli 1000 esemplari, anche se non numerati. Rif. Bibl.: Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 368 che descrive l’edizione come “Non comune e piuttosto ricercata”.

110 euro

MEDICINA MEDICINE SWISS SVIZZERA GINEVRA GENEVE MEDICINA MEDICINE SWISS SVIZZERA GINEVRA GINEVE FARMACIA PHARMACY LUCCA ELZEVIRIANA ELZEVIER

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Deodatus Alexander (Alessandro Deodati),

Alexandri Deodati consiliarii, ac medici regis Christianissimi Valetudinarium, seu observationum, curationum, & consiliorum medicinalium satura.

Lugduni Batau., offic. Johan. Elseuier academ. typograph., 1660

In 12° (12,8×7,5 cm); (16), 402, (2) pp. Bella legatura coeva in piena pelle scura marmorizzata con dorso a 4 nervi e titolo e ricchissimi IMG_0124_clipped_rev_1fregi in oro allo stesso. Qualche piccolo difetto ai margini del dorso. Tagli spruzzati in rosso. Marca tipografica al frontespizio con motto “Non Solus”. Testatine e iniziali xilografiche. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione stampata da Johannes Elzevier di quest’opera del noto medico ginevrino discendete da una famiglia protestante lucchese, Alexander Deodatus. L’autore fu medico ufficiale della “Chambre de la Santé” di Ginevra e amico personale di John Milton. L’opera è una guida per il mantenimento della buona salute  con descrizione di numerose malattie e ritrovati farmaceutici per curarle. Prima edizione rara, un solo esemplare censito in ICCU e in buone-ottime condizioni di conservazione. First edition, good copy. Bibl.: Krivatsy 3108. Osler 2440. Wellcome II, 450. Willems, Les Elzevier (1880), 861.

540 euro

VENEZIA VENETO STORIA LOCALE LAGUNA VENETA

dsc_0335_clipped_rev_1Giustiniani Pietro,

Rerum Venetarum ab urbe condita ad annum MDLXXV historia. Petri Iustiniani, patritii Veneti, Aloy. F. senatorii ordinis viri ampliss. Nunc ab eodem denuo revisa, & rerum memorabilium additione exornata. Cum indice locupletissimo. Cum Privilegio. Completo.

Venetiis, apud Ludouicum Auantium, 1576

In folio piccolo (31,1×21 cm); (88), 468 [i. e. 458 omesse nella numerazione dsc_0336_clipped_rev_1le p.356-365], (2) pp. Legatura del novecento in mezza pergamena con titolo manoscritto al dorso e piatti foderati con carta marmorizzata. Due piccoli antichi rinforzi al margine esterno bianco alto delle prime due carte. Un leggerissimo alone al margine esterno alto 50 carte, ininfluente. Altro piccolissimo rinforzo al margine esterno basso dell’ultima carta che contiene solo la marca tipografica, anche questo ininfluente. Altro leggerissimo alone al margine esterno di una settantina di carte, sempre leggerissimo ed ininfluente. All’interno, a parte i leggeri difetti sopra descritti, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Al frontespizio marca tipografica con albero di olivo con nastro intorno al tronco e motto “Pax alit artes”. Iniziali dsc_0338_clipped_rev_1ornate. Seconda edizione rara, ma prima edizione ampliata con numerose parti aggiunte, di una delle più celebri storie veneziane del cinquecento. La prima edizione uscì nel 1560 edita da Comin da Trino ed ebbe un grande successo. Questo indusse l’autore a pubblicare una nuova edizione ampliandola di tre libri e di alcune passi epurati dall’edizione del 1560 per precauzione come ad esempio i passi relativi alla
congiunzione astrologica al momento della nascita di Venezia o la descrizione della scomunica di scagliatadsc_0337_clipped_rev_1 contro Venezia, il 27 Marzo 1309, da Clemente V. Esistono esemplari con la data 1575 ed altri con la variante 1576 (si veda IT\ICCU\UBOE\003433) ma rappresentano la stessa edizione differente da quella che venne poi edita effettivamente nel 1576 in lingua italiana). Questa edizione viene infatti sempre preferita alla prima in quanto ritenuta più completa e conforme alle volontà dell’autore. Giustiniani (n. Venezia 1490 circa – m. 1576) ricoprì diverse cariche importanti all’interno dell’amministrazione veneziana. Fin dal 1515 entrò nel Maggior Consiglio e dopo un’importante carriera politica arrivò ad ottenere la carica di Senatore. Opera assai rara.

500 euro

MONTALE PRIME EDIZIONI SCHEIWILLER ROSAI EDIZIONI IN TIRATURA LIMITATA

IMG_0271_clipped_rev_1Montale Eugenio,

Il Colpevole, con tre disegni di Ottone Rosai,

Milano, (Vanni Scheiwiller impresso dalla tipografia U. Allegretti di Campi), 1966

In 32° (7×5,5 cm); 32, (4) pp. Brossura muta, sopraccoperta editoriale illustrata da 2 disegni ai piatti, in bianco su sfondo nero, di Ottone Rosai. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Tiratura di 300 copie “All’Insegna della Baita Van Gogh”. L’opera contiene la prosa del grande poeta e scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1975, Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), “Il Colpevole”, già apparsa con il sottotitolo “Quasi una fantasia”, in “Ponte Rosso”, numero unico, 1947. L’opera venne ripubblicata da Scheiwiller in occasione dei 70 anni di Montale con una nota, in prima edizione, di Scheiwiller. Gambetti e Vezzosi lo definiscono “piuttosto ricercato”. Rif. Bibl.: Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 553.

80 euro

BOTANICA BOTANIC FARMACOLOGIA PHARMACOLGY Donaueschingen DUNAU DANUBIO MEDICINA MEDICINE FARMACEUTICA FARMACOLOGIA PHARMACOLOGY VELENI POISON

  IMG_0143_clipped_rev_1 (1) IMG_0146_clipped_rev_1  IMG_0154_clipped_rev_1  IMG_0148_clipped_rev_1IMG_0140_clipped_rev_1 Wepfer Johann Jacob,

Historia cicutae aquaticae qua non solum plantae hujus venenatae structura naturalis, vires & operationes deleteriae in hominibus ac brutis adcurate’ describuntur, sciteque explicantur: sed & aliorum quamplurimorum venenorum … Qualitates funestae, institutis experimentis collectisque observationibus, deteguntur, aperiuntur, tandemque methodus illis medendi brevis additur. Adjectae sunt ad calcem dissertationes de thee elvetico ac cymbalaria curante Theodoro Zuingero …

Lugduni Batavorum, Gerardum Potvliet, 1733

In 8° (16,7×10,7 cm); (16), 482, (14) pp. e 6 tav. f.t., di cui 5 più volte ripiegate, incise su rame. Elegante legatura degli inizi del XX° secolo in cartoncino a motivi floreali in blu scuro e bianco e titolo in oro su fascetta al dorso. All’interno  esemplare in perfetto stato di conservazione e ancora in barbe. Frontespizio in rosso e nero. Edizione più completa fra quelle uscite e non comune, di questa importante opera di interesse botanico, medico e farmacologico. Opera illustrata da 6 tavole, 5 a carattere botanico e una con due tavole in una carta: veduta di Donaueschingen la città tedesca nella parte sud-occidentale dello stato del Baden-Württemberg dove i fiumi Breg e Brigach si uniscono per formare il Danubio e una IMG_0150_clipped_rev_1 cartina entro cornice animata della stessa parte della Germania. L’opera contiene anche la Dissertatio medica de thee Elvetico (da c. 2D4r) e la Dissertatio de cymbalaria (da c. 2F6r). Johann Jakob Wepfer (23 dicembre 1620 – 26 gennaio 1695) fu un celebre patologo e farmacologo svizzero nativo di  Schaffhausen. Studiò medicina a Strasburgo, Basilea e Padova, e nel 1647 tornò nella sua città natale per praticare l’arte medica. Fu anche un medico della famiglia reale. Wepfer è ricordato per il suo lavoro sull’anatomia vascolare del cervello, e i suoi studi sulle malattie cerebrovascolari. Fu il primo medico ad ipotizzare che gli effetti IMG_0138_clipped_rev_1di un ictus fossero il risultato di sanguinamenti del cervello. Arrivò anche ad ipotizzare che i sintomi dell’ictus potevano essere causati anche da un blocco di una delle arterie che normalmente forniscono sangue al cervello. Da studi post-mortem, ottenne importanti informazioni sulle arterie carotidee e vertebrali. Nel 1658 pubblicò un trattato che divenne presto un classico l'”Historiae apoplecticorum”. Wepfer diede importanti contributi anche nel campo della farmacologia sperimentale e tossicologia. Condusse importanti esperimenti sulla tossicità della cicuta, dell’Helleborus e l’Aconitum mettendo in guardia anche contro l’uso dell’arsenico, dell’antimonio e del mercurio in medicina. Nel campo della farmacologia / tossicologia pubblicò nel 1679 questo lavoro qui presentato sulla cicuta e su altri numerose sostanze e piante velenose utilizzate in medicina che divenne ben presto un testo basilare per la storia della farmacologia e della medicina moderna. Bibl.: Haller I, 602; Seguier pt. 1, 210; Pretzel N. 10186. Modern binding but very good copy.IMG_0144_clipped_rev_1

340 euro

BIBLIOGRAFIE PALEOGRAFIA CODICI MEDIOEVALI BOLOGNA SANT’AGATA BOLOGNESE

   IMG_0580_clipped_rev_1IMG_0366_clipped_rev_1IMG_0367_clipped_rev_1IMG_0365_clipped_rev_1IMG_0364_clipped_rev_1  IMG_0581_clipped_rev_1  IMG_0582_clipped_rev_1IMG_0583_clipped_rev_1Trombelli Giovanni Crisostomo, 

Arte di Conoscere l’età de’ Codici latini, e italiani di Giovan-Grisostomo Trombelli Bolognese, Abate Visitatore de’ Canonici Regolari della Congregazione Renana del Salvatore, e Accademico dell’Instituto di Scienze. 

In Bologna, Per Girolamo Corciolani, ed Eredi Colli a S. Tommaso d’Acquino, 1756 

In 4° (24,1×17,8 cm); XII,  116 pp. e 2 c. di tav. più volte ripiegate. Legatura coeva in cartoncino molle, una mancanza al dorso. Qualche lievissima brunitura e macchiolina di foxing in poche pagine dovuta alla qualità della carta e caratteristica di tutti gli esemplari. Piccolissimo forellino di tarlo (diviene un piccolo tunnel in una decina di carte, senza toccare il testo) al margine interno bianco, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ad ampi margini. Frontespizio in rosso e nero e con un’incisione animata. Testati, iniziali eIMG_0579_clipped_rev_1 finalini ornati. Alcune tavole incise nel testo. Le due grandi tavole riproducono esempi di codice medioevale. Prima edizione di questa importante bibliografia dedicata allo studio dei manoscritti latini ed italiani composta dal noto erudito bolognese Giovanni Crisostomo Trombelli nato a Sant’Agata Bolognese nel 1694 e morto a Bologna nel 1784. Appartenente all’ordine dei Canonici Regolari, l’autore fu insegnante di Filosofia e Teologia in vari seminari della Congregazione. Fu autore di diversi studi di patristica e della paleografia che lo portarono a confrontarsi con la realtà dei codici manoscritti antichi. Proprio sulla scorta di questi suoi interessi compose l’opera che qui presentiamo che indica varie tecniche per comprendere l’età dei codici, dei materiali sui quali ci sono arrivati, delle foglie e scorze d’albero, del modo di incidere i codici, dei libri d’avorio, dei papiri e del cotone, delle pergamene, del modo di congetturare l’età dei codici, dei caratteri grafici dei codici con la forma delle lettere, dell’interpunzione ecc. ecc. Opera importante nella storia della paleografia e dello studio dei codici antichi. Rif. Bibl.: Brunet, V, 967. Graesse, VII, p. 206.

130 Euro

MEDICINA ARCHEOLOGIA ROMA AGRO PONTINO FISIOLOGIA ANATOMIA VETERINARIA BOVINI CAVALLI PESTE PRIME EDIZIONI


dsc_0383_clipped_rev_1Lancisi Giovanni Maria,

Jo. Mariae Lancisii Intimi Cubicularii, Archiatri, Pontificii et in Romano Archilyceo primariam medicinae practicae Cathedram Moderantis Opera Varia in Unum Congesta, et in duos Tomos Distribuita. Tomus Primus – Secundus

Venetiis, Excudebat Sanctes Pecori, 1739

In 2° (34,4×22 cm); due tomi in un volume: XXXVI, 260 pp. e una carta geografica più volte ripiegata, XII, 265, (27), (3) pp. e 10 c. di tav. fuori testo più una carta geografica dsc_0379_clipped_rev_1più volte ripiegata. Completo. Legatura coeva in piena pergamena molle. Qualche lieve foxing al margine esterno di poche pagine, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Xilografia ai frontespizi. Primo frontespizio stampato in rosso e nero. Testane e finalini xilografici. dsc_0378_clipped_rev_1Prima edizione dell’opera “varia” del grande medico romano Giovanni Maria Lancisi (Roma, 26 ottobre 1654 – Roma, 20 gennaio 1720). Anatomista, fisiologo, botanico, fu anche un valente studioso di letteratura e conoscitore di antiquariato. In campo anatomico descrisse per le strie longitudinali mediali del corpo calloso, i così detti “nervi di Lancisi”, al “segno di Lancisi”, ed un particolare tipo di pulsazione nel polso giugulare, presente in casi di attacco cardiaco. A lui si deve l’intuizione della trasmissione della malaria attraverso il morso delle zanzare ed il consiglio di bonificare le paludi dell’Agro Pontino. Intuì che la malaria era un vera e propria forma di “pestem”, un’infezione che veniva trasmessa attraverso il contagio, scontrandosi così con i fautori dell’antico umoralismo. Arrivò ad ipotizzare che gli insetti depositasserodsc_0382_clipped_rev_1 organismi nei cibi che poi venivano assunti dagli uomini o che gli insetti iniettassero direttamente nelle ferite la loro saliva che secondo Lancisi, conteeva un “venifico liquido”.Tra le opere di medicina di Lancisi si ricordano il De subitaneis mortibus (1707), la Dissertatio de recta medicorum studiorum ratione instituenda (1715), e il postumo De motu cordis et aneurysmatibus (1728), con il quale contribuì allo sviluppo della fisiopatologia cardiocircolatoria. Fra le opere qui contenute: Dissertatio historica de Bovilla Peste; De recta studio rum Medicorum; De subitaneis morti bus; dsc_0380_clipped_rev_1Dissertatio d
e nativis; De Noxiis Paludum Effluviis Libri (nella quale si preoccupò di problemi legati alla salute pubblica); Humani Corporis Anatomica Synopsis; De humorum secretionibus in genere; An acidum ex sanguine extrahi; De triplici interstinorum Polypo; De Physiognomia; De ortu, vegetaztioneac textura fungo rum; De Plinianae Viallae Ruderibus; De motu cordis & aneurysmatibus. “Lancisi, great Italian clinician, was the first to describe dsc_0381_clipped_rev_1cardiac syphilis; he was also notable as an epidemiologist, with a clear insight into the theory of contagion. He was physician to Pope Clement XI, who turned over to him the forgotten copper plates executed by Eustachius in 1552. Lancisi published these with his own notes in 1714. […] Lancisi’s posthumous De aneurysmatibus published in 1728 appears only in later collected editions” (Garrison Morton). Opera non comune da reperirsi completa, nella sua legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione.

1.000 euro

BOLOGNA STORIA LOCALE ARALDICA CIGNANI ROMAGNA FONTI STORIA ARTE STAMPATORI

  IMG_0192_clipped_rev_1 IMG_0191_clipped_rev_1 IMG_0189_clipped_rev_1 IMG_0188_clipped_rev_1 IMG_0372_clipped_rev_1IMG_0187_clipped_rev_1Rossi Giovan Battista,

Arbor Genealogica Gentis de Cignano,  Quam merito, ac virtuti D. Caroli. Per lineam rectam eodem ex stipite descendentis. Ioannes Baptista De Rubeis patriarum antiquitatum fidissimus collector D.D.D.

Bononiae, ex Typographia Camerali, 1687

In 4° (20,5×14,5 cm), 60 pp. e una grande c. di tav. fuori testo più volte ripiegata manoscritta da mano settecentesca con albero genealogico della nobile famiglia aggiornandolo fino al 1743 (questa carta sostituisce la carta fuori testo a stampa con lo stesso albero genealogico presente nelle altre copie). Numerosissimi stemmi in xilogr. n.t. Legatura coeva in cartoncino rigido con piccolissimi forellini di tarlo al piatto anteriore. Vari piccoli e sottili tunnel di tarlo alla tavola più volte ripiegata senza essere mai particolarmente fastidiosi. Qualche minimo ed ininfluente forellino o sottilissimo tunnel di tarlo nel volume, praticamente sempre nei margini bianchi, in tutto toccano 5 lettere in tutto il volume e non sono mai fastidiosi. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Prima edizione di questa rarissima storia della celebre IMG_0186_clipped_rev_1famiglia bolognese dei Cignani, da cui nacque il pittore Carlo Cignani (1628-1719), “D. Carolo Cignani celeberrimo”. Gli storici dell’arte accreditano Cignani di aver guidato una svolta stilistica e di gusto avvenuta intorno al 1670 nell’ambito della scuola bolognese, che permise di allontanare i pittori dalle influenze della tradizione reniane per accostarli allo spirito accademico. Formatosi con Giovanni Battista del Cairo e con Francesco Albani, subì fortemente l’influenza di Annibale Carracci, del Correggio e, per la prospettiva da sotto in su nonché per l’uso del colore, delle opere di Melozzo da Forlì. Cignani, quindi, si inserì anche nella tradizione della scuola forlivese, al cui sviluppo contribuì col suo stesso lavoro. L’opera è proprio dedicata a questo pittore e contiene numerosissime notizie su di esso e sui suoi discendenti ed è citata infatti, oltre che in varie bibliografie di storia locale bolognese anche in alcune bibliografie di Fonti di Storia dell’Arte. Molto belli i 77 scudi araldici presenti nel testo. Rarità bibliografica bolognese, di fonte di Storia dell’Arte e araldica. Opera a parte qualche lieve difetto in buone-discrete condizioni di conservazione e assai rara. Colaneri, n.1767. Cfr. G. Fantuzzi, Notizie degli scrittori bolognesi, v. 7, p. 216.

250 euro

PRIME EDIZIONI PRIME EDIZIONI SCHEIWILLER ROSAI EDIZIONI IN TIRATURA LIMITATA

IMG_0269_clipped_rev_1Marchesi Marcello,

Il “Chi sarebbe”?

Milano, (Vanni Scheiwiller impresso dalla tipografia U. Allegretti di Campi), 1968

In 32° (7,3×5,7 cm); 56 pp. Brossura muta, sopraccoperta editoriale illustrata da un disegno in bianco e nero di Vanna de Angelis. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. “All’Insegna della Baita Van Gogh”. Seconda edizione, più rara della prima, di quest’opera che contiene 111 definizioni di personaggi celebri del famoso sceneggiatore, regista cinematografico e teatrale, paroliere, attore e scrittore milanese, Marcello Marchesi (Milano, 4 aprile 1912 – Cabras, 19 luglio 1978). Rif. Bibl.: Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 505 per la prima edizione del 1967.

30 euro

 

FIABE GIAPPONESI FIABA JAPAN MOMOTARO ILLUSTRATI RARITà BIBLIOGRAFICHE GIAPPONE LIBRI PER RAGAZZI

IMG_0243_clipped_rev_1  IMG_0244_clipped_rev_1 IMG_0247_clipped_rev_1 IMG_0246_clipped_rev_1 IMG_0248_clipped_rev_1Anonimo,

Aventures de Momotaro – Très Ancienne Légende Japonaise. Traduction et adaptation de Mme Judith Gautier – Illustrations du peintre japonais R. Isayama.

Paris, Edition de la Phosphatine Faliers, S. data (ma 1890 circa)

In oblungo (14,2×18 cm); (28) pp. Brossura editoriale riccamente illustrata. Prima edizione francese della celebre storia di Momotaro nella traduzione di Judith Gauthier. Le bellissime illustrazioni a colori che arricchiscono l’opera sono del pittore giapponese, R. Isayama. Opera stampata su carta forte. Edizione molto rara e ancor più rara a reperirsi in queste buone-ottime condizioni di conservazione. Frontespizio in verde, rosso e nero. Momotaro è il protagonista di una delle più celebri fiabe giapponesi. Secondo la versione più classica, risalente al periodo Edo, versione seguita anche in quest’edizione, “Momotarō venne  al mondo dentro una gigantesca pesca, che venne pescata mentre andava alla deriva in un fiume da un’anziana donna che non aveva avuto figli e che si era recata al fiume per lavare i panni; la donna e suo marito scoprirono il bambino mentre cercavano di aprire la pesca per mangiarla, e questi spiegò loro di essere stato inviato dal cielo per essere loro figlio. … Una volta cresciuto, il ragazzo lasciò la famiglia per andare ad affrontare gli oni, sorta di orchi che vivevano nell’isola di Onigashima; lungo la strada incontrò un cane, una scimmia e un fagiano, che accettarono di aiutarlo nella sua missione.”. Magnifica edizione, molto rara di questa fiaba giapponese. IMG_0245_clipped_rev_1

190 euro

LETTERATURA ITALIANA SCHEIWILLER ROSAI EDIZIONI IN TIRATURA LIMITATA LIGURIA AFORISMI

  IMG_0235_clipped_rev_1  IMG_0236_clipped_rev_1 IMG_0232_clipped_rev_1Sbarbaro Camillo,

Fuochi Fatui,

Milano (Verona), All’Insegna del Pesce d’Oro (Stamperia Valdonega), 1958

18,2×12,6 cm; 101, (3) pp. Brossura muta editoriale con sopraccoperta editoriale con fregio di Roberto Aloi. Acetato editoriale (una piccola mancanza allo stesso al margine alto interno del piatto anteriore). Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Seconda IMG_0234_clipped_rev_1edizione, dopo la prima del 1956 che presenta sì 7 frammenti in meno rispetto alla prima edizione ma anche 139 frammenti non aggiunti nell’edizione del 1956. Dei frammenti aggiunti, 41 erano già apparsi su periodici diversi tra il 1916 ed il 1957, mentre 98 compaiono qua per la prima volta. Tiratura di 1000 copie numerate, il nostro esemplare è privo di numerazione. Gambetti e Vezzosi definiscono questa edizione “Più comune del precedente [l’edizione del 1956], ma abbastanza ricercato”. Il volume è una raccolta di frammenti in prosa del grande scrittore ed aforista italiano, Camillo Sbarbaro (Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967) che fu anche tra i principali esperti di licheni italiani della prima metà del novecento. Rif. Bibl.: Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 827.

40 euro

LETTERATURA ITALIANA SCHEIWILLER ROSAI EDIZIONI IN TIRATURA LIMITATA LIGURIA AFORISMI

  IMG_0240_clipped_rev_1IMG_0239_clipped_rev_1IMG_0238_clipped_rev_1 Sbarbaro Camillo, Montale Eugenio,

Primizie a cura di Vanni Scheiwiller con una intervista di Cinzia Fiore e una versione di Gerardo Diego,

Milano (Verona), All’Insegna del Pesce d’Oro (Stamperia Valdonega), 1958

18,2×12,6 cm; (6), 31, (11) pp. Brossura muta editoriale con sopraccoperta editoriale con fregio di Roberto Aloi. Acetato editoriale. Conservata la fascetta editoriale. Una xilografia di Ugo Anselmi in antiporta. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. IMG_0241_clipped_rev_2Prima edizione di questa raccolta di scritti del grande scrittore ed aforista italiano, Camillo Sbarbaro (Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967) che fu anche tra i principali esperti di licheni italiani della prima metà del novecento. L’opera contiene quattro poesie apparse un “La Riviera Ligure” tra il 1915 e il 1916, una apparsa in “Rimanenze”, un intervista a Sbarbaro di Cinzia Fiore apparsa su “Il Lavoro” del 26 ottobre del 1956, una poesia di Eugenio Montale e una versione in spagnolo di Gerardo Diego. Gambetti e Vezzosi definiscono questa edizione “Non raro, ma piuttosto ricercato”. Rif. Bibl.: Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 827.

40 euro

MEDICINA MEDICINE MAROSTICA ALPINI PRAESAGIENDA MEDICINA MEDICINE MAROSTICA ALPINI PRAESAGIENDA ODONTOIATRIA PSICHIATRIA VICNEZA

IMG_0197_clipped_rev_1  IMG_0198_clipped_rev_1 IMG_0199_clipped_rev_1  IMG_0195_clipped_rev_1Alpini Prospero (Alpino),

De praesagienda vita & morte aegrotantium libri septem. In quibus ars tota Hippocratica praedicendi in aegrotis varios morborum eventus, cum ex veterum medicorum dogmatis, tum ex longaaccurataque observatione, nova methodo elucescit. Cum praefatione Hermanni Boerhaave.

Lugduni Batavorum, Ex Officina Isaaci Severini, 1710

In 4° (20,5×15,5 cm); (16), 541, (23) pp. Legatura settecentesca in piena pergamena rigida con titolo e anno in oro su fascetta al dorso. Antica firma di appartenenza del noto medico romano Gennaro Giannelli al frontespizio. Frontespizio in rosso e nero. Bell’incisione al frontespizio delineata da Goereé e inciso da Sluyter. Numerose iniziali xilografiche. Tagli gialli. Seconda edizione dopo la prima del 1601 di questa opera classica del grande medico, botanico e scienziato Prospero Alpino (1553 – 1617) originario di Marostica in provincia di  Vicenza. Le opere e l’attività dell’Alpino riguardarono sia la botanica che la medicina e lo resero celebre in tutta Europa tanto che Albrecht von Haller lo definì medicus et botanicus celeberrimus. L’opera qui presentata è la più celebre fra le opere mediche di Alpini ed è dedicata alla prognosi medica. Pubblicato per la prima volta a Francoforte nel  1601. L’opera, curiosamente rimase poi non più edita in forma singola fino a questa edizione del 1710. La riedizione ebbe un enorme successo tanto che poi numerose furono le ristampe settecentesche. Alpino IMG_0200_clipped_rev_1 classifica qui i fenomeni “morbosi” in genere e discute le varie modalità di prognosi. Il libro è citato da Weinberger per i suoi riferimenti all’odontoiatria. Alpini è considerato come uno dei principali ornamenti della scuola padovana. Uomo di grande cultura cercò una sintesi fra l’opera di Galeno e quella d’Ippocrate, anche se il “praesagienda” è considerato un’opera di medicina classica che prende ispirazione dalla medicina di Ippocrate. Alpino fu tra i primi a porre l’accento sugli aspetti sociali e mentali dei pazienti analizzando la diversa presenza delle malattie nei diversi strati sociali e studiando patologie non direttamente riconducibili ad aspetti fisici come l’ipocondria e altri disturbi psichici. Questa edizione è poco comune, 4 soli esemplari censiti in ICCU. Prime quattro carte uniformemente brunite ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione.

230 euro

FAVOLE FABLE FIABE PRIME EDIZIONI ILLUSTRATI LIBRI PER RAGAZZI GATTO CON GLI STIVALI MARCHESE DI CARABAS CHAT BOTTE’

    IMG_0132_clipped_rev_1IMG_0136_clipped_rev_1IMG_0134_clipped_rev_1 IMG_0130_clipped_rev_1 Rostaing Jules,

Le Marquis de Carabas pr Jules Rostaing,

Paris, Delarue, s. data (ma 1858 circa)

In oblungo (23×16,5 cm); 31, (1) pp. e 16 c. di tav. (compreso il frontespizio inciso ed illustrato) con finissima coloritura coeva. Legatura editoriale coeva in piena tela verde con titolo e ricca scena animata impressa in oro al piatto anteriore, entro doppia cornice a secco (che si ripete anche al piatto posteriore). Prima edizione, non comune, e assai rara a reperirsi in queste più che buone condizioni di conservazione, di questa racconto illustrato da magnifiche tavole  incise da Becquet e firmate “T.” del noto scrittore di racconti per bambini, fiabe e testi educativi di tipo naturalistico, Jules Rostaing. L’autore rielabora la storia del Marchese di Carabas, personaggio immaginario facente parte della fiaba “Il gatto con gli stivali”.  Nella versione più classica, quella di Perrault, il protagonista è un ragazzo di umili origini al quale “il gatto con gli stivali” cambia il nome, inventando un titolo nobiliare, appunto di IMG_0133_clipped_rev_1 “Marchese di Carabas”. Moltissime sono le versioni della favola fra le quali sono da ricordare quella di Giovanni Francesco Straparola (nel 1566), poi Giambattista Basile nel Seicento, quindi il francese Charles Perrault e Ludwig Tieck, infine i Fratelli Grimm. “La storia ci porta sempre al castello dell’Orco-mago: il Gatto giura che appartiene al giovane povero. Secondo Perrault, il maniero è del Marchese di Carabas (o di Carabattole) … Il Marchese di Carabas è un parente stretto della maschera di Arlecchino della Commedia dell’Arte, nelle vesti di servo scaltro e truffaldino che fa la felicità e la fortuna del suo padrone e, quindi, anche la sua.”. Il testo è arricchito da 16 bellissime tavole illustrate a colori. Raro.

230 euro

DUCATO ESTENSE ESTENSI MODENA COMACCHIO STORIOGRAFIA PRIME EDIZIONI RARITA’

IMG_0406_clipped_rev_1  IMG_0403_clipped_rev_1   IMG_0404_clipped_rev_1IMG_0402_clipped_rev_1Tre, rare, prime edizioni di Ludovico Antonio Muratori in un volume in legatura settecentesca in mezza pergamena e piatti foderati con carta marmorizzata. Qualche leve difetto e strofinatura ai patti ma nel complesso le tre opere si presentano in buone-ottime condizioni di conservazione:

Osservazioni sopra una lettera intitolata “Il Dominio temporale della Sede Apostolica sopra la Città di Comacchio per lo spazio continuato di dieci secoli”, distese in una lettera ad un prelato della corte di Roma. S. luogo (ma Modena), S. stampatore, 1706. In 4° (30×20 cm); 168 pp. Prima edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\SBLE\006366.

Altra lettera diretta ad un prelato  della Corte di Roma in risposta Ad una Scrittura pubblicata nell’Ottobre del 1708. E intitolata: “Il Dominio temporale della Sede Apostolica sopra la Città di Comacchio per lo spazio continuato di dieci secoli”. S. luogo (ma Modena), S. stampatore, 1706. In 4° (30×20 cm); 44 pp. Prima edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UFEE\000475.

Piena esposizione De i Diritti Imperiali ed estensi sopra la Città di Comacchio. In risposta alle due Difese del Dominio, e alla Dissertazione Istorica. S’aggiunge Una Tavola Cronologica, con un’Appendice d’Investiture Cesaree, e d’altri Documenti spettanti alla controversia di Comacchio. S. luogo (ma Modena), S. stampatore, 1706. In 4° (30×20 cm); XXXX, 420 pp. Prima edizione. Rif. Bibl.: Laterza 1966: vol. IV pag. 85; Melzi 1982: vol. II pag. 341; Lozzi 1963: n. 1285.

Rarissima raccolta di prime edizioni dedicate alla celebre disputa sul dominio del territorio di Comacchio. Tutte e treIMG_0407_clipped_rev_1 gli scritti, anonimi, furono in realtà composti dal celebre presbitero, storico, scrittore, numismatico e bibliotecario modenese, Ludovico Antonio Muratori (Vignola, 21 ottobre 1672 – Modena, 23 gennaio 1750) che fu anche Bibliotecario e d Archivista di Rinaldo d’Este. Muratori è considerato il padre della storiografia moderna e anche in queste tre opere, l’autore utilizza tutte le sue grandi conoscenze per utilizzare la ricostruzione storica in appoggio alle pretese giuridiche estensi sul territorio delle valli di Comacchio. Le opere furono composte da Muratori, in particolar modo, come risposta ad un testo di Giusto Fontanini “Il Dominio temporale della Sede Apostolica sopra la città di Comacchio” edito per la prima volta nel 1708. Muratori in queste opere controbatte le pretese papali su Comacchio sostenendo la legittimità di quelle del Duca di Modena. Comacchio, con le sue valli ricchissime di pesce, rappresentava un territori odi grande importanza all’interno del sistema economico estense, fin dal 1354 quando lo stesso era stato assegnato agli estensi dall’Imperatore. Nel 1597, approfittando della morte del Duca Alfonso II d’Este senza eredi diretti ed al passaggio del ducato al cugino Cesare, figlio di Alfonso d’Este marchese di Montecchio, la Santa Sede rivendicò il territorio di Comacchio, non riconoscendo Cesare come legittimo erede (a differenza di quanto fecero gli altri dignitari europei). In seguito a complesse vicende e grandi manovre diplomatiche, alla fine del 1598 il papato si impossessò del territorio di Comacchio legandolo al Legato di Ferrara, mentre Cesare d’Este si ritirava nel territorio modenese, senza però mai riconoscere la perdita del territorio in favore della Chiesa. Come scrisse Emilio Roncaglia nel suo studio “Vita di L. Muratori” (Bologna, 1872) nel 1708 la situazione politica diede nuova linfa alle speranze della Corte Estense, infatti “L’Imperatore Giuseppe I nel 1708 per dissapori insorti colla corte pontificia occupava la città e le valli e intendeva investirne il Farnese di Parma, come di feudo imperiale, dipendente dal Ducato di Milano. Il IMG_0405_clipped_rev_1duca di Modena sentiva rinascere le speranze di riavere Comacchio, e mentre il Pontefice Clemente XI si apparecchiava alle armi, anch’esso metteva in punto le sue genti (…). Limperatore (…) desiderava comporre la discordia senza venire alle armi: e perciò si stabiliva che a Roma si esaminassero pacificamente i titoli del possesso di Comacchio e Ferrara, mutandosi così la questione di guerriera in giuridica. II Muratori fu scelto a sostenere le ragioni della casa d’Este, e lo fece con assai di dottrina, e col soccorso di documenti accertatissimi, pubblicando dottissime dissertazioni e lettere: e tuttoché a somma dottrina congiungesse vita intemerata e il culto più operoso della religione ma puro da superstizioni, sol perchè con buoni argomenti e documenti combatte la podestà temporale de’ papi, fu avversato dalla Curia Romana e dai Gesuiti. Mons. Giusto Fontanini sosteneva le ragioni della Chiesa, ma non colla sapienza, il senno e la moderazione del bibliotecario ducale, che alle ingiuste accuse oppose dignitosissime discolpe, alle asserzioni gratuite inoppugnabili documenti, alle contumelie ragioni. (…) Indi ebbero origine le “Quistioni Comacchiesi” edite in Modena nel 1711 e la “Piena esposizione dei diritti imperiali ed estensi sopra la città di Comacchio” in f. senza luogo, ma uscita in Modena nel 1712, e poi tradotta in francese e pubblicata in Utrecht nel 1713…” (Lozzi 1963: vol. I pp. 245-246). “La controversia fra l’Impero e la Chiesa per Comacchio, impegnando il Muratori come avvocato estense, lo riconduce agli studi medioevali, accostandolo alle ricerche del Leibniz e degli altri studiosi tedeschi occupati nella battaglia giurisdizionalistica. Ne esce una serie di scritti in polemica col Fontanini, che culminano nella “Piena esposizione dei diritti imperiali ed estensi sopra la città di Comacchio”, e ne derivano le grandi esportazioni archivistiche protrattesi per gli anni 1714 – 1716 che danno fondamento alle “Antichità estensi” (la cui prima parte e’ inviata al Leibniz nel 1716) e ai primi saggi delle “Antiquitates Italicae” (Fiorenzo Forti, in Branca 1986: vol. III pag. 231). Tre opere di grande importanza per la storia del Ducato Estense e del territorio di Comacchio.

900 euro

VINO ENOLOGIA PESI E MISURE MATEMATICA GEOMETRIA ALESSANDRIA TORINO PIEMONTE VASI VINARI ECONOMIA E COMMERCIO

     IMG_0593_clipped_rev_1 IMG_0590_clipped_rev_1 IMG_0592_clipped_rev_1 IMG_0591_clipped_rev_1IMG_0587_clipped_rev_1Lorena Pietro Giacomo,

Metodo facile indicante la Misura onde poter stabilire la Capacità de Vasi Vinarij in Misura di Qualsivoglia Paese, Dove si somministrano diverse tavole per determinare la Capacità predetta nelle misure più comuni; e dove si insegna la maniera di costrurre qualunque tavola per tutte le misure possibili, conoscendo il rapporto che vi esiste tra esse ed una data misura chiamata hectolitro, dimodchè chiunque, sebbene ignaro de’ principj geometrici, potrà con tutta facilità operare. Con aggiunta di diverse altre notizie utili, e necessarie.

In Alessandria, Anno 1818.

In 8° (21,2×14 cm); (2), 190 pp. (le prime 94 pagine contengono il testo scritto). Legatura coeva in mezza-pelle. Qualche lieve difetto alle cerniere. Piatti foderati con carta foderata color caffè. Manoscritto inedito di Pietro Giacomo Lorena, impiegato nel Genio e addetto alle Scuole Regimentarie del Genio stesso, stabilite in Alessandria. Lorena fu valente matematico ed applicò le sue conoscenze al studio dei “Vasi Vinarij” contenitori atti a contenere il vino durante le diverse fasi della sua lavorazione. Solitamente di forma cilindrica orizzontale venivano anche utilizzati per il trasporto del vino. I “Vasi Vinari” divennero anche un’unità di misura. Nell’ottocento le misure degli stessi cambiava da stato a stato tanto da render complesso il calcolo della reale quantità di vino ceduta durante gli scambi commerciali. Lorena analizza le varie forme e misure dei vasi attraverso tavole dei numeri costanti radicali e dei numeri quadrati. Fra le tavole anche “La tavola mediante la quale si trova per mezzo di una semplice moltiplica la Capacità de’ Vasi Vinarj in hectolitri”. IMG_0584_clipped_rev_1Il volume analizza anche il peso specifico di vari liquidi conservabili nei vasi vinari come birra bianca, birra rossa, sidro, acqua di pioggia alla temperatura del chiario che si squaglia, acqua bollente, acqua di mare, acqua di pozzo, acquavite, acqua mercantile, vino di Bordeaux, vino di Borgogna, vino di Champagne bianco, vino di Coustoce, vino di Malaga, vino Malvasia di Madera, vino di Pacaret, vino Tohai, vino Torrino bianco, vino Torrino rosso, aceto bianco, aceto rosso, aceto distillato, olio. Seguono tavole con le misure di diverse città del Piemonte di altri stati come Alessandria, Biella, Casale, Genova, Novi, Ivrea, Parma, Torino, Tortona, Vercelli, Voghera, Bergamo, Bologna, Brescia, Cesena. Segue anche uno schema che raffronta il nome dato ai vasi vinari con i litri e gli “hectolitri” in essi contenuti nelle città di Faenza, Firenze, Londra, Mantova, Milano, Modena, Novara, Reggio, Pavia, Roma, Venezia, Verona, Vigevano, Valenza, Cento, Cervia, Chiavenna, Como, Crema, Cremona, Faenza, Forlì, Imola, Lodi, Lugo, Ravenna, Rimini, Rovigo, Sondrio, Valcamonica, Valsesia, Napoli, Parigi, Piacenza, Vienna ecc. Altre tavole permettono di calcolare la capacità dei vasi vinari in Brente torinesi, di Alessandria, Pavesi, Barili di Genova. La seconda parte del volume è dedicata alle “Operazioni Geometriche a farsi nello stabilire la capacità di Vasi Vinarij”. L’ultimo capitolo e’ invece dedicato ai “Pesi e Misure d’Alesandria”. Opera in ottime condizioni di conservazione, compilata in bella ed elegante grafia ottocentesca.

440 euro

FUTURISMO ARTE PITTURA LETTERATURA RIVISTE CINEMA

  IMG_0380_clipped_rev_1  IMG_0385_clipped_rev_1  IMG_0386_clipped_rev_1  IMG_0384_clipped_rev_1  IMG_0383_clipped_rev_1 IMG_0379_clipped_rev_1Bragaglia Anton Giulio, Marinetti Filippo Tommaso, Fortunato Depero etc. etc.

Cronache d’Attualità dirette da Anton Giulio Bragaglia, Anno V, Febbraio-Marzo 1921, Numero doppio.

Roma, Stabilimento Poligrafico Editoriale Romano, 1921

In 4° (29×24 cm); (2), 37, 74, 39-70, (2) pp. Opera stampata su carta ricercata di qualità. All’interno conservati anche i due foglietti con “Chi si abbona acquista la rivista per lire quattro anziché per lire sei. Questo fascicolo quasi triplo costa otto lire anche per la vendita, come in abbonamento. Gli Amici che sono stati pregati di aiutarci ci concedano la grazia di non farsi ripregare” ed “Chi riceverà questo fascicolo, e non intenderà abbonarsi, abbia la cura di respingerlo subito. Chi non ha ancora inviato l’importo dell’abbonamento, voglia farlo con graziosa considerazione delle necessità amministrative della rivista. A chi ci troverà 10 abbonati – inviandoci un numero doppio o triplo d’indirizzi probabili – daremo in dono un abbonamento gratuito: un arazzetto o una bambola o una fotografia della Casa d’Arte Bragaglia: Per i primi 1000 abbonati: un anno L. 50”. Brossura originale illustrata con bandelle, qualche IMG_0382_clipped_rev_1 lieve piccola mancanza al dorso, uno strappetto alla prima pagina, senza perdita di carta, testo staccato dalla brossura, un leggerissimo alone, praticamente invisibile e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione del numero doppio Febbraio-Marzo anno V di questa celebre rivista futurista. La rivista contiene articoli di arte, scienze, musica, arte decorativa, letteratura, teatro, industrie moderne, cinematografia, caffè concerto, mode, sport e mondanità. Venne fondata da Anton Giulio Bragaglia nel 1916 con l’intento di un’uscita quindicinale. In verità i numeri uscirono in modo estemporaneo. Nel 1922 cessò di uscire. La rivista è particolarmente ricercata per i numerosi articoli di grande importanza in essa contenuta. Ad esempio nel 1919 è su questa rivista che Giorgio de Chirico pubblicò il suo articoli “Noi Metafisici” che è considerato l’articolo costitutivo della pittura metafisica. Tra i collaboratori si possono trovare Carlo Carrà, Vincenzo Cardarelli, Filippo de IMG_0381_clipped_rev_1Pisis, Salvatore Di Giacomo, Fortunato Depero, Julius Evola, Piero Gobetti, Filippo Tommaso Marinetti, Renato Mucci, Aldo Palazzeschi, Ardengo Soffici, Renato Fondi, Federigo Tozzi. Questo numero contiene fra gli altri articoli: Da David a Degas di Michele Bancale; Luna di Arturo Onofri; L’Ostia di Marino Moretti; La nuova via dell’arte musicale di Balilla Pratella; L’accoltellato di Moscardelli; Spiegare il Mare di Martini; Notte nella Campagna Toscana di Zarian; Il Signor dell’Assillo di Bragaglia; Canzone d’Autunno di Alberto Pincherle; Cronache d’Arte di Bragaglia; Cronache Futuriste di Tommaso Marinetti; Cronache Cinematografiche di Piccioli. Gli autori delle magnifiche illustrazioni che arricchiscono la rivista sono: Olesievitch, Bepi Fabiano, Deiva de Angelis, Attilio Selva, Emilio Mantelli, G. Itten, Egon Schiele, Campendock, Viani, Gigiotti Zanini, Fortunato Depero, F. Muller, Romano Dazzi, Giuseppe Vago, Filippo Osiasson, S. Opolsky, G. Nauger, H. Nauen. Raro. Prima edizione.

300 euro

FUTURISMO ARTE PITTURA LETTERATURA RIVISTE CINEMA

  IMG_0389_clipped_rev_1IMG_0391_clipped_rev_1 IMG_0390_clipped_rev_1 IMG_0392_clipped_rev_1 IMG_0393_clipped_rev_1 IMG_0395_clipped_rev_1 IMG_0388_clipped_rev_1Bragaglia Anton Giulio, Marinetti Filippo Tommaso, Fortunato Depero etc. etc.

Cronache d’Attualità dirette da Anton Giulio Bragaglia, Anno V, Novembre-Dicembre 1921.

Roma, Stabilimento Poligrafico Editoriale Romano, 1921

In 4° (29×24 cm); (2), 89, (5) pp. Opera stampata su carta ricercata di qualità. Brossura originale illustrata con bandelle, qualche lieve piccola mancanza al dorso,. Testo staccato dalla brossura, un leggerissimo alone al piatto anteriore, praticamente invisibile e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione del numero doppio Novembre-Dicembre anno V di questa celebre rivista futurista. La rivista contiene articoli di arte, scienze, musica, arte decorativa, letteratura, teatro, industrie moderne, cinematografia, caffè concerto, mode, sport e mondanità. Venne fondata da Anton Giulio Bragaglia nel 1916 con l’intento di un’uscita quindicinale. In verità i numeri uscirono in modo estemporaneo. Nel 1922 cessò di uscire. La rivista è particolarmente ricercata per i numerosi articoli di grande importanza in essa contenuta. Ad esempio nel 1919 è su questa rivista che Giorgio de Chirico pubblicò il suo articoli “Noi Metafisici” che è considerato l’articolo costitutivo della pittura metafisica. Tra i collaboratori si possono trovare Carlo Carrà, Vincenzo Cardarelli,  Filippo de Pisis, Salvatore Di Giacomo, Fortunato Depero, Julius Evola, Piero Gobetti, Filippo Tommaso Marinetti, Renato Mucci, Aldo Palazzeschi, Ardengo Soffici, Renato Fondi, Federigo Tozzi. Questo numero contiene fra gli altri articoli: Salutando le rondini di Federigo Tozzi; Catina di Ardengo Soffici; Attimo di Favola di Luciano Folgore; Solitudini di Gildo Gavasci; Sette-mariti di Aniante di Sicilia; I Nostri conti con Verga di Mario Puccini; Cocktail, Polyglot Phantasy firmato C. L.; Dadaismo di Francesco Flora; IMG_0394_clipped_rev_1Estetica dell’Irrazionale Gino Gori; Una Sera di Filippo de Pisis; Dittico della lontananza di Francesco Mariano; Paese d’Amore di Giuseppe Ravegnani; Pettoello di Orio Vergani; Prefazione di un libro di Adone Nosari; S. Opolsky di Anton Giulio Bragaglia; Cronache politiche di massimo Lej; Cronache letterarie di Titta Rosa; Cronache musicali di Renato Fondi; Cronache teatrali di Piero Gobetti; Cronache cinematografiche di Donatello d’Orazio. li autori delle magnifiche illustrazioni che arricchiscono la rivista sono: A. Bartoli, Deiva de Angelis, Duilio Gambellotti, Galanis, Constant de Breton, S. Opolsky, S. Olesievicz, R. Corsini, Wenter Marini; Virgilio Marchi, Ernesto Maurizio Eggert, Leonetta Cecchi Pieraccini, Ferruccio Ferrazzi, F. Serracchiani, Andée Derain, Calude Levy. Raro. Prima edizione.

300 euro

PSICHIATRIA PARAFILIE SADISMO MASOCHISMO FETICISMO MASOCHISMO FETICISMO PRIME EDIZIONI PERVERSIONI FETISCISM SADISM


DSC_0368_clipped_rev_1Krafft-Ebing Richard von,

Sadismo, masochismo, feticismo: ricerche speciali del dott. R. von Krafft-Ebing. 1a Edizione Italiana eseguita sulla edizione francese del 1895.

Roma, Tip. Fratelli Capaccini Edit., 1896

In 8° (17,5×11,4 cm); (4), 272 pp. Bellissima legatura coeva in piena tela rossa con titolo, autore e iniziali dell’antico proprietario impressi in oro al dorso. Ai piatti belle cornici in stile liberty impresse ai piatti. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione italiana di questo celeberrimo studio del grande psichiatra e neurologo tedesco naturalizzato austriaco, Richard von Krafft-EbingDSC_0369_clipped_rev_1 (Mannheim, 14 agosto 1840 – Graz, 22 dicembre 1902). Esperto di parafilie, fu tra i primi a studiarle e fu il primo in assoluto a studiare e definire il feticismo, il sadismo ed il masochismo. L’opera oltre ad analizzare le varie patologie descrive numerosi casi pratici. L’autore “Deve la sua fama all’essere autore della Psychopathia sexualis, pubblicata in tedesco nel 1886), il primo tentativo di studio sistematico, quasi “enciclopedico”, dei comportamenti sessuali devianti racchiuso in 600 pagine, nelle quali vengono analizzati circa 500 casi clinici . La genesi dell’opera va riscontrata nel fatto che il barone volesse dimostrare come le diverse forme di erotismo non collegate alla procreazione medicalmente assistita fossero da imputare ad una degenerazione del cervello umano, che ritornava ai primordi bestiali. Ciò si rifaceva alle teorie evoluzioniste del naturalista Charles Darwin. Dai suoi studi vennero identificate varie degenerazioni, quali il sadismo, il masochismo, il feticismo, il voyeurismo, l’esibizionismo, il frotteurismo, la ninfomania, la zoofilia, la necrofilia, la gerontofilia, la masturbazione compulsiva e la pedofilia. Su quest’ultima in particolare il suo contributo fu importantissimo, in quanto fu il primo a sentenziare che i bambini sono particolarmente suscettibili agli stimoli sessuali e che ogni abuso su di essi può avere conseguenze devastanti. Ebbe inoltre la lungimiranza di non considerare l’omosessualità una degenerazione”. Esemplare in prima edizione, in bella legatura coeva ed in ottime condizioni di conservazione.

380 Euro

MEDICINA STORIA DELLA MEDICINA FILOSOFIA FORLì

   IMG_0447_clipped_rev_1  IMG_0444_clipped_rev_1  IMG_0446_clipped_rev_1 IMG_0442_clipped_rev_1Mercuriale Girolamo,

Hieronymi Mercurialis Foroliviensis sui seculi archiatri. In omnes Hippocratis aphorismorum libros prælectiones Patauinæ. In quibus innumeri penè ipsius Hippocr. obscuriores loci, ac sententiæ elucidantur, problemataque permulta obstrusiora facili methodo enodantur. Opus Varia Doctrina refertum, philosophis, medicis, ac studiosis usui, ac icundum futurum. Indice rerum, ac verborum, ditissimo ornatum. Nunc primum à Maximiliano Ipsius auctoris filio publici iuris factum. Ad illustrissimum, et reverendissimum D. D. Marcum Sitticum ex comitibus in Altaemps archiepiscopum, & Principem Salisburgensem, Sedis Legatum natum. Cum Privilegio summi Pont. Ac Magni Ducis Hetruriae.

Bononiae, Apud Hieronymum Tamburinum, 1619

In 2° (32,3×22,5 cm); (8), 830, (26) pp. Legatura coeva in piena pelle scura con titolo, filetti e fregi in oro ai tasselli. Dorso a 4 nervi. Qualche lieve strofinatura. Tagli spruzzati in rosso. Frontespizio in rosso e nero. Antica ex-libris privato al recto del dorso con nota al margine alto con nome del venditore, prezzo e data (1847), che identifica l’esemplare come appartenuto a “Joannis Casali” di Forlì, probabilmente il Giovanni Casali compilatore di una celebre guida ottocentesca di Forlì. Sempre al recto del piatto anteriore, altro ex-libris settecentesco che identifica l’esemplare come appartenuto alla contessa “De Ferrari”Al frontespizio piccolo timbro ex-libris nobiliare  privato seicentesco che identifica l’esemplare comeIMG_0443_clipped_rev_1 appartenuto a Filippo Guardi. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione del celebre commento del grande medico e filosofo, Girolamo Mercuriale o Mercuriali (Forlì, 30 settembre 1530 – Forlì, 8 novembre 1606) all’opera di Ippocrate. Mercuriale è famoso per aver per primo teorizzato l’importanza della ginnastica su base medica. Importante anche il suo contributo per la pediatria (fu tra i primissimi a scrivere opere su questa materia) e in dermatologia. Mercuriale conseguì la laurea in medicina presso l’Università di Bologna nel 1555. Ottenuta in breve grande fama per le sue capacità mediche venne inviato dai suoi concittadini, insieme al cardinale Farnese, come legato presso la corte papale. Fu professore a Bologna e Padova. A Pisa divenne primo medico di Ferdinando I de Medici. L’imperatore Massimiliano II lo nominò cavaliere e conte palatino. Fu uno dei massimi cultori della dottrina di Ippocrate che analizzò in vari studi. Il suo lavoro più importante è il De arte gymnastica, edito per la prima volta nel 1569. L’opera qui presentata venne stampata per la prima volta nel 1626, vent’anni dopo la morte del suo autore, per l’interessamento del figlio Massimiliano Mercuriale. Il volume raccoglie diversi scritti inediti dell’illustre medico dedicato a diversi argomenti medici dalla IMG_0445_clipped_rev_1dermatologia all’analisi di diversi tipi di febbri, dall’odontoiatria e gli ascessi ai denti alla gastroenterologia. L’opera raccoglie numerosi preparati farmaceutici.  Ippocrate, medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina, ebbe il merito di far avanzare lo studio sistematico della medicina clinica. Il pensiero medico e filosofico di Ippocrate è basato su quello che Galeno avrebbe indicato come Galeno “vis medicatrix naturae”, o «forza curatrice naturale». Ippocrate credeva che il corpo umano fosse pervaso da una forza vitale tendente, per sua natura, a riequilibrare le disarmonie apportatrici di patologie. Fu tra i primi ad individuare l’importanza dell’alimentazione nella preservazione della salute dell’individuo. In questa edizione il testo latino di Ippocrate si presenta nella versione del noto medico, botanico ed umanista vicentino Niccolò Leoniceno, in latino Nicolaus Leonicenus (Lonigo o Arzignano, 1428 – Ferrara, 1524), “Caposcuola della medicina umanistica che superò l’impostazione medievale, scrisse importanti trattati sulle malattie veneree, e in particolare sulla sifilide”. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione ed in legatura coeva. Rif. Bibl.: Krivatsy 7793.

700 euro

BOTANICA ERBORISTERIA FARMACIA RIVA DEL GARDA MEDICINA LAGO DI GARDA ARISTOTELE TEOFRASTO STORIA NATURALE

   IMG_0440_clipped_rev_1IMG_0439_clipped_rev_1 IMG_0437_clipped_rev_1Scaliger Iulius Cesar,

Commentarii, et animadversiones, in sex libros De causis plantarum Theophrasti. Unito a: Libros de plantis Aristoteli inscriptos, commentarii.

Lugduni, Apud Guli Rovillium, 1566

In folio; due opere in un volume: (8), 396, (28) pp. e 143, (9) pp. Bella legatura seicentesca in piena pergamena con titolo in oro al dorso che si presenta a sei nervi, qualche lieve segno del tempo ma nel complesso in buone condizioni di conservazione. Bella marca tipografica di Guillaume Rouillé (1545-1589) al frontespizio di ogni volume. Alcune pagine leggermente ed uniformemente brunite a causa alla qualità della carta, ininfluente. Un leggerissimo alone ininfluente al margine esterno bianco delle ultime 10 carte del secondo volume e nel complesso ambedue le opere si presentano in buone-ottime condizioni di conservazione. Testatine, iniziali e finalini xilografici. Bell’edizioni stampate da Rouillé di queste due celebri opere del grande scrittore, medico e filosofo originario di Riva del Garda, Giulio Cesare Scaligero, latinizzato in Julius Caesar Scaliger (1484-1558). Di origine italiana, trascorse inIMG_0438_clipped_rev_1 Francia parte della sua vita, e la parte più fruttuosa della sua carriera. A dispetto del suo atteggiamento arrogante e incline alla polemica, era alta la sua reputazione tra i contemporanei, che lo giudicavano così distinto nel suo sapere e talento, che, secondo Jacques Auguste de Thou, nessuno degli antichi poteva essere collocato sopra di lui, e che l’età in cui visse non presentò nessun sapiente paragonabile a lui. Nelle proprie note biografiche, Scaligero si spaccia per un discendente del casato dei Della Scala (che furono, per 150 anni, i signori di Verona) e si dice nato nell’anno 1484 a Rocca di Riva, sulle rive del Lago di Garda. Era forse figlio di Niccolò della Scala, a sua volta figlio di Guglielmo.Quando era dodicenne, il suo protettore, l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, lo nominò tra i suoi paggi. Rimase per diciassette anni al servizio dell’imperatore, distinguendosi prima come soldato e poi come capitano. Ma non dimenticava di coltivare né le lettere, nelle quali aveva avuto come precettori alcuni tra i più eminenti studiosi del tempo, né le arti, che aveva studiato con considerevole successo sotto la direzione di Albrecht Dürer. Nel 1512 prese parte alla battaglia di Ravenna. Ma poco in verità è provato della vita dello Scaligero fino al 1525 quando divenne medico personale del vescovo di Agen, in Francia. Definiva i suoi studi classici come un gradevole IMG_0441_clipped_rev_1rilassamento da compiti più severi. Qualsiasi siano state le sue vere faccende nei suoi primi 40 anni di vita, sicuramente queste lo resero un osservatore accurato e ravvicinato, e lo avevano reso edotto di molti fenomeni curiosi e poco noti, che aveva pienamente registrato in una tra le più tenaci memorie della storia. E’ celebre anche per aver in un certo modo anticipato il metodo induttivo. I due trattati qui presentati sono considerati fra i suoi più originali. In essi metteva a frutto le proprie dirette esperienze nel campo della botanica ed erboristeria, esperienze sia maturate nella sperimentazione diretta sia nella ricerca erudita di descrizioni di piante in fonti letterarie e artistiche, tanto classiche che moderne in parte mutate da Teofrasto ed Aristotele. Importante opera di botanica, farmacia ed erboristeria. Due rare edizioni. Good copies, rare. Bibliografia: I opera Pretzel 8090, II opera 8088.

1.400 euro

AGRONOMIA BACHICOLTURA VENEZIA SETA MODA ENTOMOLOGIA METEOROLOGIA VALEGGIO SUL MINCIO BOTANICA GELSO

  IMG_0376_clipped_rev_1IMG_0375_clipped_rev_1  IMG_0558_clipped_rev_1 Vincenzo Dandolo,

Storia dei Bachi da Seta governati coi nuovi metodi nel 1817 nel Regno Lombardo-Veneto e altrove con osservazioni e col giornale delle bigattiere del Conte Dandolo, Cavaliere di Seconda Classe della Corona Ferrea, Membro della Legione d’Onore e dell’Istituto Reale delle Scienze, Lettere ed Arti, uno dei quaranta della Società Italiana. Vi si aggiunge una lettera del Sig. Canonico Bellani sopra l’uso di alcuni strumenti meteorologici.

Milano, Dalla Stamperia Sonzogno, 1818

In 8° (19,8×13 cm); XV, (1), 376, (2 di errata) e 1 c. di tav. fuori testo. Opera in buono stato di conservazione. Completo anche delle due pagine di errata poste in fine al volume ed assente nella grande maggioranza degli esemplari. Bella legatura coeva in mezza pelle, piatti foderati con carta marmorizzata. Tagli spruzzati i rosso. Titolo, autore e fregi in oro al dorso. Allo stesso dorso, sempre in oro, le iniziali dell’antico proprietario che identificano l’esemplare come appartenuto al Marchese Ludovico Guarenti. Le proprietà della celebre famiglia veronese dei Guarienti a Valeggio sul Mincio, dove vi era il palazzo di campagna di famiglia fin dal quattrocento, vennero disperse, in una celebre vendita pubblica, proprio alla morte di Ludovico Guarienti, nel 1859. Seconda edizione ma prima dove compare la lettera del Canonico Bellani sull’utilizzo di alcuni innovativi sistemi meteorologici ai quali è IMG_0373_clipped_rev_1dedicata anche la tavola fuori testo, di questo celeberrimo studio dedicato alla bachicoltura ed alla produzione della seta, scritto dal celebre agronomo, scienziato e politico veneziano, Vincenzo Dandolo (Venezia, 22 o 26 ottobre 1758 – Varese, 12 dicembre 1819). Il conte Vincenzo Dandolo fu figura di spicco della storia italiana. Fautore e animatore della Repubblica Veneta durante il periodo napoleonico si industriò in ogni modo per scongiurare il ritorno degli austriaci a Venezia, arrivando ad offrire a Napoleone 18.000 soldati pagati di suo pugno. Fu in contatto con i più accesi patrioti italiani e grazie a lui, durante il periodo della Repubblica veneta, vennero abolite numerose leggi liberticide, come quelle che limitavano la libertà di stampa e quelle che ostacolavano le riunioni dei circoli costituzionali. Finito il periodo napoleonico, deluso dalla situazione politica, si ritirò a Varese dove riprese i suoi amati studi scientifici. Seconda edizione ma prima completa, di questo interessante testo di bachicoltura che rappresenta un diario delle esperienze realizzate da Dandolo nell’allevamento dei bachi da seta ed una raccolta della corrispondenza intrattenuta con gli allievi della scuola sull’argomento. Il volume contiene anche diverse nozioni botaniche legate alla produzione della pianta del Gelso. Rif. Bibl.: Niccoli p. 311.

180 euro

AGRONOMIA BACHICOLTURA VENEZIA SETA MODA ENTOMOLOGIA VALEGGIO SUL MINCIO BOTANICA GELSO

    IMG_0574_clipped_rev_1IMG_0570_clipped_rev_1 IMG_0573_clipped_rev_1IMG_0569_clipped_rev_1Due opere di Vincenzo Dandolo rilegati in un volume in bella legatura coeva i  mezza pelle.

Vincenzo Dandolo,

Del Governo de’ Bachi da Seta detti volgarmente bigatti. Istruzione tratta dal libro intitolato dell’Arte di Governare i Bachi da Seta, opera del Co. Dandolo Membro del C. R. Istituto ec.

Unito a:

Il Buon Governo dei Bachi da Seta dimostrato col giornale delle bigattiere del Conte Dandolo. Commendatore dell’Ordine della Corona Ferrea, Cavaliere della legion d’onore, membro dell’Istituto imperiale di scienza, lettere ed arti, uno dei quaranta della Società Italiana delle scienze, e socio di molte illustri accademie sì nazionali che oltramontane. Con rami.

Milano, Dalla Stamperia Sonzogno, 1815 – 1816

In 8° (20×12,3 cm); 56,  e 1 c. di tav. fuori testo più volte ripiegata e (2), 142, (2) pp. e 3 c. di tav. fuori testo. Opera in buono stato di conservazione. Bella legatura coeva in mezza pelle, piatti foderati con carta marmorizzata. Tagli spruzzati i rosso. Titolo, autore e fregi in oro al dorso. Allo stesso dorso, IMG_0571_clipped_rev_1sempre in oro, le iniziali dell’antico proprietario che identificano l’esemplare come appartenuto al Marchese Ludovico Guarenti. Le proprietà della celebre famiglia veronese dei Guarienti a Valeggio sul Mincio, dove vi era il palazzo di campagna di famiglia fin dal quattrocento, vennero disperse, in una celebre vendita pubblica, proprio alla morte di Ludovico Guarienti, nel 1859. Due prime edizioni, in questo formato, di questi celeberrimi studi dedicati alla bachicoltura ed alla produzione della seta, scritti dal famoso agronomo, scienziato e politico veneziano, Vincenzo Dandolo (Venezia, 22 o 26 ottobre 1758 – Varese, 12 dicembre 1819). Il conte Vincenzo Dandolo fu figura di spicco della storia italiana. Fautore e animatore della Repubblica Veneta durante il periodo napoleonico si industriò in ogni modo per scongiurare il IMG_0567_clipped_rev_1ritorno degli austriaci a Venezia, arrivando ad offrire a Napoleone 18.000 soldati pagati di suo pugno. Fu in contatto con i più accesi patrioti italiani e grazie a lui, durante il periodo della Repubblica veneta vennero, abolite numerose leggi liberticide, come quelle che limitavano la libertà di stampa e quelle che ostacolavano le riunioni dei circoli costituzionali. Finito il periodo napoleonico, deluso dalla situazione politica, si ritirò a Varese dove riprese i suoi amati studi scientifici. Il testo della seconda opera e’ una interessante epitome dei celebri trattati Dell’arte di governare i bachi da seta pubblicato per la prima volta a Milano nel 1815 e della Storia dei bachi da seta uscita nel 1816. Le due opere, nelle intenzioni dell’autore, erano destinate agli agenti di campagna ed ai coloni che sapevano leggere e quindi sono redatti, appositamente, in un linguaggio di facile comprensione. Il volume contiene anche diverse nozioni botaniche legate alla produzione della pianta del Gelso. Rif. Bibl.: Per la prima opera Niccoli p. 131; per la seconda opera IT\ICCU\SBLE\001598.

200 euro

AGRONOMIA BACHICOLTURA VENEZIA SETA MODA ENTOMOLOGIA VALEGGIO SUL MINCIO BOTANICA GELSO

  IMG_0577_clipped_rev_1 (1)IMG_0576_clipped_rev_1

Vincenzo Dandolo,

Storia dei Bachi da Seta governati coi nuovi metodi nel 1817 nel Regno Lombardo-Veneto e altrove con osservazioni del Conte Dandolo, Cavaliere di Seconda Classe della Corona Ferrea, Membro della Legione d’Onore e dell’Istituto Reale delle Scienze, Lettere ed Arti, uno dei quaranta della Società Italiana.

Milano, Dalla Stamperia Sonzogno, 1817

In 8° (19,8×13 cm); 494, (2 di errata) e 2 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate. Opera in buono stato di conservazione. Bella legatura coeva in mezza pelle, piatti foderati con carta marmorizzata. Tagli spruzzati i rosso. Titolo, autore e fregi in oro al dorso. Allo stesso dorso, sempre in oro, le iniziali dell’antico proprietario che identificano l’esemplare come appartenuto al Marchese Ludovico Guarenti. Le proprietà della celebre famiglia veronese dei Guarienti a Valeggio sul Mincio, dove vi era il IMG_0575_clipped_rev_1palazzo di campagna di famiglia fin dal quattrocento, vennero disperse, in una celebre vendita pubblica, proprio alla morte di Ludovico Guarienti, nel 1859. All’inizio dell’opera dedicatoria di Dandolo a Carlo Verri. Prima edizione di questo celeberrimo studio dedicato alla storia della bachicoltura ed alla produzione della seta, scritto dal celebre agronomo, scienziato e politico veneziano, Vincenzo Dandolo (Venezia, 22 o 26 ottobre 1758 – Varese, 12 dicembre 1819). Il conte Vincenzo Dandolo fu figura di spicco della storia italiana. Fautore e animatore della Repubblica Veneta durante il periodo napoleonico si industriò in ogni modo per scongiurare il ritorno degli austriaci a Venezia, arrivando ad offrire a Napoleone 18.000 soldati pagati di suo pugno. Fu in contatto con i più accesi patrioti italiani e grazie a lui, durante il periodo della Repubblica veneta, vennero abolite numerose leggi liberticide, come quelle che limitavano la libertà di stampa e quelle che ostacolavano le riunioni dei circoli costituzionali. Finito il periodo napoleonico, deluso dalla situazione politica, si ritirò a Varese dove riprese i suoi amati studi scientifici. Il volume contiene anche diverse nozioni botaniche legate alla produzione della pianta del Gelso. Rif. Bibl.: IT\ICCU\SBLE\002875.

150 euro

AGRONOMIA BACHICOLTURA VENEZIA SETA MODA ENTOMOLOGIA VALEGGIO SUL MINCIO BOTANICA GELSO

   IMG_0565_clipped_rev_1  IMG_0562_clipped_rev_1 IMG_0563_clipped_rev_1IMG_0561_clipped_rev_1Vincenzo Dandolo,

Dell’arte di governare i bachi da seta, per trarre costantemente da una data quantità di foglia di gelso la maggior copia di ottimi bozzoli e dell’influenza sua sull’elemento annuo di ricchezza sì domestica che nazionale.

Milano, Per Sonzogno e Comp., 1815

In 8° (19,8×12,5 cm); XXXI, (1), 579, (1) pp. e 4 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate. Uno strappo senza perdita di carta ad una delle tavole (la tavola prima), leggero foxing al frontespizio, qualche lieve strofinatura ai piatti e per il resto esemplare in buono-ottimo stato di conservazione. Bella legatura coeva in mezza pelle, piatti foderati con carta marmorizzata. Tagli spruzzati i rosso. Titolo, autore e fregi in oro al dorso. Allo stesso dorso, sempre in oro, le iniziali dell’antico proprietario che identificano l’esemplare come appartenuto al Marchese Ludovico Guarenti. Le proprietà della celebre famiglia veronese dei Guarienti a Valeggio sul Mincio, dove vi era il palazzo di campagna di famiglia fin dal quattrocento, vennero disperse, in una celebre vendita pubblica, proprio alla morte di Ludovico Guarienti, nel 1859. All’inizio dell’opera dedicatoria di Dandolo al figlio. Prima edizione di una delle opere italiane più importanti fra quelle dedicate alla bachicoltura ed alla IMG_0560_clipped_rev_1produzione della seta, scritto dal celebre agronomo, scienziato e politico veneziano, Vincenzo Dandolo (Venezia, 22 o 26 ottobre 1758 – Varese, 12 dicembre 1819). Il conte Vincenzo Dandolo fu figura di spicco della storia italiana. Fautore e animatore della Repubblica Veneta durante il periodo napoleonico si industriò in ogni modo per scongiurare il ritorno degli austriaci a Venezia, arrivando ad offrire a Napoleone 18.000 soldati pagati di suo pugno. Fu in contatto con i più accesi patrioti italiani e grazie a lui, durante il periodo della Repubblica veneta, vennero abolite numerose leggi liberticide, come quelle che limitavano la libertà di stampa e quelle che ostacolavano le riunioni dei circoli costituzionali. Finito il periodo napoleonico, deluso dalla situazione politica, si ritirò a Varese dove riprese i suoi amati studi scientifici. Il volume contiene anche diverse nozioni botaniche legate alla produzione della pianta del Gelso. Delle quattro tavole fuori testo, le ultime due contengono strutture e strumenti per la coltivazione dei bachi da seta. Questa prima edizione non è comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\SBLE\001585.

250 euro

NAPOLI CAMPANIA STORIA LOCALE CAMORRA PRIME EDIZIONI VERISMO NATURALISMO POLITICA TRSFORMISMO PARLAMENTARE ESTREMA SINISTRA

IMG_0459_clipped_rev_1   IMG_0458_clipped_rev_1 IMG_0457_clipped_rev_1 IMG_0456_clipped_rev_1 IMG_0455_clipped_rev_1 IMG_0460_clipped_rev_1IMG_0454_clipped_rev_1Del Balzo Carlo,

Napoli ed i napoletani. Opera illustrata da Armenise, Dalbono e Matania.

Milano, Fratelli Treves Editori, 1885

In 4° grande (30×20 cm); (8), 313, (3) pp. Legatura dei primissimi del novecento in mezza tela chiara con titolo, autore e filetto in oro su fascetta verde al dorso. Piatti foderati con carta a motivi verdi e gialli. Bellissimo ex-libris applicato alla prima pagina che identifica l’esemplare come appartenuto al celebre caricaturista, Umberto Tirelli. Piccolo timbretto abraso e quasi invisibile ma che viene poi ripreso nel margine basso di pagina 216 che identifica l’esemplare come appartenuto alla nota e disciolta “Biblioteca Circolante E. Martelli Bologna”, ditta privata che operò nel territorio bolognese a cavallo del novecento.  Qualche lievissima traccia di polvere alle prime due pagine, IMG_0453_clipped_rev_1qualche piccolissimo strapetto senza perdita di carta la margine basso di una decina di carte (in due chiuso con piccola pecetta), ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione illustrata di questo noto scritto dedicato a Napoli del noto scrittore, politico e letterato italiano, fra i protagonisti del “Naturalismo” italiano,  Carlo del Balzo (San Martino Valle Caudina in provincia di Avellino, 31 marzo 1853 – San Martino Valle Caudina, 25 aprile 1908). Scrittore verista, a lui si deve un noto ciclo di racconti “I Deviati”. Il suo stile narrativo richiama i precetti del De Sanctis e di Zola. Molto impegnato politicamente, fu due volte candidato al parlamento (1890  e 1892) nell’estrema sinistra, non venendo però eletto. Ottenne però il seggio di deputato nelle legislature del 1897-1900 e 1900-1904. Personaggio dalla forte moralità rimase profondamente deluso dal trasformismo parlamentare che ridicolizzò nel suo romanzo del 1901 “Le Ostriche”. Qui presentiamo la sua celebre opera dedicata alla città di Napoli da lui profondamente amata ma anche criticata ferocemente per i suoi aspetti decadenti e per le collusioni che all’epoca legavano il mondo politico a quello camorristico. Il volume è arricchito da 122 magnifiche illustrazioni riproducendo luoghi, monumenti, costumi, maschere ed usanze della città e del popolo napoletano. Varie tavole sono a piena pagina. Le incisioni sono opera di tre celebri illustratori, Edoardo Matania, Raffaele Armenise e Eduardo Dalbono. Buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\SBL\0397359.

230 euro

DIRITTO TESTI GIURIDICI PISTOIA CUTIGLIANO MARCHE AVVOCATURA

IMG_0449_clipped_rev_1    IMG_0450_clipped_rev_1 IMG_0452_clipped_rev_1IMG_0451_clipped_rev_1Pacione Pietro,

Pietri Pacioni J. C. Pistoriensis et in Alma Urbe Advocati, Tractatus de Locatione et Conductione, in quo non solum agitur in genere de Contractu Locationis, & omnibus ad eum pertinenti bus; sed etiam in specie de Locatione Operarum, ac Singualrum rerum, tam Laicarum, quam Ecclesiasticarum, casusque individui passim inferuntur. Cum tribus indici bus, capitulorm uno; Argumentorum, seu Materiarum altero; Verborum, et Sententiarum tertio locupletissimo. Huic Venetae Editioni accedunt nonnullae Sacrae Rotae Romane recentissimae Decisiones ad materiam sacientes.

Venetiis, Apud Paulum Balleonium, 1700

In 2° (32×22 cm); (24), 440, (90) pp. Bella legatura settecentesca in mezza pelle con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Frontespizio in rosso e nero. Tagli gialli. Stemma al frontespizio con un’aquila bicipite con una corona tra le due teste, al centro in uno stemma le iniziali PB intrecciate simmetricamente. Iniziali dall’antico proprietario al margine basso del dorso che identifica l’esemplare come appartenuto a Monsignor Giuseppe Zacchia che fu uditore della Sacra Rota e governatore di Roma intorno al 1840, appartenente alla nobile famiglia dei Marchesi Zacchia fu un personaggio che ebbe anche un importante ruolo nella vita culturale del territorio ascolano nella prima metà del XIX° secolo. Zacchia fu anche delegato della Provincia di Campagna e Marittima, delegato di Viterbo. Zacchia fu una delle figure più influenti del IMG_0448_clipped_rev_1vaticano nei turbolenti anni dei moti carbonari e rivoluzionari della prima metà del XIX° secolo. Nel 1826 fu inviato nel Frusinate a dirigere le operazioni di Polizia dopo che era divenuto celebre per aver respinto militarmente un assalto dei carbonari a Ripatransone. Qui riuscì a scoprire i capi settari facendoli condannare a pene detentive ed all’esilio, facendo redigere un elenco “degli individui ,che appartengono alla Setta dei Carbonari ,dei sospetti per le loro idee politiche nelle province di Marittima e Campagna Nicola”. Non comune edizione, in bella legatura ed in ottime condizioni di conservazione di questo testo di diritto dall’avvocato e giureconsulto pistoiese, Pietro Pacione (a volte riportato anche come Pacioni). Questo trattato legale, composto nel seicento, ebbe un notevole successo e diverse riedizioni, tutte abbastanza rare. Pietro Pacione, originario di Cutigliano in provincia di Pistoia, era figlio di Francesco Pacioni e fratello minore di Giuliano Pacioni, visse la maggior parte della sua vita a Roma dove esercitò con notevole successo la professione di av­vocato. In età matura, per le sue grandi doti e conoscenze, venne invitato dai Principi di Toscana, ad occupare la carica di Auditore presso la Rota toscana. Tale era la sua fama che papa Innocenzo XI che era solito servirsi dei sui scritti, gli offrì il vescovato di Nocera che però Pietro ricusò. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\006703.

200 euro

RITRATTI BIOGRAFIE STORIA DI FRANCIA SEICENTO PRIME EDIZIONI RARITà CENSURA ARTE SCIENZA STORIA FIABE

IMG_0433_clipped_rev_1 IMG_0429_clipped_rev_1    IMG_0432_clipped_rev_1 IMG_0428_clipped_rev_1 IMG_0426_clipped_rev_1 IMG_0436_clipped_rev_1IMG_0425_clipped_rev_1Charles Perrault,

Les hommes illustres qui ont paru en France pendant ce siecle: avec leur portraits au naturel. Par mr Perrault, de l’Academie Françoise Tome I – II (completissimo sia dei ritratti e delle pagine di testo di Antoine Arnauld, Blaise Pascal, Louis Thomassin, Charles du Fresne du Change)

A Paris, Chez Antoine Dezallier, sue Saint Jacques, a la Couronne d’or, 1696 – 1700

In folio (43,1×28 cm); due tomi: (8), 100 (i.e. 104 pagine 15,16, 65 e 66 i doppie nelle due versioni differenti), (2) pp. e 54 c. di tav. non numerate fuori testo e (4), 102, (2) pp. e 50 c. di tav. non numerate fuori testo. Legature coeve in piena pelle con dorso a 6 nervi e titolo e fregi in oro ai tasselli. Nel secondo volume la pecetta in pelle sulla quale era stampato il titolo è andata persa. Qualche strofinatura e lieve difetto. Due ex-libris applicati all’interno del piatto anteriore del primo volume che attestano l’esemplare come appartenuto ad Umberto Tirelli, celeberrimo caricaturista originario di Modena e bolognese d’adozione e dottor Mario Tirelli, figlio dello stesso Umberto. All’interno foglio volante manoscritto nella chiara grafia di Umberto Tirelli, all’inizio del novecento, con scheda bibliografica. Scritte a matita al margine alto del primo volume degli inizi del novecento. Altro foglio composto di 4 facciate, fittamente manoscritte da Umberto Tirelli che descrivono e analizzano l’opera e le sue peculiarità, in particolare quelle presenti in questo esemplare. Piccolo timbretto nobiliare, abraso ai due frontespizi ed al margine IMG_0423_clipped_rev_1basso bianco del primo ritratto del secondo volume, quasi invisibile e solo in parte leggibile. All’interno, come in tutti gli esemplari, nel primo volume le tavole si presentano con leggerissima brunitura uniforme e nel secondo volume, invece, sono le pagine a presentare una leggerissima brunitura, il tutto dovuto al tipo della carta utilizzata ma nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Uno strappo al margine bianco, senza perdita di carta, nella tavola di pagina 73 con ritratto di Vincent Voiture. Bell’incisione realizzata dal Le Clerc all’inizio di ogni volume. Lo stesso Le Clerc firma la vignetta alla fine della prefazione ed a pagina 100 del primo volume. Rarissima prima edizione, nella primissima tiratura che presenta i ritratti ed il testo allegato di  Antoine Arnauld e Blaise Pascal in questo nostro esemplare seguiti dalle due tavole e quattro pagine di testo che avrebbero corredato la prima edizione alla sua uscita e cioè i ritratti e la vita di  Louis Thomassin e Charles du Fresne du Change. I nomi di Pascal e Arnauld compaiono anche nella legenda posta alla fine del primo volume. Infatti, finita l’opera, a causa di motivi legati alla censura, prima dell’uscita dei volumi, fu chiesto a Perrault di eliminare le tavole e le pagine dedicate a Arnauld ed a Pascal. Questi due ritratti, con le pagine corrispondenti vennero sostituiti con due ritratti e la descrizione delle vite di Louis Thomassin e Charles du Fresne du Change. Gli esemplari completi delle tavole e delle pagine di tutti e quattro i personaggi sono molto rari e vennero distribuiti in poche copie prima dell’uscita ufficiale dell’opera. L’antiporta presente all’inizio del primo volume fu dipinta da Bonet ed incisa da Edelinck. Le magnifiche tavole coi ritratti furono incise da Gérard Edelinck, Jacques Lubin, Pieter Louis van Schuppen, Claude Duflos, Louis Simonneau, Robert Nanteuil ed Eustache Le Sueur. Qui siamo quindi di fronte alla primissima edizione di questa importante galleria di ritratti e biografie di grandi personaggi di Francia, ritratti dal grande scrittore francese Charles Perrault (Parigi, 12 gennaio 1628 – Parigi, 16 maggio 1703), membro dell’Accademia di Francia e che divenne universalmente conosciuto per la raccolta di fiabe Histoires ou contes du temps passé, avec des moralités. L’opera venne in seguito presentata con il titolo di Contes de ma mère l’Oye (it. I racconti di Mamma Oca), raccolta di undici fiabe come Cappuccetto Rosso, Barbablù, La bella addormentata, Pollicino, Cenerentola e Il gatto con gli stivali canonizzate nella loro forma proprio nella rielaborazione di Perrault. L’autore, pur riprendendo la versione di Giambattista Basile, riscrisse le fiabe arricchendone abbondantemente l’impianto narrativo con trovate ed invenzioni di sua ideazione. Fra i creatori dell’Accademia delle IMG_0424_clipped_rev_1Scienze e al restauro dell’Accademia della Pittura, al momento della nascita nel 1663 dell’ l’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Perrault ne venne da subito eletto Segretario a vita. Fra i massimi sostenitori del continuo rinnovamento delle arti, a lui si devono alcuni dei più celebri scritti a favore dell’arte del secolo di Luigi XIV contro l’arte antica. L’opera qui offerta presenta 104 ritratti e biografie di celebri artisti, uomini politici e scienziati francesi come Henry de Lorraine Comte d’Harcourt, le Marechal de Luxembourg, Honoré d’Urse Chevalier de Malthe, Sebastien de Pontault de Beaulieu Ingenieur et Mareschal de Camp des Armees du Roy, Michel le Tellier, Jean Baptiste Colbert, Pompone de Bellievre, Blaise Pascal, Pierre Gassendi, Nicolas Rigault, Joseph Juste Scaliger, Adrien Valois, David Blondel, Samuel Bochart, Jean Racine, Isaac de Benferade, Philippes Callot, Simon Vouet, Pierre Mignard, Francois Chauveau, Le Cardinal de Richelieu, Jean Pierre Camus, Arnauld Docteur de Sorbonne, Colbert Ministre d’Estat, Scevole de Sainte-Marthe, Pellisson, Balzac, Malherbe, Perrault, Sarasin, Voiture, Corneille, Moliere, Quinault, La Fontaine, Poussin, Le Brun, Le Sueur, Calot, Ballin ed altri. Rare in this original edition prior to the intervention of the censorship. Rif. Bibl.: Ebert 16216; Tchemerzine-Scheler V, 181-82; Lipperheide Fb25; Brunet IV 509.

1.100 euro

BIBLIOGRAFIA INCUNABOLI ROMA STORIA DELLA STAMPA STAMPATORI NIZZA SAORGE

  IMG_0597_clipped_rev_1 IMG_0594_clipped_rev_1Laire Francois Xavier, Audiffredi, Giovanni Battista,

Specimen historicum typographiae Romanae 15. saeculi opera et studio p. Francisci Xaver. Laire Sequano-Burgundi in familia minimorum S.T. lectoris et serenissimi principis de Salm Salm bibliothecarii.

Unito a:

Lettere tipografiche dell’Abate Nicola Ugolini folignate al padre Francesco Saverio Laire autore del saggio istorico della romana tipografia del secolo XV. Stampate in Magonza (ma Roma), nella casa detta Zum-Jungen per l’erede del primo inventore della stampa, nell’anno MDCCLXXVIII.

Romae, Stampate in Magonza (ma Roma), Venantii Monaldini; Nella casa detta Zum-Jungen …, 1778

In 8° (19,4×13,3 cm); XVI, (2), 308 e una c. di tav. (contenente gli specimen tipografici dei due celebri tipografi Sweynheym e Pannartz) e 18 pp. Legatura coeva in mezza pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso e piatti foderati con bella carta a motivi geometrici. Tagli riccamente spruzzati. A ntiche nota di appartenenza al margine basso del frontespizio del celebre Monsignor Giuseppe Zacchia.  Bella vignetta calcogr. di G. Giordano al frontespizio stampato in rosso e nero. Frontespizio della prima opera leggermente ed uniformemente brunito. Qualche piccola macchiolina di foxing in poche pagine ininfluente. Leggerissimo alone al margine esterno delle IMG_0595_clipped_rev_1ultime 30 carte, mai intenso o fastidioso. La seconda opera aggiunta in fondo al volume presenta la variante senza la seconda lettera che è invece presente in alcune altre copie. Monsignor Giuseppe Zacchia fu uditore della Sacra Rota e governatore di Roma intorno al 1840, appartenente alla nobile famiglia dei Marchesi Zacchia fu un personaggio che ebbe anche un importante ruolo nella vita culturale del territorio ascolano nella prima metà del XIX° secolo. Zacchia fu anche delegato della Provincia di Campagna e Marittima, delegato di Viterbo. Zacchia fu una delle figure più influenti del vaticano nei turbolenti anni dei moti carbonari e rivoluzionari della prima metà del XIX° secolo. Nel 1826 fu inviato nel Frusinate a dirigere le operazioni di Polizia dopo che era divenuto celebre per aver respinto militarmente un assalto dei carbonari a Ripatransone . Qui riuscì a scoprire i capi settari facendoli condannare a pene detentive ed all’esilio, facendo redigere un elenco  “degli individui ,che appartengono alla Setta dei Carbonari ,dei sospetti per le loro idee politiche nelle province di Marittima e Campagna Nicola. La prima opera è la prima ed unica edizione di questo importante studio bibliografico sulla storia della tipografia romana del quattrocento. La prima parte traccia una linea generale della stampa romana mentre la seconda contiene un elenco delle opere più importanti stampate a Roma in questo periodo. L’autore, bibliotecario del Cardinale De Brienne, fu un celebre bibliografo francese nato a Vadans (Franca Contea) il 10 novembre 1738, morto a Auxerre il 27 marzo 1801. Divenuto bibliotecario del cardinale di Brienne (1786), catalogò gl’incunaboli di questo (1791), in due volumi che servirono poi nella vendita della collezione (Parigi 1792). Durante la Rivoluzione francese proseguì la sua opera di catalogazione di volumi e opere d’arte come incaricato dello smistamento delle IMG_0598_clipped_rev_1opere provenienti dalla soppressione delle istituzioni ecclesiastiche. La seconda opera contiene invece uno scritto di Giovanni Battista Audiffredi, celebre domenicano, bibliotecario, bibliofilo, numismatico, naturalista e astronomo italiano nato a Saorgio in Provincia di Nizza. Nel 1759 fu nominato prefetto della Casanatense, e rimase in questa carica fino al termine della vita. Sotto la sua guida la Casanatense divenne una delle più importanti e imponenti biblioteche pubbliche d’Europa, arricchendosi fra l’altro di numerose opere a stampa, manoscritti, incunaboli, stampe ed incisioni. La straordinaria cultura di Audiffredi, testimoniata dal giudizio del Visconti, gli permise di approntare cataloghi con importanti notizie aggiuntive sugli autori, le condizioni della pubblicazione delle singole opere e dell’opus complessivo dei singoli autori. Il Melzi G., Anonime e pseudonime, III, 184 spiega come Ugolini sia proprio uno pseudonimo di Audifreddi. Per il reale luogo di stampa, cfr. Melzi e Parenti M., Luoghi di stampa falsi, 138. Cfr. per la prima opera: Cfr. Brunet III, 774, Olschki, n.17357 e Lozzi, n. 4379.

250 euro

ARTE AVANGUARDIA FUTURISMO FASCISMO MARCIA SU ROMA PROPAGANDA

 IMG_0227_clipped_rev_1 IMG_0224_clipped_rev_1 IMG_0226_clipped_rev_1  IMG_0223_clipped_rev_1  IMG_0230_clipped_rev_1  IMG_0231_clipped_rev_1  IMG_0221_clipped_rev_1Alfieri Dino, Freddi Luigi,

Mostra della rivoluzione fascista, guida a cura di Dino Alfieri e di Luigi Freddi, I° Decennale della Marcia su Roma,

Bergamo, Officine dell’Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1933

In 8° grande (23,5×16,7 cm); 258, (8) pp. e 12 c. di tav. fuori testo. Mezza tela editoriale con titolo impresso in rosso al dorso e piatti foderati con ritratto e nome del Duce al piatto anteriore e al piatto posteriore la X di decimo in rosso sullo sfondo con il nome del Duce. La copertina fu appositamente realizzata da Sironi. 257 illustrazioni nel testo di cui 20 in rotocalco e 237 in zincotipia e 12 tavv. a col. fuori testo di cui 8 in tricromia, 3 in offset e 1 in rotocalco. Interessante ed ampia guida della mostra istituita nel 1933 dal Partito Nazionale Fascista in occasione del IMG_0228_clipped_rev_1decennale della “marcia su Roma”. Importante l’apparato fotografico in parte a colori che riproduce fotografie realizzate da Istituto Nazionale Luce, dall’Enit, dal gabinetto fotografico della R. Aereonautica e da alcuni dei più celebri fotografi italiani dell’epoca come Bricarelli, Reale, Bruni e D’Amico. In antiporta la riproduzione in fac-simile di un autografo di Benito Mussolini.  L’opera contiene anche diverse illustrazioni e composizioni grafiche realizzate da Amerigo Bartoli, Gerardo Dottori, M. de Renzi, Achille Funi, Pratelli, A. Libera, Mino Maccari, Marcello Nizzoli, Ettore Prampolini, Mario Sironi, Terragni e Valent. Prima edizione in buone condizioni di conservazione.

70 euro

MEDICINA MEDICINE FARMACIA PHARMACHY FARMACOPEA DIETOLOGIA ALIMENTAZIONE PIANTE PARACELSO

 IMG_0422_clipped_rev_1  IMG_0419_clipped_rev_1Framboisiere Nicolas Abraham de la,

Les Oeuvres de N. Abraham de la Framboisiere Conseiller, & Medecin du Roy. Ou sont methodiquement descrites l’Histoire du Monde, la Medicine, la Chirurgie & la Pharmacie, pour la conservation de la Santé, & la guerison des Maladies interns & externes: avec les Arts Liberaux, par le Moyen Desquels on apparend la maniere d’entendre, de bien dire, et d’heureusement viure. Derniere edition, Reveue, corrigee, & augumentee par l’Autheur, d’un VIII. Livre.

A Lyon, Chez Iean-Baptiste de Ville, en rue Merciere, à l’Enseigne de la Science (Lyons, A. Beaujollin & J. Carteron), 1669

In folio (34,6×22,5 cm); (16), 977, (83) pp. Legatura seicentesca, probabilmente originale del volume, in piena pelle rimontata all’inizio del novecento. Uno strappetto senza perdita di carta alla terzultima carta, ininfluente. Leggeri aloni ai margini del testo, un tarletto al margine bianco delle prime dieci carte e al margine interno bianco di una trentina di pagine, ininfluenti e sempre lontani dal testo e per il resto, nel complesso in buone condizioni. Pecetta con nuovo editore applicata all’epoca sul frontespizio che definisce il passaggio della stampa dell’opera da A. Beaujollin e J. Carteron a Jean-Baptiste de Ville. L’opera infatti, iniziò ad esser stampata da beaujollin e Cateron non fu portata a termine dai due editori ma da De Ville. A causa di questo passaggio di stampatori il volume venne stampato in un numero ridotto di copie che ne fa oggi un’edizione particolarmente non comune. Bella scena animata al frontespizio incisa da N. Auroux. Frontespizio iIMG_0421_clipped_rev_1n rosso e nero. Testatine, iniziali e finalini xilografici. Edizione molto rara di questa raccolta degli scritti del celebre primo medico delle armate francesi, consigliere e medico personale del Re di Francia, Nicolas Abraham, signore de la Framboisière (1560 à Guise, Aisne – 6 mai 1662 Reims, Marne). Come ricordato S. Bamforth, nel suo articolo sul questo medico dimenticato (“Médecine et philosophie dans l’uvre de Nicolas Abraham de la Framboisière” di Asclepio e Dioniso, Droz, 2008), Framboisière fu uno dei medici più famosi del suo tempo. Dottore e consigliere del re, la cui carriera si estende per ben quarant’anni sotto Enrico IV e poi sotto la reggenza e Luigi XIII. Nonostante  le sue teorie siano ancora oggi poco conosciute, esse hanno profondamente influenzato la medicina del suo tempo. Persona dalla grande erudizione, le sue opere sono una vero e proprio somma di tutte le  conoscenze mediche del suo tempo e rappresentano un’importantissima testimonianza, tra gli altri, della lotta, a cavallo del seicento, tra i sostenitori della nuova medicina ispirata da Paracelso e i difensori della medicina ortodossa. Framboisière oltre ad essere il Primo medico dell’esercito francese, fu anche professore e decano della Facoltà di Medicina dell’Università di Reims. Le sue opere, rara eccezione per il suo tempo, erano scritti scritte in francese, sembra, secondo quanto riferite dallo stesso Framboisiére su richiesta diretta di Enrico IV. l’opera è organizzata in sei parti principali: “la Principauté de l’homme” ; “le Gouvernement” de la vie humaine ; les IMG_0418_clipped_rev_1“Lois” de médecine, de chirurgie et de l’ordonnance des médicaments ; “la Couronne doctorale” des arts libéraux nécessaire au savoir, au bien dire, au bien faire et à l’entendement ; et, un “Etat” général de tout ce qui est contenu en cette uvre. A queste parti, vennero aggiunte nelle edizioni seguenti alla prima del 1613, le due sezioni contenenti la “Scholae medicae” per gli studenti e un libro dedicato a numerosi “segreti” per la conservazione della salute, contro il passare del tempo, parte che contiene numerosissimi nozioni di dietetica che analizza le proprietà di diversi cibi. Questi due ulteriori volumi erano apparsi per la prima volta separatamente. Numerosissime e di particolare importanza sono le nozioni di farmacia conservate nell’opera che descrivono le proprietà mediche di numerosissime piante officinali come la mandragora, la manna, il ricino, il cedro, il limone, il coriandolo, il cumino, il ciclamino, il Ginger, il laudano, l’iris, il melone,  la malva, la mente, la melissa, i mirtilli, diversi oppiacei,  le mele, le rose, il rosmarino, ecc. Non mancano anche le nozioni alchemiche fra le quali la descrizione delle proprietà del Bezoar, dell’argento, delle comete, dei diamanti, dell’opale, delle perle ecc. Oltre ai singoli elementi un capitolo di 8 pagine è dedicato ai metalli ed alle pietre. Edizione rara. Rif. Bibl.: Copac, 49626558, 12454356 (tutti nella versione senza la pecetta con il cambio d’editore); Worldcat: 493613276.

550 euro

ARTE INCISORIA FONTI DI STORIA DELL’ARTE STAMPE GIUOCHI DI CARTE BOBBIO PAVIA MALASPINA PIACENZA TECNICHE INCISORIE

IMG_0409_clipped_rev_1 IMG_0415_clipped_rev_1   IMG_0414_clipped_rev_1 IMG_0412_clipped_rev_1 IMG_0413_clipped_rev_1 IMG_0410_clipped_rev_1Malaspina di Sannazzaro Luigi Conte,

Catalogo di una Raccolta di Stampe Antiche compilato dalla stesso possessore March. Malaspina di Sannazaro. Volume I – V. (Completo).

Milano, Dai Tipi di Gio. Bernardoni, 1824

In 8° (22×13,8 cm); 5 tomi: LXII, 290, (2) pp., 400, (2) pp., 312, (2) pp., 350, (2) pp., 201, (7) pp. e XIX c. di tav. fuori testo. Completo. Belle legature coeve in mezza pelle con titolo, fregi e numero del volume impresse su fascette in pelle arancione e verde al dorso. Un minimo difetto alle cerniere alte del primo volume, ininfluente, e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Tagli riccamente marmorizzati. Prima edizione di questa importante fonte di storia dell’arte e bibliografia di notevole importanza per lo studio dell’arte della stampa. Il volume è opera del Conte Luigi Malaspina di Sannazzaro, ultimo dei grandi feudatari della Lomellina e possessore di una delle più importanti raccolte di stampe dell’ottocento. Luigi Malaspina fu uno delle figure chiave del panorama culturale pavese a cavallo del XIX° secolo.IMG_0411_clipped_rev_1 Originario del territorio piacentino di Bobbio (dove nacque il 7 aprile 1809 e morì il 24 gennaio 1863) fu un importante uomo politico e senatore del Regno d’Italia. Fu membro corrispondente dell’Associazione agraria subalpina di Torino. In giovane età viaggiò in lungo e largo per l’Europa ed in particolare, oltre che in Italia anche in Francia, Inghilterra e Germania. Rientrato in Italia dai suoi viaggi venne chiamato dall’Imperatore Giuseppe II per amministrare l’ospedale di Pavia che divenne, grazie IMG_0417_clipped_rev_1all’abile lavoro del Malaspina, uno dei più importanti ed apprezzati d’Italia. Durante gli anni della Rivoluzione francese fu costretto ad abbandonare Pavia per poi farvi ritorno nel 1814 e partecipare contemporaneamente, come rappresentate del territorio di Pavia, ai negoziati del Congresso di Vienna. La sua collezione di stampe e quadri, raccolte durante il corso della sua vita e dei suoi numerosi viaggi, rappresentano il fondo principale della Piancoteca Malaspina di Pavia. L’opera qui presentata divisa in 5 volumi, raccoglie e descrive l’imponente raccolta di Luigi Malaspina. Dopo un’introduzione dedicata alle varie tecniche incisorie, l’opera prosegue con la descrizione dei singoli pezzi suddivisi per scuola incisoria a partire da quella tedesca, proseguire con quella italiana,  fiamminga e finire con quella francese. Un capitolo è dedicato ai giuochi di carte. L’ultimo volume contiene l’elenco cronologico comparato ed infine le XIX importanti tavole con i marchi degli incisori. Opera di grande utilità, in prima edizione ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Brunet, 9558.

200 euro

LETTERATURA FRANCESE SATIRA ANTICLERICANESIMO ATEISMO PRIME EDIZIONI DISEGNATORI SARCASMO MARSIGLIA

IMG_0249_clipped_rev_1   IMG_0251_clipped_rev_1IMG_0250_clipped_rev_1Taxil Leo,

La Vie de Jesus par Leo Taxil, Dessins Comiques par Pepin, Édition Complète de 1900 avec Citations Texturelles des Évangiles et Critique Amusante,

Paris, P. Fort Libraire-Editeur, 46 Rue du Temple, S. data (ma 1900)

In 8° (20×13 cm); 377, (7) pp. Brossura editoriale illustrata. Un leggerissimo alone al margine basso delle prime carte, pagine uniformemente brunite come in tutti gli esemplari, per il tipo di carta utilizzata e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione non comune edizione, completa della brossura originale (sia i  due piatti che il dorso) spesso assente, di questa nota opera satirica del famoso scrittore, giornalista noto per le sua polemiche contro la Chiesa Cattolica e la massoneria, Léo Taxil, vero nome Marie Joseph Gabriel Antoine Jogand-Pagès (Marsiglia, 21 marzo 1854 – Sceaux, 31 marzo 1907). Ebreo fintamente convertitosi al cattolicesimo (la storia romanzata dei fatti è raccontata da Umberto Eco nel suo Cimitero di Praga) fu formato in giovane età presso un istituto gesuitico nel quale Taxil elaborò una forte avversione verso il cattolicesimo. Fin in giovane età arrivò a concludere che la religione fosse socialmente dannosa. I suoi primi lavori furono polemiche anticattoliche nelle quali abbondavano le descrizioni IMG_0253_clipped_rev_1sadomasochistiche delle abitudini del clero cattolico. Improvvisamente, nel 1884, disse di essersi convertito alla Religione Cattolica ripudiando, apparentemente, i suoi vecchi lavori ed iniziò un’aspra battaglia contro la massoneria. Nel 1887 riuscì a farsi accogliere da Papa Leone XIII nonostante che questi fosse messo in guardia vescovo di Charleston della falsa conversione di Taxil. La finta conversione dell’autore gli servì probabilmente per poter studiare da un punto di vista privilegiato i comportamenti e le collusioni della Chiesa Cattolica dell’epoca e le varie associazioni massoniche. La vita di Gesù di Taxil, considerato un classico dell’ateismo, come descritto dallo stesso Taxil nell’introduzione “” … n`est donc pas écrit dans le but diminuer Jésus-dieu pour, comme résultat, grandir Jésus-homme, puisque l`auteur ne croit pas plus à l`existence de l`un qu`à l`existence de l`autre. Le but que je me suis proposé est, en suivant pas à pas la légende chrétienne, d`en faire ressortir tous les ridicules et toutes les contradictions, afin de bien démontrer que, d`un bout à l`autre, et sous quelque aspect qu`on l`envisage, l`histoire de Jésus-Christ, homme ou dieu, n`est qu`un tissu de fables immorales et stupides.” illustrata da numerosissime illustrazioni del famoso disegnatore Pepin. Non comune ed ancor meno comune da reperire completo della sua brossura editoriale. Bibl. Rif.: Caillet, 5576

110

ECONOMIA COMMERCIO CODICE COMMERCIO NAPOLONE CODICE NAPOLEONICO MARINAI MARINA

 IMG_0202_clipped_rev_1 IMG_0204_clipped_rev_1 IMG_0203_clipped_rev_1Codice di commercio di terra e di mare pel Regno d’Italia.

Milano, Dalla Stamperia Reale, 1808

In 12° (13,7×8,7 cm); 203, (11) pp. Bella legatura coeva in mezza pelle verde con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Tagli spruzzati. Qualche lieve macchiolina al margine esterno bianco di alcune carte, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Il Codice di Commercio napoleonico vide la sua uscita nel 1807 in IMG_0205_clipped_rev_1Francia e venne presentato, tradotto in Italiano, nel 1808. Questa edizione italiana stampata a Milano dalla Stamperia Reale definisce, nei minimi particolari, le regole da seguirsi in materia commerciale passando dai libri di commercio, alle regole delle Società, dalle Borse di Commercio, alle lettere di cambio, dal pagamento ad onor di firma, alle navi ed i bastimenti di mare, dal sequestro e vendita di bastimenti, alla figura del capitano, dai salari dei marinai e dell’equipaggio, alle assicurazioni, dai vari tipi di fallimento, all’inventario e alla vendita dei beni, per finire per i tribunali competenti e le loro varie forme e poteri. Opera di grande importanza per la storia del commercio. Prima edizione italiana. Bell’esemplare. Rif. Bibl.: IT\ICCU\IEIE\006292.

100 euro

FISICA CHIMICA INGEGNERIA MECCANICA ELETTRICITA’ ATMOSFERICA MANOSCRITTO

Tre opere in un volume, due in manoscritto, dedicate allo studio dell’Elettricità Atmosferica a Firenze nel 1884. Legatura di fine ottocento in cartoncino azzurro.

 IMG_0275_clipped_rev_1   IMG_0276_clipped_rev_1  IMG_0277_clipped_rev_1  IMG_0278_clipped_rev_1 IMG_0279_clipped_rev_1Roiti Antonio, Luigi Pasqualini,

Osservazioni continue della Elettricità Atmosferica fatte a Firenze nel 1884, seconda memoria di L. Pasqualini ed A. Roiti.

Firenze, Ci Tipi dei Successori Le Monnier, 1886. 9 carte stampate su una sola facciata. Articolo preparatorio che presenta numerose correzioni manoscritte.

Unito a:

Osservzioni continue della elettricità atmosferica, fatte a Firenze nel 1884 Seconda Memoria di L. Pasqualini ed A. Roiti. Manoscritto con  numerose correzioni. 11, (1) pp.

Unito a:

Osservazioni Continue della elettricità atmosferica fatte a Firenze nel 1884. Seconda Memoria di L. Pasqualini ed A. Roiti. 9, (3) pp. Manoscritto con numerose correzioni.

I due manoscritti presentano scritture diverse. La prima stesura è scritta da Pasqualini mentre la seconda, presenta l’inconfondibile scrittura di Roiti. Antonio Roiti (Argenta, 26 maggio 1843 – Roma, 8 novembre 1921) fu un celebre fisico e studioso di elettrologia. Membro dell’Accademia dei Lincei e del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, IMG_0274_clipped_rev_1prese parte alla Terza Guerra d’Indipendenza agli ordini di Garibaldi. Laureatosi in Matematica a Pisa, fu autore di numerosi apprezzati studi dedicati alla natura della corrente elettrica, ai trasformatori, alle cariche elettriche, alla velocità della propagazione del suono, sulla cataforesi, al fenomeno di Hale e sull’elettrocalorimetro.  “Alla morte di Ferdinando Meucci, avvenuta nel 1893, Antonio Roiti viene nominato direttore del Museo degli strumenti antichi di astronomia e di fisica di Firenze e mantiene questa carica fino al 1908, assumendo alla vicedirezione Costantino Pittei”. Il collaboratore di Roiti, cofirmatario dell’articolo, Psqualini IMG_0280_clipped_rev_1Luigi (1859-1943) fu un noto ingegnere e fisico che fu anche capo servizio degli Elettrici all’Arsenale di La Spezia. Allievo e collaboratore di Roiti in giovane età, studiò poi le applicazioni delle forze elettromagnetiche alla meccanica e all’ingegneria, specialmente navale. Suo il progetto del celebre Freno Elettromagnetico Pasqualini che sfruttava i fenomeni dovuti alle correnti di Foucault. Documentazione preparatorio di questo celebre studio che presentò i rilievi fatti da Pasqualini e Roiti sull’Elettricità Atmosferica registrata nel comune di Firenze attraverso l’utilizzo dell’egualizzatore a caduta d’acqua di Sir. W. Thomson, dell’eletrometro a quadranti quale fu modificato da Mascart e dell’orologio registratore di Dunoscq. Interessante manoscritto incentrato sullo studio dell’elettricità atmosferica. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione.

140 euro

ANATOMIA ATLANTI ANATOMICI PEDIATRIA EDIZIONI RARE

IMG_0362_clipped_rev_1 IMG_0355_clipped_rev_1    IMG_0359_clipped_rev_1    IMG_0356_clipped_rev_1IMG_0358_clipped_rev_1 IMG_0360_clipped_rev_1 IMG_0363_clipped_rev_1 IMG_0357_clipped_rev_1  IMG_0354_clipped_rev_1Laurens Andrè du,

L’Anatomie Universelle de toutes les parties du Corps Humain, Representee en Figures, & exactement expliquée. Par le Celebre André du Laurent, Revuè par H. M****, Chirurgien Jurè de S.t Cosme. Ouvrage instructif, et utile aux Etudians en Medecine, Chirurgie, Sages-Femmes, et aux Peinyres et Sculpteurs.

A Paris, Chez Crepy, rue St. Jacques, pres la rue de la Parcheminerie à St. Pierre, 1764

In folio (38×24 cm); (1), 10, (1), 11- 55, (1 b.) pp. Legatura degli inizi del novecento in IMG_0353_clipped_rev_1mezza pelle verde con titolo impresso in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata. Un forellino al margine bianco del frontespizio, alcune macchioline di foxing, leggermente più marcato solo all’ultima carta e per il resto ininfluente. Pagine leggermente brunite a causa della qualità della carta utilizzata e per nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. 27 magnifiche incisioni anatomiche a piena pagina. Anche le tavole di spiegazione delle tavole sono incise. Edizione molto rara edita da Crepy a Parigi. Importante atlante anatomico che presenta l’opera del celebre medico francese André du Laurens (1558 Tarascon – 1609) che fu primo medico del re Enrico IV di Francia. Figlio di un altro celebre medico, studiò medicina ad Avignone sotto Louis Duret. Praticò, inizialmente, l’arte medica a Carcassonne per poi succedere al grande medico Laurent Joubert alla cattedra di medicina a Montpellier. Alla morte di Jean Hucher nel 1603, per il suo grande prestigio, Laurens fu nominato rettore dell’Università di Montpellier. Dal 1606 divenne Primo medico del re. L’atlante anatomico di Laurens fu uno dei più celebri del suo tempo e venne ristampato fino alla fine del XVIII° secolo. Le tavole dell’opera sono solitamente da Vesalius, Coiter, Valverde e altri, ma è nella descrizione dell’apparato scheletrico del bambino in epoche diverse e nella tavola de “La Medule Spinale” che Laurens diede un importante contributo all’anatomia. Gli atlanti anatomici di Laurens, a causa del grande utilizzo che se ne fece, sono oggi molto rari.  Rif. Bibl.: WorldCat, OCLC number 14333868 e 930848359.

800 euro

GINECOLOGIA OSTETRICIA MEDICINA PRIME EDIZIONI VERONA TRASFUSIONI SANGUE BLOOD TRANFUSION SANGUINE CIRCOLAZIONE DEL SANGUE FISIOLOGIA

  IMG_0602_clipped_rev_1IMG_0599_clipped_rev_1  IMG_0601_clipped_rev_1   IMG_0600_clipped_rev_1Forti Giovanni  Raimondo,

Raymundi Io. Fortis Veronensis In Prima Sede Pat. Pract. Ord. Prositentis, Consultationum et responsionum medicinalium centuriae quatuor. Accesserunt ejusdem Consilia de febribus et de morbis mulierum. Cum indicibus rerum memorabilium locupletissimis.

Ginevram, sumptibus Leonardi Chouet, 1677

Insieme a:

Raymundi Io. Fortis Veronensis In Prima Sede Patav. Pract. Med. Profess. SupraordinariJ, Leopoldi Caesaris Archiatri, et Venetorum Protomedici. Consultationum et responsionum medicinalium ad sanguinis circulationem concinnatarum. Centuriae quatuor. Cum indicibus rerum memorabilium, iis qui in editione patavina reperiuntur, longè auctioribus & locupletioribus. Tomus alter.

Genevae, sumptibus Leonardi Chouë t, 1681

In 2° (34×21 cm); due tomi: (12), 483, (25), (8), 114, (14) pp. e (20), 615, (53) pp. Legature coeve in piena pergamena con dorso a 5 nervi e titolo in oro ai tasselli su fascetta in pelle. Qualche difetto e segno del tempo alla legatura. All’interno del primo volume bruniture sparse dovute alla qualità della carta utilizzata e per il resto in buone condizioni di conservazione. Antica nota di possesso privato alla prima carta bianca “Del Sig.r Cap.o Gardini”. Al frontespizio, stampato in rosso e nero, bella marca tipografica di Leonardo Chouet con Salamandra tra le fiamme in cornice figurata. Il primo volume contiene, come indicato sul front., e con proprio front.:Raymundi Io. Fortis IMG_0290_clipped_rev_1Veronensis…De febribus et morbis mulierum facile cognoscendis atque curandis. Genevae: sumptibus Leonardi Chovet, MDCLXXVII. Bel ritratto dell’autore all’inizio de primo volume, opera di Francesco Diodati. Prima edizione, rara a reperirsi completa dei due volumi, di questo importante testo medico scritto dal celebre dottore veronese, Giovanni Raimondo Forti conosciuto anche con il cognome di Gianforti o Giansorti (1603-1678). Di umili origini, venne mantenuto agli studi grazie all’interessamento di un ricco concittadino. Ottenne la laurea in medicina presso l’ateneo padovano, praticò l’arte medica prima a Venezia e poi a Udine. Qui, in particolare, la sua fama di grande medico lo porta all’attenzione delle autorità universitarie di Padova che decidono di assegnargli la cattedra di Medicina presso l’ateneo patavino. Nel 1676 è chiamato a Vienna dall’Imperatore Leopoldo Secondo come medico personale. Quando rientra in Italia viene nominato cavaliere di San Marco per i meriti scientifici. Forti è celebre in quanto fu tra i primi medici in Europa a praticare la trasfusione del sangue, come sottolineato da Wellcome vol III, p. 44 “Forti was among the first medical men to experiment with blood transfusion in man in Europe”. La pratica della trasfusione del sangue, utilizzata per la prima volta dal medico ufficiale di Luigi XIV, Jean-Baptiste Denys nel 1667, nonostante la morte del paziente in IMG_0603_clipped_rev_1cura (al quale Denys trasfuse sangue animale), si diffuse in Europa e alcuni medici, fra i quali Forti provarono diverse volte a salvare i propri pazienti in condizioni critiche, proprio con le trasfusioni. I continui decessi portarono diversi stati a proibire la pratica che venne poi ripresa solo all’inizio del XIX° secolo da James Blundell. Il primo volume di quest’opera uscì nel 1669 ma nel 1678, anno della morte di Forti l’opera, integrata e corretta, venne ristampata. Apparve poi postuma la seconda parte, a se stante (tanto che molte bibliografie ritengono il secondo volume come opera a parte) che presenta e completa gli ultimi lavori di Forti, particolarmente legati, appunto, alla circolazione del sangue. Il primo volume è particolarmente importante per la sua parte ginecologica e di ostetricia. Rif. Bibl.: Per la prima prte Wellcomme III, 44; Krivatsy 4207; Biographie Médicale IV, 210; Eloy II, 69. Per la seconda parte ICCU IT\ICCU\LIAE\036682.

500 euro