GIUGNO 2021

GIUGNO 2021

1) ARCHITETTURA VIGNOLA PROSPETTIVA TERZA EDIZIONE BAROZZI

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IMG_9117_clipped_rev_1Barozzi Jacopo,

Le due regole della prospettiva pratica di m. Iacomo Barozzi da Vignola. Con i comentarij del r.p.m. Egnatio Danti dell’ordine de predicatori: matematico dello Studio di Bologna. All Ill.mo et Ecell.mo Signore D. Camillo Panfilo Nipote della Santità di Nostro Signore, Innocentio X.

In Roma, Nella Stamperia del Mascardi (e Filippo de Rossi), 1644 (1642 al colophon).IMG_9115_clipped_rev_1

In folio; (12), 145, (5), (2 b.) pp. Legatura in cartoncino d’attesa con titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Un piccolo tunnel di tarlo al margine basso bianco di cinque carte, lontano dal testo, ininfluente. Qualche carta leggermente ed uniformemente brunita. Una piccola integrazione antica di carta all’angolo basso dell’occhietto. Un antico rinforzo al margine esterno bianco del frontespizio, non significativo e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Frontespizio calcografico inciso dal noto pittore, intagliatore ed incisore, Cherubino Alberti. Marca tipografica all’ultima carta con Salamandra nelle fiamme e sigla F.D.R. Terza edizione, con le tavole della prima edizione del 1583, di una delle più importanti opere della storia dell’architettura. Jacopo Barozzi da Vignola, detto comunemente Il Vignola (Vignola, 1º ottobre 1507 – Roma, 7 luglio 1573), è stato un architetto, teorico dell’architettura e trattatista italiano. Fu uno degli esponenti più importanti del Manierismo, in un’epoca di importanti cambiamenti di cui fu protagonista e artefice. Il suo primato nella cultura architettonica è dovuto sia alla realizzazione di edifici di grande eleganza, sia all’opera di trattatista soprattutto per aver definito con estrema chiarezza il conIMG_9119_clipped_rev_1cetto di Ordine architettonico nella sua celebre Regola delli Cinque Ordini d’Architettura, uno dei trattati architettonici più influente e diffuso di tutti i tempi. Formatosi a Bologna come pittore e prospettico, le sue prime commesse furono bozzetti per tarsie lignee. L’arte del disegno lo portò ben presto ad interessarsi all’architettura, attività nella quale fu influenzato dal trattato di Sebastiano Serlio e dalla tradizione rinascimentale. La sua formazione si completò a Roma negli anni trenta del Cinquecento, durante un soggiorno di qualche anno in cui fu attivo come pittore ed ebbe modo di studiare i monumenti antichi, misurandoli e disegnandoli, per Marcello Cervini, Alessandro Manzuoli e Bernardino Maffei, in quello che si proponeva come un lavoro preparatorio nell’ambito degli studi vitruviani perseguiti dall’Accademia della Virtù, di cui egli faceva parte. Ebbe modo anche di collaborare con Baldassarre Peruzzi al cantiere del Belvedere. A Roma, nel 1540, entrò in contatto con Primaticcio collaborando con lui per i calchi delle statue della collezione vaticana di cui Francesco I desiderava delle copie. Fu in seguito (dal 23 aprile 1541 a circa il 23 dicembre 1543), in Francia come assistente del Primaticcio nel cantiere della reggia di Fontainebleau, dove dipinse prospettive e curò il getto delle copie in bronzo dei calchi presi a Roma. In Francia ebbe modo di incontrare Sebastiano Serlio. Dopo essere ritornato a Bologna nel 1543, collaborò al cantiere della Fabbrica di San Petronio, eseguendo anche progetti per la facciata, che non ebbero seguito, e lavorò ad opere di ingegneria idraulica. Nel 1550IMG_9120_clipped_rev_1 si trasferì definitivamente a Roma. Divenne l’architetto dei Farnese e lavorò prevalentemente per essi per oltre vent’anni, raggiungendo un grande successo professionale. Assunse anche l’incarico, dopo la morte di Michelangelo nel 1564, di architetto capo della basilica di San Pietro in Vaticano. Per papa Giulio III lavorò a Villa Giulia (dal 1550), rielaborando precedenti progetti. Contemporaneamente, tra il 1551 e il 1553, costruì il tempietto a pianta quadrata con cupola ovale di Sant’Andrea. Nel 1562 il Vignola pubblica il trattato intitolato Regola delli cinque ordini d’architettura, composto molto tempo prima, che ebbe larghissima diffusione in tutta l’Europa fino all’Ottocento. Si ritiene che l’origine di questo trattato sia da ricercare negli studi e nei disegni, ora perduti, che egli eseguì a Roma per l’Accademia vitruviana della Virtù. Un altro importante trattato sulla prospettiva Le due Regole della prospettiva pratica, fu pubblicato postumo nel 1583 da Ignazio Danti. Rif. Bibl.: Cicognara (811): “Questo è il miglior libro, che da noi si conosca per simili instituzioni, e rende un conto giustissimo delle migliori opere precedenti. Grandissimi nelle teoriche e nelle pratiche furono l’autore, e il commentatore”; Riccardi, pag. 88; Fowler 388; Millard IV, 150; Cicognara 811.IMG_9121_clipped_rev_1

1.300 euro

2) MEDICNA MEDICINE CARPI ANATOMIA ANATOMY CHIRURGIA NEUROLOGIA NEUROLOGY SCIATICA PRIME EDIZIONI FIRST EDITION RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

IMG_9149_clipped_rev_1   IMG_9146_clipped_rev_1Cotugno Domenico,

De Ischiade nervosa commentarius,

Neapoli, apud fratres Simonis, 1764

In 8°; (8), 88 pp.e una c. di tav. incisa in azzurro da Cimarelli. Come in tutti gli esemplari la numerazione araba inizia da pagina 3, in quanto le pagine 1 e 2 non sono numerate. Legatura moderna in cartoncino semi-floscio con titolo stampato su pecetta applicata al dorso. Antica firma d’appartenenza privata al frontespizio “Me Phil. Dr. Joannej Cieglia Dmus”. Frontespizio stampato a due colori. Vignetta xilografica al frontespizio. Iniziali xilografiche. Alcune note, manine e sottolineature antiche al margine esterno bianco dell’opera. Qualche lieve macchiolina di foxing dovuta alla qualità della carta. Un piccolo forellino al margine alto bianco dell’opera. Nel complesso in buone condizioni di conservazione. Prima assai rara edizione di questo importantissimo scritto del grande medico originario di Ruvo di Puglia (Bari), Cotugno Domenico. L’autore celebre medico, anatomista e chirurgo fu uomo di IMG_9147_clipped_rev_1ampi interessi culturali. Fu uno dei medici più celebri del suo tempo ed operò principalmente a Napoli anche se fu socio di numerosissime accademie estere. Domenico Cotugno fu protagonista di importanti scoperte neurologiche, grazie a un’intensa attività clinica e anatomica, e fin dall’inizio mostrò i suoi interessi per l’anatomia sottile, cioè la ricerca dei piccoli e nascosti meccanismi che compongono il nostro organismo. Nel “De ischiade nervosa commentarius” Cotugno descrive, per la prima volta, le cause e la sede della sciatica, provocata da un’infiammazione del nervo sciatico per una sostanza acida proveniente dalla cavità cranica o spinale, e il liquido cefalorachidiano (detto anche, in suo onore, liquor Cotumnii); riconobbe inoltre la presenza di albumina nelle urine dei nefritici e nella seconda parte dell’opera dedicò ampio spazio ai rimedi terapeutici, quali incisioni e salassi. Il libro venne pubblicato in ritardo a causa della febbre epidemica che colpì il Regno nel periodo estivo. Cotugno fece parte dei medici incaricati di fronteggiare l’epidemia e pose l’esigenza di differenziare le singole febbri con la necessità di usare cure specifiche. La maggior parte di queste scoperte era stata compiuta prima che compisse 20 anni; ma il “De ischiade”, non essendo in contrasto con i dettami dell’anatomia classica, non scatenò la bufera della prima opera “De aquaeductibus auris humanae internae” ma, ben presto, l’opera e le teorie in esso contenute iniziarono a circolare fra gli studiosi tanto che, dopo la prima del 1764, si IMG_9145_clipped_rev_1ebbero varie edizioni a partire da questa edizione carpigiana, poi una seconda edizione carpigiana nello stesso anno di questa e altre varie edizioni estere negli anni seguenti. Garrison-Morton 1382 scrive che Cotugno “was the first to describe the fluid surrounding the spinal cord and to suggest that it was in continuity with the ventricular and cerebral subarachnoid fluids. However, his concept of the cerebral and spinal fluid, which is the beginning of its modern physiology, remained in obscurity until rediscovery by Magendie some 60 years later” (Clarke & O’Malley, Human Brain and Spinal Cord, pp. 721-2; see also pp. 728-31). Garrison-Morton 4515 ci racconta: “Cotugno published a classic description of sciatica, which is useful even today. He recognized two types–arthritic and nervous; the latter has been called ‘Cotugno’s disease’, and his book is confined to that type. The book . . . also describes a case of acute nephritis.” Garrison-Morton 4204.2: “This classic work on sciatica includes the first clear descripiton of the association of oedema with proteinuria.” Norman 522. Rif. Bibl.: Wellcome II pag. 398; Norman 522 (Asta Normann 383); Heirs of Hippocrates 647; Waller 2166; Garrison Morton 1382; Blake 101; Clarke-O’Malley, The Human Brain and Spinal Cord (Berkeley, 1968), pp. 721-22.

2.800 euro

3) POESIA BURLESCA FIRENZE SATIRA CRUSCA LINGUA ITALIANA

IMG_9330_clipped_rev_1Raccolta di placchette con le Rime Piacevole di Alessandro Allegri entro legatura coeva in cartoncino molle, in parte staccata e lenta con un difetto alle cerniere. Al recto del piatto anteriore ex-libris privato della collezione Landau. Le opere si presentano in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe:

  1. Allegri Alessandro, La Prima Parte delle Rime piacevoli d’Alessandro Allegri. Raccolte dal M. Rev. D. Orazio Morandi, e da Francesco Allegri date in luce. Dedicate al M. Ill. e M. Rev.do Sig. Cesar Nichessola. In Verona, Appresso Francesco delle Donne, 1605. In 4°; (36) cc. Timbretto della collezione privata Galletti al frontespizio. Testo entro bella cornice xilografica. Magnifiche testatine, finalini ed iniziali ornate. Marca xilografica al frontespizio.

  2. Allegri Alessandro, Seconda Parte delle Rime piacevoli D’Alessandro Allegri, Raccolte dal S. Commedatore fra Iacopo Gucci Cavalier Gerosolimitano; e da Francesco Allegri date in luce. Dedicate al Molto Illustre Sig. Cavalier Lorenzo Mattioli. In Verona, Per Bartolomeo Merlo dalle Donne, 1607. In 4°; (34) cc. Timbretto della collezione privata Galletti al frontespizio. Testo entro bella IMG_9331_clipped_rev_1cornice xilografica. Magnifiche testatine, finalini ed iniziali ornate. Marca xilografica al frontespizio.

  3. Allegri Alessandro, La terza parte delle rime piacevoli d’Alessandro Allegri, Raccolte dal S. Commendator Agnol Minerbetti, e dal Cavalier Lorenzo Mattioli date in Luce. Dedicate al molto ilustre, ed eccell. Sig. Andrea Morelli. In Fiorenza, Pe: Gio. Antonio Caneo e Raffaello Grossi Comp., 1608. In 4°; (4), 30, (2) cc. Timbretto della collezione privata Galletti al frontespizio. Testo entro bella cornice xilografica. Magnifiche testatine, finalini ed iniziali ornate. Marca xilografica al frontespizio.

  4. Allegri Alessandro, La quarta parte delle rime piacevoli d’Alessandro Allegri, Raccolte dal S. Commendator Agnol Minerbetti, e dal Sig. Francesco Caliari, raccolte, e date in luce. Et al M. Illust. E M. Rever. Sig. Cavaliere Angelo Marzi, Medici, e Canonico nel Duomo di Firenze dedicate. In Verona, Appresso Bartolamio Merlo dalle Donne, IMG_9332_clipped_rev_11613. In 4°; (54) cc. Timbretto della collezione privata Galletti al frontespizio. Testo entro bella cornice xilografica. Magnifiche testatine, finalini ed iniziali ornate. Marca xilografica al frontespizio. Una pecetta con correzione a stampa al primo verso della carta B.

Tutto il testo è inquadrato in una bella cornice xilografica. Una bella marca tipografica ad ogni frontespizio e numerose testatine, iniziali e finalini xilografici. Prima edizione, completa, di questa rara opera, considerata un interessante esempio della “scapigliatura seicentesca” sulla scorta dell’opera del Berni. La raccolta completa di tutte e quattro le parti è rarissima da reperirsi ed ancor più raro è trovarle in barbe ed in queste buone-ottime condizioni di conservazione. La canzone contenuta nella prima parte venne proibita dai censori, le copie uscite recuperate ed in parte distrutte e non venne più pubblicata nelle edizioni seguenti. La prima parte contiene la canzone IX che venne poi proibita dai revisori e non venne più stampata nelle edizioni susseguenti. Il nostro esemplare, come ben descritto da Razzolini-Bachid della Lega a pag. 18, è uno dei rarissimi che presenta al recto del primo frontespizio, una lunga “errata”. L’opera è uno degli scritti del celebre letterato fiorentino, Alessandro Allegri (Firenze, 1560 – Firenze, 1620) che si addottorò in diritto civile e canonico a Pisa. Uomo assai spiritoso e dedito agli scherzi a lui si deve la fondazione dell’Accademia della Borra ed i suoi componimenti sono sempre satirici e burleschi, caratterizzati da vivide figure e situazioni grottesche e divertenti. Nel 1609 divenne cenesore a Firenze sotto il consolato di A.IMG_9333_clipped_rev_1 Strozzi. Fra le opere contenute in questa raccolta sono interessanti “le Lettere di Ser Poi Pedante nella corte de’ Donati a M. Pietro Bembo, M. Giovanni Boccacij, M. Francesco Petrarca,dedicata a M. Giovanni della Casa, con una lettera di Parri da Pozzolatico, Bologna 1613, dove l’autore si rivolge con argomentazioni bizzarre ai grandi della letteratura italiana, anche nella veste a lui usuale di “poderajo”, per discettare di questioni morali, linguistiche, letterarie, ecc. Tale opera è citata dal vocabolario della Crusca come testo di buona lingua” dal sito Treccani. Opera rara e ancora più rara a reperirsi completa delle quattro parti ed ancora in barbe. Rif. Bibl.: Brunet,I, p. 189; Gay-Lemmonyer,III/IV, p. 1024; Gamba, 29; Piantanida,III/IV,2871: “Tra le poesie sono sparse in gran numero le lettere dell’A. a vari. E’ compresa in questa raccolta la famigerata canzone XI (della I parte), che fu proibita dai Revisori e fu esclusa dalle ediz. successive (Gamba,27). Il Belloni (p. 319) loda la ricchezza linguistica di queste rime, e parecchie ne cita come pregevoli per brio, “vis comica”, e vivacità satirica, o come documenti della scapigliatura secentesca”; Razzolini-Bacchi della Lega, p. 18: “Vi sono alcuni rarissimi esemplari che a tergo del frontespizio della prima parte hanno un lungo “errata”.IMG_9328_clipped_rev_1

1.500 euro

4) ANTICRISTO ANTICHRIST FIRST EDITION RIFORMA PROTESTANTE PROTESTANT PROFEZIE PROPHECIES NEW ENGLAND AMERICA TORUN POLAND JAMESTOWN

IMG_9247_clipped_rev_1Rara miscellanea anglicana di tre, rarissimi studi sull’Anticristo e l’identificazione di esso con i papi romani:

  1. Abbott Robert, Antichristi demonstratio, contra fabulas pontificias, & ineptam Roberti Bellarmini De antichristo disputationem. Authore Roberto Abbatto, Oxoniensi olim è Collegio Baliolensi, sacrae Theologiae Professore. Hilar. Cont. Arrian. Et Auxent. Quisquis Christum, qualis ab Apostolis praedicatus est negat, Antichristus est. Accessit Iacobi VI, Angliae, Scotiae, Franciae et Hiberniae Regis Potentiss. Fidei Defensoris, &c. De Antichristo ex Apocalyps. Cap. 20. Commentatio. Londini, excudebat Robertus Barkerus …, 1608. In 8° piccolo; (20), 582 (i. e. 482), (2) pp. Una piccolissima mancanza di carta, un millimetro circa, al margine alto bianco, delle prime 5 carte e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

  2. Graser Conrad, Historia Antichristi illius magni, explicata decem exercitationibus in alteram partem cap. XI. prophetiae Danielis quae decem posterioribus versibus capitis continentur. Habes hic, Christianae Lector, praeter doctrinam de quatuor Monarchiis illustratam & confirmatam, iustum feré Commentarium in Danielem, & reliquas utriusque foederis Prophetias, quae materia de Antichristo concernunt. Omnia ex Hebraicis fontibus deducta. Auctore Cunrado Graser Franco. Lugduni Batavorum: s.e., 1608. In 8°; 474 [i.e. 476, ripetute le pagine 223-24], 2 bianche pp. In ottime condizioniIMG_9248_clipped_rev_1 di conservazione.

  3. Sutcliffe Matthew, De Pontifice Romano, eiusque Iniustissima in Ecclesia Dominatione, adversus Robertum Bellarminum et Universum Iebusitarum sodalitium, Libri V. 2. Thess. 2. Iam peragitur mysterium iniquitatis huius: tantum quod nunc obstat (obstabit) donec è medio sublatum fuerit. Et tunc revelabiturb impius ille, quem Dominus consiciet spiritu oris fui, & illustrin adventu suo abolebit. Apocalyps. 18. Cecidit, Cecidit Babylon Magna, et facta est habitatio daemoniorum, et custodia omniu spiritus immundi et odibilis. Hanoviae, Apud Guilielmum Antonium, 1605. In 8°; (2 b.), 708, (28), (2 b.) pp. Alcuni forellini di tarlo alle ultime carte di indice che ledono alcune lettere, praticamente ininfluenti. Due strappetti al margine alto delle ultime due carte con piccola perdita di carta nel margine bianco. In buone-ottime condizioni di conservazione.

Legatura coeva in piena pergamena semi-floscia con titolo impresso in oro al dorso su fascetta in pelle. La prima opera è la seconda edizione ma in buona parte riscritta e allungata rispetto alla prima del 1594, che aveva titolo “A mirror of Popish Subtilties” di questo scritto contro Bellarmino e l’anticristo, del celebre teologo e vescovo anglicano, Robert Abbot (Guildford, 1560 circa – Salisbury, 1618) che fu predicatore, cappellano di Giacomo I d’Inghilterra, IMG_9249_clipped_rev_1professore all’Università di Oxford e vescovo di Salisbury. La sua opera qui pubblicata è diretta a colpire Bellarrmino con il quale aveva già polemizzato, affiancandolo a Nicholas Sander per la loro teoria protestante dei sacramenti nel 1594, nel suo “A Mirror of Popish Subtilties”. Quando nel 1594 uscì l’opera per la prima volta, venne molto apprezzata dal nuovo re Giacomo I che ordinò che il materiale della sua parafrasi sull’Apocalisse fosse incluso in una seconda edizione dell’opera del 1594, i un’edizione allungata, nel 1608. L’abate in quest’opera si preoccupò di confutare la lettura di Bellarmino del Libro dell’Apocalisse come letterale e innovativa (perlomeno, in confronto con la tradizione di Nicola di Lyra sull’Apocalisse), arrivando così ad attaccare quello che sarebbe stato identificato, in seguito, come l’approccio innovativo, rappresentato dalla tradizione di Francisco Ribera. La stessa lettura di Abbot è tipicamente storicista e si sostiene in modo deciso, portando diversi punti di legame fra la tradizione apocalittica e la figura del Papa romano. La seconda opera è un dottissimo scritto del teologo protestante ed ebraista, Conradus Graserus, conosciutoIMG_9246_clipped_rev_1 anche come Konrad Graser (Königsberg 1557 – Toruń 1613). L’autore fu a lungo professore di ebreo al ginnasio di Torun. L’opera qui presentata è una dotta dissertazione sulle profezie sull’anticristo nella versione presentata da Daniele. La terza opera è un’importante scritto del celebre ecclesiastico, accademico ed avvocato inglese, Matthew Sutcliffe (1550? – 1629) che fu decano di Exeter. Ha servito come cappellano di Sua Maestà il Re Giacomo I d’Inghilterra. Fu il fondatore del Chelsea College, un centro reale per la scrittura e la letteratura teologica che venne poi chiuso per volere di Carlo I. L’autore ebbe anche un ruolo centrale nella colonizzazione del territorio di Jamestown nel New England in America. L’opera qui presentata, basandosi sui testi apocalittici, imbastisce una pungente polemica contro il papa romano ed in parte anche verso le dottrine dell’arminianesimo. Rif. Bibl.: per la prima opera IT\ICCU\CFIE\008495; Per l’autore Konrad Gesner DbA. — Jüdisches Biographisches Archiv. — Altpreuss. Biographie; per la terza opera IT\ICCU\BVEE\072871.

680 euro

5) FERRARA STORIA LOCALE FERRARESE ESTENSI ESTE MODENA DUCATO ESTENSE

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Frizzi Antonio,

Album estense con disegni originali dei rinomati artisti G. Coen, C. Grand Didier e M. Doyen, a corredo della Storia di Ferrara di Antonio Frizzi / tradotto in francese da Antonio Luyrard; Album de la maison d’Este avec dessins originaux executes ….

Ferrara, Abramo Servadio Editore, 1850

In folio; 175, (5) pp. e 32 c. di tav. fuori testo. Bellissima legatura coeva in piena tela con cornice ornamentale in rilievo al piatto anteriore e rosone al piatto posteriore (qualche piccolo pezzo mancante), applicati in rilievo. Esemplare leggermente ed uniformemente brunito a causa della qualità della carta e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. IMG_9341_clipped_rev_1Testo in italiano e francese a fronte. Prima edizione con le tavole, di questa celebre album dedicato a Ferrara, pubblicato in occasione della riedizioni della storia di Ferrara, del noto storico e drammaturgo ferrarese, Antonio Frizzi (Ferrara, 24 marzo 1736 – Ferrara, 29 settembre 1800). I ritratti di Borso e Lionello d’Este sono a colori. Bellissime le tavole con le vedute dei principali monumenti cittadini. Frizzi fu tra i fondatori, dell’accademia poetica degli Argonauti, con il nome di Nestore che ebbe sede a Palazzo Gulinelli, abitazione del ferrarese Jacopo Agnelli. Fu allievo dell’abate, archeologo, erudito e avvocato ferrarese, Giovan Battista Passeri. Fu in corrispondenza epistolare con alcuni dei maggiori eruditi del suo tempo come Francesco Antonio Zaccaria, Girolamo Tiraboschi, Ireneo Affò, Giambattista Verci, Francesco Leopoldo Bertoldi e il vescovo di Adria Arnaldo Speroni degli Alvarotti. Frizzi pubblicò la sua opera più celebre le “Memorie per la storia di Ferrara” in cinque tomi tra il 1791 ed il 1809 (l’ultimo tomo pubblicato postumo). Completo in buone-ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura coeva.

600 euro

6) ASTROLOGIA ASTROLOGY ASTRONOMIA LUNA ESOTRISMO BASILEA UMANESIMO PERUGIA CERETO DI SPOLETO

IMG_9124_clipped_rev_1Pontano Giovanni Gioviani,

Ioannis Iouiani Pontani De rebus coelestibus libri XIIII. Eiusdem de luna fragmentum. Unito a: Ioannis Iouani Pontani, Librorum omnium, quos soluta oratione composuit, tomus tertius in quo Centum Ptolomaei sententiae, à Pontano è Graeco in Latinum tralatae, atque expositae. Eiusdem Pontani de rebus coelestibus libri XIIII. De luna, liber imperfectus.

Basileae, [Andreas Cratander], 1530; Basileae, 1538 (Basileae, excudebat Andreas Cratander, mense septembri, anno à Christo nato, 1531)

In 4°; due opere in un tomo: (12), 382, (2) pp.; (8), 169, (1), (2 b.) pp. Legatura di fine settecento in mezza-pelle marmorizzata con titolo in oro su fascetta in pelle rossa, piatti foderati con carta spugnata. Un piccolo difetto al margine alto del dorso. Fregi in oro al dorso. Carta b1 con leggera rifilatura esterna in corrispondenza della cornice. Tagli rossi. Prima carta con piccolo rinforzo al margine interno. Antica firma cinquecentesca d’appartenenza privata al margine basso del frontespizio “Josephus Libera”. Un piccolissimo ed insignificante tarletto al margineIMG_9123_clipped_rev_1 interno bianco delle ultime tre carte della prima opera. Nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bella marca tipografica xilografica al frontespizio della prima opera e ala fine di tutte e due le opere con Donna con i piedi alati, posta su un globo che tiene nella mano destra un rasoio. Iniziali figurate ed istoriate, testo della prima pagina entro ricca cornice figurata xilografica, carattere italico. Non comune edizione di queste due celeberrime opere astrologiche del grande umanista e politico originario di Cerreto di Spoleto, i provincia di Perugia, Giovanni Gioviano Pontano (Cerreto di Spoleto, 7 maggio 1429 – Napoli, 17 settembre 1503). Come esaurientemente descritto dall’importantissima bibliografia di astrologica di Cantamessa: “Quest’opera, iniziata nel 1475, interrotta e ripresa 20 anni dopo, fu scritta da Pontano per contrastare le preoccupazioni religiose di Pico. Rappresenta la sesta parte delle opIMG_9127_clipped_rev_1ere di Pontano; è divisa in 14 libri, ognuno dei quali dedicato a insigni umanisti (tra i quali Bembo e Aldo). Il trattato astrologico è strutturato ordinatamente: evocando Ptolemaeus, Pontano afferma che la conoscenza anticipata degli eventi può essere utile agli uomini per evitare il verificarsi di mali, poiché gli eventi hanno una cadenza sostanzialmente legata a regole di connessione. L’astrologo conosce i motori che muovono gli uomini, l’ira, gli appetiti e la razionalità, e sa da quali Pianeti questi motori sono governati. Così, se in un tema individuale prevale Marte, l’astrologo sa che il soggetto in questione sarà irascibile e litigioso, ma l’esperto astrologo non dovrà arrestare la sua analisi a questa sola considerazione, dovendo invece valutare fra l’altro i rapporti, le posizioni e gli aspetti formati dagli altri Pianeti, attraverso un procedimento che i Greci chiamavano crasis e Firmico Materno mixtura. Occorrerà poi tenere conto dei fines, cioè dei gradi vicini a quelli del Segno governato da ogni singolo Pianeta (in realtà i criteri, che Pontano descrive, non sono solo questi e, pur avendo una veste apparentemente matematica, sono in effetti frutto di determinazioni afflitte da totale discrezionalità). Inoltre, l’astrologo non potrà trascurare l’educazione, l’ambiente fisico, gli agenti esterni del soggetto, tutti elementi che hanno la possibilità di orientarne il destino. Operando questa complexio, che oggi chiameremmo sintesi, l’astrologo è in grado di valutare quale sia la natura dell’uomo e dunque le sue inclinazioni, e, in ultima analisi, lo sviluppo futuro degli eventi che caratterizzeranno la sua vita. Pontano tocca anche il tema-Pico della Mirandola, autore del primo, articolato attacco IMG_9126_clipped_rev_1all’astrologia e agli astrologi: prende le distanze da quelli, fra questi, che praticano quella disciplina senza la necessaria cultura, ma difende quelli bravi, che considera favoriti dalla sorte e dal destino. Aggiungo inoltre, su segnalazione della Libreria Mediolanum di Milano, che alle carte V8 recto e Z1 verso si trova un riferimento all’America: “Atqui e fortunati insulis quae pelago nunc demersa iacet Atlanta; unde Atlanticum mare: rerum quondam fuit in occasu potita occupati insulis: quae fortunate olim: nunc Canariae ab illarum dicuntur maxima: loca permulta adaperta sunt: antea quidem ignota nostris IMG_9125_clipped_rev_1hominibus”. La seconda opera rilegata nel tomo presentato, contiene il terzo volume della raccolta “Opera quae soluta oratione composuit, omnia: in tomos tres digesta”, l’unico, però, a carattere prettamente astronomico – astrologico, tanto che a volte, proprio queste due opere si trovano rilegate assieme come ad esempio l’esemplare descritto in ICCU IT\ICCU\SIPE\025343. Il volume contiene il Commentariorum in centum Ptolemaei sententias del 1531 con nuovo frontespizio e pagine preliminari a cui è stato aggiunto il De rebus coelestibus libri XIIII ed il De luna fragmentum già edito nel 1530”. Il Commentariorum è un importante punto di riferimento per gli studi astrologici nel quale l’umanista riporta le cento “Sentenze” attribuite a Tolomeo nelle quali viene compendiate l’immenso sapere astronomico e astrologico tolemaico, il utto commentato con grande erudizione spiegandone anche il significato quando esso appaia oscuro o dubbio. Edizioni non comuni. Rif. Bibl.: Bibliografia relativa: Per la prima opera: Cantamessa Arpinati Leandro, www.biblioastrology.com N. 6257; Rosenthal 3496; Riccardi II II 143 e con data 1531; Houzeau-Lancaster 2336; Faggin p. 47; Grassi p. 553; Zinner n. 1419. Per la seconda opera: ICCU IT\ICCU\SIPE\025343.IMG_9129_clipped_rev_1

IMG_9128_clipped_rev_11.400 euro

7) MEDICINA CHIMICA PRIME EDIZIONI SCANDIANO REGGIO-EMILIA FISICA ACQUA CURIOSITA’

 IMG_9686_clipped_rev_1Sancassani Andrea Dionisio,

La notomia dell’acqua osservazioni, e sperienze di un non volgare filosofo. Pubblicate, e dedicate da Dionisio Andrea Sancassani Magati da Scandiano. Al Reverendissimo, e Dottissimo Padre D. Pietro Canetti, Già Abate Meritissimo della Insigne MunisteroCamaldolese di Classe di Ravenna.

In Padova, Per Giuseppe Corona, 1715

In 8° piccolo; XL, 184 pp. Legatura coeva in mezza pergamena con il titolo in oro su fascetta al dorso. Piatti foderati con bella carta a motivi geometrici e floreali policromi. Iniziali xilografiche. Tagli spruzzati di rosso. Questo è uno degli esemplari, come molti altri, ai quali non sono mai state aggiunte le tre tavole fuori testo, aggiunte, probabilmente, a stampa in corso. Prima, unica e non comune edizione, in ottime condizioni di conservazione, di questa curiosa opera del noto medico scandianese Andrea Dionisio Sancassani, (Scandiano di Reggio Emilia il 7 aprile 1659 – Spoleto 11 maggio 1738). Laureatosi a Bologna nel 1677, fu apprezzato medicoIMG_9688_clipped_rev_1 condotto in diverse località anche se per buona parte della sua vita a Comacchio. Fu medico condotto, anche per alcuni periodi nel mantovano, Budrio, Fusignano, Bevagna e Spoleto. La sua fama era tale che venne chiamato alla corte di Antonio Ferdinando Gonzaga duca di Guastalla, dove esercitò dal 1718 al 1723 e ancora dal novembre 1731 al giugno 1733. Nel 1709, per i meriti conseguiti sul campo, la comunità di Comacchio lo dichiarò, membro onorario. Fu membro dell’Accademia delle Scienze di Bologna. Fu anche uno dei sostenitori del metodo per curare le ferite elaborato dal suo concittadino. Cesare Camillo Magati all’inizio del seicento, esposto nella sia opera, De rara medicatione vulnerum, edita a Venezia nel 1616 che sosteneva che dopo una prima disinfezione delle ferite, era inutile, se non dannoso, intervenire ogni IMG_9685_clipped_rev_1giorno con unguenti sulla ferita, descrivendo i rimedi di Magati in diverse sue opere come, ad esempio, Il lume all’occhio (Forlì 1707), il Chirone in campo (Venezia 1708). L’opera qui riportata è una nota dissertazione sulla composizione e le capacità curative dell’acqua con capitoli dedicati all’acqua coll’oro, minera di molti arcani, acque preparate per digestione, argento agitato con l’acqua e fenomeni curiosi, Avviso del Sig. Sancassani intorno alle zanzare nate nella Ruggiada, generazione de’ sali, minerali e metalli, macchina secondante i moti del sole, Mercurio filosofico, spiegazione di molti fenomeni prima ignoti, ecc. Opera rara ed in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UFIE\002664.

200 euro

8) MEDICINA SIFILIDE INFETTIVOLOGIA PROSTITUZIONE MALATTIE INFETTIVE MORBO GALLICO MALATTIE VENEREE

IMG_9189_clipped_rev_1Luisini Luigi ( anche Luisinus Aloysius, Luvigini Aloisio)

De morbo Gallico omnia quae extant apud omnes medicos cuiuscunque nationis, qui vel integris libris, vel quoquo alio modo huius affectus curationem methodicè aut empiricè tradiderunt, diligenter hincinde conquisita, sparsim inuenta, erroribus expurgata, & in vnum tandem hoc corpus redacta. In quo de Ligno Indico, Salsa Perilla, Radice Chyna, Argento vivo, caterisque rebus omnibus ad huius luis profligationem invetis, diffusissima tractatio habetur. Cum indice locupletissimo rerum omnium scitu dignarum, quae in hoc volumine continentur. Opus hac nostra aetate, qua Morbi Gallici vis passim vagatur, apprimè necessarium. Catalogum Scriptorum sexta pagina comperis. Tomus Prior. Unito a: De morbo Gallico tomus posterior, in quo medicorum IMG_9188_clipped_rev_1omnium celebrium vniuersa monumenta, ad huius morbi cognitionem, & curationem attinetia, quae hucusque haberi potuerunt, nunquam alias impressa, nunc primum coniecta sunt. Cum indice locupletissimo rerum omnium scitu dignarum, quae in hoc volumine continentur. Catalogum scriptorum quarta pagina comperies.

Venetiis, apud Iordanum Zilettum, 1566-1567

In 2°; due parti in un volume: (8), 736, (28) pp.; (24), 196, 215, (1 b.), 96, (6) pp. ultima carta bianca. Bella legatura seicentesca in piena pelle. Un antico ed abilissimo restauro di rinforzo alla cerniera del piatto anteriore ed al margine alto del dorso, praticamente invisibile. Titolo impresso in oro in un tassello. Doppi filetti a secco ai tasselli. Cornici in doppio filetto a secco. Tagli leggermente spruzzati in rosso. Antica nota di possesso privata della fine del cinquecento che identifica il volume come appartenuto a “D. Rolandi Caccagnolij Sum. et Successori”. Diverse note chiosate a mano da chiara e leggibile grafia coeva al margine esterno bianco di alcune pagine. IMG_9190_clipped_rev_1Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione, ancor più rara a reperirsi in queste non comuni condizioni di conservazione, di questa celeberrima opera del noto medico friulano, Luisini Luigi (noto anche come Luisinus Aloysius, Luvigini Aloisio, Udine 1526 – Udine 1578) che fu uno dei medici più famosi della Venezia del cinquecento oltre che abile verseggiatore e filosofo. Le sue opere più famose sono una riduzione in esametri degli Aforismi di Ippocrate (1552), il De compescendibus animi affectibus per moralem philosophiam et medendi artem (1562) e l’opera qui presentata, il De morbo gallico (1566-67) che è considerato uno dei primi studi completi ed esaustivi delle conoscenze inerenti alla sifilide, scritti nel cinquecento. Allievo, probabilmente, come il fratello Francesco, del noto latinista e grecista Sebastiano Fausto da Longiano, fu profondo conoscitore della lingua latina e greca. Trasferitosi a Padova perfezionò la conoscenza delle materie umanistiche e seguì, si pensa, anche le lezioni del celebre medico Oddo degli Oddi, al quale, infatti, dedicò alcuni dei suoi primi componimenti giovanili. Qui seguì anche le lezioni di Bernardino Tomitano al quale è appunto dedicato il “De morbo gallico”. Trasferitosi a Venezia fece lì pratica di medicina sotto la guida diIMG_9193_clipped_rev_1 Giannantonio Secco da Crema iniziando a conoscere e farsi conoscere, negli ambienti veneziani. Intorno alla metà del cinquecento (nel 1554 presumibilmente) iniziò a praticare l’arte medica in modo autonomo. Col passare degli anni si inserì perfettamente nel tessuto sociale e negli ambienti nobiliari veneziani tanto da considerare, Venezia, come una seconda patria. Il De morbo Gallico è una raccolta, la più voluminosa e completa mai pubblicata sull’argomento fino alla sua uscita, delle conoscenze sulla sifilide, attraverso la ripresa di diverse opere sull’argomento dei principali medici che hanno studiato l’argomento, arricchita da commenti ed esperienze personali dell’autore ed è considerato molto importante per la ricostruzione della situazione della diffusione della sifilide nell’Europa del cinquecento e dei secoli precedenti. Rif. Bibl.: Adams p. 676 n° 1693; Brunet III, 1231: “edition rare” – Biographie Universelle,XXV, p. 464: “cette edition est fort rare et recherchee des curieux. Le celebre Boerhaave en donna une nouvelle edition, corrigee et enrichie d’une preface (Leyde, 1728)”; Wellcome, 3892; De Renzi,III,698.IMG_9191_clipped_rev_1IMG_9192_clipped_rev_1IMG_9194_clipped_rev_1

1.500 euro

9) POESIA MACCHERONICA BAROCCO PONZANO SUPERIORE LA SPEZIA LIGURIA POESIA BAROCCA PROSTITUZIONE PROSTITUTE

IMG_9273_clipped_rev_1Orsini da Ponzano Cesare,

Magistri Stopini Poetae Ponzanensis, Capriccia Macaronica cum nova appendix.

Venetiis, S. stampatore, 1670

In 12°; (4), 188 pp. Legatura coeva in cartoncino coevo foderato da bella carta marmorizzata e titolo chiosato a mano al dorso. Piccola pecetta ex-libris applicata all’interno del piatto anteriore “Pallavicino”. Non comune edizione veneziana seicentesca del noto poeta maccheronico Cesare Orsini, in arte Magister Stopinus (Ponzano Superiore, 1571 – intorno al 1640). “I Capriccia, che uscirono sotto lo pseudonimo Magister Stopinus e furono composti sull’esempio delle opere di Merlin Cocai, consistono in IMG_9272_clipped_rev_1otto macaroneae e dodici elegie. Le macaroneae hanno carattere paradossale, secondo l’uso barocco: cinque di esse consistono nelle lodi rispettivamente dell’arte di rubare, dell’ignoranza, della pazzia, della bugia e dell’ambizione; un’altra tratta amaramente delle malizie delle puttane; vi sono infine la lamentazione funebre per una gatta rosa uccisa da un soldato, e la lamentazione per la podagra e la chiragra che affliggevano l’autore. Evidenti sono gli effetti satirici e la satira di costume.”. Scrive il melzi riferendosi all’edizione del 1639, Melzi, III, 101: “Havvi di questi Capricci Maccheronici varie edizioni del sec. XVII e XVIII. Col pseudonimo di Maestro Stoppino si mascherò Cesare Orsini, da Ponzano, nella Valle di Magra, che fu segretario del cardinale Bevilacqua, e fioriva al principio del secolo XVII. Fu perciò mal a proposito creduto che sotto quel finto nome si celasse Tifi Odassio, padovano. Piantanida, 3165, “A pag. 2 i versi del Sabbati segue l’invio al lettore dell’edizione originale, firmato Caesar Ursinus. Dopo l’ottava “macaronea” e prima dell'”elegiarum liber” si trovano aggiunti un dialogo ed alcuni epigrammi, in lingua maccheronica.”. Fra i componimenti il celebre “De Malitiis Putanarum. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VIAE\016995.

140 euro

10) PRESTIDIGITAZIONE OCCULTISMO GIIOCHI DI PRESTIGIO ILLUSIONISMO PRIME EDIZIONI MAGIE GIOCHI DI CARTE ILLUSIONISMO

IMG_9817_clipped_rev_1Fiaschi Alessandro,

L’occultismo in trappola, con numerose illustrazioni,

Milano, Casa Editrice L. F. Cogliati, 1909

In 8°; (8), 383, (1) pp. Legatura coeva in mezza-tela verde con autore, titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Piccolo timbretto di collezione privata al recto del piatto posteriore. Prima rarissima edizione di questa curiosissima opera, fonte di diverse interessanti notizie alcune anche inedite relative alla prestidigitazione. Scrive ad esempio il mago Silvan: s“Frizzo ci ha lasciato un libretto di settantotto pagine, “Frizzi mefistofelici” (Milano, 1881), che tratta di giochi di carte. Secondo Alessandro Fiaschi, autore di un curioso e stravagante volume contro lo spiritismo, intitolato “L’occultismo in trappola” (Milano, Cogliati, 1909), i giochi sarebbero di Robert-Houdin. Ma dev’essere una calunnia. Infatti il Rossetti, che di giochi si intendeva davvero, nella sua più volte citata bibliografia, posta in IMG_9818_clipped_rev_1appendice a “Magia delle carte”, non fa cenno di tale supposta paternità e definisce i giochi di Frizzo, artifici di mnemotecnica o di calcolo. Al Fiaschi, comunque, si devono poche notizie che contano su questo brillante italiano dal destino così tragico, cui il Fiaschi stesso attribuisce la patente di “Smascheratore di Occultismo” Silvan, La nuova Arte Magica, La Nave di Teseo, 2020. Alessando Fiachi riprende numerose note biografiche di personaggi legati al mondo dell’occultismo e della prestidigitazione svelando diversi trucchi e manipolazioni. Le biografie sono suddivise per macrocategorie: Lo Spiritismo che analizza la storia dello spiritismo e fenomeni spiritici (Mediums, I primi apostoli dello spiritismo, Le loro opinioni, La società inglese delle ricerche delle Scienze, Le Tavole-giranti, Le Tavole-volanti, Le Tavole-parlanti, I Mediums-scrittori, I Mediums-IMG_9815_clipped_rev_1fotografi, I Mediums-suonatori, I Mediums-evocatori); Bari Spiritisti Illustri (I fratelli Davenport, David Duglas Home, Enrico Bastian, Anna Rothe, Mistress E. Williams …); Magnetizzatori – Ipnotizzatori Lettori del Pensiero (Donato, Monsieur Moutin, Pickman, Cumberland, Alfred Capper, Osip Feldmann, Il Professore Roberth, I trucchi dei lettori del Pensiero); Profeti – Maghi – Pitonesse – Fakiri (Nostradamus, Saint-Germain, L’Abate Faria, Il Conte di Cagliostro, M.elle Marianne Lenormand, Aliette e Martin, Il Profeta Miller, Edmond, Eliphas Levi e Noemi Cadiot, Henri Delaage, Desbarolles, Lo Zouavo Jacoub, Da Giacomo Aymar a M.me Cailhava, M.me Adele Moreau, Madama di Thebes, Soliman-ben.Aissa); Smascheratori dell’Occultismo (Pinetti, Torrini, Comte, Philippe Talon, Bosco, Antonio Grassi, Robertson, Robin, Robert-Houdin, Anderson, Hamilton, Hermann, Il dottor Hepstein, Frizzo, Girardo e Miss Emma Watry, Auboin-Brunet, Il Dottor Nicolay, Ernest Fournier, Giordano). Prima ed unica rarissima edizione di questo curioso scritto dedicato all’occultismo e alla prestidigitazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CUB\0273388.IMG_9816_clipped_rev_1IMG_9821_clipped_rev_1IMG_9819_clipped_rev_1IMG_9820_clipped_rev_1

350 euro

11) PRESTIDIGITAZIONE MAGIA PRESTIGAITORI GIOCHI DI CARTE GIOCO D’AZZARDO GIOCHI D’AZZARDO

IMG_9660_clipped_rev_1Anonimo,

Il libro dei giuochi: prestidigitazione, magia, giuochi di abilità, di calcolo, d’azzardo e di conversazione; giuochi di destrezza; palle, bussolotti, monete e carte, giuochi di fisica e chimica dilettevole; giuochi con apparati meccanici; scacchi, biliardo, dama, tavola reale, domino, pallone, lawn-tennis, cricket, volano, boccie, croquet, quadrigliati, tresette, scopa, picchetto, tarocchi, whist, briscola, ec. Roulette, baccarat, lansquenet, faraone, campanello, pitocchetto, primiera, sette e mezzo, bestia, biribissi, brillante, fiera, ec. 4° edizione, 6°-8° miglialio. Con 200 illustrazioni.

Firenze, Adriano Salani Editore, S. data (ma 1912).

In 4° picciolo; 495, (1) pp. Brossura editoriale con titolo in rosso e nero entro ricca cornice. Qualche lieve difetto e segno del tempo ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Come scrive Sanvito n. 1094: “Il libro ebbe grande fortuna, come dimostra il fatto che nel 1918 se ne stampava la sesta edizione, e nel 1932 la dodicesima. La parte scacchistica, estesa per 83 pagine, costituì un vero e proprio trattatello elementare, stampato in edizione a sé stante”. Antica nota di possesso privata al recto del frontespizio e due timbretti di collocazione nella collezione privata L’opera è in una delle edizioni più rare, la quarta, dopo la prima del 1894, la seconda del 1904, la terza del 1908. Tutte le edizioni antecedenti il 1916 (quinta edizione, sono poco comuni). Opera che spazia in diversi campi dei giochi di intrattenimento con una preponderante preminenza dei giochi di prestidigitazione. Tra i giuochi di prestidigitazione: Giuochi di Mano colle palle (Sparizione raccogliendo, Sparizione gettando in aria, Sparizione slanciando, Sparizione voltandosi, Sostituzione d’un oggetto ad un altro, Coll’aiuto del secondo IMG_9661_clipped_rev_1processo, Introduzione di una grossa palla in un cappello, Le palle di Cristallo, Apparizione della bacchetta, Far comparire una palla di Cristallo, Dividere una palla di cristallo in due parti, Far uscire una piccola palla da una grossa, Far entrare una piccola palla in una grossa, Far entrare una delle palle di cristallo nell’altra, Tingere una palla di cristallo bianco in rosso, Le palle da cannone nel cappello, La scatola della palla), Giuochi di mano coi bussolotti (Giuoco dei bussolotti secondo il metodo antico, Come si fa scomparire una moscata, In quale modo si fa comparire una moscata, Come si introduce segretamente una moscata sotto un bussolo, In qual modo si fa passare una moscata fra due bussoli, In quale modo si fa sparire una moscata posta fra due bussoli, In quale modo si può far comparire una grossa palla sotto un bussolo, Finte, Finger di mettere una moscata nella mano destra, Finger di mettere una moscata sotto un bussolo, Fingere di metter direttamente una moscata sotto un bussolo, Finger di getta la moscata attraverso un bussolo e di spedirla o di farla passare verso un luogo qualunque, Finger di tirare o ritirare una moscata dalla punta del bastone di Giacobbe o da ogni altro luogo, Finger di far saprire delle moscate poste fra due bussoli, Fingere di far passare i bussoli l’uno nell’altro, Giuoco di bussolotti secondo il metodo Bosco, Preparazione ed accessori per eseguire il giuoco, Far passare tre moscate l’una dopo l’altra sotto il bussolo di mezzo, Dal passo precedente una moscata è rimasta sotto il bussolo di mezzo, Dal passo precedente sono rimaste una moscata sotto ognuno dei bussoli e tre moscate sulla tavola, Giuoco dei bussolotti secondo il metodo Pinetti), Giuochi di mano colle monete (L’impalmaggio, Il tornichetto, La pinzetta, La legatura, Sparizione all’italiana, Sparizione nella manica, Sparizione nella cravatta, Scambio coll’impalmaggio, Scambio della legatura, Scambio del piattello, La moneta fusibile,m Le monete viaggiatrici, Moltiplicazione delle monete, Le monete sapienti, Le monete nei cappelli, La moneta d’oro nel pane, Sparizione di una moneta sugellata, La pioggia delle monete), Giuochi di IMG_9663_clipped_rev_1destrezza colle carte (Principi generali Il salto del taglio, I falsi miscugli, La carta forzata, Carta forzata con una sola mano, Carta forzata a giuoco libero, Filar la carta all’uso moderno, Filar la carta all’uso antico, Toglier via una carta Primo sistema Secondo sistema Terzo sistema, Del deporre una carta, La carta all’occhio, Principii particolari La carta pensata, Il taglio rovesciato, La carta sdrucciolata, La carta larga, Il ponte, Le carte segnate, La corona, Principi speciali Il salto di taglio con una mano sola, Filare la carta con una mano sola, Lo scoppiettio delle carte, Le carte lanciate a distanza, Il reggimento, Le carte capovolte, Le carte raccolte, Sostituzione dei mazzi, Chiaroveggenza del tatto nelle carte, Passaggio delle carte, Le carte che variano grandezza, Ritrovamento delle carte scelte, Le carte simpatiche, Le carte elettriche, Potenza di volontà sulle carte, Le carte magnetizzate, La pesca delle carte, Trasmutazione magica delle carte, La carta pensata, La carta che va ad attaccarsi al soffitto, I cinque sensi, La bandiera tricolore, La carta nel portafogli, Ritrovare tre carte in un mazzo, Le carte trasformate, La moltiplicazione delle acrte, Mazzo di carte che diventa un uccello), Giuochi di fisica e chimica dilettevole (Togliere di sotto a un bicchiere una moneta senza toccarla, La carta da visita che fugge e la moneta che rimane, Il bastone spezzato sopra due bicchieri, Dividere una mela attraverso ad un fazzoletto senza tagliarlo, Il cerchio di carta e la monetaIMG_9662_clipped_rev_1, Sollevamento dell’acqua in un bicchiere, Empire un bicchiere d’acqua e sostenerla con un foglio di carta, Il fascino degli occhi celesti, Una moneta aderente alla parete d’un mobile, Il diavolo di Cartesio, L’uovo sodo nella bottiglia, Le monete che si allontanano a volontà, Il chiodo nella bottiglia, Equilibrio di un sughero e di due forchette, La testa di beccaccia che gira sopra un ago, Lo spillo equilibrista, Bottiglia sollevata con una paglia, Gli anelli di fumo, Da una bottiglia vuota fare uscire delle centinaia di gocciole, Immergere la mano nell’acqua senza bagnarla, I pezzi di un giuoco di domino ritti sulle loro punte, La moneta che senza toccarla cade nella bottiglia, Lo strano fuso in un cartoncino, Far bollire l’acqua in una scatoletta di carta, Tagliare una cordicella sigillata dentro a una bottiglia, Il vaso di Tantalo, L’eruzione del Vesuvio, La scintilla elettrica e i capelli elettrizzati, La moneta moltiplicata, La musica con i bicchieri e le bottiglie, La visione del diavolo, L’uccella in gabbia, L’uccello che entra in gabbia, I circoli giranti, Il fumo nel bicchiere, I serpenti di Faraone, L’albero di Saturno, I fiori luminosi, I fiori che cambiano colore, Il velo incombustibile, Gl’inchiostri invisibili, La bottiglia spirale, Il IMG_9664_clipped_rev_1fuoco disegnatore, La bottiglia luminosa, Fare apparire un disegno sul cristallo). Giuochi con apparati meccanici (La cascina delle fate, Passaggio di una moneta in una mela, Passaggio dell’acqua e del vino, Cazzeruola infernale, La vegetazione magica, La cassetta delle apparizioni e sparizioni, Il gomitolo di lana, Pesca meravigliosa, Gli anelli incantati, Apparizione dei pennacchi, Dodici scatole una dentro l’altra, Il grembiale fatato, La fuga dei nastri, La crusca del diavolo, Il cappello magico, La spada magica, L’illusionista fakiro, Il forziere pesante, Arlecchino tagliato a pezzi, L’armadio incantato, Cento candele accese con un colpo di pistola, Il birillo fatato, La sospensione aerea, La donna traforata, Lo scheletro vivente, Il busto di Socrate, La testa parlante, Il paniere indiano, Apparizione degli spettri, Il viaggio per la California, Il tamburo magico, La scatola parlante, La marmitta del Diavolo, Gli spiriti picchiatori d’America, La testa del diavolo). Seguono poi i giochi di abilità e di calcolo, i giuochi di conversazione ed i giuochi d’azzardo. Raro ed in buone-ottime condizioni di conservazione.. Rif. Bibl.: IT\IC.CU\CUB\0371620.

110 euro

12) LEGATURE PELLE SCROFA BINDING PIGSKIN GERMANY CLASSICI LATINI

 IMG_9304_clipped_rev_1IMG_9305_clipped_rev_1IMG_9306_clipped_rev_1IMG_9307_clipped_rev_1IMG_9310_clipped_rev_1

IMG_9302_clipped_rev_1Tito Livio,

Titi Livii Patavini Latinae Historiae Principis Decas prima,

Lugduni, Apud Seb. Gryphium, 1554.

In 8°; 648, (44) pp. Bellissima legatura di aria germanica coeva in piena pelle di scrofa montata su assi di legno, impressioni a secco con cornici concentriche e ritratti di profeti realizzati all’interno delle decorazioni floreali. Iniziali dei nomi dei personaggi ritratti. Manca uno dei fermagli in ferro, una piccola mancanza all’anglo esterno basso delIMG_9303_clipped_rev_1 piatto posteriore e per il resto in buone condizioni di conservazione. Antica nota privata di possesso datata 1613 “Sum Martini Foais Anosij … Ano domi, 1613” che si ripete, seppur anticamente cancellata (ma ancora in parte leggibile) al margine basso del frontespizio. Un leggerissimo alone al margine basso bianco delle prime 80 pagine, mai intenso o fastidioso e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bell’edizione stampata da Sebastiano Grifo di quest’opera del celeberrimo storico romano, Tito Livio (Patavium, 59 a.C. – Patavium, 17 d.C.), al quale dobbiamo una storia di Roma dalla sua fondazione fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto, nel 9 a.C. Livio, molto ammirato da Dante, fu famoso per il suo stile ed il rigore storiografico durante l’epoca dell’Impero, tanto da essere ampiamente copiato nei secoli susseguenti. L’opera è impreziosita dalla bellissima legatura tedesca.

450 euro

13) MODENA STORIA LOCALE PRIME EDIZIONI CARTOGRAFIA PLANIMETRIA

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IMG_9300_clipped_rev_1Sossaj Francesco,

Descrizione della città di Modena nell’anno 1833.IMG_9299_clipped_rev_1 Per cura di F. S. modenese.

Modena, Nella Tipografia Camerale, S. data (ma 1833)

In 8°; 222, (2) pp. e una grande c. di tav. fuori testo. Brossura editoriale con titolo impresso in nero entro cornice floreale ai piatti. Un piccolo strappetto, senza perdita di carta al dorso. Esemplre ancora in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione della più celebre guida di Modena dell’ottocento con la descrizione delle accademie, acque sulubri, archivi, armeria, attività commerciale, chiese, monumenti cittadini. Presente la grande carta della città posta in fondo al volume. Rif. Bibl.: Fossati-Bellani 2835.

120 euro

14) PARMA FERRARA MONTECCHIO LETTERATURA LUCREZIA BORGIA HYPNEROTOMACHIA VIAGGI FANTASTICI AVVENTURIERI

IMG_9256_clipped_rev_1Caviceo Jacopo,

Il peregrino di m. Giacopo Cauiceo da Parma, Nuovamente con somma diligenza revisto, & ristampato,

(In Vinegia : nelle case di Pietro di Nicolini da Sabbio, 1538 a di XXVI di settembrio)

In 8°; (8), 271, (1) cc. Legatura coeva rimontata, semi-floscia. Un piccolo forellino anticamente integrato al frontespizio in corrispondenza della lettera “l” de “Il peregrino” asportata, altra asportazione di quattro lettere (U, IS, A), all’inizio del testo vero e proprio, dove evidentemente qualcuno ha asportato le lettere per fare qualche collage. Rinforzo al margine interno bianco della carta “Dij”. Per il resto in buone condizioni di conservazione. Bell’edizione stampata a Venezia da Pietro Nicolini da Sabbio. Frontespizio entro ricca cornice architettonica figurata, grande xilografia a carta 1 con satiri musicanti e il motto “Ancora spero sover me amor”, nel testo, tutto nell’elegante corsivo tipico di Nicolini da Sabbio, sono presenti altre 3 xilografie di cm 7×4,5. L’opera è dedicata a Lucrezia Borgia. Bella e rara edizione veneziana di questo celeberrimo romanzo sociale cinquecentesco, scritto dal letterato parmense, Jacopo Caviceo (1443 – Montecchio 1511). Pochissimo si sa delleIMG_9258_clipped_rev_1 origini e della vita dell’autore nella sua giovinezza a parte alcune notizie, spesso pure supposizioni, riportate da alcuni storici e critici letterari posteriori. Sicuramente si sa che studiò diritto a Bologna che però fu costretto ad abbandonare, a causa delle continue risse da lui causate. Trasferitosi a Parma fu ben inserito negli ambienti legali parmensi come è ben visibile, da quanto lo stesso Caviceo scrive nel “Peregrino”, citando i nomi di diversi legali di Parma. Fra le cose che si sanno è che ebbe una vita avventurosa nella quale si narra di una tresca con una monaca, duelli, viaggi via nave (in parte descritti nel Peregrino) prima di iniziare una eccellente carriera nelle gerarchie ecclesiastiche ricoprendo importanti cariche politiche e diplomatiche sia a Ravenna che poi, nella Ferrara di Lucrezia Borgia. Arrivò alla qualifica di segretario imperiale, carica che gli permetteva di assegnare anche titoli di laurea, cosa che fece ad esempio con un giovanissimo rampollo della famiglia Este e che poi lo portò sull’orlo della scomunica. Il Peregrino e sicuramente la sua opera più celebre ed ebbe notevole successo quando uscì per la prima volta nel IMG_9257_clipped_rev_11508 a Parma, avendo poi, numerose edizioni e traduzioni e finendo spesso sotto la lente d’ingrandimento dell’Inquisizione. L’edizione di Siviglia del 1515, ad esempio, venne condannata dall’Inquisizione spagnola nel 1559 prima e poi da quella portoghese. Il romanzo si apre con l’innamoramento del protagonista per Ginevra che rievoca in modo chiaro l'”Hypnerotomachia Poliphili” al quale il romanzo stesso si ispira. “Il Peregrino è posto sotto la paternità del Boccaccio che, apparendo in sogno all’autore, canta le lodi di Lucrezia Borgia, dedicataria dell’opera. Il romanzo, volutamente retrodatato dall’autore, è ambientato nella Ferrara di Ercole I. La vicenda è tutta imperniata sulle lunghe peregrinazioni del protagonista prima dell’appagamento del suo sogno Wamore. Innamoratosi fin dal primo incontro di Ginevra, Peregrino desidera ardentemente rivederla, quando riceve da lei uno strano messaggio, grazie alla compiacenza della serva Astanna. Mentre egli cerca affannosamente Ginevra, cade nelle mani di alcuni sbirri che seguono le tracce di un omicida. Scambiato per il colpevole, è sottoposto ad un lungo processo, dal quale esce innocente, grazie alla strenua difesa del grande giurista Antonio dai Liuti. Dopodiché Peregrino tenta di farsi ricevere dall’amata, nascosto dentro a una statua di legno di s. Caterina. Colpevole di sacrilegio, è sollecitato dalla donna a recarsi in Levante per espiare il suo peccato. Ha inizio così il periglioso viaggio del protagonista, accompagnato dal fido amico Acate. Infinite sono le loro avventure prima di raggiungere di nuovo Ferrara” dal sito Treccani. Rif. Bibl.: Adams, C-1191, STC Italian Books, p. 163; Sander, 1880; Catalogo dei libri italiani (1899) di Fairfax Murray.

IMG_9259_clipped_rev_1600 euro

15) ILLUMINISMO FILOSOFIA SCIENZA GEOLOGIA INGEGNERIA NAVALE FISICA FOSSILI SCIENZE NATURALI

IMG_9244_clipped_rev_1Voltaire François,

Les singularités de la nature. Par un académicien de Londres, de Boulogne, de petersbourg, de Berlin, etc.

A Basle (ma Parigi o Ginevra), S. stampatore, 1768

In 8° (19×11,3 cm); 131, (3) pp. Legatura coeva in piena pelle con titolo e fregi in oro al dorso, in parte scolorito. Qualche lieve difetti alla cerniera del piatto anteriore ed ai margini dei piatti con piccole spellature. Tagli rossi. Bellissimi e curati finalini, testatine ed iniziali ornati. All’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Antica firma di appartenenza nobiliare al frontespizio. Prima edizione, quella che presenta al frontespizio boschetto e personaggio (seppur sembrano due personaggi) che annusa un fiore e si protende verso una lumaca, stampata probabilmente a Parigi o Ginevra, di questo importante scritto di Voltaire dedicato a numerosi fenomeni naturali. “Nelle ‘Singularites’ Volatire affronta la questione della scienza e soprattutto del metodo scientifico., Il principio primo cui si richiama e’ il dubbio: nel secondo che ha visto le grandi scoperte di Newton e’ necessario guardarsi in primo luogo dagli errori cheIMG_9245_clipped_rev_1 potrebbero gettare discredito sulle verita’ della scienza”. Tra i tanti capitoli: Des pierres figurées; Du corail; Des polipes; De la Roche; Des montagnes de leur necessite et des auses finales; Des petrifications d’animaux marins; De la formation des montagnes; Amas de coquilles; Observation tres importantes sur la dormation des pierres; Des germes; De la grotte des Fées; De Bernard Palissi; D’un femme qui accoucha un lapin; Des meprises en mathematiques; Verites condamnees; De la terre; De l’eau; De l’air; Des monstres ecc. ecc. L’opera, divisa in diversi capitoli, tratta vari argomenti passando ad esempio dalla natura della luce, alla formazione delle montagne, all’evoluzione del genere umano, alle pietre figurate, ai fossili, alle grotte delle fate, al battello meccanico senza remi ne vele del maresciallo De Saxe, fino ad un articolo di materia demografica. Nell’opera sono visibili anche i temi cari a Voltaire come la difesa della tolleranza, la feroce critica contro il servilismo e il fanatismo, il disprezzo per coloro che rinunciano per interesse o pigrizia mentale al ragionamento critico. Molti studiosi individuano in quest’opera una delle più mature del grande filosofo francese che si avvicina al mondo della scienza e delle credenze o leggende popolari, guidato dai principi fondamentali dell’illuminismo e della ragione. Rif. Bibl.: Bengesco 2, p.228.IMG_9243_clipped_rev_1

250 euro

16) SECCHIA RAPITA TASSONI POEMI EROICOMICI LETTERATURA CLASSICI MODENA CONTRAFFAZIONI DELLE PRIME EDIZIONI FALSI LUOGHI DI STAMPA

IMG_9261_clipped_rev_1Melisone Androvinci (Tassoni Alessandro),

La Secchia Poema Eroicomico d’Androvinci Melisone. Con gli argomenti del Can. Alber. Baris. Aggiuntovi in ultimo il primo Canto de l’Oceano del medesimo Autore.

In Pariggi (ma Venezia ?), Presso Tussan Du Bray, à la strada di S. Giacomo all’insegna delle Spiche mature, 1622

In 12°; (6), 166, (2) cc. Legatura realizzata intorno alla fine del settecento, in piena pelle marmorizzata con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Alcuni lavori superficiali di tarlo, qualche strofinatura. Piccolissimo ed ininfluente tunnel di tarlo al margine basso bianco delle carte118-129 e da carta 149 a 155 che da carta 130 alla fine del volume diventano 4 piccolissimi forellini di tarlo. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Tagli azzurri. “Testatine con fregi a piccoli ferri combinati all’inizio della dedica, della prefazione e dei vari canti. Iniziali silografiche a motivi vegetali e floreali all’inizio della dedica, della prefazione, della Lettera ad un amico e del privilegio; piccole iniziali tipografiche a ornato al primo verso degli argomenti e di ciascun canto”Pietro Puliatti, Bibliografia di Alessandro Tassoni, Sansoni, 1969. Celebre contraffazione della prima edizione, nella terza tiratura, edita lo stesso anno della prima edizione della quale riprende in parte le caratteristiche. Come nella terza tiratura della prima edizione, nel “A chi legge”, viene svelato il nome reale dell’autore. Questa contraffazione come bene descrive PuliattiIMG_9262_clipped_rev_1, seguendo quanto detto dallo stesso Tassoni, venne stampata a Venzia. La Secchia Rapita è un poema in ottave di argomento eroicomico. Una prima stesura è del 1614, ma venne pubblicato a Parigi solo nel 1622. Superati i controlli e le censure della Congregazione dell’Indice dei libri proibiti della Chiesa cattolica, con un testo emendato in pochissimi punti dallo stesso Urbano VIII Barberini, il Tassoni fece stampare nel 1624 la prima edizione a proprio nome dell’opera (precedentemente pubblicata sotto lo pseudonimo di Aldrovinci Melisone anche se il nome vero dell’autore, compare già nella terza stesura della prima edizione). La versione definitiva fu stampata a Venezia nel 1630 anche se l’edizione più apprezzata, è la celebre edizione Stampata a Modena da Soliani nel 1744 che presenta numerose tavole incise da alcuni dei principali artisti del settecento italiano. Il poema narra la storia del conflitto tra Bologna e Modena al tempo dell’imperatore Federico II. Durante la battaglia di Zappolino, i bolognesi, dopo un’incursione nel IMG_9263_clipped_rev_1territorio di Modena, furono respinti e inseguiti fino alla loro città; e, fermatisi presso un pozzo per dissetarsi, portarono via come trofeo di guerra una secchia di legno. Al rifiuto dei modenesi di riconsegnare la secchia, i bolognesi gli dichiarano guerra. Ad essa partecipano, distribuiti tra le due parti, gli dei dell’Olimpo. A favore dei modenesi combattono re Enzo, figlio dell’imperatore Federico II, e personaggi immaginari. La guerra per la secchia rapita si protrae per qualche tempo fra battaglie, duelli, tregue e tornei, intercalati da episodi comici e burleschi che hanno spesso come protagonista il conte di Culagna. Alla fine il conflitto si conclude con il suo intervento a queste condizioni: i bolognesi si tengano prigioniero re Enzo, i modenesi si tengano la secchia. L’immaginario conte di Culagna è forse il personaggio più noto dell’opera e ne rappresenta bene lo spirito volto, per esplicita ammissione del Tassoni, al puro intrattenimento del lettore. Rif. Bibl.: Barotti, pp. LIV-LV; Tiraboschi, V, p. 202; Rossi, p. 56; Boselli, pp. 20-21; Catalogo, p. 18; Parenti, p. 160.IMG_9260_clipped_rev_1

450 euro

17) COLOMBI COLOMBICOLTURA COLMBI TRIGANINI TRIGANIERI MODENA COLOMBI DOMESTICI

IMG_9667_clipped_rev_1  IMG_9668_clipped_rev_1

IMG_9666_clipped_rev_1Bonizzi Paolo,

I colombi domestici, di Paolo Bonizzi Professore nel Regio Liceo di Modena, con 29 incisioni.

Milano, Ulrico Hoepli, 1887

In 16°; (2 b.), V, (1), 209, (5) pp. Legatura editoriale amaranto con titolo e autore impressi in nero, entro cornice, al piatto anteriore. Titolo al dorso (leggera scoloritura della scritta “colombi”) e note editoriali al dorso. Piccole ed insignificanti strofinature al margine al del piatto anteriore. Una lieve alone al margine alto del piatto posteriore di forma circolare, non significativo. Un’antica collocazione in collezione privata al recto dell’ultima carta bianca e nel complesso, in buone-ottime condizioni diIMG_9665_clipped_rev_1 conservazione. Prima edizione di questo celeberrimo trattato del triganiere (forma dialettale per descrivere gli allevatori di colombi) modenese, Paolo Bonizzi. Il colombo Triganino modenese è una delle razze italiane più antiche e la tradizione dei triganieri si tramanda da padre in figlio da centinaia di anni. Si hanno informazioni dell’utilizzo a Modena di colombi come messaggeri fin dal 1300. Paolo Bonizzi, noto triganiere modenese, è proprio in quest’ambito che matura la sua esperienze e le sue conoscenze che mette poi per iscritto in diversi importanti scritti dedicati all’argomento come “I colombi di Modena” del 1876, “Le variazioni dei colombi domestici di Modena” del 1873 o “Dell’utilità dei colombi” del 1876. L’opera qui presentata descrive le diverse razze dei colombi, dai colombi terraiuoli semidomestici ai colombi di Venezia, dal colombaccio ai colombi a cravatta, dai colombi giacobini ai colombi arricciati, dai colombi bagadotti ai colombi barbi ecc. ecc. Seguono poi una descrizione dettagliata della colombicoltura con note sugli attrezzi, sulle malattie dei colombi e la loro cura, della rendita dei colombi da carne ecc. Prima non comune edizione in buone-ottime condizioni di conservazione.

100 euro

18) SECCHIA RAPITA TASSONI POEMI EROICOMICI LETTERATURA CLASSICI MODENA ILLUSTRATI

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IMG_9250_clipped_rev_1Tassoni, Alessandro,

La Secchia Rapita poema eroicomico di Alessandro Tassoni patrizio modenese, colle dichiarazioni di Gaspare Salviani romano, s’aggiungono la prefazione, e le annotazioni di Giannandrea Barotti ferrarese, le varie lezioni de’ testi a penna, e di molte Edizioni; e la vita del poeta, composta da Lodovico Antonio Muratori, Bibliotecario Serenissimo, Signor Duca di Modena, Seconda Edizione.

In Modena, Bartolomeo Soliani Stamp. Duc, 1744

In 8°; (4), 508 pp. e 1 c. di tav. più volte ripiegata con albero genealogico e 12 c. di tav. fuori testo poste all’antiporta e all’inizio di ogni canto. Bella legatura coeva in mezza-pelle con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva, qualche strofinatura ai tagli dei piatti. Qualche macchiolina di foxing in alcune pagine dovute alla qualità della carta e tipici di ogni esemplare e nel complesso, in buone-ottime condizioni di conservazione. Al frontespizio, stampato in due colori, una bella vignetta xilografica con civetta che tiene una secchia e sullo sfondo veduta della città di Modena. Seconda edizione di questa bell’edizione illustrata della Secchia Rapita, uscita per la prima volta nel 1744 nel formato in 4° con le stesse 12 tavole di questa edizione, seppur in formato più grande. Il nostro esemplare è uno di quelli che presenta 5 immagini a piena pagina della torre Ghirlandina (la maggior parte degli esemplari presenta solo 4 tavole della Ghirlandina a piena pagina). Bell’edizione illustrata della più importante opera tassoniana. La Secchia Rapita è un poema in ottave di argomento eroicomico. Una prima stesura è del 1614, ma venne pubblicato a Parigi solo nel 1622. Superati i controlli e le censure della Congregazione dell’Indice dei libri proibiti della Chiesa cattolica, con un testo emendato in pochissimi punti dallo stesso Urbano VIII Barberini, il Tassoni fece stampare nel 1624 la prima edizione a proprio nome dell’opera (precedentemente pubblicata sotto lo pseudonimo di Aldrovinci Melisone anche se il nome vero dell’autore, compare già nella terza stesura della prima edizione). La versione definitiva fu stampata a IMG_9253_clipped_rev_1Venezia nel 1630 anche se l’edizione più apprezzata, è la celebre edizione Stampata a Modena da Soliani nel 1744 che presenta numerose tavole incise da alcuni dei principali artisti del settecento italiano. Il poema narra la storia del conflitto tra Bologna e Modena al tempo dell’imperatore Federico II. Durante la battaglia di Zappolino, i bolognesi, dopo un’incursione nel territorio di Modena, furono respinti e inseguiti fino alla loro città; e, fermatisi presso un pozzo per dissetarsi, portarono via come trofeo di guerra una secchia di legno. Al rifiuto dei modenesi di riconsegnare la secchia, i bolognesi gli dichiarano guerra. Ad essa partecipano, distribuiti tra le due parti, gli dei dell’Olimpo. A favore dei modenesi combattono re Enzo, figlio dell’imperatore Federico II, e personaggi immaginari. La guerra per la secchia rapita si protrae per qualche tempo fra battaglie, duelli, tregue e tornei, intercalati da episodi comici e burleschi che hanno spesso come protagonista il conte di Culagna. Alla fine il conflitto si conclude con il suo intervento a queste condizioni: i bolognesi si tengano prigioniero re Enzo, i modenesi si tengano la secchia. L’immaginario conte di Culagna è forse il personaggio più noto dell’opera e ne rappresenta bene lo spirito volto, per esplicita ammissione del Tassoni, al puro intrattenimento del lettore.

340 euro

19) ORGANI ORGANISTI MUSICA MUSICOLOGIA INGEGNERIA MUSICALE MANUALI HOEPLI

IMG_9659_clipped_rev_1Locher Carl,

Manuale dell’Organista, I registri dell’organo: con ispeciale riguardo al differente loro timbro di voce e relativi fenomeni acustici: ad uso degli organisti ed organari Carlo Locher; versione dall’originale tedesco di Ernesto Locher e dott. Vittorio Hainisch; prefazione del Maestro Enrico Bossi, Direttore del R. Liceo Musicale di Bologna.

Milano, Ulrico Hoepli Editore Libraio della Real Casa, 1907.

In 16°; XXIV, 187, (1), 64, (2) pp. Legatura editoriale illustrata policroma. Tagli spruzzati in rosso. Qualche lievissima strofinatura alla legatura e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Esistono due differenti tipi di questa prima edizione, una con la bellissima legatura azzurra policroma con un angelo che suona su sfondo azzurro ed una legatura classica rossa. Prima ed unica non comune edizione di questo celebre manuale Hoepli dedicato agli organi, alla loro costruzione e alla loro cura. Hoepli pubblicò questa prima edizione italiana nella traduzione curata da Ernesto Locher e Vittorio Hainisch, anteponendo al testo una prefazione di Enrico Rossi, direttore del Liceo Musicale di Bologna. L’opera è una delle più tecniche sull’argomento mai composte fino a quel momento. Raro e ancor meno comune nella versione con la bella legatura policroma. Rif. Bibl.: Assirelli, p. 96.

130 euro

20) LINGUA EBRAICA GRAMMATICA EBRAICA EBRAICO CULTURA EBRAICA

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IMG_9204_clipped_rev_1Biancuzzi Benedetto,

Institutiones in linguam sanctam Hebraicam. Authore Benedicto Blancuccio Romano Sac. Theol. Et Philosophiae doctore, ac in almae urbis gymnasio eiusdem Linguae Professore.

Romae, Apud Bartholomaeum Zannettum, 1608

In 4°; (16), 295, (1) pp. Legatura seicentesca in piena pergamena con diverse integrazioni di pelle e con i fogli di sguardia bianchi di recupero. Titolo manoscritto da mano seicentesca alIMG_9203_clipped_rev_1 dorso. Esemplare mutilo delle carte Oo 3-4 (pagine 289-292) nell’indice delle abbreviazioni, le pagine 5-6 leggermente corte al margine esterno con tre lettere ebraiche, leggermente rifilate e per il resto esemplare completo nel testo. Vari errori di numerazione nelle pagine. Stemma araldico del dedicatario Bernardino Paolini sul frontespizio, all’ultima carta marca tipografica dello stampatore Bartolomeo Zanetti. Antico timbretto di proprietà privata al frontespizio. Due piccoli ed antichi restauri al margine alto bianco con due piccolissime integrazioni di carta. Prima ed unica edizione di questa rara opera di interesse ebraico. Poco o nulla si sa con sicurezza del suo autore, Biancu Sapienza di Roma e che alla sua epoca, era considerato uno dei massimi studiosi italiani di lingua ebraica. L’opera è preceduta da un avviso dell’autore e da un dettagliato indice. L’opera venne pensata come testo per l’apprendimento della lingua ebraica. A pagina 5-6 è presente una grande tabella a piena pagina di confronto dei diversi alfabeti ebraici, arabi e latini. Rif. Bibl.: ICCU SBN(A), n. RMLE004506 e COPAC (Oxford Library)=HPB GBOC12270637-E; Vinciana, 3771; Graesse I, 437.

230 euro

21) CREMONA STORIA LOCALE CREMONESE EPIGRAFIA LATINA SAVIGNANO SUL RUBICONE ARCADI ARCADIA ACCADEMIA DEI FILOPATRIDI AMADUZZI ILLUMIISMO

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IMG_9196_clipped_rev_1Bianchi Isidoro,

Marmi cremonesi ossia Ragguaglio delle antiche inscrizioni che si conservano nella villa delle torri de’ Picenardi opera del sig. abate d. Isidoro Bianchi R. Censore e P. Professore in Cremona. Unito a: Elogio dell’Abate Gio. Cristofano Amaduzzi, Professore di Lettere Greche nell’Archiginnasio della Sapienza di Roma e Soprintendente della Stamperia di Propaganda, Scritto dall’Abate D. Isidoro Bianchi Regio Censore, e Professore di Etica nel Regio Ginnasio di Cremona e dal medesimo recitato, Nella reale Accademia delle Scienze e Belle Lettere di Mantova il giorno 29. di Nov. Del 1793.

In Milano, Nell’Imperiale Monistero di S. Ambrogio Maggiore, S. data (ma 1791 circa); Pavia, Nella Stamperia di Baldassare Comino, 1794

In 8°; due opere in un volume: (8), CCCXIV, (10) pp. e 33 tav. fuori testo, alcune più volte ripiegate; VII, (1), 118, (2) pp. Legatura coeva in cartoncino rigido con il nome dell’autore ed un titolo generico “Operette Varie” manoscritto da mano coeva al dorso. Antica nota di possesso ottocentesca al recto del piatto anteriore “Leonardo Trissino 1831”. Legatura leggermente lente ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione, di questa importante opera si storia locale cremonese legata all’epigrafia latina, composta dal celebre letterato, antiquario e studioso cremonese, Isidoro Bianchi (Cremona 1731 – Cremona 1808). Personaggio di grande erudizione fu in corrispondenza con numerosi studiosi compresi personaggi di primissimo piano come Verri e Beccaria. Fu collaboratore di diversi riviste come Novelle IMG_9199_clipped_rev_1letterarie, La Minerva, Nuova raccolta di opuscoli scientifici e letterari, Il Corrier letterario e all’Estratto della letteratura europea. La sua indole libera e polemica lo portò a scontrarsi più volte, con gli ambienti più conservatori delle gerarchie ecclesiastiche italiane che lo “perseguitarono” (come scrisse anche Pietro Verri al fratello Alessandro) cercando di isolarlo in ambienti nei quali non potesse far sentire la sua voce. Tutto questo, fino a quando, il suo allievo Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli, non divenne papa con il nome di Clemente XIV. L’opera qui presentata, è una “descrizione della collezione di epigrafi raccolta dai Picenardi nella loro villa. Il libro era dedicato ad Angelo Querini, proprietario della villa di Altichiero, descritta da B. Benincasa e dalla contessa Rosemberg-Orsini. Nel 1793, a Cremona, presso G. Feraboli, usciva una sua raccolta di epigrafi: Antichi monumenti della gente Magia” dal sito Treccani. La seconda opera, assai rara, è una dotta dissertazione dedicata da Bianchi, al celebre abte, filologo classico e filosofo romagnolo, Giovanni Cristofano Amaduzzi (Savignano di Romagna 18 agosto 1740 – Roma, 21 gennaio 1792) che fu discepolo di Giovanni Bianchi e che con gli insegnamenti del quale, studiò e contribuì a recuperare, numerosi reperti latini nel territorio romano. Personaggio di vasti interessi e notevole erudizione, fu professore di greco alla Sapienza di Roma prima e poi, al Collegio Urbano dal 1780 in poi, su indicazione diretta di papa Clemente XIV, anch’esso, a IMG_9198_clipped_rev_1sua volta, allievo di Bianchi. Sempre su indicazione papale fu ispettore della Congregazione di Propaganda Fide, curando e scrivendo, le prefazioni di diversi importanti trattati di grammatica di lingue orientali come l’ebraico, il persiano, l’armeno, il tibetano ed il malayalam, fra il 1771 ed il 1786. Studioso apprezzato e rispettato fu in contatto con numerosissimi esponenti del panorama culturale italiano dell’epoca come Pietro Metastasio, Vincenzo Monti, Carlo Denina, Ippolito Pindemonte, Anton Ludovico Antinori, Girolamo Tiraboschi, Scipione de’ Ricci e Lazzaro Spallanzani. Sempre attento alle novità nel campo del sapere, in ambito filosofico, cercò di coniugare, ispirato dai lavori di Locke, il sensismo con il cattolicesimo, arrivando ad avvicinarsi alle istanze del giansenismo regalistico. Poco prima di morire, nel 1791, pubblicò anche un commentario su Anacreonte con Bodoni. Accademico dell’Arcadia si firmava “Biante Didimeo”. La sua opera ha avuto una forte riscoperta in epoca recente. Rif. Bibl.: Per la prima opera Lozzi 1373; Platneriana 118. Per la seconda opera IT\ICCU\UBOE\005474.IMG_9197_clipped_rev_1

350 euro

22) AMERICA BRASILE SCOPERTA DELLE AMERICHE VIAGGIATORI NAVIGATORI GEOGRAFIA SCOPERTE GEOGRAFICHE VESPUCCI COLOMBO BIOGRAFIE

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IMG_9241_clipped_rev_1Canovai Stanislao,

Elogio d’Amerigo Vespucci che ha riportato il premio dalla nobile Accademia etrusca di Cortona nel dì 15. ottobre dell’anno 1788. con una dissertazione giustificativa di questo celebre navigatore del p. Stanislao Canovai, delle Scuole Pie Pubblico Professore di fisica-matematica, Terza Edizione, Con Illustrazioni ed Aggiunte, e con una Seconda Dissertazione sulle Vicende delle Longitudini Geografiche.

S. luogo (Modena), S. stampatore, 1790

In 4°; XVIII, 39, (1 b.), 55, (1 b.), (2), 64, (2 b.) pp. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo chiosato da mano coeva al dorso. Una macchia di sporco al piatto anteriore, ininfluente e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Esemplare in barbe. Terza edizione di questa celebre opera dedicata ad Amerigo Vespucci ed alla scoperta dell’America, del noto scienziato, matematico e storico fiorentino, Canovai Stanislao (Firenze 1740 – 1812). Canovai ricoprì la “cattedra di filosofia e teologia nel seminario vescovile di Cortona, dove insegnò probabilmente anche matematica, incarico che coprì per quindici anni con l’unica interruzione di alcuni mesi in cui insegnò fisica-matematica nel Collegio reale di Parma (febbraio-ottobre 1768)” dal sito Treccani. Nel 1786, insieme all’amico e collega Gaetano del Ricco, pubblicò l’opera “Lezioni elementari di matematiche”, una traduzione, ampiamente rielaborata delle “Leçons élémentaires des IMG_9239_clipped_rev_1mathematiques” edite dall’abate Marie nel 1770 che divenne, poi, il testo principale di riferimento per l’insegnamento della matematica presso l’Università di Pavia e la Accademia Militare di Modena. Seguirono poi diverse opere matematiche di notevole successo in diversi casi scientifici. In seguito, grazie ad i fondi di un lascito che aveva permesso l’istituzione di due nuove cattedre di idraulica ed astronomia nel Collegio fiorentino dei padri delle Scuole pie, nel 1796, venne chiamato a ricoprire una di queste due. Nonostante i suoi notevoli successi, passò buona parte della sua vita a cercare di dimostrare, proprio con lo scritto qui pubblicato che ebbe notevole successo e diverse riedizioni fino alla metà dell’ottocento che Amerigo Vespucci era sbarcato in America prima di Colombo ed il Brasile, prima di Pedro Alvares Cabral. Questo studio ebbe una notevole influenza nell’implementare gli studi sui viaggiatori “americani” del XV° secolo. Grande interesse e’ anche dedicato al metodo inventato da Amerigo Vespucci per la verifica delle longitudini. L’opera è suddivisa in tre parti: : Elogio d’Amergio Vespucci, pp. 39. Dissertazione I. Sopra Amerigo Vespucci, pp. 55. Dissertazione II. Sulle vicende delle longitudini geografiche, pp. 64. Esemplare genuino ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Stampato a Modena, cfr. P. Riccardi, Biblioteca matematica italiana, v. 1, col. 225; ICCU IT\ICCU\IEIE\005956.

200 euro

23) AMERIGO VESPUCCI VIAGGIATORI NAVIGATORI SCOPERTE GEOGRAFICHE FIRENZE BIOGRAFIE

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IMG_9275_clipped_rev_1Bandini Angelo Maria,

Vita e lettere di Amerigo Vespucci Gentiluomo Fiorentino Raccolte ed Illustrate dall’Abate Angelo Maria Bandini.

Firenze, Nella Stamperia all’Insegne di Apollo, 1794

In 4°; LXXVI, 128, (2) pp. e una c. di tav. più volte ripiegate. Esemplare privo dell’antiporta mai aggiunto in questo esemplare come in diversi altri. L’antiporta venne, probabilmente, aggiunta in seguito. Legatura coeva in cartoncino semi-floscio con dorso foderato con carta marmorizzata con fascetta con il nome dell’autore e dell’opera chiosata a mano coeva al dorso. Uno strappetto, senza perdita di carta, dovuto ad un difetto della carta a pagina IX, ininfluente. Esemplare ancora in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Marca calcografica al frontespizio con Apollo in medaglione e motto “Ex. Gem. Mus. Med.”. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Prima ed unica edizione, in buone-ottime condizioni di conservazione, di questo importante scritto, del noto religioso, bibliotecario, bibliofilo e collezionista d’arte italiano, Angelo Maria Bandini (Firenze, 25 settembre IMG_9274_clipped_rev_11726 – Fiesole, 10 agosto 1803). Discepolo ed amico di Giovanni Lami, su segnalazione di questo, ottenne la carica di segretario al potente vescovo di Volterra, Giuseppe de Mesnil anche se ne staccò presto in contrapposizione delle posizioni filo-giansenista di quest’ultimo. Liberatosi dall’ingombrante mecenate, iniziò a collaborare con la rivista corretta da Lami, “Novelle Letterarie”, della quale divenne, in seguito, direttore. Nel 1750 pubblicò la sua prima opera che gli diede notevole notorietà “Dell’Obelisco di Cesare Augusto scavato dalle rovine del Campo Marzo”. Tornato a Firenze divenne direttore della Biblioteca Marucelliana, da poco aperta e della storica Biblioteca Medicea Laurenziana. L’opera qui presentata è una dotta ricostruzione della vita e delle imprese di Amerigo Vespucci arricchito da diverse sue lettere. Sabin definisce l’opera “an elaborate panegyric of Vespucius, in which he is called the Discoverer of America”, mentre Borba de Moraes dice: “This classic work is much sought after. It can be affirmed that the book’s publication inflamed the literary controversy about Vespucci that impassioned the greatest ‘Americanists’ of ensuing decades. It is an indispensable work, a true landmark in Vespucian studies”. Rif. Bibl.: Palau 23255; Alden/Landis 745/218; Sabin 3149; Borba de Moraes, p 68.IMG_9277_clipped_rev_1

300 euro

24) D’ANNUNZIO DANNUNZIANA FUNERALI

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IMG_9339_clipped_rev_1Raccolta di 5 numeri del Messaggero Giornali dedicati alla morte di Gabriele d’Annunzio

Il Messsaggero, Mercoledì 2 marzo 1938 al 5 marzo 1938, XVI, (il numero 4 presente in doppia copia).

In folio; qualche strappetto marginale senza perdita di carta, i numeri si presentano piegati in quattro parti e nel complesso sono da ritenersi in buone condizioni di conservazione. Raccolta dei 4 numeri de “Il Messaggero” dedicati alla morte di Gabriele d’Annunzio. Il primo numero si apre con “La Patria in Lucco, Gabriele d’Annunzio è morto improvvisamente. Il Poeta Soldato si è spento alle 20,5 di ieri sera davanti al suo tavolo di lavoro – La notizia al Sovrano e al Duce – La salma vestita della divisa di generale d’aviazione. Intenso cordoglio in Italia e all’Estero. Immortalità. Nella Gloria del Vittoriale”. Non comuni da ritorvare tutti e quattro insieme.

100 euro

25) EPIDEMIOLOGIA EPIDEMIE CHINA CHINA ROSSA MANTOVA EPIDEMIOLOGI ARCO FARMACIA

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IMG_9229_clipped_rev_1Asti Felice,

Memoria o dissertazione sopra la nuova china china del regno di S. Fe’ nell’America meridionale cioe’ alcune Riflessioni sopra la medesima fatte dal dottore don Felice Asti, Protofisico Emerito, er ora capo della Regia Medica Delegazione di Mantova, e da lui scritte in due Lettere, una sul finire del 1784., l’altra in principio del 1785. al chiarissimo Signor Dottore Don Gio: Battista Borsieri de Kenilfeld, R. Professore Emerito di Clinica nella R. Imperial Università di Pavia; poscia R. Archiatro dele Loro Altezze Reali i Sermi Arciduca, ed Arciduchessa d’Austria ec. ec. Residenti in Milano.

In Mantova, Per l’Erede di Alberto Pazzoni, Regio-Ducale Stampatore, 1786

In 4°; 63, (3 b.) pp. e due grandi tavole botaniche più volte ripiegate. Legatura realizzata all’inizioIMG_9228_clipped_rev_1 del novecento in cartoncino rigido foderato con carta a piccoli motivi floreali in rosso e verde, al dorso, su fascetta in pelle, titolo ed autore impressi in oro Opera stampata su carta di ottima qualità. Bella xilografia al frontespizio con motivi floreali. Dedicatoria al al noto economista e letterato, conte Giambattista Gherardo d’Arco (Arco, 25 novembre 1739 – Mantova, 19 ottobre 1791). Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione IMG_9232_clipped_rev_1(una seconda edizione venne edita nel 1791 a Venezia da Fenzo), nessun esemplare censito in ICCU, di questo importante scritto dedicato all’utilizzo della China China, del noto medico mantovano, Felice Asti (Mantova 1714 – 1798) che fu protomedico di Mantova. A lui si deve la pubblicazione della “Raccolta di Opuscoli” di Giovanni Targioni-Tozzetti dedicati al territorio mantovano. Abile medico fu un dotto epidemista e a lui si deve il primo utilizzo in Italia della china rossa che ben descrisse in una lettera al Giovanni Battista Borsieri, appunto pubblicata, per la prima volta, nell’opera qui presentato. Nel 1778 pubblicò anche un’interessante scritto dedicato alla rabbia ed alla propagazione della stessa. Noti ed importanti i suoi studi sulla China China di Santa Fe’, la sua storia delle malattie del territorio mantovano, la sua dissertazione sulle risaje ed il riso mantovano. Prima rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU dell’opera che descrive per la prima volta l’utilizzo della China Rossa in Italia.

500 euro

26) BOLOGNA SICILIA BORBONI MONTE LICEO ARCADIA POEMI PASTORALI

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IMG_9234_clipped_rev_1Savioli Lodovico

Il Monte Liceo Alla sacra real maestà di Carlo di Borbone re delle due Sicilie, e di Gerusalemme, infante di Spagna, gran principe ereditario di Toscana ec.

In Bologna, nella stamperia di Lelio dalla Volpe, 1750IMG_9235_clipped_rev_1

In 4°; 133, (3) pp. Manca il ritratto di Carlo Borbone, presente solo in alcuni esemplari. Legatura degli anni 20′ del XX° secolo in mezza-tela con titolo, autore, fregi e filetti in oro al dorso. Esemplare ancora in barbe. Stampato su carta forte di ottima qualità, il volume si presenta in buone-ottime condizioni di conservazione. Numerosi finissimi finalini, testatine e iniziali ornati. Dedicatoria a Carlo Borbone Re delle Due Sicilie. Prima ed unica edizione di quest’opera dello storico e poeta bolognese, Ludovico Vittorio Savioli Fontana Castelli (1729-1804) che ricoprì importanti cariche nell’amministrazione bolognese come quelle di senatore e gonfaloniere di giustizia. Quella qui presentata è la sua prima opera che sulla falsariga dell’Arcadia del Sanazzaro narra vicende amorose ambientate in un ambiente pastorale. L’opera è discretamente rara.IMG_9236_clipped_rev_1

180 euro

27) MEDICINA ASTROLOGIA FISIOGNOMICA FILOSOFIA URBINO BELLUNO ACCADEMIE DONNE AMORE

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IMG_9220_clipped_rev_1Colle Giovanni,

Accademia Colle Bellunese de ragionamenti accademici, poetici, morali, astrologici, naturali & varij diletteuoli, & eruditi: del M. Illustre, & eccellente sig. Gio. Colle Bellunese de nobili di S. Bartholameo de Colle. Hora Protomedico del Sereniss. Principessa d’Urbino Sua Signoria. Con Indici uno de Ragionamenti, l’altro de gli Autori, terzo delle cose più notabili. Parte prima (only published).

In Venetia, Appresso Evangelista Deuchino, 1621.

In 4th; (68), 704 pp. Legatura coeva in piena pelle con titolo e filetti in oro ai tasselli. Dorso a 4 nervi. Doppia cornice in oro ai piatti. Tagli spruzzati. Strofinatura. Una piccola mancanza di pelle al margine basso del dorso, uno strappetto alla pelle, senza perdita, al margine alto del dorso. Un lieve difetto al margine alto della cerniera anteriore. Antico timbretto ex-libris nobiliare privato al frontespizio che identifica l’esemplare come appartenuto a Galletti. Vecchio ex-libris privato applicato all’interno del piatto anteriore che identifica l’esemplare come appartenuto ala collezione Landau. Antica nota manoscritta al margine alto del frontespizio con data di epoca napoleonica “fiorile 12”. Altra nota manoscritta alla prima carta bianca con nome dell’autore. Prima rara IMG_9219_clipped_rev_1edizione di questa dotto trattato di poetica del celebre intellettuale ed umanista bellunese, Giovanni Colle (Belluno 1558 – Padova 1631). L’autore studiò filosofia e medicina a Padova laureandosi l’8 maggio del 1584. Trasferitosi a Venezia praticò il mestiere del medico per quindici anni. Nel 1600 la sua vita ebbe una svolta. Il Duca d’Urbino, Francesco Maria II che lo aveva chiamato qualche tempo addietro per un consulto medico, decise di assumerlo come medico personale. Colle pubblicò nel 1610 la sua prima opera, un trattato di medicina sulla pleurite epidemica alla quale seguirono diverse altre opere mediche. Nel 1617 a Pesaro, pubblicò un trattato di farmacologia il “Cosmetor mediceus” che ebbe un certo successo. Passato dal servizio del Duca d’Urbino a quello del Granduca di Toscana, continuò a pubblicare opere mediche che apprezzabili per la precisione e erudizioni, erano ancora legate alle fonti mediche greche, arabe e latino-medievali. Nel 1923 fu chiamato alla cattedra di medicina di Padova dove nel 1628, pubblicò quella che è considerata la sua opera più interessante “Methodus facilis parandi iucunda,tuta,et nova IMG_9221_clipped_rev_1medicamenta“, dove si parla per la prima volta dei principi medici del metodo trasfusionale. L’opera qui presentata è una raccolta di pensieri e ragionamenti dell’autore che a partire dalla poetica di Aristotele, trattano di filosofia, amore, sentimenti, scienze naturali, della luce, dei colori, del ghiaccio, vista, teoria della vista e degli occhi, fisiognomica, matematica applicata alle macchine e astrologia. Cantamessa scrive nella sua monumentale opera bibliografica astrologica, http://www.biblioastrology.com, “Dopo la dedica e la lettera al lettore si trova un breve indice (1 pagina) e una serie interminabile di sonetti di vari soggetti e di poesie celebrative di nozze (fino a b6). Errata al termine dell’indice, in g4. Carattere corsivo. Non sono state pubblicate altre parti di questo autentico zibaldone di cento argomenti. Tra il quesito tra chi più soffra fra chi rimane e chi parte e altro sulla liceità di rapire la donna amata e altro ancora su quali colori e fiori siano più graditi alle donne (questa è la, per così dire, media intellettuale dei temi trattati dall’Autore), figurano anche un centinaio di pagine, non indimenticabili, destinate all’astrologia (da p. 596 a p. 693), miscelata con la fisiognomica e la teoria del significato dei nei.”. Rif. Bibl.: Bruni-Evans 1508.

450 euro

28) BOLOGNA STORIA LOCALE PRIME EDIZIONI ARALDICA STEMMI ARALDICI

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IMG_9210_clipped_rev_1Alidosi Pasquali Giovanni Nicolò,

Li Riformatori dello stato di libertà della città di Bologna, dall’anno 1466 che furono fatti in vita, sin’al 1614 descritti sotto le loro famiglie, con i tempi de’ loro possessi, e morti, & con l’arme, & Imprese; D. Gio. Nicolo’ Pasquali Alidosi. All’Illustriss. & ReveIMG_9211_clipped_rev_1rendiss. Sig. Co. Francesco Bentivogli Chierico di Camera, MArchese di Monte Vecchio, &c.

Bologna, Heredi di Gio. Rossi, 1614 

In 4°, 63,(1) pp. Legatura ottocentesca in mezza-tela, con titolo impresso in oro al dorso e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche scoloritura alla tela. Tagli spruzzati in rosso. All’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Al frontespizio stemmi dei Bentivoglio. Nel testo sono presenti 177 stemmi di nobili famiglie bolognese. Prima edizione di questo scritto del noto notaio e letterato bolognese, Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi (1570-1627). Infaticabile studioso e storico degli archivi della sua città, a lui si devono diverse opere di interesse storico bolognese. Rif. Bibl.: Frati 3394; Vinciana 684.IMG_9209_clipped_rev_1

350 euro

29) STORIA LOCALE BOLOGNESE BOLOGNA PRIME EDIZIONI CONFALONIERI

 IMG_9217_clipped_rev_1IMG_9218_clipped_rev_1

IMG_9216_clipped_rev_1Rossi Giovanni Battista,

L’attioni memorabili Fatte da gl’Illustriss. Signori Confalonieri del popolo et Honorandi Signori Massari dell’Arti Già Dominanti la Città di Bologna raccolti da diversIMG_9215_clipped_rev_1i Manoscritti et Autori.

In Bologna, Per li Manolessi, Stampatori Camerali, 1681

In 4°; 112 pp. Esemplare, come diversi altri, privo dell’antiporta figurata. Legatura ottocentesca in mezza-pelle con titolo impresso in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Ex-libris privato applicato al foglio bianco di sguardia “Ex-libris Ios-Kar-Rossi”. Stemma di Bologna al frontespizio. Prima edizione di questo studio dedicato alla storia della nascita del confalone e la storia dei confalonieri bolognesi con citazioni e nomi, di importanti personaggi della storia di Bologna. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\VEAE\005462.

200 euro

30) GELSICOLTURA ALLEVAMENTO BACHICOLTURA BACHI DA SETA MANOSCRITTI

 IMG_9226_clipped_rev_1IMG_9227_clipped_rev_1

IMG_9225_clipped_rev_1Bruni Girolamo Don,

Dissertazione sulla potatura de’ gelsi presentata alla società patriotica di Milano, Dal Signor Don Gerolamo Bruni Arciprete di Mansuè presso Uderzo nel trevigiano, Socio corrispondente della medesima, e della Accademia di Sc; Lett; ed arti di Padova, coronata dalla Società stessa nel 1783.

In Milano, Nella Stamperia di Giuseppe Morelli, 1784.IMG_9224_clipped_rev_1

In 4° (23,5×17,4 cm); (2), 20, (4) pp. Legatura coeva in cartoncino semi-floscio foderato in bella carta coeva xilografata a motivi geometrici amaranto con titolo manoscritto al piatto anteriore in chiara grafia settecentesca. L’opera è vergata in chiara e leggibile scrittura. Un piccolo lavoro di tarlo alle carte che comporta una minima perdita di 3-4 lettere in ogni pagina e per il resto in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera, priva di correzioni, è una copia del raro trattato sulla potatura dei gelsi pubblicato da Don Girolamo Bruni nel 1784. Scrive Lastri (26; Re 37) su quest’opera del Bruni: «Colla storia delle osservazioni ed esperienze da lui eseguite pel corso di ventott’anni nell’orto, nel cortile e nel campo, prova quanto à asserito teoricamente».

200 euro

31) VERNACOLO BOLOGNESE BOLOGNA CAMPANIA GIULIANO FAVOLE FIABE CUNTO DE LI CUNTI TRADIZIONE POPOLARE

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IMG_9138_clipped_rev_1Basile Giambattista,

La chiaqlira dla banzola o per dir mii fol divers Tradutt dal parlar Napulitan in lengua bulgnesa per rimedi innucent dla sonn, e dla malincunj dedicà al merit singular dl nobilissm dam d’bulogna

In Bulogna, Per Leli dalla Volp Stampador dl’Institut dl Scienzi, 1777

In 8°; (8), 383, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta. Legatura di cartoncino di recupero con fogli di sguardia novecenteschi. Timbro di collezione privata ai due fogli di sguardia iniziale e finale. All’interno, qualche macchiolina di foxing in poche pagine ed ininfluenti e nel complesso, esemplare in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. La traduzione è opera delle sorelle dei due celeberrimi matematici bolognesi Eustachio e Gabriele Manfredi. L’opera è la traduzione in dialetto bolognese della celeberrima opera “Lo cunto de li cunti” del grande letterato, scrittore e funzionario pubblico italiano di epoca barocca, Giambattista Basile o Giovan Battista Basile (pseudonimo anagrammatico: Gian Alesio Abbattutis; Giugliano in Campania, 15 febbraio 1566 – Giugliano in Campania, 23 febbraio 1632) che fu il primo a utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare. Basile combinò in modo innovativo e del tutto fantasioso, alcune celeberrime favole che avrebbero poi avuto una diffusione mondiale come Cenerentola, La bella addormentata, Il gatto sapiente ecc. per poi unificarle in un unico complesso intreccio narrativo che si mantiene in un perfetto equilibrio. Scrive Alberto Asor-Rosa nella biografia di Basile sul sito Treccani, parlando del “Cunto”: “Nei saggi che B. Croce ha dedicato, al Cunto de li Cunti (forse i migliori che egli abbia scritto sulla letteratura del Seicento) sono acutamente individuati tutti i modi con i quali il B. trasforma la materia popolaresca in creazione IMG_9140_clipped_rev_1letteraria, cospargendola di “tutti i più forti olezzi della letteratura secentesca”, ed arrivando a produrre con il Pentamerone “il più bel libro italiano barocco, quale non è certo il verboso e gonfio Adone”. Pur non condividendo la distinzione crociana tra barocco scherzoso e barocco grave, più vicina a un rigido schema estetico che ad un corretto modello d’interpretazione critica, è doveroso riconoscere che la maggior fortuna del Cunto e il maggior merito del B., magari inconsapevole, consistono nel felice incontro tra elementi di una genuina fantasia popolare e la predisposizione ad una ricca, rutilante immaginativa stilistica. Il cumulo delle metafore, la serie infinita degli appellativi e delle similitudini, la sovrabbondante e talvolta stancante invenzione lessicale e stilistica, assumono in questa atmosfera naturalmente ingenua e primitiva una levità, una gaiezza, che sono testimonianza di una poesia non profonda, ma sorridente e gentile”. La traduzione in dialetto bolognese, comparsa per la prima volta nel 1742 per essere poi riedita una seconda volta nel 1777. Una terza edizione uscì nel 1813. Questa traduzione bolognese ebbe in ogni caso un notevole successo fino a divenire un’opera classica del dialetto bolognese. Rif. Bibl.: Canterzani (pp. 293-94).

390 euro

32) STORIA LOCALE ITALIA L’AQUILA MILANO BERGAMO TREVISO VENEZIA PERUGIA PARMA PADOVA PISA FERRARA AREZZO RAVENNA VICENZA BOLOGNA ASCOLI

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IMG_9142_clipped_rev_1De Solis Giulio Cesare,

L’origine di molte città del mondo. Et particolarmente di tutta Italia, con principi, e fondatori di quelle, con la longhezza, & larghezza di essa, confini, sito, & provincie; co’l principio del Regno de’ Longobardi, il modo della elettione dell’imperatore, & la descrittione dell’Africa, Asia, & Europa, con li termini, et confini loro. Con il computo delli anni della creation del mondo, fino ad hora presente, secondo l’ordine della Santa Bibia, & quel che e occorso sino al giorno d’hoggi. Raccolto per me Giulio Cesare de Solis. Al Serenississ. Ferdinando De Medeci Gran Duca di Toscana.

In Venetia, Appresso Gio. Antonio Rampazetto, 1592IMG_9144_clipped_rev_1

In 4°; 72 cc. Legatura coeva in cartoncino semi-floscio d’attesa con qualche difetto e segno del tempo. Ex-libris antico stampato su pecetta a sua volta applicata al frontespizio. Bellissimo frontespizio con titolo impresso entro ricca cornice xilografica. Il testo è incorniciato in ogni pagina entro una bella cornice xilografica. Testatine, finalini ed iniziali xilografiche di estrema eleganza. Quarta edizione, aumentata rispetto alle precedenti di questo interessante e curioso scritto del noto letterato aquilano, Giulio Cesare de Solis. L’opera è in parte scritto in prosa ed in parte in versi. L’autore prende spunto da un’operetta scritta nel 1587 da Raffele Toscano, “L’origine di Milano”, per tratteggiare la descrizione di diverse città come Roma, Cartagine, Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, Treviso, Verona, Cremona, Mantova, Piacenza, L’Aquila, Venezia, il Friuli, Firenze, Parigi, Parma, Padova, Pisa, Arezzo, Ravenna, Ferrara, Vicenza, Bologna, Lucca, Ascoli, Siena, Perugia, Ancona, Napoli, Genova. Rif. Bibl.: Olschki, Choix, 1406.

450 euro

33) STORIA ITALIANA CONGIURA FIESCHI ROMA FIRENZE SARZANA COMPLOTTI

IMG_9152_clipped_rev_1  IMG_9154_clipped_rev_1IMG_9155_clipped_rev_1

IMG_9153_clipped_rev_1Mascardi Agostino,

La congiura del Conte Gio. Luigi de’ Fieschi, descritta da Agostino Mascardi. Con Aggiunta d’alcune Oppositioni, e difesa alla detta Congiura. 17. Ad Istanza di Giacomo Maringo.

In Palermo, Per Decio Cirillo, 1646

In 4°; (12), 110, (10), (2 b.) pp. e una c. di tav. in antiporta, due piccolissimi forellini all’antiporta. Xilografia al frontespizio. Testatine, finalini ed iniziali xilografiche. Legatura coeva in pieno cartoncino d’attesa con titolo manoscritto al dorso, in parte scolorito. Dedicatoria al Marchese di Capizzi D. Lancillotto Castelli. Bell’edizione di questa celebre opera del noto storico e letterato italiano, Agostino Mascardi (Sarzana, 2 settembre 1590 – Sarzana, 1640). Gesuita, fu un assiduo frequentatore della corte estense al servizio dei quali cercò a lungo di entrare fino a quando nel 1618, non senza contrasti con il proprio ordine, assunto in qualità di segretario dal cardinale Alessandro d’Este (1568-1624). Proprio la sua vicinanza agli Este gli creò problemi IMG_9151_clipped_rev_1quando il cardinale Alessandro Ludovisi divenne papa con il nome, di Gregorio XV, anche per il suo scritto anonimo, ma del quale ben presto fu identificato l’autore, “Scrittura intorno alla elezione a sommo pontefice del cardinal Ludovisio”. La situazione di Mascardi divenne così difficile che fu costretto a ritirarsi a Genova dove potè godere dell’amicizia di diversi noti autori, quali ad esempio, Ansaldo Cebà e Gabriello Chiabrera. A Genova divenne anche membro dell’Accademia degli Addormentati. In seguito riuscì di nuovo a tornare a Roma ed a ricoprire importanti incarichi. Nel 1629 ad Anversa pubblicò la prima edizione della sua celebre “La congiura del conte Gio. Luigi de’ Fieschi”. Nell’opera l’autore ricostruisce la celebre congiura ordita nel 1547 dal Fieschi contro Andrea e Giannettino Doria. L’opera ebbe notevole successo ma il ruolo di ispiratore della congiura dato al cardinale Agostio Trivulzio, provocò notevoli polemiche dalle quali dovette anche difendersi con uno scritto pubblicato nel 1630, “Opposizioni e difesa alla Congiura del conte Gio. Luigi de’ Fieschi”. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ad ampi margini. Rif. Bibl.: Brunet, VI, 25338; Lozzi, I, 2126, annota la prima edizione e la bolognese del 1639.

350 euro

34) FERRARA PRIME EDIZIONI STORIA LOCALE ESTENSI CASA D’ESTE

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Venturini Salvatore,

De Atestinorum Principum Calamitatibus Commentarii.

Lugduni Batavorum, S. Stampatore, 1755

In 4°; 155, (1) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro al dorso suIMG_9130_clipped_rev_1 fascetta in pelle, qualche lieve difetto e segno del tempo. Tagli spruzzati. Antica nota di possesso privato settecentesco al recto della prima carta bianca “Dei fratelli Araldi”. Antico timbretto di proprietà privata al frontespizio. Bella vignetta animata al frontespizio con veduta di Ferrara cinta dalle mura e allegoria del fiume po’. Una finissima testatina ed iniziale animata. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Interessante studio che ripercorre la storia degli estensi dal XIV° al XV° secolo, opera dello storico Salvatore Venturini che fu autore di diverse opere a carattere storico su Ferrara e la famiglia estense. Rif. Bibl.: Per l’autore Salvatore Venturino vedi Melzi, Dizionario di opere anonime, vol. 1, p. 96.

250 euro

35) ZOOLOGIA SCIENZE NATURALI FILOSOFIA ARISTOTELICA BOTANICA

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IMG_9162_clipped_rev_1Aristoteles, Theophrastus,

Aristotelis et Theophrasti Historiae, cum de natura animalium, tum de plantis & earum causis, cuncta fere, quae Deus opt. max. homini contemplanda exhibuit, ad amussim complectentes: nunc iam suo restitutae nitori, & mendis omnibus, quoad fieri potuit, repurgatae. Cum indice copiosissimo: ex quo superfluum quod erat, decerpsimus: quod uero necessarium nobis uisum est, superaddidimus. Unito a: Aristotelis et Theophrasti Historiae, cùm de natura animalium, tum de plantis & earum causis, cuncta ferè, quae Deus opt. max. homini contemplanda exhibuit, ad amussim complectentes: nunc iam suo restitutae nitori, & mendis omnibus, quoad fieri potuit, repurgatae. Cum indice copiosissimo: ex quo superfluum quod erat, decerpsimus: quod uerò necessarium nobis uisum est, superaddidimus.

Lugduni, apud Gulielmum Rouillium, sub scuto Veneto, 1552 (Lugduni, excudebat Nicolaus Bacquenoius, 1552).

In 8°; due parti in un volume: (80), 495, (17) pp. e (56), 399, (17) pp. Bella legatura IMG_9161_clipped_rev_1seicentesca in piena pergamena completamente foderata con carta marmorizzata al dorso ed ai piatti, nella tipica realizzazione degli israeliti di Mantova con il titolo stampato su fascetta al dorso. Antica collocazione al piatto anteriore della prima opera dove è anche presente una firma di possesso cinquecentesca privata “Ferrandi Bardilini”. Un leggerissimo alone al margine basso bianco dell’opera, ininfluente. Nel complesso in buone condizioni di conservazione. Legatura lenta e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Marca tipografica ai frontespizi con aquila ad ali spiegate su un globo, ai lati due serpenti e motto “In virtute, et fortuna”. Tagli spruzzati. Bell’edizione, edita nello IMG_9163_clipped_rev_1stesso anno anche dagli eredi dei Giunti, Nicolas Bacquenois e Guillaume Gazeau sempre a Lione ma ben più comuni che raccoglie i testi di storia naturale e botanica di Aristotele e del suo discepolo Teofrasto. Le opere di storia naturale dei due antichi pensatori greci vennero recuperate dai manoscritti conservati in diverse biblioteche e raccolti assieme da diversi umanisti fino ad ottenere un sunto del pensiero naturale aristotelico. La prima opera contiene il De historia animalium, De partibus animalium & eorum causis, De generatione animalium, De communi animalium gressu, De communi animalium motu, di Aristotele in parte tradotte dall’umanista bizantino Teodoro di Gaza (1389-1478), uno dei fautori della rinascita ellenistica in Occidente ed in parte dall’umanista veneziano Pietro Alcyonio (1487?-1527), mentre il secondo tomo contiene l’Historia plantarum, Et Decimi principium duntaxat, e il De causis plantarum di Teofrasto, sempre tradotte da Teodoro di Gaza. Aristotele è considerato il primo pensatore a lasciare una scienza della natura, in qualche modo, completa e organica andando contro le teorie di Democrito. Edizione fra le più complete della filosofia della natura di Aristotele. Rif. Bibl.: IT\ICCU\SIPE\006446.

650 euro

36) ARCHITETTURA CIVILE MESSICO PRIME EDIZIONI ESTETICA ROMA ANTICA

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IMG_9134_clipped_rev_1Marquez Pedro Jose,

Delle case di citta degli antichi romani secondo la dottrina di Vitruvio esposta da D. Pietro Marquez messicano

Roma, presso il Salomoni, 1795

In 8°; (2), XXXIX, (1), 382 pp. e 6 c. di tav. più volte ripiegate. Legatura coeva in piena pelle maculata con titolo e fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Piatti interno foderato con bella carta marmorizzata coeva. Tagli rossi. Un leggero alone al margine alto del prime 18 pagine, mai intenso o fastidioso (per la massima intensità si veda al frontespizio) e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questo importante studio di architettura ed estetica romana, del noto padre gesuita e studioso d’estetica messicano Pedro José Márquez (San Francisco del Rincon 22.2.1741 – Mexico City 2.9.1820). L’autore, considerato il primo storico messicano dell’architettura antica e studioso di estetica, entrò nell’ordine dei gesuiti nel 1763 e fu professore di latino. Apprezzato storico e studioso della produzione artistica ed architettonica precolombiana, appassionatosi all’estetica nel 1767, in conseguenza della cacciata deiIMG_9133_clipped_rev_1 gesuiti dal Messico ad opera di Carlo III, decise di venire in Italia ed a Roma in particolare, dove già molti studiosi internazionali, erano presenti attirati dalla bellezza delle vestigi antiche e dal fervente ambiente culturale. Qui, nella Roma di Piranesi e Johann Joachim Winckelmann, approfondì gli studi architettonici ed artistici, arrivando a comporre quest’opera che ebbe notevoli apprezzamenti ed anche un discreto successo. La sua erudizione e la sua fama erano tali che IMG_9135_clipped_rev_1Marquez fu membro di membro diverse accademie di Belle Arti quali quelle di Firenze, di Bologna, di Roma e anche di Madrid. Nel 1814 o 1816, gli studi sono discordanti, l’autore ritornò in Messico riprendendo l’insegnamento ed ottenendo la prestigiosa cattedra del Colegio de San Ildefonso, carica che mantenne fino alla sua morte. Pubblicò varie opere, tutte a carattere archeologico ad eccezione di un’importante opera d’estetica ´Sobre lo bello en general´ pubblicata in Messico nel 1801. Il suo studio sulle case degli antichi romani secondo la dottrina di Vitruvio è la sua seconda opera pubblicata è considerata una dei più esaurienti studi sull’architettura civile e pubblica romana mai composti fino ad allora. L’opera analizza le abitazioni romane ma anche i tribunali ed i templi, stanza per stanza ripercorrendone le influenze estetiche ed architettoniche. Non comune. Rif. Bibl.: Cicognara 557: “Opera piena d’erudizione, e ingegnosa”; British architectural library Riba, Early printed books 1478-1840, v. 3, p. 1094-1095; Palau IV, 66; Brunet III, 1468. Non in Kissner Coll., Fowler e Kat. Berlin.

1.000 euro

37) BOLOGNA STORIA LOCALE GENEALOGIA ARALDICA STEMMI ARALDICI

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IMG_9325_clipped_rev_1Rossi Giovan Battista,

Arbor Genealogica Gentis de Cignano, Quam merito, ac virtuti D. Caroli. Per lineam rectam eodem ex stipite descendentis. Ioannes Baptista De Rubeis patriarum antiquitatum fidissimus collector D.D.D.,

Bononiae, ex Typographia Camerali, 1687.

In 4° (20,5×14,5 cm), 60 pp. e una grande c. di tav. fuori testo più volte ripiegata con albero genealogico della nobile famiglia aggiornandolo fino al 1743. Antica nota bibliografica al recto del piatto anteriore. Una scritta in numeri romani al margine alto del frontespizio. Vecchia nota di possesso privata novecentesca all’angolo alto interno del frontespizio “AMAY”. Numerosissimi stemmi in xilografici nel testo. Legatura coeva in cartoncino semi-floscio. Opera in buone-ottimeIMG_9324_clipped_rev_1 condizioni di conservazione. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Prima edizione di questa rarissima storia della celebre famiglia bolognese dei Cignani, da cui nacque il pittore Carlo Cignani (1628-1719), “D. Carolo Cignani celeberrimo”. Gli storici dell’arte accreditano Cignani di aver guidato una svolta stilistica e di gusto avvenuta intorno al 1670 nell’ambito della scuola bolognese, che permise di allontanare i pittori dalle influenze della tradizione reniane per accostarli allo spirito accademico. Formatosi con IMG_9327_clipped_rev_1Giovanni Battista del Cairo e con Francesco Albani, subì fortemente l’influenza di Annibale Carracci, del Correggio e, per la prospettiva da sotto in su nonché per l’uso del colore, delle opere di Melozzo da Forlì. Cignani, quindi, si inserì anche nella tradizione della scuola forlivese, al cui sviluppo contribuì col suo stesso lavoro. L’opera è proprio dedicata a questo pittore e contiene numerosissime notizie su di esso e sui suoi discendenti ed è citata infatti, oltre che in varie bibliografie di storia locale bolognese anche in alcune bibliografie di Fonti di Storia dell’Arte. Molto belli i 77 scudi araldici presenti nel testo. Rarità bibliografica bolognese, di fonte di Storia dell’Arte e araldica. Opera a parte qualche lieve difetto in buone-discrete condizioni di conservazione e assai rara. Colaneri, n.1767. Cfr. G. Fantuzzi, Notizie degli scrittori bolognesi, v. 7, p. 216.

350 euro

38) MEDICINA MEDICINE INFETTIVOLOGIA MALATTIE OSSEE ANATOMIA FISILOGIA OSTETRICIA

 IMG_9294_clipped_rev_1IMG_9295_clipped_rev_1IMG_9296_clipped_rev_1IMG_9297_clipped_rev_1

IMG_9293_clipped_rev_1Trioen Cornelis,

Observationum medico chirurgicarum fasciculus.

Leiden, v.d. Eyk en v.d. Kluis, 1743

In 4°; (20), 143, (1) pp. e 13 c. di tav. fuori testo, alcune più volte ripiegate, incise da J. van der Spyk su disegno di F. van Mieris. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo impresso in oro su fascetta in pelle al dorso. Tagli spruzzati in rosso. Bell’ex-libris settecentesco inciso all’interno del piatto anteriore “Jacobus Maximilianus I S: R: I: Co: Comes et Dominus Collati S. Salvactoris Rai: CredatiJ Colis …”. Qualche leggerissimo foxing in poche pagine, alcune pagine leggermente ed uniformemente brunita dovuta alla qualità della stampa, insignificante, un piccolissimo tunnel di tarlo al margine esterno bianco delle ultime 25 carte, praticamente invisibile e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione dalla carta fresca e pulita. Bellissimi finalini, testatine xilografici. Bel fregio xilografico al frontespizio. Prima edizione di questo importante studio del noto medico olandese, Cornelis Trioen (1686-1746), figlio di un chirurgo e farmacista che si laureò in medicina a LeidaIMG_9292_clipped_rev_1 nel 1710. L’autore, fu uno dei primi medici a metter in pratica le sue conoscenze chirurgiche all’ostetricia, tanto da divenire esaminatore di ostetriche e e laurearsi con una tesi sui parti problematici. Fu un esperto di malattie della colonna vertebrale e di malattie ossee, conoscenze che esplicò proprio in questo testo. Qui infatti analizza la “dattilite” tubercolare, una rara manifestazione scheletrica della tubercolosi in cui sono colpite le ossa tubolari corte (cioè falangi, metacarpi, metatarsi). Nell’opera analizza le tre forme contribuendo notevolmente ad eliminare la confusione delle diverse patologie che fino ad allora erano spesso confuse, tanto da esser ampiamente lodato da diversi grandi medici dell’epoca come ad esempio, Benjamin Bell, Diseases of the Bones opera del 1828. L’opera si presenta come una raccolta di 60 casi clinici (che, per inciso, nominano, anche, i pazienti) celebrati in parte per i suoi accurati dettagli anatomici e in parte per le superbe tavole. “Visualizing Disease: The Art and History of Pathological Illustrations” (Chicago 2017) di Domenico Meli li descrive come di “qualità insolitamente alta”. Nella sua Prefazione, Trioen afferma che le lastre furono incise sotto la supervisione del celebre Jan Wandelaar, che aveva studiato anatomia con Ruysch e Albinus. Rif. Bibl.: Blake 459; Walleriana 9681.

390 euro

39) BALLET BALLETTO MUSICA TEATRO MADAME DE POMPADOUR ATTORI MUSICISTI LIBRETTI LIBRETTISTI VERSAILLES CORTE DI FRANCIA

 IMG_9336_clipped_rev_1IMG_9337_clipped_rev_1IMG_9338_clipped_rev_1

IMG_9335_clipped_rev_1(Roy Pierre Charles),

Fragmens composés du Prologue, des entrées du Feu & de l’Air du Ballet des Elemens, & de l’acte de Philemon & Baucis du ballet de la Paix. Représentés devant le Roi, sur le théatre des petits appartemens à Versailles.

S. Luogo (ma probabilmente Versailles), Imprimés par exprés Commandement de Sa Majesté, 1748.

In 8°; (2 b.), 60, (2 b.) pp. Bella brossura coeva a tre colori con motivi floreali. Rara prima edizione di questa importante opera teatrale musicata e con balletto, de noto poeta e librettista francese, Pierre-Charles Roy (Parigi, 1683 – Parigi, 23 ottobre 1764). Antica nota manoscritta coeva che identifica l’autore dell’opera “M. Roj”. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione stampata su carta di ottima qualità. L’autore collaborò con alcuni dei più rinomati compositori francesi dell’epoca come François Francoeur e André Cardinal Destouches , per produrre libretti per diversi balletti d’opera. I suoi libretti sono per lo più tratti da soggetti classici o pseudo-classici pastiches. Molto apprezzato negli ambienti di corte, famosa fu la sua IMG_9334_clipped_rev_1rivalità con il giovane Voltaire che lo sbeffeggiò più volte. Fu considerato da molti come il successore di Quinault. Il libretto per balletto qui presentato, uno dei suoi più rari, fu rappresentato aVersailles davanti al re. Il libretto contiene i nomi di tutti i componenti dell’orchestra, degli attori e di coloro che presero parte alla rappresentazione. L’opera contiene oltre al prologo: Le Feu Entrée du Ballet des elemens; L’Air entrée du ballet des elemens; Philemon et Baucis entrée du ballet de la Paix. Fra le attrici spicca la presenza di Jeanne Antoinette Poisson, marchesa di Pompadour, detta Reinette (“reginetta”), meglio nota come Madame de Pompadour (Parigi, 29 dicembre 1721 – Versailles, 15 aprile 1764) la favorita di Luigi XV, considerata la donna più potente del XVIII° secolo, con la quale, ebbe stretti rapporti, tanto che la nobildonna fece eseguire le sue opere al Théâtre des Petits Cabinets della Petite Galerie di Versailles dal 1747-51. La Pompadour prese parte nel “Le Feu” nella parte di Emilie ed in “Philemon et Baucis” nella parte di Baucis Bergere. Fra gli altri attori, da segnalare anche il Marchese de La Salle”. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Molto raro. Rif. Bibl.: FRBNF31265147.

400 euro

40) POEMI CAVALLERESCHI POEMA VENEZIA PRIME EDIZIONI RARITA’ BIBLIOGRAFICHE POESIA CARLO MAGNO PALADINI

IMG_9318_clipped_rev_1   IMG_9321_clipped_rev_1IMG_9322_clipped_rev_1

IMG_9319_clipped_rev_1Lodovici Francesco,

Triomphi di Carlo di messer Francesco d’i Lodouici vinitiano

(Stampato in Vinegia, per Mapheo Pasini & Francesco Bindoni compagni al segno dell’angiolo Raphaello appresso san Moisè, 1535. del mese di Settembre)

In 4°; (4), 215 cc. Manca l’ultima carta bianca. Legatura seicentesca di resupero come i fogli di sguardia. Antica nota di possesso privato al margine basso del frontespizio “Gio. Filippo Sertorio”, probabilmente il nobile modenese, Giovanni Filippo Sertorio che nel 1524 conquistò il castello di Rondinara. Altra iniziali di possesso, chiosate da mano cinquecentesca sotto il sole del frontespizio inciso “C. G.”. Altra nota di possesso privato al margine alto bianco di carta A “Rinaldo Fiore cav”. Titolo IMG_9317_clipped_rev_1manoscritto in bella grafia cinquecentesca al taglio del volume. Alcune leggere tracce di sporco al frontespizio. Una leggera macchia di unto alla carta E8. Due pecette di rinforzo al margine esterno del frontespizio. Un leggero alone al margine alto dell’opera, mai fastidiosa, un po’ più marcata all’ultima carta. Carta Bii leggermente corta al margine esterno senza perdita di lettere. Esemplare in discrete condizione. Prima e molto rara prima edizione, in prima tiratura, una seconda uscì l’anno seguente ma priva della xilografia al frontespizio, di questo romanzo cavalleresco in terza rima che celebra le vittorie di Carlo Magno e dei suoi paladini. L’opera è suddivisa in 100 canti. La grande vignetta xilografica al frontespizio, raffigura l’autore con il doge Andrea Gritti, dedicatario dell’opera. Il IMG_9320_clipped_rev_1testo, in corsivo, si sviluppa su due colonne. L’opera si distingue dalla tradizione poetica dell’epoca in quanto scritto in terza rima invece che in ottava. Scrive Flamini nella sua opera “Il Cinquecento” a pagina 143: “I Trionfi di Carlo narrano le lotte dei paladini nel metro con cui Dante ha descritto le pene e i gaudi d’oltretomba”. L’opera è un mirabolante racconto cavalleresco scritto in modo divertente e a volte irriverente. L’autore si ispira stilisticamente da opere come la Commedia di Dante, il Tesoretto di Brunetto, i Trionfi del Petrarca (Trionfi), l’Amorosa Visione del Boccaccio o anche il Dittamondo di Fazio degli Uberti ed in generale al Morgante del Pulci, allontanandosi, evidentemente, dalle più recenti novità letterarie come i poemi di Boiardo e dell’Ariosto. Non comune. Rif. Bibl.: ADAMS 1400, esemplare mancante come il nostro della carta bianca DD8 posta alla fine del volume; Hoepli, Romanzi cavallereschi, 37; Melzi-Tosi, pp. 194-195; Cat. Olschki n. CXVI, Romans de chevalerie, n. 277; Essling II, 664; Sander, 4008; Mortimer, 262.

900 euro

41) MONTECATINI PISTOIA BOLOGNA STORIA LOCALE CASTROCARO ACQUE MINERALI LOCALITA’ TERMALI

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IMG_9175_clipped_rev_1Maunoir Robert,

Resume des rapports pubblies par mm. Paolini et Malucelli sur la clinique des thermes dela Porrette et de Monte-Catini, Par Robert Maunoir, D. M.,

Florence, Imprimerie de Marino Cecchi, 1848.

In 8°, 255, (5) pp. e 2 c. di tavole fuori testo stampate su carta forte (12 vedutine e vignette inc. in legno nel testo 8 per Porretta e 4 per Montecatini). Legatura dei primi del novecento in mezza tela coIMG_9177_clipped_rev_1n titolo impresso in rosso su fascetta rossa al dorso e piatti foderati con bella carta marmorizzata coeva alla legatura. Antichi timbri della “Chambre de Travail Geneve” con vecchio annullo al frontespizio ed al margine bianco di alcune altre pagine. Tagli leggermente spruzzati. Alcune minime macchioline di foxing e leggere fioriture al margine esterno di poche pagine, non significativo e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Le due belle vedute incise in rame rappresentano la Madonna del ponte a Porretta e una veduta delle Terme di Leopoldo a Montecatini. In fondo al volume, una dozzina di pagine sono dedicate alla descrizione delle acque di Castrocaro fatto da Antonio Targioni Tozzetti. L’autore, noto medico francese, analizza e descrive le due belle località termali e le capacità curative delle loro acque analizzando anche, in modo dettagliato, la composizione chimica. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBO\1179926 (che per errore riporta una tavola in meno).

130 euro

42) LEGATURE ENGLISH BINDING CLASSICI GRECI SIMPOSIO PLATONE SENOFONTE LEGATURA ALLE ARMI OXFORD

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PlIMG_9171_clipped_rev_1atone, Senofonte,

Platōnos kai Xenophōntos Symposia ; Ploutarchou Symposion hepta sophōn ; Loukianou Symposion ē Lapithai

[Oxonia], Ek Theatrou e Oxonia, 1711.

In 8° grande; (8), 94, (2), 52, 11, (1) pp. Bella legatura, di fine settecento, alle armi in piena pelle rossa con titolo e filetti in oro al dorso. Piatti interni, foderati con bellissima carta marmorizzata coeva. Ai piatti, entro cornice in oro, stemma araldico famigliare sul piatto posteriore e stemma araldico con motto “Deus alit me” ed iniziali al piatto anteriore, che identifica l’esemplare come IMG_9172_clipped_rev_1appartenuto al celebre bibliofilo inglese, Williams, Theodore (1785 – 1875) che vendette la sua collezione di volumi, in una celebre asta tenutasi nel 1827. Alcune leggerissime strofinature. La legatura venne realizzata sul finire del settecento dal celebre legatore inglese Roger Payne. (1739 – 20 novembre 1797) che è considerato come uno degli innovatori delle stile delle legature inglesi. Nato a Windsor apprese l’arte della legatoria da Joseph Pote di Eton. Nel 1766 si recò a Londra dove, per un breve periodo, lavorò per Thomas Osborne a Gray’s Inn. Nel 1770 a Leicester Square, aprì la sua bottega di rilegature, divenendo ben presto apprezzato e ricercato. Personaggio eclettico e nevrile, ebbe diversi problemi con le persone che lavorarono con lui nel corso degli anni, con i quali, spesso ebbe litigi e discussioni (alcune causate anche dall’eccessivo uso di alcol). Nonostante questo, le sue legature rimasero sempre apprezzate e ricercate. Payne morì a Duke’s Court, St Martin’s Lane, Londra, il 20 novembre 1797, e fu sepolto nel cimitero di St.Martin’s-in-the-Fields, a spese del suo vecchio amico Thomas Payne. Payne influenzato dal lavoro di Samuel Mearne e da altri rilegatori della fine del XVII secolo, è considerato come uno degli innovatori del IMG_9173_clipped_rev_1panorama inglese delle legature artigianali. I suoi lavori più significativi sono le legature eseguito in pelle rossa o in marocchino a grana dritta, di solito di un colore blu scuro, rosso vivo o oliva. I principali mecenati di Payne furono il conte Spencer, il duca di Devonshire, il colonnello Thomas Stanley e Clayton Mordaunt Cracherode. Bella xilografia al frontespizio. Testo e frontespizio, incorniciati in fine doppia cornice a filetto rosso. Tagli riccamente dorati. Il testo dell’opera è tutto in greco. Bellissima e curata edizione filologicamente apprezzata, del celeberrimo dialogo sull’Eros/Amore di Platone, il Simposio (noto anche con il titolo di Convivio o Convito) e del Simposio di Senofonte, dialogo che vede Socrate discutere, ad una cena data da Callia in onore di Autolico, figlio di Licone, con diversi commensali presenti. La prima parte del volume contiene le opere di Platone e Senofonte. Seguono poi le opere di Plutarco e Luciano ed in fine le “Annotationes in Platonis Symposium” in lingua latina. L’edizione venne curata da Henry Aldrich (1648-1710) e pubblicata solo dopo la sua morte da Charles Fairfax. Non comune edizione in legatura alle armi, di apprezzabile fattura. Rif. Bibl.: Stanford Libraries https://searchworks.stanford.edu/view/9366770.IMG_9170_clipped_rev_1

350 euro

43) MATEMATICA ARITMETICA COMMERCIO SIENA CLASSICI DEL CINQUECENTO SCIENZE MATEMATICHE RAGIONERIA COMPUTISTERIA

IMG_9186_clipped_rev_1Sfortunati Giovanni,

Nuovo lume libro de arithmetica. Intitulato: Nuovo lume imperoche molte propositioni che per altri auttori, sono falsamente concluse, in questo si emendano: & castigano, con chiare, lucide si emendano: & aperte dimostrazioni: molto bene discusse, & ventillate. Con uno breve trattato di Geometria, per quanto a uno pratico. Agrimensore si convenga, con tavole da comporre le corde, da misurare la neuta di ciaschuna botte, & etiam li staggiuoli da misurare gli scemi di quele. Composto per lo acutissimo perscrutatore delle Archimediane & Euclidiane dottrine, Giovanni Sfortunati da Siena. … Con uno breve trattato di geometria, … Composto per … Giovanni Sfortunati da Siena.

(Stampata in Venegia). (per Bernardino de Bindoni milanese), 1544 (1545)

In 4°; 129, (1) cc. Legatura in cartoncino molle seicentesco staccata dal volume. Un abile restauro antico al margine basso bianco del frontespizio e delle prime tre carte, non fastidioso. Antica nota ex-libris al margine bianco del frontespizio “Ex-libris Antonij Rufiaci Norleseos (?) Professori”. Alcune belle note coeve al margine esterno bianco di alcune pagine. Serie numerica manoscritta al piatto anteriore. All’ultima pagina bianca, note manoscritte coeve a carattere culinario-dietetico. Frontespizio entro bella cornice xilografica. Tagli scuri. Qualche lieve segno del tempo ma all’interno in discrete-buone condizioni di conservazione. Grande impresa dello stampatore in fine. All’interno numerosi schemi, calcoli e formule aritmetiche poste nei margini delle pagine. L’opera vera e propria è preceduta da una lunga dedica dell’autore ad Afonso d’Este. Seconda edizione corretta ed emendata, non comune, la prima edizione uscì nel 1534 ed una terza edizione uscì nel 1561, di questo celebre trattato di matematica del noto matematico senese, Giovanni Sfortunati. L’opera qui presentata è il suo lavoro più celebre ed ebbe un’enorme successo alla sua uscita tanto che il “Nuovo Lume” è considerato come IMG_9187_clipped_rev_1una delle principali fonti del “General trattato de’ numeri et misure” di Niccolò Tartaglia. L’opera di Sfortunati fu uno degli strumenti imprescindibili dei mercanti del cinquecento dati i numerosi esempi che l’autore prende proprio delle compagnie, società, usure, interessi, saldi, sconti, baratti, cambi di moneta fatti dalle attività commerciali. Fra le fonti del lavoro di Sfortunati sono stati conosciute influenze del Borghi e del Feliciano. Come ben descritto nell’opera da Sfortunati, la sua opera, a differenza dei trattati del Pacioli e del Calindri, precisi ma assai complessi, vuole essere uno strumento utile, pratico e di semplice comprensione. Ricciardi II, 454, scrive: «Lo Sfortunati, il cui nome figura nella famosa questione fra Cardano e Tartaglia, viene meritatamente considerato fra i migliori aritmetici del secolo XVI». Seconda rara edizione. Rif. Bibl.: Adams S-1043; Sander, 6965; Cerboni, Opere di computisteria e ragioneria, 22; Rara aritmetica, 177: «Rara».

1.000 euro

44) TEATRO COMMEDIE FRANCESI TRAGEDIE VOLTAIRE PRIME EDIZIONI FIRST EDITION

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IMG_9184_clipped_rev_1Miscellanea di 5 rare opere teatrali, fra le quali un’importante prima edizione di Voltaire, tutte in ottavo entro legatura dei primissimi dell’ottocento, in piena pelle con dorso a 4 nervi, doppio filetto al dorso, cornice in doppio filetto a secco al piatto anteriore. Qualche strofinatura e per il resto in buone-ottime condizioni di conservazione:

  1. Collet de Messine Jean-Baptiste, L’isle deserte comedie en un acte et en vers., A Paris, Chez N. B. Duchesne, 1758. (2 antiporta figurata), 45, (3) pp. Nota di posesso privato al frontespizio “Louis Baron de Poelnitz”, identificabile, probabilmente come il Maestro di Cerimonia di Fedrico il Grande, Charles Louis, Baron de Poellnitz (1691 – 1775). A Pagina 43 uno spartito musicale. Prima edizione.

  2. Favart Charles Simon, Annette et Lubin, comedie en un acte en vers; melee d’ariettes & de Vaudevilles. Par madame Favart, & Mr.***. Representee pour la premiere fois par les comediens italiens ordinaires du roi, le 15 fevrier 1762. A Paris, chez Duchesne, libraire, rue Saint Jacques, au-dessous de la Fontaine Saint Benoit, au Temple du Gout, 1762. 64 pp. Nota di possesso privato al frontespizio “LouiIMG_9178_clipped_rev_1s Baron de Poelnitz”, identificabile, probabilmente come il Maestro di Cerimonia di Fedrico il Grande, Charles Louis, Baron de Poellnitz (1691 – 1775).

  3. Billardon de Sauvigny Edme Louis, La mort de Socrate, tragédie en trois actes et en vers; Représentée pour la premiere fois fur le Theatre FRancois au mois de Mai 1763. Par M. de Sauvigny. A Paris, Chez Prault le jeune, 1763. (2 con antiporta), (4), IV, 46, (2) pp. Probabile prima edizione. Raro.

  4. Voltaire, Tancrede, Tragedie, en vers et en cinq actes; Representée par les Comediens Francais ordinaires du Roi, le 3 Septembre 1760. A Paris, Chez Prault, peiti-fils, Libraire, Quai des Augustins, la deuxiee Boutique au-deffus del la rue Gilles-Coeur à l’Immortalité, 1760. (2 antiporta IMG_9181_clipped_rev_1con bellissimo ritratto di Voltaire opera di “Delatour”), 80 pp. e 2 c. di tav. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. A carta Aij dedicatoria a Madame de Pompadour con stemma araldico della Marchesa al margine alto superiore della pagina. Prima assai rara edizione di questa celeberrima tragedia di Voltaire. L’opera riveste una notevole importanza all’interno della storia del teatro francese. Con la tragedia “Tancrede”, Voltaire inaugura un allontanamento da alcuni stilemi tipici della tragedia francese canonizzata da Racine. Lo stesso Voltaire, fino al 1760, aveva scritto tutte le sue tragedie in distici alessandrini in rima come tipico della tragedia francese. Con un’innovazione tutt’altro che scontata, Voltaire scrive “Tancrede” in “vers croisés” ottenendo uno stile narrativo meno declamatorio e più vicino al colloquiale. In questo modo l’autore riesce a rendere massimo il pathos, la tenerezza ed i sentimenti cavallereschi che permeano l’opera e la figura di Tancredi. Si narra che prima di dare il copione agli attori, Voltaire abbia consegnato una copia manoscritta dell’opera a Jean-Francois Marmontel chiedendogli di leggerla in anteprima e di dare una sua opinione in merito. Quando il famoso personaggio riportò il manoscritto all’autore subito dopo averlo letto, Voltaire gli disse “Le IMG_9183_clipped_rev_1tue lacrime mi dicono in modo eloquente quello che più desideravo sapere”. Gli insoliti, per l’epoca, particolari realistici, come, ad esempio, il guanto di sfida lanciato fisicamente da Tancrede ad Orbassan, finirono per creare una facile immedesimazione del pubblico che non aveva problemi con l’immedesimarsi con l’eroe della tragedia. La rappresentazione, avvenuta 3 settembre del 1760 ebbe un enorme successo che venne ribadito da tutte le rappresentazioni susseguenti. Prima edizione di Voltaire, molto rara.

  5. Voltaire, Amelie ou le Duc de Foix, Tragedie de Monsieur de Voltaire, Gentilhomme Ordinaire de la Chambre du Roi de France et Chambelan du Roi de Prusse, A Dresde, Chez George Conrad Walther, 1752. 80 pp. Nota di posesso privato al frontespizio “Louis Baron de Poelnitz”, identificabile, probabilmente come il Maestro di Cerimonia di Fedrico il Grande, Charles Louis, Baron de Poellnitz (1691 – 1775). Un leggerissimo alone di sporco al piatto anteriore. Frontespizio in rosso e nero. Assai rara edizione stampata a Dresda di questa celebre tragedia di Voltaire edita per la prima volta a Parigi da Lambert lo stesso anno di questa nostra edizione ma con il titolo di “Le duc de Foix”.

650 euro

45) ARCHITETTUTRA OPERE RARE DISEGNO ACHITETTONICO VITRUVIO VITRUVIANA

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IMG_9690_clipped_rev_1Perrault Claude, Vitruvio Pollio, Vasconi Filippo,

Compendio Dell’Architetura Generale di Vitruvio, Opera del Mons. Perrault, Di nuovo compendiata, e ristretta nella presente traduzione italiana. Dà C. C. C., con figure in rame delineate, ed intagliate da Filippo Vasconi, Architetto e Cittadino Romano. Dedicata a S. E. l’Eccellentiss. Sig. Almoro Grimani.

Venezia, Appresso Girolamo Albrizzi, 1740

In 8°; (16, compresa antiporta), 56 pp. e 11 c. di tav., finemente incise, più volte ripiegate. Seconda edizione, rara, dopo la prima del 1711, tradotta dal celebre patriota, filosofo, politico, politologo, linguista e scrittore milanese, CarloIMG_9689_clipped_rev_1 Cattaneo, di quest’opera del noto medico ed architetto francese, Claude Perrault (Parigi, 25 settembre 1613 – Parigi, 9 ottobre 1688), nella quale l’autore, presenta l’opera del celebre architetto romano, Marco Vitruvio Pollione (Formia, 80 a.C. circa – dopo il 15 a.C. Circa). L’opera di Vitruvio, riscoperta da Poggio Bracciolini in epoca rinascimentale nel 1414, l’opera divenne la base dell’architettura occidentale fino alla fine del XIX° secolo. Il De architectura è l’unico integro testo latino di architettura. Dopo la riscoperta dell’opera, numerosi furono i suoi fervidi sostenitori quali Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini, Raffaello, Fabio Calvo, Paolo Giovio, fra Giocondo da Verona. Bellissime e fini le tavole architettoniche realizzate da Filippo Vesconi. Rif. Bibl.: https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Vitruvio_Pollione. Nessun esemplare censito in ICCU.IMG_9691_clipped_rev_1

280 euro

46) ECONOMIA AGROCOLTURA APICOLTURA COLTIVAZIONE ANANAS GIARDINAGGIO PISTOIA SALERNO CASTIGLIONE DEL GENOVESI

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IMG_9680_clipped_rev_1Trinci Cosimo, Genovesi Antonio, Campini Antonio, Wildman Daniel, Contardi Angelo, Brochieri Francesco.

Nuovo trattato d’agricoltura di Cosimo Trinci pistojese e d’altri illustri scrittori moderni, nel quale si contengono il Trattato delle stime de’ beni stabili del suddetto autore; l’Idea del nuovo metodo di agricoltura inglese del abb. Antonio Genovesi; la Guida sicura pel governo delle api in tutto il corso dell’anno di Daniele Wildman Inglese, colle annotazioni di Angelo Contardi veronese; il saggio sopra le patate di Antonio Campini; il Saggio sopra il sainfoin, compilato dall’articolo dell’Enciclopedia; e per ultimo il nuovo metodo adattato al clima d’Italia per coltivare gli annanas senza fuoco, di Francesco Brochieri giardiniere, opera che serve di Continuazione all’Agricoltore Sperimentato del detto Trinci, Aggiuntevi per più facile intelligenza alcune figure in Rame.

Venezia, Presso Giovanni Gatti, 1778

In 8°; XXII, (2), 232, (2 b.) pp. e 2 c. di tav. più volte ripiegate. Legatura coeva in IMG_9679_clipped_rev_1mezza pergamena con piatti foderati da bella carta marmorizzata. Fascetta in pelle con titolo a secco al dorso. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione, di questa “continuazione” dell’Agricoltore sperimentato, capolavoro del celebre agronomo pistoiese, Cosimo Trinci. L’opera del Trinci fu per oltre un secolo, il testo base degli agricoltori che trovavano, nell’opera del Trinci, nozioni pratiche per la gestione delle loro proprietà. Quest’edizione è particolarmente ricercata in quanto contiene oltre all’opera del Trinci, diversi IMG_9681_clipped_rev_1importanti scritti di agricoltura ed economia rurale di importanti scrittori come Genovesi Antonio, Campini Antonio, Wildman Daniel, Contardi Angelo e Brochieri Francesco. Di particolare interesse, ad esempio, il “Nuovo metodo per coltivare gli Annanas senza il fuoco”, l’ampio trattato di apicoltura “Pel governo dell’Api” di Daniel Wildman o il trattato di giardinaggio di Francesco Borchieri. Il contributo del celebre economista, scrittore e filosofo, originario di Castiglione del Genovesi in provincia di Salerno, Antonio Genovesi (Castiglione del Genovesi, 1º novembre 1713 – Napoli, 22 settembre 1769) che fu tra i massimi esponenti dell’illuminismo italiano, si caratterizza nell’introduzione all’edizione e nell’opera “Pel Nuovo metodo di Agricoltura Inglese dell’Abate Genovesi”. Edizione non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

200 euro

47) GRECIA RISORGIMENTO GREECE STORIA LOCALE PRIME EDIZIONI ASTI CASTELNUOVO CALCEA

IMG_9706_clipped_rev_1   IMG_9702_clipped_rev_1IMG_9704_clipped_rev_1IMG_9705_clipped_rev_1IMG_9708_clipped_rev_1

IMG_9699_clipped_rev_1Brofferio Angelo,

Antica e nuova Grecia: Scene Elleniche, Adorna di 500 intagli intercalati nel testo e 40 finissime incisioni in acciaio. Con cenni ed illustrazioni Sull’antica Grecia del cav. professore Amedeo Peyron.

Torino, Stabilimento Tipografico Fontana, 1844 – 1846.

In 4°; due tomi: XII, 139, (5), 425, (3) pp. e 15 c. di tav. fuori testo protette da velina, (4), 488 pp. e 33 c. di tav. fuori testo protette da velina. Legatire coeve in ,mezza pelle con titolo, fregi e numero del volume, impressi in oro al dorso. Piatti foderato con bella carta marmorizzata coeva. Tagli spruzzati in azzurro. Esemplare inIMG_9700_clipped_rev_1 buone-ottime condizioni di conservazione dalla carta bianca e pulita, privo delle solite macchioline di foxing presenti nella maggior parte degli esemplari. Qualche tavola con leggera ed uniforme brunitura, come i tutti gli esemplari, a causa della qualità della carta utilizzata per la stampa delle stesse. Prima monumentale edizione di quest’opera, illustrata da 500 finissime incisioni nel testo e da 48 fini incisioni fuori testo, protette da veline coeve verdi ed azzurre, del celebre poeta, drammaturgo e politico astigiano, Angelo Brofferio (Castelnuovo Calcea, 6 dicembre 1802 – Minusio, 25 maggio 1866). Brofferio, IMG_9698_clipped_rev_1figlio di medici, ricevette un’educazione illuminista e anticlericale. Preso parte alle sommosse anti-monarchiche del 1821, fu costretto a rifugiarsi nel suo paese natale nel quali iniziò a scrivere le sue poesie e opere drammatiche di ispirazione libertaria. In politica fu tra i massimi rappresentati della sinistra italiana nel periodo risorgimentale e si oppose alla politica monarchica di Cavour. Proprio la sua anima risorgimentale, pervade questo celeberrimo scritto dedicato alla Grecia ed alla sua recente lotta per la libertà. Dopo una descrizione della storia della Grecia antica (le prime 139 pagine del primo volume), l’opera prosegue nella descrizione dei fatti risorgimentali greci (ai quali prese parte anche Lord Byron), ripercorrendone le battaglie, gli eccidi, le lotte politiche, la guerra civile. Una delle più monumentali opere dedicate al Risorgimento greco. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

280 euro

48) IDRODINAMICA INGEGNERIA IDRAULICA PRIME EDIZIONI MATEMATICA BONDENO NOGAREDO PAVIA

 IMG_9735_clipped_rev_1IMG_9736_clipped_rev_1 IMG_9738_clipped_rev_1IMG_9734_clipped_rev_1Bossut Charles, Donati Teodoro, Fontana Gregorio,

Trattato elementare d’idrodinamica del sig. abate Bossut tradotto dal francese: aggiuntevi le Lezioni d’idrodinamica del p. Gregorio Fontana D. s. P., Pubblico Professore di Matematica Sublime nella Regia Università di Pavia.

In Pavia, Nella Stamperia del R. I. Monistero di S. Salvatore, 1785.

In 8°; XII, 664, (4) pp. e 6 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate. Legatura coeva in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con bella carta marmorizzata coeva. Cerniera leggermente lenta del piatto anteriore, qualche lieve difetto e mancanza di pelle alla legatura, un rinforzo al margine basso, mentre all’interno, il volume si presenta in ottime condizioni di conservazione. Tagli spruzzati in rosso. A c. K2r, Supplementi del p.d. Gregorio Fontana; a c. 2I1r, Saggio del sig. Teodoro Bonati matematico di Ferrara sopra una nuova teoria del movimento delle acque pei fiumi; a c. 2N5r, Appendice del r. professore p.d. Gregorio Fontana. Prima edizione italiana di questa celeberrima opera di idrodinamica, scritta dal famoso gesuita e matematico francese, Charles Bossut (Tartaras, 11 agosto 1730 – Parigi, 14 gennaio 1814) fra i massimi esponenti dell’illuminismo francese. fu insieme a Diderot e d’Alembert fra i compilatori dell’ “Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers”. Fu membro dell’Académie desIMG_9737_clipped_rev_1 sciences (1768), oltre che corrispoondente dell’Accademia di Berlino, di quella di Bologna e membro onorario de l’Accademia di San Pietroburgo. Il nome di Bossut è ricordato, in particolare, per gli esperimenti che condusse con Nicolas de Condorcet e Jean le Rond d’Alembert nei bacini dell’École Militaire, attraverso i quali riuscì a determinare la resistenza che l’acqua oppone al movimento delle navi (1775-1777). L’autore fu il primo a ricoprire la cattedra reale di idrodinamica. La sua fama e le sue conoscenze delle materie erano tali che Robert Fulton si rivolse a lui per indicazioni sulla realizzazione del primo battello a vapore. A lui si devono anche i progetti di alcuni celebri canali di collegamento fluviale francesi. L’edizione italiana presenta anche la prima edizione dei contributi di Lorenzo Fontana e Teodoro Donati. Fontana fu grande accademico e matematico trentino, Gregorio Fontana, nato Giovanni Battista Lorenzo Fontana (Nogaredo, 7 dicembre 1735 – Milano, 24 agosto 1803) che sostituì Ruggero Giuseppe Boscovich, nella cattedra di matematica dell’Università degli Studi di Pavia, proseguendone gli studi IMG_9733_clipped_rev_1sull’analisi e divenendo, il 16 aprile 1795, membro della Royal Society. Teodoro Bonati (Bondeno, 8 novembre 1724 – Ferrara, 2 gennaio 1820), accademico ed ingegnere ferrarese, applicò le sue numerose conoscenze all’idraulica ed è ricordato, oltre che per le sue opere, anche per aver contraddetto Napoleone sulla realizzazione voluta dall’imperatore francese, del canale Scolmatore del Reno o più comunemente Cavo Napoleonico, ritenuto, a buona ragione, da Bonati, non producente fare confluire le acque in eccesso del fiume Reno nel fiume Panaro. I supplementi del padre Gregorio Fontana iniziano dalla pag. 147 per terminare alla pag. 496; segue il saggio di Teodoro Bonati: “Sopra una nuova teoria del movimento delle acque pei fiumi”, dalla pag. 497 sino alla pag. 568; segue un’altra appendice del padre Gregorio Fontana. La prima edizione del “Traité élémentaire d’hydrodynamique” del Bossut, fu impressa a Parigi nel 1771. Questa prima edizione italiana porta la traduzione di Giovanni Gratognini e venne successivamente ristampata con gli stessi tipi nel 1788. Prima non comune edizione italiana. Rif. Bibl.; “The Abbé Bossut was the first to state expressly that engineering students should be taught the mecanics of fluids; his books-thought good-were still hydraulics.” Historic writing on hydraulics (University of Iowa Libraries), pag. 52; Riccardi I, 475. Historic writing on hydraulics, 175 4335.

600 euro


49) FILOSOFIA ILLUMINISMO PRIME EDIZIONI ITALIANE SENSISMO PSICOLGIA GNOSEOLOGIA

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IMG_9739_clipped_rev_1Condillac Étienne Bonnot de,

Opere metafisiche di Condillac volgarizzate. Tom. I-VIII (opera completa)

Pavia, presso i Collettori coi tipi di Pietro Bizzoni successore di Bolzani, 1819-1824

In 8°; 8 tomi: 299, (1) pp. e una c. di tav. con fine ritratto di Condillac inciso da Rados; 332 pp.286, (2) pp., 276 pp. (2), 311, (3) pp., 320 pp., 323, (3 b.) pp., 250, (2) pp. Legature coeve in mezza-pelle chiara con autore, titolo, numero del volume e ricchissimi fregi in oro al dorso. Qualche minimo segno del tempo ma buoen condizioni di conservazione. Qualche segno di matita su due frontespizi ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione italiana di diverse opere del celeberrimo illuminista, filosofo, enciclopedista ed economista francese, Étienne Bonnot de Condillac (Grenoble, 30 settembre 1714 – Beaugency, 3 agosto 1780). La traduzione è opera di un geniale piccolo editore pavese, Defendente Sacchi, che nella prima metà del XIX° secolo, ebbe l’intuizione di tradurre alcune opere di metafisica, che avevano avuto grande successo all’estero ma che avevano incontrato un’accoglienza, perlomeno, tiepida in Italia, tanto da non venire nemmeno tradotte nella nostra lingua. Defendente Sacchi fu un editore dalla notevole curiosità culturale, particolarmente interessato agli studi metafisici, tanto da ideare, insieme a Germani Giuseppe e Rolla Luigi, una vera e propria collana filosofica, la “Collezione dei Classici Metafisici” che vide fra i titoli tradotti, varie prime edizioni italiane di Locke, Hume, Malebranche, Condillac e pochi altri. Fino alla pubblicazione della “Critica della Ragione pura”, forse la sua opera edita più importante, la collana era composta solo di 26 volumi. Seppur le traduzioni delle opere furono commissionate da Defendente a traduttori tutt’altro che professionali, l’impatto delle edizioni di Sacchi fu notevole tanto ad esempio, che la la sua edizione della Critica Kantiana portò il titolo ad essere inserito, per la prima volta, nell’Indice dei Libri Proibiti, decine anni dopo la prima edizione vera e propria dell’opera. La stampa dell’edizione è fisicamente tirata dal tipografo Pietro Bizzoni, personaggio molto noto, tipografo della Regia Università, e stampatore di testi altamente specializzati in materia medica (a lui ad esempio si deve la prima edizione di una delle opere di Antonio Scarpa) ma anche di critica letteraria e linguistica. La dicitura tipografica i Collettori, si riferisce a Defendente Sacchi, Luigi Rolla e Giuseppe Germani curatori, appunto, della “Collezione dei Classici Metafisici”. Prima edizione delle opere principali del celebre filosofo, enciclopedista ed economista francese, Étienne Bonnot de Condillac (Grenoble, 30 settembre 1714 Beaugency, 3 agosto 1780). Contemporaneo di Adam Smith e di idee liberali nonostante la sua appartenenza al clero che fu tra i massimi esponenti del “Sensimo” e diede un grande contributo anche alla psicologia e alla gnoseologia per i suoi studi incentrati sulla comprensione dei sistemi di pensiero della mente umana. Tutore del piccolo duca di Parma, rimasto orfano a soli 7 anni nel 1758 su scelta diretta della corte francese, fu amico di Diderot e Rousseau e nonostante l’amicizia con i filosofi enciclopedisti malvisti dalle autorità ecclesiastiche, riuscì sempre a mantenere buoni rapporti con tutti grazie alla sua innata capacità di mediazione ed al suo carattere amabile. Sulla scorta del lavoro di Locke dimostrò grandi doti di chiarezza espositiva nella descrizione delle sue idee sul funzionamento del sensimo empirico. L’Essai sur l’origine des connaissances humaines, fu la sua prima opera pubblicata e gli diede, da subito, un’enorme fama e l’apprezzamento di diversi esponenti di punta dell’Illuminismo, primo fra tutti da Voltaire. “Intento del primo Essai era di «ridurre a un medesimo principio» il sensismo lockiano. Tale esigenza metodologica è svolta da C. colmando il distacco, da Locke postulato e non giustificato, tra le idee sensibili dirette e quelle riflesse : lo sviluppo dei modi di comunicare emozioni e sensazioni, l uso dei segni linguistici cui è dedicata la parte più originale dell’Essai ristabilisce appunto la continuità genetica tra la pura sensazione e le più complesse operazioni intellettuali” da Treccani. Prima rara edizione italiana. Rif. Bibl.:IT\ICCU\TO0E\018219.

300 euro

50) CAVALLI CARICATURE CARICATURISTI ILLUSTRATORI LIBRI ILLUSTRATI PRIME EDIZIONI

IMG_9764_clipped_rev_1IMG_9767_clipped_rev_1IMG_9766_clipped_rev_1IMG_9765_clipped_rev_1

MICH (Pseudonyme de Michel Liebeaux),

De Pégase à Cocotte,

Paris, Société générale d’éditions illustrées Pierre Lafitte et Cie, 1901

In 4° grande; (2 b.), 48, (2 b.) pp. Brossura editoriale illustrata da un Pegaso ed un cavallo da traino al piatto anteriore. Leggero difetto al dorso con piccoli strappetti ed una piccola mancanza di carta e per il resto, nel complesso, buone condizioni di conservazione. Bellissime illustrazioni a colori ed in bianco e nero. Prima edizione di quest’opera del noto Jean-Marie Michel Liebeaux detto Mich (nato a Périgueux il 3 luglio 1881 e morto a La Jaille-Yvon il 2 luglio 1923) che fu fumettista, cartellonista e disegnatore di pubblicità che fu uno dei principali cartellonisti francesi del novecento francese. L’autore studiò pittura a Nantes. Svolse il servizio militare in cavalleria dove approfondì la sua grande passione per i cavalli che caratterizzano anche l’opera qui presentata, una delle sue più celebri. Allievo del pittore Chaudron, si ispirò nelle prime opere al disegnatore Sem che era suo compaesano. La sua produzione cartellonistica pubblicitaria è principalmente legata al mondo delle automobili (Citroen in primis) e delle biciclette. Sono, ad esempio, sui l’embrocinio di Chanteclair (1910), l’uomo di penna per Onoto e il macinino accompagnato dal suo cane per le gomme Hutchinson. Fu collaboratore di importanti opere pubblicazioni umoristiche periodiche come L’Écho de Paris, Fantasio e La Vie parisienne. L’opera qui presentata è completamente dedicata ai cavalli, dal loro ruolo nella vita di tutti i giorni alla figura mitologica di questo animale. Prima non comune edizione, completa della sua brossura.

70 euro

51) CARICATURE CARICATURISTI PRIME EDIZIONI TIRATURE LIMITATE SATIRA ECLIPSE LA LUNE

 IMG_9757_clipped_rev_1IMG_9756_clipped_rev_1IMG_9759_clipped_rev_1IMG_9760_clipped_rev_1IMG_9762_clipped_rev_1

IMG_9758_clipped_rev_1Charles Fontane,

Andre Gill, Un Maitre de la Caricature, Tome Premier – Seconde

Paris, Aux Editions de l’Ibis,1927

In 4°; due tomi: (6), VIII, (4), 311, (3) pp. e 30 c. di tav. fuori testo a colori e (8), (2), IV, 344, (6) pp. e 28 c. di tav. fuori testo a colori. Brossure editoriali illustrate con sopraccoperta originale in carta pergamena. Una piccola mancanza al margine basso del dorso del secondo volume. Esemplare ancora a fogli chiusi, stampato su carta di ottima qualità e con tavole dai colori vivaci e curatissimi. Tiratura limitata di 400 esemplari, il nostro è l’esemplare numero 83 , uno degli esemplari tirati “sur velin pur fil Lafuma”. Firma autografa di Fontane sotto il numero della tiratura. La più bella e curata monografia dedicata all’opera e alla vita del grande illustratore e caricaturista francese celeberrimo per le sue illustrazioni dei periodici satirici “La Lune”, “L’Eclipse” e “Le Charivari”. Le sue caricature, sotto forma di grandi ritratti litografici colorati a mano, erano considerate molto accurate, divertenti ma mai crudeli, tanto che essere ritratti da lui era diventato, nella seconda metà dell’ottocento, un motivo d’orgoglio. Fra i personaggi ritratti, celebri furono i ritratti di Sarah Bernhardt, Otto von Bismarck, Émile Zola, Victor Hugo, Nadar, Giuseppe Garibaldi, Adelina Patti, Charles Dickens e Richard Wagner. Fra i personaggi che però non apprezzarono il proprio ritratto satirico ve ne fu uno che gli creò notevoli problemi, Napoleone III che censurò “La Lune”, anche se poi il giornale rinacque come “L’Eclipse”. Gill è ancora oggi considerato come uno dei più grandi caricaturisti della sua epoca. Importante prima edizione, in tiratura limitata, di questa monografia. Rif. Bibl: IT\ICCU\NAP\0097437.IMG_9755_clipped_rev_1

200 euro

52) EROTISMO LIBRI GALANTI LIBERTINAGGIO EDIZIONI PIRATA RARITA’ BIBLIOGRAFICA LETTERATURA EROTICA EROTISM LIBERTINE GALANTES

 IMG_9677_clipped_rev_1IMG_9678_clipped_rev_1

IMG_9675_clipped_rev_1André-Robert Andréa de Nerciat,

Félicia ou mes fredaines, Tome Premier, Second, Troisieme, Quatrieme. [Complete]

S. luogo, S. stampatore, 1792

In 8°; 4 tomi: VII, (1), 112 pp., (2), 136 pp., (2), 151, (1) pp., (2), 147, (1) pp. Legatura coeva in mezza-pelle, assente in parte il dorso ma non slegato. Piatti foderati da bella carta marmorizzata. Rarissima edizione pirata, una delle più rare in assoluto, di una delle opere più celebri del grande autore libertino francese, André-Robert Andréa de Nerciat, nato il 17 aprile 1739 a Digione e morto nel gennaio 1800 a Napoli. Grande sostenitore della libertà dei costumi che propugnò in diverse sue opere anonime, è conosciuto per le sue opere libertine, allegre, fantasiose e traboccanti di vigorosa vitalità che furono molto apprezzate anche da De Sade che, curiosamente, possedeva questa rara edizione della Felicia di Nerciat. Fra le sue opere più celebri Félicia o Mes Fredaines (1775), Doctorat improvvisato (1788), Mon novitiat o Les Joies de Lolotte (1792), Monrose o Le Libertin par fatalité (1792), gli Afroditi (1793) e postumo Le Diable au corps (1803). Lacunose sono le origini di Nerciat, alcune degli studi lo individuano come un cavaliere di origine aristocratica napoletana altre come semplicemente, proveniente da una famiglia di Bresse di umili origini. L’origine italiana, ovviamente, più prestigiosa, è stata spesso messa in discussione a favore di una nascita più IMG_9674_clipped_rev_1umile. Il dibattito durò fino al 1930, quando il barone Robert de Nerciat tentò di dimostrare, in una lettera scritta, l’origine aristocratica della famiglia Nerciat. Sicuramente ebbe una solida educazione, facilmente, riscontrabile dall’utilizzo e citazione dei classici latini che a più riprese, ritornano nelle sue opere. Si sa che fu ricevuto come gendarme della Guardia Ordinaria del Re e che frequentò i salotti del Marchese de La Roche con il quale, una volta che questi cambiò il nome in Luchet, cavaliere di Saint-Louis, brillò alla corte di Federico II. Durante questo periodo frequentò importanti circoli libertini che gli fornirono informazioni che poi riprodusse nei suoi romanzi. L’uscita della sua prima opera Felica nel 1775 gli diede enorme successo ma la sua capacità di spendere sempre di più di quanto guadagnato, lo portarono ai tavoli da gioco e a fare spesso il doppiogiochisti, per diversi personaggi. Ricoprì anche diverse cariche pubbliche. Nell’anno di quest’edizione pirata del volume, divenne aiutante di campo del duca di IMG_9676_clipped_rev_1Brunswick al quale avrebbe venduto i suoi servizi come agente segreto, anche se, acnhe nel periodo rivoluzionario, le avventure che caratterizzarono la sua vita sono tutt’altro che sicure e chiare e sempre coperte da un’aura di mistero ed incertezza. L’edizione qui citata è sfuggita alla maggior parte dei bibliografi di Nerciat. Nell’avviso all’opera, l’editore dichiara di aver deciso di ripubblicare il lavoro dopo aver esaminato il manoscritto originale
di Félicia che secondo lui è stato poi “sfigurato da editori fraudolenti” nelle edizioni a stampa. Quello che è certo è che le note a piè di pagina di questa edizione, stampate a pié di pagina, sembrano inedite. Forse è anche per questo che De Sade abbia scelto proprio questa edizione per inserirla fra i suoi libri come attesta un celebre esemplare che porta la sua firma e che venne venduto qualche anno addietro in un’asta pubblica. Come scrive Valérie van Crugten-André de “Sade e Nerciat sono probabilmente gli unici autori ad aver sviluppato un’erotologia, lo scopo di che è la ricerca assoluta del piacere (…) entrambi i romanzieri (…) hanno portato il romanzo libertino al limite di ciò che si può dire”. Edizione rarissima che a parte i difetti al dorso, si presenta, all’interno, in ottime condizioni di conservazione.

1.300 euro

53) FILOSOFIA METAFISICA NEOPLATONISMO PLOTINO PLATONISMO SISTEMA COPERNICANO

IMG_9672_clipped_rev_1Cudworth Ralph,

Sistema intellettuale dell’universo di Radolfo Cudwort compendiato, e tradotto or per la prima volta in lingua italiana dal marchese Luigi Benedetti. Tomo I.-V. (Completo).

Pavia, nella Tipografia di Pietro Bizzoni successore di Bolzani, 1823-1824.

In 8°; 5 tomi: 276 pp, 323, (1) pp., 312 pp., 330 pp., 268, (8) pp. Legature coeve in mezza-pelle chiara con titolo, autore, numero del volume e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati in carta marmorizzata coeva. Prima, assai rara, edizione italiana completa (una prima edizione ridotta italiana uscì nel 1724) della più importante opera del celebre filosofo neoplatonico e teologo inglese, Ralph Cudworth (Aller, 1617 – Cambridge, 26 giugno 1688). Professore d’ebraico e rettore del Christ’s College. Nel 1645 venne riconosciuto come leader del gruppo di filosofi denominati “platonici di Cambridge” che durante la Rivoluzione inglese si schierò con gli ideali repubblicani. Tale era la sua fama che lo stesso Cromwell era solito chiedere il suo giudizio nelle nomine universitarie. Nel 1678 pubblicò la sua opera più importnate “The True Intellectual System of the Universe: the first part, wherein all the reason and philosophy of atheism is confuted and its impossibility demonstrated”. Dell’opera uscì il solo primo tomo, si crede in quanto la pubblicazione delle altre parti venne abbandonata in seguito alle accesissime discussioni teologiche che seguirono. L’opera divenne il centro del pensiero spiritualista inglese che rifacendosi a Platone, sostiene che la conoscenza degli oggetti non proviene dagli oggetti stessi ma da esperienze già insite nella natura stessa degli spiriti che sono essi stessi un insieme di “essenze intellegibili” universalmente valide, rigettando però al contempo il dualismo cartesiano di pensiero (res cogitans) (coscienza) ed estensione (res extensa) andandolo a sostituire con i concetti i attività e passività. Il sistema filosofico di Cudworth si formalizza proprio nella sua opera IMG_9671_clipped_rev_1principale “The true intellectual” dove l’autore applica la sua concezione filosofica ai principi di libertà e necessità arrivando a confutare tutte le filosofie atee che individuano il determinismo come base delle azioni umane. Nell’opera l’autore, attraverso la sua metafisica arriva a contrapporre il sistema dell’universo ideato dagli atei e quello copernicano. L’idea della traduzione dell’opera è di un geniale piccolo editore pavese, Defendente Sacchi, che nella prima metà del XIX° secolo, ebbe l’intuizione di tradurre alcune opere di metafisica, che avevano avuto grande successo all’estero ma che avevano incontrato un’accoglienza, perlomeno, tiepida in Italia, tanto da non venire nemmeno tradotte nella nostra lingua. Defendente Sacchi fu un editore dalla notevole curiosità culturale, particolarmente interessato agli studi metafisici, tanto da ideare, insieme a Germani Giuseppe e Rolla Luigi, una vera e propria collana filosofica, la “Collezione dei Classici Metafisici” che vide fra i titoli tradotti, varie prime edizioni italiane di Locke, Hume, Malebranche, Condillac e pochi altri. Fino alla pubblicazione della “Critica della Ragione pura”, forse la sua opera edita più importante, la collana era composta solo di 26 volumi. Seppur le traduzioni delle opere furono commissionate da Defendente a traduttori tutt’altro che professionali, l’impatto delle edizioni di Sacchi fu notevole tanto ad esempio, che la la sua edizione della Critica Kantiana portò il titolo ad essere inserito, per la prima volta, nell’Indice dei Libri Proibiti, decine anni dopo la prima edizione vera e propria dell’opera. La stampa dell’edizione è fisicamente tirata dal tipografo Pietro Bizzoni, personaggio molto noto, tipografo della Regia Università, e stampatore di testi altamente specializzati in materia medica (a lui ad esempio si deve la prima edizione di una delle opere di Antonio Scarpa) ma anche di critica letteraria e linguistica. La dicitura tipografica i Collettori, si riferisce a Defendente Sacchi, Luigi Rolla e Giuseppe Germani curatori, appunto, della “Collezione dei Classici Metafisici”. Opera assai rara.

130 euro

54) FILOSOFIA PRIME EDIZIONI PAVIA PSICOLOGIA GNOSEOLOGIA RARITA’ BIBLIOGRAFICA

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Laromiguiere Pierre,

Lezioni di filosofia o Saggio sulle facoltà dell’anima del professore Laromiguiere. Tom. I. – V.,

Pavia, Presso i Collettori Coi tipi di Pietro Bizzoni successore di Bolzani, 1820 – 1821.

In 8°; 5 tomi: 292 pp., 311, (1) pp., 286, (2) pp., 305, (3) pp., 257, (3) pp. Legature coeve in mezza-pelle chiara con titolo, autore, numero del volume e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati in carta marmorizzata coeva. Prima, assai rara, edizione italiana della più importante opera del celebre filosofo francese, Pierre Laromiguière (3 November 1756 – 12 August 1837). Professore di filosofia all’Università di Tolosa prima professore di Logica all’Ecole Normale di Parigi poi, fu autori di diversi importanti scritti di filosofia politica. Nel 1793 pubblica la sua opera più celebre e significativa “Projet d’éléments de métaphysique” qui tradotta. La sua opera filosofica è fortemente legata agli sviluppi della psicologia. Contrapposto fortemente alla psicologia fisiologica di Cabanis, l’autore elabora una netta distinzione fra i fenomeni psicologici chiaramente riconducibili ad aspetti puramente fisiologici e fenomeni psicologici legati all’anima ed alla sua esistenza. Allievo di Condillac e debitore per gran parte della sua ideologia ad Antoine Destutt de Tracy, attribuì maggiore importanza all ‘”attenzione” come facoltà psichica. Nell’elaborazione della sua filosofia, portando alle estreme conseguenze la sua visione gnoseologica, Laromiguiere arriva a metter in dubbio l’utilità stessa delle scienze naturali ritenendo le scoperte di questa come semplicemente, non sono altro che reiterazione in altro linguaggio delle stesse verità. Seppur Jouffroy e Hippolyte Taine, lo descrissero come uno dei più importanti pensatori del XIX° secolo, la sua opera rimase a lungo quasi del tutto sconosciuta in Italia. Questa prima edizione italiana si deve all’intuizione di un geniale piccolo editore pavese, Defendente Sacchi, che nella prima metà del XIX° secolo, ebbe l’idea di tradurre alcune opere di metafisica, che avevano avuto grande successo all’estero ma che avevano incontrato un’accoglienza, perlomeno, tiepida in Italia, tanto da non venire nemmeno tradotte nella nostra lingua. Defendente Sacchi fu un editore dalla notevole curiosità culturale, particolarmente interessato agli studi metafisici, tanto da ideare, insieme a Germani Giuseppe e Rolla Luigi, una vera e propria collana filosofica, la “Collezione dei Classici Metafisici” che vide fra i titoli tradotti, varie prime edizioni italiane di Locke, Hume, Malebranche, Condillac e pochi altri. Fino alla pubblicazione della “Critica della Ragione pura”, forse la sua opera edita più importante, la collana era composta solo di 26 volumi. Seppur le traduzioni delle opere furono commissionate da Defendente a traduttori tutt’altro che professionali, l’impatto delle edizioni di Sacchi fu notevole tanto ad esempio, che la la sua edizione della Critica Kantiana portò il titolo ad essere inserito, per la prima volta, nell’Indice dei Libri Proibiti, decine anni dopo la prima edizione vera e propria dell’opera. La stampa dell’edizione è fisicamente tirata dal tipografo Pietro Bizzoni, personaggio molto noto, tipografo della Regia Università, e stampatore di testi altamente specializzati in materia medica (a lui ad esempio si deve la prima edizione di una delle opere di Antonio Scarpa) ma anche di critica letteraria e linguistica. La dicitura tipografica i Collettori, si riferisce a Defendente Sacchi, Luigi Rolla e Giuseppe Germani curatori, appunto, della “Collezione dei Classici Metafisici”. Opera assai rara.

150 euro

55) LETTERATURA ITALIANA CLASSICI PIRANDELLIANA RARITA’ BIBLIOGRAFICA

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IMG_9754_clipped_rev_1Pirandello Luigi,

Il fu Mattia Pascal romanzo di Luigi Pirandello (in due volumi) Volume I – II. Terzo Migliaio.

Milano, Fratelli Treves, 1910

In 8° (19,3×12,7 cm); due tomi: (4), 270 pp. e (4), 283, (11) pp. Brossure editoriali, spesso assenti. Un IMG_9753_clipped_rev_1leggerissimo alone alle ultime 10 pagine del secondo volume (comprese quelle di pubblicità editoriali) praticamente ininfluente e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Un antico ex-libris privato con collocazione al recto del piatto posteriore. Esemplare ancora in barbe. Seconda edizione riveduta, terzo migliaio, non citato dal Gambetti-Vezzosi, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 687, che segnala nel 1910 la seconda edizione con un 2° migliaio nello stesso anno. La seconda edizione che presenta delle variazioni rispetto all’edizione precedente è rara e ancor più rara da trovarsi completa delle brossure editoriali. Uscito nella collana della Biblioteca Amena n° 776 e 777. Uno dei romanzi più celebri del grande scrittore, drammaturgo e scrittore agrigentino e uno dei romanzi più celebri del novecento. Il romanzo fu il primo grande successo di Pirandello anche se in un primo momento venne snobbato dalla critica. Non comune.

200 euro

56) MILANO GIORNALI UMORISTICI SATIRA RISORGIMENTO

IMG_9727_clipped_rev_1  IMG_9728_clipped_rev_1IMG_9730_clipped_rev_1IMG_9732_clipped_rev_1

IMG_9725_clipped_rev_1Cima Camillo ed altri,

La Cicala Politica Giornale Umoristico con Caricature, Anno I

Milano, 1860

In folio; legatura coeva in mezza-tela con titolo impresso in oro al dorso e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. 61 numeri rilegati assieme. Prima ed unica edizione di questo importante giornale umoristico risorgimentale milanese. IlIMG_9729_clipped_rev_1 giornale presentava al centro del volume una grande tavola umoristica. Nel nostro esemplare sono rilegati i numeri 9 – (10 uno strappo con perdita di carta al margine alto della seconda carta) 15, 18, 20 – 24, 26, 28- 41, 43 – 44, 46 – 48, 51 – 52, 54, 56, 59 – 68, 70 – 74, 76 – 81, 83 – 84 . La rivista uscì per la prima volta il 27 novembre del 1859 ed uscì fino al 1865. Uscito come rivista settimanale, divenne bisettimanale dal dicembre del 1862.Bibliogr. dei giornali lombardi satirici e umoristici (1848-1925)””, n. 108.: “Questo giornale rappresenta un formidabile commentario illustrato delle vicende politiche e militari che portarono alla costituzione del regno d’Italia… Finita la guerra, il giornale rivolse la propria mordacia satirica contro gli austriaci e il clero… La firma piu’ ricorrente delle ottime illustrazioni satiriche era quella di Don Pacifico (Camillo Cima)”. A parte il difetto al numero 10, per il resto l’opera è in buone-ottime condizioni di conservazione.IMG_9724_clipped_rev_1

160 euro

57) SATIRA GIORNALI SATIRICI RISORGIMENTO POLITICA FIRENZE

 IMG_9746_clipped_rev_1IMG_9745_clipped_rev_1IMG_9747_clipped_rev_1IMG_9750_clipped_rev_1IMG_9748_clipped_rev_1

IMG_9744_clipped_rev_1Soliani Enrico ed altri,

L’arlecchino, Giornale Umoristico Quotidiano, 1859-1861, 313 numeri, tutto il pubblicato.

Firenze, Tip. Soliani, 1859-1861

In folio; 313 numeri rilegati assieme. Opera rara a reperirsi completa di tutti i numeri e ancor più rara da reperirsi con i numeri in queste ottime condizioni di conservazione. Tutto il pubblicato, sia della prima e della seconda serie. Legatura coeva in mezza-tela, un difetto alle cerniere ma legatura ben salda. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. I numeri si presentano in ottime condizioni di conservazione. Prima e seconda serie uniti in un unico volume. Tutto il pubblicato: 12 agosto 1859 – 21 febbraio 1861, 220 numeri; unito a: 4 marzo 1861 – 11 ottobre 1861, 93 numeri. Tutto il pubblicato di uno dei più celebri e popolari giornali satirici fiorentini del risorgimento, uscito durante il periodo cruciale della storia toscana che va dall’elezione dell’Assemblea Toscana, attraverso la fuga dei Lorena e il periodo di interregno, fino all’annessione al Regno d’Italia. Le pagine della rivista sono corredate da magnifiche illustrazioni satiriche anti-austriache ma anche il Re delle due Sicilie, ed il Granduca ormai in esilio. IMG_9743_clipped_rev_1Il giornale era diretto da Enrico Soliani, che faceva anche l’editore ed il tipografo della rivista e nascondeva i nomi dei collaboratori sotto pseudonimi divertenti e bizzarri come Matteo Baccalà e Isidoro Carota. La maggior parte delle illustrazioni sono opera di Pellegrini (Ape) e di Foggi. Il giornale, come lo definiva lo stesso Soliani, era sì illustrato da vignette satiriche ma era formalmente un giornale “serio”, nel senso che trattava temi seri seppur nascosti sottoIMG_9749_clipped_rev_1 una satira pungente e a volte velenosa. “Come periodicità, come prezzo, come tutto, era piuttosto disordinato. Costava dapprima due soldi, poi sette, poi nove centesimi. I suoi collaboratori si mascheravano dietro strambi pseudonimi: Isidoro Carota, Matteo Baccalà Secco, Abondio Spezzafrati, e simili. Le tavole, incise in xilografia, erano dovute a Foggi, adilpe (Carlo Pellegrini, 1839- 1889) e ad alcuni anonimi. Fu tale il suo successo che dovette ristampare i primi sette numeri e si azzuffò regolarmente con preti e frati invischiandosi in processi e in beghe. Dopo una condanna, Soliani scrisse: «Non siamo sotto lo Statuto? Sotto lo Statuto, sì! Nello Statuto, no!*. «Arlecchino» diventò popolarissimo soprattutto grazie ad una sequenza di caricature <<Al ritorno del Babbìo*. Il Babbio, cioè babbeo, naturalmente era il «Grandoca>> che si affannava a cercar di rimettere le natiche sui soffici cuscini del trono. Era chiamato Canapone non perché – poveraccio! – avesse la forca facile; ma per il coloraccio sudicio dei suoi stinti capelli …” tratto da “Quando l’Italia calzò lo Stivale, Museo della Satira e della Caricatura”, 2011 pagina 28. Assai raro a reperisi completo ed in queste buone-ottime condizioni di conservazione.

770 euro

58) RISORGIMENTO SATIRA POLEMICA ANTIPAPALE POLITICA GIORNALI RISORGIMENTALI

IMG_9720_clipped_rev_1IMG_9717_clipped_rev_1IMG_9716_clipped_rev_1IMG_9715_clipped_rev_1  IMG_9721_clipped_rev_1IMG_9723_clipped_rev_1

IMG_9714_clipped_rev_1IMG_9713_clipped_rev_1Autori Vari,

La Lanterna Magica, giornale diabolico-politico-fantastico-pittoresco

Milano, Tip. Lombardi, 1862 -1863

In folio, prima annata con misura leggermente inferiore alla seconda: 113 numeri della rivista: Anno I 9 aprile 1862 da n° 3 – 23 dicembre 1862 n. 77 (uno strappo senza perdita di carta al numero 12 e 28, numero 36 con perdita al margine esterno della prima pagina, 59 con perdita al margine esterno della prima pagina, 69 presente solo la prima pagina); Anno II 4 gennaio 1863 n° 80 – 81, 84 – 104, 106 – 131 del 27 dicembre 1863 (uno strappo senza perdita di carta alle pagine 208 e 209). Legature coeve in mezza tela verde con titolo, numero del volume e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. A parti i numeri con i difetti indicati, per il resto, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rara raccolta di 113 numeri di questa celebre rivista satirica milanese. Padovani, De Filippi, Vespa e Rapp. Tutti i numeri della Lanterna Magica presentano bellissime tavole a doppia pagina che con una satira estremamente pungente prende in giro i potenti o i temi di maggiore attualità come il brigantaggio, la situazione di Roma, tutto in ardente spirito risorgimentale ed antipapale. Alla fine di ogni numero sono presenti rebus, sciarade, perditempo. I numeri della Lanterna Magica milanese sono molto rari e rarissimo reperire un insieme così importante.

400 euro

59) ILLUSTRATA ILLUSTRATORI FAVOLE VERNACOLO ROMANESCO ROMA    IMG_8679_clipped_rev_1IMG_8681_clipped_rev_1 - CopiaIMG_8683_clipped_rev_1IMG_8686_clipped_rev_1       IMG_8677_clipped_rev_1Trilussa (Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri), Cambellotti Duilio,

Favole di Trilussa, disegni e fregi di Dulio Cambellotti, prefazione di Ferdinando Martini, edizione di mille esemplari numerati. Esemplare N. 571.

 Roma, Società Editrice di “Novissima”, 1920

In folio (34×26 cm); 59, (4) pp. e con 20 incisioni a colori fuori testo numerate I-XX protette da velina con didascalica. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Legatura editoriale in tela coeva in tela grigio-verde, piatto anteriore decorato con alberi e piante stilizzate, un leone, un asino, il lupo e l’agnello, tessuti in seta di diversi colori su fondo arancio, monogramma AMVF nella ragnatela dell’angolo in basso a sinistra. Manca la custodia editoriale in cartoncino floscio. Vecchia dedica cancellata, ma ancora in parte leggibile, all’occhietto che identifica l’esemplare come, probabilmente, appartenuto al noto architetto Giuseppe Momo, “Spet. Sig. Giuseppe Momo con amicizia, 29 febbraio 1932 – X […] Lencioni”. Sguardie foderate con bella carta decorata a motivi arborei. Frontespizio decorato. Magnifiche le illustrazioni xilografiche di Duilio Cambellotti nel testo e le magnifiche incisione a piena pagina. Le illustrazioni si presentano a colori, a china, a seppia in bianco e nero. L’opera è la più bella edizione mai edita delle celeberrime favole del grande scrittore, poeta e giornalista romano, Trilussa, pseudonimo anagrammatico IMG_8678_clipped_rev_1di Carlo Alberto Camillo  Mariano Salustri (Roma, 26 ottobre 1871 – Roma, 21 dicembre 1950), celebre per le sue composizioni di vernacolo romanesco. La veste grafica dell’opera è stata ideata dal famoso artista, incisore, xilografo, pittore, scenografo, architetto, decoratore, arredatore, designer, grafico, cartellonista pubblicitario, progettista di suppellettili, oggettistica e componenti d’arredo, scultore, ceramista e illustratore, Duilio Cambellotti (Roma, 10 maggio 1876 – Roma, 31 gennaio 1960) che fu collaboratore dell’Eroica, de “La Lettura”, “La casa”, “Fantasio”, “Italia ride” e “L’Avanti della Domenica”. Il volume è considerato uno dei capolavori dell’arte grafica italiana del novecento. Molto impegnato politicamente, Cambellotti, insieme ad Alessandro Marcucci, Giovanni Cena, Giacomo  Balla e la scrittrice Sibilla Aleramo si prodigò per debellare la povertà e l’analfabetismo della zone dell’agro Romano e della paludi Pontine, arrivando ad aprire alcune scuole per i figli dei contadini. Le bonifiche di questa parte di territorio laziale negli anni 10′ del XX° secolo iniziarono proprio su pressione di questo gruppo di intellettuali che arrivarono a denunzie pubbliche e mostre internazionali create proprio per IMG_8682_clipped_rev_1 - Copiafocalizzare l’attenzione della pubblica amministrazione su questa situazione. La passione di Cambellotti per la campagna, la natura, gli animali, le piante e gli insetti, vissuta nelle sue peregrinazioni del territorio agreste romano, ritorna nelle illustrazioni di quest’opera, seppur rielaborata nell’ottica fantasiosa di animali esotici e ambientazioni, appunto, favolistiche. Personaggio eclettico e dai numerosissimi interessi, realizzò edifici innovativi ed oggetti particolarissimi di design. Per far comprendere la sua continua capacità di inventarsi come “artista” a tutto tondo, basti ricordare le bellissime civette e rondini nelle vetrate da lui realizzate nella Casina delle Civette di Villa Torlonia a Roma. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.IMG_8680_clipped_rev_1 - Copia

850 euro

60) STORIA LOCALE PARMA PRIME EDIZIONI ARTE RIVISTE STORICHE EMILIA-ROMAGNA

8218_2AA. VV.,

Aurea Parma. Rivista di lettere arte e storia. 50 annate complete e più di 30 numeri sfusi. Segue l’elenco completo.

Parma, Società Editrice “La Bodoniana”, 1915-1979

In 4°; 50 annate complete e più di 30 numeri in annate non complete. Le riviste, salvo indicazioni diverse, si presentano complete ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione. Una delle più ampie raccolte di questa celeberrima rivista dedicata alla storia e all’arte della città di Parma. La rivista uscì per la prima volta nel 1912 con periodicità differente che variava tra i 4 ed i 6 numeri per annata. Fondata da Glauco Lombardi e Giuseppe Melli, la rivistà ha attraversato quasi tutto il novecento vedendo fra i suoi collaboratori alcune delle firme più importanti del novecento parmense ed italiano quali: Ugo Betti, Renzo Pezzani, Francesco Squarcia, Attilio Bertolucci, Giorgio Cusatelli, Bonaventura Tecchi, Pier Luigi Bacchini. Giuseppe Micheli, Umberto Benassi, Carlo Calcaterra, Giovanni Drei, Renzo Pezzani, Ildebrando Pizzetti, Arnaldo Barilli, Jacopo Bocchialini, Ildebrando Coccapani, Pietro Carnerini, Erberto Carboni, Teodosio Marchi, Luigi Ferrari Trecate, Henry Bedarida, Francesco Borri, Giuseppina Allegri Tassoni, Carlo Mattioli, Jean Louis Vaudoyer, Henri Martineau, Marco Bonfantini, Vittorio Del Litto, Luigi Magnani, Ferdinando Bernini, Oreste Macrì, Angelo Ciavarella, Augusta Ghidiglia Quintavalle, Fausto Razzetti, Emilio Nasalli Rocca, ecc. Alla sua direzione si susseguirono negli anni Arnaldo Barilli, Antonio Boselli, Ildebrando Cocconi, Francesca Morabito, Jacopo Bocchialini, Giovanni Silvani, Eugenio Bassanini, Giovanni Drei, Giovanni Copertini, Francesco Borri; Arturo Scotti, Francesco Squarcia, Giuseppina Allegri Tassoni, Giorgio Cusatelli, Corrado Pecorella, Roberto Tassi, Fausto Razzetti, Guglielmo Capacchi, Angelo Ciavarella, Giovanni Gonzi, Aldo Curti, Giuseppe Bertini, Marzio Dall’Acqua, Giuseppe Massari, Eduardo Burgio, Adelisa Prandi Gambarelli ed oggi, Pier Paolo Mendogni. Aurea Parma, ancora oggi edita, è una delle riviste più longeve del panorama italiano. Dal sito di Aurea Parma possiamo leggere: “All’inizio del Novecento l’Italia era percorsa da vivaci fermenti culturali alimentati dalle trasgressive e provocatorie proposte del Futurismo di Marinetti, dal diffondersi del movimento europeo del Liberty, dalla nascita di riviste letterarie quali “La Critica” di Benedetto Croce, “La voce” di Prezzolini e “Lacerba” di Soffici e Papini. Anche a Parma due intellettuali di vastissima cultura e molteplici interessi, il professor Glauco Lombardi e l’avvocato civilista Giuseppe Melli, hanno dato vita ad una rivista quadrimestrale “di storia, letteratura e arte” intitolata Aurea Parma, il glorioso motto che spicca sul gonfalone comunale. Era il 21 luglio del 1912 quando è uscito il primo numero della rivista stampata dall’Unione Tipografica Parmense. Lombardi, storico dell’arte, da vari anni stava approfondendo le ricerche sulla storia degli edifici ducali parmensi e le loro vicende, comprese le varie spogliazioni, soprattutto quella dei Savoia. Nella presentazione della rivista i due fondatori scrivono: “Il concetto che guiderà la modesta opera nostra è nel motto che abbiamo voluto impresso in fronte a questa Rivista, il motto che da secoli Parma porta fieramente sul suo stemma a ricordare la gloriosa storia civile e artistica, dal tempo in cui lo stendardo della libertà comunale sventolava sul Civico Palazzo fino al tempo in cui per tutte le fibre del popolo nostro, nell’effluvio di mirabile primavera, rifiorì l’entusiasmo per la nuovissima libertà, a ricordare – in tanto diffuso splendore di virtù collettive – le mirabili esplicazioni delle forze individuali nel campo dell’arte e della scienza”. Rarissima raccolta.

1944-1979 annate complete

1942 numero 3/4

1941 numeri 3, 4, 5/6

1940 annata completa

1939 annata completa

1938 annata completa

1937 annata completa

1936 annata completa

1935 annata completa

1934 numero 1, 5/6

1933 numeri 1, 2, 3/4 (annata completa ?)

1932 annata completa

1931 annata completa

1930 annata completa

1929 numero 3, 4, 5 (senza il dorso ed il piatto posteriore), 6

1928 numero 1, 2, 5

1927 numero 2, 3, 5, 6

1926 annata completa

1925 annata completa a parte il numero 1. (I fascicoli 2 e 6 slegati)

1924 annata completa

1923 annata completa

1922 annata completa a parte il numero 3 (il numero 1 slegato)

1921 annata completa

1920 annata completa

1915 numero 2

Indici dei fascicoli8218_1

1.500 euro