CATALOGO GIUGNO 2017

CATALOGO GIUGNO 2017

PIAZZETTA VENEZIA ARTE DISEGNO BARTOLOZZI ILLUSTRATI PITTURA STORIA DELL’ARTE

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DSC_0757_clipped_rev_1Piazzetta Giambattista (anche Giovanni Battista), Pitteri Marco, Bartolozzi Francesco,

Studj di Pittura già disegnati da Giambattista Piazzetta ed ora con l’intaglio di Marco Pitteri, pubblicati a spese di Giambattista Albrizzi sotto gli asupicj di sua Eccellenza Carlo Conte e Signore de Firmian.

In Venezia, (Giovanni Battista Albrizzi), 1760

In oblungo (29×40 cm); (20), XLVIII cc. Elegante legatura artigianale realizzata tra la fine dell’ottocento ed i primissimi anni del novecento,  in mezza pergamena con titolo e ricchi fregi a secco al dorso. Piatti foderati da carta marmorizzata coeva. Qualche piccola ed insignificante macchiolina di foxing in tre tavole e all’intiporta (in questo esemplare posta dopo il frontespizio, qui anche alcune tracce di sporco al margine superiore), assolutamente ininfluente e nel complesso esemplare in buone condizioni di  conservazione. Frontespizio in rosso e nero con vignetta impressa. Contiene in questo ordine: dedica a Carlo de Firman firmata Giambattista Albrizzi q. Girolamo con grande stemma araldico, magnifica iniziale animata e finalino con angelo alato, Privilegio di stampa, Prefazione dell’editore Giambattista Albrizzi con iniziale animata, Memorie intorno alla vita di Giambattista Piazzetta con iniziale animata ed incisione a doppia lastra con ritratto del Piazzetta che è anche l’unica incisione mai realizzata da Piazzetta che porta la sua firma, seguono XVI capitoli, il primo dei quali dal titolo “Delle qualità convenienti ad un Giovanetto voglioso di apprendere la Pittura”. Seguono 48 magnifiche tavole  finemente incise da Bartolozzi e da Pitteri in modo alternato. Le tavole di Pitteri riprendono quelle di Bartolozzi ma presentandole con accurate e finissime, ombreggiature. Le tavole furono ispirate da alcuni degli ultimi lavori del Piazzetta che era stato incaricato da Albrizzi, di realizzare alcuni disegni, per illustrare un’opera che voleva essere una guida per chi volesse apprendere l’arte del disegno. Piazzetta riuscì a realizzare solo parte dei disegni che avevaDSC_0756_clipped_rev_1 in mente prima che la morte lo cogliesse. Scrive il Morazzini a p. 129: “Le chiare squillanti tavole degli “Studi di pittura” hanno una freschezza inarrivabile e una gaiezza veramente comunicativa, e ben si comprende come questo “album” nella Veneta Pubblica Accademia, appena stampato, venisse imposto agli scolari come testo obbligatorio di studio”. Cfr. anche Knox “G.B. Piazzetta” (Neri Pozza, 1983), pp. 81/82: “Ai fini didattici l’Albrizzi fece incidere i disegni a contorno appena ombreggiato dal Bartolozzi (ma il suo nome appare soltanto nella tarda ristampa che ne fece Teodoro Viero) e con perfetta, finita ombreggiatura, dal Pitteri: tutti i soggetti sono ripetuti due volte.. Dell’opera si conoscono più stati. Nel primo – che è il più raro – i nudi maschili sono integrali. Nel secondo stato appaiono aggiunte le foglie di fico. In questi due stati le tavole sono numerate da I a XXIV. Vi è poi un’ediz. con numerazione unica e continua da I a XLVIII. L’omaggio al Piazzetta non sarebbe stato completo se l’Albrizzi non avesse ricordato, in pagine fondamentali per la conoscenza dell’artista, la figura del suo “grande e cordiale amico”, dell’artista difficile che “prefissa si era per guida l’idea della perfezione”; e a suggello delle sue righe l’editore poneva l’unica acquaforte che abbia fatto il Piazzetta”. Il nostro esemplare appartiene alla tiratura con le tavole numerate in modo consecutivo da I a XLVII. Le teritaure differisono DSC_0760_clipped_rev_1anche per altri particolari. Giovanni Battista (o Giambattista) Piazzetta (Venezia, 13 febbraio 1683 – Venezia, 29 aprile 1754) è stato uno dei più importanti pittori del settecento. Figlio ‘arte e studente di Antonio Molinari e di Silvestro Manaigo, a vent’anni si recò a Bologna dove  conobbe e rimase profondamente colpito dall’opera di Giovanni Mari Crespi. Tornato a Venezia iniziò a farsi conoscere e  numerose furono le opere che gli furono commissionate. Nel 1724, iniziò la collaborazione con Albrizzi che duratura e forte arrivò a produrre alcuni dei più bei libri veneziani del settecento come la celebre “Gerusalemme Liberata”. Nel 1750 gli venne conferita, per i suoi meriti, il titolo di direttore della Scuola di nudo dell’Accademia veneziana, istituita in quello stesso anno dal Senato. Opera rara. Rare. Good Copy. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Cicognara 345; Cicogna 4657; Schlosser p. 561.

5.200 euro

 

POLONIA POLOGNE POLSKA SATIRA CARICATURA CARICATURES ARTE ILLUSTRATI PRIME EDIZIONI

 DSC_0823_clipped_rev_1  DSC_0820_clipped_rev_1 DSC_0822_clipped_rev_1  DSC_0825_clipped_rev_1  DSC_0824_clipped_rev_1 DSC_0819_clipped_rev_1Potocki Antoine, Jerzy Soszyński-Ostoja  (detto Geroges d’Ostoya),

915 – 1915 La Ruee Germanique sur la Pologne, Seize Lithographies de d’Ostoya, Preface d’Antoine Potocki,

Paris, Edition de la revue de Pologne, 1915

In folio (27,5×17,5 cm); 18 cc. nn. Brossura editoriale magnificamente illustrata  da d’Ostoya con due aquile, una nera tedesca e una bianca polacca che si fronteggiano. Al piatto posteriore il disegno di un cavaliere polacco che affronta un cavaliere teutonico durante la battaglia di Grunwald del 1410. La legatura è tenuta assieme da un cordone che in rosso e bianco, riprende i colori della Polonia. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Non comune e molto raro a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di quest’importante opera satirica e propagandistica del noto pittore, caricaturista, illustratore, scrittore, traduttore e disegnatore polacco di lingua francese, Jerzy Soszyński-Ostoja conosciuto anche come Georges d’Ostoya (Pologne, 1878 – 1937). L’opera si avvale della prefazione di Antoine Potocki ed è una graffiante satira delle mire espansionistiche tedesche verso la Polonia  all’inizio del primo conflitto mondiale. Magnifiche le tavole, alcune anche a colori, stampate a tutta DSC_0821_clipped_rev_1pagina sormontano un breve commento che illustra l’avvenimento ed i personaggi ritratti. Ostoya fu un personaggio eclettico che visse una giovinezza avventurosa, passata in parte nelle Legione Straniera. Dal 1901 iniziò a farsi conoscere per la sua collaborazione al giornale satirico L’Asiette. Il suo tratto sembra ispirarsi, a volte, al caricaturista austriaco Eduard Thony. Tra il 1908 ed il 1909 illustra due celebri opuscoli scritti dall’anarchico Józef Zieliński (1861-1927) stampati in lingua polacca, direttamente a Parigi. Durante la Prima Guerra Mondiale sviluppa una fortissima avversione verso le mire espansionistiche tedesche producendo numerosi lavori che illustrano una Germania avida ed una famiglia imperiale austriaca decrepita e grottesca. Dal 1902 al 1912 pubblica diverse opere caricaturali dei regnanti europei con particolare interesse per la figura dello Zar Nicola II ma non tralasciando la famiglia reale inglese o i sultani turchi. Nel dopoguerra la sua produzione artistica diminuisce ma aumenta notevolmente il suo impegno nella traduzione dei grandi classici russi Tolstoj e Dostoïevski, in particolare. Fu autore anche di alcuni romanzi e racconti fantastici. Prima edizione molto rara a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. First edition, good copy.

200 euro

POLONIA LETTERATURA NOVECENTO PRIME EDIZIONI RARITà BIBLIOGRAFICHE GOMBROWICZ SCHULZ AVANGUARDIA

 DSC_0531_clipped_rev_1Gombrowicz Witold,

Dziennik 1961-1960,

S. luogo, Ikar, s. data (ma 1970)

20,5×14,3 cm; (2), 102 pp. Sopracoperta editoriale. Prima edizione, in buone-ottime condizioni di conservazione, stampata in Polonia clandestinamente, edita durante il periodo della messa all’indice delle opere del celebre scrittore, filosofo e commediografo polacco Witold Marian Gombrowicz (Małoszyce, 4 agosto 1904 – Vence, 24 luglio 1969) che insieme a Bruno Schulz ed a Stanisław Ignacy Witkiewicz detto Witkacy, costituisce la triade dei più importanti romanzieri polacchi del novecento. L’opera contiene una raccolta di pensieri, memorie, riflessioni filosofiche sul senso dell’arte, della vita, sulla condizione della Polonia ecc. ecc.,  chiosati, in forma di diario, da Gombrowicz tra il 1961 ed il 1963. L’immaturità è la lente attraverso la quale Gombrowicz, che sembra in qualche modo rileggere la poetica del fanciullino di Pascoli, vede la realtà rileggendola, trasformandola e più di tutto vivendola in ogni suo attimo. I personaggi di Gombrowicz sono imprevedibili come lo è anche il loro linguaggio, fatto di doppi sensi, fraintendimenti e giochi di parole. Il mondo quotidiano è visto da Gombrowicz come grottesco. I suoi personaggi, continuamente in movimento, sono alla ricerca continua della libertà ed in questa libertà distruggono e ricostruiscono in continuazione la realtà che li circonda. Anche gli stessi giochi di parole di Gombrowicz non sono altro che un inno alla libertà. Gombrowicz stesso visse una vita rocambolesca. DSC_0532_clipped_rev_1Partito nel 1939 per un viaggio in Argentino come giornalista (viaggio gratuito sponsorizzato da un armatore polacco per pubblicizzare le sue ultime novità navali) viene sorpreso dopo pochi giorni, dall’invasione nazista della sua patria. Gombrowicz decide di rimanere in Argentina (dove vivrà per ventiquattro anni) cercando di sopravvivere inventandosi i lavori più assurdi come ad esempio quello di invitato a matrimoni e funerali che mirabilmente descriverà nelle sue memorie. Qui apprende anche della morte dell’amico Schulz ucciso, per strada, da un soldato tedesco senza alcuna ragione precisa. Subito dopo la fine della guerra pubblica la sua prima opera in lingua spagnola “El casamento” che riceve grande apprezzamento. Velocemente la sua fama aumenta fino a quando l’università di Tucuman gli offre un posto da professore. Nel frattempo le sue opere, nella Polonia del dopoguerra sono bandite e distrutte (da qui la loro rarità). Le sue opere continuano però ad essere pubblicate anche in polacco grazie alla rivista Kultura e e alla sua casa editrice, l’Instytut Literacki (con sede a Maisons-Laffitte). Nel 1963, per la prima volta dal 1939 fa ritorno in Europa, a Berlino, invitato dalla fondazione Ford. Nel 1964 si trasferisce in Europa, prima a Parigi e poi a Vence dove morirà. Edizione rara. Rare.

50 euro

RISORGIMENTO GUERRE D’INDIPENDENZA ITALIANE UNIFICAZIONE BATTAGLIE RISORGIMENTALI RARO

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Stanislao Grimaldi, Zanelli Severino,

L’arte e le guerre dell’Indipendenza e dell’Unità d’Italia, Campagne del 1848-1849 dell’Esercito Sardo, Testo del Generale Severino Zanelli – Litografie del Conte Stanislao Grimaldi riprodotte in eliotipie da Pietro Carlevaris.

Torino, Stabilimento Tipografico G. U. Cassone, 1899

In oblungo (40,4×29,6 cm); (4), VII, (47), (2 b.) pp. e 34 c. di tav. Legatura editoriale coeva in piena tela rossa con titolo e stemma impressi in oro al piatto anteriore. Qualche lieve brunitura al dorso e un leggero difetto alla cerniera interna del piatto anteriore che si presenta leggermente lenta. Prima ed unica, rara edizione di questo importante testo dedicato alla Prima Guerra d’Indipendenza Italiana. Dedica manoscritto datata 1917 alla prima carta bianca. Front. in rosso e nero con ritr. seppia in tondo ornato del Conte Stan. Grimaldi del Poggetto. Il testo è opera del Generale Severino Zanelli, valente storico militare e studioso di strategia. L’opera riproduce in eliotipie, su carta di ottima qualità, le tavole che il Conte Stanislao  Grimaldi del Poggetto realizzò sotto indicazione di Alfonso Ferrero della Marmora, allora ministro della Guerra, per rivitalizzare il DSC_0876_clipped_rev_1 morale delle truppe italiane dopo il fallimento dei moti e del primo tentativo di unificazione, del 1848. Stanislao Grimaldi del Poggetto nacque nel 1825 a Chambery, dove il padre ricopriva la carica di aiutante di campo del governatore della Savoia. Grimaldi dimostrò fin in giovane età una predisposizione per il disegno e la pittura ma solo nei primi anni del 1840, iniziò a studiare pittura in modo  assiduo sotto la guida di Gonin e Beccaria. Nel 1849, dopo aver raggiunto cariche importanti all’interno del Reggimento Cavalleria, chiese di lasciare l’esercito, per dedicarsi completamente alla pittura. Si stabilì quindi a Torino. Contattato da La Marmora, Grimaldi si mise subito al lavoro. Realizzate le 35 tavole a matita ed acquerello, si recò a Parigi, all’epoca all’avanguardia per la produzione litografica e fece e realizzare 1200 esemplari. Nel 1853, l’intera collezione era terminata ed offerta in dono a Napoleone III. Per il lavoro svolto Grimaldi ricevette onorificenze dal re e dal ministro di Francia a Torino, arrivando ad essere nominato professore all’Accademia Albertina. Le tavole ebbero un enorme successo, tanto che come ci dice Zanelli a pagina VI, “divennero presto l’ornamento favorito delle abitazioni, degli uffici, delle sale di convegno delle caserme”. Vittorio Emanuele II gli assegnò un locale da adibire a studio, nelle palazzina di Stupinigi. Ebbe commissioni importanti dai Savoia, producendo ritratti, quadri di paesaggi ma anche disegnando le nuove divise dell’esercito sabaudo del DSC_0875_clipped_rev_1nascente Regno d’Italia e partecipò alla missione italiana in Persia del 1862. L’opera qui presentata, raccoglie per la prima volta, le 34 tav. di Grimaldi in forma di album, ognuna con una descrizione della battaglia rappresentata ad opera del Generale Severino Zanelli. Nelle litogr.: Gravellona, Pastrengo (Perrier), Santa Lucia (serg. Varenzano, furiere Bonifacio, march. Del Carretto), Peschiera, Goito (Riccardi), Mantova e Governolo (Fiora, Rodolfo di Gattinara), Rivoli (Barrot e Saunier, Prola, i Bersaglieri), Custoza Staffalo Sommacampagna Valeggio Goito (Garrucciu’, brigad. Prato e Gastoldi, sottot. Gottero, Castellaro), Volta (brigad. Cignetti), ritirata, Milano; la Sforzesca, Mortata (galli, Mathieu), Novara (Chiaffredo Piccotto e G. B. Borello d. Brig. Pinerolo; Erm. Forni di Parma), la Bicocca (brigata Savona). Opera molto rara ed in buone condizioni di conservazione.

500 euro

POLONIA LETTERATURA NOVECENTO PRIME EDIZIONI RARITà BIBLIOGRAFICHE FIRST EDITION GOMBROWICZ SCHULZ AVANGUARDIA

DSC_0529_clipped_rev_1 Gombrowicz Witold,

Bakakj,

Krakow, Wydawnictwo Literackie, 1957

19,8×12,8 cm; 248, (4) pp. Sopracoperta editoriale illustrata. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di quest’opera del celebre scrittore, filosofo e commediografo polacco Witold Marian Gombrowicz (Małoszyce, 4 agosto 1904 – Vence, 24 luglio 1969) che insieme a Bruno Schulz ed a Stanisław Ignacy Witkiewicz detto Witkacy, costituisce la triade dei più importanti romanzieri polacchi del novecento. L’opera è una riedizione, ma ampiamente rielaborata, tanto da venir considerata una prima edizione vera e propria, del debutto letterario di Gombrowicz, quel Pamiętnik z okresu dojrzewania (Memorie del periodo dell’immaturità) che uscì in un numero limitato di copie nel 1933. Bacacay prende il nome dalla via dove Gombrowicz soggiornò in Argentina quando arrivò nel paese sudamericano nel 1938. L’immaturità è la lente attraverso la quale Gombrowicz, che sembra in qualche modo rileggere la poetica del fanciullino di Pascoli, vede la realtà rileggendola, trasformandola e più di tutto vivendola in ogni suo attimo. I personaggi di Gombrowicz sono imprevedibili come lo è anche il loro linguaggio, fatto di doppi sensi, fraintendimenti e giochi di parole. Il mondo quotidiano è visto da Gombrowicz come grottesco. I suoi personaggi, continuamente in movimento, sono alla ricerca continua della libertà ed in questa libertà distruggono e ricostruiscono in continuazione la realtà che li circonda. Anche gli stessi giochi di parole di Gombrowicz non sono altro che un inno alla libertà. DSC_0530_clipped_rev_1Gombrowicz stesso visse una vita rocambolesca. Partito nel 1939 per un viaggio in Argentino come giornalista (viaggio gratuito sponsorizzato da un armatore polacco per pubblicizzare le sue ultime novità navali) viene sorpreso dopo pochi giorni, dall’invasione nazista della sua patria. Gombrowicz decide di rimanere in Argentina (dove vivrà per ventiquattro anni) cercando di sopravvivere inventandosi i lavori più assurdi come ad esempio quello di invitato a matrimoni e funerali che mirabilmente descriverà nelle sue memorie. Qui apprende anche della morte dell’amico Schulz ucciso, per strada, da un soldato tedesco senza alcuna ragione precisa. Subito dopo la fine della guerra pubblica la sua prima opera in lingua spagnola “El casamento” che riceve grande apprezzamento. Velocemente la sua fama aumenta fino a quando l’università di Tucuman gli offre un posto da professore. Nel frattempo le sue opere, nella Polonia del dopoguerra sono bandite e distrutte (da qui la loro rarità). Le sue opere continuano però ad essere pubblicate anche in polacco grazie alla rivista Kultura e e alla sua casa editrice, l’Instytut Literacki (con sede a Maisons-Laffitte). Nel 1963, per la prima volta dal 1939 fa ritorno in Europa, a Berlino, invitato dalla fondazione Ford. Nel 1964 si trasferisce in Europa, prima a Parigi e poi a Vence dove morirà. Prima edizione non comune.

130 euro

POLONIA POLSKA POLAND POLEN MICKIEWICZ STORIA PIRME EDIZIONI

 

DSC_0534_clipped_rev_1Mickiewicz Adam, Rattel Leonard,

Pierwsze Wieki Historji Polskiej dzielo posmiertne Adama Mickiewicza,

Paryz, Ksiegarnia Luxemburgska, 1868

In 8° (17×11,3 cm); XVIII, 118, (2) pp. Legatura coeva in piena tela con filetti a secco al dorso. Antica firma d’appartenenza privata al recto del frontespizio. Tagli marmorizzati. Buono stato di conservazione. Come in tutti gli esemplari, presente la censura a carta VI. Prima edizione, postuma, di questi scritti di Adam Mickiewicz dedicati alla nascita della Nazione Polacca, raccolti e commentati da Leonard Rattel. Grande poeta e scrittore polacco, Adam Mickiewicz (Zaosie o Nowogrodek, 24 dicembre 1798 – Costantinopoli, 26 novembre 1855) è considerato come il più importante scrittore polacco dell’ottocento. Mickiewicz occupa una posizione di primissimo piano all’interno del panorama del romanticismo polacco ed europeo ottocentesco.  La sua opera “Pan Tadeusz” divenne il canto della nazione polacca spartita da Russia, Prussia ed Austria sul finire del XVIII° secolo. Appartenente alla piccola nobiltà polacca di DSC_0533_clipped_rev_1campagna, crebbe in Lituania e seguì gli studi a Vilnius sotto la guida di Gotfryd Ernest Groddeck e Joachim Lelewel. Laureatosi iniziò ad insegnare al ginnasio di Kaunas. Durante i primi anni di insegnamento pubblicò le sue prime opere poetiche e partecipò alla fondazione del circolo politico-letterario segreto dei “Towarzystwo filomatów”. Nel 1818 pubblicò sul Tygodnik Wilenski (Settimanale di Vilnius) il poema Zima miejska (Città invernale). Nel 1822 uscì il suo primo volumetto che conteneva fra le altre opere il poema storico Grazyna e l’opera lirico-drammatica Dziady (Gli avi). Nel 1823 la polizia di Vilnius viene a conoscenza del circolo e ne arresta i principali animatori, fra i quali appunto Mickiewicz. Da questo momento in poi inizia la parte più travagliata, ma anche produttiva, della vita del poeta. Espulso dalla Lituania si ritira in Russia dove resta per cinque anni soggiornando a Mosca, San Pietroburgo e Odessa. Accolto con grande favore nei circoli letterari russi conosce la pianista Maria Szymanowska, i poeti Alexander Pushkin e Zinaida Aleksandrovna Belosel’skaja, ma anche il decabrista Kondratij DSC_0535_clipped_rev_1Fëdorovic Ryleev. Negli anni seguenti soggiornò in varie città europee, in particolar modo a Parigi, diventando sempre di più un simbolo poetico e letterario del nazionalismo polacco e dell’autodeterminazione dei popoli culminati con i moti del 1848 ai quali Mickiewicz prese parte nel lombardo-veneto. Qui infatti giunse dopo aver riunito una formazione militare fatta da volontari-esuli polacchi, la celebre “Legione Polacca” o “Legione Mickiewicz” che battagliò al fianco dei rivoltosi italiani impegnati a liberarsi del giogo del dominio austriaco. Secondo Mazzini, Mickiewicz fu il maggiore rappresentante di una nuova poesia europea ancor più di Byron. First edition.

130 euro

BATTAGLIA DI VIENNA WIEN JAN SOBIESKI ASSEDIO DI VIENNA MILITARIA BUDAPEST POLONIA POLOGNE POLSKA

 DSC_0549_clipped_rev_1Anonimo,

Istoria dove si contiene la liberazione di Vienna e presa della città di Strigonia, con la morte che ha fatta il Gran Visire.

In Lucca, per Salv. e  Giand. Marescand, s. data (ma 1700 circa)

In 12° (15×7,2 cm); (12) pp. Brossura marmorizzata ottocentesca. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bellissima scena xilografica al frontespizio con veduta dell’Assedio di Vienna da parte dei turchi. Rarissima placchetta che racconta la storia dell’Assedio di Vienna da parte delle armate turche nel 1683 e la successiva liberazione della città grazie DSC_0547_clipped_rev_1all’arrivo della celebre Cavalleria alata polacca, guidata dal re di Polonia, Jan III° Sobieski. L’opera segue poi a descrivere gli avvenimenti seguiti alla rottura dell’assedio con l’armata turca in fuga e quella polacca e cristiana unificata che la insegue. Le operazioni belliche proseguirono fino a raggiungere Budapest dove il Gran Visir, venne fatto giustiziare per ordine dello stesso capo militare turco e la città abbandonata alle truppe cristiana. Rarissimo resoconto di una delle battaglie più famose della storia dell’occidente che sancì definitivamente, l’espansione dell’Impero Ottomano verso l’Europa. La battaglia rimase celebre per il ruolo salvifico avuto dalla Cavalleria Polacca alata (le truppe polacche portavano sulle spalle delle ali con piume di aquila che durante la carica producevano un rumore impressionante)  che piombò sull’impreparato accampamento ottomano che nel caos più totale fu costretto ad una ritirata veloce e disordinata. Rarissimo. Very rare.

460 euro

POESIA ACQUEFORTI SAN MAURO DI ROMAGNA CERNUSCO SUL NAVIGLIO TIRATURA LIMITATA PASCOLIANA

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Pascoli Giovanni, Vico Viganò

Albo Pascoliano, Canti di Giovanni Pascoli, Acqueforti di Vico Viganò

Bologna, Editore Nicola Zanichelli, 1911

In folio (34×24 cm); 72, (2) pp. e 16 c. di tav. fuori testo. Legatura editoriale in piena pergamena con titolo al piatto anteriore e al dorso ed incisione con ritratto di Pascoli realizzata da Viganò al piatto anteriore. Bellissime le 16 tavole fuori testo con incisioni di Viganò, ognuna protetta da velina. Opera in tiratura limitata di soli 500 esemplari numerati ed autografati da Viganò, il nostro esemplare porta il numero 383. Qualche piccola e lieve macchiolina di foxing in poche pagine e nel complesso in buone condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione di alcuni componimenti pascoli ani illustrati da tavole del noto pittore ed incisore originario di Cernusco sul Naviglio, Vico Viganò (Cernusco sul Naviglio 1874 – ivi 1967). Nato come pittore, iniziò ad incidere quadri di T. Cremona ed alcune vedute del Lago di Garda. Nel 1910 fondò l’Associazione italiana degli acquafortisti e incisori. L’albo qui presentato è considerato fra le sue opere migliori. I componimenti pascoli ani illustrati sono: La Canzone della Granata, Dopo?, Italy, Orfano, I due vicini, Casa Mia, La Cavalla Storna, La quercia tradotta, La vendemmia, La fiorita. Non comune. Rif. Bibl.: Servolini; pag. 828 (per Viganò). Gambetti-Vezzosi; Rarità; 647: “Preziosa ediz. con incisioni originali, che raccoglie i 10 canti più famosi del Pascoli “.

280 euro

ILLUSTRATORI FRANCESI CARICATURE ANIMALI PARLANTI LIBRI ILLUSTERATI

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DSC_0769_clipped_rev_1Laneveux Louise,

Les Animaux parlants par Mme Louise Leneveux douze vignettes par Louis Lassalle coloriees avec soin.

Paris, Mme Ve Louis Janet Libraire-Editeur, s. data (ma 1849 circa)

In 8° (17×10,5 cm); XIII, 225, (3) pp. e 12 c. di tav. a colori fuori testo. Bellissima legatura editoriale in piena tela riccamente decorata, qualche strofinatura. Tagli riccamente dorati. Qualche macchiolina di foxing in poche pagine, un leggerissimo alone ed ininfluente alone al margine basso, qualche leggerissima ingiallitura all’antiporta  praticamente invisibile e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Ogni tavola è protetta da velina. Numerose vignette e testaine nel testo. Prima ed unica assai rara edizione di questo celebre volume illustrato, opera del famoso caricaturista e scrittore francese Louise Laneveux. L’autore fu autore di diverse opere illustrate sulla scorta dell’opera di Grandville. Bellissime e finissime le 12 tavole fuori testo con ricca coloritura coeva con scene antropomorfe. Prima ed unica edizione, molto rara. Very rare, first edition. Rif. Bibl.: World Cat, OCLC Number 458047369.

240 euro

MORTE SPEZIALI FARMACISTI FARMACOPEA FARMACIA ERBORISTERIA CURIOSITà MIRACOLI

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Anonimo,

Curioso contrasto Nato in una Campagna Tra La Morte, ed un Seplicista, il quale dopo voler sansare molte infermità con più erbe, convinto da essa, conosce, che il superar la Morte è il ben operare.

In Lucca, Per Salv. E Giandom. Marescand. e C., s. data (ma 1700 DSC_0550_clipped_rev_1circa)

In 12° (14,5×8,2 cm); (12) pp. Brossura marmorizzata ottocentesca. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bellissima scena xilografica al frontespizio con un farmacista-semplicista che mostra delle erbe alla morte. L’opera si sviluppa su un dialogo fantasioso fra una morte che predice mali ai semplicista e quest’ultimo che cerca di spiegare le piante che lo salveranno da tali mali. “M. Credi tu non venir nella mia lista, Dottor Abruzzo, e Astrologo boccali,e credi tu per esser semplicista, di poterla scampar da tutti i mali?, giacchè non ti spaventala mia vista, d’asma ti manderò dolor mortali, con un catarro sì fiero nel petto, che n’anderai dal letto al cataletto”. Alla fine trionfa la Morte con quella che lei chiama la “Morte Subitanea” non curabile con alcuna medicina. Molto rara ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

350 euro

CARICATURE ARTE BONZAGNI PRIME EDIZIONI FUTURISMO PROPAGANDA PRIMA GUERRA MONDIALE RARITà CENTO FERRARA MEDA

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DSC_0775_clipped_rev_1Bonzagni Aroldo,

I comandamenti di Dio, interpretazione biblica di Aroldo Bonzagni prefazione di Giannino Antona-Traversi

Milano, Rava’ & C. editori, s. data (ma 1915)

In 8° (18×15 cm); (1), 32, (1) cc. nn. Bellissima legatura editoriale illustrata a colori. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Timbro all’ultima carta dell’Esposizione Nazionale di Caricature, Pro mutilati, Bologna Primavera del 1916. Prima ed unica edizione di questa rarissima opera satirica anti-tedesca. Testo del celebre commediografo, scrittore e politico italiano Giovanni Francesco Pietro Antona Traversi, cognome mutato in Antona Traversi Grismondi con decreto della Curia di Milano 22 dicembre 1924, spesso chiamato Giannino Antona Traversi (Meda, 7 marzo 1860 – Verona, 26 dicembre 1939). Antona-Traversi, fratello dell’altro celebre commediografo Camillo, fu autore di commedie ironiche sulla società mondana di fine ‘800. Magnifiche le tavole realizzate dal noto artista centese, Aroldo Bonzagni (Cento, 24 settembre 1887 – Milano, 30 dicembre 1918) che con pungente e dissacrante satira attacca le pretese germaniche sul Belgio. Le tavole contrappongono ai Dieci Comandamenti biblici i Dieci Comandamenti che il Kaiser vorrebbe imporre al popolo belga durante la Prima Guerra Mondiale. Bonzagni morì poco dopo aver terminato l’opera. Recentemente, nel 2005, Vittorio Sgarbi ne ha curato una mostra tenutasi a Acqui Terme. Bonzagni fu tra i firmatari della prima edizione del Manifesto dei Pittori Futuristi nel 1910 ma si allontanò poi dal gruppo per divergenze artistiche. Influenzato dalla cultura “Secessionista” esposta nella primi anni del novecento alla Biennale, fu profondamente ispirato nella sua opera dalla rivista austriaca Ver Sacrum, fondata nel gennaio 1898 da Gustav Klimt e Max Kurzweil. Artista eclettico non disdegnò nemmeno la pittura murale. Ad esempio dal 1910 al 1911fu impegnato nella decorazione di una villa a San Donnino della Nizzola, nei pressi di Modena. Opera rarissima e ancor più rara a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione.

300 euro

CINEMA PRIME EDIZIONI GENOVA LIGURIA CAMPOMARONE PITTALUGA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA BOLOGNA HEPBURN LENI RIEFENSTHAL FRITZ LANG POLA NEGRI ALFRED HITCHCOCK FROLICH SERGIO TOFANO DE FILIPPO  JHON BARRYMORE

 DSC_0937_clipped_rev_1 DSC_0934_clipped_rev_1DSC_0950_clipped_rev_1 DSC_0938_clipped_rev_1  DSC_0941_clipped_rev_1 DSC_0940_clipped_rev_1  DSC_0939_clipped_rev_1 DSC_0942_clipped_rev_1 DSC_0943_clipped_rev_1 DSC_0945_clipped_rev_1 DSC_0946_clipped_rev_1 DSC_0948_clipped_rev_1 DSC_0949_clipped_rev_1 DSC_0947_clipped_rev_1Stefano Pittaluga,

La Società Anonima Stefano Pittaluga presenta la Produzione 1934 – 35 – XIII

Milano, Industrie Grafiche Nicola Moneta, 1934

32,5×23,5 cm; (76) pp. Legatura editoriale in piena tela con titolo impresso in amaranto su fascetta al piatto anteriore (un leggero alone di polvere). All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Timbro ed autografo del direttore del Cinema Imperiale di Bologna (storico cinema bolognese che sorgeva nella centralissima Via Indipendenza) recentemente chiuso e smantellato. Prima ed unica rarissima edizione di questo catalogo dei film presentati dalla Società Anonima Stefano Pittaluga per la stagione 1934-1935. Magnifiche le tavole a colori che presentano i film, alcune anche a doppia pagina. Si dice nell’introduzione “La produzione che la S. A. Stefano Pittaluga presenta per la stagione 1934-35 anno XIII reca il segno della più alta distinzione: le Coppe Mussolini per i due migliori film, italiano e straniero, premio ambitissimo che tutte le Case del mondo si contesero alla Mostra Internazionale della II Biennale di Venezia. Le pagine della nostra odierna raccolta recano pure il segno di un’altra vittoria: la produzione europea dall’Inghilterra alla Francia, dalla Cecoslovacchia all’Italia, ha ormai superato, per qualità di soggetti e per virtù di tecnici, per autorità d’artisti e per abilità di fotografi, tutto quanto la grande America ha potuto presentare quest’anno …”. La Società Anonima Stefano Pittaluga fu costituita su iniziativa di Stefano Pittaluga a Torino il 19 marzo del 1919. Stefano Pittaluga (Campomorone, in provincia di Genova, 2 febbraio 1887 – Roma, 5 aprile 1931) eraDSC_0935_clipped_rev_1 figlio di un imprenditore genovese attivo nell’esercizio di sale cinematografiche. Personaggio dalla grande intuizione commerciale fu tra i sostenitori del cinema sonoro e arrivando a suggerire un piano nazionale per il sostegno e lo sviluppo dell’industria cinematografia italiana attraverso l’elargizione di sostegno statale. Già dal 1911 è noleggiatore di film, ottenendo l’esclusiva di alcune pellicole americane per il territorio della Liguria. Deciso ad allargare il suo giro d’affari decide di fondare la Società Anonima che già sul finire del 1919 si espande su tutto il territorio nazionale arrivando a contare 200 sale ad essa collegate. Dal 1924 iniziò anche la produzione di alcune pellicole, rilevando diversi stabilimenti di ditte fallite, come la Fert, la Rodolfi Film, l’Itala Film e la Cines e costituendo due nuove società denominate Fert-Pittaluga e Cines-Pittaluga. Nel 1926 aveva già sbaragliato tutti i concorrenti nella distribuzione sul territorio nazionale acquisendo l’ultimo di questi, la celebre Unione Cinematografica Italiana. Nel 1932 muore Stefano e la Società passa sotto la direzione di Mario Scolza e inizia un lento ma inesorabile declino che la portò, nel 1936 allo scioglimento. L’opera presenta diversi celebri titoli come: La signora di tutti di Max Ophuls con Isa Miranda, La vita amorosa di Casanova di René Barberis con Ivan Mosjoukine, Melodramma di Fritz Lang con Elsa Merlini, Seconda B di Goffredo Alessandrini con Sergio Tofano, Volga in fiamme di Venceslao Tourjanski, L’ebreo errante di Maurice Elevey con Conrad Veidt, Amore imperiale di Gaston Ravel con Pola Negri, Signora Paradiso di Enrico Guazzoni con Memo Benassi, Suss l’ebreo di Lothar Mendes con Conrad Veidt, La marcia di Rakorji di Gustav Frölich,Stefan Szekely, Paraninfo di Amleto Palermi con Angelo Musco, Il figlio del Carnevale di Alexander Wolkoff con Ivan Mosjoukine, La bella maledetta di e con Leni Riefenstahl, Notti DSC_0936_clipped_rev_1moscovite di Alexis Granowski, Paradiso in fiore di Victor Saville, Vienna di Strauss di Alfred Hitchcock con Jessie Mattews, Il cappello a tre punte di Mario Camerini con Edoardo e Peppino De Filippo, Fedora di Louis Grasnier, L’uragano di V.Petroff, Febbre di vivere di George Cukor con Katharine Hepburn, John Barrymore, Chu Chin Chow di Walter Forde, Celiuskin – documentario U.R.S.S., Bella donna di Robert Milton con Conrad Veidt, Il figlio di Kong con Robert Armstrong, Notti di Pietroburgo di G.Rochal e V.Stroyeva, Dick Turpin,brigante gentiluomo di John Stafford con Victor McLaglen, Estasi con Hevy Keyssler, La bella addormentata di Karl Lamac con Anny Ondra, La figlia del reggimento di Karl Lamac con Anny Ondra, Lot in Sodoma di Sibley Watson e Melville Webber, Ritorno alla felicità di Carl Boese con Luise Ullrich, La vita di Virginia Winters di Alfred Santell con Ann Harding, Piccole donne di Georges Cukor con Katharine Hepburn, Paganini con Ivan Petrovich, Il tenente degli Honved di e con Gustav Fröhlich, L’eredità dello zio buonanima di Amleto Palermi con Angelo Musco, ecc. ecc. Opera rarissima e importante per la storia del cinema italiano. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

500 euro

LONDRA LONDON ARTI E MESTIERI WORKERS CARICATURE CARICATURES ILLUSTRATI

 DSC_0808_clipped_rev_1 DSC_0807_clipped_rev_1 DSC_0806_clipped_rev_1 DSC_0810_clipped_rev_1 DSC_0809_clipped_rev_1

DSC_0805_clipped_rev_1Nicholson William, W. E. Henley,

London types,

London, Heinemann, 1898

In 4° grande (33×26,5 cm); (2 b.), 44, (2 b.) pp. Legatura editoriale in mezza tela e cartoncino rigido illustrata, qualche piccola strofinatura agli angoli. Tagli in rosso. Opera stampata su carta forte con leggera ed editoriale brunitura. 13 magnifiche illustrazioni di William Nicholson. Prima edizione in buone condizioni di conservazione. I ritratti mostrano: Bus Driver (couverture), Guardsman, Hawker, Beef-Eater, Sandwich-Man, Coster, Lady, Bluecoat Boy, Pol iceman, News-Boy, Drum-Major, Flower Girl and Barmaid. Le tavole di Nicholson sono accompagnate da componimenti di W. E. Henley. Sir William Newzam Prior Nicholson (5 febbraio 1872 – 16 maggio 1949) fu un celebre pittore inglese. La sua produzione artistica spaziava dalle nature morte ai paesaggi ed ai ritratti. E’ molto noto anche per il suo lavoro come incisore, illustratore, autore di libri per bambini e designer per il teatro. Fu allievo di William Cubley. London Types presenta alcune tipiche figure della vita quotidiana londinese della fine del XIX° secolo. Le tavole presentano una lieve ed elegantissima coloritura coeva. Maestro della tecnica xilografica, riuscì a rielaborarla in chiave moderna. In particolare nelle illustrazioni dei libri raggiunse livelli altissimi. London Types è considerato uno dei capolavori di Nichilson. Prima edizione. First edition.

200 euro

STREGONERIA MAGIA SPAGNA SPAIN BARCELLONA BARCELONA MIRACOLI RARITA’ STREGHE ASSASSINII OMICIDI RAPIMENTI

DSC_0546_clipped_rev_1Anonimo,  Fulgenzio Bozzolino,

La Catalana Punita ovvero nuovi eccessi di meraviglia, Specchio a chi non osserva il quarto Comandamento di Dio. Crudelissimo, e meraviglioso caso, seguito nella Città di Barcellona, Capo della DSC_0545_clipped_rev_1Catalogna. Tradotto dallo Spagnuolo in Italiana dal P. Maestro Fulgenzio Bozzolini Romano, Osservante.

In Luc. Per Salv. E Giand. Maresc. E Com., s. data (ma 1700 circa)

In 12° (14,5×8,2 cm); (12) pp. Brossura marmorizzata ottocentesca. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bellissima scena xilografica al frontespizio con strega che brucia nelle fiamme sorretta da due demoni. Rarissima edizione di questa placchetta curiosa che narra una storia di magia, stregoneria, assassinii, avvelenamenti, rapimenti e miracoli avvenuti a Barcellona. Rarissimo, nessun esemplare censito in ICCU in questa edizione edita da Marescandoli a Lucca. Magnifica la tavola xilografica al frontespizio. Rare.

380 euro

AVANGUARDIE ARCHITETTONICHE STORIA DELL’ARCHITETTURA ARCHITETTURA ARTE EDIZILIA PRIVATA PRIME EDIZIONI

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  DSC_0541_clipped_rev_1AA. VV.

Case del Nostro Tempo. Mostra Internazionale d’Architettura Moderna, Bergamo 15-30 Marzo 1947.

Bergamo, Poligrafiche Bolis, 1947

In 8° (21,8×14,5 cm); 90, (6) pp. Brossura editoriale illustrata e a colori. Qualche lievissimo difetto al dorso, una piccola macchiolina al margine alto del piattoDSC_0542_clipped_rev_1 anteriore e all’interno in ottime condizioni di conservazione. Piccola ed elegante antica firma d’appartenenza privata al frontespizio, datata 1947. Prima non comune edizione di quest’importante opera di architettura che presenta progetti di abitazioni d’avanguardia di Frank Lloyd Wright, Le Corbusier, Loos, Lurcat, Wright, Gropius, Breuer, Neutra, Aalto, Terragni, Pagano, Cattaneo, Muzio, Mollino e altri. I testi critici esplicativi dei vari progetti furono scritti da Tito Spini, Edoardi Persico, Alfonso Gatto, Nestorio Sacchi, Pier Maria Bardi e Ernesto N. Rogers. Opera di notevole interesse per la storia dell’architettura d’avanguardia. Grande spazio è riservato alla celebre “Casa della Cascata” di Frank Lloyd Wright. Non comune, quattro soli esemplari censiti in ICCU. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CUB\0472685.

150 euro

SATIRA CARICATURA ARTE CARICATURES CARICATURE SAN SEVERINO MARCHE PRIME EDIZIONI RARITà LIBRI D’ARTE

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DSC_0829_clipped_rev_1  DSC_0827_clipped_rev_1

DSC_0826_clipped_rev_1Giris Cesare,    

Pagine di Sangue, Composizioni di Cesare Giris,

Roma, Libreria Editrice Mantegazza, S. data (ma 1916)

In folio (38,5×28,5 cm); (20) pp. Brossura editoriale in rosso e nero con titolo su sfondo che richiama del sangue che cola sulla pagina. Magnifiche le tavole litografiche a colori. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica rara edizione, di questo importante lavoro del noto artista originario di San Severino Marche, Cesare Giris (San Severino Marche 1877 – Roma 1941). L’opera è una raccolta di tavole satiriche di propaganda antigermanica, prodotte da Giris tra il 1915 ed il 1916. Proveniente da una famiglia della piccola borghesia della Provincia di Macerata, Cesare Giris studiò l’arte pittorica all’Accademia di Belle Arti di Roma (IT) dove imparò l’arte del disegno del nudo, la scultura. Ricevute due borse di studio potè iscriversi alla prestigiosa Accademia di San Luca, dove si specializzò in architettura. Coinvolto dall’architetto Giuseppe Sacconi alla realizzazione del Monumento a Vittorio Emanuele II, negli stessi mesi inizia a collaborare alla rivista satirica italiana “Fantasio”. Qui conosce Bontempelli del quale diventa buon amico. Continua a coltivare in modo particolare la scultura realizzando il celebre busto mortuario di Umberto I ed un servizio d’argento appositamente commissionatogli dalla Regina Margehrita. A soli 24 anni, sembra disgustato dal clima politico reazionario italiano, decide di lasciare Roma per recarsi a Parigi. Qui a partire dal 1903 quando la rivista satirica “L’Assiette au beurre” gli commisione una serie di tavole dedicata al Papa ed alla laicità della società, collabora con diverse riviste, raggiungendo in breve tempo una fama per le sue caricature vive e sprezzanti. Negli anni parigini, Cesare frequenta Montmatre ed il Quartiere Latino dove incontra e conosce diversi artisti italiani come Leopoldo Fregoli. Stringe amicizia anche con diversi artisti francesi fra i quali Georges Rouault. Nel 1910 espone al celebre “Salon des Indépendants” e ritorna in Italia dove partecipa all’ DSC_0828_clipped_rev_1“Esposizione umoristica internazionale” tenutasi al Castello di Rivoli. Nel 1915, allo scoppio del primo conflitto mondiale viene richiamato in patria, ma viene presto riformato. Decide di partecipare allo sforzo bellico italiano sfruttando la sua arte e compone quello che viene considerato il suo capolavoro “Pagine di Sangue” nel quale, 17 dipinti espressionisti, raffiguranti l’orrore e la tragedia delle trincee si alternano ad una graffiante critica del desiderio espansionistico germanico. Stampato dalla Libreria Editrice Mantegazza con la collaborazione delle Officine Istituto Italino d’Arti Grafiche di Bergamo, con testo in italiano e francese, nonostante la bassissima tiratura, l’opera ebbe un’enorme apprezzamento nazionale ed internazionale tanto che diverse testate estere ne scrissero. Opera molto rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CUB\0419402.

250 euro

CARICATURE CARICATURES CINEMA TEATRO ATTRICI LIVORNO SECESSIONE SECESSION ARTE

 DSC_0902_clipped_rev_1 DSC_0901_clipped_rev_1 DSC_0900_clipped_rev_1  DSC_0903_clipped_rev_1

DSC_0899_clipped_rev_1Cappiello Leonetto, Prevost Marcel,

Nos Actrices par L. Cappiello, Preface de Marcel Prevost

Paris, Editions de la Revue Blanche, 1899

In folio (45×35,5 cm); 23 cc. nn. Brossura editoriale arancione con titolo in nero e bianco al piatto anteriore (qualche lieve difetto al dorso senza perdita di carta). Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Terza non comune edizione, stampata lo stesso anno della prima edizione, di questa celebre opera del grande artista, pubblicitario, caricaturista ed illustratore livornese Leonetto Cappiello (Livorno, 9 aprile 1875 – Cannes, 2 febbraio 1942). Cappiello insieme a fu assieme a Adolf Hohenstein, Giovanni Maria Mataloni, Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich, è stato uno dei padri del moderno cartellonismo pubblicitario italiano. Fu fa i più innovativi illustratori del periodo. Cappiello fece il suo debutto artistico nella mostra che è considerata fra una dei manifesti della nascente corrente “Secessionista”, la celebre mostra “Promotrice di Firenze” tenutasi nel 1891. Nel 1898 Cappiello si sposta a Parigi dove adegua la propria arte a DSC_0898_clipped_rev_1 (1)quella dei maestri cartellonisti dell’epoca. In questi primi periodi parigini inizia anche a pubblicare sulla rivista Le Rire le prime caricature di personaggi celebri, partendo dall’attore Ernesto Novelli e da Giacomo Puccini. In breve tempo diventa popolarissimo tanto che le sue caricature sono richieste da importanti riviste come Le Cri de Paris, La Rampe, Le Sourire, Le Figaro e Le journal. Nel 1899 la celeberrima rivista “Revue Blanche” pubblica questo album “Nos Actrices”, un Portfolio di 18 caricature dedicato ad alcune delle più famosi attrici francesi dell’epoca quali Marthe Brandes, Cecile Sorel, Sarah Bernhardt (come Medea), Rejane, Megard, Jeanne Granier, Marcelle Lender, Simon Girard ed altre. Scrive Prevost nella prefazione “Voici un artiste nouveau, une vision nouvelle des types feminins, une facon neuve de traduire par le crayon et le pinceau l’impression d’art”. Nello stesso 1899 produce il suo primo cartellone pubblicitario.  Nel 1900 sulla scorta del successo dei suoi cartelloni sigla un contratto con l’editore-stampatore Vercasson avviando una collaborazione che si protrarrà per 16 anni. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

340 euro

MASCHERE CARNEVALE MAQUES BUFFONI BOUFFONS COMMEDIA ITALINANA COMEDIE ITALIENNE ARLECCHINO PANTALONE COLOMBINA GIANDUJA TEATRO

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  DSC_0785_clipped_rev_1DSC_0787_clipped_rev_1DSC_0786_clipped_rev_1   DSC_0788_clipped_rev_1 DSC_0792_clipped_rev_1 DSC_0791_clipped_rev_1 DSC_0790_clipped_rev_1 DSC_0789_clipped_rev_1

Sand Maurce,

Masques et bouffons (comédie italienne). Textes et dessins par Maurice Sand, gravures par A. Manceau. Préface par George Sand. Tome Premier – Tome Second

Paris, Michel Levy Freres, 1860

In 4° (26,5×18 cm); 2 tomi: VIII, 356 pp. e 25 c. di tav. e 384 pp. e 25 c. di tav. Bellissima legatura editoriale in piena tela blu con titolo e ricca scena animata al piatto anteriore entro cornice a secco, maschera e numero del volume impresso in oro al dorso. Tagli riccamente dorati. Qualche piccola spellatura agli angoli dei patti. Al piatto posteriore cornice a secco e al centro altra figura. Qualche lieve fioritura e foxing al margine esterno di alcune delle tavole e in alcune pagine di testo, come in tutti gli esemplari, dovuti alla qualità della carta utilizzata per la stampa e per il restoDSC_0784_clipped_rev_1 esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione completa di questa celebre monografia illustrata da belle tavole in acciaio, dedicata alle maschere popolari della commedia d’arte italiana. L’opera è considerata il più importante studio sulle maschere della commedia dell’arte (caratteristiche anche del carnevale italiano) e fu compilata dal celebre pittore e disegnatore francese figlio di George Sand, Maurice Dudevant (Parigi 1825 – Nohant, Indre, 1889). Personaggio eclettico fu uno studioso anche di biologia e  geologia. Studente di Delacroix, oltre ad illustrare diverse opere della madre, scrisse anche  numerose novelle e racconti di viaggio come Raoul de la Chastre (1865) e Six mille lieues à toute vapeur (1862). L’opera qui presentata è un monumentale studio dedicato alla commedia dell’arte italiana ed alle sue numerose e caratteristiche maschere. Ogni maschera, presentata con i vari nomi con i quali è conosciuta, è affiancata da almeno una bellissima tavola. Numerose le maschere analizzate e descritte (l’elenco delle stesse si trova su ognuno dei piatti anteriori dell’opera) come Arlecchino, Trivelino, Pulcinella, Meo-Patacca, La Ballerina, Spavento, Spezaffer, Giangurgolo, Colombina, Coraline, Pagliaccio, Pedrolino, Pierrot, Pepe-nappa, Orazio, Ottavio, Lelio, Leandre,Pantalone, Baloardo, Biscegliese, Cassandre, La Cantatrice, Ruzzante, Menego, Steneterello, Gianduja, Fiorinetta, Fritellino, Coviello, Brighella, Scapino, Beltrame, Mezzettin, Isabella, Silvia, Scaramuccia, Pasquariello, Narcisino, Tabarin, Tartaglia, Le Notaire, El Apoticaire. Prima edizione in buone condizioni di conservazione. Good copy.

450 euro

POESIA ILLUSTRATORI LIBRI ILLUSTRATI DORé

DSC_0845_clipped_rev_1 DSC_0851_clipped_rev_1 DSC_0850_clipped_rev_1 DSC_0849_clipped_rev_1  DSC_0847_clipped_rev_1 DSC_0846_clipped_rev_1

Coloridge Samuel, Gustavo Dorè, Nencioni Enrico,

La leggenda del Vecchio Marinaio di Samuele Coloridge, tradotto in prosa da Enrico Nencioni ed illustrata da Gustavo Doré (Tre vignette nel testo, Frontespizio e Trentotto Tavole staccate).

Milano, Tipografia di C. Rebeschini e C., Dicembre 1889

In folio (44,5×32,7 cm); (2), 14 pp. e 41 c. di tav. Legatura editoriale in mezza tela rossa illustrata e a colori al piatto anteriore (grigia muta al dorso) con cordoni rossi, qualche strofinatura ai piatti. All’interno, lieve foxing alle prime due carte. La grandissima parte degli esemplari presentano un foxing diffuso a causa della qualità della carta utilizzata, questo nostro esemplare invece, a parte un lieve foxing alle prime due carte, si presenta pulito ed in buone-ottime condizioni di conservazione.  L’opera contiene 3 vignette nel testo e 38 tavole single sciolte a piena pagina realizzate appositamente da Doré per illustrare l’opera. Magnifica edizione di quest’importante opera del grande poeta, filosofo e critico letterario inglese, Samuel Taylor Coleridge (Ottery St Mary, 21 ottobre 1772 – Highgate, 25 luglio 1834), illustrata dal celeberrimo pittore ed incisore francese, Paul Gustave Louis Cristophe Doré (Strasburgo, 6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883) che fu tra gli illustratori più influenti del XIX° secolo. L’opera che vene donata dal Corriere della Sera ai suoi abbonati è la prima edizione italiana illustrata DSC_0848_clipped_rev_1dal Dorè, nella traduzione di Enrico Nencioni, del capolavoro di Samuel Coloridge “The Rime of the Ancient Mariner”. “La ballata del vecchio marinaio, come già accennato, rappresenta il contributo più significativo di Coleridge alle Ballate liriche, pubblicate nell’anno 1798 con la collaborazione di Wordsworth. Si tratta di una ballata, divisa in sette parti e strutturata prevalentemente in quartine con schema metrico ABCB; ad essere narrate sono le vicende di un marinaio, vittima di un funesto maleficio dovuto all’uccisione immotivata di un albatro. È proprio con questa suggestiva metafora che Coleridge ci parla di colpa, redenzione e sofferenza, facendo assurgere queste condizioni ad un piano religioso: l’assassinio dell’«uccello pio e di buon augurio», da Coleridge paragonato a «un’anima cristiana», simboleggia un peccato contro la Natura, e quindi contro Dio. Dal punto di vista letterario, la ballata sembra alludere alla vita ed allo scopo dell’artista: colui che, dopo esser stato allontanato dalla ricerca della Verità, viene salvato dal potere dell’immaginazione, e torna per narrare la storia ai propri simili.”. Opera non comune.

180 euro

CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA POEMI EPICI EPICA FERRARA SORRENTO GERUSALEMME LIBERATA GOFFREDO VENEZIA STAMPATORI TASSIANA

 DSC_0536_clipped_rev_1  DSC_0539_clipped_rev_1

DSC_0537_clipped_rev_1Tasso Torquato,

Il Goffredo, Overo Gierusalemme Liberata, Poema Heroico del Signor Torquato Tasso, con l’Allegoria universale dell’istesso. Et con gli Argomenti del Sig. Horatio Ariosti.

In Vinegia, Presso Daniel Bisuccio, 1606

In 16° (12,9×7 cm); 521, (9 b.) pp. numerosi errori di numerazione nelle pagine. Completo. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con decorazione a secco ai piatti. Nome dall’autore chiosato da mano coeva al dorso. Piatti interni foderati con bella carta marmorizzata coeva. Antica firma d’appartenenza privata alla prima carta bianca. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Tutto il testo entro bella ed elegante cornice. Magnifico frontespizio allegorico. Assai  rara edizione, quattro soli esemplari censiti in ICCU, di questa edizione veneziana, stampata da Daniele Bisuccio, del capolavoro del grande poeta, scrittore e drammaturgo sorrentino, Torquato Tasso (Sorrento, 11 marzo 1544 – Roma, 25 aprile 1595). Questa edizione si avvale del commento del celebre letterato ferrarese, pronipote di Lodovico Ariosto, Orazio Ariosto (Ferrara, 1º novembre 1555 – Ferrara, 19 aprile 1593). Ariosto, amico di Tasso, partecipò ad una celebre polemica con Camillo Pellegrino su quale, fra la Gerusalemme Liberata e l’Orlando Furioso, fosse il poema migliore. Ariosto, che cercò di difendere la grandezza dell’opera del suo avo, in un primo momento sembrò essere avverso al poema di Tasso (sicuramente Tasso prese le sue parole come una critica alla propria opera), ma arrivò poi a sostenere che le due opere fossero in quanto totalmente diverse, incommensurabili. Il letterato ferrarese che in giovane età era stato personaggio dalla personalità irrequieta e irriverente, finì anche in carcere a causa di una baruffa, con il sopraggiungere della maturità si pentì dei propri errori, a tal punto che diventò canonico. A lui si devono diversi testi critici e a numerosi DSC_0538_clipped_rev_1componimenti poetici, anche un poema di un certo interesse, dal titolo Alfeo che però lasciò incompleto. L’edizione qui presentata, riporta all’inizio del volume la celebre “Allegoria del Poema” con la quale Tasso, nel 1576, rielaborò l’intera opera in chiave comica, sicuramente, con l’intenzione di evitare le possibili accuse di immoralità che già da alcuni ambienti avevano iniziato a circolare. Basti ricordare che i timori e gli scrupoli di carattere religioso divennero per il Tasso così ossessive da assumere le sembianze di vere e proprie manie di persecuzione, tanto da chiedere ed ottenere, di essere sottoposto di sua spontanea iniziativa, al giudizio della’Inquisizione Ferrarese ricevendo due assoluzioni nel 1575 e 1577.  L’opera riporta ancora il titolo di “Goffredo” richiamandosi ai numerosi tentennamenti, correzioni, rivisitazioni che lo stesso Tasso fece del proprio capolavoro, analizzandolo, correggendolo e rileggendolo anche in alcuni minimi particolari. Celebre una lettera diretta al Cardinale Scipione Gonzaga al quale scrive nell’ottobre del 1575 «Forse a questa particolare istoria di Goffredo si conveniva altra trattazione; e forse anco io non ho avuto tutto quel riguardo che si doveva al rigor de’ tempi presenti […] E le giuro che se le condizioni del mio stato non m’astringessero a questo, ch’io non farei stampare il mio poema né così tosto, né per alcun anno, né forse in vita mia; tanto dubito de la sua riuscita». Edizione fra le meno comuni. Esemplare in buone condizioni di conservazione, raro. A good copy, rare. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LO1E\000388.

280 euro

STORIA DELL’ARTE ROMA PAESAGGI PAESAGGISTI GERUSALEMME LIBERATA TASSIANA PUGILATO MERCANTI D’ARTE ROMANI ARTE CLAUDE LORRAINE

 DSC_0854_clipped_rev_1DSC_0858_clipped_rev_1  DSC_0857_clipped_rev_1  DSC_0856_clipped_rev_1 DSC_0855_clipped_rev_1

DSC_0853_clipped_rev_1Lorraine Claude (o Caludio Gelée), Guattani Giuseppe Antonio,

Paesaggi in Tavola, giudicati di Claudio Gelée con il testo di Giuseppe Antonio Guattani,

Romam Nella Stamperia di Filippo e Nicola de Romani, 1826

In folio; (28) pp. e 10 magnifiche c. di tav. fuori testo in sanguigna opera di Claude Lorraine (Claudio di Lorena) ed incise da L. Carracciolo. Legatura coeva in mezza-tela con piatti foderati con bella carta marmorizzata. Antica firma d’appartenenza privata al margine basso del frontespizio. Qualche macchiolina di foxing, fra l’altro meno intense che negli altri, pochi, tipiche dell’opera, causate dalla qualità utilizzata nella stampa ma nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Titolo manoscritto su fascetta al piatto anteriore. Prima ed unica edizione di questo magnifico volume che illustra questa raccolta di 10 magnifiche tavole. Le tavole sono minuziosamente descritte da dal celebre archeologo, scrittore, musicista, professore di Storia e di Mitologia, Giuseppe Antonio Guattani (Roma, 18 settembre 1748 – Roma, 29 dicembre 1830), che di illustri natali (il padre fu medico personale di tre pontefici), fu a lungo segretario perpetuo dell’Accademia di Belle Arti e dell’Accademia di Archeologia di Roma. A lui si deve una celebre descrizione dei monumenti romani. In quest’opera, il testo di Guattani affianca le 10 magnifiche tavole del grande pittore francese Claude Gellée (o Gelée) detto Lorrain, o anche Claudio Lorenese (Chamagne, 16 dicembre 1600 – Roma, DSC_0852_clipped_rev_123 novembre 1682), che fu a lungo attivo a Roma e che insieme a Nicolas Poussin, è considerato il maestro del genere del paesaggio ideale. Lorraine elaborò la sua estetica sull’interpretazione classicistica della natura operata dai grandi pittori bolognesi,  Annibale Carracci e Domenichino. Guattani racconta “Dieci tavole colorite a Tempera dall’immortale Claudio Lorenese sono state acquistate dal Sig.r Carlo Trebbj negoziante di oggetti d’arte in Roma. Così bella Decade ne sembra un tesoro per l’Arte del Paesaggio, formando una serie di Claudj, dove il trovarne uno a gran fortuna reca …”. La tavola con “Lotta in un Parco di Londra” riprende una scena di pugilato “Richiama tal combattimento l’antico Pugillato che Cesto non fosse; il quale esercizio non già esclusivamente, ma come in propria sede fiorisce tutt’ora nella Gran Bretagna, fino ad esserne scuola e maestranza”. Guattani, individua poi nelle seguenti tavole, un’ispirazione dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, assegnando ad ognuna un titolo. Si vedono così le tavole: Erminia che dorme; Erminia ed il Pastore; Erminia alla Capanna; Si disegna il viaggio di Carlo e di Ubaldo; Carlo, Ubaldo ed il Mago; Ancelle di Armida con offerte; Armida con Ancelle Danzanti; Armida lascia per momenti Rinaldo; Liberazione di Rinaldo. Molto raro. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LO1E\002623.

450 euro

ECONOMIA PRIME EDIZIONI ECONOMY IMOLA DIRITTO ILLUMINISMO

 DSC_0931_clipped_rev_1 DSC_0932_clipped_rev_1Valeriani Molinari Luigi,

De’ Cambj e più particolarmente del cambio trajettizio mercantile trattatello, per uso degli Studiosi Giovani in Giurisprudenza ed in quella parte massimamente del Gius delle Genti privato, e pubblico la qual dicesi Politica Economia.

Bologna, Coi tipi di Annesio Nobili, 1823

In 8° (19,5×12,8 cm); XCV, (1), 208, (6) pp. e una c. di tav. Esemplare completo dell’errata, dell’imprimatur e della pagina di spiegazione della tavola fuori testo, spesso assente. Bella legatura coeva in mezza-pelle scura con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Qualche tipica macchiolina di foxing dovuta alla qualità della carta utilizzata per la stampa e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di quest’opera di economia del celebre economista e professore imolese, Luigi Valeriani (Imola, 1758 – Bologna, 1828). L’autore fu uno dei pionieri delle tecniche di insegnamento economico moderno. Valeriani, laureatosi in diritto civile dello Stato e della Chiesa nel 1782, si appassionò di economia nei circoli letterari e scientifici bolognesi dove conobbe Francesco Tognetti, il fisico e matematico Sebastiano Canterzani, e i due fratelli Aldini. Con Giovanni Aldini, del quale divenne buon amico, partecipò al Consiglio della Repubblica Cisalpina venendo incaricato, DSC_0933_clipped_rev_1proprio insieme a quest’ultimo, di redigere un nuovo piano di istruzione per tutto il paese. Nel 1801 divenne docente docente di economia pubblica, portando avanti, fra i primi in ambito accademico, la convinzione che la scienza economica non potesse fare a meno della matematica. Fu un sostenitore dell’istruzione pubblica come soluzione al pauperismo. Di estrazione illuminista si batté sempre per il trionfo della ragione e di una scienza rigorosa a ponderata, sull’improvvisazione. Insieme ad Aldini, lasciò i suoi beni al Comune di Bologna con l’intento di garantire l’istruzione e l’apprendimento di un mestiere, ai ragazzi delle classi sociali più povere. Fu un economista molto apprezzato che studiò, profondamente, il legame fra economia e diritto. Molto importanti sono i suoi studi dedicati alla teoria del valore che secondo Valeriani deve essere il rsultato della legge della domanda e dell’offerta e che seppur spesso scritti con uno stile pesante e prolisso, contengono numerosissimi spunti ed intuizioni originali. Non comune prima edizione. First edition. Rif. Bibl.: Kress C.1049; Einaudi 5807; non in  Goldsmiths’.

420 euro

LIBRI PER BAMBINI PEDAGOGIA RAVENNA FIABE ANTROPOMORFE RAVENNA RARITà BIBLIOGRAFICHE PRIME EDIZIONI FABLE PEDAGOGIA

 DSC_0804_clipped_rev_1 DSC_0803_clipped_rev_1 DSC_0800_clipped_rev_1Augusta Rasponi del Sole,

Inconcludenza di Gugù,

Ravenna, S. stampatore, 1900

In oblungo (21.9×15 cm); 17 cc. nn. Bella brossura editoriale illustrata con immagine antropomorfa di un  oca che insegna ai bambini. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Magnifiche e finissime le tavole a colori. Prima, unica e rarissima edizione di questo libro per bambini, della celebre artista ravennate, Augusta Rasponi del Sale (Ravenna, 16 novembre 1864 – Ravenna, 1942). Appartenente alla celebre nobile famiglia ravennate dei Rasponi del Sole, Augusta dimostrò fin da piccola una innata predisposizione per il disegno, la pittura e la narrazione di fiabe e racconti da lei inventati. Stringe amicizie con numerose giovani nobildonne colte e raffinate come  la Contessa Nie Rasponi, Gabriella Rasponi Spalletti, la Contessa Lovatelli, la Signora Rava, la Contessa Maria Pasolini dall’Onda, la Contessa Angelica Rasponi, Antonia Suardi, Maria Rizzi, Cesira Calzati, Paola Lombroso Carrara, Augusta Reggiani Banfi con le quali crea un vero e proprio circolo letterario dove Augusta può sviluppare tutte le sue doti artistico-letterarie e dove il suo carattere frizzante, anticonformista ed garbatamente polemico dimostra tutta la sua brillantezza. Durante la visita alla Regina Margherita l’amica che l’accompagna, l’apostrofa dicendogli “Sei proprio un’oca!”. Augusta, invece di considerare la frase un’offesa, ne approfitta per iniziare a disegnarsi come un’oca antropomorfa. E’ la nascita di uno dei suoi personaggi più celebri che presenterà in varie magnifiche, ma tutte rarissime, pubblicazioni edite, in tiratura limitatissima, solo per gli amici a partire dal 1899, anche se l’Inconcludenza di Gugù che esce nel 1900 è la prima opera, non in forma di calendario ad essere pubblicata. L’oca Gugù diventa il mezzo attraverso il quale, l’autrice, dà espressione visiva alle sue emozioni, stati d’animo, difficoltà personali, dubbi e preoccupazioni ma anche al suo desiderio di essere un aiuto ed una guida per lo sviluppo educativo dei bambini, dimostrando anche una non banale conoscenza della psicologia infantile. Scrive Alfonso Rubiani nel 1900, in un articolo DSC_0802_clipped_rev_1apparso sul resto del Carlino, ““solitaria gentile novità d’arte è una signora di Ravenna che ormai per tutto, forse prima che in patria, è nota col pseudonimo di Gugù. A Londra e in Germania stampano gli schizzi di Gugù, e Robert de la Sizeranne nella Revue des deux mondes quanto prima dirà di Lei e della sua arte, venuta su dal cuore, senza maestri…”. L’autrice collaborò con diverse celebri riviste come il “Giornalino della Domenica” ed il “Corriere dei Piccoli” e stringe amicizia con numerosi illustratori come ad esempio, Luigi Bertelli, in arte Vamba, con il quale intrattiene anche una regolare corrispondenza. Durante la sua vita si prende cura di centinaia e centinaia i bambini bisognosi, malati, in difficoltà, orfani e handicappati, dei quali si fa carico, cercando per loro un adeguato inserimento in strutture idonee, seguendone i progressi ed i successi, arrivando a sviluppare idee pedagogiche, estremamente moderne. Opera rarissima, prima edizion, nessun esemplare censito in ICCU. First edition, very rare.

550 euro

BOLOGNA CARICATURE CARICATURISTI POLITICA POLITICI SPORTIVI RESTO DEL CARLINO DELLA SERA

 DSC_0797_clipped_rev_1 DSC_0796_clipped_rev_1  DSC_0799_clipped_rev_1 DSC_0793_clipped_rev_1Pino,

Come li ho visti …,

Bologna, Stabilimenti Poligrafici Riuniti, 1923

In 4° (24,5×17,2 cm); (80) pp. delle quali 58 tavole a DSC_0794_clipped_rev_1piena pagina con immagini caricaturali di personaggi presenti alla “Conferenza di Genova”, attori teatrali, professori universitari, politici italiani, personaggi celebri bolognesi, personaggi presenti alla “Conferenza di Losanna”, giornalisti del “Resto del Carlino della Sera”, sportivi, apparsi sul Resto del Carlino bolognese all’inizio del XX° secolo. Brossura editoriale con al piatto anteriore, titolo e applicata caricatura a firma Pino. Non comune. Prima non comune edizione, in ottime condizioni di conservazione.

45 euro

RAZZISMO FASCISMO TEORIE RAZZIALI STORIA DEL FASCISMO ESOTERISMO

 DSC_0919_clipped_rev_1 DSC_0917_clipped_rev_1Evola Julius,

Mito del sangue, ventidue fuori testo, seconda edizione accresciuta e riveduta

Milano, Ulrico Hoepli, 1942 (XIX° anno dell’era fascista)

In 8°; XII, 308, (4) pp. e 11 c. di tav. fuori testo. Sopraccoperta editoriale illustrata (qualche strappetto marginale, senza perdita di carta), brossura editoriale. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Seconda edizione, riveduta e accresciuta, finita di stampare il 30 agosto del 1941 (XIX° anno dell’era fascista) da Ulrico Hopeli, del più controverso lavoro filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista romano, Giulio Cesare Andrea Evola, meglio conosciuto come Julius Evola (Roma, 19 maggio 1898 – Roma, 11 giugno 1974). Pur critico verso alcuni aspetti del fascismo e del nazismo, ne sposò le teorie razziali, seppur rileggendole in chiave spirituale. Proprio in riferimento alla concezione biologica della razza tipica del nazismo, scrive Evola “È ben possibile che in questo stato il razzismo avrebbe potuto aver la possibilità di sviluppare più proficuamente gli elementi valevoli che esso può comprendere in se. Invece, con l’assurgere a ideologia ufficiale di una rivoluzione [quella nazionalsocialista germanica], il razzismo ha finito con il pregiudicare siffatti elementi […] l’idea razzista da parte dello Hitler […] quanto a idee nuove rispetto a quel che finora abbiamo conosciuto, non ve ne è quasi nessuna”, arrivando comunque ad aberranti conclusioni, come questo passo preso da  La civiltà occidentale e DSC_0918_clipped_rev_1l’intelligenza ebraica “Sia razzialmente, sia in fatto di ideali, esiste una grande opposizione fra l’uomo ariano e tradizionale europeo e il giudeo. Fin dalle origini il giudeo ci è apparso come un essere diviso in se stesso. A differenza dell’ariano egli fu sempre incapace di concepire e di realizzare un’armonia fra spirito e corpo. Il corpo significò per lui la carne, cioè una crassa e peccaminosa materialità, da cui deve redimersi per raggiungere lo spirito che per lui sta in una sfera astratta, fuori della vita. Ma nel giudeo questo impulso alla liberazione fallisce ed allora le prospettive si invertono: colui che era tormentato dal pungolo della redenzione si precipita disperatamente nella materia, si abbandona ad una brama illimitata per la materia, per la potenza materiale e per il piacere. Voi così vedete un uomo che si sente schiavo della carne e per questo vuol vedere intorno a sé solo degli schiavi come lui. Perciò egli gode dovunque egli scopra l’illusorietà dei valori superiori, dovunque torbidi retroscena si palesino dietro la facciata della spiritualità, della sacralità, della giustizia e dell’innocenza.”. Indipendentemente dalle finalità di Evola, o della concezione biologica o spirituale del razzismo, non si può però sorvolare sul fatto che le sue teorie esposte nel “Mito del Sangue”, contribuirono in modo significativo alla deriva razzista del fascismo. Non comune ed in buone condizioni di conservazione.

70 euro

ILLUSTRATORI ART NOUVEAU PIN-UP DONNE BELLEZZA FEMMINILE EROTISMO EROTISM

     DSC_0906_clipped_rev_1DSC_0910_clipped_rev_1DSC_0909_clipped_rev_1 DSC_0907_clipped_rev_1 DSC_0908_clipped_rev_1DSC_0904_clipped_rev_1Kirchner Raphael,

De la brune ‘a la blonde seize stampe artistiques par Raphael kirchner,

Paris, Editees par La Vie Parisienne, S.data (ma 1914)

In folio; 16 cc. nn. sciolte. Legatura editoriale in mezza tela con piatti foderati con bella carta coeva e immagine femminile con titolo in rosso e nero applicata al piatto anteriore (qualche strofinatura ed un lieve difetto alla cerniera del piatto posteriore che però non e’ staccato). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione, pubblicata per le edizioni della rivista La Vie Parisienne, di questa raccolta di magnifiche tavole erotiche del grande illustratore e pittore austriaco, Raphael Kirchner (Wien 1876 – 2 agosto 1917). L’autore divenne celebre per i suoi lavori di Art-Nouveau e per essere stato tra i primi creatori di immagini che ritraevano pin-up. Dopo aver studiato all’Accademia d’arte di Vienna si trasferì a Parigi dove, ben presto, iniziò a collaborare con la celebre rivista “La Vie Pariseinne”. Mischiò lo stile dell’Art-Nouveau con l’arte giapponese dei periodi Meiji e Taishō. Le sue Pin-up, delle quali quest’opera è una dei più celebri esempi, ebbero un’enorme influenza nelle produzioni artistiche legate a questo genere, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, rimanendo fonte di ispirazione per numerose artisti come, ad esempio, Alberto Vargas, che non dimenticò mai di citare Kirchner come una delle sue fonti principali d’ispirazione. Realizzò alcune tavole anche per il giornale italiano la “Scena Illustrata”. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

210 euro

DORé ILLUSTRATI ILLUSTRATORI CERVANTES DON CHISCIOTTE PRIME EDIZIONI

   DSC_0886_clipped_rev_1 DSC_0885_clipped_rev_1 DSC_0884_clipped_rev_1 DSC_0883_clipped_rev_1 DSC_0882_clipped_rev_1 DSC_0888_clipped_rev_1 DSC_0887_clipped_rev_1DSC_0881_clipped_rev_1Miguel de Cervantes Saavedra,

Don Chisciotte della Mancia di Michele Cervantes di Saavedra, illustrato con 120 quadri grandi e 250 disegni di Gustavo Doré. Parte Prima – Parte Seconda.

Milano, Tipografia Editrice Lombarda, 1880-1881

In folio (37,4×28 cm); (4), 414 pp., (4), 458 pp. Presente la bellissima legatura editoriale illustrata, assente nella maggior parte degli esemplari giunti fino a noi, in piena tela rossa con titolo, scene animate dal Doré e ricchissime fregi in oro e nero al dorso ed ai piatti. Qualche lieve strofinatura alle cerniere e per il resto in buone condizioni. All’interno qualche lieve fioritura e foxing come caratteristico di tutti gli esemplari, a causa della qualità della carta utilizzata per l’edizione e nel complesso in buone condizioni di conservazione. Prima celeberrima e monumentale edizione illustrata dal grande pittore e illustratore francese, Paul Gustave Louis Cristophe Doré (Strasburgo, 6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883) che fu tra gli illustratori più influenti del XIX° secolo, del capolavoro di Miguel de Cervantes Saavedra (Alcalá de Henares, 29 settembre 1547 – Madrid, 23 aprile 1616). DSC_0880_clipped_rev_1L’opera presenta 120 magnifiche tavole a piena pagina e 250 illustrazioni nel testo. Forse, solo nell’illustrazione delle Divina Commedia, Gustavo Doré raggiunse una perfetta commistione fra opera letteraria ed illustrazioni, tanto che le illustrazioni del Don Chisciotte, come quelle dell’opera dantesca, sono ancora oggi universalmente riconosciute come tipiche iconografie di quest’opere. L’opera mescola, bizzarramente, elementi tratti dal genere picaresco, con quelli caratteristici del romanzo epico-cavalleresco. Ispirato dall’opera di Tirant lo Blanch e del Amadís de Gaula, Cervantes arrivò a creare due protagonisti, tale Alonso Chisciano (o Don Chisciotte) e Sancho Panza, che entreranno a far parte in modo indelebile dell’immaginario fantastico mondiale. Cervantes, che si era aggregato alla flotta Cristiana alla volta di Lepanto, di ritorno da quell’estenuante battaglia fu ricoverato presso l’Ospedale Maggiore di Messina, nella quale si riuniva lo stato maggiore di Don Giovanni d’Austria. Cervantes iniziò a lavorare al Don Chisciotte a Messina, quando di ritorno dalla battaglia di Lepanto, dove aveva combattuto fra le fila della flotta cristiana, venne ricoverato nell’ospedale della città. Durante la lunga convalescenza pensò di impegnare il tempo cola DSC_0879_clipped_rev_1scrittura di un romanzo cavalleresco, genere che gli era particolarmente famigliare ma anche di rielaborare tale genere, in quella forma comica che tanto gli apparteneva. L’opera come tipico in questo tipo di opera, si avvale dell’espediente letterario del ritrovamento di un manoscritto compilato, in questo caso, da uno storico, tale Cide Hamete Benengeli. «Viveva, or non è molto, in una terra della Mancia, che non voglio ricordare come si chiami, un hidalgo di quelli che hanno lance nella rastrelliera, scudi antichi, magro ronzino e cane da caccia. […] Toccava i cinquant’anni; forte di corporatura, asciutto di corpo, e di viso; si alzava di buon mattino, ed era amico della caccia […] Negli intervalli di tempo nei quali era in ozio (ch’eran la maggior parte dell’anno), si applicava alla lettura dei libri di cavalleria con predilezione così spiegata e così grande compiacenza, che obliò quasi interamente l’esercizio della caccia ed anche l’amministrazione delle cose domestiche.». Prima edizione non comune, specialmente nella sua legatura editoriale ed in buone condizioni di conservazione. First edition. Rif. Bibl.: Rius, 798: “Edicion de lujo, mui bien impressa.

370 euro

RISORGIMENTO ROMA SATIRA ANTIPAPALE VATICANO ROMA REPUBBLICA ROMANA QUOTIDIANI SATIRICI CENSURA LIBERTà di STAMPA POLITICA
DSC_0859_clipped_rev_1DSC_0860_clipped_rev_1

dsc_0494_clipped_rev_1Il Don Pirlone Giornale di Caricature Politiche Venerdì 1 Settembre 1848 – 2 luglio 1849.
234 numeri. Completo, tutto il pubblicato.

31,2×24 cm per il Don Pirlone originale, Legatura coeva in tutto cartoncino rigido foderato con bella carta marmorizzata blu coeva. Prima edizione. Opera completa di tutti i 234 numeri pubblicati.
All’interno i numeri si presentano ad ampi margini, in parte in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Su  ogni numero, al frontespizio, la celebre immagine della Maschera del Don Pirlone con il cappello a falda larga a sovrastare il motto “Intendami chi può, ch’i’ m’intend’io” ispirata da una maschera senese del 1711 che voleva raffigura l’ottuso benpensante. Opera assai rara a trovarsi completa di tutti i numeri. Le tipografie che pubblicarono il giornale, uscito dal 1 settembre del 1848 al 2 luglio del 1849, cambiarono più volte durante i mesi di uscitadsc_0495_clipped_rev_1 passando da Natali a Pallade e da Bertinelli a Pierra. Il Don Pirlone è passato alla storia in quanto fu il primo giornale che attaccò senza remore e con uno stile satirico estremamente graffiante il governo pontificio e numerosi suoi alti funzionari. In modo particolare, dopo la fuga del pontefice da Roma, allo scoppio dei moti rivoluzionari, il Don Pirlone contribuì ad attizzare il clima politico romano. L’opera presenta in ogni numero un grande disegno satirico a piena pagina realizzato dal celebre pittore, disegnatore, incisore, litografo, illustratore e caricaturista italiano nato ad Aviano nel 1813, Antonio Musatti. Il giornale nacque nel 1848 ad dsc_0497_clipped_rev_1opera dei liberali dell’Epoca che ne andarono a costituire il gruppo redazionale. Tra essi quello che ne divenne il direttore, Michelangelo Pinto. La fama del giornale fu tale che all’epoca del suo maggior successo arrivò a toccare i 1.200 abbonamenti, numero altissimo per un giornale cittadino dell’epoca anche se nel Don Pirlone non mancano numerosi articoli inerenti a fatti di interesse italiano. Gli articoli in esso contenuti, come anche il nome dell’autore delle vignette rimasero a lungo anonimi. Il giornale,dsc_0498_clipped_rev_1 si ritiene oggi, ebbe un ruolo fondamentale d’ispirazione per la maggior parte dei giornali risorgimentali. Già dopo i primi numeri il giornale attirò l’attenzione del ministro degli interni Pellegrino Rossi, che tentò più volte di farlo chiudere tramite l’intervento del Consiglio di censura. La sua uscita si concluse nel 1849 con la fine della breve ma intensa esperienza della “Repubblica Romana” dopo averne anticipato l’avvento ed averne accompagnato la nascita e lo sviluppo. Bibl. Rif.: Molinari, La Stampa periodica romana dell’Ottocento, I, pp. 317-18.

800 euro

OMERO ILLIADE ODISSEA POEMI OMERICI LINGUA GRECA OMERO ILLIADE ODISSEA POEMI OMERICI LINGUA GRECA CLASSICI GRECI GREEK LANGUAGE GENEVE GINEVRA

  DSC_0504_clipped_rev_1 DSC_0503_clipped_rev_1 DSC_0501_clipped_rev_1 DSC_0505_clipped_rev_1DSC_0502_clipped_rev_1Omero, Colluthus Lycopolitanus, Trifiodoro,

Homeri poemata duo, Ilias et Odyssea sive Ulyssea. Ejusdem Batrachomyomachia, Hymni et Epigrammata, cum latina interpretazione ad verbum. Adjecta sunt etiam Coluthi de raptu Helenae et Tryphiodori de Ilii excidio poemata.

S. luogo (ma Genevae), excudebat P. Stephanus, 1604

In 12° (12,2×8 cm); quattro tomi: (8), 963, (5), 67, (21) pp.; (12), 869, (51) pp. L’Index in Iliadem Homeri è posto alla fine del secondo tomo e non all’inizio del primo come nella maggior parte degli esemplari censiti. Completo. Belle legature coeve in piena pergamena rigida con titolo impresso in oro al dorso. Un piccolissimo tarlo al margine basso bianco di 4 carte, ininfluente. Un altro tarletto da pagina 447 a 464 dell’Odissea che lede alcune lettere del testo, non particolarmente fastidioso. Pagine leggermente e uniformemente brunite a causa della qualità della carta (come in tutti gli esemplari censiti) e nel complesso esemplare in buone-ottime condizoni di conservazione. Tagli spruzzati in rosso. Testatine, finalini ed iniziali riccamente ornate. Ex-libris applicato all’interno del piatto anteriore. Piccola pecetta ex-libris di appartenenza privata applicata al margine bianco basso del frontespizio. Una decina di antiche sottolineature seicentesche nel testo. Testo greco con a fronte la traduzione latina. Rarissima edizione, stampata a Ginevra da Paulus Stephanus, dell’Odissea e dell’Ulisse di Omero. Gli esemplari censiti in ICCU e DSC_0500_clipped_rev_1COPAC presentano un numero di pagine differnte rispetto al nostro che complessivamente risulta l’esemplare con più pagine. L’opera contiene anche il Raptus Helenae del celebre poeta egiziano Colluto che sembra essere una rielaborazione di un epillio di analogo argomento risalente all’età alessandrina ed anche, la celebre “Presa di Troia” (in latino Ilii excidium) del famoso poeta greco ma nato in Egitto, Trifiodoro. La “Presa di Troia” è un epillio in 691 esametri dattilici, stilisticamente vicino a Nonno di Panopoli e a Quinto Smirneo. L’opera venne per la prima edita da Aldo Manunzio nel 1521 in un’edizione che conteneva anche le opere di Quinto Smirneo e di Colluto. Edizione assai rara delle opere di Omero. Due soli esemplari censti in ICCU ambedue mutili di una delle due parti. Rif. Bibl.: WorldCat OCLC number: 458065411 per la prima parte; Copac swissbib.ch/Record/254626165 con impaginazione differente, index posto all’inizio della prima parte.

680 euro

LIQUORI BEVANDE ALCOLICHE CIOCCOLATO LIQUEUR ALCHERMES COGNC VEROMOUNT ROSOLIO ALCOLICI

Ercole Marinoni,

(Manoscritto) Ricette per fare 150 liquori per Marinoni Ercole

s.luogo, s.data (ma 1850 circa)

In 8° piccolo (15×10,2 cm); (254) pp. Bella legatura coeva in piena pergamena molle a busta, con titolo manoscritto da mano coeva al piatto anteriore. Cordone 98in seta per chiudere il volume. Tagli spruzzati. Esemplare in ottime condizioni di conservazione dalla scrittura chiara e leggibile. L’autore, Ercole Marinoni, potrebbe essere colui che intorno al 1880 fu anche sindaco di Busto Arsizio (VA). L’autore comunque sembra apparteere al mondo dei produttori di liquori in quanto più volte, nelle osservazioni aggiunte alle ricette, richiama a cosa sostengono “Alcuni della professione”. Il testo occupa 104 pp. (comprese 4 pagine con un bel pamphlet a gusto risorgimentale dal titolo “Il giorno dei morti il giorno del Papa”, posto in mezzo alle carte bianche, probabilmente per dissimularne l’esistenza) nelle quali vengono descritti 118 liquori. L’opera è un vero e proprio trattato sulla fabbricazione di liquori. Le prime pagine 99sono d’introduzione generale su come distillare le basi dei liquori per poi proseguire, con le vere e proprie ricette dei liquori, a volte con alcune varianti dello stesso liquore. Fra le ricette: Barbados, Escubar (normale e d’Irlanda), Malasia (Malvasia?, normale, all’inglese, all’ampola), Caffè di latte, Cioccolato alla cannella, Cedrata, Portogallo, Di mille fiori, Vaniglia, Olio di Venere, Olio di venere diverso, Olio di Osterlitz, Claretta, Cristofia, Ponch in Liquer, Roislia di BDSC_0157_clipped_rev_1rescia, Verdolino Friense, Peisello Amore, Crema alla cioccolata, Vespelios, Acqua d’oro, Acqua di quattro grane, Acqua d’Argento, Crema 5 frutti, Latte Verginale, Cioccolata Bianca, Latte di Vecchia, Latte di Vecchia diverso, Alchermes (vari tipi dello stesso), Alchermes diverso, Maraschino, Maraschino di Zara, Elezir Garus, Ellexir Stoglen, Elixir Lungavita, Vermount per un fiasco, Balsamo perù, Vino Brulè, Acquavite Maretina, Zabajone, Vino di  Malaga, Curacao d’Ollanda, Elezir China, Aceto dei quattro ladri, Elezir Santè, Orzada, Balsamo di Gerusalemme, Cognac, Absinthe svizzero, Acqua di Boleau, Amaro inglese, Rosolio delle donne Vieiliane (?), Elezir di Vanità, Tintura di rebarbero, Tintura Sacra, Balsamo innocenziale, Veromount per una Brenta, Veromunt della paietta di Pola (o Pora), Vespelio, Rosolio verde, Curcao ecc. ecc. Manoscritto monografico dedicato ai liquori in ottimo stato di conservazione.

380 Euro

DIETETICA INNSBRUCK TIROLO SWISS ASTROLOGY DIETETICA INNSBRUCK TIROLO SVIZZERA SWISS ASTROLOGIA CULINARIA GASTRONOMIA VINO THESAURUS SANITATIS


DSC_0317_clipped_rev_1Kessler Franz,

Thesaurus sanitatis inaestimabilis quomodo facili methodo ad plurimos vitae dies integer & incolumis conservari possit. Publica disputatione propositus in alma caesareo-archiducali universitate oenipontana. Praeside Ferdinando Carolo Weinhart … Defendente nobili et doctissimo domino Francisco Kessler …

Oeniponti (Innsbruck), typis Bened. Carol. Reisacher typ. caesar. acad., 1691

In 12° (14,4×9 cm); (8), 287, (7) pp. Legatura coeva DSC_0316_clipped_rev_1in tutto cartoncino rigido con titolo manoscritto al dorso su fascetta in carta. Qualche strofinatura e lieve difetto. Un leggero alone al margine interno del frontespizio dovuta da antica colla. Un piccolissimo ed insignificante tarletto al margine esterno alto di 4 pagine, assolutamente ininfluente. Antica nota settecentesca di possesso privato al recto del frontespizio. Un forellino al margine interno bianco di pagina 239 e per il resto all’interno in più che buone condizioni di conservazione. Rarissima prima ed unica edizione, un solo esemplare censito in ICCU, stampata a Innsbruck da Reisacher, di questo “Thesaurus Sanitatis” nel quale l’autore descrive i rimedi per vivere a lungo ed in modo sano. Chiaramente particolarmente DSC_0318_clipped_rev_1interessante ed importante è la parte dedicata ai consigli dietologici con riferimenti ai cibi ed ai vini, a quanto e cosa mangiare (con descrizione di diversi cibi tipici e del modo di prepararli), in che ordine, da dove prender i cibi ecc. ecc. che rappresenta la parte preponderante dell’opera. Un capitolo dedicato all’influsso degli astri sulla saluta umana ed uno alla possibilità della vita eterna. Vari capitoli sono dedicati alla agli influssi dell’aria sulla salute. Particolarmente interessante è il capitolo nel quale l’autore descrive i migliori luoghi del Tirolo dove soggiornare per vivere più a lungo dove ad esempio dice “Optima vina tibi dabit alba, rubruque coloris Leittach, Traminum, Brixina, Bozen, epam…”. Franz Kessler fu un medico svizzero, appartenete a nobile famiglia svizzera originaria dei territori di Hoensax nel Cantone di Uri. Opera rarissima. Krivatsy 13308; IT\ICCU\PUVE\004843.

1.000 euro

ARS EPISTOLICA RETORICA ESTETICA GRECIA EPISTOLOGRAFIA UMANESIMO PRIME EDIZIONI MARSCIANO PERUGIA SEVILLA DILINGEN ANVERSA COLONIA VENEZIA


DSC_0308_clipped_rev_1Rochus Perusinus (Pilorci), Verepaeus Simon, Fox Morcillo Sebastian, Macropedius Georgius, Isocrate

1°: De Epistola componenda liber. Editio Tertia. Unita a 2°: De epistolis Latine conscribendis libri IIII. Unito a 3°: Sebastiani Foxii Morzilli Hispaliensis De imitatione, seu de informandi styli ratione libri II. Unito
a 4°: Methodus conscribendi epistolas, secundum veramartis rationem tradita… Unito a 5°: Isocratis orationes tres. Cum interpretatione latina prope ad verbum, ad discentium vtilitatem. Ad demonicum admonitoria. Ad Nicoclem Cypri regem de regno. Nicocles, siue Auxiliaris.

Dilingae; Lugduni; Antverpiae; Coloniae; Venetiis, Excudebat Iannes Mayer; Apud Antonium Tilenium Brechtanum; Excudebat Martinus Nutius; In Officina Birckmannica; Apud Ioannem Variscum, 1583; 1584; 1554; 1582; 1561

Miscellanea di 5 opere rilegate in bella legatura seicentesca in piena pergamena con titolo e fregi in oro al dorso. Tagli rossi. Ad ogni frontespizio piccola firma di appartenenza gesuitica. Esemplari in ottime condizioni di conservazione. (14,5×9,2 cm) 1° opera: 237, (1) pp. Frontespizio con titolo inciso entro bella cornice xilografica. Marca tipografica al frontespizio con fenice che risorge dalle proprie ceneri e mottoDSC_0307_clipped_rev_1 “Sic his qui diligunt”. Terza rara edizione di questa celebre opera dedicata all’Ars Epistolica scritta dal noto umanista originario della Terra di Marsciano, Rocco Pilorci. Studente di Cristoforo Sassi fu un professore a Perugia. 2° opera: 71, (1) cc. Seconda rara edizione, un solo esemplare censito in ICCU, di questo importante studio sull’Ars Epistolica del celebre umanista, Verepaeus Simon. “Verreept, sans être lui-même un jésuite, était un sympathisant de leur programme, mais il était aussi un professeur entièrement gagné aux méthodes pédagogiques déjà en usage aux Pays-Bas ( ). Son Institutionum Scholasticarum libri tres (Anvers, 1573) intégrait, et louait, le cursus jésuite qu’il avait recueilli à partir des programmes non publiés de neuf collèges différents” (Moss). Al colophon “Antverpiae, Excudebat Aegidius Radaeus”. 3° 83, (1) cc. Note manoscritte coeve al lato esterno del volume e all’ultima carta. Prima non DSC_0310_clipped_rev_1comune edizione di questo scritto dedicato allo stile del grande studioso e filosofo spagnolo originario di Siviglia, Sebastian Fox Morcillo. Seguendo l’esempio dello spagnolo di origine ebraica Judas Abarbanel, pubblicò commenti su Platone e Aristotele, in cui cercava di conciliare i loro insegnamenti. Nel 1559 nominato tutore di Don Carlos, figlio di Filippo II, mentre si dirigeva verso la Spagna in nave il vascello sul quale si trovava non riuscì mai a raggiungere la destinazione e andò disperso in mare. Non assunse mai la carica. La sua opera più nota è appunto il “De imitazione…”, un dialogo tra l’autore e suo fratello sotto gli pseudonimi di Gaspar e Francisco Enuesia. 4° opera: (2), 106 cc.  Esemplare mutilo delle ultime 20 carte. Seconda edizione di questo lavoro dedicato all’ars epistolica del celebre umanista e drammaturgo olandese considerato il più grande drammaturgo latino del XVI° secolo e originario di Gemert, Joris van Lanckvelt conosciuto anche come Macropedius e Giorgio Macropedio. Egli trasformò la S. Jerome di Utrecht nella più famosa scuola del paese. Insegnò latino, greco, poesia, retorica e si suppone anche ebraico, matematica e teoria della musica. Ogni anno componeva la musica e il testo di una lunga canzone scolastica in latino. Alla S. Jerome, Macropedio scrisse la maggior parte dei suoi libri di testo e delle sue opere teatrali in latino, che vennero pubblicati non solo a Utrecht, ma anche ad Anversa, Basilea, Colonia, Francoforte suDSC_0309_clipped_rev_1l Meno, ‘s-Hertogenbosch, Parigi e Londra. I suoi libri di testo scolastici dimostrarono che Macropedius era un uomo di grande cultura umanista e seguace di Erasmus. Sapeva tutto sulle sette Arti liberali e le Tre lingue latino, greco e ebraico. Conosceva molto bene il greco classico e la letteratura romana, come pure la Bibbia e gli scritti dei Padri della Chiesa. Le molteplici ristampe dei suoi libri di testo nei Paesi Bassi, Germania, Francia e Inghilterra dimostrano come la produzione di Macropedius fu tenuta in alta stima dai suoi contemporanei e anche dalla successiva generazione di umanisti. Attraverso la sua attività di scrittore e insegnante, Macropedius contribuì largamente alla riforma sull’istruzione umanista che ebbe successo nella prima metà del XVI secolo. Egli fu un instancabile promotore del greco, non solo della lettura del Nuovo Testamento, ma anche dello studio delle opere degli autori greci classici. 5° opera: (2), 52 pp. Antiche note cinquecentesche chiosate a mano al margine bianco di alcune pagine. 4 ininfluneti piccolissimi forellini di tarlo al margine interno bianco delle ultime 4 carte. In ultima carta, contenente il colophon e la marca tipografica, antica integrazione di carta al margine basso e per il resto in buone condizioni di conservazione. Testo in latino e greco. Al frontespizio anteirore titolo e marca tipografica consirena entro cornice xilografica a sua volta inserita entro cornice con frase in greco. Prima edizione, una seconda venne edita nel 1584 ed una terza nel 1612, di questa raccolta di orazioni del grande retore greco originario di Demo di Erchia, Isocrate. L’opera contiene tre celebri orazioni epidittiche dedicate a Deomico  sui costumi degli adolescenti e le due a carattere politico dedicate a Nicola di Cipro e a Nicocles. Miscellanea di rare opere dedicate all’estetica e all’epistolografia.
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700 Euro

MEDICINA FARMACIA MEDICNE CHEMESTRY PRIME EDIZIONI MAGDEBURG



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Bierling Caspar Gottlieb,
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Thesaurus theoretico-practicus, continens prasertim observationes & curationes medicas salutares de praecipuis corporis humani affectibus aliisque rebus medicis ac physicis curiosis, consignatas, & Joh. Michaelis … arcanis, euporistis, uti & aliis notis prosicuis modernae praxi congruis…. Index exquisitus… Praefatio Jacobi Wolff …

S. Luogo (ma Magdeburg?), Heredum Johannis Ludervaldi, 1694

In 4° (19,4×15 cm); (8), 1236, (24) pp. Bella legatura coeva in piena pelle con titolo e ricchi fregi in oro al dorso che si presenta a 4 nervi. Leggero ed abile restauro al margine basso del dorso. Un piccolissimo e assolutamenteDSC_0341_clipped_rev_1 ininfluente forellino al margine basso bianco delle prime due carte. Esemplare, come tutti quelli conosciuti, dalle pagine leggermente ed uniformemente bruniti a causa della qualità della carta utilizzata da  Johann Lüderwald a Magdeburg e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Tagli spruzzati. Bellissima antiporta xilografica con immagine di gabinetto farmaceutico. Vignetta xilografica animata al frontespizio che si presenta stampato in rosso e nero. Prima rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questa importante opera medico-farmaceutica del celebre medico di Madgeburgo Caspar Gottlieb Berling (1638 – 1693). L’opera, organizzata in ordine alfabetico, raccoglie tutto lo scibile medico-farmaceutico del seicento con descrizione della malattia e dei composti farmaceutici da utilizzare per la cura. Opera monumentale di farmacia. Rara prima edizione.

770 euro

LEGATURA CROCIATE SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE ROMA

DSC_0337_clipped_rev_1Bernardus Claraevallensis Santo,


Sancti Bernardi Abbatis Claraevallis de Consideratione ad Eugenium Papam Tertium Libri Quinque.

Romae, Sumptibus Felicis Cesaretti, Typis Dominici Ant. Herculis, 1692

In 12° (10,9×5,2 cm); XI, (1), 383, (1) pp. Bellissima legatura coeva in marocchino rosso con dorso a 4 nervi e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Ricchissime cornici ai piatti. Fregi ai tagli dei piatti. Piatti interni foderati con bellissimaDSC_0335_clipped_rev_1 carta coeva. Tagli riccamente dorati con piccolo doppio filetto goffrato.  Qualche lievissima screpolatura al dorso ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Antiporta illustrata con immagine di San Bernardo di Chiaravalle che consegna il libro “De Consideratione” a Papa Eugenio in Vaticano. Bell’edizione di questo celebre scritto del grande Santo e Dottore della Chiesa Cattolica, Chiesa Anglicana e Chiesa Luterana, appartenente all’ordine cistercense, Bernard de Fontaine, abate di Clairvaux (in latino Bernardus Claravallensis, italianizzato in Bernardo di Chiaravalle; Fontaine-lès-Dijon, 1090 – Ville-sous-la-Ferté, 20 agosto 1153) fondatore del celebre abbazia di Clairvaux oltre DSC_0336_clipped_rev_1che di altri noti abbazie e monasteri. “Le Considerazioni”, scritte nel 1152, sono la risposta di San Bernardo a Eugenio III sul perché la Crociata organizzata dal Papa e per la quale Bernardo aveva fatto grande opera di predicazione ed arruolamento era miseramente fallita. Bernardo nel volume sostiene che la Crociata fu un fallimento a causa dei numerosi peccati compiuti dai Crociati che non erano riusciti a superare quelle prove che Dio gli aveva messo davanti. In più il trattato analizza anche i compiti del papato in un momento particolarmente complicato per l’opposizione dei repubblicani romani capeggiati da Arnaldo da Brescia ad Eugenio III. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

200 Euro

MEDICINA VETERINARIA FISIOLOGIA ENTOMOLOGIA FISIOLOGIA ENTOMOLOGIA TRASSALICO GALLICANO AUTOGRAFI PRIME EDIZIONI


VDSC_0360_clipped_rev_1ALLISNIERI (Vallisneri) Antonio,

Nuove osservazioni ed esperienze intorno all’Ovaja scoperta ne’ Vermi tondi dell’Uomo, e de’ Vitelli, con varie Lettere spettanti alla Storia Medica, e Naturale, fatte da Antonio Vallisnieri, Pubblico Professore Primario di Medicina teorica nell’Università di Padova …  (Allegata una bella lettera manoscritta del Vallsinieri).DSC_0359_clipped_rev_1

In Padova, Nella Stamperia del Seminario, … Gio: Manfrè, 1713

In 4°; (16), 184 pp. e 3 c. di tav. più volte ripiegate fuori testo. Alla prima carta bianca applicata una bella ed importante lettera manoscritta di Vallisnieri di carattere medico nella quale l’autore tratta di un caso di un contadino di Fermo che ha contratto la rabbia dopo un moroso di cane. Legatura coeva in pieno cartoncino molle. Un piccolo tunnel di tarlo al margine interno (praticamente solo nella parte bianca) delle prime tre carte che tocca due lettere del titolo nell’antiporta e due lettere al recto del frontespizio, praticamente ininfluenti e per il resto esemplare in ottime DSC_0361_clipped_rev_1condizioni di conservazione e ancora in
barbe con i margini originali. Dedica autografa dell’autore alla prima carta. Prima non comune edizione arricchita della dedica autografa e della belle ed importante lettera di una delle più note opere del grande medico, scienziato, naturalista e biologo nato a Trassilico (frazione di Gallicano, Lucca) nel 1661 e morto a Padova nel 1730, Antonio Vallisnieri. Grande erudito e mente abile e curiosa, nella sua vita si occupòDSC_0357_clipped_rev_1 biologia, botanica, veterinaria, idrologia e nell’appena nato campo della geologia. “Autore di importanti studi intorno alla generazione degli insetti, degli animali in generale, dell’uomo e delle piante, nonché di opere di anatomia, pubblicò tra il 1696 ed il 1700 i Dialoghi sopra la curiosa origine di molti insetti, seguiti nel 1710 dalle Considerazioni ed esperienze intorno alla DSC_0358_clipped_rev_1generazione de’ vermi ordinari del corpo umano e nel 1713 dalle Esperienze ed osservazioni intorno all’origine, sviluppi e costumi di vari insetti. È anche conosciuto per essere stato uno dei primi ricercatori in medicina ad aver proposto l’abbandono della teoria aristotelica in favore dell’approccio sperimentale basato sui principi scientifici sostenuti da Galileo Galilei”. Nell’opera qui presentata si illustrano gli apparati riproduttori dei vermi intestinali e si da seguito alle osservazioni e agli studi proposti nelle Considerazioni, ed esperienze intorno alla generazione de’ vermi ordinari del corpo umano rappresentando uno dei più importanti testi di medicina veterinaria composto nel settecento. Nell’opera Vallisnieri descrive anche un polipo viperiforme e ritorna a più riprese sul problema della generazione spontanea degli insetti tema che analizzerà in altre sue opere. Cfr.: Sabia 97; Vinciana, 1770.

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1000 Euro

MEDICINA AREZZO BIOLOGIA SPERIMENTALE PRIME EDIZIONI REDI MALPIGHI STORIA NATURALE PARASSITOLOGIA


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DSC_0373_clipped_rev_1Redi Francesco,

Lettere di Francesco Redi gentiluomo aretino dedicate all’Illustrissimo Signore Antonio Vallisnieri de’ Nobili di Vallisniera, Pubblico Primario Professore di Medicina Teorica nell’Università di Padova e Medico di Camera di S. M. Cattolica Cesarea.

In Firenze, Appresso Giuseppe Manni, 1724

In 8° (20,5×14,8 cm); (2b.), 18, 446, (8) pp. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo e fregi rubricati da mano coeva al dorso. Due forellini di tarlo alle ultime due carte (che contengono l’Approvazione di Stampa e l’elenco di alcuni volumi stampati da Manni). Alcune leggere bruniture in alcune pagine dovute alla qualità della carta prima della stampa dell’opera e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questa importantissima raccolta di lettere mediche del grande medico, naturalista e letterato aretino, Francesco Redi (Arezzo, 18 DSC_0371_clipped_rev_1febbraio 1626 – Pisa, 1º marzo 1697) considerato come il fondatore della biologia sperimentale, e padre della parassitologia moderna. L’opera qui presentata raccoglie diverse lettere del Redi inviate a diversi celebri medici, scienziati e letterati del tempo come Alessandro Marchetti, Benedetto Menzini, Carlo Dati, Carlo Maria Maggi, la Regina Cristina di Svezia, Domenico Bottoni, Donato Rossetti, Francesco Rasponi, Gio. Battista Fossombroni, Giovanni Giacomo Manget, Giovanni Neri, Giuseppe del Papa, Giuseppe Segni, Giuliano Bandinelli, Giuseppe Valletta, Giuseppe Zambeccari, Lorenzo Bellini, Lorenzo Magalotti, Marcello Malpighi, Marco Mancini, Maria Selvaggia Borghini, Niccolò Pallavicino, Paolo Falconieri, Paolo Segneri Andrea Forzoni, Pier Maria Baldi, Rinaldo degli Albizi, Stefano Pigantelli Vincenzio da Filicaia, Vincenzo Viviani ecc. ecc. Le lettere toccano i più diversi argomenti e si va dalle disquisizioni letterarie, alle descrizioni di casi medici, dalle nuove teorie scientifiche, agli esperimenti scientifici del Redi. Il grande aretino “Studiò a Firenze e a Pisa e lì si laureò nel 1647 in Filosofia e Medicina. Dopo la laurea Redi frequentò per tutto il 1648 la scuola di disegno di Remigio Cantagallina, come annotava nel proprio Libro di Ricordi. Continuò poi gli studi a Roma fino al 1654. Successivamente, a Firenze, entrò a servizio dei Medici e si dedicò allo studio delle lingue. Dal 1655 fece parte dell’Accademia della Crusca, in cui lavorò alacremente alla III edizione del Vocabolario e di cui fu arciconsole dal 1678 al 1690. Partecipò alla fondazione dell’Accademia del Cimento e insegnò nello Studio Fiorentino. Fu nominato archiatra dal Granduca Ferdinando II: tale carica indicava il medico DSC_0372_clipped_rev_1gerarchicamente più importante dello Stato. Pubblicò, nel 1685, un’opera letteraria che divenne celebre alla sua epoca: “Bacco in Toscana”. Morì a Pisa ma fu seppellito ad Arezzo per sua disposizione testamentaria. I suoi studi, fra i quali quelli intorno alla generazione spontanea e al veleno delle vipere, rivestono particolare importanza nella storia della scienza moderna, per la loro opera di demolizione di alcune teorie di stampo aristotelico a favore di un’attività sperimentale e per la loro applicazione in campo medico di una pratica terapeutica di impostazione ippocratica, costruita su regole di prevenzione e sull’uso di rimedi esclusivamente naturali e su precetti di vita equilibrata. Pubblicò un gran numero di ricerche naturalistiche, che destarono grande interesse in tutta Europa. Nelle “Osservazioni Intorno alle Vipere” dimostrò che il veleno di questi animali, contrariamente alla comune opinione dell’epoca, è dannoso solo se inoculato nella ferita e non se ingerito. Particolarmente importanti sono le sue “Esperienze Intorno alla Generazione degl’Insetti” del 1668, nato da una lettera a Carlo Dati, in cui confutò la teoria della generazione spontanea, allora generalmente accettata, con un approfondito studio sperimentale della riproduzione delle mosche. Nel lavoro scientifico di Redi più ancora dei risultati ottenuti è essenziale il metodo usato, che gli assicura un posto di grande rilievo nella storia del metodo sperimentale.”.. Molto raro. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LIGE\000645; Opera sconosciuta al Prandi.

500 euro

MEDICINA SALASSI PIACENZA SANGUISUGHE MEDICINE SALASSI

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Magni Pietro Paolo,
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Discorsi di Pietro Paolo Magni Piacentino sopra il modo di sanguinare attaccar le sanguisughe, & le ventose, far le fregagioni, & vessicatorij a corpi humani. Di nuovo Stampati Corretti Ampliati di Utili avertimenti Dal proprio Autore. Per Privilegio del Sommo Pontefice.DSC_0376_clipped_rev_1

Roma, Per Bartholomeo Bonfadino, nel Pellegrino, 1586

n 4° (22,5×16,3 cm); 12, 117, (3) pp. CLegatura novecentesca in mezza pergamena. Antica firma d’appartenenza privata al frontespizio, solo in parte leggibile, “E’ di … Gregorio di Luma Longa (?)”. Due trimbretti ex-libris privati alla seconda e all’ultima carta”Ex. Lib. A. Sionis Civit. … Minor Obser.” probabilmente A. Sioni appartenente alla comunità dei frati minori osservanti. Le carte C2 e C3 sono state rimarginate al margine esterno bianco. In fine sono collocati dei versi di Celso Cittadini e Giovan Filippo Montagnesio. Frontespizio calcografico con il monogramma di Cherubino Alberti. Presente il bellissimo frontespizio inciso e le 11 bellissime tavole fuori testo con esempi di vari salassi ed operazioni, realizzate DSC_0379_clipped_rev_1probabilmente, come nella prima edizione del 1584, da Adamo Ghisi, noto artista della scuola di Marcantonio Raimondi. Qualche minimo ed insignificante segno del tempo e per il resto in buone condizioni di conservazione ed esemplare ad ampi margini. Seconda edizione, dopo la prima del 1584, di questo celeberrimo studio di Pietro Paolo Magni. Il Magni, nato a Piacenza nel 1525 e morto nel 1586, fu celebre chirurgo e medico. Questo suo trattato fu considerato, per più di duecento anni, la più importante fonte sul modo di praticare i salassi. Rif. Bibl.: Wellcome i, 3960. durling 2906.

900 euro

STATUTI FERRARA STORIA LOCALE DIRITTO

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DSC_0430_clipped_rev_1Statuta Urbis Ferrariae reformata anno D.ni 1567 novissima excussa, quibos accesere quae sequens pagina indicabir anno dni 1624.

Ferrara, apud Franciscum Succium, 1624

In folio (29,6×20,2 cm); (14), 307, (1), 124, (70) cc. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida e dorso parlato a 5 nervi (alcuni piccolissimi fori di tarlo nel tassello inferiore. Bella antiporta figurata incisa da DSC_0427_clipped_rev_1Catarino Doino (piccolissimo foro di tarlo del tutto ininfluente), con titolo inciso entro cornice architettonica. Tagli spruzzati in rosso. Contiene fra gli altri: Quod bannati in civitate Ferrarie; De letamine non tenendo in vijs publicis nisi per tres dies; Quod nature, bubulci, & carraterij conducentes vinum aut alia non audeant quicquam auserre de rebus quas conducunt; Iudaeis solis ex privilegio usurae permittuntur; Iudaie masculi etiam forenses ab annis 12 supra habitantes portant signa & quae.; Foeminae autem ab annis X supra’ & quae…Bando della Bestiemma, De giuoco, Delle lanterne, Degli Archibugi corti e Stiletti, De gli Instromenti degli Artisti; Delli Mascherati; Dei Delitti di carne; De i Cingari; de i Colombi etc. Alcune note coeve manoscritte nel margine bianco di alcune pagine. Bell’edizine degli statuti ferraresi. Copia in ottimo stato di conservazione e discretamente rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\URBE\025480.

500 euro

MEDICINA PESTE TUNISI TUNISIA AFRICA EPEDIMIOLOGIA PRIME EDIZIONI PISA SIENA PLAGUE MEDICINE



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Passeri Giuseppe,
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Delle Peste col ragguaglio della Peste di Tunisi avvenuta negli anni 1818. 1819. E 1820. e lettera sullo stato della medicina in quel Regno del dott. Giuseppe Passeri Membro Corrispondente della Società delle Scienze Arti e Belle lettere di Macon.

Firenze, Siena, Presso Jacopo Balatresi e presso Onorato Porri, 1821

In 8° (20,5×13,3 cm); IV, 112 pp. e una grande c. DSC_0353_clipped_rev_1di tav. fuori testo più volte ripiegata. Brossura novecentesca marmorizzata. Rarissima prima edizione di questa monografia del medico Giuseppe Passeri della peste che colpì Tunisi tra il 1818 ed il 1820. L’opera analizza la storia delle epidemie di peste che colpirono il territorio di Tunisi nel corso della storia per studiare da testimone oculare l’ultima virulenta epidemia, descriverne il propagarsi e le cure adottate per contenere il contagio e guarire gli infetti. La grande tavola fuori testo contiene le “Osservazioni Termometriche e Meteoriche e Barometriche trasmessemi dall’illustriss. Sig. Giuseppe-Emilio Ambert Maggiore del Genio al Servizio di S. M. il Re dei Paesi Bassi, e stato in Tunisi direttore delle Fortificazioni alla Goletta. L’ultimo capitolo, scritto da Giacomo Barzellotti professore di medicina presso l’Università di Pisa che descrive lo “stato della Medicina nel Regno di Tunisi”. Un leggerissimo alone al frontespizio, ininfluente e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Raro.

130 euro

VIAGGI STORIA LOCALE GARDA ROVIGO LOMBARDIA VENETO MILANO PAVIA COMO VENEZIA BELLUNO BRESCIA CREMONA LODI PADOVA VICENZA VALETELLINA MANTOVA BERGAMO CREMA UDINE TREVISO


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Cantù’ Cesare, Gualtieri Luigi e altri autori.

Grande illustrazione del Lombardo-Veneto, ossia Storia della Città, dei Borghi, Comuni, Castelli ecc., fino ai tempi moderni per cura di letterati italiani compilata da L. Gualtieri conte di Brenna e diretta da Cesare Cantù.

Milano, Per la Società Editrice A. Tranquillo Ronchi, 1857 – 1861

In 4°; 6 tomi: (2 frontespizio inciso), 839, (9) pp. e una pianta di Milano a doppia pagina, una c. di tav. più volte ripiegata, una c. di tav. fuori testo con dedicatoria al Professore Pietro Carpanelli; 830 pp. (frontespizio inciso in antiporta), 9 c. di tav. fuori testo con ritratti (Federico Borromeo, Canova, Carlo Goldoni, Tiziano, S. Carlo Borromeo, Torquato Tasso, Cesare Beccaria, Alessandro Volta, Bernardino Luino), una carta a doppia pagina con veduta di Venezia, 4 c. di tav. (altra veduta a volo d’uccello a doppia pagina di Venezia, Candelabro di Andrea d’Alessandro bresciano, Monumento del Tiziano), 1 c. di tav. con dedicatoria a Tommaso Catullo; 1244 pp.; 1014, (2) pp. (ma 1042 pp., frontespizio architettonico incluso e errore di numerazione con numerazione da 296 a 304 ripetuteDSC_0404_clipped_rev_1 due volte e altre 7 pagine non numerate fra le quali dedicatoria a Aleardo Aleardi, cioè 304, (7), 296-1014) e 4 c. di tav. fuori testo con ritratti (Plinio Secondo, Girolamo Tiraboschi, Scipione Maffei, Andrea Palladio), pianta della città di Padova a doppia pagina; 1091, (1) pp. frontespizio inciso incluso e 5 c. di tav. con ritratti (Eugenio di  Savoja, Antonio Zanon, Antonio Rosmini, Giuseppe de Maistre, Andrea Mantegna), una pianta a doppia pagina della Città di Mantova;  791, (1) pp. e 2 c. di tav. con ritratti (Giorgio Trissino, Alessandro Vittoria).  Nell’opera sono presenti 6 front. allegorici incisi, 7 tavv. f.t., di cui 5 topografiche, 977 illustrazioni nel testo, alcune anche a piena pagina con vedute, scene di vita, costumi e fregi ornamentali. Prima non comune edizione completa della più importante opera storico geografica ottocentesca dedicata al territorio ed alla storia del Lombardo-Veneto. Belle legature coeve in mezza pelle scura con titolo, numero dei volumi con loro contenuto, filetti e fregi in oro e a secco al dorso. Piatti foderatati con carta coeva. Piccolo ed ininfluente tunnel di tarlo al margine basso bianco (solo nel primo frontespizio architettonico DSC_0412_clipped_rev_1tocca la cornice) delle prime 5 carte del primo tomo che poi diventa un forellino piccolissimo fino a pagina 64 del tutto ininfluente. Esemplare ad ampi margini, in parte a fogli chiusi ed in barbe. L’opera si presenta solitamente brunita e con fioriture diffuse mentre in quest’esemplare sono presenti solo poche pagine leggermente ed uniformemente brunite, sempre ininfluenti e nessuna fioritura. Nel complesso l’opera è in ottime condizioni di conservazione. Il primo volume contiene la descrizione del territorio di Milano e Pavia, il secondo di Venezia e Belluno, il terzo di Brescia, Cremona e Como, il quarto di Padova, Verona e Vicenza, il primo volume del quinto tomo di  Valtellina, Mantova, Lodi, Bergamo e Crema, il secondo volume del quinto tomo di Rovigo, Udine e Treviso. Ampio spazio è dedicato alle località di villeggiatura dei grandi laghi che si trovano in questo territorio come il lago di Como ed il Lago di Garda. Ottimo esemplare. Cfr. Cremonini 164 che cita solo 17 ritratti fuori testo invece dei 20 qui presenti. Catalogo Hoepli, 593: “Opera delle più interessanti e compiute per quel tempo, che illustra le regioni del Lombardo-Veneto sotto tutti gli aspetti, storico, artistico, culturale, economico, ecc”.

1.000 euro

STORIA ANTICA GRECIA GREECE SCOZIA SCOTLAND LEGATURE BRECHIN


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Gillies John,

The history of ancient Greece, its colonies, and conquests; from the earliest accounts till the division of the macedonian empire in the east. Including the history of literature, philosophy, and the fine arts. VOL. I-II-III-IV-V completo.

Basil, Printed for J. J. Tourneisen and J. L. Legrand, 1790

In 8° (21,4×13,1 cm); 5 volumi: XII, 382 pp., VI, 401, (1) pp., Vi, 386 pp., (VI), 427, (1) pp., (VI), 307, (85) pp. Belle legature coeve in mezza pelle scura con titolo, numero di volume e filetti in oro e fregi a secco al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Piccola e leggerissima macchiolina nelle prime cinque carte del vol. 1, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bell’edizione stampata a Basilea, di questo classico studio, uscito per la prima volta nel 1786, del celebre storico, tutor e letterato scozzese, John Gillies, nato  a Brechin , nel Forfarshire nel 1747. Alla morte di William Robertson (1721-1793) , Gillies fu nominato storiografo reale per la Scozia . Nella sua vecchiaia si ritirò a Clapham , dove morì il 15 febbraio 1836. L’opera qui presentata, dedicata al Re d’Inghilterra, ricostruisce attentamente la storia della Grecia antica e della conquista delle sue colonie ma con un occhio attento a mal far figurare la turbolenza ed instabilità della vita repubblicana. Esemplare in  bella legatura e non comune in quest’edizione di Basilea corretta ed aumentata rispetto alle precedenti. Buon esemplare.

170 euro

LETTERARTURA ITALIANA TOSCANA FIRNEZE PRATO COSTUMI POPOLARI RADDA MALMANTILE

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Lippi Lorenzo,DSC_0314_clipped_rev_1

Il Malmantile racquistato di Perlone Zipoli colle note di Puccio Lamoni e d’altri edizione. Conforme alla Fiorentina del 1750. Tomo I. – II. – III. – IV. Completo.

In Prato, Nella Stamperia di Luigi Vannini, 1815

In 4°; 4 tomi in due volumi: (4), XXXXVIII, 233, (1) pp. e 4 c. di tav. fuori testo, (antiporta, ritratto di Lorenzo Lippi, ritratto di Paolo Minucci, albero genealogico Minucci) delle quali 3 coperte da velina protettiva, 232 pp., 259, (1) pp., 249, (1) pp. Legatura ottocentesca in mezza-pergamena con piatti foderati da carta marmorizzata. Incisione al frontespizio. Alcune testatine animate incise. Tagli spruzzati in rosso. Qualche pagina con lievemente ed uniformemente brunita a causa dalla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, ad ampi margini. DSC_0312_clipped_rev_1Celebre edizione stampata a Prato da Luigi Vannini, con il commento del poeta e letterato appartenente all’Accademico dei Percossi, Paolo Minucci (Firenze, 10 gennaio 1606 – Radda, 12 agosto 1695) noto con il nome da arcade di Puccio Lamoni, del capolavoro del grande poeta, pittore e scrittore toscano Lorenzo Lippi (Firenze, 3 maggio 1606 – Firenze, 15 aprile 1665). Il Malmantile Racquistato fu scritto da Lippi, aiutato nella stesura da Paolo Minucci, nel corso di 20 anni. Iniziò a lavorarci mentre si trovava a Innsbruck dove era stato chiamato per dipingere alcuni ritratti, arte nella quale era conosciuto in tutt’Europa. L’opera uscì postuma, per la prima volta, nel 1688. L’azione dell’opera, un poema eroicomico, si svolge a Malmantile, un borgo toscano. La narrazione si sviluppa attraverso un susseguirsi di proverbi, modi di dire e motti popolari toscani. Il tema è la riconquista da parte di una principessa di una fortezza che le era stata sottratta ma il tutto e solo un pretesto per illustrare la vita e le tradizioni popolari seicentesche di Firenze e delle campagne circostanti. Proprio le ampie note di Minucci chiariscono ed illustrano proprio i motti ed i proverbi divenendo, in tutte le edizioni, un elemento dell’opera stessa. Questa edizione stampata a Prato da Vannini è considerata, da un punto di vista filologico, fra le migliori edite e non è comunissima. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\052563.

150 euro

MEDICNA MEDICINE FIRST EDITION BACHICOLTURA SETA SOIE INSETTI MALATTIE PEBRINA PASTEUR


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Pasteur Louis,

Etudes sur la maladie des vers a soie: moyen pratique assure de la combattre et d’en prevenir le retour.

Paris, Gauthier-Villars, 1870

In 8° (22,8×15,5 cm); due tomi XII, 322 ; (6), 327 pp. 1 tav. fotogr. in antiporta. 37+1 tavv. f.t. tra cui molte a colori e alcuni eliografate. Legature omogenee novecentesche  in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso, piatti rivestiti con carta marmorizzata. Qualche piccola macchiolina di foxing alle prime 3 carte di ogni volume, non significative, e per il resto in buone-ottime condizioni di conservazione. Antiporta in fototipia al primo vol. con raffigurazione della casa di Pont-Gisquet, presso Alais, dove Pasteur portò avanti gli studi qui raccolti. 36 tavole fuori testo in parte in eliotipia e in parte in litografia (12 di esse sono in bella coloritura a mano). L’opera nasce dagli studi effettuati da Pasteur, a partire dal 1865, su commissione del governo francese che si era trovato aDSC_0355_clipped_rev_1 combattere una terribile epidemia di pebrina, la malattia dei bachi da seta, che aveva colpito le regioni meridionali francesi decimando i bachi e mettendo in grande crisi la produzione del prezioso tessuto. La malattia era poi passata negli altri paesi del bacino mediterraneo. Dopo sei anni di studi Pasteur arrivò ad individuare l’eziologia della malattia e stabilire le basi per la giusta cura e prevenzione della stessa. Pasteur decise di sottoporre i corpuscoli dei bachi da seta, segnalati dal 1849, a degli studi microscopici. Ma il 26 giugno 1865 dichiarava di aver commesso un errore a cercare il male esclusivamente nelle uova o nei bachi poiché potevano portare in sé il germe della malattia, senza presentare dei corpuscoli distinti e visibili al microscopio. Infatti il male si sviluppava soprattutto nelle crisalidi e nelle farfalle. Per questo motivo doveva esserci un mezzo infallibile di procurarsi una semente sana, ricorrendo a farfalle prive di corpuscoli. Il risultato pratico era il seguente: per conoscere se fosse stato necessario soffocare i bozzoli e consegnarli per la filatura o conservarli per la riproduzione si sarebbe dovuto elevare la temperatura di qualche grado per affrettare l’uscita delle farfalle che quindi sarebbero state esaminate al microscopio. L’opera rappresentò una rivoluzione nel processo d’indagine delle malattie animali ma anche di quelle umane alle quali Pasteur pensò subito di applicare lo stesso metodo d’indagine.  Prima edizione in buone condizioni di conservazione. First edition, good copy. “Prima edizione di uno dei testi fondanti della medicina moderna, the vestibule of the modern medicine” Duveen, 461. Garrison-Morton, 2481.

250 euro

BOTANICA BOTANY PIANTE FIORI TURNEFORT PRIME EDIZIONI

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Kramer Johann Georg Heinrich,

Tentamen botanicum emendatum, & auctum: sive Methodus Rivino-Tournefortiana emendata, & aucta, cognoscendi omnes plantas facillime, easque proprio suo nomine appellandi inventa methodus:… ita ut quiblibet totius botanicae ignarus digesta secundum petalorum floris … cum praefatione sive introductione generali ad botanicam …

Viannae Austriae, Leopoldum Hoannem Kaliwoda, 1744

In-folio, 60, (4), 150 pp.. con 3 tavv. f. t. in fine a carattere botanico. Bella legatura in cartoncino di inizio novecento con motivi geometrici e floreali in verde e amaranto e titolo in oro su fascetta al dorso. Esemplare con barbe, il front. e la prima carta sonoDSC_0422_clipped_rev_1 rinforzati ai margini esterni bianchi (il frontespizio al recto), come altre tre tavv. in fine anche esse con piccola fascetta di rinforzo al margine esterno. Seconda edizione, ampliata rispetto alla prima del 1728, di questo importante studio del noto botanico e fisico dell’esercito austriaco, Johann Georg Heinrich Kramer. L’opera riveste una notevole importanza in quanto riprende e amplia il lavoro di Rivinus che fu il primo, nel 1728, a presentare una classificazione delle piante secondo la forma della corolla. A parte i rinforzi ai margini esterni bianchi sopra descritti l’opera si presenta in buone condizioni di conservazione e ancora in barbe. Pritzel 4853. Haller, II, MCCVI.

290 euro

POESIA MACCARONICA MANTOVA STAMPATORI BRAGLIA EDIZIONI ILLUSTRATE FOLENGO

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DSC_0333_clipped_rev_1Folengo Teofilo,

Theophili Folengi vulgo Merlini Cocaii Opus Macaronicum notis illustratum. Cui accessit vocabularium vernaculum, etruscum, et latinum. Editio omnium locupletissima.

Amstelodami [Mantova], Josephi Braglia, typographi Mantuani, 1768

In 4° grande (27×19,5 cm);  2 tomi: I° vol. (4 con ritratto in antiporta di Folengo delineato da Conti ed inciso da Cagnoni), 8, (1), 307, (19) pp. e una tavola genealogicaDSC_0332_clipped_rev_1 dell’autore ripiegata nell’ultima pagina della vita di Folengo; II° (6), 411, (1) pp. Bella legatura coeva in mezza pergamena con titolo in oro su fascette marroni al dorso (il dorso del I° volume presenta un piccolo restauro con aggiunta di pergamena al margine superiore e uno strappetto senza perdita di materiale in corrispondenza di una delle cerniere). Piatti foderati con bella carta coeva a motivi geometrici (qualche strofinatura e lievi segni del tempo), all’interno in ottime condizioni di conservazione. Primo frontespizio in rosso e nero. Tagli leggermente spruzzati in azzurro e rosso. L’opera è arricchita da belle e grandi illustrazioni di gusto veneziano nei capilettera, testatine e finalini (35 nel primo volume; 40 nel secondo). Errore num. p. 124 per 224, p. 208 per 308, p. 233 per 333. Bellissima edizione illustrata considerata la più completa e corretta delle opere di Gerolamo Folengo più conosciuto come Teofilo Folengo (o con gli pseudonimi Merlin Coccajo o Limerno Pitocco), (Mantova, 8 novembre 1491 – Campese, 9 dicembre 1544) celebre poeta italiano, tra i principali esponenti della poesia maccheronica. Nei volumi oltre all’Opus Macaronicum, la Zanitonella, la Moscheide e gli Epigrammi; in fondo  aggiunto anche un vocabolario mantovano-toscano-latino. Edizione stampata da Braglia a Mantova anche se con falso luogo di stampa (Parenti, Falsi luoghi, p. 19). Buon esemplare dalla carta sonante. Rif. Bibl.: Brunet, I, p. 557.

500 euro

GIALLI PRIME EDIZIONI GIALLISTICA ROMANZI NOVEL CRIMINAL SIMENON

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DSC_0456_clipped_rev_1Simenon Georges,

Le haut mal,

Paris, A. Fayard & C.ie, Novembre 1933

8,8×12 cm; 252, (4) pp. Brossura editoriale con titolo in amaranto al piatto anteriore. Al recto del frontespizio “50 exemplaires sur vélin pur fil Lafuma, numérotés de 1 à 50.”. Prima edizione (novembre 1933) di questo classico della letteratura gialla. Nello stesso anno uscì una tiratura con la sopracoperta illustrata. Buono-ottimo esemplare ancora in barbe, raro a trovarsi in queste condizioni di conservazione.

50 euro

GIALLI PRIME EDIZIONI GIALLISTICA ROMANZI NOVEL CRIMINAL SIMENON

Simenon Georges,

L’homme de Londres,

Paris, A. Fayard & C.ie, Decembre 1933

18,8×12 cm; 254, (2) pp. Brossura editoriale con titolo in amaranto al piatto anteriore. Al recto del frontespizio “50 exemplaires sur vélin pur fil Lafuma, numérotés de 1 à 50.”. Prima edizione (il copyraight porta la data del 1934 ma questo esemplare porta la data di impressione del dicembre 1933) di questo classico della letteratura gialla. Nello stesso anno uscì una tiratura con la sopracoperta illustrata. Buono-ottimo esemplare ancora in barbe, raro a trovarsi in queste condizioni di conservazione.

90 euro

    TELEFONO TELEPHONE TELEGRAFIA ONDE RADIO WAVES PRIME EDIZIONI TELEPHONE TELEGRAPHIE THELEGRAPH INGEGNERIA FIRST EDITION TELECOMMUNICATIONDSC_0465_clipped_rev_1DSC_0468_clipped_rev_1DSC_0467_clipped_rev_1

DSC_0464_clipped_rev_1Murray Erskine James, Mgniez Henri,

Manuel theorique te pratique de telegraphie sans file a l’usage des ingenieurs electriciens, des etudiantes et des praticiens.

Paris, H. Dunod et E. Pinat Editeurs, 1916

In 4°; XI, (1), 415, (1) pp. Legatura editoriale in piena tela verde con titolo impresso in oro al piatto anteriore, un minimo ed ininfluente difetto alla cerniera posteriore, senza perdita di materiale, nel complesso in ottime condizioni di conservazione. Ottimo esemplare. Varie immagini e schemi tecnici nel testo. Prima rarissima edizione francese di uno dei più celebri manuali di  telegrafia senza fili, scritto dal grande professore scozzese di telegrafia senza fili e telefonia James Murray Erskine, DSC_0466_clipped_rev_1tradotto da Henri Magniez ingegnere elettrico della Compagnia Generale di Radiotelegrafia. James Erskine-Murray (1868-1927), scozzese di nascita, fu uno dei più grandi esperti del suo tempo di tecnologia wireless. Si formò per sei anni studiando sotto Lord Kelvin presso l’Università di Glasgow prima di arrivare al Trinity College di Cambridge come studente di ricerca. Finiti gli studi divenne un consulente telegrafia e pubblicò quest’opera per la prima volta nel 1907. Il lavoro ebbe enorme successo prima nei paesi anglosassoni dove nel giro di meno dieci anni ebbe 6 ristampe e poi grazie a questa traduzione francese anche nel resto d’Europa. Il suo scopo era quello di informare i tecnici, studenti e operatori radio su molti aspetti di una tecnologia in rapida evoluzione. Il libro copre i recenti sviluppi del tempo. L’opera si pone come un classico precoce nel campo della progettazione e delle onde radio e offrì agli studenti contemporanei e appassionati di radio una guida utile e specifica sulle prime tecnologie wireless. Esemplare assai raro e ancor più raro in queste ottime condizioni di conservazione. A good copy.

140 euro

BOTANICA ALPI FLORA ALPINA PRIME EDIZIONI PENZIG VALLE CAMONICA LOSINE BRENO MANUALI HOEPLI GENOVA

    DSC_0471_clipped_rev_1DSC_0472_clipped_rev_1DSC_0474_clipped_rev_1DSC_0475_clipped_rev_1 (1)  DSC_0470_clipped_rev_1Penzig Ottone,

Flora delle alpi illustrata con 40 tavole in cromolitografia contenenti 250 specie.

Milano, Ulrico Hoepli Editore, 1902

In 8° (20,5×13,3 cm), XIV, 98, (2) pp. e 40 tav. fuori testo. Bellissima legatura editoriale in tutta tela rigida con titolo e fiori colorati al piatto anteriore. Prima edizione assai rara e completa delle 40 tavv. f.t. in cromolitografia protette da velina di questo importantissimo studio sulla flora delle alpi del grande botanico e ricercatore scientifico tedesco, naturalizzato italiano dove visse e lavorò, Ottone Penzig. Nato in Slesia nell’odierna Chojnow in Polonia, si laureò a Breslavia nel 1877. A causa di motivi di salute si trasferì prima in Costa Azzurra e poi in Italia, dove nel 1883 divenne direttore della Regia Stazione Agraria di Modena. Nel 1886 ottenne la DSC_0473_clipped_rev_1cattedra di Botanica all’Università di Genova che tenne per quarant’anni. In seguito al matrimonio con Lucia Ottini di Breno in Valle Camonica, ed alla conseguente frequenza in quella valle, Ottone divenne amico di escursionisti del luogo e lui stesso fu escursionista, fatto al quale diede immediatamente significato scientifico, preparando per la flora e per altri reperti naturali (soprattutto fossili) del luogo, specifiche ricerche e pubblicazioni, nonché raccolte di campioni. Fondò e diresse Malpighia che restò per lungo tempo, la più importante rivista di botanica in Italia. Fu uno dei fondatori della Società Teosofica Italiana. A causa delle sue origini tedesche fu perseguitato e minacciato dai nazionalisti italiani e costretto durante il periodo bellico a ritirarsi a Loisine in Valle Camonica dove la moglie aveva grandi proprietà. Lo studio qui presentato è considerato come uno dei più importanti dedicati alla flora alpina. Bellissime le tavole botaniche in cromolitografia. Prima edizione (una seconda uscì qualche anno dopo) non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

280 euro

MEDICINA CHIMICA IATROCHIMICA LEIDA MEDICINE TISI TUBERCOLOSI FISIOLOGIA NEUROLOGIA

 DSC_0438_clipped_rev_1DSC_0439_clipped_rev_1DSC_0437_clipped_rev_1Le Boe Franz de,

Opera medica, hoc est, Disputationum medicarum decas, Methodi medendi libri duo; Ideae novae praxeos medicae libri tres, ad eosque Appendix, variaque alia opuscula Accesserunt huic Editionie hactenus ineditii Casus Medicinales Annorum 1659. 60. Et 61. Quos ex ore Cl. Sylvii calamo excepit Joachimus Merian, Ph. Et M. D. ac Phys. Moeno-Francof. Una cum Remediis Sylvianis; Itemque, Collegium Nosocomicum ab Authore Habitum, unà cum Appendice de Formulis quibusdam Remediorum ad varios affectus ah eodem praescriptis. Tandemque Institutiones Medicae Veneta editione praeterita desideratae. Cum duplici Indice, uno Librorum et Capitum, Operi praemisso, altero rerum ad calcem adjecto.

Venetiis, apud Laurentium Basilium, 1708

In folio; (28), 660, (36) pp. (pages 260, 270, 308 and 488 are misnumbered as 268, 269, DSC_0436_clipped_rev_1304 and 480 respectively). Ex-libris del fisico della Regia Accademia Torinese, Giuseppe Marenco. Legatura  coeva in cartoncino molle. Frontespizio in rosso e nero. Grande stemma xilografico al frontespizio. Frontespizio con leggermente brunito e per il resto, esemplare in barbe ed in buone condizioni di conservazione. Dedica a Lorenzo Rosmarino patrizio veronese. Edizione definitiva dell’opera del celebre naturalista e medico olandese, Franciscus de le Boë Sylvius (anche noto come Franz de le Boë; Hanau, 15 marzo 1614 – Leida, 15 novembre 1672). L’autore, appena laureatosi a Basilea nel 1637, compì numerosi viaggi i  Francia, Paesi Bassi e Germania per approfondire le ultime scoperte mediche. Nel 1658 prese il posto di Albert Kyper nella cattedra di medicina nell’Università di Leida. Le Boe è considerato il fondatore della iatrochimica che mirava a interpretare i fenomeni fisiologici e biologici in termini chimici, riportandoli fondamentalmente a processi di “fermentazione” e di “effervescenza”. A lui si devono diverse scoperte mediche come il ruolo dei tubercoli nella tisi polmonare e a lui si devono le òrime descrizioni del canale del mesencefalo e una delle scissure principali del telencefalo che prendono da lui il loro nome (acquedotto di Silvio e Scissura di Silvio). Alla sua scuola di formarono fra gli altri Swammerdam, R. De Graaf e Stenone. Grande esperto della struttura del cervello a lui si debbono le annotazioni delle Institutiones medicae (1641) di C. Bartholinus. Convinto assertore delle teorie di Harvey sulla circolazione del sangue ne fu uno dei primi divulgatori.

480 euro

BASSANO REMONDINI CACCIA AL LUPO VENATIONES HUNTING WOLF

DSC_0681_clipped_rev_1Caccia al lupo, stampa remondiniana

Senza data (ma fine XVII sec. inizio del XVIII sec.), S. stampatore ma Remondini.

28×20 cm alla battuta. In cornice moderna. Ottimo stato di conservazione. Fine coloritura coeva. Non comune tiratura remondiniana della “Caccia al lupo” delle “Venationes”  di Johannes Stradanus (Jan van der Straet) edite per la prima volta intorno al 1570. Questa tiratura remondiniana che presenta la firma di F. Valeggio (Francesco Valeggio), rappresenta la “caccia al lupo”. Nella parte bassa della stampa la scritta “Sic ovis occise lupus extis fallitur arctu, Aut loqueo aut tectis frondoso vimine fossis”. Il foglio è in controparte rispetto all’originale cinquecentesco. Bellissima la coloritura coeva dove le vesti dei cacciatori sono rifiniti in oro.

150 euro