CATALOGO LUGLIO 2017

CATALOGO LUGLIO 2017

MICOLOGIA FUNGHI STORIA NATURALE PRIME EDIZIONI BOTANICA MYCOLOGY MYCOLOGIE MYKOLOGIE RIMINI CORIANO

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Battarra Giovanni Antonio,

Fungorum agri Ariminensis historia a J. Antonio Battarra lynceo restituto & in eadem urbe publico philocsophiae professore compilata aeneisque tabulis ornata quam sub auspicis Eminentissimi ac Reverendissimi Principis Joachimi Portocarrerii Cardinalis Amplissimi.

Faventiae, Typis Ballantianis, 1755

In 4° (28,5×21,2 cm); VII, (1), 80 pp. e XL c. di tav. Bella legatura ottocentesca con legatura foderata con carta blu zigrinata. Titolo e fregi in oro su fascetta in pelle rossa al dorso. Bell’ex-libris privato applicato al recto del piatto anteriore. Esemplare ad ampi margini ed in ottime condizioni di conservazione. Bella marca al frontespizio che  riprende una lince, simbolo dell’Accademia dei Lincei, in mezzo ad un gruppo di funghi, sormontata dal motto, in lingua greca “Noi studiamo i funghi, non li mangiamo”. Prima edizione di uno dei trattati di micologia più celebri, opera del famoso naturalista e micologo, riminese Giovanni Antonio Battarra (Coriano, 9 giugno 1714 – Rimini, 8 novembre 1789). Allievo del medico, naturalista ed archeologo Giovanni Bianchi, studiò geometria, fisica e storia naturale. Nel 1738 venne ordinato sacerdote. Insegnò filosofia dal 1741 al  1745. Fu in questo periodo che iniziò ad interessarsi in modo deciso alla micologia studiando sull’opera del Padre Bruno Tozzi Sylva Fungorum”, del quale divenne anche allievo. Ma seppur fu un grande estimatore del suo maestro, Battarra per sua natura e convinzione si impegnò sempre nelle rilevazioni sul terreno, sicuro che solo la visione e lo studio diretto di DSC_0557_clipped_rev_1ogni materia possa portare risultati importanti ed il progresso delle scienze. Promosso all’insegnamento a Rimini nel 1755 stampò quella che è con la “Pratica Agraria”, la sua opera più importante “Fungorum Agri”. Battarra curò l’opera con grande attenzione disegnando egli stesso le belle ed accurate tavole che riproducono 248 tipi differenti di funghi. I funghi sono classificati nell’opera in base al loro aspetto fisico esteriore perché Battarra riteneva tale classificazione la più immediata ed intuitiva. L’autore, poi, descrive anche le qualità organolettiche di ogni tipo di fungo. L’opera ebbe un enorme successo tanto che già nel 1759 usciva una seconda edizione, ristampata senza variazioni. Rif. Bibl.: Ainsworth p. 56; Stafleu 359; Volbracht 90; Nissen 95; Uellner 63; Pfister S. 21; S. Stafleu & Cowan 359; toria della Micologia Italiana, pp. 145-155.

2.000 euro

MEDICINA MALARIA EPIDEMIOLOGIA MALARIA SERRA BOLOGNA BAGNARA RAVENNA PRIME EDIZIONI

 DSC_0590_clipped_rev_1Demetrio da Creta (ma Pietro Francesco Serra),

Ad Demetrium Philomathem cretensem de intermittentibus anni MDCCLXV. Epistole duodeviginti et de recta instituendorum studiorum ratione. Dissertatio.

Bononiae, Typis Gasparis de Franciscis ad signum Columbae, 1766

In 4° (26,5×19,8 cm); 56 pp. Elegante legatura anni 30-40’ DSC_0589_clipped_rev_1del XX° secolo in cartoncino rigido con motivi in blu e amaranto ai piatti e fascetta in pelle con titolo in oro al dorso. Piccola xilografia al frontespizio. Testatina, finalino e iniziale xilografica. Prima rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questo studio medico sulle febbri “intermittenti” del noto medico di Bagnara di Romagna (anche se appartenente a nota famiglia bolognese), Pietro Francesco Serra. L’autore, nominato medico ufficiale di Bagnara nel 1763 dovette affrontare nel 1765 una grave epidemia di malaria con conseguenti “febbri terziane”. L’opera raccoglie proprio le esperienze e le teorie elaborate dell’autore nel tentativo di arginare il male. Esemplare ancora in barbe ed ad ampi margini. Qualche insignificante macchiolina di foxing ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione.

220 euro

MEDICINA MEDICINE FISIOLOGIA PHYSIOLOGY CARDIOLOGIA CUORE ARLDI MODENA PRIME EDIZIONI ANASTOMOSI EMODINAMICA FISICA

  DSC_0588_clipped_rev_1DSC_0587_clipped_rev_1DSC_0586_clipped_rev_1

Araldi Michele,

Della forza e dell’Influsso del Cuore sul circolo del sangue. Dissertazione di Michele Araldi. In Modena, Presso la Società Tipografica, 1804. Unito a: Della forza del cuore e del suo influsso nel circolo del sangue Memoria del Sig. Cav. Michele Araldi.

Modena; Verona, Società Tipografica; Luigi Mainardi, 1804 -1810

Due opere di Michele Araldi rilegate in un volume in 4° grandeDSC_0585_clipped_rev_1 (27,7×19,5 cm) in elegante legatura anni 30’ del XX° secolo con motivi floreali amaranto e blu. Un leggerissimo alone al margine interno della prima parte della prima opera, mai intensi. Nel complesso esemplari in buone-ottime condizioni di conservazione e ad ampi margini. Prime edizioni in forma di opere singole. Michele Araldi fu un celebre medico e matematico modenese (Modena, 10 febbraio 1740 – Milano, 3 novembre 1813). Fu uno degli storiografi della matematica e della fisica più apprezzati del suo tempo. Tale era la sua fama che alla nascita dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere voluto da Napoleone Bonaparte, fu uno dei 31 membri fondatori, oltre che per lungo tempo, segretario. Celebri erano anche i suoi ex-libris. Si interessò anche di meccanica ed idraulica dei fluidi ma anche a problemi più filosofici come l’istinto ed il sonno. Importanti sono i suoi studi dedicati all’emodinamica e dell’anastomosi, di cui fanno parte le due opera qui presentate. In esse l’autore fa il punto delle conoscenze e delle esperienze intorno al flusso del sangue arrivando a descrivere anche i vasi sanguigni minori, la loro distribuzione ed il loro reciproci rapporti. Opere non comuni.

240 euro

BOTANICA BOTANY PRIME EDIZIONI TAVOLE A COLORI AMERICA ASIA FARMACIA FARMACEUTICA PHARMACY

DSC_0601_clipped_rev_1DSC_0605_clipped_rev_1 DSC_0607_clipped_rev_1 DSC_0604_clipped_rev_1DSC_0600_clipped_rev_1Hill Giovanni,

Decade di alberi curiosi ed eleganti piante delle Indie Orientali, e dell’America ultimamente fatte già note dal celebre Sig. Dottore Giovanni Hill. Dall’idioma Inglese, ridotta all’Italiana Favella, col lasciare intatta la descrizione di Latina, e corredata di alquante note.

In Roma, Nella Stamperia Salomoni, 1786

In 4° piccolo (23,7×18 cm); (8), 31, (1) pp. e 10 c. di tav. con finissima coloritura coeva. Legatura in cartoncino molle foderato con bella carta marmorizzata di recupero, fogli di sguardia novecenteschi. Antica firma di appartenenza privata al frontespizio “Gaspare Grasselli”. Un leggerissimo alone al margine esterno della prima parte del volume, spesso praticamente invisibile e mai intenso o fastidioso. Rarissimo a trovarsi con le tavole con coloritura coeva. Rarissimo esemplare che presenta le 10 tavole fuori testo in magnifica e finissima coloritura coeva. Prima ed unica edizione italiana di questa celebre opera del famoso botanico inglese, John Hill (1714 – 21 novembre 1775). Nato, a quanto si racconta, a Peterborough, fece apprendistato in una farmacia, dimostrando fin da subito un grande interesse per gli aspetti botanici legati alla professione. Ottenuta la laure in medicina ad Edimburgo ottenne fama e successo con i suoi preparati farmaceutici aDSC_0599_clipped_rev_1 base vegetale, molti dei quali da lui stesso ideati. Dopo aver gestito per un certo tempo una bottega farmaceutica a St Martin’s Lane in Westminster, la sua attività principale divenne sempre di più lo studio della botanica, della storia naturale e la pubblicazione di opere botaniche, anche se non  mancarono nella sua produzione letteraria romanzi, drammi, articoli su riviste e scritti scientifici come quelli di geologia. Fu tra i principali contributore della Ephraim Chambers’s Cyclopaedia. Dal 1759 al 1775 fu totalmente impegnato in quella che sarebbe diventata la sua opera principale e che gli sarebbe valso il riconoscimento di dall’Ordine di Vasa dal re di Svezia nel 1774, “The Vegetable System” in 26 tomi. Comunque nonostante i suoi numerosi campi di interesse, sono soprattutto le opere di botaniche che gli diedero fama e prestigio. Nonostante i suoi indubbi meriti scientifici e l’amicizia di molti appartenenti alla Royal Society, non riuscì mai ad essere affiliato a quest’ultima, cosa che lo amareggio notevolmente. Probabilmente, nonostante i suoi scritti scientifici, furono le “querelle”, a volte anche dai toni scurrili con alcuni affiliati, a tenerlo fuori dalla celebre istituzione scientifica inglese che divenne, negli ultimi anni di vita dell’autore, uno dei principali obbiettivi delle sue critiche. In particolare, Hill rinfacciava alla Royal Society e non senza ragione, di avere troppi affiliati privi di qualsivoglia DSC_0603_clipped_rev_1preparazione scientifica. L’opera qui presentata descrive 10 esemplari rari e curiosi di piante autoctone dell’America e dell’Asia mai prima descritte (a parte la pianta carnivora Dionea che era già apparsa in un’opera di Ellis nel 1770) ricevute da Hill direttamente dai luoghi d’origine. Il traduttore dell’opera è probabilmente il sacerdote gesuita argentino, Gaspar Xúarez che aggiunse all’edizione italiana numerose ed interessanti note. Ogni pianta viene presentata con il suo nome inglese, italiano e latino e ne vengono descritte caratteristiche principali ed habitat. Alcuni studiosi hanno suggerito che le tavole siano opera di Hill stesso ma non vi sono prove al riguardo. Non comune e rarissimo a reperirsi con le tavole a colori. Rif. Bibl.: Hunt 679; Nissen BBI 878; Jackson, p111; Pritzel 4076; see Johnson, pp. 207-209.

1.200

BIOGRAFIE BOLOGNA STORIA DELL’ARTE INCISORI PRIME EDIZIONI MONTESCUDO RIMINI

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DSC_0667_clipped_rev_1Marchese Antonio Bolognini Amorini,

Memorie della vita e delle opere di Francesco Rosaspina incisor bolognese scritte dal Marchese Antonio Bolognini Amorini,

Bologna, Tipi Governativi alla Volpe, 1842

In 8° (22×15,5 cm); 21, (1) pp. e una c. di tav. con bel ritratto del Rosaspina inciso da Uberto Tosi. Brossura editoriale con ricca cornice ai piatti. Esemplare ancora in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa biografia del celebre incisore Francesco Rosaspina (Montescudo in provincia di Rimini, 1762 – Bologna, 1841) famoso per le riproduzioni dei quadri del Parmigianino e del Correggio, dei maggiori del Seicento bolognese, opere di Andrea Appiani e del Settecento europeo. Grande amico di Andrea Appiani e di Giovanni Battista Bodoni fu docente all’Accademia Clementina. L’autore dello scritto, il Marchese Antonio Bolognini Amorini (Bologna, 7 febbraio 1767 – Bologna, 18 giugno 1845), fu valente scrittore e storico e a lui si devono varie biografie dedicate a celebri artisti bolognesi come Dentone, Mitelli, Primaticcio, Albani, Reni, Domenichino, Guercino e i Carracci elaborati come continuazione della Felsina Pittrice del Malvasia. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RAV\0251936.

130 euro

EIGMISTICA SCIARADE INDOVINELLI ENIGMI PRIME EDIZIONI LODI PAVIA CODOGNO

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DSC_0552_clipped_rev_1Zoncada Antonio,

Studio e Divertimento, La Sfinge Svelata ossia regole ed esempi dell’arte d’indovinare di Antonio Zoncada,

Milano, A Beneficio del Fondo Vedove ed Orfani del P. L. Tipografico, 1877

In 8° (22,4×15,4 cm); (12), 142, (2) pp. Bellissima brossura illustrata a colori. Prima edizione, rara a reperirsi completa della brossura editoriale, di questa pubblicazione di enigmistica con enigmi, indovinelli e sciarade. Ritratto di Zoncada all’antiporta. Antonio Zoncada (Codogno in provincia di Lodi 1813 – Pavia 1887) fu un celebre letterato e patriota italiano che partecipò ai moti del 1848. Ricoprì anche la cattedra di Letteratura all’Università di Pavia. Fu autore di diversi scritti letterari, saggistici e si interessò di enigmistica. L’opera qui presentata è una raccolta enigmistica di indovinelli, sciarade ed enigmi ideati da Antonio Zoncada. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione. Non comune a reperirsi completo della sua brossura editoriale, ancora in barbe. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RAV\0034117.

170 euro

MEDICINA EPIDEMIOLOGIA VACCINAZIONI VAIOLO RUVO MEDICINA RUVO DI PUGLIA PRIME EDIZIONI MEDICINE VACCINATION PROFILASSI

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DSC_0573_clipped_rev_1Cotugno Domenico,

Dominici Cotunnii Regii Anat. prof. de Variolarum Syntagma,

Neapoli, apud fratres Simonios, 1769

In 8° (19,7×13,2 cm); 208 pp. e una c. di tav. Legatura in cartoncino molle di recupero con titolo impresso su fascetta al dorso. Antiche firme di appartenenza settecentesche al frontespizio che identificano l’esemplare come appartenuto al medico e fisico “Laurentino Ciglia”. Frontespizio in rosso e nero con fregio xilografico. Qualche macchiolina di foxing nel margine esterno di alcune pagine, un piccolo antico rinforzo al margine interno della 5 carta, ininfluente. Un leggerissimo alone, quasi impercettibile, nelle ultime 5 carte e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima assai rara edizione, stampata a Napoli, di questo importantissimo testo del grande medico originario di Ruvo di Puglia (Bari), Domenico Cotugno. In questa celeberrima opera, Cotugno, 29  anni prima della scoperta di Jenner che cambierà il mondo della medicina, sulla base di dirette e numerosissime osservazioni cerca di analizzare la natura del vaiolo arrivando a considerare le lesioni da esso provocate, solo esterne e non anche viscerali. “Egli sosteneva che la sede fosse la cute esposta all’aria e che vi fosse la necessità di trovare rimedi specifici, rigettando per esempio la cura tradizionale dei bagni caldi. Descrisse la storia di persone di diverse condizioni sociali con il linguaggio oggettivo della scienza ma senza perdere di vista il lato umano dei malati. La parte più importante è il sostegno all’inoculazione che lo avrebbe portato, in seguito, ad appoggiare la vaccinazione jenneriana”. L’opera ebbe grande successo e numerose riedizioni. L’autore, celebre medico, anatomista e chirurgo fu uomo di ampi interessi culturali. Fu anche uno dei medici più celebri e geniali del DSC_0575_clipped_rev_1suo tempo ed operò principalmente a Napoli anche se fu socio di numerosissime accademie estere. “Domenico Cotugno fu protagonista di importanti scoperte neurologiche, grazie a un’intensa attività clinica e anatomica, e fin dall’inizio mostrò i suoi interessi per l’anatomia sottile, cioè la ricerca dei piccoli e nascosti meccanismi che compongono il nostro organismo. In tutte le sue indagini egli seguì il metodo indicato nella sua prima opera: mostrare la natura delle cose così come gli era apparsa non una o due volte, ma centinaia di volte, nell’esame dei cadaveri”. Scrisse su svariati argomenti e fu un fine pensatore. “Secondo Benedetto Croce, Cotugno potrebbe essere stato il vero autore del celebre trattato Delle virtù e dei premi (il secondo del suo genere dopo Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria) che, uscito anonimo nel 1766, fu ristampato l’anno seguente, anche in francese, recando come autore il giurista aquilano Giacinto Dragonetti e a questi sempre attribuito”. Il Garrison-Morton, 1382, scrive che Cotugno “was the first to describe the fluid surrounding the spinal cord and to suggest that it was in continuity with the ventricular and cerebral subarachnoid fluids. However, his concept of the cerebral and spinal fluid, which is the beginning of its modern physiology, remained in obscurity until rediscovery by Magendie some 60 years later”. Rara prima edizione. A good copy. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\027755.

700 euro

FONTI STORIA DELL’ARTE INCISIONE INCISORI PRIME EDIZIONI PORTICI XILOGRAFIA BIOGRAFIE REPERTORI BIBLIOGRAFIA

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DSC_0666_clipped_rev_1Palmerini Niccolò,

Catalogo delle opere d’intaglio di Raffaello Morghen raccolte ed illustrate da Niccolò Palmerini,

Firenze, Presso Molini, Landi e Comp., 1810

In 8° (21,5×13,4 cm); 64, XVIII pp. e una c. di tav. con ritratto di Raffaele Morghen Brossura coeva in bella carta marmorizzata e titolo chiosato da mano ottocentesca su fascetta al dorso. Leggerissima ed uniforme brunitura alla prima e all’ultima pagina dovuta alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione Prima non comune edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questa fonte di storia dell’arte opera di Niccolò Palmerini. Lo studio che ebbe un notevole successo e varie riedizioni, è considerato lo studio più importante sull’opera del grande incisore originario di  Portici, Raffaello Morghen noto anche come Raffaele Morghen (Portici, 19 giugno 1758 – Firenze, 8 aprile 1833). Figlio dell’incisore fiorentino DSC_0663_clipped_rev_1Filippo Morghen che fu chiamato a Napoli dal Re Carlo Borbone, fu allievo di Giovanni Volpato. Il suo principale mecenate fu l’ambasciatore veneto Girolamo Zulian che lo ospitò, come fece anche con Antonio Zanova, a Palazzo Venezia. Fu docente di tecniche di incisione xilografica all’Accademia d’Are di Firenze. La prima parte dell’opera contiene le indicazioni biografiche dell’autore. La seconda parte contiene invece l’elenco delle opere con cenni sulla loro realizzazione, le misure ed i luoghi di realizzazione. Questa prima edizione è rara. Rif. Bibl.: Cicognara 4581.

270 euro

MEDICINA COSMETIC SUREGERY CHIRURGIA ESTETICA CHIRURGIA PLASTICA ESTETICA INCISA VAL d’ARNO

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Nannoni Angelo,

Trattato chirurgico di Angelo Nannoni sopra la semplicità del medicare i mali d’attenenza della chirurgia. Aggiuntevi varie esperienze, osservazioni e ragionamenti, che molto giovano per lo stabilimento del buon metodo di medicare i mali appartenenti al chirurgo, ed un discorso sopra alcuni fatti seguiti dopo la stampa del medesimo. Si premette in questa edizione il suo Trattato chirurgico sopra le malattie delle mammelle.

In Venezia, presso Antonio Zatta, 1764

In 4° (25×18,3 cm); XXIV, 214 (i. e. 216), (8) pp. e 2 c. di tav. fuori testo. Legatura coeva in cartoncino molle con qualche lieve traccia di sporco. Al frontespizio marca xilografica con “Paesaggio con fontana con tre delfini, quattro personaggi, due piedistalli con un vaso ed una statua antica, serpe che si specchia e motto “Auxilium ab alto plus pressa plus surgit”. Un leggerissimo alone al margine esterno delle prime tre carte, ininfluente e da pagina 119 a 159 anche un questo caso sempre leggerissimo, spesso quasi invisibile e leggermente più marcato da pagina 121 a 135. Nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione con le due principale opere di Nannoni unite in un unico volume, stampato da Zatta nel 1764. Angelo Nannoni, celebre chirurgo nato a Incisa in Val d’Arno nel 1715 e morto a Firenze nel 1790, fu autore di diversi trattati medico-chirurgici. DSC_0576_clipped_rev_1L’autore, che caldeggiava una medicina semplice fu tra i primi a schierarsi contro il trattamento delle ferite con ogni sorta di oli e balsami pratica solita all’epoca. Nannoni suggeriva invece di pulire le ferite con acqua tiepida e di coprire le piaghe aperte con garze asciutte. “Grazie a questi concetti egli poté propugnare l’asportazione della mammella cancerosa con svuotamento del cavo ascellare e asportazione di notevole estensione della pelle, la sutura a piani delle ferite laparatomiche, la cura radicale dell’idrocele con escissione della vaginale suturando poi per prima intenzione, ecc.; ciò che per l’epoca rappresentò un progresso notevolissimo”. Allievo di Benevoli, fu medico presso l’Ospedale Santa Maria Nuova a Firenze. Particolarmente interessante il suo Trattato chirurgico sopra le malattie delle mammelle. Quest’opera presenta inoltre un interesse particolare per la storia della chirurgia plastica: vi si trova infatti (a p. 36-37) una delle prime descrizioni del trattamento di una ferita, a seguito della quale il naso era stato quasi interamente staccato dal viso: a questo proposito Nannoni menziona il metodo di Taglicozzi. Cfr. Gnudi-Webster (p. 304): “A. Nannoni was not surprised to witness the reunion of a severed nose in view of the successful work of Tagliacozzi”. Cfr.: Leonardo, History of surgery, 203; Pazzini, Biobibl. di storia della chirurgia (168); Blake (319).

350 euro

FONTI STORIA DELL’ARTE INCISIONE INCISORI PRIME EDIZIONI TIRATURA LIMITATA 120 ESEMPLARI ARTE DURER CALLOT RAIMONDI

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Il Fiore dell’arte dell’intaglio nelle stampe con singolare studio raccolte dal Signor Luigi Gaudio,

In Padova, dalla Tipografia della Minerva, 1823

In 4° grande (31×23 cm); (8), XIII, (3), 102, (2) pp. e 5 c. di tav. Bella legatura coeva i  mezza pelle verde foderata al dorso da fine carta verde coeva con titolo, anno e luogo di edizione impressi su fascette rosse al dorso. Qualche insignificante macchiolina di foxing in poche carte e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione e ancora in barbe. Le cinque finissime tavole fuori testo, ognuna protetta da velina, sono incise in rame da Luigi Rados e contegono i ritratti di Albrecht Duerer, Marcantonio Raimondi, Luca Jacobsz di Leyda, Jacques Callot e William Woollett e cioè quelli che sono considerati i sommi incisori della scuola tedesca, italiana, fiamminga, francese e inglese di incisione. Tiratura di soli 120 esemplari. L’opera descrive le principali scuole incisorie europee, attraverso la figura dei maestri di ognuna delle scuole e alcuni altri celebri rappresentanti come ad esempi Giovanni Gottardo Muller, Giovanni Federico Clemens, Marco Dente, Giorgio Ghisi, Martino Rota, Stefano della Bella, Francesco Bartolozzi, Raffaello Morghen, Giovanni Van de Velde, Guglielmo de Leeuw, Giona Suyderhoef, Pietro Nolpe, Cornelio Bloemaert, Paolo Rembrandt Van Ryn, Cornelio DSC_0659_clipped_rev_1Visscher, Lauwers, Edelinck, Giovanni Morin, Francesco Poilly, Nicolò Pitau, Antonio Masson, Sebastiano Le Clerc, Girardo Audran, Francesco Spierre, Giovanni Luigi Roullet, Nicolò Dorigny, Pietro Drevet figlio, Giovanni Giacomo Balechou, Carlo Clemente Bervic, Giovanni Smith, Guglielmo Ryland. Guglielmo Woollett, Giovanni Hall, Giovanni Dixon, Giovanni Sherwin, Guglielmo Sharp ed altri. Di ogni autore, oltre ad una biografia, sono illustrate, singolarmente, le incisioni più celebri commentate e descritte minuziosamente. Opera molto rara ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione. Rif. Bibl.: Cfr. Brunet,III,1470 – Graesse,IV, 4116.

280 euro

ARTE BELLE EPOQUE MODA PUBBLICITà CARTELLONISTICA TRIESTE PRIME EDIZIONI LIBRO D’ARTISTA PRIME EDIZIONI DUDOVICH

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Corso, Album von M. Dudovich,

Munchen, Albert Langen, s. data (ma 1911)

In folio; (4) pp. e III-XXXII c. di tav. a piena pagina a colori contenenti magnifiche tavole cromolitografiche che riproducono alcune delle 100 e più tavole prodotte da Dudovich durante la sua collaborazione, tra il 1910 ed il 1914, con il giornale satirico tedesco “Simplicissimus”. Magnifica legatura editoriale in tutta tela grigia illustrata con un immagine di una donna in rosso e banco che sorregge un cagnolino e titolo e autore in bianco (un leggero alone di polvere). Un piccolissimo, insignificante, strappetto al margine esterno bianco delle prime due tavole, senza perdita di carta, un altro strappetto al margine basso bianco di tavola XXVII, anche questo senza perdita di carta ed insignificante e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Edizione originale di questa importante opera del celebre pittore e pubblicitario triestino, Marcello Dudovich (Trieste, 21 marzo 1878 – Milano, 31 marzo 1962). Dudovich fu uno dei più celebri pubblicitari e cartellonisti della prima metà del novecento padrone di DSC_0754_clipped_rev_1un tratto inconfondibile e di un gusto per i colori vivi e accesi unico. Formatosi negli atelier triestini, nel 1897 si trasferisce a Milano dove grazie al collega ed amico Leopoldo Metlicovitz, viene assunto come litografo alle officine grafiche Ricordi, dove gli vengono commissionati alcuni bozzetti pubblicitari. In questo periodo conosce alcuni dei più celebri artisti della cartellonistica del tempo come Adolf Hohenstein, Aleardo Villa, Leonetto Cappiello e Giovanni Maria Mataloni. Ma è a Bologna, dove si trasferisce nel 1899, per lavorare alla Stabilimento Grafico di Edmondo Chappuis, che affina in modo definitiva la sua arte ed inizia a produrre in modo costante cartelloni pubblicitari, copertine, illustrazioni e schizzi per varie riviste. Nel 1900 vince la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Parigi e consacrandosi come uno dei più grandi maestri dell’arte cartellonistica e pubblicitaria. A lui si debbono alcune delle testimonianze più incisive sull’eleganza, la moda e la mondanità della Belle Epoque. Opera rara a reperirsi completa della sua brossura editoriale illustrata. Rif. bib.: Mario Bernoni,” L’epoca di Dudovich”, Gorizia, LEG, 2006.

800 euro

MEDICINA CREMONA EPIDEMIOLOGIA PRIME EDIZIONI

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DSC_0564_clipped_rev_1Valcarenghi Paolo,

Pauli Valcarenghi, Physici Collegiati Cremonae, Ferrariae, Brixiae, & Venetiarum … distincte aggregati, Serenissimo Duci Mutinae a Consiliis Medicis &c. De praecipuis febribus specimen praticum ad Vincentium Filium Philosophie, & Medicinae Doctorem.

Cremonae, Apud Petrum Ricchini, 1761

In 4° (26×18 cm); XX, 298, (2) pp. Bella legatura coeva in piena pelle. Dorso abilmente sostituito DSC_0563_clipped_rev_1agli inizi del novecento in stile settecentesco, a 5 nervi con titolo e ricchi fregi in oro. Piatti in pelle spruzzata. Tagli goffrati in oro. Esemplare stampato su carta forte di ottima qualità. Piatti interni foderati con bella carta di Varese. Esemplari ad ampissimi margini. Ottimo stato di conservazione. Prima, non comune edizione, di questo scritto del celebre medico cremonese, Paolo Valcarenghi. L’autore fu professore di Medicina Pratica nell’Università di Pavia e aggregato al Collegio dei Medici di Milano. A Cremona collaborò anche con il vescovo Alessandro Litta nell’analisi di alcuni casi di esorcismo e possessione demoniaca. Pubblicò anche un celebre studio dedicato alle epidemie che colpirono il territorio cremonese nella prima metà del settecento. In quest’opera l’autore analizza vari tipi di febbri, il loro decorso e origine e le varie possibilità di cura. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\031999.

200 euro

ALMANACCHI CALENDARI BIBLIOGRAFIA SATIRA PROFEZIE CALENDRIER ALMANACHS

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DSC_0627_clipped_rev_1Champier Victor,

Les Anciens Almanachs Illustres, Histoire du Calendrier depuis les temps anciens jusqu’a nos jours, ouvrage accompagné de 50 planches hors texte en noir et en couleur. Reproduisant les principaux Almanachs illustres au graves par Leonard Gualtier, Crispin de Passe, Abraham Bosse, De Larmessin, Lepautre, Cl. Audran, Gravelot, Cochin, Queverdo, Dorgez, Debucourt, Deveria, etc. etc.

Paris, Bibliotheque des Deuz Mondes, L. Frinzine et Cie, Editeurs, 1886 

In folio; (4), 136 pp. e 50 c. di tav. fuori testo. Astuccio editoriale in mezza tela blu con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Completo. Qualche lievissima arrossatura in due carte dovuta alla qualità della stessa e nelDSC_0631_clipped_rev_1complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora a fogli chiusi e nella sua versione di custodia originale. Prima  edizione in buone-ottime condizioni di conservazione, di questo importate e curioso studio del noto critico d’arte francese Victor Antoine Champier (3 ottobre 1851 – 1929), dedicato alla storia, iconografia e funzione dei calendari e degli almanacchi attraverso i secoli. L’opera presenta 50 bellissime tavole realizzate da alcuni dei più celebri illustratori del tempo quali Léonard Gautier, Crispin de Passe, Abraham Bosse, De Larmessin, Lepeautre, Cl. Audran, Gravelot, Cochin, Quévardo, Dorgez, Debucourt, Devéria, etc. L’opera presenta capitoli dedicati alle origini dei calendari con note sui calendari egizi, greci, romani, mussulmani e israelitici,ì; “Les almanaches ou Composts des Bergers”; gli almanacchi letterarim profetici, satirici, politici; “Catalogue des Principaux livres-almanachs illustres de 18685 a 1823” conn numerose note bibliografiche ed altro ancora. Opera curiosa e non comune.

240 euro

PARMA UNIVERSITà GOLIARDIA CARICATURE FOGLI VOLANTI RARITà

DSC_0710_clipped_rev_1DSC_0709_clipped_rev_1 (1)(Goliardia),

5a Festa Universitaria R. Teatro di Parma 1 maggio 1896, Programma Gilda e Florindo ovverossia Studi ed Amori, Scherzo Comico Musicale di cattivo genere di due più che incogniti poeti. Musica dell’autore di Sofonikia – Atto Fortunatemente unico. Epoca presente – Sartine del secolo scorso.

 Parma, Fotolit. L. Battei, s. data (1896)

In folio ripiegato; (4) pp. Rarissima brossure che pubblicizza la “Quinta Festa Universitaria”. Un leggero segno di piega ma nel complesso in buone condizione di conservazione. Magnifica pagina centrale riccamente illustrata con scena goliardica e firmata “Cen” e “Grombova” (?). Il programma della feste prosegue con “Sofonikia, Azione coreografica in tre quadri di illustre ignoto, Musica dell’Autore di Gilda e Florindo, Veglia Danzante, Patronesse: Beolchini – Bocchi-Marchji – Bonetti – Campolonghi – Cardani – Ceccarelli – Dainei – Gallani – Giordani – Giorgini – Guastalla – Manara – Mariotti – Melli – Negri – Odero – Pacces – Pacetti – Paveri – Rattone – Redenti – Thovazzi. Comitato. Presidente: Solari Giovanni – Vice-Presidente: Clivio Tommaso – Segretario: Panina Renzo – Cassiere: Gardenghi Giuseppe – Vice-segretario: Varanini Mario – Membri: Bonetti, Bruni, Campolonghi G., Conti A., Del Bono, Faelli, Menozzi, Ortalli, Pacces, Ing. Uccelli. Il Teatro viene concesso gratuitamente dal Municipio. La Società parmense per l’Illuminazione elettrica fornisce la illuminazione, anche per le prove, gratuitamente – Il Prof. Giacopelli ha dipinto espressamente due scene – La società Union des Gaz concede facilitazioni.”. Tipica produzione della “Goliardia” universitaria parmense. Molto raro.

55 euro

MILANO INZAGO MANTOVA CREMONA PELLAGRA DIETOLOGIA ALIMENTAZIONE STORIA LOCALE

 DSC_0568_clipped_rev_1 (1)

   DSC_0569_clipped_rev_1Miscellanea di 21 scritti dedicati alla Pellagra editi tra il 1882 ed il 1910, tutti in buone-ottime condizioni di conservazione e rilegati entro una legatura dei primi del novecento, in piena tela foderata con carta a colori.

  1. Consiglio Provinciale di Mantova, Provvedimenti contro la Pellagra, Mantova, Tipografia Aldo Manuzio, 1900. In 4°; (2), 48 pp. e una pecetta di errata posta alla fine del volume.
  2. Giacometti Vincenzo, Commissione Provinciale permanente contro la Pellagra, s.data (ma 1882). In 4°; 15, (5) pp.
  3. Premiazione Commissione Provinciale Permanente contro la Pellagra in Provincia di Mantova resesi benemerite nel triennio 1883-84-85. In 4°; 15, (1) pp.
  4. Rampoldi Roberto, La Pellagra e il mal d’occhi, Pavia, Stabilimento Tipografico Successori Bizzoni, 1885. In 8°; 16 pp. Rampoldi, nato a Bregnano (CO) e morto a Pavia, fu Oculista, senatore, docente e direttore della Clinica oculistica Universitaria di Pavia.
  5. Devoto Luigi, La Pellagra nell’Istituto di Patologia Medica di pavia (1900-1909) e nella R. Clinica del Lavoro di Milano (1909-1912). Milano, Tip. Ditta Francesco Fossati, 1912. In 8°; 35, (1) pp. Conservata la brossura editoriale.
  6. Duse E., Pellagra, Alcolismo ed emigrazione nella provincia di Belluno. Udine, Tipografica Domenico del Bianco, 1909. In 8°; 6, (2) pp. Brossura editoriale conservata. Dedica autografa dell’autore al piatto anteriore. Duse fu medico del Manicomio Provinciale di Ponte nelle Alpi.
  7. Statuto Organico dell’Istituto Pio Patronato pei Pellagrosi e Casa di Ricovero in Mogliano-Veneto. Treviso, Premiata Tipografia Nardi, 1890. In 8°; 11, (1) pp. Brossura editoriale. 
  8. Statuto Organico dell’Opera Pia Commissione Permanente per la Pellagra in Milano, Approvato con R. Decreto 12 Gennaio 1894. Milano, Tipografia Riformatorio Patronato, 1894. In 8°; (2), 12, (2) pp. Brossura editoriale.
  9. Bacelli Mario, Nozioni elementari per la lotta contro la Pellagra, Brescia, Tipografia Commerciale, 1910. In 8°; 27, (1) pp. Brossura editoriale. Mario Bacelli fu medico del Manicomio Provinciale di Brescia.DSC_0570_clipped_rev_1
  10. Alcuni cenni sulla Società Italiana di Patronato in Mogliano Veneto in Occasione della Mostra Speciale sulla Pellagra alla Esposizione d’Igene in Milano. Treviso, Tipografia dei Segretari Comunali, 1887. In 8°; 24 pp. Brossura editoriale.
  11. Consiglio Provinciale di Mantova, Sessione Straordinaria – Ottobre 1903, Oggetto: Nuove Determinazioni intorno ai Pellagrosi. S. luogo (ma Mantova), 1903.
  12. Amadei Giuseppe, Il numero dei Pellagrosi nella provincia di Cremona, dati e considerazioni statistiche. Cremona, Tipografia Giulio Mandelli, 1903. In 8°; 31, (1) pp. Brossura editoriale conservata. Dedica autografa dell’autore al margine alto del piatto anteriore.
  13. Antonini Giuseppe, Dei nuovissimi orizzonti nell’eziologia della pellagra. Udine, Tipografia Domenico del Bianco, 1910. In 8°; (7), 1 pp. Brossura editoriale. Giuseppe Antonini fu un noto medico milanese docente di psichiatria e direttore di manicomio. A lui si deve la fondazione della “La rivista pellagrologica italiana”. Fu anche valente pittore, studioso di arte e di storia
  14. D’Arco Antonio, La Pellagra e gli Agricoltori nel Mantovano, Lettera aperta del Senatore d’Arco alla Deputazione Provinciale di Mantova a proposito di una recente pubblicazione ufficiale. Mantova, Stab. Tipografico G. Mondovì, 1899. In 8°; 16, (32) pp. Brossura editoriale. Opera contente numerosi dati statistici riguardanti il territorio mantovano.
  15. B. Verga, Della Demenza pratica dei pellagrosi. S. luogo, 1883 circa. In 8°; (4) pp. Brossura editoriale. Estratto.
  16. Devoto Luigi, Delle Odierne Conoscenze intorno alla Pellagra. Mantova, Tipografia Aldo Manuzio, 1901. In 8°; 26, (2) pp. Brossura editoriale.
  17. Giuseppe Friz, Asilo di Pellagrosi nella Provincia di Milano in Inzago, relazione sull’Andamento dell’Istituto dal 4 ottobre 1893 al 22 marzo 1894 del Direttore Giuseppe Friz, membro della DSC_0571_clipped_rev_1Reale Società Italiana d’Igiene. Treviglio, dalla Tipografia Messaggi, 1894. In 8°; 36 pp. Brossura editoriale. In antiporta incisione con immagine a piena pagina del Pellagrosario. Non comune relazione dedicata al Pellagrosario di Inzago e alla presenza della Pellagra nel territorio milanese.
  18. Relazione della Commissione Provinciale Permanente contro la Pellagra. Mantova, Premiato Stab. Tip. G. Mondovì, 1883. In 4°; 15, (5) pp. Brossura editoriale.
  19. Bullettino del Comitato Medico Cremonese, Anno VII, Novembre-Dicembre 1887, N° 6. Cremona, Tip. Ronzi e Signori, 1887. In 8°; (1), 220-276 pp. e due c. di tav. più volte ripiegate, una con la cartina a colori che presenta i pellagrosi del circondario di Cremona e di Casalmaggiore.
  20. Volpi Ghirardini Gino, Ricerche chimiche e tossicologiche sul mais guasto, contributo alla profilassi della pellagra. Udine, Tipografia di Domanico del Bianco, 1906. In 4°; 35, (1) pp. e una c. di tav. fuori testo ripiegata. Brossura editoriale.
  21. Volpe Ghirardini Gino, L’Atoxil nella cura della Pellagra, contributo terapeutico. Udine, Tipografia Domenico del Bianco, 1908. In 8°; (2), 16, (2) pp. Brossura editoriale.

230 euro

GIOCHI DI CARTE ARTE DELLA STAMPA STORIA DELL’ARTE PRIME EDIZIONI TIRATURA LIMITATA A 250 ESEMPLARI XILOGRAFIA QUATTROCENTO INCISORI DRESDA MAESTRO E. S. SPIELKARTEN TAROCCHI FIRST EDITION

DSC_0617_clipped_rev_1 DSC_0615_clipped_rev_1 DSC_0618_clipped_rev_1  DSC_0619_clipped_rev_1 DSC_0616_clipped_rev_1DSC_0614_clipped_rev_1Lehrs Max,

Die Spielkarten des Meisters E S 1466, in heliographischen nachbildungen mit erlauterndem text von Max Lehrs. Internationale Chalkographishe Gesellschaft Erste Ausserordentliche Publikation.

Berlin, Amsler & Ruthardt, 1891

In folio (39×28 cm); 20, (2), (2 b.) pp. e 13 c. di tav. Legatura editoriale in mezza tela con titolo ed immagine al piatto anteriore (una leggerissima brunitura al margine superiore). Un ritaglio all’angolo superiore della prima carta bianca in corrispondenza di una dedica “Dono dell’Autore” a togliere il nome del personaggio al quale Lehrs dedicò l’opera. Il taglio è stato fatto anticamente e lo si può, facilmente, constatare dal fatto che si è formata una lieve brunitura al frontespizio, di forma quadrata, in corrispondenza dell’asportazione della carta. Esemplare per il resto in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione (una seconda edizione uscì nel 1892), assai rara, di 250 esemplari numerati. Il nostro esemplare è uno degli esemplari di presentazione tirato fuori dalla numerazione come ben attesta la scritta a stampa in rosso che si trova alDSC_0612_clipped_rev_1 posto del numero dell’esemplare “Widmungs-Exemplar.”.  Le 13 tavole che contengono le 45 carte, sono finemente incise con una bella e precisa battitura e ogni tavola è protetta da velina. Max Lehrs (24 giugno 1855 Berlino – 12 Novembre 1938, Dresda) è stato uno dei critici d’arte tedeschi più apprezzato della fine del XIX° secolo. Dopo esser stato nel commercio dei libri e delle opere d’arte prima e direttore del Museo della Slesia di Breslavia, poi, fu a lungo direttore della Dresden Kupferstichskabinett (dal 1896 al 1904 un a prima volta e poi dal 1908 al 1924). Fu uno dei primi a capire l’importanza delle riproduzioni fotografiche per la storia dell’arte ma anche come forma di espressione artistica, tanto da instituire un dipartimento di fotografia artistica. Fu anche un appassionato di danza alla visone della quale venne introdotto da Hugo Erfurth. E’ noto, in modo particolare, per la sua grande conoscenza degli incisori tedeschi ed olandesi del 400’ ai quali dedicò alcune importanti opere tanto che ancora oggi, i suoi lavori sono fra le più citate fonti bibliografiche su questi autori. Nonostante la cecità  DSC_0613_clipped_rev_1che lo colpì ad un certo punto della sua vita, poté portare avanti la compilazione di altri studi grazie alla sua memoria prodigiosa e all’aiuto della figlia. L’opera qui presentata è uno dei più celebri studi critici delle celebri carte da gioco del celebre orafo ed incisore del tardo gotico tedesco, conosciuto ancora oggi solo con le sue iniziali, il Maestro E. S. (circa 1420 – circa 1468), considerato una delle personalità artistiche più importanti nell’incisione a bulino della metà del XV secolo in Germania. I suoi celebri giochi di carte, probabilmente influenzati da quello che oggi è conosciuto con il nome di Maestro delle Carte da Gioco, da Rogier van der Weyden e Konrad Witz, sono uno degli esempi più elevati di giochi di carte quattrocenteschi giunti fino a noi ed è uno dei primi esempi, di utilizzo della tecnica xilografica (molto costosa all’epoca) per opere in tirature di opere in copie più consistenti. Opera rarissima. Rif. Bibl.: OCLC Number 6751904.

600 euro

FUTURISMO CUBISMO PASSEISTES FUTURISTES CUBISTES CUBISM FUTURISM BOCCIONI AVAVNGUARDIA STORIA DELL’ARTE ARTE PRIME EDIZIONI

DSC_0597_clipped_rev_1 DSC_0598_clipped_rev_1DSC_0596_clipped_rev_1DSC_0594_clipped_rev_1Coquiot Gustave,

Cubistes Futuristes Passeistes, Essai sur la Jeune Peinture et la Jeune Sculpture par Gustave Coquiot, avec 48 reproductions.

Paris, Libraire Ollendorff 50. Chausse d’Antin, 50, 1914

In 8° (20,5×13,2 cm); (4), 277, (1) pp. e 48 c. di tav. fuori testo. Brossura editoriale con titolo in rosso e viola al piatto anteriore ed in nero al dorso (un leggerissimo alone rosso, quasi impercettibile). Al piatto anteriore pubblicità di pubblicazioni Ollendorff. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed i  buona parte ancora a fogli chiusi. Prima edizione non comune di questo importante studio del celebre scrittore e critico d’arte francese, Gustave Coquiot (24 September 1865 – 6 June 1926) che fu anche collezionista dei quadri di Maurice Utrillo e segretario di Auguste Rodin. Quest’opera che è considerata una delle sue più importanti, ebbe un enorme successo ed un numero considerevole di edizioni uscite anche lo stesso anno di questa prima edizione. Tutte le edizioni susseguenti la prima edizione, spesso identiche alla prima, riportano però il numero dell’edizione stessa esposta al frontespizio o al recto dello stesso. In essa l’autore analizza i principali autori dei movimenti d’avanguardia che si svilupparono tra la fine dell’ottocento ed i primi anni del ventesimo secolo con capitoli quali: Pierre Bonnard, André Derain, Geo Dupuis, James Ensor, Les peinters Futuristes, Pierre Girieud, Henri-Matisse, Hermann-Paul, Iturrino, Lucien Laforge, Henri Manguin, Pablo Picasso, Jean Puy, Paul Signac, Sunyer, Les Synchromistes, Maurice Utrillo, Felix Vallotton, Boccioni, Emile Bourdelle, R. Carabin, F. Durrio, Ernesto de Fiori, Georges Lacombe, Manolo ecc. ecc. Molto belle le tavole fotografiche fuori testo con riproduzioni di alcuni celebri capolavori di Boccioni, Carrà, Russolo, Severini, Soffici, Guerin, Matisse, Laforge, Manguin, Marval, Macdonald Wright, Utrillo, De Fiori, Manolo, Derain ecc. ecc. Opera non comune da reperirsi in prima edizione e ancor meno comune a fogli, in buona parte, chiusi.

180 euro

CUBISMO FUTURISMO PRIME EDIZIONI RIGNANO SULL’ARNO SOFFICI CUBISM SOFFICI CARRà BOCCIONI PICASSO AVANGUARDIE PITTURA ARTE CRITICA D’ARTE

DSC_0611_clipped_rev_1 DSC_0609_clipped_rev_1DSC_0608_clipped_rev_1Soffici Ardengo,

Cubismo e oltre,

Firenze, Pubblicato dalla Libreria della Voce, 1913

In 4° (26,4×19,3 cm); 42, (2) pp. e 8 c. di tav. Brossura editoriale illustrata (qualche traccia di sporco e qualche lieve segnetto ai due piatti). Uno strappetto al piatto anteriore senza perdita di carta, praticamente invisibile. All’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questo scritto del celebre scrittore, saggista, poeta e pittore, Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno, 7 aprile 1879 – Vittoria Apuana, 19 agosto 1964). L’opera presenta, alla fine del volume, 8 tavole con riproduzioni di opere Soffici, Carrà, Boccioni, Braque, Picasso, Cezanne. Uno dei testi fondamentali di Soffici dedicato al cubismo. L’opera è un’approfondita analisi che descrive non solo le teorie pittoriche cubiste ma le mette a confrontoDSC_0610_clipped_rev_1anche con le correnti futuriste. Si legge ad esempio a pagina 41-42  “Abbiamo notato in uno dei precedenti paragrafi, parlando del principio cubistico della figurazione integrale delle cose, come il pittore lo metta in pratica proiettando sulla tela l’oggetto scomposto successivamente nei suoi elementi plastici. Abbiamo visto altresi’ come codesto processo non fosse, in ultima analisi, se non una sopravvivenza, nel cubismo, della visione impressionistica del reale … Partendo dai tre punti su indicati, alcuni fra i pittori del gruppo futurista hanno fatto ricerche in questo senso e i risultati da essi ottenuti potrebbero anche fare sperare che il cubismo, d’essenza, come ho detto, italiana, debba trovare in Italia il suo logico, pieno e fecondo sviluppo”. Rif. Bibl.: Gambetti Vezzosi p. 451; Salaris p.67: “Copertina dell’Aut.”; “Il Dizionario del Futurismo, Vallecchi, 2001: “Il 1913 è un anno di feconda attività futurista per Soffici. Dà alle stampe ‘Cubismo e oltre’ in cui legittima una storicizzione del futurismo in quanto movimento proiettato a superare il cubismo”); Cfr. Cammarota, Futurismo, 449.1.

580 euro

ECONOMIA COMMERCIO ECONOMY PRIME EDIZIONI CODICE COMMERCIO NAPOLEONICO RIVOLUZIONE FRANCESE DOTTRINE COMMERCIALI ED ECONOMICHE

 DSC_0593_clipped_rev_1

DSC_0591_clipped_rev_1 (1)Michel Regnaud de Saint-Jean-d’Angely,

Dei motivi del codice di commercio ovvero Discorsi pronunciati al corpo legislativo di Francia dagli oratori del Consiglio di stato, e del Tribunato intorno al progetto della nuova legislazione commerciale. Traduzione italiana

Milano, Dalla Tipografia di Francesco Sonzogno di Gio. Batt. Stampatore e Librajo, 1809

In 8° (19,5×12 cm); (4), 326, (2) pp. Bella legatura coeva in mezza pelle verde scuro con titolo in oro su fascetta in pelle rossa e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche lieve macchiolina di foxing, qualche brunitura ed un leggero alone al margine basso delle ultime tre carte, leggero. Nel complesso esemplare in buone condizioniDSC_0592_clipped_rev_1 di conservazione. Prima edizione italiana delle celebri 17 “Discorsi” pronunciati da diversi oratori, dal dal 29 agosto al 15 sett. 1807 davanti al Corpo Legislativo di Francia. Nei discorsi, gli oratori, descrivono ed analizzano le ragioni del Nuovo Codice di Commercio napoleonico. Regnaud che sintetizza le diverse posizioni arriva a dimostrare come il codice di commercio, progettato in Francia fin dal 1802 e emanato nel 1807, sia un codice estremamente  progressista che contiene una visione mondiale del commercio, con un’idea dello stesso che va ben oltre ogni altro codice commerciale emanato in qualsiasi nazione fino a quel momento. Il figlio del Conte Michel Regnaud de Saint-Jean-d’Angely fu un alto ufficiale di Napoleone che lo seguì anche all’Isola d’Elba. Anche per questo il Conte subì le conseguenze della restaurazione. Prima edizione non comune, in bella legatura.

300 euro

PADOVA STORIA LOCALE ARCHEOLOGIA USI E COSTUMI EPIGRAFIA ROMANA



dsc_0453_clipped_rev_1-1
dsc_0454_clipped_rev_1

dsc_0449_clipped_rev_1Orsato Sertorio,

Historia di Padova nella quale dalla sua fondazione sino l’anno di Christo MCLXXIII. si ha, con l’ordine de gli anni, quanto che di sacro e di Profano si è di essa potuto trovare. Parte prima [unica pubblicata].

In Padova, Per Pietro Maria Frambotto, 1678

In 4° (32,2×23 cm); (16 la prima carta bianca, poi occhietto
e frontespizio), 338 (ma 334), (26) pp. e  5 c. di tav. fuori testo (antiporta figurata, ritratto dell’autore, monumento a Tito Livio, grande carta più volte ripiegata del territorio padovano e sempre ripiegata, la tavola con il dsc_0450_clipped_rev_1-1Carrocio Padovano). Completo. Legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a tre nervi e titolo manoscritto al dorso. Antica scritta seicentesca al piatto anteriore “Doppio Compl.”. Testo entro cornice xilografica. Piccolo timbretto di antica appartenenza privata all’occhietto. Antica nota manoscritta di possesso alla prima carta bianca che identifica l’esemplare come appartenuto al celebre bibliofilo ed erudito originario di Adria ma a lungo canonico del Duomo di Treviso, Giuseppe Antonio Bocchi. Il volume, un duplicato, venne evidentemente venduto da Bocchi per integrare con altra opera la sua imponente collezione che sarebbe stata poi, alla sua morte, donata alla città di Treviso. Antico timbro ottocentesco al margine basso bianco dell’antiporta che identifica l’esemplare come appartenuto all’Antica Libreria Occhi di Luigi fu Gennaro Faval. Strappo senza perdita di carta ed ininfluente anticamente restaurato alla grande carta dell’”Agri Patavini” e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione dsc_0452_clipped_rev_1dalla carta pulita e frusciante. Tagli spruzzati in rosso. Numerose incisioni nel testo, magnifica quella più volte ripiegata del “Carrocio Padovano”. Testatine, finalini ed iniziali xilografici. Prima edizione e prima ed unica parte edita di questa basilare storia di Padova e del suo territorio, compilata dal celebre poeta, storico, filosofo ed archeologo padovano, Orsato Sertorio 1617-1678. L’autore fu elevato al rango di Cavaliere di San Marco nel 1652 sotto il dogado di Francesco Molin con privilegio dell’ 8 novembre dal Senato in premio alla sua opera “Monumenta Patavina, studio collecta, digesta, dsc_0448_clipped_rev_1explicata suisque iconibus expressa” edita in Padova nel 1652. Pubblicherà nel 1669 il primo volume de “I Marmi Eruditi” integrato, dopo la sua morte, con un secondo volume a cura del nipote Giannantonio Orsato, monaco cassinense e nel 1679 la prima parte della sua monumentale storia di Padova, qui presentata. Nel 1670 fu nominato Professore “delle Metore” (Meteorologia) all’ Università di Padova. A lui si deve anche una nota orazione al Doge Giovanni I Corner. E’ nominato dal Senato della Serenissima nel privilegio quale “Di Padova. Nobile, Conte, Erudito e Storico”. La sua storia di Padava e del suo territorio, è considerata come una delle migliori mai scritte, oltre a rappresentare una fonte di grande importanza per la storia archeologica del territorio padovano. Rif. Bibl.: Brunet, IV, 240; Vinciana, 911; Buzzanca, 554: “L’opera è la sintesi monumentale dell’applicazione erudita dell’Orsato su Padova”.

1.000 euro

LEGATURE DA COLLEZIONE FILOSOFIA AFORISMI SCHOPENHAUER BELMONTE DE CALATAYUD SPAIN GERMANY DEUTSCHLAND

   DSC_0731_clipped_rev_1DSC_0728_clipped_rev_1

DSC_0730_clipped_rev_1Gracian Balthazar e Arthur Schopenhauer,

Balthazar Gracian’s Hand-Orakel und Kunst der Weltklugheit. Aus dessen Werken gezogen von Don Bincencio Juan de Lastanosa, und aus dem spanischen Original treu und sorgfältig übersetzt von Arthur Schopenhauer.

Leipzig, Brockhaus, 1871

16,8×11,4 cm; XII, 203, (1) pp. Bellissima legatura da collezione in pieno vitello chiaro. Tagli rossi. Dorso a 5 nervi con titolo e fiore nei comparti in oro. Ai piatti semplice ed elegante doppio filetto di riquadratura. Ex-libris che identifica il volume come proveniente dalla celebre collezione di legature di Arturo Dazza. Prima edizione, non comune, della traduzione in tedesco ad opera del grande filosofo tedesco dell’ “Oracolo manuale e arte di prudenza” dello scrittore, fiolosofo e letterato spagnolo appartenente all’ordine dei gesuiti, Baltasar Gracian nato a Belmonte de Calatayud nel 1601. L’opera raccoglie 300 aforismi che diedero grande fama all’autore ed ebbero nel corso del seicento numerose traduzioni ed edizioni. Il lavoro di Gracian fu poi ripreso ed apprezzato sia dagli illuministi che da alcune correnti filosofiche ottocentesche. Il pensiero di Gracián è pessimista, come è tipico del barocco spagnolo. Il mondo è uno spazio ostile e DSC_0729_clipped_rev_1ingannevole nel quale prevalgono le apparenze invece che la virtù e la verità. L’uomo è un essere debole, interessato e malevolo. Buona parte delle sue opere si occupano di fornire al lettore i mezzi e le risorse che gli permettano di districarsi nelle trappole della vita. È necessario sapere come farsi valere, essere prudente e avvantaggiarsi della conoscenza basata sull’esperienza, anche dissimulando e comportarsi a secondo dell’occasione. Tutto ciò valse a Gracián la fama di precursore dell’esistenzialismo e addirittura del postmodernismo influenzando l’opera ed il pensiero di grandi pensatori come appunto Schopenhauer e  prima di lui La Rochefoucauld. Perfetto stato di conservazione. Raro. Very good copy in fine binding.

200 euro

GASTRONOMIA BOLOGNA BERTINORO MODENA CONFRATERNITA TORTELLINO PRIME EDIZIONI AUTOGRAFI CULINARIA

DSC_0736_clipped_rev_1 DSC_0735_clipped_rev_1DSC_0733_clipped_rev_1DSC_0732_clipped_rev_1Alessandro Cervellati,

Dotta Confraternita del Tortellino, Liste delle vivande, Alessandro Cervellati al caro amico Giovanni Poggi Gran Prevosto della Dotta Confraternita del Tortellino.

(Bologna), (Arti Grafiche Tamari), 1971

In folio; (22) pp. compresa le carte di brossura. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Esemplare arricchito, all’ultima pagina, delle firme dei partecipanti alla cena fra i quali lo stesso Cervellati, Giovanni Poggi (presidente della Confraternita), il celebre chef Luciano Draghetti, Anna Maria Barlieri ed altri. Al recto della prima pagina è applicata carta a stampa con scritta “Alla Hosteria Luciano, Via Nazario Sauro 19, Bologna 16 Ottobre 1970, ore 20.30, La Dotta Confraternita del Tortellino in onore degli Amici Modenesi che hanno ammirevolmente organizzato il Congresso Internazionale delle Accademie gastronomiche e vinicole in Modena nei giorni 11.12.13 settembre 1970. Al recto della seconda carta applicata carta “Cocktail Vecchia Modena” Dalla Cantina” Riesling 1969, della Tenuta Rissera …”, segue altra carta applicata con “Lo Chef ha preparato, Dalla Cucina Paté di caccia di “Luciano”, Consommé di Tortellini della Confraternita, …”. Segue l’opera nella versione classica con i testi ed i disegni di Cervellati. Oltre agli esemplari nella tiratura classica, esistono esemplari come questo, espressamente preparati in occasioni di cene e feste organizzate dalla Confraternita. In questa occasione, come DSC_0734_clipped_rev_1dimostrato dalla firma, fu presente anche Cervellati. L’autore fu autore dai numerosi interessi.  Alessandro Cervellati nacque a Bertinoro, in provincia di Forlì l’8 marzo 1892  (morirà a Bologna il 29 dicembre 1974) fu apprezzato pittore, scrittore, illustratore, grafico, storico italiano del circo, del teatro e del music-hall. L’opera qui presentata rispecchia la grande passione gastronomica di Cervellati ed è dedicata al Tortellino che ricorda nelle sue pagine, celebri pranzi e cene che sono passati alla storia. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione arricchito dalle firme autografe.

100 euro

ARTE STORIA DELL’ARTE CALCOGRAFIA INCISIONI BULINO PUNTASECCA ACQUAFORTE MONZA TECNICHE INCISORIE PRIME EDIZIONI

 DSC_0687_clipped_rev_1DSC_0686_clipped_rev_1Longhi Giuseppe,

La Calcografia propriamente detta ossia l’Arte d’Incidere in Rame, coll’Acqua-forte, col Bulino e colla Punta. Ragionamenti letti nelle adunanze dell’I. R. Istituto di Scienze Lettere ed Arti del Regno Lombardo-Veneto, Opera dedicata a S. M. la Regnante d’Austria, Regina d’Ungheria ecc. ecc. da Guseppe Longhi, Membro dello Stesso Istituto e di quello di Francia, Professore pubblico di quest’arte nell’arte nell’I. R. Accademia delle belle arti in Milano e socio di quella di Vienna e di varie altre Accademie. Volume I (unico pubblicato) concernente la teorica dell’arte.

Milano, Stamperia Reale, 1830

In 4° piccolo (23,5×16 cm); (2),  XXXII, 436, (2) pp. e 3 c. di tav. (compreso il frontespizio inciso da Prada. Legatura coeva in pieno cartoncino con titolo e autore impressi in nero al dorso. Esemplare in buone condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima ed unica edizione di questa celebre opere dedicata alla calcografia e alle tecniche incisorie scritto dal celebre pittore ed incisore originario di Monza, Giuseppe Longhi (Monza, 13 ottobre 1766 – Milano, 2  gennaio 1831). L’autore fece in tempo a pubblicare solo il primo volume dato che colpito da un male incurabile, morì poco dopo l’uscita dello stesso.DSC_0685_clipped_rev_1 (1) Una parte del secondo volume esiste in forma manoscritta presso la Biblioteca Ambrosiana. Le tavole fuori testo, dopo il frontespizio, presentano, la prima, l’ultimo lavoro incisorio realizzato da Longhi prima della morte che quale l’autore voleva allegare all’opera e che nelle sue intenzioni dovrebbero mostrare le Tre età dell’uomo e che oggi è conosciuta anche come l’incisione delle trenta teste. La seconda è un ritratto calcogr. dell’A. disegnato e inciso da Pietro Anderloni. La parte finale dell’opera, con occhietto proprio, presenta una biografia di Giuseppe Longhi. Amico di Raffaello Morghen, fu un estimatore ed assiduo studioso del metodo incisorio di Rembrandt sviluppando una tecnica incisoria che vedeva l’utilizzo, sulla stessa lastra, dell’acquaforte, del bulino e della puntasecca. Divenne celebre per i suoi ritratti sia in disegno che in miniatura tanto da raggiungere la tranquillità economica grazie alle numerose ed importanti commissioni. Nel 1796 conobbe personalmente Napoleone del quale realizzò un ritratto a DSC_0688_clipped_rev_1 (1)ricordo della battaglia di Arcole. Tale fu il successo di questo ritratto che nel 1798 ottenne la cattedra di Professore d’Incisione a Milano. Nel 1801 prese parte ai  Comizi di Lione convocati da Bonaparte Primo Console. Nel 1802 si recò a Parigi insieme a Giuseppe Bossi e Francesco Rosaspina. Qui i tre entrarono in contatto con il mondo culturale ed artistico francese, stringendo relazioni amichevoli con David, Gérard, Gros e l’incisore Wille. Fu talmente apprezzato da Napoleone che lo volle per la cerimonia d’incoronazione di re d’Italia e gli commissionò d’incidere i primi sei pezzi dei Fasti che l’Appiani aveva nel frattempo dipinto nel Palazzo Reale. “La Calcografia” è la sua opera teorica più importante. Ideata dall’autore in due parti, era destinata alla didattica delle tecniche incisorie e comprendeva sezioni storiche, teoriche, tecniche oltre ad una generale valutazione del patrimonio di stampe presenti nell’Accademia. Esemplare ancora in barbe ed in legatura coeva. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\007337.

270 euro

PRIME EDIZIONI CLASSICI ILLUSTRATI LEGATURA ARIOSTO DORé REGGIO EMILIA FERRARA ORLANDO FURIOSO

 DSC_0677_clipped_rev_1DSC_0675_clipped_rev_1 DSC_0680_clipped_rev_1 DSC_0678_clipped_rev_1 DSC_0676_clipped_rev_1DSC_0672_clipped_rev_1Ariosto Ludovico, Gustave Doré,

Orlando Furioso illustrato da Gustavo Doré con prefazione di Giosuè Carducci,

Milano, Fratelli Treves Editori, 1881

In folio grande (42×30,5 cm); XX, 642, (4 b.) pp. e 82 c. di tav. fuori testo. Magnifica legatura editoriale in piena tela rossa con titolo e ricchissima scena animata in oro e nero al piatto anteriore ed al dorso. Al piatto posteriore cornice nera. Una piccolissima ed insignificante spellatura al taglio dell’angolo del piatto anteriore, assolutamente ininfluente e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione dalla carta bianca e pulita e privo del foxing che caratterizza la maggior parte degli esemplari. Prima edizione italiana illustrata dal Dorè del capolavoro di Ludovico Ariosto (Reggio nell’Emilia, 8 settembre 1474 – Ferrara, 6 luglio 1533), Orlando Furioso. Il nostro esemplare, a differenza della maggior parte degli esemplari conosciuti e del numero delle tavole riportate in indice, presenta 82 tavole invece delle 81 solitamente presenti. L’edizione, che si avvale anche di una prefazione scritta da Carducci, è considerata una delle più belle mai realizzate dedicate al celeberrimo poema cavalleresco pubblicato per la prima volta nel 1516 a Ferrara. Composto da 46 canti in ottave (38.736 versi in totale), in esso la storia si sviluppa intorno alla figura di Orlando e coinvolge numerosissimi altri personaggi. In esso Ariosto riprende la tradizione del ciclo carolingio ed in parte anche, del ciclo bretone realizzando una sorta di continuazione dell’incompiuto Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo. Paul Gustave Louis Cristophe Doré (6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883) celebre pittore, disegnatore, litografo e incisore francese, fu l’illustratore più celebre dell’ottocento. Famoso per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante, a lui si devono le più celebri edizioni ottocentesche illustrate dei classici della letteratura mondiale fra i quali il Paradiso Perduto, il Don Chisciotte e l’Orlando Furioso. ArtistaDSC_0673_clipped_rev_1estremamente eclettico e poliedrico si impegnò a sviluppare tutte le tecniche ed i formati pittorici realizzando da enormi quadri a piccoli, passando da opere di estrema incisività e potenza a lavori semplici ma  dal tratto graffiante. La pittura e l’incisione non furono le sue sole passioni  ma a lui si devono anche disegni e sculture. Capace di creare scene di estrema complessità ed impatto emotivo era capace anche di dipingere magnifici paesaggi dove il sublime, nella stretta concezione del Romanticismo di derivazione  burkeniana, esprimeva tutta sua potenza sentimentale. L’Orlando Furioso rappresenta l’ultima serie dei grandi classici illustrati da Doré ed in esso l’autore raggiunge i massimi livelli della sua arte. Oltre alle 82 magnifiche tavole a piena pagina, l’opera presenta oltre 500 illustrazioni nel testo disegnate dal Doré ed incise in xilografia da alcuni dei più rinomati incisori dell’ottocento francese come Laplante, Jonnard, Hildibrand, Barbant, Meaulle, Pisan, Gillot, Doms, Bertrand, Sargent, ecc. ecc. Rif. Bibl.: Cfr. Agnelli – Ravegnani: I, p. 242: Bellissima e rinomata edizione in – folio. Cf. Mugnaini: Il Libro Antico in Italia (Milano, 1995): p. 40, dove indica, secondo la loro collazione, 82 Tavole Xilografate a piena pagina, identica alla nostra.

650 euro

CACCIA CHASSE ARTE VENATORIA POESIA CRETIN LEGATURA LEGATURE équivoquée PRIME EDIZIONI

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Cretin (Guillaume Dubois, dit.),

Les Poésies de Guillaume Crétin,

A Paris, de l’Imprimerie d’Antoine-Urbain Coustelier, 1723

In 8° (16×9,3 cm); (2 b.), (2), VI, (5), (1), 271, (5), (2 b.) pp. Legatura coeva in piena pelle marmorizzata. Titolo e ricchi fregi in oro al dorso (qualche strofinatura e lievi difetti). Tagli rossi. Piatti interni foderati con carta marmorizzata coeva. Antico ex-libris applicato all’interno del piatto anteriore. Due antichi tombretti di biblioteca privata estinta alla prima carta bianca e alla seconda carta. Testatine, finalini ed iniziali ornati. All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione collettiva delle poesie del celebre poeta e scrittore francese Guillaume Dubois, detto Cretin, nato intorno al 1460 e morto tra il 11 novembre e il 29 novembre 1525. E ‘stato tesoriere della Sainte-Chapelle de Vincennes e il cantore della Sainte-Chapelle di Parigi oltre al cappellano ordinario del re Francesco.  L’autore ispirò a  Rabelais il suo celebre DSC_0717_clipped_rev_1personaggio Raminagrobis. Era lui a cantare la Royal (1527) e fu grandemente lodato dai suoi contemporanei. Riconosciuto come un maestro, in particolare da Jean Lemaire de Belges e Clément Marot, tutte le sue opere poetiche sono di circostanza. Si tratta di uno dei più grandi virtuosi del rima “équivoquée”. La sua raccolta di poesia è segnalata da Thiebaud nella sua bibliografia delle opere relative alla caccia per il celebre scritto “Debat entre deux dames sur le passe-tempsdes Chiens & Oyseaulx” tra pagina 72 e 109. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura coeva. Bibl.: Brunet, Manuel du libraire et de l’amateur de livres, 422 – Quérard II, La France littéraire, p. 336 – Thiébaud, Bibliographie des ouvrages relatifs à la chasse, p. 236.

50 euro

LIBRI GALANTI SCANDALI GIORNALI SCANDALISTICI SCANDALI DI CORTE GIORNALI SCANDALISTICI GIORNALISMO UTRECHT

DSC_0712_clipped_rev_1 DSC_0715_clipped_rev_1 

DSC_0711_clipped_rev_1Anne-Marguerite Petit du Noyer,

Lettres historiques et galantes de deux dames de condition, dont l’une étoit à Paris, et l’autre en province. Ouvrage curieux. Nouvelle édition, revue, corrigée, augmentée et enrichie de figures. Tome Premier – Cinquieme. Completo.

A Amsterdam, Chez Pierre Brunel, 1723

In 8° (16×9); 5 tomi: (4 compresa antiporta figurata), 424 pp., (4 compresa antiporta figurata), 556 pp., (4 compresa antiporta figurata), 467, (1) pp. e 3 c. di tav. più volte ripiegata, (4 compresa antiporta figurata), 480 pp., (2), 450 pp. Belle legature coeve in piena pelle con dorso a 5 nervi. Titolo, numero del v olume e riccissimi fregi in oro al dorso. Conrince ai piatti con filetto a secco. Dorature anche ai tagli dei piatti. Tagli spruzzati di rosso. Interno dei piatti foderato con bellissima carta coeva. Qualche strofinatura, spellatura e segno del tempo. DSC_0714_clipped_rev_1Frontespizio in rosso e nero. Antica forma di appartenenza privata alla prima carta bianca che identifica i volumi come appartenuti nel settecento alla nobildonna “Cornelia Zoboli Cesi”. Qualche pagina risulta con una brunitura leggera a causa della qualità della carta utilizzata. All’interno nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Fra le tavole furi testo una cartina di Utrecht e una grande tavola con gli stemmi nobilari inglesi, russi, olandesi, francesi, svizzeri, polacchi, portoghesi, prussiani, savoiardi svedesi,veneziani (questa tavola presenta uno strappo senza perdita di carta). Il volume fu uno DSC_0713_clipped_rev_1dei più grandi successi editoriali francesi del settecento. Bell’edizione completa rivista, corretta ed aumentata di questa raccolta di scritti della celebre giornalista, fra le prime, Anne-Marguerite Petit du Noyer (Nîmes, 2 giu 1663 – Voorburg, maggio 1719). Scrisse vari articoli sui negoziati per la pace di Utrecht con al descrizione di scandali e pettegolezzi che vennero tradotti e pubblicati in tutta Europa. Convertitasi al Calvinismo dovette lasciare la Francia per Ginevra e poi all’Aia. L’opera qui presentata è considerata come uno dei primi giornali scandalistici e non è comune da trovarsi completa. Bibl.:  Bibliographie du genre romanesque français 57-R18 ; Bourgeois et André, S.H.F. 1241, Gay/L. II,840f; Barbier II,1275.

250 euro

REGNO DI NAPOLI SICILIA DIRITTO ILLUMINISMO RARITà PUGLIA ISCHITELLA FOGGIA DIRITTO PRIME EDIZIONI

  DSC_0694_clipped_rev_11DSC_0691_clipped_rev_1

Giannone Pietro,

Dell’istoria civile del Regno di Napoli libri XL scritti da Pietro Giannone giureconsulto, ed avvocato napoletano. In cui contiensi la Politica del Regno fatto Austriaci. Tomo I – II – III – IV

In Napoli, per lo stampatore Niccolò Naso, 1723

In 4° grande (25×19 cm); (24), 534, (2) pp. e un ritratto di Carlo VI a piena pagina fuori testo, (8), 575, (1) pp., (8), 566 pp., (8), 502, (42) pp. Belle legature coeve in  piena pergamena con numero del volume e titolo chiosati a mano ai dorsi. Qualche pagina leggermente ed uniformemente brunita, mai in modo intenso o fastidioso, come tipico di tutti gli esemplari conosciuti a causa della qualità della carta utilizzata. Un piccolo tarletto anticamente restaurato al margine esterno delle prime 5 carte, praticamente invisibile. Antica firma di appartenenza privata alla prima carta bianca “Ex Libri Januavi Villanova” e della stessa mano numerose note storiche settecentesche al margine esterno bianco delle prime 50 pagine del primo volume. Esemplare nel complesso in ottime condizioni di conservazione e che unico fra quelli descritti presenta la tavola con il ritratto di “Carlo VI Il Grande” colui presso il quale Giannone si nascose quando le sue opere vennero messe all’Indice. Prima assai rara edizione (anche perché l’opera venne da subito inserita nell’Indice dei Libri Proibiti) di questa celeberrima opera del grande filosofo illuminista, storico e  giurista nato a Ischitella (Foggia) nel 1676 e morto a Torino nel 1748, Pietro Giannone. “Dell’Istoria Civile” pubblicata nel 1723 in quattro volumi, ebbe da subito enorme fortuna anche all’estero (Inghilterra, Francia e Germania), dove fu tradotta e studiata, mentre la Chiesa ne avversò le tesi DSC_0692_clipped_rev_11ponendola nell’Indice dei libri proibiti e comminando al filosofo una scomunica, in seguito alla quale Giannone riparò all’estero. I temi trattati nell’opera, sviluppati intorno a precisi riferimenti giuridici, forniscono una lucida descrizione della situazione morale del Regno di Napoli, attribuendo le cause della situazione all’influenza negativa della Curia romana. Il Giannone auspicava con quest’opera, tra l’altro, “il rischiaramento delle nostre leggi patrie e dei nostri propri istituti e costumi”. Le sue opere furono tra le più plagiate del settecento come disse anche lo stesso Manzoni nel capitolo settimo della “Storia della Colonna Infame”. Giannone, discendente da una famiglia di avvocati (anche se il padre era uno speziale), a diciotto anni lasciò il paese natale Ischitella, nei pressi di Foggia, per intraprendere gli studi di giurisprudenza a Napoli. Nella città partenopea conseguì la laurea entrando ben presto in contatto con filosofi vicini a Giambattista Vico e apprezzando le idee di Cartesio e Nicolas Malebranche. Fu praticante presso Gaetano Argento, che disponeva di una vasta biblioteca, la frequentazione della quale fu essenziale per la sua formazione. I suoi interessi non si limitarono soltanto al diritto ed alla filosofia, appassionandosi anche agli studi DSC_0693_clipped_rev_11storici e dedicandosi per ben vent’anni alla stesura della sua opera storica più conosciuta Dell’istoria civile del regno di Napoli, che gli causò tuttavia numerosi problemi con la Chiesa per il suo contenuto. Costretto a riparare a Vienna presso la corte asburgica, ottenne protezione e sovvenzioni dall’imperatore Carlo VI, il che gli permise di proseguire indisturbato i suoi studi filosofici e storici. Il suo tentativo di rientrare in patria fu ostacolato dalla Chiesa, nonostante i buoni uffici dell’arcivescovo di Napoli recatosi a Vienna per convincerlo a tornare a Napoli, e fu costretto a trasferirsi a Venezia dove, fu molto apprezzato dall’ambiente culturale della città, rifiutò sia la cattedra alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova, sia un posto di consulente giuridico presso la Serenissima. Nel 1735 il governo della Repubblica lo espulse, dopo averlo sottoposto a stretti controlli spionistici, per questioni inerenti alle sue idee sul diritto marittimo e nonostante la sua autodifesa con il trattato Lettera intorno al dominio del Mare Adriatico. DopoDSC_0690_clipped_rev_1 1 aver vagato per l’Italia (fu a Ferrara, Modena, Milano e Torino), giunse a Ginevra, patria del calvinismo, dove compose un altro lavoro dal forte sapore anticlericale Il Triregno. Del regno terreno, Del regno celeste, Del regno papale (pubblicato postumo solo nel 1895) che gli costò nuovamente la persecuzione delle alte sfere ecclesiastiche culminate con la sua cattura (1º aprile 1736, giorno di Pasqua) in un villaggio della Savoia. Rimasto nelle prigioni sabaude per molti anni (l’ultima delle quali fu la fortezza-carcere di Torino dove rimase prigioniero per ben dodici anni), fu costretto a firmare un atto di abiura (1738) che non gli valse tuttavia la libertà. Infatti, dal dicembre 1738 fu tenuto prigioniero nella fortezza di Ceva, dove scrisse alcuni dei suoi componimenti più famosi; vi rimase fino al 1744 per essere poi trasferito. Morì nella prigione del mastio della Cittadella di Torino il 17 marzo 1748, all’età di 72 anni. Rif. Bibl.: Brunet, II, 1584: >. Gamba, 2254.

1.500 euro

AMERICA AMERIQUE SUD AMERICA PERù COLOMBIA VIAGGI STORIA AMERICANA USA BRASILE BRASIL AMERICA

 DSC_0723_clipped_rev_1DSC_0724_clipped_rev_1   DSC_0725_clipped_rev_1  DSC_0726_clipped_rev_1  DSC_0720_clipped_rev_1Robertson William,

Histoire de l’Amerique. Par M. Robertson, Principal de l’Université d’Edimbourg, et Historiographe de Sa Majesté Britannique pour l’Ecosse. Traduite de l’Anglois. Tome Premier – Second – Troisieme. Completo.

A Paris, Chez Panckoucke, 1778

In 8°; tre tomi: (6), XXIV,407, (3) pp. e due grandi c. di tav. fuori testp più volte ripiegate, (6), 572, (2) pp., (6), 525 (la pagina 524 erroneamente numerata 224), (5) pp. e tre grandi c. di tav. fuori testo più volte ripiegate. Bellissime legature coeve in piena pelle marmorizzata con dorso 5 nervi e titolo, numero del volume (su pecette coeve in pelle rossa) e ricchi fregi in oro ai tasselli di ogni  volume. Filetto in oro ai tagli dei piatti. Piatti interni foderati con bella carta coeva marmorizzata. Tagli rossi. Segnalibro in seta verde. Un piccolo forellino dovuto ad un difetto della della carta nella prima carta del golfo del Messico, anticamente integrato, al recto della stessa, con una piccola pecetta, praticamente ininfluente. Piccolo strappetto, senza perdita di carta, anticamente restaurato al margine interno della “Carte de l’Amerique DSC_0721_clipped_rev_1Meridionale”, ininfluente. All’interno una decina di pagine minimamente arrossate a causa della qualità della carta utilizzata ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura, di questa rara edizione della traduzione francese di una delle più importanti storie d’America pubblicata per la prima volta a Londra nel 1777. Questa dovrebbe essere la prima traduzione francese ma altre due edizione, una in due volumi e una in quattro volumi, uscirono nel corso del 1778. L’opera ebbe subito grande successo in Inghilterra e una nuova edizione uscì già nel 1778, una terza nel 1794. William Robertson nacque a Borthwick DSC_0722_clipped_rev_1nel Midlothian nel 1721. E’ considerato con Hume e Gibbon uno dei tre grandi storici inglesi del XVIII° secolo. Figlio di un ministro presbiteriano e risiedette a lungo a Gladsmuir nell’East Lothian (1743-59). Dopo aver preso parte alle rivolte contro i giacobiti che infiammarono la Scozia negli anni quaranta del settecento. Nel 1751 divenne capo del partito moderato in seno all’assemblea generale della Chiesa scozzese. Iniziò anche ad interessarsi attivamente alla storiografia pubblicando varie opere che ottennero subito un grande successo. Nel 1777 pubblicò il primo volume della History of America ma i moti che precedettero lo scoppio della Rivoluzione Americana lo indussero a rinunciare temporaneamente a terminare l’opera che fu completata solo posteriormente. “Dans cette histoire les faits de la conquête du Mexique et du Pérou y sont éclaircis et exposés avec une impartialité à laquelle les Espagnols eux-mêmes se plurent à rendre hommage, bien qu’ils n’y fussent pas ménagés” P. Larousse. Very good copy.

280 euro

PRIME EDIZIONI NOVECENTO RARITà BIBLIOGRAFICHE MILANO FILOSOFIA TIRARURA LIMITATA URBINO SESTRI LEVANTE PIAZZA SAN BABILA

 DSC_0671_clipped_rev_1DSC_0670_clipped_rev_1

Bo Carlo,

L’uomo in cabina,

Milano, Libreria di Piazza S. Babila di Peppi Battaglini, 1977

In 8°; 20, (4) pp. Brossura editoriale. Tiratura di soli 350 esemplari numerati, il nostro è il numero 15. Rara prima edizione, ottime condizioni di conservazione, di questo scritto del celebre critico letterario e senatore della Repubblica Italiana, Carlo Bo (Sestri Levante, 25 gennaio 1911 – Genova, 21 luglio 2001). L’autore, uno dei più apprezzati ispanisti e francesisti del Novecento in Italia, fu per 53 anni rettore dell’Università d’Urbino. L’opera è una dotta divagazione di Bo sulla natura dell’uomo e sul senso della vita in una società sempre più tecnologica. L’opera presenta al recto del frontespizio uno scritto di Pappi Battaglini dal titolo 1952-1977 “Festeggiare i venticinque anni di una libreria può sembrare fuori tempo oggi che il pubblico non chiede più librai ma passa libri, non librerie come luoghi di simpatici incontri culturali ma supermercati di carta stampa o discount-houses, pure a me non riesce di rinnegare il mio mestiere, come Bruno da Osimo me lo ha insegnato e che ho scelto per pura passione, e poiché Carlo Bo per i venticinque anni della Libreria di piazza San Babila, che coincidono con gli anni della nostra amicizia, mi ha dato la grande gioia di farmi dono …”. Molto raro ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\URB\0394251.

90 euro