CATALOGO SETTEMBRE 2017

CATALOGO SETTEMBRE 2017

CARICATURISTI CARICATURE SATIRA POLITICA NAPOLI SOLATIUM RACCOLTA DI STAMPE RARITàDSC_0966_clipped_rev_1 DSC_0970_clipped_rev_1      DSC_0969_clipped_rev_1

DSC_0967_clipped_rev_1         DSC_0968_clipped_rev_1

DSC_0973_clipped_rev_1  DSC_0972_clipped_rev_1

DSC_0971_clipped_rev_1  DSC_0975_clipped_rev_1

DSC_0976_clipped_rev_1    DSC_0974_clipped_rev_1

DSC_0964_clipped_rev_1Solatium (Buonsolazzi Mario),

Solatium ANNO VI° 1884-85, segue Solatium anno VII. 70 tavole

S. luogo, S. stampatore (in parte stampate dalla Lit. Campaiosa), S. data (ma 1884-1885).

In oblungo (35×24,5 cm); 70 c. di tav. Legatura coeva in piena tela rossa  con grande scritta “Solatium” impressa in oro al piatto anteriore. Qualche macchiolina ai piatti e traccia di sporco. Una piccola mancanza all’angolo basso bianco di una tavola, ininfluente. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. In numerose tavole è presente, chiosato da mano coeva in matita, il nome del personaggio ritratto. Importante raccolta di caricature di personaggi politici, letterati, imprenditori e militari per lo più campani, descritti dalla matita del celebre caricaturista italiano Mario Buonsolazzi (1859 – 1933). Buonsolazzi collaborò con alcune delle più importanti riviste satiriche DSC_0965_clipped_rev_1dell’epoca come il “”Don Chisciotte” settimanale napoletano fondato da Vincenzo Di Napoli-Vita, con il “Masto Rafaele”, il “Caporal Terribile” dove le sue caricature affiancano per anni quelle di Melchiorre Delfico o il “Monsignor Perrelli” diretto da Leonardo Fontana. In particolare il “Don Chisciotte”, in ogni numero, dedica 4 pagine centrali alle sue caricature. Questa presentata, che contiene oltre a due frontespizi, 68 magnifiche caricature a colori, è una delle raccolte più corpose di tavole caricaturali di Solatium (a parte una tavola che ritrae Olga Ossani opera di Enrico Lionne, pseudonimo di Enrico della Leonessa, Napoli 1865 – 1921, collaboratore del “Capitan Fracassa” e “Don Chisciotte”). I personaggi appartenenti alla nobiltà presentano a fianco della figura anche lo stemma di famiglia, alcune tavole sono accompagnate da un sottotitolo ironico.  Fra i ritratti: Ermete Novelli, Grimaldi, Colonna, Nardò, Chiaia, Cotteau, Duca di Bruzzano, Pignatelli, Viterbo, Pavoncelli, Fedrigo Pignatelli, Alfonso Ruffo Scoletta, Mazzacorati, Belardi, Spinosa ecc. ecc. Molto raro.

1.800 euro

ARTE GEOMETRIA MATEMATICA PROSPETTIVA PITTURA GEOMETRIE LEGATURA

DSC_0985      DSC_0988_clipped_rev_1   DSC_0983_clipped_rev_1 (1) Le Clerc Sebastien,

Traité de Géométrie théorique et pratique, à l’usage des artistes. Par Sebastian Le Clerc, Chevalier Romain, Dissenateur et Graveur du Cabinet du Roi, Professeur de Geometrie et de Perspective dans l’Academie Royale de Peinture et de Sculpture. Nouvelle edition.

A Paris, Chez Ch. Ant. Jombert, 1764 DSC_0984_clipped_rev_1

In 8° (19,5×12 cm); XVI, 231, (3 b.) pp. e 3, 6, 6, 5, 4, 2, 3, 2, 8 c. di tav., (12) p. di tav., (4) c. di tav. per un totale di 50 c .di tav. fuori testo (compresa antiporta figurata, numerosi esemplari presentano solo 45 tavole fuori testo). Le tavole, realizzate da Cochin e Chedel, sono per la maggior parte più volte ripiegate. Una tavola presenta un’integrazione di carta al margine bianco, ininfluente. Bella legatura coeva in piena pelle maculata con dorso a a 5 nervi. Titolo e ricchi fregi in oro ai tasselli. Tagli rossi. Qualche pagina leggermente ed uniformemente dovuta dalla qualità della carta, del tutto ininfluenti e nel complesso DSC_0989_clipped_rev_1esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Una magnifica scena animata al frontespizio. Tutto il testo è in cornice in doppio filetto. Numerose testatine e finalini animati. Seconda edizione, identica alla prima del 1744 (anche questa pubblicata postuma) di questa celebre opera matematica del famoso pittore ed incisore Sébastien Leclerc II, o Leclercq o Le Clerc o Le Clercq (Parigi, 29 settembre 1676 – Parigi, 29 giugno 1763). Appartenente ad una famiglia di grandi artisti (il padre, omonimo, fu oltre che pittore ed incisore al servizio del Re anche ingegnere militare), studiò presso la scuola di Bon Boullogne pur mantenendoDSC_0990_clipped_rev_1 una tecnica pittorica in buona parte appresa dal padre. Pittore del Re dal quale venne regolarmente retribuito, fu “professore all’Accademia reale di pittura e scultura, insegnante di disegno presso la scuola della Manifattura dei Gobelins e, dal 1736, direttore, membro del consiglio di fabbrica della chiesa e commissario per i poveri della parrocchia di Sant’Ippolito”. Il suo manuale di geometria applicato alla pittura ebbe notevole successo. In esso, le numerose tavole geometriche fuori testo esplicative delle tecniche prospettive, presentano anche bellissime e fini scene animate incise da Cochin e Chedel. Opera in bella legatura coeva ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\035645.

220 euro

MEDICNA SALASSI PIACENZA SANGUISUGHE MEDICINE ILLUSTRATI

   DSC_0854_clipped_rev_1 DSC_0853_clipped_rev_1            DSC_0856_clipped_rev_1

DSC_0850_clipped_rev_1Magni Pietro Paolo,

Discorsi di Pietro Paolo Magni Piacentino sopra il modo di sanguinare attaccar le sanguisughe, & le ventose, far le fregagioni, & vesicatorij a corpi humani. Di nuovo Stampati Corretti Ampliati di Utili avertimenti Dal proprio Autore. Con Licenza de Superiori

In Roma, ad istanza Iacomo Macuci … DSC_0851_clipped_rev_1per Iacomo Mascardi, s. d. (ma 1626?)

In 4° (20,3×14 cm); (4 compresa antiporta incisa); 71, (1) pp. e 11 c. di tav. fuori testo. Legatura seicentesca di recupero i piena pergamena floscia. Due piccolissimi ed invisibili forellini abilmente restaurati al frontespizio. Due piccolissimi forellino di tarlo alle ultime 5 carte, uno dei quali restaurato alle  ultime due carte dove tocca due lettere. Due tavole con abili ed invisibili piccoli restauri marginali. Nel complesso buon esemplare. Tagli spruzzati in rosso. Bellissima antiporta DSC_0855_clipped_rev_1incisa. Dedica al Signore Prospero Cecchini datata 1626. Rarissima edizione stampata a Roma da Giacomo Marcucci per Giacomo Mascardi di questo celeberrimo trattato di medicina del grande medico piacentino Pietro Paolo Magno. Esemplare che presenta 11 tavole fuori testo (le classiche tavole che adornano anche le edizioni precedenti realizzate da un’artista della scuola di Marcantonio Raimondi e che DSC_0852_clipped_rev_1presentano a differenza delle prime due edizioni un numero romano su ogni tavola) cioè 4 tavole in più rispetto alle altre copie stampate a Roma da Marcucci (non riportano la data di stampa) e che hanno di solito 7 carte. Il Magni, nato a Piacenza nel 1525 e morto nel 1586 fu celebre chirurgo e medico. Questo suo trattato fu considerato per più di duecento anni la più importante fonte sul modo di praticare i salassi. Tutte le edizioni di quest’opera di Magni sono rare o rarissime e non sono state reperiti altri esemplari stampati da Marcucci a Roma con numero di tavole uguale a quello qui presentato.

600 euro

SATIRA ANTICATTOLICA CALVINISMO UGONOTTI ILLUSTRATI FRATI MONACI CARDINALI PECCATI CURIOSITà

 DSC_0948_clipped_rev_1

    DSC_0951_clipped_rev_1  DSC_0950_clipped_rev_1  DSC_0949_clipped_rev_1                                 DSC_0953_clipped_rev_1

DSC_0946_clipped_rev_1(Jacob Gole?), (Cornelis Dusart?), Romeyn de Hooghe,

Renversement de la morale chrétienne par les desordres du Monachisme. Enrichi de 50 figures.

S. luogo, Ou les Vend en Hollande, Chez les Marchands Libraires et Images, avec privilege d’Innocent XI, s. data (ma 1850 circa)

In 8° (23×18 cm); (16), 51 c. di tav. (compresa antiporta ripiegata). Bellissima legatura artigianale della seconda metà dell’ottocento in piena pelle scura con ricca cornice in oro e a secco ai piatti. Al piatto anteriore impresso a secco lo stemma papale e 4 borchie lavorate agli angoli del piatto. Tagli zigrinati. Qualche macchiolina lievissima di foxing all’antiporta, del tutto ininfluente e per il resto esemplare in ottime condizioni di conservazione. Interno dei piatti foderati con elegante carta verde con DSC_0954_clipped_rev_1ricchi fregi floreali in oro. Rarissima edizione di questa celebre raccolta di stampe dall’incerta attribuzione, edita per la prima volta in Olanda tra il 1685, anno in cui l’editto di Nantes dichiarò il protestantesimo illegale in tutta la Francia, e il 1689, anno della morte di papa Innocenzo XI al quale, per presa in giro, viene attribuito il. Le tavole sono solitamente attribuite a Jacob Gole e Cornelis Dusart. L’antiporta ripiegata è opera di Romeyn de Hooghe e porta il titolo “L’Abrage du faux clergé Romain” ed in esso si vede Cristo al centro della stampa che stilla monete dalle stigmate mentre vari rappresentati del clero raccolgono le monete. Alcuni monaci operano su una pressa che porta il simbolo gesuita impresso. Sotto la scena un componimento satirico in versi. Dopo il frontespizio, seguono 15 pagine con 50 pamphlet satirici ognuno corrispondente ad una delle tavole numerate. In fine al volume 50 magnifiche tavole allegoriche con immagini di monaci, frati e cardinali intenti nelle più svariate attività peccaminose. Il volume è un violentissimo pamphlet anticattolico rivolto verso la corte di Francia, composto in seguito alla DSC_0952_clipped_rev_1revoca dell’Editto di Nantes, decreto Emanato dal re Enrico IV nell’aprile 1598 per porre fine alla serie di guerra di che religione che da più di trent’anni avevano devastato Francia. In esso veniva per la prima volta regolarizzata la posizione degli Ugonotti (calvinisti). Quando nel 1685 Luigi XIV decise con l’editto di Fontainebleau, di revocare l’editto di Nantes grande fu la protesta dei calvinisti d’Europa. Con questo secondo Editto le chiese ugonotte persero la maggior parte dei loro diritti oltre che anche dei loro averi a favore della corona di Francia e delle istituzioni cattoliche, aprendo un nuovo periodo di conflitti religiosi. L’opera venne ristampata nella prima metà dell’ottocento in ambienti antipapisti e antiborbonici quando con la Restaurazione, Corona di Francia e Chiesa Cattolica siglarono una nuovo patto per la preservazione dei valori tradizionali e la religione cattolica divenne, dopo la bufera rivoluzionaria, nuovamente la religione ufficiale dello stato francese. Rif. Bibl.: KVK, KVK Università di Amsterdam che però data l’edizione 1800.

550 euro

 

MEDICINA MERCURIALE PRIME EDIZIONI FORLì STAMPATORI CIMATTI GINNASTICA PEDIATRIA DERMATOLOGIA

 DSC_0980_clipped_rev_1      DSC_0978_clipped_rev_1Mercuriale Girolamo,

D. Hieronymi Mercurialis Forliviensis Philosophi, ac medici sui saeculi praeclarissimi, olim in Bononiensi Archigymnasio eminentissimi. In secundum lib. Epid. Hipp. praelectiones bononienses. Opus multiplici eruditione doctrina, ac fere innumeris problematibus refertum non solum medicis omnibus necessarium verum philsophis, ac politiores literas profitentibus iucundum. Ad Serenissimum Principem Carolum Medicem S. R. E, Cardinalem Ampliss. Indice adiecto rerum, ac verborum ditissimo. 

Forolivii, Apud Cimattios. Ad Signum Liviae, 1626 

In 2° (31×22,5 cm); (4),  314, (2 b.), (12) pp. Legatura di recupero in mezza pergamena con piatti foderati da carta marmorizzata antica. Titolo e fregi su fascetta in pelle al dorso. Un piccolissimo forellino di tarlo alle prime 4  DSC_0977_clipped_rev_1carte, del tutto ininfluente. Tre forellini di tarlo nel margine bianco ed un piccolo strappo, senza perdita di carta, all’ultima carta. Un leggerissimo alone al margine esterno bianco delle ultime 20 carte, mai intenso e praticamente ininfluente. Esemplare, nel complesso, in buone condizioni di conservazione. Al frontespizio allegoria di Forlì “una donna con elmo e corazza tiene nella mano sinistra una cornucopia e nella destra uno stendardo” il tutto sormontante il motto “ferox feraxq. Livia”. Rara prima edizione DSC_0981_clipped_rev_1di questa rara opera del grande medico e filosofo, Girolamo Mercuriale o Mercuriali (Forlì, 30 settembre 1530 – Forlì, 8 novembre 1606) celebre per aver per primo teorizzato l’importanza della ginnastica su base medica. Importante anche il suo contributo per la pediatria (fu tra i primissimi a scrivere opere su questa materia) e in dermatologia. Mercuriale conseguì la laurea in medicina presso l’Università di Bologna nel 1555. Ottenuta in breve grande fama per le sue capacità mediche venne inviato dai suoi concittadini, insieme al DSC_0979_clipped_rev_1cardinale Farnese, come legato presso la corte papale. Fu professore a Bologna e Padova. A Pisa divenne primo medico di Ferdinando I de Medici. L’imperatore Massimiliano II lo nominò cavaliere e conte paltino. Fu uno dei massimi cultori della dottrina di Ippocrate che analizzò in vari studi. Il suo lavoro più importante è il De arte gymnastica edito per la prima volta nel 1569. L’opera qui presentata venne stampata per la prima volta nel 1626, vent’anni dopo la morte del suo autore, per l’interessamento del figlio Massimiliano Mercuriale. Il volume raccoglie diversi scritti inediti dell’illustre medico dedicato a diversi argomenti medici dalla dermatologia all’analisi di diversi tipi di febbri, dall’odontoiatria e gli ascessi ai denti alla gastroenterologia. L’opera raccoglie numerosi preparati farmaceutici. Prima rara edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PUVE\005539; WorldCat, OCLC number 822738460, 700756780 e 457687151; G. Cerasola e B. Garavini, La bibliografia delle opera a stampa di Girolamo Mercuriale,  pag. 111.

500 euro

SATIRA BIBBIA ATEISMO CARICATURE ATHEISM ILLUSTRAZIONI LIBRI ILLUSTRATI PRIME EDIZIONI

  DSC_0789_clipped_rev_1       

DSC_0788_clipped_rev_1  DSC_0787_clipped_rev_1

DSC_0783_clipped_rev_1Le Petit Alfred, Malvezin Pierre,

La Bible farce ou la Bible comme elle est. Traduction nouvelle des livres comico-sacrés, avec texte à l’appui par Pierre Malvezin, illustrée par Alfred Le Petit.

Paris, Chez tous les libraires, 1881

In 4° (27×17,5 cm); (8), 268 pp. Bella legatura coeva in mezza-pelle con dorso a 5 nervi, titolo ed eleganti fregi in oro ai tasselli. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Frontespizio in parte con coloritura coeva. Prima edizione del primo tentativo di “Bibbia irriverente”DSC_0785_clipped_rev_1 illustrata da tavole a colori. Pubblicata una prima volta senza illustrazioni nel 1878, l’opera del celebre scrittore, giornalista e massone, Pierre Malvezin fece grande scandalo, venendo immediatamente sequestrata e finendo per costare alcuni mesi di carcere al suo autore. In particolare le autorità francesi contestarono una delle tipiche espressioni di Malvezin: “critiqué et flétri les DSC_0784_clipped_rev_1absurdités et les immoralités de la vraie Bible”. Le tavole del celebre caricaturista, fotografo e pittore francese, Alfred Le Petit (Aumale, Seine-Maritime, 8 juin 1841 – Levallois-Perret, Hauts-de-Seine, 15 novembre 1909) erano già pronte all’inizio del 1880 ma le difficoltà di pubblicare un’opera già una volta, sequestrata dalla polizia finirono per far slittare la loro pubblicazione solo nel 1881. Le immagini, ognuna con fine coloritura coeva, come nella maggior parte dell’opera di Alfred le Petit sbeffeggiano la storia biblica, i suoi punti salienti e sono caratterizzate dal virulento anticlericalismo del loro autore. L’opera è considerata ancora oggi come una dei migliori esempi dell’ateismo ottocentesco. La satira di Malvezin è irriverente, pungente e spiazzante e le tavole di Alfred le Petit seguono perfettamente il senso del testo senza risparmiare santi, uomini, preti o anche lo stesso Dio. Non comune e ancor più rara a reperirsi in questo ottimo stato di conservazione. Rif. Bibl.: G. Doizy, De la caricature anticléricale à la farce biblique.

200 euro

MEDICINA MEDICINE VENEZIA SIFILIDE MORBO GALLICO STAMPATORI BINDONI PASINI ANATOMIA AMERICA

   DSC_0890_clipped_rev_1  
DSC_0888_clipped_rev_1

DSC_0887_clipped_rev_1Massa Niccolò,

Liber de Morbo Gallico: noviter editus: in quo omnes modi possibiles sanandi ipsum: mira quadam & artificiosa doctrina continentur: ut studioso lectori patebit.

1536 (Venetiisque : in aedibus Francisci Bindoni ac Maphei Pasini socii, accuratissime impressum, mensis maii 1536)

In 4° (21×15 cm); 50 (i. e. 54 in questo esemplare perché il quaderno G è stato montato de volte), (1) cc. Legatura in piena pergamena seicentesca. Due piccoli tarletti al margine bianco di 5 carte anticamente ed abilmente restaurati (praticamente invisibili) e nel complesso esemplare in  buone-ottime condizioni di conservazione. Antica nota di possesso privato al frontespizio che identifica l’esemplare come appartenuto al “Dott. Antonio Santo Peroni”. Alcune brevi ed interessanti note antiche chiosate a mano al margine esterno di alcune carte. Esemplare particolarmente curioso in quanto trattasi di uno dei primi stampati con correzione mai effettuata a carta 35 dove nel nostro esemplare è presente la scritta “luutjum ide tamores” invece che “let quando tumores” e ancor più curioso e decisivo per DSC_0891_clipped_rev_1stabilire che si tratta di uno dei primissimi esemplari, al recto della carta 50 non è presente l’errata corrige “Animadverte lector … impressiorum mendatiquae minimo …” ecc. ecc., comune invece a tutti gli altri esemplari conosciuti. Non presente anche la carta bianca posta in fondo al volume. Frontespizio entro cornice animata xilografica. Probabile terza pregiata edizione di questo importantissimo e celebre trattato del grande medico ed anatomista veneziano, Niccolò Massa (Venezia, 14 marzo 1489 – Venezia, 27 agosto 1569). Questa edizione è particolarmente importante e ricercata perché contiene per la prima volta il Epistola a Th. Cademusto. Figlio di ricchi e nobili possidenti di origine genovese, Massa studiò prima filosofia a Padova con Sebastiano Foscarini, poi greco antico a Venezia con Giovan Bernardo Regazzola, detto Feliciano ed infine, a partire dal 1515 medicina a Venezia ottenendo la laurea nel 1521. Considerato uno dei più bravi chirurghi del suo tempo rifiutò le chiamate che gli venivano da numerose corti europee per praticare l’arte medica a Venezia. Fu uno dei membri più influenti del Collegio dei Medici di Venezia ed attirò clienti facoltosi da tutt’Europa che venivano nella città lagunare per potersi far curare da lui e grazie a questo, riuscì a metter da parte una ingente fortuna che reinvestì nell’acquisto di immobili a Venezia e di DSC_0889_clipped_rev_1proprietà terriere sulla terraferma. Nel 1527 (anche se il frontespizio del volume porta erroneamente la data 1507) pubblicò la sua opera più celebre il “Liber De Morbo Gallico”, un dotto trattato sulla sifilide o così detta “malattia francese” che edito da Bindoni e Pasini ottenne subito un notevole successo divenendo presto uno dei trattati più citati e studiati del cinquecento. Dopo aver descritto in modo approfondito le manifestazioni neurologiche della sifilide, discute il ruolo della dieta, del sonno, dell’esercizio fisico, insieme all’uso dei farmaci, il salasso, le sanguisughe e proponendo nuove cure come il «legno indico» o la pianta del guaiaco (una delle sei parti è dedicata proprio a questa pianta) da associarsi a bagni sulfurei per curare le ulcere, unguenti di  mercurio e fumigazioni. Massa intuì per primo l’importanza dei rapporti sessuali nella trasmissione della malattia pur continuando a ritenere che non fosse l’unico metodo di trasmissione e che la DSC_0892_clipped_rev_1 malattia potesse propagarsi anche senza contatto fisico. L’opera contiene anche numerose indicazioni di interesse americano anche se non viene citata dall’Herrise specialmente legate alla pianta del Guaiaco (Guaiacum officinale L.), conosciuto anche come Lignum vitae, pianta appartenente alla famiglia Zygophyllaceae, originaria dell’America Centrale. Massa scrisse anche importanti trattati di anatomia, di infettivologia ma anche trattati di storia della medicina come il “Canone” del 1544 nel quale l’autore ripercorre la vita di Avicenna di Sorsanus. Opera rara ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Osler, 3341; Sander 4424; Hirsch IV, 160; Proksch II, 94; Durling 2993; Bibl. Walleriana 6300; cf. Garrison-Morton-Norman 2365; Wellcome Library 4102 and 4103; Manchester Univ. Libr. 1568; Norman Library 1453; Heirs of Hippocrates 113.

2.700 euro

SATIRA FUMETTO AVANGUARDIE FUTURISMO NAPOLI CARICATURE CARICATURISTI CURIOSITà

  DSC_0825_clipped_rev_1DSC_0827_clipped_rev_1DSC_0826_clipped_rev_1Scarpelli Filiberto,

Per modo di dire … : componimento di Pierino, riveduto e corretto dal suo amico

Roma, Travaso delle idee, 1911

In oblungo (26×17,6 cm); (8), 55, (1) pp. Brossura editoriale illustrata, qualche lieve strofinatura e segnetto del tempo ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione di quest’opera satirica del celebre giornalista, disegnatore satirico, umorista e artista d’avanguardia napoletano, Filiberto Scarpelli (Napoli, 29 giugno 1870 – Roma, 20 agosto 1933). Nel 1900 l’autore fu tra i fondatori con Marchetti, Montani, Tolomei e Yambo del celebre giornale satirico “Il travaso delle idee”. Figura eclettica fu uno degli animatori del movimento futuristi italiano. Celebre una serata futurista fiorentina tenutasi al teatro Verdi di Firenze, nella quale Scarpelli, insieme Marinetti, Papini, Boccioni, Carrà, Soffici, Palazzeschi furono per due ore soggetti ad un lancio ininterrotto di frutta, ortaggi, uova ed altri generi alimentari. Come vignettista fu collaboratore di alcune delle principali testate giornalistiche italiane come “Il Balilla”, “Il Popolo d’Italia”, per “Numero”, “Il Pasquino”, il “Giornalino della domenica” e “Il Corriere dei Piccoli”. L’opera qui presentata è un curioso racconto illustrato dove il testo, completamente composto da frasi fatte e luoghi comuni che si susseguono uno all’altro, è affiancato da divertenti illustrazioni grafiche che riprendono il senso letterale delle frasi. Il risultato sono vignette esilaranti ed assurde. L’opera di Scarpelli riveste anche una notevole importanza per la storia del fumetto italiano. Prima edizione, rara e ancor più rara a trovarsi in queste condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BA1\0015855.

120 euro

BOLOGNA ARTE MITELLI ALFABETI DISEGNO PITTURA ARTE PITTORICA

  DSC_0818_clipped_rev_1 DSC_0816_clipped_rev_1 DSC_0815_clipped_rev_1DSC_0814_clipped_rev_1Mitelli Giuseppe,

Alfabeto in Sogno, esemplare per disegnare di Giuseppe Mitelli pittore Bolognese 1683

S. luogo, S. data, 1683

In 2° (31×22 cm); 22 c. di tav. (su 24, mancano le ultime due lettere la Y e la Z e la carta con l’introduzione all’opera, spesso assente). Un piccolo restauro integrativo all’angolo basso bianco della prima carta e delle ultime due, non significativo. Alcuni leggerissimi aloni. Uno strappo senza perdita di carta anticamente restaurato al frontespizio che presenta anche qualche piega. Un rinforzo antico al margine esterno bianco al recto del frontespizio. Per il resto esemplare in buone condizioni. Edizione originale, una seconda edizione, del tutto simile alla prima nella stampa ma riconoscibile per il tipo di carta, venne edita da Dalla Volpe intorno al 1730. Figlio del celebre pittore, Agostino Mitelli, Giuseppe Maria (Bologna, 1634 – 1718) fu una delle figure più importanti e prolifiche del panorama artistico bolognese a cavallo del XVII° secolo diventando una delle figure di riferimento della produzione incisoria italiana. Il Malvasia scrisse di lui “uno dei più virtuosi e universali soggetti che vanti la nostra Patria”. Nelle sue incisioni, oltre a disegnare opere dei grandi maestri dell’arte pittorica italiana come (l’Albani, il Veronese, il Tintoretto, i Carracci, ed il DSC_0817_clipped_rev_1Guercino, è nelle scene popolari che raggiunge i più alti risultati. Riprende scene di vita di strada, mestieri, proverbi disegnando ed ideando giochi e scene fantastiche. Nell’introduzione all’Alfabeto in Sogno Mitelli racconta come mentre dormiva “tutto rilassato in poter del sonno”, quando “ancorchè dormano gli occhi (…) l’anima però sempre veglia” Morfeo, il dio dei sogni e figlio del sonno, lo viene a trovare e gli comanda di rappresentare le singole lettere dell’alfabeto attraverso forme e visioni pertinenti alla nobilissima arte del disegno. L’opera gli appare in sogno ispirata da incomposti fantasmi che gli mostrano le figure in forma sfumata ed embrionale che gli appaiono e scompaiono in breve tempo, tanto che l’autore è costretto a svegliarsi più volte per prendere appunti. Le lettere diventano così una scusa per amalgamare forme e tratti dell’uomo e della natura per creare immagini del tutto nuove. Il volume diventa così un vero e proprio prontuario didattico per i suoi scolari in modo che possano imparare l’arte dell’imitazione e da qui anche le numerose parti anatomiche presenti nelle tavole a corredo delle lettere. Rif. Bibl.: Brunet 1778; Bonacini 1196; Bertarelli, Le Incisioni di Giuseppe Maria Mitelli, Milan 1940.

1.000 euro

ARTE INCISORIA STAMPE INCISIONI BOLOGNA TECNICHE INCISORIE

DSC_0823_clipped_rev_1 DSC_0821_clipped_rev_1

DSC_0819_clipped_rev_1Ricci Giulio e AA. VV.,

L’arte della Stampa, Note Storiche e Illustrazioni di Giulio Ricci

Bologna, Scuola Tipografica Salesiana, s. data (ma 1925)

In folio (36,5×26,7 cm); (6), 21, (3), (3) pp. e XXI c. di tav. Brossura editoriale illustrata. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Dedica autografa dell’autore alla prima carta bianca, al grande artista bolognese Umberto Tirelli. Prima edizione di questa bellissima DSC_0820_clipped_rev_1opera dedicata dall’arte della stampa dal celebre artista ed incisore bolognese Giulio Ricci (Bologna, 1874 – 1939). Opera in tiratura limitata che contiene diversi legni originali dell’artista. Ricci studia e presenta le diverse possibilità offerte dall’incisione su legno con strumenti e tecniche diverse diversi (sgorbie, bulini, ferri rigati, ecc.) e legni diversi (pero, sorbo, leccio), tagliati di testa e di filo, o con la sovrapposizione di più legni e tinte diverse. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed impreziosita dalla dedica dell’autore a noto personaggio bolognese.

170 euro

ILLUSTRATORI BRUNELLESCHI LIBRI d’ARTE ARTE ART NOUVEAU LIBERTY PRATO MONTEMURLO

DSC_0932_clipped_rev_1   DSC_0934_clipped_rev_1 DSC_0935_clipped_rev_1  DSC_0937_clipped_rev_1 DSC_0936_clipped_rev_1DSC_0931_clipped_rev_1De Musset Alfred, Brunelleschi Umberto,

La Nuit Venitienne, Fantasio, Les Caprices de Marianne,

Paris, L’Edition d’Art H. Piazza, 1913

In 4° (30×24,5 cm); (2), 138, (8) pp. e 20 c. di tav. fuori testo. Brossura in stile Liberty a colori. Esemplare in ottime condizioni di conservazione non comune a reperirsi nella sua veste originale. Magnifica edizione di quest’opera del grande poeta, scrittore e drammaturgo francese, Alfred Louis Charles de Musset-Pathay (Parigi, 11 dicembre 1810 – Parigi, 2 maggio 1857) che fu tra i massimi esponenti del romanticismo letterario. Il volume contiene tre celebri opere del noto drammaturgo: La Nuit Venitienne, Fantasio, Les Caprices de Marianne. “La Nuit Venetienne” fu la prima opera teatrale composta da De Musset. L’opera ebbe, all’epoca della prima rappresentazione, scarso successo probabilmente per il forte carattere innovativo, tanto che il suo autore, profondamente deluso, darà, come scrisse egli stesso in una lettera all’amico P. Calais l’«addio alle scene (e per lungo tempo)». Le altre due opere, invece, incontrarono immediatamente il favore del pubblico. L 24 aprile del 1845 riceve la Legione d’onore, nello stesso periodo in cui il riconoscimento viene assegnato anche ad Honoré de Balzac. Nel 1852 è eletto all’Académie française. Il volume qui presente, edito dalle celebri edizioni d’arte “H. Piazza” presenta il testo DSC_0933_clipped_rev_1incorniciato entro cornice verde, numerose testatine e finalini in stile liberty, alcuni animati. La veste grafica dell’opera e le bellissime tavole colorate, sono realizzate dal famoso illustratore, scenografo e pittore italiano, Umberto Brunelleschi (Montemurlo, in provincia di Prato, 21 giugno 1879 – Parigi, 16 febbraio 1949). L’autore delle tavole iniziò ad apprendere l’arte del disegno presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze, si iscrisse successivamente all’Accademia Libera del Nudo. E’ nel 1902 che la sua vita ebbe una svolta, riuscendo ad esporre le sue opere al Salon des Indépendants. Nel 1912 venne chiamato da Madame Rasimi per realizzare le scenografie della “Légende du Pierre de lune” al Théâtre des Bouffes-Parisiens. Le sue scenografie ebbero enorme successo tanto che da questo momento in poi, escludendo il periodo bellico della Prima Guerra Mondiale,  sarà uno dei più ricercati scenografi di Parigi. Fu assai apprezzato anche come illustratore di libri. Prima edizione in questa versione illustrata da Brunelleschi, completo della sua brossura editoriale ed in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BVE\0371529.

230 euro

RIVISTE ESPOSIZIONE EMILIANA BOLOGNA CARICATURE SATIRA POLITICA GOLIARDIA BUDRIO MONTAGNE RUSSE TUTTO IL PUBBLICATO

 DSC_0794_clipped_rev_1DSC_0793_clipped_rev_1  DSC_0799_clipped_rev_1 DSC_0797_clipped_rev_1 DSC_0798_clipped_rev_1 DSC_0796_clipped_rev_1 DSC_0795_clipped_rev_1  DSC_0801_clipped_rev_1  DSC_0792_clipped_rev_1Testoni Alfredo, Augusto Majani, Giannetto Bacchi, Oreste Cenacchi, Antonio Fiacchi ed altri

L’Ehi! Ch’al scusa all’Esposizione, 9 febbraio -1 dicembre 1888 (compreso il numero introduttivo dell’”Ehi! Ch’al scusa” del 14 febbraio 1888 che descrive la nuova pubblicazione). Tutto il pubblicato. 24 numeri in tutto, completo.

Bologna, Società Tipografica Azzoguidi, Lit. Sauer e Barigazzi, 1888

In secondo (33×24 cm); 192 pp. nn. in tutto. Legatura coeva in mezza tela scura con piatti foderati da carta marmorizzata coeva e titolo manoscritto da mano coeva su fascetta al piatto anteriore. Di ogni numero sono conservate anche le brossure originali illustrate (piatti anteriori e posteriori) stampate su carta di diversi colori (azzurra, gialla, verde chiaro, amaranto). Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Ogni numero è composto da 8 pagine non numerate. Non comune a reperirsi completo. Ogni numero contiene oltre ad articoli di noti personaggi bolognesi anche diverseDSC_0802_clipped_rev_1 vignette, anche a colori e a doppia pagina. Nata nel 1880 dall’incontro presso un caffè bolognese oggi scomparso (il Caffè dei Cacciatori) di Giannetto Bacchi, ex cronista dell’ “Ancora”, Antonio Fiacchi, impiegato postale e direttore del periodico teatrale “Il Piccolo Faust”, Oreste Cenacchi (1856-1927), funzionario comunale diviso tra pratiche burocratiche e una brillante attività giornalistica e Alfredo Testoni, redattore del “Nuovo Alfiere” e della “Pace” la rivista umoristica “Ehi! Ch’al Scusa” fu uno dei giornali umoristici più importanti della Bologna della seconda metà del XIX° secolo al quale collaborarono alcuni dei più importanti personaggi bolognesi come Cesare Ratta, Praz, Garagnani e Majani. Alcuni personaggi inventati nella rivista divennero talmente celebri a Bologna, in particolare quelli invenatti da Antonio Fiacchi che firmavano gli articoli con i nomi “Sumarein del ruscarol” e DSC_0800_clipped_rev_1“sgner Pirein” che ad i loro nomi vennero dati a dolci, oggetti ed anche locande. Con l’avvicinarsi dell’Esposizione Emiliana del 1888, la rivista decise di stampare un giornale collaterale, completamente dedicato all’imminente evento. Il giornale così segue gli avvenimenti dell’organizzazione dell’evento fino alla sua apertura. L’Esposizione del 1888 che vide la realizzazione di diversi imponenti edifici ideati da importanti artisti, seppur incentrata sulle eccellenze agricole emiliane, presenta anche numerose novità in campo industriale e tecnologico come il chiosco delle cioccolate Majani, i divertimenti delle nascenti montagne russe (con due tavole dedicate ad esse) e le ascensioni aerostatiche. La maggior parte delle illustrazioni sono opera del grande pittore, caricaturista, cartellonista ed illustratore di Budrio, Augusto Majani (Budrio, 30 gennaio 1867 – Buttrio, 8 gennaio 1959) conosciuto anche come Nasica. Tutto il pubblicato, in ottime condizioni di conservazione.

400 euro

HYGIENE SANITà PUBBLICA POZZI NERI SPURGO MEDICINA MEPHITISME FOSSES D’AISANCE IGIENE CLOACHE PROFUMI ODORI SANITARIA CARCASSONE MODENA LYON

   DSC_0860_clipped_rev_1 DSC_0858_clipped_rev_1

Janin Jean de Combe-Blanche,

L’ antiméphitique ou Moyens de détruire les exhalaisons pernicieuses & mortelles des fosses d’aisance, l’odeur infecte des egouts, celle des hopitaux, des prisons, des vaisseaux de guerre, &c, &c. Avec l’emploi des vuidanges neutralisées, et leur produit étonnant. Par M. Janin… Medecin-Oculiste de seu S- A. S. Mgr le Duc de Modene, & Son Pensionnaire; Professeur honoraire de l’Universitè de Modene, [unito a] Supplement a L’Antimephitique …

A Paris, de l’Imprimerie de Ph.-Denys Pierres …, 1782 DSC_0859_clipped_rev_1

In 8° (21,4×14,2 cm); XXXII, 70, (2 b.) pp. e 8 pp. (che contengono il “Supplement a L’Antimephitique ou Moyens de detruire les Exhalaisons pernicieuses & mortelles des Fosses d’aisance…). Elegante legatura novecentesca in cartoncino grigio muto. Piccola integrazione di carta al margine esterno bianco della prima pagina e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione e ancora in barbe. Prima assai rara edizione di questa importante opera del grande medico francese originario di Carcassone Jasn De Combe-Blance Janin. L’autore fu uno degli oculisti più celebri del suo tempo. Studiò a Montpellier ed ad Avignone. DSC_0857_clipped_rev_1Divenne celebre per il primo intervento per l’asportazione di una cataratta fatta a Lione il cui successo fu totale. Si trasferì quindi definitivamente a Lione. Chiamato a Modena dal Duca di Modena risolse un grave problema di “Mephitisme” dei pozzi neri del Palazzo Ducale tanto da ricevere dal Duca il titolo di Medico-oculista ufficiale di Corte. L’opera è la prima mai scritta sull’argomento dell’eliminazione delle esalazioni perniciose dai pozzi neri e la sua uscita suscitò numerosi articoli in tutto il mondo. L’opera descrive molti casi pratici incontrati dall’autore presso palazzi reali, ducali, ville, grandi hotel compresa la sua esperienza al Palazzo Ducale di Modena. Prima edizione assai rara e ancor più rara per la presenza delle 8 pagine di supplemento. First edition rare.

200 euro

STRENNE RARITà ESPOSIZIONE EMILIANA BOLOGNA GOLIARDIA SOCIALISMO ANARCHIA STORIA LOCALE

 DSC_0806_clipped_rev_1 DSC_0805_clipped_rev_1 DSC_0803_clipped_rev_1Podrecca Guido, Galantara Gabriele,

Centenario – Esposizione, Strenna – Ricordo del Bononia Ridet Bologna 1888

Bologna, Litografia Fran. Casanova e F.o, 1888

In quarto grande (34,5×24 cm); 36, (2) pp. Brossura editoriale illustrata in rosso. Qualche strappetto lieve, senza perdita di carta al margine della brossura e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione a fogli sciolti che non presentano nessun segno di antica legatura. Prima rarissima edizione di questa strenna della celebre rivista universitaria di tendenze socialiste-anarchiche fondata da Guido Podrecca (Goliardo o Maschera di Ferro), studente d i lettere di origine lombarda e Gabriele Galantara (Rata Langa), studente di matematica, completamente dedicata alla celebre Esposizione Emiliana tenutasi a Bologna nel 1888. L’Esposizione del 1888 che vide la realizzazione di diversi imponenti edifici ideati da importanti artisti, seppur incentrata sulle eccellenze agricole emiliane, presenta anche numerose novità in DSC_0804_clipped_rev_1campo industriale e tecnologico come il chiosco delle cioccolate Majani, i divertimenti delle nascenti montagne russe (con due tavole dedicate ad esse) e le ascensioni aerostatiche. Numerose furono anche le rappresentazioni teatrali e le feste organizzate nella zona universitaria. Guido Podrecca (Vimercate, 5 dicembre 1865 – Auburn, 29 aprile 1923) fu tra i principali animatori della scena culturale bolognese della seconda metà del XIX° secolo. A lui si deve anche la fondazione del celebre giornale satirico “L’Asino” fra le principali voci italiane anticlericali e di denuncia della corruzione politica. Fu tra gli animatori della “goliardia” universitaria bolognese e di alcune innovazioni ad esse legate come l’idea dei tipici cappelli con i vari colori delle varie facoltà universitarie. L’opera qui presentata descrive in toni sarcastici ed umoristici alcuni degli avvenimenti principali tenutesi a Bologna durante il 1888 come la Festa storico-umoristica alla Montagnola ed al Brunetti, la Serata di Gala al Comunale, il Banchetto degli Studenti ecc. ecc. Numerose vignette nel testo, alcune grandi tavole, anche a doppia pagina. Molto raro.

150 euro

MEDICINA MEDICINE ERBORISTERIA CHINA CHINA BOTANICA EPIDEMIOLOGIA FARMACIA FARMACEUTICA PHARMACEUTIC CHIMICA CHEMESTRY SPEZIALI FARMACOLOGIA

DSC_0862_clipped_rev_1

   DSC_0861_clipped_rev_1Cole William,

Nouae hypotheseos, ad explicanda febrium intermittentium symptomata et typos excogitatae hypotyposis, una cum aetiologia remediorum; speciatim vero De curatione per corticem Peruvianum. Accessit Dissertatiuncula de intestinorum motu peristaltico … [Unito:] COLE, William. Dissertatiuncula de mechanica ratione peristaltici intestinorum motus ex observatione anatomica. Londini, D.B.&S.S. 1693.

Londini, Impresis D. Browne ad Insigne Cygni & Bibliorum, 1693DSC_0863_clipped_rev_1

In 8° (17,6×11,5 cm); (40), 266, (4), 17, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta con bel ritratto dell’autore realizzata da R. White. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a 5 nervi e titolo manoscritto da mano coeva al sorso. Tagli leggermente spruzzati di azzurro. Esemplare uniformemente brunito a causa della qualità della carta utilizzata caratteristica comune a tutti gli altri esemplari conosciuti. Prima, non comune edizione (tre soli esemplari censiti in ICCU), di queste importanti opere del grande medico e fisico inglese William Cole. L’autore studiò e si laureò in medicina presso il celebre Gloucester Hall di Oxford. Iniziò a praticare l’arte medica a Worcester dove consultato da vari personaggi importanti divenne ben presto assai conosciuto. Nel DSC_0865_clipped_rev_11681 scrisse al grande Sydenham per ringraziarlo di varie citazioni del suo lavoro che Sydenham aveva presentato nella sua celebre opera “Dissertatio Epistolaris”. Nel 1692 si trasferì a Londra dove venne chiamato da diversi mecenati illustri che richiedevano le sue consultazioni. l’opera di Cole fu apprezzatissima da grandissimi personaggi del suo tempo e se Sydenham lo citò più volte, Haller lo definiva “iatro-mathematicus et hypothesium inventor”. Cole si può sicuramente ascrivere alla corrente meccanicistica della medicna anche se in verità evitò quasi sempre di presentare calcoli matematici. Fu tra i primi a riconoscere il grande valore della medicina naturale di Sydenham tanto da adottarne da subito i metodi per il trattamento del vaiolo. Il suo primo lavoro, ‘De Secretione Animali,’ è principalmente a carattere fisiologico. Il suo lavoro “New Hypothesis of Fevers” è considerato come uno dei più innovativi del suo tempo e diede un forte impulso all’utilizzo della “Corteccia Peruviana” (la China) per il trattamento delle forme influenzali violente. Individuò anche fra i primi un collegamento fra i “colpi apoplettici” e la temperatura rigida. Fu essenzialmente un teorico della medicina più che un osservatore di casi pratici. A parte la brunitura in ottimo stato di conservazione in bella legatura coeva. First edition, Good copy.

450 euro

SATIRA POLITICA GIORNALI GIORNALISMO FIRENZE CARICATURE UMORISMO SOCIALISMO ANARCHIA RISORGIMENTO COLLODI

DSC_0810_clipped_rev_1  DSC_0809_clipped_rev_1 DSC_0813_clipped_rev_1  DSC_0811_clipped_rev_1 DSC_0808_clipped_rev_1Giera Epifanio, Parrini Aldolfo, Collodi Carlo ed altri,

La Torre di Babele, Giornale Umoristico (poi: Giornale – Serio – Umoristico – Politico – Letterario) Anno I Num. 1 – Anno I num. 18. Tutto il pubblicato.

Firenze, Tip. Del Vulcano, [poi] Tip. F. Bencini, 1860

In 4° grande (34,5×26 cm, il primo numero uscì in formato leggermente più piccolo); 18 numeri ognuno di 8 pagine per 144 pagine. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Qualche macchiolina e traccia di sporco ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Antico timbretto privato al margine alto del primo numero che identifica la copia come venduto dalla Tipografia dell’Immacolata di Modena. Ogni numero presenta due grandi vignette di satira politica a piena pagina realizzata da Visconti più altre illustrazioni intercalate nel testo. Il giornale venne fondato a Firenze dai DSC_0812_clipped_rev_1liberali di sinistra capeggiati da Epifanio Giera, figlio del celebre garibaldino Vincenzo. L’opera nonostante un buon successo editoriale iniziale, anche a causa di pressioni politiche, venne sospesa nel giro di pochi mesi. Fra i maggiori protagonisti delle vignette Cavour, individuato dai liberali fiorentini come una delle figure principali che vogliono impedire uno sviluppo dell’Italia in senso socialista. L’opera che riprende il titolo di un giornale napoletano, si inserisce all’interno del fortissimo sviluppo di testate giornalistiche edite nel biennio 1860-1861  nate sull’onda dell’entusiasmo risorgimentale. Fra i collaboratori della rivista si trova anche Carlo Collodi che rinnova così l’impegno politico che lo vedrà riaprire, sempre in questo 1860, il giornale satirico, “Il Lampione” (al quale aveva collaborato nel 1848 e che poi era stato chiuso). Fra l’altro nelle stesse pagine della Torre di Babele si legge un articolo dedicato ad “Il Lampione” nel quale si scrive: “Il Lampione e la Torre di Babele son due periodici che amano entrambi sinceramente l’Italia. Due galantuomini politici. Il resto è question di mezzi. Meno Male! …” Rarissimo a trovarsi completo. Nessun esemplare censito in ICCU.

800 euro

ALFIERI POESIE PRIME EDIZIONI ITALIANE OTTOCENTO LETTERATURA ITALIANA ASTI SATIRE POESIA

DSC_0848_clipped_rev_1 

DSC_0847_clipped_rev_1Alfieri Vittorio,

Satire di Vittorio Alfieri da Asti,

Londra (ma Firenze), SenzDSC_0849_clipped_rev_1a stampatore (ma Piatti), 1804

In 8° (20,6×14 cm); 108, (4) pp. Legatura anni 30′ del ventesimo secolo in mezza tela marrone, con titolo impresso in oro al dorso e piatti marmorizzati. Qualche piccolissima ed ininfluente macchiolina i foxing al frontespizio e per il resto esemplare in perfette condizioni di conservazione dalla carta fresca e frusciante, margini assai ampi. Prima edizione, apparsa nelle “Opere Postume” delle celebri satire alfieriane.

45 euro

AVANGUARDIA FASCISMO OPERA BALILLA CAMPO DUX MUSSOLINI STARACE ILLUSTRATORI

 DSC_0779_clipped_rev_1 DSC_0780_clipped_rev_1 DSC_0778_clipped_rev_1Vincenzo Morello ed altri,

VII Campo Dux, Opera Balilla,

Milano, Pizzi & Pizzo, s. data (ma 1935 circa)

In folio grande (45×31,5 cm); (16) pp. Bellissima brossura editoriale illustrata fronte e retro. Qualche piccolo strappetto al margine esterno bianco, senza perdita di carta, di alcune pagine e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU. Decine di fotografie di grandi dimensioni che illustrano la vita e  gli avvenimenti del VII Campo Dux (come la visita di Starace, la visita di Mussolini, il discorso al Foro Italico ecc. ecc. Giornale propagandistico dell’ONB “Opera Nazionale Balilla per l’assistenza e per l’educazione fisica e morale della gioventù” organizzazione giovanile del Regno d’Italia, istituita nel 1926, durante il ventennio fascista, poi soppressa e confluita nella Gioventù italiana del Littorio (GIL), a partire dal 1937. I “Campi Dux” erano dei raduni nazionali nei quali i migliori Balilla ed Avanguardisti venivano invitati per eseguire addestramenti paramilitari ed attività sportive. I Campi Dux si tennero dal 1929 al 1942 quando il mutare della situazione bellica ne DSC_0781_clipped_rev_1 (2)sospese l’attività. I campi si tenevano sempre a Roma e rappresentavano una possibilità per i giovani di conoscere e visitare la capitale dell’Impero fascista. Molto curata la veste grafica della copertina stampata in bianco, giallo e nero su sfondo verde al piatti anteriore e obelisco bianco su campo verde, con scritta verde Mussolini al piatto posteriore. L’opera venen stampata da Pizzi & Pizzo per lo Tipografia del Popolo d’Italia. All’ultima carta sono presenti diverse vignette realizzate dal celebre scrittore, scenografo ed illustratore ternano, Mario Pompei (Terni, 1903 – Roma, 1958) che fu uno dei più raffinati interpreti del Decò e del Novecento italiano. collborò a “Il Balilla, Il Giornalino della Domenica, Novella, La Donna, Vita Femminile, Corriere dei Piccoli, Il Travaso e sulle riviste teatrali Le scimmie e lo specchio, Comoedia, Il Dramma, Scenario e Ridotto. Realizzò un centinaio di copertine e illustrò una quarantina di albi e libri per l’infanzia, una dozzina dei quali: Vento spavento e altre commedie, La piroga di Ki-vo, Un aquilone sui tetti, anche in veste di autore, che gli valsero numerosi riconoscimenti”. Molto raro.

170 euro

DURER INCISIONE TECNICHE INCISORIE XILOGRAFIA EX-LIBRIS CARSWELL MANOR

DSC_0773_clipped_rev_1 DSC_0776_clipped_rev_1 DSC_0772_clipped_rev_1     DSC_0775_clipped_rev_1DSC_0770_clipped_rev_1Düerer Albert (Albrecht),

La vie de la Sainte Vierge Marie. Reproduction, procede de P. W. Van de Weijer avec une Introduction de Ch. Ruelens conservateur a la Bibliotheque de Bruxelles.

Utrecht, P. W. Van de Weijer, s. data (ma 1875 circa)     

In 4° (35×28 cm); (12 di introduzione) pp., (40 stampate solo fronte come nell’edizione originale), (4) cc. Bella legatura coeva in mezza pergamena con titolo e autore su fascetta in pelle rossa al dorso e ricchissimi fregi in oro allo stesso. Doppio filetto in oro verticale ai piatti ed agli angoli degli DSC_0777_clipped_rev_1stessi. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Tagli rossi. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Ex-librs nobiliare applicato all’interno del piatto anteriore che identifica l’esemplare come appartenuto al noto architetto e avocato William Edward Graham Niven  (il padre dell’attore David Niven) di Carswell Manor (l’edificio è rappresentato anche nell’Ex-libris). Per esteso l’ex-libris riporta la dicitura “William Nive, F. S. A., A. R. E., of Carswell, Berks”. Magnifica edizione in fac-simile, identica all’originale, della celebre edizione di Norimberga del 1511 di una delle opere più famose di Albrecht Dürer (Norimberga, 21 maggio 1471 – Norimberga, 6 aprile 1528). L’opera si avvale di una dotta introduzione del noto archeologo e Conservatore dei manoscritti della Biblioteca Reale di Bruxelles, Charles Ruelens (1820-1890) che fu anche il cofondatore della “Revue d’histoire et d’archéologie”. Düerer DSC_0771_clipped_rev_1aveva iniziato a lavorare alla “Vita della Santa Vergine” ancor prima di aver completato il ciclo della “Passione” intorno al 1500. Sembra che già intorno al 1506 ne avesse realizzati 16 fogli anche se l’intera serie fu finita solo pochi mesi prima di dare l’opera alle stampe nel 1511. Uno dei fogli più celebri è quello con la rappresentazione della nascita di Maria Vergine ispirandosi nella realizzazione della tavola da una visita fatta, in Germania, ad una camera per puerpere. La tavola assume così una realismo del tutto particolare nell’opera di DSC_0774_clipped_rev_1Düerer. Sant’Anna, madre della Vergine, giace, quasi dormiente, in un lussuoso letto a baldacchino posto alla fine della stanza mentre la neonata viene preparata per un bagno, in prima piano, nel margine basso destro della tavola. Il resto della scena rappresenta il classico “rinfresco del battesimo” con il quale le donne erano solite festeggiare e rifocillarsi dopo le fatiche e le tensioni del parto. Ogni tavola è intercalata da una narrazione in latino della vita di Maria. Celebre anche le tavole dell’Annunciazione e della Natività. Esemplare in bella legatura, dall’illustre provenienza ed in ottime condizioni di conservazione.

130 euro

SATIRA ILLUSTRATORI ILLUSTRAZIONI BELLE EPOQUE ROBIDA GUILLAUME RIVISTE PARIGI PARIS CARAN D’ACHE BAC

 DSC_0755_clipped_rev_1DSC_0763_clipped_rev_1  DSC_0759_clipped_rev_1 DSC_0765_clipped_rev_1 DSC_0764_clipped_rev_1 DSC_0758_clipped_rev_1 DSC_0757_clipped_rev_1   DSC_0766_clipped_rev_1   DSC_0767_clipped_rev_1  DSC_0760_clipped_rev_1Albert Guillaume, Ferdinand Bac, Charles Huard, H. Gerbault, Caran d’Ache, Léandre, Job, Benjamin Rabier, Abel Faivre, Robida, Steinlen, Hermann Paul, Grün, Balluriau, Willette, Métivet, Forain, Vallet.

L’album, Publicaton mensuelle paraissant le 1er de chaque mois. I-XIX. Serie completa anche del rarissimo numero XIX.

Paris, Montgredien & Cie Editeurs à Paris, Tallandier Editeur sd (ma 1901-1903 come da firma di Vallet sotto il disegno al piatto anteriore del volume XIX) 

In 4° (32,5×25,5 cm); 19 fascicoli: ogni fascicolo è composto di (16) pp. Brossure editoriali illustrate presenti in ogni numero. Rarissimo set che presenta 19 numeri contro i 18 numeri solitamente considerati come “tutto il pubblicato”. Qualche lievissimo segnetto su alcune brossure ma nel complesso esemplari in DSC_0768_clipped_rev_1buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissimo set completo dal numero I al numero XIX di questa celebre pubblicazione che raccoglie l’opera illustrativa di  alcuni dei più importanti illustratori che operavano sul territorio francese all’inizio del XX° secolo come Albert Guillaume, Ferdinand Bac, Charles Huard, H. Gerbault, Caran d’Ache, Léandre, Job, Benjamin Rabier, Abel Faivre, Robida, Steinlen, Hermann Paul, Grün, Balluriau, Willette, Métivet, Forain, Vallet. Il numero XVIII che non riporta il numero esposto, presenta disegni di vari autori DSC_0756_clipped_rev_1coe Jehan Testevuide, Widhopff, Gottlob, Guydo, Redon, André Dewambez, Capy, Villon, Flaschoen, Kupka, Barcet, Sandy-Hook e Delaw). L’opera presenta articoli di Puech Lucien, Auguste Germain e Maxime Formont. La rivista usciva mensilmente con numeri praticamente monografici dedicati ad un rappresentante del mondo dell’illustrazione francese fornendo uno spaccato importante del periodo della “Belle epoque”. Bellissimo il numero dedicato a Robida. L’opera solitamente mostra la presenza di XVIII° numeri ma il nostro esemplare presenta anche il numero XIX dedicato all’opera di Louis Vallet, assente dalla maggior parte delle serie conosciute. Rarissimo a trovarsi completo dei 19 numeri.

350 euro

PATRISTICA VENEZIA STAMPATORI CORONA SANT’ANSELMO PADRI DELLA CHIESA TEOLOGIA FILOSOFIA AGIOGRAFIE CANTERBURY AOSTA VALLE D’AOSTA

DSC_0867_clipped_rev_1    DSC_0870_clipped_rev_1 DSC_0871_clipped_rev_1DSC_0866_clipped_rev_1 (2)Sant’Anselmo, Gerberon Gabriel,

Sancti Anselmi Ex Beccensi Abbate Cantuariensis Archiepiscopi. Opera Omnia nec non Eadmeri Monachi Cantuariensis Historia Novorum et alia opuscula: Labore ac studio D. Gabielis Gerberon, Monachi Congregationis S. Mauri ad Mfs. Fidem expurgata. Prima Editio Veneta, Correcta & Aucta. Tomus Primus, Tomus Secundus.

Venetiis, Typis Josephi Coronae, 1744

In folio (37,5×25 cm); due tomi in un volume: (12), XL, 484 pp. e una c. di tav. fuori testo in antiporta con bellissimo ritratto di Sant’Anselmo, XXIV, 366, (2), 243, (1) pp. Bella legatura coeva in mezza pergamena con titolo in oro al dorso su fascetta rossa. Good copy, very rare. Piatti foderati con carta coeva (qualche leggera strofinatura). Tagli spruzzati in rosso. All’interno in ottime condizioni di conservazione e con ampi margini. Prima edizione veneziana stampata da  Giuseppe Corona curata dal noto benedettino giansenista originario di Saint-Clais (Maine), Gerberon Gabriel pubblicate per la prima volta a Parigi nel 1675. Frontespizio del primo volume in rosso e nero, numerosissimi testatine, finalini e iniziali xilografici. Testo in colonne doppie. Celebre e monumentale raccolta del DSC_0869_clipped_rev_1pensiero del celebre padre della Chiesa Cattolica S. Anselmo di Canterbury (1033-1109) nato a Aosta, in Piemonte. Dopo aver studiato in Borgogna e in Francia, entrò nell’ordine benedettino. Divenne arcivescovo di Canterbury nel 1093 carica che ricoprì fino alla morte. Teologo e filosofo molto ammirato è considerato fra i padri della scolastica ed è conosciuto per la sua tesi ontologica dell’esistenza di Dio, dimostrata nel suo Proslogion (1077-1078). Si schierò fortemente contro l’anti-intellettualismo, insistendo sul fatto che l’analisi razionale della fede cristiana non conduce necessariamente allo scetticismo. Al contrario, credeva che lo studio intelligente avrebbe portato ad una migliore comprensione della fede rendendola più forte. Fu canonizzato DSC_0868_clipped_rev_1nel 1494 e nominato Dottore della Chiesa nel 1726. Doctor magnificus, come viene anche chiamato, scrisse numerose opere. L’opera più famosa del periodo inglese (terminata, però in esilio in Italia, sull’eremo benedettino di Villa degli Schiavi, l’antica Villa Sclavia, oggi Liberi in Provincia di Caserta) fu il Cur Deus homo (Perché un Dio-uomo?). Anselmo ci ha lasciato anche un’ampia raccolta di Preghiere e di Meditazioni, nonché un nutrito Epistolario, qui presentato, nel quale sono raccolte anche numerose lettere dirette ai suoi discepoli per i quali il Santo fu sempre una figura di riferimento estremamente attenta e gentile. Questa edizione veneziana estremamente curata contiene anche la Vita di Sant’Anselmo. Questa edizione è considerata fra le più corrette e complete mai stampate delle opere del celebre Santo. Ottimo esemplare. Very good copy, rare.

400 euro

SATIRA POLITICA ILLUSTRATORI LIBRI ILLUSTRATI PRIME EDIZIONI PRIMA GUERRA MONDIALE BALLATA MACABRA ART NOUVEAU

  DSC_0940_clipped_rev_1DSC_0945_clipped_rev_1  DSC_0942_clipped_rev_1  DSC_0943_clipped_rev_1  DSC_0944_clipped_rev_1 DSC_0938_clipped_rev_1Sullivan Edmund Joseph,

The Kaiser’s Garland,

London, William Heinemann, (1915)

In 4° (28×20,5 cm); 95, (1 b.) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta editoriale. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione rara a reperirsi completa della sopraccoperta ed in queste condizioni di conservazione. Celebre opera satirica antitedesca del grande illustratore inglese, Edmund Joseph Sullivan (1869–1933). L’autore fu uno dei massimi rappresentanti della scuola inglese di caricaturisti ed illustratori di libri a cavallo del 900’ passando da un disegno classico ad uno stile del tutto particolare di Art Noveau. Figlio di un noto artista decise di concentrarsi sulla nascente arte della grafica e dell’illustrazione dei libri. Iniziò a lavorare per il Daily Graphic all’età di 19 anni per poi trasferirsi nel 1893 al Pall Mall Magazine. Pur continuando inizialmente a lavorare per questa rivista, producendo illustrazioni di notevole valore ma DSC_0941_clipped_rev_1sempre nel filone della tradizione inglese, iniziò a anche a collaborare per le dizioni Lavengro e School for Scandal and The Rivals dove potè sviluppare e liberare la forza innovativa della propria arte. Pur se molti paragonano lo stile  di Sullivan a quello di Aubrey Beardsley, lo stile del primo è più crudo e per certi versi più legato ad una vena romantica. Già intorno al 1898 i suoi lavori erano ricercatissimi e la sua fama in continua ascesa. Nell’edizione dei Rubaiyat di Omar Khayyam, iniziano a far capolino nella sue illustrazioni gli scheletri che accompagneranno molte delle sue future opere. Quella qui presentata, dalla copertina in tipico stile Art Nouveau, è una satira pungente e dissacrante antigermanica incentrata sulla figura del Kaiser Guglielmo II e della morte, quasi a formare una vera e propria Totentanz. Opera rara a reperirsi completa della sua brossura editoriale ed in queste ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Fanelli – Godoli, “Dizionario degli Illustratori simbolisti e Art Nouveau”, Cattini, 1990, pag. 214 – 215.

200 euro

SATIRA POLITICA CARICATURE ILLUSTRATORI MANTOVA SOCIALISMO PACIFISMO INTERVENTISMO IMPRESA LIBICA GUERRA DI LIBIA AVANTI GIORNALISMO

DSC_0839_clipped_rev_1 DSC_0844_clipped_rev_1 DSC_0846_clipped_rev_1   DSC_0845_clipped_rev_1 DSC_0842_clipped_rev_1 DSC_0841_clipped_rev_1Scalarini Giuseppe,

La guerra nella caricatura, disegni di Scalarini,

Milano, Società Anonima Editrice “Avanti”, s. data (ma 1912)

In oblungo (25×19 cm); (164) pp. Bella brossura editoriale illustrata in bianco e nero con un lupo coronato dalla vittoria che siede sopra un numero sconfinato di pecore morte. Qualche piccolo strappetto e mancanza al margine esterno dei piatti, non particolarmente significativo. Una piccolissima mancanza all’angolo basso delle ultime tre carte, ininfluente e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima rara edizione di questa raccolta di magnifiche tavole pubblicate sul giornale “Avanti” dal celebre caricaturista e disegnatori satirico italiano, Giuseppe Scalarini (Mantova, 29 gennaio 1873 – Milano, 30 dicembre 1948). Anticapitalista e antimilitarista. Scalarini fu perseguitato dal regime fascista. Fu tra i primi ideatori della vignetta satirica fondando giornali come il Merlin Cocai e La Terra, il primo giorale dichiaratamente socialista fondato a Mantova e collaborando a lungo con il giornale  socialista l’Avanti fino a quando questo venne soppresso dal regime fascista il 10 gennaio del 1926. Grande amico di Ivanoe Bonomi, nonostante le divergenze politiche, fondò con quest’ultimo, nel 1890 un’effimera Società letteraria. DSC_0843_clipped_rev_1 Cinque vignette dell’opera qui presentata sono dedicate a Gabriele d’Annunzio. “Il 1911 fu l’anno della guerra di Libia e il Partito socialista, nella sua maggioranza, prese una posizione nettamente contraria all’impresa. L’Avanti ! fu in prima linea nella battaglia anti-colonialista e le vignette di Scalarini colpirono i personaggi simbolo di quella guerra. Egli ha lasciato alcune note che ne delineano i tratti caratteristici della «banda libica», della quale fanno parte «il capitalista, il militare, il fornitore, il nazionalista, il socialista di guerra (riformista), la dama della Croce Rossa, lo studentello, il prete di guerra». Nelle sue vignette, il capitalista, che è «il capo della banda», ha una gran pancia, da sotto la giacca gli pendono grimaldelli e rosari, le dita ad artiglio cariche di anelli stringono «il gruzzolo» e sulla sua cassaforte «si legge talvolta: Patria». Il militare, con l’occhialino e il frustino, ha i baffi all’insù, l’uniforme attillata, piena di nastrini e distintivi, «tra i quali una forca», e un arabo impiccato gli pende dall’impugnatura della sciabola. Anche il nazionalista ha il monocolo, con la marsina e una margherita all’occhiello. Porta uno spadone di legno e ha le scarpe rotte. A volte «veste da pagliaccio». Il prete di guerra, «nato dall’incrocio di un prete con un caporale», indossa un’uniforme militare nera con berretta munita di piume da bersagliere. Il suo fucile ha un cero acceso infilato nella canna. La sciabola ha un’elsa a forma di croce, su cui è inciso Tripoli laudamus. A volte «ha il gruzzolo del Banco di Roma appeso al crocefisso». Il socialista che appoggia la guerra, il «socialtripolista», veste l’uniforme coloniale con casco ornato di garofani rossi e DSC_0840_clipped_rev_1«sciabolone con su il motto di Marx». È mutilato del braccio sinistro. A volte veste l’abito del cortigiano, con lo spadino. Lo «studentello» indossa i calzoncini e porta «poppatoio, sillabario, palloncino e bandierina». Contemporaneamente, Eugenio Guarino, il corrispondente di guerra dell’Avanti !, denunciava l’impreparazione diplomatica e militare dell’impresa coloniale, i «loschi interessi commerciali e bancari», le rappresaglie sulla popolazione libica e le esecuzioni sommarie. I disegni di Scalarini sulla guerra libica vennero raccolti alla fine del 1912 nel volume La Guerra nella caricatura. Con il XIII Congresso socialista, tenuto a Reggio Emilia in luglio, la maggioranza della direzione politica del Partito passò alla corrente rivoluzionaria, mentre quella riformista pagò l’appoggio al governo Giolitti, che aveva voluto la guerra, con l’espulsione di Bissolati, Bonomi e Cabrini. Mussolini divenne il nuovo direttore dell’Avanti !. Il 6 gennaio 1913, a Roccagorga, la truppa disperse a fucilate una manifestazione di contadini. Furono uccisi sette dimostranti, tra i quali due donne e un bambino, e altri quaranta rimasero feriti. Il giornale commentò la strage con un violento articolo di Mussolini, L’assassinio di Stato e Scalarini le dedicò diverse vignette. In una di esse, un cane che leccava il sangue sparso dai militari riceveva dalle autorità una medaglia al valore, in un’altra, «un turco portava la civiltà a Roccagorga: acqua, tende, sapone, medicinali, strade». Denunciato, insieme con Mussolini e altri tre giornalisti dell’Avanti !, per «vilipendio delle forze armate», Scalarini scrisse una lettera aperta al presidente del tribunale, dicendo di non capire perché lo chiamassero in Corte d’Assise: «Forse per la Libia? Forse per le forniture militari? Forse per le forche? Forse per gli eccidi?». Erano stati «i patrioti, non noi» – scriveva – «a infilzare i bambini con le baionette […] a impiccare gli arabi che avevano difeso il loro paese […] a riempire d’acqua i buoi delle forniture perché pesassero di più, e a fabbricare le scarpe con le suole di cartone; sono stati loro a rubare nei Ministeri, nelle banche, dappertutto». Al processo, celebrato nel marzo del 1914, furono tutti assolti.”. Raro e ancor più raro a reperirsi completo della bella brossura editoriale.

220 euro

TORINO STORIA DELLA LITOGRAFIA TECNICHE INCISORIE CROMOLITOGRAFIA INGEGNERIA MECCANICA PRIME EDIZIONI

DSC_0929_clipped_rev_1    DSC_0924_clipped_rev_1  DSC_0925_clipped_rev_1  DSC_0930_clipped_rev_1  DSC_0927_clipped_rev_1  DSC_0928_clipped_rev_1  DSC_0926_clipped_rev_1 DSC_0923_clipped_rev_1Doyen Camillo,

Trattato di Litografia storico, teorico, pratico ed economico. Opera corredata di trentatre tavole, cinque ritratti autentici e di un frontespizio in cromolitografia.

Torino, Francesco Casanova Editore, 1877

In 4° (26×20,5 cm); XV, (5), 296 pp. e 39 c. di tav. (delle quali, una secondo frontespizio a colori in cromolitografia, 5 ritratti e 33 tavole finali delle quali alcune più volte ripiegate e varie a colori, 5 tavole illustrano il processo incisorio della cromolitografia). Legatura coeva in mezza tela marrone con piatti foderati di carta marmorizzata coeva. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. I 5 ritratti realizzati da C. Grand Didier, F. Gonin, F. Perrin ed altri in varie tecniche e impressi “sur chine” rappresentano: Luigi Senefelder, Goffredo Engelmann, Felice Festa, Michele Doyen, Michele Fanoli. L’opera è la prima edizione di uno dei più celebri tratti sulla litografia (la stessa opera venne poi inserita qualche anno dopo fra i manuali Hoepli). Le tavole illustranoDSC_0921_clipped_rev_1 macchinari e strumenti litografici. Camillo Doyen, erede della celeberrima litografia dei fratelli Michele e Leonardo Doyen, già nel 1874 aveva pubblicato un breve scritto dedicato alla litografia dal titolo “Cenni sulla litografia”. La Litografia Doyen fu una litografia storica torinese. La storia della Litografia Doyen, iniziò con Felice Festa che nel 1818 aveva deciso di introdurre nel territorio del Regno Sardo la tecnica litografica, fondando una sua litografia. L’attività passò poi, nel 1828, nelle mani del figlio dello stesso, Demetrio Festa. Nel 1832 Michele Doyen rilevò gli impianti da Demetrio, fondando la prima litografia torinese ed inaugurando una proficua collaborazione con i fratelli Gonin. Tutti i più importanti litografi torinesi sono passati nella bottega Doyen. Camillo Doyen è stato il primo storico dell’arte litografica. Aderente ad un socialismo illuminato (la parte finale del trattato è dedicato proprio a descrivere la sua visione politico-industriale) di tipo umanitario, l’autore si augura il miglioramento delle condizioni e degli orari dei lavoratori e il raggiungimento delle richieste che già da alcuni DSC_0922_clipped_rev_1anni il movimento operaio torinese rivendicava. L’opera qui presentata che vuole essere un manuale storico, ma anche tecnico e pratico dell’arte litografica, contiene dettagliate descrizioni del funzionamento dei vari modelli di macchine litografiche.  Il volume si apre con una descrizione storica. Prosegue poi con capitoli dedicati a vari argomenti tecnici: la Chimica della Litografia, la scelta della Carta e delle Pietre, i vari tipi di Torchi, e poi il disegno, la scrittura, la preparazione della stampa litografica, la scelta degli inchiostri e l’utilizzo delle diverse attrezzature. Ampio sviluppo è poi dato alle varie tipologie di torchi litografici. Molto importanti sono i capitoli dedicati ad illustrare le tecniche di stampa della Cromolitografia, arte nella quale la Litografia Doyen ricopriva un ruolo di primo piano in Italia e alla Fotolitografia, una tecnica di stampa che si stava sviluppando da pochissimo tempo. Prima rara edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0988761.

600 euro

SATIRA POLITICA GIORNALI RISORGIMENTALI 1848 RISORGIMENTO CARLO COLLODI GIORNALISMO CARICATURE

DSC_0961_clipped_rev_1   DSC_0957_clipped_rev_1  DSC_0963_clipped_rev_1  DSC_0962_clipped_rev_1  DSC_0960_clipped_rev_1  DSC_0959_clipped_rev_1 DSC_0955_clipped_rev_1Paolo Lorenzini, Pilade Tosi, Alessandro Ademollo, Nicola Sanesi, Adolfo Matarelli,

Il Lampione, Giornali per tutti, Numero 1, 13 Luglio 1848 – numero 221, 10 Aprile 1849. Tutto il pubblicato a parte l’ultimo numero, il 222 mai aggiunto in questa raccolta.

Firenze, G. Tofani Direttore-Proprietario (ma Le Monnier), 1848 – 1849

In 4 (27×20 cm); 221 numeri per 4 pagine ogni numero per un totale di 884 pagine. Legatura coeva in mezza-pelle chiara. Dorso a due nervi. Taglio superiore dorato. Titolo, cornice e filetto in oro e a secco impressi ai tasselli. Piatti foderati con bella tela coeva a motivi geometrici. Qualche strofinatura, scoloritura e lieve difetto. Una piccola mancanza all’angolo basso della seconda pagina del numero 36, con perdita di tre lettere e per il resto, nel complesso, all’interno in ottime condizioni di conservazione. Rarissima raccolta completa dei primi 221 numeri (la maggior parte delle bibliografie citano 219 numeri), manca il numero 222 dell’11 aprile del 1849 con il quale in giornale cessa, di questo celeberrimo giornale di satira politica edito a Firenze tra  il 13 luglio 1848 ed il 10 aprile del 1849. Il Lampione venne fondato a Firenze da Carlo Lorenzini (più noto con lo pseudonimo di Collodi) insieme a Pilade Tosi DSC_0956_clipped_rev_1e Alessandro Ademollo, quando il decreto sulla libertà di stampa del 6 maggio del 1847 aveva stabilito la liceità della pubblicazione di quotidiani indipendenti. Il giornale che come riportato negli intenti stessi della testata doveva, attraverso l’utilizzo di un linguaggio facile e popolare, portare avanti un programma radicale e patriottico  popolare, radicale: “Il nostro programma è l’Italia libera, una, indipendente”. La testata che mescolava satira, umorismo, cronaca, notizie era illustrata da belle vignette satiriche, anche a piena pagina. L’illustrazione della testata era realizzata da Cabrion, pseudonimo di Nicola Sanesi. La testata ebbe vita breve e Collodi fu costretta a chiuderla nell’aprile del 1849 dopo la cacciata di Domenico Guerrazzi da parte dei sostenitori di Leopoldo II. Collodi avrebbe poi riaperto il giornale 11 anni dopo quando una situazione politica completamente mutata gli permise di radunare introno a se un nuovo numero di collaboratori. Collodi ne lasciò poi la direzione già nel 1861. Il nuovo giornale proseguì poi la sua vita, a fasi alterne, fino al DSC_0958_clipped_rev_11877. L’originale “Il Lampione” fu una delle testate più importanti del 48’ italiano. La sua verve irriverente non impedì alla testata di dare informazioni storico-politiche di grande valore oltre ad anticipare, con intuizioni dalla rara visione politica, alcuni avvenimenti che si sarebbero poi immancabilmente avverati come quando, dopo la sconfitta di Custoza comprese il gravissimo errore che stavano compiendo i Governi Italiani e fece di tutto per portare il popolo a correre armato sui campi di Lombardia. Nel Lampione abbiamo la prima sicura e documentata collaborazione di Collodi che con il tempo, già dopo pochi numeri, ne divenne a tutti gli effetti, formalmente, il direttore. Ad esempio sicuramente è suo lo scritto  “Fisiologia del codino, Una coda al codino” del 25 Agosto 1848. Rif. Bibl.: Righini 1598: “Fondato da Eugenio Ademollo e diretto da Giacinto Tofani, con la collaborazione letteraria di Carlo Lorenzini (Collodi) e del fratello Paolo, Alessandro ed Eugenio Ademollo […] e la collaborazione artistica di Nicola Sanesi. Le caricature, iniziate col n. 68 del 2 ott. 1848 sono di Adolfo Matarelli. Interrotto per il ritorno della reazione col n. 222 dell’11 apr. 1849 […]”.

1.100 euro

VENEZIA CLUB IGNORANTI GOLIARDIA CARICATURE CARICATURISTI SATIRA

DSC_0917_clipped_rev_1 DSC_0919_clipped_rev_1  DSC_0918_clipped_rev_1Trolese Eugenio, Vitalba Leonardo, Prof. Bordiga, Pedenin, Bottaccin, Calimano, Locatello ed altri

Il Club degli Ignoranti a Beneficio del Banchetto 26 Febbraio 1893

Venezia, Premiato Stab. Tip.-Lit. Carlo Ferrari, 1893

In 4° (27×20,5 cm); 35, (1) pp. Brossura editoriale illustrata. Rarissima pubblicazione satirica, nessun esemplare censito in ICCU che illustra gli avvenimenti di una celebre cena tenuta dal “Club degli Ignoranti” veneziano (con anche l’intervento dei Soci di Murano) il giorno, 26 febbraio 1893 organizzato dagli “Ignoranti” per ringraziare le istituzioni cittadine e la famiglia reale per la carità fatta ai bambini bisognosi veneziani nel natale del 1892. L’opera, oltre ad un breve excursus storico della nascita del “Club degli Ignoranti” veneziano e il tratteggio delle finalità dello stesso, fornisce una descrizione minuziosa e scherzosa degli avvenimenti e dei discorsi che si tennero durante il banchetto. Il testo è corredato da divertenti caricature anche a metà foglio. Il “Club degli Ignoranti” nacque a Padova la sera del 2 settembre 1889 presso Il Ristorante-Trattoria “Monti Vecchi” in Stra’ Maggiore a Padova oggi via Dante, quando  “si incontrarono per quella cena eccezionale, e quell’incontro e quella data passeranno alla storia. Durante la serata, come ci racconta il cronista della “Storia di un Club” del 1981, un tavolo di habitués si faceva maggiormente notare per il brio che li animava e per la pungente burletta che metteva a dura prova la reputazione di ciascuno, mentreDSC_0920_clipped_rev_1, centellinando il moka, ognuno badava ad incenerire il sigaro. In questo clima goliardico uno dei commensali, invece di esclamare “Cameriere il conto” si rivolse ai compagni di tavolo per fare la sua proposta ed aggiunse:” Fondiamo un Club, un nostro Club e designiamo una sede per le nostre riunioni”. Tutti ne furono entusiasti. Bisognava, però, risolvere subito due problemi fondamentali: la Sede di questo Club e il nome da dargli. Riguardo alla sede c’era chi parteggiava per il Monti Vecchi e chi avrebbe preferito una saletta delle ‘Tre Rose’ in Piazza Cavour. Dopo una breve discussione decisero che la sede di questo nuovo Sodalizio dovesse essere il luogo dei loro abituali incontri, cioè il Monti Vecchi. Più difficile era trovare l’accordo sul nome da dare al Club. Ognuno, infatti, aveva una proposta da avanzare ed ognuno cercava di far breccia sui presenti alzando il tono della voce. Il clima si arroventò e nessuno riusciva a portare un po’ di calma. Sembra che ad un certo punto una delle voci più discordi abbia tuonato sdegnosamente, forse battendo il pugno sul tavolo: “IGNORANTI”.”. Nel giro di pochi anni (o mesi come nel caso del Club veneziano che come ci dice l’opera qui presentata era già attivo sul finire del 1889) succursali furono aperte a Venezia, Udine, Este, Murano, Monselice, La Spezia e Verona. Il Club veneziano si ritrovava presso  la Trattoria Tre Stelle San Giuliano. Gli Ignoranti di ogni città, erano particolarmente attivi durante i periodi di Natale dove raccoglievano beneficenza e Carnevale dove davano sfogo alla loro vena goliardica con quello che essi stessi definivano un periodo di ““risveglio dell’ignoranza”. I Club,  molto impegnati nel sociale, ebbero anche una notevole importanza nel miglioramento delle condizioni di vita degli operai e nello sviluppo delle arti manifatturiere partecipando a manifestazione come le Fiere Campionarie. Opera rarissima ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Nessun riferimento bibliografico è stato reperito.

270 euro

COLORI TINTURE ARTE MINIATURA MINIATURE DECORAZIONI DORATURA DISEGNO FIORI

DSC_0907_clipped_rev_1   DSC_0909_clipped_rev_1

DSC_0906_clipped_rev_1Anonimo (ma attribuito a Tallier Gallipido),

Trattato di miniatura per imparare facilmente a dipingere senza maestro; e la dichiarazione di molti segreti per fare i più bei colori. Colla maniera di far l’oro brunito, l’oro in conchiglie, e la vernice della China. Quelli, che attendono allo studio delle fortificazioni impareranno qui a miniare ogni sorte di pianta, e di paese. Quarta edizione veneta, accresciuta e corretta da varj errori.

Venezia, appresso Antonio dal Fabro, 1791

In 12° (14,5×9,3 cm); 143, (1) pp. Bella legatura artigianale realizzata intorno al 1900 in mezza pelle con titolo, filetto, data di pubblicazione e monogramma dell’antico proprietario impressi in oro al dorso. Piatti foderati con bella carta marmorizzata verde. Antico ex-libris applicato all’interno del piatto “Ernest Pagnoni Mediolanesis”. Ancora aldina al frontespizio. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Quarta edizione veneta, accresciuta e corretta rispetto alle precedenti, di questo celebre trattato sulla miniatura. L’opera, uscita anonima, viene solitamente attribuita a Gallipidio Tallier che nel 1679 aveva pubblicato un DSC_0908_clipped_rev_1celebre trattato sulle tinture, in diverse parti del tutto simile a questo qui presentato, dal titolo “Nuovo plico d’ogni sorta di tinture …”. L’pera di Tallier che ebbe un notevole successo diventando un testo di riferimento per l’arte di produrre tinture, venne più volte ristampata durante tutto il settecento. Questa è un’edizione che oltre a descrivere le ricette classiche dei pigmenti come apparsi nell’edizione del 1679, presenta numerose varianti ed aggiunte dando particolarmente risalto alla produzione dei pigmenti per miniature e definendo la differenza dei pigmenti per miniature rispetto a quelli classici. Il volume contiene i segreti per fare il carmino e l’oltramarino, lacca colombina, il cinabrio, il giallo di Napoli, l’indaco, il verde di vescica, le ceneri azzurre d’Inghilterra, l’inchiostro della China ma anche nozioni sull’utilizzo dei colori, sul modo di disegnare determinate cose e indicazioni sui materiali vegetali ed animali per produrre le tinture, con capitoli come: Modo di adoperare i preposti colori; Colori che si purificano al fuoco; Dei fondi Bruni; Dei fondi verdeggianti; Dei panneggiamenti cangianti; Un verde cangiante in giallo; Dell’amarizzo; Delle carnagioni; Dei torrenti; Dei paesi; Delle rose; Dei tulipani; Delle peonie; Del zafferano; Dei gelsomini; Della gionchiglia; Del fiore della fava d’India; Dell’imperatoria; Segreti per fare l’Oro brunito, e l’oro in conchiglie, l’argento in queste due maniere, e la vernice della China; Modo di fare un bell’oro Brunito; Per dar la pattina all’oro; Vernice bianchissima; Vernice per gabinetti ed altri lavori; ecc. ecc. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione.

100 euro

PRIME EDIZIONI ILLUSTRATORI LETTERATURA FANTASY IRLANDA IRELAND

  DSC_0912_clipped_rev_1 DSC_0910_clipped_rev_1DSC_0911_clipped_rev_1  DSC_0913_clipped_rev_1   DSC_0914_clipped_rev_1Lord Dunsany Edward Plunkett,

The gods of Pegana by Lord Dunsany, with illustrations in photogravure by S. H. Sime

London, Elkin Mathews, 1905

In 8° (19×14 cm); VII, (1), 94, (2 b.) pp. e 8 bellissime c. di tav. fuori testo realizzate dal grande Sidney Herbert Sime. Bellissima legatura editoriale in mezza tela con titolo in nero al dorso. Titolo e figura al piatto anteriore ed un grande occhio immaginario realizzato a mano e a colori, agli inizi del novecento, al piatto posteriore. Una leggera traccia di sporco all’angolo alto del piatto anteriore e per il resto esemplare in buone ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celebre opera del famoso scrittore e drammaturgo di opere fantastiche e dell’orrore, Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII barone Dunsany (Londra, 24 luglio 1878 – Dublino, 25 ottobre 1957). L’autore studiò a Eton e Sandhurst. Ufficiale dei fucilieri prese parte alla seconda guerra boera e alla prima guerra mondiale. Fu campione irlandese di pistola e scacchi anche se la fama la ottenne grazie ai suoi racconti di fantasy. Quella qui presentata è la sua prima opera e fu anche l’unica per la quale si fece pagare. Per le opere seguenti non richiese mai alcun compenso. Il suo lavoro, incentrato sulla creazione di un vero e proprio mondo fantastico con una propria storia, una propria  DSC_0916_clipped_rev_1geografia e i propri dei influenzerà in modo decisivo H. P. Lovecraft prima e dopo,  anche se in modo differente Lewis e Talkien. “Collection of prose poems describing the evolution of a pantheon and its relationship with the human-inhabited material world which the gods subsequently create.” – Barron (ed), Fantasy Literature 3-118. “. as a whole THE GODS OF PEGANA is a convincing, marvelous creation of alien cosmology.” – Bleiler: The Guide to Supernatural Fiction 573. Dunsay fu autore anche di alcune opere di fantascienza. La sua opera è fortemente legata al lavoro del suo illustratore preferito Sidney Herbert Sime (Manchester 1865 – 22 maggio 1941, spesso S. H. Sime). Formatosi in epoca tardo vittoriana, Sime seppe trasformare il suo stile riuscendo a toccare livelli altissimi nell’arte dell’illustrazione dei testi fantastici. Nato in una famiglia di umilissime origini, studiò presso la scuola d’arte di Liverpool. Collaboratore di importanti riviste come Pick-Me-Up, The Idler e la Pall Mall Gaztete imparò a DSC_0915_clipped_rev_1mascherare, dietro a illustrazioni fantastiche una pungente satira solitamente rivolta verso i politici ed i ricchi. Fu nel 1904 che la sua vita ebbe una svolta quando fece la conoscenza di Lord Dunsany. Fra i due, di estrazione sociale completamente opposta, nacque subito una forte intesa ed una fratellanza nella vena satirica verso l’aristocrazia e la politica che in fondo contraddistingueva l’opera dei due. Dunsany gli chiese perciò di illustrare la sua prima raccolta di racconti, appunto “The gods of Pegana”. Il successo dell’opera arrise ad ambedue i suoi autori dando origine ad una collaborazione che durò fino alla morte di Sime ma che in qualche modo andò oltre la morte fino a giungere ai giorni nostri, essendo le opere di Sime ancora visionabile nel castello Dunsany. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione con la legatura arricchita dal bel disegno fantastico al piatto posteriore.

250 euro

 

ENEIDE POEMI EROICI BOLOGNA STAMPATORI INCISORI ROMA NEOCLASSICISMO ACQUEFORTI MATOVA VIRGILIO

DSC_0884_clipped_rev_1  DSC_0882_clipped_rev_1  DSC_0883_clipped_rev_1 DSC_0885_clipped_rev_1 DSC_0886_clipped_rev_1 DSC_0882_clipped_rev_1 (1) DSC_0879_clipped_rev_1Publio Virgilio Marone, Bartolomeo Pinelli, A. M. (non identificato)

L’Eneide di Virgilio inventata da Bartolomeo Pinelli incise ad acqua- forte da A.M

Bologna, Presso Gio. Zecchi negoz.te di stampe, 1840

In oblungo (20,2×15,2 cm); (1), 50 pp. Legatura coeva in mezza-tela con  piatti foderati con bella carta marmorizzata coeva. Al piatto anteriore applicato antico riquadro con cornice floreale in blu contenete il titolo dell’opera manoscritto a matita. Battitura ben marcata e visibile. Bel frontespizio inciso. Ogni tavola presenta al margine inferiore il passo del poema che ispira la tavola. Qualche strofinatura ai piatti, qualche lievissimo foxing, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissima seconda edizione, nessun esemplare censito in ICCU e opera sconosciuta alle principali bibliografie, di questa celebre opera di Bartolomeo Pinelli. 1811 il celebre scultore, pittore disegnatore ed incisore romano, Bartolomeo Pinelli (Roma 1781 – ivi 1835). Pinelli studiò per breve tempo presso l’accademia di Bologna per poi trasferirsi a Roma presso l’accademia di San Luca. Personaggio estremamente irrequieto sposò fin dall’inizio del suo lavoro un gusto neoclassico ma fortemente caratterizzato da un accento popolare ispirato a Pinelli dalle strade dei borghi più poveri romani. Fu autore anche di vedute anche se è DSC_0880_clipped_rev_1sicuramente nelle scene animate che la sua arte si poté esprimere pienamente. Nel 1811, il celebre incisore venne chiamato ad illustrare la traduzione di Clemente Bondi dell’Eneide del grande bardo mantovano, Publio Virgilio Marone in latino Publius Vergilius Maro, Andes, 15 ottobre 70 a.C. – Brindisi, 21 settembre 19 a.C.). Pinelli si mette subito al lavoro ed inizia a delineare delle acqueforti del tutto nuove, senza ispirarsi a quadri o d iconografie precedenti riuscendo così a realizzate immagini di grande impatto e forza espressiva nell’inconfondibile stile forte e popolare dell’artista romano. “Le straordinarie doti di Pinelli, lo rendevano capace di costruire perfette sceneggiature: nel caso dell’Eneide, cinquanta tavole in tutto, ricche di personaggi classicheggianti, realizzati con anatomie perfette, tutti protagonisti, rappresentati da vivide espressioni che affrontavano il destino con azioni eroiche. In realtà, quelli di Pinelli non sono solo generici personaggi dell’antichità, ma veri e propri eroi capaci di sentimenti e di emozioni autentiche; insomma, questa prima Eneide figurata si rivelava per il panorama ottocentesco una vera rivoluzione, un successo editoriale straordinario tale da DSC_0881_clipped_rev_1diventare vera pietra miliare per l’editoria epica e per l’iconografia virgiliana”. L’opera ha un grande successo e venne presta considerata la più bella versione illustrata dell’Eneide virgiliana. Nel 1040, a soli 5 anni dalla morte di Pinelli, Giovanni Zecchi, negoziante di stampe bolognese, decide di realizzare una nuova edizione delle bellissime tavole di Pinelli. Le tavole vengono realizzate in formato leggermente più piccolo rispetto all’edizione del 1811, da un incisore ancora oggi non identificato con certezza che viene citato nel frontespizio con le iniziali A. M. Questa edizione, oggi rarissima, contribuii nuovamente a far conoscere questa edizione dell’Eneide tanto che da questo momento in poi, le tavole di Pinelli, andarono ad arricchire numerose edizioni susseguenti dell’Eneide fino quasi a diventarne una sorta di illustrazione tipo. Molto raro ed in buone condizioni di conservazione.

380 euro

USI E COSTUMI ILLUSTRATI EBREI TRIESTE RUSSIA UNGHERIA POLONIA TURCHIA SCANDINAVIA PATTINAGGIO SUL CHIACCIO BIATHLON ENOLOGIA CARNEVALE CAFFè TURCO

  DSC_0874_clipped_rev_1 DSC_0875_clipped_rev_1DSC_0876_clipped_rev_1 DSC_0877_clipped_rev_1  DSC_0878_clipped_rev_1 DSC_0872_clipped_rev_1Anonimo,

Galleria dei popoli europei, in XII tavole e 54 gruppi colorati, premessovi ad ogni tavola alcuni cenni sull’origine, storia, usi e costumi del popolo rispettivo.

Trieste, Colombo Coen Editore, s. data (ma 1850 circa) 

In 4° piccolo (22×17 cm); (26) pp. e XII c. di tav. a colori. Bella legatura coeva in piena tela con doppia cornice e secco ed in oro ai piatti. Al piatto anteriore titolo impresso in oro. Prima rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questa curiosissima opera dedicata agli usi e costumi di alcuni popoli europei quali italiani, francesi, tedeschi, spagnoli, olandesi, turchi, svizzeri, inglesi, scandinavi, russi, greci, ungheresi e turchi. Ogni tavola è accompagnata da due pagine di descrizione fisico-storico-politica del popolo trattato con indicazione anche dei maggiori prodotti del paese (come ad esempio il vino Tokai per gli ungheresi). Ogni tavola, finemente colorata da mano coeva, rappresenta alcune delle caratteristiche e dei passatempi del popolo trattato e si hanno così il carnevale italiano, la raccolta del vino francese, la corrida spagnola, tiro agli uccelli dei tedeschi, la lotta di due pastori ed il gioco colle dita di mezzo degli svizzeri, il pattinaggio sul ghiaccio degli olandesi, la corsa dei cavalli e la battaglia dei galli degli inglesi, il biathlon e la caccia all’orso degli scandinavi (con un immagine dedicata ai Lapponi e uno agli Islandesi), la celebre “via scorsoia” (una sorta di montagna russa da percorrersi con le slitte) DSC_0873_clipped_rev_1a Pietroburgo dei russi, i palicari (soldati irregolari della Grecia) durante la guerra d’indipendenza greca, i balli ungheresi e nella stessa tavola un’osteria polacca e degli ebrei polacchi ed infine, il caffè ed i balli dei turchi. Questa è probabilmente una delle primissime opere edite dall’editore triestino di religione ebraica, Colombo Coen che si avvalse per la realizzazione dell’opera della “Tipografia del Lloyd Austriaco”. Opera rarissima sconosciuta a tutte le bibliografie consultate, nessun esemplare censito in ICCU, un esemplare conservato presso la Biblioteca Nazionale di Slovenia e uno alla Princeton University Library.

390 euro