CATALOGO NOVEMBRE 2017

CATALOGO NOVEMBRE 2017

SALò GARDA BRESCIA UMANESIMO RIFORMA ERETICI PROTESTANTESIMO ERESIE LUGO RAVENNA ROMAGNA MANZONI

  DSC_0149_clipped_rev_1Ugoni Giovanni Andrea,

Ragionamento del magnifico signore Ugoni gentilhuomo bresciano, nel quale si ragiona di tutti gli stati dell’humana Vita.

In Venetia, appresso Pietro da Fine, 1562

In 8° piccolo; (8), 164, (4) pp. Legatura ottocentesca in mezza tela con piatti foderati con carta scura. Marca tipografica al frontespizio in cornice figurata con un gallo che canta. In basso il mondo. Motto: tota nocte excubo. Leggerissimo e non fastidioso probabilmente dovuto della qualità della stampa. Tagli scuri e nel complesso buon esemplare. Esemplare di celebre provenienza, come da bell’ex-libris applicato all’interno del piatto anteriore, proveniente dalla raccolta personale del grande patriota e bibliofilo originario di Lugo (Ravenna), Giacomo Maria Manzoni che fu membro del Consiglio dei Deputati di Roma nel 1848, rappresentante del popolo nella Costituente romana nel 1849 e Ministro delle Finanze nella Repubblica Romana. Manzoni pubblicò alcune opere basilari nella storiografia italiana come gli Annali tipografici torinesi del sec. XV (1863), Annali tipografici dei Soncino (4 voll., 1883-86, incomp.), Studi di bibliografia analitica (3 voll., 1881-82). Celebre la sua ricchissima collezione di edizioni rare, specie di incunaboli e di testi di lingua, in cui confluì anche la raccolta numismatica e quella di autografi di B. Borghesi. La sua collezione venne poi dispersa in una famosa asta tenutasi nel 1893. Prima non comune edizione di quest’opera di ispirazione protestante-riformista attribuita a vari autori fra i quali Flavio Alessio Ugoni, monaco cassinese, nato a Brescia e autore di un celebre trattato sul sonno e i sogni e di alcune altre opere, all’umanista Girolamo Ugoni che fu anche podestà di DSC_0148_clipped_rev_1Orzinuovi in Provincia di Brescia o al poeta, originario di Salò, ma che visse quasi tutta la sua vita a Brescia, Giovanni Andrea Ugoni. Il fatto che il volume presenti la dedicatoria al nobiluomo ligure Ottavio Pallavicino scritta dall’umanista Francesco Spinola sembra suggerire, come autore dell’opera, Giovanni Andrea Ugoni che di Spinola fu grande amico e con il quale frequentava gli ambienti riformatori bresciani. Si ricorda che Spinola fu condannato all’annegamento come eretico relapso, sembra proprio, dopo che il suo nome era stato fatto dall’Ugoni in uno dei numersi interrogatori ai quali fu sottoposto dall’Inquisizione. Di quest’idea è anche Anne Jacobson Schutte che nel suo By “Force & Fear Taking and Breaking Monastic vows in early modern Europe” pubblicato nel 2011 a pagina 28-29 scrive “The last sixteenth-century work critical of forced monachization to be considered here is a dialogue published in Venice in 1562: Ragionamento del magnifico signor Ugoni gentiluomo bresicano … because the author’s first name is not given on the title page or anywhere else in the book, confusion persists a sto what it may have DSC_0150_clipped_rev_1been. Compilers of library catalogues, booksellers, and scholars have dubbed him Flavio Alessio or Stefano Maria, but without a doubt he was Giovanni Andrea Ugoni (1507- after 20 Decembre 1571). This philo-Protestant native of Salò, a member of the Brescian patriciate and an accomplished poet, was tried by the Inquisition of Brescia in 1544-45 and again in 1552-1553; both times he was convinte of heresy. In late 1564 he was summoned bfore the Inquisition of Venice, which tried and condemned him in 1565. Given that he was a recidivist, it was probably his status as a Brescian noble that spared him a death sentence. … Spinola’s dedication describes the dialogue as a faithful tran script o fan after-dinner conversation held in the Brescian palazzo of Virginia Pallavicini Gambara not long after the death in 1549 of Pope Paul III. …”. Al dialogo, che non si sa se sia svolto realmente o solamente in modo immaginario prendono parte 7 personaggi: Virginia Pallavicini, Luigi Calini, Marcantonio Piccolomini, Camillo Avoguardi, Francesco Gamabra, Giulio Boiardi signore di Scandiano ed il sig. Girolamo di Correggio. Opera stampata a Venezia da Francesco de’ Franceschi da Siena per conto del libraio ed editore Pietro da Fino che fu una delle figure del movimento riformatore veneziano. ICCU:  IT\ICCU\BVEE\013441.

450 euro

FIRENZE MEMORIE PRIME EDIZIONI MACCHIAOLI CAFFè MICHELANGIOLO ARTE PITTURA TELEMACO SIGNORINI

DSC_0055_clipped_rev_1 DSC_0060_clipped_rev_1  DSC_0059_clipped_rev_1  DSC_0058_clipped_rev_1 Telemaco Signorini,

Caricaturisti e caricaturati al Caffè Michelangiolo (1848-1866), ricordi di Telemaco Signorini

Firenze, Stabilimento G. Civelli Editore, 1893

In 8°  8 (18,8×12,2 cm);  146, (2) pp. Brossura editoriale illustrata. Prima edizione, rara a reperirsi in queste buone-ottime condizioni di conservazione, di questa raccolta di scritti del celebre pittore, acquafortista, incisore, critico d’arte, autore di sonetti e scritti polemici, Telemaco Signorini (Firenze, 18 agosto 1835 – Firenze, 10 febbraio 1901). Studente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze a partire dal 1852 si stancò ben presto della rigidità dei corsi formativi dell’Accademia lasciandola nel 1856 e iniziando a praticare la DSC_0056_clipped_rev_1pittura  en plein air insieme agli amici  Odoardo Borrani e Vincenzo Cabianca. Già dal 1855 aveva iniziato a partecipare ai festosi e turbolenti incontri che si tenevano al Caffè Michelangiolo luogo di ritrovo di numerosi artisti fra i quali Saverio Altamura che iniziava a sperimentare la sua tecnica pittorica della macchia che avrebbe poi influenzato, da lì a poco, numerosi partecipanti alle serate al Caffè dando poi vita al movimento dei macchiaioli. Con il Lega e con il Borrani fondò la «scuola di Pargentina», dal nome della località fiorentina dove erano soliti dipingere all’aperto, prendendo ispirazione dalla natura e dalla sua poetica mutevolezza stagionale. Nell’opera qui presentata, Telemaco Signorini, riporta numerosi aneddoti e ricordi degli incontri al Caffè Michelangiolo accompagnando il testo con numerosissime caricature dei personaggi descritti realizzate dagli artisti del “Michelangiolo”. Numerosi ritratti sono stampate a colori in cromolitografia. Prima edizione rara a reperirsi con la sua brossura originale ed in queste buone-ottime condizioni di conservazione.

240 euro

BOTANICA MEDICINA FARMACOLOGIA FARMACEUTICA NAPOLI GRUMO NEVOSO PRIME EDIZIONI FIRST EDITION PATRIOTI REPUBBLICA NAPOLETANA BOTANY PHARMACOLGY

      DSC_0155_clipped_rev_1    DSC_0156_clipped_rev_1       DSC_0152_clipped_rev_1Cirillo Domenico,

Fundamenta botanica sive philosophiae botanicae explicatio auctore Dominico Cyrillo. In Neap. Lyceo Med. Theor. Prof. &c. &c. Editio Tertia Auctir. Pars Prima, Pars Secunda

Napoli, S. stampatore, 1785-1787

In 8° (18,8×11,8 cm); 2 tomi: DXVI, (4), (12) pp. e 2 c. di tav. più volte ripiegate a carattere botanico ; CCCCCVI (i.e. 526), (30) pp. e 2 tav. f.t. incise, e con piccoli strappi senza perdita di carta. Belle legature coeve in pine pergamena con titolo in or o al dorso. Piccolo tunnel di tarlo nel margine bianco esterno alto da pag. CCCXVIII a CCCXXXV, non fastidioso e che non tocca mai il testo. Uno strappetto senza perdita di carta alla prima tavola fuori testo e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione che non presenta nemmeno le tipiche bruniture e macchioline di foxing della carta napoletana settecentesca. First edition, very good copy. Rara prima edizione, nel  frontespizio è segnato “Editio Tertia” ma in realtà non si conoscono edizioni precedenti, di questo importante studio di botanica, farmacologia e farmaceutica del grande medico e patriota napoletano nato a Grumo Nevano, Domenico Cirillo. L’opera, illustrata da due bellissime tavole fuori testo a tema botanico, è una sintesi delle conoscenze botaniche, mediche e farmacologico dell’autore. Cirillo sin da giovane, anche grazie al fatto DSC_0153_clipped_rev_1che proveniva da una famiglia di naturalisti e di medici, si dedicò agli studi di scienze naturali e di medicina. A 16 anni si iscrisse all’Università di Napoli e, a soli 20 anni (precisamente il 2 dicembre 1759), si laureò in Medicina e Chirurgia. Nel corso del 1760 divenne professore di patologia medica e botanica all’Università di Napoli e all’Ospedale degli Incurabili. In questo ruolo, si distinse nel campo botanico e, seguendo le teorie di Linneo, classificò numerose specie vegetali dell’Italia meridionale. Dopo il 1780 sarebbe anche DSC_0151_clipped_rev_1 divenuto direttore del Museo di Storia Naturale, allora in allestimento. Nel 1774 condurrà la cattedra di patologia e materia medica, divenendo medico personale della famiglia reale. Ciò gli avrebbe permesso di fare molti viaggi, ad esempio in Francia ed in Inghilterra, dove avrebbe conosciuto nuove dottrine e stretto nuove amicizie, tra cui Nollet, Buffon, d’Alembert, Diderot e Franklin. Passato alla cattedra di medicina teorica nel 1777, poi a quella di medicina pratica, produsse un notevole numero di pubblicazioni di carattere medico, alcune delle quali concernenti la cura delle malattie veneree. Tra di esse vanno ricordate Ad botanicas institutiones introductio (1766), Fudamenta botanicae (1785) e Entomologiae neapolitanae specimen primum (1787). In campo medico, dedicandosi sia alla didattica che alla ricerca, approfondì gli studi sulle malattie veneree e comprese l’importanza sociale della scienza medica esplicitando nel suoi Discorsi accademici, (1787) le sue critiche al degrado della classe medica e delle strutture ospedaliere. Dall’esperienza della Rivoluzione francese trasse gli ideali di libertà che lo portarono ad essere uno degli artefici della Repubblica Napoletana. A Napoli fu iniziato alla Massoneria, ove risulta affiliato alla Loggia Les Zelés di obbedienza olandese nel 1770, e in seguito alla Loggia La Zelée et la Sécrète, passata dall’obbedienza olandese a quella inglese. Fu DSC_0154_clipped_rev_1probabilmente per il tramite dell’ambiente massonico che frequentò anche gli ambienti giacobini che a Napoli iniziavano a mettere in discussione la monarchia borbonica a partire dal 1790. Durante la Repubblica Napoletana inizialmente si dedicò più che mai alla sua attività di medico: si racconta che se veniva chiamato da un ricco e da un povero preferiva visitare prima il povero e poi il ricco, dicendo che: “l’arte salutare deve esercitarsi a sollievo della misera umanità e non come strumento per procacciarsi ricchezze”. È solo dopo un po’ che accettò l’invito del generale Jean Étienne Championnet a diventare membro della Commissione Legislativa che era stata istituita dal commissario civile francese André Joseph Abrial: a questo punto lasciò la sua attività professionale per dedicarsi alla politica. Ricoprì quindi la carica che fu del giurista Mario Pagano (come presidente della Commissione DSC_0157_clipped_rev_1stessa) ma, con la restaurazione borbonica che ebbe il culmine nel ritorno a Napoli di Ferdinando IV, la Repubblica fu spazzata via e Cirillo assieme a tanti altri patrioti venne imprigionato dapprima nella stiva del vascello da guerra “San Sebastian” e poi trasferito nella “fossa del coccodrillo” di Castel Nuovo. Dato lo spessore del personaggio, gli fu concessa l’opportunità della grazia nel caso avesse rinnegato il suo ideale repubblicano per giurare fedeltà alla corona borbonica, ma Cirillo rifiutò. Dopo quattro mesi di prigionia nella cella del Maschio Angioino, la mattina del 29 ottobre del 1799 venne condotto al patibolo in Piazza Mercato, dove fu giustiziato assieme a Mario Pagano, Ignazio Ciaia e Vincenzio Russo. Prima edizione. First edition. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RMSE\004574.

400 euro

RUSSIA PRIME EDIZIONI PALERMO CORTE IMPERIALE MUSICA BELLINI PALERMO OLIVUZZA NICOLA II IMPERATORI DI RUSSIA

      

IMG_5158_clipped_rev_1IMG_5029_clipped_rev_1 IMG_5035_clipped_rev_1 IMG_5033_clipped_rev_1IMG_5034_clipped_rev_1

Bellini Vincenzo, Giuseppe Bastianello, Pietro Lanza, ecc., 

L’Olivuzza ricordo del soggiorno della Corte Imperiale Russa in Palermo nell’inverno 1845-1846

In Palermo, Per cura degli Editori G. Bastianello, G. d Giovanni, A. Frasconà, L. Tripodo Via dei Mori, num. 32, 1846

In 4° grande (36×27,5 cm); (10), 93, (11) pp. e 13 c. di tav. Legatura editoriale in cartoncino rigido con titolo impresso in nero al piatto anteriore entro cornice xilografica. Rinforzo al dorso in carta verde. Una piccola mancanza di carta all’angolo superiore della prima carta bianca, ininfluente, un leggero alone, probabilmente dovuto alla qualità della risma di carta utilizzata, al margine interno basso bianco della pagine centrali dell’opera. La tavola con gli interni del Castello della Zisa e quella della Grotta di Santa Rosalia si presentano leggermente brunite. A parte questi lievi segni del tempo esemplare in buone condizioni di conservazione ad ampi margini. Prima ed unica edizione di quest’opera non comune e ricercata, composta in occasione della visita della Corte Russa a Palermo nell’inverno del 1845. L’Olivuzza era una zona della IMG_5032_clipped_rev_1città dell’agro palermitano che prendeva il nome dalla proprietaria, una certa Oliva, di una celeberrima Taverna, zona che poi era diventata, per la sua collocazione e l’ottimo clima, la sede di numerose ville della nobiltà palermitana fra le quali, una delle più deliziose era considerata la villa  della principessa di Butera, Caterina Branciforti fatta erigere secondo i disegni dell’architetto francese Montier. Il secondo marito della Branciforti, divenuto vedovo aveva sposato, la dama russa Barbara Schahoskoy. “La Schahoskoy, durante un soggiorno a Pietroburgo, seppe – come riferisce Oreste Lo Valvo nel suo “L’ultimo ottocento palermitano” – che «per la malferma salute dell’imperatrice Alessandra, moglie dello zar Nicola I, si consigliava l’aria del mezzogiorno e quindi le faceva spontanea offerta della sua casa in Palermo »”. Sembra che per la scelta della località avessero anche avuto notevole influenza anche il grande apprezzamento per il territorio palermitano ed in particolare la zona dell’Olivuzza che a più riprese avevano manifestato allo Zar  i principi di Prussia, e specialmente Carlo, che visitò più volte Palermo, il principe Voronzov che dopo un soggiorno, partì vivamente colpito da questi luoghi e anche Ludovico di Baviera, che onorava la Sicilia e Palermo di una speciale predilezione. “L’invito fu accettato e il 23 ottobre del 1845 tutta la famiglia imperiale russa giunse a IMG_5036_clipped_rev_1Palermo, festosamente accolta, al porto e lungo le vie cittadine, da una folla incontenibile”. “Oltre che nella villa Butera all’Olivuzza, la corte russa aveva preso alloggio nelle attigue ville del duca di Serradifalco e del principe di Belmonte. Altri dignitari avevano trovato ospitalità presso il palazzo Trinacria, di proprietà del principe di Scordia, antistante la marina”. L’opera celebra questo avvenimento che è rimasto nella storia della Sicilia, di Palermo ma anche in quella della Corte Russa che vide il ritorno in questi luoghi, nel corso degli anni successi, di vari suoi rappresentanti. L’opera è celebre anche per la presenza al suo interno della prima composizione del grande Vincenzo Bellini dal titolo “La Farfalleta” che qui viene per la prima volta pubblicata. L’opera raccoglie scritti e componimenti. Oltre che di Bellini Vincenzo, anche di Giuseppe Bastianello, Pietro Lanza, Agostino Gallo, Terenzio Mamiano della Rovere, Domenico Avella, Ugo-Carlo Papa, Giuseppe Solito, Giuseppina Turrisi Colonna, Pompeo Inzenga, Ugo-Carlo Papa, Giuseppe di Giovanni, Emanuele Raimondi, Clelia Manjoret,Francesco Paolo Priolo. Bellissimi i ritratti della famiglia imperiale. Non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MUS\0045006.

370 euro

ILLUSTRATORI ILLUSTRAZIONI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE RACKHAM LEWIS

  DSC_0040_clipped_rev_1DSC_0039_clipped_rev_1DSC_0041_clipped_rev_1  DSC_0037_clipped_rev_1 DSC_0038_clipped_rev_1 DSC_0035_clipped_rev_1DSC_0036_clipped_rev_1Carroll Lewis, Rackham Arthur,

Adventures d’Alice au pays des Merveilles par Lewis Carroll illustrees par A. Rackham,

Paris (Plymouth), Librairie Hachette (Imprimerie The Mayflower Press, William Brendon & Son), s. data (ma 1908?)

In 4° piccolo (20,2×14,8 cm); (8), 167, (3) pp. e 13 c. di tav. ognuna protetta da una velina che riporta anche impresso un breve passaggio del testo alla quale la tavola si riferisce. Legatura editoriale in piena tela verde con titolo e illustrazioni al piatto ed al dorso in arancione. Qualche scoloritura ai piatti. All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Tiratura fra le più rare dell’edizione francese dell’Alice di Carroll illustrata dal grande illustratore britannico Arthur Rackham (Londra, 19 settembre 1867 – Limpsfield, 6 settembre 1939) che iniziò l’attività di illustratore fin dal 1893. I suoi primi lavori che gli diedero una certa fama, sono le illustrazioni per le fiabe dei fratelli Grimm (1900) e Rip van Winkle, edito nel 1905 ma è con l’uscita nel 1906 del “suo” Peter Pan IMG_5015_clipped_rev_1che l’artista ottiene uno straordinario successo e la fama fino ad esser considerato uno dei più importanti illustratori del suo tempo. Rackham vinse anche una medaglia d’oro all’esposizione internazionale di Milano del 1906 ed un’altra all’esposizione di Barcellona nel 1911. Le illustrazioni di Rackham dell’Alice nel Paese delle meraviglie sono considerate come uno dei suoi capolavori. Rackham delinea un’Alice e gli animali della storia con un tratto dolce creando personaggi che ispirano simpatia e tenerezza ma inserisce gli stessi, in ambienti naturali selvaggi se non, a volte, addirittura, inquietanti creando così un’atmosfera perfettamente fiabesca. Edizione fra le più rare.

200 euro

MEDICNA MEDICINE CHIMICA CHIMIQUE CHEMESTRY PSICHIATRIA PSICOLOGIA FLOGISTO MEDICINE PEDAGOGIA INFETTIVOLOGIA MALATTIE VENEREE GONORREA SIFILIDE

DSC_0133_clipped_rev_1   DSC_0134_clipped_rev_1 DSC_0136_clipped_rev_1DSC_0132_clipped_rev_1Juncker Johann,

Conspectus medicinae theoretico-practicae, tabulis CXVI. Omnes primarios morbos, methodo stahliana tractandos, exhibens: cum indice satis locuplete et praefatione D.D. Stahlii Consiliarii et archiatri Regii, auctore Ioanne Iunckero Med. Practico Orphanotrophei  Halensis.

Halae, impensis Orphanotrophei, 1718

In 4° (20,8×16,6 cm); 20, 752, (72) pp. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a 4 nervi e titolo in oro su fascetta. Tagli spruzzati in blu. Titolo impresso in rosso e nero. Bella marca tipografica animata al frontespizio con motto “Illo splendente levabor”. Testatine, iniziali e finalini animati e riccamente ornati. Esemplare in ottime condizioni di conservazione con pagine che a differenza degli altri esemplari conosciuti, si presenta con pagine con solo leggerissima brunitura (le opere stampate a Halle per la qualità della carta si presentano solitamente fortemente brunite). Prima rarissima edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questo importante studio medico-chimico del celebre medico tedesco Johann Juncker. L’autore fu a lungo professore di medicina ad Halle (fu anche rettore dell’Università)  e medico privato di molte eminenti personalità dell’epoca. Junker fu anche uno dei massimi difensori della teoria del flogisto di Georg Ernst Stahl. Tale teoria elaborata nel XVII secolo riguarda la combustione dei materiali e ha l’intento di spiegare i processi di ossidazione e combustione. La teoria del flogisto venne successivamente smentita e abbandonata dopo che fu resa pubblica la legge della conservazione della massa di Antoine Lavoisier. La teoria in sostanza sostiene che i materiali combustibili e metalli arroventati si DSC_0135_clipped_rev_1trasformavano in “calci” (oggi diremmo semplicemente che si ossidano) producendo durante il processo di combustione o di calcinazione, il “flogisto”, un misterioso principio di infiammabilità o principio solforoso. Junker fu anche un grande organizzatore e fondò uno degli ospedali più apprezzati della sua epoca realizzando una struttura di sanità pubblica ad Halle che distribuiva farmaci gratuitamente ai poveri. L’opera qui presentata, che ebbe varie riedizioni nel corso di tutto il XVIII° secolo, è particolarmente apprezzata per la sua completezza nella trattazione di diverse patologie e per la chiarezza dei sentimi legati agli stessi. L’opera, divisa in capitoli tratta di diversi tipi di febbri ma anche di malattie veneree, malattie infettive e presenta capitoli intramente dedicati alla depressione (o melanconia), varie manie, idrofobia, nottambulismo e dei bambini. Esemplare in ottime condizioni di conservazione, raro. Good copy, rare, first edition. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RMSE\007029.

450 euro

RITRATTI PERSONAGGI CELEBRI MUSICISTI SCRITTORI FILOSOFI LEGATURA NAPOLEONICA PONIATOWSKI RARO INSIEME

IMG_5042_clipped_rev_1 IMG_5041_clipped_rev_1 IMG_5040_clipped_rev_1 IMG_5039_clipped_rev_1    DSC_0162_clipped_rev_1  DSC_0166_clipped_rev_1 IMG_5037_clipped_rev_1 Jacques Francois Gauderique Llanta, Francois Bulla, Joseph Lemercier,

Galerie de Portraits et Sujets Divers.

(Paris), Chez Bulla, S. data (ma 1832)

In oblungo (43,5×35 cm); 32 c. di tav. Bellissima legatura coeva alle armi di un Conte entro ricca cornice dorata al piatto posteriore e titolo, sempre, entro ricca cornice dorata al piatto anteriore. Ricchi fregi in oro al dorso. Legatura in mezza pelle con piatti foderati con bellissima carta zigrinata. Una scoloritura al piatto anteriore. Qualche spellatura ai tagli dei piatti. Ex-libris nobiliare realizzato da Stagnonapplicato all’interno del piatto anteriore che identifica l’esemplare come appartenuto al “Conte della Trinità”. Lieve foxing in alcune tavole. La maggior parte delle tavole riporta il timbro a secco dell’editore Francois Bulla. I ritratti degli artisti contemporanei (musicisti, attori, scrittori, poeti, scienziati, monarchi, uomini politici ecc. ecc. oltre a Napoleone ed alcuni suoi celebri generali) sono opera di Jacques Francois Gauderique Llanta (1807 – 1864) ed incisi da Joseph Lemercier. I personaggi ritratti sono: IMG_5038_clipped_rev_1Cherubini, Spontini, Rossini, Boyeldieu, Auber, Paer, Berton, Mayerbeer, M.elle Mars, M.elle Sontag, M.me Malibran-Garcia, M.me Damoreau Cinti, M.me Pasta, M.elle Georges, M.elle Taglioni, M.elle Noblet, M.elle Julia, M.me Montessu, M.elle Legallois, M.me Alexis, Lafont, Lablache, Donzelli, Nourrit, Chollet, Levasseur, Ponchard, Bordogni, M.elle Lentine Fay, M.elle Tenni-Vertpré, M.elle Tenni-Colon, M.me Allan-Doval, M.me Albert, M.elle Dejazet, Kalkbrenner, Wogt, Tulou, Paganini, Berr, Gallay, Baillot, Henri Herz, B.on A. Dubois, Fouquier, Lisfranc, Broussais, Marc, Orfila, B.on Dupuytren, Magendie, Berends, C.te de Harrach, Mursinna, Goercke, Formey, Hufeland, Heim, Vogel, Chateaubriand, Delavigne, V.r Hugo, Berenger, A.dre Dumas, Lemercier, De Lamartine, Etienne, Cervantes, Dante, Petrarca, Shakesperare, Calderon, Ariosto, Milton, Tasso, Schiller, Lord Bayron, T.mas Moore, Walter-Scott, Goethe, W.ton Irving, V.rio Alferi, Cooper, Boccaccio, Newton, Gessner, Lope, D.d Hume, Macchiavelli, Linneo, F. Bacon, Napoleone, Ney, Augereau, Lannes, Bessieres, Bernadotte, Massena, Oudinot, Eugene Beauharnais, Berthier, Brune, Kellerman, Davoust, Perignon, Suchet, Lefevre, G      ouvion, Jourdan, Macdonald, Murat, Poniatowski, Victor, Serruier, Marmont, Mortier, Bertrand, Cambronne, Moncey, Soult, Bourmont, Gerard, Gourgard, Desaix, Kleber, Lasalle, Bonaparte, Duroc, Dumourier, Moreau, Lamarque, Pichegru, Junot, Marceau, Championnet, Hoche, Clausel, Rapp, Savary, M.elle de la Valliere, M.me de Montespan, M.me de Maintenon, M.me de Ludre, M.elle  de Fontanges, M.elle Hortens Mancini, M.me de Stael, M.me Roland, M.me de Genlis, DSC_0163_clipped_rev_1M.me Campan, M.me Cottin, M.me Dufrenoy, Louis Philippe I re di Francia, Leopoldo I Re del Belgio, Marie Christine reggente di Spagna, Dona Maria II Regina di Portogallo, Charles-Jean Re di Svezia, il Coreggente di Sassaonia, Louis I Re di Baviera, il re d’Inghilterra, Gregoire XVI Papa, Guillaume Re d’Olanda, Ferdinand II Re di Napoli e Sicilia, Mahmoud II Imperatore Ottomano, Nicolas I Imperatore di Russia, Federic-Guillaume III Re di Prussia, Charles-Albert Re di Sardegna, Francois II Imperatore d’Austria, D’Alambert, Voltaire, Diderot, Rousseau, Buffon, Helvetius, Montesquieu, Fontanelle, Mascaron, Flechier, Massillon, Fenelon, Bourdaloue, Maury, Bosseut, Fleury, M.elle Grisi, M.elle Amico, M.me Ungher, Tamburini, Rubini, Santini, Chenier, Demoustiers, Ducis, Delille, Bouffers, S.t Lambert, Parny, Colardeau, J. B. Rousseau, Lafonatine, Chaulieu, M.me Deshouliers, Gilbert, Piron, Boileau, Gresset. Seguno 5 tavole fra le quali è da segnalare “Le Prince Poniatowski ne’ a Vienne 1766, mort dans l’Elster le 17 Octobre 1813” disegnato da V. Adam ed inciso da Lemercier. Rara serie delle tavole dei personaggi illustri contemporanei edite da Bulla. Good copy.

500 euro

AUTOMOBILISMO BREVETTI TORINO ASSICURAZIONI INCIDENTI RADIATORI SCHIO

DSC_0131_clipped_rev_1         DSC_0127_clipped_rev_1

DSC_0129_clipped_rev_1  DSC_0126_clipped_rev_1

  DSC_0124_clipped_rev_1

Miscellanea di interesse automobilistico con alcune delle prime cause sui brevetti automobilistici e perizie assicurative per incidenti stradali avvenuti nella zona di Torino. Tutte le opere sono in 4° con misure 31×21 cm. Ogni opera è divisa dalla seguente da due fogli bianchi a righe, coevi. Le opere sono rilegate in una legatura coeva in piena tela marrone, con scritta a mano coeva in rosso e nero su fascetta in carta bianca, applicata al piatto anteriore. Qualche scoloritura alla legatura mentre le oper e, all’interno, si presentano in ottime condizioni di conservazione.

Marenco Emilio Ing., 

  • Perizie Automobilistiche 1908 – 1911, Torino, Tip. E. Schioppo, 1911. 8 pp. Brossura editoriale.
  • Processi automobilistici. Investimenti seguiti da morte; Investimenti con conseguenze di gravità diversa; Contravvenzioni. Torino, Tip. E. Schioppo, 1912. 8 pp.
  • Processi automobilistici. Investimenti seguiti da morte; Investimenti con conseguenze di gravità diversa; Contravvenzioni. Torino, tip. E Schioppo, 1912. 8 pp. 
  • Corte d’appello di Torino, Causa Motoren Gesellschaft contro Borghi Riccardo. Relazionie di Revizione di Perizia fatta dagli ingegneri Giovara Carlo – Marenco Emilio – Ettore Morelli. Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1909. 37, (3) pp. Brossura editoriale. Alcune foto di vari modelli di radiatori di automobili e alcuni grafici.
  • Sui Radiatori Daimler à Nid d’abeilles Brevetti Kramp e Maemecke, Relazione di Perizia Giudiziale DSC_0130_clipped_rev_1degli Ingegneri Alfredo Marcenati, Emilio Marenco e Giuseppe Imoda, 29 Luglio 1911. Torino, Tipografia  Baravalle e Falconeri, 1911. (4), 111, (1) pp. e una c. di tav. più volte ripiegata con disegni “Nouvel Assemblage des Tubes Systeme P. Nezeraux”. Brossura editoriale.
  • Per Uno Scontro Automobilistico Memoria conclusionale nell’interesse della Società Servizi Automobilistici di Schio nella causa promossale da Carlo Garbari di Trento. Schio, Manifattura etichette, (1911). 47, (1) pp. e una c. di tav. fuori testo.
  • Nella Causa contro Ezio Fassio e Leone Enrico di Tavagnasco premessa alle note peritali. Torino, Tip. Maravalle-Falconieri, (1911). 4, 4 pp.
  • Corte d’Appello di Perugia relazione di Perizia, il 15 maggio 1912 sulla strada Perugia Bastia in località Muravera di Colle Strad …Torino, Tip. B. Valentino, (1912). 12 pp.
  • Corte d’Appello di Torino, Comparsa Conclusionale nella causa do Canavesio Lorenzo fu Nicola commerciante, residente in Torino, appellante cliente dell’avv. Israele Levi; contro, Ricciuti Amedeo, residente a Napoli, appellato cliente dell’avv. Piccinini. S. luogo, S. stampatore, (1912). 15, (1) pp.

DSC_0128_clipped_rev_1L’opera di grande interesse per la storia dell’ingegneria automobilistica e per la storia delle assicurazioni automobilistiche italiane, raccoglie varie cause e perizie legate all’automobilismo. Di particolare interesse la perizia svolta dal noto ingegnere Emilo Marenco nella una causa legata ad una possibile appropriazione di un brevetto Daimler di un radiatore e l’applicazione di una nuova ventola per la refrigerazione degli stessi. Le altre cause riguardano incidenti avvenuti agli albori dell’automobilismo italiano. L’ingegnere Emilio Marenco fu un noto ingegnere e perito dell’inizio del XX° secolo fra i principali iscritti del primo Aereo Club italiano, fondato a Torino nel 1908. Fu tra i testimoni del volo che intraprese Leon Delagrange alle 7.30 del 27 giugno del 1908. Raccolta rarissima.

250 euro

VIAGGI IN ITALIA GRAND TOUR VEDUTE GENOVA NAPOLI TORINO VENEZIA PRIME EDIZIONI PROCIDA ISCHIA TIVOLI TERNI FIRENZE SEMPIONE LAGO D’AGNANO YORKSHIRE

DSC_0143_clipped_rev_1  DSC_0144_clipped_rev_1  DSC_0147_clipped_rev_1 DSC_0146_clipped_rev_1 DSC_0145_clipped_rev_1DSC_0141_clipped_rev_1Batty Elizabeth Frances,

Italian Scenery from Drawings made in  1817 Miss Betty,

London, Published by Rodwell & Martin, New Bond Street, 1820

In 4° (26,3×17,3 cm); (8), 197, (3) pp. e 60 finissime tavole fuori testo a piena pagina. Bella legatura coeva in piena pelle verde con dorso a 5 nervi con titolo in oro al dorso (qualche scoloritura e stofinatura). Tagli riccamente dorati. Doppia cornice ai piati e doppia filettatura in oro ai tagli dei piatti. Margini interni dei piatti con ricca cornice impressa in oro. Due ex-libris applicati al margine interno del piatto anteriore, dei quali uno ottocentesco con blasone appartenete alla nobildonna Elizabeth Barneby della celebre famiglia originaria dello Yorkshire ed il secondo dello stesso Cremonini autore DSC_0142_clipped_rev_1della bibliografia citata in calce. Esemplare stampato su carta forte di ottima qualità. Carta bianca e sonante, qualche minima ed ininfluente macchiolina di foxing al margine esterno di alcune tavole e del frontespizio. All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Ogni tavola protetta da velina. Prima edizione di questa descrizione dell’Italia come appariva agli inizi del XIX° secolo opera della nota paesaggista inglese Elizabeth Frances Batty. Fra le magnifiche vedute: Torino, Genova, Rapallo, Lavenza, Pisa, Firenze, Terni, Papignia, Roma, Tivoli, Napoli, Ischia e Procida, Lago d’Agnano, Venezia, Domodossola, Sempione ecc. Opera che si inserisce perfettamente all’interno dei racconti ispirati ai Grand Tour sette-ottocenteschi. Non comune. Rif. Bibl.: Cremonini, n. 93; Abbey Travel I, 164; Colas 2970; Lipperheide 1258; Tooley 354 Benezit, I, 863; Pine-Coffin, 817/1; Brunet, I, 701-702: “Les vignettes de ce livre… sont… d’un effet agreable”; Graesse, I, 311; Manca al Fossati Bellani.

450 euro

ILLUSTRATORI LIBRI ILLUSTRATI PRIME EDIZIONI MILTON PARADISO PERDUTO DORE’

DSC_0187_clipped_rev_1        DSC_0189_clipped_rev_1 DSC_0186_clipped_rev_1 DSC_0188_clipped_rev_1 DSC_0191_clipped_rev_2 DSC_0190_clipped_rev_1DSC_0184_clipped_rev_1Milton John,

Il Paradiso Perduto di Giovanni Milton traduzione di Andrea Maffei con illustrazioni di Gustavo Doré,

Milano – Parigi, Stabilimento dell’editore Edoardo Sonzogno, s. data (ma 1880)

In folio grande (41,8×30 cm); XXIII, 176, (2) pp. e 50 c. di tav. fuori testo. Legatura coeva in mezza-pelle con titolo, ricchi fregi e filetti in oro l dorso. Piatti con carta nera coeva. Qualche minima strofinatura. Qualche minima macchiolina di foxing, del tutto ininfluenti e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione italiana del Paradiso Perduto del grande poeta, scrittore, filosofo, saggista, statista e teologo inglese, John Milton (Londra, 8 dicembre 1608 – Londra, 8 novembre 1674) illustrato dal grande artista Paul Gustave Louis Cristophe Doré (6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883) celebre pittore, disegnatore, litografo e incisore francese che fu l’illustratore più famoso dell’ottocento. FamosoDSC_0185_clipped_rev_1 per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante, a lui si devono alcune delle più importanti edizioni illustrate ottocentesche dei classici della letteratura mondiale fra i quali il Paradiso Perduto, il Don Chisciotte, La Divina Commedia e l’Orlando Furioso. Artista estremamente eclettico e poliedrico si impegnò a sviluppare tutte le tecniche ed i formati pittorici, realizzando sia enormi quadri che piccoli, passando da opere di estrema incisività e potenza a lavori semplici ma dal tratto graffiante. La pittura e l’incisione non furono le sue sole passioni  ma a lui si devono anche disegni e sculture. Capace di creare scene di estrema complessità ed impatto emotivo era capace anche di dipingere magnifici paesaggi dove il sublime, nella stretta concezione del Romanticismo di derivazione burkeniana, esprimeva tutta sua potenza sentimentale. L’edizione qui presentata si avvale della traduzione di Andrea Maffei ed di un’introduzione E. Checchi. L’edizione italiana ebbe notevole successo e diverse riedizioni, la maggior parte in versione economica, a partire dal 1887. Questa prima edizione, che presenta XXIII pagine d’introduzione iniziale, è poco comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0908433.

200 euro

UMANESIMO UMANISTI ALDINA MURET VERONA VENEZIA SIRMIONE PRIME EDIZIONI SIENA UMANESIMO AUTOGRAFI TOSCANA VERONA CATULLO CLASSICI LATINI  GARDA

  DSC_0139_clipped_rev_1 DSC_0140_clipped_rev_1DSC_0137_clipped_rev_1Gaius Valerius Catullus (Catullo), Marc-Antoine Muret,

Catullus et in eum commentarius M. Antonii Mureti. Venetiis, Apud Paulum Manutium Aldi filium MDLIIII. Cum privilegio Pontificis maximi, & Senatus Veneti.

Venezia, apud Paulum Manutium, Aldi Filium (Paolo Manuzio), 1554

In 8° (17.5 x 11,5 cm);  [4], 134 [i.e. 136], [2] ff , la numerazione delle cc. 95 e 96 è ripetuta. Segn.: *4 A-Q8 R10. Marca tipografica aldina al frontespizio e in fine. Esemplare raro e ancor più raro a trovarsi in queste buone condizioni di conservazione ed in più appartenuto e chiosato da un noto umanista. Bella legatura coeva in piena pergamena con unghie e residui di lacci. Piccolo tarlo al dorso. Titolo manoscritto al dorso. Piccola ed ininfluente traccia di tarlo,  abilmente restaurata, nella parte inferiore bianca delle carte 69-87 (non tocca mai il testo). Leggera ininfluente arrossatura al margine esterno delle carte 63-69 e all’angolo inferiore delle ultime quattro carte. Raro esemplare di aldina in legatura originale, ad ampi margini ed in parte ancora in barbe. Ex libris del grande umanista senese Adriano Politi manoscritto al frontespizio; due firme anticamente cancellate che attestano la proprietà anche alla nota collezione privata di volumi di Alfonso Landi. Interessanti note manoscritte coeve di Landi e Politi al margine esterno bianco di diverse pagine. Prima edizione col commento di Marc’Antonio Mureto, poi ripubblicata nel 1558 e 1562 insieme con Tibullo e Properzio, dell’opera del grande poeta latino originario di Verona ma legato alla città di Sirmione sul lago di Garda, Gaius Valerius Catullus.  Muret, celebre umanista francese era giunto nel 1554 in Italia, dove rimase fino al 1585, anno della sua morte. Qui pubblicò e lavorò a diverse opere che incontrarono il favore del mondo culturale italiano della seconda metà del cinquecento. Il commento a Catullo fa parte della prima produzione letteraria del DSC_0138_clipped_rev_1Mureto dopo il suo arrivo in Italia, dove trovò protezione in seguito alla fuga dalla Francia per le accuse di pratiche immorali che gli erano state mosse nella sua patria. “Como podemos ver en fol. 24 v° y siguientes, a esta primera edición de Muret (no, como se cree, a las posteriores) se debe la famosa inclusión, contra la autoridad de los códices, de los poemas priapeos XVIII, XIX y XX”, Ana Pérez Vega, José Solís de los Santos, La Antigüedad en el Fondo Antiguo de la Biblioteca de la Universidad de Sevilla, 2011. Il volume è di particolare interesse rispetto alle altre copie conosciute per le note e l’appartenenza all’erudito senese Adriano Politi (Siena 1542 – Sarteano 1625) che segretario di diversi cardinali passò buona parte della sua vita a Roma. Politi fu un grande sostenitore della parlata senese pubblicando nel 1603 una celeberrima traduzione in lingua senese delle opere di Tacito (1603; 10a ed. 1665) e, successivamente, un Dittionario toscano (1614; 10a ed. 1691) che all’epoca della loro uscita furono causa di un acceso dibattito negli ambienti letterari italiani. Cfr.: BM STC It., p. 161; ADAMS C-1145; Renouard, Annales de l’imprimerie des Alde, Paris, 1825, pp. 389-90, n° 19 : “J’ai de ce livre un exemplaire en grand papier. La Bibliothèque Bodléienne à Oxford en a un de même en grand papier”; BRUNET, I, 1682 : “4 ff. prél. 136 ff. cotés jusqu’à 134, parce que les chiffres 95 et 96 sont répétés, et 2 ff. à la fin”.

1.200 euro

DIRITTO CIVILE EDIZIONI RARE GIURISPRUDENZA MONSTER LEIDA LUGDUNI STAMPATORI LIONE

DSC_0008_clipped_rev_1    DSC_0009_clipped_rev_1

DSC_0007_clipped_rev_1Vinnen (Vinnius) Arnold,

Arnoldii Vinnii IC. Iurisprudentiae contractae, siue partitionum iuris ciuilis, libri quatuor, variis obseruationibus ad usum forensem accommodatis illustrati, Editio nouissima emendata

Lugduni, sumptibus Petri Bruyset, & sociorum, 1748

In 4° grande (24,5×18 cm); XIX, 552 pp. Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro al dorso (piccola mancanza DSC_0010_clipped_rev_1della pergamena al taglio superiore del piatto anteriore. Frontespizio con leggerissima uniforme brunitura. Tagli spruzzati. Testatine ornate. Rara edizione lionese, un solo esemplare censito in ICCU, di questo classico del diritto civile, opera più importante del grande giurista olandese Arnold Vinnen (Monster 1588 – Leida 1657). L’autore fu studente a Leida di un’altro grande giurista, Gerardus Tuningius, che ne influenzò il pensiero con le dottrine Hugo Donellus (di cui Tuningius a sua volta era stato studente). Considerato uno dei più importanti giuristi del seicento, le sue opere vennero ristampate fino alla fine del XVIII° secolo. Le opere di Vinnius furono lette ed apprezzate anche da David Hume. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\011772.

250 euro

LITOGRAFIA ARTE DELLA STAMPA STMPATORI ILLUSTRATORI CARTELLONI PUBBLICTARI PUBBLICITà

 DSC_0194_clipped_rev_1DSC_0198_clipped_rev_1  DSC_0195_clipped_rev_1 DSC_0196_clipped_rev_1  DSC_0197_clipped_rev_1 DSC_0199_clipped_rev_1DSC_0192_clipped_rev_1AA. VV. ( A. Willette, Dillon, Marot ecc.),

LE FIGARO LITHOGRAPHE. Centenaire de la lithographie 1795-1895. Le Figaro Lithographe a été imprimé à l’occasion du centenaire de la lithographie pour le compte du journal Le Figaro, par les Imprimeries Lemercier en l’an de grace 1895.

Paris, Imp.les Lemercier, 1895

In folio (33×45 cm); (2), IV, 50, (4) pp. e 6 c. di tav. (delle quali 2 a doppia pagina). Legatura coeva in mezza tela chiara con titolo impresso in oro su fascetta in pelle scura al dorso. Piatti foderati con carta a motivi in rosso e grigio. L’interno dei piatti è foderata con bella carta marmorizzata coeva. Conservata la brossura editoriale, fronte e retro. Due rinforzi in carta velina ai margini del recto del piatto anteriore. Alcun strappetti restaurati al piatto posteriore con una piccola integrazione di carta al margine alto bianco dello stesso. Un abile restauro al margine esterno bianco di una pagina, ininfluente e nel complesso, in buone condizioni di conservazione. Celebre numero speciale della famosa rivista francese “Le Figaro” dedicato all’arte litografa nella quale le bellissime tavole fuori testo, sono accompagnate da una descrizione della storia dell’arte litografica e dei suoi principali esponenti. Numerose DSC_0193_clipped_rev_1illustrazioni nel testo. Bellissime le tavole fuori testo a colori: Couverture illustrée par Marot avec au dos 1 affiche de Puvis de Chavannes lithographiée par M.Sirouy en réduction sur zinc à couche pierreuse; 1 lithographie pleine page “Les funérailles” de A.Willette ; décomposition sur 1 planche dépliante d’une carte lithographie tirée en 10 couleurs; 1 lithographie pleine page “Le Marchand de Ballon” de Dillon; 2 réductions d’affiches en lithographie en couleurs pleine page, 1 de Chéret, 1 de Georges Meunier; Dernière couverture illustrée par la publicité pour les Thés de la Porte Chinoise. Molto belle anche le tavole pubblicitarie poste all’inizio e alla fine dell’opera. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Non comune.

240 euro

FISICA CHIMICA MECCANICA PRIME EDIZIONI VERONA MOTO PERPETUO MECCANISMI MECCANICI OROLOGI ARBIZZANO NEGRAR

DSC_0003_clipped_rev_1 DSC_0006_clipped_rev_1  DSC_0005_clipped_rev_1 DSC_0002_clipped_rev_1Zamboni Giuseppe,

Sull’Elettromotore Perpetuo, Istruzione Teorico-Pratica dell’Abate Giuseppe Zamboni, Professore di Fisica Sperimentale e Matematica Applicata dell’Imp. R. Liceo di Verona, membro effettivo pensionato dell’imp. Reg. istituto Veneto, uno dei quaranta della società italiana delle scienze, e socio di varie accademie.

Verona, Tipografia di Giuseppe Antonelli, 1843

22,3×14,4 cm; 93, (3) pp. e due tavole più volte ripiegate. Bella legatura coeva in mezza pelle con piatti foderati con carta marmorizzata (qualche strofinatura e qualche piccolo difetto). Un leggerissimo alone d’umidità al margine basso della prima carta. Qualche piccola macchiolina di foxing e alone d’umidità alle due carte ripiegate ma nel complesso buon esemplare, di questa prima edizione di quest’opera del celebre abate, fisico e professore italiano, originario di Arbizzano (Negrar) in provincia di Verona, Giuseppe Zamboni (Arbizzano, 1º giugno 1776 – Verona, 25 luglio 1846) . E’ conosciuto come l’inventore, nel 1812, della pila a secco. Una variante dell’elettromotore di Zamboni da 140 anni si muove nel DSC_0004_clipped_rev_1Clarendon Laboratory dell’Università di Oxford, senza che, in questi 140 anni, alcuna sorgente energetica abbia fornito energia per il mantenimento del suo movimento. Zamboni fu uno dei più importanti fisici del XIX° secolo. L’autore “cercò di costruire un orologio elettrostatico di piccole dimensioni e con un’efficienza elettrica molto alta, tale da poter essere mosso per un periodo di tempo molto lungo senza cambiare batteria. La ricerca dell’epoca si dirigeva verso pile a secco, nelle quali l’acido elettrolita non poteva reagire chimicamente e corrodere gli strati di conduttore, prolungando molto la sua vita utile”. “Ora poi considerando ciò che più importa, e le novità sopravvenute, anzi che ristamparla con aggiunte, ho creduto meglio restringer tutto ad una Istruzione per così dir popolare. Imperciocchè o si voglia costruire, e disporre acconciamente, ogni parte di questa macchina, o debbasi ripulire, o rimediare a qualche disordine occorso, è troppo necessario che l’operatore sappia dirigere la forza elettrica, che tien vivo il moto del pendolo, ed abbia in pratica cotesta forza come le altre dei pesi e delle molle nei comuni orologi… Pertanto l’Istruzione sarà divisa in tre parti. La prima darà le nozioni e teorie fondamentali, la seconda tratterà degli Elettromotori e costruzione delle Pile secche, la terza degli usi ed applicazioni di queste Pile…” (Dalla presentazione dell’Autore). Opera rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VEA\0177517.

180 euro

PARMA TIPOGRAFIA BODONI BODONIANA STAMPATORI PRIME EDIZIONI GIOCO D’AZZARDO DANZA BALLI USI E COSTUMI

DSC_0043_clipped_rev_1          DSC_0045_clipped_rev_1

DSC_0042_clipped_rev_1Benigne Lordelot,

I doveri della vita domestica di un padre di famiglia, operetta tradotta dal francese.

Parma, Nel Regal Palazzo co’ Tipi Bodoniani, 1794

In 8° (21×13 cm); (16), 216 pp. Legatura coeva in mezza-pelle verde con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche lieve strofinatura e piccola perdita di carta ai tagli dei piatti e all’interno in buone condizioni di conservazione. Due piccole assenze di carta al margine basso bianco di DSC_0044_clipped_rev_1due pagine antecedenti alla stampa dell’opera, del tutto insignificanti. Prima edizione italiana di quest’opera di Benigne Lardelot. Lettera dedicatoria del traduttore, Gio. Batista Benigni, a D. Ferdinando I di Borbone posta all’inizio del volume. Un capitolo è dedicato al gioco d’azzardo, uno alle danze ed ai balli, un altro all’economia domestica oltre ad altri capitoli dedicati alle seconde nozze, alla morte, alle rappresentazioni teatrali ecc. ecc. Opera stampata dal celebre stampatore parmense Giambattista (Giovanni Battista) Bodoni (Saluzzo, 26 febbraio 1740 – Parma, 30 novembre 1813) celeberrimo per i caratteri tipografici da lui creati con l’aiuto dei fratelli Amoretti di San Pancrazio Parmense. Opera stampata su carta di ottima qualità. I suoi libri furono i più ricercati dall’aristocrazia europea per la bellezza dei volumi e per l’estrema attenzione e cura della stampa. Non comune. Rif. Bibl.: Brooks, 542.

200 euro

STORIA LOCALE LAGO COMO BRIANZA LECCO PIAN d’ERBA MOLTRASIO CASTELMARTE PONTELAMBRO VALL’INTELVI COMACINA TREMEZZINA LECCO DONGO GRAVEDONA REGOLEDO

DSC_1007_clipped_rev_1 DSC_1006_clipped_rev_1 DSC_1004_clipped_rev_1IMG_5043_clipped_rev_1 Curti Pier Ambrogio,

Il lago di Como e il pian d’Erba : escursioni autunnali, P.A. Curti,

Milano, presso l’editore Gaetano Brigola, 1872

In 8° (19,8×12,5 cm); 351, (1) pp. e 18 c. di tav. Brossura editoriale (manca il piatto posteriore e sono presenti difetti al dorso con piccolissime mancanze e due piccole strisce vecchie di adesivo trasparente, in parte già staccate). Titolo impresso al piatto anteriore. Antico timbro di appartenenza privata al piatto anteriore e alla prima carta bianca. Un alone d’umidità ad una tavola (probabilmente causato dalla qualità della carta, Villa Remondini), qualche minima insignificante brunitura sparsa in pochissime pagine e per il resto in buone condizioni di conservazione. Rarissima prima edizione di questa celebre guida del lago di Como scritta dal famoso patriota e scrittore milanese, Pier Ambrogio Curti. L’opera è una minuziosa IMG_5044_clipped_rev_1ricostruzione, attraverso varie escursioni, dei luoghi, dei costumi e dei racconti dei paesi sul lago di Como e della Pian d’Erba, illustrati da 18 bellissime incisioni che descrivano alcuni celebri scorci di questo importante luogo turistico. Le escursioni sono: Il Baradello, Il Generoso, Il Nino, L’Olmo, Il Pertugio della Volpe, La Villa d’Este, Il Pizzo, La cascata di Moltrasio, Mompiatto, La Pliniana, Da Moltrasio a Torrigia, Il Buco dell’Orso, Il Pian del Tivano, La Vall’Intelvi, L’Isola Comacina, La Tremezzina, La Villa Sommariva, La Bellagina, Il Sasso Rancio, Le Ferriere di Dongo, Gravedona, Regoledo, Il Mercato di Lecco, Valmadrera, Il Monte Baro, La Valle dell’Oro, La Casa del Parini, L’Isola dei Cipressi, Il Bel Dosso, La Vallassina, Castelmarte, Pontelambro, San Salvatore,I l Buco del Piomvo, La Villa Amalia, Erba, La Villa Adelaide, Monguzzo, Il Soldo, Inverigo. Opera Assai rara e ancor più rara a trovarsi con la sua brossura originale. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VEA\0129453; Manca al Fossati-Bellani e al Lozzi che cita altre opere del Curti e anche al Predari e al Platner.

240 euro

MEDICINA PRIME EDIZIONI EMPOLI PISA ATOMISMO ROMA SALVIONI STAMPATORI ERBORISTERIA DIETETICA GINECOLOGIA FIRST EDITION

DSC_0998_clipped_rev_1 DSC_1000_clipped_rev_1 DSC_0999_clipped_rev_1   DSC_0994_clipped_rev_1Del Papa Giuseppe,

Consulti medici del signor dottore Giuseppe Del Papa Archiatro della Corte di Toscana, e pubblico Lettore di Medicina nella Università Pisana. Dedicati a Sua Eminenza il Signor Cardinale Francesco Borghese. Tomo Primo – Secondo

In Roma, Appresso Giovanni Maria Salvioni, 1733

In 4° (25,5×18,3 cm); 2 vol.; XI, (1), 294, (4) pp. e XI, (1), 309, (7) pp. Bellissima legatura coeva in mezza pelle con dorso marmorizzato a 5 nervi e titolo in oro su fascetta chiara (qualche minima strofinatura quasi ininfluente). Piatti foderati con bella carta marmorizzata coeva. Tagli spruzzati. Bella vignetta ai frontespizi con motto “Novissimus exit”. Frontespizio a in rosso e nero. Dedica ai Cardinali Francesco Borghese e Trojano Acquaviva. Magnifiche iniziali animate e alcune bei finalini e testatine. Opera stampata su carta di ottima qualità. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione della più celebre opera del grande medico empolese, Giuseppe del Papa. L’autore nacque a Empoli il 1° DSC_0996_clipped_rev_1marzo 1648 e si laureò nel 1670, in medicina, all’Università di Pisa. Fu allievo di Alessandro Marchetti, Lorenzo Bellini e Donato Rossetti, tre dei maggiori galileiani del secondo Seicento, tutti discepoli di Giovanni Alfonso Borelli. Grande amico di Francesco Redi, grazie all’appoggio di quest’ultimo, all’età di soli 23 anni, ottenne la nomina a docente di logica nello Studio pisano. Dopo aver insegnato filosofia come ordinario, dal novembre 1677 al maggio 1700, insegnò medicina pratica. Sulla scorta delle teorie di Redi, Del Papa fu uno dei massimi esponenti dell’atomismo contro la teoria aristotelica della qualità. Nel 1682 Del Papa divenne Archiatra del principe, poi cardinale Francesco Maria, figlio di Cosimo III e fratello dell’ultimo Granduca di casa Medici, Gian Gastone. Dopo la morte di Redi, nel 1697, il medico empolese prese il suo posto come Protomedico granducale, prima di Cosimo III e poi di Gian Gastone. Fu membro delle principali accademie del tempo, tra le quali l’Arcadia e la Crusca, per la quale collaborò attivamente alla stesura della quarta edizione del Vocabolario. Fu tra i primi a spiegare i meccanismo della digestione degli alimenti. I suoi Consulti Medici, nei quali raccoglie DSC_1001_clipped_rev_1varie esperienze (molte a carattere ginecologico) dal vivo, ebbero uno strepitoso successo e furono pubblicati ancora nel XIX secolo. All’interno sono numerose le cure a carattere erboristico e varie le nozioni di dietetica. Gamba, “Serie di testi in lingua e d’altre opere importanti …”, Venezia, il Gondoliere, 1839, pag. 562 “Prima edizione, si stamparono in Venezia subito dopo la prima pubblicazione, ma in maniera tale che il Del Papa n’ebbe sconforto e il Bottari lagnossi molto degli stampatori veneziani”. Prima edizione. Ottimo esemplare in bela legatura coeva, raro. Rif. Bibl.: Parenti, 387; IT\ICCU\TO0E\036152.

500 euro

TASSONI TASSONIANA AUTOGRAFI ANNOTAZIONI MANOSCRITTE MODENA SECCHIA RAPITA

DSC_0103_clipped_rev_1  DSC_0102_clipped_rev_1  DSC_0106_clipped_rev_1 (1) DSC_0106_clipped_rev_1 DSC_0101_clipped_rev_1Pellegrino Rossi,

Annotazioni del dottore Pellegrino Rossi modenese alla Secchia Rapita d’Alessandro Tassoni, In seguito delle già fatte da Gaspare Salviani. All’Illustris. E Reverendiss. Monsignore Stefano Fogliani Vescovo di Modena.

Piacenza, Per il Giacopazzi Stampatore Vesc., 1738

In 8° (19×12,3 cm); (8), 195, (3) pp. Legatura dei primi anni dell’ottocento in cartoncino molle foderato da bella carta marmorizzata. Titolo manoscritto al dorso su fascetta in carta. Esemplare appartenuto al noto studioso tassoniano, letterato e professore,  Giorgio Rossi che ha chiosato a mano varie parti del testo e le due pagine bianche poste all’inizio del volume. Scrive infatti Rossi “Cod. Campori 1658 p. X. 6, 41 Annotazioni alla Secchia rapita. E’ l’edizione fatta in Piacenza nel 1738. Poco dopo la stampa delle suddette annotazioni essendo unite un’Errata-Corrige del dott. DSC_0104_clipped_rev_1 (2)Domenico Vandelli, il Rossi (Pellegrino) fece moltissime correzioni nel presente esemplare, preparando così una ristampa …”. Belle iniziali xilografiche. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione arricchito dalle numerosissime correzioni ed aggiunte chiosate a mano da Giorgio Rossi che riprendono le note che Pellegrino Rossi chiosò su un esemplare di quest’opera, conservato presso la collezione Campori, in vista di una futura edizione che non venne poi però mai stampata. Giorgio Rossi fu autore di diversi studi tassoniani come “Il pensiero di A. Tassoni sulla dona”,  “Studi e ricerche tassoniane”, “La Secchia Rapita in dialetto milanese”, “A. Tassoni ed il Card. Baronio”, “Le versioni della Secchia Rapita i dialetto bologense”, “Saggio su una bibliografia ragionata delle opere di Alessandro Tassoni” ecc., oltre a numerosi scritti di argomenti letterari. L’opera non è comune e raccoglie le annotazioni di Pellegrino Rossi alla Secchia Rapita. Questo esemplare è arricchito dalle note manoscritte di Giorgio Rossi. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\003181.

270 euro

TASSONI MODENA SECCHIA RAPITA TASSONIANA PRIME EDIZIONI RARITà FALSI LUOGHI DI STAMPA ROVIGO FICAROLO

DSC_0099_clipped_rev_1  DSC_0098_clipped_rev_1Barotti Andrea Giovanni,

Errata-Corrige per le annotazioni del dottore Pellegrino Rossi modenese alla Secchia Rapita d’Alessandro Tassoni, In seguito delle già fatte da Gaspare Salviani.

In Venezia (ma Modena), all’Insegna della Verità, 1738

In 8° (19,5×13,2 cm); (4), 50, (2 b.) pp. Legatura in cartoncino rigido foderato con carta marmorizzata. Alcune tracce di sporco alle prime 4 ed ultime 2 carte. Leggerissimo alone d’umidità al margine basso delle prime due carte, leggerissimo ed ininfluente, ma che ha cancellato un’antica dedica, probabilmente dell’autore, a “Carolo Ragazzola ?”, oggi solo in parte leggibile. Prima nonDSC_0100_clipped_rev_1 comune edizione di questo scritto di interesse tassoniano. Stampato a Modena come ben esplicato da G. Tiraboschi, Biblioteca Modenese o Notizie della vita e delle opere degli Scrittori natii degli Stati del Serenissimo Signor Duca di Modena. Modena, Società Tipografica, 1784, vol. 5, p. 341. L’opera contiene numerose correzioni alle annotazioni già fatte da Pellegrini Rossi e Gasapre Salviani alla Secchia Rapita. Tre soli esemplari censiti in ICCU. L’opera è attribuita al noto scrittore e letterato originario di Ficarolo in provincia di Rovigo, Giovanni Andrea Barotti (Ficarolo, 30 dicembre 1701 – Ferrara, 10 gennaio 1772). Membro dell’Accademia degli Intrepidi fu un esegeta ed un critico letterario molto apprezzato ai suoi tempi divenendo il maggior biografo di Ariosto del XVIII° secolo. Opera non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MODE\0500588.

120 euro

SECCHIA RAPITA TASSONI TASSONIANA VANDELLI MODENA PRIME EDIZIONI RARITà

DSC_0096_clipped_rev_1  DSC_0095_clipped_rev_1Anonimo (Barotti Andrea Giovanni o Domenico Vandelli),

Querela per la stampa Della Secchia rapita d’Alessandro Tassoni, Colle dichiarazioni di Gaspare Salvian Romano, E Le Annotazioni del Dottor Pellegrino Rossi Modenese. Fatta in Venezia da Giuseppe Bettinelli, L’Anno 1739.

I Culembàc al Meno (ma Modena), Dalle Stampe di Rosso Tumivieni &c. (ma Bartolomeo Soliani), s. data (ma 1739)

In 8° (19,4×13,5 cm); 119, (1) pp. Legatura ottocentesca in pieno cartoncino rigido foderato con bella carta marmorizzata. Qualche lievissima e piccolissima macchiolina di foxing in poche pagine, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, ancora in barbe, ad ampi margini ed ancora con qualche foglio chiuso. Melzi, II, p. 392, attribuisce l’opera al Barotti o al Vandelli.  Per anno di pubbl. ed editore cfr. Parenti, Diz. dei luoghi di stampa falsi…, p. 74. Prima rara edizione di questo celeberrimo scritto che attacca in modo diretto Giuseppe Bettinelli per la riedizione della Secchia Rapita del 1739. L’autore dell’opera sembra con tutta probabilità DSC_0097_clipped_rev_1essere Domenico Vandelli. In uno scritto apparso nel 1754 dal titolo “Risposta di Ciriaco Sincero Modenese ad una parte della lettera del Signor Simone Cosmopolita scritta ad un Suo amico di Firenze sotto il dì 14 di Dicembre dell’anno 1745. Intorno alle considerazione del Sig. Domenico Vandelli …” l’arcade ripercorre la storia della pubblicazione di questo libello e della disputa legata alla ristampa del Bettinelli della Secchia Rapita in maniera puntigliosa e approfondita. Dato che Ciriaco Sincero era il nome da arcade di Domanico Vandelli è con tutta probabilità quest’ultimo l’autore di questo scritto che venne pubblicato da Soliani sotto falso luogo e stampatore, essendo lo stesso Soliani diretto interessato nell’attacco dell’edizione del Bettinelli. Opera assai rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\006922.

250 euro

CAUSA CIVILE DIRITTO MODENA SASSUOLO SECCHIA FIUME DIRITTO GIURISPRUDENZA ACQUE PRIME EDIZIONI STORIA LOCALE REGGIO EMILIA

DSC_0028_clipped_rev_1    DSC_0029_clipped_rev_1 DSC_0031_clipped_rev_1DSC_0027_clipped_rev_1

Muzzarelli Luigi ed altri,

Diritti della Città di Modena sulle acque di Secchia nella causa istituita per sovrano comando in via di compromesso tra la comunità di Modena e la comunità di Sassuolo avanti i Signori Vincenzo Poppi Modenese Giudice Conciliatore nominato dalla Comunità di Modena in sostituzione al Signor Conte Avvocato Luigi Valdrighi Mancato in Vita in Pendenza del Giudizio ed Avvocato Pellegrino Nobili Reggiano Nominato dalla Comunità di Sassuolo.

Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali, 1827

35,2×24 cm; (6), 273, 84,14, (2) pp. Legatura editoriale in mezza tela marrone (moderna) con piatti rivestiti in carta marmorizzata ottocentesca. Rinforzo al margine interno bianco delle prime due carte. In 2°; (2), 278, 84, 14 pp. Legatura coeva in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva e dorso con rinforzo novecentesco. Opera stampata su carta di ottima qualità. Bello stemma xilografico della città di Modena alla prima carta di sguardia entroDSC_0030_clipped_rev_1 cornice xilografica. Causa intentata dalla città di Modena nei confronti di Sassuolo per rivendicare i diritti sulle acque del fiume Secchia. Le parti in causa erano rappresentate rispettivamente dall’avvocato Vincenzo Poppi e dall’avvocato Pellegrino Nobili. L’opera si apre ricostruendo la storia dei diritti delle acque del fiume Secchia nel corso dei secoli fino alla data della causa con le controversie già insorte fra Modena e gli altri territori della regione come quella celebre con Reggio-Emilia. All’interno il volume si presenta con ampi margini e dalla carta bianca e forte. L’opera è una delle principali fonti per la ricostruzione dei diritti sulle acque del Secchia. A parte il rinforzo al dorso, in tela, l’esemplare si presenta in buono stato di conservazione.

240 euro

CARICATURE SATIRA CARICATURISTI CACCIA PROUDHOMME SOCIOLOGIA COMUNISMO ANARCHIA CACCIA CORSE A CAVALLO FUMETTI

   DSC_0050_clipped_rev_1DSC_0052_clipped_rev_1 (1) DSC_0052_clipped_rev_1 DSC_0054_clipped_rev_1 DSC_0053_clipped_rev_1DSC_0049_clipped_rev_1Cham (pseud. Di Charles Amédée de Noé),

6 tomi in un volume: Revue Comique de L’Exposition par Cham; Les Representants en Vacances par Cham; Les Chasseurs album par Cham; Proudhoniana par Cham Album dedie aux proprietaires; Croquis d’Automne par Chame; Croquis de Printemps par Cham.

Paris, Au Bureau du Journal Le Charivari, s. data (ma 1850 circa)

In 4° piccolo (23,5×17 cm);  6 parti ognuna composta di 16 carte stampate su un unico lato. Legatura coeva in mezza-tela con titolo impresso in oro sul dorso e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Le ultime due opere con pagine lievemente ed uniformemente brunite, qualche altra lieve ed ininfluente macchiolina in poche pagine e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione di questa raccolta di opere satiriche e caricaturali del celebre illustratore, caricaturista e fumettista francese, DSC_0051_clipped_rev_1Charles Amédée de Noé noto con lo pseudonimo di Cham (Parigi, 26 gennaio 1818 – Parigi, 6 settembre 1879). Di nobili origini, suo padre era Conte di Noé e Pari di Francia, nonostante una naturale predisposizione per la matematica, preferì fin da giovane di frequentare le botteghe dei due celebri pittori, Nicolas Toussaint Charlet e Paul Delaroche. La sua opera “Histoire de Mr. Lajaunisse”, pubblicata per la prima volta nel 1839, una storia ideata come un susseguirsi di immagini sequenziali sulla scorta dell’opera dello svizzero Rodolphe Topffer, è considerato il primo albo a fumetti francese. Quelle qui presentate sono una serie di opere caricaturali e satiriche dedicate a vari avvenimenti o gruppi sociali come la celebre Esposizione Industriale del 1849 (con le caricature di numerose invenzioni e novità qui presentate per la prima volta), le vacanze dei politici, i cacciatori, le teorie sociali Proudhoniane, l’autunno (con varie vignette di caccia) e la primavera (con le corse dei cavalli). Prima edizione in buone condizioni di conservazione. Non comuni.

150 euro

ILLUSTRATORI DORè PRIME EDIZIONI DANTESCA DIVINA COMMEDIA CLASSICI ILLUSTRATI

DSC_0178_clipped_rev_1  DSC_0179_clipped_rev_1  DSC_0180_clipped_rev_1  DSC_0183_clipped_rev_1 DSC_0176_clipped_rev_1Dante Alighieri, Gustavo Doré, Eugenio Camerini,

La Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Gustavo Doré e dichiarata con note tratte dai migliori commenti a cura di Eugenio Camerini,

Milano, Stabilimento dell’Editore Edoardo Sonzogno, 1868-1869

In folio massimo (42×30,4 cm); tre tomi in un volume: X, (2), 136, (2) pp. e 75 c. di tav., (8), 132, (4) pp. e 42 c. di tav., (8), 132, (4) pp. e 18 c. di tav. Legatura coeva in mezza-pelle scura con titolo e filetti in oro al dorso. Piatti foderata con carta coeva (qualche lieve strofinatura e perdita di carta al taglio dei piatti. Qualche minima ed insignificante macchiolina di foxing in poche carte (comuni in tutti gli esemplari conosciuti) e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima celeberrima edizione italiana della Divina Commedia illustrata dal grande Paul Gustave Louis Cristophe Doré (6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883) celebre pittore, disegnatore, litografo e incisore francese  che fu l’illustratore più famoso dell’ottocento. Famoso per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante, a lui si devono alcune delle più importanti edizioni illustrate ottocentesche dei classici della letterat ura mondiale fra i quali il Paradiso Perduto, il Don Chisciotte, La Divina Commedia e l’Orlando DSC_0177_clipped_rev_1Furioso. Artista estremamente eclettico e poliedrico si impegnò a sviluppare tutte le tecniche ed i formati pittorici realizzando da enormi quadri a piccoli, passando da opere di estrema incisività e potenza a lavori semplici ma dal tratto graffiante. La pittura e l’incisione non furono le sue sole passioni  ma a lui si devono anche disegni e sculture. Capace di creare scene di estrema complessità ed impatto emotivo era capace anche di dipingere magnifici paesaggi dove il sublime, nella stretta concezione del Romanticismo di derivazione burkeniana, esprimeva tutta sua potenza sentimentale. La Divina Commedia illustrata dal Dorè divenne da subito una delle più celebri edizioni del poema dantesco ed ebbe numerose riedizioni. Quella qui presentata è l’edizione più famosa corollata da 135 magnifiche incisioni realizzate da alcuni dei più grandi incisori del tempo come Pannemaker, Fagnon, Pisan, Boetzel, Dumont, Pisan, Dupeyron, Sotain, Trichon, Guillaime, Gauchard, Verde, Pierdon, Maurand, Regnier , Piaud, Obrux ed altri. Il testo ed il commento, curato dal letterato  e giornalista anconetano Eugenio Salomone Camerini (Ancona, 13 luglio 1811 – Milano, 1º marzo 1875), è molto apprezzato per l’accuratezza filologica. Rif. Bibl.: Cfr. Mambelli “Annali ediz. dantesche”,362: “Il Camerini prese a testo la lezione del Witte. Per le dichiarazioni tenne conto dei migliori interpreti antichi e moderni: Boccaccio, Buti, Benvenuto da Imola, Tommaseo, Blanc, ecc.”.

440 euro

ARCHITETTURA RARITà BIBLIOGRAFICHE CATARIN DOINO STAMPATORI VENEZIA

IMG_5056_clipped_rev_1   IMG_5055_clipped_rev_1  IMG_5053_clipped_rev_1        IMG_5054_clipped_rev_1

    IMG_5060_clipped_rev_1IMG_5161_clipped_rev_1

 

   IMG_5049_clipped_rev_1

Giacomo Barozzi da Vignola,

Regola delli Cinque Ordini d’Architettura di M. Iacomo Barozzio  da Vignola,

In Venetia, per Catarin Doino, s. data (ma 1620 circa)

In folio (41,8×28,7 cm); 46 c. di tav. Legatura coeva in piena pergamena con piatti interni foderati con bella carta coeva a motivi floreali in rosso e bianco. Qualche piega, traccia di sporco e segno del tempo al frontespizio. Qualche lieve traccia di sporco all’angolo basso esterno dell’opera dovuta all’utilizzo. Qualche piccolo strappetto, senza perdita di carta, al margine esterno bianco di alcune carte, ininfluenti. Uno piccolo strappo anticamente restaurato a carta 34, senza perdita di carta. Un leggero alone al margine basso delle ultime 8 carte. Una piega all’ultima carta che risulta anticamente rimontata. L’ultima carta non presenta alcuna numerazione e rappresenta l’altare del Bernini in San Giovanni Lateranense. La numerazione è in parte in numeri romani ed in parte in numeri arabi così suddivisa: XXXII, 33-37, XXXVIII-XXXXI, 42, 43, XXXXIIII, e tre carte di tavola senza numerazione delle quali, due frontespizi e l’ultimaIMG_5050_clipped_rev_1 carta. Esemplare unico, probabilmente di prova. Caterin Doino stampò l’opera nel 1627 come è possibile comprendere dalla dedicatoria presente in alcune delle altre copie censite ma nessuna di queste copie ha un numero così alto di tavole. Tutti gli esemplari censiti presentano un numero di tavole che va da 43 a 45 tavole (dedicatoria inclusa). Il nostro esemplare presenta 46 tavole senza la dedicatoria. Anche tenendo conto del fatto che l’ultima carta non numerata con l’altare del Berini sia stata aggiunta all’epoca da altra edizione, questo non toglie che il nostro esemplare è l’unico a presentare 44 tavole numerate (tutti gli altri esemplari si fermano a 42 tavole). A dimostrazione che si tratta di una tiratura differente è anche il diverso alternarsi dei numeri arabi e di quelli romani. Gli altri esemplari conosciuti si differenziano in diversi modi. Alcuni non presentano la numerazione II sotto alla tavola de “Al lettore”, altri hanno la tavola 42 numerata in  numeri arabi altri in numeri romani ed in ogni caso nessun esemplare presenta le tavole 43 in numeri arabi e XXXXIIII in numeri romani. Il titolo è inciso sul basamento di un tempietto che mostra la mezza figura del Vignola, volta a destra, copia di quello  dell’ edizione IMG_5052_clipped_rev_1farnesiana. Il tempietto è formato da due colonne composite e da contropilastri che sostengono una trabeazione nel mezzo della quale siede una figura coronata con occhi volti al cielo. Attorno, su di un frastaglio: in te domine speravi. Ai lati della trabeazione, si elevano due sfere. Il volume è inciso parte in rame e parte in legno. Il secondo frontespizio presenta il titolo “Nuova ed ultima aggiunta delle porte d’Architet.a di MichelAngelo Buonaroti Fiorentino Pittore Scultore et Architetto Eccell.mo” con ritratto di Buonarroti entro bellissima cornice architettonica sormontato dalla scritta “Michael Angelus Bonarotus Patritius Fiorentinus An. Agens. LXXIII. L’edizione della Regola dei Cinque Ordini stampata da Catarin Doino è una fra le edizione più rare e l’esemplare che qui presentiamo non ha eguale fra quelli censiti. IIMG_5159_clipped_rev_1 Cinque Ordini sono l’opera più importante e celebre del grande architetto, teorico dell’architettura e trattatista Jacopo Barozzi da Vignola, detto comunemente Il Vignola (Vignola, 1º ottobre 1507 – Roma, 7 luglio 1573). Pubblicato per la prima volta nel 1563 ebbe un’enorme diffusione in tutt’Europa fino alla fine dell’Ottocento. L’opera sembra si sia basata sui disegni, oggi perduti, fatti dal Barozzi l’Accademia vitruviana della Virtù di Roma. Una delle opere basilari della storia dell’architettura. Catrino Doino iniziò la sua attività verso la fine del cinquecento a Venezia, probabilmente collaborando all’epoca con Francesco Valesio, tanto che nella prima opera da lui firmata, una pianta di Padova del 1606 inclusa nell’opera manoscritta di Andrea Cittadella “Descrittione di Padova” compare nella formula “Franc. Vallegio / et Catar. Doino”. Rif. Bibl.: ICCU, IT\ICCU\LO1E\023552 per numero di carte uguale a quello presentato ma con la presenza della dedicatoria ma senza le carte 43 e XXXXIIII; ICCU, IT\ICCU\UBOE\071052 con 43 carte, dedicatoria compresa ma con numerazione che parte con carta numerata in numeri romani III.

500 euro

MODENA STAMPATORI EDITORI STORIA DELL’EDITORIA RARITà

 IMG_5061_clipped_rev_1 DSC_0047_clipped_rev_1Formiggini Angelo Fortunato,

Prefazione editoriale al “Chi è?”. Catalogo editoriale delle edizioni Formiggini.

Modena, G. Ferraguti & C., 1928

In 8° (19,4×12,3 cm); 9, (19) pp. Brossura editoriale. Esemplare inviato all’amico Umberto Tirelli. Bel ritratto fotografico di Formiggini alla prima carta bianca. L’opera contiene il catalogo editoriale dei “Classici del Ridere” (con immagine dei Les Contes drolitiques di Onorato di Balzac), dei “Profili” (con immagine del Profil di Emanuele Filiberto scritto da Pietro Silva), delle “Medaglie” (con immagine del Trilussa di Silvio d’Amico), le “Lettere d’Amore” (con le Lettere di Giulia Lespinasse), “Le Apologie”, le “Polemiche” (con immagine dello scritto di Mussolini Battaglie giornalistiche), la collana “Poeti italiani del XX secolo” (con immagine dell’opera di Antonio Sbriscia Il volo del Falco). Anche un elenco di pubblicazioni varie, de “L’Italia che scrive”. Alla fine del volume Formiggini informa anche della prossima pubblicazione di un “poderoso DSC_0048_clipped_rev_1repertorio della cultura contemporanea” dal titolo “Enciclopedia delle Enciclopedie” (opera che edita  partire dal 1930 vide l’uscita di soli poche sezioni). Il volumetto contiene nella prima parte lo scritto di Formiggini “Prefazione editoriale al Chi è?” nel quale il celebre editore modenese Angelo Fortunato Formiggini (Collegara di Modena, 21 giugno 1878 – Modena, 29 novembre 1938) scrive “Carissimo lettore, ti voglio raccontare una cosa in gran segreto: Tu non farne parola con nessuno perché c’entra una bella signora e bisogna andarci piao. E’ una signora che io non ho mai veduta e ho detto “bella” per cortesia e per cavalleresca intuizione: mi risulta che era molto elegante. E lo sarà certo ancora. Il fatto avvenne nel 1921. Nel verde aprile di quell’anno io aprii nel cuore di Roma …”. Opera molto rara ed in buone condizioni di conservazione.

150 euro

MEDICINA PRIME EDIZIONI PERIODICI GINEVRA ZODIACUS GALLICUS ZODIACO ASTROLOGIA PRIMO PERIODICO MEDICO  ODONTOIATRIA COLORI FISICA CHIMICA COMETE MEDICINA FORENSE

   IMG_5063_clipped_rev_1DSC_0025_clipped_rev_1 DSC_0022_clipped_rev_1Blegny Nicolas de,

Zodiacus medico-gallicus sive Miscellaneorum medico-physicorum gallicorum titulo recens in re medica et naturali exploratorum, vnoquoque mense Parisiis gallice prodeuntium annus secundus scilicet M.DC.LXXX. Authore Nicolao De Blegny R.G.C.O Zodiacus medico-gallicus sive Miscellaneorum medico-physicorum gallicorum titulo recens in re medica et naturali exploratorum vnoquoque mense Parisiis gallice prodeuntium annus tertius scilicet M.DC.LXXXI. authore Nicolao De Blegny R.G.C.O

Genevae, sumptibus Leonardi Chouet & Soc., 1682

In 4°; due opere in un volume: 8 , 264 pp. e 4 c. di tav.; 153 (i.e. 155), 13 pp. e 2 c. di tav. (le due tavole del secondo volume si trovano erroneamente legate all’interno del primo volume che così contiene 6 tavole invece di 4 come attestato anche dalla didascalia esplicativa riportata IMG_5062_clipped_rev_1nelle tavole stesse). Comunque i due volumi sono completi ed in buone condizioni di conservazione. Legatura novecentesca in cartoncino molle. Alcune leggere bruniture in alcune pagine dovute alla qualità della carta e presenti in tutte le copie di quest’opera. Minima mancanza all’angolo superiore bianco di pagina 59, 61 e di una tavola (ininfluenti). Prima edizione latina di quello che è considerato il primo periodico medico. L’opera vide pubblicati solo i primi 3 anni (qui sono presenti il secondo e terzo anno). Si dice che fu proprio lo “Zodiacus medico-gallicus” che diede a Bayle l’idea delle “Nouvelles de la Republique des Letteres”. Inizialmente l’opera uscì il primo anno in francese con il titolo “Nouvelles découvertes sur toutes les parties de la médecine” ma ben presto venne prima tradotta in tedesco e poi in latino, unica lingua con cui proseguì la sua esistenza. Il latino permise infatti al periodico di uscire per altri due anni potendo raggiungere un pubblico più ampio di lettori. All’inizio di ogni capitolo presente inciso il segno zodiacale del mese di riferimento. Anche se l’esperienza dello Zodiacus fu breve esso aprì la strada alla pubblicazioni periodiche a carattere medico-divulgativo che caratterizzarono la fine del XVII° secolo e l’inizio del XVIII° e proseguirono fino ad oggi. Nicolas de Blegny (Chaumont-en-Bassigny 1646 circa – Avignone 1722); fu valente medico (specializzato nello studio delle malattie veneree) e chirurgo personale dei reali di Francia e si interessò anche di storia e letteratura. Durante la sua avventurosa vita fu poi DSC_0024_clipped_rev_1imprigionato per dieci anni nel castello di Angers, per aver fondato un falso ospedale per stranieri, in realtà luogo di malaffare. Blegny, come ricorda il Garrison-Morton fu il primo francese a dare un contributo importante alla medicina forense. All’interno dell’opera sono riportate alcune delle più importanti scoperte scientifiche del 1680 e 1681. Gli indici dei due volumi si trovano ambedue alla fine del secondo volume. fra i vari capitoli ne troviamo dedicati alle febbri, alle acque minerali, a problemi urologici, alla natura dei denti e alle loro malattie e patologie e al modo di curarli, a casi ginecologici o a bambini nati con malformazioni terribili, ma anche a curiosità fisico-naturali come la colorazione dei coralli, la filosofia dei colori e alcune sperimentazioni sui colori, studi su alcuni animali rari arrivati dall’Africa o su nuovi tipi di funghi, su una balena. Gli ultimi due capitoli sono assai curiosi e riportano, uno, alcune teorie relative ai folletti ed alla parte data loro nella tradizione francese ed irlandese nella creazione del “genio” e l’altro è dedicato ad una teoria sulle comete. Opera in buone condizioni di conservazione e assai rara. Rif. Bibl.: Caillet I, 1224; Garrison-Morton 1725; Waller I, 1133; Wellcome II,180.

450 euro

TEATRO CARICATURE ILLUSTRATORI LUCERA SATIRA PRIME EDIZIONI

    

IMG_5162_clipped_rev_1DSC_0067_clipped_rev_1 DSC_0070_clipped_rev_1 DSC_0069_clipped_rev_1 DSC_0068_clipped_rev_1 IMG_5163_clipped_rev_1 IMG_5164_clipped_rev_1DSC_0066_clipped_rev_1

Onorato Umberto,

Pupazzi. Caricature del teatro di prosa. Prefazione di Silvio D’Amico.

Milano, Casa Editrice Maia, 1930

In 4° grande (34,5×25,5 cm); (184) pp. con 118 illustrazioni con caricature di attori teatrali, di cui 40 a colori applicate f.t. su cartoncino. Elegante brossura editoriale con titolo in rosso su sfondo nero e vignetta in bianco. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione in tiratura limitata di 500 esemplari, numerati e firmati dall’autore. Il nostro è l’esemplare numero 228. Importante opera del celebre disegnatore, scenografo, giornalista e critico italiano, Umberto Onorato (Lucera, 2 febbraio 1898 – Cassino, 14 settembre 1967). Il volume riporta caricature diDSC_0071_clipped_rev_1 Marta Abba, Wanda Capodaglio, Fregoli, Dina Galli, Gilberto Govi, le sorelle Gramatica, Maria Melato, Elsa Merlini, Angelo Musco, Tatiana Pavlova, Petrolini, Lamberto Picasso, Ruggero Ruggeri, Sergio Tofano, Vera Vergani, Ermete Zacconi, Cesco Baseggio, Memo Benassi, Anton Giulio Bragaglia, Gino Cervi, Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica, etc. L’autore, per il suo tratto essenziale, venne spesso accostato a futurismo. E’ particolarmente conosciuto per le sue caricature di attori teatrali e cinematografici ma fu anche molto attivo nella produzione di scenografie, in particolar modo tra gli anni 30’ e 40’ (dopo aver esordito nel 1928 nella compagnia di operette Riccioli-Primavera) lavorando per compagnie italiane di prosa e di rivista. Collaborò a varie riviste come Il Dramma, Le grandi firme, Il travaso delle idee, Marc’Aurelio, Settebello e Cantachiaro. Opera non comune a reperirsi in queste buone-ottime condizioni di conservazione.

120 euro

DUMAS CARICATURE ILLUSTRATORI RITRATTI SATIRA

 

IMG_5165_clipped_rev_1DSC_0063_clipped_rev_1DSC_0064_clipped_rev_1DSC_0062_clipped_rev_1

AA. VV.

Alexandre Dumas en Images,

Paris, Librairie Nilsson, s. data (ma 1902 circa)

In 4°; 36 pp. Brossura editoriale illustrata. Qualche lieve strappetto al dorso senza perdita di carta. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Monografia completamente dedicata all’iconografia del grande scrittore e drammaturgo francese, Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802 – Puys, località di Dieppe, 5 dicembre 1870), famoso soprattutto per i capolavori Il conte di Montecristo e la trilogia dei moschettieri formata da I tre moschettieri, da Vent’anni dopo e da Il visconte di Bragelonne. Il volume raccoglie ritratti di Dumas opera di Leon Noel, Deveria, Girard, Maurin, Clopet, Cham, Telory, Adam, Carjat, Mailly, Gripp, Nadar, Michelet ed altri partendo dalla giovinezza per arrivare alla senilità del celebre scrittore. Opera non comune.

150 euro

ILLUSTRATORI DISEGNATORI FANTASIA DISNEY HEINRICH KLEY POSTCARD

DSC_0072_clipped_rev_1 DSC_0075_clipped_rev_1

IMG_5167_clipped_rev_1   IMG_5168_clipped_rev_1IMG_5166_clipped_rev_1

Heinrich Kley,

Lotto di 18 cartoline della Serie X e XVII della Simplicissimus-Karte

S. luogo, S. editore, S. data (ma 1910 circa)

14,7×9,7 cm; 18 cartoline. Tutte le cartoline sono firmate da Kley. Rara raccolta di 18 cartoline uscite nella seri delle “Simplicissimus-Karte” serie X (numero 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12) e serie XVII (numero 1, 2, 3, 5, 7, 10, 11) realizzate dal celebre pittore ed illustratore tedesco, Heinrich Kley (15 aprile 1863 a Karlsruhe – 1945 a Monaco di Baviera). Formatosi inizialmente alla Karlsruhe Akademie perfezionò i suoi studi a Monaco. Seppur iniziò col dipingere paesaggi, nature morte, scene di città e scene storiche ben presto liberò la sua fervente vena creativo-fantastica iniziando a realizzare scene fantastiche con il solo utilizzo diIMG_5169_clipped_rev_1 poche linee e pubblicando i suoi disegni su due delle principali riviste illustrate tedesche dell’inizio del XX° secolo e cioè Jugend e Simplicissimus. Dopo aver ottenuto una grande notorietà, lentamente, verso la metà degli anni 30’ cadde nell’oblio tanto che anche la data della sua morte risulta, oggi, come incerta dato che alcune fonti sostengono che visse fio all’8 febbraio del 1952. Il grande fumettista Joe Grant era un suo grande estimatore e ne presentò l’opera a Walt Disney che folgorato dall’abilità di Kley iniziò a comporre un’enorme collezione di sue opere. Al lavoro di Kley ad esempio è profondamente ispirata uno dei capolavori Disney come Fantasia dove l’ippopotamo ballerino ed il coccodrillo hanno una chiarissima ispirazione derivazione da Kley. Poco conosciuto in Germania ed in Europa, proprio grazie all’interesse di Disney è molto apprezzato in America. Cartoline in ottime condizioni di conservazione. Rare a reperirsi ed ancor più rare a trovarsi in un gruppo così consistente.

250 euro

ILLUSTRATORI ARTE PRIME EDIZIONI GRAFICA ART NOUVEAU SECESSIONE LIBERTY

  DSC_0078_clipped_rev_1DSC_0081_clipped_rev_1 DSC_0080_clipped_rev_1 

DSC_0082_clipped_rev_1 DSC_0083_clipped_rev_1

DSC_0079_clipped_rev_1Franz von Stuck,

Karten und Vignetten nach federzeichnungen von F. Stuck, herausgegeben von Martin Gerlach, zweite billigere ausgabe mit 51 kunsttafeln.

Wien, Gerlach & Schenk verlag fur Kunst und Gewerbe, s. data (ma 1886)

In folio (44,5×32,5 cm); 52 cc. Cartella editoriale in mezza tela con i piatti foderati in carta azzurra con titolo in nero al piatto anteriore. Completo. Prima rara edizione di questa raccolta di tavole del celebre pittore simbolista-espressionista, scultore, illustratore e architetto tedesco, Franz von Stuck (Tettenweis, 23 febbraio 1863 – Monaco di Baviera, 30 agosto 1928). Nel 1892 fu tra i fondatori del movimento artistico della “Secessione” di Monaco divenendo uno degli antesignani dell’Art Nouveau (Jugendstil in Germania). Stuck, formatosi a Monaco dove seguì la Scuola di arti decorative, il Politecnico (1882-84) e infine l’Accademia (1885-89), divenne presto celebre per alcune vignette comparse sulla nota rivista, Fliegende Blätter. Nel 1889 con la fama raggiunta riuscì ad organizzare una mostra delle sue opere, ispirate dai DSC_0077_clipped_rev_1lavori di Arnold Bocklin, al Glaspalast di Monaco di Baviera. Con la nascita del movimento “Secessione” di Monaco divenne la figura di riferimento dello stesso raccogliendo introno a se numerosi artisti fuoriusciti dalle accademie d’arte a causa delle troppo rigide regole estetiche in esse imposte. Fu apprezzato architetto che rielaborando il concetto decorativo neoclassico arrivando anche a vincere la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 per il suo progetto la “Villa sul Mare”. Intorno al 1910 la sua fama iniziò a scemare anche se la sua mostra monografica alla Biennale di Venezia venne molto apprezzata da artisti come Kandinskij, Klee e Albres (autori che fra l’altro erano stati allievi di Stuck). Celebri sono i suoi combattimenti fra centauri. L’opera qui presentata venne realizzata da Stuck nel corso di alcuni anni e raccoglie numerose sue invenzioni grafiche, tipiche del suo stile e dei temi da lui trattati. Opera rara a reperirsi ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Franz von Stuck – Die Sammlung des Museums Villa Stuck, bearb. v. Barbara Hardtwig, München 1997, S. 226, Bibliographie.

350 euro

MODENA MASCHERE POPOLARI CARNEVALESCHE SANDRONE FOTOGRAFIA RARITà FAMIGLIA PAVIRONICA CARNEVALE

IMG_5155_clipped_rev_1La prima e più celebre foto della Famiglia Pavironica, maschera carnevalesca modenese,

Modena, S. stampatore (ma probabilmente Orlandini), fine del XIX° secolo – inizio del XX° secolo

17,2×14,7 cm; il più celebre ritratto fotografico della Famiglia Pavironica, famosa maschera popolare carnevalesca modenese. La fotografia venne scattata verso la fina dell’ottocento e rappresenta il primo ritratto della Famiglia Pavironica al completo con i primi interpreti delle varie maschere. Si riconoscono così nella foto Carlo Preti, figlio del primo interprete di Sandrone Pavirone del Bosco di Sotto da Modena (Giulio Preti), con la “moglie” Pulonia interpretata dal famoso fotografo Pellegrino Orlandini ed Filippp Preti (figlio di Gugliemo Preti, uno dei sei figli di Giulio), il primo Sgorghiguelo. La figura di Sandrone pur essendo una storica maschera modenese, è nel 1870 che prende, per la prima volta, vita in carne ed ossa quando, il comitato cittadino di Modena, capeggiato da Camillo Guidelli, decise di far interpretare a Giulio Preti la figura di Sandrone durante una manifestazione carnevalesca organizzata, da diversi nobili modenesi, per raccogliere fondi per finanziare lo scaldatoio di Modena, che era situato in piazzale Sant’Agostino e dove tutti i poveri andavano per avere un posto e un piatto caldi. La scelta di Preti non era casuale. Egli, celebre burattinaio, aveva ampiamente contribuito con i suoi spettacoli itineranti di burattini (tenuti più volte anche davanti alla corte estense) a rendere famoso il personaggio e a riportarlo in auge, dopo che nel settecento la maschera popolare era stata un po’ dimenticata. Allo stesso Preti, che mutuò la passione di Sandrone da un altro celebre burattinaio, Luigi Rimini Campogalliani, si dive la creazione delle maschere della moglie di Sandrone, la Pulonia e del figlio, Sgorghiguelo create nella prima metà dell’ottocento per affiancare Sandrone, negli spettacoli teatrali di Preti. La Famiglia Pavironica al completo, in carne ed ossa, apparve in pubblico la prima volta nel 1886 e questa fotografia che rappresenta il più celebre ritratto antico della Famiglia Pavironica, fu scatta proprio intorno a questa data. Molto rara.

240 euro

CARICATURE SATIRA POLITICA RIVISTE FRANCESI TEATRO ARTE LETTERATURA RARITà

DSC_0118_clipped_rev_1  DSC_0120_clipped_rev_1 DSC_0119_clipped_rev_1  DSC_0123_clipped_rev_1  DSC_0122_clipped_rev_1  DSC_0121_clipped_rev_1 DSC_0116_clipped_rev_1Gripp Carlo, Charles-Lucien Huard ed altri,

L’Image Critique, Litteraire, Satirique (poi L’image, Journal hebdomadaire illustré, dirigé par Carlo Gripp.

Paris, Typorgaphie Turfin et Ad. Juvet; Imp. Dubuisson et C.ie, 1867-1868

In folio; 35 numeri raccolti in un volume: prima annata 1,4-8, 10,12, 13, 15, 16, 18, 20 – 23, 25 – 29; seconda annata: 2, 3, 5 – 16. Ogni numero composto da 8 pagine. Legatura coeva in mezza-pelle chiara con titolo e fregi in oro al dorso (piccola mancanza al margine superiore del dorso). Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Un leggerissimo alone di unto all’angolo basso degli ultimi 4 numeri, ininfluente e nel complesso giornali si presentano in ottime condizioni di conservazione. Una delle collezione fra le più ampie apparse sul mercato, di questa celeberrima testata giornalistica satirica illustrata fondata da Charles-Lucien Huard (colui che fondò anche i giornali “Le Bouffon” nel 1867, “La Caricature” nel 1877 e la rivista di viaggi “Sur mer et sur terre” 1888) alla quale collaborarono  alcuni dei più importanti illustratori francesi del XIX° secolo come Carlo Gripp (che ne divenne anche direttore), Leray e Marland. Dal numero 13 del primo anno la prima DSC_0117_clipped_rev_1 pagina della rivista presenta una grande vignetta con fine coloritura coeva. La testata contiene articoli di Alexandre Dumas, Antonin Poulet, Lucien d’Hura (Charles-Lucien Huard), Firmin Javel, Crale des Perrieres, Jules Claretie, Amedee Blondeau, Ivan de Woestyne, Paul de Leoni, Aime Mauduit, Pierre Vitali, Adolphe Saint-Leger, A. Humbert, Alexis Muenier, Cyrille Clavier, Octave de Buvilly, Fernand d’Avrigny. Uscita nel 1867 con il titolo “L’Image Critique, Litteraire, Satirique” con direttore Antonin Poulet, la testata muta, ben presto, il titolo in “L’image, Journal hebdomadaire illustré, dirigé par Carlo Gripp” dal numero 15 del primo anno per essere poi sospesa alla fine della seconda annata con il numero del 27 dicembre del 1868 (sarà poi riaperto con un nuovo titolo “Journal Paris-Comique” a partire dal 3 gennaio e definitivamente chiuso con il numero 37° 10 sept. 1870). Le vignette satiriche colpiscono il mondo teatrale e culturale francese senza dimenticare la classe politica con caricature esilarante e graffianti durante la fase calante del Secondo Impero con conflitti sociali che si vanno intensificando e movimenti filosofico-sociali che si radicalizzano con la nascita delle teorie marxiste e dell’anarchismo di Proudhon. I numeri della rivista sono molto rari ed ancor più raro è reperire una quantità così abbondante di numeri.

680 euro

MEDICINA MEDICINE FARMACIA ERBORISTERIA TORINO SAVOIA CORTECCIA PERUVIANA PRIME EDIZIONI

IMG_5047_clipped_rev_1  IMG_5046_clipped_rev_1 IMG_5045_clipped_rev_1Vastapane Pietro Giovanni,

De china china in synochis putribus animadversiones Petri Joannis Vastapani Amplissimi Taurinensis Medicorum Collegii Socii, nec non medici in nosocomio urbis majori vicarii.

Taurini, Guibert, et Orgeas, 1779

In 8° (21,5×13,7 cm); XXXI, (1), 152, (2) pp. e una c. di tav. fuori testo. Bella brossura editoriale coeva a motivi a colori, qualche difetto al dorso. Esemplare ancora in barbe. Bel ritratto di Vittorio Amedeo III Re di Sardegna fuori testo. Prima edizione del noto medico torinese di questo studio medico farmaceutico dedicato all’utilizzo della corteccia peruviana nella cura delle febbri tifoidee e putride. L’autore descrive vari casi clinici trattati con vari preparati a base di distillati della corteccia peruviana. Scrive Bonino, II, pp. 529-532 IMG_5048_clipped_rev_1 “”Assunto nel 1765 a medico assistente nello spedale di s. Giovanni, stampa nel 1779 una dissertazione, nella quale dopo di aver dimostrato, anche con l’autorità  di sommi clinici, quanto dannevole fosse la pratica di coloro, i quali ravvisando nel cortice peruviano un antisettico potentissimo, a questo rimedio avevano ricorso indistintamente in ogni caso di sinoco così detto putrido, imprende ad indicare da quel sagace clinico ch’egli era, le circostanze in cui il cortice può realmente tornar vantaggioso in quelle febbri, cui egli però negava fin d’allora convenirsi l’epiteto di putride”. Vastapane nacque a Riva di Chieri nel 173 e morì a Torino nel  1819. Aggregato al Collegio Medico di Torino dal 1767, fu medico di corte dal 1784. Nel 1787 ottenne l’importante carica di professore onorario di medicina. Nel 1790 divenne consigliere straordinario nel magistrato del Protomedicato.  Opera in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Non comune. Rif. Bibl.: De Renzi, V, pp. 659 e p. 576. Blake, p. 469.

150 euro

MEDICINA PRIME EDIZIONI BAROCCO PISA FIRENZE RAVENNA IATROMECCANICA ANATOMIA AUTOMI MECCANICA BIOGRAFIE

IMG_5012_clipped_rev_1 (1)  IMG_5013_clipped_rev_1  IMG_5011_clipped_rev_1 (1)Bellini Lorenzo,

Discorsi di anatomia di Lorenzo Bellini gia publico professore di essa nello studio di Pisa e primo medico dell’A. R.  COSIMO III GRanduca di Toscana, ora per la prima volta stampati dall’originale esistente nella libreria Pandolfini e dedicati all’Illustrissimo Signore Ruberto Pandolfini ciamberlano di sua maestà La Regina D’Ungheria, e Bomeia ecc. e di S. A. R. Il Serenissimo Francesco III Duca di Lorena e di Bar e Granduca di Toscana ecc. colla prefazione di Antonio Cocchi Mugellano.

In Firenze, nella stamperia di Francesco Moucke, 1741 – 1744

In 8° (19,5×13,5 cm); tre parti in due volumi. XXXXII, 296 pp.; XIX, (1), 386, (2 b.) pp. e 155, (1) pp. Belle legature coeve in piena pergamena  rigida con dorsi a 4 nervi e titolo parlato al dorso da mano coeva. Tagli leggermente spruzzati. Volume appartenuto a Francesco Ginanni. Ex-libris nobiliare applicato al piatto interno dei due volumi. Ex-libris manoscritto al margine bianco del frontespizio che identifica l’esemplare come probabilmente appartenuto al grande studioso ravennate, Francesco Ginanni, autore del più famoso studio sulle pinete ravennatiIMG_5010_clipped_rev_1. Titolo del primo volume stampato in rosso e nero. Numerose iniziali, finalini e testatine ornate. Prima rara edizione. Un leggerissimo e assolutamente ininfluente alone al margine bianco basso delle prime 4 carte del secondo tomo e nel complesso esemplare in ottimo stato di conservazione, di questo importante scritto di medicina opera del grande medico, anatomista fiorentino, Lorenzo Bellini. L’opera fu pubblicata dopo la morte dell’autore grazie al ritrovamento del suo manoscritto, presso la Biblioteca Pandolfini, contenente questa serie di discorsi che si pensavano ormai persi. Allievo di Redi, Bellini fu collaboratore di Giovanni Alfonso Borelli  aiutandolo nella stesura del celebre trattato “De motu animalium”. Intrattenne anche un lungo epistolario con Malpighi. Prima protetto dal Granduca Ferdinando II, cadde in disgrazia presso questi e decise di trasferirsi a Firenze dove divenne, prima, medico particolare di Cosimo III e poi medico consulente di Clemente XI. Fine letterato fu anche autore di componimenti poetici il più famoso dei quali è il ditirambo “La Bucchereide”, nel quale l’autore celebre i buccheri. Si impegnò anche nello studio della filosofia e della matematica anche se, senza dubbio, il suo apporto più importante è legato allo studio dell’anatomia e fisiologia dei reni. Castiglioni,  a pagina 529 della sua Storia della medicina, scrive di Bellini: “Fra gli anatomisti italiani merita particolare menzione Lorenzo Bellini (1643-1704), allievo del Redi e del Borelli, a 21 anni assunto alla cattedra di medicina nell’Ateneo pisano. Egli fu uno dei migliori anatomisti dell’epoca, ricercatore instancabile, osservatore acutissimo, letterato di chiara fama per l’eleganza e la chiarezza del suo stile. Le sue scoperte sulla struttura dei reni e sull’organo del gusto gli hanno acquistato dei diritti reali alla considerazione degli studiosi”.Bellini insegnò per più di trent’anni IMG_5014_clipped_rev_1presso l’ateneo di Pisa. I “Discorsi” di Bellini, fra i massimi esponenti del sistema iatromeccanico, rappresentano un’opera assai curiosa per il tipo di narrazione nella quale le scoperte scientifiche sono descritte insieme alle pulsioni, ai sentimenti e alle intuizione che le hanno generate. La prefazione e’ di Carlo Cocchi. La terza parte contiene anche il “Sagio delle instituzioni mediche” e i “Frammenti degli altri due discorsi d’anatomia che compiscono il numero de’ quattordici accennati nella Prefazione della prima parte”. L’opera rappresenta anche una testimonianza estremamente vivida di come gli automi potessero agire da modello per la concezione del corpo umano. Celebre il passaggio nel quale l’autore descrive il sistema idraulico di un ipotetico giardino paragonandolo al sistema osteo-articolare del corpo umano. Prima edizione di questa basilare opera del pensiero anatomico barocco. I volumi sono stampati su carta di ottima qualità con un’impressione forte e pulita. Non comune e ancor più raro a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Capparoni, I, pp. 67-70; Blake, p. 40; Carini, L’Arcadia, I, p. 199; Castiglioni, 461, 477; Wellcome, p. 140; Lambertini, Diz. anatomico, 332.

600 euro

GUIDE VIAGGI ITALIA STORIA LOCALE LEGATURA EDITORIALE IN TELA SICILIA SARDEGNA MALTA

DSC_0110_clipped_rev_1 DSC_0113_clipped_rev_1 DSC_0112_clipped_rev_1 DSC_0111_clipped_rev_1 DSC_0115_clipped_rev_1 DSC_0114_clipped_rev_1

  IMG_5171_clipped_rev_1

Vallardi Giuseppe,

Itinerario d’Italia in CXXXXVI viaggi ed escursioni o sia descrizione delle città, dei borghi, villaggi, castelli, ponti, fiumi, stabilimenti pubblici e privati; enumerazioni dei prodotti, delle manifatture, dei luoghi più rimarchevoli all’archeologo ed al naturalista; strade postali e secondarie, ferrate, battelli a vapore; viaggi più diretti per la Francia, Inghilterra e Germania; ufficj postali e relative tariffe, partenze di corrieri e diligenze; tariffe delle monete; migliori alberghi e locande, ec. e tutto ciò infine che è di utile al viaggiatore, corredato di carte IMG_5172_clipped_rev_1geografiche e piante delle città. XXIV.a edizione originale di Giuseppe Vallardi 1852,

Milano, Dall’antica ditta Pietro e Giuseppe Vallardi, s. data (ma 1852)

In 8° (19,2×11,5 cm); LXXV, (3), 732, (4) pp. e 12 c. di tav. fuori testo (manca come nella maggior parte degli esemplari la grande carta dell’Italia posta nella custodia in fondo al volume). IMG_5173_clipped_rev_1(1)Esemplare che conserva la bella legatura editoriale in piena tela riccamente illustrata. Qualche strofinatura e lieve difetto. Qualche strappetto e piega in alcune delle carte, senza perdita di carta e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Tagli spruzzati in azzurro. Ventiquattresima edizione, ma prima con la legatura in piena tela, di questa celeberrima guida d’Italia considerata la più importante e corretta dell’ottocento. Le 12 tavole fuori testo, più volte ripiegate, presentano dettagliate planimetrie di Milano, Genova, Torino, Venezia, Trieste, Firenze, Roma, Napoli, Pompei, Palermo, Siracusa, Genova, tutte accompagnate da scene animate. Esistono due versioni di quest’opera con un numero e tipo di tavole diverse. Questa edizione del 1852 è considerata la più esauriente e completa. Nell’opera anche uffici postali e relative tariffe, partenze di corrieri e diligenze; tariffe delle monete; migliori alberghi e locande, ecc. Un capitolo è dedicato a Malta. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MIL\0597933.

240 euro

CINEMA RIVISTE FUTURISMO ILLUSTRATORI RARITà ARTE DEPERO DUDOVICH OPPO TOFANO ARTE CINEATOGRAFICA AVANGUARDIE ARTISTICHE

DSC_0084_clipped_rev_1 DSC_0087_clipped_rev_1 DSC_0086_clipped_rev_1  DSC_0092_clipped_rev_1    DSC_0093_clipped_rev_1   DSC_0089_clipped_rev_1  

  IMG_5156_clipped_rev_1 IMG_5157_clipped_rev_1 

AA. VV.,

Penombra anno I, n° 1, Novembre – Dicembre 1917, In Penombra, Anni I n° 1 Giugno 1918 – Anno II, n° 4 – 5, Aprile – Maggio 1919. (Compreso il rarissimo numero del 1917 con la copertina illustrata da Dudovich).

Roma, SDSC_0094_clipped_rev_1. A. I. G. A. già Barabino & Graeve; Alfieri e Lacroix, 1917 -1919

In 4°; 12 numeri, molti doppi. Primo numero, prima annata completa. Presenti tutte le brossure originali. Il primo numero, quello rarissimo con la brossura disegnata da Dudovich, presenta qualche lieve piega ai piatti, qualche strappetto e lievi segni del tempo, senza però perdita di carta. Presente invece una mancanza all’angolo inferiore dell’ultima pagina di testo (pagina 56) con perdita di testo ma per il resto gli esemplari si presentano in buone-ottime condizioni di conservazione. Presente anche la copertina del numero 3 dell’agosto del 1918 con la brossura disegnata da Depero spesso assente. La rivista venne fondata da Tomaso Monicelli, Guido Milelli, Ettore Veo, Avv. RenatoDSC_0090_clipped_rev_1 Moretti e Emilio Morin. Come direttore venne scelto Tomaso Monicelli, Redattore Capo Ettore Veo e Capo Amministrativo Guido Milelli. Nelle idee iniziali la rivista doveva uscire ogni 15 giorni ma già dopo il primo numero l’idea decadde. Il secondo numero che doveva uscire a gennaio del 1918 e che aveva già la copertina pronta commissionata a C. E. Oppo non uscì e si dovette aspettare sei mesi prima che la rivista tornasse ad uscire, questa volta, con nome mutato “In Penombra – Rivista del Cinematografo” ed uscita mensile. Anche questa idea venne presto abbandonata e la rivista uscì saltuariamente fino al settembre del 1919, con il numero 9, quando la sua pubblicazione venne definitivamente abbandonata. Nonostante la breve durata, la rivista divenne da subito una pietra miliare del nascente cinema muto italiano e rappresenta una delle primissime riviste italiane, legata a questa nuova forma d’arte, dall’alto contenuto culturale. Anche il cambio di titolo da “Penombra, rivista del Cinematografo” a “In Penombra, rivista d’arte cinematografica” non era casuale. Con il cambio di titolo gli ideatori volevano sottolineare che il cinema era un’arte, un’arte innovativa che apriva la strada a nuove opportunità DSC_0091_clipped_rev_1d’espressione come, del resto, ben avevano intuito numerosi rappresentanti del movimento futurista che infatti collaborarono con entusiasmo alla nuova rivista. Proprio con “Penombra” ed “In Penombra” il cinema italiano prende consapevolezza che il cinematografo non è solo uno strumento per passare il tempo o per sollazzare le masse ma un potente strumento culturale.  Dal sito della Treccani si legge: “In penombra” (inizialmente “Penombra”), edita a Roma a partire dal 1917 (e fino al 1919), diretta da Tomaso Monicelli (intellettuale di valore e padre del regista Mario) e illustrata splendidamente dai maggiori disegnatori del tempo, da S. Tofano a M. Dudovich, da F. Depero e C.E. Oppo. … “In penombra” resta un esempio pressoché insuperato, almeno in Italia, di r. all’avanguardia per impostazione grafica, ma appare anche significativo coacervo di collaboratori colti, in un’epoca in cui il cinema stava iniziando ad affermarsi come nuova arte”. Gli illustratori che contribuirono con numerose immagini al successo della rivista furono diverse, oltre a quelli già citati non vanno dimenticati Bemporad, Bandinelli, Otha, Biagini, Fabiano, Genua, Backst, Fular ed altri. Fra i firmatari degli articoli si trovano oltre i già citati fondatori anche: Tomaso Monicelli, Anton Giulio Bragaglia, Ugo Falena, Ermanno Amicucci, Lucio d’Ambra, Marino Moretti, Luigi Pirandello, Guelfo Civinini, Fortunato Depero, Ettore Veo, Giovanni Diotallevi, Ettore Cozzani, Nino Oxilio, Fausto Maria Martini, Odone Nosari, Franco Liberti, Silvio d’Amico, Luigi Chiarelli, Antonio Beltramelli, Giorgio Parola, Ottavio di Nessim, Arnaldo Fraccaroli, Livio Marchetti, Diego Angeli, Roberto Cantalupo, Luciani, Alighiero Castelli, Carlo Tridenti, Luciano Zuccoli, Giuseppe Zucca,DSC_0088_clipped_rev_1 Federigo Giolli, Rosso di San Secondo, Romano Dazzi ed altri. Fra gli articoli: I balli plastici futuristi;  Il problema industriale del cinematografo; Fantasio Film; Il cinematografo non esiste; Il mondo che gira ed il mondo che si rigira; La moda maschile per l’inverno; Modelli d’interni in stile; Ruggero Ruggeri fa del cinematografo; La fotografia nel cinematografo; La estetica del cinematografo; D’Annunzio e l’arte muta; L’arcoscenico del mio cinematografo; Cinematografo di poesia; Come si diventa dive; Il film francese è malato; Mondo e teatro plastico ecc. Una delle collezioni più complete mai apparse sul mercato di questa celebre rivista che vede compreso anche il rarissimo numero 1 del 1917 illustrato da Dudovich. Molto rara. Rif. Bibl.: Bibliomediatica “Mario Gromo”, Museo Nazionale del Cinema di Torino, BID: CFI0356174 BNI1918 2758; ICCU: IT\ICCU\CFI\0356174.

600 euro

MEDICINA ANDROLOGIA GINECOLOGIA EMPOLI PISA  VENEZIA COLETI STAMPATORI CRUSCA ARCADIA ACCADEMICI

DSC_0020_clipped_rev_1  DSC_0019_clipped_rev_1

Del Papa Giuseppe,

Consulti medici del Signor Giuseppe del Papa, Archiatro della Corte Toscana, e pubblico lettore di medicina nella Università di Pisa Tomo Primo – Tomo Secondo,

Venezia, Per Sebastiano Coleti, 1766

21,8×16,5 cm; 2 tomi in un volume: (8), 206, (2) pp. e (2 b.), (8), 211, (3 b.) pp. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida parlata al dorso (piccolo difetto all’angolo superiore del piatto anteriore). Tagli spruzzati in rosso. Belle vignette xilografiche al frontespizio. Quinta edizione, in ottime condizioni di conservazione, della più celebre opera del grande medico empolese, Giuseppe del Papa. L’autore nacque a Empoli il 1° marzo 1648 e si laureò nel 1670 si laureò in medicina all’Università di Pisa. Fu allievo DSC_0021_clipped_rev_1di Alessandro Marchetti, Lorenzo Bellini e Donato Rossetti, tre dei maggiori galileiani del secondo Seicento, tutti discepoli di Giovanni Alfonso Borelli. Grande amico di Francesco Redi, grazie all’appoggio di quest’ultimo, all’età di soli 23 anni, ottenne la nomina a docente di logica nello Studio pisano. Dopo aver insegnato filosofia come ordinario, dal novembre 1677 al maggio 1700 insegnò medicina pratica. Sulla scorta delle teorie di Redi, Del Papa fu uno dei massimi esponenti dell’atomismo contro la teoria aristotelica della qualità. Nel 1682 Del Papa divenne Archiatra del principe, poi cardinale Francesco Maria, figlio di Cosimo III e fratello dell’ultimo Granduca di casa Medici, Gian Gastone. Dopo la morte di Redi, nel 1697, il medico empolese prese il suo posto come Protomedico granducale, prima di Cosimo III e poi di Gian Gastone. Fu membro delle principali accademie del tempo, tra le quali l’Arcadia e la Crusca, per la quale collaborò attivamente alla stesura della quarta edizione del Vocabolario. I suoi Consulti Medici, nei quali raccoglie varie esperienze (molte a carattere ginecologico) ebbero uno strepitoso successo e furono pubblicati ancora nel XIX secolo. Esemplare in bella legatura ed in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LIAE\028295.

150 euro

GASTRONOMIA CULINARIA CUCINA MILANO NAPOLI RUSSIA PIEMONTE TOSCANA PANETTONE DOLCI CIOCCOLATO VINI ENOLOGIA EDIZIONI RARE

DSC_0012_clipped_rev_1  DSC_0014_clipped_rev_1  DSC_0015_clipped_rev_1 DSC_0018_clipped_rev_1 DSC_0017_clipped_rev_1 DSC_0016_clipped_rev_1(Nelli Giovanni),

Il re dei cuochi : trattato di gastronomia universale : contenente le migliori ricette per la preparazione di ogni sorta di vivande secondo i metodi della cucina milanese, napoletana, piemontese, toscana, francese, svizzera, tedesca, inglese, russa. Le istruzioni relative alla pasticceria e confetteria… sulla scelta e conservazione de’ commestibili, delle bevande, della frutta, de’ vini; sul modo di apparecchiare … di ordinare i pasti sì di lusso che casalinghi, di servire, trinciare …

Milano, F. Legros e C. Editori, 1880

20,5×13,5 cm; 1003, (1) pp. e 16 bellissime c. di tav. fuori testo. Legatura coeva in mezza pergamena con piatti foderati da carta marmorizzata (qualche strofinatura e segno del tempo, mancanza all’angolo alto del piatto DSC_0011_clipped_rev_1posteriore). All’interno opera in buone condizioni di conservazione. Terza edizione, fra le meno comuni, riveduta e notevolmente ampliata di uno dei più classici manuali gastronomici dell’ottocento. Questa edizione si fa preferire alle precedenti per numerose ricette aggiunte che compaiono qui in prima edizione. L’opera contiene 2026 ricette (più di cento rispetto la seconda edizione), carne, pesce, pasta, dolci, bevande ecc. Numerosissime bellissime e fini tavole incise nel testo che illustrano come presentare i vari piatti (magnifiche quelle riguardanti i dolci). In fondo al volume le tavole con cibi guarnizione. Enzo Lo Scalzo dell’Accademia Italiana della Cucina, individua in Nelli l’ideatore della corretta ricetta di due tipici piatti milanesi: “Finalmente Giovanni Nelli, nel Re dei Cuochi, 1868 Milano, pubblica la ricetta validamente eseguibile del “risotto” e del “Panettone alla milanese (Panettone à la milanaise)”: presta grande attenzione al lievito, alla lavorazione e ai tempi di riposo, a una presentazione bella e buona soprattutto se gustata il giorno successivo! Da questa farà derivare la splendida rielaborazione dedicata alla principessa Margherita di Savoia.” (Asa-press del 23-02-2003). Opera in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Paleari p. 520 (per altra edizione ma con numero di pagina uguale).

140 euro

CARICATURISTI CARICATURE SATIRA POLITICA NAPOLI SOLATIUM RACCOLTA DI STAMPE RARITàDSC_0966_clipped_rev_1DSC_0970_clipped_rev_1      DSC_0969_clipped_rev_1

DSC_0967_clipped_rev_1         DSC_0968_clipped_rev_1

DSC_0973_clipped_rev_1  DSC_0972_clipped_rev_1

DSC_0971_clipped_rev_1  DSC_0975_clipped_rev_1

DSC_0976_clipped_rev_1    DSC_0974_clipped_rev_1

DSC_0964_clipped_rev_1Solatium (Buonsolazzi Mario),

Solatium ANNO VI° 1884-85, segue Solatium anno VII. 70 tavole

S. luogo, S. stampatore (in parte stampate dalla Lit. Campaiosa), S. data (ma 1884-1885).

In oblungo (35×24,5 cm); 70 c. di tav. Legatura coeva in piena tela rossa  con grande scritta “Solatium” impressa in oro al piatto anteriore. Qualche macchiolina ai piatti e traccia di sporco. Una piccola mancanza all’angolo basso bianco di una tavola, ininfluente. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. In numerose tavole è presente, chiosato da mano coeva in matita, il nome del personaggio ritratto. Importante raccolta di caricature di personaggi politici, letterati, imprenditori e militari per lo più campani, descritti dalla matita del celebre caricaturista italiano Mario Buonsolazzi (1859 – 1933). Buonsolazzi collaborò con alcune delle più importanti riviste satiriche DSC_0965_clipped_rev_1dell’epoca come il “”Don Chisciotte” settimanale napoletano fondato da Vincenzo Di Napoli-Vita, con il “Masto Rafaele”, il “Caporal Terribile” dove le sue caricature affiancano per anni quelle di Melchiorre Delfico o il “Monsignor Perrelli” diretto da Leonardo Fontana. In particolare il “Don Chisciotte”, in ogni numero, dedica 4 pagine centrali alle sue caricature. Questa presentata, che contiene oltre a due frontespizi, 68 magnifiche caricature a colori, è una delle raccolte più corpose di tavole caricaturali di Solatium (a parte una tavola che ritrae Olga Ossani opera di Enrico Lionne, pseudonimo di Enrico della Leonessa, Napoli 1865 – 1921, collaboratore del “Capitan Fracassa” e “Don Chisciotte”). I personaggi appartenenti alla nobiltà presentano a fianco della figura anche lo stemma di famiglia, alcune tavole sono accompagnate da un sottotitolo ironico.  Fra i ritratti: Ermete Novelli, Grimaldi, Colonna, Nardò, Chiaia, Cotteau, Duca di Bruzzano, Pignatelli, Viterbo, Pavoncelli, Fedrigo Pignatelli, Alfonso Ruffo Scoletta, Mazzacorati, Belardi, Spinosa ecc. ecc. Molto raro.

1.800 euro

SATIRA ANTICATTOLICA CALVINISMO UGONOTTI ILLUSTRATI FRATI MONACI CARDINALI PECCATI CURIOSITà

 DSC_0948_clipped_rev_1

    DSC_0951_clipped_rev_1  DSC_0950_clipped_rev_1  DSC_0949_clipped_rev_1                                 DSC_0953_clipped_rev_1

DSC_0946_clipped_rev_1(Jacob Gole?), (Cornelis Dusart?), Romeyn de Hooghe,

Renversement de la morale chrétienne par les desordres du Monachisme. Enrichi de 50 figures.

S. luogo, Ou les Vend en Hollande, Chez les Marchands Libraires et Images, avec privilege d’Innocent XI, s. data (ma 1850 circa)

In 8° (23×18 cm); (16), 51 c. di tav. (compresa antiporta ripiegata). Bellissima legatura artigianale della seconda metà dell’ottocento in piena pelle scura con ricca cornice in oro e a secco ai piatti. Al piatto anteriore impresso a secco lo stemma papale e 4 borchie lavorate agli angoli del piatto. Tagli zigrinati. Qualche macchiolina lievissima di foxing all’antiporta, del tutto ininfluente e per il resto esemplare in ottime condizioni di conservazione. Interno dei piatti foderati con elegante carta verde con DSC_0954_clipped_rev_1ricchi fregi floreali in oro. Rarissima edizione di questa celebre raccolta di stampe dall’incerta attribuzione, edita per la prima volta in Olanda tra il 1685, anno in cui l’editto di Nantes dichiarò il protestantesimo illegale in tutta la Francia, e il 1689, anno della morte di papa Innocenzo XI al quale, per presa in giro, viene attribuito il. Le tavole sono solitamente attribuite a Jacob Gole e Cornelis Dusart. L’antiporta ripiegata è opera di Romeyn de Hooghe e porta il titolo “L’Abrage du faux clergé Romain” ed in esso si vede Cristo al centro della stampa che stilla monete dalle stigmate mentre vari rappresentati del clero raccolgono le monete. Alcuni monaci operano su una pressa che porta il simbolo gesuita impresso. Sotto la scena un componimento satirico in versi. Dopo il frontespizio, seguono 15 pagine con 50 pamphlet satirici ognuno corrispondente ad una delle tavole numerate. In fine al volume 50 magnifiche tavole allegoriche con immagini di monaci, frati e cardinali intenti nelle più svariate attività peccaminose. Il volume è un violentissimo pamphlet anticattolico rivolto verso la corte di Francia, composto in seguito alla DSC_0952_clipped_rev_1revoca dell’Editto di Nantes, decreto Emanato dal re Enrico IV nell’aprile 1598 per porre fine alla serie di guerra di che religione che da più di trent’anni avevano devastato Francia. In esso veniva per la prima volta regolarizzata la posizione degli Ugonotti (calvinisti). Quando nel 1685 Luigi XIV decise con l’editto di Fontainebleau, di revocare l’editto di Nantes grande fu la protesta dei calvinisti d’Europa. Con questo secondo Editto le chiese ugonotte persero la maggior parte dei loro diritti oltre che anche dei loro averi a favore della corona di Francia e delle istituzioni cattoliche, aprendo un nuovo periodo di conflitti religiosi. L’opera venne ristampata nella prima metà dell’ottocento in ambienti antipapisti e antiborbonici quando con la Restaurazione, Corona di Francia e Chiesa Cattolica siglarono una nuovo patto per la preservazione dei valori tradizionali e la religione cattolica divenne, dopo la bufera rivoluzionaria, nuovamente la religione ufficiale dello stato francese. Rif. Bibl.: KVK, KVK Università di Amsterdam che però data l’edizione 1800.

550 euro

 

MEDICINA MERCURIALE PRIME EDIZIONI FORLì STAMPATORI CIMATTI GINNASTICA PEDIATRIA DERMATOLOGIA

 DSC_0980_clipped_rev_1      DSC_0978_clipped_rev_1Mercuriale Girolamo,

D. Hieronymi Mercurialis Forliviensis Philosophi, ac medici sui saeculi praeclarissimi, olim in Bononiensi Archigymnasio eminentissimi. In secundum lib. Epid. Hipp. praelectiones bononienses. Opus multiplici eruditione doctrina, ac fere innumeris problematibus refertum non solum medicis omnibus necessarium verum philsophis, ac politiores literas profitentibus iucundum. Ad Serenissimum Principem Carolum Medicem S. R. E, Cardinalem Ampliss. Indice adiecto rerum, ac verborum ditissimo. 

Forolivii, Apud Cimattios. Ad Signum Liviae, 1626 

In 2° (31×22,5 cm); (4),  314, (2 b.), (12) pp. Legatura di recupero in mezza pergamena con piatti foderati da carta marmorizzata antica. Titolo e fregi su fascetta in pelle al dorso. Un piccolissimo forellino di tarlo alle prime 4  DSC_0977_clipped_rev_1carte, del tutto ininfluente. Tre forellini di tarlo nel margine bianco ed un piccolo strappo, senza perdita di carta, all’ultima carta. Un leggerissimo alone al margine esterno bianco delle ultime 20 carte, mai intenso e praticamente ininfluente. Esemplare, nel complesso, in buone condizioni di conservazione. Al frontespizio allegoria di Forlì “una donna con elmo e corazza tiene nella mano sinistra una cornucopia e nella destra uno stendardo” il tutto sormontante il motto “ferox feraxq. Livia”. Rara prima edizione DSC_0981_clipped_rev_1di questa rara opera del grande medico e filosofo, Girolamo Mercuriale o Mercuriali (Forlì, 30 settembre 1530 – Forlì, 8 novembre 1606) celebre per aver per primo teorizzato l’importanza della ginnastica su base medica. Importante anche il suo contributo per la pediatria (fu tra i primissimi a scrivere opere su questa materia) e in dermatologia. Mercuriale conseguì la laurea in medicina presso l’Università di Bologna nel 1555. Ottenuta in breve grande fama per le sue capacità mediche venne inviato dai suoi concittadini, insieme al DSC_0979_clipped_rev_1cardinale Farnese, come legato presso la corte papale. Fu professore a Bologna e Padova. A Pisa divenne primo medico di Ferdinando I de Medici. L’imperatore Massimiliano II lo nominò cavaliere e conte paltino. Fu uno dei massimi cultori della dottrina di Ippocrate che analizzò in vari studi. Il suo lavoro più importante è il De arte gymnastica edito per la prima volta nel 1569. L’opera qui presentata venne stampata per la prima volta nel 1626, vent’anni dopo la morte del suo autore, per l’interessamento del figlio Massimiliano Mercuriale. Il volume raccoglie diversi scritti inediti dell’illustre medico dedicato a diversi argomenti medici dalla dermatologia all’analisi di diversi tipi di febbri, dall’odontoiatria e gli ascessi ai denti alla gastroenterologia. L’opera raccoglie numerosi preparati farmaceutici. Prima rara edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PUVE\005539; WorldCat, OCLC number 822738460, 700756780 e 457687151; G. Cerasola e B. Garavini, La bibliografia delle opera a stampa di Girolamo Mercuriale,  pag. 111.

500 euro

SATIRA BIBBIA ATEISMO CARICATURE ATHEISM ILLUSTRAZIONI LIBRI ILLUSTRATI PRIME EDIZIONI

 DSC_0789_clipped_rev_1       

DSC_0788_clipped_rev_1  DSC_0787_clipped_rev_1

DSC_0783_clipped_rev_1Le Petit Alfred, Malvezin Pierre,

La Bible farce ou la Bible comme elle est. Traduction nouvelle des livres comico-sacrés, avec texte à l’appui par Pierre Malvezin, illustrée par Alfred Le Petit.

Paris, Chez tous les libraires, 1881

In 4° (27×17,5 cm); (8), 268 pp. Bella legatura coeva in mezza-pelle con dorso a 5 nervi, titolo ed eleganti fregi in oro ai tasselli. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Frontespizio in parte con coloritura coeva. Prima edizione del primo tentativo di “Bibbia irriverente”DSC_0785_clipped_rev_1 illustrata da tavole a colori. Pubblicata una prima volta senza illustrazioni nel 1878, l’opera del celebre scrittore, giornalista e massone, Pierre Malvezin fece grande scandalo, venendo immediatamente sequestrata e finendo per costare alcuni mesi di carcere al suo autore. In particolare le autorità francesi contestarono una delle tipiche espressioni di Malvezin: “critiqué et flétri les DSC_0784_clipped_rev_1absurdités et les immoralités de la vraie Bible”. Le tavole del celebre caricaturista, fotografo e pittore francese, Alfred Le Petit (Aumale, Seine-Maritime, 8 juin 1841 – Levallois-Perret, Hauts-de-Seine, 15 novembre 1909) erano già pronte all’inizio del 1880 ma le difficoltà di pubblicare un’opera già una volta, sequestrata dalla polizia finirono per far slittare la loro pubblicazione solo nel 1881. Le immagini, ognuna con fine coloritura coeva, come nella maggior parte dell’opera di Alfred le Petit sbeffeggiano la storia biblica, i suoi punti salienti e sono caratterizzate dal virulento anticlericalismo del loro autore. L’opera è considerata ancora oggi come una dei migliori esempi dell’ateismo ottocentesco. La satira di Malvezin è irriverente, pungente e spiazzante e le tavole di Alfred le Petit seguono perfettamente il senso del testo senza risparmiare santi, uomini, preti o anche lo stesso Dio. Non comune e ancor più rara a reperirsi in questo ottimo stato di conservazione. Rif. Bibl.: G. Doizy, De la caricature anticléricale à la farce biblique.

200 euro

MEDICINA MEDICINE VENEZIA SIFILIDE MORBO GALLICO STAMPATORI BINDONI PASINI ANATOMIA AMERICA

  DSC_0890_clipped_rev_1  
DSC_0888_clipped_rev_1

DSC_0887_clipped_rev_1Massa Niccolò,

Liber de Morbo Gallico: noviter editus: in quo omnes modi possibiles sanandi ipsum: mira quadam & artificiosa doctrina continentur: ut studioso lectori patebit.

1536 (Venetiisque : in aedibus Francisci Bindoni ac Maphei Pasini socii, accuratissime impressum, mensis maii 1536)

In 4° (21×15 cm); 50 (i. e. 54 in questo esemplare perché il quaderno G è stato montato de volte), (1) cc. Legatura in piena pergamena seicentesca. Due piccoli tarletti al margine bianco di 5 carte anticamente ed abilmente restaurati (praticamente invisibili) e nel complesso esemplare in  buone-ottime condizioni di conservazione. Antica nota di possesso privato al frontespizio che identifica l’esemplare come appartenuto al “Dott. Antonio Santo Peroni”. Alcune brevi ed interessanti note antiche chiosate a mano al margine esterno di alcune carte. Esemplare particolarmente curioso in quanto trattasi di uno dei primi stampati con correzione mai effettuata a carta 35 dove nel nostro esemplare è presente la scritta “luutjum ide tamores” invece che “let quando tumores” e ancor più curioso e decisivo per DSC_0891_clipped_rev_1stabilire che si tratta di uno dei primissimi esemplari, al recto della carta 50 non è presente l’errata corrige “Animadverte lector … impressiorum mendatiquae minimo …” ecc. ecc., comune invece a tutti gli altri esemplari conosciuti. Non presente anche la carta bianca posta in fondo al volume. Frontespizio entro cornice animata xilografica. Probabile terza pregiata edizione di questo importantissimo e celebre trattato del grande medico ed anatomista veneziano, Niccolò Massa (Venezia, 14 marzo 1489 – Venezia, 27 agosto 1569). Questa edizione è particolarmente importante e ricercata perché contiene per la prima volta il Epistola a Th. Cademusto. Figlio di ricchi e nobili possidenti di origine genovese, Massa studiò prima filosofia a Padova con Sebastiano Foscarini, poi greco antico a Venezia con Giovan Bernardo Regazzola, detto Feliciano ed infine, a partire dal 1515 medicina a Venezia ottenendo la laurea nel 1521. Considerato uno dei più bravi chirurghi del suo tempo rifiutò le chiamate che gli venivano da numerose corti europee per praticare l’arte medica a Venezia. Fu uno dei membri più influenti del Collegio dei Medici di Venezia ed attirò clienti facoltosi da tutt’Europa che venivano nella città lagunare per potersi far curare da lui e grazie a questo, riuscì a metter da parte una ingente fortuna che reinvestì nell’acquisto di immobili a Venezia e di DSC_0889_clipped_rev_1proprietà terriere sulla terraferma. Nel 1527 (anche se il frontespizio del volume porta erroneamente la data 1507) pubblicò la sua opera più celebre il “Liber De Morbo Gallico”, un dotto trattato sulla sifilide o così detta “malattia francese” che edito da Bindoni e Pasini ottenne subito un notevole successo divenendo presto uno dei trattati più citati e studiati del cinquecento. Dopo aver descritto in modo approfondito le manifestazioni neurologiche della sifilide, discute il ruolo della dieta, del sonno, dell’esercizio fisico, insieme all’uso dei farmaci, il salasso, le sanguisughe e proponendo nuove cure come il «legno indico» o la pianta del guaiaco (una delle sei parti è dedicata proprio a questa pianta) da associarsi a bagni sulfurei per curare le ulcere, unguenti di  mercurio e fumigazioni. Massa intuì per primo l’importanza dei rapporti sessuali nella trasmissione della malattia pur continuando a ritenere che non fosse l’unico metodo di trasmissione e che la DSC_0892_clipped_rev_1malattia potesse propagarsi anche senza contatto fisico. L’opera contiene anche numerose indicazioni di interesse americano anche se non viene citata dall’Herrise specialmente legate alla pianta del Guaiaco (Guaiacum officinale L.), conosciuto anche come Lignum vitae, pianta appartenente alla famiglia Zygophyllaceae, originaria dell’America Centrale. Massa scrisse anche importanti trattati di anatomia, di infettivologia ma anche trattati di storia della medicina come il “Canone” del 1544 nel quale l’autore ripercorre la vita di Avicenna di Sorsanus. Opera rara ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Osler, 3341; Sander 4424; Hirsch IV, 160; Proksch II, 94; Durling 2993; Bibl. Walleriana 6300; cf. Garrison-Morton-Norman 2365; Wellcome Library 4102 and 4103; Manchester Univ. Libr. 1568; Norman Library 1453; Heirs of Hippocrates 113.

2.700 euro

SATIRA FUMETTO AVANGUARDIE FUTURISMO NAPOLI CARICATURE CARICATURISTI CURIOSITà

 DSC_0825_clipped_rev_1DSC_0827_clipped_rev_1DSC_0826_clipped_rev_1Scarpelli Filiberto,

Per modo di dire … : componimento di Pierino, riveduto e corretto dal suo amico

Roma, Travaso delle idee, 1911

In oblungo (26×17,6 cm); (8), 55, (1) pp. Brossura editoriale illustrata, qualche lieve strofinatura e segnetto del tempo ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione di quest’opera satirica del celebre giornalista, disegnatore satirico, umorista e artista d’avanguardia napoletano, Filiberto Scarpelli (Napoli, 29 giugno 1870 – Roma, 20 agosto 1933). Nel 1900 l’autore fu tra i fondatori con Marchetti, Montani, Tolomei e Yambo del celebre giornale satirico “Il travaso delle idee”. Figura eclettica fu uno degli animatori del movimento futuristi italiano. Celebre una serata futurista fiorentina tenutasi al teatro Verdi di Firenze, nella quale Scarpelli, insieme Marinetti, Papini, Boccioni, Carrà, Soffici, Palazzeschi furono per due ore soggetti ad un lancio ininterrotto di frutta, ortaggi, uova ed altri generi alimentari. Come vignettista fu collaboratore di alcune delle principali testate giornalistiche italiane come “Il Balilla”, “Il Popolo d’Italia”, per “Numero”, “Il Pasquino”, il “Giornalino della domenica” e “Il Corriere dei Piccoli”. L’opera qui presentata è un curioso racconto illustrato dove il testo, completamente composto da frasi fatte e luoghi comuni che si susseguono uno all’altro, è affiancato da divertenti illustrazioni grafiche che riprendono il senso letterale delle frasi. Il risultato sono vignette esilaranti ed assurde. L’opera di Scarpelli riveste anche una notevole importanza per la storia del fumetto italiano. Prima edizione, rara e ancor più rara a trovarsi in queste condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BA1\0015855.

120 euro

BOLOGNA ARTE MITELLI ALFABETI DISEGNO PITTURA ARTE PITTORICA

 DSC_0818_clipped_rev_1DSC_0816_clipped_rev_1DSC_0815_clipped_rev_1DSC_0814_clipped_rev_1Mitelli Giuseppe,

Alfabeto in Sogno, esemplare per disegnare di Giuseppe Mitelli pittore Bolognese 1683

S. luogo, S. data, 1683

In 2° (31×22 cm); 22 c. di tav. (su 24, mancano le ultime due lettere la Y e la Z e la carta con l’introduzione all’opera, spesso assente). Un piccolo restauro integrativo all’angolo basso bianco della prima carta e delle ultime due, non significativo. Alcuni leggerissimi aloni. Uno strappo senza perdita di carta anticamente restaurato al frontespizio che presenta anche qualche piega. Un rinforzo antico al margine esterno bianco al recto del frontespizio. Per il resto esemplare in buone condizioni. Edizione originale, una seconda edizione, del tutto simile alla prima nella stampa ma riconoscibile per il tipo di carta, venne edita da Dalla Volpe intorno al 1730. Figlio del celebre pittore, Agostino Mitelli, Giuseppe Maria (Bologna, 1634 – 1718) fu una delle figure più importanti e prolifiche del panorama artistico bolognese a cavallo del XVII° secolo diventando una delle figure di riferimento della produzione incisoria italiana. Il Malvasia scrisse di lui “uno dei più virtuosi e universali soggetti che vanti la nostra Patria”. Nelle sue incisioni, oltre a disegnare opere dei grandi maestri dell’arte pittorica italiana come (l’Albani, il Veronese, il Tintoretto, i Carracci, ed il DSC_0817_clipped_rev_1Guercino, è nelle scene popolari che raggiunge i più alti risultati. Riprende scene di vita di strada, mestieri, proverbi disegnando ed ideando giochi e scene fantastiche. Nell’introduzione all’Alfabeto in Sogno Mitelli racconta come mentre dormiva “tutto rilassato in poter del sonno”, quando “ancorchè dormano gli occhi (…) l’anima però sempre veglia” Morfeo, il dio dei sogni e figlio del sonno, lo viene a trovare e gli comanda di rappresentare le singole lettere dell’alfabeto attraverso forme e visioni pertinenti alla nobilissima arte del disegno. L’opera gli appare in sogno ispirata da incomposti fantasmi che gli mostrano le figure in forma sfumata ed embrionale che gli appaiono e scompaiono in breve tempo, tanto che l’autore è costretto a svegliarsi più volte per prendere appunti. Le lettere diventano così una scusa per amalgamare forme e tratti dell’uomo e della natura per creare immagini del tutto nuove. Il volume diventa così un vero e proprio prontuario didattico per i suoi scolari in modo che possano imparare l’arte dell’imitazione e da qui anche le numerose parti anatomiche presenti nelle tavole a corredo delle lettere. Rif. Bibl.: Brunet 1778; Bonacini 1196; Bertarelli, Le Incisioni di Giuseppe Maria Mitelli, Milan 1940.

1.000 euro

ARTE INCISORIA STAMPE INCISIONI BOLOGNA TECNICHE INCISORIE

DSC_0823_clipped_rev_1DSC_0821_clipped_rev_1

DSC_0819_clipped_rev_1Ricci Giulio e AA. VV.,

L’arte della Stampa, Note Storiche e Illustrazioni di Giulio Ricci

Bologna, Scuola Tipografica Salesiana, s. data (ma 1925)

In folio (36,5×26,7 cm); (6), 21, (3), (3) pp. e XXI c. di tav. Brossura editoriale illustrata. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Dedica autografa dell’autore alla prima carta bianca, al grande artista bolognese Umberto Tirelli. Prima edizione di questa bellissima DSC_0820_clipped_rev_1opera dedicata dall’arte della stampa dal celebre artista ed incisore bolognese Giulio Ricci (Bologna, 1874 – 1939). Opera in tiratura limitata che contiene diversi legni originali dell’artista. Ricci studia e presenta le diverse possibilità offerte dall’incisione su legno con strumenti e tecniche diverse diversi (sgorbie, bulini, ferri rigati, ecc.) e legni diversi (pero, sorbo, leccio), tagliati di testa e di filo, o con la sovrapposizione di più legni e tinte diverse. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed impreziosita dalla dedica dell’autore a noto personaggio bolognese.

170 euro

RIVISTE ESPOSIZIONE EMILIANA BOLOGNA CARICATURE SATIRA POLITICA GOLIARDIA BUDRIO MONTAGNE RUSSE TUTTO IL PUBBLICATO

 DSC_0794_clipped_rev_1DSC_0793_clipped_rev_1 DSC_0799_clipped_rev_1DSC_0797_clipped_rev_1DSC_0798_clipped_rev_1DSC_0796_clipped_rev_1DSC_0795_clipped_rev_1 DSC_0801_clipped_rev_1  DSC_0792_clipped_rev_1Testoni Alfredo, Augusto Majani, Giannetto Bacchi, Oreste Cenacchi, Antonio Fiacchi ed altri

L’Ehi! Ch’al scusa all’Esposizione, 9 febbraio -1 dicembre 1888 (compreso il numero introduttivo dell’”Ehi! Ch’al scusa” del 14 febbraio 1888 che descrive la nuova pubblicazione). Tutto il pubblicato. 24 numeri in tutto, completo.

Bologna, Società Tipografica Azzoguidi, Lit. Sauer e Barigazzi, 1888

In secondo (33×24 cm); 192 pp. nn. in tutto. Legatura coeva in mezza tela scura con piatti foderati da carta marmorizzata coeva e titolo manoscritto da mano coeva su fascetta al piatto anteriore. Di ogni numero sono conservate anche le brossure originali illustrate (piatti anteriori e posteriori) stampate su carta di diversi colori (azzurra, gialla, verde chiaro, amaranto). Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Ogni numero è composto da 8 pagine non numerate. Non comune a reperirsi completo. Ogni numero contiene oltre ad articoli di noti personaggi bolognesi anche diverseDSC_0802_clipped_rev_1 vignette, anche a colori e a doppia pagina. Nata nel 1880 dall’incontro presso un caffè bolognese oggi scomparso (il Caffè dei Cacciatori) di Giannetto Bacchi, ex cronista dell’ “Ancora”, Antonio Fiacchi, impiegato postale e direttore del periodico teatrale “Il Piccolo Faust”, Oreste Cenacchi (1856-1927), funzionario comunale diviso tra pratiche burocratiche e una brillante attività giornalistica e Alfredo Testoni, redattore del “Nuovo Alfiere” e della “Pace” la rivista umoristica “Ehi! Ch’al Scusa” fu uno dei giornali umoristici più importanti della Bologna della seconda metà del XIX° secolo al quale collaborarono alcuni dei più importanti personaggi bolognesi come Cesare Ratta, Praz, Garagnani e Majani. Alcuni personaggi inventati nella rivista divennero talmente celebri a Bologna, in particolare quelli invenatti da Antonio Fiacchi che firmavano gli articoli con i nomi “Sumarein del ruscarol” e DSC_0800_clipped_rev_1“sgner Pirein” che ad i loro nomi vennero dati a dolci, oggetti ed anche locande. Con l’avvicinarsi dell’Esposizione Emiliana del 1888, la rivista decise di stampare un giornale collaterale, completamente dedicato all’imminente evento. Il giornale così segue gli avvenimenti dell’organizzazione dell’evento fino alla sua apertura. L’Esposizione del 1888 che vide la realizzazione di diversi imponenti edifici ideati da importanti artisti, seppur incentrata sulle eccellenze agricole emiliane, presenta anche numerose novità in campo industriale e tecnologico come il chiosco delle cioccolate Majani, i divertimenti delle nascenti montagne russe (con due tavole dedicate ad esse) e le ascensioni aerostatiche. La maggior parte delle illustrazioni sono opera del grande pittore, caricaturista, cartellonista ed illustratore di Budrio, Augusto Majani (Budrio, 30 gennaio 1867 – Buttrio, 8 gennaio 1959) conosciuto anche come Nasica. Tutto il pubblicato, in ottime condizioni di conservazione.

400 euro

HYGIENE SANITà PUBBLICA POZZI NERI SPURGO MEDICINA MEPHITISME FOSSES D’AISANCE IGIENE CLOACHE PROFUMI ODORI SANITARIA CARCASSONE MODENA LYON

  DSC_0860_clipped_rev_1DSC_0858_clipped_rev_1

Janin Jean de Combe-Blanche,

L’ antiméphitique ou Moyens de détruire les exhalaisons pernicieuses & mortelles des fosses d’aisance, l’odeur infecte des egouts, celle des hopitaux, des prisons, des vaisseaux de guerre, &c, &c. Avec l’emploi des vuidanges neutralisées, et leur produit étonnant. Par M. Janin… Medecin-Oculiste de seu S- A. S. Mgr le Duc de Modene, & Son Pensionnaire; Professeur honoraire de l’Universitè de Modene, [unito a] Supplement a L’Antimephitique …

A Paris, de l’Imprimerie de Ph.-Denys Pierres …, 1782DSC_0859_clipped_rev_1

In 8° (21,4×14,2 cm); XXXII, 70, (2 b.) pp. e 8 pp. (che contengono il “Supplement a L’Antimephitique ou Moyens de detruire les Exhalaisons pernicieuses & mortelles des Fosses d’aisance…). Elegante legatura novecentesca in cartoncino grigio muto. Piccola integrazione di carta al margine esterno bianco della prima pagina e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione e ancora in barbe. Prima assai rara edizione di questa importante opera del grande medico francese originario di Carcassone Jasn De Combe-Blance Janin. L’autore fu uno degli oculisti più celebri del suo tempo. Studiò a Montpellier ed ad Avignone. DSC_0857_clipped_rev_1Divenne celebre per il primo intervento per l’asportazione di una cataratta fatta a Lione il cui successo fu totale. Si trasferì quindi definitivamente a Lione. Chiamato a Modena dal Duca di Modena risolse un grave problema di “Mephitisme” dei pozzi neri del Palazzo Ducale tanto da ricevere dal Duca il titolo di Medico-oculista ufficiale di Corte. L’opera è la prima mai scritta sull’argomento dell’eliminazione delle esalazioni perniciose dai pozzi neri e la sua uscita suscitò numerosi articoli in tutto il mondo. L’opera descrive molti casi pratici incontrati dall’autore presso palazzi reali, ducali, ville, grandi hotel compresa la sua esperienza al Palazzo Ducale di Modena. Prima edizione assai rara e ancor più rara per la presenza delle 8 pagine di supplemento. First edition rare.

200 euro

STRENNE RARITà ESPOSIZIONE EMILIANA BOLOGNA GOLIARDIA SOCIALISMO ANARCHIA STORIA LOCALE

 DSC_0806_clipped_rev_1DSC_0805_clipped_rev_1DSC_0803_clipped_rev_1Podrecca Guido, Galantara Gabriele,

Centenario – Esposizione, Strenna – Ricordo del Bononia Ridet Bologna 1888

Bologna, Litografia Fran. Casanova e F.o, 1888

In quarto grande (34,5×24 cm); 36, (2) pp. Brossura editoriale illustrata in rosso. Qualche strappetto lieve, senza perdita di carta al margine della brossura e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione a fogli sciolti che non presentano nessun segno di antica legatura. Prima rarissima edizione di questa strenna della celebre rivista universitaria di tendenze socialiste-anarchiche fondata da Guido Podrecca (Goliardo o Maschera di Ferro), studente d i lettere di origine lombarda e Gabriele Galantara (Rata Langa), studente di matematica, completamente dedicata alla celebre Esposizione Emiliana tenutasi a Bologna nel 1888. L’Esposizione del 1888 che vide la realizzazione di diversi imponenti edifici ideati da importanti artisti, seppur incentrata sulle eccellenze agricole emiliane, presenta anche numerose novità in DSC_0804_clipped_rev_1campo industriale e tecnologico come il chiosco delle cioccolate Majani, i divertimenti delle nascenti montagne russe (con due tavole dedicate ad esse) e le ascensioni aerostatiche. Numerose furono anche le rappresentazioni teatrali e le feste organizzate nella zona universitaria. Guido Podrecca (Vimercate, 5 dicembre 1865 – Auburn, 29 aprile 1923) fu tra i principali animatori della scena culturale bolognese della seconda metà del XIX° secolo. A lui si deve anche la fondazione del celebre giornale satirico “L’Asino” fra le principali voci italiane anticlericali e di denuncia della corruzione politica. Fu tra gli animatori della “goliardia” universitaria bolognese e di alcune innovazioni ad esse legate come l’idea dei tipici cappelli con i vari colori delle varie facoltà universitarie. L’opera qui presentata descrive in toni sarcastici ed umoristici alcuni degli avvenimenti principali tenutesi a Bologna durante il 1888 come la Festa storico-umoristica alla Montagnola ed al Brunetti, la Serata di Gala al Comunale, il Banchetto degli Studenti ecc. ecc. Numerose vignette nel testo, alcune grandi tavole, anche a doppia pagina. Molto raro.

150 euro

MEDICINA MEDICINE ERBORISTERIA CHINA CHINA BOTANICA EPIDEMIOLOGIA FARMACIA FARMACEUTICA PHARMACEUTIC CHIMICA CHEMESTRY SPEZIALI FARMACOLOGIA

DSC_0862_clipped_rev_1

   DSC_0861_clipped_rev_1Cole William,

Nouae hypotheseos, ad explicanda febrium intermittentium symptomata et typos excogitatae hypotyposis, una cum aetiologia remediorum; speciatim vero De curatione per corticem Peruvianum. Accessit Dissertatiuncula de intestinorum motu peristaltico … [Unito:] COLE, William. Dissertatiuncula de mechanica ratione peristaltici intestinorum motus ex observatione anatomica. Londini, D.B.&S.S. 1693.

Londini, Impresis D. Browne ad Insigne Cygni & Bibliorum, 1693DSC_0863_clipped_rev_1

In 8° (17,6×11,5 cm); (40), 266, (4), 17, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta con bel ritratto dell’autore realizzata da R. White. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a 5 nervi e titolo manoscritto da mano coeva al sorso. Tagli leggermente spruzzati di azzurro. Esemplare uniformemente brunito a causa della qualità della carta utilizzata caratteristica comune a tutti gli altri esemplari conosciuti. Prima, non comune edizione (tre soli esemplari censiti in ICCU), di queste importanti opere del grande medico e fisico inglese William Cole. L’autore studiò e si laureò in medicina presso il celebre Gloucester Hall di Oxford. Iniziò a praticare l’arte medica a Worcester dove consultato da vari personaggi importanti divenne ben presto assai conosciuto. Nel DSC_0865_clipped_rev_11681 scrisse al grande Sydenham per ringraziarlo di varie citazioni del suo lavoro che Sydenham aveva presentato nella sua celebre opera “Dissertatio Epistolaris”. Nel 1692 si trasferì a Londra dove venne chiamato da diversi mecenati illustri che richiedevano le sue consultazioni. l’opera di Cole fu apprezzatissima da grandissimi personaggi del suo tempo e se Sydenham lo citò più volte, Haller lo definiva “iatro-mathematicus et hypothesium inventor”. Cole si può sicuramente ascrivere alla corrente meccanicistica della medicna anche se in verità evitò quasi sempre di presentare calcoli matematici. Fu tra i primi a riconoscere il grande valore della medicina naturale di Sydenham tanto da adottarne da subito i metodi per il trattamento del vaiolo. Il suo primo lavoro, ‘De Secretione Animali,’ è principalmente a carattere fisiologico. Il suo lavoro “New Hypothesis of Fevers” è considerato come uno dei più innovativi del suo tempo e diede un forte impulso all’utilizzo della “Corteccia Peruviana” (la China) per il trattamento delle forme influenzali violente. Individuò anche fra i primi un collegamento fra i “colpi apoplettici” e la temperatura rigida. Fu essenzialmente un teorico della medicina più che un osservatore di casi pratici. A parte la brunitura in ottimo stato di conservazione in bella legatura coeva. First edition, Good copy.

450 euro

SATIRA POLITICA GIORNALI GIORNALISMO FIRENZE CARICATURE UMORISMO SOCIALISMO ANARCHIA RISORGIMENTO COLLODI

DSC_0810_clipped_rev_1 DSC_0809_clipped_rev_1DSC_0813_clipped_rev_1 DSC_0811_clipped_rev_1DSC_0808_clipped_rev_1Giera Epifanio, Parrini Aldolfo, Collodi Carlo ed altri,

La Torre di Babele, Giornale Umoristico (poi: Giornale – Serio – Umoristico – Politico – Letterario) Anno I Num. 1 – Anno I num. 18. Tutto il pubblicato.

Firenze, Tip. Del Vulcano, [poi] Tip. F. Bencini, 1860

In 4° grande (34,5×26 cm, il primo numero uscì in formato leggermente più piccolo); 18 numeri ognuno di 8 pagine per 144 pagine. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Qualche macchiolina e traccia di sporco ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Antico timbretto privato al margine alto del primo numero che identifica la copia come venduto dalla Tipografia dell’Immacolata di Modena. Ogni numero presenta due grandi vignette di satira politica a piena pagina realizzata da Visconti più altre illustrazioni intercalate nel testo. Il giornale venne fondato a Firenze dai DSC_0812_clipped_rev_1liberali di sinistra capeggiati da Epifanio Giera, figlio del celebre garibaldino Vincenzo. L’opera nonostante un buon successo editoriale iniziale, anche a causa di pressioni politiche, venne sospesa nel giro di pochi mesi. Fra i maggiori protagonisti delle vignette Cavour, individuato dai liberali fiorentini come una delle figure principali che vogliono impedire uno sviluppo dell’Italia in senso socialista. L’opera che riprende il titolo di un giornale napoletano, si inserisce all’interno del fortissimo sviluppo di testate giornalistiche edite nel biennio 1860-1861  nate sull’onda dell’entusiasmo risorgimentale. Fra i collaboratori della rivista si trova anche Carlo Collodi che rinnova così l’impegno politico che lo vedrà riaprire, sempre in questo 1860, il giornale satirico, “Il Lampione” (al quale aveva collaborato nel 1848 e che poi era stato chiuso). Fra l’altro nelle stesse pagine della Torre di Babele si legge un articolo dedicato ad “Il Lampione” nel quale si scrive: “Il Lampione e la Torre di Babele son due periodici che amano entrambi sinceramente l’Italia. Due galantuomini politici. Il resto è question di mezzi. Meno Male! …” Rarissimo a trovarsi completo. Nessun esemplare censito in ICCU.

800 euro

ALFIERI POESIE PRIME EDIZIONI ITALIANE OTTOCENTO LETTERATURA ITALIANA ASTI SATIRE POESIA

DSC_0848_clipped_rev_1 

DSC_0847_clipped_rev_1Alfieri Vittorio,

Satire di Vittorio Alfieri da Asti,

Londra (ma Firenze), SenzDSC_0849_clipped_rev_1a stampatore (ma Piatti), 1804

In 8° (20,6×14 cm); 108, (4) pp. Legatura anni 30′ del ventesimo secolo in mezza tela marrone, con titolo impresso in oro al dorso e piatti marmorizzati. Qualche piccolissima ed ininfluente macchiolina i foxing al frontespizio e per il resto esemplare in perfette condizioni di conservazione dalla carta fresca e frusciante, margini assai ampi. Prima edizione, apparsa nelle “Opere Postume” delle celebri satire alfieriane.

45 euro

AVANGUARDIA FASCISMO OPERA BALILLA CAMPO DUX MUSSOLINI STARACE ILLUSTRATORI

 DSC_0779_clipped_rev_1DSC_0780_clipped_rev_1DSC_0778_clipped_rev_1Vincenzo Morello ed altri,

VII Campo Dux, Opera Balilla,

Milano, Pizzi & Pizzo, s. data (ma 1935 circa)

In folio grande (45×31,5 cm); (16) pp. Bellissima brossura editoriale illustrata fronte e retro. Qualche piccolo strappetto al margine esterno bianco, senza perdita di carta, di alcune pagine e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU. Decine di fotografie di grandi dimensioni che illustrano la vita e  gli avvenimenti del VII Campo Dux (come la visita di Starace, la visita di Mussolini, il discorso al Foro Italico ecc. ecc. Giornale propagandistico dell’ONB “Opera Nazionale Balilla per l’assistenza e per l’educazione fisica e morale della gioventù” organizzazione giovanile del Regno d’Italia, istituita nel 1926, durante il ventennio fascista, poi soppressa e confluita nella Gioventù italiana del Littorio (GIL), a partire dal 1937. I “Campi Dux” erano dei raduni nazionali nei quali i migliori Balilla ed Avanguardisti venivano invitati per eseguire addestramenti paramilitari ed attività sportive. I Campi Dux si tennero dal 1929 al 1942 quando il mutare della situazione bellica ne DSC_0781_clipped_rev_1 (2)sospese l’attività. I campi si tenevano sempre a Roma e rappresentavano una possibilità per i giovani di conoscere e visitare la capitale dell’Impero fascista. Molto curata la veste grafica della copertina stampata in bianco, giallo e nero su sfondo verde al piatti anteriore e obelisco bianco su campo verde, con scritta verde Mussolini al piatto posteriore. L’opera venen stampata da Pizzi & Pizzo per lo Tipografia del Popolo d’Italia. All’ultima carta sono presenti diverse vignette realizzate dal celebre scrittore, scenografo ed illustratore ternano, Mario Pompei (Terni, 1903 – Roma, 1958) che fu uno dei più raffinati interpreti del Decò e del Novecento italiano. collborò a “Il Balilla, Il Giornalino della Domenica, Novella, La Donna, Vita Femminile, Corriere dei Piccoli, Il Travaso e sulle riviste teatrali Le scimmie e lo specchio, Comoedia, Il Dramma, Scenario e Ridotto. Realizzò un centinaio di copertine e illustrò una quarantina di albi e libri per l’infanzia, una dozzina dei quali: Vento spavento e altre commedie, La piroga di Ki-vo, Un aquilone sui tetti, anche in veste di autore, che gli valsero numerosi riconoscimenti”. Molto raro.

170 euro

DURER INCISIONE TECNICHE INCISORIE XILOGRAFIA EX-LIBRIS CARSWELL MANOR

DSC_0773_clipped_rev_1DSC_0776_clipped_rev_1DSC_0772_clipped_rev_1    DSC_0775_clipped_rev_1DSC_0770_clipped_rev_1Düerer Albert (Albrecht),

La vie de la Sainte Vierge Marie. Reproduction, procede de P. W. Van de Weijer avec une Introduction de Ch. Ruelens conservateur a la Bibliotheque de Bruxelles.

Utrecht, P. W. Van de Weijer, s. data (ma 1875 circa)     

In 4° (35×28 cm); (12 di introduzione) pp., (40 stampate solo fronte come nell’edizione originale), (4) cc. Bella legatura coeva in mezza pergamena con titolo e autore su fascetta in pelle rossa al dorso e ricchissimi fregi in oro allo stesso. Doppio filetto in oro verticale ai piatti ed agli angoli degli DSC_0777_clipped_rev_1stessi. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Tagli rossi. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Ex-librs nobiliare applicato all’interno del piatto anteriore che identifica l’esemplare come appartenuto al noto architetto e avocato William Edward Graham Niven  (il padre dell’attore David Niven) di Carswell Manor (l’edificio è rappresentato anche nell’Ex-libris). Per esteso l’ex-libris riporta la dicitura “William Nive, F. S. A., A. R. E., of Carswell, Berks”. Magnifica edizione in fac-simile, identica all’originale, della celebre edizione di Norimberga del 1511 di una delle opere più famose di Albrecht Dürer (Norimberga, 21 maggio 1471 – Norimberga, 6 aprile 1528). L’opera si avvale di una dotta introduzione del noto archeologo e Conservatore dei manoscritti della Biblioteca Reale di Bruxelles, Charles Ruelens (1820-1890) che fu anche il cofondatore della “Revue d’histoire et d’archéologie”. Düerer DSC_0771_clipped_rev_1aveva iniziato a lavorare alla “Vita della Santa Vergine” ancor prima di aver completato il ciclo della “Passione” intorno al 1500. Sembra che già intorno al 1506 ne avesse realizzati 16 fogli anche se l’intera serie fu finita solo pochi mesi prima di dare l’opera alle stampe nel 1511. Uno dei fogli più celebri è quello con la rappresentazione della nascita di Maria Vergine ispirandosi nella realizzazione della tavola da una visita fatta, in Germania, ad una camera per puerpere. La tavola assume così una realismo del tutto particolare nell’opera di DSC_0774_clipped_rev_1Düerer. Sant’Anna, madre della Vergine, giace, quasi dormiente, in un lussuoso letto a baldacchino posto alla fine della stanza mentre la neonata viene preparata per un bagno, in prima piano, nel margine basso destro della tavola. Il resto della scena rappresenta il classico “rinfresco del battesimo” con il quale le donne erano solite festeggiare e rifocillarsi dopo le fatiche e le tensioni del parto. Ogni tavola è intercalata da una narrazione in latino della vita di Maria. Celebre anche le tavole dell’Annunciazione e della Natività. Esemplare in bella legatura, dall’illustre provenienza ed in ottime condizioni di conservazione.

130 euro

SATIRA ILLUSTRATORI ILLUSTRAZIONI BELLE EPOQUE ROBIDA GUILLAUME RIVISTE PARIGI PARIS CARAN D’ACHE BAC

 DSC_0755_clipped_rev_1DSC_0763_clipped_rev_1 DSC_0759_clipped_rev_1DSC_0765_clipped_rev_1DSC_0764_clipped_rev_1DSC_0758_clipped_rev_1DSC_0757_clipped_rev_1  DSC_0766_clipped_rev_1  DSC_0767_clipped_rev_1  DSC_0760_clipped_rev_1Albert Guillaume, Ferdinand Bac, Charles Huard, H. Gerbault, Caran d’Ache, Léandre, Job, Benjamin Rabier, Abel Faivre, Robida, Steinlen, Hermann Paul, Grün, Balluriau, Willette, Métivet, Forain, Vallet.

L’album, Publicaton mensuelle paraissant le 1er de chaque mois. I-XIX. Serie completa anche del rarissimo numero XIX.

Paris, Montgredien & Cie Editeurs à Paris, Tallandier Editeur sd (ma 1901-1903 come da firma di Vallet sotto il disegno al piatto anteriore del volume XIX) 

In 4° (32,5×25,5 cm); 19 fascicoli: ogni fascicolo è composto di (16) pp. Brossure editoriali illustrate presenti in ogni numero. Rarissimo set che presenta 19 numeri contro i 18 numeri solitamente considerati come “tutto il pubblicato”. Qualche lievissimo segnetto su alcune brossure ma nel complesso esemplari in DSC_0768_clipped_rev_1buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissimo set completo dal numero I al numero XIX di questa celebre pubblicazione che raccoglie l’opera illustrativa di  alcuni dei più importanti illustratori che operavano sul territorio francese all’inizio del XX° secolo come Albert Guillaume, Ferdinand Bac, Charles Huard, H. Gerbault, Caran d’Ache, Léandre, Job, Benjamin Rabier, Abel Faivre, Robida, Steinlen, Hermann Paul, Grün, Balluriau, Willette, Métivet, Forain, Vallet. Il numero XVIII che non riporta il numero esposto, presenta disegni di vari autori DSC_0756_clipped_rev_1coe Jehan Testevuide, Widhopff, Gottlob, Guydo, Redon, André Dewambez, Capy, Villon, Flaschoen, Kupka, Barcet, Sandy-Hook e Delaw). L’opera presenta articoli di Puech Lucien, Auguste Germain e Maxime Formont. La rivista usciva mensilmente con numeri praticamente monografici dedicati ad un rappresentante del mondo dell’illustrazione francese fornendo uno spaccato importante del periodo della “Belle epoque”. Bellissimo il numero dedicato a Robida. L’opera solitamente mostra la presenza di XVIII° numeri ma il nostro esemplare presenta anche il numero XIX dedicato all’opera di Louis Vallet, assente dalla maggior parte delle serie conosciute. Rarissimo a trovarsi completo dei 19 numeri.

350 euro

PATRISTICA VENEZIA STAMPATORI CORONA SANT’ANSELMO PADRI DELLA CHIESA TEOLOGIA FILOSOFIA AGIOGRAFIE CANTERBURY AOSTA VALLE D’AOSTA

DSC_0867_clipped_rev_1   DSC_0870_clipped_rev_1DSC_0871_clipped_rev_1DSC_0866_clipped_rev_1 (2)Sant’Anselmo, Gerberon Gabriel,

Sancti Anselmi Ex Beccensi Abbate Cantuariensis Archiepiscopi. Opera Omnia nec non Eadmeri Monachi Cantuariensis Historia Novorum et alia opuscula: Labore ac studio D. Gabielis Gerberon, Monachi Congregationis S. Mauri ad Mfs. Fidem expurgata. Prima Editio Veneta, Correcta & Aucta. Tomus Primus, Tomus Secundus.

Venetiis, Typis Josephi Coronae, 1744

In folio (37,5×25 cm); due tomi in un volume: (12), XL, 484 pp. e una c. di tav. fuori testo in antiporta con bellissimo ritratto di Sant’Anselmo, XXIV, 366, (2), 243, (1) pp. Bella legatura coeva in mezza pergamena con titolo in oro al dorso su fascetta rossa. Good copy, very rare. Piatti foderati con carta coeva (qualche leggera strofinatura). Tagli spruzzati in rosso. All’interno in ottime condizioni di conservazione e con ampi margini. Prima edizione veneziana stampata da  Giuseppe Corona curata dal noto benedettino giansenista originario di Saint-Clais (Maine), Gerberon Gabriel pubblicate per la prima volta a Parigi nel 1675. Frontespizio del primo volume in rosso e nero, numerosissimi testatine, finalini e iniziali xilografici. Testo in colonne doppie. Celebre e monumentale raccolta del DSC_0869_clipped_rev_1pensiero del celebre padre della Chiesa Cattolica S. Anselmo di Canterbury (1033-1109) nato a Aosta, in Piemonte. Dopo aver studiato in Borgogna e in Francia, entrò nell’ordine benedettino. Divenne arcivescovo di Canterbury nel 1093 carica che ricoprì fino alla morte. Teologo e filosofo molto ammirato è considerato fra i padri della scolastica ed è conosciuto per la sua tesi ontologica dell’esistenza di Dio, dimostrata nel suo Proslogion (1077-1078). Si schierò fortemente contro l’anti-intellettualismo, insistendo sul fatto che l’analisi razionale della fede cristiana non conduce necessariamente allo scetticismo. Al contrario, credeva che lo studio intelligente avrebbe portato ad una migliore comprensione della fede rendendola più forte. Fu canonizzato DSC_0868_clipped_rev_1nel 1494 e nominato Dottore della Chiesa nel 1726. Doctor magnificus, come viene anche chiamato, scrisse numerose opere. L’opera più famosa del periodo inglese (terminata, però in esilio in Italia, sull’eremo benedettino di Villa degli Schiavi, l’antica Villa Sclavia, oggi Liberi in Provincia di Caserta) fu il Cur Deus homo (Perché un Dio-uomo?). Anselmo ci ha lasciato anche un’ampia raccolta di Preghiere e di Meditazioni, nonché un nutrito Epistolario, qui presentato, nel quale sono raccolte anche numerose lettere dirette ai suoi discepoli per i quali il Santo fu sempre una figura di riferimento estremamente attenta e gentile. Questa edizione veneziana estremamente curata contiene anche la Vita di Sant’Anselmo. Questa edizione è considerata fra le più corrette e complete mai stampate delle opere del celebre Santo. Ottimo esemplare. Very good copy, rare.

400 euro

SATIRA POLITICA CARICATURE ILLUSTRATORI MANTOVA SOCIALISMO PACIFISMO INTERVENTISMO IMPRESA LIBICA GUERRA DI LIBIA AVANTI GIORNALISMO

DSC_0839_clipped_rev_1DSC_0844_clipped_rev_1DSC_0846_clipped_rev_1  DSC_0845_clipped_rev_1DSC_0842_clipped_rev_1DSC_0841_clipped_rev_1Scalarini Giuseppe,

La guerra nella caricatura, disegni di Scalarini,

Milano, Società Anonima Editrice “Avanti”, s. data (ma 1912)

In oblungo (25×19 cm); (164) pp. Bella brossura editoriale illustrata in bianco e nero con un lupo coronato dalla vittoria che siede sopra un numero sconfinato di pecore morte. Qualche piccolo strappetto e mancanza al margine esterno dei piatti, non particolarmente significativo. Una piccolissima mancanza all’angolo basso delle ultime tre carte, ininfluente e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima rara edizione di questa raccolta di magnifiche tavole pubblicate sul giornale “Avanti” dal celebre caricaturista e disegnatori satirico italiano, Giuseppe Scalarini (Mantova, 29 gennaio 1873 – Milano, 30 dicembre 1948). Anticapitalista e antimilitarista. Scalarini fu perseguitato dal regime fascista. Fu tra i primi ideatori della vignetta satirica fondando giornali come il Merlin Cocai e La Terra, il primo giorale dichiaratamente socialista fondato a Mantova e collaborando a lungo con il giornale  socialista l’Avanti fino a quando questo venne soppresso dal regime fascista il 10 gennaio del 1926. Grande amico di Ivanoe Bonomi, nonostante le divergenze politiche, fondò con quest’ultimo, nel 1890 un’effimera Società letteraria.DSC_0843_clipped_rev_1Cinque vignette dell’opera qui presentata sono dedicate a Gabriele d’Annunzio. “Il 1911 fu l’anno della guerra di Libia e il Partito socialista, nella sua maggioranza, prese una posizione nettamente contraria all’impresa. L’Avanti ! fu in prima linea nella battaglia anti-colonialista e le vignette di Scalarini colpirono i personaggi simbolo di quella guerra. Egli ha lasciato alcune note che ne delineano i tratti caratteristici della «banda libica», della quale fanno parte «il capitalista, il militare, il fornitore, il nazionalista, il socialista di guerra (riformista), la dama della Croce Rossa, lo studentello, il prete di guerra». Nelle sue vignette, il capitalista, che è «il capo della banda», ha una gran pancia, da sotto la giacca gli pendono grimaldelli e rosari, le dita ad artiglio cariche di anelli stringono «il gruzzolo» e sulla sua cassaforte «si legge talvolta: Patria». Il militare, con l’occhialino e il frustino, ha i baffi all’insù, l’uniforme attillata, piena di nastrini e distintivi, «tra i quali una forca», e un arabo impiccato gli pende dall’impugnatura della sciabola. Anche il nazionalista ha il monocolo, con la marsina e una margherita all’occhiello. Porta uno spadone di legno e ha le scarpe rotte. A volte «veste da pagliaccio». Il prete di guerra, «nato dall’incrocio di un prete con un caporale», indossa un’uniforme militare nera con berretta munita di piume da bersagliere. Il suo fucile ha un cero acceso infilato nella canna. La sciabola ha un’elsa a forma di croce, su cui è inciso Tripoli laudamus. A volte «ha il gruzzolo del Banco di Roma appeso al crocefisso». Il socialista che appoggia la guerra, il «socialtripolista», veste l’uniforme coloniale con casco ornato di garofani rossi e DSC_0840_clipped_rev_1«sciabolone con su il motto di Marx». È mutilato del braccio sinistro. A volte veste l’abito del cortigiano, con lo spadino. Lo «studentello» indossa i calzoncini e porta «poppatoio, sillabario, palloncino e bandierina». Contemporaneamente, Eugenio Guarino, il corrispondente di guerra dell’Avanti !, denunciava l’impreparazione diplomatica e militare dell’impresa coloniale, i «loschi interessi commerciali e bancari», le rappresaglie sulla popolazione libica e le esecuzioni sommarie. I disegni di Scalarini sulla guerra libica vennero raccolti alla fine del 1912 nel volume La Guerra nella caricatura. Con il XIII Congresso socialista, tenuto a Reggio Emilia in luglio, la maggioranza della direzione politica del Partito passò alla corrente rivoluzionaria, mentre quella riformista pagò l’appoggio al governo Giolitti, che aveva voluto la guerra, con l’espulsione di Bissolati, Bonomi e Cabrini. Mussolini divenne il nuovo direttore dell’Avanti !. Il 6 gennaio 1913, a Roccagorga, la truppa disperse a fucilate una manifestazione di contadini. Furono uccisi sette dimostranti, tra i quali due donne e un bambino, e altri quaranta rimasero feriti. Il giornale commentò la strage con un violento articolo di Mussolini, L’assassinio di Stato e Scalarini le dedicò diverse vignette. In una di esse, un cane che leccava il sangue sparso dai militari riceveva dalle autorità una medaglia al valore, in un’altra, «un turco portava la civiltà a Roccagorga: acqua, tende, sapone, medicinali, strade». Denunciato, insieme con Mussolini e altri tre giornalisti dell’Avanti !, per «vilipendio delle forze armate», Scalarini scrisse una lettera aperta al presidente del tribunale, dicendo di non capire perché lo chiamassero in Corte d’Assise: «Forse per la Libia? Forse per le forniture militari? Forse per le forche? Forse per gli eccidi?». Erano stati «i patrioti, non noi» – scriveva – «a infilzare i bambini con le baionette […] a impiccare gli arabi che avevano difeso il loro paese […] a riempire d’acqua i buoi delle forniture perché pesassero di più, e a fabbricare le scarpe con le suole di cartone; sono stati loro a rubare nei Ministeri, nelle banche, dappertutto». Al processo, celebrato nel marzo del 1914, furono tutti assolti.”. Raro e ancor più raro a reperirsi completo della bella brossura editoriale.

220 euro

TORINO STORIA DELLA LITOGRAFIA TECNICHE INCISORIE CROMOLITOGRAFIA INGEGNERIA MECCANICA PRIME EDIZIONI

DSC_0929_clipped_rev_1   DSC_0924_clipped_rev_1 DSC_0925_clipped_rev_1 DSC_0930_clipped_rev_1 DSC_0927_clipped_rev_1 DSC_0928_clipped_rev_1 DSC_0926_clipped_rev_1DSC_0923_clipped_rev_1Doyen Camillo,

Trattato di Litografia storico, teorico, pratico ed economico. Opera corredata di trentatre tavole, cinque ritratti autentici e di un frontespizio in cromolitografia.

Torino, Francesco Casanova Editore, 1877

In 4° (26×20,5 cm); XV, (5), 296 pp. e 39 c. di tav. (delle quali, una secondo frontespizio a colori in cromolitografia, 5 ritratti e 33 tavole finali delle quali alcune più volte ripiegate e varie a colori, 5 tavole illustrano il processo incisorio della cromolitografia). Legatura coeva in mezza tela marrone con piatti foderati di carta marmorizzata coeva. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. I 5 ritratti realizzati da C. Grand Didier, F. Gonin, F. Perrin ed altri in varie tecniche e impressi “sur chine” rappresentano: Luigi Senefelder, Goffredo Engelmann, Felice Festa, Michele Doyen, Michele Fanoli. L’opera è la prima edizione di uno dei più celebri tratti sulla litografia (la stessa opera venne poi inserita qualche anno dopo fra i manuali Hoepli). Le tavole illustranoDSC_0921_clipped_rev_1 macchinari e strumenti litografici. Camillo Doyen, erede della celeberrima litografia dei fratelli Michele e Leonardo Doyen, già nel 1874 aveva pubblicato un breve scritto dedicato alla litografia dal titolo “Cenni sulla litografia”. La Litografia Doyen fu una litografia storica torinese. La storia della Litografia Doyen, iniziò con Felice Festa che nel 1818 aveva deciso di introdurre nel territorio del Regno Sardo la tecnica litografica, fondando una sua litografia. L’attività passò poi, nel 1828, nelle mani del figlio dello stesso, Demetrio Festa. Nel 1832 Michele Doyen rilevò gli impianti da Demetrio, fondando la prima litografia torinese ed inaugurando una proficua collaborazione con i fratelli Gonin. Tutti i più importanti litografi torinesi sono passati nella bottega Doyen. Camillo Doyen è stato il primo storico dell’arte litografica. Aderente ad un socialismo illuminato (la parte finale del trattato è dedicato proprio a descrivere la sua visione politico-industriale) di tipo umanitario, l’autore si augura il miglioramento delle condizioni e degli orari dei lavoratori e il raggiungimento delle richieste che già da alcuni DSC_0922_clipped_rev_1anni il movimento operaio torinese rivendicava. L’opera qui presentata che vuole essere un manuale storico, ma anche tecnico e pratico dell’arte litografica, contiene dettagliate descrizioni del funzionamento dei vari modelli di macchine litografiche.  Il volume si apre con una descrizione storica. Prosegue poi con capitoli dedicati a vari argomenti tecnici: la Chimica della Litografia, la scelta della Carta e delle Pietre, i vari tipi di Torchi, e poi il disegno, la scrittura, la preparazione della stampa litografica, la scelta degli inchiostri e l’utilizzo delle diverse attrezzature. Ampio sviluppo è poi dato alle varie tipologie di torchi litografici. Molto importanti sono i capitoli dedicati ad illustrare le tecniche di stampa della Cromolitografia, arte nella quale la Litografia Doyen ricopriva un ruolo di primo piano in Italia e alla Fotolitografia, una tecnica di stampa che si stava sviluppando da pochissimo tempo. Prima rara edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0988761.

600 euro

SATIRA POLITICA GIORNALI RISORGIMENTALI 1848 RISORGIMENTO CARLO COLLODI GIORNALISMO CARICATURE

DSC_0961_clipped_rev_1  DSC_0957_clipped_rev_1 DSC_0963_clipped_rev_1 DSC_0962_clipped_rev_1 DSC_0960_clipped_rev_1 DSC_0959_clipped_rev_1DSC_0955_clipped_rev_1Paolo Lorenzini, Pilade Tosi, Alessandro Ademollo, Nicola Sanesi, Adolfo Matarelli,

Il Lampione, Giornali per tutti, Numero 1, 13 Luglio 1848 – numero 221, 10 Aprile 1849. Tutto il pubblicato a parte l’ultimo numero, il 222 mai aggiunto in questa raccolta.

Firenze, G. Tofani Direttore-Proprietario (ma Le Monnier), 1848 – 1849

In 4 (27×20 cm); 221 numeri per 4 pagine ogni numero per un totale di 884 pagine. Legatura coeva in mezza-pelle chiara. Dorso a due nervi. Taglio superiore dorato. Titolo, cornice e filetto in oro e a secco impressi ai tasselli. Piatti foderati con bella tela coeva a motivi geometrici. Qualche strofinatura, scoloritura e lieve difetto. Una piccola mancanza all’angolo basso della seconda pagina del numero 36, con perdita di tre lettere e per il resto, nel complesso, all’interno in ottime condizioni di conservazione. Rarissima raccolta completa dei primi 221 numeri (la maggior parte delle bibliografie citano 219 numeri), manca il numero 222 dell’11 aprile del 1849 con il quale in giornale cessa, di questo celeberrimo giornale di satira politica edito a Firenze tra  il 13 luglio 1848 ed il 10 aprile del 1849. Il Lampione venne fondato a Firenze da Carlo Lorenzini (più noto con lo pseudonimo di Collodi) insieme a Pilade Tosi DSC_0956_clipped_rev_1e Alessandro Ademollo, quando il decreto sulla libertà di stampa del 6 maggio del 1847 aveva stabilito la liceità della pubblicazione di quotidiani indipendenti. Il giornale che come riportato negli intenti stessi della testata doveva, attraverso l’utilizzo di un linguaggio facile e popolare, portare avanti un programma radicale e patriottico  popolare, radicale: “Il nostro programma è l’Italia libera, una, indipendente”. La testata che mescolava satira, umorismo, cronaca, notizie era illustrata da belle vignette satiriche, anche a piena pagina. L’illustrazione della testata era realizzata da Cabrion, pseudonimo di Nicola Sanesi. La testata ebbe vita breve e Collodi fu costretta a chiuderla nell’aprile del 1849 dopo la cacciata di Domenico Guerrazzi da parte dei sostenitori di Leopoldo II. Collodi avrebbe poi riaperto il giornale 11 anni dopo quando una situazione politica completamente mutata gli permise di radunare introno a se un nuovo numero di collaboratori. Collodi ne lasciò poi la direzione già nel 1861. Il nuovo giornale proseguì poi la sua vita, a fasi alterne, fino al DSC_0958_clipped_rev_11877. L’originale “Il Lampione” fu una delle testate più importanti del 48’ italiano. La sua verve irriverente non impedì alla testata di dare informazioni storico-politiche di grande valore oltre ad anticipare, con intuizioni dalla rara visione politica, alcuni avvenimenti che si sarebbero poi immancabilmente avverati come quando, dopo la sconfitta di Custoza comprese il gravissimo errore che stavano compiendo i Governi Italiani e fece di tutto per portare il popolo a correre armato sui campi di Lombardia. Nel Lampione abbiamo la prima sicura e documentata collaborazione di Collodi che con il tempo, già dopo pochi numeri, ne divenne a tutti gli effetti, formalmente, il direttore. Ad esempio sicuramente è suo lo scritto  “Fisiologia del codino, Una coda al codino” del 25 Agosto 1848. Rif. Bibl.: Righini 1598: “Fondato da Eugenio Ademollo e diretto da Giacinto Tofani, con la collaborazione letteraria di Carlo Lorenzini (Collodi) e del fratello Paolo, Alessandro ed Eugenio Ademollo […] e la collaborazione artistica di Nicola Sanesi. Le caricature, iniziate col n. 68 del 2 ott. 1848 sono di Adolfo Matarelli. Interrotto per il ritorno della reazione col n. 222 dell’11 apr. 1849 […]”.

1.100 euro

VENEZIA CLUB IGNORANTI GOLIARDIA CARICATURE CARICATURISTI SATIRA

DSC_0917_clipped_rev_1DSC_0919_clipped_rev_1  DSC_0918_clipped_rev_1Trolese Eugenio, Vitalba Leonardo, Prof. Bordiga, Pedenin, Bottaccin, Calimano, Locatello ed altri

Il Club degli Ignoranti a Beneficio del Banchetto 26 Febbraio 1893

Venezia, Premiato Stab. Tip.-Lit. Carlo Ferrari, 1893

In 4° (27×20,5 cm); 35, (1) pp. Brossura editoriale illustrata. Rarissima pubblicazione satirica, nessun esemplare censito in ICCU che illustra gli avvenimenti di una celebre cena tenuta dal “Club degli Ignoranti” veneziano (con anche l’intervento dei Soci di Murano) il giorno, 26 febbraio 1893 organizzato dagli “Ignoranti” per ringraziare le istituzioni cittadine e la famiglia reale per la carità fatta ai bambini bisognosi veneziani nel natale del 1892. L’opera, oltre ad un breve excursus storico della nascita del “Club degli Ignoranti” veneziano e il tratteggio delle finalità dello stesso, fornisce una descrizione minuziosa e scherzosa degli avvenimenti e dei discorsi che si tennero durante il banchetto. Il testo è corredato da divertenti caricature anche a metà foglio. Il “Club degli Ignoranti” nacque a Padova la sera del 2 settembre 1889 presso Il Ristorante-Trattoria “Monti Vecchi” in Stra’ Maggiore a Padova oggi via Dante, quando  “si incontrarono per quella cena eccezionale, e quell’incontro e quella data passeranno alla storia. Durante la serata, come ci racconta il cronista della “Storia di un Club” del 1981, un tavolo di habitués si faceva maggiormente notare per il brio che li animava e per la pungente burletta che metteva a dura prova la reputazione di ciascuno, mentreDSC_0920_clipped_rev_1, centellinando il moka, ognuno badava ad incenerire il sigaro. In questo clima goliardico uno dei commensali, invece di esclamare “Cameriere il conto” si rivolse ai compagni di tavolo per fare la sua proposta ed aggiunse:” Fondiamo un Club, un nostro Club e designiamo una sede per le nostre riunioni”. Tutti ne furono entusiasti. Bisognava, però, risolvere subito due problemi fondamentali: la Sede di questo Club e il nome da dargli. Riguardo alla sede c’era chi parteggiava per il Monti Vecchi e chi avrebbe preferito una saletta delle ‘Tre Rose’ in Piazza Cavour. Dopo una breve discussione decisero che la sede di questo nuovo Sodalizio dovesse essere il luogo dei loro abituali incontri, cioè il Monti Vecchi. Più difficile era trovare l’accordo sul nome da dare al Club. Ognuno, infatti, aveva una proposta da avanzare ed ognuno cercava di far breccia sui presenti alzando il tono della voce. Il clima si arroventò e nessuno riusciva a portare un po’ di calma. Sembra che ad un certo punto una delle voci più discordi abbia tuonato sdegnosamente, forse battendo il pugno sul tavolo: “IGNORANTI”.”. Nel giro di pochi anni (o mesi come nel caso del Club veneziano che come ci dice l’opera qui presentata era già attivo sul finire del 1889) succursali furono aperte a Venezia, Udine, Este, Murano, Monselice, La Spezia e Verona. Il Club veneziano si ritrovava presso  la Trattoria Tre Stelle San Giuliano. Gli Ignoranti di ogni città, erano particolarmente attivi durante i periodi di Natale dove raccoglievano beneficenza e Carnevale dove davano sfogo alla loro vena goliardica con quello che essi stessi definivano un periodo di ““risveglio dell’ignoranza”. I Club,  molto impegnati nel sociale, ebbero anche una notevole importanza nel miglioramento delle condizioni di vita degli operai e nello sviluppo delle arti manifatturiere partecipando a manifestazione come le Fiere Campionarie. Opera rarissima ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Nessun riferimento bibliografico è stato reperito.

270 euro

COLORI TINTURE ARTE MINIATURA MINIATURE DECORAZIONI DORATURA DISEGNO FIORI

DSC_0907_clipped_rev_1   DSC_0909_clipped_rev_1

DSC_0906_clipped_rev_1Anonimo (ma attribuito a Tallier Gallipido),

Trattato di miniatura per imparare facilmente a dipingere senza maestro; e la dichiarazione di molti segreti per fare i più bei colori. Colla maniera di far l’oro brunito, l’oro in conchiglie, e la vernice della China. Quelli, che attendono allo studio delle fortificazioni impareranno qui a miniare ogni sorte di pianta, e di paese. Quarta edizione veneta, accresciuta e corretta da varj errori.

Venezia, appresso Antonio dal Fabro, 1791

In 12° (14,5×9,3 cm); 143, (1) pp. Bella legatura artigianale realizzata intorno al 1900 in mezza pelle con titolo, filetto, data di pubblicazione e monogramma dell’antico proprietario impressi in oro al dorso. Piatti foderati con bella carta marmorizzata verde. Antico ex-libris applicato all’interno del piatto “Ernest Pagnoni Mediolanesis”. Ancora aldina al frontespizio. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Quarta edizione veneta, accresciuta e corretta rispetto alle precedenti, di questo celebre trattato sulla miniatura. L’opera, uscita anonima, viene solitamente attribuita a Gallipidio Tallier che nel 1679 aveva pubblicato un DSC_0908_clipped_rev_1celebre trattato sulle tinture, in diverse parti del tutto simile a questo qui presentato, dal titolo “Nuovo plico d’ogni sorta di tinture …”. L’pera di Tallier che ebbe un notevole successo diventando un testo di riferimento per l’arte di produrre tinture, venne più volte ristampata durante tutto il settecento. Questa è un’edizione che oltre a descrivere le ricette classiche dei pigmenti come apparsi nell’edizione del 1679, presenta numerose varianti ed aggiunte dando particolarmente risalto alla produzione dei pigmenti per miniature e definendo la differenza dei pigmenti per miniature rispetto a quelli classici. Il volume contiene i segreti per fare il carmino e l’oltramarino, lacca colombina, il cinabrio, il giallo di Napoli, l’indaco, il verde di vescica, le ceneri azzurre d’Inghilterra, l’inchiostro della China ma anche nozioni sull’utilizzo dei colori, sul modo di disegnare determinate cose e indicazioni sui materiali vegetali ed animali per produrre le tinture, con capitoli come: Modo di adoperare i preposti colori; Colori che si purificano al fuoco; Dei fondi Bruni; Dei fondi verdeggianti; Dei panneggiamenti cangianti; Un verde cangiante in giallo; Dell’amarizzo; Delle carnagioni; Dei torrenti; Dei paesi; Delle rose; Dei tulipani; Delle peonie; Del zafferano; Dei gelsomini; Della gionchiglia; Del fiore della fava d’India; Dell’imperatoria; Segreti per fare l’Oro brunito, e l’oro in conchiglie, l’argento in queste due maniere, e la vernice della China; Modo di fare un bell’oro Brunito; Per dar la pattina all’oro; Vernice bianchissima; Vernice per gabinetti ed altri lavori; ecc. ecc. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione.

100 euro

ENEIDE POEMI EROICI BOLOGNA STAMPATORI INCISORI ROMA NEOCLASSICISMO ACQUEFORTI MATOVA VIRGILIO

DSC_0884_clipped_rev_1 DSC_0882_clipped_rev_1 DSC_0883_clipped_rev_1DSC_0885_clipped_rev_1DSC_0886_clipped_rev_1DSC_0882_clipped_rev_1 (1)DSC_0879_clipped_rev_1Publio Virgilio Marone, Bartolomeo Pinelli, A. M. (non identificato)

L’Eneide di Virgilio inventata da Bartolomeo Pinelli incise ad acqua- forte da A.M

Bologna, Presso Gio. Zecchi negoz.te di stampe, 1840

In oblungo (20,2×15,2 cm); (1), 50 pp. Legatura coeva in mezza-tela con  piatti foderati con bella carta marmorizzata coeva. Al piatto anteriore applicato antico riquadro con cornice floreale in blu contenete il titolo dell’opera manoscritto a matita. Battitura ben marcata e visibile. Bel frontespizio inciso. Ogni tavola presenta al margine inferiore il passo del poema che ispira la tavola. Qualche strofinatura ai piatti, qualche lievissimo foxing, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissima seconda edizione, nessun esemplare censito in ICCU e opera sconosciuta alle principali bibliografie, di questa celebre opera di Bartolomeo Pinelli. 1811 il celebre scultore, pittore disegnatore ed incisore romano, Bartolomeo Pinelli (Roma 1781 – ivi 1835). Pinelli studiò per breve tempo presso l’accademia di Bologna per poi trasferirsi a Roma presso l’accademia di San Luca. Personaggio estremamente irrequieto sposò fin dall’inizio del suo lavoro un gusto neoclassico ma fortemente caratterizzato da un accento popolare ispirato a Pinelli dalle strade dei borghi più poveri romani. Fu autore anche di vedute anche se è DSC_0880_clipped_rev_1sicuramente nelle scene animate che la sua arte si poté esprimere pienamente. Nel 1811, il celebre incisore venne chiamato ad illustrare la traduzione di Clemente Bondi dell’Eneide del grande bardo mantovano, Publio Virgilio Marone in latino Publius Vergilius Maro, Andes, 15 ottobre 70 a.C. – Brindisi, 21 settembre 19 a.C.). Pinelli si mette subito al lavoro ed inizia a delineare delle acqueforti del tutto nuove, senza ispirarsi a quadri o d iconografie precedenti riuscendo così a realizzate immagini di grande impatto e forza espressiva nell’inconfondibile stile forte e popolare dell’artista romano. “Le straordinarie doti di Pinelli, lo rendevano capace di costruire perfette sceneggiature: nel caso dell’Eneide, cinquanta tavole in tutto, ricche di personaggi classicheggianti, realizzati con anatomie perfette, tutti protagonisti, rappresentati da vivide espressioni che affrontavano il destino con azioni eroiche. In realtà, quelli di Pinelli non sono solo generici personaggi dell’antichità, ma veri e propri eroi capaci di sentimenti e di emozioni autentiche; insomma, questa prima Eneide figurata si rivelava per il panorama ottocentesco una vera rivoluzione, un successo editoriale straordinario tale da DSC_0881_clipped_rev_1diventare vera pietra miliare per l’editoria epica e per l’iconografia virgiliana”. L’opera ha un grande successo e venne presta considerata la più bella versione illustrata dell’Eneide virgiliana. Nel 1040, a soli 5 anni dalla morte di Pinelli, Giovanni Zecchi, negoziante di stampe bolognese, decide di realizzare una nuova edizione delle bellissime tavole di Pinelli. Le tavole vengono realizzate in formato leggermente più piccolo rispetto all’edizione del 1811, da un incisore ancora oggi non identificato con certezza che viene citato nel frontespizio con le iniziali A. M. Questa edizione, oggi rarissima, contribuii nuovamente a far conoscere questa edizione dell’Eneide tanto che da questo momento in poi, le tavole di Pinelli, andarono ad arricchire numerose edizioni susseguenti dell’Eneide fino quasi a diventarne una sorta di illustrazione tipo. Molto raro ed in buone condizioni di conservazione.

380 euro

USI E COSTUMI ILLUSTRATI EBREI TRIESTE RUSSIA UNGHERIA POLONIA TURCHIA SCANDINAVIA PATTINAGGIO SUL CHIACCIO BIATHLON ENOLOGIA CARNEVALE CAFFè TURCO

 DSC_0874_clipped_rev_1DSC_0875_clipped_rev_1DSC_0876_clipped_rev_1DSC_0877_clipped_rev_1 DSC_0878_clipped_rev_1DSC_0872_clipped_rev_1Anonimo,

Galleria dei popoli europei, in XII tavole e 54 gruppi colorati, premessovi ad ogni tavola alcuni cenni sull’origine, storia, usi e costumi del popolo rispettivo.

Trieste, Colombo Coen Editore, s. data (ma 1850 circa) 

In 4° piccolo (22×17 cm); (26) pp. e XII c. di tav. a colori. Bella legatura coeva in piena tela con doppia cornice e secco ed in oro ai piatti. Al piatto anteriore titolo impresso in oro. Prima rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questa curiosissima opera dedicata agli usi e costumi di alcuni popoli europei quali italiani, francesi, tedeschi, spagnoli, olandesi, turchi, svizzeri, inglesi, scandinavi, russi, greci, ungheresi e turchi. Ogni tavola è accompagnata da due pagine di descrizione fisico-storico-politica del popolo trattato con indicazione anche dei maggiori prodotti del paese (come ad esempio il vino Tokai per gli ungheresi). Ogni tavola, finemente colorata da mano coeva, rappresenta alcune delle caratteristiche e dei passatempi del popolo trattato e si hanno così il carnevale italiano, la raccolta del vino francese, la corrida spagnola, tiro agli uccelli dei tedeschi, la lotta di due pastori ed il gioco colle dita di mezzo degli svizzeri, il pattinaggio sul ghiaccio degli olandesi, la corsa dei cavalli e la battaglia dei galli degli inglesi, il biathlon e la caccia all’orso degli scandinavi (con un immagine dedicata ai Lapponi e uno agli Islandesi), la celebre “via scorsoia” (una sorta di montagna russa da percorrersi con le slitte) DSC_0873_clipped_rev_1a Pietroburgo dei russi, i palicari (soldati irregolari della Grecia) durante la guerra d’indipendenza greca, i balli ungheresi e nella stessa tavola un’osteria polacca e degli ebrei polacchi ed infine, il caffè ed i balli dei turchi. Questa è probabilmente una delle primissime opere edite dall’editore triestino di religione ebraica, Colombo Coen che si avvalse per la realizzazione dell’opera della “Tipografia del Lloyd Austriaco”. Opera rarissima sconosciuta a tutte le bibliografie consultate, nessun esemplare censito in ICCU, un esemplare conservato presso la Biblioteca Nazionale di Slovenia e uno alla Princeton University Library.

390 euro