CATALOGO FEBBRAIO 2020

CATALOGO FEBBRAIO 2020

  1. MEDICINA SALASSI PIACENZA SANGUISUGHE MEDICINE SALASSI

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    Magni Pietro Paolo,
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    Discorsi di Pietro Paolo Magni Piacentino sopra il modo di sanguinare attaccar le sanguisughe, & le ventose, far le fregagioni, & vessicatorij a corpi humani. Di nuovo Stampati Corretti Ampliati di Utili avertimenti Dal proprio Autore. Per Privilegio del Sommo Pontefice.DSC_0376_clipped_rev_1

    Roma, Per Bartholomeo Bonfadino, nel Pellegrino, 1586

    n 4° (22,5×16,3 cm); 12, 117, (3) pp.Legatura novecentesca in mezza pergamena. Le carte C2 e C3 sono state rimarginate al margine esterno bianco. In fine sono collocati dei versi di Celso Cittadini e Giovan Filippo Montagnesio. Frontespizio calcografico con il monogramma di Cherubino Alberti. Presente il bellissimo frontespizio inciso e le 11 bellissime tavole fuori testo con esempi di vari salassi ed operazioni, realizzate DSC_0379_clipped_rev_1probabilmente, come nella prima edizione del 1584, da Adamo Ghisi, noto artista della scuola di Marcantonio Raimondi. Qualche minimo ed insignificante segno del tempo e per il resto in buone condizioni di conservazione ed esemplare ad ampi margini. Seconda edizione, dopo la prima del 1584, di questo celeberrimo studio di Pietro Paolo Magni. Il Magni, nato a Piacenza nel 1525 e morto nel 1586, fu celebre chirurgo e medico. Questo suo trattato fu considerato, per più di duecento anni, la più importante fonte sul modo di praticare i salassi. Rif. Bibl.: Wellcome i, 3960. durling 2906.

    900 euro

2. BARI STORIA LOCALE PUGLIA ARCHEOLOGIA PRIME EDIZIONI RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

  IMG_5090_clipped_rev_1IMG_5089_clipped_rev_1Emanuele Mola,

In vetus monumentum Barii effossum, ejusdemque titulum, ad regii Bariensis ephebei alumnos, aliosque Latinae eloquentiae auditores commentariolus.

Neapoli, Typis Vincentii Mazzola-Vocola, 1773

In 8° grande (20,5×12,8 cm); LXIX, (9) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo impressa in oro al dorso. Due piccoli tunnel di tarlo al margine esterno bianco della seconda parte del volume, sempre lontano dal testo e non particolarmente significativi e nonostante questi, nel complesso, esemplare in più che buone condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione di IMG_5088_clipped_rev_1questo importante scritto dedicato a Bari ed ai suoi monumenti, opera del celebre storico, prefetto dei Regi studi, accademico, archelogo ed intellettuale barese, Emanuele Mola (1743 – 1811) che fu tra i massimi storici baresi, tenuto in altissima considerazione per la sua accuratezza filologica e storica. All’opera di Mola si rifece anche “Giovanni” Wilkemann per quelle notizie relative al territorio barese, presenti nella sua celeberrima  “Storia delle arti e del Disegno” che lodò la serietà e precisione dell’accademico barese. L’opera qui presentata, precede l’edizione di storia barese che Mola pubblicò nel 1774 con il titolo “Memoria dell’Illustre città di Bari” e che ispirate all’”Historia di Bari” del Beatillo pubblicata nel 1673, ne rielabora il contenuto sulla scia degli studi storici vichiani, arrivando a rappresentare la più importante fonte di storia barese del settecento ed una delle più importanti mai pubblicate. Mola, appassionato di storia,arte ed archeologia percorse in lungo ed in largo il territorio pugliese alla studiandone la storia, i monumenti e le opere d’arte. L’opera qui presentata raccoglie le memorie archeologiche baresi di Mola. Opera assai rara. Rif. Bibl.: Manuale Bibliografico del Viaggiatore in Italia, Milano, Pirola, 1834, pag. 302; ICCU IT\ICCU\SBLE\008534.

580 euro

3. MAGIA ILLUSIONISMO ILLUSIONISTI GIOCHI PRESTIDIGITAZIONE EDIZIONI RARE BARTOLOMEO BOSCO

IMG_5110_clipped_rev_1    Bartolomeo Bosco ed altri,

Il nuovo Bosco ossia il Diavolo color di rosa. Tesori di nuovi e straordinari giuochi di prestigio Cartomanzia, Magia Bianca, di Compagnia, Conversazione, indovinelli, ecc. Con figure intercalate nel testo. Opera che comprende ogni sorta imaginabile di giuochi da eseguirsi colla massima facilità da se’ soli coll’aggiunta delle meraviglie magiche di B. Bosco.

Milano, Guigoni, 1894. 

In 8° (16,4×11 cm); (2 b.), 234, (6 di catalogo editoriale), (2 b.) pp. Legatura degli inizi del novecento in mezza tela con piatIMG_5112_clipped_rev_1ti foderati con carta marmorizzata verde. Una piccola mancanza di carta all’angolo di carta 153 con perdita di carta che sfiora il testo, non significativo. Ritratto di Bosco in antiporta (con l’iconografia classica di lui che insegna ad un bambino). Antica pecetta con le istruzioni per il prestito e timbro al frontespizio (ed in ultima carta) che identifica l’esemplare come appartenuto alla bolognese “Biblioteca Circolante Sorelle Fiammenghi” attiva all’inizio del secolo XX° e raro esempio di una attività di questo tipo diretta da donne. Rara edizione ottocentesca stampata a Milano, fra le edizioni più rare in assoluto (tanto che nessun esemplare è censito in ICCU), dei celebri giochi di prestidigitazione ispirati alla figura di Bartolomeo Bosco. Questa è la terza edizione con il titolo di “Nuovo Bosco ossia il Diavolo color rosa” dopo la prima del 1870 stampata a Venezia dallo stampatore di origini ebraiche C. Coen. In realtà tutte le edizioni di questo tipo di libri si differenziano notevolmente l’una dall’altra con aggiunte e differenze considerevoli. A conferma di questo basti confrontare l’indice delle varie edizioni che appunto, presentano giochi ed illusioni differenti. Questa edizione descrive numIMG_5113_clipped_rev_1erosi giochi di prestidigitazione, illusione e magia del grande illusionista italiano,  Bartolomeo Bosco (Torino, 3 gennaio 1793 – Dresda, 7 marzo 1863) considerato fra i più grandi illusionisti di tutti i tempi. Presenti anche diversi articoli coevi agli spet  tacoli di Bosco che descrivono le “magie” dell’illusionista durante le sue serate in giro per l’Europa (vari scritti sono traduzioni in italiano di articoli di giornali esteri). Fra gli articoli, ad esempio: Bosco in Olanda, Estratto dal Corriere di Batavia febbraio 1850 “Bosco e la demonetizzazione del 1850”; “La magia dell’acqua” estratto dal Giornale di Roano; Bosco nell’Aremme; ecc. ecc. Il volume contiene anche notizie sulla vita del celebre illusionista. Fra i giochi: La moneta liquefatta; Il Bicchiere di Bordò cangiato in pioggia di foglie rosa; Una ragazz  a arsa viva; Pila o piuolo giuoco più assai ricreativo che non  testa o corona; La grande magia bianca descrizione della tavola del mago; La danza degli scheletri; Come dare il calore ad una pallottola di cristallo bianca, facendola passare, malgrado il suo volume per il collo di una caraffina; La sparizione di una signora; La bottiglia inesauribile; Far entrare un orologio in un pane; La colza migratrice; L’uccello resuscitato con un colpo di pistola e sulla punta di una spada; Risurrezione degli uccelli nel farli cuocere La casseruola infernale;  Nascita prodigiosa di fiori e frutta dall’arancio e rosaio magico; Il piccolo cacciatore, Automa; La marmitta diabolica; Il camangiare dei Croati; Modo di far muggire una testa di vitelli come se fosse viva quando la servite cotta in tavola; La fata ovipara; Far cadere una rondinella con una schioppettata e poi resuscitarla; Albero di Marte e vegetazioneIMG_5109_clipped_rev_1 metallica; La pioggia d’oro; ecc. ecc.  Bartolomeo Bosco (Torino, 1793 – Dresda 1863)  è stato un illusionista italliano   considerato uno dei più grandi prestigiatori di tutti i tempi. Dopo i primi studi compiuti a Torino, si arruolò nell’esercito napoleonico partecipando alla campagna di Russia come soldato nel 111º Reggimento Fanteria di Linea. Nel 1812, Bartolomeo Bosco fu fatto prigioniero durante la battaglia di Borodino  e confinato in Siberia. Proprio durante la prigionia egli affinò il suo straordinario talento esibendosi per i propri commilitoni e per i russi, dai quali era addirittura pagato. Bosco utilizzò questi guadagni per alleviare le sofferenze della prigionia per sé e per i propri compagni. Tra i giochi da lui praticati si ricordano quello dei bussolotti e l’illusione della propria fucilazione, dove Bosco ponendosi innanzi al plotone di esecuzione dava l’ordine di far fuoco, emergendo successivamente vivo e vegeto da una nuvola di fumo con  ai suoi piedi le pallottole sparate. Morì a  Dresda nel 1863 dopo una serie lunghissima di successi leggendari. Fu sepolto nella stessa città, nel cimitero cattolico di Friedrichstraße. La tomba, acquistata e restaurata nel 1903 da  Harry Houdini, esiste ancora oggi ed è curata dal circolo dei prestigiatori di Dresda, intitolato proprio a Bartolomeo Bosco. Rarità bibliografica. IMG_5111_clipped_rev_1

210 euro

4. FUMETTI PRIME EDIZIONI ILLUSTRATORI JACOVITTI EROTISMO EROTICA KAMASUTRA SATIRA

IMG_4467_clipped_rev_1IMG_4469_clipped_rev_1IMG_4468_clipped_rev_1Jacovitti Benito, Marchesi Marcello,

Kamasultra, fascicolo 1-2-3-4 (tutto il pubblicato)

Milano, Editrice Maga Publicitas Italia, 1977

In 2°; 4 fascicoli che rappresentano tutto il pubblicato. Brossure editoriali, qualche lievissima macchiolina di foxing e traccia di polvere su due frontespizi, ininfluente e due numeri ancora chiusi nella loro plastica originale mai aperta. All’interno in perfette condizioni di conservazione e nel complesso buon esemplare. Prima non comune edizione di questa celeberrima opera del grande vignettista italiano, Benito Franco Giuseppe Antonio Jacovitti (Termoli, 9 marzo 1923 – Roma, 3 dicembre 1997) fra i massimi fumettisti italiani del novecento. Kamasultra, realizzato insieme al grande scrittore, sceneggiatore, regista cinematografico e teatrale, paroliere e attore italiano, Marcello Marchesi (Milano, 4 aprile 1912 – Cabras, 19 luglio 1978), è una delle sue opere più celebri anche se non venne mai portata a compimento. Nel progetto editoriale dovevano uscire 10 numeri ma ne furono stampati solo 4. L’uscita dell’opera, nella quale Jacovitti proponeva surreali interpretazioni delle posizioni del Kamasutra ma anche vignette di satira erotica accompagnate dai testi di Marchesi, fu accolta con favore da una parte della critica ma la fama di Jacovitti di illustratore di opere per le famiglie, attirò sull’opera con il passare del tempo, sempre maggiori perplessità in parte dell’opinione pubblica. “Goffredo Fofi cita la pubblicazione del libro come un motivo di attrito con la casa editrice cattolica AVE, che portò all’interruzione della pubblicazione del celebre Diario Vitt. Nel 1993 Jacovitti ne propose un seguito, Kamasutra spaziale. Nel 2002 il Kamasultra è stato ristampato dalla casa editrice Stampa alternativa/ Nuovi equilibri. Nel 2013 le tavole del libro sono state ospitate dalla mostra Il Kamasutra a fumetti, da Jacovitti a Manara”. L’opera è oggi rara da reperirsi in prima edizione e completa di tutti e quattro i fascicoli. Questo esemplare presenta in più la caratteristica di due fascicoli ancora chiusi nella loro plastica editoriale.IMG_4470_clipped_rev_1

180 euro

5. PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA SURREALISMO

IMG_5099_clipped_rev_1Kafka Franz,

Il Castello,

Milano, Mondadori, 1948

In 8° (20,4×14 cm); 467, (5) pp. Brossura editoriale illustrata con qualche difetto e piccola mancanza ai margini (due pecette di rinforzo al dorso della brossura). Legatura editoriale in piena tela cremisi. Stampata nell’ottobre del 1948 questa è la prima edizione della traduzione del “Castello” di Kafka da non confondersi con quella, più comune, in tela verde stampata nello stesso mese. Presenta anche la brossura editoriale che a causa del materiale con la quale venne realizzata, è quasi sempre assente. All’interno leggerissima ingiallitura delle pagine come in ogni esemplare a causa del tipo di carta utilizzato dalla Mondadori per la stampa. Vecchia nota di possesso privato al margine bianco dell’occhietto e del frontespizio “Anna Guerrieri”. Il “Castello” rappresenta il uno dei tre romanzi scritti dal celebre scrittore e filosofo boemo di lingua tedesca Franz Kafka (Praga, 3 luglio 1883 – Kierling, 3 giugno 1924). Scritto nel 1922 e rimasto incompiuto, venne pubblicato per la prima volta postumo nel 1926 grazie a Max Brod che non seguendo le istruzioni di distruggerlo, lasciate dallo stesso autore prima della morte, ne curò l’edizione. Considerato fra i capolavori assoluti della letteratura mondiale, il lavoro è un surreale viaggio del protagonista alla ricerca di un senso superiore che regola l’esistenza umana. Il protagonista, così, si muove nei meandri della burocrazia e della legge intesa come base di un ordine globale che il protagonista può a volte intuire ma mai comprendere, un viaggio, nel quale la legge stessa con le sue applicazioni burocratiche, nate per aiutare l’uomo nell’integrazione sociale, finisce nella sua forma più grottesca dei continui rimandi ed incompiuti tragitti, per essere una fonte di alienazione dalla società stessa ed una fonte di inesauribile frustrazione. Prima edizione italiana.

60 euro

6. NUMISMATICA TREVISO FRIULI PRIME EDIZIONI FOGLIO VOLANTE RARITA’

IMG_4536_clipped_rev_1Anonimo,

Antiche Monete Trevigiane,

In Trevigio, Presso Eusebio Bergami, S. data (ma 1750 circa)

In 4° (30,5×19,5 cm); folio volante. Rarissimo folio volante numismatico stampato su carta forte. Un segno di piega orizzontale e uno verticale al centro del foglio. Due piccoli strappetti senza perdita di carta nel margine basso. Qualche leggero foxing ma nel complesso esemplare in più che buone condizioni di conservazione. Testo conservato entro bella cornice xilografica. Stampa xilografica che riproduce la forma (ambedue le facce) di 9 monete antiche trevigiane coniate tra il XIII° ed il XIV° secolo. La descrizione fisica delle varie monete richiama anche il luogo dove esse sono state viste e confronta alcuni esemplari con altri conosciuti ma differenti. Si citano la collezione del patrizio veneto Antonio Savorgnano, quella dell’orefice trevigiano Giovanni Piazza, la collezione del nobile trevigiano il Conte Giannarigo Scoti, una moneta riprodotta ma in parte diversa nell’opera a stampa di Liruti. Il conio delle monete riprodotte va da quelle carolinge fino alle monete coniate a Trevisi dai veneziani. La data di stampa si ricava dalle altre opere stampate dallo stampatore trevigiano Eusebio Bergami che fu attivo a Treviso dal 1726 al 1760 e dal fatto che la citazione dell’opera del Liruti, edita nel 1749, colloca la stampa dopo tale data. Rarissimo. Nessun esemplare reperito in altri repertori bibliografici.

130 euro

7. POESIE ARCADI ACCADEMIE PUGLIIA PRIME EDIZIONI RARITA’ MONOPOLI BARI PUGLIA FASANO ACCADEMIA DE’ VENTURIERI

IMG_4450_clipped_rev_1 (1)Mario Petraroli,

Poesie di Mario Petraroli Nell’Accademia de’ Venturieri della città di Monopoli il Difensore.

In Napoli, Nella Stamperia Simoniana, 1766

In 8° (17,8×13 cm);164 pp. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo impresso in oro al dorso. Alcune note ottocentesche inerenti il testo di tre componimenti poetici che sembrano identificarne la paternità. Un piccolo forellino in una ventina di carte finali al margine esterno bianco che diventa, in una decina do carte, un piccolissimo tunnel, sempre lontano dal testo e delIMG_4449_clipped_rev_1 (1) tutto ininfluente. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica rarissima edizione di questa raccolta di poesie del noto poeta e uomo politico di Monopoli, Mario Petraroli che fu tra i fondatori dell’Accademia de’ Venturieri di Monopoli fondata nel 1765. Alla fondazione dell’Accademia il “Principe” fu Carlo Bardari. Altra figura di spicco fu Giuseppe Carlucci che ebbe come nome d’arcade “Il Grave”. Oltre a Mario Petraroli, il volumetto contiene alcuni componimenti di diversi arcadi italiani originari (fra i quali anche Giuseppe Carlucci noto accademico professore all’Università degli Studi di Altamura) di Bari (vari del Trevisani, uno del Padre Domenico Turnone, Professore di Eloquenza nel seminario di Venafro personaggio appartenente ad una nota ed importante famiglia di origini pugliesi), Firenze, Rieti, Monopoli e Fasano. Particolarmente interessante il lungo componimenti di 4 carte dal titolo De fulminis natura nel quale si cita l’isola di Lipari con il suo vulcano. Interessante anche il componimento dal titolo “De re nautica”. Opera rarissima. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\BA1E\000103.

180 euro

8. MODENA MURATORIANA PRIME EDIZIONI TADUZIONE LATINA RARITA’ BIBLIOGRAFICA VIENNA

IMG_4458_clipped_rev_1Muratori Ludovico Antonio,

De recta hominis christiani devotione, opus Lamindi Pritanii, seu celeberrimi viri, Ludovoci Antonii Muratori, nunc primum ex italico sermone in latinum Bernardi Lamae opera conversum,

Viennae Austriae, Ex typographeo Kaliwodiano, S. data (ma probabilmente prima del 1750)

In 8° (17,4×11 cm); (12), 373, (3) pp. Bellissima legatura coeva in piena pelle con dorso a 4 nervi. Titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli ed ai filetti. Tagli rossi. Alcune pagine presentano un leggero foxing a causa della qualità della carta utilizzata. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura coeva. Edizione da non confondersi con l’edizione con frontespizio identico ma testo differente probabilmente stampata a Venezia nel 1759. Prima, rarissima traduzione latina, con nessun esemplare censito in ICCU ed assente, anche, dalle edizioni citate dal Centro di Studi Muratoriani, della famosa opera “Della regolata divozion deIMG_4459_clipped_rev_1‘ cristiani”, del celeberrimo presbitero, storico, numismatico, diplomatico e bibliotecario estense, Ludovico Antonio Muratori (Vignola, 21 ottobre 1672 – Modena, 23 gennaio 1750). Esiste un’edizione latina della “Regolata Divozion” che  porta come luogo di stampa Budapest edita nel 1756 che riprende, nel testo, questa edizione ma con delle parti aggiunte che fanno ritenere questa edizione, precedente all’edizione di “Buda”. Quest’edizione stampata, forse a Vienna (il tipo di carta e di stampa suggeriscono almeno la possibilità che il luogo di stampa sia corretto), differisce dall’edizione Veneziana stampata dalla Belloniana nel 1760, non solo per il numero di pagine o per la qualità della carta, assi differente da quella utilizzata a Venezia all’epoca ma anche, per la cura della stampa. Infatti in quest’edizione, diversamente da quella veneziana, sono presenti una testatina con piccola veduta xilografica di città, entro cornice dal caro gusto nordico ed un’iniziale xilografica animata. Il “De regolata devotione de’ cristiani” rappresenta uno dei testi cardini del movimento religioso cattolico del settecento, profondamente ispirato dalla prassi suggerita da Papa Benedetto XIV (al secolo Prospero Lambertini). Edizione rarissima, nessun esemplare censito in ICCU. Rif. Bibl.: KVK BV001460788 che ipotizza come data di stampa 1757; BIS – C 2000 Web-Katalog; National Library of Hungary n° 3151184 che identifica come data il 1750.

250 euro

9. BIBLIOGRAFIA STORIA DELLA BIBLIOGRAFIA COLLEZIONISMO PRIME EDIZIONI OPERE ENCICLOPEDICHE

  IMG_5127_clipped_rev_1 IMG_5126_clipped_rev_1 IMG_5128_clipped_rev_1IMG_5125_clipped_rev_1König Georg Matthias,

Bibliotheca Vetus et Nova, in qua Hebraeorum, Chaldaeorum, Syrorum, Arabum, Persarum, Aegyptiorum, Graecorum & Latinorum per Universum terrarum orbem Scriptorum, Theologorum, JCtorum, Medicorum. Philosophorum, Historicorum, Geographorum, Philologorum, Oratorum, Poetarum, &c. Patria, Aetas, Nomia, Libri, Saepius etiam Eruditorum de iis Elogia, Testimonia et Judaica, Summa fide atq; diligentia ex quotidiana Autorum Lectione depromta à prima Mundi origine ad Annum usq; MDCLXXIIX. Ordine Alhabetico digesta gratissima brevitate recensentur & exibentur à Georgio Matthia Konigio Graec. Lingv. & Poes. in Acad. Altdorfina Prof. Publ. nec non Bibliothecario.

Altdorfi, Impressis  Wolfagnagi Mauritii & Haeredum Johannis Andreae Endterorum, Bibliopol. Norimb. Typis Henrici Meyeri, Typographi Acad. 1678

In folio (28×18,5 cm); (10), 888 pp. Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto da abile mano coeva al dorso in chiara grafia. Leggero foxing ed alcuni fogli leggermente brunitiIMG_5124_clipped_rev_1 (marcatamente brunita l’ultima carta che presenta uno stratto in corrispondenza di una piega, senza però perdita di carta). Nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. A causa della qualità della carta utilizzata e tipico di tutti gli esemplari. Prima edizione di questa celebre opera del noto storico, biografo e professore tedesco, Georg Matthias König (1616-1699). Professore di poesia e lingua greca all’Università di Altdorf, fu anche, a  lungo, bibliotecario della grande dell’università cittadina. L’opera qui presentata è la sua più celebre ed è considerata come uno dei primissimi tentativi di costruire una bibliografia generale mondiale con citazioni di opere latine, greche, ebraiche, arabe, siriane, caldaiche ed egizie.  Essa rappresenta un notevole tentativo di creare una bibliografia universale con lo scopo chiaro di migliorare la “Bibliotheca Universalis” di Gesner. Il volume contiene circa 35.000 titoli, di circa 15.000 autori disposti in ordine alfabetico, con numerose citazioni bibliografiche e annotazioni che si riferiscono a varie precedenti opere storiche e letterarie. La sua Bibliotheca, come osserva James Darling col.1749, è un “more useful book than many of greater pretensions”. Ebert # 11497 osserva che “This lexicon of learned men, with all its faults, has matter peculiar to itself “. Petzholdt p.73 scrisse che un manoscritto contenente un tentativo di supplemento a König datato 1730 in 1003 colonne era stato trovato ad Amburgo ma non venne mai pubblicato. Firs edition, good copy. Rif. Bibl.: Besterman Besterman, The Beginnings of Systematic Bibliography, p.48 col # 804; Jocher col 2137; H.P. Catalogo Kraus 190; Catalogus Catalogorum, n. 525.

880 euro

10. DIETETICA INNSBRUCK TIROLO SWISS ASTROLOGY DIETETICA INNSBRUCK TIROLO SVIZZERA SWISS ASTROLOGIA CULINARIA GASTRONOMIA VINO THESAURUS SANITATIS


DSC_0317_clipped_rev_1Kessler Franz,

Thesaurus sanitatis inaestimabilis quomodo facili methodo ad plurimos vitae dies integer & incolumis conservari possit. Publica disputatione propositus in alma caesareo-archiducali universitate oenipontana. Praeside Ferdinando Carolo Weinhart … Defendente nobili et doctissimo domino Francisco Kessler …

Oeniponti (Innsbruck), typis Bened. Carol. Reisacher typ. caesar. acad., 1691

In 12° (14,4×9 cm); (8), 287, (7) pp. Legatura coeva in tutto cartoncino rigido con titolo manoscritto al dorso su fascetta in carta. Qualche strofinatura e lieve difetto. Un leggero alone al margine interno del frontespizio dovuta da antica colla. Un piccolissimo ed insignificante tarletto al margine esterno alto di 4 pagine, assolutamente ininfluente. Antica nota settecentesca di possesso privato al recto del frontespizio. Un forellino alDSC_0316_clipped_rev_1 margine interno bianco di pagina 239 e per il resto all’interno in più che buone condizioni di conservazione. Rarissima prima ed unica edizione, un solo esemplare censito in ICCU, stampata a Innsbruck da Reisacher, di questo “Thesaurus Sanitatis” nel quale l’autore descrive i rimedi per vivere a lungo ed in modo sano. Chiaramente particolarmente interessante ed importante è la parte dedicata ai consigli dietologici con riferimenti ai cibi ed ai vini, a quanto e cosa mangiare (con descrizione di diversi cibi tipici e del modo di prepararli), in che ordine, da dove prender i cibi ecc. ecc. che rappresenta la parte preponderante dell’opera. Un capitolo dedicato all’influsso degli astri sulla saluta umana ed uno alla possibilità della vita eterna. Vari capitoli sono dedicati alla agli influssi dell’aria sulla salute. Particolarmente interessante è il capitolo nel quale l’autore descrive i migliori luoghi del Tirolo dove soggiornare per vivere più a lungo dove ad esempio dice “Optima vina tibi dabit alba, rubruque coloris Leittach, Traminum, Brixina, Bozen, epam…”. Franz Kessler fu un medico svizzero, appartenete a nobile famiglia svizzera originaria dei territori di Hoensax nel Cantone di Uri. Opera rarissima. Krivatsy 13308; IT\ICCU\PUVE\004843.DSC_0318_clipped_rev_1

1.000 euro

11. UGANDA AFRICA STORIA LOCALE FOTOGRAFIA PRIME EDIZIONI

 IMG_5104_clipped_rev_1Hattersley, C. W. [Preface by T. F. Victor Buxton],

Uganda by Pen and Camera,

London, Published by The Religious Tract Society 4 Bouverie Street and 65 St. Paul’s Churchyard, 1906

In 8°; XVI, 138, (4 di catalogo) pp. e 23 c. di tav. fuori testo con fotografie di personaggi e scorci ugandesi. Bellissima legatura editoriale in piena tela verde con illustrazioni e titolo in nero ed oro al piatto anteriore ed al dorso. Qualche leggero foxing in poche pagine dovuto alla qualità della carta utilizzata e nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questo importante scritto dedicato all’Uganda dell’inizi del XX° secolo. Charles William Hattersley (1866–1934) era un missionario britannico che si unì alla Church Missionary Society all’inizio del 1897 dopo aver gestito una coltelleria a Sheffield. Nel settembre dello stesso anno lasciò l’Inghilterra per l’Uganda, dove aiutò a creare il sistema di istruzione primaria, fu coinvolto nell’educazione dei figli dei capi ugandesi e IMG_5106_clipped_rev_1alla fine prestò servizio come preside della scuola della Missionary Society Church sulla collina di Mengo a Kampala. Fotografo dilettante entusiasta, Hattersley divenne il fotografo ufficiale della corte e della chiesa ugandesi. Il suo Uganda descritto in “Pen and Camera”, pubblicato dalla Religious Tract Society a Londra, venne edito con lo scopo principale di reclutamento di nuovi missionari, ma il libro contiene anche informazioni preziose sulla storia e la cultura dell’Uganda. Il primo capitolo descrive l’arduo viaggio intrapreso dai missionari per raggiungere l’Uganda. Altre materie trattate sono la religione tradizionale, il personaggio e il ruolo del re Daudi Chwa II, nipote del re Mutesa I e figlio del re Mwanga II, e la diffusione del cristianesimo e il suo effetto sulla società ugandese. Il capitolo sulla religione discute di Katonda, come il Baganda chiamava Dio e della tradizionale convinzione di Bagand che Katonda avesse mandato Kintu e la moglie di Kintu, Nambi, nel mondo per dare alla luce bambini e popolare la Terra. Sono incluse circa 30 belle delle fotografie di Hattersley. Prima edizione, in legatura originale.

100 euro

12. MEDICINA FARMACIA MEDICNE CHEMESTRY PRIME EDIZIONI MAGDEBURG



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Bierling Caspar Gottlieb,
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Thesaurus theoretico-practicus, continens prasertim observationes & curationes medicas salutares de praecipuis corporis humani affectibus aliisque rebus medicis ac physicis curiosis, consignatas, & Joh. Michaelis … arcanis, euporistis, uti & aliis notis prosicuis modernae praxi congruis…. Index exquisitus… Praefatio Jacobi Wolff …

S. Luogo (ma Magdeburg?), Heredum Johannis Ludervaldi, 1694

In 4° (19,4×15 cm); (8), 1236, (24) pp. Bella legatura coeva in piena pelle con titolo e ricchi fregi in oro al dorso che DSC_0341_clipped_rev_1si presenta a 4 nervi. Leggero ed abile restauro al margine basso del dorso. Un piccolissimo e assolutamente ininfluente forellino al margine basso bianco delle prime due carte. Esemplare, come tutti quelli conosciuti, dalle pagine leggermente ed uniformemente bruniti a causa della qualità della carta utilizzata da  Johann Lüderwald a Magdeburg e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Tagli spruzzati. Bellissima antiporta xilografica con immagine di gabinetto farmaceutico. Vignetta xilografica animata al frontespizio che si presenta stampato in rosso e nero. Prima rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questa importante opera medico-farmaceutica del celebre medico di Madgeburgo Caspar Gottlieb Berling (1638 – 1693). L’opera, organizzata in ordine alfabetico, raccoglie tutto lo scibile medico-farmaceutico del seicento con descrizione della malattia e dei composti farmaceutici da utilizzare per la cura. Opera monumentale di farmacia. Rara prima edizione.

770 euro

13. POESIA MACCARONICA MANTOVA STAMPATORI BRAGLIA EDIZIONI ILLUSTRATE FOLENGO

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DSC_0333_clipped_rev_1Folengo Teofilo,

Theophili Folengi vulgo Merlini Cocaii Opus Macaronicum notis illustratum. Cui accessit vocabularium vernaculum, etruscum, et latinum. Editio omnium locupletissima.

Amstelodami [Mantova], Josephi Braglia, typographi Mantuani, 1768

In 4° grande (27×19,5 cm);  2 tomi: I° vol. (4 con ritratto in antiporta di Folengo delineato da Conti ed inciso da Cagnoni), 8, (1), 307, (19) pp. e una tavola genealogicaDSC_0332_clipped_rev_1 dell’autore ripiegata nell’ultima pagina della vita di Folengo; II° (6), 411, (1) pp. Bella legatura coeva in mezza pergamena con titolo in oro su fascette marroni al dorso (il dorso del I° volume presenta un piccolo restauro con aggiunta di pergamena al margine superiore e uno strappetto senza perdita di materiale in corrispondenza di una delle cerniere). Piatti foderati con bella carta coeva a motivi geometrici (qualche strofinatura e lievi segni del tempo), all’interno in ottime condizioni di conservazione. Primo frontespizio in rosso e nero. Tagli leggermente spruzzati in azzurro e rosso. L’opera è arricchita da belle e grandi illustrazioni di gusto veneziano nei capilettera, testatine e finalini (35 nel primo volume; 40 nel secondo). Errore num. p. 124 per 224, p. 208 per 308, p. 233 per 333. Bellissima edizione illustrata considerata la più completa e corretta delle opere di Gerolamo Folengo più conosciuto come Teofilo Folengo (o con gli pseudonimi Merlin Coccajo o Limerno Pitocco), (Mantova, 8 novembre 1491 – Campese, 9 dicembre 1544) celebre poeta italiano, tra i principali esponenti della poesia maccheronica. Nei volumi oltre all’Opus Macaronicum, la Zanitonella, la Moscheide e gli Epigrammi; in fondo  aggiunto anche un vocabolario mantovano-toscano-latino. Edizione stampata da Braglia a Mantova anche se con falso luogo di stampa (Parenti, Falsi luoghi, p. 19). Buon esemplare dalla carta sonante. Rif. Bibl.: Brunet, I, p. 557.

500 euro

14. STORIA ANTICA GRECIA GREECE SCOZIA SCOTLAND LEGATURE BRECHIN


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Gillies John,

The history of ancient Greece, its colonies, and conquests; from the earliest accounts till the division of the macedonian empire in the east. Including the history of literature, philosophy, and the fine arts. VOL. I-II-III-IV-V completo.

Basil, Printed for J. J. Tourneisen and J. L. Legrand, 1790

In 8° (21,4×13,1 cm); 5 volumi: XII, 382 pp., VI, 401, (1) pp., Vi, 386 pp., (VI), 427, (1) pp., (VI), 307, (85) pp. Belle legature coeve in mezza pelle scura con titolo, numero di volume e filetti in oro e fregi a secco al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Piccola e leggerissima macchiolina nelle prime cinque carte del vol. 1, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bell’edizione stampata a Basilea, di questo classico studio, uscito per la prima volta nel 1786, del celebre storico, tutor e letterato scozzese, John Gillies, nato  a Brechin , nel Forfarshire nel 1747. Alla morte di William Robertson (1721-1793) , Gillies fu nominato storiografo reale per la Scozia . Nella sua vecchiaia si ritirò a Clapham , dove morì il 15 febbraio 1836. L’opera qui presentata, dedicata al Re d’Inghilterra, ricostruisce attentamente la storia della Grecia antica e della conquista delle sue colonie ma con un occhio attento a mal far figurare la turbolenza ed instabilità della vita repubblicana. Esemplare in  bella legatura e non comune in quest’edizione di Basilea corretta ed aumentata rispetto alle precedenti. Buon esemplare.

170 euro

15. GIALLI PRIME EDIZIONI GIALLISTICA ROMANZI NOVEL CRIMINAL SIMENON

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DSC_0456_clipped_rev_1Simenon Georges,

Le haut mal,

Paris, A. Fayard & C.ie, Novembre 1933

8,8×12 cm; 252, (4) pp. Brossura editoriale con titolo in amaranto al piatto anteriore. Al recto del frontespizio “50 exemplaires sur vélin pur fil Lafuma, numérotés de 1 à 50.”. Prima edizione (novembre 1933) di questo classico della letteratura gialla. Nello stesso anno uscì una tiratura con la sopracoperta illustrata. Buono-ottimo esemplare ancora in barbe, raro a trovarsi in queste condizioni di conservazione.

50 euro

16. GIALLI PRIME EDIZIONI GIALLISTICA ROMANZI NOVEL CRIMINAL SIMENON

Simenon Georges,

L’homme de Londres,

Paris, A. Fayard & C.ie, Decembre 1933

18,8×12 cm; 254, (2) pp. Brossura editoriale con titolo in amaranto al piatto anteriore. Al recto del frontespizio “50 exemplaires sur vélin pur fil Lafuma, numérotés de 1 à 50.”. Prima edizione (il copyraight porta la data del 1934 ma questo esemplare porta la data di impressione del dicembre 1933) di questo classico della letteratura gialla. Nello stesso anno uscì una tiratura con la sopracoperta illustrata. Buono-ottimo esemplare ancora in barbe, raro a trovarsi in queste condizioni di conservazione.

90 euro

17. MEDICINA CHIMICA IATROCHIMICA LEIDA MEDICINE TISI TUBERCOLOSI FISIOLOGIA NEUROLOGIA

 DSC_0438_clipped_rev_1DSC_0439_clipped_rev_1DSC_0437_clipped_rev_1Le Boe Franz de,

Opera medica, hoc est, Disputationum medicarum decas, Methodi medendi libri duo; Ideae novae praxeos medicae libri tres, ad eosque Appendix, variaque alia opuscula Accesserunt huic Editionie hactenus ineditii Casus Medicinales Annorum 1659. 60. Et 61. Quos ex ore Cl. Sylvii calamo excepit Joachimus Merian, Ph. Et M. D. ac Phys. Moeno-Francof. Una cum Remediis Sylvianis; Itemque, Collegium Nosocomicum ab Authore Habitum, unà cum Appendice de Formulis quibusdam Remediorum ad varios affectus ah eodem praescriptis. Tandemque Institutiones Medicae Veneta editione praeterita desideratae. Cum duplici Indice, uno Librorum et Capitum, Operi praemisso, altero rerum ad calcem adjecto.

Venetiis, apud Laurentium Basilium, 1708

In folio; (28), 660, (36) pp. (pages 260, 270, 308 and 488 are misnumbered as 268, 269, DSC_0436_clipped_rev_1304 and 480 respectively). Ex-libris del fisico della Regia Accademia Torinese, Giuseppe Marenco. Legatura  coeva in cartoncino molle. Frontespizio in rosso e nero. Grande stemma xilografico al frontespizio. Frontespizio con leggermente brunito e per il resto, esemplare in barbe ed in buone condizioni di conservazione. Dedica a Lorenzo Rosmarino patrizio veronese. Edizione definitiva dell’opera del celebre naturalista e medico olandese, Franciscus de le Boë Sylvius (anche noto come Franz de le Boë; Hanau, 15 marzo 1614 – Leida, 15 novembre 1672). L’autore, appena laureatosi a Basilea nel 1637, compì numerosi viaggi i  Francia, Paesi Bassi e Germania per approfondire le ultime scoperte mediche. Nel 1658 prese il posto di Albert Kyper nella cattedra di medicina nell’Università di Leida. Le Boe è considerato il fondatore della iatrochimica che mirava a interpretare i fenomeni fisiologici e biologici in termini chimici, riportandoli fondamentalmente a processi di “fermentazione” e di “effervescenza”. A lui si devono diverse scoperte mediche come il ruolo dei tubercoli nella tisi polmonare e a lui si devono le òrime descrizioni del canale del mesencefalo e una delle scissure principali del telencefalo che prendono da lui il loro nome (acquedotto di Silvio e Scissura di Silvio). Alla sua scuola di formarono fra gli altri Swammerdam, R. De Graaf e Stenone. Grande esperto della struttura del cervello a lui si debbono le annotazioni delle Institutiones medicae (1641) di C. Bartholinus. Convinto assertore delle teorie di Harvey sulla circolazione del sangue ne fu uno dei primi divulgatori.

480 euro

18. BASSANO REMONDINI CACCIA AL LUPO VENATIONES HUNTING WOLF

DSC_0681_clipped_rev_1Caccia al lupo, stampa remondiniana

Senza data (ma fine XVII sec. inizio del XVIII sec.), S. stampatore ma Remondini.

28×20 cm alla battuta. In cornice moderna. Ottimo stato di conservazione. Fine coloritura coeva. Non comune tiratura remondiniana della “Caccia al lupo” delle “Venationes”  di Johannes Stradanus (Jan van der Straet) edite per la prima volta intorno al 1570. Questa tiratura remondiniana che presenta la firma di F. Valeggio (Francesco Valeggio), rappresenta la “caccia al lupo”. Nella parte bassa della stampa la scritta “Sic ovis occise lupus extis fallitur arctu, Aut loqueo aut tectis frondoso vimine fossis”. Il foglio è in controparte rispetto all’originale cinquecentesco. Bellissima la coloritura coeva dove le vesti dei cacciatori sono rifiniti in oro.

150 euro

19. ECONOMIA ECONOMY ORO ARGENTO METALLI ANTROPOLOGIA GOLD SILVER CURIOSITA’ BIBLIOGRAFICA TIRATURA 225 esemplari

 IMG_5107_clipped_rev_1Henry Hamilton Harwood,

The wonderful story of gold and silver; an anthropological, mythological, chrysological, argyrological, photochromatological, and psychological study Showing The Relation of thr Modern Employment of Gold and Silver as Personal Ornaments, as Mediums of Exchange, and as Standards of Value, To Ancient Sun Worship and Moon Worship, Bird Cults and Beast Cults and Cannibalism; and Explaining  Why the Gold Standard Will Remain Foolproof for IMG_5108_clipped_rev_1a Million Years or longer.

Richmond, Lewis Printing,  S. data (ma 1924).

In 8°; 288 pp. e una pecetta di errata fuori numerazione che presenta anche una nota manoscritta (probabilmente dallo stesso Harwood). Legatura editoriale in tutta tela rossa  con titolo impresso in oro al piatto anteriore ed al dorso. Prima edizione in tiratura limitatissima di 225 esemplari di questa storia dell’oro e dell’argento e dei culti a lui collegati. L’opera ripercorre gli aspetti antropologici e le conseguenze economiche del legame dell’uomo con l’oro ed l’argento, attraverso i secoli e lo sviluppo delle società dall’antichità fino allo sviluppo della modera economia. Edizione rarissima ed in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Princeton University Libraries ReCAP C-10 5679.

80 euro

20. BIGLIARDO BILIARDO GIOCHI GIUOCHI DI SOCIETA’ PRIME EDIZIONI STORIA DEI GIOCHI

 IMG_0671_clipped_rev_1IMG_0669_clipped_rev_1Bouvard Charles,

Trattato sul giuoco del bigliardo in cui trovasi una istruzione precisa sulla esecuzione di questo giuoco, non che la partita dei Piroli, col pallino o senza; estratto dalla seconda edizione di Parigi dell’opera intitolata: Nouvelle academie des jeux, ou regles ec., ec. da L. M. F.

Napoli, Dai Torchi di Pasquale Tizzano Strada Cisterna dell’Olio n° 26, 1821

In 8° (19×11,5 cm); 64, (2 b) pp. Brossura ottocentesca. Un leggerissimo ed ininfluente alone al margine basso dell’opera, praticamente invisibile. Tagli gialli. Qualche lieve brunitura dovuta alla qualità della carta, un piccolissimo tarletto al margine basso bianco dell’ultima carta, anche questo del tutto ininfluente e nel complesso in buone condizioni di conservazione. Prima rara edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questo trattato sul gioco del bigliardo, ispirata all’opera “Nouveau traite sur le jeu de billard” di Charles Bouvard. Lo scritto, anonimo, si prefigge di organizzare e definire le regole del gioco del bigliardo. Si legge nella “Prefazione” “Nel giuoco del Biglairdo non vi sono state giammai delle regole abbastanza precise. Qualle che comunemente ed impropriamente dicensi dell’Accademia, furono redatte dai maestri di IMG_0668_clipped_rev_1pallacorda, la maggior parte dei quli non conoscevano tanto bene questo giuoco da prevederne tutt’i casi i più frequenti; d’altronde quei signori non lo riguardavano …”. Il volume, composto in uno dei momenti storici dello sviluppo del gioco del biliardo, tratta in modo preciso e scrupoloso i vari tipi di giochi che si possono fare con il bigliardo con capitoli dedicati a: Primi principi per l’esecuzione; Posizioni; Palla di prima messa in giuoco; Consigli per l’azione; Dimenzioni di una stecca; Regola generale per ogni sorta di partite; Partite francesi; Partita ordinaria; Partita a seguire; Partita delle cinque palle detta Carlino; Partita del doppietto; Dppietto semplice; Doppietti composti; Partite a 3 o 4 non volendo restar fissi; Delle partite a scrivere; Partite delle cinque buche; Partite de’ Piroli col pallino, secondo l’uso di Milano e di Bologna; La medesima partita senza il pallino, secondo l’uso di Venezia; Partita del pallino senza i piroli; Partita del tocco; Partite a due palle, dette bianche; Partita ordinaria; Partita della perdita; Partita della buca difesa; Pulla a due palle; La guerra o pulla a tutte palle; La guerra a buca difesa a tutte palle. Opera assai rara. Rif. Bibl.: Melzi, V. 3. Col. 542.

330 euro

21. VIAGGI PRIME EDIZIONI CALIFORNIA SAN FRANCISCO HAWAII HONOLULU USI E COSTUMI AMERICA UNITED STATES OF AMERICA

IMG_0665_clipped_rev_1  IMG_0663_clipped_rev_1IMG_0666_clipped_rev_1IMG_0662_clipped_rev_1Duhaut-Cilly Auguste, Botta Carlo,

Viaggio intorno al globo: principalmente alla California ed alle isole Sandwich negli anni 1826, 1827, 1828 e 1829 di A. Duhaut-Cilly; con l’aggiunta delle osservazioni sugli abitanti di quei paesi di Paolo Emilio Botta; traduzione dal francese nell’italiano di Carlo Botta. Tomo primo – secondo

Torino, Stabilimento Tipografico Fontana, 1841

In 8° (20×12,5 cm); due tomi in un volume: XVI, 296 pp. e 2 c. di tav. fuori testo, 392 pp. e 2 c. di tav. fuori testo. Legatura coeva in mezza pelle scura con titolo, autore e fregi in oro al dorso. Qualche strofinatura e lievi segni del tempo. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, completo. Prima edizione italiana e seconda edizione assoluta, dopo la prima francese del 1834-1835, di una delle più importanti descrizioni ottocentesche della California e dell’arcipelago delle Isole Hawaii, scritta dal celebre viaggiatore che fu ufficiale di marina e sindaco di Saint-Servan 1835-1838, Auguste Bernard Duhaut-Cilly o Auguste Bernard superiore Cilly (Saint-Malo, 26 Marzo 1790 Saint-Servan-sur-mer, 26 ottobre, 1849). L’autore, entrato in marina nel 1807, prestò servizio nell’Oceano Indiano sotto Robert Surcouf. Nel 1815 passò dalla marina militare a quella mercantile prestando servizio sotto IMG_0664_clipped_rev_1l’avventuriero, Jean Baptiste Rives che caldeggiava un’impresa coloniale francese nelle Isole Hawaii, all’epoca conosciute anche come Isole Sandwich dopo che così le aveva chiamate James Cook nel 1778 in onore del suo protettore Lord Sandwich, nome che oggigiorno è considerato coloniale e antiquato. La spedizione era stata ideata come divisa in due parti. Nella prima, finanziata da alcuni banchieri francesi fra i quali Jacques Laffitte, l’impresa, doveva spostarsi verso l’America latina per commerciare in diversi prodotti, poi terminata questa fase, doveva, quindi, proseguire verso le Hawaii per riportare lì, il corpo di un re hawaiano che era morto in Inghilterra a causa del vaiolo.  Duhaut-Cilly partì da Le Havre il 10 aprile 1826 su un veliero di 370 tonnellate. La prima fermata avvenne alle Isole Canarie per poi proseguire nelle isole di Capo Verde e Cabo Frio in Brasile. Quindi visitò Rio (il 25 maggio) e poi, il 13 giugno, partì per Valparaiso da Capo Horn dove affrontò una terribile tempesta il giorno 14 luglio. Le successive tappe furono San José del Cabo (novembre) e Mazatlán per poi giungere in California in gennaio anche se a causa della nebbia, impiegò 8 giorni a trovare il Porto di San Francisco. Qui si fermò per un certo periodo e visitò il territorio. Le tappe furono poi Monterey, Santa Barbara e San Diego (aprile). Fu quindi alle Hawaii per poi tornare nell’ottobre del 1827, dopo una pausa in Perù, in California. Da qui si reca di nuovo alle Hawaii e si ferma per due mesi ad Honolulu, dove studia la lingua e le usanze locali, oltre a visitare il territorio. Il volume descrive i viaggi di Auguste Duhaut-Cilly, i luoghi da lui visitati, le lingue studiate, i monumenti e le bellezze naturali viste e rappresenta una selle più importanti e complete fonti storiche, economiche e culturali inerenti alla California e alle isole Hawaii nella prima metà dell’ottocento. Il volume è arricchito da 4 belle tavole fuori testo di vedute. Opera completa. Rif.Bibl.: Judd, 57; Hill 500; Howes D547; Sabin 21164; Zamorano 80,31Forbes, ‘Hawaiian National Bibliography’, 1260.

340 euro

22. PRIME EDIZIONI BIBLIOMANIA BIBLIOGRAFIA RACCOLTE BIBIOGRAFICHE LINGUA LATINA LINGUA GRECA CLASSICI GRECI LETTERATURA CLASSICI DELLA LETTERATURA FONTI DI STORIA DELLA LETTERATURA

    IMG_5077_clipped_rev_1  IMG_5078_clipped_rev_1IMG_5071_clipped_rev_1(Photius) Schott Andreas,

PHOTII MYRIOBI, BLON, Sive Bibliotheca librorum quos Photius Patriarcha Constantinopo litanus legit & censuit. Graecè edidit David Hoeschelius Augustanus, & notis illustrauit. Latinè vero reddidit & schiloys auxit Andreas Schottus Antverpianus. Opus insigne, e quo Theologi, Medici, Philosophi, Historici, Oratores & Philologi /uberrimum fructum & iucundisimum capere possunt.

(Geneve), Oliva Pauli Stephani, 1611.

In folio (35,6×21,8 cm); (32), (812) numerate a colonna 1624, (52) numerate a colonna 104, (24) pp. Bella legatura coeva in piena pergamena molle con titolo manoscritto da mano coeva al dorso (in parte sbiadito) e ripreso da mano settecentesca, in bella scrittura, al margine alto del dorso. Un piccolo tunnel di tarlo al margine esterno bianco di una cinquantina di carte (praticamente alla fine della carta) che in solo una ventina di carte, ininfluente. Un forellino di tarlo piccolissimo nel margine esterno bianco di un’ottantina di carte, praticamente invisibile. Un IMG_5072_clipped_rev_1piccolo rinforzo settecentesco al margine esterno bianco dell’ultima carta a chiudere un piccolo strappetto, sempre lontano dal testo e non significativo. Esemplare leggermente ed uniformemente brunito a causa della qualità utilizzata e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Bella marca tipografica di Estienne al frontespizio. Prima edizione bilingue in greco e latino, stampata dal celebre stampatore ginevrino, Paul Estienne autore di alcune delle edizioni più celebri della seconda metà del cinquecento e dei primi anni del seicento, di questo classico del grande bibliografo, erudito e patriarca bizantino, Fozio I di Costantinopoli, detto il Grande (in greco antico: Φώτιος, Phótios; Costantinopoli, 820 circa – Armenia, 6 febbraio 893) che fu insegnante filosofia greca nell’Imperiale Università di Costantinopoli. Questa edizione è la più ricercata in quanto rappresenta la prima edizione che vede il testo latino contrapposto a quello greco. Uomo dalla grandissima cultura fu un apprezzato filologo, esegeta ed esperto di patristica ed anche un importante uomo di stato ricoprendo le cariche di Segretario Capo di Stato e Capitano delle guardie del corpo dell’Imperatore. “Nell’anno 842 l’imperatore Michele III, detto l’Ubriaco (842 – 867), succedette al padre Teofilo. Non potendo occuparsi degli affari di Stato a causa della minore età – Michele III aveva solo due anni quando si ritrovò imperatore di Bisanzio – la reggenza dell’Impero fu affidata alla madre, IMG_5074_clipped_rev_1l’Imperatrice Teodora, che rimase in carica fino all’858. Fra i diversi atti della sua reggenza, ci fu, in particolare la comminatoria dell’esilio al patriarca Ignazio I di Costantinopoli, con il pretesto di aver rifiutato di dare la comunione allo zio dell’Imperatore, Bardas. Chiesa dove viene venerato Fozio I di Costantinopoli. Teodora aveva dunque bisogno di nominare un nuovo patriarca di Costantinopoli, e fu scelto Fozio, a quell’epoca ancora un laico. Per realizzare tale risultato, Teodora lo nominò vescovo dopo soli cinque giorni dall’esilio del patriarca Ignazio e, nel Natale dello stesso anno 858, Fozio fu nominato patriarca di Costantinopoli”. La mossa politica non piacque a Roma e dopo una seri di incontri e scontri diplomatici, Fozio venne scomunicato da Papa Nicolò I e lui, a sua volta, dopo aver indetto un sinodo di tutti i patriarchi bizantini, scomunicò il papa. Il patriarcato di Fozio fu poi causa di una disputa continua con Roma fino a quando, con il cambio dell’Imperatore ed il mutare dei rapporti con Roma, con una scusa pretestuosa, Fozio venne deposto e poi mandato al confino in un monastero in Armenia dove, poi, morì. “La Biblioteca (in greco antico: Βιβλιοθήκη, Bibliothékē, in latino: Bibliotheca), anche nota come Myrióbiblos (in greco antico: Μυριόβιβλος, “diecimila libri”), è una rassegna bizantina di opere letterarie greche e bizantine redatta dal patriarca Fozio I di Costantinopoli nell’855. L’opera, sicuramente incompiuta, è una raccolta di notizie ed epitomi (ossia riassunti, più o meno lunghi ed inframmezzati da estratti) di altri testi, in numero di 279, che sono chiamate codici. L’opera inizia e si conclude con due lettere di Fozio spedite al fratello Tarasio. L’incipit di ciascun codice costituisce una presentazione quasi bibliografica dell’autore trattato; segue un breve riassunto dell’opera redatto da Fozio; il codice si conclude, poi, con valutazioni morali e stilistiche e con confronti tra l’autoreIMG_5075_clipped_rev_1 ed altri esponenti dello stesso genere letterario. Sono dotte schede di lettura-recensioni, redatte e destinate solamente per quel circolo di studiosi che ruotava attorno al patriarca, che fanno di Fozio un erudito critico letterario ante-litteram. […] Per molti autori antichi, di cui si sono irrimediabilmente perdute le opere e le vite, la Biblioteca rappresenta l’unica traccia del loro pensiero, facendo della Biblioteca, secondo Karl Krumbacher, «l’opera più importante di storia letteraria del medioevo». In particolare, due romanzi devono all’opera di Fozio la sopravvivenza del proprio ricordo. Il primo è il Dramaticon di Giamblico, di cui Fozio lesse i 16 libri: si trattava di un romanzo d’amore e d’avventura, del quale il patriarca riportò un’epitome, che costituisce l’unica testimonianza su essa; o Le incredibili meraviglie al di là di Thule di Antonio Diogene, in ventiquattro libri”. “L’Editio princeps è quella di David Hoeschel, pubblicata ad Augusta nel 1601, dopo numerosi tentativi falliti nel sedicesimo secolo. La prima traduzione latina di questa edizione, ad opera del gesuita di Anversa André Schott, fu pubblicata ad Augusta nel 1606. L’edizione di Hoeschel e la traduzione di Schott furono ristampate [per la prima volta] insieme a Ginevra nel 1611 “. L’opera, ristampata numerosissime volte nel seicento e nel settecento, è considerata una delle più importanti opere del medioevo. Edizione rara, ricercata, in legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione. First Latin-Greek edition, good copy. Rif. Bibl.: Worldcat, OCLC number: 137229934.IMG_5076_clipped_rev_1

1.200 euro

23. BOLOGNA STORIA LOCALE VEDUTE MONUMENTI VIAGGI

DSC_0411_clipped_rev_1????????????????????????????????????AA. VV.,

Albo a memoria dell’augusta presenza di Nostro Signore Pio IX in Bologna l’estate dell’anno 1857.

Bologna, Tipografia Governativa della Volpe e del Sassi, s. data (ma 1858).

In folio (51×35,7 cm); 154 cc. nn. con ritratto del Pontefice e 10 bellissime tavole litografiche fuori testo delle quali 9 vedute di Bologna a piena pagina e 1 tavola di medaglie. Frontespizio con cornice ornamentale, con ricami, stemmi e figure impressi in oro e acquerellati a mano. Legatura in tutta tela rossa con titolo e filetti impressi in oro al dorso e al piatto anteriore, stemma di Bologna in oro. Alcune lievissime bruniture, quasi invisibili nelle pagine di fronte alle tavole, alcuni piccolissime macchioline di foxing al margine esterno bianco di poche pagine e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. L’opera venne composta in occasione della tappaDSC_0410_clipped_rev_1 bolognese del viaggio pastorale di Pio IX in Romagna nel 1857 alla vigilia della seconda guerra d’indipendenza che fu a tutti gli effetti, l’ultima visita di un Papa-Re nelle terre bolognesi prima che queste venissero annesse al nascente Regno d’Italia. L’albo, come specificato nella dedica, «si abbella di descrizioni che hanno a principale soggetto quei Templi, quegl’Istituti, quegli Ospizi, que’ luoghi pii» che rappresentano il patrimonio monumentale della città di Bologna. Il volume contiene scritti di L. Frati, S. Muzzi, E. Malvasia, A. Garelli, G.G. ????????????????????????????????????Roncagni, G. Golfier, G.C. Fangarezzi ecc. dedicati a monumenti, feste e avvenimenti della storia bolognese. Magnifiche le grandi tavole a piena pagina con le vedute di S. Luca, S. Michele in Bosco, il Palazzo Apostolico, la Certosa, S. Petronio, l’Archiginnasio, l’Università, l’Arco appositamente costruito per la visita papale, ecc. realizzate su disegni di L. Bazzani, T. Azzolini, L. Venturi, G. Ravegnani, L. Aureli ecc. incise da Angiolini, Gaspari e Pancaldi. Esiste anche un edizione in 8° priva delle tavole. Questa è la meno comune edizione di lusso, stampata su carta di ottima qualità.

310 Euro

24. PARIGI PARIS CARICATURE USI COSTUMI MODA MODE FASHION BALLI IN MASCHERA MASCHERATE CARICATURE CARICATURISTI SATIRA

IMG_0780_clipped_rev_1   IMG_0782_clipped_rev_1IMG_0781_clipped_rev_1IMG_0778_clipped_rev_1Grevin Alfred,

Prime du Journal les Modes Parisienne, Costumes de Fantaisie pour un Bal Travesti Dessins Inedits de A. Grevin.

Paris, Aux Bureaux: des Modes Parisiennes, de la Toilette de Paris, du Journal Amusant et du Petit Journal pour Rire, s. data (ma 1870 circa)

In 4° (32×23,4 cm); (28) cc. Brossura editoriale  con titolo impresso in amaranto al piatto anteriore, qualche lieve traccia di sporco e due piccole mancanze al dorso. Antica pecetta ottocentesca al margine basso della brossura che identifica il volume come venduto dalla nota libreria bolognese “F. Solieri Tre Mondi”. Il libro raccoglie 24 belle tavole inedite in cromolitografia a colori, realizzate per un ballo in Maschera, disegnate dal grande illustratore e scultore francese, Alfred Grévin (Épineuil, 28 gennaio 1827 – Saint-Mandé, 5 maggio 1892). Fra le tavole: La Gardeuse de dindons – LaIMG_0783_clipped_rev_1Bergère d’Arcadie – La Moscovite – Le Braconnier – La Petite Princesse – La Pompières – La Bouquetière, etc. Grevin si formò in scienze naturali e disegno naturalistico al collegio di Tonnerre, iniziò la sua carriera di disegnatore lavorando inizialmente apprendista disegnatore per conto della compagnia ferroviaria Chemins de fer de Paris à Lyon et à la Méditerranée. La svolta della sua vita avvenne nel 1853 quando trasferitosi a Parigi, iniziò a riscuotere enorme successo come caricaturista e autore di piccanti e sagaci  vignette galanti in ambientazione popolare. Grevin, attento lettore della quotidianità della vita parigina, prestava grande attenzione alle mode ed ai costumi riproponendoli e rielaborandoli poi, nei suoi lavori. Prestò la sua arte ad alcuni dei più celebri giornali della sua epoca come il Journal Amusant, il Petit Journal pour rìre, la Le Gaulois e lo Charivari. Proprio la sua abilità nell’elaborazione dei costumi lo portarono ad esser scelto come disegnatore ed ideatore dei costumi di scena di varie opere come ad esempio, per l’opera di Jacques Offenbach intitolata Le voyage dans la lune, oppure per quelli dell’opera La fille de Madame Angot di Charles Lecocq. “Fu il fondatore, assieme a Adrien Huart, dell’Almanach des Parisiens e nel 1882 del primo Museo delle cere della storia che è intitolato con il suo nome”. Opera, all’interno, in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Colas 1330; Lipperheide 3186.

140 euro

25. PARIGI PARIS CARICATURE USI COSTUMI CARNEVALESCHI MODA MODE FASHION CARNEVALE MASCHERATE CARICATURE CARICATURISTI SATIRA

IMG_0790_clipped_rev_1IMG_0791_clipped_rev_1 IMG_0789_clipped_rev_1 IMG_0786_clipped_rev_1 IMG_0787_clipped_rev_1   IMG_0788_clipped_rev_1  IMG_0784_clipped_rev_1Grevin Alfred,

Prime du Journal les Modes Parisienne, Les Nouveaux Travestissements Parisiens, Dessins Inedits de A. Grevin.

Paris, Aux Bureaux: des Modes Parisiennes, de la Toilette de Paris, du Journal Amusant et du Petit Journal pour Rire, s. data (ma 1870 circa)

In 4° (32×23,4 cm); (22) cc. Legatura coeva in piena tela con la brossura editoriale, piatto anteriore e posteriore, con titolo impresso in amaranto al piatto anteriore, qualche lieve traccia di sporco. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Antica pecetta ottocentesca al margine basso della brossura che identifica il volume come venduto dalla nota libreria bolognese “F. Solieri Tre Mondi”. Il libro raccoglie 20 belle tavole inedite (più frontespizio ed IMG_0785_clipped_rev_1ultima carta con l’esplicazione dei costumi), in cromolitografia a colori, ognuna protetta da velina, realizzate e disegnate dal grande illustratore e scultore francese, Alfred Grévin (Épineuil, 28 gennaio 1827 – Saint-Mandé, 5 maggio 1892). Fra le tavole che riproducono costumi e travestimenti carnevaleschi: Arlequinette, Hermes, Fataisie Villageoise, Sauvage, Tyrolienne, Pierrot, Chambron, etc. Grevin si formò in scienze naturali e disegno naturalistico al collegio di Tonnerre, iniziò la sua carriera di disegnatore lavorando inizialmente apprendista disegnatore per conto della compagnia ferroviaria Chemins de fer de Paris à Lyon et à la Méditerranée. La svolta della sua vita avvenne nel 1853 quando t rasferitosi a Parigi, iniziò a riscuotere enorme successo come caricaturista e autore di piccanti IMG_0792_clipped_rev_1e sagaci vignette galanti in ambientazione popolare. Grevin, attento lettore della quotidianità della vita parigina, prestava grande attenzione alle mode ed ai costumi riproponendoli e rielaborandoli poi, nei suoi lavori. Prestò la sua arte ad alcuni dei più celebri giornali della sua epoca come il Journal Amusant, il Petit Journal pour rìre, la Le Gaulois e lo Charivari. Proprio la sua abilità nell’elaborazione dei costumi lo portarono ad es ser scelto come disegnatore ed ideatore dei costumi di scena di varie opere come ad esempio, per l’opera di Jacques Offenbach intitolata Le voyage dans la lune, oppure per quelli dell’opera La fille de Madame Angot di Charles Lecocq. “Fu il fondatore, assieme a Adrien Huart, dell’Almanach des Parisiens e nel 1882 del primo Museo delle cere della storia che è intitolato con il suo nome”. Opera rara e all’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Colas 1331; Lipperheide 3187.

90 euro

26. SATIRA SERBIA CARICATURE CARICATURISTI PRIMO CONFLITTO MONDIALE PRIME EDIZIONI GUERRA

IMG_0729_clipped_rev_1  IMG_0726_clipped_rev_1IMG_0730_clipped_rev_1IMG_0728_clipped_rev_1IMG_0725_clipped_rev_1Carpi Aldo, Bistolfi Leonardo, Giordani Paolo,

Serbia Eroica, Impressioni Pittoriche della Ritirata dell’Esercito Serbo sull. Adriatico, Sessantotto disegni di Aldo Carpi, prefazione di Leonardo Bistolfi, note di Paolo Giordani

Milano, Editori Alfieri & Lacroix, (1917)

33,5×23,8 cm; (2), 9, (3) pp. e 46 c. di tav. Legatura editoriale in cartoncino rigido verde con titolo in oro al piatto anteriore. Prima edizione, una seconda uscì nel 1818, in ottime condizioni di conservazione. Celebre raccolta delle magnifiche tavole della ritirata serba all’inizio del primo conflitto mondiale e per le quali il grande pittore e scultore milanese, Aldo Carpi (Milano, 6 ottobre 1886 – Milano, 27 marzo 1973) ottenne nel 1918 la Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Carpi iniziò a apprendere l’arte pittorica presso lo studio del  pittore Stefano Bersani, mediatore di influenze impressioniste. Studente all’Accademia di Belle Arti di Brera fu allievo di Cesare Tallone e Achille Cattaneo, conoscendo qui altri allievi come Funi, Gola e Carrà. Alla sua formazione artistica si affianca acnhe una profonda formazione religiosa lavorando a Crevenna, presso Erba, a stretto contatto con don Brizio Casciola che in questi luoghi aveva fondato una casa famiglia per bambini difficili e giovani problematici. A partire dal 1915 è sul fronte di guerra, arruolato nell’esercito italiano. “Il 7 ottobre 1915, il regno di Serbia fu invaso dalle forze congiunte tedesche e austro-ungariche. Il IMG_0727_clipped_rev_114 ottobre, i bulgari entrarono in guerra al fianco degli imperi. Trovandosi in evidente inferiorità sia per numero di uomini che per equipaggiamento, il maresciallo serbo Raomir Putnik ordinò il completo ritirò dell’esercito serbo a sud e a ovest, attraverso l’alleato Montenegro e nella neutrale Albania, il 25 novembre 1915. Le condizioni climatiche erano terribili, le strade dissestate e l’esercito dovette aiutare decine di migliaia di civili ritiratisi insieme ai soldati e quasi del tutto privi di approvvigionamento e cibo. Tuttavia, il maltempo e la condizione delle strade furono elementi a favore dei serbi, poiché i tedeschi e i bulgari non riuscirono ad avanzare nelle insidiose montagne albanesi, così i serbi riuscirono a sfuggire alla cattura. Tuttavia, centinaia di migliaia di serbi morirono per la fame, le malattie, la sete, l’ipotermia e per gli attacchi da parte delle forze nemiche e delle bande tribali albanesi. Le circostanze della ritirata furono disastrose, e circa 155 000 serbi, prevalentemente soldati, raggiunsero la costa adriatica e si imbarcarono sulle navi da trasporto alleate (in maggioranza della Regia Marina), che trasportarono l’esercito verso varie isole greche (molti andarono a Corfù) prima di essere inviato a Salonicco”. Carpi nel 1925 vince il Premio Principe Umberto. “Con lui lavoreranno quattro generazioni di artisti, dagli artisti di IMG_0724_clipped_rev_1Corrente (Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Arnaldo Badodi, Italo Valenti, Aligi Sassu), al gruppo del “realismo esistenziale” degli ultimi anni cinquanta (Bepi Romagnoni, Mino Ceretti, Tino Vaglieri, Giuseppe Guerreschi, Giuseppe Banchieri). Sono suoi allievi anche Giuseppe Bolzani, Emanuele Cavalli, Roberto Crippa, Otto Dobrazanski, Gianni Dova, Ibrahim Kodra, Trento Longaretti, Stefano Magnani, Cesare Peverelli, Dimitri Plescan, Alberto Salvioni, Pino Spinelli e numerosi altri”. Il volume si avvale della prefazione del famoso scultore e politico italiano, fra i maggiori esponenti del simbolismo italiano, Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato, 15 marzo 1859 – La Loggia, 3 settembre 1933) e delle note critiche dello storico, Paolo Giordani. Nell’opera qui presentata Carpi legge la realtà della tragica ritirata dell’esercito serbo attraverso lo sguardo di una satira impregnata di pietà e compassione. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. Non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\IEI\0138670.

120 euro

27. PRIME EDIZIONI OPERE MUSICA CLASSICA RARITA’ BIBLIOGRAFICA

IMG_5057_clipped_rev_1   IMG_5058_clipped_rev_1Puccini Giacomo,

La Boheme, Scene de La Vie de Boheme di Henry Murger, 4 Quadri di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, musica di Giacomo Puccini, Opera completa per canto e pianoforte, riduzione di Carlo Carignani.

Milano, G. Ricordi, 1896 (come da timbro a secco).

In 4° grande; (16 compreso ritratto di Puccini), 269, (3 b.) pp. da non confondersi con le edizioni seguenti (a partire da quella del 1898, uguale per numero di lastra ma diverso per numero di pagine e con l’aggiunta al frontespizio di “Nuova edizione con aggiunte dell’autore”). Legatura coeva in piena tela marrone muta. Piatti interni foderati con carta a motivi amaranto. Antica ed elegante pecetta del rivenditore modenese  “Magazzino di Musica e Pianoforti, G. Stanguellini Modena, Timpani …” al margine basso del frontespizio. Il timbro a secco  è ben leggibile solo alla prima carta bianca, in controluce. All’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Numero di lastra della partitura 99000. Prima rara edizione, come ben individuato da Schickling e Hopkinson di una delle musiche più celebri della storia dell’opera, scritta dal grande compositore lucchese di nascita, Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924). “La Boheme” è il capolavoro massimo di Puccini e tutt’oggi, una delle opere più rappresentata nei teatri di tutto il mondo. La Bohème, opera in quattro atti del compositore italiano Giacomo Puccini (libretto italiano di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa), presentato in anteprima al Teatro Regio di Torino, in Italia, il 1 ° febbraio 1896. La storia, una storia d’amore dolcemente tragica, era basata su il romanzo episodico Scènes de la vie de bohème (1847-1849; “Scene di vita bohémien”) dello scrittore francese Henri Murger. Un successo sin dall’inizio, è una delle opere pi ù frequentemente eseguite. La quarta opera di Puccini incontrò diversi ostacoli prima della prima rappresentazione tenuta a Torino, al Teatro Regio, il 1 febbraio del 1896 sotto la direzione di un giovane Arturo Toscanini. Sebbene l’argomento fosse giunto alla sua attenzione quando stava finendo Manon Lescaut alla fine del 1891,IMG_5056_clipped_rev_1 Puccini non si impegnò nella scrittura dell’opera se non dopo due anni e fu grazie alle insistenze del suo collaboratore Luigi Illica, forte sostenitore della validità operistica del tema che Puccini, all’inizio del 1893, diede mandato allo stesso Illica di elaborare lo scenario dell’opera. In un incontro casuale, Puccini venne a sapere che Ruggero Leoncavallo, uno dei suoi più acerrimi rivali, aveva fatto grandi progressi nella stesura della sua “La Bohème”. La notizia spinse Puccini a lavorare alacremente all’opera e diede anche avvio ad un aspro dibattito fra i due compositori che su testate giornalistiche non mancarono di accusarsi vicendevolmente di aver pensato per primi ad un’opera basata sullo scritto di Murger. Puccini risoluto a finire l’opera prima di Leoncalvallo, diede mandato a Illica di persuadere Giuseppe Giacosa (che, come rispettato poeta, aveva considerato il soggetto indegno) a lavorare sulla versificazione della storia. Ci vollero quasi tre anni per i librettisti per soddisfare Puccini e a quest’ultimo per comporre l’opera. L’attesissima premiere di La Bohème si tenne come detto a Torino sotto la conduzione del giovane Arturo Toscanini. I critici che avevano adorato il Puccini dell’opera “Manon Lescaut” e che si aspettavano qualcosa di oscuro e drammatico, rimasero spiazzati davanti alla dolcezza della storia nella lettura pucciniana. Positiva invece fu l’accoglienza del pubblico tanto che ben presto “La Bohème” eclissò la “Man on Lescaut” in popolarità. Puccini stesso rimase positivamente colpito dall’accoglienza del pubblico che lui stesso definì come una “splendida accoglienza”. Il risultato ottenuto con “La Boheme” spinse  Puccini, Illica e Giacosa a collaborare ad altri due capolavori pucciniani che sarebbero usciti negli anni seguenti: Tosca (1900) e Madama Butterfly (1904). Rarità bibliografica, prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Schickling, 67.E.1, “First Italian Edition”. Hopkinson, 4°. IMG_5059_clipped_rev_1

900 euro

28. RUSSIA STORIA LOCALE PIETRO IL GRANDE ROMANOV RUSSIA STORIA LOCALE PIETRO IL GRANDE ROMANOV ZAR SAN PIETROBUGO INGEGNERIA 

dsc_0837_clipped_rev_1Perry Jean [d. i. John],
 

Etat present de la Grande Russie. Contenant une Relation de ce que S. M. Czarienne a fait de plus remarquable dans ses Etats; & une Description de la Religion, des Moeurs &c. tant des Russiens, que des Tartare
s, & autres Peuples voisins. Par le Capitaine Jean Perry, Traduit de l’Anglois. Completo. Complete.

A La Haye, Chez Henry Dusauzet, 1717

In 8° (16×9,5 cm); (2 b.), (10), 271, (13) pp. e 2 c. di tav. fuori testo una in antiporta con due nobili che sullo sfondo di una battaglia sorreggono un bel ritratto di “Petrus Alexewitz Czar et Magnus Dux Moscoviae” e una grande carta più volte ripiegata della Russia. Bella legatura coeva in piena pelle con dorso a 5 nervi e titolo e ricchi fregi ai tasselli. Qualche strofinatura e spellatura. Tagli spruzzati in rosso. dsc_0836_clipped_rev_1Zigrinatura in oro al taglio dei piatti. Un piccolo strappetto al margine interno della grande carta della Russia realizzata dal cartografo Hermann Moll, senza perdita di carta ed ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione francese, uscita un anno dopo la prima inglese, di questa relazione della Russia del celebre ingegnere e viaggiatore inglese John Perry (1670-1732). Specializzato in ingegneria navale visse varie avventure a bordo delle navi inglesi avendo spesso a che fare con i corsari francesi. Durante uno scontro con un corsaro perse l’utilizzo del braccio destro. In seguito ad un altro scontro con una nave corsara andò sotto processo in Inghilterra, insieme al comandante della nave inglese, in seguito alla cattura del veliero da parte dei francesi. Dalla testimonianza di Perry che pubblicò un libello su questi fatti, il comandante della nave fuggì ad attacco in corso lasciando lui e l’equipaggio alla mercè dei corsari. Nel 1698 venne liberato dal carcere in seguito ad espressa richiesta dello Zar Pietro che aveva individuato in Perry l’esperto ingegnere navale ed idrauliche di cui necessitavano i suoi cantieri pietroburghesi. Il suo primo impiego fu riferire allo Zar sulla possibilità di stabilire un canale tra il fiume Volga ed il Don. L’opera fu iniziata nel 1700, ma i progressi compiuti erano lenti, a causa dell’incapacità dei lavoratori, il ritardo nella fornitura dei materiali e l’opposizione della nobiltà. Perry fra l’altro si era risentito con lo Zar per il ritardo nel pagamento del suo stipendio. Nel settembre 1701 Perry che nel frattempo aveva ricevuto il titolo di “Controllore supremo delle opere marittime russe” venne convocato a Mosca dove gli fu presentato l’ordine di stabilire sulla riva destra del fiume Voronej un dsc_0838_clipped_rev_1nuovo bacino artificiale. Nel 1711, dopo i ritardi dovuti alla guerra contro i Turchi, gli viene ordinata la creazione di un canale tra San Pietroburgo e il Volga ma il fatto che lo Zar continua a non riconoscere il suo stipendio, Perry inizia ad arrabbiarsi tanto che andando oltre ad una saggia protesta si espone direttamente con lo Zar scatenando un litigio furibondo con quest’ultimo. Avendo paura per la sua vita si pone sotto la protezione dell’ambasciatore inglese, il signor Whitworth, e torna in Inghilterra sul finire del 1712. Nel corso del suo servizio di quattordici anni “in Russia, ho solo ricevuto un anno di stipendio” scrive Perry nel suo celebre scritto sulla Russia. Nel 1716 pubblicò questo interessantissima descrizione della Russia e delle condizioni di lavoro in questo paese.  L’opera è basilare per la comprensione non solo degli usi e costumi russi degli inizi del settecento ma anche per avere una chiara visione dei costi e del processo di modernizzazione della Russia di Pietro il Grande. “This ingenious officer and mechanic was engaged by the Russian Ambassador, at a salary of 300 pounds a year, to superintend in paticular a communication then making between the Volga and the Don. In an introduction to his work Perry gives an account of the many disappointments he experienced during fourteen years of residence in Russia, which he was finally forced to quit without receiving his expected renumeration. Of the country itself, and of the various plans of the Czar for its improvement, a pleasing account is given” (Cox). Prima rara edizione francese in buone-ottime condizioni di conservazione. A good copy. First french edition. Raro. Rare.

370 euro

29. TEATRO SEICENTO VENEZIA COMMEDIE COMMEDIA UMORISMO SATIRA



dsc_0810_clipped_rev_1Loredano Giovanni Francesco,

Bigontio comedia piacevole et sententiosa del Sig. Gio. Francesco Loredano nuovamente posta in luce.

In Veneta, Appresso Bortolamio de gli Alberti, 1609dsc_0811_clipped_rev_2

In 8° piccolo (15,4×9,8 cm); 72 cc. Legatura coeva in piena pergamena molle. Titolo entro cornice xilografica. Marca tipografica la frontespizio con Speranza e motto “Spes mea in Deo est”. Iniziali e testatine xilografiche. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa commedia del commediografo Giovan Francesco Loredano, da non confondersi con il suo omonimo fondatore dell’Accdemico degli Incogniti. L’autore, del quale poco si conosce se non che nacque intorno al 1530 e morì intorno al 1590 fu autore di 18 opere teatrali delle quali solo 8 giunte fino a noi. Molto celebre ed apprezzato al suo tempo, componeva opere caratterizzate da un umorismo fine e delicato, in qualche modo rivoluzionario rispetto al malizioso e grossolano umorismo di molti autori del suo tempo. Non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VEAE\001783.

100 euro

30. TRAGEDIE CANACE PADOVA ORAZIONI POETICA RETORICA TEATRO PRIME EDIZIONI

dsc_0897_clipped_rev_1Due opere di Sperone Speroni rilegate in un unico volume

Speroni Sperone,

Canace Tragedia del Sig. Sperone Speroni alla quale sono aggiunte alcune altre sue composizioni, et una apologia, et alcune lettioni in difesa della Tragedia. dsc_0896_clipped_rev_1

In Venetia, Presso Giovanni Alberti, 1597

Unito a:

Orationi del Sig. Speron Speroni dottor e Cavlier Padovano, Nuovamente poste in Luce.

In venetia, Presso Roberto Maietti, 1596 (In Venetia, Per Giovanni Alberti, ad istantia di Paulo Meieti, 1596)

In 4° (18,9×13,5 cm); due tomi in un volume: (8), 253, (1) pp. e (8), 215, (1) pp. Legatura ottocentesca in mezza-pergamena con autore e titoli impressi su fascetta in pelle al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata. Frontespizio della prima opera con bella marca tipografica di Alberti con immagine della Sibilla (donna con libro aperto nelle mani) e la scritta Sibylla al margine basso, tutta la figura entro medaglione riccamente decorato. Al frontespizio della seconda opera marca tipografica di Meietti in cornice figurata con immagine di due galli, di cui uno becca chicchi di dsc_0898_clipped_rev_1granturco, al centro la pianta con le pannocchie e motto “non comedetis fruges mendacii”. In ultima carta marca tipografica di Alberti con immagine della Sibilla (donna con libro aperto nelle mani) e la scritta Sibylla al margine basso. Nota bibliografica manoscritta alla prima carta bianca. Quarta edizione della prima opera, ma prima a presentare le “lettioni in difesa della tragedia” comprendenti vari scritti di Speroni in difesa del suo lavoro e contro il ”Giudizio” del Cavalcanti ed il ”Prologo in persona di Venere”  e prima edizione della seconda opera. Sperone Speroni (Padova, 1500 – Padova, 1588) fu un celebre scrittore, commediografo e filosofo padovano. Membro dell’Accademia degli dsc_0899_clipped_rev_1Infiammati fu grande amico di Torquato Tasso che si affidò a lui per la revisione della “Gerusalemme liberata”. Insieme al Trissino, fu una delle figure più importanti del classicismo cinquecentesco anche se in modo ancor più estremo. Ad esempio, Speroni criticava il Trissino perché aveva tratto il soggetto della sua Sofonisba da fatti storici, invece che dalla mitologia. La prima opera qui presentata è una delle sue più celebri opere, la tragedia Canace. Uscita una prima volta nel 1546, di nuovo stampata nel 1550 e riedita nel 1566, l’opera ebbe subito grande successo, tanto da influenzare in modo molto marcato la produzione tragica della seconda metà del XVI° secolo. Nonostante il successo dell’opera, lo scritto incontrò una forte critica da parte di alcuni letterati, primo fra tutti Bartolomeo Cavalcanti come sottolinea anche il Gamba, 1654: “Edizione arricchita da varie composizioni e soprattutto dalla difesa che lo Speroni compose per la propria tragedia criticata da Bartolomeo Cavalcanti.” Scrive così Pierr-Louis Ginguené, riferendosi alla Canace nella sua “Histoire littéraire d’Italie” «L’une des tragédies qui fit alors le plus de bruit fut la Canace du savant Sperone Speroni (1500-1588). (…) Il se répandit des copies de la Canace dans l’Italie entière ; il s’en fit bientôt des éditions pseudonymes et fautives dont le Speroni se plaignit inutilement. Avant même qu’elle eut dsc_0900_clipped_rev_1acquis cette publicité, on avait fait courir en manuscrit un jugement sur la Tragédie de Canace et Macare, dans lequel l’ouvrage et l’auteur étaient durement critiqués, et quant à l’invention et quant au style. Le Speroni, qui avait d’abord méprisé ce Jugement, le voyant ensuite imprimé se mit à rédiger une Apologie, qu’il n’acheva cependant pas (…) Ceux qui en ont le plus approuvé le style y louent surtout une aisance et une certaine délicatesse ignorées jusqu’alors dans la poésie dramatique. Ils pensent que la Canace peut avoir, en cela, servi de modèle au Tasse dans son Aminta, et au Guarini dans son Pastor fido.». La seconda opera, in prima edizione, pubblicata solo postuma, contiene diverse orazioni di Speroni rivolte ad alcuni celebri personaggi del cinquecento ed considerato come uno dei massimi esempi dell’eccelsa arte oratoria di Speroni che sviluppò e portò a compimento l’oratoria rinascimentale. Il volume contiene: Al Re Filippo di Spagna; Al Re Antonio di Navarra della Pace col Re di Francia; In morte di Giulia Varrana Duchessa di Urbino; Al Principe di Venezia Luigi Mocenigo, nella sua creazione; In morte del cardinal pietro Bembo; A Giacopo Cornaro Capitanio di Padova nella sua partita; A Girolamo Cornaro Capitanio di Padova nella sua partita; Contra le Cortigiane; A gli Accademici Infiammati di Padova quando fu suo Principe. Qualche live macchiolina di foxing e brunitura (nella seconda opera) in poche pagine ed ininfluenti, dovute alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Per la prima opera: Gamba 1654; Allacci 159; Salvioli 620; BMC 636; Adams A-1564; Fontanini, Bibliot. eloquenza ital. I, p. 470. Per la seconda opera:  Graesse VI 466; Adams S 1574; Gamba 931; Razzolini 323; Poggiadi I p. 369.

320 euro

31. MEDICINA IPPOCRATE AFORISMI OSTETRICIA PEDIATRIA CHIRURGIA FONTEYN AMSTERDAM CARPENTIER PRIME EDIZIONI


dsc_0757_clipped_rev_1Hippocrates, Nicolaas Fonteyn,

Aphorismi Hippocratis methodice dispositi. Quibus accedit tractatus de extractione foetus mortui per uncum. Auctore Nicolao Fontano, medico Amsteldamensi

Amsteldami, Typis Iacobi Carpentier, 1633
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In 12° (12,3×7 cm); (12), 125, (1) pp. Bella ed elegante legatura coeva in piena pelle chiara con titolo impressi in oro al dorso su fascette rosse. Dorso a 5 nervi. A c. D2 inizia con proprio occhietto: Tractatus de extractione foetus mortui per uncum di Nicolao Fontano. Bella Marca al frontespizio in cornice mano che impuga una spada e motto Ancho Raspel. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Rarissima edizione, tre soli esemplari censiti in ICCU, di questo celeberrimo testo di medicina e pediatria che, oltre a contenere i famosi aforismi di Ippocrate, presenta anche la prima edizione dell’opera dell’importante medico olandese, Nicolaas Fonteyn, dedicata all’estrazione dei feti morti. Fonteyn, geniale medico, ebbe però una brevissima vita che gli permise di pubblicare solo poche opere. Noto galenista, il suo lavoro ispirò altri grandi medici come ad esempio, Henry Vaughan a proposito dei libri del quale si legge in “The fact that he recorded notes in the Fonteyn and the Hippocrates-one a primer of medicine and the other a basic work on pediatrics, both pocket-sized and easily portable-tells us something about his medical interests and practice” nell’opera “Henry Vaughan’s Medical Annotations”, Donald R. Dickson. Esemplare in bella legatura coeva ed in ottime condizioni di conservazione.dsc_0759_clipped_rev_1

280 euro

32. FORMAGGI CULINARIA GELSICOLTURA ENOLOGIA GASTRONOMIA FORMAGGI INDUSTRIA CASEARIA ENOLOGIA VITICOLTURA VINI  AGRIOCOLTURA PRIME EDIZIONI SETA


dsc_0887_clipped_rev_1AA. VV. a cura di V. Niccoli,
 

Trattato di Agricoltura diretto dal Professor ingegnere V. Niccoli con la collaborazione dei Professori Bracci F. – Fascetti G. – Niccoli G. – Passerini N. – Pestellini T. – Pucci C. – Tamaro D. – Zago F. 5 vol.: Vol. I – II -III – IV (I° e II° parte). Completo. 

Milano, Casa Editrice Dottor Francesco Vallardi, 1916 -1924

In 8°; 5 volumi: (16), XI, (1), 495, (1) pp., XX, 454, (2) pp., XXIII, (1), 590, (2) pp., (XX), 393, (3) pp., XXVIII, 680, (2) pp. Brossure editoriali (piatto anteriore, posteriore e dorso) mantenuti entro belle ed eleganti legature coeve in mezza-pelle verde con titolo, numero dei volumi e fregi in oro al dorso, qualche strofinatura. All’interno in perfette condizioni di conservazione. Primadsc_0890_clipped_rev_1 edizione rara, ancor più rara a trovarsi completa di questo celeberrimo trattato di agricoltura particolarmente ricercato per il volume dedicato alla viticoltura e produzione del vino e per quello dedicato alla produzione dei formaggi. L’opera uscì in cinque volumi nel corso di quasi dieci anni e fu considerata di grande valore ed importanza per le innovazioni tecnologiche in essa esposte. Centinaia di foto ed incisioni nel testo. I volumi sono così suddivisi. I volume. Agronomia del dott. Pestellini con 208 illustrazioni (Fitotecnica, Aereologia, Geognosia, dsc_0888_clipped_rev_1-1Agrologia); II volume. Culture Erbacee del Prof. Passerini con 128 illustrazioni (Cereali invernali fra le altre coltura grande spazio a quella del riso, Leguminose da granella, Piante da foglie e da radice, Trifogli con un capitolo intero dedicato al Tabacco, Piante da tuberi, Piante da bulbi, Piante da fiori con un capitolo dedicato ai carciofi e uno allo Zafferano, Piante da frutto, Piante da Turioni dedicato allo Sparagio, Piante da tiglio con capitoli dedicati alla canapa e uno al lino); III volume con 304 illustrazioni: Colture legnose e industrie derivate diviso in tre parti: I° Prof D. Tamaro, Gelsicoltura e Bachicoltura. II° Prof. Bracci Olivicoltura e Oleificio. III° Prof. Zago, Frutticoltura. IV prima parte. Diviso in Viticoltura del prof. C. Odifredi e Enologia del Prof. Carpentieri con capitoli suddivisi fra vini da pasto comuni, superiori, vini di lusso (Barolo, Grignolino, Capri rosso, Vermentino, Vesuvio bianco, Corvò di Casteldaccia,dsc_0889_clipped_rev_1 Chianti, Zucco, Lachrima Christi, Albanello di Siracusa, Malaga, Moscati, Vermut, Champagne, Spumanti italiani ecc. ecc.). Seconda Parte divisa in due parti la prima con la Zootecnica dei prof. Pucci e Censi-Manicia e la seconda del prof Fascetti che contiene la parte riguardante il Caseificio con le tecniche ed i macchinari di produzione ed i diversi tipi di formaggi (Robiolini, Crescenza, Brie, Cacio Fiore, formaggi molli di lusso, Provoloni, Gouda, Grana Reggiano, Pecorino, Montasio, Asiago, Bitto, Emmenthal, Friburgo, Pecorino crotonese, Fontina ecc. ecc.). Opera rara e completa. Completa delle brossure originali ed in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione, non comune.

380 euro

33. TEATRO COMMEDIE SATIRA VENEZIA EROTISMO EROTICI


dsc_0816_clipped_rev_1Pona Francesco,
 

La Lucerna di Eureta Misoscalco Academico Filarmonico in questa ultima edizione con la Messalina et altre Composizione del medesimo, All’Illustrissimo Signor Conte Leonardo Martinengo, Per il Serenissimo Dominio Veneto Governator di Verona. 

In Venezia, S. stampatore, 1628dsc_0817_clipped_rev_1

In 4° (20×14,5 cm); (8), 190, (2), 58 (i.e. 56) pp. Legatura coeva in piena pergamena molle con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Antica firma di appartenenza privata al frontespizio datata 1663. Una leggerissima brunitura alle prime 10 pagine, dopo il frontespizio, dovuta alla qualità della carta. Testatine e iniziali xilografiche. L’opera contiene la “Lucerna”, la “Messalina” e “Della contraria forza di due belli occhi” e l’”Oratione funerale di Francesco Pona Academico
Filarmonico”.Terza edizione della Lucerna ma notevolmente corretta e riveduta, seconda edizione della Messalina e prima edizione “Della contraria forza di due belli occhi”. La mancanza dello stampatore non è un caso. Infatti la Lucerna venne messa all’indice e ne venne vietata la stampa subito dopo la sua pubblicazione. Francesco Pona (Verona, 1595 – 1655) fu dsc_0819_clipped_rev_1una delle più importanti figure del panorama veneto della prima parte del seicento. Medico e letterato fu autore di numerosi testi di medicina e anatomia oltre ad autore di diversi testi letterari. La Lucerna è la sua opera principale. Fu messa all’indice in quanto i censori gli contestavano l’impianto ideologico dell’opera che utilizzava la teoria basato sulla teoria pitagorica della metempsicosi. I censori definirono che l’opera conteneva anche “alcuni passaggi erotici, altri latamente eretici o pericolosi”. Seppur l’opera vennedsc_0818_clipped_rev_1 messa all’indice il suo autore non ebbe troppi fastidi grazie alle sue numerose amicizie altolocate come ad esempio il nobile Giovan Francesco Loredan, politico, letterato e animatore dell’Accademia degli Incogniti. “L’argomento dell’opera, singolare combinazione di raccolta novellistica a cornice e romanzo picaresco «a schidionata» (Fulco, 1973, p. XXXV), ispirata a Luciano e Niccolò Franco, è il seguente. La veglia notturna di Eureta, studente a Padova, è interrotta da una voce inopinata: la sua lucerna ha preso a parlare, rivelandoglisi abitata da uno spirito dalle molte reincarnazioni. … Nelle narrazioni della lucerna possiamo trovare tenere e sensuali descrizioni di amori e terribili resoconti di supplizi, svolti con quasi insopportabile, sadica precisione anatomica; lo squarcio di cronaca o la satira di costume (si ricordi il bellissimo ritratto di una cortigiana all’inizio della Sera seconda) vi si affiancano all’esotismo e al fantastico, o al gotico orroroso.” Infine al volume è posto “il discorso accademico Della contraria forza di due begli occhi sviluppa in modo fisiologicamente fondato una classica quaestio amorosa.”. Opera di grande importanza contenuta nel volume è anche “La Messalina”, pubblicata poi in forma singola nel 1633, “non risparmia al lettore (con la solita compiacenza psico-fisiologico-patografica) nessuno degli eccessi sessuali tradizionalmente attribuiti al personaggio, segnalandosi inoltre per alcune virate stilistiche verso il laconismo”. Raro ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Bibl. Rif.: Gay-L. II, 913; Libreria Vinciana 3289; Passano 282.dsc_0815_clipped_rev_1

350 euro

34. MUSICA BOLOGNA PRIME EDIZIONE FEMMINISMO DONNE MUSICISTE COMPOSITRICI RARITA’BIBLIOGRAFICHE PIANOFORTE COMPOSIZIONI

   IMG_5146_clipped_rev_1 IMG_5145_clipped_rev_1IMG_5147_clipped_rev_1Pizzoli Maria Luigia,

Opere postume risguardanti il solo piano-forte composte prima degli anni diciotto da Maria Luigia Pizzoli Bolognese, Accademica Filarmonica la quale, dopo lunghe malattie, mancò nel quarto lustro il 10 gennaro del 1838.

Milano, presso G. Ricordi, S. data (ma 1839 circa)

In 4° grande; (1 b.), (1 di frontespizio), 49, (16) cc. Legatura coeva in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso. Presente una numerazione stampata in rosso collettiva e poi una numerazione propria, per pagina, su ogni composizione che presentano, ognuna, un frontespizio proprio. Qualche storfinatura ai piatti foderati da carta marmorizzata e all’interno in ottime condizioni di conservazione con bell’impressione della lastra per ogni pagina. Prima ed unica edizione di questa rarissima raccolta di composizioni della celebre pianista e compositrice bolognese, Maria Luigia Pizzoli (10 febbraio 1817-10 gennaio 1838). Personaggio dai multiformi interessi, caratterizzata da un’indole curiosa e da un’intelligenza non comune, fin in giovanissima età si interessò di storia, architettura e politica, interessi che poi tralasciò per concentrarsi completamente nello studio del contrappunto musicale. Allieva di Giuseppe Pilotti e Gaetano Magazzieri (con il quale ebbe anche un acceso scontro) fu la prima donna in assoluto ad istituire un premio musicale in Italia, aperto anche alle donne, istituendo, appunto, un riconoscimento per lo studente autore della più bella fuga all’esame di contrappunto del Liceo musicale. Fin da giovanissima dimostrò il suo talento di pianista, accompagnando molti solisti che tenevano concerti all’Accademia di Bologna. Dotata di una naturale propensione all’esecuzione e composizione musicale, ottenne il successo nel 1837 durante un concerto per pianoforte e arpa presso la Società del Casino dei Nobili di Bologna. Da questo momento il suo nome divenne conosciuto in tutta la provincia bolognese, successi che avrebbe, sicuramente, ottenuto anche a livello nazionale se non fosse IMG_5144_clipped_rev_1stata colpita da un’infausta sorte. A causa di una malattia improvvisa che però aveva già mostrato i primi sintomi già nel 1836, la Pizzoli morì, prematuramente a soli 18 anni nel 1838. A causa dell’alta reputazione di cui Maria Luigia Pizzoli godette durante la sua vita, la “Allgemeine musische Zeitung” in un articolo apparso nel 1838, scrisse che la pianista era vicina ad essere la prima donna in Italia “accettata come Maestro di Contrappunto nell’Accademia Filarmonica [bolognese]” (AmZ 1838, 445). Quello che si sa è che effettivamente, il 16 ottobre 1840 le fu concesso questo onore postumo. Un’edizione delle sue opere è stata pubblicata a Milano nello stesso anno ed è proprio la rarissima edizione che qui presentiamo. Il volume contiene variazioni per pianoforte: Sopra un tema dell’Opera Norma di Bellini; Sopra un tema dell’Opera La Straniera di Bellini; Sul tema “Si vincemmo” nell’opera Il Pirata di Bellini; Sopra un Tema dell’Opera “il Pirata”di Bellini; tre spartiti con frontespizio proprio che contengono Cinque Waltzer e Coda per Piano-Forte; Sul tema “Nel veder la Tua Costanza” dell’Opera Anna Bolena di Donizetti. Rarissima prima ed unica edizione, un solo esemplare censito in ICCU. Rif. Bibl.: per l’autrice, Serena Bersani, 101 donne che hanno fatto grande Bologna, illustrazioni di Giovanna Niro, Roma, Newton Compton, 2012, pp. 175-176; AmZ 1838, column 445; Carolina Bonafede,  Cenni biografici e ritratti d’insigni donne bolognesi, Bologna 1845th; HG Adams (ed.),  Cyclopaedia of Female Biography. Consisting sketches of all women who have been distinguished by great talents, strengh of character, piety, benevolence, or moral virtue of any kind , London 1857; Georgina P. Curtis, “Some Romantic Biographies” , in: The Champlain Educator  24 (1905), pp. 123-125; La sua biografia compare anche fra quelle presentate nel Sophie Drinker Institut fra gli “European instrumentalists of the 18th and 19th centuries”.IMG_5148_clipped_rev_1

150 euro

35. VINO ENOLOGIA STORIA LOCALE SORBARA MODENA LAMBRUSCO VITICOLTURA CANTINE SOCIALI

IMG_5136_clipped_rev_1 IMG_5140_clipped_rev_1  IMG_5138_clipped_rev_1 IMG_5137_clipped_rev_1 IMG_5142_clipped_rev_1 IMG_5143_clipped_rev_1 IMG_5135_clipped_rev_1Cantina Sociale di Sorbara, album fotografico

S. luogo (ma Sorbara), 1973

In oblungo (29×23 cm); (20), (1 b.) cc. e un foglio volante. Legatura in piena pelle con fregi e stemma di Sorbara impresso in oro al piatto anteriore (una piccola abrasione al piatto posteriore). Esemplare in ottime condizioni di conservazone. Rarissimo album composto dalla Cantina Sociale di Sorbara per festeggiare i 50 anni di attività. Dal foglio volante si legge “Cantina Sociale di Sorbara: 1923-1973, 50 anni di vita nella “terra del lambrusco”. I) Una coltura millenaria in una terra celebre, Sorbara. 2) Una cantina ricercata, la nostra! 3) Una tradizione gloriosa che ci fa onore!. A cura di Franco Mantovi, Sorbara, …. Luglio 1973. L’album contiene una serie di 26 fotografie originali applicate direttamente sui fogli, scattate intorno al 1960. Le foto riproducono gli edifici della Cantina Sociale, sia all’esterno che all’interno, come apparivano negli anni 60’. Una serie di fotografie infatti, è dedicata alla celebre “Tornata dell’Accademia della vite e del vino” che come IMG_5139_clipped_rev_1si evince anche dal loro sito “venne costituita a Siena, su pro-posta del Comitato Nazionale Vitivinicolo, il 30 luglio 1949, con 1’intento di dar vita ad un centro atto a promuovere il progresso vitivinicolo italiano”. Ogni anno l’Accademia si riunisce in una zona vinicola diversa e nel 1961, l’incontro che si tenne nei giorni 22 e 23 di aprile, fu organizzato proprio all’interno della Cantina Sociale di Sorbara. La Cantina Sociale di Sorbara (oggi di Carpi e Sorbara), nacque nel 1923. Intorno agli anni 70’ per centralizzare la produzione vinicola locale e ridurre i costi di produzione e gestione la Cantina Sociale iniziò ad assorbire diverse realtà locali produttrici di lambrusco fino a fondersi nel 2012 con la Cantina Sociale di Carpi che è considerata la Cantina Sociale più antica, fondata nel 1903. Il foglio volante raccoglie i punti presentati durante l’incontro dallo storico Franco Mantovi, insigne studioso di storia locale modenese, autore di diversi titoli dedicati a Modena ed alla sua provincia. Esemplare in ottimo stato di conservazione.

120 euro

36. GALILEIANA GALILEO PIETRE PREZIOSE PERLE PERUGIA ACQUILEIA TREVISO FISISCA NEWTON BENEVENTO ARCHEOLOGIA MEDICINA MATEMATICA ADRIA FILOSOFIA PLATONISMO CURIOSITà RAVENNA CLIMATOLOGIA RIMINI STORIA NATURALE RIMINI AURORE BOREALI VENEZIA IATROFOBIA IDROGRAFIA
dsc_0865_clipped_rev_1Bergantino Giacinto a cura di,
 

Miscelanea (Miscellanea) di Varie Operette All’Illustriss. Sig. Abate D. Jacopo Facciolati Pubblico Professore nella Università di Padova. Tomo Primo – Ottavo. Completo. 

In Venezia, Apresso Gio: Maria Zallaroni, Appresso Tommaso Bettinelli, 1740-1744

In 16° (15,2×8,6 cm); 8 tomi: (6), 562, (2) pp., (12), 420dsc_0867_clipped_rev_1 pp. e una c. di tav. più volte ripiegata, (12), 515, (1) pp., (12), 545, (3) pp. e una c. di tav. più volte ripiegata, (12), 560 pp. e una c. di tav. più volte ripiegata, (12), 551, (1) pp. e 13 c. di tav. più volte ripiegate, (12), 573, (3) pp. e una c. di tav. (con immagini di perle, rilegata per errore nell’ottavo volume come in molti esemplari che hanno finito per far credere, erroneamente, che anche l’ottavo volume possedesse una tavola fuori testo), (8), 504 pp. Belle legature coeve in mezza-pelle verde con titolo, dsc_0866_clipped_rev_1numero di volume, e riccissimi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. L’opera contiene una miscellanea di opere curiose e rare, la maggior parte in prima edizione. Particolarmente interessanti e degni di nota lo scritto dedicato a Newton, la lettera astronomica di Galielo a Paolo Sarpi e lo scritto sulla formazione delle perle. Alcune pagine con leggere macchioline di foxing e bruniture dovute alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Fra le opere: Dialoghi del Cardinale Delfino; Dell’Immortalità dell’Anima umana di Padre Maestro Francesco M. Leoni veronese; Ubertin Pusculi Brixiensis Costantino poleos Libri Quatuor. Nunc primu, editi.; Jacobi de Utino, Canonici Aquilejensis, De Civitate Aquilejae Epistola; Leonardi Cozzandi Brixiani, Monachi Servitae, Dedsc_0869_clipped_rev_1 Plagiariis Liber Singualris; Dominici Benedetti Phil. & Med. Doct. Elucubrtiones De communibus Corporis Humani Integumentis, & De Ventriculo, & Omento.; Joh. Josephi Liruti Utinensis Dissertatio de Aquileja ad Clariss. Virum Comitem Franciscum Beretta; Lettera del  Signor Conte Giacinto Vincioli concernente  Tre Curiosi Fatti, Il volo di Gio. Battista Danti (che descrive del celebre volo effettuato nel 1517 a Perugia da Battista Danti utilizzando due ali finte), Il Bastone di Mosè (la sua storia e i suoi poteri), E le residenza de’ Cavalieri del S. Sepolcro a Perugia; Discorso intorno alla Lingua Italiana del signor Dottore Gregorio Bressani Trevigiano; Della Rinnovazione del Mondo Dialoghi V di Giovannagnolo Lottini; Lezione Fisica di Paolo Maria Paciaudi Ch. R. Teatino, intorno a’ Principi Nevtoniani; De Julio Carnico, nunc Zuglio in Carnis Forojulinsibus, dsc_0870_clipped_rev_1Dissertatio Joh. Joseph Liruti; Antonii Caraccioli Cl. R. Teat. Syntgmation de Beneventana Inscriptione Ecc.; Modo facile di trovare l’Indizione di ciascun anno, inventato da Monsignor Filippo del Torre, Vescovo d’Adria; Riflessione del Sig. Co: Camillo Silvestri sopra un antico Monumento; Lettere II del P. M. Francesco Maria Leoni, ec. Intorno alla Repubblica di Platone; Opinione intorno alla Strana anticipazione del Verno del MDCCXL esposta in una lettera daldsc_0868_clipped_rev_1 Cavlier Francesco della Torre Ravennate; Lezione intorno al Diluvio Universale ec. Del P. D. Francesco Maria Ricci; Notomia degli Occhi Canzonette Anacreontiche di Megildo Isio; Lettera del Signor Abate Giambattista Gervasoni Patrizio Riminese al Signor Marchese Frangipani Senatore di Roma intorno una Antica Iscrizione Cristiana Ritrovata in Rimino e intorno una Medaglia di Pescennio; Lettera di Galileo Galilei a F. Paolo Sarpi (a carattera astronomico); Osservaioni del Signor Co. Cammillo Silvestri sopra un antico Monumento; Pauli Manuti, Jacobi Cardinalis & Pauli Sadoleti Epistolae Septem, quae in editis eorum Auctorum Operibus desiderantur; Lettera del Signor Ab. G. A. Battara da Rimino al Signor Co. Giuseppe Garampi, intorno due Aurore Boreali da lui osservate; Delle Antichità di Ripatransona Dissertazione del P. D. Paolo Maria Paciaudi Ch. R. T. al Signore Annibale del Abati Olivieri; Saggio Filosofico sopra la Natura del Piacere e del Dolore del Signor Co: Lodovico dsc_0871_clipped_rev_1Barbieri Vicentino; Due Ragionamenti intorno ai principi della Filosofia e Teologia degli Assiri, ec. di Domenico d’Aulisio; Discorso del P. D. Giambattista Nievo Ch. R. T. sopra il faro di Messina; Risposta sopra ai dubbi anatomici del Cerusico reale Pastore e Arcade; Lettere inedite di alcuni illustri Uomini del sedicesimo secolo (la maggior parte di interesse veneziano e legate alla figura della famiglia Cornaro); Jatrofobia, seu de Medicorum quorum dam saevitate ac inscitia, dialogus Aloysii Lollini; Della Figura e Misura della Terra lezioni di Tommaso Donzelli; Capitolo di Erasmo de’ Signori di Vlcasone a Cesare suo Nipote; Costantiae Varanae, Pisauri Principis, Orationes & Epistolae ad fidem veteris codicis nunc primum editae; De’ Genj lezione del P. D. Gianfrancesco Madrisio; Josephi Avernaii J. C. in Pisana Academia Antecessoris de Calculorum seu Latrunculorum ludo Dissertatio; Lettera all’Eminentissimo e Reverendissimo Sig. Cardinale Angelo Maria Querini Bibliotecario della S. R. C. Vescovo di Brescia ec. intorno agl’Italiani che dal secolo XI…; Nicolai Perotti in Poggium Florentinum Oratio; Due lezioni intorno alla Idrografia di D. Filippo Atanasio; Due discorsi di Ottavio Santoro, il primo intorno alla Porpora degli antichi, il secondo intorno all’origine delle Gioje e delle Pietre che dentro gli animali si Generano; Dell’Incendio e presa di Troia ragionamento di D. Niccolò Capasso; Memorie del P. D. Gabriello Gualdo; ecc. ecc. Raro. Rif. Bibl.: Melzi II, p. 198. Mazzucchelli II, p. 950.

380 euro

37. NEVE CHIMICA FISICA MINERALOGIA MACERATA CORINALDO PRIME EDIZIONI FISICA CHIMICA CORINALDO MACERATA MINERALOGIA NEVE GHIACCIO


dsc_0881_clipped_rev_1Spadoni Paolo,

Sperienze ed osservazioni fisico-chimiche, Sopra i corpi eterogenei finora inosservati, che suol contenere la neve, e sui loro principali effetti del dottor Paolo Spadoni, Professore di Botanica e Agricoltura nel Regio Liceo del Musone in Macerata, Reggente del medesimo, e Socio di molte illustri Accademie.

Macerata, Presso Bartolomeo Capitani, 1809

In 8° (22,4×14,5 cm); (2), IV, 73, (3) pp. Bella legatura coeva editoriale in cartoncino molle. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ad ampi margini, a fogli chiusi e ancora in barbe. Prima ed unica rara edizione di questo importante studio fisico-chimico con riferimenti mineralogici, scritta dal celebre professore di zoologia e mineralogia, poi di botanica e storia naturale all’Università di Macerata, Socio corrispondente dell’Accademia Patavina, nato a Corinaldo (AN) e morto a Macerata, Paolo Spadoni  (1764-1819). L’opera ripercorre gli esperimenti e le osservazioni eseguite dallo Spadoni ispirate da alcuni esperimenti effettuati insieme a Lazzaro Spallazani, sulladsc_0880_clipped_rev_1 neve. Racconta infatti Spadoni “Accadde però che recato essendomi sul finire delle autunnali vacanze a Pavia, l’immortale Spallanzani volle, che intraprendessi colla sua direzione una lunga serie di fisiologici esperimenti, per i quali il fui costretto di maneggiar tutto giorno, e durante sette mesi, il ghiaccio, o la neve. In così fatta circostanza …”. In questo lavoro egli riporta le osservazioni sulla neve registrate da lui in varie località italiane tra il 1788 e il 1807. Spadoni notò come dopo la fusione la neve a volte presentava residui di vari colori, alcuni di un nero profondo. Nella seconda parte isolati i residui solidi li analizza arrivando a concludere che questi possano essere in parte tracce residue di inquinamento derivato dalle attività umane e in parte la polveri di meteoriti che contaminano la neve nel suo processo di formazione. L’autore a Corinaldo creò il primo nucleo del giardino che poi sarà della villa Cesarini. Fu in contatto con i maggiori botanici e naturalisti del suo tempo. Personalità eclettica e di grande cultura scrisse di mineralogia, fisica, chimica, storia naturale, paleontologia oltre a creare una grande collezione privata di reperti fossili e mineralogici. Rara opera in ottime condizioni. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione, ancora a fogli chiusi ed in barbe.

390 euro

38. GOGLIARDIA MODENA CARNEVALE 1924 FOGLI VOLANTI


dsc_0905_clipped_rev_1Associazione Studenti Universitari di Modena
 

Teatro Municipale – Carnevale 1924. 16 Febbrai, ore 21.30, Gran Veglione Bianco (Va là che vai … a divertirti). Strambotto Novecentesco. 

Modena, Prem. Coop. Tipografi, s. data (ma 1924)

22,5×16,3 cm. Raro foglio volante contenente uno “strambotto” goliardico composto in occasione del Carnevale del 1924 da qualche aderente all’Associazione degli Studenti Universitari Modenesi. Alla parte bassa del foglio una pubblicità della Pasticceria “Boninsegna” che invita a degustare il “Bitter Campari” e il Vermouth Bianco “Gancia” presso la sua sede. Raro.

30 euro

39. PRIME EDIZIONI VIAGGI STAMPATORI VERONA OFFICINA BODONI MARDERSTEIG INDIA CELYON EGITTO LIBRI D’ARTISTA ARTE SVIZZERA ZURIGO WINTERTHUR

dsc_0576_clipped_rev_1

dsc_0572_clipped_rev_1Reinhart Schwarzenbach Georg,

Aus meinen leben,

Verona, Officiana Bodoni Mardersteig, 1931dsc_0570_clipped_rev_1

In 8° (15,5×10 cm); (6), 449, (7) pp. e 5 c. di tav. fuori testo. Numerosissime illustrazioni di grande pregio artistico nel testo,
varie a piena pagina. Bella legatura coeva in tutta pelle verde-nero scuro con dorso a 5 nervi e titolo in oro al dorso (un leggerissimo difetto alle cerniere). Cofanetto editoriale in cartoncino rigido con signature in pelle verde scuro e foderatura in carta marmorizzata. Filettatura in oro ai tagli dei piatti. Taglio superiore riccamente dorato. Rarissima edizione tirata in soli 100 esemplari su carta a mano di eccelsa qualità di quest’opera che raccoglie scritti e lavori artistici del grande artista, collezionista e mecenate della Marderstrig, George Reinhart (1877-1955) che come socio occulto della Officina Bodoni, permise a Mardersteig, nel 1922, la fondazione della sua celeberrima stamperia che segnerà profondamente la storia della stampa del novecento. L’opera presenta per la prima volta i taccuini dei viaggi in India, Celyon e Egitto di Georg Reinhart Schwarzenbach. L’autore si trasferì nel 1926 a Verona per trovarsi vicino all’amico e socio Mardersteig, All’interno esemplare perfetto, come nuovo.dsc_0578_clipped_rev_1

450

40. MEDICINA ANATOMIA UROLOGIA ANATOMY UROLOGY PRIME EDIZIONI FERRARA PREPARATI ANATOMICI

dsc_0524_clipped_rev_1Tumiati Giovanni, 

Ricerche anatomiche intorno alle tonache dei testicoli 

In Venezia,  Dalle Stampe di Antonio Zatta e Figli, 1790

In 8° (18,3×12,5 cm); CXXX, (4) pp. Legatura in cartoncino rigido azzurro con titolo manoscritto al dorso su fascetta. Fregio xilografico al frontespizio. Opera non comune stampata in elegante veste grafica da Zatta. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in buona parte ancora intonso. Giovanni Tumiati, ferrarese, nato il 10 aprile 1761 e morto il 10 marzo 1804, docente di anatomia umana e di ostetricia, fu il fondatore del celebre Museo Anatomico Ferrarese che ra la fine dell’settecneto ed i primi anni dell’ottocento fu considerato come uno dei più importanti d’Italia. L’abilità anatomica di Tumiati lo portò a realizzare alcuni “preparati” anatomici fra i più precisi e dettagliati del suo tempo. In questa rara pubblicazione il Tumiati descrive, fra i primi al mondo, in modo dettagliatissimo le “tonache dei testicoli”. Bibl.: Blake p. 461.

220 euro

41. MEDICINA OFTALMOLOGIA OPHTALMOLOGY OCULISTICA PRIME EDIZIONI HOLLAND Voorhout


dsc_0507_clipped_rev_1dsc_0505_clipped_rev_1Boerhaave Herman, Sigismundus Joannes Leinecker,

Due opere di oftalmologia in un volume: Praelectiones publicae de morbis oculorum ex codice m.s. editae. In hac secunda editione addita est Dissertatio anatomica de tunica oculi choroidea. Johannis Sigismundus Leingker, Unitio a: Dissertatio anatomica  de Tunica Oculi Choroidea, quam Praeside D. Laurentio Heistero… 

Venetiis, Antonium Bortoli, 1752dsc_0504_clipped_rev_1

In 8°; 240 pp. e 1 una c. di tav. ripieg. posta in fine al volume; XVI, 87, (1) pp. e 1 una c. di tav. ripieg. posta in fine al volume. Legatura ottocentesca in mezza pelle scura con titolo (scolorito) e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata. Tagli spruzzati in rosso. Un leggerissimo ed ininfluente alone al margine superiore delle ultime carte della seconda opera ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Antica firma di appartenenza al frontespizio della prima opera del cartografo maceratese Antonio Filippo Tartufari. Due prime rare edizioni a carattere oftalmologico. Lo studio di Boerhaave, celeberrimo medico, chimico e botanico olandese (Voorhout, 31 dicembre 1668 – Leida, 23 settembre 1738) considerato come l’ideatore delle moderne strutture dsc_0506_clipped_rev_1ospedaliere, sarebbe una seconda edizione, dopo la prima del 1748, ma che presenta per la prima volta l’importante aggiunta della “Dissertatio anatomica de tunica oculi choroidea” di Sigismundus Joannes Leinecker. Le due opere si presentano con frontespizio proprio. La prima opera oltre a descrivere l’anatomia e fisiologia dell’occhio ne descrive anche varie patologie come oftalmia, congiuntivite, cecità notturna, miopia, presbiopia e allucinazioni. L’autore riprende e difende le nuove teorie elaborate sulla natura e posizione di cataratta elaborate da Brisseau (1631-1717) e il Maître Jean (1650-1730), dando supporto teorie con esperimenti ideati direttamente da Boerhaave. Due capitoli descrivono l’uso di vari strumenti oftalmologici. La tavola fuori testo descrive in 22 figure il funzionamento dell’occhio confrontando una visione corretta ed errata dell’occhio. La seconda opera è invece la prima edizione dello studio del noto medico allievo del grande Lorenz Heister,  Sigismundus Joannes Leinecker (1724-1788) nella quale l’autore descrive la natura e funzione della coroide e contiene numerose importanti intuizioni sulla fisiologia dell’occhio. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Good copy. Bibl.: Blake, p. 55. Leincker only Wellcome III, p 483. Edizione non in Osler, Waller.

500 euro

42. MEDICINA SIFILIDE INFETTIVOLOGIA LUE VENEREA PROSTITUZIONE GONORREA FARMACIA GRUMO NEVANO NAPOLI

dsc_0519_clipped_rev_1Cirillo Domenico Maria Leone, 

Osservazioni pratiche intorno alla Lue Venerea del D.r Domenico Cirillo 

Venezia, Francesco di Niccolò Pezzana, 1786

In 8°; XVI, 288 pp. Bella legatura di inizio novecento in cartoncino rigido con motivi geometrici verdi e tassello in pelle con titolo in oro al dorso. Stemma xilografico al frontespizio. Testatine, finalini xilografici. Qualche macchiolina di foxing non fastidiosa in poche pagine e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Terza, rara edizione (tutte le prime tre edizioni sono molto rare), di quello che è considerato il più importante lavoro del grande medico e patriota napoletano nato a Grumo Nevano, Domenico Cirillo. L’opera prende ispirazione dalle osservazioni raccolte dall’autore durante il suo periodo di lavoro presso l’Ospedale degli Incurabili di Napoli (allora ospedale militare). L’opera ebbe subito un enorme successo tanto da venir tradotta in molte lingue, tra cui il francese ed il russo. Cirillo fu tra i primi a descrivere nei particolari le complicanze della sifilide, e a connettere e studiare le multiforme forme patologiche in cui si può presentare. Sperimentò varie terapie farmaceutiche all’avanguardia nel campo della sessuologia che diedero ottimi risultati e furono utilizzate per tutto il XVIII°  e la prima metà del XIX° secolo. L’autore sin da giovane, anche grazie al fatto che proveniva da una famiglia di naturalisti e di medici, si dedicò agli studi di scienze naturali e di medicina. A 16 anni si iscrisse all’Università di Napoli e, a soli 20 anni (precisamente il 2 dicembre 1759), si laureò in Medicina e Chirurgia. Nel corso del 1760 divenne professore di patologia medica e botanica all’Università di Napoli e all’Ospedale degli Incurabili. In questo ruolo, si distinse nel campo botanico e, seguendo le teorie di Linneo, classificò numerose specie vegetali dell’Italia meridionale. Dopo il 1780 sarebbe anche divenuto direttore del Museo di Storia Naturale, allora in allestimento. Nel 1774 condurrà la cattedra di patologia e materia medica, divenendo medico personale della famiglia reale. Ciò gli avrebbe permesso di fare molti viaggi, ad esempio in Francia ed in Inghilterra, dove avrebbe conosciuto nuove dottrine e stretto nuove amicizie, tra cui Nollet, Buffon, d’Alembert, Diderot e Franklin. Passato alla cattedra di medicina teorica nel 1777, poi a quella di medicina pratica, produsse un notevole numero di pubblicazioni di carattere medico, alcune delle quali concernenti la cura delle malattie veneree. Tra di esse vanno ricordate Ad botanicas institutiones introductio (1766), Fudamenta botanicae (1785) e Entomologiae neapolitanae specimen primum (1787). In campo medico, dedicandosi sia alla didattica che alla ricerca, approfondì gli studi sulle malattie veneree e comprese l’importanza sociale della scienza medica esplicitando nel suoi Discorsi accademici, (1787) le sue critiche al degrado della classe medica e delle strutture ospedaliere. Dall’esperienza della Rivoluzione francese trasse gli ideali di libertà che lo portarono ad essere uno degli artefici della Repubblica Napoletana. A Napoli fu iniziato alla Massoneria, ove risulta affiliato alla Loggia Les Zelés di obbedienza olandese nel 1770, e in seguito alla Loggia La Zelée et la Sécrète, passata dall’obbedienza olandese a quella inglese. Fu probabilmente per il tramite dell’ambiente massonico che frequentò anche gli ambienti giacobini che a Napoli iniziavano a mettere in discussione la monarchia borbonica a partire dal 1790. Durante la Repubblica Napoletana inizialmente si dedicò più che mai alla sua attività di medico: si racconta che se veniva chiamato da un ricco e da un povero preferiva visitare prima il povero e poi il ricco, dicendo che: “l’arte salutare deve esercitarsi a sollievo della misera umanità e non come strumento per procacciarsi ricchezze”. È solo dopo un po’ che accettò l’invito del generale Jean Étienne Championnet a diventare membro della Commissione Legislativa che era stata istituita dal commissario civile francese André Joseph Abrial: a questo punto lasciò la sua attività professionale per dedicarsi alla politica. Ricoprì quindi la carica che fu del giurista Mario Pagano (come presidente della Commissione stessa) ma, con la restaurazione borbonica che ebbe il culmine nel ritorno a Napoli di Ferdinando IV, la Repubblica fu spazzata via e Cirillo assieme a tanti altri patrioti venne imprigionato dapprima nella stiva del vascello da guerra “San Sebastian” e poi trasferito nella “fossa del coccodrillo” di Castel Nuovo. Dato lo spessore del personaggio, gli fu concessa l’opportunità della grazia nel caso avesse rinnegato il suo ideale repubblicano per giurare fedeltà alla corona borbonica, ma Cirillo rifiutò. Dopo quattro mesi di prigionia nella cella del Maschio Angioino, la mattina del 29 ottobre del 1799 venne condotto al patibolo in Piazza Mercato, dove fu giustiziato assieme a Mario Pagano, Ignazio Ciaia e Vincenzio Russo.

100 euro

43. CICLISMO SPORT GIRO D’ITALIA BARTALI PONTE A EMA TOSCANA FIRENZE BAGNO A RIPOLI

dsc_0672_clipped_rev_1Bella fotografia con dedica autografa di un giovane Gino Bartali insella alla bicicletta e con la maglia da Campione d’Italia

14×9 cm; bellissima foto con dedica autografa del grande ciclista Gino Bartali (Ponte a Ema, frazione di Bagno di Ripoli e Firenze 18 luglio 1914 – Firenze 5 maggio 2000). La foto al verso presenta una piccola antica striscia di tessuto montata ad occhietto per permettere di appendere la stessa. La foto presenta una didascalia a stampa “Gino Bartali, Campione d’Italia, Vincitore del XXIV Giro d’Italia, 1936 – XIV°, 1937 – XV°”. La foto, in buone condizioni di conservazione, presenta un Bartali con i pantaloncini della squadra Legnano alla quale aderì nel 1936. La foto è sicuramente scattata nel 1937 quando Bartali aveva appena 23 anni ma si era già affermato come il ciclista italiano più forte dell’epoca, infatti non riporta ancora la vittoria di Bartali al Tour de France ottenuta nel 1938. Le foto con dedica di Bartali risalenti a prima della Seconda Guerra Mondiale, probabilmente anche a causa delle note vicende politiche italiane che videro il grande corridore contrapposto al Regime Fascista, non sono comuni.

100 Euro

44. CINA CHINA VIAGGI USI E COSTUMI CONFUCIANESIMO FILOSOFIA STORIA PRIME EDIZIONI

dsc_0580_clipped_rev_1-1Magalotti Lorenzo, Gruber Johann,

Notizie varie dell’Imperio della China e di qualche altro paese adiacente, con la vita di Confucio il Gran Savi della China, e un saggio della sua Morale, All’Illustriss. Sig. Marchese Clemente Vitelli. Maestro di Camera del Sereniss. Granduca di Toscana.

 In Firenze nel Garbo, da Giuseppe Manni, 1797

In 12 (14,4×8,4 cm); XV, (1), 185, (3) pp. Legatura novecentesca in cartoncino rigido foderato con carta a motivi in nero e giallo. Xilografia al frontespizio. Una lieve alone di sporco alla seconda carta, ininfluente, una leggerissimo alone, praticamente invisibile nella zona centrale della seconda parte del volume, del tutto ininfluente. Una piccolissima mancanza all’angolo basso esterno dell’ultima carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Testatine, finalini ed iniziali xilografiche. Marca tipografica xilografica a pagina VIII e all’ultima pagina. Prima, assai rara edizione, di questa monografia di interesse cinese solitamente attribuita al grande scienziato, letterato e diplomatico romano, Lorenzo Magalotti (Roma, 13 dicembre 1637 – Firenze, 2 marzo 1712). L’edizione, curata da I. Carlieri, uscì in forma anonima per la prima volta nel 1797 per i torchi di Giuseppe Manni.dsc_0581_clipped_rev_1 Sembra che una prima versione, ridotta e con presenti numerose inesattezze ed errori, fosse apparsa in “Relations de divers voyages curieux” una raccolta di relazioni a cura di M. Thévenot a Parigi nel 1672. Quello che si sa per certo è che l’opera venne stampata per la prima volta in forma singola, corretta e definitiva nel 1697. L’opera nasce da un incontro avuto nel gennaio 1666 da Magallotti, insieme a C.R. Dati, con il gesuita austriaco J. Grueber. Durante questo incontro il gesuita che aveva vissuto a lungo a Pechino raccontò le sue esperienze di viaggio e le conoscenze che aveva sviluppato sugli usi e costumi cinesi. “Ne risulta un resoconto sempre in bilico tra scrupolo documentario ed evocazione fantasiosa, molto efficace dal punto di vista espressivo”. Opera assai rara da reperirsi. Bibl. rif.: Razzolini-Bacchi della Lega p. 214 “Assai raro”; Melzi, Anonimi, I°, p. 246.

520 euro

45. VERDI OPERA MUSICA PARTITURE PRIME EDIZIONI PIANOFORTE PARMA BUSSOLENGOdsc_0481_clipped_rev_1

dsc_0482_clipped_rev_1Due riduzioni per pianoforte solo di opere verdiane in prima edizione, rilegate in un unico volume.

Giuseppe Verdi,

Il Trovatore Dramma in quattro parti di Salvatore Cammarano, posto in musica dal Maestro Giuseppe Verdi, Cavaliere della Legion d’Onore, Riduzione per Pianoforte solo di L. Truzzi 

Milano, Dall’I. R. Stabilimento Nazionale privilegiato di Tito di Gio. Ricordi, S. data (ma 1853).dsc_0483_clipped_rev_1

Unito a:

Luisa Miller, Melodramma tragico in 3 atti di S. Cammarano posto in musica dal Maestro Giuseppe Verdi alla tragica poetessa cultrice esimia delle Arti Belle Laura Beatrice Mancini Nata Oliva l’Editore Giovanni Ricordi D. D. D. (Riduzione per Pianoforte Solo)

Milano, dall’I. R. Stabilimento Nazionale Privilegiato di Giovanni Ricordi, Cont. Degli Omenoni N°. 1720. e sotto il portico a fianco dell’I. R. Teatro alla Scala, s. data ma (1849).

In oblungo (25×34 cm); due opere in un volume: 139, (1) pp. e 154 pp. per la seconda. Legatura coeva in mezza-pelle con titolo e ricchi fregi in oro al dorso e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Il volume contiene le due prime edizioni delle riduzioni complete per pianoforte de “Il Trovatore” e della “Luisa Miller” verdiane. Qualche lieve foxing in poche pagine ed in genere nel margine esterno
bianco e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. “Il Trovatore” venne dsc_0484_clipped_rev_1rappresentato per la prima volta il 19 gennaio del 1853 al Teatro Apollo di Roma ed insieme al “Rigoletto” e alla “Traviata” fa parte della celeberrima Trilogia Popolare verdiana. La “Luisa Miller” venne, invece, rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli l’8 dicembre del 1849. L’opera è un melodramma tragico in tre atti su libretto di Salvatore Cammarano ed è tratto dalla tragedia “Kabale und Liebe” (Intrigo e amore) di Schiller. Comunemente si ritiene la “Luisa Miller” come l’anello di congiunzione della produzione giovanile verdiana con le opere della Trilogia Pololare che segnano l’ingresso del genio verdiano nella sua piena maturità espressiva. Ambedue le edizioni sono non comune. In buone-ottime condizioni di conservazione.dsc_0486_clipped_rev_1

380 euro

46. PSICOLOGIA MELANCONIA DEPRESSIONE SENTIMENTI UMANI MEDICINA FARMACIA  MANTOVA

  IMG_5122_clipped_rev_1Ferrari Giacomo,

Democrito et Eraclito; Dialoghi Del Riso, Delle Lagrime, & della Malinconia, del Sig. Giacomo Ferrari Protomedico, & Teorico Ordinario nello Studio di Mantova. Al Serenissimo Signore et Padron Colendissimo, il Signor Duca di Mantova, e di Monferrato, etc.

In Mantova, Appresso Aurelio & Lodovico Osanna fratelli, 1627

In 4° piccolo (22,2×16,5 cm); (8), 42, (3), 100 pp. Legatura coeva in cartoncino molle, dorso rinforzato con carta marmorizzata settecentesca. Uno strappetto al margine interno bianco di una carta, senza perdita di carta, un piccolo tunnel di tarlo alle ultime 4 carte che sfiora alcune lettere, non importante e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione e ancora in barbe. Grande stemma araldico di Vincenzo Gonzaga, Duca di Mantova, al frontespizio. Numerose testatine, finali ed iniziali xilografici. Prima non comune edizione di questa importante opera del celebre protomedico mantovano, Giacomo Ferrari. L’opera è un’arguta dissertazione sugli stati d’animo umani. I principali punti di riferimento di Ferrari sono i due filosofi antichi, Democrito (il “filosofo della risata”) e Eraclito (il “filosofo pianto”). I primi due dialoghi sono dedicati alla risata, e vedono Alessandro Guerino e Cesare Cremonini discutere sull’argomento. IMG_5123_clipped_rev_1Ferrari afferma che il riso nasce dal cuore, e che si espande da qui a tutto il corpo fino ai  muscoli del viso e del torace. Segue il dialogo delle lacrime, tra André Du Laurens e Joseph Du Chesne, detto Quercetano. Ferrari, che ha tradotto l’opera di Duchesne sulla farmacologia dal latino all’italiano, esplora la natura di lacrime. Egli tratta l’origine delle lacrime, le diverse teorie propugnate dagli antichi scrittori e filosofi (Aristotele e Galeno, per esempio), e l’effetto di una sovrabbondanza di lacrime. Dopo aver affermato che le donne sono facili piangere in quanto sono più vulnerabili ed incostanti rispetto agli uomini, Ferrari spiega come, tuttavia, anche i generali e gli altri leader, in particolare quelli senza paura, tendono a piangere in segno di compassione (e cita Giulio Cesare e Alessandro Magno). il terzo, con il titolo, il discorso della sulla malinconia, è una versione originale del lavoro sulle malattie malinconiche dell’illustre medico francese Du Laurens. L’ultima parte dell’opera contiene una raffinata selezione di ricette chimiche “per fortificare la testa, rallegrare il tuo cuore, e riscaldarlo per lo stomaco” e un’ “essatta teoria della Malinconia”, con indicazioni di farmaci per la sua cura. IMG_5121_clipped_rev_1Scrive Ferrari a proposito della Melancolia, dialogo liberamente ripreso dal celebre medico reale francese Du Laurens : “Il melanconico vero, io intendo quello che ha il male nel cervello, è ordinariamente senza cuore, e sempre timido, tremante, ha paura di tutte le cose, e si fa spavento da se stesso come le bestie se si mirano; egli vorrebbe fuggire, e singhiozzando con una tristezza inseparabile, che si cangia bene spesso in disperazione, egli è in una perpetua inquietudine di corpo, e di spirito, ha le vigilie, che lo consumano da una parte, et il dormire, che lo cruccia dall’altra, perché s’egli pensa di dar tregua alle sue passioni con qualche riposo, subito che vuol chiudere le palpebre, viene assalito da un milione di fantasmi spaventosi, da chimere fantastiche et horribili sogni: se egli vuole chiamare alcuno a suo soccorso, la voce si arresta tanto corta, ch’egli non può parlare fuori, che balbutendo; egli on può vivere in compagnia. Insomma diviene un animale selvaggio, ombroso, sospettoso, solitario, nemico del sole. A cui non arrecca piacere altro, che il solo dispiacere, ch’egli si va fingendo con mille false, et varie immaginazioni”. Opera curiosa e non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\009714.

240 euro

47. SALò GARDA BRESCIA UMANESIMO RIFORMA ERETICI PROTESTANTESIMO ERESIE LUGO RAVENNA ROMAGNA MANZONI

  DSC_0149_clipped_rev_1Ugoni Giovanni Andrea,

Ragionamento del magnifico signore Ugoni gentilhuomo bresciano, nel quale si ragiona di tutti gli stati dell’humana Vita.

In Venetia, appresso Pietro da Fine, 1562

In 8° piccolo; (8), 164, (4) pp. Legatura ottocentesca in mezza tela con piatti foderati con carta scura. Marca tipografica al frontespizio in cornice figurata con un gallo che canta. In basso il mondo. Motto: tota nocte excubo. Leggerissimo e non fastidioso probabilmente dovuto della qualità della stampa. Tagli scuri e nel complesso buon esemplare. Esemplare di celebre provenienza, come da bell’ex-libris applicato all’interno del piatto anteriore, proveniente dalla raccolta personale del grande patriota e bibliofilo originario di Lugo (Ravenna), Giacomo Maria Manzoni che fu membro del Consiglio dei Deputati di Roma nel 1848, rappresentante del popolo nella Costituente romana nel 1849 e Ministro delle Finanze nella Repubblica Romana. Manzoni pubblicò alcune opere basilari nella storiografia italiana come gli Annali tipografici torinesi del sec. XV (1863), Annali tipografici dei Soncino (4 voll., 1883-86, incomp.), Studi di bibliografia analitica (3 voll., 1881-82). Celebre la sua ricchissima collezione di edizioni rare, specie di incunaboli e di testi di lingua, in cui confluì anche la raccolta numismatica e quella di autografi di B. Borghesi. La sua collezione venne poi dispersa in una famosa asta tenutasi nel 1893. Prima non comune edizione di quest’opera di ispirazione protestante-riformista attribuita a vari autori fra i quali Flavio Alessio Ugoni, monaco cassinese, nato a Brescia e autore di un celebre trattato sul sonno e i sogni e di alcune altre opere, all’umanista Girolamo Ugoni che fu anche podestà di DSC_0148_clipped_rev_1Orzinuovi in Provincia di Brescia o al poeta, originario di Salò, ma che visse quasi tutta la sua vita a Brescia, Giovanni Andrea Ugoni. Il fatto che il volume presenti la dedicatoria al nobiluomo ligure Ottavio Pallavicino scritta dall’umanista Francesco Spinola sembra suggerire, come autore dell’opera, Giovanni Andrea Ugoni che di Spinola fu grande amico e con il quale frequentava gli ambienti riformatori bresciani. Si ricorda che Spinola fu condannato all’annegamento come eretico relapso, sembra proprio, dopo che il suo nome era stato fatto dall’Ugoni in uno dei numersi interrogatori ai quali fu sottoposto dall’Inquisizione. Di quest’idea è anche Anne Jacobson Schutte che nel suo By “Force & Fear Taking and Breaking Monastic vows in early modern Europe” DSC_0150_clipped_rev_1pubblicato nel 2011 a pagina 28-29 scrive “The last sixteenth-century work critical of forced monachization to be considered here is a dialogue published in Venice in 1562: Ragionamento del magnifico signor Ugoni gentiluomo bresicano … because the author’s first name is not given on the title page or anywhere else in the book, confusion persists a sto what it may have been. Compilers of library catalogues, booksellers, and scholars have dubbed him Flavio Alessio or Stefano Maria, but without a doubt he was Giovanni Andrea Ugoni (1507- after 20 Decembre 1571). This philo-Protestant native of Salò, a member of the Brescian patriciate and an accomplished poet, was tried by the Inquisition of Brescia in 1544-45 and again in 1552-1553; both times he was convinte of heresy. In late 1564 he was summoned bfore the Inquisition of Venice, which tried and condemned him in 1565. Given that he was a recidivist, it was probably his status as a Brescian noble that spared him a death sentence. … Spinola’s dedication describes the dialogue as a faithful tran script o fan after-dinner conversation held in the Brescian palazzo of Virginia Pallavicini Gambara not long after the death in 1549 of Pope Paul III. …”. Al dialogo, che non si sa se sia svolto realmente o solamente in modo immaginario prendono parte 7 personaggi: Virginia Pallavicini, Luigi Calini, Marcantonio Piccolomini, Camillo Avoguardi, Francesco Gamabra, Giulio Boiardi signore di Scandiano ed il sig. Girolamo di Correggio. Opera stampata a Venezia da Francesco de’ Franceschi da Siena per conto del libraio ed editore Pietro da Fino che fu una delle figure del movimento riformatore veneziano. ICCU:  IT\ICCU\BVEE\013441.

400 euro

48. ILLUSIONI OTTICHE FIGURE AMBIGUE FABBRICO CURIOSITA’ FABBRICO ESTENSE REGGIO EMILIA RARITA’

IMG_5027_clipped_rev_1(Lampridio Giovanardi),

Alfabeto fantastico,

S. luogo (ma Fabbrico di Reggio-Emilia), S. stampatore (ma Lampridio Giovanardi), S. data (ma 1850 circa)

Foglio unico di misure (31×22 cm); bellissima e rara incisione originale disegnata ed incisa da Lampridio Giovanardi, rappresentante un intero alfabeto fantastico realizzato attraverso l’unione di corpi umani. Un leggerissimo alone al margine esterno alto, praticamente ininfluente e assolutamente ininfluente e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Lampridio Giovanardi (1811-1878) fu celeberrimo ebanista, ingegnere, inventore ed eccentrico artista, originario di Fabbrico Estense. L’autore è una delle figure artistiche più eccentriche dell’ottocento reggiano. Tenuto in grande considerazione alla sua epoca per il suo fine ingegno, non solo nel territorio italiano ma anche all’estero, fu membro della Scuola d’Arte e Mestieri di Parigi. Nato a Fabbrico il 15 luglio del 1811, completò gli studi a Modena presso l’Istituto Matematico Cadetti Pionieri. Perfezionò le sue conoscenze a Roma dove ottenne la laurea in Ingegneria Meccanica. Fu autore di varie opere di intarsio. In particolare sono celeberrime tre sue tavole realizzate con una nuova tecnica detta “a manifattura universale”, con la quale l’autore, mischiando abilmente vari tipi di materiale come legno, metallo, madreperla, oro, argento e marmo, riuscì a creare opere uniche. La prima tavola la dedicò alla vita di Napoleone, la seconda alla grande Esposizione Londinese che si tenne al Palazzo di Cristallo nel 1851 dove Lampridio aveva esposto diverse opere, vincendo, fra l’altro, la Medaglia d’Oro e dei denari. La terza tavola era invece ispirata alla Storia d’Italia e fu venduta al Conte Raggio di Genova,nell’anno 1901. I suoi lavori sono conservati in diversi musei e la Biblioteca Panizzi di Reggio, al momento, ne preserva 25, alcuni stampati su legno altri all’acquaforte. Opera assai rara.

140 euro

49. DIRITTO CIVILE EDIZIONI RARE GIURISPRUDENZA MONSTER LEIDA LUGDUNI STAMPATORI LIONE

DSC_0008_clipped_rev_1    DSC_0009_clipped_rev_1

DSC_0007_clipped_rev_1Vinnen (Vinnius) Arnold,

Arnoldii Vinnii IC. Iurisprudentiae contractae, siue partitionum iuris ciuilis, libri quatuor, variis obseruationibus ad usum forensem accommodatis illustrati, Editio nouissima emendata

Lugduni, sumptibus Petri Bruyset, & sociorum, 1748

In 4° grande (24,5×18 cm); XIX, 552 pp. Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro al dorso (piccola mancanza della pergamena al taglio superiore del piatto anteriore. Frontespizio con leggerissima uniforme brunitura. Tagli spruzzati. Testatine ornate. Rara edizione lionese, un solo esemplare censito in ICCU, di questo classico del diritto civile, opera più importante del grande giurista olandese Arnold Vinnen (Monster 1588 – Leida 1657). L’autore fu studente a Leida di un’altro grande giurista, Gerardus Tuningius, che ne influenzò il pensiero con le dottrine Hugo Donellus (di cui Tuningius a sua volta era stato studente). Considerato uno dei più importanti giuristi del seicento, le sue opere vennero ristampate fino alla fine del XVIII° secolo. Le opere di Vinnius furono lette ed apprezzate anche da David Hume. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\011772.DSC_0010_clipped_rev_1

210 euro

50. FISICA CHIMICA MECCANICA PRIME EDIZIONI VERONA MOTO PERPETUO MECCANISMI MECCANICI OROLOGI ARBIZZANO NEGRAR

DSC_0003_clipped_rev_1DSC_0006_clipped_rev_1 DSC_0005_clipped_rev_1DSC_0002_clipped_rev_1Zamboni Giuseppe,

Sull’Elettromotore Perpetuo, Istruzione Teorico-Pratica dell’Abate Giuseppe Zamboni, Professore di Fisica Sperimentale e Matematica Applicata dell’Imp. R. Liceo di Verona, membro effettivo pensionato dell’imp. Reg. istituto Veneto, uno dei quaranta della società italiana delle scienze, e socio di varie accademie.

Verona, Tipografia di Giuseppe Antonelli, 1843

22,3×14,4 cm; 93, (3) pp. e due tavole più volte ripiegate. Bella legatura coeva in mezza pelle con piatti foderati con carta marmorizzata (qualche strofinatura e qualche piccolo difetto). Un leggerissimo alone d’umidità al margine basso della prima carta. Qualche piccola macchiolina di foxing e alone d’umidità alle due carte ripiegate ma nel complesso buon esemplare, di questa prima edizione di quest’opera del celebre abate, fisico e professore italiano, originario di Arbizzano (Negrar) in provincia di Verona, Giuseppe Zamboni (Arbizzano, 1º giugno 1776 – Verona, 25 luglio 1846) . E’ conosciuto come l’inventore, nel 1812, della pila a secco. Una variante dell’elettromotore di Zamboni da 140 anni si muove nel DSC_0004_clipped_rev_1Clarendon Laboratory dell’Università di Oxford, senza che, in questi 140 anni, alcuna sorgente energetica abbia fornito energia per il mantenimento del suo movimento. Zamboni fu uno dei più importanti fisici del XIX° secolo. L’autore “cercò di costruire un orologio elettrostatico di piccole dimensioni e con un’efficienza elettrica molto alta, tale da poter essere mosso per un periodo di tempo molto lungo senza cambiare batteria. La ricerca dell’epoca si dirigeva verso pile a secco, nelle quali l’acido elettrolita non poteva reagire chimicamente e corrodere gli strati di conduttore, prolungando molto la sua vita utile”. “Ora poi considerando ciò che più importa, e le novità sopravvenute, anzi che ristamparla con aggiunte, ho creduto meglio restringer tutto ad una Istruzione per così dir popolare. Imperciocchè o si voglia costruire, e disporre acconciamente, ogni parte di questa macchina, o debbasi ripulire, o rimediare a qualche disordine occorso, è troppo necessario che l’operatore sappia dirigere la forza elettrica, che tien vivo il moto del pendolo, ed abbia in pratica cotesta forza come le altre dei pesi e delle molle nei comuni orologi… Pertanto l’Istruzione sarà divisa in tre parti. La prima darà le nozioni e teorie fondamentali, la seconda tratterà degli Elettromotori e costruzione delle Pile secche, la terza degli usi ed applicazioni di queste Pile…” (Dalla presentazione dell’Autore). Opera rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VEA\0177517.

150 euro

51. CARICATURE SATIRA CARICATURISTI CACCIA PROUDHOMME SOCIOLOGIA COMUNISMO ANARCHIA CACCIA CORSE A CAVALLO FUMETTI

  DSC_0050_clipped_rev_1DSC_0052_clipped_rev_1 (1)DSC_0052_clipped_rev_1DSC_0054_clipped_rev_1DSC_0053_clipped_rev_1DSC_0049_clipped_rev_1Cham (pseud. Di Charles Amédée de Noé),

6 tomi in un volume: Revue Comique de L’Exposition par Cham; Les Representants en Vacances par Cham; Les Chasseurs album par Cham; Proudhoniana par Cham Album dedie aux proprietaires; Croquis d’Automne par Chame; Croquis de Printemps par Cham.

Paris, Au Bureau du Journal Le Charivari, s. data (ma 1850 circa)

In 4° piccolo (23,5×17 cm);  6 parti ognuna composta di 16 carte stampate su un unico lato. Legatura coeva in mezza-tela con titolo impresso in oro sul dorso e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Le ultime due opere con pagine lievemente ed uniformemente brunite, qualche altra lieve ed ininfluente macchiolina in poche pagine e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione di questa raccolta di opere satiriche e caricaturali del celebre illustratore, caricaturista e fumettista francese, DSC_0051_clipped_rev_1Charles Amédée de Noé noto con lo pseudonimo di Cham (Parigi, 26 gennaio 1818 – Parigi, 6 settembre 1879). Di nobili origini, suo padre era Conte di Noé e Pari di Francia, nonostante una naturale predisposizione per la matematica, preferì fin da giovane di frequentare le botteghe dei due celebri pittori, Nicolas Toussaint Charlet e Paul Delaroche. La sua opera “Histoire de Mr. Lajaunisse”, pubblicata per la prima volta nel 1839, una storia ideata come un susseguirsi di immagini sequenziali sulla scorta dell’opera dello svizzero Rodolphe Topffer, è considerato il primo albo a fumetti francese. Quelle qui presentate sono una serie di opere caricaturali e satiriche dedicate a vari avvenimenti o gruppi sociali come la celebre Esposizione Industriale del 1849 (con le caricature di numerose invenzioni e novità qui presentate per la prima volta), le vacanze dei politici, i cacciatori, le teorie sociali Proudhoniane, l’autunno (con varie vignette di caccia) e la primavera (con le corse dei cavalli). Prima edizione in buone condizioni di conservazione. Non comuni.

130 euro

52. MODENA STAMPATORI EDITORI STORIA DELL’EDITORIA RARITà

 IMG_5061_clipped_rev_1DSC_0047_clipped_rev_1Formiggini Angelo Fortunato,

Prefazione editoriale al “Chi è?”. Catalogo editoriale delle edizioni Formiggini.

Modena, G. Ferraguti & C., 1928

In 8° (19,4×12,3 cm); 9, (19) pp. Brossura editoriale. Esemplare inviato all’amico Umberto Tirelli. Bel ritratto fotografico di Formiggini alla prima carta bianca. L’opera contiene il catalogo editoriale dei “Classici del Ridere” (con immagine dei Les Contes drolitiques di Onorato di Balzac), dei “Profili” (con immagine del Profil di Emanuele Filiberto scritto da Pietro Silva), delle “Medaglie” (con immagine del Trilussa di Silvio d’Amico), le “Lettere d’Amore” (con le Lettere di Giulia Lespinasse), “Le Apologie”, le “Polemiche” (con immagine dello scritto di Mussolini Battaglie giornalistiche), la collana “Poeti italiani del XX secolo” (con immagine dell’opera di Antonio Sbriscia Il volo del Falco). Anche un elenco di pubblicazioni varie, de “L’Italia che scrive”. Alla fine del volume Formiggini informa anche della prossima pubblicazione di un “poderoso DSC_0048_clipped_rev_1repertorio della cultura contemporanea” dal titolo “Enciclopedia delle Enciclopedie” (opera che edita  partire dal 1930 vide l’uscita di soli poche sezioni). Il volumetto contiene nella prima parte lo scritto di Formiggini “Prefazione editoriale al Chi è?” nel quale il celebre editore modenese Angelo Fortunato Formiggini (Collegara di Modena, 21 giugno 1878 – Modena, 29 novembre 1938) scrive “Carissimo lettore, ti voglio raccontare una cosa in gran segreto: Tu non farne parola con nessuno perché c’entra una bella signora e bisogna andarci piao. E’ una signora che io non ho mai veduta e ho detto “bella” per cortesia e per cavalleresca intuizione: mi risulta che era molto elegante. E lo sarà certo ancora. Il fatto avvenne nel 1921. Nel verde aprile di quell’anno io aprii nel cuore di Roma …”. Opera molto rara ed in buone condizioni di conservazione.

140 euro

53. MEDICINA PRIME EDIZIONI PERIODICI GINEVRA ZODIACUS GALLICUS ZODIACO ASTROLOGIA PRIMO PERIODICO MEDICO  ODONTOIATRIA COLORI FISICA CHIMICA COMETE MEDICINA FORENSE

  IMG_5063_clipped_rev_1DSC_0025_clipped_rev_1DSC_0022_clipped_rev_1Blegny Nicolas de,

Zodiacus medico-gallicus sive Miscellaneorum medico-physicorum gallicorum titulo recens in re medica et naturali exploratorum, vnoquoque mense Parisiis gallice prodeuntium annus secundus scilicet M.DC.LXXX. Authore Nicolao De Blegny R.G.C.O Zodiacus medico-gallicus sive Miscellaneorum medico-physicorum gallicorum titulo recens in re medica et naturali exploratorum vnoquoque mense Parisiis gallice prodeuntium annus tertius scilicet M.DC.LXXXI. authore Nicolao De Blegny R.G.C.O

Genevae, sumptibus Leonardi Chouet & Soc., 1682

In 4°; due opere in un volume: 8 , 264 pp. e 4 c. di tav.; 153 (i.e. 155), 13 pp. e 2 c. di tav. (le due tavole del secondo volume si trovano erroneamente legate all’interno del primo volume che così contiene 6 tavole invece di 4 come attestato anche dalla didascalia esplicativa riportata IMG_5062_clipped_rev_1nelle tavole stesse). Comunque i due volumi sono completi ed in buone condizioni di conservazione. Legatura novecentesca in cartoncino molle. Alcune leggere bruniture in alcune pagine dovute alla qualità della carta e presenti in tutte le copie di quest’opera. Minima mancanza all’angolo superiore bianco di pagina 59, 61 e di una tavola (ininfluenti). Prima edizione latina di quello che è considerato il primo periodico medico. L’opera vide pubblicati solo i primi 3 anni (qui sono presenti il secondo e terzo anno). Si dice che fu proprio lo “Zodiacus medico-gallicus” che diede a Bayle l’idea delle “Nouvelles de la Republique des Letteres”. Inizialmente l’opera uscì il primo anno in francese con il titolo “Nouvelles découvertes sur toutes les parties de la médecine” ma ben presto venne prima tradotta in tedesco e poi in latino, unica lingua con cui proseguì la sua esistenza. Il latino permise infatti al periodico di uscire per altri due anni potendo raggiungere un pubblico più ampio di lettori. All’inizio di ogni capitolo presente inciso il segno zodiacale del mese di riferimento. Anche se l’esperienza dello Zodiacus fu breve esso aprì la strada alla pubblicazioni periodiche a carattere medico-divulgativo che caratterizzarono la fine del XVII° secolo e l’inizio del XVIII° e proseguirono fino ad oggi. Nicolas de Blegny (Chaumont-en-Bassigny 1646 circa – Avignone 1722); fu valente medico (specializzato nello studio delle malattie veneree) e chirurgo personale dei reali di Francia e si interessò anche di storia e letteratura. Durante la sua avventurosa vita fu poi DSC_0024_clipped_rev_1imprigionato per dieci anni nel castello di Angers, per aver fondato un falso ospedale per stranieri, in realtà luogo di malaffare. Blegny, come ricorda il Garrison-Morton fu il primo francese a dare un contributo importante alla medicina forense. All’interno dell’opera sono riportate alcune delle più importanti scoperte scientifiche del 1680 e 1681. Gli indici dei due volumi si trovano ambedue alla fine del secondo volume. fra i vari capitoli ne troviamo dedicati alle febbri, alle acque minerali, a problemi urologici, alla natura dei denti e alle loro malattie e patologie e al modo di curarli, a casi ginecologici o a bambini nati con malformazioni terribili, ma anche a curiosità fisico-naturali come la colorazione dei coralli, la filosofia dei colori e alcune sperimentazioni sui colori, studi su alcuni animali rari arrivati dall’Africa o su nuovi tipi di funghi, su una balena. Gli ultimi due capitoli sono assai curiosi e riportano, uno, alcune teorie relative ai folletti ed alla parte data loro nella tradizione francese ed irlandese nella creazione del “genio” e l’altro è dedicato ad una teoria sulle comete. Opera in buone condizioni di conservazione e assai rara. Rif. Bibl.: Caillet I, 1224; Garrison-Morton 1725; Waller I, 1133; Wellcome II,180.

500 euro

54. ILLUSTRATORI DISEGNATORI FANTASIA DISNEY HEINRICH KLEY POSTCARD

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IMG_5167_clipped_rev_1  IMG_5168_clipped_rev_1IMG_5166_clipped_rev_1

Heinrich Kley,

Lotto di 18 cartoline della Serie X e XVII della Simplicissimus-Karte

S. luogo, S. editore, S. data (ma 1910 circa)

14,7×9,7 cm; 18 cartoline. Tutte le cartoline sono firmate da Kley. Rara raccolta di 18 cartoline uscite nella seri delle “Simplicissimus-Karte” serie X (numero 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12) e serie XVII (numero 1, 2, 3, 5, 7, 10, 11) realizzate dal celebre pittore ed illustratore tedesco, Heinrich Kley (15 aprile 1863 a Karlsruhe – 1945 a Monaco di Baviera). Formatosi inizialmente alla Karlsruhe Akademie perfezionò i suoi studi a Monaco. SeppurIMG_5169_clipped_rev_1 iniziò col dipingere paesaggi, nature morte, scene di città e scene storiche ben presto liberò la sua fervente vena creativo-fantastica iniziando a realizzare scene fantastiche con il solo utilizzo di poche linee e pubblicando i suoi disegni su due delle principali riviste illustrate tedesche dell’inizio del XX° secolo e cioè Jugend e Simplicissimus. Dopo aver ottenuto una grande notorietà, lentamente, verso la metà degli anni 30’ cadde nell’oblio tanto che anche la data della sua morte risulta, oggi, come incerta dato che alcune fonti sostengono che visse fio all’8 febbraio del 1952. Il grande fumettista Joe Grant era un suo grande estimatore e ne presentò l’opera a Walt Disney che folgorato dall’abilità di Kley iniziò a comporre un’enorme collezione di sue opere. Al lavoro di Kley ad esempio è profondamente ispirata uno dei capolavori Disney come Fantasia dove l’ippopotamo ballerino ed il coccodrillo hanno una chiarissima ispirazione derivazione da Kley. Poco conosciuto in Germania ed in Europa, proprio grazie all’interesse di Disney è molto apprezzato in America. Cartoline in ottime condizioni di conservazione. Rare a reperirsi ed ancor più rare a trovarsi in un gruppo così consistente.

220 euro

55. MEDICINA PRIME EDIZIONI BAROCCO PISA FIRENZE RAVENNA IATROMECCANICA ANATOMIA AUTOMI MECCANICA BIOGRAFIE

IMG_5012_clipped_rev_1 (1) IMG_5013_clipped_rev_1  IMG_5011_clipped_rev_1 (1)Bellini Lorenzo,

Discorsi di anatomia di Lorenzo Bellini gia publico professore di essa nello studio di Pisa e primo medico dell’A. R.  COSIMO III GRanduca di Toscana, ora per la prima volta stampati dall’originale esistente nella libreria Pandolfini e dedicati all’Illustrissimo Signore Ruberto Pandolfini ciamberlano di sua maestà La Regina D’Ungheria, e Bomeia ecc. e di S. A. R. Il Serenissimo Francesco III Duca di Lorena e di Bar e Granduca di Toscana ecc. colla prefazione di Antonio Cocchi Mugellano.

In Firenze, nella stamperia di Francesco Moucke, 1741 – 1744

In 8° (19,5×13,5 cm); tre parti in due volumi. XXXXII, 296 pp.; XIX, (1), 386, (2 b.) pp. e 155, (1) pp. Belle legature coeve in piena pergamena  rigida con dorsi a 4 nervi e titolo parlato al dorso da mano coeva. Tagli leggermente spruzzati. Volume appartenuto a Francesco Ginanni. Ex-libris nobiliare applicato al piatto interno dei due volumi. Ex-libris manoscritto al margine bianco del frontespizio che identifica l’esemplare come probabilmente appartenuto al grande studioso ravennate, Francesco Ginanni, autore del più famoso studio sulle pinete ravennatiIMG_5010_clipped_rev_1. Titolo del primo volume stampato in rosso e nero. Numerose iniziali, finalini e testatine ornate. Prima rara edizione. Un leggerissimo e assolutamente ininfluente alone al margine bianco basso delle prime 4 carte del secondo tomo e nel complesso esemplare in ottimo stato di conservazione, di questo importante scritto di medicina opera del grande medico, anatomista fiorentino, Lorenzo Bellini. L’opera fu pubblicata dopo la morte dell’autore grazie al ritrovamento del suo manoscritto, presso la Biblioteca Pandolfini, contenente questa serie di discorsi che si pensavano ormai persi. Allievo di Redi, Bellini fu collaboratore di Giovanni Alfonso Borelli  aiutandolo nella stesura del celebre trattato “De motu animalium”. Intrattenne anche un lungo epistolario con Malpighi. Prima protetto dal Granduca Ferdinando II, cadde in disgrazia presso questi e decise di trasferirsi a Firenze dove divenne, prima, medico particolare di Cosimo III e poi medico consulente di Clemente XI. Fine letterato fu anche autore di componimenti poetici il più famoso dei quali è il ditirambo “La Bucchereide”, nel quale IMG_5014_clipped_rev_1l’autore celebre i buccheri. Si impegnò anche nello studio della filosofia e della matematica anche se, senza dubbio, il suo apporto più importante è legato allo studio dell’anatomia e fisiologia dei reni. Castiglioni,  a pagina 529 della sua Storia della medicina, scrive di Bellini: “Fra gli anatomisti italiani merita particolare menzione Lorenzo Bellini (1643-1704), allievo del Redi e del Borelli, a 21 anni assunto alla cattedra di medicina nell’Ateneo pisano. Egli fu uno dei migliori anatomisti dell’epoca, ricercatore instancabile, osservatore acutissimo, letterato di chiara fama per l’eleganza e la chiarezza del suo stile. Le sue scoperte sulla struttura dei reni e sull’organo del gusto gli hanno acquistato dei diritti reali alla considerazione degli studiosi”.Bellini insegnò per più di trent’anni presso l’ateneo di Pisa. I “Discorsi” di Bellini, fra i massimi esponenti del sistema iatromeccanico, rappresentano un’opera assai curiosa per il tipo di narrazione nella quale le scoperte scientifiche sono descritte insieme alle pulsioni, ai sentimenti e alle intuizione che le hanno generate. La prefazione e’ di Carlo Cocchi. La terza parte contiene anche il “Sagio delle instituzioni mediche” e i “Frammenti degli altri due discorsi d’anatomia che compiscono il numero de’ quattordici accennati nella Prefazione della prima parte”. L’opera rappresenta anche una testimonianza estremamente vivida di come gli automi potessero agire da modello per la concezione del corpo umano. Celebre il passaggio nel quale l’autore descrive il sistema idraulico di un ipotetico giardino paragonandolo al sistema osteo-articolare del corpo umano. Prima edizione di questa basilare opera del pensiero anatomico barocco. I volumi sono stampati su carta di ottima qualità con un’impressione forte e pulita. Non comune e ancor più raro a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Capparoni, I, pp. 67-70; Blake, p. 40; Carini, L’Arcadia, I, p. 199; Castiglioni, 461, 477; Wellcome, p. 140; Lambertini, Diz. anatomico, 332.

500 euro

56. ARTE INCISORIA STAMPE INCISIONI BOLOGNA TECNICHE INCISORIE

DSC_0823_clipped_rev_1DSC_0821_clipped_rev_1

DSC_0819_clipped_rev_1Ricci Giulio e AA. VV.,

L’arte della Stampa, Note Storiche e Illustrazioni di Giulio Ricci

Bologna, Scuola Tipografica Salesiana, s. data (ma 1925)DSC_0820_clipped_rev_1

In folio (36,5×26,7 cm); (6), 21, (3), (3) pp. e XXI c. di tav. Brossura editoriale illustrata. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Dedica autografa dell’autore alla prima carta bianca, al grande artista bolognese Umberto Tirelli. Prima edizione di questa bellissima opera dedicata dall’arte della stampa dal celebre artista ed incisore bolognese Giulio Ricci (Bologna, 1874 – 1939). Opera in tiratura limitata che contiene diversi legni originali dell’artista. Ricci studia e presenta le diverse possibilità offerte dall’incisione su legno con strumenti e tecniche diverse diversi (sgorbie, bulini, ferri rigati, ecc.) e legni diversi (pero, sorbo, leccio), tagliati di testa e di filo, o con la sovrapposizione di più legni e tinte diverse. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed impreziosita dalla dedica dell’autore a noto personaggio bolognese.

150 euro

57. HYGIENE SANITà PUBBLICA POZZI NERI SPURGO MEDICINA MEPHITISME FOSSES D’AISANCE IGIENE CLOACHE PROFUMI ODORI SANITARIA CARCASSONE MODENA LYON

  DSC_0860_clipped_rev_1DSC_0858_clipped_rev_1

Janin Jean de Combe-Blanche,

L’ antiméphitique ou Moyens de détruire les exhalaisons pernicieuses & mortelles des fosses d’aisance, l’odeur infecte des egouts, celle des hopitaux, des prisons, des vaisseaux de guerre, &c, &c. Avec l’emploi des vuidanges neutralisées, et leur produit étonnant. Par M. Janin… Medecin-Oculiste de seu S- A. S. Mgr le Duc de Modene, & Son Pensionnaire; Professeur honoraire de l’Universitè de Modene, [unito a] Supplement a L’Antimephitique …

A Paris, de l’Imprimerie de Ph.-Denys Pierres …, 1782DSC_0859_clipped_rev_1

In 8° (21,4×14,2 cm); XXXII, 70, (2 b.) pp. e 8 pp. (che contengono il “Supplement a L’Antimephitique ou Moyens de detruire les Exhalaisons pernicieuses & mortelles des Fosses d’aisance…). Elegante legatura novecentesca in cartoncino grigio muto. Piccola integrazione di carta al margine esterno bianco della prima pagina e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione e ancora in barbe. Prima assai rara edizione di questa importante opera del grande medico francese originario di Carcassone Jasn De Combe-Blance Janin. L’autore fu uno degli oculisti più celebri del suo tempo. Studiò a Montpellier ed ad Avignone. DSC_0857_clipped_rev_1Divenne celebre per il primo intervento per l’asportazione di una cataratta fatta a Lione il cui successo fu totale. Si trasferì quindi definitivamente a Lione. Chiamato a Modena dal Duca di Modena risolse un grave problema di “Mephitisme” dei pozzi neri del Palazzo Ducale tanto da ricevere dal Duca il titolo di Medico-oculista ufficiale di Corte. L’opera è la prima mai scritta sull’argomento dell’eliminazione delle esalazioni perniciose dai pozzi neri e la sua uscita suscitò numerosi articoli in tutto il mondo. L’opera descrive molti casi pratici incontrati dall’autore presso palazzi reali, ducali, ville, grandi hotel compresa la sua esperienza al Palazzo Ducale di Modena. Prima edizione assai rara e ancor più rara per la presenza delle 8 pagine di supplemento. First edition rare.

160 euro

58. CINEMA PRIME EDIZIONI GENOVA LIGURIA CAMPOMARONE PITTALUGA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA BOLOGNA HEPBURN LENI RIEFENSTHAL FRITZ LANG POLA NEGRI ALFRED HITCHCOCK FROLICH SERGIO TOFANO DE FILIPPO  JHON BARRYMORE

 DSC_0937_clipped_rev_1DSC_0934_clipped_rev_1DSC_0950_clipped_rev_1DSC_0938_clipped_rev_1 DSC_0941_clipped_rev_1DSC_0940_clipped_rev_1 DSC_0939_clipped_rev_1DSC_0942_clipped_rev_1DSC_0943_clipped_rev_1DSC_0945_clipped_rev_1DSC_0946_clipped_rev_1DSC_0948_clipped_rev_1DSC_0949_clipped_rev_1DSC_0947_clipped_rev_1Stefano Pittaluga,

La Società Anonima Stefano Pittaluga presenta la Produzione 1934 – 35 – XIII

Milano, Industrie Grafiche Nicola Moneta, 1934

32,5×23,5 cm; (76) pp. Legatura editoriale in piena tela con titolo impresso in amaranto su fascetta al piatto anteriore (un leggero alone di polvere). All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Timbro ed autografo del direttore del Cinema Imperiale di Bologna (storico cinema bolognese che sorgeva nella centralissima Via Indipendenza) recentemente chiuso e smantellato. Prima ed unica rarissima edizione di questo catalogo dei film presentati dalla Società Anonima Stefano Pittaluga per la stagione 1934-1935. Magnifiche le tavole a colori che presentano i film, alcune anche a doppia pagina. Si dice nell’introduzione “La produzione che la S. A. Stefano Pittaluga presenta per la stagione 1934-35 anno XIII reca il segno della più alta distinzione: le Coppe Mussolini per i due migliori film, italiano e straniero, premio ambitissimo che tutte le Case del mondo si contesero alla Mostra Internazionale della II Biennale di Venezia. Le pagine della nostra odierna raccolta recano pure il segno di un’altra vittoria: la produzione europea dall’Inghilterra alla Francia, dalla Cecoslovacchia all’Italia, ha ormai superato, per qualità di soggetti e per virtù di tecnici, per autorità d’artisti e per abilità di fotografi, tutto quanto la grande America ha potuto presentare quest’anno …”. La Società Anonima Stefano Pittaluga fu costituita su iniziativa di Stefano Pittaluga a Torino il 19 marzo del 1919. Stefano Pittaluga (Campomorone, in provincia di Genova, 2 febbraio 1887 – Roma, 5 aprile 1931) eraDSC_0935_clipped_rev_1 figlio di un imprenditore genovese attivo nell’esercizio di sale cinematografiche. Personaggio dalla grande intuizione commerciale fu tra i sostenitori del cinema sonoro e arrivando a suggerire un piano nazionale per il sostegno e lo sviluppo dell’industria cinematografia italiana attraverso l’elargizione di sostegno statale. Già dal 1911 è noleggiatore di film, ottenendo l’esclusiva di alcune pellicole americane per il territorio della Liguria. Deciso ad allargare il suo giro d’affari decide di fondare la Società Anonima che già sul finire del 1919 si espande su tutto il territorio nazionale arrivando a contare 200 sale ad essa collegate. Dal 1924 iniziò anche la produzione di alcune pellicole, rilevando diversi stabilimenti di ditte fallite, come la Fert, la Rodolfi Film, l’Itala Film e la Cines e costituendo due nuove società denominate Fert-Pittaluga e Cines-Pittaluga. Nel 1926 aveva già sbaragliato tutti i concorrenti nella distribuzione sul territorio nazionale acquisendo l’ultimo di questi, la celebre Unione Cinematografica Italiana. Nel 1932 muore Stefano e la Società passa sotto la direzione di Mario Scolza e inizia un lento ma inesorabile declino che la portò, nel 1936 allo scioglimento. L’opera presenta diversi celebri titoli come: La signora di tutti di Max Ophuls con Isa Miranda, La vita amorosa di Casanova di René Barberis con Ivan Mosjoukine, Melodramma di Fritz Lang con Elsa Merlini, Seconda B di Goffredo Alessandrini con Sergio Tofano, Volga in fiamme di Venceslao Tourjanski, L’ebreo errante di DSC_0936_clipped_rev_1Maurice Elevey con Conrad Veidt, Amore imperiale di Gaston Ravel con Pola Negri, Signora Paradiso di Enrico Guazzoni con Memo Benassi, Suss l’ebreo di Lothar Mendes con Conrad Veidt, La marcia di Rakorji di Gustav Frölich,Stefan Szekely, Paraninfo di Amleto Palermi con Angelo Musco, Il figlio del Carnevale di Alexander Wolkoff con Ivan Mosjoukine, La bella maledetta di e con Leni Riefenstahl, Notti moscovite di Alexis Granowski, Paradiso in fiore di Victor Saville, Vienna di Strauss di Alfred Hitchcock con Jessie Mattews, Il cappello a tre punte di Mario Camerini con Edoardo e Peppino De Filippo, Fedora di Louis Grasnier, L’uragano di V.Petroff, Febbre di vivere di George Cukor con Katharine Hepburn, John Barrymore, Chu Chin Chow di Walter Forde, Celiuskin – documentario U.R.S.S., Bella donna di Robert Milton con Conrad Veidt, Il figlio di Kong con Robert Armstrong, Notti di Pietroburgo di G.Rochal e V.Stroyeva, Dick Turpin,brigante gentiluomo di John Stafford con Victor McLaglen, Estasi con Hevy Keyssler, La bella addormentata di Karl Lamac con Anny Ondra, La figlia del reggimento di Karl Lamac con Anny Ondra, Lot in Sodoma di Sibley Watson e Melville Webber, Ritorno alla felicità di Carl Boese con Luise Ullrich, La vita di Virginia Winters di Alfred Santell con Ann Harding, Piccole donne di Georges Cukor con Katharine Hepburn, Paganini con Ivan Petrovich, Il tenente degli Honved di e con Gustav Fröhlich, L’eredità dello zio buonanima di Amleto Palermi con Angelo Musco, ecc. ecc. Opera rarissima e importante per la storia del cinema italiano. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

450 euro

59. STORIA DELL’ARTE ROMA PAESAGGI PAESAGGISTI GERUSALEMME LIBERATA TASSIANA PUGILATO MERCANTI D’ARTE ROMANI ARTE CLAUDE LORRAINE

 DSC_0854_clipped_rev_1DSC_0858_clipped_rev_1 DSC_0857_clipped_rev_1 DSC_0856_clipped_rev_1DSC_0855_clipped_rev_1

DSC_0853_clipped_rev_1Lorraine Claude (o Caludio Gelée), Guattani Giuseppe Antonio,

Paesaggi in Tavola, giudicati di Claudio Gelée con il testo di Giuseppe Antonio Guattani,

Romam Nella Stamperia di Filippo e Nicola de Romani, 1826

In folio; (28) pp. e 10 magnifiche c. di tav. fuori testo in sanguigna opera di Claude Lorraine (Claudio di Lorena) ed incise da L. Carracciolo. Legatura coeva in mezza-tela con piatti foderati con bella carta marmorizzata. Antica firma d’appartenenza privata al margine basso del frontespizio. Qualche macchiolina di foxing, fra l’altro meno intense che negli altri, pochi, tipiche dell’opera, causate dalla qualità utilizzata nella stampa ma nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Titolo manoscritto su fascetta al piatto anteriore. Prima ed unica edizione di questo magnifico volume che illustra questa raccolta di 10 magnifiche tavole. Le tavole sono minuziosamente descritte da dal celebre archeologo, scrittore, musicista, professore di Storia e di Mitologia, Giuseppe Antonio Guattani (Roma, 18 settembre 1748 – Roma, 29 dicembre 1830), che di illustri natali (il padre fu medico personale di tre pontefici), fu aDSC_0852_clipped_rev_1 lungo segretario perpetuo dell’Accademia di Belle Arti e dell’Accademia di Archeologia di Roma. A lui si deve una celebre descrizione dei monumenti romani. In quest’opera, il testo di Guattani affianca le 10 magnifiche tavole del grande pittore francese Claude Gellée (o Gelée) detto Lorrain, o anche Claudio Lorenese (Chamagne, 16 dicembre 1600 – Roma, 23 novembre 1682), che fu a lungo attivo a Roma e che insieme a Nicolas Poussin, è considerato il maestro del genere del paesaggio ideale. Lorraine elaborò la sua estetica sull’interpretazione classicistica della natura operata dai grandi pittori bolognesi,  Annibale Carracci e Domenichino. Guattani racconta “Dieci tavole colorite a Tempera dall’immortale Claudio Lorenese sono state acquistate dal Sig.r Carlo Trebbj negoziante di oggetti d’arte in Roma. Così bella Decade ne sembra un tesoro per l’Arte del Paesaggio, formando una serie di Claudj, dove il trovarne uno a gran fortuna reca …”. La tavola con “Lotta in un Parco di Londra” riprende una scena di pugilato “Richiama tal combattimento l’antico Pugillato che Cesto non fosse; il quale esercizio non già esclusivamente, ma come in propria sede fiorisce tutt’ora nella Gran Bretagna, fino ad esserne scuola e maestranza”. Guattani, individua poi nelle seguenti tavole, un’ispirazione dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, assegnando ad ognuna un titolo. Si vedono così le tavole: Erminia che dorme; Erminia ed il Pastore; Erminia alla Capanna; Si disegna il viaggio di Carlo e di Ubaldo; Carlo, Ubaldo ed il Mago; Ancelle di Armida con offerte; Armida con Ancelle Danzanti; Armida lascia per momenti Rinaldo; Liberazione di Rinaldo. Molto raro. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LO1E\002623.

450 euro

60. BOLOGNA CARICATURE CARICATURISTI POLITICA POLITICI SPORTIVI RESTO DEL CARLINO DELLA SERA

 DSC_0797_clipped_rev_1DSC_0796_clipped_rev_1 DSC_0799_clipped_rev_1DSC_0793_clipped_rev_1Pino,

Come li ho visti …,DSC_0794_clipped_rev_1

Bologna, Stabilimenti Poligrafici Riuniti, 1923

In 4° (24,5×17,2 cm); (80) pp. delle quali 58 tavole a piena pagina con immagini caricaturali di personaggi presenti alla “Conferenza di Genova”, attori teatrali, professori universitari, politici italiani, personaggi celebri bolognesi, personaggi presenti alla “Conferenza di Losanna”, giornalisti del “Resto del Carlino della Sera”, sportivi, apparsi sul Resto del Carlino bolognese all’inizio del XX° secolo. Brossura editoriale con al piatto anteriore, titolo e applicata caricatura a firma Pino. Non comune. Prima non comune edizione, in ottime condizioni di conservazione.

45 euro

61. RISORGIMENTO ROMA SATIRA ANTIPAPALE VATICANO ROMA REPUBBLICA ROMANA QUOTIDIANI SATIRICI CENSURA LIBERTà di STAMPA POLITICA
DSC_0859_clipped_rev_1DSC_0860_clipped_rev_1

dsc_0494_clipped_rev_1Il Don Pirlone Giornale di Caricature Politiche Venerdì 1 Settembre 1848 – 2 luglio 1849.
 234 numeri. Completo, tutto il pubblicato.

31,2×24 cm per il Don Pirlone originale, Legatura coeva in tutto cartoncino rigido foderato con bella carta marmorizzata blu coeva. Prima edizione. Opera completa di tutti i 234 numeri pubblicati.
All’interno i numeri si presentano ad ampi margini, in parte in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Su  ogni numero, al frontespizio, la celebre immagine della Maschera del Don Pirlone con il cappello a falda larga a sovrastare il motto “Intendami chi può, ch’i’ m’intend’io” ispirata da una maschera senese del 1711 che voleva raffigura l’ottuso benpensante. Opera assai rara a trovarsi completa di tutti i numeri. Le tipografie che pubblicarono il giornale, uscito dal 1 settembre del 1848 al 2 luglio del 1849, cambiarono più volte durante i mesi di uscitadsc_0495_clipped_rev_1 passando da Natali a Pallade e da Bertinelli a Pierra. Il Don Pirlone è passato alla storia in quanto fu il primo giornale che attaccò senza remore e con uno stile satirico estremamente graffiante il governo pontificio e numerosi suoi alti funzionari. In modo particolare, dopo la fuga del pontefice da Roma, allo scoppio dei moti rivoluzionari, il Don Pirlone contribuì ad attizzare il clima politico romano. L’opera presenta in ogni numero un grande disegno satirico a piena pagina realizzato dal celebre pittore, disegnatore, incisore, litografo, illustratore e caricaturista italiano nato ad Aviano nel 1813, Antonio Musatti. Il giornale nacque nel 1848 ad dsc_0497_clipped_rev_1opera dei liberali dell’Epoca che ne andarono a costituire il gruppo redazionale. Tra essi quello che ne divenne il direttore, Michelangelo Pinto. La fama del giornale fu tale che all’epoca del suo maggior successo arrivò a toccare i 1.200 abbonamenti, numero altissimo per un giornale cittadino dell’epoca anche se nel Don Pirlone non mancano numerosi articoli inerenti a fatti di interesse italiano. Gli articoli in esso contenuti, come anche il nome dell’autore delle vignette rimasero a lungo anonimi. Il giornale, si ritiene oggi, ebbe un ruolo fondamentale d’ispirazione per la maggior parte dei giornali risorgimentali. Già dopo i primi numeri il giornale attirò l’attenzione del ministro degli interni Pellegrino Rossi, che tentò più volte di farlo chiudere tramite l’intervento del Consiglio di censura. La sua uscita si concluse nel 1849 con la fine della breve ma intensa esperienza della “Repubblica Romana” dopo averne anticipato l’avvento ed averne accompagnato la nascita e lo sviluppo. Bibl. Rif.: Molinari, La Stampa periodica romana dell’Ottocento, I, pp. 317-18.dsc_0498_clipped_rev_1

800 euro

62. MEMORIE RUSSIA LINGUA RUSSA RIVOLUZIONE RUSSA RUSSIA BIANCA PRIME EDIZIONI FIRST EDITION SCRITTRICI RUSSE

IMG_5119_clipped_rev_1   IMG_5118_clipped_rev_1ЛАППО-ДАНИЛЕВСКАЯ, Надежда Александровна (Lappo-Danlevskaya Nadezhda Aleksandrovna)

Развал: 1916-17 г. (Il crollo:1916-1917).

Берлин (Brlino), Глагол (Glagal), 1921

In 8° (19,8×13 cm); (8), 398, (2) pp. Legatura coeva in mezza tela con piatti foderati con carta marmorizzata. Alla seconda carta applicato un ritratto fotografico dell’autrice. Prima non comune edizione di queste celebri memorie della nota scrittrice russa, Nadezhda Aleksandrovna Lappo-Danilevsky (nato nel 1874, Kiev, Impero russo – deceduto il 17 marzo 1951, Charolles, Dipartimento di Saône-et-Loire, Francia) nel quale la scrittrice rivive gli avvenimenti del 1916-1917 che visse in prima persona come testimone della Rivoluzione Russa fra gli esponenti della Russia Bianca. Nata in una famiglia militare, diplomata all’Istituto elisabettiano di San Pietroburgo, viaggiò in Europa e visse in Italia, dove fece il suo debutto come cantante nel teatro lirico della Scala di Milano. Nel 1898 Nadezhda sposò Sergei Sergeyevich Lappo-Danilevsky, il fratello minore dello storico Alexander Lappo-Danilevsky. Allo scoppio dei moti nel 1917 Nadezhda tentò senza successo di attraversare ilIMG_5117_clipped_rev_1 confine con la Finlandia ma fu arrestata e tenuta nelle carceri della Cheka di Pietrogrado. Solo nel 1920 con i suoi figli riuscì a fuggire in Lettonia. Visse i primi anni dell’esilio, prima a Varsavia e poi a Berlino, dove appunto pubblicò queste sue celebri memorie. Nel 1923 è a Roma dove venne ricevuta in udienza da papa Pio XI. Nel 1924 si trasferisce a Parigi dove si stabilisce buona parte della nobiltà russa scampata alla rivoluzione. Qui prende parte ai circoli letterari russi e si converte al cattolicesimo dall’ortodossia russa. Fu tra i fondatori e membri più attivi della parrocchia della Santissima Trinità a Parigi e partecipò a diversi progetti pastorali di benefici, pubblicando vari articoli nell’edizione parrocchiale di “La nostra parrocchia”. La sua attività letteraria composta da diversi romanzi IMG_5120_clipped_rev_1di grande successo, incominciò nel 1911 quando pubblicò la prima poesia “Quando l’oscurità della notte … cadrà” che incontrò il favore della critica e del pubblico. Fino agli anni 30’ la Lappo-Danlevskaya fu uno degli autori più letti in Russia nonostante l’ostracismo rivolto verso la sua opera da parte delle autorità comuniste. In quest’opera qui presentata l’autrice ripercorre i fatti che portarono alla Rivoluzione Russa ed i giorni stessi dei moti rivoluzionari, attraverso l’occhio di un testimone oculare, vicino alle posizioni “bianche”. L’autrice iniziò a lavorare a quest’opera (almeno in forma no scritta) già durante il periodo di prigionia a Pietrogrado, tanto che giunta a Berlino il manoscritto dell’opera era già quasi pronto. L’autrice è celebre anche per un romanzo scritto nel 1914 “Il Maestro Russo”, nel quale sullo sfondo del dramma familiare rappresentato, con incredibile intuito da parte della scrittrice, spicca la figura di uno dei personaggi principali, l’analfabeta prete di campagna che molti accostarono, poi, alla figura di Grigori Rasputin. Prima rara edizione, in buone condizioni di conservazione. First edition, good copy.

140 euro

63. MEDICINA EPIDEMIOLOGIA VACCINAZIONI VAIOLO RUVO MEDICINA RUVO DI PUGLIA PRIME EDIZIONI MEDICINE VACCINATION PROFILASSI

 DSC_0572_clipped_rev_1DSC_0574_clipped_rev_1

DSC_0573_clipped_rev_1Cotugno Domenico,

Dominici Cotunnii Regii Anat. prof. de Variolarum Syntagma,

Neapoli, apud fratres Simonios, 1769

In 8° (19,7×13,2 cm); 208 pp. e una c. di tav. Legatura in cartoncino molle di recupero con titolo impresso su fascetta al dorso. Antiche firme di appartenenza settecentesche al frontespizio che identificano l’esemplare come appartenuto al medico e fisico “Laurentino Ciglia”. Frontespizio in rosso e nero con fregio xilografico. Qualche macchiolina di foxing nel margine esterno di alcune pagine, un piccolo antico rinforzo al margine interno della 5 carta, ininfluente. Un leggerissimo alone, quasi impercettibile, nelle ultime 5 carte e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima assai rara edizione, stampata a Napoli, di questo importantissimo testo del grande medico originario di Ruvo di Puglia (Bari), Domenico Cotugno. In questa celeberrima opera, Cotugno, 29  anni prima della scoperta di Jenner che cambierà il mondo della medicina, sulla base di dirette e numerosissime osservazioni cerca di analizzare la natura del vaiolo arrivando a considerare le lesioni da esso provocate, solo esterne e non anche viscerali. “Egli sosteneva che la sede fosse la cute esposta all’aria e che vi fosse la necessità di trovare rimedi specifici, rigettando per esempio la curaDSC_0575_clipped_rev_1 tradizionale dei bagni caldi. Descrisse la storia di persone di diverse condizioni sociali con il linguaggio oggettivo della scienza ma senza perdere di vista il lato umano dei malati. La parte più importante è il sostegno all’inoculazione che lo avrebbe portato, in seguito, ad appoggiare la vaccinazione jenneriana”. L’opera ebbe grande successo e numerose riedizioni. L’autore, celebre medico, anatomista e chirurgo fu uomo di ampi interessi culturali. Fu anche uno dei medici più celebri e geniali del suo tempo ed operò principalmente a Napoli anche se fu socio di numerosissime accademie estere. “Domenico Cotugno fu protagonista di importanti scoperte neurologiche, grazie a un’intensa attività clinica e anatomica, e fin dall’inizio mostrò i suoi interessi per l’anatomia sottile, cioè la ricerca dei piccoli e nascosti meccanismi che compongono il nostro organismo. In tutte le sue indagini egli seguì il metodo indicato nella sua prima opera: mostrare la natura delle cose così come gli era apparsa non una o due volte, ma centinaia di volte, nell’esame dei cadaveri”. Scrisse su svariati argomenti e fu un fine pensatore. “Secondo Benedetto Croce, Cotugno potrebbe essere stato il vero autore del celebre trattato Delle virtù e dei premi (il secondo del suo genere dopo Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria) che, uscito anonimo nel 1766, fu ristampato l’anno seguente, anche in francese, recando come autore il giurista aquilano Giacinto Dragonetti e a questi sempre attribuito”. Il Garrison-Morton, 1382, scrive che Cotugno “was the first to describe the fluid surrounding the spinal cord and to suggest that it was in continuity with the ventricular and cerebral subarachnoid fluids. However, his concept of the cerebral and spinal fluid, which is the beginning of its modern physiology, remained in obscurity until rediscovery by Magendie some 60 years later”. Rara prima edizione. A good copy. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\027755.

700 euro

64. MEDICINA CREMONA EPIDEMIOLOGIA PRIME EDIZIONI

 DSC_0565_clipped_rev_1DSC_0567_clipped_rev_1DSC_0566_clipped_rev_1

DSC_0564_clipped_rev_1Valcarenghi Paolo,

Pauli Valcarenghi, Physici Collegiati Cremonae, Ferrariae, Brixiae, & Venetiarum … distincte aggregati, Serenissimo Duci Mutinae a Consiliis Medicis &c. De praecipuis febribus specimen praticum ad Vincentium Filium Philosophie, & Medicinae Doctorem.

Cremonae, Apud Petrum Ricchini, 1761

In 4° (26×18 cm); XX, 298, (2) pp. Bella legatura coeva in piena pelle. Dorso abilmente sostituito DSC_0563_clipped_rev_1agli inizi del novecento in stile settecentesco, a 5 nervi con titolo e ricchi fregi in oro. Piatti in pelle spruzzata. Tagli goffrati in oro. Esemplare stampato su carta forte di ottima qualità. Piatti interni foderati con bella carta di Varese. Esemplari ad ampissimi margini. Ottimo stato di conservazione. Prima, non comune edizione, di questo scritto del celebre medico cremonese, Paolo Valcarenghi. L’autore fu professore di Medicina Pratica nell’Università di Pavia e aggregato al Collegio dei Medici di Milano. A Cremona collaborò anche con il vescovo Alessandro Litta nell’analisi di alcuni casi di esorcismo e possessione demoniaca. Pubblicò anche un celebre studio dedicato alle epidemie che colpirono il territorio cremonese nella prima metà del settecento. In quest’opera l’autore analizza vari tipi di febbri, il loro decorso e origine e le varie possibilità di cura. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\031999.

200 euro

65. ALMANACCHI CALENDARI BIBLIOGRAFIA SATIRA PROFEZIE CALENDRIER ALMANACHS

DSC_0635_clipped_rev_1 DSC_0637_clipped_rev_1DSC_0629_clipped_rev_1DSC_0634_clipped_rev_1

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DSC_0636_clipped_rev_1 

DSC_0627_clipped_rev_1Champier Victor,

Les Anciens Almanachs Illustres, Histoire du Calendrier depuis les temps anciens jusqu’a nos jours, ouvrage accompagné de 50 planches hors texte en noir et en couleur. Reproduisant les principaux Almanachs illustres au graves par Leonard Gualtier, Crispin de Passe, Abraham Bosse, De Larmessin, Lepautre, Cl. Audran, Gravelot, Cochin, Queverdo, Dorgez, Debucourt, Deveria, etc. etc.

Paris, Bibliotheque des Deuz Mondes, L. Frinzine et Cie, Editeurs, 1886 

In folio; (4), 136 pp. e 50 c. di tav. fuori testo. Astuccio editoriale in mezza tela blu con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Completo. Qualche lievissima arrossatura in due carte dovuta alla qualità della stessa e nel DSC_0631_clipped_rev_1complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora a fogli chiusi e nella sua versione di custodia originale. Prima  edizione in buone-ottime condizioni di conservazione, di questo importate e curioso studio del noto critico d’arte francese Victor Antoine Champier (3 ottobre 1851 – 1929), dedicato alla storia, iconografia e funzione dei calendari e degli almanacchi attraverso i secoli. L’opera presenta 50 bellissime tavole realizzate da alcuni dei più celebri illustratori del tempo quali Léonard Gautier, Crispin de Passe, Abraham Bosse, De Larmessin, Lepeautre, Cl. Audran, Gravelot, Cochin, Quévardo, Dorgez, Debucourt, Devéria, etc. L’opera presenta capitoli dedicati alle origini dei calendari con note sui calendari egizi, greci, romani, mussulmani e israelitici,ì; “Les almanaches ou Composts des Bergers”; gli almanacchi letterarim profetici, satirici, politici; “Catalogue des Principaux livres-almanachs illustres de 18685 a 1823” conn numerose note bibliografiche ed altro ancora. Opera curiosa e non comune.

240 euro

66. GIOCHI DI CARTE ARTE DELLA STAMPA STORIA DELL’ARTE PRIME EDIZIONI TIRATURA LIMITATA A 250 ESEMPLARI XILOGRAFIA QUATTROCENTO INCISORI DRESDA MAESTRO E. S. SPIELKARTEN TAROCCHI FIRST EDITION

DSC_0617_clipped_rev_1 DSC_0615_clipped_rev_1 DSC_0618_clipped_rev_1  DSC_0619_clipped_rev_1 DSC_0616_clipped_rev_1DSC_0614_clipped_rev_1Lehrs Max,

Die Spielkarten des Meisters E S 1466, in heliographischen nachbildungen mit erlauterndem text von Max Lehrs. Internationale Chalkographishe Gesellschaft Erste Ausserordentliche Publikation.

Berlin, Amsler & Ruthardt, 1891

In folio (39×28 cm); 20, (2), (2 b.) pp. e 13 c. di tav. Legatura editoriale in mezza tela con titolo ed immagine al piatto anteriore (una leggerissima brunitura al margine superiore). Un ritaglio all’angolo superiore della prima carta bianca in corrispondenza di una dedica “Dono dell’Autore” a togliere il nome del personaggio al quale Lehrs dedicò l’opera. Il taglio è stato fatto anticamente e lo si può, facilmente, constatare dal fatto che si è formata una lieve brunitura al frontespizio, di forma quadrata, in corrispondenza dell’asportazione della carta. Esemplare per il resto in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione (una seconda edizione uscì nel 1892), assai rara, di 250 esemplari numerati. Il nostro esemplare è uno degli esemplari di presentazione tirato fuori dalla numerazione come ben attesta la scritta a stampa in rosso che si trova alDSC_0612_clipped_rev_1 posto del numero dell’esemplare “Widmungs-Exemplar.”.  Le 13 tavole che contengono le 45 carte, sono finemente incise con una bella e precisa battitura e ogni tavola è protetta da velina. Max Lehrs (24 giugno 1855 Berlino – 12 Novembre 1938, Dresda) è stato uno dei critici d’arte tedeschi più apprezzato della fine del XIX° secolo. Dopo esser stato nel commercio dei libri e delle opere d’arte prima e direttore del Museo della Slesia di Breslavia, poi, fu a lungo direttore della Dresden Kupferstichskabinett (dal 1896 al 1904 un a prima volta e poi dal 1908 al 1924). Fu uno dei primi a capire l’importanza delle riproduzioni fotografiche per la storia dell’arte ma anche come forma di espressione artistica, tanto da instituire un dipartimento di fotografia artistica. Fu anche un appassionato di danza alla visone della quale venne introdotto da Hugo Erfurth. E’ noto, in modo particolare, per la sua grande conoscenza degli incisori tedeschi ed olandesi del 400’ ai quali dedicò alcune importanti opere tanto che ancora oggi, i suoi lavori sono fra le più citate fonti bibliografiche su questi autori. Nonostante la cecità  DSC_0613_clipped_rev_1che lo colpì ad un certo punto della sua vita, poté portare avanti la compilazione di altri studi grazie alla sua memoria prodigiosa e all’aiuto della figlia. L’opera qui presentata è uno dei più celebri studi critici delle celebri carte da gioco del celebre orafo ed incisore del tardo gotico tedesco, conosciuto ancora oggi solo con le sue iniziali, il Maestro E. S. (circa 1420 – circa 1468), considerato una delle personalità artistiche più importanti nell’incisione a bulino della metà del XV secolo in Germania. I suoi celebri giochi di carte, probabilmente influenzati da quello che oggi è conosciuto con il nome di Maestro delle Carte da Gioco, da Rogier van der Weyden e Konrad Witz, sono uno degli esempi più elevati di giochi di carte quattrocenteschi giunti fino a noi ed è uno dei primi esempi, di utilizzo della tecnica xilografica (molto costosa all’epoca) per opere in tirature di opere in copie più consistenti. Opera rarissima. Rif. Bibl.: OCLC Number 6751904.

600 euro

67. ECONOMIA COMMERCIO ECONOMY PRIME EDIZIONI CODICE COMMERCIO NAPOLEONICO RIVOLUZIONE FRANCESE DOTTRINE COMMERCIALI ED ECONOMICHE

 DSC_0593_clipped_rev_1

DSC_0591_clipped_rev_1 (1)Michel Regnaud de Saint-Jean-d’Angely,

Dei motivi del codice di commercio ovvero Discorsi pronunciati al corpo legislativo di Francia dagli oratori del Consiglio di stato, e del Tribunato intorno al progetto della nuova legislazione commerciale. Traduzione italiana

Milano, Dalla Tipografia di Francesco Sonzogno di Gio. Batt. Stampatore e Librajo, 1809DSC_0592_clipped_rev_1

In 8° (19,5×12 cm); (4), 326, (2) pp. Bella legatura coeva in mezza pelle verde scuro con titolo in oro su fascetta in pelle rossa e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche lieve macchiolina di foxing, qualche brunitura ed un leggero alone al margine basso delle ultime tre carte, leggero. Nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione italiana delle celebri 17 “Discorsi” pronunciati da diversi oratori, dal dal 29 agosto al 15 sett. 1807 davanti al Corpo Legislativo di Francia. Nei discorsi, gli oratori, descrivono ed analizzano le ragioni del Nuovo Codice di Commercio napoleonico. Regnaud che sintetizza le diverse posizioni arriva a dimostrare come il codice di commercio, progettato in Francia fin dal 1802 e emanato nel 1807, sia un codice estremamente  progressista che contiene una visione mondiale del commercio, con un’idea dello stesso che va ben oltre ogni altro codice commerciale emanato in qualsiasi nazione fino a quel momento. Il figlio del Conte Michel Regnaud de Saint-Jean-d’Angely fu un alto ufficiale di Napoleone che lo seguì anche all’Isola d’Elba. Anche per questo il Conte subì le conseguenze della restaurazione. Prima edizione non comune, in bella legatura.

400 euro

68. ASTRONOMIA MATEMATICA CALCOLI ASTRONIMOCI FISICA ASTROLOGIA PARMA BODONIANA BODONI PRIME EDIZIONI VERONA

 Senza titolo-3Senza titolo-2Cossali Pietro,

Effemeride Astronomica ad uso comune per l’anno M.DCC. XCII calcolata da D. Pietro Cossali C. R. Professore di Astronomia, Meteorologia, e Idraulica nella R. Univers. Di Parma.

Parma, Dalla Stamperia Reale (Bodoni), (1791)

In 8° (20,5×14 cm); 24, (36) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1792. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi ann i dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Łocke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l’equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche Senza titolo-4. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al  matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue “ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l’anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d’astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l’eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull’eclissi dell’11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell’osservatorio di Brera, e per l’istallazione d’un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l’intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s’impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia dSenza titolo-1ucale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l’indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull’orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. “(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1792 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PARE\068657.

300 euro

69. ASTRONOMIA MATEMATICA CALCOLI ASTRONIMOCI FISICA ASTROLOGIA PARMA BODONIANA BODONI PRIME EDIZIONI VERONA

 Senza titolo-8  Senza titolo-9Senza titolo-6Cossali Pietro,

Effemeride Astronomica ad uso comune per l’anno M.DCC. XCIV calcolata da D. Pietro Cossali C. R. Professore di Astronomia, Meteorologia, e Idraulica nella R. Univers. Di Parma e ascritto ad illustri Accademie di Belle Lettere, Socio delle Reali di Scienze, Belle Lettere e Belle Arti di Mantova e di Napoli, dell’Istituto di Bologna e della Società Italiana

Parma, Dalla Stamperia Reale (Bodoni), (1793)

In 8° (20,5×14 cm); 20, (36) pp. e una carta di tav. astronomica più volte ripiegata. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1794. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Łocke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a VeronaSenza titolo-5 dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l’equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue “ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l’anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d’astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l’eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull’eclissi dell’11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell’osservatorio di Brera, e per l’istallazione d’un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l’intento, a pubblicare. […]A PSenza titolo-7arma il C. s’impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l’indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull’orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. “(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1794 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\119236.

340 euro

70. EQUITAZIONE IPPOLOGIA VETERINARIA CAVALLI ALLEVAMENTO CAVALLI COMMERCIO

 Senza titolo-58 Senza titolo-59Senza titolo-57Garzoni Mario,

L’arte di ben conoscere e distinguere le qualità de cavalli, d’introdurre, e conservare una razza nobile, e di risanare il cavallo da’ mali a’ quali soggiace, studiata da Martino Garzoni senatore veneto, Sesta impressione con l’aggiunta del libro quarto, che tratta di molti medicamenti interni, ed esterni.

In Venezia, appresso Domenico Pompeati, 1774

In 8° (24×18,5 cm); (8), 64, (2), 65-126 pp. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Qualche lieve brunitura in poche pagine e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Esemplare ancora in barbe. Edizione non comune, due soli esemplari censiti in ICCU, di una delle più celebri opere italiane dedicate ai cavalli ed al loro acquisto. Pubblicata una prima volta nel 1692 il volume ebbe uno Senza titolo-55straordinario successo tanto da venire ristampata più volte nel corso del settecento. Questa sesta edizione contiene l’aggiunta del quarto libro, oltre i tre già presenti nelle edizioni precedenti, dedicato ai medicamenti interni ed esterni del cavallo assente in alcune edizioni. Garzoni, nato in una nobile famiglia veneziana originaria di Ponte San Polo, ebbe l’intuizione di mettere per iscritto le sue numerose conoscenze pratiche ottenute durante la sua vita a contatto con i cavalli ed il commercio degli stessi. Il volume contiene così numerose note medico-veterinarie, un’approfondita descrizione anatomica e fisiologica degli equini, ma anche tante informazioni utili sulle razze e su cosa guardare al moment dell’acquisto di un cavallo. Il volume presenta alcune tavole ad interesse equino a piena pagina. Rif. Bibl.: Blake, 167; Graesse, III, 32; Wells, 2731; Morazzoni, p. 233.

290 euro

71. INDICE DEI LIBRI PROIBITI INDEX LIBRORUM PROHIBITORUM CENSURA INQUISIZIONE LEGATURA APPENDICE ALL’INDICE

Senza titolo-189   Senza titolo-190Congregazione dell’Indice,

Index librorum prohibitorum Sanctissimi Domini Nostri Pii Septimi Pontificis Maximi jussu editus . Unito a: Appendices Librorum Prohibitorum.

Romae, ex typogra phia Rev. Camerae Apostolicae, 1819; Romae et Bononiae, Ex Typographia Archiepiscopali, 1828

In 8°; due opere in un volume: (2), XLIV, 351, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta, IV, 44 pp. Tagli gialli. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Legatura coeva in piena pelle nera con dorso a 5 nervi con filetti e titolo in oro ai tasselli. Fine incisione all’antiporta con la celebre scena animata della messa al rogo dei volumi proibiti. Al frontespizio grande stemma araldico di Pio VII al secolo Barnaba Niccolò Maria Luigi (in religione Gregorio) Chiaramonti (Cesena, 14 agosto 1742 – Roma, 20 agosto 1823), che appartenete all’ordine benedettino, fu il 251º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dall’anno 1800 alla morte e governò durante i difficili anni della Rivoluzione Francese finendo anche per essere per cinque Senza titolo-188anni prigioniero di Napoleone. Antico timbretto di proprietà privata al frontespizio che attesta l’appartenenza del volume, prima all’avvocato Alfonso Magiera, membro dell’antica famiglia ebrea di origini polacche dei Magiera. L’Indice dei libri proibiti (in latino Index librorum prohibitorum) fu un elen co di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica, creato nel 1559 da papa Paolo IV. L’elenco fu tenuto aggiornato fino alla metà del XX secolo e fu soppresso dalla Congregazione per la dottrina della fede il 4 febbraio del 1966. Dal 1571 al 1917 il compito della compilazione del catalogo dei libri proibiti fu di competenza della Congregazione dell’Indice”. Ad ogni uscita alcuni libri venivano aggiunti all’elenco ed altri tolti tornando ad essere leciti. All’ inizio viene esposta la serie di regole da osservare per la censura o la proibizione dei libri, segue l’elenco dei libri proibiti ed in fine la serie dei decreti e censure aggiuntive per libri editi dal 1812 al 1819. In questo volume è presente anche la rara integrazione all’Indice del 1828. Questa edizione è celebre per ché al suo interno viene condannata la traduzione della Bibbia in italiano compresa la recente (1776) e riuscitissima traduzione di monsignor Antonio Martini, arcivescovo di Firenze. Non comune completo de ll’appendice del 1828 in prima edizione.Senza titolo-191

140 euro

72. SATIRA POLITICA PRIMA GUERRA MONDIALE ILLUSTRATORI CATURICATURISTI CARICATURE SOCIALISMO

 Senza titolo-33 Senza titolo-34 Senza titolo-35 Senza titolo-36Senza titolo-31Galantara Gabriele,

La Guerra dell’Asino, Strenna,

Roma, Editrice Società Periodici, s. data (ma 1916)

In 8° (17,8×12 cm); 60, 30, (2) pp. Brossura editoriale illustrata, illustrazione a colori anche al piatto posteriore. Antica firma di appartenenza privata in matita rossa appena accenata al margine alto del frontespizio. In barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Stampato su carta forte di ottima qualità. Alcune delle vignette a colori, con coloritura a mano. Prima edizione di questa rarissima strenna satirica della celeberrima rivista “L’Asino”. Testo in italiano con numerosissime illustrazioni del celebre editore, cofondatore del giornale “L’Asino”  (insieme Guido Poderecca), Gabriele Galantara e di altri vari autori. Gli scritti sono opera di diverse persone. Galantara fu un celebre illustratore di profonde convinzioni socialiste. “Nel 1911 la guerra italo-turca fu la causa di un grave dissidio con Podrecca, che nel 1909 era stato eletto deputato nelle liste del PSI e si era schierato a favore dell’impresa coloniale, mentre Galantara espresse posizioni anticolonialiste. Il giornale riuscì a dare spazio a entrambe le posizioni, ma senza dubbio le grandi vignette a colori contro la guerra risultavano più efficaci degli articoli di Podrecca, che nel 1912 venne espulso dal Partito Socialista Italiano, assieme alSenza titolo-32 fondatore dell’Avanti! Leonida Bissolati e ad Ivanoe Bonomi. Gabriele Galantara, “Il grido di … domani: Abbasso la guerra!”, copertina de L’Asino del 9 agosto 1914, basata sul concetto: “questa è l’ultima guerra”. Nonostante l’intento della vignetta fosse pro-intervento, essa è divenuta nel tempo un’immagine pacifista edantimilitarista. I contrasti tra i due furono in parte superati quando, alla vigilia della prima guerra mondiale, entrambi si ritrovarono d’accordo sulla linea interventista espressa da Bissolati. Il cambiamento di rotta di Galantara trovava una spiegazione nella simpatia che egli nutriva per la Francia democratica e nell’avversione nei confronti degli Imperi  centrali, e in particolare dell’Austria, considerati i baluardi della reazione e del clericalismo. E perciò, pur avendo rotto con il Partito socialista, Galantara continuò a rivendicare la propria coerenza con i principî socialisti. Gabriele Galantara, copertina antiaustriaca de L’Asino del 6 giugno 1915. Diede il suo apporto alla causa interventista e alla propaganda di guerra con le caricature, divenute famose, di “Guglielmone” e di “Cecco Beppe” e predicando l’ostilità verso la “barbarie teutonica”. Le sue vignette vennero ripubblicate su altri giornali dei paesi dell’Intesa e furono esposte nel luglio 1916 alle “Leicester Galleries” di Londra, mentre altre vignette apparvero sul periodico parigino «L’Europe antiprussienne» e sul giornale di trincea «Signor sì».”. Prima rarissima edizione di questo libro incentrato sulla satira delle posizioni e della propaganda tedesca durante il 1916. Buono stato di conservazione. Ottimo stato di conservazione. Non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LO1\0319898.

180 euro

73. AVANGUARDIA FASCISMO OPERA BALILLA CAMPO DUX MUSSOLINI STARACE ILLUSTRATORI

 DSC_0779_clipped_rev_1DSC_0780_clipped_rev_1DSC_0778_clipped_rev_1Vincenzo Morello ed altri,

VII Campo Dux, Opera Balilla,

Milano, Pizzi & Pizzo, s. data (ma 1935 circa)

In folio grande (45×31,5 cm); (16) pp. Bellissima brossura editoriale illustrata fronte e retro. Qualche piccolo strappetto al margine esterno bianco, senza perdita di carta, di alcune pagine e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU. Decine di fotografie di grandi dimensioni che illustrano la vita e  gli avvenimenti del VII Campo Dux (come la visita di Starace, la visita di Mussolini, il discorso al Foro Italico ecc. ecc. Giornale propagandistico dell’ONB “Opera Nazionale Balilla per l’assistenza e per l’educazione fisica e morale della gioventù” organizzazione giovanile del Regno d’Italia, istituita nel 1926, durante il ventennio fascista, poi soppressa e confluita nella Gioventù italiana del DSC_0781_clipped_rev_1 (2)Littorio (GIL), a partire dal 1937. I “Campi Dux” erano dei raduni nazionali nei quali i migliori Balilla ed Avanguardisti venivano invitati per eseguire addestramenti paramilitari ed attività sportive. I Campi Dux si tennero dal 1929 al 1942 quando il mutare della situazione bellica ne sospese l’attività. I campi si tenevano sempre a Roma e rappresentavano una possibilità per i giovani di conoscere e visitare la capitale dell’Impero fascista. Molto curata la veste grafica della copertina stampata in bianco, giallo e nero su sfondo verde al piatti anteriore e obelisco bianco su campo verde, con scritta verde Mussolini al piatto posteriore. L’opera venen stampata da Pizzi & Pizzo per lo Tipografia del Popolo d’Italia. All’ultima carta sono presenti diverse vignette realizzate dal celebre scrittore, scenografo ed illustratore ternano, Mario Pompei (Terni, 1903 – Roma, 1958) che fu uno dei più raffinati interpreti del Decò e del Novecento italiano. collborò a “Il Balilla, Il Giornalino della Domenica, Novella, La Donna, Vita Femminile, Corriere dei Piccoli, Il Travaso e sulle riviste teatrali Le scimmie e lo specchio, Comoedia, Il Dramma, Scenario e Ridotto. Realizzò un centinaio di copertine e illustrò una quarantina di albi e libri per l’infanzia, una dozzina dei quali: Vento spavento e altre commedie, La piroga di Ki-vo, Un aquilone sui tetti, anche in veste di autore, che gli valsero numerosi riconoscimenti”. Molto raro.

170 euro

74. DURER INCISIONE TECNICHE INCISORIE XILOGRAFIA EX-LIBRIS CARSWELL MANOR

DSC_0773_clipped_rev_1DSC_0776_clipped_rev_1DSC_0772_clipped_rev_1    DSC_0775_clipped_rev_1DSC_0770_clipped_rev_1Düerer Albert (Albrecht),

La vie de la Sainte Vierge Marie. Reproduction, procede de P. W. Van de Weijer avec une Introduction de Ch. Ruelens conservateur a la Bibliotheque de Bruxelles.

Utrecht, P. W. Van de Weijer, s. data (ma 1875 circa)     

In 4° (35×28 cm); (12 di introduzione) pp., (40 stampate solo fronte come nell’edizione originale), (4) cc. Bella legatura coeva in mezza pergamena con titolo e autore su fascetta in pelle rossa al dorso e ricchissimi fregi in oro allo stesso. Doppio filetto in oro verticale ai piatti ed agli angoli degli DSC_0777_clipped_rev_1stessi. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Tagli rossi. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Ex-librs nobiliare applicato all’interno del piatto anteriore che identifica l’esemplare come appartenuto al noto architetto e avocato William Edward Graham Niven  (il padre dell’attore David Niven) di Carswell Manor (l’edificio è rappresentato anche nell’Ex-libris). Per esteso l’ex-libris riporta la dicitura “William Nive, F. S. A., A. R. E., of Carswell, Berks”. Magnifica edizione in fac-simile, identica all’originale, della celebre edizione di Norimberga del 1511 di una delle opere più famose di Albrecht Dürer (Norimberga, 21 maggio 1471 – Norimberga, 6 aprile 1528). L’opera si avvale di una dotta introduzione del noto archeologo e Conservatore dei manoscritti della Biblioteca Reale di Bruxelles, Charles Ruelens (1820-1890) che fu anche il cofondatore della “Revue d’histoire et d’archéologie”. Düerer DSC_0771_clipped_rev_1aveva iniziato a lavorare alla “Vita della Santa Vergine” ancor prima di aver completato il ciclo della “Passione” intorno al 1500. Sembra che già intorno al 1506 ne avesse realizzati 16 fogli anche se l’intera serie fu finita solo pochi mesi prima di dare l’opera alle stampe nel 1511. Uno dei fogli più celebri è quello con la rappresentazione della nascita di Maria Vergine ispirandosi nella realizzazione della tavola da una visita fatta, in Germania, ad una camera per puerpere. La tavola assume così una realismo del tutto particolare nell’opera di Düerer. Sant’Anna, madre della Vergine, giace, quasi dormiente, in un lussuoso letto a baldacchino posto alla fine della stanza mentre la neonata viene preparata per un bagno, in prima piano, nel margine basso destro della tavola. Il resto della scena rappresenta il classico “rinfresco del battesimo” con il quale le donne erano solite festeggiare e rifocillarsi dopo le fatiche e le tensioni del parto. Ogni tavola è intercalata da una narrazione in latino della vita di Maria. Celebre anche le tavole dell’Annunciazione e della Natività. Esemplare in bella legatura, dall’illustre provenienza ed in ottime condizioni di conservazione.DSC_0774_clipped_rev_1

120 euro

75. POESIA LETTERATURA RUSSA OMOSESSUALITA’ PRIME EDIZIONI SAN PIETROBURGO

  IMG_5115_clipped_rev_1Апухтин, А.Н. (Apukhtin Aleksej Nikolaevič),

Стихотворения А.Н. Апухтина. (Poesie)

СПб. (Spb San Pietroburgo), Тип. Ф.С. Сущинского (Tipografia F.S. Suschinsky), 1886.

In 8° (24×16 cm)¸(2)0, 217, (1), IV pp. Legatura coeva in piena pergamena rossa con piatti foderati con carta marmorizzata coeva rossa. Qualche piccola mancanza della carta marmorizzata. Al dorso titolo e autore impressi in oro e filetti impressi a secco. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione, di questa raccolta di poesie del celebre poeta russo, Aleksej Nikolaevič Apuchtin (Bolchov, 15 novembre 1840 – San Pietroburgo, 17 agosto 1893). Il poeta nacque in una famiglia nobile in ristrettezze economiche. Passò l’infanzia, principalmente, nella tenuta di famiglia di suo padre (Nikolai Fedorovich) nel villaggio di Pavlodar. Sua madre, Maria Andreevna Zhelyabuzhskaya (1821-1859), fu la sua prima insegnante e risvegliò in lui l’amore per la poesia. Per percezione del mondo è considerato un contiguo a Lermontov. Di inodle molto sospettosa, sensibile e vulnerabile, una volta conosciuto l’interlocutore mostrava la sua anima burlona ed era capace di argute e brillanti improvvisazioni. Nei salotti letterari dell’ottocento era cosa comune citare i suoi monologhi in poesia, leggere i suoi romanzi, declamare le sue composizioni paesaggistiche, le sue parodie, i suoi epigrammi e le sue improvvisazioni. Tale era la sua fama che alcune delle opere di Alexei Nikolaevich furono anche messe in musica da P. I. Ciajkovskij (“Le notti sono pazze”, “Regna il giorno”, ecc.) che conobbe e del quale divenne amico mentre frequentava la Scuola Imperiale di Giurisprudenza di San Pietroburgo (dove fra l’altro era considerato lo studente più dotato), e da A. S. Arensky (“Vaso rotto”). L’amicizia e con ogni probabilità una relazione con Ciajkovkij caratterizzarono gli anni seguenti della sua vita. Sempre durante i suoi anni di studi pietroburghesi, Apuchtin conobbe Ivan IMG_5114_clipped_rev_1Sergeevič Turgenev e Afanasij Afanas’evič Fet. Una volta finiti gli studi entrò in servizio presso il Ministero della Giustizia (nello stesso dipartimento di Ciajkovskij). Poco interessato alla carriera si dedicò più che altro alla composizione pubblicando le sue composizioni sulla rivista Sovremennik (nel numero n°9 sotto il titolo “Esquisses villageoises” comparvero i suoi primi componimenti di questo periodo) e a condurre una vita dissoluta, fatta di notevoli eccessi. Nel 1862, Apukhtin, Ciajkovskij e un certo numero di altri studiosi di legge furono protagonisti di un celebre scandalo omosessuale verificatosi al ristorante Shotan che li portò tutti ad essere esiliati dai circoli più importanti cittadini. Nello stesso anno, anche per non prender parte alle dispute politiche e letterarie che infiammavano Pietroburgo, tornò nella sua amata provincia, stabilendosi nella tenuta di famiglia. Nel 1863 però, l’assegnazione dell’importante carica di funzionario del governatorato con incarichi speciali, lo portarono di nuovo a Pietroburgo dove entrò nei ranghi del Ministero degli Interni. Per esigenze di servizio, in questi anni viaggiò spesso all’estero. Dal 1862 in poi non pubblicò nulla e sembrò anche aver abbandonato l’attività letteraria ma in realtà, il poeta continuò a comporre. Nel 1884 uscirono alcuni suoi poemi che gli dettero nuova fama ma è solo con questa raccolta del 1886 che arrivò il successo. Oltre a Čajkovskij, sue opere vennero messe in musica da Sergej Vasil’evič Rachmaninov e da altri celebri compositori. Dopo la sua morte vennero pubblicati altri suoi scritti fra i quali, “L’archivio della contessa” del 1890, “Il diario di Pavlik Dol’skij” del 1891 e “Fra la morte e la vita del 1892”. Prima edizione non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. First edition, good copy.IMG_5116_clipped_rev_1

200 euro

76. PARIGI PARIS COMUNE DI PARIGI ROVINE RIVOLUZONI 1871 MOTI INSURREZZIONALI POPOLARI SOCIALISTI SOCIALISMO COMMUNARDS

 Senza titolo-173Senza titolo-178Senza titolo-177Senza titolo-176 Senza titolo-174Senza titolo-193De La Tramblais, Badoureau,

Les Desasters de Paris en 1871,

Paris, De La Tramblais, s. data (ma 1871).

In oblungo (21×18 cm); 26 c. di tav. Esiste anche una tiratura successiva con un frontespizio ma rilegata in tela rossa e con le tavole non numerate. Legatura editoriale in tela verde con titolo impresso in oro al piatto anteriore, scolorito, entro doppia cornice a secco. All’interno in ottime condizioni di conservazione. Le tavole furono disegnate ed edite da De La Tramblais ed impresse da Badoureau. Tutte le tavole sono in magnifica e fine coloritura coeva e illustrano gli effetti dell’insurrezione popolare del 1871 su diversi edifici di Parigi. Ogni tavola presenta una numerazione nel margine alto destro da 1 a 26. Una descrizione bilingue in francese ed inglese titola, nel margine basso sotto l’incisione. Fra gli editori: Hotel de Ville, Il Palais de Tuileries, Palais Royale, Ministere des Finances, Palais de Justice, Prefecture de Police, Palais de la Legion d’Honneur, Incendi edu Palais du Conseil d’Etat, Caisse des Depots & Consignations, Theatre  de la Porte St. Martin, Chute de la Colonne Vendome, l’Arsenal, Greniers d’Abondance, Place d el La Bastille et R. de la Roquette, Rue Royale, Interieur du Theatre Lyrique, Entrepot de la Villette, Rue de Lille, Magasins de Nouveautes, Inhumation Provisoire das le Square de la Tours St. Jacques, Carrefour de la Croix Rouge, Incendie de St. Eustache, Place de la  Concorde. Tutte le scene rappresentate in Les Désastres, provengono dagli ultimi e disperati “May Days” della Comune, Senza titolo-179quando molti dei grandi monumenti di Parigi furono incendiati. Lo stampatore Badoureau si stabilì in rue Sainte-Isaure nel 18° distretto, chge era convenientemente situato a nord della Senna e nel cuore della battaglia. Il fatto che l’artista Edouard de La Tramblais scelse di rendere gli edifici più famosi (il Palazzo di giustizia, la Place de la Bastille e Place de la Concorde, ad esempio) e che le didascalie furono ideate sia in francese che in inglese suggeriscono che questo lavoro era stato ideato, fin dall’inizio, come un souvenir di guerra. L’immagine più famosa ritratta è sicuramente, la distruzione e il successivo crollo della colonna Vendome. Come simbolo dell’odiata Seconda Repubblica, la colonna fu uno dei primi bersagli della Comune. Dopo lo schiacciamento della rivolta fu ricostruita e divenne un simbolo della follia dei Communards. “La Comune di Parigi è il governo socialista che diresse Parigi dal 18 marzo al 28 maggio 1871. A seguito delle sconfitte militari della Francia contro la Prussia, il 4 settembre 1870 la popolazione di Parigi impose la proclamazione della Repubblica, contando di ottenere riforme sociali e la prosecuzione della guerra. Quando il governo provvisorio deluse le sue aspettative e l’Assemblea nazionale, eletta l’8 febbraio 1871, impose la pace e minacciò il ritorno della monarchia, il 18 marzo 1871 Parigi insorse cacciando il governo Thiers che aveva tentato di disarmare la città, e il 26 marzo elesse d Senza titolo-175irettamente il governo cittadino, sopprimendo l’istituto parlamentare. La Comune, che adottò a proprio simbolo la bandiera rossa, eliminò l’esercito permanente e armò i cittadini, stabilì l’istruzione laica e gratuita, rese elettivi i magistrati, retribuì i funzionari pubblici e i membri del Consiglio della Comune con salari prossimi a quelli operai, favorì le associazioni dei lavoratori ed iniziò il massacro degli oppositori, quali i cittadini fedeli al Governo legittimo e i religiosi. L’opera della Comune fu interrotta dalla reazione del Governo e dell’Assemblea Nazionale, stabiliti a Versailles. Iniziati i combattimenti nei primi giorni di aprile, l’esercito comandato da Mac-Mahon pose fine all’esperienza della Comune entrando a Parigi il 21 maggio e massacrando in una settimana almeno 20.000 parigini compromessi con la rivolta. Seguirono decine di migliaia di condanne e di deportazioni, mentre migliaia di parigini fuggirono all’estero”. Rara a reperirsi e ancor più raro, completo di tutte le sue parti. Rif. Bibl.: Musée Carnavalet, Histoire de Paris.

280 euro

77. USI COSTUMI STORIA DELLE RELIGIONI RELIGIONE EBRAICA MUSSULMANA INDIANI SCIAMANESIMO AMERICA TIBET CINA GIAPPONE LAPPONIA MASSONERIA MEDIO ORIENTE

Senza titolo-68Senza titolo-69 Senza titolo-42Senza titolo-41Senza titolo-43Senza titolo-48Senza titolo-47Senza titolo-46Senza titolo-45Senza titolo-44Senza titolo-50Senza titolo-51 Senza titolo-57   Senza titolo-54  Senza titolo-59  Senza titolo-58Bernard Jean-Frédéric et Picart Bernard,

Histoire des religions et des moeurs de tous les peuples du monde. avec 600 gravures, représentant toutes les cérémonies et coutumes religieuses, dessinées et gravées par le célèbre B. Picart. Publiées en Hollande par J.-Fr. Bernard. Augmentée de l’Histoire des Religions des derniers Peuples découverts depuis cinquante ans; des Cérémonies de certaines Messes et Processions singulières; des Convulsionnaires; de l’Histoire de l’Inquisition; de la Superstition; des Sorciers; des Enchantements; de l’Apparition des Esprits; de la Baguette Divinatoire; de la Fête des Fous; des Saturnales; des Sectes Religieuses; des Evenemens survenus dans le Clergé et l’Eglise Catholique en France depuis, 1789; de l’Origina, de l’Utilité et des Abus de la Franc-Maçonnerie, etc…etc…etc…avec 30 planches nouvelles. (VI volumi in 7 tomi). (Completo).

Paris, De L’Iprimerie de A. Belin, Rue des Mathurins S. – J., 1816 – 1819

In 4° grande (26,9×19,3 cm); VI volumi in 7 tomi: 211, (1), IV pp. e 124 c. di tav. molte più volte ripiegateSenza titolo-70, (4), 169, (3) pp. e 59 c. di tav. fuori  testo delle quali varie più volte ripiegate, (4), 157, (9, delle quali le ultime sei bianche) pp. e 26 c. di tav. fuori  testo delle quali varie più volte ripiegate, 238, (6 b.) pp. e 54 c. di tav. molte più volte ripiegate, 304, VII, (7 b.) pp. e 93 c. di tav. delle quali varie più volte ripiegate, 240 pp., 60 c. di tav. delle quali varie più volte ripiegate. 415 tavole fuori testo con più di 600 immagini. L’opera vede esemplari con un numero di stampe diverso che vanno da 335 a 428. Legature coeve in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Gli ultimi due volume, usciti nel 1819 che assieme costituiscono il tomo VI, presentano una legatura in mezza pelle scura. Qualche strofinatura, qualche leggero difetto ma nel complesso in buone condizioni di conservazione. All’interno, un alone al margine basso delle ultime 11 carte che lede la consistenza della carta nelle ultime sei pagine, abilmente restaurate ma che nelle ultime due carte, contenenti le “Table des matiers et des gravures” ha provocato la perdita di alcune parole. 6 carte con uno lieve strappo ma senza perdita di carte e a parte il difetto alla fine del primo volum Senza titolo-53e, esemplare in buone condizioni di conservazione. Le bellissime tavole sono stampate su carta di ottima qualità. L’autore delle incisioni (Paris 1673- Amsterdam 1733) , di scuola francese, dopo il suo trasferimento in Olanda, ne assimilò il gusto e lo spirito, diventando uno dei massimi rappresentanti dell’incisione olandese dell’epoca (v. Benezit). Tome 1 & 2: Peuples Idolatres. Tome 3: Des Grecs et des Protestants. Tome 4: Religion, moeurs et idolatries des Musulmans. Tome 5: Juifs, chretiens, catholiques et romains. Tome 6: Conformite des ceremonies. Fra le tavole si trovano immagini delle indie orientali, siam, manichei Pegu, Parsi, Tibet e religione buddista, Ceylon, Molucche, Giava, Tonchino, Cocincina, Cambogia, Cina, Giappone, Corea, Lapponia, Africa, America (baia di Hudson, Mississipi, Canada, Virginia, Florida), Caraibi, Messico, America centrale (precolombiani, Maya, Aztechi, con i paesi Messico, Nicaragua, Panama, Nuova Granada, Nuova Andalusia, Orinoco, Brasile, Perù, Inca), Mari del Sud, Tahiti, Società, Sandwich, Pasqua, N. Zelanda, Patagonia, Pelew, Kuci, Tipra, massoneria. Rif. Bibl.: abin 4933 note. Wolfsteig 33381. Flesch 163 note. Kloss 3800. This edition not in Hiler, Lipperheide, Lewine, Cohen-de-Ricci.

1.000 euro

78. LETTERATURA FRANCESE PRIME EDIZIONI ITALIANE MODERNISMO ESPRESSIONISMO

IMG_5103_clipped_rev_1Céline (Louis Ferdinand Auguste Destouches),

Viaggio al termine della notte. Romanzo. Traduzione dal francese di Alex Alexis

Milano, Edizioni Corbaccio, 31 Maggio 1933

In 8° (19×13,5 cm); (6), 494, (2) pp. Brossura editoriale, manca come in quasi tutti gli esemplari la sopraccoperta. Buono stato di conservazione, due piccolissimi strappetti ai margini della brossura senza perdita di carta e del tutto ininfluenti e per il resto senza particolari difetti da segnalare. Volume numero 31 della collezione Scrittori di tutto il mondo a cura di Gian Dauli. Traduzione dal francese di Alex Alexis, versione che rimase quella di riferimento in lingua italiana sino alla più recente traduzione di Ernesto Ferrero. Prima traduzione italiana del “Voyage au bout de la nuit” considerato il più importante romanzo del grande scrittore francese Louis-Ferdinand Céline, pseudonimo di Louis Ferdinand Auguste Destouches (Courbevoie, 27 maggio 1894 – Meudon, 1º luglio 1961) che fu fra i massimi esponenti dei movimenti letterari del “Modernismo” e dell’”Espressionismo”. L’opera qui presentata che ebbe un’enorme influenza sulla letteratura europea, è un viaggio cupo e nichilista all’interno della natura umana vista nelle sue miserie quotidiane. Sempre dissacrante e controcorrente fece delle sue posizioni estreme un vero e proprio cavallo di battaglia fino a scrivere pamphlet violentemente antisemiti e di dichiararsi a più riprese vicino alle potenze dell’asse. Nonostante le sue discutibili posizioni politiche fu fortemente recuperato dai grandi scrittori della Beat Generation che videro nel suo stile un loro antesignano. Charles Bukowski, ad esempio, lo definì “il più grande scrittore degli ultimi duemila anni”. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Cfr. Michel David, Sulla prima traduzione italiana del ” Voyage au bout de la nuit”, in Opera Aperta, nn. 8-9, aprile 1967.

60 euro

79. VIAGGI ESPLORAZIONI NEW NUOVA VOLTRI OCEANO PACIFICO BOTANICA ZOOLOGIA ORNITOLOGIA INDONESIA PAPUA FLORA FAUNA PRIME EDIZIONI

Senza titolo-199   Senza titolo-203 Senza titolo-202    Senza titolo-196D’Albertis Luigi Maria,

Alla Guinea: ciò che ho veduto e ciò che ho fatto di Luigi Maria d’Albertis Ufficiale dell’Ordine della Coro na d’Italia…,

Torino, Roma, Firenze, Fratelli B occa e Cia., 1880

In 8°; XVI, 588 pp. e 36 tavv. f.t. delle quali 4 bellissime a colori e una carta geogr. ripiegata, numerose ill. nel testo, per un totale di 70 illustrazioni fra ritratto dell’autore, cartina, illustrazioni nel testo e fuoritesto.Completo. Legatura coeva in mezza pelle rossa con titolo, filetti e nome dell’antico proprietario (antica famiglia nobiliare bolognese) al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. L egatura che presenta qualche strofinatura. Un piccolo strappetto alla carta più volte ripiegata senza perdita di carta ed ininfluente. Qualche minima macchiolina di  foxing alle prime 4 carte e a pagina 34 e 35 in corrispondenza di un’antica piega segnalibro all’angolo superiore esterno poi ricollocat a a posto, anche queste piccolissime e d ininfluenti e per il resto opera in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione di questo celebre testo considerato come uno dei primissimi dedicati alla Nuova Guinea. Luigi Senza titolo-198Maria d’Albertis (Voltri, 1841 – Sassari, 1901) fu un celebre esploratore, naturalista, botanico e filantropo italiano. Nato a Voltri, nella via ora intitolata a lui, da una famiglia benestante (il padre possedeva e dirigeva con i cugini un’industria laniera) ebbe tuttavia un’infanzia infelice. Rimasto orfano di padre quando ancora era in tenera età, fu affidato ad uno zio dalla madre che, risposatasi, si era dovuta trasferire a Napoli. Cugino di un altro celebre e sploratore genovese – Enric o Alberto d’Albertis – Luigi frequentò il collegio delle Mission i a Savona e si appassionò agli insegnamenti del missionario lazzarista e naturalista Armand David, famoso più tardo per aver fatto conoscere in Europa centinaia di animali provenienti dalla Cina. A diciannove anni si aggregò alla spedizione dei Mille nella marcia verso Palermo, e in seguito viaggiò in lungo e in largo per l’Europa. Si unì poi con entusiasmo al gruppo dei naturalisti genovesi capeggiati dal marchese Giacomo Doria, capo di un cenacolo di Senza titolo-197naturalisti genovesi, e imparò i rudimenti delle scienze naturali e della tassidermia, cioè dell’arte di impagliare gli animali necessaria per poter effettuare spedizioni naturalistiche. Partì quindi per la Nuova Guinea con il celebre botanico Odoardo  Beccari. La Nuova Guinea nell’Ottocento era ancora quasi completame nte inesplorata perché non presentava particolari interessi economici, essendo presumibilmente priva di risorse naturali, come oro e pietre preziose. Aveva poi un clima malsano e in più era abitata da tribù guerriere. L’interesse quindi era esclusivamente naturalistico, perché si pensava che fosse abitata da grandi animali. Infatti sulla costa erano state trovate tracce di escrementi tali da presupporre l’esistenza di animali di grosse dimensioni, come ad esempio il rinoceronte. Le sue conoscenze di storia naturale, che inizialmente erano da autodidatta, si approfondirono in segu ito, tanto da consentirgli di diventare un esperto zoologo, botanico e antropologo. Delle cinquecentocinque specie di uccelli da lui esaminate, ben  cinquanta erano prima d’allora sconosciute, per non parlare deg Senza titolo-200li insetti, dei serpenti e della piante. Nel 1876 d’Albertis ripartì con un’altra spedizione lungo il fiume Fly, su una piccola lancia chiamata Neva. Era accompagnat o da un giovane australiano, Lawrence Hargrave, con funzioni di macchinista. Hargrav e era famoso per aver costruito dei modellini di prototipi di aereo, tanto che gli stessi fratelli Wright si basarono sui suoi calcoli per la costruzione dei primi aerei effettivamente volanti. Tale personaggio si rivelò fondamenta le per il successo della spedizione: certamente era abilissimo ad aggiustare con mezzi di fortuna le frequenti rotture delle macchine o dello scafo. Però, essendo D’Albertis e Hargrave due uomini dalla personalità  prorompente, la coabitazione su una piccola barca li portò a gravi litigi e a incomprensioni che sfoc iarono in una vera guerra di reciproche calunnie. Prima edizione in buone-ottime. Senza titolo-201

450 euro

80. VIAGGI TRAVELS GRECIA TURCHIA LEVANTE LEVANT COSTANTINOPLI CRETA ISTANBUL GRECEE CICLADI GEORGIA ARMENIA

   Senza titolo-18Senza titolo-20Senza titolo-6Tournefort Joseph Pitton de,

Relation d’un voyage du Levant, … Contenant l’histoire ancienne & moderne du plusieurs isles de l’Archipel, de Constantinople, des cotes de la Mer Noire, de l’Armenie, de la Georgie, des frontieres de Perse & de l’Asie Mineur. Avec les plans des villes & des lieux considerables, le genie, les moeurs, le commerce … Enrichie de descriptions & de figures d’un grand nombre de plantes rares, de divers animaux… Tome premier (- troisieme). [Completo]

Lyon, Chez Anisson et Posuel, 1717

In 8° (19×12 cm); tre tomi: (22), 379, (3) pp. e 51 c. di tav. delle quali tre più volte ripiegate, (6), 448, (2) pp. e 40 c. di tav. delle quali due più volte ripiegate, (6), 404, (62) pp. e 62 c. di tav. delle quali una più Senza titolo-5volte ripiegata per un totale di 153 tavv. f.t., varie ripiegate e raffiguranti vedute, carte geografiche,  costumi ecc. Completo. Belle legature coeve in tutta pelle marmorizzata con dorso a 5 nervi. Titolo e ricchi fregi ai tasselli. Pecette di antica collocazione privata al margine basso dei dorsi. Piccoli difetti ai margini dei dorsi di due volumi. Tagli rossi. A pagina 3 del terzo volume un piccolissimo forellino dovuto ad un difetto della carta tocca due lettere. A differenza degli altri esemplari che si presentano fortemente bruniti e con notevole foxing a causa della qualità della carta lionese, l’esemplare qui presentato, ha solo una leggerissima brunitura ininfluente ed è praticamente scevro di bruniture, in buone-ottime condizioni di conservazione. Good cop. Edizione lionese, pubblicata lo stesso anno della prima francese, di questo celeberrimo viaggio in Levante, opera del grande botanico e viaggiatore  originario di Aix-en-Provence, Joseph Pitton de Tournefort. Il volume raccoglie le esperienze di viaggio dell’autore attraverso Grecia, Turchia, Armenia e Georgia passando per Creta e le Cicladi, Costantinopoli, la costa meridionale del Mar Nero, l’Armenia, la Georgia e rientrando poi dall’Asia Minore. Durante il viaggio, accompagnato dal botanico tedesco Andreas von Gundelsheimer (1668-1715), raccolse numerose specie di piante allora sconosciute. Destinato a diventare prete studiò presso i Gesuiti. Ma la morte di suo padre lo lasciò libero di seguire i suoi interessi personali, particolarmente nel campo della botanica alla quale si era appassionato fin da giovane. Si fece conoscere Senza titolo-19costruendo un erbario in Savoia e nel Delfinato (oggi proprietà del Museo nazionale di storia naturale di Francia con sede a Parigi). Intraprese gli studi di medicina a Montpellier e strinse amicizia con Pierre Magnol (1638-1715). Nel 1681, trascorse un anno nei Pirenei per studiarvi la flora. Un periodo difficile, si dice che dovesse nascondere i suoi soldi nel pane per sfuggire ai ladri. L’erbario che vi costituì era così ricco che Guy-Crescent Fagon (1638-1718) lo chiamò a Parigi per affidargli la sua cattedra di botanica al Jardin des Plantes (1683). I suoi corsi erano celebri e attiravano numerosi spettatori, anche dall’estero. Nel 1698 fece conoscere la flora parigina pubblicando il libro dal titolo Histoire des plantes qui naissent aux environs de Paris (Storia delle piante che nascono nei dintorni di Parigi). Su ordine del Re, partì alla ricerca di erbe nei Pirenei dove raccolse numerose specie. Tra il 1700 e il 1702, Tournefort viaggiò nelle isole greche: Creta e Cicladi. Visitò in seguito Costantinopoli, le coste del mar Nero, l’Armenia e la Georgia. Raccolse piante e annotò numerose osservazioni. In Grecia, tentò di ritrovare le piante descritte da Dioscoride ma ne riconobbe solo 400 circa. Durante il suo viaggio, fu accompagnato dal botanico tedesco Andreas von Gundelsheimer (1668-1715) e dal pittore Claude Aubriet (1651-1743). Il racconto del suo viaggio, Relation d’un voyage au Levant, fu pubblicato dopo la sua morte. Entrò nel 1691 all’Accademia delle scienze. Solo nel 1694 fece pubblicare la sua prima opera dSenza titolo-17i botanica, Éléments de botanique (Elementi di botanica), con 435 disegni di Aubriet. La sua principale opera botanica è Institutiones rei herbariae  (1700), traduzione della precedente in latino ad opera dello stesso Tournefort, dove egli classifica le piante seguendo la forma delle loro corolle, ma, più importante ancora, fa una chiara distinzione tra genere e specie, preparando così il terreno a Carl von Linné. Morì a Parigi a 52 anni, in piena salute, vittima di un banale incidente, nella via che porta oggi il suo nome: rue Tournefort (nel V arrondissement). Merita una citazione anche il De optima methodo instituenda in re herbaria (1697) e la sua Histoire des plantes qui naissent aux environs de Paris(1698), la cui traduzione in inglese fu pubblicata nel 1732. Lasciò i suoi manoscritti al suo allievo e amico, Michel Louis Renaume de la Garance (1676-1739). Carl von Linné gli dedicò un genere della famiglia delle Boraginaceae: Tournefortia. Buon esemplare comleto. Non comune. Good copy. Bibl.: Brunet V,903 – Chadenat 709 – Quérard IX, 518 – Nissen ZBI, 4154 non cita questa edizione lionese – Blackmer, 1318.Senza titolo-16

1.000 euro

81. ODONTOIATRIA MEDICINA CHIRURGIA DENTISTI DENTISTRY SURGERY PYROCLYSTERIO

DSC_0264_clipped_rev_1DSC_0261_clipped_rev_1Pyroclisterio ossia macchinetta da applicare l’aria infiammabile inventata ed eseguita dal chirurgo sig. Gaetano Buzzi sanese

Senza luogo (ma prob. Firenze), Senza stampatore, 1809

In folio piccolo (30×21,5 cm); (4) pp. e 4 c. di tav. fuori testo. Brossura in cartoncino molle. Esemplare stampato su carta di ottima qualità. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Rarissima prima ed unica edizione di questo scritto di interesse odontoiatrico che illustra una nuova macchina per laDSC_0263_clipped_rev_1 cura delle carie dentali, del noto medico, chirurgo e dentista di origini senesi, residente a Firenze, Gaetano Buzzi. L’autore nacque il 13 marzo del 1773 a Campagnatico, piccola terra nel grossettano. Studiò medicina e chirurgia a Siena. Iniziò a praticare a Firenze sotto la guida dell’insigne medico Gaetano Palloni. Interessatosi ai problemi odontoiatrici pensò che anche l’arte del dentista, all’epoca praticata da persone con una scarsa preparazione medio-scientifica, dovesse essere innalzata a vera e propria professione ed arte medica. Buzzi ottenne presto fama tanto che presto vennero a lui numerosi clienti da tutto il territorio toscano. Ben presto da lui iniziarono a venire anche illustre personalità italiane che non avevano trovato nei chirurghi locali, sollievo ai loro problemi  orali. Si interessò anche di oftalmologia. Scrive l’autore all’inizio della descrizione “E’ stata in tutti i tempi riconosciuta per il più sicuro, ed efficace rimedio per il dolore dei denti, come per arrestare i progressi della carie dei medesimi, l’ustione. Questa si è procurata con diversi metodi, con diverse sostanze …”. Rif. Bibl.: per biografia di Buzzi, Opere di G. – B. Niccolini, Vol. III, Firenze, Le Monnier, 1844; ICCUIT\ICCU\CFIE\036932.DSC_0262_clipped_rev_1

300 Euro

82. STORIA LOCALE BRIANZA LOMBARDIA BRIVIO LECCO COMO

DSC_0346_clipped_rev_1Cantù Ignazio,


Le vicende della Brianza e de’ paesi circonvicini narrate da Ignazio Cantù. Volume Primo – Secondo

Milano, Presso Santo Bravetta, 1836-1837

In 4° piccolo (21×14 cm); 287, (1) pp. e 303, (1), 8 (con elenco dei sottoscrittori) pp.DSC_0347_clipped_rev_1 Brossure editoriali (piatti anteriori e posteriori) conservati entro belle legature in mezza-pelle rossa della prima metà del XX° secolo con titolo e fregi in oro al dorso e piatti foderati con carta marmorizzata (un lievissimo difetto alla cerniera di un piatto, ininfluente). Titolo impresso entro cornice ai piatti. Piccolo difetto alla cerniera del piatto anteriore del volume secondo, non fastidioso. All’interno uno strappetto al margine alto bianco di pagina 11, piccole e leggerissime macchioline di foxing al margine esterno del frontespizio del primo volume e per il resto esemplare in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione, una seconda uscì nel 1854, di questa celebre storia del territorio brianzolo scritta dal noto letterato e storico originario di Brivio (Lecco), fratello del grande Cesare, Ignazio Cantù. L’opera descrive minuziosamente la storia della Brianza e dei suoi paesi dall’antichità fino alla prima metà dell’ottocento. Opera non comune. Bibl.: Parenti, Rarità V, 118.

250 Euro

83. PSICHIATRIA PARAFILIE SADISMO MASOCHISMO FETICISMO MASOCHISMO FETICISMO PRIME EDIZIONI PERVERSIONI FETISCISM SADISM


DSC_0368_clipped_rev_1Krafft-Ebing Richard von,

Sadismo, masochismo, feticismo: ricerche speciali del dott. R. von Krafft-Ebing. 1a Edizione Italiana eseguita sulla edizione francese del 1895.

Roma, Tip. Fratelli Capaccini Edit., 1896

In 8° (17,5×11,4 cm); (4), 272 pp. Bellissima legatura coeva in piena tela rossa con titolo, autore e iniziali dell’antico proprietario impressi in oro al dorso. Ai piatti belle cornici in stile liberty impresse ai piatti. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione italiana di questo celeberrimo studio del grande psichiatra e neurologo tedesco naturalizzato austriaco, Richard von Krafft-EbingDSC_0369_clipped_rev_1 (Mannheim, 14 agosto 1840 – Graz, 22 dicembre 1902). Esperto di parafilie, fu tra i primi a studiarle e fu il primo in assoluto a studiare e definire il feticismo, il sadismo ed il masochismo. L’opera oltre ad analizzare le varie patologie descrive numerosi casi pratici. L’autore “Deve la sua fama all’essere autore della Psychopathia sexualis, pubblicata in tedesco nel 1886), il primo tentativo di studio sistematico, quasi “enciclopedico”, dei comportamenti sessuali devianti racchiuso in 600 pagine, nelle quali vengono analizzati circa 500 casi clinici . La genesi dell’opera va riscontrata nel fatto che il barone volesse dimostrare come le diverse forme di erotismo non collegate alla procreazione medicalmente assistita fossero da imputare ad una degenerazione del cervello umano, che ritornava ai primordi bestiali. Ciò si rifaceva alle teorie evoluzioniste del naturalista Charles Darwin. Dai suoi studi vennero identificate varie degenerazioni, quali il sadismo, il masochismo, il feticismo, il voyeurismo, l’esibizionismo, il frotteurismo, la ninfomania, la zoofilia, la necrofilia, la gerontofilia, la masturbazione compulsiva e la pedofilia. Su quest’ultima in particolare il suo contributo fu importantissimo, in quanto fu il primo a sentenziare che i bambini sono particolarmente suscettibili agli stimoli sessuali e che ogni abuso su di essi può avere conseguenze devastanti. Ebbe inoltre la lungimiranza di non considerare l’omosessualità una degenerazione”. Esemplare in prima edizione, in bella legatura coeva ed in ottime condizioni di conservazione.

340 Euro

84. DIRITTO COSTITUZIONALE PRIME EDIZIONI COSTITUZIONE ITALIANA PADRI COSTITUENTI CALAMANDREI

Senza titolo-41IMG_2361_clipped_rev_1Calamandrei Piero, Alessandro Levi,

Commentario sistematico alla Costituzione Italiana diretto da Piero Calamandrei e Alessandro Levi con la collaborazione di P. Barile, M. Battella, A. Bertolino, L. Bianchi d’Espinosa, G. Calogero, M. Cantucci, S. Carbonaro, F. Carraresi, F. B. Cicala, U. Coli, G. Colzi, P. A. d’Avack, E. Finzi, R. A. Frosali, C. Giannini, C. Grassetti, S. Lessona, T. Marchi, G. Mazzoni, G. Miele, M. Petrucci, A. Predieri, G. Solazzi, G. Vedovato, G. Zanobini. Volume Primo – Secondo

Firenze, G. Barbera editore, 1950 (finito di stampare il 1° ottobre 1949)

In 4°; due tomi: CXXXX, 500 pp., (4), 527, (5) pp. Legatura editoriale in cartoncino rigido con titolo impresso in rosso e nero ai piatti ed al dorso. Prima, non comune edizione, del primo e più ricercato, commento alla Costituzione Italiana curata dal grande avvocato, uomo politico e accademico italiano, tra i fondatori del Partito d’Azione, Piero Calamandrei (Firenze, 21 aprile 1889 – Firenze, 27 settembre 1956) e dal celebre giurista ed antifascista, membro dell’Accademia dei Lincei, Alessandro Levi (Venezia, 19 novembre 1881 – Berna, 6 settembre 1953). L’opera è rarissima da reperirsi in queste perfette condizioni di conservazione. Levi, “Nel 1938, a seguito delle Leggi razziali fasciste, fu estromesso dall’insegnamento della Filosofia del diritto presso l’Università degli Studi di Catania. Nel giugno del 1940 fu internato e prosciolto nel dicembre dello stesso anno. In seguito espatriò in Svizzera. Dopo la caduta del fascismo tornò a insegnare presso l’Università degli Studi di Firenze”. I due volumi sono così suddivisi: Vol. I Leggi Preparatorie dell’Assemblea Costituente e Proclami. Progetto di Costituzione. La Costituzione della Repubblica Italiana. Leggi Costituzionali. Cenni Introduttivi sulla Costituente e sui suoi Lavori. La Repubblica Democratica ed il suo Fondamento Sociale. La Sovranità Popolare. Il Concetto di Libertà. Riflessi Privatistici della Costituzione. La Gerarchia delle Fonti nel nuovo Ordinamento. Efficacia abrogante delle Norme della Costituzione. I Rapporti Internazionali dello Stato. I Rapporti fra Stato e Chiesa. Rapporti Civili ed i Rapporti Politici. I Partiti Politici. La Giustizia Penale. La Responsabilità dei Funzionari Pubblici. Rapporti Tributari. I Principi Costituzionali relativi al Diritto Familiare. La Scuola, Le Scienze e Le Arti. La Tutela della Salute Pubblica. La Proprietà e l’Iniziativa Privata. La Proprietà Terriera Privata. L’Attività Economica, Funzioni e Forme Organizzative del Lavoro. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. L’Organizzazione Sindacale e i Contratti Collettivi. Il Diritto di Sciopero. La Difesa e le Forze Armate. Vol. II Il Parlamento. Le istituzioni di democrazia diretta. Le leggi delegate. Il Capo dello Stato. Il Governo. La pubblica amministrazione. La Magistratura. La funzione giurisdizionale. La Regione. La Provincia ed il Comune nell’ordinamento costituzionale. La Corte Costituzionale. La revisione della Costituzione. Indici. Prima rara edizione, ancor più rara da reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Testo costituzionale di enorme importanza per la comprensione della Costituzione Italiana. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MIL\0220226.

400 euro

85. TORINO STORIA DELLA LITOGRAFIA TECNICHE INCISORIE CROMOLITOGRAFIA INGEGNERIA MECCANICA PRIME EDIZIONI

DSC_0929_clipped_rev_1   DSC_0924_clipped_rev_1 DSC_0925_clipped_rev_1 DSC_0930_clipped_rev_1 DSC_0927_clipped_rev_1 DSC_0928_clipped_rev_1 DSC_0926_clipped_rev_1DSC_0923_clipped_rev_1Doyen Camillo,

Trattato di Litografia storico, teorico, pratico ed economico. Opera corredata di trentatre tavole, cinque ritratti autentici e di un frontespizio in cromolitografia.

Torino, Francesco Casanova Editore, 1877

In 4° (26×20,5 cm); XV, (5), 296 pp. e 39 c. di tav. (delle quali, una secondo frontespizio a colori in cromolitografia, 5 ritratti e 33 tavole finali delle quali alcune più volte ripiegate e varie a colori, 5 tavole illustrano il processo incisorio della cromolitografia). Legatura coeva in mezza tela marrone con piatti foderati di carta marmorizzata coeva. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. I 5 ritratti realizzati da C. Grand Didier, F. Gonin, F. Perrin ed altri in varie tecniche e impressi “sur chine” rappresentano: Luigi Senefelder, Goffredo Engelmann, Felice Festa, Michele Doyen, Michele Fanoli. L’opera è la prima edizione di uno dei più celebri tratti sulla litografia (la stessa opera venne poi inserita qualche anno dopo fra i manuali Hoepli). Le tavole illustrano macchinari e strumenti litografici. Camillo Doyen, erede della celeberrima litografia dei fratelli Michele e Leonardo Doyen, già nel 1874 aveva pubblicato un breve scritto dedicato alla litografia dal titolo “Cenni sulla litografia”. La Litografia Doyen fu una litografia storicaDSC_0921_clipped_rev_1 torinese. La storia della Litografia Doyen, iniziò con Felice Festa che nel 1818 aveva deciso di introdurre nel territorio del Regno Sardo la tecnica litografica, fondando una sua litografia. L’attività passò poi, nel 1828, nelle mani del figlio dello stesso, Demetrio Festa. Nel 1832 Michele Doyen rilevò gli impianti da Demetrio, fondando la prima litografia torinese ed inaugurando una proficua collaborazione con i fratelli Gonin. Tutti i più importanti litografi torinesi sono passati nella bottega Doyen. Camillo Doyen è stato il primo storico dell’arte litografica. Aderente ad un socialismo illuminato (la parte finale del trattato è dedicato proprio a descrivere la sua visione politico-industriale) di tipo umanitario, l’autore si augura il miglioramento delle condizioni e degli orari dei lavoratori e il raggiungimento delle richieste che già da alcuni anni il movimento operaio torinese rivendicava. L’opera qui presentata che vuole essere un manuale storico, ma anche tecnico e pratico dell’arte litografica, contiene dettagliate descrizioni del funzionamento dei vari modelli di macchine litografiche.  Il volume si apre con una descrizione storica. Prosegue poi con capitoli dedicati a vari argomenti tecnici: la Chimica della Litografia, la scelta della Carta e delle Pietre, i vari tipi di Torchi, e poi il disegno, la scrittura, la preparazione della stampa litografica, la scelta degli inchiostri e l’utilizzo delle diverse attrezzature. Ampio sviluppo è poi dato alle varie tipologie di torchi litografici. Molto importanti sono i capitoli dedicati ad illustrare le tecniche di stampa della Cromolitografia, arte nella quale la Litografia Doyen ricopriva un ruolo di primo piano in Italia e alla Fotolitografia, una tecnica di stampa che si stava sviluppando da pochissimo tempo. Prima rara edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0988761.DSC_0922_clipped_rev_1

700 euro

86. DIRITTO CRIMINALE CODICE PROCEDURA CRIMINALE MODENA STATI ESTENSI RISORGIMENTO FRANCESCO V REGGIO EMILIA MIRANDOLA MASSA CARRARA GUASTALLA

 IMG_2357_clipped_rev_1Francesco V,

Codice Criminale e di Procedura Criminale per gli Stati Estensi,

Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali, 1855

In 8° grande; (8), 140 pp, 128 pp. Brossura editoriale con titolo entro ricca cornice ornata che si presenta sia al piatto anteriore che posteriore. Esemplare in ottime condizioni di conservazione, ancora in barbe e con la parte della Procedura ancora a fogli chiusi. Opera non comune da reperirsi completa della sua brossura editoriale ed in queste ottime condizioni di conservazione. Prima edizione del Codice Criminale e di procedura Criminale per gli Stati Estensi promulgato dal Duca Francesco V Ferdinando Geminiano d’Asburgo-Este (Modena, 1º giugno 1819 – Vienna, 20 novembre 1875) appartenente alla linea Asburgo-Este, figlio maggiore del duca Francesco IV d’Asburgo-Este e della principessa Maria Beatrice di Savoia (1792-1840) che fu l’ultimo sovrano regnante del Ducato di Modena e Reggio. Il Duca, già un anno dopo la soppressione dei moti risorgimentali del 1848, decise di mettere mano ad una profonda riforma legislativa e così, nel 1849, incaricò un’apposita commissione per cercare di portare il sistema legislativo del ducato ad una codificazione legale a livello degli altri stati della penisola. La Commissione lavorò con grande attenzione ed finì i suoi lavori nella seconda metà del 1855 dando alla luce 4 codici (quello da noi presentato è quello criminale) che fecero, effettivamente del ducato estense uno Stato dalla legislazione avanzata. “Un nuovo periodo di relativa tranquillità consentirono a Francesco V di riprendere la strada intrapresa delle riforme e tra le principali ricordiamo la legge sul reclutamento militare del 3 aprile 1849, la legge sulla costituzione della milizia di riserva del 1IMG_2359_clipped_rev_10 aprile 1849; la legge del 24 febbraio 1851 con la quale sono stabilite le relazioni tra Stato e Chiesa; il Regolamento di Polizia del 1854, redatto dal Ministero del Buon governo che affidava la competenza a giudicare e a punire agli stessi organi di polizia al fine di garantire una capacità di intervento rapida, efficace e mirata; la legislazione speciale d’emergenza, per quanto concerne la materia dei delitti contro l’ordine pubblico e contro la stabilità del potere e del sistema politico, compendiata e razionalizzata nel decreto del 4 gennaio 1854, caratterizzata da tecniche di giudizio semplificate, con lo scopo di ottenere interventi”.  Il codice regolarizzava tutto il sistema dei reati del ducato con capitoli dedicati: Del delitto; Delle pene; Degli effetti delle pene; Dei recidivi; Dei delitti contro la religione; Dei delitti di lesa Maestà e di alto tradimento; Delle società segrete; Della corruzione; Della concussione; Dei delitti degli avvocati, dei procuratori, dei difensori e dei sollecitatori; Del Duello; Dell’aborto; Dell’omicidio volontario; Dell’omicidio involontario; Delle Minacce; Dello stupro, del ratto violento, e del leoncino; Del furto; Delle truffe, dello stellionato e di altre specie di frode; Dell’usura e di altri contratti illeciti; Delle prove etc. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MOD\0193927.

280 euro

87. DIRITTO CRIMINALE CODICE PROCEDURA CRIMINALE EDITTI SOCIETA’ SEGRETE MODENA STATI ESTENSI RISORGIMENTO FRANCESCO V REGGIO EMILIA MIRANDOLA MASSA CARRARA GUASTALLA

IMG_2346_clipped_rev_1Francesco V,                                                                                                             

Reale editto 4 Gennajo 1854 sui delitti assoggettati al giudizio di Commissione Militare, Ed altre antecedenti Sovrane Disposizioni, prese in via di speciale provvedimento, alle quali l’editto medesimo si riferisce.

Modena, per gli eredi Soliani Tip. Reali, S. data (1854).

In 8°; 19, (1) pp. Senza brossura ma con legatura originale. Stemma ducale alla terza pagina. Prima rarissima edizione, quattro soli esemplari censiti in ICCU, di questo editto promulgato dal Duca Francesco V Ferdinando Geminiano d’Asburgo-Este (Modena, 1º giugno 1819 – Vienna, 20 novembre 1875) appartenente alla linea Asburgo-Este, figlio maggiore del duca Francesco IV d’Asburgo-Este e della principessa Maria Beatrice di Savoia (1792-1840) che fu l’ultimo sovrano regnante del Ducato di Modena e Reggio. L’editto promulgato dal Duca era diretto a colpire possibili moti insurrezionali, ponendo i cospiratori sotto il giudizio della Commissione Militare. Si legge  così che verranno giudicati da una Commissione Militare  chiunque avesse messo in circolazione scritti, stampe, emblemi contrari al governo legittimo, chi avesse diffuso patenti settarie o cartelle di prestiti rivoluzionari, chi nascondesse armi atte ad offendere la sovranità del Duca, le aggressioni o invasioni armate al territorio del ducato, attentati, omicidi o i ferimenti avvenuti con intenti di sommossa, chi si unisce a bande armate di tre o più individui di mala fama, i possessori di armi e munizioni che non ne abbiano il permesso. Tali delitti porteranno a pene comprese da diversi anni di galera fino alla pena di morte per il solo capo delle bande armate o di tutti i membri nei casi più gravi. Con questo editto venivano, una volta emessi i giudizi, sciolte le Commissioni Militari istituite a Modena e Massa immediatamente dopo il fallimento dei moti del 1848, per essere sostituite da nuove commissioni che avrebbero seguito la nuova legislazione promulgata da Francesco V. All’allegato 1°, edito nel 1820 dal Supremo Consiglio di Giustizia presieduto dal Cancelliere Dott. G. B. Chiossi, si legge: “In presenza dei ripetuti orribili attentati delle Sette segrete contro i legittimi Sovrani, e contro l’ordine pubblico e sociale; ed a prevenire le insidie che si tentassero contro le Forze destinate a mantenerlo, troviamo necessario di prendere le seguenti misure: …”. Rarissimo ed in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MOD\0849137.

80 euro

88. LIBRI PER L’INFANZIA MUSICA BAMBINI ILLUSTRATORI ESOTERISMO COSMOSOFIA COSMOSOFIE

IMG_5067_clipped_rev_1   IMG_5066_clipped_rev_1  IMG_5068_clipped_rev_1IMG_5064_clipped_rev_1Jean d’Udine (pseudonimo di Albert Cozanet), André Victor Édouard Devambez,

La belle musique. Entretiens pour les enfants. Calligraphiés et ornés par l’auteur. Illustrés par André Devambez.

Paris, Maison Devambez et chez Heugel, 1909.

In 4° (28×19,4 cm); (2 b.), 73, (i. e. 81), (3), (2 b.) pp. In numerazione 4 magnifiche tavole a colori protette da velina. 22 illustrazioni nel testo. Frontespizio ornato in rosso e nero. Il testo stesso è intercalato da motivi floreali e scene liberty in rosso e nero. Legatura editoriale illustrata in rosso e nero. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Il nostro esemplare presenta alcuni errori di numerazione nelle ultime pagine, non segnalati in altri esemplari e che suggerisce che questo nostro, sia uno dei primi esemplari usciti. Opera stampata con grande attenzione tipografica su carta patinata di ottima qualità nella stamperia dello stesso illustratore. Prima edizione di questa celebre opera del noto compositore, musicologo, esteta, critico musicale, avvocato e scrittore francese, Jean d’Udine (pseudoniem voor Albert Cozanet) (Landivisiau, 1 luglio 1870-1938), arricchito dalle illustrazioni del famoso pittore, celebre per le sue illustrazione per i libri per l’infanzia, André Victor Édouard Devambez (26 May 1867, Paris – 27 September 1944, Paris). Jean d’Udine si laureò in giurisprudenza a Rennes nel 1890 e praticò tra il 1891 ed il 1897. Poi intorno al 1900 si trasferisce a Parigi dove inizia a dedicarsi pienamente alla musica entrando in contatto con diversi artisti e anche con gli ambienti della danza come Gustave IMG_5069_clipped_rev_1Charpentier, Alfred Cortot, Jules Massenet, Isadora Duncan e Henri Mogis. In questo viene introdotto alla “Cosmosofie” da August Vandekerkhove. Nel 1908-1909 è a Ginevra dove studia ginnastica ritmica con Jacques Dalcrose. Il rapporto con Vandekerkhove è così stretto che lo stesso maestro della “Cosmosofie” inizia a pensare a lui come suo successore ma ad un certo punto, Cozanet inizia a criticare in modo sempre più aperti diverse importante teorie del maestro, forse dopo essersi avvicinato alle teorie di Rudolf Steiner, fino a quando i contrasti non furono tali che d’Udine venne allontanato dagli ambienti della “Cosmosofie”. Sembra che la goccia che fece traboccare il vaso, fu una serie di tarocchi ideata da d’Udine basati sulla sua teoria dei colori esposta nella sua dottrina dell’“Orchestration des couleurs” . Personaggio caratterizzato da una personalità eccentrica, attiva ed un carattere curioso e vivace ottenne uno dei suoi più grandi successi nello sviluppo della geometria ritmica. Una delle finalità che si prefisse fu anche quella di promuovere la musica classica fra i bambini con opere come quella qui presentata. Fu anche autore di una serie di opere scientifiche popolari sulla musica. Il volume qui presentato che tratta in modo simpatico e divertente temi quali “Cos’è la musica, la melodia, l’intonazione, la misura, la polifonia, l’armonia, la sinfonia e il sentimento musicale ” si avvale delle illustrazioni di André Devambez figlio dell’incisore e tipografo, Édouard Devambez, fondatore della Maison Devambez. Studente all’École des Beaux-Arts sotto Jean-Joseph Benjamin-Constant, prese anche lezioni private da Jules Lefebvre aIMG_5065_clipped_rev_1ll’Académie Julian mentre contemporaneamente lavorava nella bottega aperta con il padre, la nota “Passage des Panoramas”, realizzando elementi decorativi, menù e pubblicità. Nel 1890 è insignito del “Prix de Rome”. Nel 1899 fu eletto membro della Société des Artistes Français. Dal 1929 al 1937 è insegnate presso l’Ecole. Sempre nel 1937 viene eletto al posto n. 9 dell’Académie des Beaux-Arts, posizione che mantenne fino alla sua morte. Come artista Devambez fu attratto dalle scene della vita moderna. Nel 1934 André Devambez fu nominato artista ufficiale del nuovo Ministero dell’Aeronautica Francese. André Devambez ha scritto e illustrato diversi libri. Da citare ad esempio Auguste a Mauvais Caractère (Devambez, 1913) un libro per bambini, con le illustrazioni di André colorate a mano dal maestro della tecnica dello stencil, Jean Saudé; le illustrazioni originali furono esposte l’anno successivo al Palais de Glace. Questo è stato il primo di una serie di libri per bambini, tra cui Histoire de la petite Tata et du Gros Patapouf e Les Aventures du Capitaine Mille-Sabords, nn. 8 e 9 in una serie di storie non datate pubblicate in formato “concertina” “Chez l’aiuteur”. Le storie di questi libri per bambini erano probabilmente destinate al divertimento di suo figlio, l’archeologo e curatore delle antichità greche e romane al Louvre, Pierre Devambez (1902-1980) e di sua figlia Valentine (1907-?). Collaborò anche ad illustrare opere di altri scrittori come appunto quella qui presentata che vene tirata in un numero ridotto di copie. Ottimo esemplare. Very good copy. First edition.

150 euro

89. FRIULI UDINE AQUILEIA PRIME EDIZIONI RARITA’ CONFRATERNITA SANTISSIMA TRINITA’ CONFRATERNITE SCHIAVI CRISTIANI TURCHI MIRACOLI

image00030_clipped_rev_1  image00031_clipped_rev_1Ristretto ovvero sommario del manuale de’ Fratelli del Ordine della SS. Trinità, Redenzione de’ Schiavi Christiani, Nel quale si contengono l’Istituzione miracolosa del detto Sacro Ordine, l’indulgenze, e Privilegj de’ Confratelli, e Consorelle, ed altre cose pertinenti alla stessa confraternita. Con aggiunta dell’Errezione, ed Aggregazione a quest’Ordine della Compagnia della SS. Trinità nella Veneranda Chiesa Prochiale di S. Nicolò nella Città di Udine ; e delli Brevi concessi a tale Fratellanza da Somi Pontifici in diversi tempi. Dedicati a Monsign. Illmo, e Rmo Dionisio Delfino Patriarca d’Aquileja.

In Udine, Appresso li Gallici alla Fontana, 1762

In 12°; 171, (5), (4 b.) pp. Legatura coeva in cartoncino molle. Bella xilografia animata in antiporta. Dedica al Patriarca di Aquileia Dionisio Delfino.Prima ed unica rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questo manuale della Confraternita della Santissima Trinità per la Redenzione degli Schiavi Cristiani istituito nella chiesa di San Nicolò diimage00029_clipped_rev_1 Udine. La Confraternita nacque a Udine grazie al lavoro di Don Pietro Mensurato Testor che si impegnò per raccogliere denaro per il riscatto di schiavi cristiani. Le regole della Confraternita furono elaborate da Federico Corner e Girolamo Corner, procuratore di S. Marco e luogotenente della Patria, con decreto del Senato il 24 Gennaio del 1725. Il libercolo dopo aver presentato alcune delle lettere e degli scritti fondatori dell’ordine, passa a descrivere le condizioni di vita terribili alle quali sono assoggettate gli schiavi cristiani asserviti ai Turchi. Segue poi la descrizione della nascita dell’Ordine della Santissima Trinità fondato “dal francese Giovanni de Matha (1154-1213), con una propria Regola, e approvato da papa Innocenzo III nel 1198 con la bolla Operante divine dispositionis. Cofondatore dell’ordine è considerato Felice di Valois, compagno di Giovanni di Matha nella zona di Cerfroid, presso Meaux: a Cerfroid, infatti, si stabilì la prima comunità trinitaria che è considerata la “casa madre” dell’Ordine”. Seguono i miracoli attribuiti all’ordine. Lo scritto entra poi in modo specifico a descrivere le regole, le finalità ed i privilegi della Confraternita di Udine. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione di questa rarissima opera di interesse friulano, nessun esemplare censito in ICCU.

200 euro

90. FILOSOFIA PRIME EDIZIONI BRESCELLO PARMA STAMPATORI LEIBINZ

  image00043_clipped_rev_1  image00041_clipped_rev_1Nizzoli Mario (anche conosciuto come Nizolio),

Marij Nizolij Brixellensis De veris principiis et vera ratione philosophandi contra pseudophilosophos, libri IIII. In quibus statuuntur fermë omnia uera uerarum artium et scientiarum principia, refutatis et reiectis prope omnibus dialecticorum et metaphysicorum pincipijs falsis: et praeterea refelluntur ferè omnes Marci Antonij Maioragij obiectationes contra eundem Nizolium, usque in hunc diem editae. Cum duobus indicibus, altero Capitum singulorum libro rum, altero rerum omnium insignorum, quae in toto hoc opere continentur.

Parmae, Apud Septimum Viottum, 1553

In 4° (20,5×14,5 cm); (12), 360, (20) pp. Legatura coeva in cartoncino molle, in parte lento, difetti e aloni alla legatura. Bindelle interne realizzate con pergamena trecentesca a palinsesto. Numerose dotte note chiosate da mano coeva al margine esterno di varie pagine. Un leggero alone al margine esterno delle prime 4 carte e delle ultime 40 carte, sempre leggero e non intenso. Il volume è stato conservato sotto naftalina della quale conserva ancora un leggero sentore. All’interno in buone condizioni di conservazione. Bello stemma editoriale del celebre s image00045_clipped_rev_1tampatore parmense Seth Viotti, al frontespizio con “Liocorno che affronta due serpenti e motto: Nasce da la virtù la sicurezza”. I Viotti furono per due secoli, dalla fine del XV° secolo fino alla metà del XVII° secolo, una dinastia di noti stampatori parmensi. Alla metà del quattrocento I Viotti erano una famiglia di modesti librai ma sul finire del secolo, grazie ad all’investitura pontificia, divennero gli stampatori privilegiati dei Farnese e della ducale Camera cittadina. Seth stampatore ducale e camerale, figlio di Virgilio, subentrò prima al padre nella gestione della libreria in piazza del Comune e poi, allo zio Antonio nella direzione nella stamperia che si trovava in piazza dei Servi. Prima rara edizione della più importante opera del celebre umanista e filosofo di Brescello, Mario Nizolio o Nizzoli (Borreto borgo di Brescello, 5 marzo 1488 – Sabbioneta, 5 giugno 1567). Dopo aver studiato nei noti centri di cultura umanistica di Modena, Reggio Emilia e Parma, nel 1523 grazie alla sua grande erudizione classica di retorica e grammatica, entrò al servizio del nobile bresciano Gianfrancesco Gambara. Nel 1535 pubblica la sua opera 1535 “Observationes in M. Tullium Ciceronem” che primo lessico latino mai stampato, ebbe un enorme successo e numerose riedizioni ed integrazioni. Grande conoscitore di Cicerone, Nizzoli insegnò lingue classiche a Brescia. Nel 1540 è precettore della famiglia Lupi di Sragna. Dal 1547 al 1548 è a Venezia dove collabora con alcuni noti stampatori, compreso Paolo Manuzio  e sempre dal 1547 insegna a Parma, dove appunto nel 1553 pubblica la sua opera filosofica più importante “De veris principiis et vera ratione philosophandi” dedicata ad Alessandro e Ottavio Farnese. L’opera che pur non ebbe un grande successo al momento della sua uscita, probabilmente anche per il suo carattere “rivoluzionario”, venne rivalutata in modo importante nella seconda metà del seicento quando “Nel 1670 Gottfried Wilhelm Leibniz ripropose il De veris principiis et de vera ratione philosophandi a Francoforte, corredandolo di una lunga Dissertatio praeliminaris sullo stile del discorso filosofico, in cui, pur criticando alcuni aspetti della posizione di Nizzoli, espresse profondo apprezzamento per un’opera gimage00042_clipped_rev_1iudicata di grande attualità. Nel 1674 seguì una seconda edizione, con il titolo di Anti-Barbarus philosophicus, sive philosophiae Scholasticorum impugnata, libris IV de veris principiis. A Leibniz va quindi il merito di aver riportato, a oltre un secolo di distanza dalla sua prima pubblicazione, l’attenzione su un trattato non solo a lungo dimenticato, ma anche sottovalutato nel suo significato autenticamente filosofico, per essere confinato – come osservano ancora alcuni interpreti settecenteschi – «nelle basse officine della filosofia» (A. Buonafede, Della restaurazione di ogni filosofia ne’ secoli XVI, I, Venezia 1785, p. 18) “. Come Pierre de la Ramee, Nizzoli portò avanti una critica erudita alla logica aristotelica  che prevedeva la sostituzione dell’astrattezza delle teorie aristoteliche un pensiero ispirato e legato profondamente alla realtà percepita. In più rispetto a Ramee il lavoro del filosofo di Brescello di primaria importanza è la riflessione sul rapporto fra linguaggio e riflessione filosofica. “Erede della lezione di Lorenzo Valla, Juan Luis Vivés, Rodolfo Agricola e dello stesso Erasmo, dai quali riprende la critica a sofisti e pseudodialettici, si oppone con forza all’insegnamento dei ‘filosofastri’, ignari persino del significato grammaticale dei termini che usano e prigionieri di false dottrine logiche, in primo luogo, la teoria degli universali reali («universalia stulta et inepta»), che rifiuta in modo radicale, aderendo al nominalismo occamista”. “Egli individua cinque principi per fare della buona filosofia: «Il primo principio generale della verità e della buona filosofia consiste nella conoscenza delle lingue greca e latina» in cui sono espressi quei testi filosofici; il secondo principio è la «conoscenza di quei precetti e documenti che si trovano nella grammatica e nella retorica», sostituendo la grammatica e la retorica alla metafisica, dal momento che i metafisici si sono preoccupati solo di ricercare la verità, senza occuparsi della utilità, necessità e pertinenza delle cose trattate. Il terzo principio consiste nel leggere i classici e nello sforzarsi di comprendere il modo con il quale il popolo si esprime, essendoci verità in quella schiettezza di linguaggio. «Il quarto principio generale della verità è la libertà e la vera licenza delle opinioni e del giudizio su qualunque argomento, come richiede la verità e la natura». Non devono essere dunque Platone o Aristotele i nostri maestri, ma «i cinque sensi, l’intelligenza, il pensiero, la memoria, l’uso e l’esperienza delle cose». Il quinto principio afferma che, oltre a esporre ogni tesi con la chiarezza del linguaggio comune senza introdurre nel discorso oscurità o sottigliezze, occorre non trattare problemi che non hanno realtà. Esempi di invenzioni umane prive di oggettività sono le idee platoniche e la tesi della realtà degli universali. Secondo Nizolio, infatti, la realtà è costituita soltanto da oggetti singoli e individuali image00040_clipped_rev_1e questi devono essere indagati «non attraverso la loro natura propria e privata, ma attraverso la loro comune e continua successione»”. Nizzoli “individua cinque principi per fare della buona filosofia: «Il primo principio generale della verità e della buona filosofia consiste nella conoscenza delle lingue greca e latina» in cui sono espressi quei testi filosofici; il secondo principio è la «conoscenza di quei precetti e documenti che si trovano nella grammatica e nella retorica», sostituendo la grammatica e la retorica alla metafisica, dal momento che i metafisici si sono preoccupati solo di ricercare la verità, senza occuparsi della utilità, necessità e pertinenza delle cose trattate. Il terzo principio consiste nel leggere i classici e nello sforzarsi di comprendere il modo con il quale il popolo si esprime, essendoci verità in quella schiettezza di linguaggio. «Il quarto principio generale della verità è la libertà e la vera licenza delle opinioni e del giudizio su qualunque argomento, come richiede la verità e la natura». Non devono essere dunque Platone o Aristotele i nostri maestri, ma «i cinque sensi, l’intelligenza, il pensiero, la memoria, l’uso e l’esperienza delle cose». Il quinto principio afferma che, oltre a esporre ogni tesi con la chiarezza del linguaggio comune senza introdurre nel discorso oscurità o sottigliezze, occorre non trattare problemi che non hanno realtà. Esempi di invenzioni umane prive di oggettività sono le idee platoniche e la tesi della realtà degli universali. Secondo Nizolio, infatti, la realtà è costituita soltanto da oggetti singoli e individuali e questi devono essere indagati «non attraverso la loro natura propria e privata, ma attraverso la loro comune e continua successione». Prima edizione molto rara. Rif. Bib.: IT\ICCU\BVEE\006005.image00044_clipped_rev_1

1.400 euro

91. LETTERATURA AMERICANA PRIME EDIZIONI BROSSURA ORIGINALE CALIFORNIA IDAHO

 IMG_5100_clipped_rev_1Williamson Thames,

Run Sheep Run,

Boston, Small, Maynard And Company, 1925.

In 8° (18,6×12,4 cm); (12), 276, (1) pp. Legatura coeva in piena tela verde con titolo impresso su una fascetta cartacea originale al dorso e conservata anche la bella sopraccoperta editoriale. Prima edizone, seconda tiratura di questo romanzo del noto scrittore e circense americano, IMG_5101_clipped_rev_1Thames Williamson (1894-1961). Autore nato in Idaho ebbe una vita avventurosa. Fuggito di casa a soli 14 anni, divenne successivamente un vagabondo, una circense, un marinaio, un pastore, un giornalista e un ufficiale di una prigione. Dopo la laurea presso l’Università dello Iowa (1917) e studi ad Harvard, iniziò la sua carriera letteraria scrivendo libri di testo in di economia e sociologia. Oltre a scrivere storie per bambini, spesso sotto pseudonimi, è autore di romanzi, tra cui Run, Sheep, Run (1925), che tratta di un pastore californiano; Stride of Man (1928), su un pioniere e inventore dell’Oregon; Hunky (1929), uno studio psicologico del lavoratore polacco-americano; The Earth Told Me (1930), dove si espongono le preoccupazioni legate alla scomparsa delle usanze degli eschimesi; Krusack’s House (1931), un sequel di Hunky; The Woods Colt (1933), la storia di un ragazzo illegittimo delle Ozark Mountain; D is for Dutch (1934), sulle superstizioni di un agricoltore olandese della Pennsylvania. I suoi romanzi, spesso stampati in ricercate vesti grafiche, ebbero notevole successo e ancora oggi sono molto ricercati. Raro a reperirsi con la sua sopraccoperta editoriale in queste buone condizioni di conservazione. First edition, second printing in original brossure.

80 euro

92. ARTE CONTEMPORANEA AVANGUARDIA FOTOGRAFIA EDIZIONI IN TIRATURA LIMITATA

 Senza titolo-21Senza titolo-19Davide Benati, Daniele Benati, Ghirri Luigi,

Ballata,

Modena, CCPL, Laboratorio d’Arte Grafica, 2006

25,5×17,5 cm; (16) pp. Carpetta editoriale. Ottimo stato di conservazione. Dal colophon “… questa edizione realizzata in trecento esemplari numerati in numeri arabi da 1 a 300. Volumetto curato dal Laboratorio d’Arte Grafica di Modena è stato realizzato su carta Tintoretto da gr. 250. L’edizione terminata nel novembre 2006 è stata promossa da CCPL. Esemplare n° 66/300”. Prima ed unica rara edizione di questo libro d’artista che contiene una ballata del noto professore, traduttore e scrittore italiano, nato a Masone in provincia di Reggio Emilia, Daniele Benati, una bellissima tavola a colori realizzata dal celebre artista, Davide Benati ed una bella fotografia del famoso fotografo originario di Scandiano, Luigi Ghirri. Assai raro in tiratura limitata di 300 esemplari.Senza titolo-20

45 euro

93. LIBRI GALANTI RARITA’ BIBLIOGRAFICA LIBERTINI LIBERTINAGGIO EROTICA

 image00023_clipped_rev_1image00022_clipped_rev_1(Honoré Gabriel Riqueti Comte de Mirabeau),

Erotika Biblion. Derniere Edition.

A Paris, Chez Le Jay, 1792

In 4° piccolo (21×14 cm); (4), 174, (2) pp. Brossura muta coeva azzurrina. Una piccola integrazione al margine alto del piatto posteriore. Un piccolo restaura al margine alto dell’ulti ma carta con integrazione di carta che tocca due lettere della parola “Table” presente nel margine alto della pagina. Seconda rarissima edizione, di questo celebre scritto erotico del grande scrittore, diplomatico, rivoluzionario, agente segreto e uomo politico francese, Honoré Gabriel Riqu eti conte di Mirabeau image00021_clipped_rev_1(Le Bignon-Mirabeau, 9 marzo 1749 – Parigi, 2 aprile 1791), famoso anche per la sua bruttezza ed i suoi comportamenti libertini. Famoso uomo politico alla morte venne seppellito al Panteon in pompa magna da presidente dell’Assemblea Nazionale, ma circa tre anni dopo, venuti alla luce i suoi rapporti con Luigi XVI e Maria Antonietta fu disseppellito e le sue ceneri, secondo la leggenda, vennero disperse nelle grandi fogne di Parigi. L’opera, scritta durante un periodo di prigionia di Mirabeau nel castello di Vincennes a causa di problemi debitori susseguenti al divorzio dalla moglie (divorzio che fece scandalo all’epoca), tratta delle varietà nella sessualità nel mondo antico. Stampato nel 1783 l’opera venne subito bandita, ancor p rima di essere immessa sul mercato, tanto che sembra se ne salvarono solo 14 copie. La seconda edizione, ristampata nel 1792, anche in questo caso sfidando la censura venne anch’essa stampata in pochissime copie. Lo scritto cita e rilegge passi biblici e con ironia, gusto della finzione, giochi di specchi, straniamenti, contaminazioni, li collega con altre tradizioni portando il lettore a muoversi in situazioni eccitanti di grande impatto erotico che si susseguono durante tutto il libro. L’opera fu molto apprezzata da Guillaume Apollinaire. Rif. Bibl.: Gay, Ouvrages relatifs à l’amour, II, 150.image00024_clipped_rev_1

300 euro

94. FOTOGRAFIA SARDEGNA LA MADDALENA CAPRERA ARTIGLIERIA FORTIFICAZIONI COMPENDIO GARIBALDINO GARIBALDI

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IMG_2337_clipped_rev_1 IMG_2339_clipped_rev_1

IMG_2338_clipped_rev_1IMG_2334_clipped_rev_1IMG_2332_clipped_rev_1Anonimo,

Raccolta di 44 fotografie applicate su 11 fogli, scattate intorno al 1900 a La Maddalena e Caprera

S. data (ma 1900 circa)

Le 44 fotografie misurano 11×8 cm e sono applicate a quattro su un fogli coevi di 34x27cm. Le fotografie ritraggono il porto de La Maddalena, alcune fortificazione nei suoi dintorni con alcuni grandi pezzi d’artiglieria e alcuni scorci del Compendio Garibaldino di Caprera con la casa dell’eroe dei due mondi e la sua statua realizzata da Luigi Bistolfi nel 1883. Le fotografie antiche de La Maddalena sono rare da reperirsi. Le fotografie si presentano in buone-ottime condizioni di conservazione e considerando che ritraggono anche pezzi d’artiglieria (12 foto) ripresi da distanza ravvicinata, è facile che furono scattate da un militare. Rarità.IMG_2333_clipped_rev_1

240 euro

95. SCIENZE NATURALI AREZZO ELMINTOLOGIA PARASSITOLOGIA

  IMG_2305_clipped_rev_1IMG_2306_clipped_rev_1IMG_2307_clipped_rev_1IMG_2309_clipped_rev_1Redi Francesco,

Osservazioni di Francesco Redi accademico della Crusca, intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi.

In Napoli, nella stamperia di Giacomo Raillard, 1687

In 8° piccolo (16,1×10,4 cm); (10), 216 pp. e 26 c. di tav. di cui 2 più volte ripiegate. Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo e autore magnificamente chiosato damano coeva al dorso. Piccola mancanza al margine basso del dorso, non significativo. Un piccolo tarletto al margine basso bianco di pagina 25 e 4 carte, praticamente sul bordo del foglio, del tutto ininfluente. Alcuni quaderni leggermente ed uniformemente bruniti a causa della qualità della carta napoletana. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Dedica a Lionardo di Capua. Bella marca xilografica animata al frontespizio. Esemplare conforme a quello digitalizzato su book.google.it. Esistono esemplari con varianti che vedono 6, 12 e 16 pagine poste all’inizio del volume in quanto Raillard mutò più volte l’apertura del volume, decidendo di togliere una seconda dedicatoria, al lettore, dopo quella a Lionardo di Capua in alcuni esemplari ed in altri, anche, la pagina che riprendeva una scritto di Plinio alla vita di Vespasiano (presente in questo esemplare). IMG_2308_clipped_rev_1Tutte le variante sono accettate come complete. Il volume è chiaramente stato rilegato in questo formato. Seconda edizione, assai più rara della prima e ancor più raro a reperirsi nella sua legatura originale ed in queste genuine condizioni di conservazione. Una delle opere più celebri del grande medico, naturalista e letterato italiano, Francesco Redi (Arezzo, 18 febbraio 1626 – Pisa, 1º marzo 1697). In quest’opera, considerata una delle opere basilari della parassitologia e dell’elmintologia moderne, in cui il celebre scienziato aretino, tramite la dissezione di diversi animali come lumache, sanguisughe, pesci e anche un gufo, arrivò a descrivere meticolosamente 108 parassiti differenti. Redi è considerato il fondatore della biologia sperimentale e uno dei padri della parassitologia moderna. “I suoi studi, fra i quali quelli intorno alla generazione spontanea e al veleno delle vipere, rivestono particolare importanza nella storia della scienza moderna, per la loro opera di demolizione di alcune teorie di stampo aristotelico a favore di un’attività sperimentale e per la loro applicazione in campo medico di una pratica terapeutica di impostazione ippocratica, costruita su regole di prevenzione e sull’uso di rimedi esclusivamente naturali e su precetti di vita equilibrata … Particolarmente importanti sono le sue “Esperienze Intorno alla Generazione IMG_2310_clipped_rev_1degl’Insetti” del 1668, nato da una lettera a Carlo Dati, in cui confutò la teoria della generazione spontanea, allora generalmente accettata, con un approfondito studio sperimentale della riproduzione delle mosche”.  L’opera contribuì in modo definitivo ad screditare il dogma aristotelico sulla generazione spontanea degli insetti. I suoi esperimenti e le sue osservazioni microscopiche vennero poi in seguito riprese, sviluppate e concluse da Pasteur e da Spallanzani. “Sotto forma di lettera indirizzata a Carlo Dati, segretario dell’Accademia della Crusca e accademico del Cimento, l’opera che condurrà Redi alla notorietà espone le conclusioni raggiunte a seguito di molte esperienze “fatte di fresco […] intorno al nascimento di que’ viventi che infino al dì d’oggi da tutte le scuole sono stati creduti nascere a caso [corsivo mio] e per propria lor virtude senza paterno seme” (Esperienze intorno alla generazione degl’insetti [1668], a cura di W. Bernardi, 1996, p. 75). “Redi’s masterpiece is considered to be ‘Esperienze intorno alla generazione degl’Insetti’ (1668), in which he disproved the doctrine of spontaneous generation in insects, inherited from Aristotle and still considered dogma. The microscope revealed in insects an organization as marvelous as it was unsuspected. Redi prepared and observed the egg-producing apparatus in insects, and he also used the microscope to good advantage in observing the morphological elements characteristic of the eggs of each species” (DSB XI, p. 341). Seconda rara edizione in veste originale. Rif. Bibl.: Castiglioni p. 475; Hirsch p. 686; Non in Wellcome.

650 euro

96. STORIA STORIOGRAFIA FRANCIA GENOVA QUATTROCENTO CARLO VIII LUDOVICO XI GUERRE D’ITALIA PACE DI CATEAU-CAMBRESIS NAPOLI

  IMG_2316_clipped_rev_1IMG_2317_clipped_rev_1Commynes Philippe de (Philippe de Commines), Lorenzo Conti,

Delle Memorie di Filippo di Comines, Cavaliero, & Signore d’Argentone, intorno alle principali attioni di Ludovico Undicesimo, e di Carlo Ottavo suo figliuolo, amendue re di Francia. Tradotte dal Mag.co Lorenzo Conti.

In Genova, appresso gli heredi di Gier. Bartoli, 1594

In 4° (19,7×14 cm); (40), 803, (1) pp. Legatura dei primissimi dl settecento, in piena pergamena, con titolo ed autore impressi in oro al dorso. Piatti interni foderati con bella carta settecentesca a motivi floreali. Frontespizio anticamente ed abilmente rinforzato al recto da carta settecentesca, un forellino di tarlo al margine esterno bianco da pagina 157 a 302 che in alcune pagine diventa un piccolo tunnel, sempre lontano dal testo ed ininfluente. Due  quaderni leggermente ed uniformemente bruniti a causa della qualità della carta. Nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Bella marca tipografica al frontespizio con immagine di idra con sette teste ed in una cornice figurata, il motto “Virescit vulnere virtus”. Antica firma di appartenenza settecentesca privata al frontespizio “Ex libris Cristophori V. Ill.s Scipionij”, probabilmente lo storico napoletano, Cristoforo di Scipione autore IMG_2318_clipped_rev_1nel settecento di una celebre biografia di Giannantonio Summonte e di alcuni opere di genealogia ed araldica delle famiglie napoletane. Prima, non comune, edizione italiana, di questa celeberrima opera del famoso cronista e politico francese, Philippe de Commynes, o de Commines (Hazebrouck, 1445 o 1447 – Châteauroux, 18 ottobre 1511). Una delle principali opere storiografiche sulla storia francese ed italiana della seconda metà del quattrocento che divenne un classico in Italia, vedendo numerose riedizioni, anche grazie alla puntigliosa traduzione del noto umanista genovese, di origine ebraica (il padre era un noto medico ebreo), Lorenzo Conti. Fra i partecipanti della congiura dei Fieschi, Conti studiò legge a Padova, Parigi, Tolosa ed Avignone. Ma è “è con le lotte intestine del 1575 che il C. assunse un ruolo di rilievo nella vita pubblica della città, in stretto collegamento con i gruppi più radicali della nobiltà “nuova”: nella primavera era fra gli organizzatori delle “messe dello Spirito Santo”, in cui si tentò un coinvolgimento di massa dei ceti popolari nella lotta contro la nobiltà “vecchia”. Lorenzo fu tra i principali propagatori degli studi d’oltralpe in Italia ed in particolare, degli studi legati alla figura di Bodin ed Aristotele. “Legata probabilmente al nuovo clima culturale venutosi a creare in città dopo la fondazione dell’Accademia degli Addorment ati (1587) fu la nuova iniziativa letteraria del C., la traduzione dei IMG_2319_clipped_rev_1Mémoires di Comines, dedicata al marchese Ambrogio Spinola (Delle memorie di Filippo di Comines… tradotte dal Mag.co L. Conti, Genova 1594). Nella dedica il C., dopo un parallelo tra Tacito e Comines, annuncia un suo volume di discorsi che non sono per altro rimasti. Una traduzione questa di Comines che, a differenza della precedente parziale di Nicolas Raince, ebbe un notevole successo editoriale (Milano 1610, Brescia 1611, Venezia 1613, Milano 1623, Venezia 1640)”.  Philippe de Commines, di nobili origini, fu fin da bambino, educato all’arte diplomatica ed alla conoscenza della storia. “In un primo tempo consigliere di Carlo il Temerario, passò al servizio di Luigi XI, grazie al quale ottenne ricchezza, onori e titoli. A causa della sua partecipazione alla congiura degli Orléans, venne arrestato ed imprigionato. Grazie a Carlo VIII rientrò negli ambienti di corte prima di ricevere l’incarico di ambasciatore a Venezia. Negli anni seguenti si ritirò a vita privata per comporre le sue Mémoires, opera composta da otto libri, i primi sei costituiscono la Cronaca di Luigi Xi e gli ultimi due la Cronaca di Carlo VIII. Grazie a questi libri viene considerato uno dei padri degli storici moderni, grazie alla sua obiettività ed alla profondità psicologica dei suoi personaggi posti in relazione con i fatti politici in un gioco di cause, effetti, previsioni”. Prima edizione italiana di uno dei testi storiografici più celebri del cinquecento e della prima metà del seicento italiano che ricostruisce la storia di Francia e dei territori italiani nella seconda metà del quattrocento. Rara prima edizione italiana in esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\RMLE\005167; non citata in BM STC e non nell’Adams.

900 euro

97. PADOVA UNIVERSITA’ STORIA LOCALE PRIME EDIZIONI GUBBIO ROVIGO

 IMG_2323_clipped_rev_1IMG_2324_clipped_rev_1 (1)IMG_2322_clipped_rev_2Riccoboni Antonio,

De Gymnasio Patavino commentariorum libri sex : quibus antiquissima eius origo & multa preclara ad Patavium pertinentia: doctoresq. clariores usq; ad an. 1571 : ac deinceps omnes, quotquot in eo floruerunt, & florent : eorumq. controversiae : atq. alia memoratu dignissima recensentur : opus ut non amplius pertractum : sic studiosis antiquitatis valde expetendum. Cum duplici indice, altero capitum, altero praecipuarum rerum capitibus comprehensarum.

Patavij (Padova), Fran ciscum  Bolzetam, 1598.

In 4°(23,3×17,3 cm); (8), 148 pp. (errore di numerazione, come in tutti gli esemplari, da pagina 24 a 28 con inversione della sequenza dei numeri). Bella legatura coeva in piena pergamena molle con titolo abilmente ed elegantemente manoscritto da mano coeva al dorso. Dorso in parte staccato dal volume che si presenta però ben rilegato. Antica firma seicentesca alla prima carta bianca “Pencologia Moroni (?)” anticamente cancellata a china ma ancora ben leggibile. Antica firma di appartenenza dell’inizio del seicento al margine basso del frontespizio solo in parte comprensibile “Hora tio ….”. Bello stemma xilografico al frontespizio. Un leggerissimo alone, ininfluente, al margine esterno bianco delle prime tre carte. Un piccolo alone al margine esterno bianco delle ultime 8 carte, insignificante. Due forellini di tarlo al margine esterno bianco delle ultime due carte e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione, di questa celebre storia dell’Università di Padova, scritta dal grande storico ed umanista, Antonio Riccoboni (Rovigo, 1541 – Padova, 1599). L’opera ripercorre la storia dell’ateneo patavino dalla sua fondazione nel 1222 al 1598. Grande rilievo è dato agli anni compresi dal 1520 al 1598 con biografie dei professori principali come ad esempio, Andrea Vesalio. Ad esempio il quarto libro presenta alcune celebri diatribe IMG_2320_clipped_rev_1scaturite all’interno dell’ateneo che videro coinvolti illustri personaggi su questioni di varia natura, come C. Sigonio, J. Zabarella, F. Piccolomini, G. Denores, G.B. Guarini, F. da Acquapendente e lo stesso Riccoboni. I libri quinto e sesto, infine, narrano episodi o eventi di cronaca legati alla storia dell’università, come le feste celebrat e nel ginnasio per la vittoria di Lepanto, la nascita dell’Accademia degli Animosi, l’inaugurazione del teatro anatomico, ecc. Nelle pagine  132 e 133 viene anche ricostruito il noto fatto di cronaca dell’assassinio della nobildonna e poetessa originaria di Gubbio, Vittoria Accoramboni nel 1585 che tanto scalpore fece all’epoca e che portò alla condanna a morte di Ludovico Orsini, parente del marito della Accoramboni, sospettato di esser stato il mandato dell’omicidio. Riccoboni, nato a Rovigo, dove per breve tempo fece anche parte del Collegio dei Notai  allievo di Carlo Sigonio, Paolo Manuzio e Marc Antoine Muret, fu professore di eloquenza dell’Università di Padova per lungo tempo. Associato all’Accademia degli Addormentati insieme a Luigi Groto, Domenico Mazzarello e Giovanni Domenico Roncalli, era uno degli affiliati quando l’accademia venne soppressa per le simpatie eterodosse che vi venivano professate. Nel 1570, aggregato al Consiglio dei n obili rodigiani, fu una delle figure principali della rielaborazione degli statuti cittadini. Nel 1571 succedette a Giovanni Fasolo nella cattedra di retorica dell’ateneo padovano, su invito diretto di Lorenzo Massa, dopo che la stessa cattedra era stata rifiutata da Muret. Nel 1573 fa parte 1573 dell’Accademia degli Animosi, consesso fondato dall’abate Ascanio Martinengo, cui partecipano anche Sperone Speroni, Bernardino Tomitano e Francesco Piccolomini. “Durante il trentennio padovano adibì la sua casa a collegio, ospitandovi fino a dodici studenti (tra essi, nel 1594, Guido Bentivoglio), e lavorò alacremente alla traduzione e al commento di alcune opere aristoteliche”. Autore prolifico, numerosi sono gli scritti di Riccoboni dedicati alla poetica, la retorica e l’eloquenza, oltre ad alcune valent i pubblicazioni dedicati alla storiografia. “Un’accesa controversia con Carlo Sigonio ebbe origine nel 1583, quando fu pubblicata a Venezia, priva di note editoriali e di commento, una Consolatio attribuita a Cicerone (M. Tullii Ciceronis Consolatio. Liber quo se ipsum de filiae morte consolatus est…). Subito Riccoboni pubblicò a Padova una lettera a Girolamo Mercuriale, in cui esprimeva dubbi sull’autenticità della novità editoriale, incongrua rispetto allo stile e ai temi dell’opera ciceroniana”. Fu impegnato in diverse dispute con Joseph Scaliger. “Alla storia della sua Università Riccoboni diede nel 1599 un contributo fondante con la pubblicazione del De Gymnasio Patavino, ultima sua opera, primo tentativo di ricostruire le vicende dell’istituzione, a cominciare dai lontani e oscuri prim IMG_2324_clipped_rev_2ordi, per delinearne quindi ubicazione, edifici, cariche accademiche e principali vicende sotto la dominazione dei Carraresi prima e di Venezia poi, e per fornire un ampio quadro biografico di professori che contribuirono alla sua crescita; nonostante comprensibili difetti – sottolineati in modo un po’ ingeneroso da Jacopo Facciolati – il lavoro è un punto di riferimento nelle indagini storiche sull’Università di Padova e sulla cultura veneta quattro e cinquecentesca”. Fu in corrispondenza con alcuni dei principali intellettuali della sua epoca fra i quali anche Galileo Galilei. Francesco Bolzetta, che ha firmato la presente edizione, fu in realtà soltanto editore e libraio e fece stampare il libro coi tipi del Pasquati (cfr. E. Veronese Cesaracciu, Bibliografia dell’Università di Padova, in: Quaderni per la storia dell’università di Padova, 1993-94, pp. 26-27 e 301). Prima non comune edizione in bella legatura coeva ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Graesse VI, 110; Adams II, R 496; BM STC: Italian Books, 555; Jöcher III, divisione 2090; Zedler XXXI, divisione 1509.

850 euro

98. ARISTOTELICA FILOSOFIA ETICA UMANESIMO FIRENZE STAMPATORI LIONE PRIME EDIZIONI

  IMG_2297_clipped_rev_1Aristoteles, Donato Acciaiuoli,

Aristotelis Stagiritae Peripateticorum principis Ethicorum ad Nicomachum libri decem, Ioanne Argyropylo Byzantio interprete, ad Graecum exemplar diligentissime recogniti, cum Donati Acciaioli Florentini, viri doctissimi, Comentariis. Quot tibi, Lector, ex hac postrema editione locos restitutos sabea, nostra haec si cum caeteris conferas, facile deprehendes. Nam prae ter verba mutilata & confusa, integras quoq; lineas quae in priori bus editionibus non habebantur, fidelirer restituimus.

Lugduni, Apud Ioannem et Franciscum Frellonios, Fratres, 1544

In 8° piccolo (16,2×10,2 cm); (24), 919, (1) pp. Legatura coeva in piena pergamena molle con titolo ed autore chiosati da mano coeva al dorso. Dorso a tre nervi. Al piatto anteriore, sbiadito e solo in minima parte leggibile, una massimo chiosata da mano cinquecentesca. Un piccolo tarletto al margine esterno bianco delle prime 6 carte e due forellini di tarlo al margine interno bianco delle ultime 4 carte, tutti ininfluenti e lontano dal testo. Il frontespizio presenta, al piatto anteriore due antiche pecette di rinforzo ai margini interno ed esterno. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima, rara edizione, nessun esemplare censito in ICCU, dell’etica di Aristotele, nella versione stampata dai fratelli Frellon che presenta il commento del celebre umanista, politico e scrittore, fiorentino Donato Acciaiuoli o Acciaioli (Firenze, 1429 – Milano, 28 agosto 1478) che diverrà una delle versioni più celebri ed utilizzate nelle ristampe seguenti dell’etica aristotelica, particolarmente apprezzata per la sua accuratezza filologica. Acciaiuoli “Dopo aver brillantemente appreso la lingua greca, il latino e gli studi matematici quale allievo prediletto dell’Argiropulo, si dedicò alla traduzione di opere classiche dal greco al latino, come IMG_2295_clipped_rev_1alcune delle Vite di Plutarco, e alla stesura di opere originali, soprattutto di carattere storico e filosofico, come i Commentari all’Etica di Aristotele, o le biografie di Carlo Magno, di Annibale, di Scipione l’Africano”. Nello stesso anno, un’edizione del tutto identica, anche per i caratteri utilizzati, fu ristampata da Antoine Vincent che era in quegli anni, a tutti gli effetti, un collaboratore dei Frellon. Scrive Coline Silvestre nel suo “Les éditions d’Aristote à Lyon : des incunables aux Opera omnia de 1549” Universite de Lyon, 2013: “Par exemple l’Ethique de 1517 par Simon Vincent intègre le commentaire du maître scolastique Gilbert Crab avec la traduction d’Argyropoulos 111. En 1514, on trouve ces contributions-là au texte aristotélicien dans une édition d’Henri Estienne à Paris 112 mais le paratexte ainsi que les commentaires ne semblent pas être les mêmes notamment parce que Vincent a utilisé les tables de Gilles de Delft 113, mort en 1515. Dans la nouvelle disposition des composantes du texte résiderait l’innovation du libraire et la justification du privilège royal en tête de l’édition. Toujours pour l’Ethique, une édition de 1544 imprimée par les frères Frellon utilise le commentaire de Donato Acciaiuoli avec la traduction d’Argyropoulos 114, un schéma que l’on trouve pour la première fois semble-t-il, à Paris en 1541 chez Jean Loys et Jean de Roigny115. En revanche, le De Anima des frères Huguetan paru avec privilège en 1544116, commenté par Philopon et traduit par l’helléniste IMG_2298_clipped_rev_1Gentien Hervet semble trouver son origine dans l’officine des deux frères qui en ont l’exclusivité. Nous reviendrons à ces éditions quelque peu à part dans le corpus quand il s’agira de leurs éditeurs et de leur présentation. […] En 1544, les frères Frellon donnent leur première édition du philosophe. Ici encore, il s’agit de l’Éthique à Nicomaque. Bien que l’un des frères, Jean Frellon, édite les Opera omnia d’Aristote en 1549, et donc en d’autres termes, tout le corpus, nous considérons cette première édition comme isolée car elle n’est pas rattachée à une volonté d’éditer tous les traités, dont elle est par ailleurs séparée de cinq ans. Cette édition associe un commentaire de Donato Acciaiuoli à la traduction d’Argyropoulos. Les frères Frellon la partagent avec Antoine Vincent pour lequel ils l’impriment aussi en 1544. […] La traduction est d’Argyropoulos, et Donato Acciaiuoli a élaboré le commentaire à partir de notes prises pendant les cours du premier à Florence. Là encore, le commentaire a un fondement scolaire. Après chaque chapitre, le commentaire mentionne entre crochets la portion de texte qu’il traite.”. Prima edizione rara dell’etica aristotelica nel commento di Acciaiuoli e stampata dai fratelli Frellon. Rif. Bibl.: Baudrier V:194, Gültlingen VIII:13, USTC 157574; Lyon BM B 509 964.

1.100 euro

99. GEOGRAFIA EUROPA POLONIA ITALIA SCANDINAVIA SPAGNA FRANCIA RUSSIA PAESI BALTICI

  image00026_clipped_rev_1image00027_clipped_rev_1Fournier Georges,

Geographica Orbis Notitia, Per Litora Maris Et Ripas Fluviorum.

Francofurti, sumptibus Joannis Baptistae Schönuuetteri, 1668

In 12° (13,3×7,8 cm); (24), 752, (28) pp. Legatura coeva in piena pergamena molle. Dorso a due nervi, con titolo e autore manoscritto da mano coeva. Antico timbro seicentesco gesuitico al frontespizio. Tagli spruzzati. Fogli uniformemente bruniti, come in tutti gli esemplari conosciuti, a causa della carta tedesca utilizzata per la stampa. Bell’edizione di questo classico testoimage00028_clipped_rev_1 di geografia del celebre geografo, matematico gesuita Georges Fournier (31 August 1595 – 13 April 1652). Cappellano militare navale su una nave di linea, acquisì una forte conoscenza delle questioni tecniche navali e geografiche che lo portarono a pubblicare un noto trattato di progettazione navale, nel 1642 dal titolo “Hydrographie” che gli diede notevole fama ed è considerata la prima enciclopedia marittima francese. Geografo, astronomo, idrografo, matematico, Fournier si interessò a tutto gli argomenti legati alla navigazione come i venti, le maree, i porti, la pesca, il commercio marittimo, la costruzione navale, la condotta degli ufficiali e l’arte del comando. Autore anche di un trattato sulle fortificazioni e di architettura militare, pubblicato a Parigi nel 1649, è però, oltre che per “Hydrographie”, per la sua opera geografica che viene stimato e ricordato. Pubblicò anche un’opera sull’Asia e diversi trattati matematici. Georges Fournier fu anche insegnante di René Descartes. L’opera qui presentata, divisa in 12 libri, consta in una dettagliata descrizione storico-geografica delle nazioni d’Europa descrivendole regione per regione non solo nei loro aspetti geografici (mari, fiumi, monti etc.) ma anche storici. Non comune edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BVEE\037656.image00025_clipped_rev_1

200 euro

100. NAVIGAZIONE NAVI A VELA MERIDIANE BUSSOLE STORIA DELLA MARINA BARCHE A VELA

 IMG_2291_clipped_rev_1IMG_2292_clipped_rev_1IMG_2289_clipped_rev_1Edgecombe Thomas,

Pratica giornaliera del piloto in altura o sia Metodo breve e facile di tener conto del cammino di un Naviglio in alto Mare. Con le Tavole necessarie alla pratica della Navigazione. Seconda Edizione. Diligentemente riveduta e corretta.

In Livorno, si trova  vendibile nei negozj di Giovanni Sardi in via Marsiliana, e di Carlo Giorgi dal Palazzo di s.a.r., 1789

In 4° (27,x20 cm); XVIII, (2), 180 pp. Legatura coeva in piena pelle scura maculata. Dorso a 5 nervi con titolo impresso in oro al dorso. Una piccola bruciatura al margine esterno bianco di 25 carte, lontano dal testo ed inifluente e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Bell’incisione con immagine navale al frontespizio e bussola incisa a piena pagina a pagina 93 IMG_2288_clipped_rev_1“”Figura della Bussola, con li Rombi, che ogni Vento, mezzo Vento e quarto vengogo a formare con la linea Meridiana”. Seconda edizione, riveduta e corretta di questo importante trattato composto da Edgecombe Thomas che descrive il metodo per orientarsi in alto mare con tavole numeriche dedicate a “la differenza di latitudine e l’allontanamento per li romb i, mezzi rombi e quarti sino a 300 miglia, o leghe di distanza”, la tavola “che contiene le parti meridionali per ogni grado e minuto”, la tavola “delle latitudini e longitudini de’ principali porti, ed isole del mondo, “tavola che contiene la declinazione del sole”, “tavole delle altitudini del sole”, “Tavola dell’Asciensione retta, e la Declinazione di alcune delle Stelle più Insigni”. Con capitoli dedicati alla navigazione piana, alla navigazione del Mercatore, navigando sopra un parallelo, regole per le Amplitudini, maniera di trovare la variazione della Bussola,  l’uso delle tavole dell’Ascensione retta del sole e delle stelle, Maniera di ritrovare la Latitudine con l’altezza meridiana del sole o delle stelle e la loro Declinazione, Regole per tenere il Giornale di bordo, Regola per le Correzioni, uno alla maniera di sciogliere il Bordeggio, etc. In fondo al volume il “Giornale di un viaggio dall’Inghilterra verso Madera sopra  il Vascello N. capitaneggiato da N. N. tenuto da me N. N.”. Importante opera per la storia della navigazione. Non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LIAE\036534.IMG_2294_clipped_rev_1

350 euro

101. SAN ZENO ZENONE AGIOGRAFIE VERONA SANTI MIRACOLI BIOGRAFIE

 IMG_2287_clipped_rev_1IMG_2286_clipped_rev_1San Zeno, Don Battista Peretti,

Sancti Zenonis Veronensis episcopi et martyris doctoris eximii Sermones. Eminentissimi & reverendissimi Augustini Valerii episcopi & cardinalis Veronae primùm nunc denuo illustrissimi & reverendissimi Jo. Francisci Barbadici Veronae episcopi, jussu editi cum suo indice ; accedit ejusdem S. Zenonis Vita Italico sermone per Baptistam Perettum Archipresb. S. Joannis In Valle descripta, cum Scholis. Unito a: Historia di S. Zeno Vescovo di Verona, et martire raccolta per Don Battista Peretti Arciprete di San Giovanni in Valle. Et nell’anno XXXII. Del Vescovato, et del Cardinalato dell’Illustriss. Sig. Agostino Valerio Cardinal di Verona. Al Consiglio, et al popolo veronese dedicata.

Veronae, & Patavii, Typis Seminarii, Apud Joannem Manfré, (Nella stamperia del seminario, per la seconda opera), 1710

In 4° (24×17 cm); due tomi in un volume: (32), 344 pp. e 77, (3) pp. Bella ed elegante legatura coeva in piena pelle scura con dorso a 5 nervi. Ai tasselli titolo e ricchissimi fregi in oro. Tagli spruzzati. Una piccolissima spellatura all’angolo alto del piatto anteriore, ininfluente e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione. Primo frontespizio in rosso e nero. Prima rarissima edizione nell’elegante versione stampata da Giovanni Manfrè a Padova e Verona, di questa raccolta di tutti i sermoni dell’ottavo vescovo di Verona e santo, Zeno, o Zenone (Mauretania, 300 circa – Verona, 12 aprile 371). Zeno “Fu vescovo di Verona dal 362 al 371 o 372 o 380, anno della sua morte. Secondo le fonti agiografiche visse in austerità e IMG_2285_clipped_rev_1semplicità, tanto che pescava egli stesso nell’Adige il pesce per il proprio pasto. Per questo è considerato protettore dei pescatori d’acqua dolce. Era comunque persona colta ed erudita, formatosi alla scuola di retorica africana, i cui maggiori esponenti furono Apuleio di Madaura, Tertulliano, Cipriano e Lattanzio. Sono giunti fino a noi numerosi suoi sermoni, di cui 16 lunghi e 77 brevi, che testimoniano come egli, nella sua opera di evangelizzazione, si confrontò con il paganesimo ancora diffuso e si applicò per confutare l’arianesimo”. La seconda parte dell’opera contiene, con frontespizio proprio l’”Historia di S. Zeno, Vescovo di Verona, et martire, raccolta per Don Battista Peretti”. Peretti, soavese di nascita, fu insigne studioso ed autore di numerose pubblicazioni. “Amico di uomini raffinati e colti, bibliofilo competente ed appassionato, fu anche un ricercatore di prim’ordine poiché alcune opere da lui pubblicate servirono poi agli studi sulla storia della chiesa scaligera”. La sua vita di San Zeno è considerata una delle massime fonti agiografiche del santo e nella sua compilazione, il Peretti fece ampie ricerche d’archivio. Esemplare in perfette condizioni di conservazione di edizione rara. Rif. Bibl.: WorldCat, OCLC Number 797727167.

300 euro

102. STORIA PAPI PAPATO ROMA STORIOGRAFIA CREMONA VERONA VENEZIA ICONOGRAFIA PAPALE

  IMG_5093_clipped_rev_1IMG_5095_clipped_rev_1  IMG_5094_clipped_rev_1   IMG_5092_clipped_rev_1Platina Battista,

Delle Vite de’ Sommi Pontefici, dal Salvator Nostro sino a Paolo II. Ampliato con le historie de’ Papi Moderni da Sisto IV fino a Paolo V. Scritte dal P. F. Onofrio Panuinio veronese, da Antonio Cicare lli da Foligno e da D. Gio. Stringa venetiano. Con l’annotazioni del Panuinio e con la Cronologia Ecclesiastica dello stesso, ampliata da Bartolomeo Dionigi, da Lauro Testa. Oltre i nomi, cognomi e patrie di tutti gli Cardinali, raccolti per il sudetto Dionigi dall’opere del Panuinio, e da gli Atti della Cancelleria Apostolica; e l’Effigie di tutti gli Pontefici al naturale: e perfettionato in questa impressione con l’aggiunta delle vite di Gregorio XV e di Urbano VIII con un supplimento di venti anni alla cronologia di D. Francesco Tomasuccio venetiano. con tre fedeli e copiose tavole; una de’ Papi, la seconda de’ Cardinali, e la terza delle Cose Notabili.

Venezia, Appresso il Barezzi, 1643

In 4° (22,4×16 cm); 2 parti in un volume:  (24), 9-912 pp. e (14 ), 222 pp. La seconda parte, con frontespizio proprio contiene “LaIMG_5097_clipped_rev_1 cronologia ecclesiastica del R. P. F. Honofrio Panvinio Veronese, Frate Eremitano di Sant’Agostino. Dall’Imperio di C. Giulio Cesare Dittatore, fin’ all’Imperator Cesare Massimiliano II. d’Austria, Pio, Felice, Perpetuo, Augusto. Tadotto nuovamente dalla lingua Latina nell’Italiana, supplita, & ampliata daò MDLXVI. Sin l’Anno MDCVI. Dal R. M. Bartolomeo Dionigi da Fano et dall’Anno MDCVI. Fin’ all’Anno MDCXII. da  D. Lauro Testa, & altri”. Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo chiosato da abile mano coeva al dorso. Leggere tracce di polvere alla legatura. Antica firma di appartenenza privata al frontespizio “Ad usum de Rossi”. Nel primo frontespizio, stampato in rosso e nero, armi papali, nel secondo frontespizio la bella marca tipografica di Barezzo Barezzi. L’opera presenta oltre 200 xilografie con i ritratti dei Papi e gli stemmi delle famiglie di provenienza, testatine, capolettera e finalini incisi. Una piccola mancanza di carta all’angolo inferiore basso di carta a5 della seconda opera, dovuta ad un difetto della carta antecedente la stampa che interessa solo la parte bianca e non il testo, del tutto ininfluente. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bell’edizione veneziana notevolmente aumentata ed aggiornata al 1623 di questa celeberrima fonte storica opera del famoso umanista e gastronomo, Bartolomeo Sacchi, detto il Plàtina (Piadena in provincia di Cremona, 1421 – Roma, 21 settembre 1481). Dopo aver prestato servizio militare presso Francesco Sforza e Niccolò Piccinino come mercenario si trasferì poi a Mantova per avviarsi agli s tudi umanistici sotto la guida di Ognibene da Lonigo. Nel 1453 il Platina entrò al servizio diretto dei IMG_5096_clipped_rev_1Gonzaga divenendo precettore di Ludovico III Gonzaga. Nel 1457 si stabilì a Firenze per seguire le lezioni di Giovanni Argiropulo, celebre umanista di orientamento platonico. Qui strinse amicizia con celebri umanisti quali Marsilio Ficino, Poggio Bracciolini, Francesco Filelfo, Cristoforo Landino, Leon Battista Alberti, Giovanni Pico della Mirandola e molti altri. Sempre a Firenze divenne precettore presso la famiglia Medici e legandosi anche, alla famiglia Capponi, di parte repubblicana. Amante dei classici latini e greci fu anche abile storico. Nel 1461, seguendo il Cardinale Francesco Gonzaga si stabilì a Roma dove, entrato in contatto con la corte pontificia, venne da questa precettato in qualità di “abbreviatore”. Servì sotto i papi Pio II, Paolo II e Sisto IV. In particolare sotto ilIMG_5091_clipped_rev_1 secondo è da ricordare che fu da questi, insieme ad altri “abbreviatori” rinchiuso nelle carceri pontificie e torturato con l’accusa di aver cospirato contro il papa. Scagionato da ogni accusa fu ben accolto da papa Sisto IV che lo nominò direttore della Biblioteca Vaticana. Qui potendo attingere liberamente alle enormi riserve di notizie conservate presso l’istituto, compose alcune delle sue opere più celebri quali il Liber de vita Christi ac omnium pontificum, il De Principe, il De Vera Nobiltate, il De falso et vero e bono ed appunto Delle vite de’ Sommi Pontefici. E’ di questi anni anche il suo celebre trattato gastronomico, il De honesta voluptate et valetudine. L’opera del Platina è qui notevolmente integrata grazie al contributo di diversi studiosi come Ciccarelli Antonio, Stringa Giovanni, Dionigi Bartolomeo, Tomasucci Francesco. Onofrio Panvinio e Testa Lauro. Importante fonte storica ed iconografica per la storia del papato romano. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\UM1E\001384. IMG_5098_clipped_rev_1

400 euro

103. BIBLIOGRAFIA BOLOGNA MOLINELLA ARTE DELLA STAMPA RAIMONDI CATALOGHI DI VENDITA RARITA’ COLLEZIONISMO COLLEZIONI DI STAMPE

  Senza titolo-31Armano Giovanni Antonio,

Catalogo di una insigne collezione di stampe delle rinomatissime e rare incisioni del celebre Marc’Antonio Raimondi fatta da Gianantonio Armano pittore.

Firenze, Per Francesco Cardinali, 1830

In 8° piccolo (16,4×9,5 cm); (2 b.), VIII, 167, (3 b.) pp. Brossura editoriale con titolo impresso entro cornice xilografica al piatto anteriore. Al piatto, entro cornice xilografica, luogo di stampa, stampatore e anno di stampa. Un piccolissimo ed ininfluente strappetto al margine basso del piatto posteriore, due piccoli forellini al dorso e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima edizione, assai rara, rarissima a reperirsi in queste genuine condizioni di conservazione, di questo catalogo di vendita ma anche importantissima bibliografia, considerato ancora oggi come fra i più completi repertori di Marcantonio Raimondi, mai pubblicato. Celebre incisore italiano, Marcantonio Raimondi (Molinella, 1480 circa – Bologna, 1534) fu tra i massimi esponenti dell’arte incisoria del rinascimento italiano. Il volume descrive l’imponente collezione delle stampe di e da Marcantonio Raimondi, messa insieme all’inizio dell’ottocento, dal noto pittore, collezionista ed accademico veneziano Giovanni Antonio Armano. Nella prima parte, Armano descrive la sua metodologia nella formazione della collezione. Al recto del frontespizio viene indicato dove si può acquistare l’intera collezione “Chi amerà acquistare questa preziosa e singolare Collezione potrà rivolgersi in Bologna al Sig. Ulisse Guidi. In Firenze al Sig. Francesco Cardinali”. Segue una descrizione dettagliata della collezione che comprendeva oltre 900 stampe, di cui 600 originali e le restanti, riproposte o copiate dall’originale. Il catalogo è organizzato in sei Senza titolo-32capitoli e ciascuna delle stampe descritte include dettagli sul contenuto e alcuni commenti sull’importanza e la rarità di ogni pezzo. Marcantonio Raimondi, formatosi nella bottega di Francesco Francia, si perfezionò sull’opera di Albrecht Dürer riproducendone temi e figure. “Recatosi nel 1510 a Roma vi risiedette fino al sacco del 1527, lavorando soprattutto su disegni di Raffaello Sanzio e, dopo la morte dell’urbinate, in collaborazione con Giulio Romano e Baccio Bandinelli. A causa di incisioni licenziose tratte da disegni di Giulio Romano finì per qualche tempo in carcere. Dopo il sacco si rifugiò quindi a Bologna”. Celebre la querelle fra Raimondi e Dürer, del quale riprodusse con grande maestria la “Piccola Passione” che è giunta fino a noi grazie al Vasari che ce ne parla nell’edizione delle sue “Vite” del 1568. Dice il Vasari: “Intanto capitando in Vinezia alcuni fiaminghi con molte carte intagliate e stampate in legno et in rame da Alberto Duro, vennero vedute a Marcantonio in sulla piazza di San Marco. Per che, stupefatto della maniera del lavoro e del modo di fare d’Alberto, spese in dette carte quasi quanti danari aveva portati da Bologna, e fra l’altre cose comperò la Passione di Gesù Cristo intagliata in trentasei pezzi di legno in quarto foglio, stata stampata di poco dal detto Alberto. La quale opera cominciava dal peccare d’Adamo, et essere cacciato di Paradiso dall’Angelo, infino al mandare dello Spirito Santo. E consiSenza titolo-33derato Marcantonio quanto onore et utile si avrebbe potuto acquistare chi si fusse dato a quell’arte in Italia, si dispose di volervi attendere con ogni accuratezza e diligenza; e così cominciò a contrafare di quegli intagli d’Alberto, studiando il modo de’ tratti et il tutto delle stampe che avea comperate: le qual per la novità e bellezza loro, erano in tanta riputazzione, che ognuno cercava d’averne. Avendo dunque contrafatto in rame d’intaglio grosso, come era il legno che aveva intagliato Alberto, tutta la detta Passione e vita di Cristo in trentasei carte, e fattovi il segno che Alberto faceva nelle sue opere, cioè questo: AD, riuscì tanto simile di maniera che, non sapendo nessuno ch’elle fussero fatte da Marcantonio, erano credute d’Alberto, e per opere di lui vendute e comperate. La qual cosa, essendo scritta in Fiandra ad Alberto, e mandatogli una di dette passioni contrafatte da Marcantonio, venne Alberto in tanta collora che, partitosi di Fiandra, se ne venne a Vinezia e, ricorso alla Signoria, si querelò di Marcantonio. Però, non ottenne altro, se non che Marcantonio non facesse più il nome e né il segno sopradetto d’Alberto nelle sue opere. Dopo le quali cose, andatosene Marcantonio a Roma, si diede tutto al disegno”. Prima di mettere insieme questa collezione di stampe di Raimondi, Armano raccolse le opere di Giulio Bonasone e produsse un catalogo di vendita, simile a questo, nel 1820. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\MODE\028925.

400 euro

104. MAIALI SUINI CUCINA ALLEVAMENTO GASTRONOMIA SALUMI ALLEVAMENTO PRIME EDIZIONI CARICATURE PRIME EDIZIONI MACELLERIA MACELLAZIONE MACELLAI

Senza titolo-6 Senza titolo-8  Senza titolo-5Alfred le Petit,

Le Cochon Souvenirs de Normandie, 60 magnifique gravures et dessins humoristiques avec texte et musique.

Paris, F. Juven Editeur, S. data (ma 1898)

In folio (35,2×28 cm); 93, (3) pp. Brossura editoriale. Rinforzo al dorso ad integrare p erdita di carta, piccoli strappetti ai piatti e per il resto, all’interno, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima, rara edizione, di questa celebre opera caricaturale dedicata al maiale, ai suoi utilizzi in cucina ed al suo allevamento nella Normandia della fine dell’ottocento, opera del celebre fotografo, pittore e caricaturista francese, Alfred Le Petit (1841-1909). Dopo aver studiato disegno, pittura e fotografia, Alfred iniziò a disegnare a Rouen, poi a Parigi, contribuendo alle due famose riviste illustrate ottocentesche “La Lune” e “L’Éclipse”. Nel 1870 fondò La Charge, un periodico che attaccò Napoleone III con ferocia. Successivamente fondò anche le testate polemiche “Le Pétard” e “Le Sans-Culotte”, anch’esse incent rate sul commento e la satira politico dei detentori del potere. Come ebbe modo di provare sulla sua pelle, il commento politico può essere costoso, tanto che Le Pitit finì la sua vita in condizioni di estrema povertà, dopo essere estromesso dalle principale testate giornalistiche e venir boicottato da alcuni nemici che si era fatto, grazie ai suoi scritti. Finì i suoi giorni facendo caricature per i turisti al primo piano della Torre Eiffel e cantando in cabaret, accompagnandosi col violino del quale era un abile suonatore. Si legge nell’introduzione dell’opera: « A moins que vous ne soyez Mahométan, vous avez certainement plus d’une fois mangé du Senza titolo-9cochon ; mais en vous délectant de sa chair, vous est-il arrivé de penser par quelle odyssée a passé ce malheureux animal avant d’être transformé en boudins, saucisses, pâtés, jambons, andouilles, andouillettes, cervelas, salé, galantine et chip olata. C’est de quoi je vais vous entretenir, heureux si je puis vous intéresser quelques instants. D’après Buffon, le cochon est un animal brut, grossier, stupide, immonde, hébété ; mais le génie de Buffon, qui embrassait toute la nature, lui faisait écrire sur trop de choses pour pouvoir tout approfondir. Aussi a-t-il fait l’histoire des animaux d’après ce qu’il en avait lu ou entendu dire, ne les ayan t souvent guère vus qu’empaillés ; il en résulte que ses descriptions sont pleines d’erreurs. Tel est le cas pour le cochon, qui est juste le contraire de ce qu’il en dit. Voici du reste ce qu’on lit dans le Dictionnaire de Larousse en réponse à l’opinion de Buffon: « Il ne serait pas difficile d e prouver que ce portrait peu flatteur est souverainement injuste, etc… Je lis encore dans le Dictionnaire pittoresque d’histoire naturelle: « Selon quelques auteurs, le porc a l’intelligence très bornée ; il est peu susceptible de répondre aux attentions que l’on a pour lui, et de s’attacher aux personnes qui lui font du bien. ». Rara opera caricaturale dedicata ai maiali. Raro. Rare first edition.Senza titolo-7

290 euro

105. ILLUSTRATORI DORE’ PRIME EDIZIONI DANTESCA DIVINA COMMEDIA CLASSICI ILLUSTRATI

image00020_clipped_rev_1  image00016_clipped_rev_1  image00015_clipped_rev_1Dante Alighieri, Gustavo Doré, Eugenio Camerini,

La Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Gustavo Doré e dichiarata con note tratte dai migliori commenti a cura di Eug enio Camerini,

Milano, Stabilimento dell’Editore Edoardo Sonzogno, 1868-1869

In folio massimo (41×30,8 cm); tre tomi in un volume: X, (2), 136, (2) pp. e 75 c. di tav., (8), 132, (4) pp. e 42 c. di tav., (8), 132, (4) pp. e 18 c. di tav. Legatura coeva in mezza-pergamena con titolo in oro su fascetta in pelle rossa al dorso (strofinature e screpolature alle due fascette. Unghie dei  piatti in pergamena. Piatti foderati con carta verde coeva. Un leggerissimo ed ininfluente alone al margine esterno delle prime carte ed ultime carte, mai intenso o fastidioso. Alcune note manoscritte coeve a matita al margine esterno del testo. Antica firma di appartenenza nobiliare alla prima carta bianca che attesta l’esemplare come appartenuto alla nobildonna bavarese Manuela Maria Josè von Herigoyen, della nobile casata bavarese ma di origini portoghesi, degli José (Joseph, Josef) von Herigoyen (anche trascritto a volte come Irigoien o Hirigoyen). Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima celeberrima edizione italiana della Divina Commedia illustrata dal grande Paul Gustave Louis Cristoph e Doré (6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883) celebre pittore, disegnatore, litografo e incisore francese  che fu l’illustratoreimage00014_clipped_rev_1 più famoso dell’ottocento. Famoso per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante, a lui si devono alcune delle più importanti edizioni illustrate ottocentesche dei classici della letterat ura mondiale fra i quali il Paradiso Perduto, il Don Chisciotte, La Divina Commedia e l’Orlando  Furioso. Artista estremamente eclettico e poliedrico si impegnò a sviluppare tutte le image00018_clipped_rev_1tecniche ed i formati pittorici realizzando da enormi quadri a piccoli, passando da opere di estrema incisività e potenza a lavori semplici ma dal tratto graffiante. La pittura e l’incisione non furono le sue sole passioni  ma a lui si devono anche disegni e sculture. Capace di creare scene di estrema complessità ed impatto emotivo era capace anche d i dipingere magnifici paesaggi dove il sublime, nella stretta concezione del Romanticismo di derivazione burkeniana, esprimeva tutta sua potenza sentimentale. La Divina Commedia illustrata dal Dorè divenne da subito una delle più celebri edizioni del poema dantesco ed ebbe numerose riedizioni. Quella qui pre sentata è l’edizione più famosa corollata da 135 magnifiche incisioni realizzate da alcuni dei più grandi incisori del tempo come Pannemaker, Fagnon, Pisan, Boetzel, Dumont, Pisan, Dupeyron, Sotain, Trichon, Guillaime, Gauchard, Verde, Pierdon, Maurand, Regnier , Piaud, Obrux ed altri. Il testo ed il commento, curato dal letterato  e giornalista anconetano Eugenio Salomone Camerini (Ancona, 13 luglio 1811 – Milano, 1º marzo 1875), è molto apprezzato per l’accuratezza filologica. Rif. Bibl.: Cfr. Mambelli “Annali ediz.  dantesche”,362: “Il Camerini prese a testo la lezione del Witte. Per le dichiar azioni tenne conto dei migliori interpreti antichi e moderni: Boccaccio, Buti, Benvenuto da Imola, Tommaseo, Blanc, ecc.”. Prima edizione italiana, in legatura coeva ed in buone-ottime condizioni di conservazione, da non confondersi con la tiratura popolare che la Sonzogno pubblicò a partire dal 1869. Completo di tutte e tre le parti.image00017_clipped_rev_1

600 euro

 

106. ECONOMIA COMMERCIO PESI E MISURE CONTABILITA’ BANCHE MONETE CAMBI

  IMG_5052_clipped_rev_1 IMG_5051_clipped_rev_1IMG_5050_clipped_rev_1De La Porte Matthieu,

La science des negocians et teneurs de livres, ou instruction générale pour tout ce qui se pratique dans les Comptoirs des Négocians, tant pour les affaires de Banque, que pour les Marchandises, & chez les Financiers pour les Comptes. Divise’ en toris traites, Dont le contenu est à la page suivante. Par M. de La Porte, Professeur, Teneur de Livres de Compte, Arithmeticien, et Maitre Ecrivain-Jure-Expert pour les Ecritures, Signatures, Comptes et Calcus. Nouvelle édition, revue, corrigée & augmentée.

A Paris, Chez la Veuve Cavalier & Fils, Libraires, rue S. Jacques au Lys d’or (De l’Imprimerie de J. Chardon), 1753.

In oblungo (20×12,7 cm); XVI, 608 pp. Legatura coeva in piena pelle maculata con titolo e ricchi fregi ai tasselli del dorso a 4 nervi. Tagli rossi. Qualche piccolo difetto ai margini del dorso con piccola perdita di pelle. All’interno in buone condizioni di conservazione. Nuova edizione, corretta ed aumentata, di questo celebre trattato dedicato al commercio, scritto dal celebre matematico francese, Mathieu de la Porte (Nimega, 1660 circa – 1722). La sua “Guide des negocians” (quella qui presentata) è la sua opera più conosciuta ed è considerata come uno dei libri più importanti e conosciuti del settecento dedicati alla partita doppia. L’opera venne stampata 23 solo nell’edizione francese tra il 1685 e il 1787. La Porte elaborò l’opera quando venne invitato a scrivere una guida per i contabili in seguito alla promulgazione dell’Ordonnance de Commerce ad opera del Ministro delle Finanze francese, Jean-Baptiste Colbert. La “Science des Négocians” si occupa della contabilità sia a IMG_5049_clipped_rev_1singola che a doppia entrata, con esempi pratici, nonché del trattamento di “Billets de Change”, pesi e misure e condizioni commerciali. La prima parte del libro tratta della contabilità a partita singola, che è descritta come adatta solo per le piccole imprese. Quindi l’autore passa alla contabilità in partita doppia, dove introduce alcuni chiarimenti e modifiche al sistema esistente. Distingue tra l’intero memoriale e il memoriale diviso in più parti, si occupa di voci di giornale singole e composte e infine introduce quindici libri ausiliari di aiuto, che sono per lo più illustrati. In particolare, la trattazione da parte di De La Porte della contabilità a doppia entrata influenzò tutti i trattati seguenti sull’argomento e venne tradotto in olandese e portoghese. In più il lavoro di Matthieu servì come base per una serie di altri libri sull’argomento scritti in tedesco, latino, italiano e francese. Anche la forma oblunga del testo voluta da De la Porte fu ripreso da diversi altri autori che scrissero dell’argomento negli anni seguenti. Reymondin cita La Porte come uno dei principali interpreti dell’argomento sostenendo che fu lui “préconise les livres auxiliaries, les comptes Divers débitturs et Divers créditeurs”. Divisé en trois Traités: 1) Livres de Compte à Parties Simples. 2) Parties Doubles; 3) Ecritures: Lettres en stile Marchand; Lettres de Change; MONNOIES et CHANGES Etrangers; Billets de Change et autres; POIDS et MESURES; Mots et termes en usage dans le Commerce; manière d’écrire les Articles.; Caractère d’Ecriture le plus convenable. Rif. Bibl.: Historical Accounting Literature p.159 (listing only two earlier editions of 1704 and1748). See Reymondin p. 89.

160 euro

107. FILOSOFIA ILLUMINISMO PRIME EDIZIONI ANIMA DEGLI ANIMALI ANIMALISMO

 IMG_2331_clipped_rev_1Boullier David Renaud,

Essai philosophique sur l’ame des betes  où l’on traite de son existence & de sa nature. Et où l’on mêle par occasion diverses reflexions sur la nature de la Liberté, sur celle de nos sensations, sur l’union de l’Ame & du Corps, sur l’immortalité de l’Ame &c. Et où l’on réfute diverses objections de Mr. Bayle.

AAmsterdam, Chez Francois Cranculon, 1728

In 8° piccolo (15,4×9,7 cm); (20), 300, (2 b.) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Fregio xilografico al frontespizio. Testatine e finalini xilografici. Frontespizio in rosso e nero. Prima non comune edizione, in ottime condizioni di conservazione, della più celebre opera del noto pastore calvinista filosofo e uomo politico olandese, David Renaud Boullier ( Utrecht 1699 – 1759) che fu tra i massimi critici di alcune dottrine dell’illuminismo francese ed in particolare, contro il materialismo ateo di Voltaire e dei suoi contemporanei. L’opera prende in esame soprattutto le tesi meccanistiche di Cartesio e le teorie di Bayle, contestandole vivacemente. In particolare Boullier analizza  il sensismo, la fisiologia dei corpi e soprattutto, il rapporto fra le sensazioni, la libertà e laIMG_2330_clipped_rev_1 ragione, “Le due più nobili facoltà dell’anima umana” come suggerì lo stesso, Barbier. Sembra che il lavoro di Boullier, influenzò anche alcune teorie leopardiane legate all’anima degli animali. Anche se il Leopardi si richiamò direttamente a Rousseau, quando il recanatesi dice che gli animali sono dotati di una sorta di ragione e quindi di una specie di anima spirituale a sua volta capace, con evidenza, di esternare i propri sentimenti attraverso la voce o altri segni, sembra proprio far sue alcune ragionamenti di Boullier del quale sicuramente aveva letto l’opera e sicuramente aveva letto anche le opere di diversi pensatori cattolici quali Moniglia, Sauri e Muzzarelli che avevano partecipato a propagare le idee di Boullier in Italia. Boullier, in controtendenza sui tempi, quasi moderno Leibniz, arriva a superare la teoria cartesiana di una materia inerte ed estesa e giudica gli animali, sena ombra di dubbio, portatori di un’anima spirituale anche se caratterizzata da una percezione confusa che li porta a non avere  una piena coscienza dei propri pensieri. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Barbier II-222.

180 euro

108. EROTICA FILOLOGIA LATINA PRIME EDIZIONI LINGUA LATINA LATINO

  IMG_2282_clipped_rev_1Pierrugues Pierre Emmanuel,

Glossarium Eroticum Linguae Latinae sive Theogoniae, Legum et Morum Nuptialium apud Romanos Explanatio Nova ex Interpretationae Propria et Impropria et Differentiis in Significatu fere Duorum Millium Sermonum, ad intelligentiam Poetarum et Ethologorum tam antiquae quam integrae infimaeque latinitatis.

Parisiis, Apud Aug.-Fr. Et Pr. Dondey-Dupré, Bibliopolas, 1826

In 8° (22×14 cm); (6), 518 pp. Bella ed elegante legatura ottocentesca in mezza pelle verde con IMG_2281_clipped_rev_1piatti foderati con carta marmorizzata coeva (qualche storfinatura). Titolo e filetti in oro al dorso. Esemplare che all’interno si presenta in ottime condizioni di conservazione stampato su carta di ottima qualità. Prima edizione di questo che è considerato il più celebre e migliore glossario di termini erotici latini. L’opera è un “Glossarium Eroticum”, un dizionario in lingua latina di parole e frasi sessuali o di termini osceni dedicati al corpo umano. Pierre-Emmanuel Pierrugues pubblicò quest’opera nel 1826. Il volume non ebbe particolare successo ma venne fortemente rivalutata nel novecento, divenendo un classico di filologia latina. Il volume elenca le definizioni e gli estratti di antichi scrittori in lingua latina e degli autori classici come Plauto, Giovanile, Petronio e Seneca. Pierrugues ampliò la sua opera inserendo anche diverse voci dedicate al latino medievale. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: uérard, Les superchéries littéraires, 229a.IMG_2284_clipped_rev_1

100 euro

109. BOLOGNA ARTE MITELLI ALFABETI DISEGNO PITTURA ARTE ARTE PITTORICA

 Senza titolo-18 Senza titolo-16Senza titolo-15Senza titolo-12Senza titolo-14Senza titolo-10Mitelli Giuseppe,

Alfabeto in Sogno, esemplare per disegnare di Giuseppe Mitelli pittore Bolognese 1683

S. luogo (ma Bologna), S. stampatore, 1683

In 2° (31×22 cm); 24 c. di tav. (la carta con l’introduzione all’opera, spesso assente, è qui riprodotta in facsimile su carta antica, le ultime due lettere sono probabilmente appartenenti alla seconda edizione). Un piccolo restauro integrativo all’angolo basso bianco della prima carta e delle lettere X e V, non significativi. Alcuni leggerissimi aloniin alcune carte. Uno strappo senza perdita di carta anticamente restaurato al frontespizio che presenta anche qualche piega. Un rinforzo antico al margine esterno bianco al recto del frontespizio. Per il resto esemplare in discrete-buone condizioni. Edizione originale, una seconda edizione, del tutto simile alla prima nella stampa ma riconoscibile per il tipo di carta, venne edita da Dalla Volpe intorno al 1730. Figlio del celebre pittore, Agostino Mitelli, Giuseppe Maria (Bologna, 1634 – 1718) fu una delle figure più importanti e prolifiche del panorama artistico bolognese a cavallo del XVII° secolo diventando una delle figure di riferimento della produzione incisoria italiana. Il Malvasia scrisse di lui “uno Senza titolo-11dei più virtuosi e universali soggetti che vanti la nostra Patria”. Nelle sue incisioni, oltre a disegnare opere dei grandi maestri dell’arte pittorica italiana come (l’Albani, il Veronese, il Tintoretto, i Carracci, ed il Guercino, è nelle scene popolari che raggiunge i più alti risultati. Riprende scene di vita di strada, mestieri, proverbi disegnando ed ideando giochi e scene fantastiche. Nell’introduzione all’Alfabeto in Sogno Mitelli racconta come mentre dormiva “tutto rilassato in poter del sonno”, quando “ancorchè dormano gli occhi (…) l’anima però sempre veglia” Morfeo, il dio dei sogni e figlio del sonno, lo viene a trovare e gli comanda di rappresentare le singole lettere dell’alfabeto attraverso forme e visioni pertinenti alla nobilissima arte del disegno. L’opera gli appare in sogno ispirata da incomposti fantasmi che gli mostrano le figure in forma sfumata ed embrionale che gli appaiono e scompaiono in breve tempo, tanto che l’autore è costretto a svegliarsi più volte per prendere appunti. Le lettere diventano così una scusa per amalgamare forme e tratti dell’uomo e della natura per creare immagini del tutto nuove. Il volume diventa così un vero e proprio prontuario didattico per i suoi scolari in modo che possano imparare l’arte dell’imitazione e da qui anche le numerose parti anatomiche presenti nelle tavole a corredo delle lettere. Rif. Bibl.: Brunet 1778; Bonacini 1196; Bertarelli, Le Incisioni di Giuseppe Maria Mitelli, Milan 1940.

2.800 euro

110. MANOSCRITTO APICOLTURA API MIELE GASTRONOMIA AGRICOLTURA

IMG_2312_clipped_rev_1IMG_2314_clipped_rev_1  IMG_2315_clipped_rev_1IMG_2313_clipped_rev_1Anonimo,

Interessante manoscritto composto tra la fine dell’settecento e l’inizio dell’ottocento completamente dedicato all’Apicoltura.

S. luogo, S. data (ma 1790-1810 circa)

In 12° (16,2×11 cm); 75, (63) pp. e 3 carte fuori testo con appunti di apicoltura. L’opera è scritta su 40 pagine, inframezzate da pagine bianche per prendere appunti. Bella legatura in cartoncino rigido foderato con carta marmorizzata settecentesca con grande scritta “api” chiosata al piatto anteriore da mano coeva. Lo scritto, anonimo, in chiara e leggibile scrittura tipicamente settecentesca, contiene numerosi note tecniche dedicate all’apicoltura ed allaIMG_2311_clipped_rev_1 produzione del miele. L’autore sembra aver ricavato note ed indicazione da diversi fonti, rielaborandole ed trandone un suo metodo di coltivazione. Varie sono i riferimenti all’opera dell’avvocato milanese e grande apicoltore, Luigi Savani. L’opera di Savani uscì co il titolo di “Modo pratico per conservare le api” uscito nel 1811 ma in parte, aveva già circolato in fomra manoscritta sul finire del settecento come attesta anche Filippo Re che ebbe l’occasione di leggere l’opera in forma manoscritta. Lo scritto è diviso in capitoli: Notizie necessarie circa la storia naturale delle Api per ben coltivarle; Sciami, tempi eSegni di loro sortita; Della Tignuola, e degli altri nemici delle Api; Malattie delle Api; Rimedio contro la puntura delle api; Come e quando debbonsi cibare le api; Come debbansi tenere le Api nell’Invernale stagione, affinche non consumino la loro provvigione, e non abbiano a perire per mancanza della medesima; Arniajo; Mariaggio degli sciami deboli; Travasamento delle api; Tempi e metodi di raccogliere i fari, ossia della vendemmia; Modo pratico di decimare le arnie. Opera in ottimo stato di conservazione dalla scrittura chiara e leggibile.

140 euro

111. AUTOGRAFI FOTOGRAFIE ARTE CONTEMPORANEA FUTURISIMO

Senza titolo-23  Severini Gino, Lionello Venturi,

Gino Severini, Premio Nazionale delle Arti del Ministro della Pubblica Istruzione per l’anno 1960

Roma, Istituto Grafico Tiberino, 1960

In 8° (24,5×17,3 cm); 64, (4) pp. Senza titolo-22e 26 c. di tav. fuori testo. Unite al volume un biglietto da visita con dedica autografa di Severini, un dattiloscritto con commento di Lionello Venturi, un foglietto autografo dello stesso Lionello Venturi e due fotografie coeve con Severini ed altri commensali scattate a Parigi. Al recto delle foto le firme autografe dello stesso pittore e dei partecipanti alla cena fra i quali artisti, studiosi e critici d’arte. Prima edizione di questo catalogo della mostra che il celebre pittore, fra i massimi esponenti del futurismo prima e del cubismo poi, Gino Severini (Cortona, 7 aprile 1883 – Parigi, 26 febbraio 1966). Severini “Fu tra i firmatari nel 1909 del Manifesto del futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti. A Parigi fu a contatto con Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris e Guillaume Apollinaire, e partecipò al nascere e allo svilupparsi del cubismo”. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione.Senza titolo-24

130 euro

112. POLITICA ITALIANA PRIME EDIZIONI COMPROMESSO STORICO CILE BERLINGUER

Senza titolo-1  Senza titolo-4Il “Compromesso Storico”, prima edizione  dell’annata 1973 di “Rinascita”

Berlinguer Enrico,

Rinascita, Rivista settimanale politico-culturale del Partito Comunista Italiano (PCI), 1973 tutto il pubblicato

Roma, L’Unità, 1973

In folio; tutto il pubblicato dell’annata 1973, Qualche lieve foxing al margine esterno bianco di pochi numeri, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Esemplare a numeri sciolti. Prima edizione, assai rara da reperire, dell’annata completa del 1973 di Rinascita. Quest’annata è molto ricercata in quanto contiene i 3 numeri che presentano i celebri articoli del grande politico italiano, fra i più grandi segretari del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984) che diedero avvia al “Compromesso Storico”. I tre numeri della rivista con gli articoli di Berlinguer a commento della situazione cilena, sono molto ricercati anche singolarmente, tanto da render difficile la loro reperibilità anche in forma singola. “La proposta dal neo-segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer alla Democrazia Cristiana per una collaborazione di governo doveva interrompere così la cosiddetta conventio ad excludendum del secondo partito italiano dal governo. In tal modo, si affermava di voler anche mettere al riparo la democrazia italiana da pericoli di involuzione autoritaria e dallaSenza titolo-2 strategia della tensione che insanguinava il paese dal 1969. Berlinguer al contempo sottolineava nei suoi interventi pubblici l’indipendenza dei comunisti italiani dall’Unione Sovietica e il desiderio di rendere il suo partito una forza della società occidentale. Il compromesso storico venne proposto da Enrico Berlinguer con un saggio (“Riflessioni sull’Italia dopo i fatti del Cile”) pubblicato in tre articoli sulla rivista Rinascita a commento del Golpe cileno del 1973, che aveva portato le forze reazionarie in collaborazione con gli Stati Uniti a rovesciare il governo del socialista Salvador Allende (11 settembre 1973): Rinascita n° 38 del 28 settembre 1973: “Imperialismo e coesistenza alla luce dei fatti cileni – Necessaria una riflessione attenta sul quadro mondiale”; Rinascita n° 39 del 5 ottobre 1973: “Via democratica e violenza reazionaria – Riflessione sull’Italia dopo i fatti del Cile”; Rinascita n° 40 del 12 ottobre 1973: “Alleanze sociali e schieramenti politici – Riflessioni sull’Italia dopo i fatti del Cile”. Rara annata completa.

230 euro

113. LINGUA GRECA TEATRO GRECO TREGEDIE CALSSICI GRECI UMANESIMO BASILEA SVIZZERA CRETA EURIPIDE RARITA’

  image00009_clipped_rev_1image00007_clipped_rev_1Euripides, Apostolios  Arsenios,

Scholia ton pany dokimon eis hepta tragodias tou Euripidou, syllegenta ek diaphoron palaion biblon kai synarmologethenta para Arseniou Archiepiskopou monembasias. Scholia in septem Euripidis tragoedias ex antiquis exemplaribus ab Arsenio archiepiscopo Monembasiae collecta, nuncque denuo multo quam antea emendatiora in lucem edita.

Basileae, Per Ioannem Hervagium, 1544

In 8° (18×12 cm); (8), 580 (566 i. e.), (2) pp. Numerosi errori nella numerazione, Omesse nella numerazione le p. 49-62. Legatura seicentesca in piena pergamena rigida (segno di cera calda al piatto posteriore) con titolo abilmente chiosato da mano coeva al dorso. Tagli spruzzati in azzurro. Due piccoli forellini di tarlo al margine basso bianco delle prime due carte, assolutamente ininfluenti e per il resto esemplare in ottime condizioni di conservazione. Testo in greco. Seconda edizione molto rara, dopo la prima giuntina del 1534 (qui però emendata, aumentata e corretta), stampata a Basilea da Johann Herwagen, di questo classico della letteratura greca nel celeberrimo commento del grande umanista e copista bizantino, cretese di nascita, Aristobulo Apostolio (in greco Ἀριστόβουλος Ἀποστόλης) (Creta, 1468/69 – Venezia, 1535). Figlio del celebre copista ed umanista, Michele Apostolio e della figlia di Teodosio, Conte di Corinto, apprese dal padre, ritrovatosi in povertà dopo la caduta di Costantinopoli sotto i turchi nel 1453, l’arte di copista. Abile ricercatore, fu collaboratore di Janus Lascaris nella ricerca di manoscritti greci per la biblioteca di Lorenzo de Medici. Dal 1492 fu in Italia, prima a Firenze e poi a Venezia. Nonostante nel 1500 si fosse stabilito a Candia sull’isola di Creta, image00008_clipped_rev_1tornò spesso a Venezia dove divenne amico di Erasmo da Rotterdam e di Aldo Manuzio. Nel 1506 divenne, per nomina di Papa Giulio II, vescovo di Monemvasia, protettorato di Venezia e antica sede vescovile della Grecia nel Peloponneso, suffraganea dell’arcidiocesi di Corinto. Arsenios, una volta presa la carica si dichiarò in comunione con la Chiesa Cattolica ed il Patriarca di Costantinopoli che però considerò non valida la proclamazione e prima lo invitò a rinunciare alla carica ed in seguito lo comunicò. A causa dell’ostilità della popolazione locale fu costretto a lasciare la città e a tornare a Venezia. Rimase quindi a Creta fino al 1519, quando tornò a Roma chiamato da Papa Leone X per   ricoprire la carica di rettore del Collegio greco di Firenze (1521), prima e più tardi (1534), quella di predicatore nella Chiesa di San Giorgio dei Greci a Venezia. Personaggio dalla grande cultura, fu tenuto in grande considerazione dagli ambienti umanisti veneziani. Ad esempio, nel 1495, quando Aldo Manuzio iniziò le sue pubblicazione in lingua greca, Apostolios firmò la prefazione ad una di queste primissime edizioni aldine, la Galeomyomachy di Theodore Prodromus. L’opera qui presentata raccoglie alcune tragedie del grande drammaturgo greco, Euripide (in greco antico: Εὐριπίδης, Euripídēs; in latino Euripides; Salamina, 485 a.C. – Pella, 407-406 a.C.). Nello stesso anno di questa edizione, Hervagium pubblicò un’altra opera contenente le altre tragedie di Euripide. Edizione molto rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RMLE\021228; Adams A-2032 e seguenti per altre edizioni.image00006_clipped_rev_1

800 euro

114. FILOSOFIA CARTESIANA OCCASIONALISMO CARTESIO DESCARTESE LA FORGE

 image00012_clipped_rev_1 image00013_clipped_rev_1image00011_clipped_rev_1Louis de la Forge,

Traitté de L’Esprit de L’ Homme, de ses facultez & Fonctions, & de son union avec le Corps, suivant les principes de Rene Descartes

Amsterdam, Abraham Wolfgang, s. data (ma 1670 circa).

In 16° (13,5×7,5 cm); (64), 462, (2) pp. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Tagli marmorizzati. Tre quaderni uniformemente bruniti a causa della carta olandese utilizzata e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione. Marca tipografica al frontespizio con animale che guarda nella cavità di un albero e motto Quaerendo. Seconda edizione dopo la prima del 1666, di questo celeberrimo trattato del noto filosofo francese, Louis de La Forge (La Flèche, 1632 – Saumur, 1666). Grande amico di Cartesio, La Forge fu un medico e filosofo francese, fra i massimi esponenti del movimento filosofico dell’occasionalismo, secondo la quale tutti gli atti dell’uomo, sia pratici che teorici, non sono che occasioni per l’intervento di Dio e che ispirata dal lavoro di Cartesio, vide fra i suoi più conosciuti rappresentanti, Arnold Geulincx e Nicholas Malebranche. L’opera image00010_clipped_rev_1qui presentata è la sua più famosa e contribuì in modo notevole alla propagazione delle teorie cartesiane e anche, in parte all’elaborazione della dottrina cartesiana, per le numerose discussioni filosofiche intercorse tra Cartesio e La Forge. In quest’opera, l’autore spiega la relazione dell’anima col corpo come opera della volontà divina e allo stesso modo, l’interazione tra i due sulla scorta della filosofia dell’amico Cartesio, esplicando anche il debito dell’amico verso il pensiero di Sant’Agostino ed i filosofi platonici. La Forge combatte strenuamente il materialismo e il dinamismo, dimostrando come Dio sia l’unica forza trainante e la causa universale di tutti i movimenti dell’universo. Non comune ed in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: G. Rodis-Lewis, ‘L’ame et le corps chez Descartes et ses successeurs’, ‘Etudes philosophiques’, 1996, 4.; Brunet, III, 764; Graesse, IV, 77; Willems, 1834.

500 euro

115. ROCOCO’ POESIA CLASSICI GRECI AMORE VINO ENOLOGIA ANACREONTE ARCADIA LIVORNO

 image00005_clipped_rev_1image00004_clipped_rev_1Anacreonte (Anacreon), Catalani Francesco,

Anacreonte poeta greco tradotto in rime toscane da Cidalmo Orio pastore arcade.

Venezia, Pietro Valvasense, 1753

In 8° (16,4×11 cm); XLIV, 186 pp. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo ed autore manoscritti al dorso da mano coeva in elegante grafia. Ottimo esemplare. Bella vignetta animata al frontespizio con bevitore di vino. Prima edizione  di questa traduzione in lingua toscana, dell’opera del grande poeta greco, Anacreonte (in greco antico: Ἀνακρέων, Anakréōn; Teo, 570 a.C. circa – 485 a.C. circa) nella versione dell’arcade livornese, Francesco Catalani che fu allievo del marchese somasco Gian Giuseppe Orsi, amico a sua volta di Ludovico Antonio Muratori. L’opera infatti è preceduta dal l’ampio carteggio intercorso tra Orsi e Catalani nel quale il marchese scrive all’amico, proprio da Modena dove era ospite del Muratori. L’opera contiene le celebri poesie di Anacreonte, componimenti dove abbondano il vino, l’amore e gli ambienti bucolici. L’opera di Anacreonte ebbe grande apprezzamento nel XVIII secolo tanto da far nascere un vero e prorpio genere letterario, conosciuto con il nome di “poesia anacreontica” grandemente utilizzato negli ambienti rococò. E’ proprio in questi ambienti che nasce questa traduzione delle opere di Anacreonte da parte di Catalani. Rif. Bibl.: Melzi, Dizionario di opera anonime o pseudonime, Tomo I, Milano, Pirola, 1848, pag. 206.image00003_clipped_rev_1

120 euro

116.  FIRENZE POESIA ARCADI SATAIRA NAPOLIO BERNA FALSI LUOGHI DI STAMPA POGGIANO POGGIO TORRIANA LETTERATURA

  IMG_5054_clipped_rev_1IMG_5053_clipped_rev_1Menzini Benedetto,

Le Satire di Benedetto Menzini Fiorentino con le note di Anton Maria Salvini, Anton Maria Biscioni, Giorgio Van-Der- Broodt, e altri celebri autori. Si aggiunge un Ragionamento sopra la necessità, e utilità della Satira, e fu i pregi delle Satire del Menzini composto da Pier Casimiro Romolini.

In Berna (falso luogo di stampa Napoli?), S. stampatore, 1763IMG_5055_clipped_rev_1

In 8° (16,7×10 cm); 255, (1) pp. Legatura in piena pelle con dorso a 5 nervi. Titolo e filetti in oro ai tasselli. Due piccoli aloni marginali alle prime 20 carte (uno persiste per altre 20 carte ma in modo quasi impercettibile) che si ripresentano anche nelle ultime 15 carte, sempre nel margine esterno e mai fastidiosi. Tagli rossi. Nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Al posto normalmente occupato dalla marca tipografica è presente un Pegaso rampante. L’opera che porta come luogo di stampa Berna fu probabilmente stampata a Napoli e sicuramente in Italia. Prima delle satire è presente un noto scritto del letterato originario di Poggiano (oggi Poggio Torriana e già Poggio Berni in provincia di Rimini), Pier Casimiro Romolini dal titolo “Sopra la necessità, e utilità della satira e sopra i pregi delle Satire di B. Menzini con le note del sig. Lorenzo Federigo suo figliuolo”. Romolini amico di Menzini, fu anche suo compagno in diverse occasioni. Bell’edizione delle satire del famoso poeta satirico, lirico e didascalico nato a Firenze nel 1646 e qui morto nel 1704, Benedetto Menzini. Fra i suoi maestri Salviati e Redi. Fu professore di eloquenza a Firenze e Prato e in seguito cameriere segreto di Innocenzo XII e Accademico della Crusca. Rif. Bibl.:  Melzi, III, p. 29. Gamba, 669, nota. Parenti, Dizionario dei luoghi di stampa falsi, inventati o supposti, 38, “Il Gamba fa un rapido accenno un ristampe con i dati di Berna, in nota all’edizione del Menzini apparsa a Napoli, nel 1763, e lascia credere che siano, canna cosa, napoletana .. “.

70 euro

117. CURIOSITA’ FILOLOGIA LIBRI PROIBITI PRIME EDIZIONI RARITA’ LINGUA EBRAICA EBREI ARABO LINGUA ARABA RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

  image00077_clipped_rev_1image00075_clipped_rev_1Joannes Nicolai (Johannes Nikolai),

Demonstratio, qua probatur Gentilium Theologiam ex fonte Scriptural originem traxisse, In tres partes divisa et indici bus exornata opera Johann Nicolai, Ilm. Schwartzb.

Helmstedt, Sumptib. Friderici Luderwaldi, Bibliopolae,Tipis verò Conradi Erichii, 1681

In 8° (16,5×9,5 cm); (4), 224, (16), 225-304, (6), 48, (6) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo chiosato in bella calligrafia da mano coeva al dorso. Esemplare brunito, come tutti quelli conosciuti, a causa della carta utilizzata nella stampa e per il resto esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in parte, ancora a fogli chiusi. Frontespizio in rosso e nero. L’opera è particolarmente rara in quanto venne inserita, fin dalla sua uscita, nell’Indice dei Libri Proibiti. Prima ed unica, assai rara, edizione di questo importante studio del noto studioso, filologo, antiquario sassone, Johannes Nikolai (conosciuto anche con il nome Joannes Nicolai, 1665-1708) che fu a lungo professore a Tubinga. A lui si devono numerosi studi dedicati alle antichità tedesche, ai riti greco-romani ma anche a quelli ebraici che studiò profondamente e ai quali dedicò un noto scritto dal titolo “Da Sepulchris Hebraeorum”. Le image00078_clipped_rev_1sue opere furono particolarmente ricercate per le numerose curiosità in esso contenute. Nicolai, nato nella contea Schwarzburg-Rudolstadt, studiò in vari istituti universitari lingue e antichità fra i quali Jena, Helmstiidt, Lipsia, Marburg e Giessen. Personaggio dai numerosi interessi e dalla vasta cultura, fin dai primi anni dopo la fine degli studi universitari, venne chiamato dalle università di Giessen e Marburg per tenere conferenze su argomenti storico-archeologici-linguistici. Nel 1702 (anche se alcune fonti anticipano l’ottenimento della carica al 1700) divenne professore straordinario nell’università di Tobingia. Nicolai fu autore prolifico. Fra i titoli da ricordare: “de Mercurio et Hermis” 1687, “de ritu antiquo et hodierno Bacchanaliorum” 1696 ; “De triumphis Romanorum” 1696; “de luctu Graecorum” 1696; “De Phyllobolia” 1698; “de nimbis deorum” 1699; “De iuramentis Ebraeorum, Graecorum, Romanorum” 1700; “Antiquitats ecclesiasticae” 1705. Bayle lo cita image00074_clipped_rev_1come persona dotata di notevole talento ed intuizione. Le opere di Nocolai, compresa quella qui presentata, sono citate nella celebre Bibliotheca antiquaria di Johann Albert Fabricius edita nel 1713 e che contiene un repertorio degli scritti in ebraico nelle opere classiche e cristiane. La “Demontratio” dove il testo è scritto in lingua latina ma con numerose citazioni in ebraico, arabo, greco e altre lingue, è particolarmente ricercata per la sua curiosità e rarità dovuta al fatto di essere stata immediatamente inserita all’interno dell’Indice dei Libri Proibiti subito dopo la pubblicazione. Il volume studia le diverse origini dei vari linguaggi partendo dai termini e dai riti religiosi presenti nelle diverse religioni per poi passare al legame fra questi aspetti e la filologia delle principali lingue. Rif. Bibl.: Biografia Universale antica e moderna volume XL, Venezia,  Gio. Battista Massiglia, 1827, pag. 396.image00076_clipped_rev_1

600 euro

118. CLASSICI LETTERATURA TASSO SORRENTO DRAMMA PASTORALE VENEZIA TEATRO

 image00067_clipped_rev_1image00068_clipped_rev_1Tasso Torquato,

Aminta favola boscareccia Con le annotazioni d’Egidio Menagio, Accademico della Crusca. In questa prima Veneta Edizione accresciuta e migliorata. Con le annotazioni d’Egidio Menagio, Accademico della Crusca. In questa prima Veneta Edizione accresciuta e migliorata. 

In Venezia, presso Gio. Battista Pasquali, 1736.

In 8° (17,9×12 cm); XLII, (2), 387, (1 di errata) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro al dorso. Ex libris applicato all’interno del piatto anteriore. Numerose note bibliografiche manoscritte ottocentesche a matita alimage00069_clipped_rev_1 recto del piatto anteriore. Frontespizio in rosso e nero. Tagli spruzzati in rosso. Esemplare in magnifiche condizioni di conservazione di questo classico della letteratura italiana, composta dal grande poeta, scrittore, drammaturgo e filosofo sorrentino Torquato Tasso (Sorrento, 11 marzo 1544 – Roma, 25 aprile 1595) composto nel 1573 e pubblicato nel 1580 che rappresenta uno degli apici del dramma pastorale cinquecentesco. Marca tipografica al frontespizio con Minerva e motto “La felicita delle lettere. Nella “Raccolta Tassiana”,1206 si scrive: L’accrescimento non consiste che in alcune edizioni aggiunte al catalogo già impresso de Volpi. L’edizione molto bella, e soprattutto si legge emendatissimo, siccome quello, che tratto dalla correttissima edizione cominiana”. Questa edizione, che presenta il lungo commento del celebre poeta, saggista, grammatico, critico letterario, membro dell’Accademia della Crusca ed erudito francese, Gilles Ménage (latinizzato in Aegidius Menagius, italianizzato in Egidio Menagio; Angers, 15 agosto 1613 – Parigi, 23 luglio 1692) considerato uno dei massimi conoscitori del Tasso, è un’edizione particolarmente ricercata per la sua estrema correttezza filologica. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in legatura genuina coeva. Rif. Bibl.: Non in Brunet; IT\ICCU\LO1E\000861.

130 euro

119. FILOSOFIA ANTROPOLOGIA POLITICA RIVOLUZIONE FRANCESE CONTRORIVOLUZIONE ILLUMINISMO SICILIA RAGUSA ENNA CASTROGIOVANNIIMG_4268_clipped_rev_1IMG_4267_clipped_rev_1Ayala Sebastiano Conte,

Della Liberta e della Eguaglianza degli Uomini, e dei Cittadini con Riflessioni Su di Alcuni Nuovi Dogmi Politici del Conte D’Ayala. Traduzione dal Francese.

S. luogo (Torino), S. stampatore, 1793

In 8° (20,4×12,3 cm); XVI, 17 – 371, (1) pp. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo impresso in oro al dorso. Prima edizione italiana, stampata a Torino ed uscita contemporaneamente a Pavia stampata da Comino e a Vienna da Alberti di uno dei più importanti scritti del celebre presbitero, scrittore e uomo politico gesuita siciliano, Sebastiano Ayala o d’Ayala (Castrogiovanni, l’odierna Enna, 28 febbraio 1744 – Vienna, 29 dicembre 1817). Ayala fu un abile uomo politico, amico di Casanova e traduttore delle opere di Metastasio. Formatosi a Palermo e a Malta (nonostante i Gesuiti fossero stati cacciati dall’isola si fece un’eccezione per Ayala) fu un apprezzato diplomatico che lavorò al servizio di numerosi uomini potenti come ad esempio il Re di Daniamrca. Nel 1795 divenne ministro della repubblica di Ragusa presso la corte imperiale di Vienna (ma dal 1792 ricopriva formalmente tale carica). Allievo a Vienna dell’astronomo Massimilano Hell fu anche un appassionato matematico. A Vienna visse la parte più importante della sua vita da adulto grazie alle numerose relazioni diplomatiche che strinse nella capitale imperiale. Accolto già dalIMG_4266_clipped_rev_1 1772 presso il Theresianum di Vienna fu amico del cancelliere Kaunitz, dell’ambasciatore napoletano marchese di Gallo, con il principe Ruspoli  (al quale si deve la prima traduzione italiana della sua opera politica contro la Rivoluzione francese) e soprattutto del Metastasio.  Ayala fu un politico molto abile e possedeva un intuito molto accentuato. Fu tra i primi a metter in guardia i regnanti d’Europa della possibilità che la Rivoluzione Francese travalicasse i confini transalpini e si espandesse in tutto il contenuto. L’opera qui presentata fu composta per confutare i punti cardine dei principi della Rivoluzione Francese e con il chiaro intento di mobilitare i sovrani europei ad opporsi fermamente, ai principi rivoluzionari. Il volume venne stampata per la prima volta nel 1792 a Vienna in lingua francese ed ebbe subito un grande successo. L’opera, che, stampata a Vienna nel 1792, ebbe un grande successo editoriale. Ispirata in parte da quello che era comunemente considerato il testo base della controrivoluzione, il  “Reflections on the Revolution in France” di Burke, ne rielabora ed approfondisce le questioni attraverso una rilettura, abilmente piegata alle necessità della controrivoluzione, del pensiero di Montesquieu e degli illuministi francesi. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Non mancano le descrizioni crude degli effetti reali della Rivoluzione e della crudezza dei reali avvenimenti che si susseguivano in Francia nel periodo del “Terrore”. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Goldsmiths’-Kress Library of Economic Literature: n. 15421. DBI, Roma, 1960 – IV, 729.

200 euro

120. ILLUMINISMO FILOSOFIA EDIZIONI RARE RARITA’ BIBLIOGRAFICA GESUITI MIRACOLI SANTIFICAZIONI POLEMICHE

  image00065_clipped_rev_1Voltaire,

Lettre anonime écrite à Mr. de Voltaire, et la réponse. Troisiéme édition augmentéè

S. luogo (ma Valence), S. stampatore, S. data (ma 1769)

In 12° (18,2×11 cm);  99 (i.e. 60) pp. Brossura originale azzurra, piccolo difetto al dorso. Un forellino di tarlo all’ultima carta che tocca due lettere del testo, non fastidioso e nel complesso esemplare ancora in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Terza edizione, rara, aumentata e corretta rispetto alle due edizioni precedenti, un solo esemplare censito in ICCU, di questa celebre raccolta di corrispondenza polemica di Voltaire con diversi personaggi nel quale il grande illuminista francese, affronta vari temi legati alla religione, i miracoli, ilimage00064_clipped_rev_1 culto dei santi e la situazione dell’ordine dei gesuiti. Tutte le edizioni di questa lettera sono poco comuni. Bengesco, n° 1773/2 – BN, n° 4201. Bengesco pense “[…] que la Lettre anonime, etc…, est de Voltaire lui-même.” – Le texte n’est précédé que d’un faux titre – Texte daté: 1769 – Contient entre autres: Lettre à Monsieur de Voltaire au sujet de l’exjésuite Nonnotte du 7 Fev. 1769 / signée Bigex (p. 28-30). Observation importante / signée Bigex, Château de Tourney, le 1. mars 1769 (p. 33-35). Recueil composé par Voltaire comprenant : “Lettre écrite du Bas-Dauphiné, le 1er février 1769” ; “Réponse de M. de Voltaire” ; “Lettre à M. de Voltaire, au sujet de l’ex-jésuite Nonotte, du 7 février 1769” ; [“Certificat de Wagnière, secrétaire de Voltaire, attestant qu’il n’y a jamais eu de correspondance échangée entre Voltaire et l’abbé Velly, daté du 8 février 1769”] ; [“Attestation de Voltaire datée du 9 février 1769”] ; [“Déclaration de l’éditeur Cramer protestant n’avoir jamais imprimé, dans l'”Histoire générale de l’esprit et des moeurs des nations”, une phrase contre le clergé, incriminée par l’abbé Nonnotte”] ; “Observation importante signée Bigex, fait au château de Tournay, le 1er mars 1769 citant un passage du “Traité sur la tolérance”, à la louange du clergé français” ; “La canonisation de saint Cucufin”; “Maniere de Servir LesSantes”; “Apparition de Saint Cucufin au Sieur Aveline”. Segnatura A8, B4-E4, F2. Non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\NAPE\065170; SWB online katalog, 051074672.image00066_clipped_rev_1

300 euro

121. CARTOGRAFIA INGHILTERRA MANICA DOVER LONDRA LONDON HAVRE DE GRACE ISELAND OF WIGHT GLOUCESTER SALISBURY OXFORDSHIRE OXFORD

image00054_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

La plus Grande Partie de la Manche qui contient Les Cotes d’Angleterre et celles de France les Bords, Martimes de Picarde aux depens de Tob. Conr. Lotter Geogr. Aug. Vind.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (50×58 cm il foglio). Esemplare in magnifica coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio della Manica realizzata, per la prima volta da Matthaus Seutter nel 1730 che la riprodusse in diversi atlanti compositi. Venne poi ripresa, aggiornata e corretta dal suo successore e cognato (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La mappa copre l’Inghilterra sudorientale, compresa Londra e l’intera lunghezza del fiume Tamigi, da Gloucester e Salisbury allo stretto di Dover e dall’Oxfordshire all’Isola di Wight. Le coste della Normandia sono coperte da Calais a Havre De Grace. La mappa di Lotter riprende quella di Seutter combinando elementi di carte nautiche e mappe tradizionali con l’indicazione della profondità marina e ombreggiature che indicano pericoli sottomarini in tutto il Canale della Manica, nel Mare del Nord e nello stretto di Dover. In fondo, al centro della mappa, appare un elaborato titolo allegorico di cartiglio. Il cartiglio presenta divinità greche tra cui Poseidone ed Ermes, oltre a mercanti, api mellifere e navi mercantili. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ad ampi margini.

300 euro

122. CARTOGRAFIA SPAGNA SPAIN HISPANIA PORTOGALLO ISOLE BALEARI MAIORCA MINORCA FORMENTERA GIBILTERRA ILLES BALEARS IBIZA MALLORCA MENORCA EIVISSA

image00056_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

Hispania ex Archetypo Roderici Mendez Sylvae et variis Relationibus et Chartis manuscriptis et impressis huius Regni reetficatis per Observationes Sociorum Academiae Scientiarum quae est Parisiis per G. de l’Isle Geographum in Officina Tobiae Conr. Lotter, Calcogr: Aug. Vind.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (49,5×66,5 cm il foglio). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio della penisola iberica e delle isole Baleari.  Edita per la prima volta intorno agli anni 30’ del settecento da Matthaus Seutter, la carta venne poi ripresa, aggiornata e corretta dal suo successore e cognato (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio della Spagna, del Portogallo, delle Isole Baleari e della costa africana, oltre al territorio di Gibilterra. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ad ampi margini.

230 euro

123. CARTOGRAFIA FRANCIA FRANCE BATTAGLIE NAVALI ENGLAND NAVAL BATTLE CARTAGENA BRETAGNE NORMANDIE

image00051_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad, Chretien Frederic de Heyden, Chr. Matt. Albrecht Lotter,

Die durch die Engellaender beunruhigte Französische Küsten A° = 1758 mit englische u. französoischen Originalien conformirt u. auf das accurateste gezeichnet durch Christian Friederich von der Heyden. Les Cotes de France troublées par les Anglois l’An 1758 conformée avec des Originaux de Londres et de Paris soigneusement designée parChretien Frederic de Heyden.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (57,5 ​​x 69 cm il foglio). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Testo in tedesco e francese in cartiglio a sinistra della stampa e sopra e sotto la scena di battaglia navale nell’angolo sinistro della carta. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio delle coste francesi.  Edita per la prima volta intorno agli anni 30’ del settecento da Matthaus Seutter, la carta venne poi ripresa, aggiornata e corretta dal suo successore e cognato (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio della costa oceanica francese con la Bretagna, il Canale della Manica ed i territori dell’Aquitania, Limosino, Poitou, Charentes, Linguadoca, Rossiglione, Midi, Pirenei. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ad ampi margini. La battaglia illustrata nel margine basso è il celebre scontro avvenuto davanti a Cartagena, nella Murcia spagnola, il 25 febbraio del 1758 fra le navi francesi ed inglesi durante la Guerra dei Sette Anni. In quel giorno una flotta britannica, guidata da Henry Osborn, incrociò una flotta francese davanti la città di Cartagena. La flotta inglese attaccò e sconfisse la forza francese guidata da Michel-Ange Duquesne de Menneville che si stava spostando per raggiungere e portar aiuto alla fortezza francese di Louisbourg nel Nord America che non aiutata, cadde lo stesso anno dopo un lungo assedio inglese.

230 euro

124. CARTOGRAFIA FRANCIA FRANCE BATTAGLIE NAVALI ENGLAND NAVAL BATTLE BRETAGNE NORMANDIE BATTLE OF QUIBERON

image00055_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad, Chretien Frederic de Heyden, Chr. Matt. Albrecht Lotter,

Brittische Übermacht zur See wieder Franckreich Ao. 1759. In denen Unternehmungen deren Engellander auf die Franzosich Kuften, nach denen besten Engl: u: Franzolischen Original Berichten und durch Kostbahre Correspondence erhaltene Gewissheit gezeichnet u: historisch erklahret durch Christian Fried: von der Heyden, verlegt von Tob. Conr: Lotter, in Augsp: Superiorite Britannique par mer contre la France l’An 1759, demontre par les Entrepries des Anglois sur les Cotes de France soutenu par una Correspondence Solide et pretieuse, designee fort exactement et explicque par Chretien Frederic de Heyden, se  vend chez Tobie Conr: Lotter. Geogr. a Augsbourg.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (54.4 x 64.3 cm il foglio); esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Testo in tedesco e francese in cartiglio posto ai lati della carta. Cartiglio con titolo al margine basso dello stampa. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio delle coste francesi e meridionali inglesi che illustra il percorso delle flotte inglesi e francesi che si sarebbero poi scontrare nella celeberrima battaglia, avvenuta durante la Guerra dei Sette Anni, nella Baia di Quiberon il 20 novembre del 1759, battaglia che è rappresentata appunto nel lato sinistro della carta. Lo scontro fra le flotte francese ed inglese si svolse presso la baia di Quiberon, vicino a Saint-Nazaire, di fronte al Golfo di Morbihan. La flotta francese era comandata dall’ammiraglio Hubert de Brienne, conte di Conflans e quella britannica, dall’ammiraglio Edward Hawke. La battaglia terminò con una netta vittoria della squadra navale britannica. “La potenza della flotta francese fu fortemente compromessa e non si riprese prima della fine della guerra; nelle parole di Alfred Thayer Mahan (L’influenza del potere navale nella storia), la battaglia del 20 novembre 1759 «…fu la Trafalgar di quella guerra […] la flotta inglese era ora in grado dii agire contro le colonie della Francia e più tardi di quelle della Spagna, su scala molto maggiore che mai prima.» Per esempio la Francia non poteva approfittare della sua vittoria di Sainte-Foy del 1760, nella terra che è oggi il Canada, poiché là necessitava di rifornimenti e rinforzi dalla Francia, e così la battaglia della baia di Quiberon può essere vista come l’evento che determinò il destino della Nuova Francia e quindi del Canada”. La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. Il disegnatore della carta in questione è il cartografo Christian Friederich van der Heyden Lotter, l’incisore è Matthew Albrecht. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in bella coloritura coeva.

340 euro

125. CARTOGRAFIA EGITTO EGYPT MAR ROSSO ARABIA SAUDITA SUEZ NIL NILO RED SEA LA MECCA LA MACQUE

image00057_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

Le cours entier du Grand et Fameux Nil, appellé la riviere de l’Egypte dans l’Ecriture Sainte avec la Basse et la Haute Egypte, par où il passe gravè Tobie Conrad Lotter Geogr. à Ausburg.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1750 circa)

In folio (59×73 cm il foglio); esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Testo in francese in cartiglio. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio egiziano che si sviluppa lungo il corso del fiume Nilo, con parte del territorio dell’Arabia Saudita, dell’Etiopia e Abissinia e del territorio di Suez con ben presente il Mar Rosso con anche evidenziate le profondità. La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. Il carta si ispira ai dati riportati dal gesuita R. Pere Sicard, da Alphonse Mendez, Emanuel  L’Ameyda, Pierre Pays e di altri celebri missionari e studiosi gesuiti. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in bella coloritura coeva. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

300 euro

126. CARTOGRAFIA DANIMARCA DANMARK DENMARK MAR BALTICO COPENHAGEN

image00053_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

Daniae Regnum cum Ducatu Holsatiae et Slesvici nec non Insulae Danicae, et Iutia cum parte Scaniae, excus. Opera et Studio Tobiae Conradi Lotter Geogr. Aug.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (50×58 cm il foglio). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio della Danimarca e di parte della penisola scandinava.  Edita per la prima volta intorno agli anni 30’ del settecento da Matthaus Seutter, la carta venne poi ripresa, aggiornata e corretta dal suo successore e cognato (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio della penisola danese, del Ducatus Holsatia, delle isole danesi del mar baltico. Un bel cartiglio animato, collocato al margine alto destro della carta, descrive il contenuto della mappa. Il cartiglio è sormontato dallo stemma della corte danese. Bellissima tiratura in tiratura non comune.

250 euro

127. CARTOGRAFIA GIBILTERRA ANDALUSIA GIBRALTER ENGLAND INGHILTERRA GIBRALTAR

image00058_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

Castellum Gibraltar in Andalusia situm cum celebri Freto inter Europam et Africam, annexis circumjacentibus Portubus et Castellis accurate designatum cura et sumptibus Tobiae Conradi Lotter Geogr. Aug.Vindel

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (50×58 cm il foglio). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio di Gibilterra. La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio di Gibilterra con la rocca. Un bel cartiglio animato, collocato al margine alto destro della carta centrale, descrive il contenuto della mappa. Ai lati due lunghi cartigli in francese e tedesco fanno da legenda alle varie costruzioni che si trovano nel territorio di Gibilterra. Opera in bella tiratura ed in ottime condizioni di conservazione.

290 euro

128. CARTOGRAFIA PORTOGALLO BRASILE PORTUGAL BRASIL

image00052_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

Regna Portugalliae et Algarbiae cum adjacentibus Hispaniae Provinciis quibus in peculiari et minori Mappa adjunctum est Brasiliae Regnum Sumptibus Studio Tob. Conr. Lotter Geogr. Aug.Vinde.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter), 1762 circa

In folio (58,5×50 cm). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio di del Portogallo e delle colonie brasiliane. La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio di Gibilterra con la rocca. Un bel cartiglio animato, collocato al margine alto sinistro della carta, descrive il contenuto della mappa. Nel margine basso un cartiglio con legenda della carta e la mappa dei possedimenti coloniali portoghesi in Brasile. La carta venne incisa da Georg. Friderich Lotter nel 1762. Opera in bella tiratura ed in ottime condizioni di conservazione.

400 euro

129. ALLEVAMENTO CAPRE PECORE OVINICOLTURA OVINI ALLEVAMENTO CAPRE PECORE OVINICOLTURA OVINI ECONOMIA CURIOSITà NOVARA BOSCHI

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Giuseppe Gautieri,

Dei vantaggi e dei danni derivanti dalle capre in confronto alle pecore trattato di Giuseppe Gautieri Ispettore Generale ai boschi, Membro di molte Accademie e Società letterarie.

Milano, Coi tipi di Gio. Giuseppe Destefanis, 1816dsc_0357_clipped_rev_1

In 8° grande (22,8×14,5 cm); (6), 335, (1) pp. Completo della sua brossura editoriale  azzurra con titolo impresso in nero al piatto anteriore entro cornice xilografica e al dorso. Cornice che si ripete al piatto posteriore. Antica firma di appartenenza al margine alto del piatto anteriore. Esemplare ancora in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Non comune prima edizione di questa monografia del noto medico e naturalista novarese Giuseppe Gautieri nato il 5 luglio 1769. Grande appassionato di mineralogia fu Ispettore Generale ai Boschi del Lombardo-Veneto. Grande viaggiatore fu a Buda quando questa fu colpita da una grave epidemia di peste. Gautieri invece di abbandonare la città si adoperò grandemente per debellare il male tanto che una volta spento il focolaio, gli furono attribuiti pubblici onori. Occupò varie cariche pubbliche e militari sia alla corte d’Austria che nel Lombardo-Veneto. Fu autore di diverse opere a carattere geologico, botanico e agricolo. Questo studio è uno dei primi completamente dedicato all’allevamento delle pecore e delle capre, alla differenza fra le due specie, ai differenti influssi delle stesse sul territorio con individuazione dei danni che esse possono fare ai boschi ed ai prati ed il modo per scongiurarli e ai vantaggi economici dei due tipi di allevamento. Prima non comune in ottime condizioni di conservazione.

160 euro

130. DA PORTO PIACENZA VERONA PADOVA ROMEO E GIULIETTA  UDINE FRIULI PRIME EDIZIONI BOLOGNA SOSSANO BEMBO URBINO UMANESIMO BIOGRAFIE

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Milan Giacomo,

Notizie intorno alla vita e agli scritti di Luigi Da Porto. Unito a: Alcune lettere inedite di Luigi da Porto scritte dall’Anno MDIX al MDXII.

Padova, per Valentino Crescini, 1829-30

Due opere legati alla figura di Luigi da Porto rilegate in un unico volume rilegato in cartoncino coevo marmorizzato. In 8° (22×13 cm). Opere in buone-ottime condizioni di conservazione. Per la prima opera: 37, (3) pp. Una xilografia al frontespizio. Prima edizione di questa rara biografia del grande scrittore e storiografo piacentino, Luigi da Porto. Discendente di una nobile famiglia vicentina, molto presto venne educato alle armi e alle lettere presso un parente di Urbino. Ebbe una vita avventurosa di amori e spade, fino alla scaramuccia in Friuli con dei soldati tedeschi nel 1511 durante uno scontro vicino al fiume Natisone. Letterato fine e poco conosciuto scrisse delle Rime pubblicate nel 1539, e una settantina di Lettere storiche, pubblicate nel 1857, sugli avvenimenti politici e bellici seguiti alla lega di Cambrai. Di lui rimane mistero soprattutto per la Historia nuovamente ritrovata di due nobili amanti (Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, pubblicata nel 1530 circa e successivamente ristampata insieme alle Rime nel 1539, con la revisione linguistica di Pietro Bembo), novella che Luigi da Porto scrisse nella pace della sua villa di Montorso Vicentino, convalescente per le ferite dell’animo e del corpo. La storia racconta del tormentato amore di Romeus e Giulietta, da cui William Shakespeare trasse in seguito ispirazione per la sua più famosa tragedia, Romeo e Giulietta. L’ispirazione per la storia a sua volta deriva probabilmente da un racconto di Masuccio Salernitano, Mariotto e Ganozza, che Da Porto rielabora, modernizzandola e introducendovi numerosi elementi poi ripresi dal grande drammaturgo inglese. Già nell’esordio c’è l’intenzione dell’autore di inserire le vicende in una cornice verosimilmente storica: si tratta una pausa dei combattimenti in cui egli era impegnato, e una marcia di trasferimento da Gradisca a Udine, con l’introduzione di un narratore esterno, l’arciere Pellegrino un amico di ventura dello scrittore al quale è demandato il compito di consolare Luigi da una delusione d’amore, narrando una vicenda da cui si comprenda come «lo star molto nella prigion d’amore si disdica, sì tristi son quasi tutti è fini, a’ quali egli ci conduce, ch’è uno pericolo il seguirlo». La prova è in un racconto assai diffuso nella sua città di origine, Verona, su due giovani amanti. Altre teorie più recenti e documentate danno invece al racconto un carattere più autobiografico, per cui dietro Romeo e Giulietta si celerebbero le figure di Luigi stesso e di sua cugina Lucina Savorgnan, implicati entrambi nelle vicende di faide tra Strumieri e Zamberlani che infiammavano il Friuli nel primo Cinquecento, culminando con la rivolta della Crudel Zobia Grassa. Ad avvalorare queste teorie ci sarebbero corrispondenze tra le cronache friulane e i particolari del racconto di Da Porto e alcuni dettagli che rispecchiano più la situazione urbanistica di Udine che non a quella di Verona. Per la seconda opera: 88 pp. Prima edizione di questa raccolta di lettere inedite di Luigi da Porto. Le lettere sono indirizzate al Conte Antonio Savorgnan a Udine per la maggior parte e alcune a Lodovico Almerico, Ghellino dei Ghellini, Pietro Bembo in Urbino, Faustino Broja in Sossano, Carlo Antonio Caccialupo a Bologna.

110 euro

131. STORIA NATURALE VULCANI NIAGARA ILLUSTRATI LITOGRAFIE MONTAGNA GHIACCIAI ORO GROTTE GEOLOGIA CASCATE TROMBE D’ACQUA VIAGGI POLARI
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dsc_0403_clipped_rev_1
dsc_0399_clipped_rev_1LEMAITRE (E.) – MUNERELLE,dsc_0402_clipped_rev_1

Les Phénomènes et les Curiosités de la Nature. Texte
par Munerelle, dessins par Lemaitre.

Strasbourg, Derivaux, P., Arthus-Bertrand, Martinon, 1856

In 4° (306 x 240);  78 cc. nn. di cui 37 sono bellissime
tavv. litografiche a piena pagina con coloritura coeva. Legatura coeva in peina tela con titolo e ricchi fregi in oro e a secco al piatto anteriore e al dorso. Al piatto posteriore fregi in oro e a secco. Tagli dorati. Ogni tavola protetta da velina. Testo stampato in colore blue. Celebre opere di storia naturale che illustra, con bellissime tavole alcuni dei più spettacolari eventi della natura come vulcani, arcobaleni, valanghe, grotte, montagne di sale, cascate (Niagara), Montagne, Ghiacciai, paesaggi polari ecc. ecc. Il testo è curato da Munerelle mentre i disegni solo dei celebre illustratore francese Lemaitre. Contiene le tavole: Lever de soleil – Orage – Arc-en-ciel – Tremblements de terre – Trombe – Clair de lune – Inondation – Avalanches – Simoun – Aurore boréale – Flux et reflux – Mer et ses courants – Pôle arctique – Pôle antarctique – Vésuve – Volcans sous-marins – Forêts vierges – Déserts – Mines – Terrains aurifères – Glaciers – Sources du Rhin – Puits salants et puits de feu – Geysers – Niagara – Cataractes – Andes – Nil – Grotte d’Antiparos – Ponts naturels – Peter Bot – Chaussée des Géants – Grotte de Fingal – Montagnes de sel – Perle du Rhône – Baume des demoiselles ou Grotte des Fées – Pic d’Adam. Rif. Bibl.: Gumuchian 4546 – 4547.dsc_0405_clipped_rev_1

500 euro

 132. VERONA FONTI DI STORIA DELL’ARTE CAVALIERI GEROSOLIMITANI PRIME EDIZIONI VENETO

IMG_4448_clipped_rev_1IMG_4447_clipped_rev_1Dal Pozzo Bartolomeo,

Vite de’ Pittori, de gli Scultori, et Architetti veronesi raccolte da varj Autori stampati, e manuscritti, e da altre particolari memorie. Con la narrativa delle Pitture, e Sculture, che s’attrovano nelle Chiese, case, & altri luoghi publici, e privati di Verona e suo Territorio. Del Signor Fr. Bartolomeo Co: dal Pozzo Comna. Et Ammiraglio della Sagra Religione Gierosolimitana.

In Verona, Per Giovanni Berno, 1718

In 4° (23,5×17 cm); (8), 313, (3) pp. Legatura editoriale in cartoncino molle, esemplare ancora in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celeberrima fonte di storia dell’arte del celebre Conte, storico dell’arte e Cavaliere di Marta, Bartolomeo del Pozzo (Verona 1637 – Verona 28 ottobre 1722) che prese parte alla Battaglia dei Dardanelli il 26 giugno del 1656 e che ricoprì importanti cariche nella sua città e nell’ordine Gerosolimitano. A Verona nel 1705 fu eletto tra i “consiliarii” del Comune, nel 1710 tra i “praesides derelictorum”, carica che nel 1711 lasciòIMG_4446_clipped_rev_1 per essere inserito fra i “milites procurato rum”. Infine nel 1712 fu uno dei “provisores Communis” di Verona. Nei cavalieri Gerosolimitani, nei quali entrò nel 1656, oltre a numerosissimi incarichi di rilievo, occupò la carica di ammiraglio. Nella battaglia dei Dardanelli si distinse per l’ardore durante numerosi assalti, facendosi notare dai superiori. A lui si deveno numerosi scritti oltre ad una delle migliori storie dell’Ordine Gerosolimitano, l’Historia della Sagra Religione militare di S. Giovanni Gerosolimitano detta di Malta che uscita per la prima volta nel 1703, si prefiggeva di proseguire ed ampliare la celebre opera dedicata all’ordine scritta da Giacomo Bosio. La sua fama è però particolarmente legata all’opera qui presentata. Infatti il suo studio, oltre ad essere considerato approfondito e corretto, basti ricordare che vi si citano centosessantasette artisti maggiori e minori, vengono descritte numerosissime opere, oggi, scomparse o distrutte, quadri ma anche pitture murali esterne e interne degli edifici, edicole e fregi presenti nei palazzi cittadini, tanto che l’opera è considerata, ancora oggi, una fonte basilare per chiunque si voglia dedicare alla ricostruzione della storia artistica della città scaligera. Nel volume non manca una dettagliatissima descrizione delle opere artistiche in possesso dei conti Dal Pozzo, conservate nel loro palazzo in contrada S. Maria in Organo (pp. 305-309). In fine al volume è presenta una pagina di errata. Prima edizione rarissima a reperirsi nella sua legatura originale ed in queste ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Cicognara 2351: “Libro accreditato, e scritto da un coltissimo amatore di cose patrie”; Schlosser-Magnino, p. 532, 550 e 566; Lozzi, 6272.

750 euro

133. ARTE CONTEMPORANEA PITTURA NUCLEARE LIBRO D’ARTISTA

   IMG_5086_clipped_rev_1 (1) IMG_5085_clipped_rev_1IMG_5083 (2)_clipped_rev_1IMG_5084_clipped_rev_1Rodi Tino, Muratore Remo, Schubert Gianni ed altri,

Dova,

Milano, Galleria d’Arte Borgogna, 1974

In folio grande quadrato; piena pelle editoriale nera con fregio oro impresso al piatto anteriore, e titoli oro al dorso, acetato protettivo, il tutto contenuto entro cofanetto rigido editoriale (qualche strofinatura). Libro d’artista in tiratura di soli 500 esemplari numerati, il nostro è l’esemplare numero 319. Volume in buone-ottime condizioni di conservazione. Importante monografia dedicata al grande pittore romano, Gianni Dova (Roma, 8 gennaio 1925 – Pisa, 14 ottobre 1991) fra i massimi esponenti della “Pittura Nucleare”. L’opera si compone di una biografia artistica, del saggio “Natura e metamorfosi del mondo” di D. Porzio, delle note, giudizi e ricordi di F. Russoli, J. Pierre, M. De Micheli, M. Valsecchi, A. Gatto, P. Fiori, G. Ballo, E. Crispolti, E. Tadini, A. Pieyre de Mandiargues, R. Carrieri. Seguono poi una bibliografia e un’ampia sezione iconografica, composta da 6 pp. di tavv. b.n. e 71 tavole a piena pagina a colori, protette da velina. Tutti i testi sono in italiano, francese e inglese, arricchiti da ampia iconografia in b.n. Raro.IMG_5087_clipped_rev_1

220 euro

134. NUMISMATICA PRIME EDIZIONI STORIA LOCALE BIBLIOFILIA GARDA FRIULI MONETE STORIA ROMANA STORIA LOCALE

IMG_4444_clipped_rev_1IMG_4443_clipped_rev_1Liruti Gian Giuseppe,

Della moneta propria, e forestiera ch’ebbe corso nel Ducato del Friuli dalla decadenza dell’impero romano sino al secolo XV. Dissertazione nella quale si da un saggio della Primitiva Moneta Veneziana.

In Venezia, Appresso Giambattista Pasquali, In Venezia, 1749

In 4° (23,5×18,3 cm); (10), 216 pp. e 10 c. di tav. Legatura coeva in piena pergamena con dorso a 4 nervi. Tagli spruzzati. Esemplare in splendide condizioni di conservazione. Antica nota di possesso privato al frontespizio che identifica l’esemplare come appartenuto alla collezione privata del celebre uomo politico, Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e numismatico gardesano, Alessandro Carlotti (Garda, 11 marzo 1809 – Verona, 3 novembre 1867) che fu il primo sindaco di Verona dopo l’unificazione italiana. Carlotti, numismatico di ottimo livello, raccolse una discreta collezione di monete e bibliografie sull’argomento che venne poi dispersa, insieme alla sua biblioteca, alla sua morte. Fu poi un discendente di Alessando, Felice, anche lui appassionato bibliofilo che all’inizio del novecento ricreò nuovamente una biblioteca di famiglia. Prima rara edizione di questo importante studio dedicato alla numismatica friulana, scritto da celebre storico, bibliografo e numismatico friulano, Gian Giuseppe Liruti (Villafredda, castello posto nelle vicinanze di Tarcento 1689 – ). Liruti, appartenente ad una nobile famiglia della nobiltà friulana, ma di origini mantovane, studiò grammatica presso i gesuiti a Venezia prima e poi, per quattro anni, retorica e filosofia sotto padre Pier Catterino, fratello di Apostolo Zeno, nel collegio di S. Cipriano dei Somaschi di Murano. In seguito si spostò a Padova dove seguì il corso di Diritto e si laureò nel 1708. In realtà, Liruti non ebbe mai molta passione per la pratica forense che ben presto abbandonò per dedicarsi allo studio delle scienze fisiche (fra le quali anche l’ingegneria areostatica), a quello della storia romana e alla storia del territorio friulano con attenzione alle ricerche archeologiche, alla paleografia ed appassionandosi in particolar modo, alla numismatica, ambito nel quale arrivò ad avere notevoli conoscenze. Libero da pressioni economiche grazie alle sue origini, la sua fama di grande ed attento studioso, crebbe nel tempo, tanto da divenire punto di riferimento culturale per gli intellettuali friulani e non (ad esempio fu amico anche di Ludovico Antonio Muratori e sembra, anche di Giambattista Vico). Basti ricordareIMG_4442_clipped_rev_1 che Giusto Fontanini, notissimo bibliofilo, vescovo, storico e letterato volle conoscerlo di persona e si recò espressamente da lui per tale scopo. Fra i due nacque poi un’amicizia che durò per tutta la loro vita. Dal 1731, Gian Giuseppe fu uno dei 50 più importanti intellettuali friulani, chiamati dal  patriarca di Udine, Dionisio Dolfin, per fondare la celeberrima Accademia di Scienze. L’opera qui presentata, venne composta da Liruti, negli anni 30’ del settecento ma a causa delle continue correzioni apportate dall’autore, sempre in cerca di nuove notizie e mai soddisfatto pienamente della completezza dei propri lavori, non fu edita prima del 1749. In realtà sembra che l’opera fosse già pronta prima del 1747 ma sembra, per uno sgarbo fattogli dal padre Bernardo Maria de Rubeis, al quale Liruti aveva dato grande aiuto nella compilazione dell’opera “De nummis patriarcharum Aquileiensium dissertatio” fornendogli molto materiale (prova ne è la fitta corrispondenza intercorsa fra i due) l’opera non venne edita prima del 1749. Da quello che riportano diversi storici, infatti, De Rubeis fece pressioni sull’editore Pasquali per far pubblicare la sua opera prima di quella del Liruti. In realtà, Gian Giuseppe riteneva l’opera di De Rubeis funzionale alla sua ma non in contrapposizione e anche priva di una buona parte delle monete stampate nel territorio. Infatti l’opera di De Rubeis, come scrisse lo stesso Liruti a suo nipote Innocenzo Maria, descriveva il conio di sole tre abbazie benedettine friulane, mentre quelle che batterono monete furono sette. Nell’introduzione l’autore specificò di voler seguire, nella compilazione dell’opera, la strada di correttezza e precisione storica che Muratori aveva, per primo, tracciata. L’opera ebbe subito un grande successo e venne enormemente apprezzata dai numismatici, tanto che Filippo Argelati inserì l’opera, in toto, nel suo “De monetis Italiae variorum illustrium virorum dissertationes” uscito nel 1750. Oggi l’opera è considerata un classico della numismatica friulana. Prima edizione rara ed ancor più rara a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Graesse IV, 220.IMG_4445_clipped_rev_1

480 euro

135. POESIA UNIVERSITà PADOVA SCHIO SATIRA  STUDENTI PRIME EDIZIONI

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Arnoldo Fusinato,

Lo studente di Padova di Arnoldo Fusinato,

Padova, Tip.a Crescini, 1847

In 8° (22,5×15,4 cm); (4), 68, (4) pp. e 3 c. di tav. fuori testo. Brossura editoriale (piatto anteriore e posteriore) conservata entro seconda brossura coeva marmorizzata con titolo chiosato da mano ottocentesca al dorso. Frontespizio Inciso. Qualche lieve foxing ma nel complesso esemplare in più che buone condizioni di conservazione ancora in barbe ed ad ampi margini. Prima edizione non comune, pubblicata come monografia a se’ stante (il componimento comparve per la prima volta sul giornale “Il caffè Pedrocchi”), di questo componimento poetico del celebre poeta e patriota italiano Arnaldo Fusinato (Schio in provincia di Vicenza, 25 novembre 1817 – Verona, 28 dicembre 1888). Il componimento è una satirica descrizione della vita degli studenti padovani con riferimenti agli amici di Fusinato ed agli angoli della città da lui frequentati come il Caffè Pedrocchi. Le tavole furono realizzate dal Sig. Cav. Paoletti come specificato nell’ultima carta dallo stesso Fusinato. “Durante gli DSC_0327_clipped_rev_1anni universitari egli frequentò il Caffè Pedrocchi e l’osteria del Leon bianco con i poeti Giovanni Prati e Aleardo Aleardi, studenti di legge come lui. Fu più volte a Castelfranco Veneto dove nel 1840 divenne socio dell’Accademia dei Filoglotti. Nel 1841 pubblicò a Udine il suo primo libro di poesie: “Il sale ed il tabacco, cicalata…”. Agli anni studenteschi risalgono anche numerose sue poesie giocose e romantiche. Collaborò al giornale “Caffè Pedrocchi”, richiamando così su di sé l’attenzione della polizia austriaca. La situazione politica e culturale di quegli anni era infatti caratterizzata dalla mancanza di libertà, specialmente per gli intellettuali ed i personaggi non strettamente conformi al pensiero politico dominante. Al 1839 risale un episodio che lo avrebbe visto, insieme con il fratello minore Clemente, battersi di notte a randellate contro militari croati; ferito alla gola, egli riuscì a fuggire, mentre il fratello venne arrestato e temporaneamente sospeso dall’università. Dopo la laurea tornò a Schio per il praticantato nello studio del padre, senza DSC_0328_clipped_rev_1però un vero interesse per la professione; continuò la collaborazione con il “Caffè Pedrocchi”, pubblicando satire in versi come “Fisiologia del lino” e “Lo studente di Padova”. Nel marzo del 1848 insorsero le città del Lombardo Veneto, costringendo alla ritirata le guarnigioni austriache. L’allora trentenne Fusinato costituì a Schio un “Corpo franco di Crociati”, al comando di circa duecento volontari, compiendo alcune azioni in Vallarsa. Il 17 e 18 marzo insorse anche la città di Vicenza; Arnaldo Fusinato, dopo aver combattuto nella battaglia di Sorio, fu in prima fila a combattere per la difesa della città assediata, presidiando con la sua compagnia nella giornata del 24 maggio il colle dei Setteventi. Tutto fu vano e Vicenza dovette arrendersi il 10 giugno, momento in cui egli era impegnato a Monte Berico, insieme con il fratello, alla testa di cinquanta volontari, i bersaglieri di Schio. Fu in questi giorni che Fusinato compose la canzone il Canto degli insorti”. Non comune prima edizione completa della brossura editoriale ed in buone condizioni di conservazione. cfr.: A. Parenti, Rarita …’ pagine 16 – 26.

70 Euro

136. FILOSOFIA DIRITTO NATURALE LEGGE NATURALE UTILITARISMO ILLUMINISMO HOBBES ETICA MORALE PUBBLICA SOCIETA’

IMG_5061_clipped_rev_1   IMG_5060_clipped_rev_1Cumberland Richard,

Les loix de la nature, expliquées par le Docteur Richard Cumberland: où l`on recherche et l`on établit, par la nature des choses, la forme de ces loix, leurs principaux chefs, leur ordre, leur poublication & leur obligation; on y refute aussi les elémens de la morale & de la politique de Thomas Hobbes. Par Monsieur Barberyrac, Docteur en Droit, et Professeur en la meme Faculté dans l’Université de Groningue, Avec des notes du traducteur qui y a joint celles de la Traduction Angleise.

 A Leide, Chez Theodore Haak, 1757

In 4° grande (24×18,5 cm); XXVIII, (2), 435 (i.e. 425),(1, errata), (8, table des matieres) pp. e una bellissima tavola incisa di antiporta. Bella legatura coeva in piena pelle spugnata con titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Carte uniformemente e leggermente brunite come tipico delle opere stampate all’epoca a Leida. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera si avvale della traduzione e delle note di Barbeyrac (1674-1744) che fu professore di storia e diritto civile a Losanna nel 1711 e di diritto pubblico a Groningen nel 1717. La sua fama si basa principalmente sulla prefazione e sulle note della sua traduzione del “De Jure Naturae et Gentium” di Pufendorf. Prima edizione con questo titolo ed edizione definitiva di questa traduzione del più importante scritto del celebre scrittore, filosofo e teologo inglese, Richard Cumberland (Londra, 15 luglio 1631 – Peterborough, 9 ottobre 1718) che è considerato l’autore fra i massimi oppositori alle teorie di Hobbes sulla natura dell’uomo, la natura della moralità e l’origine della società. L’autore che fu IMG_5062_clipped_rev_1anche vescovo di Peterborough, pubblicò la sua prima opera, quella qui appunto presentata, nel 1672. Il lavoro divenne da subito uno dei testi basi dell’utilitarismo contrapposto all’egoismo etico di Hobbes. Richrd, attivo nel movimento latitudinario, del quale faceva parte anche Locke, fu molto vicino ai platonici di Cambridge. Nel 1670 divenne rettore dell’All Saints di Stamford. L’opera non è solo una critica alle teorie di Hobbes, ma assorbe e neutralizza molte delle sue intuizioni arrivando, però, a creare una nuova teoria politica ed etica, che è arrivò ad influenzare in seguito, in modo profondo, giuristi e filosofi che si cimentarono nello studio del diritto naturale e dell’etica, come ad esempio Locke, Pufendorf, Hutcheson e Shaftesbury, così come molta filosofia dell’Illuminismo francese. Il presente lavoro influenzò notevolmente la comprensione e l’accoglienza di Hobbes in Francia. Insieme alla “On the Law of War and Peace” di Grotius e “De jurae naturae” di Pufendorf è considerata il testo base della “Legge Naturale”. Pufendorf che elogiò moltissimo il lavoro di Cumberland citandolo più volte nel suo capolavoro, contribuì a rendere celebre la sua dottrina del bene comune come legge suprema della moralità, anticipando e influenzando la direzione che la filosofia etica avrebbe, poi, preso nel XVIII secolo. “His combination of a strong critique of innate ideas and assertion of the moral community with God was a contributing factor in the formation of the kind of empirically based natural providentialism, or natural religious IMG_5063_clipped_rev_1teleology, which soon became the framework or natural law thinking and, indeed, for the mainstream of Enlightenment moral thought.” (Haakonssen, Natural Law and Moral Philosophy”, p. 51). Nel suo “De legis naturae” Cumberland confuta le di Hobbes sulla costituzione dell’uomo, la moralità, l’origine della società, ecc. e dimostra che lo stato della natura non è uno stato di guerra. Secondo Cumberland, il fine primario dell’uomo non è il vantaggio personale e il potere non è il fondamento della società. Propone una nuova dottrina della moralità che è ancora basata sul diritto naturale, ma che è accompagnata da una critica costante delle opinioni di Hobbes. Tali opinioni gli sembrano sovversive della religione, della moralità e della società civile. Vede la legge della natura come capace di sottolineare ciò che promuoverà il bene comune, e crede che la legge della natura possa essere dedotta osservando fenomeni fisici e mentali. Pertanto, Cumberland concorda con Hobbes nel tentativo di fornire un resoconto naturalistico della forza normativa dell’obbligo e nel tentativo di stabilire un dettato razionale ma si oppone a Hobbes, nel modo in cui questi possono essere derivati. Esemplare in bellissima legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Brunet II: 442.

330 euro

137. PARTITO COMUNISTA PROPAGANDA CILE CARTELLONISTICA LIBRI OGGETTO MANIFESTI PCI

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Libertà per il Cile, Volume Mostra

Ciampino-Roma, Sezione centrale stampa e propaganda del PCI, Stabilimento Grafico Editoriale Fratelli Spada, S. data (ma 1973 circa).

In folio (30×40 cm); 43 tav. sciolte delle quali, 3 sono grandi manifesti più volte ripiegati. Ogni foglio è numerato, compreso i manifesti, a parte il primo manifesto che è la tavola numero 1. Le tavole sono conservate entro una bella cartella editoriale a colori. Qualche lieve strofinatura alla cartellina e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica rara edizione, ancor più rara da reperirsi completa,di questo “Volume Mostra” stampato dal PCI, intorno al 1973. Magnifica pubblicazione di propaganda a favore di una svolta democratica cilena dopo il golpe di Pinochet dell’11 settembre del 1973. Il libro è particolarmente raro per l’utilizzo che ne fecero le varie sezioni del PCI, smembrandolo per produrre mostre o affiggere manifesti. Molto belli i tre manifesti più volte ripiegati a colori. Dalla sguardia della cartellina: “Che cosa è un volume mostra: E’ una serie organica di immagini, fotografie documenti o manifesti, che affronta un particolare argomento, storico politico o sociale, cercando di fornire una informazione semplice ed efficace, ma il più precisa possibile. Il volume-mostra può essere destinato a rimanere nella vostra biblioteca; le singole immagini possono essere utilizzate dai giornali di federazioni di quartiere, di fabbrica; ma soprattutto è stato studiato per dare una immediata possibilità alle sezioni, ai circoli, alle organizzazioni di massa di allestire mostre su temi di attualità. Le fotografie sono state numerate per facilitare l’allestimento della mostra ma ognuno può intervenire sul materiale cambiandone l’ordine e inserendo altre immagini, testi scritti, disegni che arricchiscono il discorso di maggiori particolari e di riferimenti alla storia, alla situazione agli avvenimenti locali. Rif. Bibl.: IT\ICCU\SBL\0597902 che per errore cita 43 tavole e 3 tavole ripiegate non notando che le tavole ripiegate portano anch’esse un numero e sono da contare in numerazione.IMG_5082_clipped_rev_1

240 euro

138. ARMI DA TAGLIO ARMI DA FUOCO SPADE COLTELLI ARCHIBUGI PISTOLE ESTENSI MODENA DUCATO ESTENSE GRIDA

IMG_5070_clipped_rev_1Francesco III d’Este,

Grida sopra le armi,

In Modena, per Bartolomeo Soliani Stampator Ducale, 1750

In 4° (27×21,4 cm); 12 pp. Senza brossura, a fogli sciolti ed ancora in barbe. Bellissimo stemma araldico di Francesco III d’Este. Interessante grida dedicata alla regolazione dell’uso e possesso delle armi nel ducato estense. La grida definisce che armi sono proibite “E’ primieramente riconoscendosi, che tra le varie spezie di Armi più perniciosa è quella degli Assassonetti, che si dicono Archibusetti, Mazzagatti, e Pistole corte, essendo di minor lunghezza nella Canna di once sei misure di Modena, restano questi assolutamente, ed affatto proibiti tanto portarsi per la città, e Luoghi tutti dello Stato […] Gli stiletti, Daghetti, Pugnali corti, Coltelli filettati lavorati, e fatti a fronda d’Oliva, o come volgarmente di dice alla Genovese, per essere Armi di qualità pessima, ed atta unicamente a commettere Assassinii, e tradimenti similmente proibiti a portarsi, e ritenersi dentro a questi serenissimi Stati, ed inn qualsisia luogo de’ medesimi, sotto pena di Galera per anni dieci, e del confisco della metà dei beni; Ed a fine di togliere affatto a Chichesia l’opportunità di prevalersi d’Armi sì perniciose, cioè tanto delle espresse in questo, che nel precedente capitolo si proibisce l’Archibugieri, Coltellinaj, ed altri Artefici il poterle lavorare, assettare in qualunque forma, o arrotare sotto pena di Scudi cinquecento d’Oro, e della Galera per anni cinque. Per i Coltelli semplicemente appuntiti, o per le altre Armi corte da taglio, e punta, che non arrivino alla misura d’oncie sei di Modena nella Lama (eccettuati unicamente i Temperini, e Coltelli da sacca flessibili, e come si dicono Serratori, ma che non abbiano Molla, Susta, Anelletto, o altro ritegno, e di minor lunghezza d’onice due e mezza sispetto alla Lama) siccome per le Lesine, Lesinotti, Passanti, Trincetti, Scorteghini, Scarpelli sottili, BorcaglJ, o altri simili Stromenti taglienti …”. Si passa poi a regolarizzare il possesso o meno delle Spade, pugnali lunghi, Stiletti, Sciabole, Palossi, Scimitarre, Archibugi, Schioppi, Pistoni, Terzette, Pistole ecc. La grida definisce anche le pene diverse per i Nobili. Poi si specifica tra coloro che fanno parte della corte chi e quale arma può portare distinguendo tra i Cavalieri,i Servitori, i Dottori di legge e di medicina, gli Ufficiali, Soldati sì di Fortuna che di Milizia, i Soldati delle Guardie di S. A. S., i Conduttori delle Gabelle, Saline, Carmelingarie. Seguono le disposizioni per i Mercanti, i Viandanti e Forestieri ecc. Nelle pagine finali si trovano le disposizioni particolari per i luoghi (come il palazzo Ducale ed i Giardini ducali) e le situazioni particolari. Non comune grida dedicata alle armi, in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Non comune.

280 euro