ALCUNE IDEE REGALO NATALE 2021, PRIME EDIZIONI ITALIANE, AVANGUARDIE, PRIME EDIZIONI NUMERATE DI UMBERTO ECO, QUALCHE LIBRO ANTICO E ALCUNE CARTE GEOGRAFICHE

ALCUNE IDEE REGALO NATALE 2021, PRIME EDIZIONI ITALIANE, AVANGUARDIE, PRIME EDIZIONI NUMERATE DI UMBERTO ECO, QUALCHE LIBRO ANTICO E ALCUNE CARTE GEOGRAFICHE

  1. GRAND TOUR ITALIA ITALY ITALY ALBUM DIPINTI VENEZIA VESUVIO FIRENZE ROMA FIRENZE MALCESINE LAGO DI GARDA

IMG_1831IMG_1830IMG_1829IMG_1828IMG_1827IMG_1826IMG_1825IMG_1824IMG_1823IMG_1821SIMG_1957_clipped_rev_1quire George H.,

Gran Tour d’Italie, magnifico album di acquerelli.

1870-1880 circa

In oblungo (36×26 cm); bella ed elegante legatura ottocentesca in mezza-tela con dorso a 4 nervi. Filetti in oro al piatto anteriore. Al piatto anteriore su fascetta in pelle incorniciata con doppio filetto in oro, in elegante carattere grafico e sempre in oro, le iniziali dell’artista, il titolo “Italy” e la data di realizzazione dell’album, 1880 (il tour ed i quadretti vennero effettuati fra il 1870 ed il 1880). Qualche leggerissimo foxing alle carte bianche che contengono e proteggono i paesaggi (che si presentano i  perfette condizioni di conservazione, ininfluenti e nel complesso in ottime condizioni di conservazione). Al recto del piatto anteriore la pecetta della bottega dell’artista che cita “George Squire, Late Bowden & Co. Artists’ Colourman. 314, Oxford Street”. Tagli riccamente dorati. Ogni tavola presenta una carta protettiva sulla quale, a matita, in chiara grafia coeva, probabilmente lo stesso artista, ha scritto la descrizione del dipinto rappresentato. Tutti i finissimi quadretti, dipinti con uno stile estremamente moderno ed accattivante, sono realizzati all’acquerello. Magnifica raccolta di acquarelli d’epoca ispirati da un “Grand Tour” d’Italia fatto dal noto artista inglese George H. Squire. L’opera raccoglie vedute di alcune città italiane ma alcune, viste da scorci del tutto particolari, dipinte con una tecnica pittorica estremamente moderna. Magnifico l’acquarello dedicato all’eruzione del VesuvioIMG_1822 del 1872, celebre eruzione quando una vastissima nube a forma di pino circondò la vetta del Vesuvio ed una colata di lava distrusse i paesi di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio. Per la precisione gli acquarelli si suddividono così: Venezia 11, Malcesine sul Lago di Garda, Pianura lombarda 1, Chivasso, I giardini di Boboli a Firenze, Ponte della Carraja a Firenze, Ponte Vecchio a Firenze, Roma vista dal Pincio, Roma vista da Villa Melini, L’arco nei pressi del Colosseo, Il Colosseo, Roma nella zona campestre di San Lorenzo, Altra vista di Roma da Villa Melini, Vista dell’eruzione del Vesuvio dalla “Casa di Diomede” a Pompei. Sulla figura di George Squire, si legge nel catalogo online della National Gallery di Londra, come il pittore George Squire, possedesse una bottega d’arte localizzata al 314 Oxford St. London 1876-1881 per passare poi al 293 di Oxford St. 1881-1998, per poi, infine, trasferirsi al 3 Holles St., Cavndish Square dove tenne bottega fra il 1899 ed il 1919. Scrive il catalogo online della National Gallery di Londra: Artists’ colourman and portfolio album sketch-block manufacturer. George Squire’s trade card descrive the business as Late Bowden & Co (qv), whose prmises he took over. George Squire (1839 – 1911 or later) was listed at 314 Oxford St in the 1881 census a san artists colourman, age 42, wufe Emma, son John, age 2, employing two men and two boys, in 1891 in Kensignton and 1911 as an artists colourman, age 72, living in Paddington. His trade card, dating to 1889 or later, would imply that he held an appointment to the Princess of Wales. Rarità dedicata al Grand Tour.

1.800 euro

2. ILLUMINISMO ILLUMINISM PRIME EDIZIONI FIRST EDITION LIBRI PROIBITI SUPERSTIZIONI FANATISMO RELIGIOSO FILOSOFIA

IMG_1845_clipped_rev_1Voltaire,

Dictionnarie Philosophique, Portatif.,

Londres (ma Geneve), S. Stampatore (ma Gabriel Grasset), 1764.

In 8° (18,4×11,1 cm); VIII, 344 pp. Legatura coeva in mezza pelle con titolo in oro su fascetta in oro al dorso su pecetta in pelle rossa. Filetti in oro e definizione di volume unico ai tasselli. Piatti foderati in carta gialla coeva. Angoli dei piatti foderati con pergamena. Un difetto alla cerniera posteriore con piccole perdite di pelle. Mancanza di pelle al margine basso del dorso. Per il resto, all’interno esemplare ancora in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Nota manoscritta coeva al frontespizio “Par Mons. De V.”. Ex-libris applicato al recto del piatto anteriore che identifica l’esemplare come appartenuto a “Aldo Maffei”. Antica nota di possesso settecentesca anticamente cancellata al recto del piatto anteriore, in parte ancora leggibile. Edizione rara, comunemente identificata come la prima edizione, di questa celeberrima opera del grande filosofo, drammaturgo,IMG_1844_clipped_rev_1 storico, scrittore, poeta, aforista, enciclopedista, autore di fiabe, romanziere e saggista francese, Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet ( Parigi, 21 novembre 16 94 – Parigi, 30 maggio 1778) che fu il massimo esponente dell’Illuminismo. L’opera venne stampata anonima e senza editore da Gabriel Grasset nel 1764. L’opera è la più famosa opera di Voltaire contro la superstizione ed il fanatismo. Voltaire iniziò a lavorare all’opera nel 1752, sembra in conseguenza di una cena alla corte di Federico II di Prussia, quando una serie di intellettuali si lanciò la sfida di scrivere, per il giorno dopo, come gioco letterario, la voce di un dizionario moderno illuministicamente inteso. Mentre i restanti partecipanti alla cena non presero sul serio la sfida, Voltaire abbracciò entusiasticamente l’idea ed iniziò a lavorare ad una “voce” dedicata al fanatismo ed alla superstizione, gettando così le basi di quello che negli anni seguenti sarebbe poi diventato il Dictionnaire Philosophique. L’opera doveva essere un agile e divertente strumento di consultazione contenendo, a differenza dell’Enciclopedia, solo alcune voci legate a superstizioni e idee obsolete che sarebbero poi state smontate attraverso l ‘ironia ed il sarcasmo. L’opera che manteneva la struttura della sua più estesa sorella, l’Eciclopedia di Didedort e Dalambert, si prefiggeva in qualche modo anche finalità simili. Il volume si apre con un’introduzione nella quale l’autore avverte come l’opera sia solo per menti illuminate in quanto “l’uomo volgare non è fatto per simili conoscenze; la filosofia non sarà mai suo retaggio”. Il bersaglio dell’opera finiscono così per essere le idee religiose ed in primis, i testi sacri del cristianesimo ma anche idee sociali, teorie filosofiche ma anche, prendendo spunto da fatti ed avvenimenti di cronaca contemporanei, le autorità giudiziarie e l’inquisizione, il tutto in nome della verità e della giustizia. Ad esempio si può leggere sotto la voce “Prete” ” I preti sono, in uno Stato, pressappoco quel che sono i IMG_1846_clipped_rev_1precettori nelle case dei cittadini; obbligati a insegnare, pregare, dare  l’esempio; non possono avere nessuna autorità sui padroni di casa, a meno che non si provi che colui che paga un salario deve obbedire a chi lo riceve. Fra tutte le religioni, quella che esclude nel modo più assoluto i preti da ogni autorità civile, è senza dubbio quella di Gesù: “Date a Cesare quel che è di Cesare.”  “Non ci sarà, tra voi, né primo né ultimo.” “Il mio regno non è di questo mondo.” Le contese fra l’impero e il clero, che insanguinarono l’Europa per più di sei secoli, non furono quindi, da parte dei preti, che ribellioni contro Dio e gli uomini e un peccato continuo contro lo Spirito Santo. Da Calcante, che assassinò la figlia di Agamennone, fino a Gregorio XIII e a Sisto V, due vescovi di Roma che vollero privare il grande Enrico IV del regno di Francia, la potenza sacerdotale fu fatale nel mondo. “. L’opera appena uscì creò enorme sdegno fra le autorità politiche e religiose di molte paese. Francia e Svizzera, dove l’opera vide la luce grazie al coraggio dell’editore, Grasset, venne subito censurata e si cercò di eliminare tutti gli esemplari esistenti in vari roghi pubblici. L’opera però, allo stesso tempo, sulla scorta della curiosità prima e dell’entusiasmo suscitato poi, divenne molto ricercata e varie riedizioni vennero stampate in breve tempo. Prima rara edizione in buone-ottime condizioni di conservazione e dalla provenienza nobiliare. ” La lecture du Dictionnaire appelle la comparaison avec les Essais de Montaigne, on y trouve la même liberté de pensée et autant de digressions ” (Voltaire, BN, 1979, nº 547). Bibl.: Brown, Livre dangereux, Voltaire’s Dictionnaire philosophique, a Bibliography, 1994, nº 1.

1.800 euro

3. STRENNE STRENNA LUNARIO ASTROLOGIA VATICINI PRIME EDIZIONI RARITA’ BIBLIOGRAFICA

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Il girasole, ossia L’orologio celeste del vero ed unico Barba Nera : lunario regolato all’orologio oltramontano per l’anno 1863 coll’indicazione dei gironi delle novene e la genealogia dei sovrani. Centodecimaquinta edizione colombana.

Bologna, Tipi Dé Franceschi alla Colomba, S. data ma 1862 circa.

In 12°; 64 pp. Brossura coeva muta azzurra. Immagine del “Barba Nera” alla prima carta. Frontespizio entro cornice xilografica. Rarissima strenna con lunario e vaticini sull’anno entrante, 1863. Un piccolo rinforzo al recto dell’angolo basso della prima carta. Nessun esemplare censito in ICCU per quest’annata.

80 euro

4. CLASSICI SINCEFICTION PRIME EDIZIONI ITALIANE

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Brown Dan,

Il Codice da Vinci, un thriller di Dan Brown,

Milano, Mondadori, novembre 2003

In 8°; 523, (5) pp. Legatura coeva in cartoncino nero con sopraccoperta editoriale illustrata. Prima edizione italiana, novemebre 2003 che anticipa numerosissime altre edizioni, in quanto dopo questa prima tiratura, il volume divenne un successo mondiale. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

40 euro

5. PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA INGLESE CLASSICI DELLA LETTERATURA RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

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Dickens Carlo,

Le ricette del Dottor Marigold, (con prefazione e ritratto dell’autore).

Milano, Tipografia Editrice Lombarda, 1875

In 8°; 215, (9) pp. Brossura editoriale con titolo, autore e fregio al piatto anteriore. Una piccola firma d’appartenenza privata al margine alto della prima carta e nel complesso esemplare in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione italiana di uno celebri dei romanzi del grande grande romanziere, giornalista, reporter di viaggio inglese, Charles John Huffam Dickens (Portsmouth, 7 febbraio 1812 – Higham, 9 giugno 1870) celeberrimo per le sue opere satiriche come il “Circolo Pickwick” e per i suoi romanzi sociali come Oliver Twist, David Copperfield, Tempi difficili, Grandi speranze ed appunto il Canto di Natale. Nato in una famiglia della piccola borghesia, figlio di un funzionario dell’amministrazione militare, visse un’infanzia immerso nelle letture e nel verde, fino a quando, problemi economici, portarono la famiglia a trasferirsi in uno dei quartieri più malfamati della Londra dell’epoca fino a quando, addirittura, il padre, nel 1824, viene arrestato per debiti. E’ in questo periodo che al piccolo Charles viene offerto il lavoro in una fabbrica di lucido per scarpe da un vicino di casa, per aiutare la famiglia in questo difficile frangente. I genitori accettano e per Charles è un vero trauma, fra il distacco dalla famiglia e l’umiliazione perosnale. Dopo pochi mesi la situazione economica della famiglia ha un miglioramento ed il padre Jhon decide di iscrivere il figlio a scuola. A quindici anni Charles entra in uno studio legale come praticante con buone possibilità di diventare avvocato ma il lavoro gli è cosi avverso che preferisce studiare stenografia. Queste note biografie, i lettori di Dickens le potranno ritrovare poi trasposte nei suoi romanzi. Negli stessi anni inizia a frequentare i teatri londinesi ed a cimentarsi nelle prime prove di scrittura. Lavorando come stenografo in diversi tribunali, decide di diventare cronista parlamentare. Di lì a poco è assunto dal giornale Morning Chronicle e poco dopo, in settembre, sotto lo pseudonimo Boz, pubblica il primo di quei bozzetti di vita urbana che diverranno poi gli Sketches by Boz. All’inizio del 1936, precisamente nel maggio, incomincia a pubblicare, a dispense, sul Morning Chronicle il primo romanzo. Da qua in poi sarà un susseguirsi di capolavori e di successi. Il romanzo “Doctor Marigold’s Prescriptions” fu pubblicato per la prima volta nel 1865, in All The Year Round. L’opera, scritta nel pieno della maturità letteraria di Dickens, segue i viaggi straordinari di un anticonformista venditore ambulante di merci strane un po’ simile alla figura di un ciarlatano delle fiere di paese ma le cui ricette fantastiche, producono effetti. Il romanzo è dipinto con toni più cupi e ed oscuri dei suoi standard anche se in linea con i passaggi più profondi degli Schizzi di Boz del 1836 o de I libri di Natale del 1843 ed il 1848. Scritto in un modo sorprendentemente moderno, di flusso di coscienza del personaggio immerge, nel modo più efficace, il lettore nella lingua, nei costumi e nella realtà quotidiana i quello che all’epoca dei fatti narrati era il paese economicamente e socialmente, più evoluto dell’epoca. L’autore, nella narrazione, sfrutta al massimo ed in modo non convenzionale, la sua fascinazione per le parole ed il linguaggio, fino a portare il lettore, nella mente del personaggio principale ed analizzando, con il tipico umorismo innato di Dickens, le infinite varietà della psiche umane. Prima edizione italiana, rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0987914.

160 euro

6. PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA INGLESE CLASSICI DELLA LETTERATURA RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

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Dickens Carlo,

Un famoso duello e altri racconti, traduzione dall’inglese di Arturo Bortolotti,

Milano, L. Bortolotti e C., Tipografi Editori, 1877

In 8°; 118, (2) pp. Brossura editoriale con titolo, autore e fregio al piatto anteriore. Una piccola firma d’appartenenza privata al margine alto della prima carta e nel complesso esemplare in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione italiana di uno celebri dei romanzi del grande grande romanziere, giornalista, reporter di viaggio inglese, Charles John Huffam Dickens (Portsmouth, 7 febbraio 1812 – Higham, 9 giugno 1870) celeberrimo per le sue opere satiriche come il “Circolo Pickwick” e per i suoi romanzi sociali come Oliver Twist, David Copperfield, Tempi difficili, Grandi speranze ed appunto il Canto di Natale. Nato in una famiglia della piccola borghesia, figlio di un funzionario dell’amministrazione militare, visse un’infanzia immerso nelle letture e nel verde, fino a quando, problemi economici, portarono la famiglia a trasferirsi in uno dei quartieri più malfamati della Londra dell’epoca fino a quando, addirittura, il padre, nel 1824, viene arrestato per debiti. E’ in questo periodo che al piccolo Charles viene offerto il lavoro in una fabbrica di lucido per scarpe da un vicino di casa, per aiutare la famiglia in questo difficile frangente. I genitori accettano e per Charles è un vero trauma, fra il distacco dalla famiglia e l’umiliazione perosnale. Dopo pochi mesi la situazione economica della famiglia ha un miglioramento ed il padre Jhon decide di iscrivere il figlio a scuola. A quindici anni Charles entra in uno studio legale come praticante con buone possibilità di diventare avvocato ma il lavoro gli è cosi avverso che preferisce studiare stenografia. Queste note biografie, i lettori di Dickens le potranno ritrovare poi trasposte nei suoi romanzi. Negli stessi anni inizia a frequentare i teatri londinesi ed a cimentarsi nelle prime prove di scrittura. Lavorando come stenografo in diversi tribunali, decide di diventare cronista parlamentare. Di lì a poco è assunto dal giornale Morning Chronicle e poco dopo, in settembre, sotto lo pseudonimo Boz, pubblica il primo di quei bozzetti di vita urbana che diverranno poi gli Sketches by Boz. All’inizio del 1936, precisamente nel maggio, incomincia a pubblicare, a dispense, sul Morning Chronicle il primo romanzo. Da qua in poi sarà un susseguirsi di capolavori e di successi. L’opera qui presentata contiene i racconti brevi: un famoso duello; Il lagrimevole caso del signor Dounce; La morte dell’ubriacone; Il signor Minns e suo cugino. Questi celebri racconti, scritti all’inizio della sua carriera creativa e pubblicati nei celeberrimi “Sketches di Boz”, una serie di racconti pubblicati su varie riviste e pubblicazioni periodiche sotto lo pseudonimo di Boz, fra il 1833 ed 1836 e furono decisivi per far conoscere l’opera di Dickens al grande pubblico. “The Drunkard’s Death” fu l’ultimo racconto pubblicato della serie degli “Sketches” nel 1836. Il mese dopo la pubblicazione di questo racconto, iniziò l’uscita del “The Pickwick Papers”. Prima edizione assai rara ed in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\1263856.

130 euro

7. VIAGGI TIBET HYMALAYA PRIME EDIZIONI ARCHEOLOGIA ETNOGRAFIA ASIA

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IMG_1874_clipped_rev_1Hedin Sven,

L’Asia sconosciuta: viaggio di esplorazione nei deserti dell’Asia centrale e nel Tibet. Riduzione italiana dall’originale svedese a cura di Helga Vinciguerra-Bodtker. Con 159 tavole in nero e in colori, 184 illustrazioni nel testo da fotografie e disegni originali e 2 carte geografiche.

Milano, Hoepli, 1904.

In 4° piccolo;  XIII, (1), 749, (3) pp. e (2) carte di tav. ripieg. (1) c. (ritratto in antiporta), 8 c. di tav. a colori fuori testo e numerosissime illustrazioni di cui molte a piena pagina, nel testo. Legatura coeva in mezza pelle rossa con titolo e filetto in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche leggera strofinatura e qualche lieve difetto al dorso. Alcune lievi fioriture in alcune pagine, dovute alla qualità della carta utilizzata per la stampa, qualche piccolo strappetto alle due carte, senza perdita di carta e nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione non comune di uno dei più celebri scritti di interesse tibetano ed asiatico del novecento, opera del grande esploratore, geografo e geopoliticoIMG_1876_clipped_rev_1 svedese, Sven Anders Hedin (Stoccolma, 19 febbraio 1865 – Stoccolma, 26 novembre 1952). Hedin studiò geologia, mineralogia, zoologia e latino all’Università di Stoccolma prima e poi di Uppsala, di Berlino ed Halle. Allievo di Ferdinand von Richthofen tra il 1892 ed 1935 guidò diverse spedizioni scientifiche nell’Asia Centrale. A lui si deve la prima mappa dettagliata di Pamir, Taklamakan, Tibet, dell’antica Via della seta e dell’Himalaya. Fra i primi europei ad entrare in Tibet e fu il primo a portare avanti alcuni scavi archeologici di antiche città buddiste. Studiò attentamente le alture tibetane, per descriverle poi su mappe dettagliate. Tra il 1890 ed il 1891, viaggiò nel Khorāsān e nel Turkestan. Tra il 1893 ed il 1897, pochi anni dopo il viaggio di Turkestan, organizzò una seconda spedizione durante la quale attraversò l’intiera Asia, da Oremburgo a Pechino seguendo la via del Lop-nor e poi passando in Tibet. Tra il 1899 ed ul 1902, esplorò, delienandolo poi su carta, l’intiero percorso del fiume Tarim, una parte del deserto di Gobi e del Tibet. Fu durante questo viaggio che scoprì. , le rovine della città di Loulan che gli permisero di recuperare numerosi scritti di estrema importanza storica. Fortemente avverso alla Russia, fu vicino al regime nazista che ne commisionò anche alcune spedizioni in Tibet, senza però sposare mai le idee razzista e xenofobe (Hedin era, almeno in parte, di origini ebraiche). Prima edizione di interesse tibetano ed Himalayano.IMG_1877_clipped_rev_1

320 euro

8. PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA SURREALISMO

IMG_5099_clipped_rev_1Kafka Franz,

Il Castello,

Milano, Mondadori, 1948

In 8° (20,4×14 cm); 467, (5) pp. Brossura editoriale illustrata con qualche difetto e piccola mancanza ai margini (due pecette di rinforzo al dorso della brossura). Legatura editoriale in piena tela cremisi. Stampata nell’ottobre del 1948 questa è la prima edizione della traduzione del “Castello” di Kafka da non confondersi con quella, più comune, in tela verde stampata nello stesso mese. Presenta anche la brossura editoriale che a causa del materiale con la quale venne realizzata, è quasi sempre assente. All’interno leggerissima ingiallitura delle pagine come in ogni esemplare a causa del tipo di carta utilizzato dalla Mondadori per la stampa. Vecchia nota di possesso privato al margine bianco dell’occhietto e del frontespizio “Anna Guerrieri”. Il “Castello” rappresenta il uno dei tre romanzi scritti dal celebre scrittore e filosofo boemo di lingua tedesca Franz Kafka (Praga, 3 luglio 1883 – Kierling, 3 giugno 1924). Scritto nel 1922 e rimasto incompiuto, venne pubblicato per la prima volta postumo nel 1926 grazie a Max Brod che non seguendo le istruzioni di distruggerlo, lasciate dallo stesso autore prima della morte, ne curò l’edizione. Considerato fra i capolavori assoluti della letteratura mondiale, il lavoro è un surreale viaggio del protagonista alla ricerca di un senso superiore che regola l’esistenza umana. Il protagonista, così, si muove nei meandri della burocrazia e della legge intesa come base di un ordine globale che il protagonista può a volte intuire ma mai comprendere, un viaggio, nel quale la legge stessa con le sue applicazioni burocratiche, nate per aiutare l’uomo nell’integrazione sociale, finisce nella sua forma più grottesca dei continui rimandi ed incompiuti tragitti, per essere una fonte di alienazione dalla società stessa ed una fonte di inesauribile frustrazione. Prima edizione italiana.

60 euro

9. ROMANZI D’AVVENTURA PER RAGAZZI VERNE EDIZIONI ITALIANE RARITA’

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IMG_1883_clipped_rev_1Verne Giulio,

Un Capitano di quindici anni, Parte Prima, illustrata con 46 incisioni; Parte Seconda, illustrata con 47 incisioni.

Milano, Tipografia Editrice Lombarda di F. Menozzi e Comp., (1879)

In 8°; due parti in un volume: (4), 205, (3) pp. e (4), 210- 425, (3) pp. Legatura coeva in mezza-pergamena con titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Piatti foderati da carta marmorizzata coeva. Seconda, non comune, edizione italiana (una prima uscì sempre per la Tipografia Editricce Lombarda l’anno prima) di questo racconto fantastico di Jules Gabriel Verne, spessoIMG_1884_clipped_rev_1 italianizzato in Giulio Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905), padre, insieme a H. G. Wells,  della moderna fantascienza. Illustrazioni realizzate da H. Meyer. “Il capitano di 15 anni” uscì per la prima volta con il titolo “Un capitaine de quinze ans” sulla rivista “Magasin d’éducation et de récréation” nel 1878 e venne poi edito, lo stesso anno, in forma di volume, dalla Hetzel. L’opera fa parte dei lavori maturi di Verne. Ambientato, almeno in parte in Africa, il romanzo suscitò, negli anni seguenti alcune critiche per alcuni passaggi che potevano essere letti come “razzisti”. In realtà come ben descritto da Cependant, Jean Chesneaux et Olivier Dumas, “Ce racisme de Jules Verne, son attitude méprisante, s’applique davantage aux couches dirigeantes et aux aristocraties tribales qu’aux peuples d’Afrique et d’Océanie dans leur ensemble. Ce qu’il dénonce le plus volontiers, comme typique de la « barbarie » africaine, ce sont les hécatombes rituelles à l’occasion des funérailles d’un souverain, tel le roitelet congolais dans Un capitaine de quinze ans (seconde partie, chapitre 12) ou les immolations massives de prisonniers en l’honneur de l’intronisation du nouveau roi du Dahomey auxquelles met fin Robur du haut de son aéronef (p. 142).”. Raro.

45 euro

10. PRIME EDIZIONI ITALIANE RARITA’ LETTERATURA INGLESE LETTERATURA ROMANTICA

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IMG_1220_clipped_rev_1Austen Jane,

Sensibilità e buon senso,

Roma, Edizioni Astrea, 1945

In 8°; 342 pp. Brossura editoriale. Esemplare completo della rarissima sopraccoperta editoriale verde con qualche leggera traccia di polvere. Qualche leggerissima macchiolina di foxing all’interno che però, si presenta in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima traduzione italiana di uno dei più celebri romanzi della grande scrittrice inglese, Jane Auste. L’opera, oggi conosciuta in Italia con il titolo “Ragione e Sentimento”, fu pubblicata dall’autrice nel 1811. Come la maggior parte dei romanzi di Jane Austen pubblicati prima degli anni 50’, il volume risulta rarissimo. I romanzi di Jane Austen, in Italia, rimasero sconosciuti e non tradotti, fino a quando Mondadori decise di pubblicare nel 1932, con la IMG_1223_clipped_rev_1traduzione di Giulio Caprin, Orgoglio e Pregiudizio. Il volume non ebbe particolare successo tanto che si dovette aspettare il 1945, quando il clima culturale mutato e la presenza sul territorio italiano di una forte componente anglofona, riportò in auge il nome della Austen. Nel 1945 alcune case editrici minori ma dallo spiccato spirito editoriale come appunto l’Astrea, la Denti, Tariffi (che nel 1945 ripubblicò Orgoglio e Pregiudizio con il titolo definitivo italiano con il quale oggi è conosciuto) e La Caravella, decisero la pubblicazione di alcuni altri scritti della Austen che però, per le ristrettezze economiche e di materiali di quegli anni, furono editi in un numero assai ridotto di copie. Bisogna aspettare fino ai primi anni 70’ per vedere, in un crescendo inarrestabile, la fama di Jane Austen aumentare a dismisura e i suoi romanzi essere apprezzati, non più solo come romanzi d’amore ma come veri e propri capolavori della letteratura mondiale, fino a trasformare la loro autrice una delle più apprezzate, acclamate e ristampate autrici in Italia. Proprio per questo lento successo dell’autrice inglese, alcune sue opere furono tradotte per la prima volta ben dopo il 1950. Bisogna ad esempio aspettare il 1959 per vedere la prima uscita di “L’abbazia di Northanger” o il 1961 per la prima edizione italiana di “Mansfield Park” e anche queste prime ma tarde, edizioni risultano, oggi, rare a reperirsi. La prima edizione italiana di “Sense and Sensibility” si presenta nella traduzione di Evelina Levi. Prima edizione italiana molto rara.

220 euro

11. PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA PER RAGAZZI LETTERATURA INGLESE LIBRI PER RAGAZZI RARITA’ BIBLIOGRAFICHE

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Alcott Luisa,

Piccoli uomini, traduzione dall’inglese di Ciro e Michelina Trabalza, Libro di Lettura per Fanciulli e Fanciulle,

Lanciano, R. Carabba Editore, 1905 (al piatto anteriore 1906)

In 8° (19,3×13 cm); XI, (1), 354, (2) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in rosso e nero al piatto anteriore. Un piccolo difetto alla cerniera del piatto anteriore e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana di questo celeberrimo racconto della grande scrittrice americana, Louisa May Alcott (Germantown, 29 novembre 1832 – Boston, 6 marzo 1888). Nata a a Germantown una cittadina fondata da quaccheri tedeschi e anabattisti mennoniti, era figlia del noto filosofo trascendentalista Amos Bronson Alcott e dell’attivista Abby May, che discendeva dalle famiglie Quincy e Sewell di Boston che le inculcarono un grande amore per la cultura e per la lettura. I suoi insegnanti, chiamati dal padre per impartire a lei ed alle sue sorelle, lezioni private furono Ralph Waldo Emerson, Nathaniel Hawthorne e Margaret Fuller ed il naturalista Henry David Thoreau. A causa delle ristrettezze economiche nelle quali versava la famiglia, fu, fin da giovanissima, costretta a fare lavori occasionali come insegnante, sarta governante, colf ecc. ecc. Fin dal 1949 iniziò a scrivere con più intensità, iniziando con favole per bambini e mentre, nello stesso periodo collaborava, insieme alla famiglia, alla celebre associazioni anti-schiavista“Underground Railroad”. Fervente femminista, divenne strenua sostenitrice del suffragio universale femminile. Il 1858 fu un anno cruciale per la Alcott perchè sua sorella maggiore Anna andò in sposa a John Pratt e la sorella minore Lizzie, avvenimenti che ispirarono passaggi di “Piccole donne”. Le prime opere le pubblicò sotto lo pseudonimo di A. M. Barnard. Il successo letterario e con esso la tranquillità economica arrivò nel 1868 con la pubblicazione della prima parte di “Piccole donne”, racconto semi-autobiografico nel quale l’autrice descrisse avvenimenti relativi alla propria infanzia in famiglia dimostrando una delicatezza ed un senso dell’umorismo fuori dal comune. A “Piccole donne” seguirono “Piccole donne crescono” edito nel 1869, poi “Piccoli Uomini” edito per la prima volta nel 1871 e tradotto in italiano per la prima volta proprio con questa edizione del 1906. Curiosamente, il capolavoro della Alcott, Piccole Donne, venne pubblicato in italiano, quindici anni dopo la prima edizione di “Piccoli Uomini”. Il libro segue la vita di Jo, una delle eroine di Piccole Donne, nell’apertura e nella gestione, insieme al marito professor Bhaer, della Plumfield School. Prima edizione italiana rara di uno dei classici della letteratura per ragazzi. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\CUB\0009175.

150 euro

12. LETTERATURA AMERICANA RUSSA PRIME EDIZIONI ITALIANE LETTERATURA EROTICA

IMG_6336_clipped_rev_1Nabokov Vladimir,

Lolita,

Verona, Arnoldo Mondadori Editore, 1959

In 8°; 481, (1) pp. Legatura editoriale in piena tela verde con sopraccoperta editoriale originale con titolo e autore in nero entro cornice in verde e oro e immagine della medusa. Leggerissimi difetti alla sopraccoperta ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana, non comune a trovarsi completa della sopraccoperta editoriale, del più celebre romanzo del grande scrittore, saggista, critico letterario, entomologo, drammaturgo e poeta russo naturalizzato statunitense, Vladimir Vladimirovič Nabokov (Pietroburgo, 22 aprile 1899 – Montreux, 2 luglio 1977), l’autore è universalmente noto per il suo Lolita (1955), scritto in inglese e base per l’omonimo e famosissimo film del 1962 di Stanley Kubrick. Seppur il libro all’uscita ebbe un enorme successo di pubblico, “A causa della trama, il libro venne rifiutato da molte case editrici, a meno di pesanti tagli e censure che Nabokov si rifiutò sempre di operare. Fu pubblicato a Parigi dalla Olympia Press, un’importante casa editrice di letteratura erotica nel 1955; in quell’anno lo scrittore Graham Greene – in un’intervista al Sunday Times di Londra – lo elogiò come uno dei migliori romanzi dell’anno, anche se i problemi di pubblicazione permasero. Nel dicembre 1956, il ministro degli Interni francese lo bandì per due anni. La prima edizione americana avvenne nel 1958 per la G.P. Putnam’s Sons. Scalò la classifica dei best seller più venduti e divenne il primo libro dopo Via col vento a vendere 100.000 copie nelle prime tre settimane di pubblicazione. In Italia fu pubblicato nel 1959 da Mondadori; nel 1993 l’Adelphi pubblicò una nuova versione di Lolita nell’ambito del progetto di ritraduzione di tutte le opere di Nabokov. Nonostante lo scandalo, le circa quattrocento pagine del libro non contengono né parole né descrizioni oscene: la trama è intessuta di uno stile letterariamente alto ed elegante che allude alle scabrosità senza mai descriverle esplicitamente”. Quella qui proposta è la prima ed unica traduzione dall’americano autorizzata che si deve alla penna di Bruno Oddera. L’opera uscì nella Collana Medusa con il numero 424. Prima edizione completa della rara sopraccoperta.

120 euro

13. PRIME EDIZIONI ITALIANE RARITA’ TIRATURE LIMITATE JANE AUSTEN

Senza titolo-16Austen Jane, 

Mansfield Park, 

Milano, Edizioni per il Club del Libro, 1961.

In 8°; 436, (2) pp. Legatura editoriale in mezza-pelle con piatti foderati da carta marmorizzata. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. L’opera vide la luce in tiratura limitata fuori commercio in 8000 esemplari dei quali “5000 con numerazione speciale in corpo piccolo rosso preceduta dalla lettera A, destinati ai soli Aderenti Animatori, e 2500 esemplari con numerazione usuale in nero, a disposizione degli Aderenti Ordinari e Temporanei. Sono stati inoltre tirati 200 esemplari non numerati”. Il nostro è l’esemplare “A 1850” scritto in rosso. Prima rara traduzione italiana di uno dei più celebri romanzi della grande scrittrice inglese, Jane Auste. L’opera fu pubblicata dall’autrice nel 1814 sempre in forma anonima, come tipico di tutte le prime edizioni della scrittrice inglese. Come la maggior parte delle prime edizioni italiane dei romanzi di Jane Austen, il volume risulta assai raro. I romanzi di Jane Austen, in Italia, rimasero sconosciuti e non tradotti, fino a quando Mondadori decise di pubblicare nel 1932, con la traduzione di Giulio Caprin, Orgoglio e Pregiudizio. Il volume non ebbe particolare successo tanto che si dovette aspettare il 1945, quando il clima culturale mutato e la presenza sul territorio italiano di una forte componente anglofona, riportò in auge il nome della Austen. Nel 1945 alcune case editrici minori ma dallo spiccato spirito editoriale come appunto l’Astrea, la Denti, Tariffi (che nel 1945 ripubblicò Orgoglio e Pregiudizio con il titolo definitivo italiano con il quale oggi è conosciuto) e La Caravella, decisero la pubblicazione di alcuni altri scritti della Austen che però, per le ristrettezze economiche e di materiali di quegli anni, furono editi in un numero assai ridotto di copie. Bisogna aspettare fino ai primi anni 70’ per vedere, in un crescendo inarrestabile, la fama di Jane Austen aumentare a dismisura e i suoi romanzi essere apprezzati, non più solo come romanzi d’amore ma come veri e propri capolavori della letteratura mondiale, fino a trasformare la loro autrice una delle più apprezzate, acclamate e ristampate autrici in Italia. Proprio per questo lento successo  dell’autrice inglese, alcune sue opere furono tradotte per la prima volta ben dopo il 1950. Bisogna ad esempio aspettare il 1959 per vedere la prima uscita di “L’abbazia di Northanger” o il 1961 per la prima edizione italiana di “Mansfield Park” e anche queste prime ma tarde, edizioni,italiane risultano, oggi, rare a reperirsi. La prima edizione italiana di “Mansfield Park” si presenta nella traduzione di Maria Pini Rizzi. Prima edizione italiana non comune a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione.

100 euro

14. POESIA AUTOGRAFI LETTERATURA ITALIANA DEDICHE AUTOGRAFE SCHEIWILLER

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Rebora Clemente,

Le Poesie 1913-1957, a cura di Vanni Scheiwiller con una nota di Gianni Mussini

Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1982

In 12°; XIII, (1), 426, (4) pp. più un biglietto con dedica autografa di Scheiwiller con disegno di pesce. Altra dedica manoscritta di Vanni alla prima carta bianca con due pesci disegnati. Brossura editoriale con titolo, autore e stampatore impressi in nero al piatto e al dorso. “Questa edizione a cura di Vanni Scheiwiller è stata impressa dalla Stamperia Valdonega di Verona in duemila copie numerate da 1 a 2000 il 1° novembre 1982, 25° anniversario della morte del Poeta” il nostro è la copia N. 121. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Seconda edizione, in parte aumentata, di questa raccolta di poesie del grande poeta, presbitero, tra i principali traduttori di autori russi e insegnante  italiano, Clemente Luigi Antonio Rèbora (Milano, 6 gennaio 1885 – Stresa, 1º novembre 1957) fra i collaboratori de “La Voce”. L’opera contiene i Frammenti lirici, la più vasta raccolta in versi di Rebora, composta da 72 frammenti che vennero pubblicati, per la prima volta, a Firenze nel 1913 a Firenze. Esemplare in ottime condizioni di conservazione con la doppia dedica autografa di Vanni Scheiwiller.

95 euro

16. LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI AUTOGRAFE EDIZIONI LIMITATEIMG_6338_clipped_rev_1IMG_6339_clipped_rev_1

Ungaretti Giuseppe,

Vita d’un uomo III, Poesie disperse,

Verona, Mondadori, 1945

In 8°; (4), 249, (15) pp. Sovraccoperta editoriale con titolo e autore impressi in nero ed amaranto al piatto anteriore e al dorsi e particolare a colori dipinto del Bronzino. Conservata anche il raro foglio volante pubblicitario. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Firma di appartenenza al frontespizio datata agosto 1948. Firma autografa di Ungheretti come negli altri esemplari numerati, alla carta con il numero dell’esemplare. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione inIMG_6340_clipped_rev_1 uno dei 499 esemplari numerati. “Di questo volume sono state stampate nelle officine grafiche veronesi di Arnoldo Mondadori N. 499 copie su carta uso mano delle cartiere Miliani di Fabriano numerate da 1 a 499 e firmate dall’autore nel mese di ottobre dell’anno 1945. Esemplare numero 257”. Comprende quattordici poesie tratte da “Allegoria di Naufragi”, una da “Il Porto Sepolto”, cinque da “Lacerba”, due da “La Diana” del 1916 e una da “Commerce” del 1927. Come dice il Gambetti-Vezzosi “Apparato critico delle varianti delle poesie edite nelle edizioni Mondadori e introduzione di Giuseppe de Robertis.”. Raro a reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione e completo del foglietto pubblicitario. Rif. Bibl.: Gambetti-Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pagg. 936-937.

250 euro

17. LETTERATURA ITALIANA CLASSICI PIRANDELLIANA RARITA’ BIBLIOGRAFICA

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IMG_9754_clipped_rev_1Pirandello Luigi,

Il fu Mattia Pascal romanzo di Luigi Pirandello (in due volumi) Volume I – II. Terzo Migliaio.

Milano, Fratelli Treves, 1910

In 8° (19,3×12,7 cm); due tomi: (4), 270 pp. e (4), 283, (11) pp. Brossure editoriali, spesso assenti. Un IMG_9753_clipped_rev_1leggerissimo alone alle ultime 10 pagine del secondo volume (comprese quelle di pubblicità editoriali) praticamente ininfluente e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Un antico ex-libris privato con collocazione al recto del piatto posteriore. Esemplare ancora in barbe. Seconda edizione riveduta, terzo migliaio, non citato dal Gambetti-Vezzosi, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2007, pag. 687, che segnala nel 1910 la seconda edizione con un 2° migliaio nello stesso anno. La seconda edizione che presenta delle variazioni rispetto all’edizione precedente è rara e ancor più rara da trovarsi completa delle brossure editoriali. Uscito nella collana della Biblioteca Amena n° 776 e 777. Uno dei romanzi più celebri del grande scrittore, drammaturgo e scrittore agrigentino e uno dei romanzi più celebri del novecento. Il romanzo fu il primo grande successo di Pirandello anche se in un primo momento venne snobbato dalla critica. Non comune.

200 euro

18. POESIA VISIVA AVANGUARDIE ARTE CONTEMPORANEA PRIME EDIZIONI POESIA CONCRETAM MODENA CASINALBO

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Pini Giuliana, Adriano Spatola,

Otto in si minore commento in versi di Adriano Spatola,

Montecchio Emilia, TamTam, Fontanini S. n. C., dicembre 1982

In 8° (16,5×12 cm); 61, (3) pp. ed un foglio volante a forma di farfalla arancione. Brossura editoriale con titolo ed immagine impressa in nero al piatto anteriore, qualche minima macchiolina di foxing al piatto anteriore e per i resto nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Firma autografa dell’autrice alla prima carta bianca con numero del volume 73 su 500 esemplari pubblicati. Dedica autografa dell’autrice alla fine del volume a celebre personaggio. Prima edizione non comune di questo bellissimo libro di poesia visiva con disegni della nota artista originaria di Casinalbo (in provincia di Modena nel 1944), Giuliana Pini e commento in versi del grande poeta, editore e critico letterario, Adriano Spatola (Sappiane, 4 maggio 1941 – Sant’Ilario d’Enza, 23 novembre 1988) che fu tra i massimi esponenti e sperimentatore della poesia italiana del novecento ed esponente del “Gruppo 63”. Continuo sperimentatore, Spatola si avvicinò, fu uno degli sperimentatori della poesia concreta e della poesia sonora. Celeberrimo il suo studio di poetica “Verso la poesia totale” che ebbe grande seguito nel movimento artistico e letterario italiano. A lui si devono alcune delle più importanti riviste artistico-letterarie italiane come “Quindici” ed europee come “Tam Tam”. Il foglio volante conservato all’interno del volume, con uno scritto a forma di elica che rappresenta una delle “farfalle” fatte “volare” da Giulina Pini nei giardini pubblici di Reggio Emilia, durante una celebre performance collettiva di diversi autori, organizzata da “Pari & Disapri” nel 1984 sotto il titolo “Il fascino della Carta”. Giuliana Pini, formatasi all’Istituto Venturi prima e poi all’Accademia d’Arte di Bologna in scenografia, tenne la sua prima personale a Modena, alla galleria “Il Ridotto” nel 1978. Poco dopo inizia ad interessarsi alla poesia visiva, partecipando a diversi incontri di poesia ed iniziando a frequentarne gli ambienti letterari avvicinandosi e ricevendo apprezzamenti per il suo lavoro da Adriano Spatola fra i leader del movimento. Nel 1983 in occasione della mostra sugli Etruschi a Firenze performance in Piazza S. Spirito: scolpisce un drago di ghiaccio. Suoi lavori significativi sono pubblicati sull’Antologia GEIGER 8 e su “Squero”. Scrive Maurizio Spatola nella presentazione del volume da noi presentato nel sito del suo archivio. “Giuliana Pini, Otto in si minore (1982), Oggi è una nonna simpatica e impegnata nel cercare di trasmettere ai nipotini le proprie doti crIMG_5594_clipped_rev_1eative, ma trent’anni fa Giuliana Pini, quando realizzò questo delizioso libretto con i suoi disegni sui semi di bastoni delle carte piacentine (con le otto poesie di Adriano Spatola dedicate appunto alla sua “indagine lignea” sulle figure delle prime otto carte da gioco) era una giovane madre e un’attivissima pittrice e scultrice, a suo agio in un ambiente artistico, quello modenese, dove la ricerca estetica faceva da contrappunto a una produzione alacre e assetata di nuovo.Tuttora attivi a Modena sono infatti artisti quali Giuliano Della Casa, Franco Guerzoni, Carlo Cremaschi, Franco Vaccari, e della stessa città è originario quel Claudio Parmiggiani assurto a fama mondiale e da tempo trasferitosi nella campagna parmense dopo un lungo soggiorno torinese. Se si aggiungono la vicinanza e il concomitante fervore di ambienti artistici limitrofi (penso ad esempio ai bolognesi Concetto Pozzati, Maurizio Osti, Lucio Saffaro e ai reggiani Marco Gerra e Vittorio Cavicchioni) appare chiaro come Giuliana si muovesse su un terreno particolarmente stimolante. L’impronta tutta personale delle sue opere deriva anche, a mio avviso, dalla dimensione ludica in cui la sua fantasia si sbriglia e traduce in variazioni e trattamenti di materiali diversi (ha scolpito anche il ghiaccio), con un divertissement raffinato e palpabile, che nulla toglie all’intensità del suo sperimentare. Il retrogusto letterario che si assapora osservando i suoi lavori ha trovato frequenti verifiche nella collaborazione con poeti e scrittori: lo dimostrano due accattivanti libretti realizzati con l’avvocato-poeta reggiano Corrado Costa, oltre a questo Otto in si minore (di seguito riprodotto integralmente) progettato e realizzato a Mulino di Bazzano con mio fratello Adriano, che alle raffigurazioni lignee di Giuliana si ispirò per questi suoi versi da “festa nella foresta”, che si possono leggere anche come proposta teoretica all’opera dell’artista e non solo come sua conseguenza. Queste otto poesie, a quanto mi risulta, non sono mai state pubblicate altrove, nemmeno nei “Collected Poems” pubblicati a Los Angeles nel 2008 con il titolo The Position of Things. Nella foto qui sotto Giuliana e Adriano a Mulino di Bazzano nel 1979”. Prima non comune edizione, autografa, in tiratura limitata di 500 esemplari.

140 euro

19. LETTERATURA ITALIANA SECONDA EDIZIONE CLASSICI DELLA LETTERATURA

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Giuseppe Tomasi di Lampedusa,

Il Gattopardo,

Milano, Feltrinelli Editore, dicembre 1958

In 8°; 330, (2) pp. Legatura editoriale illustrata. Seconda edizione, ad un mese dalla prima, di questo classico della letteratura italiana, capolavoro del grande scrittore palermitano, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Palermo, 23 dicembre 1896 – Roma, 23 luglio 1957). Una nota di possesso alla prima carta bianca datata Trapani febbraio 1959 e per il resto, nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione.

60 euro

20. ARTE CONTEMPORANEA NOVOLI LECCE PUGLIA INCISIONI CRITICA D’ARTE SINISGALLI

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Sebaste Salvatore, Sinisgalli Leonardo, Roiss, Joh. M. Pameijer,

Archetipo in Piega Rossa,

Castellaneta, La Spiga d’Oro, 1980

In 12°; (12) cc. Varie a doppia pagina con alla fine dell’opera un lavoro originale di Salvatore Sebaste, ritoccato a mano. Buono stato di conservazione. Prima ed unica edizione, in tiratura limitata di 1000 esemplari, il nostro è il numero 944 di questo catalogo del noto artista, pittore, scultore ed incisore originario di Novoli di Lecce (1939). L’opera si avvale dell’apparato critico del grande critico, poeta e saggista Leonardo Rocco Antonio Maria Sinisgalli, più semplicemente Leonardo Sinisgalli (Montemurro in provincia di Potenza in Basilicata, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981). “Nel catalogo della mostra Archetipo in piega rossa del 1977, il critico Leonardo Sinisgalli, dopo aver suggerito al suo amico Sebaste alcune stelle del firmamento come Carrà, Prampolini, Kandinskij, Burri, Ernest e Dubuffet con i quali confrontare la sua opera, ne esalta il nuovo approccio di scoperta del colore, interpretato come una vera e propria rinascita, e conclude così: «Bisogna capire e aiutare a capire Sebaste (come altri suoi coetanei): poche scoperte sono state così sconvolgenti come L’Ermetismo in poesia e l’Informale in pittura» da (https://www.fondazionesinisgalli.eu).

55 euro

21. AVANGUARDIE ARTE CONTEMPORANEA ARTE CONCETTUALE ARTE POVERA POESIA VISIVA

IMG_5560_clipped_rev_1Parmiggiani Claudio,

Geometria Reformata. 10 Zeichnun gen 1977-1978,

Zurich, Annemarie Verna, 1979

In 4° (34×24 cm); (28) pp. Brossura editoriale con titolo stampato in rosso al piatto anteriore. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Edizione limitata tirata in 300 esemplari numerati, il nostro esemplare è il n. 190, di questo libro d’artista con i 10 disegni, uno su doppia pagina, realizzato dal celebre artista italiano, Claudio Parmiggiani (Luzzara, 1943). Studente all’Istituto di Belle Arti di Modena, frequentò fin da giovane lo studio di Giorgio Morandi a Bologna, città dove nel 1965, espone per la prima IMG_5559_clipped_rev_1volta le sue opere presso la Libreria Feltrinelli di Bologna. Nel 1970 inizia le prime Delocazioni, opere e ambienti di ombre e impronte realizzate attraverso l’uso della polvere, del fuoco e del fumo che ne sanciscono il successo nazionale ed internazionale. Artista difficilmente classificabile Parmiggiani si muove fra l’arte povera e quella concettuale senza mai appartenere a nessuna delle due. E’ autore anche di diversi scritti anche questi di notevole successo, basti citare “Stella Sangue Spirito” (Actes Sud, 2000), “Una fede in niente ma totale” (Le Lettere, 2010). Della sua opera si sono occupati i maggiori critici e pensatori contemporanei: Jean Clair, Jean-Luc Nancy, Georges Didi-Huberman, ecc. Prima non comune edizione in buone-ottime condizioni di conservazione.

150 euro

22. EDIZIONI NUMERATE PERSIA MEDIORIENTE IRAQ IRAN AFGHANISTAN UZBEKISTAN TAJIKISTAN TURKMENISTAN ARMENIA ARTE FRANCO MARIA RICCI SEGNI DELL’UOMO TIRATURA LIMITATA

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IMG_1941_clipped_rev_1Robinson B.W., Guadalupi G.,

Qajar La pittura di corte in Persia di B. W. Robinson. Viaggi e avventure nella Persia dell’Ottocento secondo Sir Robert Ker Porter, James Justinian Morier, Joseph Arthur, comte de Gobineau.

Milano, Franco Maria Ricci, 1982

In 4° grande; 227, (5) pp. 50 tavole a colori applicate sulla bellissima carta azzurra tipica delle edizioni di Franco Maria Ricci. Cofanetto editoriale in tela nera foderato con la bella carta nera Ricci. Titolo impresso in nero su fascetta azzurra al dorso del cofanetto. Legatura editoriale in piena tela nera, con titolo, autori e stampatori in oro ai piatti ed al dorso ed al piatto anteriore applicata immagina a colori di quadro persiano. “Questa prima edizione è stata impressa da Franco Levi sotto la direzione di Franco Maria Ricci a Milano nel mese di Novembre 1982. I caratteri usati sono i bodoniani. La carta a mano vergata è stata fabbricata appositamente alla forma tonda nelle Cartiere Milani di Fabriano. Sono state tirate 5000 copie numerate in caratteri arabi, oltre ad alcune copie contrassegnate C.E. riservate all’editore, ai collaboratori e agli amici. Questo esemplare è il numero”. Il nostro è l’esemplare numero 3112. L’opera è il numero 30 della collana de “I segni del tempo”. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione di questo interessante trattato sulla pittura della Persia corrispondente all’attuale, Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan, Armenia, Turkmenistan, Uzbekistan e Tajikistan. Prima edizione.

100 euro

23. ARTE CONTEMPORANEA AVANGUARDIA FOTOGRAFIA EDIZIONI IN TIRATURA LIMITATA

 Senza titolo-21Senza titolo-19Davide Benati, Daniele Benati, Ghirri Luigi,

Ballata,

Modena, CCPL, Laboratorio d’Arte Grafica, 2006

25,5×17,5 cm; (16) pp. Carpetta editoriale. Ottimo stato di conservazione. Dal colophon “… questa edizione realizzata in trecento esemplari numerati in numeri arabi da 1 a 300. Volumetto curato dal Laboratorio d’Arte Grafica di Modena è stato realizzato su carta Tintoretto da gr. 250. L’edizione terminata nel novembre 2006 è stata promossa da CCPL. Esemplare n° 66/300”. Prima ed unica rara edizione di questo libro d’artista che contiene una ballata del noto professore, traduttore e scrittore italiano, nato a Masone in provincia di Reggio Emilia, Daniele Benati, una bellissima tavola a colori realizzata dal celebre artista, Davide Benati ed una bella fotografia del famoso fotografo originario di Scandiano, Luigi Ghirri. Assai raro in tiratura limitata di 300 esemplari.Senza titolo-20

45 euro

24. LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI CUNEO SANTO STEFANO BELBO

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Pavese Cesare,

Dialoghi con Leucò,

Torino, Giulio Einaudi editore, 1947

In 4°; 218, (2) pp. Brossura editoriale arancione con titolo in nero, entro campo bianco al piatto anteriore. Senza sovraccoperta, un leggerissimo ingiallimento della carta al margine esterno e per il resto in ottime condizioni di conservazione. Antica nota nota di possesso al margine alto bianco della prima pagina datata 1952. Prima edizione di questa celebre opera del grande letterato, scrittore, traduttore e critico letterario cuneese, Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950). L’opera rappresenta il più alto punto di invenzione “fantastica” di Pavese e come scrive, Gianfranco Contini (Saggi 58) essa contiene “per buona parte almeno poemetti in prosa di forte carica ritmica.. che non sarebbe improprio considerare un poco la Vita Nuova e le Operette morali del neorealismo”. Rif. Bibl.: Gambetti / Vezzosi, p. 660. Spaducci, p. 221. Italiano.

35 euro

25. FOTOGRAFIA PRIME EDIZIONI LIBRI D’ARTISTA RARITA’ MODENA FOTOGRAFIE ORIGINALI POLAROID ARTE PRIME EDIZIONI

IMG_4893_clipped_rev_1IMG_4895_clipped_rev_1IMG_4896_clipped_rev_1IMG_4894_clipped_rev_1Franco Fontana (ed altri),

Selections1 from polaroid collection,

(Schaffhausen), Verlag Photographie, 1982

In 4° (28×22 cm); (94) pp. Legatura originale in piena pelle conservata entro custodia rigida. Applicata al piatto anteriore una polaroid originale di Franco Fontana. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione di questa celebre raccolta di polaroid scattate da alcuni dei più grandi fotografi della seconda metà del novecento fra i quali Franco Fontana, Luigi Ghirri, Ulay e MarinaAbramovic, Luciano Franchi, Arno Bauman, Sarah Benham, Pelle Cass, Nathan Farb, Toto Frima, Barend Houtsmuller, Tana Kaleya, Christian Vogt, Pedro Uhart, Andrè Thissen, SX-70 Gang ed altri. Esistono 50 esemplari numerati che presentano applicato al piatto una fotografia originali di Pedro Uhart, ma questo da noi presentato è l’unico conosciuto con applicata una polaroid originale firmata di Franco Fontana ed anche la custodia rigida da esposizione cosa che fa di questo esemplare un unicum di particolare valore ed interesse artistico. La polaroid qui applicata al frontespizio, in particolare, venne utilizzata come immagine di copertina alla mostra su Franco Fontana tenuta al …………. Franco Fontana (Modena, 9 dicembre 1933) è considerato uno dei più grandi fotografi del novecento oltere che unIMG_4897_clipped_rev_1 valente scrittore. Considerato come uno dei maestri del colore in fotografia, iniziò le sue sperimentazioni già nel 1961 anche se inizialmente, solo in forma amatoriale ma già nel 1963 espone alla Terza Biennale Internazionale del Colore che si tenne a Vienna. Tiene le prime esposizioni personali nel 1965 a Torino (Società fotografica Subalpina) e nel 1968 a Modena (Galleria della Sala di Cultura). L’esposizione nella città natale segna una svolta nella sua ricerca dove a contatto con i movimenti dell’avanguardia poetica particolarmente vivi nella città emiliana elabora un linguaggio fotografico del tutto personale che ne segnerà in modo inconfondibile la sua visione estetica. Le sue opere sono conservate in oltre cinquanta musei in tutto il mondo, fra i quali: International Museum of Photography, Rochester; Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, San Francisco; Museum Ludwig, Colonia; Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris; Victoria and Albert Museum, Londra; Stedelijk Museum, Amsterdam; Kunsthaus di Zurigo; Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, Torino; The Photographic Museum, Helsinki; Puskin State Museum of Fine Arts, Mosca; The University of Texas, Austin; Museum of Modern Art, Norman, Oklahoma; Museo d’Arte di San Paolo; Israel Museum, Gerusalemme; Metropolitan Museum, Tokyo; National Gallery di Pechino; The Australian National Gallery, Melbourne; The Art Gallery of New South Wales, Sidney ecc. Rarità. Rif. Bibl.: solo per il volume nella versione standard ICCU IT\ICCU\MOD\1454759.

700 euro

26. NOVECENTO PRIME EDIZIONI MODENA AUTOGRAFI

IMG_4652_clipped_rev_1Cavani Guido,

Silvestro, cronaca sceneggiata in quattro tempi.

Modena, Tpografia Ferraguti, 30 novembre 1956

In 8° (17,5×13,5 cm); 176, (3) pp. Brossura editoriale con titolo e autore in rosso e nero al piatto 66. anteriore. Esemplare con lievi difetti ma arricchito dalla rara dedica autografa di Cavani all’amico Marcello Morselli, alla prima carta bianca. I volumi autografati da Cavani sono sempre rari. Esemplare ancora a fogli chiusi. Prima edizione di quest’opera del celebre del celebre poeta modenese, Guido Cavani (1897-1967). Dopo aver frequentato a tempi alterni gli studi, a causa delle scarse possibilità economiche della famiglia ed aver ottenuto la licenza tecnica, venne assunto dalla Tipografia Vincenzi. Prese parte al primo conflitto mondiale sugli altipiani di Asiago e Caporetto. Cavani pubblicò la sua prima raccolta di componimenti “Liriche Campagnole”, dichiara ispirazione pascoliana, nel 1923 presso la stessa tipografia dove lavorava. Fu con Zebio Cotal, che scoperto da Pasolini (ripubblicato da Feltrinelli nel 1961) che Cavani raggiunse il successo. Le liriche di “Riposo d’ogni giorno” descrivono le tematiche esistenziali dell’autore attraverso un’abile sintesi fra forme ed immagini desunte dai paesaggi e dalle presenze naturalistiche che l’autore incontra, nel territorio modenese. Esemplare ancora a fogli chiusi. Del 1956 è la “cronaca sceneggiata in quattro tempi” Silvestro (Modena 1958), venne segnalata al premio Marzotto del 1958 per il teatro. Prime edizione autografa. Rif. Bibl.: Gambetti-Vezzosi, Rarità Bibliografiche Del Novecento Italiano, 2007.IMG_4653_clipped_rev_1

130 euro

27. PRIME EDIZIONI NOVECENTO LETTERATURA ITALIANA MEMORIE SECONDA GUERRA MONDIALE OMOSESSUALITA’

IMG_4887_clipped_rev_1Comisso Giovanni,

Gioventù che muore,

Milano, Sera Editrice, 1949.

In 8° (18×12,2 cm); 296, (8) pp. Brossura editoriale con sovraccoperta editoriale illustrata da Filippo de Pisis. Un piccolo difetto al dorso con qualche pieghetta al margine basso e un piccolo antico rinforzo all’interno della sopraccoperta e per il resto in ottime condizoni di conservazione. Al risvolto ritratto fotografico in bianco e nero dell’autore, al retro applicata una pecetta con l’indicazione della casa editrice e il prezzo. Prima edizione stampata in 2900 copie (oltre a 100 numerate con copertina rigida) di quest’opera del grande scrittore trevigiano, Giovanni Comisso (Treviso, 3 ottobre 1895 – Treviso, 21 gennaio 1969). “Lo scoppio della guerra trova Comisso nella sua casa di Zero Branco, alle prese con un nuovo amore, il sedicenne Guido Bottegal, un irrequieto ragazzo trevigiano, non privo di sensibilità per la poesia, che verrà soprannominato “il fuggitivo” per le sue fughe improvvise. Pubblica i racconti di Felicità dopo la noia. La Mondadori pubblica Un inganno d’amore (1942), il romanzo sulla “scoperta dei sentimenti” al quale Comisso teneva particolarmente. La critica lo accoglie con molte perplessità. Ad aggravare la crisi psicologica dello scrittore contribuisce la sua passione per Guido, con esplosioni di gelosia, a causa di un personaggio inquietante come Sandro Pozzi, ex legionario fiumano, ora agente dei servizi segreti fascisti. Nel dicembre 1943, Comisso ritorna a collaborare con il  “Corriere della Sera”, divenuto il più importante quotidiano della Repubblica Sociale. A dirigerlo viene chiamato Ermanno Amicucci, già direttore de “La Gazzetta del Popolo”. Nel 1944 Guido Bottegal, arruolato nella Marina Repubblicana, diserta dopo aver scritto una lettera in cui accusa il fascismo di aver tradito i giovani. Viene arrestato e portato nelle carceri di Venezia. Comisso cerca raccomandazioni per farlo scarcerare. Guido viene liberato, dopo aver fatto domanda, su consiglio di Pozzi, di entrare in un reparto combattente della R.S.I. e riprende i rapporti con Comisso. Nel bombardamento di Treviso del 7 aprile, la casa di famiglia in piazza Fiumicelli viene distrutta. La madre e la fedele governante Giovanna erano sfollate a Zero Branco e si salvano. Nel febbraio del 1945, Guido diserta e si rifugia sull’Altipiano di Asiago, a lavorare per i tedeschi nella Todt. Finirà fucilato dai partigiani dell’Altipiano che lo credono una spia. Comisso narrerà questi tragici avvenimenti in Gioventù che muore (1949). «E non cerco più amicizie dopo l’ultima per Guido che mi à così massacrato, illuso, deluso e stroncato». Comisso vive una crisi esistenziale, causata dalla tragica morte dell’amico e dalla sensazione, con l’affermarsi del neorealismo, di essere ormai superato come scrittore. Va spesso a Venezia, a trovare Filippo De Pisis. Collabora con Mario Pannunzio al “Risorgimento liberale” e con altri giornali”. Prima edizione.

70 euro

28. RIME EDIZIONI NOVECENTO LETTERATURA ITALIANA POESIA ERMETISMO POETICA DELLA RESISTENZA MOVIMENTO PARTIGIANO

IMG_4906_clipped_rev_1Gatto Alfonso,

Amore della vita.

Milano, Rosa e Ballo, 1944.

19,5×12,8 cm; 155 (9) pp. Brossura editoriale con copertina con titolo composto a tre colori. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celebre raccolta di componimenti poetici del grande poeta e letterato originario di Salerno, Alfonso Gatto (Salerno, 17 luglio 1909 – Orbetello, 8 marzo 1976). Opera stampata in soli 3200 esemplari. Personaggio dalla vita movimentata fu commesso di libreria, poi istitutore di collegio, correttore di bozze, giornalista, insegnante,fu grande amico di Cesare Zavattini, Alessandro Tofanelli, Leonardo Sinisgalli, Orazio Napoli e Domenico Cantatore. Nonostante nel 1935 avesse partecipato ai Littoriali della cultura e dell’arte dei Gruppi universitari fascisti, già nel 1936 fu arrestato per antifascismo e trascorse sei mesi nel carcere di San Vittore a Milano. Nel 1938, insieme a Vasco Pratolini, fu chiamato dall’editore Vallecchi a fondare la rivista Campo di Marte legata al movimento dell’ermetismo fiorentino e che seppur durò un solo anno, segnò profondamente il percorso poetico di Gatto che divenne, proprio uno dei maggiori rappresentanti del movimento poetico dell’ermetismo. Dopo aver collaborato anche con Bottai, Gatto diviene uno dei più gradi sostenitori della poesia della “Resistenza”. Nel dopoguerra lavora attivamente all’Unità per poi distanziarsene e prendere posto fra  nel gruppo dei “dissidenti” del movimento comunista. Per Gatto il motivo dell’amore ricorre in tutta la sua poesia e viene analizzato in tutte le sue forme. La raccolta di poesie “Amore della Vita”, uscita per la prima volta nel 1944, fa proprio parte dei componimenti dedicati ai martiri della Resistenza nei quali, con una freschezza ed una leggerezza peculiare nel trattare un argomento retorico, esalta lo spirito civili e politico dei partigiani andando a creare un nuovo concetto poetico dove forme di autobiografismo lirico si saldano ad una partecipazione a momenti storici di particolare rilevanza. Rif. Bibl.: Gambetti-Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2007, p. 378.

90 euro

29. PRIME EDIZIONI NOVECENTO LETTERATURA ITALIANA ERMETISMO FONDI LATINA CASERTA VALLE LATINA ERMETISMO POETICO LAZIO

IMG_4907_clipped_rev_1Libero de Libero,

Amore e morte,

Milano, Garzanti, Milano, 1951.

Cm. 19,8x 13 cm;  (8), 185, (3) pp. Brossura editoriale illustrata con sopraccoperta illustrata in bianco, rosso e blu. Elegante firma di appartenenza privata data 1957 alla prima carta bianca. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questo romanzo del noto poeta, narratore e critico d’arte laziale, Libero de Libero (Fondi i provincia di Latina, 10 settembre 1903 – Roma, 4 luglio 1981). Libero de Libero cresce e si forma negli ambienti capestri prima di Fondi e poi negli anni del liceo nella Valle Latina tra Ferentino e Alatri che rimaranno per sempre impressi nella sua memoria e che ritornano spesso nelle sue opere. Nel 1928, insieme a Luigi Diemoz fonda la rivista letteraria “Interplanetario” che vede fra i suoi collaboratori Corrado Alvaro, Massimo Bontempelli e Alberto Moravia e si avvicina al gruppo dei pittori della Scuola Romana che si sta formando intorno alla studio artistico di Mario Mafai. Nonostante la residenza romana non perde mai i contatti con le terre natie e con le personalità letterarie ed artistiche di quei territori. La sua poetica è una delle massime espressioni della corrente meridionale dell’ermetismo anche se in lui è presente un peculiare legame con gli ambienti e la natura della sua terra natia sottraendo la sua poesia dal rischio di una poetica “pura” a favore di forme poetiche materiche. Emilio Cecchi arrivò a sostenere che la sua poesia è caraterizzata da una «serietà d’un lirismo popolano, che non ha nulla a che vedere con arzigogoli folcloristici e con rustiche mitologie trasportate ad usi letterari.». Giorgio Bàrberi Squarotti riferendosi alla forma espressiva del suo romanzo più riuscito, appunto “Amore e Morte”, disse che Libero nell’esposizione dei fatti narrati si avvale di un «linguaggio lirico carico di potenti inflessioni descrittive e di colorita sensualità». Non comune e ancora meno comune da reperirsi in queste ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi “non comune e abbastanza ricercato” 2009, pag. 300.

80 euro

30. PRIME EDIZIONI NOVECENTO LETTERATURA ITALIANA ERMETISMO POESIA CASTELLO DI FIRENZE MONTE SEMPRONIANO POESIA ERMETICA

IMG_4917_clipped_rev_1Mario Luzi,

Quaderno Gotico,

Firenze, Vallecchi, 1947

In 8° grande; 33, (1) pp. Brossura editoriale con titolo in rosso e nero al piatto anteriore. Conservato il foglietto volante pubblicitario dell’opera e anche il secondo foglietto pubblicitario di altre opere che la Vallecchi allegò al volume. Vecchia ed elegante firma d’apparteneza alla prima carta bianca datata 1956. Ottimo stato di conservazione per un esemplare particolarmente pulito e privo delle solite ingialliture ai margini delle carte. Edizione numerata di 500 esemplari numerati e frimati dall’autore, in nostro è l’esemplare n° 373. Prima edizione, non comune e ancor più rara a reperirsi in queste condizioni di conservazione e completa dei due foglietti pubblicitari, di questa raccolta di questa raccolta di poesie del grande poeta, drammaturgo, critico letterario, traduttore, critico cinematografico, accademico italiano e senatore a vita della Repubblica Italiana, Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005). Formatosi negli ambienti fiorentini della poesia ermetica, stringe un legame particolare di amicizia con Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Carlo Bo, Leone Traverso e la poetessa e scrittrice Cristina Campo, nonché l’importante e instancabile critico Oreste Macrì. Luzi fu collaboratore di diverse riviste d’avanguardia fra le quali Il Frontespizio, Campo di Marte, Paragone e Letteratura. Luzi, nonostante sia un poeta che durante la sua vita ha incrociato e preso parte a diversi gruppi e movimenti poetici (di solito la sua poetica è suddivisa in tre momenti pricipali), è considerato come l’ultima espressione e la più compiuta della poetica dell’ermetismo fiorentino, addivenendo ad una poesia dove viene messo in risalto il drammatico conflitto tra un “Io” che cerca una sintesi tra la naturale tendenza verso il sublime e le scene terrestri dell quali giornalemente è testimone. L’opera qui presentata si inserisce nel primo periodo poetico di Luzi e ne rappresenta il vertice. Tale periodo, quello più propriamente appartenente alla poetica ermetica, va dagli esordi con La barca del 1935 fino, in modo approssimativo, a Quaderno gotico (composto tra l’inverno e la primavera a cavallo del 1944-1945) con al centro Avvento notturno. Prima edizione tirata in soli 500 esemplari numerati, autografati dal poeta, in ottime condizioni di conservazione, arricchiti dai foglietti pubblicitari editoriali.

200 euro

31. PRIME EDIZIONI NOVECENTO LETTERATURA ITALIANA ERMETISMO FONDI LATINA CASERTA VALLE LATINA ERMETISMO POETICO LAZIO

IMG_4909_clipped_rev_1Libero de Libero,

Camera oscura,

Milano, Garzanti, 1952.

19,5×13 cm; (8), 147, (3) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta illustrata editoriale realizzate da Domenico Purificato. Vecchia ed elegante firma d’appartenenza datata 1957 alla prima carta bianca. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questo romanzo del noto poeta, narratore e critico d’arte laziale, Libero de Libero (Fondi i provincia di Latina, 10 settembre 1903 – Roma, 4 luglio 1981). Libero de Libero cresce e si forma negli ambienti capestri prima di Fondi e poi negli anni del liceo nella Valle Latina tra Ferentino e Alatri che rimaranno per sempre impressi nella sua memoria e che ritornano spesso nelle sue opere. Nel 1928, insieme a Luigi Diemoz fonda la rivista letteraria “Interplanetario” che vede fra i suoi collaboratori Corrado Alvaro, Massimo Bontempelli e Alberto Moravia e si avvicina al gruppo dei pittori della Scuola Romana che si sta formando intorno alla studio artistico di Mario Mafai. Nonostante la residenza romana non perde mai i contatti con le terre natie e con le personalità letterarie ed artistiche di quei territori. La sua poetica è una delle massime espressioni della corrente meridionale dell’ermetismo anche se in lui è presente un peculiare legame con gli ambienti e la natura della sua terra natia sottraendo la sua poesia dal rischio di una poetica “pura” a favore di forme poetiche materiche. Emilio Cecchi arrivò a sostenere che la sua poesia è caraterizzata da una «serietà d’un lirismo popolano, che non ha nulla a che vedere con arzigogoli folcloristici e con rustiche mitologie trasportate ad usi letterari.». Insieme ad “Amore o morte”, “Camera Oscura” è il romanzo più celebre dell’autore. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi “non comune e abbastanza ricercato” 2009, pag. 300.

80 euro

32. ARTE CONTEMPORANEA AVANGUARDIE CRITIOCA D’ARTE PRIME EDIZIONI PARMA MILANO COMO ASTRATTISMO SALERNO MONTEMURRO

 IMG_4920_clipped_rev_1 IMG_4919_clipped_rev_1IMG_4918_clipped_rev_1Gatto Alfonso, Sinisgalli Leonardo,

A. Atanasio Soldati,

Milano, Edizioni di Campo Grafico, S. data (ma 1934)

21,5×16 cm; (2 b.), (12) pp. e 26 c. di tav. 4 illustrazioni al tratto nel testo e 27 illustrazioni b.n. in 26 tavole f.t. Brossura editoriale illustrata in nero e rosso, qualche leggerissima traccia di polvere ma nel complesso, ottimo esemplare. Edizione in tiratura limitata, il nostro è l’esemplare numero 63. Prima edizione di questa celebre prima monografia dedicato al grande pittore parmense, Atanasio Soldati (Parma, 24 agosto 1896 – Parma, 27 agosto 1953) che negli anni 30’ divenne una delle figure centrali della corrente pittorica dell’astrattismo appena nata a Como e a Milano. L’opera si avvale del commento di due dei più grandi critici ed intellettuali italiani del novecento, il celebre poeta e scrittore Alfonso Gatto (Salerno, 17 luglio 1909 – Orbetello, 8 marzo 1976) ed il grande poeta, saggista e critico d’arte Leonardo Rocco Antonio Maria Sinisgalli, più semplicemente Leonardo Sinisgalli (Montemurro in provincia di Potenza, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981).  “Segno e colore per Soldati sono mezzi di scoperta: scoprire degli ordini, sciogliere dei legami. E’ un pittore pitagorico alla ricerca dei numeri d’oro. Questo suo metodo interiore lo ha portato a una pittura inflessibile e rischiosa come una legge” (Sinisgalli). Il volume qui presentato è considerato, fra le prime pubblicazioni sull’astrattismo, il più importante per il contenuto delle opere esposte e per l’importantissimo commento. Soldati, dopo aver ottenuto la laurea in architettura nella sua città natale, nel 1925 si reca a Milano dove entra, da subito in contatto con gli astrattisti Mario Radice e Mauro Reggiani. Già nel 1931 tiene una personale alla galleria “Il Milione”. Nel 1932 dopo aver conosciuto Leger sempre alla galleria “Il Milione” ed anche Picasso, inizia a confrontarsi con il cubismo. Nelle opere composte tra il IMG_4921_clipped_rev_11933 e 1935 è chiara l’influenza, anche, di un altro gruppo di artisti che in quegli anni aveva esposto alla galleria “Il Milione” quali Paul Klee e da Kandinskij, Vordemberge- Gildewart e Baumeister. Soldati, dopo essersi avvicinato al neoplasticismo di Mondrian e all’arte metafisicia, si avvicina a Osvaldo Licini e a Fausto Melotti. Durante la guerra, interrompe l’attività pittorica per prender parte alla guerra partigiana. Nel 1948, insieme a Munari, Dorfles e Monnet da vita al movimento dell’Arte Concreta. Scrive Sinisgalli “Segno e colore per Soldati sono mezzi di scoperta: scoprire degli ordini, sciogliere dei legami. E’ un pittore pitagorico alla ricerca dei numeri d’oro. Questo suo metodo interiore lo ha portato a una pittura inflessibile e rischiosa come una legge”. Prima non comune edizione, in ottimo stato di conservazione. L’opera venne stampato come primo numero della “Collezione Pittori Nuovi” delle edizioni della celebre rivista “Campo Grafico che uscita dal 1933 al 1939, fu specializzata in studi di estetica e di tecnica grafica, ed è ricordata ancora oggi come una delle riviste più innovative nel suo settore.

350 euro

33. PRIME EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA NEOREALISMO LUZZARA RESISTENZA

IMG_4905_clipped_rev_1Zavattini Cesare,

Ipocrita 1943,

Milano, Bompiani, 1955

In 8° (20,5×12 cm);109, (3) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta editoriale illustrata.  Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa raccolta di prose varie (Lettera del 1943; Il cornuto e la guerra) del celeberrimo sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore originario della provincia di Reggio-Emilia,  Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) che in cinematografia fu tra i massimi esponenti del neorealismo italiano. Fra le sue prime occupazioni vi fu quella di istruttore nel convitto nazionale Maria Luigia di Parma, dove fu insegnante di Giovannino Guareschi, Attilio Bertolucci e Pietro Bianchi. Nel 1928, abbandonato l’insegnamento, iniziò la carriera di giornalista. Frequentatore del celebre caffè fiorentino delle Le Giubbe Rosse, conobbe i cosiddetti “solariani”: Vittorini, Bonsanti, Ferrata, Carocci, Montale, Ungaretti e Borgese. Nel 1936 fondò per la Rizzoli la fortunatissima rivista satirica del Bertoldo dove chiamò alla direzione Mosca. Personaggio vulcanico non si contano le sue pubblicazioni e le sue collaborazioni in tutti i campi della cultura italiana che segnò profondamente con la sua opera. Ippocrita 1950, inizialmente pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1954 ma subito ritirato per le proteste dell’editore Bompiani è un Diario nel quale l’autore rilegge la sua delusione per gli ideali postbellici dei primi momenti che velocemente tramontano e la sua posizione personale. Sempre sullo stesso tema sono gli altri titoli contenuti nell’opera che analizzano la posizione dell’autore dalla sua maturazione dopo la caduta di Mussolini, fino ai primi anni postbellici. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009.

50 euro

34. PRIME EDIZIONI LETTERTURA ITALIANA FASCISMO SIRACUSA SICILIA COMUNISMO GUERRA DI LIBERAZIONE RESISTENZA ANTIFASCISMO GUERRA DI SPAGNA

IMG_4912_clipped_rev_1Vittorini Elio,

Diario in pubblico,

Milano, Bompiani (Cromotipia E. Sormani), 1957.

In 8°; 385, (3) pp. Brossura editoriale con sovraccoperta figurata a colori con composizione di Léger. Conservata la fascetta pubblicitaria e due fogli volanti pubblicitari di Bompiani. Ottimo stato di conservazione. Prima edizione di questo noto scritto del grande scrittore, traduttore e critico letterario siciliano, Elio Vittorini (Siracusa, 23 luglio 1908 – Milano, 12 febbraio 1966). Dopo una fanciullezza tribolata alla continua ricerca di libertà e dopo aver fatto umili lavori, nel 1926, grazie a Curzio Malaparte iniziò a collaborare con la rivista la “Conquista dello Stato”. Nel 1927 inviò a La Fiera Letteraria il suo primo importante scritto narrativo, Ritratto di re Gianpiero, che gli venne pubblicato. Nello stesso periodo di tempo sposa Rosa Quasimodo, sorella di Salvatore Quasimodo. L’anno seguente collabora con “Solaria” e con “L’Italia letteraria”. Nel 1931 esce il suo primo romanzo “Scarico di coscienza”. Tra il 1933 ed il 1934 su Solaria compare a puntate uno dei suoi capolavori, “Il Garofano Rosso” che a causa della censura fascista non fu mai pubblicato in forma di romanzo, prima del 1948. Ottimo conoscitore della lingua inglese le sue traduzioni di Faulkner, Poe e Lawrence sono ancora oggi, molto apprezzate. Vicino alla corrente del fascismo di sinistra, nel 1936 venne espulso dal partito a causa di un articolo che parlando della guerra civile spagnola, spronava gli italiani a schierarsi contro Franco. Nel 1939 è a Milano dove Bompiani gli assegna la cura della collana editoriale “La Corona”. Controversa è la sua posizione politica fino al 1942 quando entra nel Partito Comunista Italiano (solo il 7 ottobre del 1942 partecipa al convegno degli intellettuali nazisti di Weimar, promosso dal ministro della propaganda Joseph Goebbels) e da questo momento i poi partecipa attivamente alla Resistenza. Uscì poi dal Partito Comunista nel dopoguerra per protesta contro la mancanza di libertà del regime comuista sovietico e per le posizioni non critiche di Togliatti. “Nel 1951 Giulio Einaudi lo chiamò per dirigere la collana “I Gettoni” e Vittorini condusse il suo incarico facendo scelte molto precise riguardo agli autori da inserire nella collana, accogliendo soprattutto le opere di giovani scrittori come Calvino e Fenoglio, ma rifiutando Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Vittorini successivamente rifiuterà la pubblicazione de Il dottor Živago di Pasternak e Il tamburo di latta di Grass”. Vittorini fu uno scirttore molto impegnato politicamente per tutta la sua vita ma caratterizzato da un impegno che andando ben al di là dalle posizioni ideologiche dei singoli partiti, ricercava nei partiti stessi un mezzo per sviluppare le libertà dell’individuo. Fu per questo che senza grandi problemi abbandò via via tutti i partiti politici nei quali si trovò coinvolto una volta che questi tradivano le sue finalità ideali. “Diario in pubblico” raccoglie i suoi interventi militanti, politico-culturali del periodo che va dal 1929 al 1956 ed in essi si può vedere chiaramente tutta la coerenza del pensiero di Vittorini e se ne comprende pienamente anche i suoi cambiamenti di simpatie politiche. Per lui i partiti non sono un fine ma sempre e solo un mezzo per raggiunger sempre lo stesso ideale di libertà. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Spaducci, p. 305. Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009 pag. 977.

50 euro

35. PRIME EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA NEOREALISMO LUZZARA ROMANZI COMICI

IMG_4913_clipped_rev_1Zavattini Cesare,

Toto’ il buono. Romanzo per ragazzi (che possono leggere anche gli adulti). Illustrato da Mino Maccari.

Milano, Bompiani, 1945.

In 8°;  162 (6) pp. L’opera è illustrata da 22 disegni, nel testo, di Mino Maccari. Brossura editoriale con sovraccoperta figurata a colori con composizione di Maccari. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Vecchia ed elegante note di possesso privato alla prima carta bianca datata 1953. Prima edizione di romanzo del celeberrimo sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore originario della provincia di Reggio-Emilia,  Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) che in cinematografia, fu tra i massimi esponenti del neorealismo italiano. Fra le sue prime occupazioni vi fu quella di istruttore nel convitto nazionale Maria Luigia di Parma, dove fu insegnante di Giovannino Guareschi, Attilio Bertolucci e Pietro Bianchi. Nel 1928, abbandonato l’insegnamento, iniziò la carriera di giornalista. Frequentatore del celebre caffè fiorentino delle Le Giubbe Rosse, conobbe i cosiddetti “solariani”: Vittorini, Bonsanti, Ferrata, Carocci, Montale, Ungaretti e Borgese. Nel 1936 fondò per la Rizzoli la fortunatissima rivista satirica del Bertoldo dove chiamò alla direzione Mosca. Personaggio vulcanico non si contano le sue pubblicazioni e le sue collaborazioni in tutti i campi della cultura italiana che segnò profondamente con la sua opera. Totò il buono, romanzo comico per ragazzi fu scritto da Zavattini nel 1944 per essere letto, in primis dai suoi figli. In realtà dietro alla vena comica si cela molto della poetica letteraria di Zavattini e della sua capacità di parlare ad un pubblico diverso e multiforme. Dal romanzo, loi stesso Zavattini, realizzò il film “Miracolo a Milano”, uno dei capolavori del neorealismo. L’opera di avvale delle illustrazioni del celebre amico senese, Mino Maccari (Siena, 24 novembre 1898 – Roma, 16 giugno 1989) . Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009.

45 euro

36. PRIME EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA DEBUTTI LETTERARI SIENA FIRENZE PALIO

IMG_4914_clipped_rev_1Vasco Pratolini,

Il tappeto verde,

(Firenze), Vallecchi, 1941.

In 8° (18,7×12,7 cm); 82 pp. Legatura editoriale rosa con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Opera prima dell’autore e prima edizione di questo scritto del grande scrittore fiorentino, Vasco Pratolini (Firenze, 19 ottobre 1913 – Roma, 12 gennaio 1991). Dopo una fanciullezza difficile costernata da lutti, difficoltà economiche (la madre morì che lui era bambino ed il padre lo affidò ai nonni, mentre per ristrettezze economiche fu costretto a lungo ad abbandonare gli studi) e dai lavorì più disparati, si avvicinò al gruppo della rivista “Solaria” mentre, da solo, leggeva Dante e Alessandro Manzoni, poi Jack London, Charles Dickens, Mario Pratesi, Federigo Tozzi ed altri. In contemporanea alla lettura, dal 1927-1928 frequenta un corso serale di lingua e letteratura francese presso il Circolo filologico cercando di migliorare le sue conoscenze culturali, deficitarie per gli anni di scuola saltati. Sono gli anni in cui stringe una forte amicizia con il pittore Ottone Rosai grazie al quale conobbe Bruno Becchi, Renzo Grazzini, Aldo Palazzeschi e Romano Bilenchi. Iniziano i suoi primi tentativi lettarari con la pubblicazione di alcuni articoli sul giornale di Pavolini “IlBargello”. Al caffè Giubbe rosse, dove si reca regolarmente per vivere il momento culturale di grande fermento, conosce Eugenio Montale. Nel 1938, insieme ad Alfonso Gatto ed Enrico Vallecchi, diede vita alla breve, ma eccezionale esperienza di «Campo di Marte», partecipando a sviluppare il movimento letterario dell’ermetismo fiorentino. E’ in questo periodo che inizia a scrivere “Il tappeto verde”, la suo primo libro pubblicato. Tirato in 700 copie, l’opera riscuote un discreto successo e sancisce l’ingrresso di Pretolini fra gli scrittori italiani. Lo scritto mischia ricordi autobiografici e finzione letteraria in una serie di racconto ambientati nel territorio toscano e senese. Un capitolo è dedicato al Palio. Seguiranno molte opere ed un notevole successo. Prima edizione non comune a reperirsi in queste ottime condizini di conservazione.  Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009.

180 euro

37. PRIME EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA SURREALISMO SAVINIO DE CHIRICO

IMG_4915_clipped_rev_1Savinio Alberto,

Achille innamorato (gradus ad parnassum),

Firenze, Vallecchi, 1938

In 8° (19,5×13,5 cm);  266, (2 b.) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta editoriale. Prima edizione di questo celebre scritto del grande pittore, scrittore e compositore italian, Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto 1891 – Roma, 5 maggio 1952), fratello di Giorgio de Chirico. Dopo aver studiato contrappunto con Max Reger, Savinio s’impegnò nello studio del pensiero di Otto Weininger, Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche mentre compoeva diverse sinfonie che però non trovarono, inizialemente, forse a causa anche del loro carattere estremamente sperimentale, un eco fra il pubblico. Fu così che nel 1911 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con la maggior parte degli esponenti delle avanguardie artistiche dell’epoca che gravitavano su Parigi. E’ così per De Chirico un periodo di grande sviluppo culturale ed artistico, durante il quale conosce  Pablo Picasso, Blaise Cendrars, Francis Picabia, Jean Cocteau, Max Jacob e Guillaume Apollinaire. Nel 1914 conia il suo pseudonimo di ALberto Savinio e pubblica, sotto tale nome “Les chants de la mi-mort” nel numero 3 (giugno/agosto 1914) della rivista Les Soirées de Paris. Tornato in Italia con il fratello Giorgio stringe contatti sempre più forti con il mondo intellettuale italiano, stringendo amicizia con Filippo de Pisis, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Giovanni Papini e inizia a collaborare a “La Voce” di Giuseppe De Robertis, dove appaiono a puntate i primi capitoli di Hermaphrodito. Alla fine della Prima Guerra Mondiale collabora con le importanti riviste d’avanaguardia “Valori plastici” e “La Ronda”. Nel 1924 fu tra i fondatori della “Compagnia del Teatro dell’Arte”, diretta da Luigi Pirandello. Europeista convinto, a partire dal 1941 si avvicina a Valentino Bompiani, suo editore di riferimento creando intorno a questi, un sodalizio di intellettuali che annovera anche Corrado Alvaro, Massimo Bontempelli e Giacomo Debenedetti. Nell’autunno del 1943 apprende, per puro caso che il suo nome è inserito fra i sospettati di antifascismo e decide di nascondersi. La sua poetica verrà caratterizzata per tutta la sua vita dal gusto del fantastico, dell’ignoto fantastico ma anche da una continua tendneza alla conoscenza di se stessi e delle sicurezze borghesi attraverso una parodia spiazziante e sprezzante fino all’irriverenza anche grazie a richiami mitologici. Il volume qui presentato è una raccolta di racconti che incarna perfettamente tutta la poetica epica surreale di Savinio. La raccolta prende il nome dal racconto surreale pubblicato per la prima volta in lingua francese nel 1933 “Achille Énamouré Mêlé à l’Evergète”, sulla rivista “Surréealisme au Service de la Révolution, n. 5”. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009, pag. 821;  Spaducci 259.

100 euro

38. PRIME EDIZIONI LETTERTURA ITALIANA SIRACUSA SICILIA COMUNISMO

IMG_4911_clipped_rev_1Vittorini Elio,

Le donne di Messina,

Milano, Bompiani, 1949.

In 8°; 494, (2) pp. Brosssura editoriale con sopraccoperta editoriale illustrata da un disegno di Marino. All’interno conservata anche la fascetta editoriale e un foglio volante pubblicitario di Bompiani. Vecchia ed elegante firma d’appartenenza privata alla prima carta datata 1955. Un piccolissimo difetto al margine alto della sopraccoperta e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione rarissima da trovarsi completa della sopraccoperta, di quest’opera già apparsa in parte a puntate sulla rivista “La Rassegna d’Italia dal febbraio del 1947 al luglio del 1948, con il titolo “Lo zio Agrippa”. Lo stesso Vittorini scrive riguardo alle differenze notevoli fra le due stesure “Di una prima stesura di questo romanzo, molto più lunga e in sostanza diversa dalla presente, è stata pubblicata una serie di stralci sulla Rassegna d’Italia dal febbraio 1947 fino a luglio del 1948. Ma rare sono le pagine del libro com’è ora che coincidano esattamente con pagine del libro come era (intitolato Lo zio Agrippa passa in treno) nella prima stesura”. Importante opera del grande scrittore, traduttore e critico letterario siciliano, Elio Vittorini (Siracusa, 23 luglio 1908 – Milano, 12 febbraio 1966). Dopo una fanciullezza tribolata alla continua ricerca di libertà e dopo aver fatto umili lavori, nel 1926, grazie a Curzio Malaparte iniziò a collaborare con la rivista la “Conquista dello Stato”. Nel 1927 inviò a La Fiera Letteraria il suo primo importante scritto narrativo, Ritratto di re Gianpiero, che gli venne pubblicato. Nello stesso periodo di tempo sposa Rosa Quasimodo, sorella di Salvatore Quasimodo. L’anno seguente collabora con “Solaria” e con “L’Italia letteraria”. Nel 1931 esce il suo primo romanzo “Scarico di coscienza”. Tra il 1933 ed il 1934 su Solaria compare a puntate uno dei suoi capolavori, “Il Garofano Rosso” che a causa della censura fascista non fu mai pubblicato in forma di romanzo, prima del 1948. Ottimo conoscitore della lingua inglese le sue traduzioni di Faulkner, Poe e Lawrence sono ancora oggi, molto apprezzate. Vicino alla corrente del fascismo di sinistra, nel 1936 venne espulso dal partito a causa di un articolo che parlando della guerra civile spagnola, spronava gli italiani a schierarsi contro Franco. Nel 1939 è a Milano dove Bompiani gli assegna la cura della collana editoriale “La Corona”. Controversa è la sua posizione politica fino al 1942 quando entra nel Partito Comunista Italiano (solo il 7 ottobre del 1942 partecipa al convegno degli intellettuali nazisti di Weimar, promosso dal ministro della propaganda Joseph Goebbels) e da questo momento i poi partecipa attivamente alla Resistenza. Uscì poi dal Partito Comunista nel dopoguerra per protesta contro la mancanza di libertà del regime comuista sovietico e per le posizioni non critiche di Togliatti. “Nel 1951 Giulio Einaudi lo chiamò per dirigere la collana “I Gettoni” e Vittorini condusse il suo incarico facendo scelte molto precise riguardo agli autori da inserire nella collana, accogliendo soprattutto le opere di giovani scrittori come Calvino e Fenoglio, ma rifiutando Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Vittorini successivamente rifiuterà la pubblicazione de Il dottor Živago di Pasternak e Il tamburo di latta di Grass”. Vittorini fu uno scirttore molto impegnato politicamente per tutta la sua vita ma caratterizzato da un impegno che andando ben al di là dalle posizioni ideologiche dei singoli partiti, ricercava nei partiti stessi un mezzo per sviluppare le libertà dell’individuo. Fu per questo che senza grandi problemi abbandò via via tutti i partiti politici nei quali si trovò coinvolto una volta che questi tradivano le sue finalità ideali. Prima rarissima edizione da reprirsi completa della sopraccoperta, in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009, pag. 977.

160 euro

39. PRIME EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA MATELICA MACERATA MARCHE PREMI LETTERARI

IMG_4902_clipped_rev_1Bigiaretti Libero,

Un discorso d’amore,

Milano, Garzanti, 1948

 In 8° (19,6×13 cm); (4), 176, (2) pp. Brossura editoriale a colori, sopracoperta in acetato e  anche, conservata la fascietta editoriale del Premio Fiuggi. Vecchia ed elegante firma d’appartenenza privata alla prima carta datata 1956. Prima edizione di questo scritto del noto poeta, scrittore e traduttore, Libero Bigiaretti (Matelica in provincia di Macerata, 16 maggio 1905 – Roma, 3 maggio 1993). Nato in una famiglia di modeste condizioni economiche è costretto fin da piccolo a partecipare attivamente ai guadagni famigliari, trascurando così gli studi regolari senza però, trascurare di impegnarsi, con notevole profitto, in studi da autodidatta che gli permisero di iscriversi al Liceo Artistico a Roma dove consegue il diploma. Nel dopoguerra diventa, ad Ivrea, direttore dell’Ufficio Stampa dell’Olivetti e segretario del Sindacto Nazonale Scrittori. Collaboratore dell’Unità e dell’Avanti, Bigiaretti fu scrittore prolifico che nei suoi romanzi e nelle sue poesie, analizzò i sentimenti umani con particolare sensibilità alla condizione femminile che descrive nei suoi romanzi in toni più positivi rispetto alle scelte, spesso criticabili, dei protagonisti maschili. La sua abilità di scrittore gli permise di vincere numerose premi letterari come il Fiuggi, il Marzotto, il Chianciano ed il Viareggio. Uno dei suoi temi preferiti è la condizione umana straniante nella società industriale e la sua vicinanza ai movimenti operai, quasi Bigiaretti se ne sentisse parte, stride con i rapporti spesso scontrosi con gli ambienti letterari. Sebbene notevolmente apprezzato dagli scrittori suoi contemporanei ne rimane, per scelta personale, sempre isolato a causa del carattere difficile e timido e anche, per un complesso dell’autodidatta che lo caratterizzerà per tutta la vita. L’opera qui presentata, poi ampliata nel 1956 con il cambio del titolo in “Disamore”, ricostruisce l’affievolirsi di un grande amore rappresentato attraverso gli occhi del protagonista. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009, pag. 98.

40 euro

40. PRIMA EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA PICO FROSINONE AVANGUARDIE LETTERARIE SURREALISMO GLOSSOPOIESI

IMG_4903_clipped_rev_1Landolfi Tommaso,    

Cancroregina,

(Firenze), Vallecchi, 1950

In 8° (19×12,5 cm); 105 (3 b.) pp. Brossura editoriale con sovraccoperta editoriale illustrata a colori da Rossini (al risvolto, uno dei rari ritratti fotografici di Landolfi che non amava farsi ritrarre in foto). Vecchia ed elegante firma d’appartenenza privata alla prima carta, datata 1955. Conservato all’interno anche il foglio pubblicitario di Vallecchi. Esempalre in magnifiche condizioni di conservazione. Prima non comune edizione, rarissima a reperirsi in queste condizioni di conservazione, di questo celebre scritto del grande scrittore, poeta, traduttore e glottotela italiano, Tommaso Landolfi (Pico in provincia di Frosinone, 9 agosto 1908 – Ronciglione, 8 luglio 1979), considerato uno dei maggiori scrittori italiani del novecento, vicino a certe forme del surrealismo. Scrive Arnaldo Bocelli dei racconti di Landolfi “sono, propriamente, fantasie, composizioni, capricci in senso tra musicale e pittorico, nei quali l’estro, l’umore si accompagnano ad una strenua casistica e i motivi lirici nascono da una riflessione critica del reale, da un gusto formatosi all’incrocio di diverse letterature”.  Landolfi conseguì la laurea in in Lingua e Letteratura Russa a Firenze nel 1923 con una tesi sull’Achmatova. E’ trai collaboratori di “Letteratura” e “Campo di Marte” fra i principali diffusori delle idee dell’ermetismo poetico fiorentino. La scrittura di Landolfi si muove fra il fantastico ed il grottesco, fin dai primi lavori come nel suo debutto letterario del 1937 “Dialogo dei massimi sistemi”, con accenti gotici come in “Racconto d’autunno” del 1947 ma sempre con scritti caratterizzati da una prosa sperimentale e ricercatissima. La sua vita fu passata principalmente fra Roma ed i Casinò di San Remo e Venezia, con soggiorni più o meno lunghi nella tenuta di famiglia a Pico. Sempre schivo rispetto ai circoli letterari, fu da questi però ampiamente apprezzato e di lui scirssero critiche entusiaste Giorgio Bassani, Mario Soldati, Eugenio Montale, Carlo Bo ed Italo Calvino. Non disdegò però di collaborare con diverse riviste come “Il Mondo” di Pannunzio ed il Corriere della Sera. Centrale è nella sua poetica è una critica feroce ma ironica alle “magnifiche sorti e progressive” della moderna società ma non auspicando atteggiamenti progressisti ma bensì da un punto di vista conservatore ed aristocratico. Carlo Bo disse che Landolfi fu il primo scrittore italiano dopo d’Annunzio ad aver il dono di manipolare la lingua italiana a proprio piacimento. L’opera qui presentata rappresenta uno degli esempi più riusciti delle capacità narrative di Landolfi. Opera rara e rarissima a reperirsi in queste eccelse condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Spaducci, p. 156. Gambetti – Vezzosi, , Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009, pag. 437: “Piuttosto raro e ricercato”.

 230 euro

41. PRIMA EDIZIONI LETTERATURA ITALIANA PICO FROSINONE AVANGUARDIE LETTERARIE SURREALISMO GLOSSOPOIESI RACCONTI GOTICI GOTICO

IMG_4904_clipped_rev_1Landolfi, Tommaso

Racconto d’autunno,

(Firenze), Vallechi, 1947.

In 8° (19,4×12,7 cm); 182 pp. Brossura editoriale con sovraccoperta editoriale illustrata, un piccolissimo strappetto al margine basso della sopraccoperta senza perdita di carta ed ininfluente e nel complesso esempalre in eccelse condizioni di conservazione ed ancora a fogli chiusi. Prima edizione non comune in queste condizioni di conservazone, rarissima a reperirsi a fogli chiusi, di questo celebre scritto del grande scrittore, poeta, traduttore e glottotela italiano, Tommaso Landolfi (Pico in provincia di Frosinone, 9 agosto 1908 – Ronciglione, 8 luglio 1979), considerato uno dei maggiori scrittori italiani del novecento, vicino a certe forme del surrealismo. Scrive Arnaldo Bocelli dei racconti di Landolfi “sono, propriamente, fantasie, composizioni, capricci in senso tra musicale e pittorico, nei quali l’estro, l’umore si accompagnano ad una strenua casistica e i motivi lirici nascono da una riflessione critica del reale, da un gusto formatosi all’incrocio di diverse letterature”.  Landolfi conseguì la laurea in in Lingua e Letteratura Russa a Firenze nel 1923 con una tesi sull’Achmatova. E’ trai collaboratori di “Letteratura” e “Campo di Marte” fra i principali diffusori delle idee dell’ermetismo poetico fiorentino. La scrittura di Landolfi si muove fra il fantastico ed il grottesco, fin dai primi lavori come nel suo debutto letterario del 1937 “Dialogo dei massimi sistemi”, con accenti gotici come in “Racconto d’autunno” del 1947 ma sempre con scritti caratterizzati da una prosa sperimentale e ricercatissima. La sua vita fu passata principalmente fra Roma ed i Casinò di San Remo e Venezia, con soggiorni più o meno lunghi nella tenuta di famiglia a Pico. Sempre schivo rispetto ai circoli letterari, fu da questi però ampiamente apprezzato e di lui scirssero critiche entusiaste Giorgio Bassani, Mario Soldati, Eugenio Montale, Carlo Bo ed Italo Calvino. Non disdegò però di collaborare con diverse riviste come “Il Mondo” di Pannunzio ed il Corriere della Sera. Centrale è nella sua poetica è una critica feroce ma ironica alle “magnifiche sorti e progressive” della moderna società ma non auspicando atteggiamenti progressisti ma bensì da un punto di vista conservatore ed aristocratico. Carlo Bo disse che Landolfi fu il primo scrittore italiano dopo d’Annunzio ad aver il dono di manipolare la lingua italiana a proprio piacimento. L’opera qui presentata rappresenta la sintesi fra il surrealismo e le invenzioni linguistiche di Landolfi con il suo gusto per le storie gotiche. Opera rarissima a reperirsi in queste eccelse condizioni di conservazione e a fogli chiusi. Rif. Bibl.: Spaducci, p. 156. Gambetti – Vezzosi, , Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009, pag. 437.

170 euro

42. LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI NOVECENTO POESIA

IMG_1189_clipped_rev_1Montale Eugenio,

Quaderno di traduzioni.

Milano, Edizioni della Meridiana, 1948

15,4×11,8 cm; 195, (9) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta editoriale con autore, titolo, anno e luogo di stampa al piatto anteriore e al dorso. Leggerissimo ingiallimento al margine esterno, ininfluente e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Un disegno di Mino Maccari con profilo di Eugenio Montale in antiporta. Esemplare numero 539 su una tiratura di 1621 esemplari. Prima edizione di questa raccolta di traduzioni di Eugenio Montale. “Comprende 31 poesie tradotte (Shakespeare, Guillen, Eliot, Joyce, Blake, Dickinson, Hopkins, Melville, Hardy, Maragall, Milosz, Yates, Adams, Thomas), di cui 21 apparse su periodici o in volumi collettivi, tra il 1929 ed il 1947. Abbastanza comune ma molto ricercato, uno dei volumi più ambiti tra le edizioni di Eugenio Luraghi.”. Rif. Bibl.: Gambetti-Vezzosi, Rarità bibliografiche del novecento italiano, Bonnard, 2007, pag. 551.IMG_1190_clipped_rev_1

125 euro

43. POLITICA ITALIANA PRIME EDIZIONI COMPROMESSO STORICO CILE BERLINGUER

Senza titolo-1  Senza titolo-4Il “Compromesso Storico”, prima edizione  dell’annata 1973 di “Rinascita”

Berlinguer Enrico,

Rinascita, Rivista settimanale politico-culturale del Partito Comunista Italiano (PCI), 1973 tutto il pubblicato

Roma, L’Unità, 1973

In folio; tutto il pubblicato dell’annata 1973, Qualche lieve foxing al margine esterno bianco di pochi numeri, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Esemplare a numeri sciolti. Prima edizione, assai rara da reperire, dell’annata completa del 1973 di Rinascita. Quest’annata è molto ricercata in quanto contiene i 3 numeri che presentano i celebri articoli del grande politico italiano, fra i più grandi segretari del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984) che diedero avvia al “Compromesso Storico”. I tre numeri della rivista con gli articoli di Berlinguer a commento della situazione cilena, sono molto ricercati anche singolarmente, tanto da render difficile la loro reperibilità anche in forma singola. “La proposta dal neo-segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer alla Democrazia Cristiana per una collaborazione di governo doveva interrompere così la cosiddetta conventio ad excludendum del secondo partito italiano dal governo. In tal modo, si affermava di voler anche mettere al riparo la democrazia italiana da pericoli di involuzione autoritaria e dallaSenza titolo-2 strategia della tensione che insanguinava il paese dal 1969. Berlinguer al contempo sottolineava nei suoi interventi pubblici l’indipendenza dei comunisti italiani dall’Unione Sovietica e il desiderio di rendere il suo partito una forza della società occidentale. Il compromesso storico venne proposto da Enrico Berlinguer con un saggio (“Riflessioni sull’Italia dopo i fatti del Cile”) pubblicato in tre articoli sulla rivista Rinascita a commento del Golpe cileno del 1973, che aveva portato le forze reazionarie in collaborazione con gli Stati Uniti a rovesciare il governo del socialista Salvador Allende (11 settembre 1973): Rinascita n° 38 del 28 settembre 1973: “Imperialismo e coesistenza alla luce dei fatti cileni – Necessaria una riflessione attenta sul quadro mondiale”; Rinascita n° 39 del 5 ottobre 1973: “Via democratica e violenza reazionaria – Riflessione sull’Italia dopo i fatti del Cile”; Rinascita n° 40 del 12 ottobre 1973: “Alleanze sociali e schieramenti politici – Riflessioni sull’Italia dopo i fatti del Cile”. Rara annata completa.

230 euro

44. LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI BIBLIOFILIA ROVELLO EDIZIONI NUMERATE AUTOGRAFI

IMG_1182_clipped_rev_1 IMG_1184_clipped_rev_1

IMG_1185_clipped_rev_1Eco Umberto,

La tromba sulle colline,

Milano, Edizioni Rovello, 1988

In 4° piccolo; (2 b.), 19, (5) pp. e una c. di tav. fuori testo con un’opera litografica di Tullio Pericoli. Legatura editoriale in elegante cartoncino molle blu con titolo a secco in azzurro al piatto anteriore. Firma autografa di Umberto Eco alla prima carta bianca. Prima ed unica edizione, rarissima, in ottime condizioni di conservazione, di quest’opera per bibliofili stampata per iniziativa del celebre libraio originario di Capri e milanese d’adozione, fra i migliori amici di Eco, Mario Scognamiglio, ideatore delle Edizioni Rovello e fra i massimi rappresentanti, con Umberto Eco, dell’Aldus Club,, dell’Aldus Club, associazione di bibliofili presieduta nel corso degli anni da da Leonardo Sciascia, Umberto Eco e Gianni Cervetti, attuale presidente, GiorgioIMG_1183_clipped_rev_1 Montecchi e della celeberrima pubblicazione bibliografica, “L’Esopo”. Mario Scognamiglio fondò e diresse le Edizioni Rovello, con l’intento di pubblicare opere in tiratura limitata e dall’altissima cura editoriale. Dal colophon si legge: “Questa edizione di un breve testo di Umberto Eco, tratto da “Il Pendolo di Focault”, pubblicato a cura delle Edizioni Rovello per gentile concessione dell’autore e della Casa Editrice Bompiani, con un disegno originale di Tullio Pericoli in tavola litografica, è stata composta con caratteri Bembo Monotype e stampata al torchio dalla Officina Olivieri su carta a mano Alcantara di puro cotone, espressamente fabbricata dalla cartiera di Sicilia in centotrenta esemplari numerati da 1 a 130 e quindici da I a XV. Milano, Novembre 2010”. Scognamiglio «ha dedicato la sua vita, certo, a vendere libri antichi, […] ma sono pronto a scommettere che sono più i libri che ha regalato ad amici e appassionati che quelli che ha venduto», ha scritto di lui Umberto Eco. L’opera qui presente nasce appunto dalla passione di bibliofili di Mario Scognamiglio e Umberto Eco. Rarissimo.IMG_1186_clipped_rev_1

220 euro

45. FILOSOFIA SEMIOTICA PRIME EDIZIONI NUMERATE STORIA DELLA SEMIOTICA

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Eco Umberto,

Kant e l’ornitorinco,

Milano, Bompiani, 1997IMG_1188

In 8°; XVI, 454, (2) pp. Brossura editoriale illustrata a colori. Prima edizione in tiratura limitata ed in ottime condizioni di conservazione. Ancora a fogli chiusi. “Quest’opera è stata composta dalla Fotocomposizione Grande di Monza per conto della Casa Editrice Bompiani. L’edizione originale di Kant e l’ornitorinco è stata stamapta dalla S.A.T.E. in zigonia verdellino su carta vergata cream delle cartiere Fedrigoni in 500 esemplari numerati riservati all’Aldus Club Associazione Internazionale di Bibliofilia – Milano ottobre 1997, Esemplare N. 85/500”. L’opera rappresenta una pietra miliare del pensiero filosofico di Umberto Eco e della semiotica ed è diventato, oggi, un testo classico della semiotica internazionale. L’opera è una dottissima riflessione dedicata al valore dell’ontologia e le scienze cognitive nell’ambito della di percezione del reale e dell’iconico a partire dalla filosofia aristotelica, attraverso Heidegger, fino alla riflessione novecentesca. Prima edizione, in tiratura limitata di soli 500 esemplari, rarissima a reperirsi ancora a fogli chiusi.

150 euro

46. LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI FILOSOFIA TIRATURA LIMITATA BIBLIOFILIA COLLEZIONISMO

IMG_1705_clipped_rev_1Eco Umberto,

La memoria vegetale,

Milano, Edizioni Rovello, 1992

16°; 38, (2) pp. Brossura editoriale. Tiratura limitata di 1000 esemplari. Prima ed unica edizione, rarissima, in ottime condizioni di conservazione, di quest’opera per bibliofili stampata per iniziativa del celebre libraio originario di Capri e milanese d’adozione, fra i migliori amici di Eco, Mario Scognamiglio, ideatore delle Edizioni Rovello e fra i massimi rappresentanti, con Umberto Eco, dell’Aldus Club, associazione di bibliofili presieduta nel corso degli anni da da Leonardo Sciascia, Umberto Eco e Gianni Cervetti, attuale presidente, Giorgio Montecchi e della celeberrima pubblicazione bibliografica, “L’Esopo”. Mario Scognamiglio fondò e diresse le Edizioni Rovello, con l’intento di pubblicare opere in tiratura limitata e dall’altissima cura editoriale.

120 euro

47. LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI FILOSOFIA TIRATURA LIMITATA BIBLIOFILIA COLLEZIONISMO

IMG_1673_clipped_rev_1Eco Umberto,

La memoria vegetale,

Milano, Edizioni Rovello, 2006

8°; (4), 307, (3) pp. Brossura editoriale illustrata con sopraccoperta in acetato. Tiratura limitata di 1000 esemplari. Prima edizione, in tiratura limitata di 1000 esemplari, il nostro è il numero 88, in ottime condizioni di conservazione. L’opera andò velocemente esaurita, tanto che una seconda edizione di 2000 esemplari numerati, uscì l’anno seguente. Celebre raccolta di scritti di bibliofilia di Umberto Eco che contiene fra gli scritti: La memoria vegetale; Riflessioni sulla bibliofila; Collezioni di un collezionista; Sul libro di Lindisfarne; Sulle Trés Riches Heures; Sugli Isolari; Perchè Kircher; Il mio migne, e l’altro; Lo strano caso della Hanau 1609; Varia et curiosa; Il capolavoro di uno sconosciuto; La pesteIMG_1674_clipped_rev_1 dello straccio; Prima dell’estinzione; Monologo interiore di un e-book; Shakespeare era per caso Shakespeare; Per una riforma dei cataloghi; Il codice Temesvar; Asta di libri appartenuti a Ricardo Montenegro; Il problema della soglia. Saggio di Para-antropologia. Quest’opera per bibliofili fu stampata per iniziativa del celebre libraio originario di Capri e milanese d’adozione, fra i migliori amici di Eco, Mario Scognamiglio, ideatore delle Edizioni Rovello e fra i massimi rappresentanti, con Umberto Eco, dell’Aldus Club, associazione di bibliofili presieduta nel corso degli anni da da Leonardo Sciascia, Umberto Eco e Gianni Cervetti, attuale presidente, Giorgio Montecchi e della celeberrima pubblicazione bibliografica, “L’Esopo”. Mario Scognamiglio fondò e diresse le Edizioni Rovello, con l’intento di pubblicare opere in tiratura limitata e dall’altissima cura editoriale. Opera stampata in carattere Bembo Monotype, impaginato e stampato al torchio pianocilindrico dall’Officina Olivieri su carta Arcoprint delle Cartiere Fedrigoni. Non comune ed in ottime condizioni di conservazione.

140 euro

48. LETTERATURA ITALIANA PRIME EDIZIONI FILOSOFIA TIRATURA LIMITATA BIBLIOFILIA COLLEZIONISMO

IMG_1671_clipped_rev_1Eco Umberto,

La memoria vegetale,

Milano, Edizioni Rovello, 2007

8°; (4), 307, (3) pp. Brossura editoriale illustrata con sopraccoperta in acetato. Tiratura limitata di 2000 esemplari.

Seconda edizione, in tiratura limitata di 2000 esemplari, il nostro è il numero 770, in ottime condizioni di conservazione. Celebre raccolta di scritti di bibliofilia di Umberto Eco che contiene fra gli scritti: La memoria vegetale; Riflessioni sulla bibliofila; Collezioni di un collezionista; Sul libro di Lindisfarne; Sulle Trés Riches Heures; Sugli Isolari; Perchè Kircher; Il mio migne, e l’altro; Lo strano caso della Hanau 1609; Varia et curiosa; Il capolavoro di uno sconosciuto;IMG_1672_clipped_rev_1 La peste dello straccio; Prima dell’estinzione; Monologo interiore di un e-book; Shakespeare era per caso Shakespeare; Per una riforma dei cataloghi; Il codice Temesvar; Asta di libri appartenuti a Ricardo Montenegro; Il problema della soglia. Saggio di Para-antropologia. Quest’opera per bibliofili fu stampata per iniziativa del celebre libraio originario di Capri e milanese d’adozione, fra i migliori amici di Eco, Mario Scognamiglio, ideatore delle Edizioni Rovello e fra i massimi rappresentanti, con Umberto Eco, dell’Aldus Club, associazione di bibliofili presieduta nel corso degli anni da da Leonardo Sciascia, Umberto Eco e Gianni Cervetti, attuale presidente, Giorgio Montecchi e della celeberrima pubblicazione bibliografica, “L’Esopo”. Mario Scognamiglio fondò e diresse le Edizioni Rovello, con l’intento di pubblicare opere in tiratura limitata e dall’altissima cura editoriale. Opera stampata in carattere Bembo Monotype, impaginato e stampato al torchio pianocilindrico dall’Officina Olivieri su carta Arcoprint delle Cartiere Fedrigoni. Non comune ed in ottime condizioni di conservazione.

45 euro

49. NUMISMATICA TREVISO FRIULI PRIME EDIZIONI FOGLIO VOLANTE RARITA’

IMG_1958_clipped_rev_1Anonimo,

Antiche Monete Trevigiane,

In Trevigio, Presso Eusebio Bergami, S. data (ma 1750 circa)

In 4° (30,5×19,5 cm); folio volante. Rarissimo folio volante numismatico stampato su carta forte. Un segno di piega orizzontale e uno verticale al centro del foglio. Due piccoli strappetti senza perdita di carta nel margine basso. Qualche leggero foxing ma nel complesso esemplare in più che buone condizioni di conservazione. Testo conservato entro bella cornice xilografica. Stampa xilografica che riproduce la forma (ambedue le facce) di 9 monete antiche trevigiane coniate tra il XIII° ed il XIV° secolo. La descrizione fisica delle varie monete richiama anche il luogo dove esse sono state viste e confronta alcuni esemplari con altri conosciuti ma differenti. Si citano la collezione del patrizio veneto Antonio Savorgnano, quella dell’orefice trevigiano Giovanni Piazza, la collezione del nobile trevigiano il Conte Giannarigo Scoti, una moneta riprodotta ma in parte diversa nell’opera a stampa di Liruti. Il conio delle monete riprodotte va da quelle carolinge fino alle monete coniate a Trevisi dai veneziani. La data di stampa si ricava dalle altre opere stampate dallo stampatore trevigiano Eusebio Bergami che fu attivo a Treviso dal 1726 al 1760 e dal fatto che la citazione dell’opera del Liruti, edita nel 1749, colloca la stampa dopo tale data. Rarissimo. Nessun esemplare reperito in altri repertori bibliografici.

130 euro

50. AFRICA EGITTO PRIME EDIZIONI RARITA’ BIBLIOGRAFICHE PRIME EDIZIONI ESEMPLARI UNICI ALESSANDRIA D’EGITTO AVVOCATI GIUDICI AVVOCATURA EGYPT

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IMG_1895_clipped_rev_1Paul Colucci,

Nos Aines, vignette de Maggy Axisa, Preface du Battonier, Georges Roussos,

S. luogo (ma Alessandria), Imp. Al-Bassir, S. data (ma 1944 circa).

In 8°; 105, (3) pp, Lagatura artigianale in piena pelle rossa con titolo e autore impresso in oro al piatti anteriore entro cornice in filetto d’oro. Qualche strofinatura e difetto. Numerose foto applicate all’interno scattate dal 1898 al 1912 che ripercorrono la carriera di Paul Beneducci (amico dell’autore Colucci) che fu Presidente del tribunale d’Alessandria. Le foto ritraggono Beneducci nella sua carriera da studente di diritto all’Università di Toulouse, attraverso il suo passaggio al tribunale di Alessandria d’Egitto nel 1900, fino alla sua carica di giudice del tribunale d’Alessandria d’Egitto nel 1920. Lunga dedica manoscritta di Colucci in italiano, datata 1958. All’ultima pagina presente una nota manoscritta datata anni 50 con un’immagine di Giovanni Bolognini in fotocopia che fu governatore della Scuola Militare di Abrizal nel 1824, Cavaliere della Legione d’Onore, appartenente alle truppe napoleoniche, Istruttore delle forze armate egiziane e avo di Beneducci. L’opera ricostruisce la storia dell’avvocatura e dei membri del tribunale d’Alessandria tra l’inizio del XX° secolo e gli anni 40° del novecento in uno dei momenti più problematici dell’Egitto nel quale molteplici nazioni si dividevano il controllo amministrativo del territorio. Opera rarissima, nessun esemplare reperito in nessuno dei repertori consultati, impreziosita dalle 7 fotografie d’opera.

100 euro

51. CARICATURE ILLUSTRATORI LIBRI ILLUSTRATI SATIRA POLITICA

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Kahn Gustav,

Europas Fursten im Sittenspiegel der karikatur Herausgeben von Gustave Kahn, Mit 460 extillustrationen, und 60 (72 al frontespizio) farbigen kunstblattern, hach seltenen und amusanten karikaturen aus Allen Landern und Zeitepochen.

Stuttgart, Berlin, Hermann Schmidt’s Verlag, S. data (ma 1910 circa)

In 4°; (VI), 472 pp. e 72 c. di tav. fuori testo a colori. Bellissima legatura in piena tela rossa. Con applicata bella tavola a colori in rilievo. Al dorso titolo impresso a secco. Tagli in grigio. Una delle più monumentali opere dedicate alla caricatura nella prima metà del novecento, con un imponente apparato iconografico composto da 460 immagini in bianco e nero nel testo e 72 tavole a colori fuori testo. L’opera è curata dal celebre poeta e critico d’arte Gustav Kahn. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

25 euro

52. CARICATURA CARICATURE BURATTINI ARTE MODENA BOLOGNA RUBIERA

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Aa. Vv.,

Dalla caricatura al burattino. I grandi personaggi dalle teste di legno di Umberto Tirelli.

Firenze, Artificio, 1989

In 4°; 80 pp. Brossura editoriale illustrata. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima ed unico esemplare in ottime condizioni di conservazione, dedicata ai burattini del celebre caricaturista, cartellonista e artista bolognese-modenese, Umberto Tirelli ed al legame fra i suoi burattini e la sua opera caricaturale. Figura eclettica e del tutto particolare del panorama artistico italiano della prima metà del XX° secolo. A lui si deve l’ideazione e la realizzazione di questo celeberrimo teatro di burattini di grandi dimensioni nel quale i protagonisti del teatro sono “pupazzi” con le sembianze di più di 100 personaggi reali legati alla politica, all’arte e al teatro, per la maggior parte dell’epoca, ma anche della storia letteraria italiana. Proponiamo questo catalogo per celebrare la mostra dedicata ad Umberto Tirelli che si terrà a Modena a partire dal 19 dicembre di quest’anno.

25 euro

53. CARICATURA CARICATURE BURATTINI ARTE MODENA BOLOGNA RUBIERA SCULTURE

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Umberto Tirelli, Enrico Gianeri (anche conosciuto con lo pseudonimo Gec),

Umberto Tirelli (1871 – 1954), IV Biennale dell’Umorismo nell’Arte – Tolentino.

Tolentino, Tipografia Filelfo, 1967

In 4°; (24) pp. Brossura editoriale. Prima ed unica edizione di questo catalogo dedicato all’arte satirica sia scultorea che pittorica, del celebre caricaturista, bolognese-modenese, Umberto Tirelli, pubblicato in occasione della IV Biennale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Proponiamo questo catalogo per celebrare la mostra dedicata ad Umberto Tirelli che si terrà a Modena a partire dal 19 dicembre di quest’anno. Non comune.

30 euro

54. ARTE DELLA STAMPA ILLUSTRAZIONI LIBRI ILLUSTRATORI

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IMG_1928_clipped_rev_1Pica Vittorio,

Attraverso gli Albi e le Cartelle (Serie IVa). (Sensazioni d’Arte).

Bergamo, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Editore, 1920.

Bergamo, Ist. Italiano d’Arti Grafiche, s.d. (ca. 1920).

In 4° (26×20 cm); 346,(2) pp. con 370 ill. nel testo e 24 f.t. in fototipia tricromia o facsimile, 27 testatine e fregi originali. Legatura originale in piena tela con titolo impresso al piatto anteriore entro ricca cornice floreale. Secondo piatto editoriale a colori conservato all’interno della legatura. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa quarta serie di una delle più belle edizioni italiane dedicate alla stampa artistica ed alle illustrazioni dei libri fra l’ottocento e gli inizi del novecento. Opera magnificamente illustrata.

50 euro

55. AVANGUARDIE ARTE POP ARTE MOSTRE SAN MARINO

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Wahrol Andy,

Andy Wahrol, Palazzo S.U.M.S., Repubblica di San Marino. 2 agosto / 13 settembre 2009

Riccione (RN), Maestri Tipografi, 2009

In 4°; 111, (1) pp. Brossura editoriale illustrata. Esemplare in perfette condizioni di conservazione. Catalogo della grande mostra tenuta a San Marino presso il palazzo S.U.M.S., tra il 2 agosto ed il 13 settembre del 2009, dedicata al grande  pittore, grafico, illustratore, scultore, sceneggiatore, produttore cinematografico, produttore televisivo, regista, direttore della fotografia e attore statunitense, Andy Warhol, nato Andrew Warhola Jr. (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987), padre e massimo esponente della Pop Art.

40 euro

56. LETTERATURA INGLESE FRANCESE ILLUSTRATI FANTASY VIAGGI FANTASTICI GULLIVER

IMG_1868_clipped_rev_1  IMG_1869_clipped_rev_1

IMG_1867_clipped_rev_1Swift Jonathan, Rostaing Jules,

Voyages de Gulliver. Abrégé par Jules Rostaing. Ouvrage illustré de vingt-huit gravures a deux teintes par Coppin.

Paris, Magnin, Blanchard et Ce, Éditeurs, S. data ma 1860 circa.

In folio piccolo; (4), 57, (3) pp. e 28 c. di tav. fuori testo in fine coloritura coeva. Legatura coeva in piena tela rossa con titolo in oro entro bella cornice a secco al piatto anteriore. Qualche lieve segno del tempo alla legatura, all’interno qualche tipica e lieve fioritura, un segnetto di penna al margine esterno bianco di una tavola, un piccolo strappetto al margine esterno bianco di pagina 15, senza perdita di carta ed ininfluente e nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione di questa prima edizione con le illustrazioni di Coppin (una seconda uscì nel 1864 con antiporta diversa da questa e non a colori) della più importante opera del grande romanziere, poeta e prete anglicano irlandese, Jonathan Swift (Dublino, 30 novembre 1667 – Dublino, 19 ottobre 1745) considerato fra i maggiori esponenti della prosa satirica in lingua inglese. L’opera presenta 28 bellissime tavole a colori che riprendono ed illustrano le celebri vicende del famosissimo personaggio inventato da Swift. Come scrive Mario Praz alla voce dedicata Swift nell’Enciclopedia Italiana Treccani (1937), “Dopo il 1720 lo Sw. attese alla composizione del suo capolavoro, i Gulliver’s Travels, pubblicati nel 1726. Le notissime peregrinazioni e avventure del medico di bordo Lemuel Gulliver nel paese dei nani (Lilliput), in quello dei giganti (Brobdingnag), nell’isola volante di Laputa, e nel paese dei saggi cavalli Houyhnhnms, formano il quadro fantastico d’una terribile messa in stato d’accusa dell’umanità intera, satireggiata dallo Sw. soprattutto nei disgustosi Yahoos, la cui vita bestiale è contrapposta a quella dei virtuosi cavalli”. Tale fu il successo dell’opera che le sue edizioni, tradotte in tutte le lingue del mondo, si sono susseguite e si susseguono, ancora oggi. Questa edizione francese, in prima edizione, è particolarmente ricercata per le sue bellissime tavole a colori.

110 euro

57. RELIURE LEGATURE SATIRA UMORISMO UMORISTI ARTE ARTIGIANATO

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Dubout Albert, Chevallier Gabrile,

Clochemerle, Illustrations de Dubout,

Paris (ma Saint-Ouen), Flammarion (Ma Imprimerie Gaston Maillet & C.ie), S. data (ma 1950)

In 4° grande; 338, (6) pp. Bellissima legatura artigianale in piena pelle blu con titolo e ricchissimi fregi ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Ricchissime cornice in oro ai piatti, il tutto conservato entro un astuccio appositamente realizzato foderato in carta simil pelle verde. La legatura fu realizzata dalla Legatoria Prato di Roma come firma nel margine basso del piatto posteriore. Piatti interni foderati da bellissima carta marmorizzata coeva. Magnifica edizione in ottime condizioni di conservazione e arricchita dalla bellissima legatura artigianale, della più celebre opera del famoso scrittore francese, Gabriel Chevallier (3 maggio 1895 – 6 aprile 1969) con le illustrazioni del celebre illustratore francese, Albert Dubout. Chevallier, naque a Lione nel 1895: Dopo aver studiato in varie scuole, entrò all’École des Beaux-Arts di Lione nel 1911. Dopo aver preso parte alla guerra, raccontò le sue esperienze in un romanzo “La Peur” che divenne un riconosciuto atto d’accusa verso la follia della guerra. La sua opera più celebre, Clochemerle venne pubblicata per la prima volta  nel 1934 ottenendo un enorme successo e venendo tradotto in ventisei lingue Il romanzo è una farsesca cronaca della vita di un villaggio di provincia, nel quale l’autore, ispirandosi alla tecnica narrativa di Rabelais, ne dissacra le usanze e credenze, facendo del villaggio stesso, un prototipo della rozzezza villana ma anche dell’astuzia e dei buoni sentimenti dei villani, paradigma della condizione umana. L’opera è illustrata da Albert Dubout (1905-1976), celebre disegnatore ed umorista che con la sua opera ha lasciato il segno su diverse generazioni di illustratori e lettori grazie alle sue folle, ai suoi gatti alle sue “grosse bonne-femme et son petit bonhomme”. Oltre ad abile cartellonista, a lui si devono le illustrazioni di numerosi classici fra i quali quelli Cervantès, Molière e Pagnol, oltre al qui riprodotto classico di Chevallier. Esemplare in perfette condizioni ed arricchito dalla bellissima legatura artigianale.IMG_1854_clipped_rev_1

60 euro

58. STORIA ANTROPOLOGIA LETTERATURA AFRICA BUDDISMO TIBET GIAPPONE EGITTO LINGUE ORIENTALI POESIA

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IMG_1887_clipped_rev_1Serie di 10 libretti “All’Insegna del Pesce d’Oro” con cofanetto editoriale originale, tutte con fascetta.

  • Toshiro Chiba, Giacomo Prampolini, Antiche Liriche Giapponesi, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1959, quarta edizione.
  • A cura di Giacomo Prampolini, Poesie T’Ang, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1961, ottava edizione.
  • Leo Frobenius, Il Liuto di Gassire, Leggenda africana con una nota di Ezra Pound, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1961, prima edizione.
  • Boris de Rachewiltz, Liriche amorose degli antichi egiziani scelte e tradotte da Boris de Rachewiltz, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1959, quarta edizione.
  • Boris de Rachewiltz, Massime degli antichi egiziani scelte e tradotte da Boris de Rachewiltz, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1959, sesta edizione.
  • A cura di Giacomo Prampolini, Proverbi cinesi, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1959, dodicesima edizione.
  • A cura Canti del Dalai-Lama, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1959, terza edizione.
  • Fenolosa Ernest, Pound Ezra, Introduzione Ai No, con un dramma in un atto di Motokiyo Kagekiyo, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1958 terza edizione.
  • Kjersmeier Carl scelta di, 250 proverbi dei negri dell’Africa, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1959 sesta edizione.
  • Costanza Giorgio a cura di, Poesie degli Indios Piaroa, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1959 seconda edizione.

Tutti i volumetti si presentano in ottime condizioni di conservazione.

55 euro

59. BIBLIOGRAFIA INCISIONI GOYA STAPE STORIA DELLA STAMPA SPAGNA MADRID

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Enrique Lafuente Ferrari,

Goya. Incisioni e litografie. Opera completa,

Milano, Antonio Vallardi , S. dara (ma 1962).

In folio; (4), XXVI, (3), 288, (8) pp. Legatura editoriale in piena tela grezza con titolo impresso in oro al piatto anteriore. Sopraccoperta editoriale illustrata, leggeri difetti al margine alto e per il resto, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Celebre repertorio bibliografico dedicato all’opera di Goya, curato da Enrique Lafuente Ferrari, direttore del Museo Nazionale d’Arte di Madrid.

35 euro

60. CARTOGRAFIA ROMANA ROMA BIBLIOGRAFIA STORIA LOCALE PIANTE VATICANO

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IIMG_1871_clipped_rev_1stituto di Studi Romani,

Le Piante di Roma a cura di Amato Pietro Frutaz, Volume I – II – III

Roma, Istituto di Studi Romani, 1962

In folio; 3 tomi: 358, (2) pp., (10) pp., 322 c. di tav., (2 b.) pp., (8) pp., 323 – 684 cc., (2) pp. Legature editoriali in piena tela rossa con titolo e medaglioni impressi in oro ai piatti anteriore. Ai dorsi, titolo e numero del volume in oro su fascette in oro. Monumentale bibliografia, la più completa stampata, sulla cartografia romana dal terzo secolo d. C. al 1962. L’opera contiene 362 tavole, molte più volte ripiegate rappresentanti carte di Roma, del Vaticano e del territorio circostante. L’opera, oltre alla collaborazione di Giorgio De Gregori, Niccolò Del Re, Fernanda Roscetti, è curata dal noto archeologo e storico italiano, Aimé-Pierre Frutaz noto anche come Amato Pietro Frutaz (Torgnon, 29 agosto 1907 – Roma, 8 novembre 1980). Sacerdote valdostano fu protonotario apostolico. Frutaz fu anche presidente dell’Académie Saint-Anselme e direttore della biblioteca del Seminario maggiore (Grand séminaire) di Aosta. In questa carica, si prodigò per la riorganizzazione della biblioteca, contribuendo poi ad arricchirla con un importante lascito. A Roma ricoprì diversi incarichi nella curia romana e si appassionò alla cartografia romana, studiandola approfonditamente. Prima ed unica edizione, della più importante bibliografia sulla cartografia romana.

255 euro

61. RISORGIMENTO BIBLIOGRAFIA DIVISE MILITARI UNIFORMI RISORGIMENTALI

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Aa. Vv.,

Il soldato italiano del Risorgimento,

Roma, Rivista Militare, 1987

In folio; (8), 371, (3) pp. Legatura editoriale in piena tela rossa con immagine di soldati impressi in oro al piatto anteriore che riprende quella della sopraccoperta. Sopraccoperta editoriale verde illustrata con immagine animata di soldati a colori di quadro di Cenni. Il volume è inserito in un cofanetto editoriale verde che riprende l’immagine del Cenni. Importante repertorio storico-bibliografico dedicato al Risorgimento ed in particolare alle divise dei soldati risorgimentali con centinaia di bellissime tavole a colori. Prima ed unica edizione di questa monumentale opera.

40 euro

62. PEDIATRIA CHIRURGIA PEDIATRICA ORTOPEDIA CIHIRURGIA INFANTILE PRIME EDIZIONI

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Broca Auguste,

Chirurgie Infantile, Avec 1259 figures.

Paris, G. Steinheil Editeur, 1914

In 4°; (2), VI, 1136 pp. Legatura editoriale in piena tela blu notte con titolo, autore e filetti in oro al piatto anteriore ed al dorso. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celeberrima opera di chirurgia pediatrica infantile, considerata come una delle opere più rivoluzionare dei suoi tempi per il modo scientifico e pratico nel quale il celebre medico chirurgo ortopedico francese Auguste Broca (5 dicembre del 1859 – 1924), affronta la materia. Figlio del grande anatomista, antropologo e fisico francese, Pierre Paul Broca nel 1890 divenne chirurgo ospedaliero. Nel 1901 si specializzò in chirurgia infantile all’ospedale di Trousseau e all’ospedale di Ténon. Nel 1913 ottenne la cattedra di chirurgia operativa e anatomia topografica parigina.  Durante la prima guerra mondiale si dedicò allo studio delle protesi. Nel 1917 fu presidente della Società di Chirurgia. Nel 1919 gli venne assegnata la Cattedra di chirurgia dell’infanzia e di ortopedia. Broca svolse attività di ricerca su lussazioni della spalla, labbro leporino e deformità facciali, scoliosi, osteomielite, cisti cordonali, emofilia, tarsalgia adolescenziale e prolasso rettale. Stimatissimo operatore di ernie inguinali e lussazioni dell’anca, eseguiva trapanazioni per idrocefalo. Morì di edema polmonare acuto. É ricordato anche per l’operazione che prende, in parte, il nome da lui, Broca-Perthes-Blankart. Prima non comune edizione, in ottime condizioni di conservazione, di uno dei classici della chirurgia pediatrica.

150 euro

63. AUTOMI AUTOMATA MACCHINE AUTOMATICHE CURIOSITA’ BIZZARIE INGEGNERIA MECCANICA OROLOGI

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IMG_1938_clipped_rev_1AA.VV. (Carrera Roland e Loiseau Dominique testi di),

Androidi, le meraviglie meccaniche dei celebri Jaquet-Droz,

Milano, Franco Maria Ricci, 1980

In 4°; 93, (3) pp. con cofanetto porta dischi con 8 pp. (compreso frontespizio) e con disco in vinile posto alla fine del cofanetto che contiene le musiche e gli spartiti che accompagnavano l’automa di Jaquet-Droz, spesso assente. Legatura editoriale in piena tela nera con immagine dell’automa impressa in oro ai piatti ed al dorso. Al piatto anteriore applicata un immagine a colori dell’automata. Famosa pubblicazione di Franco Maria Ricci dedicata agli automi realizzati dalla famiglia Jaquet-Droz tra il 1768 ed il 1774. I tre automi, la musicista, la disegnatrice e la scrittrice sono considerate come le antesignane dei computer e sono ancora oggi funzionanti ed esposte in Svizzera nel Musée d’Art et d’Histoire di Neuchâtel. Nell’idea originale la famiglia Jaquet-Droz, pensò la realizzazione degli automi come uno strumento di marketing per dimostrare la loro abilità di artigiani ed aumentare le vendite di orologi fra la nobiltà europea. Gli automi, andati perduti per più di 100 anni, per una fortunata coincidenza, la Società di Storia e Archeologia di Neuchâtel, riuscì ad acquistarli per 75000 franchi d’oro. Prima edizione di opera curiosa.

50 euro

64. ROMANZI GALANTI EDIZIONI DI PREGIO LETTERATURA FRANCESE LEGATURE AVVENTURA

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IMG_1857_clipped_rev_1L’Abbé Prevost, Maurice Leloir, Guy de Maupassant,

Histoire de Manon Lescaut et du Chevalier des Grieux par l’Abbé Prevost, preface de Guy de Maupassant, Illustrations de Maurice Leloir.

Paris, Librairie Artistique – H. Launette Editeur, 1885

In 4°; XXII, 203, (3) pp. e 12 c. di tav. fuori testo coperti da velina, 212 finissime incisioni nel testo, tutte realizzate dal celebre illustratore, acquerellista, disegnatore, incisore, scrittore e collezionista francese, Maurice Leloir (1 Novembere 1853 – 7 Ottobre 1940). Brossura editoriale, piatto anteriore, posteriore e dorso, conservati entro bella legatura artigianale in mezza-pelle verde mare con dorso a 5 nervi con titolo impresso in oro ad un tassello. Piatti foderati di bella carta marmorizzata . Piatti interni foderati con bellissima carta marmorizzata a sfondo azzurro. Taglio superiore riccamente dorato. Una piccola fioritura leggera in due pagine, ininfluente e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione. L’edizione si avvale di XVI pagine di introduzione di Guy de Maupassant. Bellissima edizione di una delle opere più importanti del celebre  storico, scrittore e traduttore, Antoine François Prévost, detto d’Exiles, più noto con il titolo ecclesiastico, sotto il nome di abbé Prévost (Hesdin, 1º aprile 1697 – Chantilly, 25 novembre 1763). Pubblicato con il titolo “Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut” (Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut), ma noto anche semplicemente come Manon Lescaut, venne pubblicato per la prima volta nel 1731, come settimo e ultimo volume delle “Mémoires et aventures d’un homme de qualité” (Memorie e avventure di un uomo di qualità), anche se in seguito Manon Lescaut, visse poi di vita propria, anche per la notevole differenza di contenuti fra quest’opera nella quale la parte preponderante è la descrizione della forza dirompente delle passioni ed i precedenti volumi. All’uscita, il romanzo diede tale scandalo da venir subito bandito dalla Francia e le copie recuperate date alle fiamme. Nonostante questo, numerose copie clandestine girarono per l’Europa, garantendo la sopravvivenza ed il successo dell’opera. Nel 1753 Prévost pubblicò una nuova edizione attenuando alcuni aspetti ritenuti scandalosi e introdusse considerazioni maggiori moralistiche. Edizione di pregio in bella legatura artigianale.IMG_1859_clipped_rev_1

50 euro

65. ARGENTERIA PLATERIA PRIME EDIZIONI SERVIZI IN ARGENTO ARTIGIANATO SUDAMERICANO SUD AMERICA

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Taullard Alfredo,

Plateria Sudamericana, 1947

Buenos Aires, Editores: Peuser Ltda, 1947

In 4°; 285, (3) pp. Legatura editoriale illustrata. Una strofinatura all’ultima carta con la marca tipografica ed al margine basso di una delle pagine con le figure dove la carta si è attaccata alla carta precedente. Per il resto in buone condizioni di conservazione. Importante monografia dedicata alla plateria antica sudamericana.

45 euro

66. IRLANDA IRISH STORIA LOCALE STORIA IRLANDESE

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IMG_1933_clipped_rev_1Haverty Martin,

The history of Ireland, ancient and modern. Derived from our native annals, From the most recent researches of eminent Irish scholars and antiquaries, from the state papers, and from all the resources of Irish History now available, with copious topographical and general notes.

Dublin, James Duffy and Co., Limited., S. data (ma 1860 circa)

In 4°; (8), 774, (2) pp. e una c. di tav. più volte ripiegata. Legatura coeva editoriale con titolo e stampatore al dorso. Al piatto anteriore arpa irlandese in oro e a secco filetti e trifogli. Dedica autografa della figlia dell’autore, Lina Haverty, alla prima carta bianca, datata 1898. Edizione più completa di questa celeberrima storia d’Irlanda, scritta dal noto giornalista e storico, Martin Haverty (1809–1887). Nato nella contea di Mayo il 1 dicembre 1809, ricevette la maggior parte della sua educazione all’Irish College di Parigi. Arrivò a Dublino nel 1836. L’anno successivo entrò a far parte dello staff del Freeman’s Journal, con il quale rimase in contatto fino al 1850. Nel 1851 Haverty fece un lungo viaggio attraverso l’Europa, che descrisse in una lunga serie di contributi sui giornali. Al suo ritorno a Dublino Haverty fu nominato sottobibliotecario al King’s Inns, dove rimase per quasi un quarto di secolo, dedicandosi principalmente alla redazione di un indice generale dei libri della biblioteca. Morì a Dublino il 18 gennaio 1887 e fu sepolto nel cimitero di Glasnevin.IMG_1934_clipped_rev_1

45 euro

67. SATIRA ANTITEDESCA PRIMA GUERRA MONDIALE ILLUSTRATORI ILLUSTRATI

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Waltz Jean-Jacques, detto Hansi.

Professeur knatschké: oeuvres choisies du grand savant allemand et de sa fille elsa illustrations de hansi. Fidelement traduites en francais par le Dr H. P. Colli – Paris.

Paris, H. Floury Editeur, 1912

In 4° piccolo; (4 b.), 140, (8) pp. Brossura editoriale illustrata conservata entro legatura coeva in piena tela con titolo impresso in oro su fascetta verde in pelle. Prima edizione francese, inizialmente uscì in tedesco a puntate nel 1908 sulla rivista Mulhouse l’Express (poi pubblicato in forma di volume lo stesso anno da Bader), di quest’opera satirica del noto illustratore francese di origine alsaziana, Jean-Jacques Waltz (Colmar, 23 febbraio 1873 – Colmar, 10 giugno 1951), noto anche come “Oncle Hansi”, o semplicemente “Hansi” (“piccolo Giovanni”). Attivista filo-francese divenne celebre per i suoi caratteristici disegni di propaganda anti-tedesca.  Prese parte sia al primo che al secondo conflitto mondiale venendo anche ricercato a lungo dalla Gestapo, distinguendosi e ricevendo diversi riconoscimenti. Opera qui presentata creò numerosi problemi all’autore al momento della sua uscita in quanto l’opera nasce come satira anti-tedesca scritta da un alsaziano. Lo stesso personaggio dell’opera, pur non volendosi interessare di politica, si trova suo malgrado coinvolto nell’affaire Gneisse, preside di un liceo alsaziano di Colmar che aveva pubblicato un articolo nel quale chiedeva che nel territorio si insegnasse e parlasse solo la lingua tedesca, onde evitare che i francesi potessero meglio spiare i tedeschi. Da questo spunto prendono il via una serie di tragicomiche vicende.

30 euro

68. AFRICA EGITTO STORIA LOCALE AUTOBIOGRAFIE

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Messina Anna,

Cronache del Nilo,

Roma, Edizioni Italiane, 1940

In 8°; 244, (4) pp. e tre c. di tav. fuori testo. Prima edizione di questo scritto autobiografico di Anna Messina ispirato alla sua vita in Egitto negli anni 30′. Donna europea ma anche “africana” per il lungo tempo che trascorse in Africa, l’autrice ripercorre il difficile rapporto fra gli europei ed i popoli locali, lei figli del Magistrato Salvatore Messina che venne negli anni 30′ console in Egitto e poi ricollocato nella Corte di Giustizia ad Alessandria. L’autrice ricostruisce con estrema sensibilità gli attriti fra le classi sociali e coloniali del paese cogliendo l’opposizione sempre più forte fra le classi dominanti fatte di banchieri, avvocati, giudici, diplomatici europei ed il proletariato africano con il quale, specialmente le figlie dei diplomatici ed affaristi alloctoni, erano solite interagire. Messina con un’intuizione notevole, arriva a comprendere come la questione razziale sia l’effetto, in primis, di un conflitto socilae insanabile tra una classe dirigente estera o fortemente legata ai paesi stranieri ed un proletariato locale che vive in situazione di fortissima povertà. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.

37 euro

69. VIAGGI IMMAGINARI SUDAMERICA VENEZUELA RESOCONTI DI VIAGGIO  CARACAS MARACAIBO BARINAS GUAYANA CUMANA ISOLA MARGARITA ORINOCO

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Depons Francisco,

Viaje a la parte oriental de Tierra Firme,

Caracas-Venezuela, Tipografia Americana, 1930

In 4°; VII, (1), XIX, (1), 518, (4) pp. Brossura editoriale conservata entro legatura coeva in piena tela azzurra con titolo e autore impresso in oro al dorso su fascetta in pelle scura. Timbretto di dono dell’Accademia Nacional de la Historia di Caracas. Antica firma d’appartenenza al margine alto del frontespizio. Una piccolo strappetto nel margine alto del frontespizio, senza perdita di carta e per il resto, nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione, in questa versione, di questo celebre viaggio “immaginario” o meglio ancora “immaginato”, opera del rappresentante del governo francese in Venezuela, Francisco Depons Depons. L’autore nacque in Francia nel 1751. Dal marzo 1801 al luglio 1804 risiedette in Venezuela, come rappresentante del governo francese. In quei tre anni e pochi mesi ebbe il compito di informare la Francia sulle condizioni politiche, economiche, geografiche e sociali del nostro Paese. I rapporti raccolti da Depons sarebbero poi serviti come base per il suo libro intitolato “Viaggio nella parte orientale di Tierra Firme in Sud America”, pubblicato a Parigi nel 1806. Il libro descrive le province di Caracas, Maracaibo, Barinas, Guayana, Cumaná e l’isola di Margarita durante i primi anni del XIX secolo. Come scrive lo stesso autore: “Sin la ley que me impuse de someterlo todo al informe de mis propios ojos, mis vigilias, fatigas y gastos me hubieran conducido a resultados más perjudiciales que útiles a la geografía y a la historia (…). Es preciso que el orden que se les dé [a los materiales de su descripción] sea tal que hagan en el espíritu de mis lectores las mismas impresiones que recibió el mío recorriendo y estudiando la parte oriental de la Tierra-firme”. In realtà, in buona parte Depons, compose un racconto immaginario, seppur con puntiglio e precisione, smentì anche viaggiatori antecedenti che avevano realmente visitato quei luoghi. Come conseguenza delle notizie e delle descrizioni precise, nuove e moderne sull’America, Depons viene nominato nel 1807 membro della Società Accademica delle Scienze di Parigi. Anni dopo, nel 1812, morì in Francia, luogo da cui non sarebbe mai più partito dopo il suo ritorno dal Venezuela nel 1804. Quindici anni dopo la morte di Depons, nel 1827, il colpo di scena. Felipe Bauzá, il grande geografo e cartografo spagnolo, consulta il Andrés Bello sull’origine della notizia che il fiume Orinoco e la Guayana che si possono trovare nel testo di Depons. Andrés Bello, grande viaggiatore, risponde senza mezzi termini: “Posso assicurarvi che sono assolutamente certo, che Depons non ha visto il continente orientale, cioè le province che costituivano il Capitanato Generale del Venezuela, più del brevissimo spazio tra La Guaira e Puerto Cabello che anche da questo spazio vide lungo la strada solo le principali città: La Guaira, Caracas, Valencia, Puerto Cabello e le valli dell’Aragua; e che la sua residenza quasi costante era a Caracas, dove lo incontravo e lo curavo”. In poche parole Depons scrisse, in buona parte, una precisa e minuziosa descrizione “fantasiosa” del territorio venezuelano senza che ancora in vita, alcuno dimostrò la fantasia delle sue descrizioni.

110 euro

70. PASTICCERIA PATISSERIE CULINARIA GASTRONOMIA PRIME EDIZIONI ARTE CULINARIA

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IMG_1913_clipped_rev_1Gouffé Jules,

Le livre de pâtisserie. Ouvrage contenant 10 planches chromolithographiques et 137 gravures sur bois. D’après les peintures â l’huile et les dessins de E. Ronjat.

Paris, Hachette, 1873

In 4°; VII, (1 b.)., 506, (2) pp, e 10 c. di tavole in cromolitografia a colori. Legatura coeva in mezza-pelle rossa con titolo e filetti impressi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche piccola macchiolina di foxing in una decina delle prime carte ed in una quarantina delle ultime, mai fastidiose o intense, assai minori di quelle solitamente presenti nell’opera a causa della qualità della carta utilizzata per la stampa. Tagli spruzzati in rosso. Nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera presenta anche 137 bellissime incisioni in acciaio nel testo, riproducenti magnifici dolci ed alcune, strumenti utili nella preparazione dei dolci tutte basate su disegni originali di Ronjat. Le tavole in cromolitografia illustrano, in magnifici colori, torte, manicaretti, pagnotte dolci ecc. Prima edizione di questa celebre opera di alta pasticceria scritta dal rinomato chef e pasticcere francese, Jules Gouffé (1807 – 28 febbraio 1877) che per le sueIMG_1915_clipped_rev_1 straordinarie composizioni gastronomiche, venne chiamato “l’apôtre de la cuisine décorative”. Gouffé ebbe un enorme impatto sulla gastronomia francese e questa sua opera, fu d’ispirazione ad un’intera generazione di pasticceri e chef e la sua lezione è ancora viva oggi, grazie all’apprezzamento di diversi celebri chef contemporanei come Bernard Loiseau e Hervé This. L’autore si formò nella bottega del padre che possedeva una rinomata pasticceria in via Neuve Saint-Merri, a Parigi. Divenuto allievo di Antonin Carême all’età di soli 16 anni, rimase con lui per sette anni. Narra la leggenda, riportata la prima volta proprio in quest’opera da noi proposta che Gouffé che Carême, di passaggio, si fermò ad ammirare le “pièces montées” che erano in mostra, congratulandosi con il proprietario e offrendosi di prendere suo figlio sotto la sua protezione. Il suo primo lavoro fu durante un ballo tenuto nel 1823 dalla città di Parigi, in onore del duca d’Angoulême ottenendo un grande apprezzamento. Nel 1840 aprì un negozio rue du Faubourg Saint-Honoré che presto divenne uno dei più famosi di Francia e che cedette poi nel 1855. Nel 1867 accettò l’offerta di Alexandre Dumas e del barone Brisse, che già da tempo glielo chiedevano, di diventare chef de bouche del Jockey-Club de Paris. E’ proprio quando iniziò questo lavoro che gli venne l’idea e la voglia di iniziare a scrivere libri sulla pasticceria, in modo di tramandare ai posteri le sue conoscenze e le sue idee. Rif. Bibl.: Oberlé/Fastes 230; Vicaire 418; Cagle/Matter 219; Berthelot 114.

580 euro

71. GASTRONOMIA CULINARIA RICETTE MONTAGNA PRIME EDIZIONI

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Richardin Edmond, Theuriet André, Geffroy,

L’art du bien manger: suivi de L’art de choisir les vins et de les servir à table, d’un chapitre spécial, orné de figures explicatives sur le découpage ; et de nombreux menus anciens et modernes    illustrés par René Binet et Willette ; puis des aphorismes de Brillat-Savarin en 20 compositions hors-texte de A. Robida ; préface d’André Theuriet ; édition accompagnée d’un nombre important de reproductions d’estampes, d’après les maîtres de la peinture ; en outre de dessins de A. Robida, gravés par A. Lerondeau ; puis d’une série d’art et les frontispices gravés par E. Deloche ; et de bois originaux des graveurs Paul E. Colin et A. Rouquet ; expliqués par Gustave Geffroy ; ouvrage adopté par le Ministère de l’instruction publique et par la ville de Paris ; et contenant de curieuses préparations culinaires dues a des écrivains et des amateurs, les croquis gastronomiques de Fulbert-Dumonteil, les formules pratiques permettant de préparer chez soi les plats renommés des grands restaurants et des maîtres-cuisiniers des recettes originales de vieille cuisine française, formant ensemble ; plus de 2000 recettes ; le toutIMG_1897_clipped_rev_1 receuilli [sic] et annoté par Edmond Richardin.

Paris, Editions d’Art et de Littérature, 1930.

In 8°; XLVI, (2), 946, (2) pp. Legatura editoriale in mezza tela con titolo impresso a secco al piatto anteriore. Qualche mancanza di tela al dorso in corrispondenza delle cerniere. All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione ampliata e completa di questo celeberrimo trattato di cucina. Questo libro di cucina francese, pubblicato per la prima volta nel 1913, è una vera e propria enciclopedia della buona tavola; propone 2.150 curiose ricette di scrittori e dilettanti, ristoranti d’eccellenza e maestri chef, oltre all’arte di scegliere i vini e servirli a tavola, con un capitolo speciale sul taglio delle carni. Un capitolo intero è dedicato ai piatti tipici della cucina di montagna. Numerose riproduzioni di stampe di Gustave Geffroy, 20 composizioni a piena pagina di A. Robida che illustrano gli aforismi di Brillat-Savarin, menù antichi e moderni illustrati da Binet e Willette. Xilografie originali degli incisori Paul E. Colin e A. Rouquet riprese da Gustave Geffroy. Prefazione di André Theuriet dell’Académie Française. Rif. Bibl.: Bitta, p. 396.

35 euro

72. GASTRONOMIA CULINARIA PRIME EDIZIONI TRATTATI GASTRONOMICI PASTICCERIA

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Laboureur Suzanne, Boulestin, X. M., X. Marcel,

Petits et Grands Plats ou le Trésor des amateurs de vraie cuisine. Les Ornements sont de J. E. Laboureur.

Au Sans Pareil, Paris, 1928.

In 8°; 381, (3) pp. Manca la prima carta bianca. Legatura coeva in mezza-pelle scura con titolo, autori e filetti in oro ai nervi ed al tassello. Piatti foderati di carta marmorizzata. Qualche strofinatura al dorso e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questo noto trattato gastronomico. Decorazioni di Suzanne Laboureur. L’opera è utilmente divisa in capitoli, come Les Potages, Les Sauces, Les Oeufs, Les Poissons, Les crustaces -Les Coquillages, Le Petites Entrees – Les Curries -Les pates et le riz, Les viandes – Les Viandes – Le Mouton, Le Volaille, La giber a plumes, Le giber a poils, Les legumes, Les salades, Le dessert, Les mois gastronomiques, ecc. Un’ampia parte è dedicata alla pasticceria. L’opera contiene un sacco di ricette pratiche esposte in un linguaggio semplice e diretto.

30 euro

73. GASTRONOMIA CULINARIA PRIME EDIZIONI TRATTATI GASTRONOMICI

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IMG_1907_clipped_rev_1Bouillard Paul,

Paul Bouillard, propriétaire du ‘Filet de sole’ de Bruxelles. La Gourmandise à bon marché. Recettes simples et pratiques. Préface de Clément Vautel.

Paris, Albin Michel Editeur, 1925 (Decembre 1924)

In 8°; 288 pp. Brossura editoriale, piatto anteriore e posteriore conservati entro bella legatura coeva in mezza-pelle con titolo, autore e filetti in oro al dorso ed ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Bella dedica autografa di Paul Bouillard “Au President Paul Beneducci pour qui …”, in parte rifilata al margine inferiore al momento della realizzazione della legatura. Prima edizione di questo noto trattato di gastronomia. L’autore era il proprietario del ristorante di Bruxelles “Filet de Sole”, all’epoca molto famoso e contiene una raccolta di ricette economiche per tempi di crisi. L’opera è divisa in capitoli: Bien manger et laisser dire par Clement Vautel; Petit Sermon sur le vie chere; Les Hors-d’Oeuvre; Les Potages; Les Sauces; Les Oeufs; Les Poissons; Les Abats; Les Plats nationaux de Belgique; Les bons Plats de menage; Le coin des Gourmands; Conseils concernant les Legumes.

25 euro

74. GASTRONOMIA CULINARIA PRIME EDIZIONI TRATTATI GASTRONOMICI

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IMG_1909_clipped_rev_1De Pomiane Edouard (Édouard Pozerski),

Le code de la bonne chére, 700 recettes simples pubbliees sous les auspices de la société scientifique d’hygiène alimentaire.

Paris, Albin Michel Editeur, S. data (ma 1924 – 1925)

In 8°; 528 pp. Brossura editoriale piatto anteriore e posteriore, conservati entro bella legatura in mezza-pelle scura con titolo, autore e filetti in oro ai tasselli ed ai nervi. Dorso a 5 nervi. Qualche lieve strofinatura al dorso e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Probabile prima edizione, esiste un’edizione degli stessi anni, più comune, con 527 pagine numerate invece che 528 pagine di questa nota opera di gastronomia scritta dallo scienziato francese di origini polacche,  Édouard Alexandre de Pomiane, il cui vero nome è Édouard Pozerski. L’opera contiene capitoli dedicati: Prologue, Considérations générales, Quelques considérations pratiques, Comment concevoir un menu d’amis, Les lois fondamentales de la cuisson, Soupes et potages, Quelques hors d’oeuvre, Jus et sauces, Les ufs, Les pâtes, Les riz, Les poissons, Les mollusques, Les crustacés, La viande de b uf, La viande de veau, La viande de mouton, La viande de porc, La charcuterie, Tripes et abats, Le gibier, Les légumes, Le sucre et sa cuisson, Les fruits, Les crèmes, Les pâtes de pâtisserie, Quelques entremets, Quelques gâteaux, Quelques plats au fromage, Café, thé, chocolat, – Table analytique, Table alphabétique Livres. Édouard Alexandre de Pomiane, il cui vero nome è Édouard Pozerski, nato a Parigi (18° arrondissement) il 20 aprile 1875 e morto a Parigi il 26 gennaio 1964 (88 anni), è stato uno scienziato, medico, ricercatore e capo dipartimento francese presso l’Istituto Pasteur. Interessato alla gastronomia e all’igiene alimentare, ha pubblicato molti libri di consigli e ricette tra cui La Cuisine en 10 minutes e Bien manger pour bien vivre. Durante l’Occupazione offrì al pubblico ricette adattate alle restrizioni del tempo. Aveva un disprezzo per la cucina francese elaborata dell’alta borghesia. Ha viaggiato molto e molte delle sue ricette provengono dall’estero e le sue ricette spesso si sforzano di demistificare la cucina spiegando i processi chimici in atto. Rif. Bibl.: Bitting, K.G. Gastronomic bib., p. 375; Library of Congress Control Number 88200415, TX719 .P67 1925.

35 euro

75. GASTRONOMIA CULINARIA CUCINA REGIONALISTA PRIME EDIZIONI

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IMG_1898_clipped_rev_1De Croze Austin,

La Psychologie de la Table, suivi de recettes curieuses et savoureuses par un grupe de gourmets, chefset cordons bleus.

A Paris, Au Sans Pareil, René Hilsum & C.ie Editeurs, 1928

In 8°; 268, (4) pp. Brossura editoriale, piatto anteriore e posteriore, conservati entro bella legatura coeva in mezza-pelle con titolo, autore e filetti in oro al dorso ed ai nervi. Dorso a 5 nervi. Piatti foderati in carta marmorizzata coeva. Antica firma di appartenenza alla brossura anteriore. Prima edizione, in ottime condizioni di conservazione, di questa celebre opera gastronomica del noto scrittore, folklorista, musicista, giornalista, autore gastronomico ed enologo, fondatore del movimento della cucina regionalista, Austin de Croze, de son nom Joseph Augustin de Croze-Magnan (1866-1937). A. de Croze viene tramandato ai posteri per i suoi scritti gastronomici più che per le sue ricerche sul folklore, la musica o le sue analisi politiche. De Croze è celebre per i suoi scritti di teoria gastronomica, più che per gli scritti giornalistici e « pour l’époque étonnante et presque provocatrice, d’inviter à Paris des cuisiniers provinciaux au restaurant de la Tour Eiffel… le plus surprenant, on y retrouve ce qui va devenir les grandes dynasties françaises de cuisiniers : le père de Paul Bocuse, le père d’André Daguin, un grand oncle Darroze ». Prima edizione in ottime condizioni di conservazione.

40 euro

76. DIALETTO VERNACOLO MANTOVANO VOCABOLARI OSTIGLIA MANTOVA OLIVA DI LOMANIGA PRIME EDIZIONI STORIA LOCALE

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Cherubini Francesco,

Vocabolario Mantovano-Italiano di Francesco Cherubini,

Milano, Per Gio. Batista Bianchi e C.e, 1827

In 4°; XXVIII, 212 pp. Legatura coeva in mezza-pelle verde con titolo e filetti in oro al dorso. Due antichi disegni infantili nel margine bianco della seconda carta e per il resto esemplare in barbe ed in buone condizioni di conservazione. Antica nota di possesso al primo foglio bianco, in parte asportato, che identifica l’esemplare come appartenuto a “Giannetta Riva Berni”. Prima edizione di questo noto vocabolario mantovano-italiano, opera del celebre letterato milanese, Francesco Cherubini (Milano, 5 marzo 1789 – Oliva di Lomaniga, 4 giugno 1851), al quale si deve il più celebre dizionario milanese-italiano mai pubblicato. Collaboratore del “Giornale Italiano” scrisse anche per la “Biblioteca Italiana” e sulla “Rivista europea” anche se in questo caso, quasi sempre in forma anonima. A lui si deve anche un’importante storia di Ostiglia nel mantovano e la celebre serie della “Collezione delle migliori opere scritte in dialetto milanese”(Milano 1816-17).  Prima edizione, in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PUVE\000732.

170 euro

77. FOTOGRAFIA ANTICA SAN MARTINO DI VILLAFRANCA FORLI’ VILLE STORICHE

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Anonimo,

Fotografia ottocentesca di Villa Albicini, già Simonetti in S. Martino di Villafranca a Forlì

S. luogo (ma S. Martino di Villafranca in provincia di Forlì), 1870 circa.

21,5×6,5 cm il foglio; fotografia della seconda metà del XIX° secolo applicata su carta ottocentesca e con una nota coeva al margine basso, manoscritta che descrive il titolo la fotografia. Bellissima fotografia, scattata  da anonimo fotografo, di questa bella villa a San Martino di Villafranca in provincia di Forlì appartenuta prima prima ai Simonetti (Conti) e poi agli Albicini, proprietari del complesso al momentodella scotta della fotografia. Alcuni personaggi, in tipici costumi ottocenteschi si possono vedere, posizionati davanti alla villa. Rarità.

65 euro

78. MATEMATICA STORIA ARITMETICA PRIME EDIZIONI ENCICLOPEDISTI NOGAREDO

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Bossut Charles, Fontana Gregorio,

Saggio sulla Storia Generale delle Matematiche di Carlo Bossut, prima edizione italiana con riflessioni ed aggiunte di Gregorio Fontana, Tomo Primo, Secondo, Terzo, Quarto.

Milano, Presso Nobile e Tosi Librai-Stampatori, G. P. Giegler, 1802-1803

In 8°; 4 tomi in due volumi: VI, 205, (3) pp., 214, (2) pp., 328, (4) pp., (4), 332, (4) pp. Belle ed elegante legature coeve in mezza-pelle con titolo, autore, numero dei volumi e ricchissimi fregi in oro al dorso. Tagli spruzzati in azzurro. Qualche lieve strofinatura ai piatti. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana di questa celeberrima storia della matematica, opera del celeberrimo gesuita, geometra e matematico gesuita, Charles Bossut (Tartaras, 11 agosto 1730 – Parigi, 14 gennaio 1814). Bossut fu, insieme a Diderot e D’Alambert, uno dei compilatori dell'”L’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers”, trattandone, in particolare, le voci matematiche.  Nel 1768 fu eletto all’Accademia delle Scienze, oltre ad essere corrispondente delle Accademie di Berlino e Bologna e membro onorario dell’Accademia di San Pietroburgo a partire dal 1778. Dopo aver studiato al collegio gesuita della Trinità di Lione, si dedicò alla ricerca scientifica ed iniziò a collaborare con Diderot e d’Alembert all’Encyclopedie. Ottenne presto, attraverso le sue opere, la protezione di Alexis Claude Clairaut, Jean le Rond d’Alembert e Charles Etienne Louis Camus. Grazie a quest’ultimo ed alla di lui influenza, fu nominato professore alla Scuola Reale di Ingegneria di Mézières nel 1752. Durante il “Terrore” cadde in disgrazia ma sotto l’Impero, nel 1796, su iniziativa di Gaspard Monge, suo ex allievo a Mézières, divenne esaminatore per l’uscita degli studenti dell’École polytechnique, carica che tenne fino al fino al 1808. Fu anche ispettore generale delle macchine e dei lavori idraulici degli edifici del re e professore reale di idrodinamica. Il suo nome è particolarmente legato agli esperimenti da lui condotti, nei bacini dell’École Militaire, con Nicolas de Condorcet e Jean le Rond d’Alembert, per determinare la resistenza che l’acqua oppone al movimento delle navi (1775-1777). L’opera è una delle più apprezzate storia della matematica fino ad allora scritta e si avvale della traduzione e delle note del matematico, religioso e accademico milanese, Gregorio Fontana, nato Giovanni Battista Lorenzo Fontana (Nogaredo, 7 dicembre 1735 – Milano, 24 agosto 1803), fratello del fisico Felice Fontana (1730–1805) e fu il successore di Ruggero Giuseppe Boscovich nella cattedra di matematica dell’Università degli Studi di Pavia, dove fu anche direttore della Biblioteca Universitaria. Il 16 aprile 1795 divenne membro della Royal Society. Prima edizione italiana, in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Riccardi 476; ICCU IT\ICCU\UFIE\003749.

250 euro

79. COMMERCIALISTI BORSA AFFARI CAMBIO MONETE PESI MISURE ECONOMIA COMMERCIO SOCIETA’ ARITMETICA BANCHE BANCARI BANCHIERI

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Deplanque Louis,

Trattato di contabilità commerciale in partita semplice e doppia da apprendersi senza maestro per uso dei contabili di commercio, Banchieri, Possidenti, Avvocati e Curiali, Intraprenditori, Agenti di Cambio, Sensali, Agricoltori, Delle Società in accomandita e per azioni, ecc. ecc. Seguito da un manuale pel calcolo degli interessi e dei conti correnti, dei conti in partecipazione,  del cambio su tutte le piazze, delle operazioni di borsa, di banca, e di sconto; da un trattato di legislazione commerciale, con un formulario di tutti gli atti di commercio, dalla fattura sino all’atto costitutivo delle Società in Accomandita e per azioni, e degli statuti delle Società Anonime; dell’esposizione del sistema metrico, de’ suoi rapporti con gli antichi pesi, misure e monete di tutti gli stati del globo, comprati col sistema metrico; dagli usi e costumi commerciali delle primarie città del mondo ecc. ecc. da un trattato infine d’aritmetica commerciale relativo a tutti i calcoli riguardanti il commercio e la Banca di Luigi Deplanque; nuova traduzione dal francese sulla quinta edizione di Parigi con giunte, note e rettificazioni specialmente concernenti l’applicazione delle odierne leggi commerciali vigenti in Italia.

Bologna, Presso Giacomo Monti, 1852

In 4°; (8), 630, (2) pp. Legatura coeva in mezza-pergamena e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Titolo su tassello in oro al dorso, in parte mancante. Piatti leggermente imbarcati, mancanza di piccola porzione della carta marmorizzata all’angolo esterno del piatto anteriore. All’interno in buone condizioni di conservazione. Seconda edizione italiana, riveduta ed allungata, di questo celebre manuale del contabile, dell’operatore di borsa e del banchiere. L’opera contiene numerosissime nozioni legate all’economia ed al commercio compreso un capitolo dedicato agli agenti di cambio ed un capitolo dove sono evidenziati i rapporti di cambio fra le monete, le misure ed i pesi di tutti i paesi del mondo. Vari capitoli sono dedicati agli aspetti bancari e l’ultimo capitolo all’aritmetica commerciale. Opera non comune.

50 euro

80. MEDICINA EPIDEMIOLOGIA VACCINAZIONI VAIOLO PRIME EDIZIONI

DSC_0216_clipped_rev_1Della Bona Giovanni, 

Esortazione all’innesto del vajuolo,

In Padova, per Gio. Battista Conzatti, 1769

In 4° (24×17,5 cm); 122 pp. Bella legatura coeva in piena pelle marmorizzata con dorso a 4 nervi e titolo e ricchi fregi in oro ai tasselli, cornice con doppio filetto a secco ai piatti. Tagli spruzzati in rosso. Xilografia al frontespizio. Iniziali xilografiche. Due pagine con leggerissima brunitura e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questo importante scritto del noto medico originario di Perarolo (Belluno), Giovanni della Bona (anche Dalla Bona o Bona; Perarolo, 8 settembre 1712 – Padova, 28 dicembre 1786). “Nel 1768 presentava ai Riformatori dell’università di Padova, affinché fosse trasmesso al magistrato della Sanità, un memoriale in cui chiedeva l’incarico di dirigere per la città la pratica della vaccinazione antivaiolosa. Ottenutolo, pubblicava nel 1769 a Padova l’Esortazione all’innesto del vaiolo, opera indirizzata ai sopraprovveditori e provveditori alla Sanità di Venezia, affinché la pubblica autorità lo aiutasse a diffondere l’uso della vaccinazione antivaiolosa. L’opera tendeva a sottolineare il carattere permanentemente immunizzante della metodica e la sua totale mancanza di complicazioni letali.”. L’autore “Fu avviato alla vita DSC_0218_clipped_rev_1ecclesiastica e, sotto la guida del parroco del suo paese, venne indirizzato verso gli ordini minori. Si trasferì poi a Padova per attendere agli studi superiori ma, dopo la morte del padre, abbandonò il chiericato per dedicarsi agli studi medici. Frequentò quindi l’università di Padova (e in particolare le lezioni di Alessandro Knips Macoppe), uscendone laureato nel 1735. Fu tirocinante per ben dodici anni, quindi si stabilì nel Veronese per esercitare la professione. Vi trascorse nove anni di intensa attività, dai quali scaturirono il suo primo studio: L’uso e l’abuso del caffè. Dissertazione storico-fisico-medica, pubblicato nel 1751 e poi riedito nel 1760 “con aggiunte massime intorno la cioccolata ed i rosoli”. Si tratta di un’opera per alcuni versi interessante, in quanto vi venivano formulate conclusioni ancor oggi valide; d’altro canto, nel complesso non emergeva nel panorama della letteratura medica in quanto si trattava, di fatto, un’esercitazione accademica. Nel 1754 diede alle stampe la Dissertazione teorico-pratica dell’utilità del salasso nel vaiuolo nella quale confutava la teoria secondo la quale il salasso avrebbe impedito l’insorgere di eruzioni cutanee nel vaiolo. Del 1757 è l’Historia aliquot curationum mercurio sublimato corrodenti perfectarum, in cui riportava i risultati della somministrazione di preparati a base di bicloruro di mercurio come antiluetici. In questo lavoro il Della Bona sottolineava come le cure dovevano essere adeguate alla costituzione, al temperamento e alla sensibilità del paziente e attaccava quei medici che somministravano medicinali senza le dovute accortezze. In questo periodo andò gradualmente ad acquisire una certa fama e finalmente, nel 1764, fu chiamato a coprire la cattedra della facoltà di DSC_0219_clipped_rev_1medicina dell’ateneo patavino, rimasta vacante dopo la morte di Knips Macoppe. L’incarico comprendeva anche la direzione del reparto di medicina pratica presso l’ospedale della città. Nello stesso periodo continuò a redigere nuove pubblicazioni: nel 1765 usciva la seconda edizione del Tractatus de scorbuto (già pubblicato nel 1761) e nel 1766 venivano stampate le Observationes medicae ad praxim in nosocomio ostendendam anno 1765, praemissa oratione prima in gymnasio habita. Importanti furono i suoi contributi alla terapia china-china, con i quali confutò lo scetticismo dell’opinione comune e anche degli stessi medici e rivalutò tecniche cadute in disuso. Le sue tesi assunsero maggior credito quando curo alcuni pazienti illustri quali Guglielmo Enrico di Hannover e il generale Spaar. Nel 1768 ottenne dal magistrato alla Sanità di dirigere il programma di vaccinazione antivaiolosa per la città di Padova. L’anno successivo pubblicò l’Esortazione all’innesto del vaiolo, indirizzata ai componenti della stessa magistratura perché lo aiutassero a diffondere l’uso della vaccinazione. Di carattere ruvido e assai caparbio, continuò la sua attività anche in età avanzata, nonostante nel 1784 fosse stato vittima di un colpo apoplettico. Morì in seguito a un secondo attacco dello stesso male.”. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Cfr.: Blake 107; Wellcome II, 197; vgl. Hirsch/Hübotter II, 214.

280 euro

81. MEDICINA FISIOLOGIA EDIZIONI RARE VERONA

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Morton Richard, Caroli Leigh, Harris Gualtero, Gulielmi Cole, Martini Lister, Thomas Sydenham.

Opera Medica, Editio Novissima, Editio novissima, in qua praeter tractatus varios, prioribus subjunctos, alii rursus ad majorem illustrationem, & utilius augmentum adjiciuntur, quorum enumeratio, ac explicatio in subsequenti pagina continentur. Cum Elenchis Rerum, & Indicibus Necessaris, Dicata Excellissimo Domino Isidoro Tresana Medico Veronensi Celeberrimo.

Venetiis, Apud Hyeronimum Savioni, 1733

In 4°; (16), 968 pp. e una c. di tav. più volte ripiegata. Legatura in piena pergamena con titolo inciso in oro al dorso. Tagli spruzzati in azzurro. Testatina, iniziali e finalini xilografici. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera presenta il commento del medico veronese, Isidoro Tresana. Nuova edizione di quest’opera di Richard Morton (Worcestershire, 1637 – 1698) che raccoglie, illustra e commenta diverse importanti opere mediche, di diversi autori, Morton fu uno dei medici più celebri del suo tempo. Ottenne il dottorato di medicina ad Oxford sotto diretta segnalazione del Prinicpe William. La sua fama è legata ai suoi studi sugli stati febbrili e sulla tubercolosi. In particolare fu dopo Galeno, il primo medico ad analizzare i casi di tubercolosi quando ancora la malattie era semplicemente definita con il nome generico greco di phthisis (sarà poi Johann Lukas Schönlein a definire la malattia della tubercolosi nel 1839) ed arrivò ad individuare i tubercoli. L’opera contiene: “Richardi Morton … Phthisiologia sive Tractatus de phthisi … “, [14] p., p. 1-125 ; “Caroli Leigh … Phthisiologia Lancastriensis, cui accessit tentamen Philosophicum de mineralibus Aquis in eodem comitatu observatis”, p. 127-158 ; “Richardi Morton … Pyretologia sive Tractatus de morbis acutis universalibus variis historiis illustrata”, p. 159-322 ; “Richardi Morton … Pyretologia sive Tractatus de febribus inflammatoriis universalibus variis historiis illustrata”, p. 323-526 ; “Dissertationes in novam, tutam ac utilem methodum inoculationis seu transplantationis variolarum : prima methodus auctoritate regiae majestatis Brittannicae comprobata 28 julii 1721 & publicata cum criticis notis in varios authores de hoc morbo scribentes / a Jacobo a Castro med. Lond. Altera methodus praelecta / a Gualterio Harris. Tertia Byzantina dicta pro gradu doctoratus Lugduni Batavor. publice ventilata / ab Antonio le Duc, constantinopolitano”, p. 527-554 ; “Gualteri Harris … Tractatus de morbis acutis infantum … “, p. 555-604 ; “Gualteri Harris … Observationes de morbis aliquot gravioribus, cum dissertatione de luis venereae origine, natura & curatione, quibus subjunctus est Vincentii Ketelaer De Aphthis belgarum commentarius”, p. 605-646 ; “Gulielmi Cole, M.D. Novae hypotheseos, ad explicanda febrium intermittentium simptomata et typos excogitatae … “, p. 647-746 ; “Gulielmi Cole … Tractatus de secretione animali”, p.747-810 ; “Martini Lister Tractatus de quibusdam morbis chronicis … “, p. 811-894 ; “Martini Lister … Tractatus de variolis … “, p. 895-926 ; “D. Thomae Sydenham … Processus integri in morbis fere omnibus curandis … “, p. 927-968.

220 euro

82. ATEISMO DE RERUM NATURA CLASSICI GRECI UMANESIMO LUCRETIUS EPICUREISMO EVOLUZIONISMO SUPERSTIZIONI

  IMG_4649_clipped_rev_1Lucrezio,

T. Lucretius Carus Titus, Lucretii Cari De rerum natura, libri 6. A Dion. Lambino Monstroliensi, litterarum Graecarum in vrbe Lutetia doctore regio, olim locis innumerabilibus ex auctoritate quinque codicum manu scriptorum emendati, ac fere redintegrati, & praeterea breuibus, ac perquam vtilibus commentariis illustrati: nunc ab eodem recogniti, & longe meliores facti, planeque iam in suam pristinam integritatem restituti: cum iisdem commentariis, plus quarta parte auctis. Accesserunt haec praeterea, Vita Lucretij, eodem Lambino auctore Praeter eum indice, qui in omnibus aliis libris ante impressis ponisolitus est, omnium rerum, quae à Lucretio singulis libris tractantur, ac dispuntantur, capita continens, indices alij duo, Unus, Rerum, quae sunt in contextu Lucretij, et vocum, elocutionumque feré omnium Lucretianarum: Alter, earum, qua sunt in commentariis Lambini.

Lutetiae (Parigi), apud Ioannem Benenatum, 1570

In 4° (23,4×15,8 cm); (44), 627, (137), (1 b.) pp. Legatura seicentesca in piena pergamena con titolo e fregi manoscritti da abile mano coeva ai tasselli. Antica fascetta di rinforzo al margine esterno del recto dell’ultima carta, ininfluente. Due forellini ai margini superiore ed inferiore del frontespizio. Esemplare con pagine lievissimamente brunite a causa della carta utilizzata per la stampa. Antiche note di possesso privato al frontespizio. Nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Marca tipografica al frontespizio. Non comune seconda edizione parigina, ricercata perché emendata ed aumentata, stampata da Jean Bienné, del “De Rerum Natura” di Tito Lucrezio Caro con il commento del celebre filologo ed umanista francese,  Denis Lambin (Montreuil-sur-Mer, 1516 – Parigi, 1572). Lambin, filologo di grande fama, servì a lungo il Cardinale De Taurnon. Con questi scese in Italia per due lunghi viaggi intorno alla metà del IMG_4650_clipped_rev_1cinquecento incontrando e stringendo amicizia con vari personalità letterarie che gravitavano nell’orbita veneziana come il cremonese Gabriele Faerno, Marc-Antoine Muret e Guglielmo Sirleto. Durante uno di questi soggiorni veneziani si dedicò alla traduzione dal greco al latino dell’Etica Nicomachea di Aristotele. Gli iniziali rapporti di amicizia con Muret si ruppero ben presto a causa delle accuse di plagio che Lambin rivolse al vecchio amico. Sembra che Muret avesse utilizzato nelle sue  “Variarum lectionum libri octo”  alcune note ed il commento dello stesso Lambin, alle satire e alle epistole di Orazio che poi lo stesso avrebbe utilizzato, per l’edizione che venne pubblicata a Lione nel 1561, edizione che sarebbe poi diventata una delle fondamentali delle opere di Orazio. Lambin fu poi nominato professore di eloquenza, ossia di lingua e letteratura latina, al Collegio reale e l’anno seguente, nel 1562, ottenne la cattedra di lingua greca. Il “De rerum natura” è l’opera più celebre del grande poeta e filosofo romano, seguace dell’epicureismo, Tito Lucrezio Caro (in latino: Titus Lucretius Carus; Pompei o Ercolano, 94 a.C. – Roma, 15 ottobre 50 a.C. o 55 a.C.). Considerato la “bibbia” degli atei, il “De rerum natura” è un’opera complessa che tratta diverisi temi e che nel tempo, è diventata uno dei capisaldi del pensiero occidentale, facendo da riferimento per illuministi come Diderot, d’Holbach e La Mettrie e per poeti come Foscolo e Leopardi, ad esempio, arrivando ad anticipare temi cari all’esistenzialismo moderno. “È un IMG_4648_clipped_rev_1poema didascalico in esametri, di genere scientifico-filosofico, suddiviso in sei libri (raccolti in diadi) che illustrano fenomeni di dimensioni progressivamente più ampie: dagli atomi (I-II) si passa al mondo umano (III-IV) per arrivare ai fenomeni cosmici (V-VI). … Secondo Lucrezio, che riprende in maniera radicale la tesi già di Epicuro, la religione è la causa dei mali dell’uomo e della sua ignoranza. Egli ritiene che la religione offuschi la ragione impedendo all’uomo di realizzarsi degnamente e, soprattutto, di poter accedere alla felicità. Il poema ha come argomenti principali la lacerante antinomia fra ratio e religio, l’epicureismo e il progresso. La ratio è vista da Lucrezio come quella chiarità folgorante della verità «che squarcia le tenebre dell’oscurità», è il discorso razionale sulla natura del mondo e dell’uomo, quindi la dottrina epicurea, mentre la religio è ottundimento gnoseologico e cieca ignoranza, che lo stesso Lucrezio denomina spesso con il termine “superstitio”. Indica l’insieme di credenze e dunque di comportamenti umani “superstiziosi” nei confronti degli dèi e della loro potenza. Poiché la religio non si basa sulla ratio essa è falsa e pericolosa.”. Ma il “De rerum natura” non è solo una critica alla “superstitio” ma anche e soprattutto uno studio approfondito dell’uomo, delle sue capacità tecniche e della sua inventiva, un’indagine sulla natura e sull’evoluzione delle specie animali e sul senso della vita. Edizione rara. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\PUVE\007199IMG_4651_clipped_rev_1

700 euro

83. VENEZIA STORIA LOCALE PRIME EDIZIONI VENETO STORIA VENETA

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IMG_1891_clipped_rev_1Zanotto Francesco,

Storia della Repubblica di Venezia narrata da Francesco Zanotto. Tomo Primo – Tomo Secondo

Venezia, Editore l’Autore, 1864

In 8°; due tomi:VII, (1 b.), 563, (1) pp. e 1 c. di tav. in antiporta con ritratto dell’autore  e 479, (1 b.) pp. Stemma della serenissima al frontespizio, 9 incisioni in rame nel testo con vedute della città. Tagli marmorizzati. Difetti alle cerniere dei due volumi con fessurazione ma volume ben saldo. Frontespizio del primo volume uniformemente brunito e per il resto, nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa monumentale monografia dedicata alla città di Venezia scritta dal noto storico dell’arte italiana,  Francesco Zanotto (Venezia, 1794 – Venezia, 3 dicembre 1863). Veneziano di nascita, studiò arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove lavorò anche per un certo periodo. Fu amico di Antonio Diedo e di Emanuele Antonio Cicogna. Autore di diverse importanti opere dedicate all’arte veneziana fino a quando la chiusura della tipografia Antonelli che lo pagava lautamente per le sue pubblicazione, a seguito dei moti rivoluzionari del 1848, lo lasciò in forte difficoltà economiche. Zanotto pensò bene di stampare lettere di credito false. Scoperto venne condannato a 15 anni di reclusione anche se ne scontò solo uno quando gli austriaci, ripreso il controllo della città, annullarono la condanna. Iniziò di nuovo a pubblicare opere fra le quali alcune apprezzate guide cittadine e questa monumentale storia di Venezia. Prima edizione.

80 euro

84. NAVIGAZIONE NAVI A VELA MERIDIANE BUSSOLE STORIA DELLA MARINA BARCHE A VELA

 IMG_2291_clipped_rev_1IMG_2292_clipped_rev_1IMG_2289_clipped_rev_1Edgecombe Thomas,

Pratica giornaliera del piloto in altura o sia Metodo breve e facile di tener conto del cammino di un Naviglio in alto Mare. Con le Tavole necessarie alla pratica della Navigazione. Seconda Edizione. Diligentemente riveduta e corretta.

In Livorno, si trova  vendibile nei negozj di Giovanni Sardi in via Marsiliana, e di Carlo Giorgi dal Palazzo di s.a.r., 1789

In 4° (27,x20 cm); XVIII, (2), 180 pp. Legatura coeva in piena pelle scura maculata. Dorso a 5 nervi con titolo impresso in oro al dorso. Una piccola bruciatura al margine esterno bianco di 25 carte, lontano dal testo ed inifluente e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Bell’incisione con immagine navale al frontespizio e bussola incisa a piena pagina a pagina 93 IMG_2288_clipped_rev_1“”Figura della Bussola, con li Rombi, che ogni Vento, mezzo Vento e quarto vengogo a formare con la linea Meridiana”. Seconda edizione, riveduta e corretta di questo importante trattato composto da Edgecombe Thomas che descrive il metodo per orientarsi in alto mare con tavole numeriche dedicate a “la differenza di latitudine e l’allontanamento per li romb i, mezzi rombi e quarti sino a 300 miglia, o leghe di distanza”, la tavola “che contiene le parti meridionali per ogni grado e minuto”, la tavola “delle latitudini e longitudini de’ principali porti, ed isole del mondo, “tavola che contiene la declinazione del sole”, “tavole delle altitudini del sole”, “Tavola dell’Asciensione retta, e la Declinazione di alcune delle Stelle più Insigni”. Con capitoli dedicati alla navigazione piana, alla navigazione del Mercatore, navigando sopra un parallelo, regole per le Amplitudini, maniera di trovare la variazione della Bussola,  l’uso delle tavole dell’Ascensione retta del sole e delle stelle, Maniera di ritrovare la Latitudine con l’altezza meridiana del sole o delle stelle e la loro Declinazione, Regole per tenere il Giornale di bordo, Regola per le Correzioni, uno alla maniera di sciogliere il Bordeggio, etc. In fondo al volume il “Giornale di un viaggio dall’Inghilterra verso Madera sopra  il Vascello N. capitaneggiato da N. N. tenuto da me N. N.”. Importante opera per la storia della navigazione. Non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LIAE\036534.IMG_2294_clipped_rev_1

350 euro

85. ARCHEOLOGIA PRIME EDIZIONI MARZABOTTO BOLOGNA ETRUSCOLOGIA ETRUSCHI PROVENIENZA NOBILIARE

 IMG_6367_clipped_rev_1IMG_6368_clipped_rev_1IMG_6369_clipped_rev_1IMG_6366_clipped_rev_1Giovanni Gozzadini Conte,

Di un’antica necropoli a Marzabotto nel bolognese ragguaglio del Conte Giovanni Gozzadini.

Bologna, Tipografia Fava e Gragnani, 1865

In folio; (6), 102, (3) pp. e 20 c. di tav. Brossura editoriale illustrata con titolo impresso,IMG_6370_clipped_rev_1 entro cornice, al piatto anteriore. Qualche piccola mancanza alla brossura del dorso. Qualche lievissima fioritura dovuta alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Antica firma d’appartenenza al margine alto del piatto anteriore e piccolo timbro di appartenenza privata al piatto anteriore ed al frontespizio che identifica l’esemplare come appartenuto al Principe Lorenzo Corsini come dono, autografo, del Conte Pompeo Aria, celebre archeologo che sulle orme del padre Giuseppe, fu il primo organizzatore della collezione etrusca della città di Marzabotto.

200 euro

86. ARCHEOLOGIA PRIME EDIZIONI MARZABOTTO BOLOGNA ETRUSCOLOGIA ETRUSCHI PROVENIENZA NOBILIARE

IMG_6366_clipped_rev_1Giovanni Gozzadini Conte,

Di ulteriori scoperte nell’antica Necropoli a Marzabotto nel bolognese del Conte Giovanni Gazzadini, Senatore del Regno d’Italia Presidente del V. Congresso Internazionale di An§012logna, Tipografia Fava e Gragnani, 1870

In folio; (8), 93, (3) pp. e 17 c. di tav. delle quali diverse a colori. Brossura editoriale illustrata con titolo impresso, entro cornice, al piatto anteriore. Qualche piccola mancanza alla brossura del dorso. Qualche lievissima fioritura dovuta alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Antica firma d’appartenenza al margine alto del piatto anteriore e piccolo timbro di appartenenza IMG_6371_clipped_rev_1privata al piatto anteriore ed al frontespizio che identifica l’esemplare come appartenuto al Principe Lorenzo Corsini come dono, autografo, del Conte Pompeo Aria, celebre archeologo che sulle orme del padre Giuseppe, fu il primo organizzatore della collezione etrusca della città di Marzabotto. Giovanni Gozzadini (Bologna, 15 ottobre 1810 – Ronzano, 25 agosto 1887) fu un celebre storico, archeologo e politico italiano. “Dagli scavi compiuti nella sua tenuta di Villanova di Castenaso, dietro la parrocchia di Santa Maria delle Caselle, tra 1853 e il 1856, iniziò la conoscenza della civiltà Villanoviana, risalente all’età del ferro. La scoperta più rilevante è sicuramente la necropoli con 179 tombe a cremazione e 14 a inumazione. Sempre a lui furono affidate le prime campagne di scavo che, dal 1862 al 1870, portarono alla luce la necropoli etrusca di Marzabotto, finanziate dai conti Aria, allora proprietari dell’intero Pianoro di Misano. […] A lui si deve il primo meticoloso studio delle torri gentilizie di Bologna, che nel 1875 pubblica con una monografia; ne conta più di 200, e con accurato studio ne attesta un centinaio”. Nel 1550 Leandro Alberti in uni suo scritto aveva suggerito la possibilità dell’esistenza, nell’antichità, di una citta’ nel Pian di Misano in quanto erano ancora visibili strutture murarie antiche e ancora in vista, mosaici e monete. Serafino Calindri, nel 1782 , riprese la notizia nel suo Dizionario Corografico Georgico Orittologico IMG_6372_clipped_rev_1Storico dell’Italia aggiungendo che nel Pian di Misano erano evidenti scavi alla ricerca di preziosi materiali nella zona dove si torvavano muri antichi e mosaici a vista. Nel 1831 G. Aria acquistò i terreni del Pian di Misano vennero acquistati nel 1831 e decise di portare avanti una raccolta con consegunete conservazione dei reperti qui reperiti che venivano in continuazione portati alla luce dai lavori agricoli. Il primo rinvenimento di notevole importanza avvenne nel 1839 quando, ai piedi dell’acropoli, comparvero 30 statuette di bronzo, seguite poco dopo da altri bronzetti e da alcune tombe del sepolcreto nord. Nel 1856 verranno poratati alla luce gli edifici sacri dell’acropoli. Ma è a partire dal 1862-63 che Aria finanziò una vera e propria campagan archeologica, assegnando al conte Gozzadini, già scopritore della necropoli di Villanova, la direzione dei lavori. Le due campagne di scavi seguite da Gozzadini, vennero ben illustrate, appunto con queste due pubblicazioni. Gozzadini aveva erroneamente pensato di aver rinvenuta una necropoli di enormi dimensioni ma in occasione del V Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia Preistoriche tenutosi a Bologna nel 1871, G. Chierici diede una corretta interpretazione dei risultati di scavo fu G. Chierici, arrivando a sostenere che in Marzabotto, non si trovava una necropoli semplice ma i resti di una citta’ con strade, case, templi e sepolcreti. L’opera è corredata da un’importante apparato grafico, con alcune tavole con ricchissima e fine coloritura coeva. Rif. Bibl.: Frati, 8283.

200 euro

87. DUELLI ARMI BIANCHE SPADA SCIABOLA ACCADEMIE DI SCHERMA PRIME EDIZIONI RARITA’ BIBLIOGRAFICHE NAPOLI REGNO DELLE DUE SICILIE FERDINANDO BORBONEIMG_5416_clipped_rev_1IMG_5415_clipped_rev_1Puoti Luca,

Ragionamento intorno a’ duelli indiritto a Sua Maestà il re delle due Sicilie per Luca Puoti di Napoli.

Napoli, Da’ tipi dell’Ariosto, Accanto alla Chiesa di S. Giacomo, 1835

In 8° (19,5×11,5 cm); 47, (1) pp. Legatura coeva in cartoncino rigido rosso con cornici dorate ai piatti. Qualche traccia di sporco e segno del tempo. All’interno un piccolo strappetto con perdita di carta all’angolo basso bianco di pagina 13, ininfluente e lontano dal testo. Prima rarissima edizione di questo scritto dedicato ai duelli scritto dal noto personaggio napoletano, Luca Puoti che fu Uditore del ConsiglioIMG_5414_clipped_rev_1 di Stato e membro della Società Pontaniana. Il libello prende avvio da un fatto di sangue che molto colpì l’immaginario collettivo nel primo trentennio del XIX° secolo e cioè, la morte in duello del Conte Giovanni d’Aragona. Nel libello, Puoti propone una legge a Ferdinando II di Borbone, utile per cercare di metter un freno legale ai duelli che si susseguono nel territorio delle Due Sicilie. L’autore, dopo un introduzione sulle conseguenze dei duelli arriva ad esporre, per punti, una nuova legge. Si legge ad esempio: Articolo XI, Tutti i così detti maestri di scherma sia di sciabola o di spada non potranno dar più lezioni del loro mestiere, che ai soli militari che debbono usar le armi per natura del loro uffizio. Se infrangeranno questo comando e si troveranno ad insegnare a semplici cittadini, condannati saranno alla pena di anni 5 di prigionia …; Articolo XIII, Colla presente legge sono anche proibite come adunanze illecite le così dette accademie di scherma, menochè per i militari che ne debbono sapere per loro mestiere … Scritto molto raro dedicato ai duelli all’arma bianca e con la pistola. Prima edizione rarissima. Rif. Bibl.: IT\ICCU\IEI\0133394.

180 euro

88. GIOCHI CARTE  TAROCCHI TAROCCO BOLOGNA PRIME EDIZIONI

IMG_0209_clipped_rev_1 IMG_0213_clipped_rev_1 IMG_0210_clipped_rev_1

IMG_0208_clipped_rev_1Verardini Prendiparte Tommaso, 

Il Tarocco ossia giuoco della partita, 

Bologna, Tipografia Sassi e Fonderia Amoretti, 1841

In 12° (15,5×10 cm); 55, (1) pp. Brossura ottocentesca. Qualche piccola mancanza al margine alto bianco del frontespizio con antica integrazione e rinforzo al dorso e per il resto in buone condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima rarissima edizione, un solo esemplare censito in ICCU, di questa monografia dedicata al giocoIMG_0212_clipped_rev_1 del Tarocco secondo le regole bolognesi. L’opera che è una delle principali fonti per il gioco del Tarocco bolognese, ebbe un notevole successo e vide due riedizioni, una nel 1872 e una nel 1919. Il volume raccoglie e codifica le regole del gioco del tarocco bolognese dando particolare risalto al conteggio dei punti che all’inizio dell’ottocento risultava particolarmente complicato ed arbitrario, dando spesso adito a discussioni fra i giocatori. Verardini, nella stesura del testo, si avvalse della consulenza di alcuni dei più noti giocatori bolognesi dell’epoca. Opera molto rara. Rif. Bibl.: Lensi, 170.

310 euro

89. AMERICA GERUSALEMME NAPOLI ROMA VENEZIA STORIA NUOVO MONDO SCOPERTE VIAGGI USI E COSTUMI

 IMG_7935_clipped_rev_1Zappullo, Michele,

Historie di quattro principali città del mondo, Gerusalemme, Roma, Napoli e Venetia. Sommariamente descritte da Michele Zappullo napolitano, Dottoe di Leggi. Nelle quali, con ordine di tempi, si trattano le cose piu notabili quiui, & in altri paesi avvenute. Aggiuntovi un compendio dell’istorie dell’Indie, & anche le tavole astronomiche, per maggior documento de lettori. Con la tavola de’ capitoli che si contengono nell’opera.

In Vicenza, appresso Giorgio Greco, 1603

In 4°; (16), 449 (i. e. 439), (1) pp. Bella ed elegante legatura settecentesca di recupero in piena pelle con dorso a 4 nervi. Ai piatti doppia cornice in oro e a secco e quarti di ventaglio ai quattro angoli in oro. Al centro dei piatti elegante fregio IMG_7934_clipped_rev_1ornamentale in oro. Antico restauro al margine basso bianco del frontespizio con piccola aggiunta di carta. Qualche lievissimo restauro all’angolo esterno basso di una quindicina di carte, del tutto irrilevante. Un leggerissimo alone al margine basso di una ventina di carte mai intenso e del tutto irrilevante e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura. Saltate le p. 270-279; le p. 402-403 erroneamnete numerate 382-383. Una mano settecentesca ha corretto i numeri delle pagine errati ed anche, in alcune pagine, l’intestazione errata della stessa. Marca tipografica dello stampatore Giorgio Greco al frontespizio. Seconda non comune edizione dopo ma IMG_7936_clipped_rev_1prima per numerose aggiunte dedicate al nuovo mondo, la prima edizione uscì nel 1598, una terza edizione uscì a Napoli nel 1609 sempre per i torchi di Carlino e Pace che pubblicarono anche la prima edizione, di questa interessante opera storica dedicata a Gerusalemme, Napoli , Roma e Venezia, opera del noto storico Michle Zappullo (a volte anche riportato come Zappulli). Scrive John A. Marino nel suo noto studio dedicato alla cultura barocca napoletana “Becoming Neapolitan: Citizen Culture in Baroque Naples”: According to Zappullo, whereas Jerusalem was sacred to the Jews, .. Rome was the seat of the gentile …. Naples on the other hand proved to be the first city of Europe converted to Christianity and the refuge of Christianity during the persecution of the primitive church, and since then has remained steadfast in its ancient faith. … And with the passing of 1600 without an end to the world, Zappullo’s subsequent editions were able to expand his argument to the spread of Christianity to the Venetians and to the people of the New World.” L’opera infatti contiene un importante capitolo dedicato alla storia della scoperta (con la storia delle scoperte di Colombo, Cortez e Pizzarro) e dell’infiltrazione europea nelle Americhe nella quale però vengono menzionati anche il Canada. In questa seconda edizione, oltre al sopracitato capitolo dedicato alle Americhe, Zappullo aggiunse anche una parte completamente dedicata a Venezia. Un ultimo capitolo capitolo è dedicatoIMG_7937_clipped_rev_1 all’astronomia con la riproduzione di diverse tavole astronomiche. La descrizione degli abitanti del Nuovo Mondo tradisce a volte i tipici preconcetti cattolici e così, infatti, Zappullo, rimpiange la storia americana precedente a Colombo. L’autore accusa gli indiani, uomini e donne, di essere crudeli, bestiali, traditori, insensati, ignoranti, incostanti e ladri. Descrive, ad esempio le pratiche dei sacrifici umani dichiarandole tipiche di tutto il continente americano e non dei soli aztechi del Messico. Zappullo sosteneva anche come la sodomia fosse così comune tra gli indiani che gli uomini sposavano altri uomini ed uno dei due recitava la parte di moglie svolgendo tutti i compiti solitamente assegnati alle donne. Arrivò a sostenere che gli “indiani” mancassero tutte le cose necessarie al benessere umano, come il grano, il vino e le olive, mulini, bestie da soma e ferro. Secondo Zappullo, questi non erano stati in grado di elaborare pesi, misure o numeri, non avevano la musica o delle lettere e nessuna delle arti liberali. Seconda edizione ma prima a contenere i capitoli dedicati all’America ed a Venezia. Rif. Bibl.: BM STC It. C17th. p. 976; Alden 603/122; Sabin 106254.IMG_7933_clipped_rev_1

500 Euro

90. PRESTIDIGITAZIONE MAGIA PRESTIGAITORI GIOCHI DI CARTE GIOCO D’AZZARDO GIOCHI D’AZZARDO

IMG_9660_clipped_rev_1Anonimo,

Il libro dei giuochi: prestidigitazione, magia, giuochi di abilità, di calcolo, d’azzardo e di conversazione; giuochi di destrezza; palle, bussolotti, monete e carte, giuochi di fisica e chimica dilettevole; giuochi con apparati meccanici; scacchi, biliardo, dama, tavola reale, domino, pallone, lawn-tennis, cricket, volano, boccie, croquet, quadrigliati, tresette, scopa, picchetto, tarocchi, whist, briscola, ec. Roulette, baccarat, lansquenet, faraone, campanello, pitocchetto, primiera, sette e mezzo, bestia, biribissi, brillante, fiera, ec. 4° edizione, 6°-8° miglialio. Con 200 illustrazioni.

Firenze, Adriano Salani Editore, S. data (ma 1912).

In 4° picciolo; 495, (1) pp. Brossura editoriale con titolo in rosso e nero entro ricca cornice. Qualche lieve difetto e segno del tempo ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Come scrive Sanvito n. 1094: “Il libro ebbe grande fortuna, come dimostra il fatto che nel 1918 se ne stampava la sesta edizione, e nel 1932 la dodicesima. La parte scacchistica, estesa per 83 pagine, costituì un vero e proprio trattatello elementare, stampato in edizione a sé stante”. Antica nota di possesso privata al recto del frontespizio e due timbretti di collocazione nella collezione privata L’opera è in una delle edizioni più rare, la quarta, dopo la prima del 1894, la seconda del 1904, la terza del 1908. Tutte le edizioni antecedenti il 1916 (quinta edizione, sono poco comuni). Opera che spazia in diversi campi dei giochi di intrattenimento con una preponderante preminenza dei giochi di prestidigitazione. Tra i giuochi di prestidigitazione: Giuochi di Mano colle palle (Sparizione raccogliendo, Sparizione gettando in aria, Sparizione slanciando, Sparizione voltandosi, Sostituzione d’un oggetto ad un altro, Coll’aiuto del secondo IMG_9661_clipped_rev_1processo, Introduzione di una grossa palla in un cappello, Le palle di Cristallo, Apparizione della bacchetta, Far comparire una palla di Cristallo, Dividere una palla di cristallo in due parti, Far uscire una piccola palla da una grossa, Far entrare una piccola palla in una grossa, Far entrare una delle palle di cristallo nell’altra, Tingere una palla di cristallo bianco in rosso, Le palle da cannone nel cappello, La scatola della palla), Giuochi di mano coi bussolotti (Giuoco dei bussolotti secondo il metodo antico, Come si fa scomparire una moscata, In quale modo si fa comparire una moscata, Come si introduce segretamente una moscata sotto un bussolo, In qual modo si fa passare una moscata fra due bussoli, In quale modo si fa sparire una moscata posta fra due bussoli, In quale modo si può far comparire una grossa palla sotto un bussolo, Finte, Finger di mettere una moscata nella mano destra, Finger di mettere una moscata sotto un bussolo, Fingere di metter direttamente una moscata sotto un bussolo, Finger di getta la moscata attraverso un bussolo e di spedirla o di farla passare verso un luogo qualunque, Finger di tirare o ritirare una moscata dalla punta del bastone di Giacobbe o da ogni altro luogo, Finger di far saprire delle moscate poste fra due bussoli, Fingere di far passare i bussoli l’uno nell’altro, Giuoco di bussolotti secondo il metodo Bosco, Preparazione ed accessori per eseguire il giuoco, Far passare tre moscate l’una dopo l’altra sotto il bussolo di mezzo, Dal passo precedente una moscata è rimasta sotto il bussolo di mezzo, Dal passo precedente sono rimaste una moscata sotto ognuno dei bussoli e tre moscate sulla tavola, Giuoco dei bussolotti secondo il metodo Pinetti), Giuochi di mano colle monete (L’impalmaggio, Il tornichetto, La pinzetta, La legatura, Sparizione all’italiana, Sparizione nella manica, Sparizione nella cravatta, Scambio coll’impalmaggio, Scambio della legatura, Scambio del piattello, La moneta fusibile,m Le monete viaggiatrici, Moltiplicazione delle monete, Le monete sapienti, Le monete nei cappelli, La moneta d’oro nel pane, Sparizione di una moneta sugellata, La pioggia delle monete), Giuochi di IMG_9663_clipped_rev_1destrezza colle carte (Principi generali Il salto del taglio, I falsi miscugli, La carta forzata, Carta forzata con una sola mano, Carta forzata a giuoco libero, Filar la carta all’uso moderno, Filar la carta all’uso antico, Toglier via una carta Primo sistema Secondo sistema Terzo sistema, Del deporre una carta, La carta all’occhio, Principii particolari La carta pensata, Il taglio rovesciato, La carta sdrucciolata, La carta larga, Il ponte, Le carte segnate, La corona, Principi speciali Il salto di taglio con una mano sola, Filare la carta con una mano sola, Lo scoppiettio delle carte, Le carte lanciate a distanza, Il reggimento, Le carte capovolte, Le carte raccolte, Sostituzione dei mazzi, Chiaroveggenza del tatto nelle carte, Passaggio delle carte, Le carte che variano grandezza, Ritrovamento delle carte scelte, Le carte simpatiche, Le carte elettriche, Potenza di volontà sulle carte, Le carte magnetizzate, La pesca delle carte, Trasmutazione magica delle carte, La carta pensata, La carta che va ad attaccarsi al soffitto, I cinque sensi, La bandiera tricolore, La carta nel portafogli, Ritrovare tre carte in un mazzo, Le carte trasformate, La moltiplicazione delle acrte, Mazzo di carte che diventa un uccello), Giuochi di fisica e chimica dilettevole (Togliere di sotto a un bicchiere una moneta senza toccarla, La carta da visita che fugge e la moneta che rimane, Il bastone spezzato sopra due bicchieri, Dividere una mela attraverso ad un fazzoletto senza tagliarlo, Il cerchio di carta e la monetaIMG_9662_clipped_rev_1, Sollevamento dell’acqua in un bicchiere, Empire un bicchiere d’acqua e sostenerla con un foglio di carta, Il fascino degli occhi celesti, Una moneta aderente alla parete d’un mobile, Il diavolo di Cartesio, L’uovo sodo nella bottiglia, Le monete che si allontanano a volontà, Il chiodo nella bottiglia, Equilibrio di un sughero e di due forchette, La testa di beccaccia che gira sopra un ago, Lo spillo equilibrista, Bottiglia sollevata con una paglia, Gli anelli di fumo, Da una bottiglia vuota fare uscire delle centinaia di gocciole, Immergere la mano nell’acqua senza bagnarla, I pezzi di un giuoco di domino ritti sulle loro punte, La moneta che senza toccarla cade nella bottiglia, Lo strano fuso in un cartoncino, Far bollire l’acqua in una scatoletta di carta, Tagliare una cordicella sigillata dentro a una bottiglia, Il vaso di Tantalo, L’eruzione del Vesuvio, La scintilla elettrica e i capelli elettrizzati, La moneta moltiplicata, La musica con i bicchieri e le bottiglie, La visione del diavolo, L’uccella in gabbia, L’uccello che entra in gabbia, I circoli giranti, Il fumo nel bicchiere, I serpenti di Faraone, L’albero di Saturno, I fiori luminosi, I fiori che cambiano colore, Il velo incombustibile, Gl’inchiostri invisibili, La bottiglia spirale, Il IMG_9664_clipped_rev_1fuoco disegnatore, La bottiglia luminosa, Fare apparire un disegno sul cristallo). Giuochi con apparati meccanici (La cascina delle fate, Passaggio di una moneta in una mela, Passaggio dell’acqua e del vino, Cazzeruola infernale, La vegetazione magica, La cassetta delle apparizioni e sparizioni, Il gomitolo di lana, Pesca meravigliosa, Gli anelli incantati, Apparizione dei pennacchi, Dodici scatole una dentro l’altra, Il grembiale fatato, La fuga dei nastri, La crusca del diavolo, Il cappello magico, La spada magica, L’illusionista fakiro, Il forziere pesante, Arlecchino tagliato a pezzi, L’armadio incantato, Cento candele accese con un colpo di pistola, Il birillo fatato, La sospensione aerea, La donna traforata, Lo scheletro vivente, Il busto di Socrate, La testa parlante, Il paniere indiano, Apparizione degli spettri, Il viaggio per la California, Il tamburo magico, La scatola parlante, La marmitta del Diavolo, Gli spiriti picchiatori d’America, La testa del diavolo). Seguono poi i giochi di abilità e di calcolo, i giuochi di conversazione ed i giuochi d’azzardo. Raro ed in buone-ottime condizioni di conservazione.. Rif. Bibl.: IT\IC.CU\CUB\0371620.

110 euro

91. PRESTIDIGITAZIONE OCCULTISMO GIIOCHI DI PRESTIGIO ILLUSIONISMO PRIME EDIZIONI MAGIE GIOCHI DI CARTE ILLUSIONISMO

IMG_9817_clipped_rev_1Fiaschi Alessandro,

L’occultismo in trappola, con numerose illustrazioni,

Milano, Casa Editrice L. F. Cogliati, 1909

In 8°; (8), 383, (1) pp. Legatura coeva in mezza-tela verde con autore, titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Piccolo timbretto di collezione privata al recto del piatto posteriore. Prima rarissima edizione di questa curiosissima opera, fonte di diverse interessanti notizie alcune anche inedite relative alla prestidigitazione. Scrive ad esempio il mago Silvan: s“Frizzo ci ha lasciato un libretto di settantotto pagine, “Frizzi mefistofelici” (Milano, 1881), che tratta di giochi di carte. Secondo Alessandro Fiaschi, autore di un curioso e stravagante volume contro lo spiritismo, intitolato “L’occultismo in trappola” (Milano, Cogliati, 1909), i giochi sarebbero di Robert-Houdin. Ma dev’essere una calunnia. Infatti il Rossetti, che di giochi si intendeva davvero, nella sua più volte citata bibliografia, posta in IMG_9818_clipped_rev_1appendice a “Magia delle carte”, non fa cenno di tale supposta paternità e definisce i giochi di Frizzo, artifici di mnemotecnica o di calcolo. Al Fiaschi, comunque, si devono poche notizie che contano su questo brillante italiano dal destino così tragico, cui il Fiaschi stesso attribuisce la patente di “Smascheratore di Occultismo” Silvan, La nuova Arte Magica, La Nave di Teseo, 2020. Alessando Fiachi riprende numerose note biografiche di personaggi legati al mondo dell’occultismo e della prestidigitazione svelando diversi trucchi e manipolazioni. Le biografie sono suddivise per macrocategorie: Lo Spiritismo che analizza la storia dello spiritismo e fenomeni spiritici (Mediums, I primi apostoli dello spiritismo, Le loro opinioni, La società inglese delle ricerche delle Scienze, Le Tavole-giranti, Le Tavole-volanti, Le Tavole-parlanti, I Mediums-scrittori, I Mediums-IMG_9815_clipped_rev_1fotografi, I Mediums-suonatori, I Mediums-evocatori); Bari Spiritisti Illustri (I fratelli Davenport, David Duglas Home, Enrico Bastian, Anna Rothe, Mistress E. Williams …); Magnetizzatori – Ipnotizzatori Lettori del Pensiero (Donato, Monsieur Moutin, Pickman, Cumberland, Alfred Capper, Osip Feldmann, Il Professore Roberth, I trucchi dei lettori del Pensiero); Profeti – Maghi – Pitonesse – Fakiri (Nostradamus, Saint-Germain, L’Abate Faria, Il Conte di Cagliostro, M.elle Marianne Lenormand, Aliette e Martin, Il Profeta Miller, Edmond, Eliphas Levi e Noemi Cadiot, Henri Delaage, Desbarolles, Lo Zouavo Jacoub, Da Giacomo Aymar a M.me Cailhava, M.me Adele Moreau, Madama di Thebes, Soliman-ben.Aissa); Smascheratori dell’Occultismo (Pinetti, Torrini, Comte, Philippe Talon, Bosco, Antonio Grassi, Robertson, Robin, Robert-Houdin, Anderson, Hamilton, Hermann, Il dottor Hepstein, Frizzo, Girardo e Miss Emma Watry, Auboin-Brunet, Il Dottor Nicolay, Ernest Fournier, Giordano). Prima ed unica rarissima edizione di questo curioso scritto dedicato all’occultismo e alla prestidigitazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CUB\0273388.IMG_9816_clipped_rev_1IMG_9821_clipped_rev_1IMG_9819_clipped_rev_1IMG_9820_clipped_rev_1

350 euro

92. FILOSOFIA PRIME EDIZIONI RARITA’ BIBLIOGRAFICA GNOSEOLOGIA KANT

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IMG_1203_clipped_rev_1Kant Immanuel,

Critica della Ragione Pura di Manuele Kant, traduzione dal tedesco. Tom. I – VIII. (Completo).

Pavia, Presso i Collettori, Coi Tipi di Pietro Bizzoni successore di Bolzoni, 1820 – 1822

In 12° grande; 8 tomi: 275, (1) pp. e una c. di tav. con ritratto di Kant, 280 pp., 258, (2) pp., 291, (1) pp., 240 pp., 266, (2) pp., 239, (1) pp., 278, (2) pp. Belle legature coeve omogenee in mezza pelle chiara con titolo, numero del volume e ricchissimi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con bella carta marmorizzata coeva. Esemplare in parte ancora intonso. Tagli leggermente spruzzati. Qualche lievissima strofinatura alle legature, qualche lieve fioritura in alcune pagine dovuta alla qualità della carta e della stampa, praticamente ininfluente e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissima prima edizione completa, della prima traduzione italiana di uno dei più importanti trattati della storia della filosofia. Per comprendere la portata di questa edizione pavese, basti ricordare che dopo questa edizione, il volume non vide la luce in forma singola in italiano, per quasi cento anni (la seconda edizione italiana uscì per Laterza e Figli, solo nel 1909-1910 con la traduzione di Giovanni Gentile e Giuseppe Lombardo Radice). Questa prima edizione italiana, oggi rarissima a reperirsi sul mercato antiquario, ha una storia editoriale curiosa. All’inizio dell’ottocento Kant in Italia era conosciuto ed apprezzato da pochi studiosi e in particolar modo per alcune sue opere minori. Solo due sue opere minori erano state tradotte, la Pedagogia (con il titolo italiano di Idee sull’educazione, Silvestri, Milano 1808) e la sua Geografia Fisica (Silvestri, Milano 1807-1811, vol. 6 nella traduzione di un pittore tedesco Carl August Eckerlin cheIMG_1202_clipped_rev_1 risiedeva a Milano), senza ottenere particolare successo seppur, attirando l’attenzione di alcuni personaggi importanti del panorama culturale italiano, come Foscolo che molto aveva apprezzato la Geografia Fisica. Che l’opera kantiana fosse in qualche modo giunta in Italia attraverso la sua traduzione francese ne abbiamo prova per un libello critico pubblicato a Modena nel 1803 dal padre somasco, Francesco Soave che fu maestro di Alessandro Manzoni durante il suo soggiorno a Lugano. La stroncatura di Soave, all’epoca personaggio molto apprezzato ed influente, sicuramente ebbe una notevole importanza nell’impedire al sistema filosofico kantiano di essere attentamente valutata e studiato in Italia ma ebbe, probabilmente, il vantaggio di far in modo, di evitare l’iscrizione dell’opera di Kant nell’Index Librorum Prohibitorum da parte dei censori che pensarono di aver risolto la “pratica Kant” con lo scritto polemico di Soave, questo almeno fino alla pubblicazione dell’opera in lingua italiana. Ma veniamo all’edizione pavese. Quello che si sa è che la traduzione della Critica della Ragione Pura, fu compiuta in Italia, attraverso un abate e medico militare di Pavia, Vincenzo Mantovani (Pavia 1773 – Pavia 1832). Personaggio dai mutevoli e variegati interessi, Mantovani ebbe una vita movimentata passando dal seminario, allo studio del diritto, dalla letteratura alla medicina, arrivando a ricoprire, dopo essere stato chirurgo delle guardie reali a Vienna, la carica di medico distrettuale di Codogno in provincia di Lodi, prima e poi, primario dell’ospedale di Monza nel 1817. Autore di diverse opere mediche è a lui, conoscitore della lingua tedesca per il suo lungo soggiorno viennese, che l’editore Defendente Sacchi affida la traduzione italiana della Critica della Ragione Pura. Defendente Sacchi è un editore dalla notevole curiosità culturale, particolarmente interessato agli studi metafisici, tanto da ideare, insieme a Germani Giuseppe e Rolla Luigi, una vera e propria collana filosofica, la “Collezione dei Classici Metafisici” che vede fra i titoli tradotti, varie prime edizioni italiane di Locke, Hume, Malebranche, Condillac e pochi altri. Fino alla pubblicazione della “Critica della Ragione pura” la collana era composta solo di 26 volumi. Per la traduzione dell’opera di Kant, Mantovani, si basa sulla seconda edizione della Kritik, quella del 1787, edizione notevolmente emendata rispetto alla prima del 1781. Per la precisione, i volumi sulla quale fisicamente Mantovani lavora, è un’edizione pirata uscita a Francoforte e a Lipsia nel 1794 e l’edizione latina di Born edita nel 1796, anch’essa basata sull’edizione del 1787, con il titolo “Critica Rationis purae”. La ragione delle due edizioni utilizzate è presto detto dallo stesso Mantovani che nella prefazione all’opera scrive: “Perciò finalmente che risguarda il volgarizzamento, fu esso eseguito sulla seconda edizione in data di Francoforte e Lipsia (1794): edizione che rinvenni scorretta anzi che no; e mi sarei trovato più volte imbarazzato in errori di stampa, che il senso affatto scambiavano, se non avessi avuto per cui giovarmi della versione latina, essendo altronde inverisimile, o per lo manco assai difficile, che i due testi si combinassero negli stessi abbagli appuntino.”. Mantovani decide di riportare, nell’opera la prefazione di Kant della prima e della seconda edizione, ma non l’indice, come del resto è nella seconda edizione. Il fatto che sia un medico a tradurre l’opera, fra l’altro la curiosa scelta di servirsi IMG_1204_clipped_rev_1di un medico, l’editore Sacchi la replica per la traduzione dell’opera di Descartes da inserire nella stessa collana, affidata al medico pavese, Giuseppe Filippo Massara, rende la traduzione a volte difficoltosa nella lettura e con alcune inesattezze sintattiche (e nel caso di Mantovani, anche bibliografiche). La stampa dell’edizione è fisicamente tirata dal tipografo Pietro Bizzoni, personaggio molto noto, tipografo della Regia Università, e stampatore di testi altamente specializzati in materia medica (a lui ad esempio si deve la prima edizione di una delle opere di Antonio Scarpa) ma anche di critica letteraria e linguistica. La dicitura tipografica i Collettori, si riferisce a Defendente Sacchi, Luigi Rolla e Giuseppe Germani curatori, appunto, della “Collezione dei Classici Metafisici”. Ma la storia editoriale dell’edizione pavese della “Ragione”, non si conclude con la sua pubblicazione. Come abbiamo detto antecedentemente, l’opera di Kant, fino al 1822 non è inserita all’interno dell’Index. Proprio questa prima edizione italiana, invece, ne sancisce l’ingresso fra i titoli “proibiti”. La traduzione italiana rende semplice la comprensione di alcuni punti cruciali del pensiero kantiano anche ai censori dell’Inquisizione. L’indesiderato interesse dei censori porta, dopo un dibattimento breve, alla decisione di inserire la “Critica della Ragione Pura” nell’Index Librorum Prohibitorum”. Le copie reperite sul mercato vengono distrutte e l’opera non viene più ristampata per quasi cento anni. Il ritratto di Kant posto in antiporta, sembra esser realizzato appositamente per questa edizione e seppur si rifà ad un’iconografia classica, sembra ritrarre un Kant in età più giovanile rispetto a quella solitamente ritratta. Prima edizione italiana della più importante opera kantiana, rarissima da reperirsi completa sul mercato antiquario. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\050812.

750 euro

93. STATISTICA REGNO DELLE DUE SICILIE SICILIA LEGATURA BORBONE FERDINANDO II

IMG_5759_clipped_rev_1   IMG_5760_clipped_rev_1 (1)IMG_5762_clipped_rev_1 IMG_5763_clipped_rev_1

IMG_5764_clipped_rev_1Regno delle Due Sicilie, 

Giornale di Statistica compilato nella Direzione Centrale della Statistica di Sicilia, Seconda Serie, Fasc. I., Volume I., Giornale Statistica Parte II. Tavola de’ Movimenti della Popolazione Siciliana nell’anno 1853, Giornale di Statistica Parte II. Giornale di Statistica compilato nella Direzione Centrale della Statistica di Sicilia Seconda Serie Fasc. II. Volume I, Giornale Statistica Parte II. Tavola de’ Movimenti della Popolazione Siciliana nell’anno 1854, Giornale di Statistica Parte II …, 

Palermo, Tipografia Morvillo, Rua Formaggi n. 94, 1858 – 1859

In 8° grande (22,7×15 cm); tre tomi in un volume: 108, 44, 24, 11, (1) pp., 124, 44, (4) pp. e due c. di tav. fuori testo, 140, 70, (4) pp. Bellissima legatura coeva alle armi di Ferdinando II di Borbone con dorso a 5 nervi e titolo e ricchissimi fregi ai tasselli. Tagli dei piatti con fregi in oro. Stemma borbonico inserito all’interno di una ricca cornice in oro. Tagli leggermente spruzzati. Qualche lievissima strofinatura ai piatti, all’interno in ottime condizioni di conservazione. Ferdinando Carlo Maria di Borbone (Palermo, 12 gennaio 1810 – Caserta, 22 maggio 1859) fu il re del Regno delle Due SicilieIMG_5758_clipped_rev_1 dall’8 novembre 1830 al 22 maggio 1859. Succeduto al padre Francesco I, nel 1930, quando era ancora molto giovane portò avanti, nella prima parte della sua reggenza, IMG_5757_clipped_rev_1una politica di un fortissimo sviluppo del sistema industriale meridionale collegato con riforme tecnologiche (si deve a lui la costruzione della ferroviaria Napoli-Portici politiche ed amministrative, pur alternando metodi a volte brutali a periodi di distensione. A lui si deve anche il potenziamento della Marina Militare e Mercantile del Regno. Ben presto però, a causa dell’aumento dei movimenti insurrezionali la sua politica virò verso una forma sempre più forte di autoritarismo e conservatorismo finendo, a partire dalla fine della stagione rivoluzionaria del 1848, per irrigidirsi in posizioni estreme che finirino per cancellare, in buona parte, anche lo sviluppo economico-industriale meridionale che lui stesso aveva contribuito a creare. L’opera qui presentata è assai rara e rappresenta una delle fonti principali per ricostruire la storia del territorio siciliano nel periodo immediatamente prima l’unificazione del territorio siciliano al Regno d’Italia. L’opera espone non solo una visione d’insieme del territorio siciliano ma anche delle sue città e del territorio ad esso circostante. Prima edizione. Assai raro.

400 euro

94. GASTRONOMIA CULINARIA MICOLOGIA PRIME EDIZIONI

IMG_5794_clipped_rev_1 IMG_5795_clipped_rev_1 IMG_5791_clipped_rev_1   IMG_5792_clipped_rev_1IMG_5789_clipped_rev_1

IMG_5788_clipped_rev_1Clemente Rossi, 

Gastromicologia ossia nozioni popolari sopra una gran parte delle migliori specie di funghi mangerecci, sul modo di cucinarli e conservarli, memoria di Rossi Clemente, farmacista in Varese-Ligure, membro di varie accademie scientifiche e società filantropiche. Edizione illustrata con 23 tavole,

 Milano, Tip. e Libr. Editrice ditta Giacomo Agnelli, 1888

In 8° (18,5×12 cm); 140, (4) pp. e 23 c. di tav. fuori testo a colori. Legatura degli inizi del novecento in mezza tela (tela del dorso recentemente sostituita) con piatti foderato con carta marmorizzata coeva. Brossura editoriale applicata al piatto anteriore. Prima rara e ricercata edizione di questa celebre opera dedicata ai funghi mangerecci ed al modo di cucinarli, scritta dal noto farmacista di Varese Ligure, Clemente Rossi. Figura singolare, Rossi fu autore di diverse pubblicazioni, laIMG_5787_clipped_rev_1 maggior parte legate alle tradizioni dei rimedi popolari ma anche un noto scritto in tema dell’alimentazione negli asili infantili. L’opera qui presentata, arricchita da 23 belle tavole a piena pagine a colori con riproduzioni di funghi, descrive minuziosamente diversi funghi mangerecci dandone caratteristiche, periodi di maturazioni ed altri dati per riconoscerli. Ad ogni fungo seguono poi diverse ricette, molte tipiche del territorio dell’entroterra ligure, su come prepararlo sia con ricette popolari che con preparazioni molto ricercate. Ad esempio si legge nel capitolo “Varie maniere per ben cucinare l’Agarico Campestre” la ricetta per preparare questo fungo “Zimino o funghetto alla genovese”: “Pulite bene una data quantità di questi funghi, tagliate gambo e cappello in sottili fetterelle, lavateli e poneteli asciutti in cazzarola con due spicchi …” ecc. Opera molto rara, prima edizione. Rif. Bibl.: Paleari, 650.

170 euro

95. ILLUSTRATORI DISTOPIE SURREALISMO VISIONI FANTASMAGORIE CLASSICI DELL’ILLUSTRAZIONE PRIME EDIZIONI

IMG_1684_clipped_rev_1  IMG_1685_clipped_rev_1 IMG_1686_clipped_rev_1

IMG_1682_clipped_rev_1Grandville (Jean Ignace Isidore Gérard),

Un Autre monde, transformations, visions, incarnations, ascensions, locomotions, explorations, pérégrinations, excursions, stations, cosmogonies, fantasmagories, rêveries, folatreries, facéties, lubies, métamorphoses, zoomorphoses, lithomorphoses, métempsychoses, apothéoses et autres choses.

Paris, H. Fournier Libraire-Editeur, 1844

In 4° grande; (6), 296, (1) pp. e 36 c. di tav. a colori fuori testo. Conservate le rarissime brossure editoriale illustrate piatto anteriore e posteriore, entro bella legatura coeva in mezza-pelle scura con titolo, autore e ricchissimi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta blu zigrinata coeva, qualche lieve strofinature. Alcune macchioline di foxing nelle pagine come tipico di tutti gli esemplari a causa della qualità della carta utilizzata e del tipo di stampa. Uno strappetto nel margine bianco della carta d’antiporta, uno strappo senza perdita di carta in una tavola, restaurato con una pecetta al dorso, ininfluente e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Dedica al margine alto del frontespizio “Al cugino carissimo Angiolino Brighenti, Tessaro (‘) Morini offre, Colembarola 18 settembre 1898”.  Prima edizione nella prima tiratura, una seconda uscì nello stesso hanno ma con diverse differenze (prima fra tutte l’indicazione di “seconda edizione” sotto la brossura posteriore, di questa celeberrima opera di uno dei più famosi illustratori dell’ottocento che fu anche designer e caricaturista, Jean-Ignace-Isidore Gérard, più noto con lo IMG_1681_clipped_rev_1pseudonimo di Grandville (Nancy, 13 settembre 1803 – Vanves, 17 marzo 1847). “Un Autre Monde” è una delle opere più famose e riuscite di Grandville ed ebbe una notevole influenza sul movimento surrealista dove ogni storia è il contrario di se stessa. Come scrive bene Grandville nel dialogo surreale del re con la sua ombra: “Perché devi seguirmi ovunque io vada?”chiese il re. Per impedirti di saltar fuori con idee stupide” disse l’ombra. “E per ricordarti che ci sono due volti in ogni storia”. Ah è così allora..” mormorò il re, fissando la lunga ombra scura lasciata dalla sua piccola corona d’oro. E proprio così, nell’opera di Grandville ogni storia ha una doppia possibilità di lettura e come una moneta, due facce. Già la prima pagina ci accoglie in nuovo mondo governato come dice Grandville anche nel titolo, da trasformazioni, visioni, incarnazioni, ascensioni, locomozioni, esplorazioni, peregrinazioni, escursioni, stazioni, cosmogonie, fantasmagorie, fantasticherie, capricci, facezie, vaneggiamenti, metamorfosi, zoomorfosi, litomorfosi, metempsicosi, apoteosi ed altre cose. L’opera è illustrata da 36 magnifiche tavole a colori, un’antiporta e presenta anche le brossure editoriali illustrate. In più il testo è accompagnato da altre 146 nel testo, surreali, utopiche, distopiche, incredibili e assurde dove la linea fra IMG_1680_clipped_rev_1umano ed animale scompare con animali che assumono le sembianze, se non le maschere umane, fino a ricopiarne i comportamenti e viceversa, uomini che si sfumano in animali. Per ricordare quanta parte ha avuto ed ha tutt’ora il lavoro di Grandeville, basti ricordare che il frontespizio dell’ultimo album dei Queen al quale lavorò Freddy Mercury, Innuendo, porta al piatto, proprio un’immagine tratta da questo libro. Grandeville, “Figlio d’arte, ricevette la sua prima “educazione artistica” dal padre, che amava dipingere miniature. “Grandville” era il nome d’arte di suo nonno. Nel 1820 arriva a Parigi per frequentare gli studi presso i miniaturisti Manson, Hippolyte Lecomte. Arrivano le prime collezioni di litografie intitolate Les Tribulations de la petite proprieté, Les Plaisirs de toutdge e La Sibylle des salons. Nel 1828 pubblica una serie di litografie a colori Les Dimanches d’un bourgeois de Paris. Ma è nel 1829 che raggiunge la fama con Les Métamorphoses du jour, una serie di settantacinque scene in cui i personaggi venivano ritratti con corpi da uomini e con volti animali. Questi disegni, si distinguono particolarmente per la straordinaria capacità dell’artista di riprodurre tratti umani in volti animali”. Prima edizione, prima tiratura, rara a reperirsi completa anche delle brossure editoriali. First edition, first iusse, original brossure. Good copy. Rif. Bibl.: Carteret, III, 285.IMG_1683_clipped_rev_1

700 euro

96. MANOSCRITTI INEDITI PIROTECNICA FUOCHI D’ARTIFICIO FUOCHI ARTIFICIALI

Senza titolo-50  Senza titolo-47Agazzani Ermelindo, 

Nuove Ricerche sopra i Fuochi d’Artificio di F. M. Chartiers, Tessier, Morel.  Con aggiunta di una trattato di Pirotecnica preso dalla Chimica applicata alle Arti, Paris, 1861. 

Paris, 1861.

In 8° piccolo (18×12 cm); (200) pp. delle quali 27 bianche poste in fondo al volume. Brossura coeva con titolo manoscritto al piatto anteriore dov’e’ presente una macchia. All’interno in ottime condizioni di conservazione. L’autore del manoscritto si ricava all’interno del piatto anteriore “Agazzani Ermelindo”. Rarità. Manoscritto pirotecnico che si ispira ai lavori di Tessier, Chimie pyrotechnique ou traité pratique des feux colorés, stampato a Parigi, per la prima volta, da Dumaine, Lacroix e Baudry, nel 1859 e ristampato poi da Baudin nel 1883, di A. M. Th. Morel, Traité pratique des feux d’artifice, A Paris, Didot, libraire, 1800, rielaborandoli ed aggiungendo ricette e ritrovati vari per la produzione di fuochi d’artificio e del maestro artificere F. M. Chartiers (Chartier). Il Senza titolo-48manoscritto, probabilmente composto per l’utilizzo personale da un maestro artificere, venne redatto a Parigi nel 1861 dove probabilmente l’autore, seguì da vicino il lavoro di maestri artificeri francesi. L’opera è un dotto e completo trattato pirotecnico che analizza la produzione dei fuochi d’artificio in tutte le sue parti, dalle polveri ai razzi. Il manoscritto anticipa i trattati moderni di pirotecnica come quelli pubblicati da Cesare Finsterwald, Nuovo trattato di pirotecnica, ovvero l’arte dei fuochi d’artificio (Ed. Tipografia Figli di C. Amati, Trieste, 1889) o il manuale di Cesare Sonzogno, Il pirotecnico moderno (Ed. Paolo Carrara, Milano, 1892) e venne composto, tre anni prima della fondazione della “Società Pirotecnica Italiana” nata a Bologna nel 1863 Senza titolo-49(poi sciolta nel 1889) sulle ceneri della già “Unione degli Artificeri Italiani” nota come “Pia Unione Santa Barbara” istituita sempre a Bologna nel 1741. Nel trattato vi sono capitoli dedicati a:Razzi volanti da tavola, Razzi classici, Fuochi per le ruote cinesi, Fuoco brillante per ruote, Fuoco bianco, Fuoco cinese per getti, Fuoco brillante e raggiante, Fuoco brillante per getti fissi, Fuoco chinese per gerbes cascate palme di tutti i tipi, Composizone d’intervallo per gondole romane, Detta pia lenta, Composizione per cascate a stelle, Verde per fiamme di Cherties, altri per stelle, Color Porpora per stelle, Cremisi per stelle, Viola per stelle e lancie, Poncea per lancie,  Cremisi per fiamme, Verde per stelle e grossi grani, Stelle fisse o rose italiane, Altra detta al nitro, Composizione per turbilioni di 22 milim., Composizione per fascio di fuoco, Mistura per fontane e fiore secondo Charties, Modo di ammalgamare il zolfo col carbone,  Polvere da Barile, Carbonati di rame, Razzo a paracadute, Composizione di Colombe, Padiglione Chinese, Salice Piangente, Fontane a Fiori, Fuoco comune per serpentelli ecc. ecc.  Esemplare in chiara grafia ed in ottime condizioni di conservazione.

650 euro

97. VERONA FONTI DI STORIA DELL’ARTE CAVALIERI GEROSOLIMITANI PRIME EDIZIONI VENETO

IMG_4446_clipped_rev_1IMG_4448_clipped_rev_1IMG_4447_clipped_rev_1Dal Pozzo Bartolomeo,

Vite de’ Pittori, de gli Scultori, et Architetti veronesi raccolte da varj Autori stampati, e manuscritti, e da altre particolari memorie. Con la narrativa delle Pitture, e Sculture, che s’attrovano nelle Chiese, case, & altri luoghi publici, e privati di Verona e suo Territorio. Del Signor Fr. Bartolomeo Co: dal Pozzo Comna. Et Ammiraglio della Sagra Religione Gierosolimitana.

In Verona, Per Giovanni Berno, 1718

In 4° (23,5×17 cm); (8), 313, (3) pp. Legatura editoriale in cartoncino molle, esemplare ancora in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celeberrima fonte di storia dell’arte del celebre Conte, storico dell’arte e Cavaliere di Marta, Bartolomeo del Pozzo (Verona 1637 – Verona 28 ottobre 1722) che prese parte alla Battaglia dei Dardanelli il 26 giugno del 1656 e che ricoprì importanti cariche nella sua città e nell’ordine Gerosolimitano. A Verona nel 1705 fu eletto tra i “consiliarii” del Comune, nel 1710 tra i “praesides derelictorum”, carica che nel 1711 lasciò per essere inserito fra i “milites procurato rum”. Infine nel 1712 fu uno dei “provisores Communis” di Verona. Nei cavalieri Gerosolimitani, nei quali entrò nel 1656, oltre a numerosissimi incarichi di rilievo, occupò la carica di ammiraglio. Nella battaglia dei Dardanelli si distinse per l’ardore durante numerosi assalti, facendosi notare dai superiori. A lui si deveno numerosi scritti oltre ad una delle migliori storie dell’Ordine Gerosolimitano, l’Historia della Sagra Religione militare di S. Giovanni Gerosolimitano detta di Malta che uscita per la prima volta nel 1703, si prefiggeva di proseguire ed ampliare la celebre opera dedicata all’ordine scritta da Giacomo Bosio. La sua fama è però particolarmente legata all’opera qui presentata. Infatti il suo studio, oltre ad essere considerato approfondito e corretto, basti ricordare che vi si citano centosessantasette artisti maggiori e minori, vengono descritte numerosissime opere, oggi, scomparse o distrutte, quadri ma anche pitture murali esterne e interne degli edifici, edicole e fregi presenti nei palazzi cittadini, tanto che l’opera è considerata, ancora oggi, una fonte basilare per chiunque si voglia dedicare alla ricostruzione della storia artistica della città scaligera. Nel volume non manca una dettagliatissima descrizione delle opere artistiche in possesso dei conti Dal Pozzo, conservate nel loro palazzo in contrada S. Maria in Organo (pp. 305-309). In fine al volume è presenta una pagina di errata. Prima edizione rarissima a reperirsi nella sua legatura originale ed in queste ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Cicognara 2351: “Libro accreditato, e scritto da un coltissimo amatore di cose patrie”; Schlosser-Magnino, p. 532, 550 e 566; Lozzi, 6272.

750 euro

98. MARDERSTEIG INDIA CELYON EGITTO PRIME EDIZIONI VIAGGI STAMPATORI VERONA OFFICINA

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dsc_0572_clipped_rev_1Reinhart Schwarzenbach Georg, 

Aus meinen leben, 

Verona, Officiana Bodoni Mardersteig, 1931

In 8° (15,5×10 cm); (6), 449, (7) pp. e 5 c. di tav. fuori testo. Numerosissime illustrazioni di grande pregio artistico nel testo, varie adsc_0578_clipped_rev_1 piena pagina. Bella legatura coeva in tutta pelle verde-nero scuro con dorso a 5 nervi e titolo in oro al dorso (un leggerissimo difetto alle cerniere). Cofanetto editoriale in cartoncino rigido con signature in pelle verde scuro e foderatura in carta marmorizzata. Filettatura in oro ai tagli dei piatti. Taglio superiore riccamente dorato. Rarissima edizione tirata in soli 100 esemplari su carta a mano di eccelsa qualità di quest’opera che raccoglie scritti e lavori artistici del grande artista, collezionista e mecenate della Marderstrig, George Reinhart (1877-1955) che come socio occulto della Officina Bodoni, permise a Mardersteig, nel 1922, la fondazione della sua celeberrima stamperia che segnerà profondamente la storia della stampa del novecento. L’opera presenta per la prima volta i taccuini dei viaggi in India, Celyon e Egitto di Georg Reinhart Schwarzenbach. L’autore si trasferì nel 1926 a Verona per trovarsi vicino all’amico e socio Mardersteig, All’interno esemplare perfetto, come nuovo.dsc_0570_clipped_rev_1

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450 euro

99. MANOSCRITTI VINO ENOLOGIA PESI E MISURE MATEMATICA GEOMETRIA

 IMG_0590_clipped_rev_1 IMG_0592_clipped_rev_1 IMG_0591_clipped_rev_1 

IMG_0587_clipped_rev_1Lorena Pietro Giacomo,

 Metodo facile indicante la Misura onde poter stabilire la Capacità de Vasi Vinarij in Misura di Qualsivoglia Paese, Dove si somministrano diverse tavole per determinare la Capacità predetta nelle misure più comuni; e dove si insegna la maniera di costrurre qualunque tavola per tutte le misure possibili, conoscendo il rapporto che vi esiste tra esse ed una data misura chiamata hectolitro, dimodchè chiunque, sebbene ignaro de’ principj geometrici …,

 In Alessandria, 1818

In 8° (21,2×14 cm); (2), 190 pp. (le prime 94 pagine contengono il testo scritto). Legatura coeva in mezza-pelle. Qualche lieve difetto alle cerniere. Piatti foderati con carta foderata color caffè. Manoscritto inedito di Pietro Giacomo Lorena, impiegato nel Genio e addetto alle Scuole Regimentarie del Genio stesso, stabilite in Alessandria. Lor ena fu valente matematico ed applicò le sue conoscenze al studio dei “Vasi Vinarij”IMG_0584_clipped_rev_1 contenitori atti a contenere il vino durante le diverse fasi della sua lavorazione. Solitamente di forma cilindrica orizzontale venivano anche utilizzati per il trasporto del vino. I “Vasi Vinari” divennero anche un’unità di misura. Nell’ottocento le misure degli stessi cambiava da stato a stato tanto da render complesso il calcolo della reale quantità di vino ceduta durante gli scambi commerciali. Lorena analizza le varie forme e misure dei vasi attraverso tavole dei numeri costanti radicali e dei numeri quadrati. Fra le tavole anche “La tavola mediante la quale si trova per mezzo di una semplice moltiplica la Capacità de’ Vasi Vinarj in hectolitri”. Il volume analizza anche il peso specifico di vari liquidi conservabili nei vasi vinari come birra bianca, birra rossa, sidro, acqua di pioggia alla temperatura del chiario che si squaglia, acqua bollente, acqua di mare, acqua di pozzo, acquavite, acqua mercantile, vino di Bordeaux, vino di Borgogna, vino di Champagne bianco, vino di Coustoce, vino di Malaga, vino Malvasia di IMG_0593_clipped_rev_1Madera, vino di Pacaret, vino Tohai, vino Torrino bianco, vino Torrino rosso, aceto bianco, aceto rosso, aceto distillato, olio. Seguono tavole con le misure di diverse città del Piemonte di altri stati come Alessandria, Biella, Casale, Genova, Novi, Ivrea, Parma, Torino, Tortona, Vercelli, Voghera, Bergamo, Bologna, Brescia, Cesena. Segue anche uno schema che raffronta il nome dato ai vasi vinari con i litri e gli “hectolitri” in essi contenuti nelle città di Faenza, Firenze, Londra, Mantova, Milano, Modena, Novara, Reggio, Pavia, Roma, Venezia, Verona, Vigevano, Valenza, Cento, Cervia, Chiavenna, Como, Crema, Cremona, Faenza, Forlì, Imola, Lodi, Lugo, Ravenna, Rimini, Rovigo, Sondrio, Valcamonica, Valsesia, Napoli, Parigi, Piacenza, Vienna ecc. Altre tavole permettono di calcolare la capacità dei vasi vinari in Brente torinesi, di Alessandria, Pavesi, Barili di Genova. La seconda parte del volume è dedicata alle “Operazioni Geometriche a farsi nello stabilire la capacità di Vasi Vinarij”. L’ultimo capitolo e’ invece dedicato ai “Pesi e Misure d’Alesandria”. Opera in ottime condizioni di conservazione, compilata in bella ed elegante grafia ottocentesca.

450 euro

100. COMMEDIE COMMEDIA FRANCESE TEATRO ATTORI OPERE COMPLETE

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J. B. Poquelin De Moliere,

Oeuvres De J. B. Poquelin De Moliere, Tome Premier – Huitieme (8 vol.)

Paris, Pierre et Firmin Didot L’Ainé, 1799

In 12°; 8 tomi: 274, (2) pp., 276 pp., 287, (1) pp. 261, (1) pp., 274, (2) pp., 264 pp., 302, (2) pp., 269, (1) pp. Legatura coeva in mezza-pelle con titolo, autore, numero del volume e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Segnalibro in seta in ogni volume. Qualche lieve brunitura dovuta alla qualità della carta e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bell’edizione completa delle opere del grande commediografo e attore teatrale francese, Molière, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin (Parigi, prima del 15 gennaio 1622 – Parigi, 17 febbraio 1673). Opera in ottime condizioni di conservazione.

50 euro

101. ARTE DEL VETRO VERRERIE CECOSLOVACCHIA MODA VETRO BOEMIA

IMG_6052_clipped_rev_1  IMG_6053_clipped_rev_1IMG_6054_clipped_rev_1IMG_6055_clipped_rev_1

IMG_6050_clipped_rev_1AA. VV., 

La verrerie moderne en Tchécoslovaquie, 

Prague, Editeur Milka Hipmanova, S. data (1930 circa)IMG_6051_clipped_rev_1

In 2° (30×23 cm); (4), 30, (4) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero su fascetta di carta applicata al piatto anteriore. Prima ed unica rara edizione di questo importante scritto dedicata all’arte vetraria della Cecoslovacchia. Il volume, corredato da un’importante apparato fotografica che mostra non solo esempi di oggetti in vetro, ma anche strutture industriali, macchinari e anche esempi di produzione vetraria casalinga, raccoglie due articoli di J.Cadik e V.Ctyroky. I vetri ritratti nelle foto sono opera di alcuni dei grandi artisti del vetro cecoslovacco degli anni 20-30 come Emile Sprachta, A.Metelák, F.Kysela, J.Horejc e rappresentano esempi di varie scuole ceche di produzione come Zelezny Brod. Esemplare in ottime condizioni di conservazione di rara opera.

150 euro

102. LIQUORI DISTILLERIA SESTO SAN GIOVANNI STORIA INDUSTRIALE ALCOLICI MARSALA

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IMG_0795_clipped_rev_1IMG_0797_clipped_rev_1Ditta Moroni,

Brochure pubblicitaria della celebre distilleria di liquori Moroni di Sesto San Giovanni

Sesto San Giovanni (Milano), Arti Grafiche Goretti, (1924)

In folio (43,5×31,5 cm); (4) pp. Qualche lieve difetto. Al piatto anteriore bellissima ed elegante immagine del “Liquore Marsala all’Uovo Moroni”. Borchie ai quattro angoli dei due piatti. All’interno immagini dei prodotti della ditta che vengono presentati nella loro bellissima veste grafica, con nome del prodotto, brevi componimenti in rima. Presenti anche 4 vedute degli stabilimenti Moroni sia nei suoi esterni che dell’interno degli stabilimenti, come si presentavano nel 1924. Presente nel margine basso sinistro interno della brochure la marca da bollo con la data ed il timbro “1 Gen. 1924”. La distilleria Moroni che fu una delle principali del nord Italia, IMG_0796_clipped_rev_1all’inizio del XX° secolo, arrivò a Sesto San Giovanni nel periodo di forte sviluppo dell’apparato industriale locale, quando numerosi industriali milanesi, videro nell’opportunità di de-localizzare i propri impianti industriali fuori dalla cerchia cittadina di Milano, la possibilità di allargare le strutture industriali e incrementare i guadagni. La scelta di Sesto San Giovanni venne quasi di conseguenza per la vicinanza del paese a Milano e per i ridotti costi dei terreni. La prima ditta che da Milano si spostò a Sesto San Giovanni era anch’essa un attività di distilleria, la famosa Campari. Nel breve periodo compreso tra il 1903 e il 1910, si realizza una profond issima trasformazione del territorio di San Giovanni che porta quest’area industriale a costituire il quinto polo metallurgico e siderurgico a livello nazionale. Moroni arriva a Sesto San Giovanni nello stesso anno della Pirelli, 1908. Nel 1909 la produzione è già a pieno regime. Gli stabilimenti sorgevano tra via Fratelli Bandiera e la via Moroni che prendeva appunto il nome dalla nascitura ditta. Il suo prodotto più famoso era appunto il Marsala all’uovo ma non mancavano anche altri tipi di liquori come il punch e rhum, il liquore al caffè, il Vermouth, l’Amaro Felsina, il Kummel, lo sciroppo d’arancio, l’Anesone Triduo, lo sciroppo granatina Sappia, ecc. Molto raro.

90 euro

103. MEDICINA ANATOMIA UROLOGIA ANATOMY UROLOGY PRIME EDIZIONI FERRARA PREPARATI ANATOMICI

dsc_0524_clipped_rev_1Tumiati Giovanni, 

Ricerche anatomiche intorno alle tonache dei testicoli 

In Venezia,  Dalle Stampe di Antonio Zatta e Figli, 1790

In 8° (18,3×12,5 cm); CXXX, (4) pp. Legatura in cartoncino rigido azzurro con titolo manoscritto al dorso su fascetta. Fregio xilografico al frontespizio. Opera non comune stampata in elegante veste grafica da Zatta. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in buona parte ancora intonso. Giovanni Tumiati, ferrarese, nato il 10 aprile 1761 e morto il 10 marzo 1804, docente di anatomia umana e di ostetricia, fu il fondatore del celebre Museo Anatomico Ferrarese che ra la fine dell’settecneto ed i primi anni dell’ottocento fu considerato come uno dei più importanti d’Italia. L’abilità anatomica di Tumiati lo portò a realizzare alcuni “preparati” anatomici fra i più precisi e dettagliati del suo tempo. In questa rara pubblicazione il Tumiati descrive, fra i primi al mondo, in modo dettagliatissimo le “tonache dei testicoli”. Bibl.: Blake p. 461.

220 euro

104. PARMA BODONIANA BODONI VERONA ASTRONOMIA MATEMATICA CALCOLI ASTRONIMOCI FISICA

Senza titolo-8Senza titolo-9

Senza titolo-6Cossali Pietro,

Effemeride Astronomica ad uso comune per l’anno M.DCC. XCIV calcolata da D. Pietro Cossali C. R. Professore di Astronomia, Meteorologia, e Idraulica nella R. Univers. Di Parma e ascritto ad illustri Accademie di Belle Lettere, Socio delle Reali di Scienze, Belle Lettere e Belle Arti di Mantova e di Napoli, dell’Istituto di Bologna e della Società Italiana

Parma, Dalla Stamperia Reale (Bodoni), (1793)

In 8° (20,5×14 cm); 20, (36) pp. e una carta di tav. astronomica più volte ripiegata. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1794. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonicoSenza titolo-5all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l’equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue “ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l’anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d’astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l’eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull’eclissi dell’11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell’osservatorio di Brera, e per l’istallazione d’un osservatorio meteorologico nella casa parmense Senza titolo-7dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l’intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s’impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l’indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull’orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. “(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1794 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\119236.

300 euro

105. CICLISMO SPORT GIRO D’ITALIA BARTALI PONTE A EMA TOSCANA FIRENZE BAGNO A RIPOLI

dsc_0672_clipped_rev_1Bella fotografia con dedica autografa di un giovane Gino Bartali insella alla bicicletta e con la maglia da Campione d’Italia

14×9 cm; bellissima foto con dedica autografa del grande ciclista Gino Bartali (Ponte a Ema, frazione di Bagno di Ripoli e Firenze 18 luglio 1914 – Firenze 5 maggio 2000). La foto al verso presenta una piccola antica striscia di tessuto montata ad occhietto per permettere di appendere la stessa. La foto presenta una didascalia a stampa “Gino Bartali, Campione d’Italia, Vincitore del XXIV Giro d’Italia, 1936 – XIV°, 1937 – XV°”. La foto, in buone condizioni di conservazione, presenta un Bartali con i pantaloncini della squadra Legnano alla quale aderì nel 1936. La foto è sicuramente scattata nel 1937 quando Bartali aveva appena 23 anni ma si era già affermato come il ciclista italiano più forte dell’epoca, infatti non riporta ancora la vittoria di Bartali al Tour de France ottenuta nel 1938. Le foto con dedica di Bartali risalenti a prima della Seconda Guerra Mondiale, probabilmente anche a causa delle note vicende politiche italiane che videro il grande corridore contrapposto al Regime Fascista, non sono comuni.

100 Euro

106. FISICA CHIMICA MECCANICA PRIME EDIZIONI VERONA MOTO PERPETUO MECCANISMI MECCANICI OROLOGI ARBIZZANO NEGRAR

DSC_0003_clipped_rev_1DSC_0006_clipped_rev_1 DSC_0005_clipped_rev_1DSC_0002_clipped_rev_1Zamboni Giuseppe,

Sull’Elettromotore Perpetuo, Istruzione Teorico-Pratica dell’Abate Giuseppe Zamboni, Professore di Fisica Sperimentale e Matematica Applicata dell’Imp. R. Liceo di Verona, membro effettivo pensionato dell’imp. Reg. istituto Veneto, uno dei quaranta della società italiana delle scienze, e socio di varie accademie.

Verona, Tipografia di Giuseppe Antonelli, 1843

22,3×14,4 cm; 93, (3) pp. e due tavole più volte ripiegate. Bella legatura coeva in mezza pelle con piatti foderati con carta marmorizzata (qualcheDSC_0004_clipped_rev_1 strofinatura e qualche piccolo difetto). Un leggerissimo alone d’umidità al margine basso della prima carta. Qualche piccola macchiolina di foxing e alone d’umidità alle due carte ripiegate ma nel complesso buon esemplare, di questa prima edizione di quest’opera del celebre abate, fisico e professore italiano, originario di Arbizzano (Negrar) in provincia di Verona, Giuseppe Zamboni (Arbizzano, 1º giugno 1776 – Verona, 25 luglio 1846) . E’ conosciuto come l’inventore, nel 1812, della pila a secco. Una variante dell’elettromotore di Zamboni da 140 anni si muove nel Clarendon Laboratory dell’Università di Oxford, senza che, in questi 140 anni, alcuna sorgente energetica abbia fornito energia per il mantenimento del suo movimento. Zamboni fu uno dei più importanti fisici del XIX° secolo. L’autore “cercò di costruire un orologio elettrostatico di piccole dimensioni e con un’efficienza elettrica molto alta, tale da poter essere mosso per un periodo di tempo molto lungo senza cambiare batteria. La ricerca dell’epoca si dirigeva verso pile a secco, nelle quali l’acido elettrolita non poteva reagire chimicamente e corrodere gli strati di conduttore, prolungando molto la sua vita utile”. “Ora poi considerando ciò che più importa, e le novità sopravvenute, anzi che ristamparla con aggiunte, ho creduto meglio restringer tutto ad una Istruzione per così dir popolare. Imperciocchè o si voglia costruire, e disporre acconciamente, ogni parte di questa macchina, o debbasi ripulire, o rimediare a qualche disordine occorso, è troppo necessario che l’operatore sappia dirigere la forza elettrica, che tien vivo il moto del pendolo, ed abbia in pratica cotesta forza come le altre dei pesi e delle molle nei comuni orologi… Pertanto l’Istruzione sarà divisa in tre parti. La prima darà le nozioni e teorie fondamentali, la seconda tratterà degli Elettromotori e costruzione delle Pile secche, la terza degli usi ed applicazioni di queste Pile…” (Dalla presentazione dell’Autore). Opera rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VEA\0177517.

150 euro

107. ALMANACCHI CALENDARI BIBLIOGRAFIA SATIRA PROFEZIE CALENDRIER ALMANACHS

DSC_0635_clipped_rev_1 DSC_0637_clipped_rev_1DSC_0629_clipped_rev_1DSC_0634_clipped_rev_1

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DSC_0636_clipped_rev_1 

DSC_0627_clipped_rev_1Champier Victor,

Les Anciens Almanachs Illustres, Histoire du Calendrier depuis les temps anciens jusqu’a nos jours, ouvrage accompagné de 50 planches hors texte en noir et en couleur. Reproduisant les principaux Almanachs illustres au graves par Leonard Gualtier, Crispin de Passe, Abraham Bosse, De Larmessin, Lepautre, Cl. Audran, Gravelot, Cochin, Queverdo, Dorgez, Debucourt, Deveria, etc. etc.

Paris, Bibliotheque des Deuz Mondes, L. Frinzine et Cie, Editeurs, 1886 

In folio; (4), 136 pp. e 50 c. di tav. fuori testo. Astuccio editoriale in mezza tela blu con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Completo. Qualche lievissima arrossatura in due carte dovuta alla qualità della stessa e nel DSC_0631_clipped_rev_1complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora a fogli chiusi e nella sua versione di custodia originale. Prima  edizione in buone-ottime condizioni di conservazione, di questo importate e curioso studio del noto critico d’arte francese Victor Antoine Champier (3 ottobre 1851 – 1929), dedicato alla storia, iconografia e funzione dei calendari e degli almanacchi attraverso i secoli. L’opera presenta 50 bellissime tavole realizzate da alcuni dei più celebri illustratori del tempo quali Léonard Gautier, Crispin de Passe, Abraham Bosse, De Larmessin, Lepeautre, Cl. Audran, Gravelot, Cochin, Quévardo, Dorgez, Debucourt, Devéria, etc. L’opera presenta capitoli dedicati alle origini dei calendari con note sui calendari egizi, greci, romani, mussulmani e israelitici,ì; “Les almanaches ou Composts des Bergers”; gli almanacchi letterarim profetici, satirici, politici; “Catalogue des Principaux livres-almanachs illustres de 18685 a 1823” conn numerose note bibliografiche ed altro ancora. Opera curiosa e non comune.

240 euro

108. ODONTOIATRIA MEDICINA CHIRURGIA DENTISTI DENTISTRY SURGERY PYROCLYSTERIO

DSC_0262_clipped_rev_1DSC_0264_clipped_rev_1DSC_0263_clipped_rev_1DSC_0261_clipped_rev_1Pyroclisterio ossia macchinetta da applicare l’aria infiammabile inventata ed eseguita dal chirurgo sig. Gaetano Buzzi sanese

Senza luogo (ma prob. Firenze), Senza stampatore, 1809

In folio piccolo (30×21,5 cm); (4) pp. e 4 c. di tav. fuori testo. Brossura in cartoncino molle. Esemplare stampato su carta di ottima qualità. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Rarissima prima ed unica edizione di questo scritto di interesse odontoiatrico che illustra una nuova macchina per la cura delle carie dentali, del noto medico, chirurgo e dentista di origini senesi, residente a Firenze, Gaetano Buzzi. L’autore nacque il 13 marzo del 1773 a Campagnatico, piccola terra nel grossettano. Studiò medicina e chirurgia a Siena. Iniziò a praticare a Firenze sotto la guida dell’insigne medico Gaetano Palloni. Interessatosi ai problemi odontoiatrici pensò che anche l’arte del dentista, all’epoca praticata da persone con una scarsa preparazione medio-scientifica, dovesse essere innalzata a vera e propria professione ed arte medica. Buzzi ottenne presto fama tanto che presto vennero a lui numerosi clienti da tutto il territorio toscano. Ben presto da lui iniziarono a venire anche illustre personalità italiane che non avevano trovato nei chirurghi locali, sollievo ai loro problemi  orali. Si interessò anche di oftalmologia. Scrive l’autore all’inizio della descrizione “E’ stata in tutti i tempi riconosciuta per il più sicuro, ed efficace rimedio per il dolore dei denti, come per arrestare i progressi della carie dei medesimi, l’ustione. Questa si è procurata con diversi metodi, con diverse sostanze …”. Rif. Bibl.: per biografia di Buzzi, Opere di G. – B. Niccolini, Vol. III, Firenze, Le Monnier, 1844; ICCUIT\ICCU\CFIE\036932.

250 euro

109. SAN ZENO ZENONE AGIOGRAFIE VERONA SANTI MIRACOLI BIOGRAFIE

 IMG_2287_clipped_rev_1IMG_2286_clipped_rev_1San Zeno, Don Battista Peretti,

Sancti Zenonis Veronensis episcopi et martyris doctoris eximii Sermones. Eminentissimi & reverendissimi Augustini Valerii episcopi & cardinalis Veronae primùm nunc denuo illustrissimi & reverendissimi Jo. Francisci Barbadici Veronae episcopi, jussu editi cum suo indice ; accedit ejusdem S. Zenonis Vita Italico sermone per Baptistam Perettum Archipresb. S. Joannis In Valle descripta, cum Scholis. Unito a: Historia di S. Zeno Vescovo di Verona, et martire raccolta per Don Battista Peretti Arciprete di San Giovanni in Valle. Et nell’anno XXXII. Del Vescovato, et del Cardinalato dell’Illustriss. Sig. Agostino Valerio Cardinal di Verona. Al Consiglio, et al popolo veronese dedicata.

Veronae, & Patavii, Typis Seminarii, Apud Joannem Manfré, (Nella stamperia del seminario, per la seconda opera), 1710

In 4° (24×17 cm); due tomi in un volume: (32), 344 pp. e 77, (3) pp. Bella ed elegante legatura coeva in piena pelle scura con dorso a 5 nervi. Ai tasselli titolo e ricchissimi fregi in oro. Tagli spruzzati. Una piccolissima spellatura all’angolo alto del piatto anteriore, ininfluente e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione. Primo frontespizio in rosso e nero. Prima rarissima edizione nell’elegante versione stampata da Giovanni Manfrè a Padova e Verona, di questa raccolta di tutti i sermoni dell’ottavo vescovo di Verona e santo, Zeno, o Zenone (Mauretania, 300 circa – Verona, 12 aprile 371). Zeno “Fu vescovo di Verona dal 362 al 371 o 372 o 380, anno della sua morte. Secondo le fonti agiografiche visse in austerità e IMG_2285_clipped_rev_1semplicità, tanto che pescava egli stesso nell’Adige il pesce per il proprio pasto. Per questo è considerato protettore dei pescatori d’acqua dolce. Era comunque persona colta ed erudita, formatosi alla scuola di retorica africana, i cui maggiori esponenti furono Apuleio di Madaura, Tertulliano, Cipriano e Lattanzio. Sono giunti fino a noi numerosi suoi sermoni, di cui 16 lunghi e 77 brevi, che testimoniano come egli, nella sua opera di evangelizzazione, si confrontò con il paganesimo ancora diffuso e si applicò per confutare l’arianesimo”. La seconda parte dell’opera contiene, con frontespizio proprio l’”Historia di S. Zeno, Vescovo di Verona, et martire, raccolta per Don Battista Peretti”. Peretti, soavese di nascita, fu insigne studioso ed autore di numerose pubblicazioni. “Amico di uomini raffinati e colti, bibliofilo competente ed appassionato, fu anche un ricercatore di prim’ordine poiché alcune opere da lui pubblicate servirono poi agli studi sulla storia della chiesa scaligera”. La sua vita di San Zeno è considerata una delle massime fonti agiografiche del santo e nella sua compilazione, il Peretti fece ampie ricerche d’archivio. Esemplare in perfette condizioni di conservazione di edizione rara. Rif. Bibl.: WorldCat, OCLC Number 797727167.

300 euro

110. ALLEVAMENTO CAPRE PECORE OVINICOLTURA OVINI ALLEVAMENTO CAPRE PECORE OVINICOLTURA OVINI ECONOMIA CURIOSITà NOVARA BOSCHI

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Giuseppe Gautieri,

Dei vantaggi e dei danni derivanti dalle capre in confronto alle pecore trattato di Giuseppe Gautieri Ispettore Generale ai boschi, Membro di molte Accademie e Società letterarie.

Milano, Coi tipi di Gio. Giuseppe Destefanis, 1816

In 8° grande (22,8×14,5 cm); (6), 335, (1) pp. Completo della sua brossura editoriale  azzurra con titolo impresso in nero al piatto anteriore entro cornice xilografica e al dorso. Cornice che si ripete al piatto posteriore. Antica firma di appartenenza al margine alto del piatto anteriore. dsc_0357_clipped_rev_1Esemplare ancora in barbe ed in ottime condizioni di conservazione. Non comune prima edizione di questa monografia del noto medico e naturalista novarese Giuseppe Gautieri nato il 5 luglio 1769. Grande appassionato di mineralogia fu Ispettore Generale ai Boschi del Lombardo-Veneto. Grande viaggiatore fu a Buda quando questa fu colpita da una grave epidemia di peste. Gautieri invece di abbandonare la città si adoperò grandemente per debellare il male tanto che una volta spento il focolaio, gli furono attribuiti pubblici onori. Occupò varie cariche pubbliche e militari sia alla corte d’Austria che nel Lombardo-Veneto. Fu autore di diverse opere a carattere geologico, botanico e agricolo. Questo studio è uno dei primi completamente dedicato all’allevamento delle pecore e delle capre, alla differenza fra le due specie, ai differenti influssi delle stesse sul territorio con individuazione dei danni che esse possono fare ai boschi ed ai prati ed il modo per scongiurarli e ai vantaggi economici dei due tipi di allevamento. Prima non comune in ottime condizioni di conservazione.

160 euro

111. BOLOGNA ARTE MITELLI ALFABETI DISEGNO PITTURA ARTE ARTE PITTORICA

 Senza titolo-18 Senza titolo-16Senza titolo-15Senza titolo-12Senza titolo-14Senza titolo-10Mitelli Giuseppe,

Alfabeto in Sogno, esemplare per disegnare di Giuseppe Mitelli pittore Bolognese 1683

S. luogo (ma Bologna), S. stampatore, 1683

In 2° (31×22 cm); 24 c. di tav. (la carta con l’introduzione all’opera, spesso assente, è qui riprodotta in facsimile su carta antica, le ultime due lettere sono probabilmente appartenenti alla seconda edizione). Un piccolo restauro integrativo all’angolo basso bianco della prima carta e delle lettere X e V, non significativi. Alcuni leggerissimi aloniin alcune carte. Uno strappo senza perdita di carta anticamente restaurato al frontespizio che presenta anche qualche piega. Un rinforzo antico al margine esterno bianco al recto del frontespizio. Per il resto esemplare in discrete-buone condizioni. Edizione originale, una seconda edizione, del tutto simile alla prima nella stampa ma riconoscibile per il tipo di carta, venne edita da Dalla Volpe intorno al 1730. Figlio del celebre pittore, Agostino Mitelli, Giuseppe Maria (Bologna, 1634 – 1718) fu una delle figure più importanti e prolifiche del panorama artistico bolognese a cavallo del XVII° secolo diventando una delle figure di riferimento della produzione incisoria italiana. Il Malvasia scrisse di lui “uno dei più virtuosi e universali soggetti che vanti la nostra Patria”. Nelle sue incisioni, oltre a disegnare opere dei grandi maestri dell’arte pittorica italiana come (l’Albani, il Veronese, il Tintoretto, i Carracci, ed il Guercino, è nelle sceneSenza titolo-11 popolari che raggiunge i più alti risultati. Riprende scene di vita di strada, mestieri, proverbi disegnando ed ideando giochi e scene fantastiche. Nell’introduzione all’Alfabeto in Sogno Mitelli racconta come mentre dormiva “tutto rilassato in poter del sonno”, quando “ancorchè dormano gli occhi (…) l’anima però sempre veglia” Morfeo, il dio dei sogni e figlio del sonno, lo viene a trovare e gli comanda di rappresentare le singole lettere dell’alfabeto attraverso forme e visioni pertinenti alla nobilissima arte del disegno. L’opera gli appare in sogno ispirata da incomposti fantasmi che gli mostrano le figure in forma sfumata ed embrionale che gli appaiono e scompaiono in breve tempo, tanto che l’autore è costretto a svegliarsi più volte per prendere appunti. Le lettere diventano così una scusa per amalgamare forme e tratti dell’uomo e della natura per creare immagini del tutto nuove. Il volume diventa così un vero e proprio prontuario didattico per i suoi scolari in modo che possano imparare l’arte dell’imitazione e da qui anche le numerose parti anatomiche presenti nelle tavole a corredo delle lettere. Rif. Bibl.: Brunet 1778; Bonacini 1196; Bertarelli, Le Incisioni di Giuseppe Maria Mitelli, Milan 1940.

2.400 euro

112. CARTOGRAFIA ITALIA CARTA D’ITALIA STRADALE POSTALE

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Adriano Balbi,

Carta stradale e postale dell’Italia rappresentata secondo le più recenti notizie nelle attuali sue divisioni politiche e amministrative esposte nel Compendio di Geografia di Adriano Balbi,

Milano, Vienna, Tendler e Schaefer, 1841

78×58 cm; 18 spicchi applicati su tela coeva con cornice realizzata con carta marmorizzata coeva verde. Qualche  macchiolina del tutto ininfluente, una leggerissima macchia di unto nella zona “africana” dell’ultimo spicchio in basso a sinistra), due piccolissimi forellini di puntina ai due angoli alti della carta, fuori dalgli spicchi, sul margine in carta marmorizzata, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione in questo formato, una seconda uscirà nel 1843, di questa nota carta stradale e postale dell’Italia, in fini coloritura coeva, realizzata dal noto geografo e statista veneziano, Adriano Balbi. Figlio di un governatore dell’isola di Veglia, Adriano Balbi esordì a Venezia con il testo “Prospetto politico-geografico dello stato attuale del mondo”. La pubblicazione di questo lavoro nel 1808 gli valse subito la cattedra di Geografia presso il Collegio di S. Michele a Murano e, dal 1811 al 1813, l’insegnamento della fisica al Liceo di Fermo. Tornato a Venezia, lavorò come funzionario della Dogana. Nel 1820 visitò il Portogallo, dove raccolse diverso materiale per un “Saggio di statistica sul Regno del Portogallo e dell’Algarve” e per il testo “Varietà politiche e statistiche della monarchia portoghese” (pubblicato a Parigi nel 1822), che contiene alcune interessanti osservazioni sulla regione lusitana ai tempi della dominazione Romana. Nel 1821 si trasferì a Parigi, dove si trattenne sino al 1832 e dove pubblicò, in francese, i lavori che da tempo andava preparando. Fra di essi spicca l’ “Atlante etnografico del mondo” , in folio, opera di grande erudizione, dove le popolazioni vengono classificate a seconda della lingua. Ma il libro che gli diede fama internazionale fu il “Compendio di Geografia”. Quest’opera si fece notare per la novità dell’impostazione, nonché per l’abbondanza e l’esattezza delle informazioni, e divenne ben presto un classico, tanto che fu tradotta, in una forma ampliata, nelle principali lingue d’Europa e, in seguito, riedita da Henry Chatard nel 1872. In essa Balbi fonda lo studio della Geografia sui bacini idrografici. La diffusione e l’importanza di quest’opera fecero sì che egli fosse chiamato a Vienna dal Governo austriaco con il titolo di Consigliere per la Geografia e la Statistica. Dopo l’esperienza austriaca tornò in Italia, prima a Milano, poi a Venezia, dove morì nel 1848. Non comune e ancor meno comune in quest’edizione del 1841.

160 euro

113. PALIO DEI BARBERI PALI CAVALLI CORSE CAVALLI MODENA PISA FIRENZE SIENA STORIA LOCALE RARITA’

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Baruffaldi Girolamo,

Per la corsa de barberi al palio scoprendosi la statua equestre innalzata dal pubblico di Modena al Serenissimo Duca Francesco III.

In Modene, per gli eredi di Bartolomeo Soliani Stampatori Ducali, 1774

In folio (35,5×48,5 cm); un folio volante inserito in cornice (in caso di spedizione invieremo solo il foglio).Testo su quattro colonie. Il foglio presenta qualche piega e forellino al margine esterno bianco. Una piccolissima mancanza nel margine basso sinistro bianco del foglio che indica che forse il foglio, era anticamente inserito in qualche miscellanea. Il componimento è opera del ferrarese appartenente all’ordine dei gesuiti, Girolamo Baruffaldi (Ferrara 10 luglio 1740 – Ferrara 2 febbario 1817), professore di retorica e di eloquenza in diversi collegi dei gesuiti a Parma, a Piacenza, a Brescia e a Reggio. Quando venne sciolto l’Ordine dei Gesuiti, riparò a Ferrara dove si diede all’insegnamento privato. Baruffaldi venne nominato nel 1776 vice-prefetto e tre anni dopo, prefetto della biblioteca cittadina. Durante i modi del 1797 si rifiutò di presta giuramento al governo temporaneo repubblicano venendo destituito dal suo incarico che riottenne, poi, appena passata l’onda rivoluzionario più intransigente. Infatti nel 1803, gli venne conferita la direzione della neonata Accademia Ariostea. Baruffaldi fu autore di numerose pubblicazioni dotte e storiche. Unica edizione assai rara, di questo foglio volante composto per celebrare la celeberrima corsa dei cavalli Barberi e le feste che si tennero per le vie di Modena, in occasione dell’innalzamento di una celebre statua equestre in onore del Duca Francesco III d’Este. La tradizione del palio Palio dé Barberi, affondava la sua storia nel medioevo ed era praticata, in particolare nelle città toscane. Seppur resta, in parte, oscura la nascita di questa tradizione, quello che si sa è che questo palio si correva per festeggiare la vittoria, avvenuta nel 406 sotto Fiesole, dal generale romano Stilicone contro Radagaiso, condottiero ostrogoto. Infatti Radagaiso era a capo di un esercito di tribù germaniche fra le quali i Goti, i Vandali, i Suebi ed i Burgundi che venivano, appunti, detti Barberi. Folio rarissimo. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MODE\029257.

120 euro

114. TOSCANA FIRENZE SIENA AREZZO ARCIPELAGO TOSCANO ISOLA D’ELBA ORBETELLO LAGO TRASIMENO LAGO DI BOLSENA VEIO VETULONIA MAREMMA

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Ortelius Abrahm, Janssonius Johannes, Petrus Kaerius,

Nova & Accurata Tusciae Antiquae Descripto Autore Ab Ortelio

(1650 circa)

In folio (57×43 cm il foglio); un piccolo strappetto al margine basso bianco, in corrispondenza della piega del foglio, senza perdita di carta ed ininfluente e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione, in fine coloritura coeva a mano. L’incisione in rame venne tirata da Petrus Kaerius (Pieter Van Den Keere). L’incisione è tratta dall’atlante storico di Hornius, che utilizzò le lastre già tirate da Jansonio che le aveva inserite, precedentemente, nel volume storico del grande “Atlas” composto da 10 volumi. La carta, come citato nel cartiglio, è originariamente inserita nel Parergon di Abramo Ortelio che è a sua volta ricavata dal celebre modello del Bellarmato. Ottime condizioni, ampi margini. Al recto del foglio si trova stampata la descrizione, in francese, della Toscana antica per mano di Georg Horn che fu un erudito tedesco, autore di numerose opere storiche, fra cui anche del testo per l’atlante storico di Janssonius. La mappa è molto dettagliata e comprende le isole costiere. Individua i maggiori insediamenti etruschi e romani e le strade romane. La mappa è impreziosita da topografi che fiancheggiano il cartiglio del titolo, una rosa dei venti e velieri. Mappa in ottime condizioni di conservazione.

240 euro

115. TOSCANA UMBRIA MARCHE MAREMMA CARTOGRAFIA CARTE GEOGRAFICHE ITALIANE ITALIA CENTR’ITALIA

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Homman Johann Baptist,

Status ecclesiastici magnique Ducatus Fiorentini. Nova Exibitio repraesentatio a Io. Bapt. Hommano. Norimbergae, Cum privilegio  Sac. Caes. Majestatis.

Norimbergae, 1720.

In folio grande (56,5×48 cm); un rinforzo moderno in adesivo (assolutamente non visibile al verso con l’immagine della Toscana, in corrispondenza della piega del foglio. Un piccolo strappetto, di 6 cm circa, senza perdita di carta e ora chiuso, al margine basso, in corrispondenza della piega del foglio, ininfluente e per il resto, in buone condizioni di conservazione. Fine coloritura coeva a mano. Magnifica e dettagliata carta del centro Italia, dai possedimenti del Ducato Estense fino alla periferia romana, con i possedimenti dello Stato Pontificio nel territorio toscano. La tavola è opera di Johann Baptist Homann celeberrimo cartografo ed incisore tedesco, nato a Norimberga nel 1663. Homman iniziò l’attività di cartografo, come apprendista, nella bottega di David Funk prima e per Giacomo Sandrart, dove apprese l’arte. Nel 1702, decise di aprire una nuova attività in proprio di produzione di carte geografiche. L’estrema cura geografica e l’innovativa veste grafica gli fece ottenere, velocemente, un enorme successo ed una notevole fama, tanto da divenire, ben presto, uno dei cartografi più di successo del XVIII° secolo. Nel 1707 pubblica la propria opera più importante, il “Grosser Atlas” che nella sua massima estensione, fu composto di 126 carte. Esemplare in buone condizioni di conservazione.

220 euro

116. TOSCANA UMBRIA MARCHE MAREMMA LAZIO CAPITANATA CARTOGRAFIA CARTE GEOGRAFICHE ITALIANE ITALIA CENTR’ITALIA

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Edward Wells,

A New Map of Latium, Etruria, and as much of Antient Italy, as lay Between Gallia Cisalpina and Grecia Magna Sheving their Principal Divisions, Cities, Towns, Rivers, Mountains &c. Dedicated to his highness William Duke of Glocester.

(London, Printed for J. and J. Bonwicke, S. Birt, T. Osborne, E. Wicksteed and T. Cooper, 1710 – 1720 circa)

In folio (46×25 cm); esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa bella carta del centro Italia con fine coloritura coeva che descrive i territori della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, del Lazio, della Campania ed una parte della capitanata. Edward Wells, il cartografo che realizzò la stampa, era un sacerdote della Chiesa d’Inghilterra e sostenitore dell’istruzione. Durante la sua vita pubblicò numerose carte, tra cui diversi atlanti del mondo antico e contemporaneo. Wells era figlio di un vicario ed entrò alla Christ Church di Oxford alla fine del 1686. Si laureò nel 1690 e lavorò come tutore nel suo college dal 1691 al 1702. Quindi, si spostò a Cotesbach, nel Leicestershire, da dove continuò a pubblicare i suoi lavori. Dal 1698 in poi, Wells compilò molti sermoni, diversi libri ed alcunbi atlanti. Tradusse anche testi classici e cristiani, aggiungendo talvolta annotazioni geografiche. Le sue “geografie descrittive” non erano opere eccessivamente originali, ma furono molto popolari al suo tempo per la bellezza ed eleganza del tratto. Nel 1701 pubblicò un Trattato di geografia antica e moderna che riscosse un notevole successo e che vide quattro edizioni successive. A quest’opera, seguì una Geografia storica del Nuovo Testamento pubblicata nel 1708, accompagnata da una Geografia storica dell’Antico Testamento edita tra il 1711 ed il 1712. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione.

150 euro

117. VEDUTE COLORITURA D’EPOCA DALL’ACQUA VICENZA BAJONA BULINO INCISIONI

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Giuseppe dall’ Acqua, Vernet Claude Joseph,

Veduta dei contorni di Bajona, Al Nobil Sig. Co. Arnaldo I Tornieri Patrizio Vicentino, in contrassegno di profondo ossequio, umilia e dedica Giuseppe dall’Acqua.

1782 circa

In folio (44×35  cm); bellissima acquaforte al bulino con finissima coloritura coeva. Non comune e rarissima a reperirsi in coloritura coeva. Uno strapetto al margine destro, senza perdita di carta, anticamente ed abilmente chiuso con pecetta al recto, ininfluente e per nel complesso, in buone condizioni di conservazione. Prima tiratura di questa bella veduta marina realizzata dal noto incisore Francesco dall’Acqua, figlio minore del celebre, Francesco, Giuseppe dall’Acqua (nato a Vicenza il 14 giugno 1760 morto nel 1829 circa) che lavorò moltissimo per i Remondini e che ebe una vita avventurosa e morì suicida. “I suoi rami raffigurano scene mitologiche, quadretti di genere, vedute, paesaggi pastorali, o illustrano situazioni di romanzi (per es.;Werther che si congeda da Carlotta). Idisegni sono ricavati da dipinti di artisti per lo più settecenteschi: A. Kauffmann, T. Lawranson, C. R. Ryley, C. G. Playter, J. H. Benwell, G. B. Cipriani, J. Pillement, J. Vernet, J. Hackaert, P. H. Brinckmann, D. Teniers, J. L. Aberli. Nel 1791 il D. venne nominato bidello dell’Accademia Olimpica, incarico questo poco redditizio ma di prestigio (Olivato, 1975, p. 83).” , come scrive Francesca Lodi nella voce dedicata a dall’Acqua nel Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 31 (1985). Sembra che ad un certo punto, dopo aver eseguito il suo compito di direttore del Teatro Olimpico, improvvisamente, davanti al fallimento economico dello stesso, fuggì dalla città, portandosi dietro la cassa rimanente a Milano, dove si nascose, trovando protezione presso il libraio Sonzogno per quale, poi, realizzò diversi lavori. Sempre seguendo Francesca Lodi “Nel 1826 propose di istituire una associazione per pubblicare, presso il Sonzogno, le stampe dei disegni dei due teatri che Palladio aveva costruito nella basilica vicentina nel 1561, per la rappresentazione dell’Amorcostante delPiccolomini e, nell’anno successivo, per la Sofonisba del Trissino: disegni autografi che egli dichiarava di aver ritrovato nell’archivio dell’Accademia Olimpica (Magrini, 1845., pp. 43 s.) e dei quali non si trova, comunque, più traccia. Ma l’impresa non giunse in porto per il fallimento dell’editore, seguito di li a poco dal suicidio dell’artista nel capoluogo lombardo”. Rif. Bibl.: Thieme U. – Becker F., Allgemeines Lexikon der Bildenden Kunstler, V 0001 p 00053, 1907; Accademia dei Lincei, 50904; Palazzo Madama 5997/SILA.

90 euro

108. CARTOGRAFIA INGHILTERRA MANICA DOVER LONDRA LONDON HAVRE DE GRACE ISELAND OF WIGHT GLOUCESTER SALISBURY OXFORDSHIRE OXFORD

image00054_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

La plus Grande Partie de la Manche qui contient Les Cotes d’Angleterre et celles de France les Bords, Martimes de Picarde aux depens de Tob. Conr. Lotter Geogr. Aug. Vind.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (50×58 cm il foglio). Esemplare in magnifica coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio della Manica realizzata, per la prima volta da Matthaus Seutter nel 1730 che la riprodusse in diversi atlanti compositi. Venne poi ripresa, aggiornata e corretta dal suo successore e cognato (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La mappa copre l’Inghilterra sudorientale, compresa Londra e l’intera lunghezza del fiume Tamigi, da Gloucester e Salisbury allo stretto di Dover e dall’Oxfordshire all’Isola di Wight. Le coste della Normandia sono coperte da Calais a Havre De Grace. La mappa di Lotter riprende quella di Seutter combinando elementi di carte nautiche e mappe tradizionali con l’indicazione della profondità marina e ombreggiature che indicano pericoli sottomarini in tutto il Canale della Manica, nel Mare del Nord e nello stretto di Dover. In fondo, al centro della mappa, appare un elaborato titolo allegorico di cartiglio. Il cartiglio presenta divinità greche tra cui Poseidone ed Ermes, oltre a mercanti, api mellifere e navi mercantili. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ad ampi margini.

250 euro

109. CARTOGRAFIA SPAGNA SPAIN HISPANIA PORTOGALLO ISOLE BALEARI MAIORCA MINORCA FORMENTERA GIBILTERRA ILLES BALEARS IBIZA MALLORCA MENORCA EIVISSA

image00056_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

Hispania ex Archetypo Roderici Mendez Sylvae et variis Relationibus et Chartis manuscriptis et impressis huius Regni reetficatis per Observationes Sociorum Academiae Scientiarum quae est Parisiis per G. de l’Isle Geographum in Officina Tobiae Conr. Lotter, Calcogr: Aug. Vind.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (49,5×66,5 cm il foglio). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio della penisola iberica e delle isole Baleari.  Edita per la prima volta intorno agli anni 30’ del settecento da Matthaus Seutter, la carta venne poi ripresa, aggiornata e corretta dal suo successore e cognato (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio della Spagna, del Portogallo, delle Isole Baleari e della costa africana, oltre al territorio di Gibilterra. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ad ampi margini.

190 euro

110. CARTOGRAFIA FRANCIA FRANCE BATTAGLIE NAVALI ENGLAND NAVAL BATTLE CARTAGENA BRETAGNE NORMANDIE

image00051_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad, Chretien Frederic de Heyden, Chr. Matt. Albrecht Lotter,

Die durch die Engellaender beunruhigte Französische Küsten A° = 1758 mit englische u. französoischen Originalien conformirt u. auf das accurateste gezeichnet durch Christian Friederich von der Heyden. Les Cotes de France troublées par les Anglois l’An 1758 conformée avec des Originaux de Londres et de Paris soigneusement designée parChretien Frederic de Heyden.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (57,5 ​​x 69 cm il foglio). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Testo in tedesco e francese in cartiglio a sinistra della stampa e sopra e sotto la scena di battaglia navale nell’angolo sinistro della carta. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio delle coste francesi.  Edita per la prima volta intorno agli anni 30’ del settecento da Matthaus Seutter, la carta venne poi ripresa, aggiornata e corretta dal suo successore e cognato (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio della costa oceanica francese con la Bretagna, il Canale della Manica ed i territori dell’Aquitania, Limosino, Poitou, Charentes, Linguadoca, Rossiglione, Midi, Pirenei. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ad ampi margini. La battaglia illustrata nel margine basso è il celebre scontro avvenuto davanti a Cartagena, nella Murcia spagnola, il 25 febbraio del 1758 fra le navi francesi ed inglesi durante la Guerra dei Sette Anni. In quel giorno una flotta britannica, guidata da Henry Osborn, incrociò una flotta francese davanti la città di Cartagena. La flotta inglese attaccò e sconfisse la forza francese guidata da Michel-Ange Duquesne de Menneville che si stava spostando per raggiungere e portar aiuto alla fortezza francese di Louisbourg nel Nord America che non aiutata, cadde lo stesso anno dopo un lungo assedio inglese.

200 euro

111. CARTOGRAFIA FRANCIA FRANCE BATTAGLIE NAVALI ENGLAND NAVAL BATTLE BRETAGNE NORMANDIE BATTLE OF QUIBERON

image00055_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad, Chretien Frederic de Heyden, Chr. Matt. Albrecht Lotter,

Brittische Übermacht zur See wieder Franckreich Ao. 1759. In denen Unternehmungen deren Engellander auf die Franzosich Kuften, nach denen besten Engl: u: Franzolischen Original Berichten und durch Kostbahre Correspondence erhaltene Gewissheit gezeichnet u: historisch erklahret durch Christian Fried: von der Heyden, verlegt von Tob. Conr: Lotter, in Augsp: Superiorite Britannique par mer contre la France l’An 1759, demontre par les Entrepries des Anglois sur les Cotes de France soutenu par una Correspondence Solide et pretieuse, designee fort exactement et explicque par Chretien Frederic de Heyden, se  vend chez Tobie Conr: Lotter. Geogr. a Augsbourg.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (54.4 x 64.3 cm il foglio); esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Testo in tedesco e francese in cartiglio posto ai lati della carta. Cartiglio con titolo al margine basso dello stampa. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio delle coste francesi e meridionali inglesi che illustra il percorso delle flotte inglesi e francesi che si sarebbero poi scontrare nella celeberrima battaglia, avvenuta durante la Guerra dei Sette Anni, nella Baia di Quiberon il 20 novembre del 1759, battaglia che è rappresentata appunto nel lato sinistro della carta. Lo scontro fra le flotte francese ed inglese si svolse presso la baia di Quiberon, vicino a Saint-Nazaire, di fronte al Golfo di Morbihan. La flotta francese era comandata dall’ammiraglio Hubert de Brienne, conte di Conflans e quella britannica, dall’ammiraglio Edward Hawke. La battaglia terminò con una netta vittoria della squadra navale britannica. “La potenza della flotta francese fu fortemente compromessa e non si riprese prima della fine della guerra; nelle parole di Alfred Thayer Mahan (L’influenza del potere navale nella storia), la battaglia del 20 novembre 1759 «…fu la Trafalgar di quella guerra […] la flotta inglese era ora in grado dii agire contro le colonie della Francia e più tardi di quelle della Spagna, su scala molto maggiore che mai prima.» Per esempio la Francia non poteva approfittare della sua vittoria di Sainte-Foy del 1760, nella terra che è oggi il Canada, poiché là necessitava di rifornimenti e rinforzi dalla Francia, e così la battaglia della baia di Quiberon può essere vista come l’evento che determinò il destino della Nuova Francia e quindi del Canada”. La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. Il disegnatore della carta in questione è il cartografo Christian Friederich van der Heyden Lotter, l’incisore è Matthew Albrecht. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in bella coloritura coeva.

290 euro

112. CARTOGRAFIA EGITTO EGYPT MAR ROSSO ARABIA SAUDITA SUEZ NIL NILO RED SEA LA MECCA LA MACQUE

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Le cours entier du Grand et Fameux Nil, appellé la riviere de l’Egypte dans l’Ecriture Sainte avec la Basse et la Haute Egypte, par où il passe gravè Tobie Conrad Lotter Geogr. à Ausburg.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1750 circa)

In folio (59×73 cm il foglio); esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Testo in francese in cartiglio. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio egiziano che si sviluppa lungo il corso del fiume Nilo, con parte del territorio dell’Arabia Saudita, dell’Etiopia e Abissinia e del territorio di Suez con ben presente il Mar Rosso con anche evidenziate le profondità. La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. Il carta si ispira ai dati riportati dal gesuita R. Pere Sicard, da Alphonse Mendez, Emanuel  L’Ameyda, Pierre Pays e di altri celebri missionari e studiosi gesuiti. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in bella coloritura coeva. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.

280 euro

113. CARTOGRAFIA DANIMARCA DANMARK DENMARK MAR BALTICO COPENHAGEN

image00053_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

Daniae Regnum cum Ducatu Holsatiae et Slesvici nec non Insulae Danicae, et Iutia cum parte Scaniae, excus. Opera et Studio Tobiae Conradi Lotter Geogr. Aug.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (50×58 cm il foglio). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio della Danimarca e di parte della penisola scandinava.  Edita per la prima volta intorno agli anni 30’ del settecento da Matthaus Seutter, la carta venne poi ripresa, aggiornata e corretta dal suo successore e cognato (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio della penisola danese, del Ducatus Holsatia, delle isole danesi del mar baltico. Un bel cartiglio animato, collocato al margine alto destro della carta, descrive il contenuto della mappa. Il cartiglio è sormontato dallo stemma della corte danese. Bellissima tiratura in tiratura non comune.

220 euro

114. CARTOGRAFIA GIBILTERRA ANDALUSIA GIBRALTER ENGLAND INGHILTERRA GIBRALTAR

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Castellum Gibraltar in Andalusia situm cum celebri Freto inter Europam et Africam, annexis circumjacentibus Portubus et Castellis accurate designatum cura et sumptibus Tobiae Conradi Lotter Geogr. Aug.Vindel

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter, 1760 circa)

In folio (50×58 cm il foglio). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio di Gibilterra. La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio di Gibilterra con la rocca. Un bel cartiglio animato, collocato al margine alto destro della carta centrale, descrive il contenuto della mappa. Ai lati due lunghi cartigli in francese e tedesco fanno da legenda alle varie costruzioni che si trovano nel territorio di Gibilterra. Opera in bella tiratura ed in ottime condizioni di conservazione.

250 euro

115. CARTOGRAFIA PORTOGALLO BRASILE PORTUGAL BRASIL

image00052_clipped_rev_1Lotter Tobias Conrad,

Regna Portugalliae et Algarbiae cum adjacentibus Hispaniae Provinciis quibus in peculiari et minori Mappa adjunctum est Brasiliae Regnum Sumptibus Studio Tob. Conr. Lotter Geogr. Aug.Vinde.

(Augusta Vindelicum, Tobias Conrad Lotter), 1762 circa

In folio (58,5×50 cm). Esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio di del Portogallo e delle colonie brasiliane. La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 – 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. La carta riproduce il territorio di Gibilterra con la rocca. Un bel cartiglio animato, collocato al margine alto sinistro della carta, descrive il contenuto della mappa. Nel margine basso un cartiglio con legenda della carta e la mappa dei possedimenti coloniali portoghesi in Brasile. La carta venne incisa da Georg. Friderich Lotter nel 1762. Opera in bella tiratura ed in ottime condizioni di conservazione.

400 euro

116. BASSANO REMONDINI CACCIA AL LUPO VENATIONES HUNTING WOLF

DSC_0681_clipped_rev_1Caccia al lupo, stampa remondiniana

Senza data (ma fine XVII sec. inizio del XVIII sec.), S. stampatore ma Remondini.

28×20 cm alla battuta. In cornice moderna. Ottimo stato di conservazione. Fine coloritura coeva. Non comune tiratura remondiniana della “Caccia al lupo” delle “Venationes”  di Johannes Stradanus (Jan van der Straet) edite per la prima volta intorno al 1570. Questa tiratura remondiniana che presenta la firma di F. Valeggio (Francesco Valeggio), rappresenta la “caccia al lupo”. Nella parte bassa della stampa la scritta “Sic ovis occise lupus extis fallitur arctu, Aut loqueo aut tectis frondoso vimine fossis”. Il foglio è in controparte rispetto all’originale cinquecentesco. Bellissima la coloritura coeva dove le vesti dei cacciatori sono rifiniti in oro.

150 euro