MARZO 2021

MARZO 2021

1)  MANTOVA DONNE SORRENTO MESSINA VENEZIA STAMPATORI GIUNTI GONZAGA GIOCHI GIOCO CARTE 

 IMG_8791_clipped_rev_1IMG_8792_clipped_rev_1IMG_8789_clipped_rev_1Miscellanea tassoniana:

Tasso Torquato,

Il Messaggero, dialogo del Signor Torquato Tasso. Al Sereniss. Sig. Vincenzo Gonzaga Principe di Mantova et di Monferrato. In Venezia, appresso Bernardo Giunti e fratelli, 1582. In 4°; (2), 36 cc.

Unito a:

Discorso della Virtù Heroica, et della Charità del sig. Torquato Tasso. Al Sig. Monsig. Il Cardinal Cesareo. In Venezia, appresso Bernardo Giunti e fratelli, 1582. In 4°; 10 cc.

Unito a:

Discorso della virtù feminile, e domusca, del sig. Torquato Tasso alla Serenissima sig. Duchessa di Mantova. In Venezia, appresso Bernardo Giunti e fratelli, 1582. In 4°; 8cc.

Unita a:

Il Gonzaga secondo, overo del giuoco, dialogo del sig. Torquato Tasso. In Venezia, appresso Bernardo Giunti e fratelli, 1582. In 4°; 20 cc.IMG_8790_clipped_rev_1

Bella legatura coeva in piena pergamena molle un titolo di un’opera e autore al dorso. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Grande stemma di Vincenzo Gonzaga a tutti i frontespizi. Antica firma di appartenenza privata ottocentesca al primo frontespizio “Lett.o Lizio Bruno” che identifica l’esemplare come appartenuto al celebre insegnante, provveditore, letterato, studioso di tradizioni popolari siciliano, nato a Messina nel 1837 e morto a Palermo nel 1908, Letterio Bruno Lizio che con Cannizzaro e Mitchell viene considerato come uno dei più importanti ed eleganti letterati messinesi della seconda metà dell’ottocento. All’ultima carta bianca è presente un indice manoscritto dallo stesso Letterio (questa pagina presenta piccole mancanze di carta al margine bianco basso). Raccolta di prime edizioni del grande poeta, scrittore, drammaturgo e filosofo italiano, Torquato Tasso (Sorrento, 11 marzo 1544 – Roma, 25 aprile 1595). L’opera venne stampata da Giunti, all’insaputa dell’autore e ristampata più volte a Ferarra e poi anche a Mantova. Decine di bellissime testatine, finalini ed iniziali ornate. Le opere raccolgono il pensiero del Tasso sulla donna sia sulla sua bellezza che sul suo ruolo sociale e famigliare. Nell’ultima opera, Tasso, immagina una conversazione tra Margherita Bentivoglio, Giulio Cesare Gonzaga e Annibale Pocaterra incentrata sul gioco analizzandone vari come il gioco della dama, i giochi di carte, il gioco degli scacchi, il palamaglio, i giochi di dadi ed i giochi d’azzardo fino a concludere il ragionamento sulle donne che giocano. Rif. Bibl.: Parenti 482; ICCU/EDIT16, n. 28550-28551-28553; Camerini II p. 465 n° 15; BM. STC. 660; Graesse VII 39.IMG_8793_clipped_rev_1

790 euro

2) SICILIA MOTI INSURREZIONALI PALERMO MOTI RIVOLUZIONARI SICILIA VEDUTE 

IMG_8809_clipped_rev_1IMG_8810_clipped_rev_1 IMG_8808_clipped_rev_1IMG_8811_clipped_rev_1IMG_8812_clipped_rev_1IMG_8813_clipped_rev_1IMG_8807_clipped_rev_1Bernardis Calogero de,

Raccolta di 20 stampe che rappresentano al naturale li fatti più rimarchevoli successi in Palermo dal giorno 15 luglio sino a li 5 ottobre 1820

(Palermo, S. stampatore, S. data ma 1820)

In oblungo; 20 c. di tav. Presenti tutte le tavole ma assente il frontespizio. Legatura coeva in piena tela verde con titolo in inglese impresso in oro al dorso. Curiosamente il legatore ha sbagliato e al posto di Palermo ha scritto “Insurrection at Florence 1820”. Rimontato nella sua legatura tra la fine dell’ottocento ed i primi del novecento. All’interno le tavole si presentano in perfette condizioni di conservazione ed in bella e nitida impressione. Opera stampata su carta forte di ottima qualità. Ogni tavola è accompagnata da un cartiglio, posto sotto l’immagine, che descrive il luogo, la data ed i fatti avvenuti. Le tavole, incise all’acquaforte, sono rarissime ed ancor più raro trovare un set completo di tutte e venti le tavole. Prima ed unica edizione di questa importante opera grafica dedicata ai moti palermitani del 1820, incisi e disegnati da Calogero De Bernardis, acquafortista attivo a Palermo nella prima metà del XIX° secolo. Nato a Palma di Montechiaro, De Bernardis, fu testimone oculare dei fatti rivoluzionari indipendentisti che scoppiarono in tutta l’isola composto dai baroni e dal popolo contro i Borboni. Il giorno 15 giugno del 1820, i rivoltosi, guidati da Giuseppe Alliata di Villafranca, si impossessarono di 14.000 fucili conservati presso l’arsenale di Palermo. Scacciate le truppe borboniche, a Palermo venne istituito un governo provvisorio, presieduto da Giovanni Luigi Moncada, principe di Paternò che il 16 luglio, convocato il parlamento siciliano, ripristinò la Costituzione siciliana del 1812. Il governo provvisorio chiese a Napoli di accettare la carta costituzionale concedendo, però, di rimanere sotto i Borboni. Il 30 agosto da Napoli arrivò il diniego delle richieste del governo palermitano e vennero inviati 6500 agli ordini del generale Florestano Pepe che riuscì a trovare un compromesso, disatteso però dal governo borbonico che sostituì Pepe con il Pietro Colletta che reprimette l’insurrezione nel sangue. Scrive Guglielmo Moncada di Monforte nella sua opera “Le rivoluzioni siciliane dell’Ottocento, preludio all’Unità d’Italia” (Edizioni Fotograf): “I moti del 1820 IMG_8814_clipped_rev_1sono raccontati attraverso una testimonianza diretta, i disegni di Calogero De Bernardis. «Questo giovane, originario di Palma di Montechiaro, allievo del famoso pittore Patania, sapeva di dover morire di lì a poco di tubercolosi — spiega Moncada — per questo motivo decise di seguire da vicino i moti, mettendo anche a rischio la propria vita». Le tavole si susseguono di fatto in ordine cronologico. Il 16 luglio il cronista-pittore raffigura il popolo in rivolta, acclamante per via Toledo (l’odierna corso Vittorio Emanuele), accompagnato dalla banda militare. Dello stesso giorno, anche il disegno che raffigura il cardinale Gravina in via Schioppettieri che incontra i dimostranti in un vicolo tra piazza Pretoria e via Roma. Risale al 17 luglio, invece un disegno sugli ex detenuti del carcere della Vicaria che prendono parte alla rivoluzione. Sulla destra è possibile scorgere anche il carro di Santa Rosalia, la cui festa si stava svolgendo in quei giorni”. Le vedute riguardano fatti storici come l’incendio della Locanda Tegoni, la banda popolare che scorre in Via Toledo, l’uscita dei detenuti dalla Vicaria di Palermo, la ripresa del castello da parte di Paternò, l’arresto di soldati sparsi nella campagna di Menzagnio, attacco tra le Barche Cannoniere Napolitane e la fortezza della Garita, posizione presa dai soldati napolitani nell’Orto Botanico di Palermo, il diroccamento dellla Casina del Sig. Prpe della Cattolica ecc. ecc. Rara serie completa delle 20 tavole dedicate ai moti palermitani del 1820, in legatura ottocentesca, manca il frontespizio. Rif. Bibl.: Mira II, 260.

1.000 euro

3) ESOTERICA ESOTERISMO ESOTERISM LEGATURA RELIEURE DURU OCCULTISM OCCULTISMO VISIONI INFERNO DEMONIO MADRID SPAIN BAROCCO LETTERATURA BAROCCA ESOTERISM

6137_1_clipped_rev_1Quevedo Villegas Francisco de,

Les Visions de Dom Francisco de Quevedo Villegas, Chevalier de l’Ordre S. Jacques. Augmentées de l’Enfer Reformé, ou Sedition infernale. Traduites d’Espagnol. Par le Sieur de la Geneste.

Paris, De l’Imprimerie d’Arnould Cottinet, 1641

In 8° (16×10,5 cm); (16), 381, (3) pp. Bellissima legatura ottocentesca in piena pelle del grande legatore francese Hippolyte Duru della celebre bottega Chambolle-Duru. Titolo in oro al dorso. Doppia cornice impressa a secco ai piatti ed ai tasselli. Al margine interno dei piatti ricchissima cornice in oro. Carta marmorizzata di sguardia. Tagli in oro con sottostante bellissima marmorizzatura e doppio filetto in oro al taglio dei piatti. Qualche minima strofinatura al taglio degli angoli superiori dei piatti ma nel complesso in ottime condizioni di conservazione. All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Seconda edizione francese di questo celeberrimo trattato esoterico del grande poeta e scrittore madrileno Francisco de Quevedo y Villegas (Madrid, 14 settembre 1580 – Villanueva de los Infantes, 8 settembre 1645). Oltre ad avere un’ottima formazione umanistica, Quevedo conosceva6137_2_clipped_rev_1 perfettamente l’italiano, il francese, il latino, il greco, l’arabo e l’ebraico. Quando fu sospettato di aver preso parte ad una congiura contro Venezia, riuscì a fuggire travestito da mendicante senza essere riconosciuto grazie al suo perfetto accento italiano. Quevedo è forse l’ingegno più vigoroso, inquieto e complesso della let teratura spagnola. È considerato inoltre una delle figure più significative del barocco europeo. Della letteratura barocca egli rappresenta l’ala concettista, come Luis de Góngora ne rappresenta l’ala culterana, sebbene le due correnti, fieramente contrapposte nelle personalità rivali dei due principali esponenti e per molto tempo considerate separatamente, finiscano per confondersi e comporsi nella superiore unità della poetica barocca: ora tesa ad astruse e problematiche scalate concettuali, ora ad ermetiche e desuete form e metaforiche. L’edizione qui presentata è un’edizione ampliata dei celeberrimi “Suenos”. L’opera ebbe grande successo ma anche una vita assai travagliata. L’autore chiese l’approvazione 6137_3_clipped_rev_1per la stampa una prima volta nel 1610 ma il censore giudicò il libro pernicioso per l’irriverente mescolanza di luoghi della Sacra Scrittura con argomenti satirici e grotteschi. Due anni dopo, un secondo censore diede invece parere favorevole ma nonostante questo, l’opera non vide la luce che nel 1627 e fuori dal regno di Castiglia, con il titolo “Suenos y discursis de verdades descubridoras de abusos…”. Il libro ebbe subito una grande risonanza, ma, ammonito dal Sant’Uffizio, l’autore decise di farne un’edizione purgata secondo i voleri delle autorità ecclesiastiche, edizione che apparve a Madrid nel 1631 con titolo diverso. L’opera originale si presentava in cinque dialoghi. L’edizione qui presentata vede, in più, la sesta visione dell’inferno e il celebre dialogo “Sedition Infernale”. I tipi più diversi, poeti, avari, scrivani, maestri di scherma, medici, donne im bellettate sacrestani ecc. sono giudicati e condannati insieme con Giuda, Maometto e Lutero, come, ad esempio, nel caso dello “Sbirro indemoniato” dove non c’è acquasanta che valga a liberare dal corpo del disgraziato sbirro il povero demonio che si dispera. L’opera è stata soggetta a numerose interpretazione e probabilmente la stessa può essere letta a diversi livelli interpretativi. Opera non comune in bella legatura.

650 euro

4) PRESENTISME KRISHNAMURTI MISTICISMO PRIME EDIZIONI

 IMG_7949_clipped_rev_1Suares Carlo, Lamour Philippe, Bousquet Joe,

Voie Libre,

A Paris, Au Sans Pareil, 1930

In 4° piccolo; 158, (2) pp. Brossura editoriale con titolo e fregio in azzurro al piatto anteriore. Due piccoli rinforzi al dorso, nel margine bianco dello stesso. Prima rarissima edizione del testo base del “Presentisme”. Vecchia firma d’appartenenza alla prima carta bianca. Nel complesso in buone condizioni di conservazione. “Carlo Suarès è nato ad Alessandria d’Egitto nel 1892 e si è sempre dichiarato alessandrino, dicendo in proposito: “E’ essere troppo profondamente religioso per essere credente”. Successivamente si trasferì a Parigi dove si laureerà in architettura. Lui e la moglie Nadine saranno per lungo tempoIMG_7948_clipped_rev_1 legati a Krishnamurti da una particolare amicizia fino alla metà degli anni Sessanta, quando a causa di alcuni dissidi interni al gruppo che coordinava in Francia gli incontri di Krishnamurti si allontaneranno in modo definitivo. Suarès contribuì con diversi scritti e traduzioni a far conoscere Krishnamurti nel mondo francese. Intorno agli anni Trenta, insieme ad alcuni amici, fra cui il poeta e scrittore Joe Bousquet, elaborerà una sorta di dottrina, chiamata ‘présentisme’, direttamente ispirata all’insegnamento krishnamurtiano (Cfr: Ph. Lamour, J. Bousquet, C. Suarès, Voie libre, Paris, Au sens pareil, 1930). In italiano è stato tradotto di Suarès, Saggio su Krishnamurti, tr. it., Genova, Lattes, 1929. Successivamente, dopo la rottura con Krishnamurti, rivolgerà sempre di più l’attenzione alle sue radici ebraiche applicandosi allo studio della qabbalah, pubblicando saggi sull’argomento”. Rarità bibliografica. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LO1\0580329.

250

5) AMERICA GERUSALEMME NAPOLI ROMA VENEZIA STORIA NUOVO MONDO SCOPERTE VIAGGI USI E COSTUMI

 IMG_7935_clipped_rev_1Zappullo, Michele,

Historie di quattro principali città del mondo, Gerusalemme, Roma, Napoli e Venetia. Sommariamente descritte da Michele Zappullo napolitano, Dottoe di Leggi. Nelle quali, con ordine di tempi, si trattano le cose piu notabili quiui, & in altri paesi avvenute. Aggiuntovi un compendio dell’istorie dell’Indie, & anche le tavole astronomiche, per maggior documento de lettori. Con la tavola de’ capitoli che si contengono nell’opera.

In Vicenza, appresso Giorgio Greco, 1603

In 4°; (16), 449 (i. e. 439), (1) pp. Bella ed elegante legatura settecentesca di recupero in piena pelle con dorso a 4 nervi. Ai piatti doppia cornice in oro e a secco e quarti di ventaglio ai quattro angoli in oro. Al centro dei piatti elegante fregio IMG_7934_clipped_rev_1ornamentale in oro. Antico restauro al margine basso bianco del frontespizio con piccola aggiunta di carta. Qualche lievissimo restauro all’angolo esterno basso di una quindicina di carte, del tutto irrilevante. Un leggerissimo alone al margine basso di una ventina di carte mai intenso e del tutto irrilevante e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura. Saltate le p. 270-279; le p. 402-403 erroneamnete numerate 382-383. Una mano settecentesca ha corretto i numeri delle pagine errati ed anche, in alcune pagine, l’intestazione errata della stessa. Marca tipografica dello stampatore Giorgio Greco al frontespizio. Seconda non comune edizione dopo ma IMG_7936_clipped_rev_1prima per numerose aggiunte dedicate al nuovo mondo, la prima edizione uscì nel 1598, una terza edizione uscì a Napoli nel 1609 sempre per i torchi di Carlino e Pace che pubblicarono anche la prima edizione, di questa interessante opera storica dedicata a Gerusalemme, Napoli , Roma e Venezia, opera del noto storico Michle Zappullo (a volte anche riportato come Zappulli). Scrive John A. Marino nel suo noto studio dedicato alla cultura barocca napoletana “Becoming Neapolitan: Citizen Culture in Baroque Naples”: According to Zappullo, whereas Jerusalem was sacred to the Jews, .. Rome was the seat of the gentile …. Naples on the other hand proved to be the first city of Europe converted to Christianity and the refuge of Christianity during the persecution of the primitive church, and since then has remained steadfast in its ancient faith. … And with the passing of 1600 without an end to the world, Zappullo’s subsequent editions were able to expand his argument to the spread of Christianity to the Venetians and to the people of the New World.” L’opera infatti contiene un importante capitolo dedicato alla storia della scoperta (con la storia delle scoperte di Colombo, Cortez e Pizzarro) e dell’infiltrazione europea nelle Americhe nella quale però vengono menzionati anche il Canada. In questa seconda edizione, oltre al sopracitato capitolo dedicato alle Americhe, Zappullo aggiunse anche una parte completamente dedicata a Venezia. Un ultimo capitolo capitolo è dedicatoIMG_7937_clipped_rev_1 all’astronomia con la riproduzione di diverse tavole astronomiche. La descrizione degli abitanti del Nuovo Mondo tradisce a volte i tipici preconcetti cattolici e così, infatti, Zappullo, rimpiange la storia americana precedente a Colombo. L’autore accusa gli indiani, uomini e donne, di essere crudeli, bestiali, traditori, insensati, ignoranti, incostanti e ladri. Descrive, ad esempio le pratiche dei sacrifici umani dichiarandole tipiche di tutto il continente americano e non dei soli aztechi del Messico. Zappullo sosteneva anche come la sodomia fosse così comune tra gli indiani che gli uomini sposavano altri uomini ed uno dei due recitava la parte di moglie svolgendo tutti i compiti solitamente assegnati alle donne. Arrivò a sostenere che gli “indiani” mancassero tutte le cose necessarie al benessere umano, come il grano, il vino e le olive, mulini, bestie da soma e ferro. Secondo Zappullo, questi non erano stati in grado di elaborare pesi, misure o numeri, non avevano la musica o delle lettere e nessuna delle arti liberali. Seconda edizione ma prima a contenere i capitoli dedicati all’America ed a Venezia. Rif. Bibl.: BM STC It. C17th. p. 976; Alden 603/122; Sabin 106254.IMG_7933_clipped_rev_1

500

6) MEDICINA MEDICINE FISIOLOGIA PHYSIOLOGY CHIRURGIA CHIRURGIE SURGERY PHYSIOLOGIE MEDECINA VITERBO ACQUAPENDENTE

 IMG_8800_clipped_rev_1IMG_8801_clipped_rev_1IMG_8802_clipped_rev_1IMG_8798_clipped_rev_1D’Acquapendente Girolamo Fabrizi,

Oeuvres chirurgicales de Hierosme Fabrice d’Aquapendente, fameux medecin, … Diuisées en deux parties: dont la premiere contient le Pentateuque chirurgical: l’autre, toutes les operations manuelles, qui se practiquent sur le corps humain. Derniere edition, soigneusement reveue, et enrichie de diverses figures inventees par l’autheur.

A Lyon, chez Pierrre Ravavd., 1649

In 8° (16×10,2 cm); (8), 936 (i. e. 928), (22) pp. Bella legatura ottocentesca in mezza pelle scura. Dorso a 4 nervi con titolo in oro al dorso. Tagli riccamente marmorizzati. Numerosi errori nella numerazione delle pagine. Completo. Marca tipografica al frontespizio con granchio che tiene farfalla entro cornice xilografica. 12 belle xilografie nel testo con riproduzioni di strumenti medici dell’epoca. Testatine, iniziali e finalini ornati. Frontespizio leggermente rifilato nel margine basso, con taglio del “privilegio” stampato sotto il la data di stampa. Rara seconda edizione, nessun esemplare censito in ICCU, di questa celeberrima opera medica del grande medico, chirurgo, anatomista e fisiologo nato ad Acquapendente (Viterbo) nel 1533 e morto a Padova nel 1619. Qualche leggerissimo ed ininfluente brunitura e alone dovuto alla qualità della IMG_8799_clipped_rev_1carta ma nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione, È conosciuto anche come Girolamo Fabrizio o col nome latino Hieronymus Fabricius. Esercitò anche la medicina pratica, con grande successo e grandi profitti economici. In effetti l’aquesiano fu soprattutto, oltre che un esperto anatomista e fisiologo, un abile chirurgo. Fu chiamato per consulti medici da illustri potenti e principi del tempo. Sotto il profilo scientifico, l’aquesiano, diede numerosi contributi originali e fondamentali in anatomia, embriologia, anatomia comparata, chirurgia e le sue lezioni e le ricerche si concretizzarono in numerose pubblicazioni. Egli descrisse le valvole delle vene (“De venarum ostiolis” del 1603), offrendo un contributo fondamentale al problema della circolazione sanguigna, poi risolto dallo stesso Harvey. Apportò un notevole sviluppo allo studio dell’occhio, dell’orecchio (“De visione voce auditu”) e del meccanismo della voce (De locutione). Nel De Tumoribus analizzò oltre ai tumori, di cui viene trattata anche la cura, l’herpes, i vari tipi di ernie, la gangrena, i bubboni e altre infezioni e patologie. Condusse originali ricerche embriologiche descritte nel “De formato foetu” del 1600. L’opera è il primo trattato di embriologia comparata, completato da un accurato corredo di tavole anatomiche. Per opere come questa ed il “De formatione oui, et pulli” è considerato il padre dell’embriologia moderna. In alcuni manoscritti sono anche sviluppati argomenti di carattere metodologico, come il De anatomica methodo. Raro. Rare, good copy.

880 euro

7) ILLUSTRATORI GAVARNI SATIRA POLITICA SOCIALE PARIS

7897_2_clipped_rev_1Gavarni (Guillaume Sulpice Chevalier),

Oeuvres choisies de Gavarni. Revues corrigées et nouvellement classées par l’auteur. Etudes de moeurs contemporaines. La vie de jeune homme. Les débardeurs. Avec des notices en tête de chaque série par M. P.-J. Stahl – Theophile Gauthier & Laurent-Jan, – Lireux & Leon Gozlanzv . [4 tomi, per 354 tavole].

Paris, J. Hetzel, F.res Garnier, 1846 – 1848

In 4° (26,8×17,8 cm); 4 tomi: (94) cc., (88) cc., (86) cc., (86) cc. Legatura coeva in tre volumi (il quarto volume presenta una legatura omogenea alle precedenti ma realizzata fra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento) in mezza-pelle chiara con titolo e numero del volume impressi in oro al dorso e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche lieve difetto alle cerniere di sue volumi e per il resto, all’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. La versione più estesa delle opere di Gavarni. Esistono diverse versioni di quest’opera con una differenza nel numero di tavole. Il nostro esemplare, con 354 tavole, è quello che presenta un numero maggiore di tavole rispetto alle altre conosciute. Guillaume Sulpice Chevalier, pseudonimo di Paul Gavarni (Parigi, 1804 – 1866) fu un celeberrimo illustratore, disegnatore e pittore francese. Precoce talento per il disegno, l’autore si propose, fin da giovane, di sviluppare nuov7897_1_clipped_rev_1e tecniche e materiali incisori, sfruttando nuovi prodotti chimici non prima utilizzati. Già a 20 anni impressionò l’editore Blaisot che gli propose alcuni lavori. Utilizzando i soldi guadagnati si trasferì nei Pirenei dove aveva idea di recarsi per realizzare una serie di ritratti di costumi popolari che uscì poi nel 1828, già firmati con il suo nome d’arte di Gavarni, ispirato da una catena montuosa vista durante il suo soggiorno pirenaico. Nel 1830 iniziò a lavorare per la rivista “La mode” che gli diede grande successo in patria ma anche in Inghilterra, ricevendo anche l’apprezzamento di diversi personaggi importanti come ad esempio Balzac. In questo periodo sperimentò nuove tecniche litografiche. E’ di questi anni una delle sue più drammatiche esperienze che segnò anche la sua opera futura. Sulla scorta del successo ottenuto puntò tutti i suoi guadagni nella creazione di una rivista tutta sua che uscita con il titolo di “Journal des Gens du Monde” nel 1835 e che fallendo quasi subito, portò Gavarni, ridotto sul lastrico, in galera per un anno. Questa esperienza la ritroviamo nel 1837 nella serie uscita sulla celebre rivista Charivari, intitolata Fourberies des femmes en matière de sentiments, nella quale denunciava il mondo degli affari. La serie ebbe di nuovo un enorme successo e portò Gavarni ad esser chiamato a presentare tavole su tutti i principali giornali dell’epoca e facendo dell’artista, uno dei più celebri personaggi della sua epoca. Avvicinandosi alla metà del secolo, il suo stile cambiò e si diresse verso temi di denuncia sociale. Nel 1847 si trasferì a Londra, secondo Gavarni, città più adatta a comprendere il suo desiderio di ritrarre i personaggi e la vita dei bassifondi malfamati chiudendosi sempre più in se stesso e nella sua arte. Tornato a Parigi si dedicò sempre di più alla critica sociale ma anche agli studi matematici e meccanici che da sempre lo avevano appassionato fino a diventare la sua attività principale a partire dal 1860, data che segna anche il suo abbandono del disegno. Morì nel 1866, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi illustratori dell’ottocento.

250 euro

8) LIBRI ANIMATI POP-UP BOOK ANATOMIA FISIOLOGIA RARITA’

IMG_7963_clipped_rev_1 IMG_7961_clipped_rev_1IMG_7960_clipped_rev_1Ebenhoech Paul,

L’uomo, Qual’è la struttura del nostro corpo e come funzionano i nostri organi. Manuale faciel d’anatomia e fisiologia ad uso dei medici, degli infermieri, della Croce Rossa, delle scuole secondarie e per l’istruzione individuale. D.r P. Ebenhoech, maggiore medico di 1° classe nel R. E. Bavarese. Traduzione italiana sulla quarta edizione tedesca del D.r Orsino Manganotti, con una tavola colorata scomponibile. Terza edizione.

Verona, Gozzo & Cabianca Editori, S. data (ma 1897)

In 8° grande; 18, (2) pp. e una tavola animata scomponibile (pop-up). Cartoncino rigido editoriale illustrato e tela rossa al dorso. Qualche lieve segno del tempo ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Terza assai rara edizione, come tutte quelle prima del novecento di questo pop-up book del medico tedesco Ebenoech Paul. L’edizione venne realizzata sulla quarta edizione originale tedesca, con la traduzione del dottor Orsino Manganotti. Dopo la parte di testo segue, in fondo a volume, una bellissima serie di tavole clastiche a colori scomponibili del corpo umano composta di innumerevoli strati. L’opera ebbe un enorme successo e numerosissime edizioni anche nel corso del novecento. Come tutti questi volumi didattici, l’opera è rara ed assai rara a reperirsi nelle edizioni precedenti il 1900. Nessun esemplare censito in ICCU.

180 euro

9) LIBRI ANIMATI POP-UP BOOK ANATOMIA FISIOLOGIA RARITA’

IMG_7967_clipped_rev_1 IMG_7965_clipped_rev_1IMG_7966_clipped_rev_1IMG_7964_clipped_rev_1Schmidt e D. Bocci,

Anatomia della testa dell’uomo, spiegata su una serie di tavole clastiche colorate del Dott. Schmidt. Traduzione italiana interamente rifatta con note ed aggiunte del Dr. Bocci.

Torino-Roma-Milano-Napoli-FIrenze, G. B. Paravia Editori, S. data (ma 1895-1897)

In 4°; 30 pp. e due tavole ripiegate che a sua volta contiene numerose tavole clastiche a colori scomponibili che ricreano la conformazione della testa umana. Qualche lieve segno del tempo e nel complesso in buone condizioni di conservazione. Cartoncino editoriale con titolo e bella immagina a colori di una testa di umana. Prima rarissima edizione, quattro soli esemplari censiti in ICCU, di questo celebre libro animato. L’opera si avvale della traduzione e delle note del dottor D. Bocci. Raro. Rifl. Bibl.: IT\ICCU\TO0\1808920.

280 euro

10) VIAGGI ROMANZI AVVENTURA VERNE PRIME EDIZIONI

Verne Jules,7898_2_clipped_rev_1

7898_1_clipped_rev_1L’École des Robinsons par Jules Verne. 51 dessins par L. Benett.

Paris, Bibliotheque d’Education et de Recreation, J. Hetzel et C.ie, S. data (ma 1882)

In 4° (25,7×16,5 cm); (4), 202 pp. Legatura coeva in mezza-pelle scura con titolo, autore e filetti in oro al dorso. Vignetta al frontespizio. Opera riccamente illustrata dai disegni di L. Bennet. Prima edizione di questo celebre racconto d’av ventura di Jules Verne ispirata alle vicende dello svizzero Robinson di Wyss. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.7898_3_clipped_rev_1

90 

11) LOUVRE MUSEOGRAFIA MUSEOLOGIA MUSEI

 IMG_7952_clipped_rev_1Musée du Louvre,

Notice des statues, bustes et bas-reliefs, de la Galerie des antiques du Musee Napoleon, ouverte pour la premiere fois le 18 Brumaire an. 9.

A Paris : de l’Imprimerie des Sciences et Arts, rue Ventadour, n. 5, an XII. [1803-1804]

In 12°; 186, (2 b.) pp. Presente solo la brossura posteriore ma volume ben rilegato. Prima edizione nel formato dell’anno 1803-1804 di questo celeberrimo catalogo de Louvre che descrive oltre alle opere contenute anche la zona da dove le opere sono state IMG_7953_clipped_rev_1requisite dalle truppe napoleoniche. “Particolarmente significativo fu l’arrivo nella collezione di tanti capolavori oggetto delle spoliazioni napoleoniche in Italia, tra cui anche il Gruppo del Laocoonte e l’Apollo del Belvedere che facevano parte della collezione papale, giunti a Parigi nel luglio 1798 e accolti con fastose cerimonie (per l’occasione venne anche realizzato un vaso di Sèvres celebrativo). Uguale sorte toccò al gruppo bronzeo dei Cavalli di San Marco a Venezia e ai tanti capolavori nelle varie corti italiane: Raffaello, Perugino, Andrea del Sarto, Tiziano, Moroni, Correggio, i Carracci, Guercino, Domenichino, Guido Reni, Taddeo Gaddi, Lorenzo Monaco, Benozzo Gozzoli, e molti altri. Il gran numero di queste opere costrinse i curatori del museo a riorganizzare l’esposizione. Il palazzo fu restaurato e inaugurato nel 1800, per essere poi ribattezzato “Musée Napoléon” nel 1802″. Raro. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VEAE\141081.

120 euro

12) MONETE NUMISMATICA CATALOGHI D’ASTA VENDITE MONETE IMPERIALI E CONSOLARI ROMANE ROMA

 IMG_7946_clipped_rev_1Sambon Giulio,

Catalogo della Collezione Angelo Remedi di Sarzana. Monete romane consolari ed imperiali delle zecche italiane medioevali e moderne e medaglie.

Milano, Tipografia Luigi di Giacomo Pirola, 1884

In 4°; XI, (1), 361, (3) pp. e 8 c. di tav. fuori testo. Brossura editoriale azzurra con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Titolo e autore manoscritto da mano coeva al dorso. Prima ed unica assai rara edizione di questo celebre catalogo di vendita compilato dal celeberrimo mercante d’arte collezionista e studioso, Giulio Sambon (1836-1921). Il catalogo fu realizzato in occasione della IMG_7947_clipped_rev_1 (1)vendita della famosissima collezione di monete del noto archeologo e numismatico, Marchese Angelo Remedi di Sarzana (Sarzana, 28 settembre 1806 – Sarzana, 4 aprile 1889) che fu R. Ispettore degli Scavi e Monumenti e Socio di molte accademie italiane ed estere. “Gli scavi nel territorio dell’antica Luni, da lui intrapresi e con intelligente opera condotti negli anni 1857-59, gli fruttarono la scoperta di molti cimeli archeologici, che illustrò in accurate relazioni. La larghezza del censo gli permise di adunare una bella collezione di monete romane e medioevali, che poi vendette nel 1884. Alcuno fra le più notevoli di queste monete, fornirono argomento al march. Remedi per vari articoli, ch’egli comunicò ai diversi periodici numismatici succedutisi in Italia in questi ultimi anni” da Società Numismatica Italiana. La vendita della sua collezione di monete fu una delle più importanti dell’ottocento, composta dalle sue 3219. Questo catalogo di vendita è assai raro e ne sono censiti solo tre esemplari in ICCU. Rif. Bibl.: IT\ICCU\LO1\1447269.

200

13) BOLOGNA STORIA LOCALE BOLOGNESE PRIME EDIZIONI MASSIME SENTENZE

 IMG_8805_clipped_rev_1IMG_8803_clipped_rev_1Ghirardacci Cherubino,

Theatro Morale de’ Moderni Ingegni: Dove si scorgono tante belle e gravi Sentenze, tante acute risposte, & tanti savi consigli, oltra infinite comparationi, che vi sono; che dir si puo esser felicemente unite le cose Naturali con le Morali. Raccolte per il r.p. fra Cherubino Ghirardacci bolognese agostiniano. …

In Vinegia, appresso Gabriel Giolito de’ Ferrari, 1575.

In 12°; (24), 456 pp. Legatura della prima metà del seicento, in piena pergamena con titolo, luogo di stampa, anno e stampatore chiosati da mano coeva al dorso. Antica nota di possesso privato ottocentesco al margine alto della prima carta bianca. Tagli azzurro scuro. Marca tipografica di Gabriele Giolito de Ferrari al frontespizio, dove la parola Theatro si trova entro bella cornice. Una quarantina di pagine con leggera rifilatura al margine alto che sfiora le parole “Theatro Morale” poste in alto sopra ogni pagina. Un forellino di tarlo al margine interno bianco della prima metà del volume, ininfluente. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Iniziali ornate, testo in minuti caratteri romani. Prima edizione con la data esposta 1575, esistonoIMG_8804_clipped_rev_1 anche esemplari della prima edizione con la data 1576 come ben esposto dal Bongi, di questa celeberrima opera del noto cronista, storico e frate agostiniano bolognese, Gherubino Ghirardacci (Bologna, 1519 – Bologna, 12 dicembre 1598). Entrato nell’ordine di S. Agostino verso il 1532, si formò, però, a Siena. Tornato a Bologna si interessò alle carte antiche conservate nel convento, iniziando, lentamente a studiarle. Concentratosi nello studio della storia bolognese, nel 1596 pubblicò la sua “Historia di Bologna” riuscendo a superare il forte ostracismo verso l’opera, del Senato di Bologna che per anni ne proibì la stampa. L’opera che qui presentiamo è ricercata perché in essa, l’autore raccolse numerosissime massime, frasi argute e sentenze sui più disparati argomenti, pronunciate da centinaia di personaggi illustri bolognesi contemporanei di Ghirardacci, molte delle quali, solo qui riscontrabili. L’opera ebbe un notevole successo tanto che già nel 1582, uscì una seconda edizione, seguita poi, da innumerevoli altre edizioni. Scrive il Bongi nei suoi “Annali del Giolito”, volume II, pag. 350, a proposito dell’opera, come essa sia una raccolta di sentenze e frasi “nella stessa forma che si vede negli Oracoli di Ortensio Lando, libro che senza dubbio il Ghirardacci prese a modello […] gli autori delle sentenze sono tutti bolognesi, salvo pochissime eccezioni, come quella del trovarvisi un capitolo di sentenze di Gabriel Giolito. E’ perciò libro di qualche importanza per la storia bolognese, ove altro non fosse, per esibire una numerosa lista dei gentiluomini bolognesi contemporanei al Ghirardacci, e per incidenza contenere alcune speciali notizie sopra di essi…”. Primissima edizione, in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\RMLE\008156.

450 euro

14) AGIOGRAFIE SAN FRANCESCO FRANCESCANI LEGENDA MAJOR CIVITA DI BAGNOREGIO SAN BONAVENTURA STAMPATORI VENEZIA VITERBO 

 IMG_8796_clipped_rev_1IMG_8797_clipped_rev_1IMG_8794_clipped_rev_1San Bonaventura da Bagnorea,

Vita, et costumi del glorioso et serafico S. Francesco Nuovamente tradotta in volgare, à utilità, et consolatione di tutte le anime Christiane.

In Venetia, appresso Fiorauante Prati, 1588 (In Venetia : appresso Fiorauante Prati, 1588).

In 8° piccolo; 181, (3), (2 b.) pp. Legatura ottocentesca in mezza-pergamena con piatti foderati da bella carta marmorizzata coeva. Un leggerissimo alone al margine esterno bianco delle prime due carte e al margine interno delle ultime due, ininfluenti e per il resto in buone-ottime condizioni di conservazione. Nelle ultime due carte bianco due simpatiche note manoscritte ottocentesche che dicono “Questa carta è di straci, questi straci è di lino, questo lino è di …questo libro è di carta, è orbo chi guarda”. Bella marca tipografica al frontespizio. Bell’edizioneIMG_8795_clipped_rev_1 della celebre agiografia di San Francesco, scritta dal Doctor Seraphicus, Bonaventura da Bagnoregio (Civita di Bagnoregio, 1217/1221 circa – Lione, 15 luglio 1274) che insegnò alla Sorbona e fu grande amico di Tommaso d’Aquino. San Bonaventura, vescovo e cardinale, fu canonizzato da papa Sisto IV nel 1482 e proclamato Dottore della Chiesa, da papa Sisto V nel 1588. Tra il 1262 e il 1264 Bonaventura, fu priore del convento di San Francesco ad Orvieto che lui stesso fece ristrutturare. Nel 1257, Bonaventura divenne Ministro Generale dell’Ordine francescano, rinunciando lo stesso anno alla cattedra della Sorbona. Bonaventura iniziò subito una politica di unificazione dell’ordine, contro le varie correnti che in esso si contrapponevano. Bonaventura prese una posizione decisa sia contro la corrente spirituale ispirata dalle idee di Gioacchino da Fiore che accentuava la povertà dell’ordine ma anche contro le correnti più mondane che si stavano sviluppando in seno ad esso. Nel 1260 nel Capitolo Generale di Narbona partecipò, anche con l’appoggio papa, a stabilire le regole generali dell’ordine e gli venne chiesto di compilare una nuova agiografia di San Francesco. L’opera intitolata “Legenda Maior”, la stessa qui presentata, sarebbe poi diventata l’agiografia ufficiale di San Francesco. Edizione non comune stampata a Venezia da Fioravanti Prati. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CNCE\006909.

400

15) LESSICOGRAFIA VOCABOLARI GRAMMATICA CLASSICI DELLA LATTERATURA ITALIANA UDINE FERRARA VENEZIA STAMPATORI

 IMG_7959_clipped_rev_1Alunno Francesco,

Della Fabrica del Mondo di M. Francesco Alunno da Ferrara. Libri Dieci. Ne’ quali si contengono le voci di Dante, del Petrarca, del Boccaccio, & d’altri buoni autthori, mediante le quali si possono scrivendo esprimere tutti i concetti dell’huomo di qualunque cosa creata. Con un Vucabolario in fine, di tutte quelle voci, che mancavano nella Fabrica, et si leggono in diversi altri Autthori antichi et moderni; aggiunto da M. Thomaso Porcacchi per intera sodisfattione di chi desidera haver piena cognitione della nostra lingua. Con due tavole copiosissime.

In Venetia, Appresso Gio. Battista Uscio, 1588

In folio piccolo; (34), 263, (1 b.), 17, (1), (1 b.) cc. Bella legatura coeva in piena pergamena semi-floscia. Titolo manoscritto da mano coeva al dorso, in parte sbiadita. Una integrazione di carta all’angolo alto della carta bianca posta all’interno del volume. Alcune carte leggermente ed uniformemente brunite a causa della qualità delle stesse, qualche carta con leggerissimo foxing, ininfluente e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Antica firma di appartenenza nobiliare alla prima carta bianca che identifica l’esemplare come appartenuto ai Conti Lari di Sarzana. La seconda parte inizia con frontespizio proprio “Vocabolario nuovo del Porcacchi, Sopra molte voci, che per avanti nella Fabbrica erano grandemente deisderate. Le quali sono state estratte. Et cavate dal Giovio, dal Caro, dal Politiano, da Cino da Pistoia, dal Fiorenzuola, et da diversi IMG_7956_clipped_rev_1altri più approvati, et migliori authori della nostra lingua. Con gli essempi à tutte le voci, secondo l’ordine istesso tenuto dall’Alunno”. Marca tipografica ai due frontespizi con porta con timpano triangolare e colonne ioniche, al centro S. Pietro con le chiavi, motto “IVSTI INTRABVNT PER EAM”. Importante edizione, aumentata e corretta, del celebre grammatico, lessicografo e calligrafo ferrarese, Francesco Alunno, pseudonimo di Francesco del Bailo (Ferrara, 1485 – Venezia, 1556). Alunno pur avendo passato l’infanzia a Ferrara, visse la giovinezza e la maturità tra Udine e Venezia, tanto da essere citato da Gregorio Amaseo nei suoi “Diari udinesi”. Nonostante la lontananza da Ferrara mantenne sempre i contatti con i parenti e con l’ambiente letterario IMG_7957_clipped_rev_1ferrarese tanto da annoverare fra le sue amicizie A. Guarino e B. Ferrino. Profondamente legato ad Udine, qui, insegnò per diverso tempo al ginnasio nel 1503, 1529-32 e 1535 e risulta regolarmente stipendiato come maestro di aritmetica, abachista e calligrafo. Per capire il profondo legame che lo legava alla città friulana basta citare il modo come ad essa si riferisce, proprio qui nella “Fabrica del Mondo” dove scrive “meno cara che la natia patria Ferrara, imperciò che potrei quasi con verità dire di aver fatto in essa tanto di profitto quanto in me si ritrova e sì nell’arte dello scrivere e dell’arithmetica come nella lingua volgare et in altre facultati quali per hora lasciamo”. A Udine frequentò diverse personalità come Eustachio Celebrino, famoso calligrafo (visse a Udine fino al 1510) e Niccolò Liburnio. Dopo Udine si stabilì a Venezia, dove collaborò con l’industria tipografica, sembra, non solo come autore e revisore di opere sue ma anche come disegnatore e incisore dii punzoni per le stampe corsive della tipografia F. Marcolini. A Venezia pubblicaIMG_7958_clipped_rev_1 alcune delle sue opere più importanti ed in particolare l’opera sua più ambiziosa, La Fabrica del Mondo, appunto, edita per la prima volta nel 1548. L’opera è un ambizioso progetto di registrare tutte le voci di Dante, Petrarca, Boccaccio e di altri buoni autori, mediante le quali, come dice lo stesso Alunno nella sua opera “si possono scrivendo esprimere tutti i concetti dell’huomo di qualunque cosa creata”. L’opera è considerata il primo vocabolario metodico della lingua italiana. Diviso in dieci sezioni, Dio, cielo, mondo, elementi, anima, corpo, uomo, qualità, quantità, inferno, l’autore, basandosi sull’autorità delle fonti e sul proprio giudizio per cercare di catalogare tutte le voci in grado di illustrare tutto lo scibile umano. In fondo al volume, con frontespizio proprio, è aggiunto il celebre Vocabolario del noto letterato e storico, nato a Castiglion Fiorentino (AR) nel 1530 e morto a Venezia nel 1585, Tommaso Porcacchi, autore di opere poetiche, storiche e geografiche e curatore per Gabriel Giolito de’ Ferrari della stampa di una collana di autori greci da lui stesso in parte volgarizzati. Edizione non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Edit16, A, n. 1319; Graesse, I, p. 88; Index Aur., I, p. 427; Moranti, n. 119; NUC NA 0209817.

500 euro

16) ARCHITETTURA VENEZIANA VENEZIA PRIME EDIZIONI ARCHITETTI 

IMG_8822_clipped_rev_1  IMG_8817_clipped_rev_1IMG_8818_clipped_rev_1IMG_8819_clipped_rev_1IMG_8820_clipped_rev_1IMG_8821_clipped_rev_1IMG_8815_clipped_rev_1Visentini Antonio,

Osservazioni di Antonio Visentini architetto veneto che servono di continuazione al Trattato di Teofilo Gallaccini sopra gli errori degli architetti

In Venezia, Per Giambattista Pasquali, 1771

In 4°; VII, (1), 141, (1) pp. Questo esemplare è uno di quelli privo dell’antiporta (aIMG_8816_clipped_rev_1 volte posta anche dopo il titolo) come una parte degli esemplari censiti. Sembra probabile che in una parte degli esemplari la carta non sia mai stata raggiunta. Legatura ottocentesca in mezza-pelle con titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. All’interno in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa continuazione dell’opera di Teofilo Gallaccini, scritta dal celebre pittore, architetto ed incisore veneziano, Antonio Visentini (Venezia, 21 novembre 1688 – Venezia, 26 giugno 1782) . Insegnate di architettura per diversi anni presso l’Accademia di Venezia, illustrò “Della Istoria d’Italia” di Guicciardini. Celebri sono anche le sue vedute veneziane tratte dai quadri di Canaletto. É di Visentini il progetto della dimora veneziana del console inglese Joseph Smith. Molto apprezzate anche le sue incisioni di fantasia ed i suoi capricci. Questa sua opera ebbe notevole successo e fu particolarmente apprezzata per le bellissime e fini tavole architettoniche, anche a piena pagina che accompagnano l’opera. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VIAE\000370.

350 euro

17) LETTERATURA ITALIANA LEOPARDI EPISTOLARI RECANATI PRIME EDIZIONI

IMG_7932_clipped_rev_1Leopardi Giacomo,

Lettere di Giacomo Leopardi al conte Monaldo suo padre per cura del sac. Antonio Zuccarini,

Torino, Tipografia e libreria Salesiana, 1880

In 8° piccolo; 190, (2) pp. Brossura editoriale rosa con titolo impresso entro cornice al piatto anteriore. Qualche lieve segno del tempo alla brossura, per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa raccolta di lettere di Giacomo Leopardi al padre, il Conte Mondaldo Leopardi. L’opera è curata dal sacerdote Antonio Zuccarini. Non comune.

100 euro

18) LETTERATURA ITALIANA LODI PRIME EDIZIONI VELLANI MARCHI TIRATURA LIMITATA

7940_1_clipped_rev_1Negri Ada,

Stella Mattutina, Romanzo. Con una presentazione di Benito Mussolini.

Milano, Mondadori, 1932

In 8°; XIX, (1), 170, (2) pp. con 17 disegni di Vellani Marchi nel testo. Legatura editoriale con sopraccoperta editoriale. Due piccolissime mancanze al dorso della sopraccoperta, nel margine bianco, e nel complesso, esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ancora a fogli chiusi. Opera in tiratura limitata di 300 esemplari, il nostro è l’esemplare numero 1. Seconda edizione ma prima con le tavole di Vellani Marchi di uno dei capolavori della scrittrice e poetessa lodigiana, due volte candidata al premio Nobel, Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945). Da Treccani, “Nel 1921 compose Stella mattutina (ibid.), una storia autobiografica sulla propria infanzia e sulla propria adolescenza, in cui si inseriscono due lunghi racconti autonomi. Breve romanzo di formazione, l’opera rivela, non solo per la natura 7940_2_clipped_rev_1lirica e autobiografica del racconto, ma soprattutto per l’assetto scopertamente paratattico, l’uso insistito di frasi nominali e l’abolizione dei nessi logici all’interno della frase, evidenti punti di contatto con i contigui esperimenti vociani. Attraverso la protagonista, la bambina Dinin, vengono rievocate in terza persona le poverissime origini, la vita nella portineria, i giochi nel ‘giardino del tempo’, gli scontri con la padrona che accusa la bambina di copiare, la consapevolezza della propria vocazione alla poesia. Viene nel contempo esaltato il rapporto con la natura, col sole, con gli alberi, con i fiori con cui la protagonista si intrattiene in un intimo dialogo. Alla figura della madre, costretta dalla vedovanza a impiegarsi in un opificio, sono dedicate pagine di intensa emozione, come quando racconta del suo ferimento alla mano di cui aveva già parlato in Mano nell’ingranaggio. Anche in Stella mattutina la giovanissima protagonista accusa con sdegno la fabbrica: «La derubano. Quello che dà è scandalosamente più grande di quello che riceve […] Processata, andrebbe, la fabbrica; e condannata. Paga il tuo debito, ladra!» (ibid., p. 278). La scelta di privilegiare il punto di vista della bambina, accanto alla quale è sempre presente anche l’autrice adulta, ha come effetto quello di accostare il candore e l’innocenza dell’infanzia a una consapevolezza matura. Opera in soli 300 esemplari numerati ed il nostro è il primo numero.

100 euro

18) PROVERBI LETTERATURA CURIOSITA’ LINGUA EBRAICA EBREI 

IMG_8980_clipped_rev_1IMG_8981_clipped_rev_1IMG_8982_clipped_rev_1IMG_8983_clipped_rev_1IMG_8978_clipped_rev_1Varrini Giulio,

Scielta de proverbi e Sentenze Italiani tolti da varie lingue particolarmente dall’Hebrea, Araba, Caldea, Greca, Latina, Todesca, Francese, Spagnuola, Fiaminga, & Italiana. Opera in cui l’utile contrasta co’l curioso, l’acuto co’l facile, et il vago co’l breve tessuta da Giulio Varrini, Nuovamente ristampata, e corretta, con una nuova aggiunta di diversi Auttori.

In Venetia, Appresso Benedetto Miloco, 1676IMG_8979_clipped_rev_1

In 12°; 264 pp. Legatura ottocentesca in cartoncino rigido foderato con carta zigrinata a motivi bianchi su sfondo rosa (molto sbiaditi al piatto anteriore ed al dorso dove sono presenti diversi forellini di tarlo). Un rinforzo antico al recto margine interno del frontespizio. Lievi difetti al margine esterno del frontespizio. Un piccolo tunnel di tarlo al margine interno da pagina 135 a pagina 175 che in una quindicina di pagine sfiora e tocca una lettera per testo, non fastidioso, per il resto, nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Edizione non comune, nessun esemplare censito in ICCU, di questa famosa raccolta di proverbi tipici di diverse lingue, dall’ebrea, alla fiamminga, dal tedesco all’arabo ecc.

250 euro

19) FILOSOFIA SOCIALISMO RARITA’ MAZZINIANA POLITICA

Mazzini Giuseppe,

Questione Morale, Opuscolo di Giuseppe Mazzini, Terza Edizione.

Torino, Tipografia Torinese Diretta da Spirito Casazza, 1867

In 4° piccolo; 23, (1) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore entro cornice xilografica. Terza edizione, seconda in forma singola, molto rara di questo importante scritto mazziniano, comparso per la prima volta, sul numero 3 di marzo del 1866 del giornale genovese “Il Dovere”. Uno dei più importanti scritti dedicato al rapporto fra morale sociale e personale del grande patriota, politico e filosofo italiano, Giuseppe Mazzini. Molto raro.

80

20) MONTALCINO SIENA MEDICINA PRIME EDIZIONI MEDICI FIRENZE

IMG_8988_clipped_rev_1IMG_8990_clipped_rev_1IMG_8991_clipped_rev_1IMG_8987_clipped_rev_1Donnoli Francesco Alfonso,

Il medico pratico cioè Della vita attiva, con la quale può regolarsi ogni Medico, che intende professar medicina pratica, o sia questi Medico Condotta, o Venturini in Città Libera, o Lettore di Medicina in Studio Pubblico, o pur medico ordinario di Prinicipe Assoluto. E utile a chi ha bisogno di valersi de’ medici. Di Francesco Alfonso Donnoli, Gentil’Uomo Montalcinese. All’Altezza Serenissima di Ferdinando II de Medici Gran Duca di Toscana.

In Venetia, Per Francesco Valvasense, 1666

In 12°; (24), 300 pp. e una c. di tav. con ritratto dell’autore realizzato da Giacomo Dolcetta. In antiporta con grandIMG_8989_clipped_rev_1e stemma mediceo a piena pagina. Antica nota di possesso privata al margine alto della prima carta bianca “Gio. Batta fior”. Legatura coeva in piena pergamena, una mancanza al margine basso del piatto anteriore. Legatura in parte lenta. Titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Difetto della carta al margine esterno delle carte bianche poste all’inizio e alla fine del volume, con piccole mancanze. All’interno, invece, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione, 5 soli esemplari censiti in ICCU, di questo curioso scritto medico che ebbe una seconda edizione sul finire del secolo XVII°, Alfonso Francesco Donnoli (Montalcino, 1636-1724) che fu, oltre che valente medico, anche poeta, storico e scrittore, annoverandosi fra gli accademici Dodonei di Venezia e fra i Ricoverati di Padova. Dopo aver studiato medicina a Siena, Donnoli fu a lungo professore di medicina a Padova. L’autore fu uno strenuo sostenitore della medicina empirica e tradizionalista antica contro il nuovo razionalismo medico che si stava facendo largo. L’opera è anche un vero e proprio manuale che vuole canonizzare l’arte ed il comportamento dei medici. Raro. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UFIE\001215; Cfr.: I. Ventura, Le lezioni inaugurali dei corsi di medicina dell’Ateneo di Padova tra Seicento e Settecento: appunti per un’indagine tipologica, in «Quaderni per la storia dell’Università di Padova» 46 (2013), pp. 182-229, in part. pp. 188-192.

300 euro

21) LETTERATURA ITALIANA DIALETTO MILANO POEMI ROMA COSTANTINO

IMG_7975_clipped_rev_1Biffi Giovanni Ambrogio,

La risorgente Roma di Gio. Ambrogio Biffi. Impresa del grande Costantino, allhor che trassela dal tirannico giogo di Massentio, e sella risorgere, col glorioso nome di Christo. All’Ill.mo et Ecell.mo Sig. Conetstabile di Castiglia.

In Milano, Per Gio. Giacomo Como, 1611

In 16°; 334 (i. e. 336) pp. Legatura coeva in piena pergamena molle con piccolo difetto con mancanza di pergamena al dorso. Medaglione xilografico al frontespizio. Al recto del piatto ex-libris della Biblioteca Landau. Al frontespizio due ex-libris nobiliari che identificano l’esemplare come appartenuto alla collezione Galletti e alla Collezione Pagani. Ex-libris manoscritto seicentesco alla prima carta bianca “Aloysius Pagni Senesis”. Rara edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questo importante scritto del famoso scrittore milanese, Giovanni Ambrogio Biffi (Milano, XVI secolo – XVII secolo) che fu tra i più importanti poeti dialettali milanesi del XVII° secolo. “La risorgente Roma” è una delle sue opere principali. Poema romanzesco in ottava rima ed in otto canti, l’opera segue le vicende di Costantino il Grande. Non comune. Rif. Bibl.: Manca alla British Library ed alla Vinciana; IT\ICCU\CFIE\004230.

400 euro

22) ATTORI TEATRALI COMICI COMICITA’ CARICATURE PRIME EDIZIONI EDIZIONI NUMERATE RAVENNA

7991_4_clipped_rev_17991_2_clipped_rev_17991_1_clipped_rev_1Rasi Luigi,

La caricatura e i comici italiani. Con un ritratto-caricatura dell’Autore di E. Sacchetti; uno di E. Zucconi in copertina dello stesso; 15 tavole in fac-simile di cari fuori testo, e 272 illustrazioni stampate in diversi toni intercalate nel testo.

Firenze, R. Bemporad e Figlio, 1907

In 4°: (8), 313, (7) pp. e 15 c. di tav. fuori testo. Brossura editoriale illustrata con titolo e autore in rosso e nero al piatto anteriore dove è applicata anche una bella caricatura di Luigi Rasi. Questo è uno dei pochi esemplari in tiratura limitata di 350 esemplari, il nostro è l’esemplare numero 236. L’edizione in tiratura normale non presenta le 15 tavole fuori testo con 7991_3_clipped_rev_1bellissimi ritratti caricaturali a colori, applicati su cartoncini colorati. Qualche lievissimo segno del tempo alle cerniere del dorso e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celeberrima monografia dedicata alla caricatura ed agli attori comici italiani dei primi anni del novecento. Rasi (Ravenna, 1852 – Milano, 1918) fu un famoso attore e drammaturgo ravennate. “Attore prestigioso, fu anche autore di commedie e di monologhi popolari, maestro di recitazione e storico del teatro. In qualità di traduttore ed erudito teatrale, venne chiamato a dirigere la Regia Scuola di Recitazione di Firenze nel 1882 ove rimase fino alla morte. Nel 1881 si unì con Teresa Sormanni, scrittrice di lavori teatrali che collaborò attivamente con lui. La sua opera portò ad un’evoluzione dei criteri di insegnamento, nella ricerca di una recitazione più spontanea e meno artificiosa. Furono allievi della scuola da lui diretta, tra gli altri, Amerigo Guasti, Annibale Ninchi, Corrado Racca, Franco Schirato, Mario Ferrari, Aldo Palazzeschi, Vittoria Lepanto ed il baritono Cesare Formichi. Diede alle stampe numerosi volumi di carattere critico-informativo sullo spettacolo. Nel corso della sua vita, raccolse una ricchissima biblioteca sullo spettacolo e collezionò documenti e cimeli legati alla storia del teatro”. Prime edizioni in buone-ottime condizioni di conservazione completa della brossura editoriale.

120

23) NAPOLI CARICATURE CARICATURISTI PRIME EDZIONI SANT’ELIA

 IMG_8779_clipped_rev_1IMG_8780_clipped_rev_1IMG_8781_clipped_rev_1IMG_8782_clipped_rev_1IMG_8783_clipped_rev_1IMG_8778_clipped_rev_1Enoch (Enock), pseudonimo di Francesco de Gregorio dei Principi di Sant’Elia,

Rara serie di 20 caricature originali di Enock

S. luogo (ma Napoli), S. stampatore, S. data (ma 1873)

In 4°; 20 cc. Legatura editoriale in piena tela color marrone chiaro con cornice a secco e autore e anno in oro impresso al piatto anteriore. Ottimo stato di conservazione. Rara serie completa di 20 tavole litografiche a colori di Enock, a volte anche Enoch, pseudonimo di Francesco de Gregorio dei Principi di Sant’Elia che insieme a Solatium (Mario Buonsolazzi), Melchiorre De Filippis Delfico, Errico Colonna, Antonio Manganaro, fu uno dei più celebri caricaturisti dell’ottocento napoletano. Enock collaborò a diverse riviste e fondò anche un celebre giornale satirico domenicale napoletano, il noto “Caporal Terribile”. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione, rarissimo. Rif. Bibl.: IT\ICCU\NAP\0636490.

1.100 euro

24) CARICATURE SATIRA ANTITEDESCA

8024_5_clipped_rev_18024_1_clipped_rev_1Louis Raemaekers,

Het toppunt der beschaving Erste Serie, Tweede Serie, Derde Serie, Vierde Serie, Vijfde Serie, Zesde Serie, [completo]

Amsterdam, Elsevier, 1915 – 1916 .

In folio; 6 tomi ognuno con 6 tavole illustrate fronte e retro per un totale di 36 tavole. Serie completa. Brossure editoriali illustrate di questa celebre opera grafica del noto disegnatore, vignettista, caricaturista, Louis Raemaekers (Roermond, 6 aprile 1869 – Scheveningen, 26 luglio 1956) che fu vignettista del De Telegraaf di Amsterdam durante la 8024_2_clipped_rev_1Prima guerra mondiale noto per il suo umorismo anti-tedesco. I suoi disegni apparvero su centinaia di quotidiani in tutto il mondo. “Durante l’occupazione del Belgio, ritrasse nelle sue vignette i tedeschi come barbari e il Kaiser Guglielmo II come alleato di Satana. Raemaekers venne processato su pressione tedesca dal governo olandese perché metteva in pericolo la neutralità olandese, ma una giuria lo assolse. Allora il governo tedesco offrì una taglia di 12.000 fiorini per Raemaekers, vivo o morto. Nel febbraio 1916 il vignettista fu costretto ad emigrare in Inghilterra e lavorò per il Daily Mail. I suoi album, le sue cartoline e i suoi manifesti vennero dist ribuiti in tutto il mondo dai britannici e furono tradotti in diciotto lingue. Nel 1917 Raemaekers visitò gli Stati Uniti, dove venne ricevuto dal presidente Woodrow Wilson e dall’ex presidente Theodore Roosevelt, che aveva una grande ammirazione per i suoi disegni. La stampa americana lo soprannominò il cartoonist più famoso del mondo. Nel 1922 gli venne conferita la laurea honoris dall’Università di Glasgow, in riconoscimento del suo significativo contributo nell’influenzare l’opinione pubblica degli Stati Uniti”. Rara serie completa.8024_3_clipped_rev_1

110 euro

25) TASSIDERMIA TAXIDERMY STORIA NATURALE GREENLAW

 IMG_7950_clipped_rev_1Boswell Peter,

The Art of Taxidermy containing a Practical Knowledge of the most improved Methods of preserving: Quadrupeds, Birds, Fishes, Insects and other Objects of Natural History.

London, Published by G. Nodes, 1844IMG_7951_clipped_rev_1

In 12°; X, 76 pp. e una c. di tav. in antiporta. Legatura editoriale in tutta tela con titolo entro cornice in oro e a secco al piatto anteriore, dove è anche presente l’immagine di un’airone. Qualche leggera scoloritura. Un leggero alone bruno nel margine alto del volume, non fastidioso. Rarissima edizione di questo già di per se raro trattato di tassidermia nel quale l’autore descrive diverse tecniche di imbalsamazione di quadrupedi, uccelli, pesci, insetti oltre ad un numero di altri oggetti di storia naturale. Fra gli altri si parla di pipistrelli, ricci, lepri, nutrie, farfalle, conchiglie, vermi ecc. ecc. Very rare.

130 euro

26) ARCHEOLOGIA PRIME EDIZIONI DITTICI CONSOLARI DITTICO CONSOLARE BOLOGNA STORIA ROMANA

IMG_7955_clipped_rev_1Bianconi Giovanni Battista,

Osservazione di un frammento di tavoletta antica d’avorio stimata consolare.

In Bologna, nella Stamperia di S. Tommaso d’Aquino, 1775

In 4°; LXX, (2) pp. Legatura posteriore in cartoncino molle. Fregio xilografico al frontespizio. La bella tavola fuori testo è opera di Giuseppe Zambelli. Prima rara edizione, di questa interessante opera di archeologia del noto erudito bolognese, esperto di lingua ebraica che occupò la cattedra di Lingua Ebraica presso l’ateneo bolognese, Giovanni Battista Bianconi (1698 – 1781). L’opera descrive un dittico consolare in avorio venuto in possesso dell’autore. Il dittico era una tavoletta formata di due assicelle riunite a libro da un lato, con una cerniera o un legaccio di cuoio. L’opera analizza anche la storia dei vari dittici consolari conosciuti fino alla composizione dell’opera analizzandone la storia e le loro funzioni. Prima edizione, in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: per il nome dell’autore si veda Melzi, II p. 295; ICCU IT\ICCU\TO0E\071977.

100 euro

27) ASTROLOGIA ASTRONOMIA ZODIACO ALCHIMIA COSMOGONIA SIMBOLOGIA

 IMG_7941_clipped_rev_1IMG_7940_clipped_rev_1Abbé Noël Antoine Pluche,

Histoire du Ciel ou l’on recherche l’origine de l’idolatrie et les meprises de la philosophie, sur la formation des corps celestes, & de toute la nature. Nouvelle Edition. Tome Premier – Tome Second

Paris, Frères Estienne, 1778

In 8°; due tomi: (2 b.), XXXVIII, 480, (2) pp. e 24 c. di tav. fuori testo, (2), (4), 477, (5) pp. Legatura coeva in piena pelle maculata con titolo, numero del volume, e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Filetto in oro ai tagli dei piatti ed ai nervi dei dorsi. Tagli del volumIMG_7939_clipped_rev_1e riccamente marmorizzati. Qualche lieve segno del tempo ma nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di questa celebre nuova edizione di questo celebre testo settecentesco dedicato al “cielo”. Come ben descritto da Cantamessa “L’opera, di grande diffusione nel Secolo XVIII, tratta ampiamente della storia del cielo intesa nel senso più vasto. Per quanto riguarda l’astrologia, essa è trattata in senso pesantemente critico in una ventina di pagine nel primo volume. L’Autore, professore di retorica e in precedenza di scienze umane a Reims, attribuisce l’invenzione dello Zodiaco al succedersi delle stagioni e, all’interno di esse, dei mesi. Indica gli inventori dello Zodiaco nei figli di Noè ed esclude, per l’effetto, che tale invenzione sia opera degli Egizi. Il secondo volume tratta di alchimia e di cosmogonia e commenta, riproducendola, la visione del mondo di Gassend, Cartesio e Newton.”. Le belle tavole fuori testo di J.P. Le Bas raffigurano dei egizi e simbologie divine, tratte da monumenti antichi o da “Le Imagini degli Dei degli Antichi” di Vincenzo Cartari. Rif. Bibl.: Leandro Cantamessa, http://www.biblioastrology.com/it/VisualizzazioneScheda.aspx?Index=2; Caillet, 8756: “Ouvrage utile à toute personne s’occupant de l’occulte ; on y trouve des renseignements précieux. Il est ainsi divisé : le Zodiaque, l’Ecriture symbolique, la Théogonie, la Divination, les Principes d’alchimie”.IMG_7942_clipped_rev_1

145 euro

28) ASTROLOGIA ASTRONOMIA RINASCIMENTO ESTENSI SFORZA MANOSCRITTI MINIATI

IMG_8774_clipped_rev_1IMG_8775_clipped_rev_1IMG_8776_clipped_rev_1   IMG_8772_clipped_rev_1IMG_8773_clipped_rev_1IMG_8769_clipped_rev_1Puliatti Pietro,

Il “De Sphaera” Estense,

Bergamo, Poligrafiche Bolis, 1969

In 4°; due tomi: 232, (4) pp. e (64) pp. Legature in pieno raso verde con immagine di sole impressa in oro ai piatti anteriori. Bellissimo cofanetto editoriale in piena pelle con cornici e fregi in oro e a secco ai piatti, titolo in oro al tassello e dorso a tre doppi nervi. Prima ed unica edizione anastatica, con testo critico di Pietro Puliatti, ex-direttore della Biblioteca Estense di Modena, di uno dei più celebri trattati astrologici del quattrocento. La “Sphaerae coelestis et planetarum descriptio”, conosciuto semplicemente come “De Sphaera”, è un trattato di astrologia, finementeIMG_8770_clipped_rev_1 miniato e decorato su pergamena. L’opera venne realizzata intorno al 1470 da un artista anonimo, molto probabilmente di origine lombarda. L’autore viene presumibilmente identificato come Cristoforo de Predis. Si suppone che il trattato sia stato composto per la corte sforzesca di Milano come ben suggeriscono gli stemmi sforzeschi e viscontei riportati nel quarto foglio. Il manoscritto, si presume che arrivò nella corte estense nel 1491, come regalo di nozze di Galeazzo Sforza alla figlia Anna Maria Sforza data in moglie ad Alfonso I d’Este. Il manoscritto seguì poi il trasferimento a Modena della Corte Estense ed è tutt’oggi conservato all’interno della Biblioteca Estense. La sua legatura originale venne modificata da Girolamo Tiraboschi intorno al 1770. Il volume è composto da un commentario al trattato medioevale De Sphaera Mundi di Giovanni Sacrobosco nel quale, i pochi versi letterari, le cui miniature sono in scrittura semigotica libraria, sono attribuiti al poeta umanista cortigiano Francesco Filelfo. Prima edizione, anastatica di uno dei più celebri trattati astrologici del XV° secolo. Esemplare in perfette condizioni di conservazione.IMG_8771_clipped_rev_1

190 euro

29) MEDICINA EPILESSIA GONORREA IPOCONDRIA FEBBRE GIALLA

IMG_7954_clipped_rev_1Riviere Lazare,

Observationum medicarum, & Curationum insignum Centuria Quarta, post obitum in ejus Musaeo reperta; & cura ac diligentia Simonis Jacoz Doctoris Monspeliensis, in lucem nunc primum edita, cum Observationibus morborum infrequentium, Anonymi cujusdam, interejus scripta repertis.

Hagae Comitum, Apud Adrianum Vlacq, 1659

In 8°; (8), 102, (2) pp. Legatura di recupero in piena pergamena. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione, furono stampate due edizioni in contemporanea, l’altra a Lione, di questo importante scritto medico del grande medico originario di Montpellier, Riviere Lazare (Montpellier, 1589 – 1655). Seguace di Paracelso, l’autore ne propugnò le dottrine in Francia. A lui si deve la famosa Pozione del Riverio bevanda usata come antiemetico, composta di bicarbonato di sodio e acido citrico. Ricoprì a lungo la cattedra di medicina a Montpellier. La sua fama era enorme ai suoi tempi tanto che fu consigliere e medico del Re Luigi XIII. L’opera è dedicata ad alcuni dei casi seguiti da Riviere come casi di epilessia, gonorrea, febbre gialla, ipocondria, paralisi della lingua, peste ecc. ecc. Rara prima edizione. First edition. Bibl.: Norman Library 1837.

150 euro

30) ORAZIONE PRIME EDIZIONI RARITà BIBLIOGRAFICA ROMA BORGHESE BASSANO

 IMG_7987_clipped_rev_1Giustiniani Francesco,

De S. Spiritus Adventu Oratio Habita in Basilica S. Petri ad Sanctiss. D. N. Paulum Quintum Pont. Max. A Francisco Iustiniano Sem. Rom. Con Ipso Pentecoste Die.

S. luogo (ma Roma), Senza stampatore, Senza data (ma 1615 IMG_7988_clipped_rev_1circa)

In 4°; 4 cc. Brossura azzurra settecentesca. Prima ed unica rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU e assente da tutte le bibliografie consultate, di questa orazione dedicata a Papa Paolo V, al secolo Paolo V, nato Camillo Borghese (Roma, 17 settembre 1552 – Roma, 28 gennaio 1621), è stato il 233º papa della Chiesa cattolica e 141º sovrano dello Stato Pontificio dal 1605 alla sua morte. Grande stemma Borghese finemente inciso al frontespizio. Due belle iniziali xilografiche. Dedica di Francesco Giustinani a Innocenzo Giustiniano Marchioni da Bassano. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora intonso ed in barbe. Rarissimo.

180 euro

31) RARITA’ BIBLIOGRAFICHE NEOPLATONISMO CLASSICI GRECI FILOSOFIA CHIO BULGARIA IMG_7915_clipped_rev_1

Saturninus Secundus Salustius o Salutius, Demophilus, Democritus et Secundus (Demophilos, Demokritos et Sekundos), Allacci Leone 1586-1669; Naudé Gabriel 1600-1653, Holstenius Lucas,

Peri theon kai kosmou. De diis et mundo. Leo Allatius nunc primus e tenebris eruit, & Latine vertit, Iuxta exemplar Romae impressum. Unito a: Sententiae morales. Nunc primum editae a Luca Holstenio. Iuxta exemplar Romae impressum.

Lugduni Batavorum (Leiden), Ex Officina Ioannis Maire, 1639

In 12°; 125, (9) pp. e 120 pp. Legatura coeva in piena pelle con cornice a doppio filetto a secco ai piatti. Filetti e autori e titolo in oro al dorso. Testi in greco e latino a fronte. Seconde rare edizioni, quanto le prime, pubblicate per la prima volta a Roma l’anno IMG_7914_clipped_rev_1precedente, di due opere dell’antichità classica andate a lungo perdute. La prima opera è uno scritto del filosofo neoplatonico Sallustio che visse a Roma nel IV secolo. Amico personale dell’imperatore romano Giuliano condividendone il programma di restaurazione dell’antica religione romana. Persona dalla profonda saggezza fu apprezzato anche da almeno altri tre imperatori che successero a Giuliano che gli confermarono la carica di prefetto del pretorio d’Oriente. Libanio lo lodò come funzionario incorruttibile, Imerio gli indirizzò un’orazione in cui lo definiva un vero servitore e rappresentante dello stato: Gli stessi cristiani, che subirono le persecuzioni di Giuliano, anche su suggerimento dello stesso Sallustio, ne lodarono, nonostante tutto l’equilibrio. Fu persona dalla notevole erudizione. Pur mutuando numerose tesi da diversi neoplatonici, Sallustio seppe elaborare alcune teorie del tutto originali come ad esempio, quella sull’origine del “male”. Sallustio scrisse il trattato qui presentato, dedicato IMG_7916_clipped_rev_1all’importanza degli dei e del loro culto, presumibilmente, come parte degli sforzi dell’imperatore Giuliano per rafforzare l’antica religione pagana contro il cristianesimo che si stava affermando. Il testo rimase sconosciuto per numerosi secoli, fino a quando il noto studioso e teologo, Leone Allacci (Chio, Chios in greco, 1586 circa – Roma, 19 gennaio 1669) lo rinvenne fra i manoscritti conservati della Biblioteca Vaticana. L’opera fu curata e tradotta in latino, dal filologo di Amburgo Lukas Holste (1596-1661), segretario e bibliotecario del cardinale Francesco Barberini prima ed in seguito, bibliotecario del Vaticano. La seconda opera raccoglie le sentenze morali pitagoriche del filosofo Pseudo-Demofilo. Anche questa è una seconda edizione dopo la prima edizione romana dell’anno precedente. Testo greco con a fronte traduzione latina a cura di Lucas Holstenius. Infine, alle pagine 104-109, ci sono versi del bibliotecario bulgaro Johannes Pediasimus sugli orrori o le gioie della cattiva o buona moglie: Desiderium. De muliere mala – de muliere bona. Rif. Bibl.: Per la prima opera: Goldschnitt Hoffmann III, 528; Schweiger I, 284; Houzeau/Lancaster I, 1027. Per la seconda opera: Schweiger I, 86; Hoffmann II, 10 (sotto Demophilus).

500 euro

32) MEDICINA DEL LAVORO PRIME EDIZIONI ITALIANE DIETETICA FARMACOPEA

IMG_7944_clipped_rev_1 (1)Buchan William,

Medicina domestica, o sia trattato completo de’ mezzi di conservarsi in salute, di guarire e di prevenire le malattie, colla regola di vita e co’ rimedj i più semplici: opera utile alle persone di qualunque stato ed alla portata di ciascuno; di Guglielmo Buchan. Tradotta dall’inglese sopra la settima edizione di Londra del 1781 ed accresciuta delle osservazioni di m. Duplanil e delle cose relative all’Italia. Tomo primo – settimo. Opera completa.

Napoli, nella stamperia della Società letteraria e tipografica, 1781-1782

LXI, 394, (6) pp. e una pagina manoscritta coeva aggiunta alla fine del volume con ricette mediche, 430, (4) pp., 401, (7) pp., 380, (4) pp., 362, (4) pp., 364, (2) pp., 366, (8) pp. Nota manoscritta al frontespizio del primo volume “Nos remedia Deus salutem”. Alcune ricette mediche manoscritte da mano coeva alle carte bianche poste alla fine dei volumi. Legature coeve in piena pergamena con titolo e numero del volume impressi in oro al dorso. Qualche minimo ed insignificante foxing in poche carte, dovuti alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana di questo celebre trattato di medicina e dietetica del celebre, medico e scrittore scozzese, William Buchan (1729-25 febbraio 1805). L’opera qui presentata è la sua più celebre. Quest’opera, con oltre 80.000 copie e 19 edizioni vendute durante la vita di Buchan, è stato uno dei testi medici più popolari in Europa e persino nelle colonie europee nelle Americhe ed è stato tradotto in quasi tutte le principali lingue europee. Il trattato è stato il primo testo di questo tipo. Prima del lavoro di Buchan, la maggior parte dei testi medici erano teorici e scritti per i più istruiti, oppure erano brevi IMG_7945_clipped_rev_1manuali, non sufficientemente descrittivi per aiutare a diagnosticare le malattie. Buchan pensò di combinare i due stili per creare, seppur in termini “laici” un pubblico più ampio e aiutare le persone nella loro vita di tutti i giorni. L’opera descriveva le malattie e le cure in modo sufficientemente approfondito da consentire alle persone di creare cure efficaci. Solo l’ “Avis au peuple” del medico svizzero Samuel-Auguste Tissot era di stile simile, tanto che Buchan non ebbe alcun problema ad ammettere di essere stato influenzato nella compilazione della sua opera da Tissot che a sua volta non mancò di lodare l’opera del medico scozzese. Buchan nel suo lavoro, però, ebbe un approccio più ampio di Tissot, arrivando ad affrontare nuove aree sanitarie come, in particolare le malattie legate al lavoro nei nascenti bacini industriali. La pubblicazione dell’opera, vicino all’inizio della Rivoluzione Industriale, fu accolta con grande favore dai lavoratori dell’industria. L’opera di Buchan, in più, rispetto ai testi classici di medicina, forniva anche suggerimenti come prevenire la salute e mantenerla. Il primo e terzo volume dell’opera sono dedicati a come prevenire una serie di malattie suggerendo anche l’inoculazione contro il vaiolo. L’enfasi di Buchan su un rigido regime di igiene e pulizia si estendeva al giudizio morale, in quanto sosteneva che le persone immorali avevano maggiori probabilità di sviluppare malattie. Vari sono anche i suggerimenti di dietetica. Seppur rivoluzionaria nel suo concetto generale, l’opera di Buchan era profondamente radicata nelle teorie dell’“Humorism” e resta un forte sostenitore di lasciare che la natura faccia il suo corso e riportare il paziente ad uno stato di equilibrio naturale. La convinzione di Buchan era che se il corpo avesse potuto espellere le infezioni, sarebbe tornato, naturalmente, al suo punto naturale di equilibrio e sanità. Prima edizione italiana, non comune da reperirsi in queste buon-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RMLE\020815 .IMG_7943_clipped_rev_1

600 euro

33) CURIOSITA’ ENIGMI ENIGMISTICA PICO MIRANDOLA CONCORDIA POLONIA LWOWEK SLASKI AFORISMI

 IMG_7918_clipped_rev_1Reusner Nikolaus,

Aenigmatographia siue Sylloge aenigmatum et gryphorum conuiualium. Ex varijs & diuersis auctoribus, tam antiquis, quam nouis, collectorum, Editio II. recensente Nicolao Reusnero Leorino, Iuris C. Comite Palatino Caesareo, & Consiliario Saxonico.

Francofurti, E Collegio Musarum Paltheniano, 1602

In 24°; (24), 409 (i. e. 407), (1), 211, (29) pp. Legatura di fine seicento in piena pelle scura con dorso a 4 nervi, nel margine basso luogo di stampa e data. Titoli e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Doppio filetto e fregi in oro ai piatti. Qualche strofinatura e difetto. Tagli dorati. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. A carta A1 inizia “Lilii Gregorii Gyraldi Ferrariensis, Aenignatum ex antiquis scriptoribus collectorum. Libellus singularis. Ad Ioan. Thomam PicumIMG_7917_clipped_rev_1 Mirandulae … prefatio”. A carta Aa1, con frontespizio proprio datato 1601, “Ioannis Luterbachi poetae nobilis et lauro coronati, Aenigmata. Ad Magnificum et illustrem Dominum Henricum Rantzovium, Regium Holsatia Vicarum, Bradeberga Dominum, etc. Additis Simul Nicolai Reusneri Leorini”. A carta 2D7r. della parte 2 “Griphologia. Sive Sylvula logogriphorum”, con data 1602. La seconda parte del primo volume è dedicata al signore di Concordia, Giovanni Tommaso Pico della Mirandola. Seconda rara edizione, dopo la prima IMG_7920_clipped_rev_1rarissima edizione del 1599, di questa curiosa opera del celeberrimo giurista, professore universitario ed editore tedesco, Nicolaus Reusner (o Nikolaus von Reusner), latinizzato come Nicolaus Reusnerus (Lwówek Śląski, 2 febbraio 1545 – Jena, 12 aprile 1602). Reusner studiò a Wittenberg e Lipsia, sotto Modestinus Pistoris e Leonhard Badehorn. Nel 1589 si trasferì a Jena. Nel 1594 fu inviato in missione diplomatica (infruttuosa) a Cracovia, presso la corte polacca, per presentare una richiesta di sostegno militare contro l’Impero ottomano per conto del Meclemburgo. In riconoscimento del suo servizio, l’imperatore Rodolfo II gli conferì il titolo ereditario di conte palatino (che tuttavia, non avendo figli, si estinse alla sua morte). L’opera è una delle più celebri antologie di enigmi del cinquecento. Alla sua uscita, dopo la seconda edizione, venne immediatamente proibita perché contenente aforismi e enigmi anche di Melanchton, Tzetzes, Erasmo e altri autori già iscritti nell’Index dei libri proibiti. Opera rara e curiosa, in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BVEE\042710.IMG_7919_clipped_rev_1

600 euro

34) CLASSICI LATINI EPITOME STORIA LETTERATURA

 
IMG_7928_clipped_rev_1Justinus Marcus Junianus, Trogus Pompeius,

Iustini Historiarum. Ex Pompeio Trogo Libri XLIII. Ex Museo Ioh. Isaci Pontani.

Amstelodami, Apud Ioan Lanssoniu, 1635

In 16°; 205, (9) pp. Legatura coeva in piena pergamena con dorso a due nervi. Piccola pecetta in pelle al dorso, con piccole mancanze, con titolo in oro, sbiadito. Bel fregio manoscritto al dorso. Tagli leggermente spruzzati in rosso. Antico stemma di proprietà privata al frontespizio. Frontespizio IMG_7927_clipped_rev_1 (1)inciso con sfera armillare entro cornice xilografica animata. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Celebre edizione di questo classico latino scritto dal noto storico romano dell’epoca degli Antonini, Marco Giuniano Giustino. “Di Giustino ci resta l’Epitoma Historiarum Philippicarum Pompei Trogi, ossia il riassunto – non sappiamo quanto rispondente all’originale in percentuale di testo conservato – dell’opera dello storico narbonese d’età augustea. In effetti, Giustino resta fedele al proposito espresso nella Praefatio di estrapolare quanto non risultasse utile: eliminati i discorsi diretti, tipici della storiografia e le digressioni troppo ampie, l’epitome di Giustino conserva lo scheletro della narrazione. L’opera, interessante più per la parte aneddotica che per quella storica, spesso disordinata ed erronea, ebbe larghissima diffusione nella tarda romanità. Essa risulta un ottimo esempio di epitome anche a livello stilistico, perché “nella forma e nella sostanza vi è la diseguaglianza propria di chi a volte si tiene vicino alla fonte, a volte se ne allontana così da compendiare intere pagine in brevi parole””. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.

150 euro

35) COMMEDIA COMMEDIE TEATRO CINQUECENTO RARITA’ BIBLIOGRAFICHE CAGLI URBINO

IMG_7930_clipped_rev_1Pino Bernardino,

Lo Sbratta comedia di Bernardino Pino da Cagli, recitata in Roma. Di nuouo ristampata & con somma diligenza ricorretta.

In Venetia, appresso Lucio Spineda, 1603

In 8° piccolo; 59, (1) pp. Legatura in cartoncino novecentesco. Esemplare leggermente corto di margini ma non rifilato. Una nota di possesso antica rifilata al margine basso. Marca tipografica al frontespizio con immagine dell’Umiltà, Donna che schiaccia con un piede il leone, in cornice figurata e motto “Sic omnia cedunt humilitati”. Penultima edizione, l’ultima stampa è del 1608, di questa celebre commedia edita per la prima volta nel 1552. L’opera è stampata dallo stampatore veneziano Lucio Spineda. L’Abate Bernardino Pino da Cagli (Osimo ?, 1520-30 – Cagli, 14 marzo 1601) è stato un celebre commediografo e letterato marchigiano. Nato in una famiglia originaria di Osimo, Bernardino si trasferì, a seguito della famiglia, nel piccolo centro di Cagli in tenera età. Per tutta la vita fu vicino ai duchi d’Urbino i Della Rovere sotto i quali fu anche a servizio, duchi che gli assegnarono anche un titolo di nobiltà. Beranrdino fu amico di Torquato Tasso e pur rimanendo per quasi tutta la sua vita isolato in quel di Cagli, intrattenne rapporti epistolari con numerose personalità letterarie del cinquecento come Dionigi Atanagi, Annibal Caro e Girolamo Muzio. Lo Sbratta, che è la sua prima commedia di successo, fu scritta in gioventù e rappresentata a Roma il 29 novembre 1551, per essere poi ristampata l’anno seguente. Nel 1581 fu allestita anche a Cagli. Opera assai rara.

240 euro

36) LETTERATURA POESIA FAVOLE IDILLI SATIRA MILANO STAMPATORI PRIME EDIZIONI MATEMATICA

IMG_7929_clipped_rev_1 (1)Ceva Tommaso,

Sylvae Excellentissimo Domino D. Didaco Phelippez de Guzman, Marchioni de Laganes, &c. Regi à cubiculo, perq; universam Hispaniam Supremo rei tormentariae Praefecto, &c.

Mediolani, Typis Iosephi Pandulfi Malatestae, 1699

In 16°; (8), 75, (1) pp. Legatura in cartoncino novecentesco. Manca la carta di sguardia bianca è di recupero. Tagli spruzzati in rosso. Prima edizione di questo scritto del noto matematico e poeta, appartenente all’ordine dei gesuiti, Tommaso Ceva (Milano, 20 dicembre 1648 – Milano, 3 febbraio 1737). Professore di matematica e retorica presso il collegio di Brera, a Milano, annovera fra i suoi allievi, il celebre matematico, Giovanni Girolamo Saccheri. In ambito matematico si occupò di aritmetica, geometria e gravità, pubblicando, nello stesso anno in cui uscì questo componimento, la sua opera matematica più nota, gli Opuscola mathematica (1699). Con il suo libro De natura gravium, pubblicato a Milano nel 1669, fu il primo ad introdurre la teoria gravitazionale newtoniana in Italia, contribuendone in modo decisivo alla sua diffusione. Le Sylvae raccolgono “una ventina di componimenti in versi latini: favole, idilli, apologhi, frammenti di satire e di prolusioni oratorie. Vi si ritrova l’introduzione in esametri alla Escuela de Palas o sea Curso mathematico, uscita anonima a Milano nel 1693 ma opera dello stesso D. F. Guzmán marchese di Leganés, governatore di Milano, cui le Sylvae sono dedicate” da Treccani. L’opera , alla sua uscita, riscosse un notevole interesse, tanto che lo stesso Malatesta ne fece tre edizioni, difformi, nello stesso anno anche se questa edizione con le 75 pagine numerate, viene, comunemente, considerata come la prima edizione. Non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UFIE\001457; Vinciana, 3090.

150 euro

37) MEDICINA PRIME EDIZIONI RUVO DI PUGLIA FILOSOFIA

IMG_7926_clipped_rev_1Cotugno Domenico,

Dominici Cotunnii reg. anat. prof. De animorum ad optimam disciplinam praeparatione oratio habita Neapoli in templo regii archigymnasii III. non. novembres MDCCLXXVIII. in solemni studiorum instauratione.

(Neapoli, ex Typographia simoniiana, mense novembri 1778

In 4° piccolo; 38, (2) pp. Prima ed ultima carta bianca. Legatura in cartoncino posteriore. Alcuni piccoli forellini di tarlo, due tunnel di tarlo abilmente restaurati al margine esterno bianco di alcune carte, ininfluenti e per il resto in buone condizioni di conservazione. Immagine di mano che sorregge un pendolo al frontespizio. Prima assai rara edizione, stampata a Napoli, di questo dissertazione sulla formazione medica, del grande medico, anatomista e chirurgo, originario di Ruvo di Puglia (Bari), Domenico Cotugno (Ruvo di Puglia, 29 gennaio 1736 – Napoli, 6 ottobre 1822). Cotugno, 29 anni prima della scoperta di Jenner che cambierà il mondo della medicina, sulla base di dirette e numerosissime osservazioni cercò di analizzare la natura del vaiolo arrivando a considerare le lesioni da esso provocate, solo esterne e non anche viscerali. Cotugno fu uno dei medici più celebri e geniali del suo tempo ed operò, principalmente, a Napoli anche se fu socio di numerosissime accademie estere. “Domenico Cotugno fu protagonista di importanti scoperte neurologiche, grazie a un intensa attività clinica e anatomica, e fin dall inizio mostrò i suoi interessi per l anatomia sottile, cioè la ricerca dei piccoli e nascosti meccanismi che compongono il nostro organismo. In tutte le sue indagini egli seguì il metodo indicato nella sua prima opera: mostrare la natura delle cose così come gli era apparsa non una o due volte, ma centinaia di volte, nell esame dei cadaveri”. Scrisse su svariati argomenti e fu un fine pensatore. “Secondo Benedetto Croce, Cotugno potrebbe essere stato il vero autore del celebre trattato Delle virtù e dei premi (il secondo del suo genere dopo “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria) che, uscito anonimo nel 1766, fu ristampato l’anno seguente, anche in francese, recando come autore il giurista aquilano, Giacinto Dragonetti e a questi sempre attribuito”. Il Garrison-Morton, 1382, scrive che Cotugno “was the first to describe the fluid surrounding the spinal cord and to suggest that it was in continuity with the ventricular and cerebral subarachnoid fluids. However, his concept of the cerebral and spinal fluid, which is the beginning of its modern physiology, remained in obscurity until rediscovery by Magendie some 60 years later”. Rara prima edizione. Rif. Bibl.: Assente in tutte le bibliografie consultate a parte, l’ICCU IT\ICCU\BA1E\013964 e IT\ICCU\LIAE\040519.

280 euro

38) OROLOGERIA GNOMONICA HORLOGIOGRAPHIE MATEMATICA TRIGONOMETRIA SFERICA OROLOGI SOLARI

IMG_7922_clipped_rev_1    IMG_7921_clipped_rev_1Dom Pierre de Sainte Marie Magdeleine,

Traité d’horlogiographie, contenant plusieurs manières de construire sur toutes surfaces toutes sortes de lignes horaires, & autres cercles de la Sphère. Avec quelques instrumens pour la même pratique, & pour connaître les heures durant la nuit, & l’heure du flux & reflux de la Mers. Plus , la methode de couper en pierre, ou en bois les corpsreguliers & autres Poliedres, par le cube & par le cylindre. Revû, & augmenté en cette quatriéme edition, de p lusieurs remarques & figures. Par dom Pierre de Sainte Marie Magdeleine, d’Abbeville, de la Congregation des Feuillans.

A Lyon, Chez Leonard Plaignard, 1691

In 8°; (12), 324 pp. e 73 c. di tav. alcune più volte ripiegate, compresa l’antiporta incisa con immagine di orologio solare, poliedri, sfera armillare, rosa dei venti, una nave sul mare ed un palazzo con torre. Antichi timbri e firma ex-libris al frontespizio che iedentifica l’esempalre come appartenuto al cavaliere Antonio Parenti. Legatura di metà novecentesca in mezza-pelle con titolo in oro e piatti foderati con carta marmorizzata. Tagli rossi. Alcuni forellini di tarlo da pagina 15 a IMG_7925_clipped_rev_1pagina 40, da 111 a 143, da 281 a 309 presente un piccolo tunnel di tarlo, a volte restaurato, nel margine esterno bianco ma che però, a volte, sfiora alcune lettere di testo ed in una ventina di pagine lede una lettera di testo per pagina. Da 183 a 248 u n sottile tunnel di tarlo in parte restaurato si sviluppa per qualche millimetro, nel margine basso bianco del volume, sempre lontano dal testo. Per il resto in buone condizioni di conservazione. Quarta edizione rivista ed aumentata, di questo celebre trattato di gnomonica pubblicato per la prima volta nel 1641, scritto da Dom Pierre de Sainte Marie Magdeleine. Applicando i principi della trigonometria sferica, l’autore indica i metodi per costruire tutti i tipi di orologi solari e tracciarli su tutti i tipi di supporti, ma anche Quadranti lunari o metodi per conoscere l’ora di notte usando le stelle. L’opera è uno dei più celebri trattati sull’argomento del XVII° secolo. Il lavoro si conclude con elementi di stereotomia. Rif. Bibl.: Houzeau & Lancaster, 11455; Tardy, 220; Polak, 8584.IMG_7924_clipped_rev_1IMG_7923_clipped_rev_1

200 euro

39) CLASSICI GRECI CALUNNIA APELLE PRIME EDIZIONI SATIRA

  IMG_8985_clipped_rev_1Lucianus,

Lucianus Samosatensis De calumnia, cum notis Jacobi Tollii, M.D. Seneca: in lucernis oleum fluit illo, ubi exuritur.

Lugduni Batav., apud Danielem à Gaesbeeck, 1677

In 12°; (12), 132 pp. Legatura coeva in piena pelle, dorso in parte assente. Tagli spruzzati in rosso. Bella marca tipografica al frontespizio. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di quest’opera del celebre scrittore, retore e filosofo di lingua greca, Luciano di Samosata (in greco antico: Λουκιανός ὁ Σαμοσατεύς, Loukianós ho Samosatéus, in latino: Lucianus Samosatensis; Samosata, 120 circa – Atene, tra il 180 e il 192), famoso per la sua satira pungente e penetrante nella quale ridicolizzava superstizione, pratiche religiose e fede nel paranormale. Luciano fu IMG_8984_clipped_rev_1tra i massimi esponenti della seconda sofistica e fu un simpatizzante dell’epicureismo. L’opera è un celebre scritto di Lucianus che è uno delle poche fonti superstiti dell’Allegoria della Calunnia, grande tavola allegorica, dipinta da Apelle nel IV secolo a. C. oggi ormai perduta. Come descrive Sara Agnoletto, nel suo articolo “La Calunnia di Apelle: recupero e riconversione ecfrastica del trattatello di Luciano in Occidente” del 2005, “La versione latina del De Calumnia realizzata da Guarino da Verona segna il primo recupero alla tradizione del brano ecfrasticoIMG_8986_clipped_rev_1 di Luciano. Precedentemente la fortuna letteraria del sofista greco era stata limitata alla conoscenza del Caronte e del Timone (Goldschmidt1951, pp. 7-20), tradotti prima del 1400, probabilmente ad opera della scuola istituita a Firenze da Manuele Crisolora (Costantinopoli 1350 ca.-Costanza 1415), umanista e diplomatico, maestro di lingua greca di numerosi allievi e futuri grandi umanisti, tra i quali lo stesso Guarino Veronese, ma anche Leonardo Bruni e Poggio Bracciolini. Una volta sottratto all’oblio, il tema della ‘Calunnia di Apelle’ fu ripreso in diverse varianti testuali e figurative, che stabilirono le coordinate di una fortunata tradizione conclusasi nel 1875, quando si attesta l’ultima riproduzione grafica: una copia del cosiddetto ‘gruppo del giudizio’ tratta da Mantegna, realizzata dall’artista Edward Burne-Jones, che testimonia dell’interesse ancora vivo in ambiente preraffaellita per il soggetto”. Prima edizione non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CFIE\013061; Schweiger, I,195.

200 euro

40) POESIA POETRY SATIRA PRIME EDIZIONI INGHILTERRA ROYALIST LOUGHBOROUGH

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Cleaveland John,

Poems by John Cleavland. With additions, never before printed. Unito a: J. Cleaveland Revived: Poems Orations, epistles, and other of his Genuine incomparable Pieces. With some other Exquisite Remains of the most eminent Wits of both the Universities that were his Contemporaries. This third Edition, besides many other never before publisht Additions, is enriched with the Authors Midsum-mer-Moon, or Lunacy-Rampant. Being an University Character, a short Survey of some of the late Fellowes of the Colledges. Now at last publisht from his original copies, by some of his intrusted Friends.

London, Printed for W. Shears at the Bible in Bedford-street; Printed for Nathaniel Brook at the Angel in Cornhill, 1662

In 8°; due opere in un volume: (4 compresa antiporta con ritratto dell’autore), 235, (5) pp., (2 antiporta con ritratto dell’autore), (16), 182 pp. Legatura coeva in piena pelle con bella cornice e fregi a secco ai piatti. Dorso rifatto nell’ottocento con dorso a 4 nervi. Titolo e filetti in oro ai tasselli. Rara edizione di queste due opere del IMG_7911_clipped_rev_1celeberrimo poeta inglese, John Cleveland (Loughborough, 16 giugno 1613 – Londra, 29 aprile 1658). Di umili origini, era figlio di un usciere di scuola, John, grazie alle sue indubbie doti di studente, riuscì a formarsi presso due importanti istituti di Cambridge, Christ’s College prima ed al St. John’s College poi, dove divenne tutor e docente di retorica. Fervente monarchico, nonostante si fosse opposto all’elezione di Oliver Cromwell al Parlamento Largo, fu da questi graziato dopo esser stato rinchiuso nel 1655 nella prigione di Yarmouth. Amico di Samuel Butler, ai suoi tempi fu autore apprezzatissimo sia per le sue poesie che per l’opera satirica Hudibras. Le sue poesie sono impregnate da una pungente satira politica ed in essa vengono ridicolizzati personaggi e comportamenti dei politici coevi all’autore sempre in distici eroici. La seconda opera qui presentata, in particolare, ha una certa importanza nella storia editoriale delle opere di Cleaveland, in quanto contiene numerosi scritti in prima edizione, recuperati dopo la sua morte. Tutte e due le opere sono oggi, rare come tutte le opere di John Cleaveland. Le poesie di Cleveland apparvero per la prima volta in The Character of a London Diurnal (1647) e successivamente in una ventina di altre raccolte. È stato definito come un poeta distaccato, intellettuale e metafisico autore di una satira impegnata. Cleveland scrisse anche libri di chiara tendenza “Royalist” come il “Mercurius Pragmaticus” composto per il re Carlo II e apparso dopo l’esecuzione di Carlo I. Rare.

500 euro

41) PESTE EDITTI DALMAZIA SPALATO SPLIT BARI NOJA NOICATTARO STATO DELLA CHIESA

IMG_7968_clipped_rev_1Consalvi Ercole Cardinale,

Editto [sulla peste], Ercole di S. Agata alla Suburra Diacono Card. Consalvi della Santità di N. S. Papa Pio. VII. Segretario di Stato.

Roma, ed in Fermo nella Tipografia Percasassi, S. data (ma 1816)

In foglio (45×31 cm). Stemma del Cardinale Ercole Consalvi (Roma, 8 giugno 1757 – Roma, 24 gennaio 1824), Cardinal Segretario di Stato di Pio VII, al marginale alto del foglio. Interessante editto riguardante la peste: La Peste, il maggiore dei disastri, quello, che col solo nome imprime spavento, e la costernazione nelle anime più forti, minaccia da vicino il nostro Stato. Nel Confine della Dalmazia, inclusivamente a Spalato, si è sviluppato un morbo contagioso, che dai rapporti pervenuti dal vigilantissimo Magistrato di Sanità di Venezia viene annunciato con tuono di gravissima importanza. Un piccolo Golfo, la di cui estensione si misura ad occhio nudo, ci separa dai luoghi, ove in aspetto terribile passeggia attualmente la morte, ed un imprevveduto accidente può avvicinare in poche ore alle nostre Contrade questo flagello sterminatore. Richiamata la Sagra Consulta, come Tribunale Supremo in materia di Sanità, al dovere di opporre una barriera insormontabile, per quanto lo permettano le umane provvidenze, agli attacchi di un Morbo quanto rapido nella sua propagazione, altrettanto funesto ne’ suoi effetti, nullo deve lasciar intentato per attivare con immediata prontezza tutte quelle efficaci misure di precauzione, ch’esige la urgenza del bisogno, e che reclama il voto universale. Benchè siasi in ogni tempo riconosciuta la necessità della più seria attenzione sopra tale interessantissimo argomento, va questa ad acquistare una maggior forza nella fatale combinazione, che gli Abitanti della Dalmazia non trovano un profittevole asilo nelle Province Ottomane, e nelle altre contigue, perché infette anch’esse del medesimo contagioso fermento; ond’è ben verisimile, che, cercando uno scampo, si rivolgano clandestinamente alle nostre Coste.”. L’editto prosegue a descrivere le misure da attuarsi ed anche la maggiorazione di alcune tasse come quella sul sale o sul dazio sul Macinato. Lo scritto finisce con l’informazione che il “Morbo” si è manifestato anche a Noja (Noicattaro) in Provincia di Bari. Noicattaro fu uno degli ultimi paesi d’Europa ad essere colpito dalla peste. Raro editto in buone-ottime condizioni di conservazione.

120 euro

42) MATEMATICA ASTRONOMIA MEMORIE BIOGRAFIE PRIME EDIZIONI VERONA PADOVA

IMG_7938_clipped_rev_1Cossali Pietro,

Elogio di Luigi Lagrange. Recitato nell’Aula Magna della Regia Università di Padova.

Padova, Tipografia Bettoni, 1813

In 8°; (8), 142, (4) pp. Legatura in cartoncino di recupero della seconda metà del novecento. Presenti anche le ultime due carte, a volte assenti, con errata e colophon con note editoriali. Timbri del censore estense al margine basso del frontespizio. Tagli spruzzati in azzurro. Dedicatoria a Luigi Napoleone Vice-Re d’Italia. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione di questa biografia del grande matematico Joseph-Louis Lagrange, nato Giuseppe Luigi Lagrangia (Torino, 25 gennaio 1736 – Parigi, 10 aprile 1813),che fu oltre che matematico, anche un valente astronomo. Lagrange per ventuno anni lavorò a Berlino e per ventisei a Parigi. Il testo è scritto da un altro celebre matematico, il veronese Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815). Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, Pietro iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l’equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue “ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l’anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d’astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l’eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull’eclissi dell’11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell’osservatorio di Brera, e per l’istallazione d’un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l’intento, a pubblicare. […] il C. s’impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l’indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull’orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. “(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). Prima rara ed unica edizione.

80 euro

43) BOLLE PAPALI STAMPATORI ROMA BLADO BOSCO MARENGO BIBBIENA CONTRORIFORMA

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Breve S. D. N. D. Pii, Divina providentia Papa V. quo D. Bartholomaeus Bussottus Thesaurarius deputatur Collector generalis omnium spoliorum ecclesisasticorum in universa Italia.

S. luogo (ma Roma), S. stampatore (Antonium Bladum), S. data (ma 1566)

In 4° grande (32×21 cm); (4) pp. Legatura in cartoncino moderno. Due piccoli forellini alla prima carta, ininfluente. Antica nota manoscritta ottocentesca con la data della salita al soglio pontificio di Papa Pio V. Grande stemma di Papa Pio V. Rara bolla papale, probabilmente stampata da Antonio Blado, emesse, pochi giorni dopo la salita al soglio pontificio (7 gennaio 1566) dal noto inquisitore e teologo domenicano, Papa Pio V, al secolo Antonio (in religione Michele) Ghislieri (Bosco Marengo in provincia d’Alessandria, 17 gennaio 1504 – Roma, 1º maggio 1572) che fu il 225º vescovo di Roma. Pio V fu tra i massimi riformatori della Chiesa Cattolica secondo i dettami del Concilio di Trento. Insieme a san Carlo Borromeo e sant’Ignazio di Loyola è considerato tra i principali artefici e promotori della Controriforma. Si adoperò nella difesa del Cattolicesimo dall’eresia attraverso un ampliamento dei diritti giurisdizionali della Chiesa. A lui si deve la scomunica di Elisabetta I d’Inghilterra, nel tentativo di favorire l’ascesa al trono inglese della cattolica Maria Stuart. Riordinò i poteri dei cardinali inquisitori nella bolla Cum felicis recordationis, essendo sempre attento al lavoro degli stessi. A lui si deve anche l’istituzione, nel 1571, della Sacra Congregazione dell’Indice dei Libri Proibiti. La Bolla è diretta al nuovo tesoriere generale della chiesa chiamato dallo stesso Papa Pio V a ricoprire l’importante carica, Bartolomeo Bussetti nato a Bibbiena nel 1520. “Il nome del B. venne assumendo nel corso degli anni un’importanza sempre crescente che culminò, il 17 genn. 1566, nella nomina da parte di Pio V a tesoriere generale della Chiesa. Appena eletto al soglio pontificio, Pio V chiamò il B. a sostituire Donato Matteo Minali sulla cui onestà si nutrivano alcuni dubbi; in effetti il B., esperite le indagini, riscontrò l’esistenza nei libri contabili di gravi irregolarità a danno della Camera apostolica per cui il Minali venne condannato. Il B., che mantenne la carica di tesoriere generale durante tutto il pontificato di Pio V, seppe adeguare le sue direttive economiche alla politica che nel campo dell’amministrazione dello Stato pontificio Pio V voleva perseguire. Il pontefice infatti voleva improntare la sua politica economica a grande parsimonia per quanto riguardava il fasto della corte papale, onde poter apportare alleviamenti fiscali alla popolazione. Infatti fra i primi atti del pontefice, suggeriti dal B., figurano l’abolizione, in Roma, dell’imposta sul vino, la revisione generale di altre tasse, l’abolizione dell’imposta sul macinato nel Patrimonio di San Pietro, dietro una prestazione pecuniaria da pagarsi una sola volta. Inoltre emanò severe prescrizioni contro quegli ufficiali dell’amministrazione che si fossero lasciati corrompere da regalie.” dal sito Treccani.it. Proprio in quest’ottica di risparmio e gestione del patrimonio ecclesiastico si inserisce questa bolla pontificia. Rara.

150 euro

44) BOLLA PAPALE DIRITTO MILANO MEDICI PIO IV BOLLE PAPALI STAMPATORI BLADO

 IMG_7985_clipped_rev_1Pio IV Papa,

Bulla S. D. A: D. Pii Divina providentia Papae IIII. Super Reformatione Signaturae Iustitiae. Motus Proprius S. D. N. D. Pii Divina providentia Papae Quarti super concessione prorogationum causarum Fatlium.

(Romae, Apud Sanctum Petrum, Blado Antonio, 12 febbraio 1564)

In 4° grande (32×21 cm); (4) pp. Legatura in cartoncino moderno. Due piccoli forellini alla prima carta, ininfluente. Qualche abile restauro ai margine interno basso ed alto con piccola integrazione di carta bianca. Quasi invisibile e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Stemma mediceo, di Pio IV, alla prima pagina. Rara bolla papale di Papa Pio IV, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano (Milano, 31 marzo 1499 – Roma, 9 dicembre 1565), al quale si deve la conclusione del Concilio di Trento e che fra i vari incarichi, ricoprì, nel 1542-1543, la posizione di commissario delle truppe pontificie inviate in Ungheria e Polonia contro Turchi e luterani. Importante bolla papale con la quale il pontefice riforma l’amministrazione parte dell’amministrazione della giustizia pontificia. Il pontefice agevolò anche l’arte della stampa istituendo nel 1561 la Stamperia del popolo romano, chiamandola a dirigerla Paolo Manuzio, figlio terzogenito di Aldo (Bulla Motu proprio del 22 luglio 1561). Importante e rara bolla pontifica di interesse giuridico romano. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: PUVE015813 EDIT16/CNCE041969.IMG_7986_clipped_rev_1

150 euro

45) BOLLA PAPALE DIRITTO MILANO MEDICI PIO IV BOLLE PAPALI STAMPATORI BLADO

IMG_7990_clipped_rev_1Pio IV Papa,

S.d.n.d. Pii papae quinti Reformatio, motus proprij Pii papae IIII super admissione appellationum causarum criminalium. Eiusdem prorogatio ad annum motus proprij Pii quarti pro condemnatis in contumaciam ad sese expurgandum. Eiusdem mandatum quod iudices capitolini in integrum restituant litigantes aduersus impedimentum sedis vacantis Pij quarti. Eiusdem moderatio constitutionum & proclamatum concedentium facultatem nominandi bannitos.

[Roma : eredi Antonio Blado, 1570]

In 4° grande (32×21 cm); (4) pp. Legatura in cartoncino moderno. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Grande stemma di Papa Pio IV. Rara bolla papale, stampata da Antonio Blado, Stemma mediceo, di Pio IV, alla prima pagina. Rara bolla papale di Papa Pio IV, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano (Milano, 31 marzo 1499 – Roma, 9 dicembre 1565), al quale si deve la conclusione del Concilio di Trento e che fra i vari incarichi, ricoprì, nel 1542-1543, la posizione di commissario delle truppe pontificie inviate in Ungheria e Polonia contro Turchi e luterani. Importante bolla papale con la quale il pontefice riforma l’amministrazione parte dell’amministrazione della giustizia pontificia. Il pontefice agevolò anche l’arte della stampa istituendo nel 1561 la Stamperia del popolo romano, chiamandola a dirigerla Paolo Manuzio, figlio terzogenito di Aldo (Bulla Motu proprio del 22 luglio 1561). Importante e rara bolla pontifica di interesse giuridico romano. La bolla pontificia in questione regola alcuni aspetti del diritto criminale dello Stato Pontificio. Rara. Rif. Bibl.: MI0255 Biblioteca della Società storica lombarda; Per il nome del tipografo, cfr. VABLA 578.

150 euro

46) BOLLA PAPALE DIRITTO MILANO MEDICI PIO IV BOLLE PAPALI STAMPATORI BLADO
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Bulla Sanctissimi D. N. Dni Pii Divina Providentiae Papae IIII, Super Reformatione Officii, Correctoris Cancellariae, et Contradictarum. Pius Episcopus Servus Servorum DEI Ad perpetuam Rei memoriam.

[Roma : Apud Antonium Bladum Impressorem Cameralem, S. data ma 1562]

In 4° grande (32×21 cm); (4) pp. Legatura in cartoncino moderno. Qualche abile restauro ai margine interno basso ed alto con piccola integrazione di carta bianca. Quasi invisibile e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Rara bolla papale, stampata da Antonio Blado, di Papa Pio IV, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano (Milano, 31 marzo 1499 – Roma, 9 dicembre 1565), al quale si deve la conclusione del Concilio di Trento e che fra i vari incarichi, ricoprì, nel 1542-1543, la posizione di commissario delle truppe pontificie inviate in Ungheria e Polonia contro Turchi e luterani. Importante bolla papale con la quale il pontefice riforma l’amministrazione parte dell’amministrazione della giustizia pontificia. Il pontefice agevolò anche l’arte della stampa istituendo nel 1561 la Stamperia del popolo romano, chiamandola a dirigerla Paolo Manuzio, figlio terzogenito di Aldo (Bulla Motu proprio del 22 luglio 1561). Importante e rara bolla pontifica di interesse giuridico romano. La bolla pontificia in questione regola le competenze di alcune cariche dello Stato Pontificio finalizzata alla riforma dell’ufficio del correttore della Cancelleria Apostolica. Rara. Rif. Bibl.: Catalogo delle edizioni romane di Antonio Blado Asulano ed eredi, I, n. 277.

150 euro

47) BOLLA PAPALE DIRITTO MILANO MEDICI PIO IV BOLLE PAPALI STAMPATORI BLADO

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Bulla S. D. A. Pii Pape Quarti super revocatione legitimationum naturalium spuriorum, ac facultatum legitimandi, in praedicium vocatorum ex fidei commisso, aut testamento, vel quavisalia valida dispositione.

Romae, Apud Antonium Bladum Impressorem Cameralem, Anno. 1564

In 4° grande (32×21 cm); (4) pp. Legatura in cartoncino moderno. Qualche abile restauro ai margine interno basso ed alto con piccola integrazione di carta bianca. Quasi invisibile e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Grande stemma mediceo di Papa Pio IV al frontespizio entro cornice architettonica con colonne e giustizia sopa lo stemma. Rara bolla papale, stampata da Antonio Blado, di Papa Pio IV, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano (Milano, 31 marzo 1499 – Roma, 9 dicembre 1565), al quale si deve la conclusione del Concilio di Trento e che fra i vari incarichi, ricoprì, nel 1542-1543, la posizione di commissario delle truppe pontificie inviate in Ungheria e Polonia contro Turchi e luterani. Importante bolla papale con la quale il pontefice riforma l’amministrazione parte dell’amministrazione della giustizia pontificia. Il pontefice agevolò anche l’arte della stampa istituendo nel 1561 la Stamperia del popolo romano, chiamandola a dirigerla Paolo Manuzio, figlio terzogenito di Aldo (Bulla Motu proprio del 22 luglio 1561). Importante e rara bolla pontifica di interesse giuridico romano. La bolla pontificia in questione regola vari aspetti in materia di disposizione testamentaria. Rara. Rif. Bibl.: Catalogo delle edizioni romane di Antonio Blado Asulano ed eredi, I, n. 277.

180 euro

49) BOLLA PAPALE DIRITTO MILANO MEDICI PIO IV BOLLE PAPALI STAMPATORI BLADO

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Bulle Pii Pape Quarti super residentia Praelatorum, super fructibus Ecclesiarum collegiatarum, inter Canonicos & alios divini officiis interficientes distribuendis. Snpervisitatione Ecclesiaru, Graecorum. Super Patrinos in Baptismate. Suder Confessione, & Comunione in die Paschatis. Super Habitu clericali deferendi. Super Reintegratione Iurisdictionis Curiae Capitolii.

(Romae, Apud Antonium Bladum Impressorem Cameralem, S. data ma 1564)

In 4° grande (32×21 cm); (8) pp. Legatura in cartoncino moderno. Un forellino dovuto ad un difetto della carta ante stampa alla seconda carta e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Stemma mediceo di Papa Pio IV al frontespizio con al lato due effigi di santo. Varie iniziali xilografiche. Rara bolla papale, stampata da Antonio Blado, di Papa Pio IV, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano (Milano, 31 marzo 1499 – Roma, 9 dicembre 1565), al quale si deve la conclusione del Concilio di Trento e che fra i vari incarichi, ricoprì, nel 1542-1543, la posizione di commissario delle truppe pontificie inviate in Ungheria e Polonia contro Turchi e luterani. Importante bolla papale con la quale il pontefice riforma l’amministrazione parte dell’amministrazione della giustizia pontificia. Il pontefice agevolò anche l’arte della stampa istituendo nel 1561 la Stamperia del popolo romano, chiamandola a dirigerla Paolo Manuzio, figlio terzogenito di Aldo (Bulla Motu proprio del 22 luglio 1561). Pubblicato a Roma da Antonio Blado, cfr. Catalogo delle edizioni romane di Antonio Blado Asolano ed eredi, n. 1860. Importante e rara bolla pontifica di interesse pontificio che regola alcuni comportamenti del clero romano. Rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PUVE\015823.

150 euro

50) BOLLA PAPALE DIRITTO MILANO MEDICI PIO IV BOLLE PAPALI STAMPATORI BLADO

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Bulla Sanctissimi D. N. Dni. Pii Divina providentia Papae IIII. Super Reformatione Officii Camarae Apostolicae. Pius Episcopus Servus Servorum Dei ad perpetuam Rei memoriam.

(Romae, Apud Antonium Bladum Impressorem Cameralem, S. anno ma 1564)

In 4° grande (32×21 cm); (4) pp. Legatura in cartoncino moderno. Qualche abile restauro ai margine interno basso ed alto con piccola integrazione di carta bianca. Quasi invisibile e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Grande rara bolla papale, stampata da Antonio Blado, di Papa Pio IV, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano (Milano, 31 marzo 1499 – Roma, 9 dicembre 1565), al quale si deve la conclusione del Concilio di Trento e che fra i vari incarichi, ricoprì, nel 1542-1543, la posizione di commissario delle truppe pontificie inviate in Ungheria e Polonia contro Turchi e luterani. Importante bolla papale con la quale il pontefice riforma l’amministrazione parte dell’amministrazione della giustizia pontificia. Il pontefice agevolò anche l’arte della stampa istituendo nel 1561 la Stamperia del popolo romano, chiamandola a dirigerla Paolo Manuzio, figlio terzogenito di Aldo (Bulla Motu proprio del 22 luglio 1561). Importante e rara bolla pontifica di interesse giuridico romano. La bolla pontificia in questione regola vari aspetti di riforma della Camera Apostolica. Rara. Rif. Bibl.: .

150 euro

51) GUIDE LUCCA TOSCANA PRIME EDIZIONI VIAREGGIO CAMAJORE MASSACIUCCOLI CAMIGLIANO COLLODI SALTACCHIO SEGROMIGNO

 IMG_7969_clipped_rev_1Trenta Tommaso,

Guida del forestiere per la città e il contado di Lucca

Lucca, Dalla Tipografia di Francesco Baroni, 1820

In 8°; (12), 164 pp. Brossura editoriale con cornici xilografiche ai piatti. Dorso anticamente integrato. Esemplare leggermente ed uniformemente brunito a causa della qualità della carta. Tre forellini al piatto anteriore. Esemplare ancora in barbe, in buone condizioni di conservazione. Non comune da reperirsi con la sua brossura originale. Prima edizione di questa celebre guida di Lucca e dei paesi limitrofi quali Viareggio, Camajore, Massaciuccoli, Villa Torrigiani a Camigliano. Nell’opera vengono descritte ville a Saltocchio, S. Pancrazio, Marlia, Segromigno. Collodi. Fra i capitoli: “Delle vicende politiche di Lucca”; “Descrizione geografica del Ducato, suo clima e sua popolazione”; “Descrizione topografica della Città, sue primarie pubbliche istruzioni e manifatture”; “Delle monete, pesi, e misure lucchesi, ed oggetti di belle arti più rimarcabili”. Questa è l’opera più famosa del nobile lucchese Tommaso Trenta. La sua guida di Lucca ebbe notevole successo e diverse riedizioni. Rif. Bibl.: Lozzi (2378) e Fossati-Bellani II, 3214.IMG_7970_clipped_rev_1

75 euro

53) MADRIGALI POESIA RARITA’ BIBLIOGRAFICHE CORINALDO ANCONA SINIGALLIA MARCHE SCAVOLINO PENNABILI RIMINI

IMG_7974_clipped_rev_1  IMG_7973_clipped_rev_1Autori vari,

Le Gare de’ Cigni nel Felicissimo Dottorato in Filosofia, e Medicina, Del molto Illustre, e Molto Eccellente Signore, Il Signore Pietro Agostino Boscherini da Corinaldo. Dedicate all’Eminentissimo Principe Il Signor Card. Carpegna.

In Macerata, per Carl’Antonio Camacci, 1663IMG_7971_clipped_rev_1

In 8° piccolo; (4), 30, (2) pp. Brossura in carta settecentesca. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Frontespizio entro ricca cornice xilografica, leggermente rifilata al margine esterno. Grande stemma araldico del Cardinale prima e Vescovo di Frascati poi, Ulderico Carpegna (Scavolino frazione di Pennabili in provincia di Rimini, 24 giugno 1595 – Roma, 24 gennaio 1679) dei conti di Carpagna nel Montefeltro. Al frontespizio stemma araldico del noto medico e fisico di Corinaldo, in provincia di Ancona nell’entroterra di Sinigallia, Pietro Agostino Boscherini al quale si deve anche il celebre trattato “Dell’acqua minerale di Fonte Bono della terra di santa Natoglia diocese di Camerino, e delle sue miniere”. Grande stemma a piena pagina dei Boscherini da Corinaldo all’ultima carta. Numerosi componimenti sono ispirati e dedicati alle comete in quanto una cometa si trova nello stemma stesso dei Boscherini di Corinaldo. Opera rarissima, nessun esemplare censito in ICCU o citato da altra bibliografia consultata.IMG_7972_clipped_rev_1

250 euro

55) VATICANO SANTA SEDE STORIA PAPALE PAPI BOLOGNA LECCE RAVALLO SCALE CAVA DE TIRRENI SALERNO

 IMG_7978_clipped_rev_1IMG_7977_clipped_rev_1Michele Tafuri,

De auctoritate summi pontificis dissertatio Michelis Tafuri ex comitibus Wirtimbergae Sanctissimo Domino Benedicto XIV. Urbis atque orbis episcopo, Romanae Provinciae Metropolitae Italiae Primati. Occidentali, & Universali Patriarchae Ecclesiae Catholicae Pontifici Maximo Inscripta.

Bononiae, S. stampatore, 1740

In 4°; 331, (1) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro su fascetta rossa al dorso. “Ex Libris Reverendi Francisci – Xaverii Donnarumma” ottocentesco, applicato al recto del piatto anteriore. IMG_7976_clipped_rev_1Bellissime iniziali finemente incise. Esemplare uniformemente brunito a causa della qualità della carta utilizzata e tipico di tutte le copie. Esistono alcuni esemplari che presentano una c. di tav. fuori testo con il ritratto di “Papa Benedetto XIV” nel nostro esemplare assente. Gli altri esemplari digitalizzati sono sempre privi del ritratto. Prima ed unica edizione di questo trattato del noto ecclesiastico leccese e vescovo di Ravello e Scala prima e di Cava de’ Terreni, poi, Michele Tafuri (Lecce 1712 – 1796). L’opera è un dotto trattato che analizza la storia dell’autorità papale sui beni temporali della Chiesa Cattolica, sugli aspetti spirituali. Le ultime 130 pagine sono dedicate alla storia cronologica dei papi cattolici. Opera dotta in buone-ottime condizioni di conservazione di interesse vaticano. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BVEE\060351.

200 euro

56) UMANESIMO UMANISTI LINGUA LATINA RETORICA CLASSICI DELLA LETTERATURA

 IMG_8784_clipped_rev_1Valla Lorenzo,

Laurentii Vallae Elegantiarum Latinae linguae libri sex. Eiusdem De reciprocatione sui, & suus, libellus. Ad ueterum denuò codicum fidem ab Ioanne Raenerio emendata omnia.

Lugduni, apud Seb. Gryphium, 1548

In 8°; 521, (37) pp. Manca la penultima carta con colophon e marca tipografica al verso. Legatura coeva in piena pergamena molle con al dorso, titolo chiosato da mano seicentesca che riprende la vecchia scritta ormai sbiadita. Lievi segni del tempo. Piccolo timbretto ex-libris privato al recto del piatto anteriore “Deciano Deciani”. Firma novecentesca di possesso al margine bianco del frontespizio, “Deciano Deciani”. Marca tipografica al frontespizio “Grifone passantIMG_8785_clipped_rev_1e, appoggiato su tre zampe, con la sinistra anteriore sollevata”. Esemplare, all’interno, in buone condizioni di conservazione. Bell’edizione stampata da Sebastian Gryphius a Lione di questa celeberrima opera del grande umanista, filologo, scrittore, filosofo ed accademico romano, Lorenzo Valla (Roma, 1407 – Roma, 1º agosto 1457). Fin dalla giovane età dimostrò una grande intelligenza ed il gusto per la provocazione. Nella sua prima opera, oggi andata perduta, il “De comparatione Ciceronis Quintilianique”, confrontando il latino di Quintiliano a quello di Cicerone, concluse, contro il gusto imperante dell’epoca, per la superiorità del primo sul secondo cosa che gli attirò diverse antipatia come ad esempio quelle di Antonio Loschi e Poggio Bracciolini che si opposero ad un suo possibile incarico presso la Curia Pontificia. Nel 1431 fu chiamato a Pavia ad insegnare Retorica nell’ateneo cittadino. Sono questi anni di intensi studi e del formarsi del suo pensiero. A questo periodo, per esempio, risale il suo celebre scritto “De Voluptate” nIMG_8786_clipped_rev_1el quale attaccò fermamente la morale stoica e l’ascetismo medioevale, arrivando però a trovare una sintesi tra il cristianesimo e l’edonismo che si fondono nella forma più alta di voluttà umana e cioè la ricerca spirituale e la fede nel divino. Nel 1440 a lui si deve un breve testo dedicato allo studio filologico e storico della Donazione di Costantino nel quale, Valla dimostrò senza ombra di dubbio che la Donazione era un falso. La sua anima di filologo lo portarono a metter in dubbio l’autenticità di altri importanti documenti religiosi antichi come, ad esempio, la lettera ad Abgar V attribuita a Gesù. Le sue critiche feroci e dotte alla Chiesa Cattolica ne fecero un precursore, in qualche modo, di Lutero. L’opera qui presentata, venne esposta per la prima volta nel 1444, pubblicata per la prima volta postuma nel 1471, ottenendo grande successo. L’opera è una delle più celebri raccolte di passi tratti da diversi autori latini quali Publio Virgilio Marone, Cicerone, Tito Livio ed altri, che secondo Valla sono gli autori dai quali si devono codificare i canoni linguistici, stilistici e retorici della lingua latina. L’opera divenne uno dei testi basi del movimento umanista che si stava impegnando a riformare lo stile latino cristiano con quello ciceroniano. A parte la mancanza dell’ultima carta con il colophon e la marca tipografica, l’opera si presenta in buone condizioni di conservazione.IMG_8787_clipped_rev_1IMG_8788_clipped_rev_1

220 euro