De fontium Mutinensium admiranda scaturigine tractatus physico-hydrostaticus Bernardini Ramazzini in Mutinensi Lyceo medicinae professoris, Ad Serenissimum Franciscum II Mutinae Regii, &c. Ducem X.

De fontium Mutinensium admiranda scaturigine tractatus physico-hydrostaticus Bernardini Ramazzini in Mutinensi Lyceo medicinae professoris, Ad Serenissimum Franciscum II Mutinae Regii, &c. Ducem X.

id: 5613
Autore: Ramazzini Bernardino,
Prezzo: 750.00
Editore: Typis Haeredum Suliani Impressorum Ducalium,
Anno di pubblicazione: 1691
Luogo di pubblicazione: Mutinae,
Descrizione: In 4° (20,5×15,4 cm); 87, (1) pp. e una c. di tav. più volte ripiegata fuori testo con sottoscrizione “Natalis de Regibus Inc. Mut. 1691”. Legatura coeva in cartoncino molle con rinforzo antico al dorso (qualche lieve difetto al dorso). Un forellino di tarlo alle prime 5 carte e alla carta fuori testo, praticamente invisibile. Antica firma settecentesca di appartenenza di ordine religioso estinto al frontespizio, e ex-libris privato ottocentesco al margine basso del frontespizio. Esemplare completo nel testo ma che curiosamente presenta le carte B2-B3 ricopiate da mano ottocentesca. Bellissima la tavola fuori testo. Esemplare all’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione di questa celeberrima opera del grande medico ed intellettuale carpigiano, considerato il fondatore della moderna medicina del lavoro ed il precursore dell’Idrogeologia moderna, Bernardino Ramazzini (Carpi, 3 novembre 1633 – Padova, 5 novembre 1714) che fu amico e corrispondente di Leibnitz. Il “de Fontium” fu un’opera di grande successo che vide tre edizioni nell’arco di soli 30 anni (l’ultima pubblicata nell’Opera Omnia nel 1718). “Ricercando […] mi è risultato chiaramente, che il fondatore dell’idrogeologia moderna è stato un medico nativo di Carpi, Bernardino Ramazzini, laureato in medicina a Parma, il quale affermatosi con non poche difficoltà a Modena, fu chiamato come professore a Padova. Un grande studioso, riconosciuto universalmente come il fondatore della Medicina del Lavoro, che, mente speculativa, quando era a Modena cercò di spiegare anche perché l’acqua zampillasse dal terreno. Nel suo lavoro: De Fontium Mutinensium Admiranda Scaturigine Tractatus Physico-Hydrostaticus, pubblicato in Modena, Typis Haeredum Suliani Impressorum Ducalium, 1691 (2nd Edition, Padua, 1783), spiegò chiaramente il fenomeno dell’artesianesimo con il principio dei vasi comunicanti […]. La spiegazione del Ramazzini interessò molto Charles Darwin. Il lavoro del Ramazzini, grazie al latino, si diffuse rapidamente in tutta Europa e in particolare in Francia, dove fu oggetto di un importante dibattito scientifico alla Société Philomatique di Parigi, e in Germania, soprattutto per opera di Leibniz, che andò a trovarlo e gli espresse grandi lodi in una lettera in latino che ho ritrovato. A Parigi, come in Germania, l’esperimento dei vasi comunicanti di Ramazzini fu ripetuto e la spiegazione si affermò definitivamente […]. Ricordo qui solo Cassini, pubblico professore a Bologna e socio dell’Accademia Reale di Parigi, insigne astronomo e naturalista, il quale alla fine del XVII secolo introdusse in Francia le tecniche di perforazione, che egli aveva visto usare a Modena e a Bologna. Modena divenne così famosa e anche per questo si giustifica la presenza delle trivelle nello stemma della città. I rapporti con Leibniz furono particolarmente intensi e duraturi. In occasione della sua visita a Modena, aveva incoraggiato Ramazzini a continuare, insieme con le sue ricerche sulla medicina, anche quelle sulle scienze naturali e tecnologiche. Egli si occupava soprattutto della sperimentazione del movimento del mercurio nel tubo di Torricelli e delle sorgenti di Modena. In aggiunta alle sperimentazioni di fisica sul barometro, Ramazzini intraprese la ricerca sulle relazioni fra lettura barometrica, salute e benessere dell’uomo. Il suo diario barometrico, Ephemerides barometricae Mutinensis del 1694, fu pubblicato a Modena nel 1695, ma i principi proposti sono presenti nella corrispondenza con Leibniz del 1691. Infatti, nella sua lettera del 4 maggio 1691, Ramazzini ricorda che Leibniz durante la sua visita a Modena lo aveva esortato a misurare la temperatura dei pozzi locali al variare della quota: “optabam enim ut tu praesens suaseras aliquot experimenta capere de horum Puteorum temperie secundum variam altitudinem”. Nelle ricerche sulle sorgenti d’acqua del Modenese, il medico e docente Ramazzini non mancò di rilevare le condizioni di lavoro degli operai nei
Soggetto: MEDICINA LAVORO CARPI IDROLOGIA GEOLOGIA MODENA